09/06/12

Torino: La Mantia quasi a Londra - Amidei e Manenti a Helsinki

Manenti - Fidal.it
Torniamo a Torino, anche perchè oltre ai 110hs di Abate the adjectivless, ci sono molti altri spunti di cronaca nazional-atletica. Bè, indubbiamente il gol l'ha messo di giustezza anche Simona La Mantia, Miss Crisalide 2012, che evidentemente grazie al nutrimento dell'umidità piemontese, ha raggiunto lo stadio finale sbocciando in un 14,29 che le vale il minimo "B" per Olimpia, non-A per un solo centimetro. Ma a questo punto, penso che Arese ed i suoi satrapi possano rinunciare ad un cugino di terzo grado da portare allo Stadio di Londra per la finale dei 100 metri per far spazio alla siciliana sul volo per Heatrow. Il cugino di terzo grado può avere magari il pass per il Villaggio olimpico il giorno del triplo femminile: un giusto compromesso. Per La La Mantia il 14,29 rappresenta (secondo Mr Sigma) la 16^ prestazione personale di sempre e che arriva dopo una stagione indoor imbalsamata, e una prima parte di stagione outdoor ancora poco incisiva. Alle sue spalle, si fa notare il 13,60 di Eleonora D'Elicio, che migliora di 3 centimetri il proprio personale. 
Nello sprint, detto che Dwain Chambers forse avrebbe fatto meglio a non andare ad allenarsi con Powell se questi sono i risultati (10"29), sui 200 finalmente i gemelli-diversi Davide Manenti e Diego Marani abbattono finalmente il torpore che si annida sui 21" netti, scendendo negli inferi del sub-21" abbondantemente. Confesso di aver visto un Davide Manenti taurino, come non l'avevo mai visto.  E a dire il vero l'ho visto poche volte. 20"76, nettamente personale, e, almeno visto frontalmente, ha ancora alcuni punti deboli su cui lavorare e quindi migliorare. Seconda volta sotto i 21", e personale catechizzato di quasi due decimi (aveva un 20"94). Secondo la genealogia delle liste italiane di sempre, Manenti si parcheggia al 20° posto, assieme ad un Duca dell'Atletica italiana: Sergio Ottolina, che corse lo stesso tempo, ma nel 1964, quando le piste erano in carbonella e l'unica analogia con quelle attuali era la distanza. A proposito: stando ai principi che muovono le sorti della staffetta, ora come si farà a fare a meno di lui (Manenti) considerata la maniacale predilezione del CT della velocità per i 200isti da incastrare nelle curve? A complicare ulteriormente il quadro, è il 20"85 di Diego Marani, che il tempo l'ha corso in prima corsia. Marani corre la sua 5^ volta sotto i 21", migliorando di 6 centesimi il suo personale di 20"91 corso nel 2010. Quindi i gemelli-diversi, hanno fatto il personale lo stesso giorno, sulla stessa pista. Inseparabili. 
Nei 400 metri Marco Vistalli, col suo 46"23, ci dice alcune cose: la prima è che il minimo olimpico A nei 400 maschili è molto distante per tutti gli italiani. Il B no, ovvero 45"90, che può essere nelle corde del bergamasco. Nel frattempo ci sarebbe da correre almeno il minimo stabilito dalla Fidal per Helsinki, ovvero 46"00. E il tempo passa, e siamo già vicini alla soglia ultima (il 17 giugno). La seconda cosa che ci dice, è che strano che non ci fosse a Roma al Golden Gala (unitamente a Licciardello) per provare obiettivamente quello che dovrebbe essere il target carrieristico del momento di qualsiasi 400ista azzurro: la 4x400. Partecipare alle olimpiadi per uscire al primo turno ( a meno di correre in 45" basso), è sempre bello ma... un pò desolante. Meglio ambire ad una partecipazione corale di squadra, centrare una finale e correre con i migliori del mondo, anche se solo parzialmente. Nella logica delle cose dovrebbe essere così: ma nella mente di ognuno, giustamente, ci sono altri sogni e altre strade per raggiungerli. Michele Tricca ha finito il suo 400 invece in 46"59, stabile, anche se il tempo rappresenta la sua 3^ prestazione di sempre, mentre Marco Lorenzi, 47"29
