27/01/13
Rubbiani migliora ancora: 5,40 - Segatel 1,95: record M50 pareggiato
12/01/13
Marco Segatel 1,95 a quasi 50 anni: a 5 cm il mondiale
- 1,83 - Vittoriano Drovandi - Firenze - 06/02/1993
- 1,84 - Emanuel Manfredini - Ancona - 20/02/2010
- 1,86 - Marco Segatel - Jyvaskyla - 06/04/2012
- 1,86 - Marco Segatel - Bergamo - 12/01/2013
- 1,90 - Marco Segatel - Bergamo - 12/01/2013
- 1,95 - Marco Segatel - Bergamo - 12/01/2013
10/01/10
Master: dopo il sabato dei record, la domenica del gran ritorno
06/01/10
L'Italia verso Kamloops: alcune statistiche sulle 3 edizioni precedenti
(scene da un mondiale: la 4x200 primatista mondiale a Clermont '08) - L'Italia va verso Kamloops, probabilmente con un contingente molto risicato. Non sono a conoscenza ancora dei dati ufficiali, ma profetizzo un numero tra i 30 e i 40 atleti (considerato che i tedeschi saranno 72). Ho così estrapolato tutti i risultati relativi agli atleti italiani durante le 3 grandi manifestazioni mondiali indoor: quella di Sindelfingen (Germania) del 2004, quella di Linz (Austria) del 2006 e infine quella di Clermont Ferrand (Francia) del 2008. Sarà questa quindi la prima edizione del mondiale fuori dal vecchio continente e siccome gli europei sono un pò pigri, in pochi seguiranno le orme dei padri pellegrini verso il nuovo continente. In allegato ho riassunto tutte le informazioni "storiche" che riguardano le presenze, le medaglie, le partecipazioni degli atleti italiani ai Mondiali. A dire il vero nel mio database ce li ho tutti, ma per questioni di spazio ho visto di estrapolare i dati più significativi. Ecco così alcune curiosità:- Presenze e medaglie: l'Italia ha vinto 203 medaglie nelle tre edizioni dei Campionati Mondiali Indoor Master. Di queste 71 sono d'oro, 57 d'argento e 75 di bronzo. Una curiosità: le medaglie di legno (per i quarti posti) sono state ben 64... Comunque sia, se consideriamo che gli atleti italiani totali che si sono presentati ai mondiali sono stati fin'ora 448, abbiamo una media di 2,2 atleti per medaglia. Non male. Le presenze-gara a tutti i singoli eventi sono state 1278, cioè 2,85 eventi per atleta (quindi metteteci le batterie, i vari turni, le squalifiche, i ritiri...). L'edizione con più eventi coperti dgli atleti azzurri è stata quella di Linz (magari per la vicinanza logistica?) con 543 presenze, davanti a Clermont con 489 e Sindelfingen con 246.
- Medaglie, categorie e specialità: le categorie più "vincenti" nella breve storia dei mondiali master sono state la W35 e la M45 con 19 medaglie a testa. Seguono la M40 con 17 medaglie, e la M35 con 16. Al momento non risultano essere state vinte ancora medaglie nelle categorie W75, W80, W85. Ancora nessuna medaglia tra gli M95 e le W95. Delle 71 medaglie d'oro vinte dagli italiani, emerge una nazione votata alla velocità: la specialità più prolifica di ori è stata infatti i 60 metri con ben 8 vittorie, seguita dai 200 con 7 vittorie e i 400 con 6 vittorie (insieme a all'alto e al lungo). Il tutto condito con 3 ori nella 4x200: vale a dire che 24 vittorie (cioè circa 1/3 del totale) arriva dal settore velocità. E questo a fronte del fatto che la velocità copre 4 specialità sulle 22 presenti nel programma dei mondiali indoor master. Decisamente più in sordina la tradizione vincente nel fondo-mezzofondo, che vanta al proprio attivo 9 vittorie su 5 specialità e, chiaramente, più opportunità (800, 1500, 3000, cross, mezza maratona e i concorsi a squadre nel cross e nella mezza maratona). Molto bene i salti: 18 ori, con le già citate sestine di Lungo e Alto. 12 vittorie nei lanci (con il disco capofila con 4 ori). La marcia ha portato a casa sin'ora 2 medaglie d'oro dai 3 km in pista, ma ha anche collezionato l'unica specialità dove l'Italia non ha mai vinto nelle 3 precedenti edizioni: i 10 km di marcia su strada. 4 ori dai 60 ostacoli e dalle prove multiple due vittorie.
- I singoli: gli italiani che hanno vinto almeno un medaglia d'oro nei 6 anni precedenti sono stati 35. Sono invece 96 gli italiani che hanno vinto almeno una medaglia (di qualsiasi metallo essa si tratti). Gli italiani che hanno partecipato a tutte le edizioni dei mondiali sono stati 15 (quanti di questi continueranno ad alimentare la propria fedeltà alla competizione?). Di questi 15 quelli, coloro che hanno portato a casa una medaglia individuale da ognuna delle 3 manifestazioni sono stati solo 4: Marco Segatel, Elisa Neviani, Carla Forcellini e Vincenzo Felicetti.
