01/07/12

Europei, day V: Abate 5° - amaro in bocca finale

Emanuele Abate - foto G. Colombo/Fidal
Leggendo le dichiarazioni di Arese e Uguagliati sul sito della Fidal, a corollario della spedizione italiana ad Helsinki, ho rivolto immediatamente lo sguardo sulla barra di navigazione, per cercar di capire che non fossi su qualche sito di barzellette. Macchè: questi ci stanno prendendo davvero in giro, altrochè barzellette. Ora, devo stare qui a fare l'ennesimo copia-incolla di quello che dico da anni o vi fidate sulla parola? Basta, dai... non ce la si fa più. Due balle, poi sempre a criticare: mi sto stancando anche io. Ci stanno prendendo per sfinimento. Il fatto "nuovo" è che l'Italia è andata a Helsinki con la miglior formazione possibile, tolta forse la sola Di Martino: gli altri Stati si son presentati con le formazioni B o con manciate di defezionisti. E nonostante tutto questo si son portati a casa addirittura meno punti "a finalista" che a Barcellona. Ma com'è possibile? Uguagliati nella ossessiva ricerca di punti positivi, non ci tira fuori pure il fatto che, incredibile ma vero, l'Italia fosse in finale in tutte le specialità maschili dello sprint (100, 200, 400): dovrebbe anche spiegare com'è andata... no? Due non sono nemmeno arrivati (uno per squalifica, l'altro per infortunio... o meglio, è arrivato camminando). Ma sempre dallo sprint, le 4 staffette non sono manco arrivate alla finale... e questo lo dice, fa male pure a lui, il CT... Risibile il commento di Arese a tal proposito. Profetico, quasi. Potevano ometterlo, vista com'è andata, per non sottoporre il presidente all'ennesima figuraccia: "Le staffette rappresentano una nazione, un movimento e quindi gli atleti devono stare attenti a far bene. In questo senso, in una riunione con i ragazzi perima della gara ero stato molto chiaro". Ipse Dixit. Il successivo risultato di Helsinki è la meravigliosa sintesi di come i ragazzi delle staffette abbiano interpretato alla perfezione le sue parole. Nulla di più chiaro. E ora: non portano più nessuno alle Olimpiadi? Vabbè: diciamo che il cerchio magico sta cercando di sopravvivere ma non so francamente a cosa. Probabilmente solo a sè stesso. Ma chi li sostiene ancora? All'interno del mondo-atletica, siam tutti pienamente consapevoli dello scempio che hanno combinato... com'è possibile che si abbia lo stesso questa spocchia e si continua a prenderci in giro così? Se vogliamo ragionare con molta obiettività l'Italia atletica è salvata da atleti ultratrentenni, e dalla marcia. Cosa ci aspettavamo, sinceramente? Io mi aspetto che ogni tanto esploda un giovane in una grande competizione: che non si debba andare a cercare i risultati ai meeting provinciali, ma che quando arriva l'opportunità, faccia vedere la povere di stelle. Il campione non è quello che capeggia le liste italiane dell'anno, ma quello che al momento giusto e nel posto giusto, dimostri la propria classe. L'identikit di questo prototipo di atleta poteva essere quello di Bencosme o di Tamberi, Stecchi... in parte c'è riuscita la sola Gloria Hooper, con un tempo da antologia in batteria. Ma son troppo pochi! Questo è il vero motivo per il quale Arese dovrebbe dimettersi: in 8 anni di mandato ci troviamo con qualche speranza, senza nessuna certezza per il futuro di uno sport. E l'unica risorsa sulla quale sembra aver puntato, sono gli stranieri di seconda generazione, fregandosene del proselitismo capillare necessario a mantenere in vita un intero sistema sportivo.

Quindi si arriva all'ultima giornata, quella che passerà alla storia come quella senza staffette. Special Thanks to Filippo di Mulo. Stranamente nell'Italia atletica pagano sempre gli atleti e mai il tecnico: almeno nel calcio, vige una sorta di democrazia del denaro. In atletica sembra invece che non esista nessuna democrazia, e il tecnico perdente rimane a vita. Vediamo quello che è successo in pista per i colori azzurri.

Claudio Michel Stecchi (6), dopo la sicurezza della qualificazione si arena quasi subito dopo il 5,40. A 5,50 è già fuori e potrà assistere solo dalle panchine ad una delle gare di asta più belle degli ultimi anni, quella vinta da Renaud Lavillenie con 5,97 davanti a Bjorn Otto con 5,92.