1'47"35 per Giordano Benedetti, terza prestazione personale di sempre. 13'30"23 per Stefano La Rosa, ottimo se considerato cispadanamente, un pò meno oltre le Alpi. Addirittura naufragato Andrea Lalli, investimento nel lungo periodo dell'attuale Fidal (almeno, in una dell, che deve essere falcidiato dagli infortuni, visto il crono di 13'55"42 con il quale ha concluso staccatissimo. Meglio dei due ha fatto l'italo-ucraino o meglio, ucraino-italico Maksym Obrubanskiy: 13'27"15
Nell'ordine di importanza di risultati, dovrebbe avere un posto di assoluto rilievo l'11"42 di Tiziana Amidei sui 100 metri. 8^ performer di sempre in Italia, giusto per ricordarci che qualche cosa si muove finalmente: sono finiti i tempi dove la staffetta faceva affidamento a centiste da 12"0 manuale (e non sono nemmeno tanto lontani). O almeno: adesso il CT potrà scegliere: magari rimette le centiste da 12" manuale, ma almeno compiendo una scelta più ragionata e delle giustificazioni più articolate. Talento sopraffino, direi. 11"42 che le apre le porte dello stadio di Helsinki, e per 4 cent non raggiunge il minimo B di Londra. Audrey Alloh, miglior sprinter azzurra fino a ieri sera, si genuflette un pò a sorpresa alla piemontese, ma insomma, correndo sempre il proprio personale con 11"46 e ottenendo per l'ennesima volta un tempo simile in pochi giorni. Staffetta europea che inizia a plasmarsi (in senso lato, poi non la facciamo noi, purtroppo), stando ai meri risultati sino ad oggi registrati: Amidei, Alloh quasi certe. Caravelli (presa in considerazione?) e una quarta che si dovrà scegliere da Gloria Hooper, Micol Cattaneo (che ha il terzo tempo italiano dell'anno) e Ilenia Draisci (11"66, con 2 cent meglio di Martina Giovanetti). 
800 con una Marta Milani ancora vicina al minimo europeo... ma ancora non centrato. 2'02"65. Personalissima sensazione: sembra che la Milani stia correndo senza divertirsi come quando correva i 400. Non appare convinta, o la convinzione forse è diversa. La scelta degli 800 è sicuramente intelligentissima: rispetto ai 400, come già spiegato in precedenza, ci sono più opportunità, correndo anche 1'59" nella gara giusta, al momento giusto. Si partiva con un 2'01"5 corso in una stagione in cui gli 800 erano stati solo un'ipotesi... comprendo quindi la concatenazioni di pensieri causa-effetto. "Se si preparano meglio gli 800, si scende sotto i 2' e lì si può sognare". Nei 400, anche migliorando di 1", si rimarrebbe ai margini dell'atletica che conta. Tutto molto lineare come ragionamento. Però la variabile "divertimento" può essere determinante. La vedo così. 
Micol Cattaneo invece mi sa che si è presa un pizzico di vantaggio su Giulia Pennella quanto a biglietto per Helsinki, quanto meno a regolarità. 13"13 con 0,6 di vento. Infine, gara di lancio del peso con Chiara Rosa (18,06) seconda, ma soprattutto con Assunta Legnante che stabilisce un nuovo incredibile record del mondo per la propria categoria di disabilità visiva. 15,22. Bè, dopo Chiara Rosa e Julaika Nicoletti, è la terza italiana dell'anno in questa specialità. In grandissima salita. E perchè se Oscar Pistorius partecipa alle più grandi manifestazioni internazionali, un domani non potremmo vederci Assunta combattere come... prima, ma con qualche cosa in più dentro? 

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