- I re: L'atleta degli atleti, cioè colui che si è laureato campione del mondo in tutte le edizioni dei mondiali è Marco Segatel, tri-campeon mundial. Nel medagliere delle platas individuali, guida invece la classifica Bruno Sobrero con 5 ori, 2 argenti e 1 bronzo, seguito da Emma Mazzenga (5, 1, 1) e Ugo Sansonetti (5, 0, 1). Se contassimo solo le medaglie (senza guardarne il colore) troviamo in testa ancora Bruno Sobrero con 8 medaglie, seguito da Brunella Del Giudice ed Emma Mazzenga con 7.
- Chi volesse le proprie statistiche sui mondiali master indoor, non ha che da scriverci... info@webatletica.it
01/01/10
Amarcord: il 1979...
Mi è stato prestato l'annuario della Fidal del 1979 (l'annus memorabilis dell'atletica italiana, e voi sapete perchè!) e non ho resistito all'istinto primordiale di andare a cercare nelle liste dell'anno se conoscessi qualcuno che adesso frequenta il nostro mondo master. Che facevano prima di arrivare in questo variegato mondo? Il primo epigono che mi è capitato sotto gli occhi è Massimo Clementoni, che nel 1979 correva i 100 in un roboante 10"46 ed era il sesto velocista italiano dell'anno, in QUELL'ANNO, dove Mennea triturava gli avversari come se fossero verze, e nel giro della nazionale giravano personaggi mitologici della velocità italiana come Franco Lazzer, Luciano Caravani, Giovanni Grazioli, Mauro Zuliani, Pasqualino Abeti... Ma nella stessa lista non ti trovo poi anche Gianni Lolli, al 31° posto con 10"92 (ma 10"5 manuale!)? Chi, frequentando il variegato mondo master non l'ha conosciuto? Nei meandri delle liste si intravede anche un giovanissimo Michele Di Pace, capace di correre in quegli anni (aveva 19 anni) in 10"6 e 22"13 (21,7 manuale). Sui 200 una stranezza: Lazzer, con questo nome granitico, riusciva a correre i 100 in meno di 10"30 e faceva fatica a scendere sotto i 22" nei 200... mistero. Al 51° posto della lista dei 200 manuali, troviamo invece il ventenne Salvino Tortu (21"8). I 400 sono una specialità nobile: i "grandi" del passato sono più restii a ritornare a combattere nelle arene... anche se sembra che un certo Roberto Ribaud stia covando qualche cosa per il 2010. Mezzofondo quasi immune da contaminazioni degli odierni master. La ragione? Forse troppi chilometri percorsi per troppi anni per trovare gli stimoli per tornarne a farne ancora dopo i 35. Nonostante tutto il più performante è sicuramente Michelangelo Arena (ha vinto qualche titolo italiano tra i master) in quell'anno correva in 14'01"50 i 5.000 e 29'08"4 i 10.000. Ma soprattutto era allora il capofila della maratona con 2h14'44". Hubert Indra in quegli anni era uno dei decatlheti più in vista (secondo con 7258 punti), ma era posizionato nelle liste della stagione sia sui 110hs (15"28 e 15"1 manuale), che nell'asta con 4,40. Nei 400hs il medico milanese Luca De Ponti correva allora in 53"8. Nel salto in alto non poteva non esserci il talentuoso Marco Segatel (allora 17enne) che saltò a Brescia 2,05. Nel salto in lungo, Alberto Papa (quest'anno ha vinto una medaglia ai World Masters Games a Sydney) saltava 7,31 a 17 anni a Ravenna, cioè 1 cm in più di Giovanni Evangelisti che era di un anno più giovane. Al terzo posto nella graduatoria del salto triplo (il miglior master ante-quo) troviamo uno degli atleti da hall-of-fame del masterismo italiano: Crescenzio Marchetti (Fiat Iveco) classe '51 che allora atterrava nella sabbia a 15,85 (meglio di Dario Badinelli! Aronne Romano era allora 40° nel peso con 14,41 e Luciano Baraldo (Tosi Tarvisio) 43° con 14,31. Michelangelo Bellantoni era invece 45° con 14,22. Luciano Baraldo 13° nel disco con 51,40. Nelle liste assolute del disco troviamo addirittura Carmelo Rado, che allora aveva già 46 anni e che lanciava 48,44 (30° lanciatore in Italia). Massimo Terreni lo troviamo al 43° posto nel lancio del martello con 51,62. Nel giavellotto Fabio Diotallevi risulta inserito al 29° rango con 63,26. L'attuale lanciatore Lorenzo Locati era 14° nelle graduatorie del Decathlon con 6693 punti. Nella marcia Graziano Morotti ha percorso i 10 km in 44'54"1 e i 20 km in 1h32'15".Donne: Erika Niedermayrè presente nei 100 metri con 12"55 (42esima) ma 12"1 manuale. La stessa Erika ea capace di correre i 200 in quell'anno in 25"23 (e 24"9 manuale). Nei 100hs aveva piazzato un bel 14"82 (15^) e 17^ nel pentathlon con 3324 punti. Troviamo a sorpresa la giovanissima 17enne comasca Elena Montini (della Panzeri) che correva i 400 in 57"9 e gli 800 in 2'11"1 che la poneva al 15° posto in Italia. Non poteva mancare Nadia Dandolo (Camposampiero PD), 13^ nei 1500 con 4'31"7, 21^ nei 3000 con 10'06"7. Waltraud Egger era 13^ nei 3000 con 9'49"33, mentre Silvana Acquarone era 39^ sempre nei 5000 con 10'18"8. Chiara Passigato era 10^ nel salto in alto (dove dominava Sara Simeoni) con 1,75 e Carla Forcellini 50^ con 1,67.