Nelle semifinali dei 110hs Paolo Dal Molin (5,5) azzecca una partenza da razzo orbitale (nessuno se n'è accorto tranne il sottoscritto?), e mette il piede a terra giù dal primo ostacolo davanti addirittura allo stratosferico russo Shubenkov. Poi probabilmente lo stato di grazia è stato superiore alla propria consapevolezza, e questo lo porta a rompere l'armonia dell'azione rompendo le giuste sequenze mentali. Risultato? Strike! Il secondo è impattato frontalmente, tanto che alla discesa Dal Molin si disunisce, abbassa il baricentro pericolosamente e solo a fatica riesce a passare il terzo. gara finita... 13"85. Nell'altra semifinale, Emanuele Abate (7) si trova a fronteggiare, prima di partire, all'ignoranza di un giudice di linea finnico che gli contestava la posizione del piede sul blocco. Ma se non ha nulla da dire il macchinario collegato ai sensori del blocco, che cavolo si è inventato quello? Concentrazione andata e partenza che nonostante la reazione è apparsa clamorosamente bradipeggiante. Proprio la messa in moto, dove gli altri visivamente guadagnavano centimetri preziosi e Abate invece arrancava. Nonostante questo, finale agguantata con 13"39... un tempo avremmo gridato al miracolo. Oggi ci ha ormai abituati con questi tempi... In finale ripeterà la stessa partenza al ralenti e terminerà in 13"43. Bè, doveva correre il record italiano per la medaglia. Ma già visivamente si vedeva l'appannamento. Gli manca forse un pizzico di adattamento ai tre turni e tornare al livello di forma di un mesetto fa. Giganteggia intanto il russo Shubenkov: 13"09 in semifinale e 13"16 in finale... letteralmente esploso davanti ai nostri occhi.

Nei 10000 arriva 8^ Elena Romagnolo (6,5), con 32'42"31. Nel gruppo delle prime per quasi metà gara poi via-via distaccatasi. Ci ha invece illuso per parecchio è Nadia Ejaffini (5), "fattore" come direbbe Federico Buffa, per diversi giri, poi... ritiratasi per malessere.

Tamara Apostolico (5) arriva ultima della finale con 56,15. Uno dei suoi peggiori risultati di stagione, e lei nelle interviste post-gara se ne rende conto. Anche lei, come tutti i lanciatori, cade nello strano tunnel che ha gettato un'intera manciata di atleti ad ottenere le proprie peggiori prestazioni stagionali. Mistero fitto.

E infine l'ottavo posto di Abdellah Haidane (6) sui 1500 in una gara tatticissima, conclusa con 3'47"79, ovvero 1"5 dal vincitore. 

4 commenti:

  1. a giudicare dai voti che hai dato ai singoli azzurri in questi giorni (in linea di massima alti) non sembrerebbe che sia andata cosi' male... quindi non e' vero che Uguagliati sia troppo buono e tu troppo severo...

    Invece sono contrariato da quando detto da Arese riguardo alla staffette: in questi anni hanno curato solo la 4x100, la 4x400 invece non l'ha mai ca.ata nessuno!dirigenti, tecnici, atleti (con delle eccezioni sia chiaro) nonostante avessimo nel quadriennio CINQUE atleti scesi sotto i 46 secondi e un oro continentale conquistato a Torino! allora inutile lamentarsi se lE staffettE vanno male!

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  2. Di Mulo è deleterio come una pandemia: la cosa è evidente all'occhio del colto, come a quello dell'inclita. Particolarmente degne di attenti studi psicoanalitici sono poi le pervicaci scelte con cui si ostina a mettere sistematicamente atleti ed atlete nella frazione sbagliata di entrambe le staffette... Eppure, non dovrebbe essere difficile. Per la 4 x 100, è risaputo che la prima frazione va assegnata a chi è più rapido in partenza (trattandosi di un percorso inferiore ai 100 metri effettivi, l'ideale è il primatista / campione nazionale dei 60 indoor), la terza va ad un curvista e le altre due ai più veloci sul lanciato. Solitamente, si assegna la seconda al più esperto. Considerando il fatto che tutte le squalifiche hanno avuto come comune denominatore Collio, io schiererei Tumi (Cerruti), Riparelli, Di Gregorio (Marani), Howe. Questo, a prescindere dall'attuale lista infortunati. Per le ragazze, mi pare siamo arrivati al delirio puro: la Hooper è inesperta, ergo va in prima... La Draisci in ultima, poi... Non sarebbe stato più semplice: Alloh, CARAVELLI, X (Arcioni l'ideale), Hooper? Nella staffetta del miglio, Carlo vittori ha sempre sostenuto che i due più forti vanno in prima e in quarta, in terza va l'anello debole della catena (un tempo si sarebbe trattato di uno specialista dei 4H o, addirittura, di un ottocentista), mentre la seconda frazione dovrebbe essere di pertinenza di un atleta abituato a correre i 200: questo perché serve quell'input maggiore di velocità al primo cambio che consenta di portarsi più rapidamente alla corda. Esempio: Tricca, Galvan (Howe), Howe (Valentini), Vistalli. qui, a ranghi completi, ci sarebbero tutti i presupposti per andare sotto i 3 minuti... Nella femminile, invece, la Grenot (che può coprire prima, seconda o quarta frazione) è stata messa in... terza. Oltretutto, lasciando fuori atlete in condizioni nettamente migliori di altre... Mi piacerebbe sapere cosa è accaduto e viene accennato in "Polveriera Italia alla vigilia di Helsinki", soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Riparelli.
    P.S.: Scusate se mi firmo come anonimo, ma non ho un profilo facebook, e non ricordo più l'account google (prometto che lo ritroverò)
    Alessandro

