- 1'03"39 - Augusta Radames - Roma . 22/06/1985
- 1'02"8m - Giuseppe Grimaudo - Palermo - 27/05/2009
- 1'03"21 - Giuseppe Grimaudo - Alcamo - 04/07/2009
- 1'01"73 - Giuseppe Grimaudo - Roma - 11/06/2010
- 1'01"61 - Giuseppe Grimaudo - Siracusa - 26/06/2010
- 1'01"44 - Rudolf Frei - Merano - 12/06/2013
23/06/13
Rudolf Frei finalmente nell'Olimpo: record italiano dei 400 M65
04/08/10
Brevi storie di due atleti master - Di Vincenzo Felicetti

Sono Vincenzo Felicetti, un atleta master da più di vent’anni che ha scritto il primo libro sul movimento dell’atletica dei veterani in Italia. Alcuni lo hanno letto, altri non sanno della sua esistenza. In esso sono racchiuse, fra i tanti argomenti trattati, le storie dei personaggi più significativi che hanno caratterizzato questo mondo dell’atletica riservata agli over, che da sempre rappresenta un’importante espressione dello sport nazionale. Ultimamente ho partecipato ai Campionati Italiani ed Europei master e da qui mi è venuta l’idea di descrivere le storie di altri due personaggi, che magari non hanno un curriculum sportivo ricco di titoli e trofei, ma che diventano altrettanto “personaggi”, per quel loro animo pugnandi, quella passione e tenacia, tipica dei veri atleti master “senza eta’".Vincenzo Felicetti
06/01/10
L'Italia verso Kamloops: alcune statistiche sulle 3 edizioni precedenti
(scene da un mondiale: la 4x200 primatista mondiale a Clermont '08) - L'Italia va verso Kamloops, probabilmente con un contingente molto risicato. Non sono a conoscenza ancora dei dati ufficiali, ma profetizzo un numero tra i 30 e i 40 atleti (considerato che i tedeschi saranno 72). Ho così estrapolato tutti i risultati relativi agli atleti italiani durante le 3 grandi manifestazioni mondiali indoor: quella di Sindelfingen (Germania) del 2004, quella di Linz (Austria) del 2006 e infine quella di Clermont Ferrand (Francia) del 2008. Sarà questa quindi la prima edizione del mondiale fuori dal vecchio continente e siccome gli europei sono un pò pigri, in pochi seguiranno le orme dei padri pellegrini verso il nuovo continente. In allegato ho riassunto tutte le informazioni "storiche" che riguardano le presenze, le medaglie, le partecipazioni degli atleti italiani ai Mondiali. A dire il vero nel mio database ce li ho tutti, ma per questioni di spazio ho visto di estrapolare i dati più significativi. Ecco così alcune curiosità:- Presenze e medaglie: l'Italia ha vinto 203 medaglie nelle tre edizioni dei Campionati Mondiali Indoor Master. Di queste 71 sono d'oro, 57 d'argento e 75 di bronzo. Una curiosità: le medaglie di legno (per i quarti posti) sono state ben 64... Comunque sia, se consideriamo che gli atleti italiani totali che si sono presentati ai mondiali sono stati fin'ora 448, abbiamo una media di 2,2 atleti per medaglia. Non male. Le presenze-gara a tutti i singoli eventi sono state 1278, cioè 2,85 eventi per atleta (quindi metteteci le batterie, i vari turni, le squalifiche, i ritiri...). L'edizione con più eventi coperti dgli atleti azzurri è stata quella di Linz (magari per la vicinanza logistica?) con 543 presenze, davanti a Clermont con 489 e Sindelfingen con 246.
- Medaglie, categorie e specialità: le categorie più "vincenti" nella breve storia dei mondiali master sono state la W35 e la M45 con 19 medaglie a testa. Seguono la M40 con 17 medaglie, e la M35 con 16. Al momento non risultano essere state vinte ancora medaglie nelle categorie W75, W80, W85. Ancora nessuna medaglia tra gli M95 e le W95. Delle 71 medaglie d'oro vinte dagli italiani, emerge una nazione votata alla velocità: la specialità più prolifica di ori è stata infatti i 60 metri con ben 8 vittorie, seguita dai 200 con 7 vittorie e i 400 con 6 vittorie (insieme a all'alto e al lungo). Il tutto condito con 3 ori nella 4x200: vale a dire che 24 vittorie (cioè circa 1/3 del totale) arriva dal settore velocità. E questo a fronte del fatto che la velocità copre 4 specialità sulle 22 presenti nel programma dei mondiali indoor master. Decisamente più in sordina la tradizione vincente nel fondo-mezzofondo, che vanta al proprio attivo 9 vittorie su 5 specialità e, chiaramente, più opportunità (800, 1500, 3000, cross, mezza maratona e i concorsi a squadre nel cross e nella mezza maratona). Molto bene i salti: 18 ori, con le già citate sestine di Lungo e Alto. 12 vittorie nei lanci (con il disco capofila con 4 ori). La marcia ha portato a casa sin'ora 2 medaglie d'oro dai 3 km in pista, ma ha anche collezionato l'unica specialità dove l'Italia non ha mai vinto nelle 3 precedenti edizioni: i 10 km di marcia su strada. 4 ori dai 60 ostacoli e dalle prove multiple due vittorie.