- I master del '79, uomini: nei 10.000 troviamo il 35enne Paolo Accaputo, classe '44, che corse a Roma in 29'24"8. Renato De Palmas, allora 40enne (secondo le liste è del 1939, chissà cosa pensavano di lui in un periodo in cui i master erano dei marziani!) correva sempre i 10000 in 30'15"5. Nei 110hs l'epico Sergio Liani (36enne, è del '43) correva in 14"43 gli ostacoli alti, mentre Fabrizio Virgili ('44) in 14"7.Come da tradizioni più over-35 nei lanci: 16,06 nel peso di Armando De Vincentis (36 anni), 15,00 per Enzo Cisilotto (39 anni). Lo stesso De Vincentis era addirittura secondo nel lancio del disco con 61,96, in una graduatoria capeggiata da Silvano Simeon che era allora "solo" 63,14. Come scritto sopra l'M45 Carmelo Rado è 31° con 48,44. Giavellotto: Vanni Rodeghiero ('42, 37 anni) è posizionato al 12° posto con 66,16, mentre al 31 posto il 41enne Raffaele Bonaiuto con 63.12. Quesito da girare alla Fidal: ma questo risultato risulta superiore al 60,33 del record italiano di Alfredo Marson ottenuto nel 2002. Farà fede il diverso attrezzo utilizzato (mi sembra abbiano cambiato il baricentro a cavallo degli anni '90...)?
- Le master del '79, le Donne: Silvana Acquarone è presente nei 3000 metri con 10'18"8 all'età esatta di 35 anni. Sorprende la presenza di Maria Pia D'Orlando, classe '34 (quindi F45) al 50° rango dei 3000 con 10'27"7 che è assurta agli onori della cronaca del 2009 per essersi vista cancellare il record dei 3000 proprio da Nadia Dandolo.
07/08/09
Lahti, day-6: pioggia d'oro sull'Italia
- MARCO SEGATEL (oro - alto M45) - Sir High Jumper, continua il suo percorso immacolato in questa specialità. 14^ medaglia d'oro consecutiva tra europei e mondiali, imbattuto a livello internazionale dal 2002. Mi manca all'elenco solo un dato sugli europei open del 2006: non c'era? Tutto questo per dire che è già adesso nella mia personale hall-of-fame dei master italiani, ed è solo del 1962 (M45). Parlandoci nel dopo-gara mi confidava che stavolta non era stato per nulla facile: l'infortunio primaverile, il lento recupero, la gara "tirata", con 5 atleti a superare l'1,78. Ma l'unico a superare l'asticella alla misura successiva (1,84) è stato ancora una volta lui, Marco Segatel.
- GIUSEPPE ROVELLI (oro - disco M90) - Secondo oro (dei 4 desiderati) del lanciatore lombardo della Daini Carate. Mancano ancora due specialità per l'en-plain. Per ottenerlo 18,06, piazzato già alla prima misura e sufficiente per distanziare di quasi due metri il secondo, il finlandese Helge Lonnroth. 4° oro per un italiano nel binomio M90/disco ad un mondiale. Prima di Rovelli sono riusciti nell'impresa Mario Riboni (Portorico 2003), Aldo Amoretti (Brisbane 2001) e Lamberto Cicconi (Buffalo 1995). A Riccione 2007 Riboni fu "solo" argento.
- UGO SANSONETTI (oro - 200 M90) - Secondo oro della spedizione finlandese del novantenne romano. Vittoria netta, con quasi 7" allo svedese Liedtke, seguito da una troupe televisiva in ogni momento della giornata (distratto?). Purtroppo il risultato cronometrico (39"90) poteva essere migliore se non fosse stato per un vento contrario notevole (diventato inspiegabilmente +0,6 sui referti). 28° oro internazionale per Sansonetti, il settimo sui 200, il quarto ad un mondiale, il terzo ad un mondiale all'aperto. Più di così...
- VINCENZO FELICETTI (oro - 200 M60) - Difficile stabilire quante medaglie internazionali abbia vinto Vincenzo, proprio per la mancanza di dati relativi agli europei indoor ed outdoor pre-2000 (chi li ha me li mandi!!). Ne conto ad oggi 36 (!), tra staffette ed indivduali. Ma che ci crediate o no, è il primo oro ad un campionato mondiale all'aperto per Felicetti, forse sempre offuscato dal talento sovrannaturale di Bill Collins assente per infortunio in questi campionati di Lahti. E' così che è giunto il primo alloro sui 200 (dopo l'argento a Brisbane 2001 nei 400 e il bronzo a San Sebastian 2005 nei 200). Gara difficile: grande distacco creato in curva: poi un lento ed inesorabile guadagno dell'australiano Howden che si ferma ad 8 centesimi dal Felicetti nazionale. E' anche il miglior risultato nel binomio 200/M60 di un italiano ad un mondiale: il precedente MP era il bronzo di Tamaro a Portorico 2003.
- ENRICO SARACENI (oro - 200 M45) - Così come per Vincenzo Felicetti, ecco un altro mostro sacro del masterismo italiano inanellare l'ennesimo oro (che fa il bis con quello dei 100). Tempo di 22"61 (con vento contrario di -1,5), sufficiente per distanziare di 62 centesimi l'inglese Dalton Powell. 30 medaglia d'oro ad una manifestazione internazionale, 35 in totale (conta anche 5 argenti). Curiosità: Saraceni non ha mai vinto un bronzo, annoverando al più due 4' posti (nei 100 di Riccione e nella 4x400 di Aarhus). 7^ medaglia d'oro ad un mondiale outdoor (13 quelle totali ai mondiali, staffette comprese). Secondo oro nei 200 dopo quello di San Sebastian-05. 17^ medaglia d'oro vinta da un M45 italiano al mondiale, l'oro sui 200 rappresenta anche la miglior posizione ottenuta nel binomio: prima di lui solo Ferido Fornesi nel 2007 era riuscito a vincere una medaglia (il bronzo).