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  3. purtroppo la lista infortunati non puo' essere "a prescindere"
    gli infortunati ci sono e va messo qualcuno al loro posto

    in particolare nella 4x400 nella formazione ideale vedo Howe e Galvan che appartengono alla categoria degli "infortunati cronici" dove e' sulla buona strada per aggiungersi anche Vistalli (quest'anno 0/2 staffette disputate). Quindi qui c'e' poco da fare... peraltro quelli che di solito corrono la 4x400 dell'Italia vanno ancora piu' piano di quanto non facciano nell'individuale...

    hai detto bene "a ranghi completi"... io aggiungerei "tutti in forma nello stesso momento" cosa che non avviene MAI
    se andiamo a guardare gli stagionali dei compenenti della staffetta del record italiano abbiamo tempi come 45.69, 46.15, 46.53, 46.76, direi non molto piu veloci degli atleti che abbiamo ora...

    rigaurdo alla 4x100 e' ovvio che chi fa le frazioni interne ha il doppio delle possibilita' di cambio sbagliato dovendo fare 2 cambi anziche' 1 del primo e dell'ultimo frazionista. Qui pero' non essendoci Howe (gia' non riesce a gareggiare in una gara individuale figuriamoci...) ci vuole nell'attesa un altro quarto frazionista

    tra le donne la cosa strana e' che la Caravelli era gia' stata inserita come riserva della 4x100 lo scorso anno a Stoccolma... ma quest'anno... niente. Decisione dall'alto per non distrarre una possibile medaglia a Helsinki sugli ostacoli?
    La Arcioni forse si e' fatta furba, ha capito a quelle staffetta doveva aggregarsi per andare a Londra

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  4. fabrizio, condivido al 1000% le tue parole che, sostanzialmente, riassumono il mio pensiero: quando ho fatto l'esempio dei frazionisti, sapevo bene che ci sono degli infortunati, ma volevo rendere l'idea, anche perché quando erano disponibili, gli errori sono stati ripetuti ugualmente. Nulla di personale contro Collio, ovviamente, ma gli errori si verificano sempre a quella latitudine, purtroppo... circa il "tutti in forma nello stesso momento", mi verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere: considerati i collegiali e i proclami federali, è perlomemo bizzarro che questi vadano in forma sempre in ere diverse. Capisco che un brevilineo come Frater abbia tempi diversi per raggiungere la forma rispetto ad un longilineo come Bolt o ad un (adesso neppure troppo) ipermuscolato come Powell (faccio l'esempio dei giamaicani così non diamo adito a nuove polemiche ;-) ), ma alla fine arrivano tutti ad una forma pressoché ottimale per l'appuntamento che conta: da noi non accade neppure questo, come tu hai giustamente sottolineato... Il fatto che la 4x400 non renda MAI secondo le aspettative è uno dei più grandi misteri dell'umanità, dopo la Sindone e le Statue dell'isola di Pasqua, il brutto è che il "virus" aDESSO COLPISCE ANCHE LE RAGAZZE. E questo a prescindere dai mal di pancia della Grenot. Il terrore mio è che riescano a rovinare la Hooper come hanno fatto con Howe. Questi ragazzini (Hooper, Haidane, Stecchi, Tamberi, Del Molin, Valentini, Borsi: li chiamo così perché ho quasi 50 anni) mi sembrano avere la testa a posto, ma l'Italia è riuscita a far arrivare ultimo Louis Armstrong a Sanremo, per cui non mi stupisco più di nulla.
    Alessandro

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