
Mi è stato prestato l'annuario della Fidal del
1979 (l'annus memorabilis dell'atletica italiana, e voi sapete perchè!) e non ho resistito all'istinto primordiale di andare a cercare nelle liste dell'anno se conoscessi qualcuno che adesso frequenta il nostro mondo master. Che facevano prima di arrivare in questo variegato mondo? Il primo epigono che mi è capitato sotto gli occhi è
Massimo Clementoni, che nel 1979 correva i 100 in un roboante
10"46 ed era il sesto velocista italiano dell'anno, in QUELL'ANNO, dove Mennea triturava gli avversari come se fossero verze, e nel giro della nazionale giravano personaggi mitologici della velocità italiana come Franco Lazzer, Luciano Caravani, Giovanni Grazioli, Mauro Zuliani, Pasqualino Abeti... Ma nella stessa lista non ti trovo poi anche
Gianni Lolli, al 31° posto con
10"92 (ma 10"5 manuale!)? Chi, frequentando il variegato mondo master non l'ha conosciuto? Nei meandri delle liste si intravede anche un giovanissimo
Michele Di Pace, capace di correre in quegli anni (aveva 19 anni) in
10"6 e
22"13 (
21,7 manuale). Sui 200 una stranezza: Lazzer, con questo nome granitico, riusciva a correre i 100 in meno di 10"30 e faceva fatica a scendere sotto i 22" nei 200... mistero. Al 51° posto della lista dei 200 manuali, troviamo invece il ventenne
Salvino Tortu (
21"8). I 400 sono una specialità nobile: i "grandi" del passato sono più restii a ritornare a combattere nelle arene... anche se sembra che un certo
Roberto Ribaud stia covando qualche cosa per il 2010. Mezzofondo quasi immune da contaminazioni degli odierni master. La ragione? Forse troppi chilometri percorsi per troppi anni per trovare gli stimoli per tornarne a farne ancora dopo i 35. Nonostante tutto il più performante è sicuramente
Michelangelo Arena (ha vinto qualche titolo italiano tra i master) in quell'anno correva in
14'01"50 i 5.000 e
29'08"4 i 10.000. Ma soprattutto era allora il capofila della maratona con
2h14'44".
Hubert Indra in quegli anni era uno dei decatlheti più in vista (secondo con
7258 punti), ma era posizionato nelle liste della stagione sia sui 110hs (
15"28 e
15"1 manuale), che nell'asta con
4,40. Nei 400hs il medico milanese
Luca De Ponti correva allora in
53"8. Nel salto in alto non poteva non esserci il talentuoso
Marco Segatel (allora 17enne) che saltò a Brescia
2,05. Nel salto in lungo,
Alberto Papa (quest'anno ha vinto una medaglia ai World Masters Games a Sydney) saltava
7,31 a 17 anni a Ravenna, cioè 1 cm in più di Giovanni Evangelisti che era di un anno più giovane. Al terzo posto nella graduatoria del salto triplo (il miglior master ante-quo) troviamo uno degli atleti da hall-of-fame del masterismo italiano:
Crescenzio Marchetti (Fiat Iveco) classe '51 che allora atterrava nella sabbia a
15,85 (meglio di Dario Badinelli!
Aronne Romano era allora 40° nel peso con
14,41 e
Luciano Baraldo (Tosi Tarvisio) 43° con
14,31.
Michelangelo Bellantoni era invece 45° con
14,22.
Luciano Baraldo 13° nel disco con
51,40. Nelle liste assolute del disco troviamo addirittura
Carmelo Rado, che allora aveva già 46 anni e che lanciava
48,44 (30° lanciatore in Italia).
Massimo Terreni lo troviamo al 43° posto nel lancio del martello con
51,62. Nel giavellotto
Fabio Diotallevi risulta inserito al 29° rango con
63,26. L'attuale lanciatore
Lorenzo Locati era 14° nelle graduatorie del Decathlon con
6693 punti. Nella marcia
Graziano Morotti ha percorso i 10 km in
44'54"1 e i 20 km in
1h32'15".
Donne: Erika Niedermayrè presente nei 100 metri con
12"55 (42esima) ma
12"1 manuale. La stessa Erika ea capace di correre i 200 in quell'anno in
25"23 (e
24"9 manuale). Nei 100hs aveva piazzato un bel
14"82 (15^) e 17^ nel pentathlon con
3324 punti. Troviamo a sorpresa la giovanissima 17enne comasca
Elena Montini (della Panzeri) che correva i 400 in
57"9 e gli 800 in
2'11"1 che la poneva al 15° posto in Italia. Non poteva mancare
Nadia Dandolo (Camposampiero PD), 13^ nei 1500 con
4'31"7, 21^ nei 3000 con
10'06"7.
Waltraud Egger era 13^ nei 3000 con
9'49"33, mentre
Silvana Acquarone era 39^ sempre nei 5000 con
10'18"8.
Chiara Passigato era 10^ nel salto in alto (dove dominava Sara Simeoni) con
1,75 e
Carla Forcellini 50^ con
1,67.
- I master del '79, uomini: nei 10.000 troviamo il 35enne Paolo Accaputo, classe '44, che corse a Roma in 29'24"8. Renato De Palmas, allora 40enne (secondo le liste è del 1939, chissà cosa pensavano di lui in un periodo in cui i master erano dei marziani!) correva sempre i 10000 in 30'15"5. Nei 110hs l'epico Sergio Liani (36enne, è del '43) correva in 14"43 gli ostacoli alti, mentre Fabrizio Virgili ('44) in 14"7.Come da tradizioni più over-35 nei lanci: 16,06 nel peso di Armando De Vincentis (36 anni), 15,00 per Enzo Cisilotto (39 anni). Lo stesso De Vincentis era addirittura secondo nel lancio del disco con 61,96, in una graduatoria capeggiata da Silvano Simeon che era allora "solo" 63,14. Come scritto sopra l'M45 Carmelo Rado è 31° con 48,44. Giavellotto: Vanni Rodeghiero ('42, 37 anni) è posizionato al 12° posto con 66,16, mentre al 31 posto il 41enne Raffaele Bonaiuto con 63.12. Quesito da girare alla Fidal: ma questo risultato risulta superiore al 60,33 del record italiano di Alfredo Marson ottenuto nel 2002. Farà fede il diverso attrezzo utilizzato (mi sembra abbiano cambiato il baricentro a cavallo degli anni '90...)?
- Le master del '79, le Donne: Silvana Acquarone è presente nei 3000 metri con 10'18"8 all'età esatta di 35 anni. Sorprende la presenza di Maria Pia D'Orlando, classe '34 (quindi F45) al 50° rango dei 3000 con 10'27"7 che è assurta agli onori della cronaca del 2009 per essersi vista cancellare il record dei 3000 proprio da Nadia Dandolo.
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