- MASSIMILIANO SCARPONI (oro - 200 M40) - il titolo di Campione del Mondo (con 22"51) di Massimiliano Scarponi è qualche cosa di speciale. La sua vicenda sportiva mi ricorda un pò la storia di Paolo Bettini, il ciclista vissuto all'ombra del fuoriclasse Michele Bartoli di cui era gregrario ed esploso tutto ad un tratto. Scarponi ha "dovuto" condividere le proprie fortune proprio in Italia con due fuoriclasse del calibro di Mario Longo ed Enrico Saraceni. Due vedette del masterismo internazionale con le quali confrontarsi anche sul territorio nazionale, nonostante le sue prestazioni fossero tra le migliori al mondo. Oggi non dico un'eresia se affermo che Scarponi può valere (almeno sui 200) come Saraceni e Longo. Sui 100 Longo ha rivali solo oltreoceano. Sui 400 Scarponi ha migliorato notevolmente: lo vedremo tra poche ore in finale. E' questo il suo primo oro internazionale (dopo i 4 argenti consecutivi tra Lubiana-08 e Ancona-09 su 200 e 400). Terzo successo consecutivo italiano nei 200 M40 ai mondiali: Saraceni nel 2005, Longo nel 2007 e Scarponi nel 2009. A Riccione Scarponi arrivò terzo in 22"41.
- CARLA FORCELLINI (argento - asta W45) - Ai mondiali accade anche questo, che con 2,80 la Forcellini non riesca a vincere la propria ennesima medaglia d'oro mondiale. Da Atleticanet avevo appreso dell'infortunio ad un dito di circa un mese fa che sembrava aver precluso la partecipazione a Lahti. Invece eccola che si presenta, e che nonostante tutto vince un argento con 2,80. L'oro è più in alto, a 3,20, una misura già saltata più volte durante l'anno dall'atleta laziale. C'è poi da dire che la Forcellini è del '59: W50 in pectore in Italia, ma ancora W45 fuori dai confini patrii. 22 medaglia internazionale a me nota (ripeto: prima del 2000 mi mancano i risultati degli europei). 17 medaglie su 17 manifestazioni internazinoali cui ha partecipato nell'asta (14 ori e 3 argenti). 3 ori e 2 argenti ai mondiali outdoor: un'icona del nostro movimento, visto che il dominio in una sola specialità.
GABRE GABRIC (argento - giavellotto W90) - seconda medaglia e secondo argento per la Gabric, battuta ancora una volta dalla performante ex-maestrina canadese Olga Kotelko. Una novantenne di chiare origini dell'est europeo, che probabilmente porterà a casa più di dieci medaglie d'oro. A destra una miniatura (clikkando si può allargare l'immagine) della canadese. 10^ medaglia mondiale femminile italiana (all'aperto) nel giavellotto (4 ori, 4 argenti e 2 bronzi). La seconda tra le W90 (la Gabric vinse l'argento anche a Riccione-07).
- MAURO GRAZIANO (argento - 200 M40) - grossa affermazione anche personale di questo atleta piemontese (secondo con 22"77 davanti al tedesco Schauwecker, stesso tempo). Solo i 3 super (Longo, Saraceni e Scarponi) a conti fatti hanno fatto meglio di lui nel binomio mondiale. Pareggiato l'olimpionico Armando Sardi (argento a Portorico 1993). Miglior prestazione personale internazionale per Graziano, che a Riccione giunse 4° (ed allora quella era il suo miglior risultato a livello individuale). Poi nel sua carnet vanta anche 3 ori, ma conquistati con le staffette. A Lubiana, l'anno scorso, terminò 5°.
- ALFREDO TONNINI (bronzo - 10km Marcia M75) - bronzo per Tonnini con 1h05'47". Vicinissimo l'argento (4 secondi in meno) e ad un minuto l'oro. E' questa la 4^ medaglia internazionale vinta dell'atleta laziale, tutte nell'ultimo anno e tra Europei outodoor ed indoor. Questa è la prima mondiale. Pensate: di lui si hanno tracce ai mondiali di Roma 1985, dove si cimentò in prove di fono. Poi più nulla sino a Lubiana 2008, e le medaglie nella marcia.
- ROBERTO VAGHI (bronzo - 200 M70) - risultato a "sorpresa". Nella gara dominata da Guido Muller (davvero elegante, al pari di Peters), trova un briciolo di gloria anche l'atleta valtellinese che giunge terzo con 29"07 (con vento contrario di 2,1). Eguagliato il miglior risultato del binomio ad un mondiale: fu Bruno Sobrero nel 1993 in Giappone a vincere un altro bronzo. Due atleti italiani in finale non si erano ancora visti (vista la presenza di Tristano Tamaro). Vaghi aveva vinto ad ora 6 medaglie internazionali, ma mai a livello individuale. Questa di Lahti rappresenta la sua miglior prestazione.