- I singoli: gli italiani che hanno vinto almeno un medaglia d'oro nei 6 anni precedenti sono stati 35. Sono invece 96 gli italiani che hanno vinto almeno una medaglia (di qualsiasi metallo essa si tratti). Gli italiani che hanno partecipato a tutte le edizioni dei mondiali sono stati 15 (quanti di questi continueranno ad alimentare la propria fedeltà alla competizione?). Di questi 15 quelli, coloro che hanno portato a casa una medaglia individuale da ognuna delle 3 manifestazioni sono stati solo 4: Marco Segatel, Elisa Neviani, Carla Forcellini e Vincenzo Felicetti.
- I re: L'atleta degli atleti, cioè colui che si è laureato campione del mondo in tutte le edizioni dei mondiali è Marco Segatel, tri-campeon mundial. Nel medagliere delle platas individuali, guida invece la classifica Bruno Sobrero con 5 ori, 2 argenti e 1 bronzo, seguito da Emma Mazzenga (5, 1, 1) e Ugo Sansonetti (5, 0, 1). Se contassimo solo le medaglie (senza guardarne il colore) troviamo in testa ancora Bruno Sobrero con 8 medaglie, seguito da Brunella Del Giudice ed Emma Mazzenga con 7.
- Chi volesse le proprie statistiche sui mondiali master indoor, non ha che da scriverci... info@webatletica.it
26/08/09
La lettera aperta di Vincenzo Felicetti su Atleticanet
Trovata su Atleticanet, vi pubblico la lettera di Vincenzo Felicetti relativa al malfunzionamento del mondo master.
Stimato Presidente Franco Arese,
sono Vincenzo Felicetti e da quasi un ventennio rappresento con onore l’Italia nelle manifestazioni internazionali, ultimo il Campionato Mondiale Master a Lahti dove ho conquistato tre ori nella categoria M60. Mi rivolgo a Lei con questa lettera aperta, ma più estesamente desidero farlo rivolto a tutta la nostra Federazione di Atletica Leggera.
E’ un momento storico poco felice per la nostra “Italietta”, caotica a livello politico, confusa nelle scelte e con un abbassamento di valori, della morale e delle condizioni economiche della popolazione. Dico questo perché la nostra Federazione, che Lei presiede, purtroppo non è assolutamente al di fuori del “contesto”, anzi, si trova dentro, nolente o volente con tutti quei difetti di una combinazione, nella quale la cosiddetta “politica sportiva” la fa da padrona provocando divisioni, superficialità e spesso inettitudine da parte dei suoi rappresentanti. A livello macroscopico lo dimostrano gli scarsi risultati degli ultimi 10-15 anni. I Campionati Mondiali di Berlino sono stati purtroppo l’ennesima riprova.
Il punto che mi preme sottoporla riguarda più nello specifico la situazione del nostro movimento master, che ritengo sia la parte sana del più ampio movimento dell’atletica italiana; e che Lei ha ereditato al momento della sua elezione. In base alla mia esperienza, ormai di lunga militanza in Italia e all’estero, credo di poterle parlare a nome di tutti i master italiani. Lei sa benissimo, Presidente Arese, che i masters rappresentano in seno alla nostra Federazione una vera forza per numero di tesserati e per l’apporto degli introiti che genera. Dal 2004 al 2008 il nostro numero di tesserati è cresciuto da 48.121 a 63.569 unità (senza contare gli amatori) e il nostro peso è ormai del 41,5% di tutti i tesserati della Federazione. La questione su ciò che danno i masters (in quote economiche e medaglie internazionali) e ciò che ricevono va avanti da troppi anni ormai, senza un concreto riequilibramento ad equità. E’ diffusissima l’insoddisfazione verso l’Ufficio Master e verso i consiglieri federali delegati al nostro Settore. Mancano scelte di fondo promozionali, manca l’assistenza alle manifestazioni internazionali, l’informazione è carente, i regolamenti e i calendari agonistici non rispondono alle esigenze della base. Con questa lettera però desidero concentrami in particolare sull’aspetto delle manifestazioni internazionali, fresco dell’esperienza di qualche settimana fa, esponendole sinteticamente poche cose ma chiare.