- NATALIA MARCENCO (4° - 10 km marcia W50) - due gare e due quarti posti a Lahti. Stavolta nella 10 km di marcia, dove ha marciato in 59'02". Lontana la zona medaglie, visto che la terza, l'ucraina Kryvokhyzna ha ottenuto 56'59". L'atleta vanta la non invidiabile collezione di 4' posti: con i due di Lahti si arriva a 7 nelle grandi manifestazioni internazionali, ma anche e soprattutto 17 medaglie internazionali (di cui 7 d'oro) ma nessuna mondiale individuale. Career best ad un mondiale rimane l'argento nella 5 km di marcia a San Sebastian 2005. Miglior risultato storico nel binomio è l'argento di Turku 1991 di Giuseppina Migliasso.
- TRISTANO TAMARO (5° - 200 M70) - 29"36 e 5° posto per Tamaro. Non era la sua annata evidentemente. 12 medaglie internazionali (sempre con il dubbio del pre-2000 a livello di europei), il suo acuto rimane quello del 2003 a San Sebastian (oro nei 60 indoor agli europei). Miglior risultato individuale ad un mondiale, proprio il bronzo a Portorico 2003. 9 partecipazioni ai mondiali outdoor sui 200 e 4 finali.
- FRANCO VENTURI DEGLI ESPOSTI (6° - 10 km marcia M50) - Buona prestazione complessiva del marciatore italiano (6° con 54'20"), visto che la migliore prestazione (il cosiddetto career best) sono due quinti posti a Brisbane 2001 (nei 5 e nei 20 km di marcia). A Riccione terminò 8° e 9° e 10° nelle tre specialità della marcia previste dal progamma mondiale outdoor. Il 6° posto è la seconda prestazione all-time italiana a livello mondiale outdoor nel binomio M50/10 km di marcia. Nessun italiano ha mai vinto una medaglia: miglior posizione un quarto posto di Ruina ad Hannover 1979. Poi Venturi Degli Esposti a Lahti 2009, che pareggia Stefano Giani a Riccione 2007.
- ANDREA BENATTI (7° - 200 M35) - Tempo: 22"67 con +2,2.
- GIORGIO BORTOLOZZI (9° - lungo M70) - 4,11 e il mancato accesso alla finale ad otto (c'erano due serie) per 3 centimetri. Ma Bortolozzi nasce eminentemente come triplista, dove a livello internazionale ha raggiunto i suoi best-career: l'oro europeo a Potsdam 2002, gli argenti mondiali di Roma, Riccione e Goteborg (quest'ultimo vinto addirittura 32 anni fa). Nel lungo la sua miglior posizione rimane così quella di Roma-85: 5° con 6,03. Nel binomio, ai mondiali, rimangono come migliori prestazioni gli argenti di Sobrero e Marabotti rispettivamente a Miyazaki 1993 e Melbourne 1987.
- PIERANGELO FORTUNATI (9° - 10 km marcia M55) - tempo: 58'46". Per Fortunati rimangono come migliori prestazioni i 5i posti di Durban e Buffalo (1997 e 1995). Due argenti a squadre (Lubiana e Myiazaki). Terza prestazione all-time nazionale ai mondiali, dopo l'oro di Fait del 1979 (30 anni fa), e il bronzo di Roberto Cervi a Riccione-07.
- SERGIO FASANO (10° - 10 km di marcia M55) - 58'46" per un decimo posto che vale la quarta prestazione all-time nel binomio ai mondiali outdoor master. Fasano fu decimo (ma sui 5 km) anche a San Sebastian 2005.
- SABRINA CIPOLLA (10^ - martello W35) - 23,39 per il decimo posto di Cipolla. A Riccione nel binomio si era avuta una fantastica tripletta italiana (Tranchina, Aletta, Sapienza).
- GIANNI LOLLI (12° - peso M50) - Nella finale diretta dodicesimo posto con 10,67. A Riccione non superò il flangiflutti delle qualificazioni. 10° ai Mondiali indoor di Linz. 9° ad Ancona-09.
- GIAMPAOLO MUNARI (13° - peso M50) -esordio internazionale con 10,39 e il 13° rango.
- PIERGIORGIO ANDREOTTI (14° - 10km Marcia M65) - 1h05'31" a Lahti, ma quel più conta, e che avevo scritto nel resoconto di una delle giornate precedenti, è il fatto che Andreotti rappresenta il vero e proprio decano del masterismo italiano: quello di Lahti è infatti il 13^ mondiale (su 18) cui ha partecipato Andreotti. E' l'italiano che ha partecipato a più edizioni di questa manifestazione. Miglior risultato individuale l'argento di Christchurch nel 1981 nei 5 km di marcia. Poi un bronzo a Buffalo 1995. A Roma l'oro con la squadra nazionale nei 20 km di marcia. E ancora: 3 quarti posti ai mondiali (l'ultimo a Durban 1997). Ritornando al binomio, miglior risultato "storico" è il bronzo di Scimone Francesco Chico ad Hannover: 30 anni fa, era il 1979.
- MANUELA SCORDINO (15^ - disco W50) - 19,14 valido per raggiungere il 15° posto. A Riccione non superò il barrage qualificatorio, mentre a Lubiana-08 giunse al 13° posto.
- ROBERTO PIASER (18° - marcia 10 km M60) - 18° con 1h01'39". Rimane così come career best il 15° di Riccione 2007 nella 20 km di marcia. Un bronzo a Lubiana-08 sempre nella 20 km di marcia, sua specialità di riferimento.
- SERGIO DOMIZI (20° - 10 km marcia M55) - tempo: 1h09'29". Career-best rimane il 13° di San Sebastian 2005 sui 5 km di marcia. Sui 10 km di marcia, a Riccione-07 Domizi giunse 24°: un piccolo miglioramento.
- GUIDO CAROLLA (22° - lungo M70) - 3,32 per Carolla, un pò in calo rispetto ad Ancona-09 dove giunse 5° con 3,81. Era giunto 10° a Riccione-07 con 3,99.
- PAOLO MUSCAS (28° - 10 km marcia M60) - 1h09'58" sui 10 km del percorso vicino allo stadio. Fu 41° a Riccione sui 10 km, mentre career best il 13° di Lubiana-08.
- 200 (semifinali)
- Roberto Vaghi e Tristano Tamaro tra gli M70 passano grazie ai ripescaggi (rispettivamente 29"11 e 29"19): 5° e 6° tempo. Mai successo che due italiani tra gli M70 accedessero alla finale.
- Adel Salama non riesce nell'impresa di qualifcarsi tra gli M50: serviva 24"84, mentre Adel ha corso in 25"67. Meglio in batteria. Categoria difficile per gli italiani: sino ad ora, nelle 18 edizioni dei mondiali, solo in 3 sono riusciti ad entrare in finale (tre personaggi del calibro di Felicetti, Bianchessi e Ranzini), e il solo Claudio Ranzini ha vinto una medaglia (il bronzo di Riccione-07).
- Enrico Saraceni passa facile anche la semifinale: 23"38. Settimo italiano nella storia dei mondiali (nei 200 M45) ad accedere alla finale. Fin'ora solo Ferido Fornesi nel 2007 era risucito a vincere una medaglia (il bronzo) nella massima manifestazione master. Fuori invece dalla finale Domenico Furia (24"62), ma serviva un 24"15. Migliorato comunque il career best, visto che a Riccione si era fermato ai quarti di finale sui 200.
- Tra gli M40 si presentano in 4. Max Scarponi è in gran forma: 22"86 in pieno controllo. Primo della seconda serie. Dall'altra parte impressiona l'indiano Dinesh Rawat: 22"73, tallonato da Mauro Graziano (22"81). Sfortunato Alberto Zanelli: 23"33, battuto dal canadese Lemassif con 23"31 che entrerà in finale. Anche Marco Ceriani non lontano dall'accesso in finale: 23"45 (6° della prima semifinale) mentre Pierluigi Acciaccaferri 23"60, settimo nella medesima semifinale. Da due edizioni un italiano vince i 200 M40 (2005 a San Sebastian Saraceni, nel 2007 a Riccione Longo). Sarà la terza? (lo sapete già, ma è bello tenere la suspence).
- Fuori dalla finale tra gli M35 Paolo Chiapperini con 23"02 (si entrava con 22"92). Benatti 22"84 va in finale.
- peso (qualificazione)
- Fuori dalla finale per poco più di un metro, Umberto Benevenia (10,37). Non riesce quindi ad accedere alla finale così come a Riccione-07 (15° totale come allora). Come miglior prestazione nel binomio (W65/peso) rimane il bronzo del 1981 in Nuova Zelanda di Bruno Porceddu.
05/06/09
Atleticamaster.it: il resoconto dei c.d.s. dell'emilia romagna
Scritto da Werter Corbelli - A Bologna sabato e domenica scorsi è stato disputato il Campionato Regionale di Società Master, in anticipo sul resto d'Italia. Come da pronostico si sono riconfermate tra gli uomini la squadra dell'OLIMPIA AMATORI RIMINI (con 10.456 punti complessivi) e tra le donne quella delle cuginette dell'ATLETICA SANTAMONICA MISANO (con 8.564 punti). Partecipazione nell'insieme ridotta e sintomo di un movimento master regionale che, al di là della punte, trova difficoltà per un rilancio su più larga scala, nonostante la regioni sia avvantaggiata dal fatto di ospitare continuamente campionati di categoria.
L'OLIMPIA AMATORI RIMINI ha distanziato sensibilmente la rivale LA FRATELLANZA MODENA che ha concluso a 9.611 punti; e quindi anche questa società sarà presente alla Finale di Firenze a settembre. Per un posto in Finale invece restano in lizza in attesa degli esiti dalle altre regioni nel prossimo week-end l'ATLETICA IMOLA SACMI (8.764 punti) e l'ACQUADELA BOLOGNA (7.885 punti). Ricordiamo che lo scorso anno la 30° società è stata ammessa con un totale di 8.438 punti. In campo femminile l'ATLETICA SANTAMONICA invece ha trovato la sola concorrenza dell'ACQUADELA BOLOGNA fermatasi a 5.589 punti con 13 punteggi utili; probabilmente troppo pochi per aspirare ad un posto nelle 26 società femminili ammesse alla Finale (lo scorso anno il limite è stato di 6.818 punti).
Sul piano delle prestazioni individuali il punteggio più alto maschile è stato quello di Mario RIBONI (1913-M95, Olimpia Amatori Rimini) con un lancio del peso da 3 kg. a 5,56 che gli hanno fruttato 1.057 punti. Mentre la prestazione femminile più "pagata" è stata quella di Rossella ZANNI (1964-F45) con 869 punti per un crono di 33"55 sulla gara ibrida dei 200 ostacoli che le vale anche come miglior prestazione italiana "pre" di categoria; a cui ha aggiunto 866 punti grazie a mt.1,47 nel salto in alto. Sganciandoci dal parametro delle tabelle e restando a più pertinenti valutazione tecniche vanno segnalate le prestazioni di Luigi FERRARI (1959-MM50, Olimpia Amatori Rimini) con 55"95 sui 400 mt. e soprattutto 2'06"77 sugli 800 mt. e del compagno di squadra Franco MAFFEI (1958-MM50) con 4'26"81 sui 1.500 mt. e 9'49"18 sui 3.000 mt. Nei salti in estensione il 39enne modenese Diego ZAMBELLI (1970-MM35, de La Fratellanza Mo) è planato a 6,59 in lungo e 13,54 nel triplo. Nel salto in alto Marco SEGATEL (1962-MM45. Olimpia Amatori Rimini) è stato frenato da un fastidiosa tendinite e così dopo aver valicato mt.1,81 ha rinunciato a proseguire. Tra le donne una nota tutta speciale va dedicata a Giuseppina CIRULLI (1959-F50, Atl. Santamonica Misano) tornata a calcare la pista dopo una lunghissima parentesi: primo assaggio sui 200 metri corsi in 31"61 (e 761 punti). Ricordiamo che la laziale è stata per dieci anni consecutivi campionessa italiana assoluta dei 400 ostacoli, con un totale di 47 presenze in nazionale. Ben tornata di cuore da tutti i master.
La nota polemica. Sembra lo si faccia apposta a contestare e riprendere l'operato della Federazione ed in particolare quello dell'Area Master. Ma come si fa a tacere?!! Quest'anno nel regolamento dei C.d.S. è stabilito che sia nella Fase Regionale che nella Finale Nazionale per i salti in estensione e le gare di lancio siano previste solo 3 prove. Già le perplessità e i malumori erano forti con la limitazione a sole 4 prove come stabilito negli anni passati. Così nella Federazione hanno pensato bene di recepire quanto richiesto dalla base... Ci piacerebbe conoscere le paternità di simili "genialate". E' l'ennesima riprova della distanza che esiste tra Federazione e base, dell'insensibilità e anche mancanza di buon senso. Non si venga a dire che i master saltatori e lanciatori rischino di affaticarsi troppo con 6 prove perché una sonora risata sotterrerebbe chi lo sostiene. Non si venga a dire che le gare rischierebbero di avere durata troppo lunga, quando con la tecnologia informatica disponibile e delle giurie-gara normodotate la gestione non sarebbe assolutamente di ordinaria pianificazione. Invece viene da riprendere una frase di un film di Moretti. "...continuiamo a farci del male..."
19/05/09
C.d.s. 2009: 5 record e tante sorprese (positive)
- Velocita: super Longo e Montini. La Pulenaga sfiora il record F35 dei 100
- Mezzofondo: si alzano i livelli medi
- Salti: incredibile, Marco Segatel si inchina a Marcello Benvenuti
- Lanci: Vizzoni ringiovanisce, 79,74. I Lanci sono una questione master
I migliori risultati del weekend:
02/05/09
Bergamo: il ritorno di Segatel e Lazzari vicino al record M35 dei 1500
- 94,45 - alto - 1,95 - M45 - Marco Segatel
- 91,92 - 1500 - 3'47"02 - M35 - Lorenzo Lazzari
- 89,65 - 400 - 55"25 - M50 - Carlo Vismara
- 89,64 - 1500 - 4'23"93 - M45 - Avigo Pierangelo
- 87,61 - 5000 - 14'54"24 - M35 - Igor Rizzi
- 86,92 - 100 - 11"80 - M40 - Marco Giacomantonio
- 86,68 - 400 - 51"72 - M35 - Lazzarini Cesare
- 85,97 - 100 - 12"60 - M45 - Fortuzzi Pietro
- 85,97 - 1500 - 4'22"64 - M40 - D'Agostino Francesco
- 85,59 - 1500 - 4'13"78 - M35 - Avigo Stefano
- 86,59 - 1500 - 4'36"76 - F35 - Silvia Casella
- 81,14 - 1500 - 4'51"68 - F35 - Mabbott Nicola
- 75,32 - 400 - 1'09"72 - F40 - Volpari Eva
- 74,91 - 5000 - 21'13"57 - F45 - Anna Casuscelli
- 72,96 - 400 - 1'11"97 - F40 - Annalisa Colace
23/03/09
Sugli Euroindoor: le mie statistiche
- L'atleta italiano con più vittorie nelle 4 edizioni di cui sopra risulta al momento Bruno Sobrero: 8 vittorie (3 nel pentathlon, 2 nei 60 piani, 2 nei 60hs, 1 nei 200). E dire che non partecipò ad Esk-05...
- 6 vittorie per Emma Mazzenga (ma secondo me, tra il '97 e il '99 c'è stato qualcos'altro...), con 3 vittorie sui 400, 2 sui 200 e una sugli 800. Per la Mazzenga anche lo "special" di aver vinto un oro in tutte le 4 edizioni tabellate e ritrovate (mannaggia se trovassi le altre due!!)
- 5 vittorie individuali per Enrico Saraceni (addirittura una sui 60 ad Esk-05), e soprattutto la tripletta ad Eskilstuna nella velocità M40: 60, 200 e 400. Se poi aggiungiamo che nella stessa edizione vinse anche la 4x200, fanno esattamente 4 medaglie d'oro in poco meno di una settimana. Le medaglie d'oro di Saraceni con le steffette, divengono 7 con la 4x200 di Helsinki.
- 5 vittorie anche per Ugo Sansonetti, che vanta una curiosa analogia con Saraceni: ha vinto lo stesso numero di gare nelle stesse specialità (1 sui 60, 2 sui 200 e 2 sui 400). E vanta, sempre come Saraceni, la tripletta nella categoria M80 a San Sebastian 2003.
- 5 vittorie per Vittorio Colò: 4 in una sola edizione, quella di San Sebastian 2003, l'italiano con più medaglie d'oro individuali in un solo campionato (60, alto, triplo, lungo).
- 4 vittorie per Vincenzo Felicetti e Carla Forcellini. Quest'ultima si caratterizza per aver vinto in tutte le 4 edizioni nel salto con l'asta.
- 3 vittorie per Bruno Baggia e tutte in una edizione: quella di Eskilstuna 2005, dove vinse 1500, 3000 e il cross.
- 3 vittorie per Marco Segatel nel salto in alto: nel 2003, nel 2005 e nel 2007.
- 3 vittorie infine per Giuseppe Marabotti, anche queste tutte nella medesima edizione di Bordeaux 2001.
- In totale nelle 4 edizioni di cui si hanno notizie, l'Italia ha conquistato 82 ori, 55 maschili e 27 femminili. 71 argenti totali e 32 bronzi.
18/02/09
L'Annette Seite sul mondo master italiano
10/02/09
Chiarimenti (sempre sui record)
- Sul sito dell'EVAA (la federazione Europea di Atletica Master: pensate era sempre stato http://www.evaa.nu/, e miracolosamente, dopo ricerche sconfinate l'ho ritrovato in Svizzera con un .ch) viene riportato come Record Europeo Master nel salto in alto M45 quello di Marco Segatel di 2,03 ottenuto a Clermont. Come mi faceva notare Werter Corbelli, Segatel a Clermont non ha mai saltato 2,03, bensì 1,97. Il suo 2,03 lo ottenne nel 2007 a Genova, quando ancora non era 45enne. Ergo il record europeo è "solo" 2,00 metri ottenuti da Marco in 3 circostanze: ad Aosta nel 2008 e a Caravaggio e Modena nel 2009. Il record del mondo è invece 2,04. Conclusioni? Non solo la WMA non ha ben chiaro quello che succede a livello apicale tra i master, ma anche la EVAA.
- Capitolo Mario Longo. 6"94 è un tempo (corso da un quasi 45enne) che lascerà necessariamente il segno nella storia. Poi magari, visto che è arrivato tanto in alto (ottenendo il minimo per gli italiani) non è detto che non possa migliorarlo ulteriormente e riuscire a scendere sotto i 6"90. Leggendo sempre Corbelli (che ormai cito come un classico latino) è emerso che il tempo di 6"94 sarebbe anche il record M40 (migliorato quindi il 6"96 dello stesso atleta). Qui mi vedo un pò in confusione e francamente non so cosa farà la Fidal. Mi spiego: se le categorie per la Fidal sono all'anno di nascita, il record ricade a tutti gli effetti negli M45. Se si va con la data di nascita, ricadrebbe invece negli M40. Poi c'è l'effetto-cascata: cioè, il record ottenuto in una categoria superiore, se migliore rispetto a quello tabellato in una categoria inferiore, è considerabile record per la medesima categoria inferiore? Ci sono due scuole di pensiero. chi dice sì e chi dice no (che ovvietà...). Sul piano sportivo, probabilmente sarebbe giusto. Sul piano istituzionale le categorie fanno vita a sè e probabilmente dovrebbero vivere di vita propria. Per inverso: mettiamo che un cadetto dovesse ottenere un record italiano inferiore a quello di un allievo, gli sarebbe conteggiato come record allievi (e cadetti)? Non lo so, ametto l'ignoranza. Ma penso che la regola da seguire dovrebbe essere la stessa, sia per i giovanissimi che i meno giovani, altrimenti complicheremmo ancora di più un quadro di per sè già agitato.
09/02/09
Ricapitolando... viaggio tra i record italiani del fine settimana
- 60 M45: 7"02 - Mario Longo (da verificare)
- 60 M45: 6"94 - Mario Longo (da verificare)
- 200 M45: 22"85 - Enrico Saraceni
- 60hs M35: 7"81 - Andrea Alterio
- 60hs M35: 7"76 - Andrea Alterio
- asta F50: 3,30 - Carla Forcellini
- 800 F50: 2'30"65 - Anna Pagnotta
- asta M60: 3,30 (eguagliato) - Ghi Arrigo
Record Europei:
- alto M45: 2,00 (eguagliato) - Marco Segatel
25/01/09
Marco Segatel master della III settimana
(foto dal sito di Marco Segatel) Nella terza settimana di gare, non penso ci siano dubbi sull'atleta maggiormente meritevole di "best of the week": parlo di Marco Segatel (M45, è del 1962) e del suo siderale 2,00 metri nel salto in alto stabilito nella riunione indoor di Caravaggio. Su Marco Segatel si è già scritto tutto, o quasi. Anzi, diciamo che il più è ancora da scrivere. Campione del Mondo indoor ed outdoor, Campione Europeo indoor ed outdoor... il miglior saltatore in chiave master mai avuto dalla nostra nazionale over-35. E soprattutto prestazioni come questa (2,00) che ancora valgono posizioni di valore nel mondo sempre più precario degli assoluti (se ce ne fossero ancora). Qualche informazione in più su Marco Segatel?