L’ORGANIZZAZIONE DELLE TRASFERTE INTERNAZIONALI
Dopo il prezioso lavoro organizzativo di Cesare Beccalli, il vero padre fondatore del movimento master italiano e figura a torto osteggiata per anni dalla Federazione, le delegazioni master italiane che partecipano alle manifestazioni internazionali non hanno mai trovato un referente federale in grado di provvedere o comunque assistere ed orientare su viaggio + soluzione logistica + rappresentanti in loco, il tutto a prezzi equi. Qualcuno capace per di più di compattare un gruppo e farlo sentire un unico soggetto sportivo in quel frangente. I master all’estero sono una realtà disgregata, tutti in ordine sparso, disuniti. Le assicuro non è un bel sentire e vedere. Mi rivolgo a Lei in quanto, seppur di competenza dell’Ufficio Master, è normale che le carenze denunciate di una organizzazione finiscano per ricadere sul suo rappresentante massimo. Le assicuro che le lamentele (fondate) che capita sempre più spesso di raccogliere sono associate in molti casi al suo nome.
IL MATERIALE SPORTIVO
Ovvero le divise ufficiali in occasione delle trasferte internazionali. Quante volte si è parlato e ci si è lamentati dei variopinti e differenti modi di vestirsi degli atleti italiani all’estero? Non si fa una bella figura vedere e sapere che molti italiani si sono arrangiati con tute in prestito; o addirittura con magliette improvvisate su cui è stata scritta la bella parole “Italia” col pennarello! Non mi si venga a parlare delle magliette (a volte offerte a sette euro, a volte gratuite) ora reperibili da una distribuzione scombinata. La nostra Federazione ha il preciso DOVERE di fornire gratuitamente a tutti i partecipanti alle manifestazioni internazionali (in quanto rappresentanti della Federazione) un kit gratuito e preferibilmente distribuito dai vari comitati regionali. Si faccia in una maniera o in un'altra, attingendo dai fondi stanziati in bilancio al Settore o attraverso sponsors che partecipano all’evento/i. Negli ultimi anni s’è arrivato persino (vedi campionati Mondiali di Riccione del 2007) a boicottare le iniziative di chi tesserato ha tentato di sopperire alle mancanze della Federazione.
I RICONOSCIMENTI ALLE MEDAGLIE MASTER
Sin dalle prime Olimpiadi antiche, si usava celebrare in casa i vincitori, che aldilà degli allori sportivi dovutigli, venivano conferiti loro riconoscimenti di ogni tipo. Cariche sociali, doni e quant’altro. Il gesto sportivo esaltante, la vittoria deve essere assolutamente premiata perché è il punto più alto di un percorso d’abnegazione e sacrificio che gli atleti raggiungono, mettendoci l’anima ed il meglio di se stessi. La F.I.D.A.L. cosa fa? Si prende i meriti facendo il minimo indispensabile. La bellissima esperienza di Casa Italia nel 2008 agli Europei di Lubiana (per altro pagata dalla Regione Marche) aveva fatto vivere ai nostri atleti medagliati momenti esaltanti ed aggreganti. Almeno a caldo, era stata la sensazione di un giusto riconoscimento di gratitudine della Federazione. Ma quell’esperienza da Lahti in poi temiamo resterà solo in ricordo. Ad ogni modo poi tornati in Italia la Federazione pensa ad altro e gli unici encomi continuano a venire da due siti internet di autentici appassionati che tentano di dare il giusto lustro alle medaglie ed agli atleti master azzurri. E’ chiedere troppo se nelle trasferte internazionali e periodicamente in Italia, vengano organizzate momenti d’incontro, di confronto con relativa distribuzione di premi ai più meritevoli? E’ azzardare tropo chiedere premi in denaro ai vincitori di medaglie (nella giusta proporzione con quelli riconosciuti al settore assoluto), che li aiuterebbero nella sempre più onerosa attività.
Voglio ora affrontare un problema connesso con quanto sopra: la divisione che da sempre trapela e si evince da tutta una serie di comportamenti dei rappresentanti della F.I.D.A.L. alle manifestazioni internazionali, testimonianza di un malessere che viene dall’alto; che s’è ripetuto in maniera lampante anche agli ultimi Campionati Mondiali Masters in Finlandia. Come in altre occasioni, i nostri rappresentanti sono sembrati divisi e prigionieri di direttive e responsabilità prese sopra le loro teste. Sembrano come mandati allo sbaraglio. L’esempio che sfocia nel ridicolo è stato quello toccato al nuovo fisioterapista portato dalla Federazione, il bravo Giacomo Collodoro, costretto ad operare senza un lettino professionale. Il malcapitato, fortunatamente persona ricca di umanità e professionalità, ha dovuto arrangiarsi facendo sdraiare gli atleti bisognosi di cure sulle dure e fredde superfici di un tavolo furtivamente sottratto alla hall dell’organizzazione o sdraiati per terra. Il prezzo in loco dell’affitto di un lettino professionale per 15 giorni era di 200 euro, ma i nostri rappresentanti non erano autorizzati a sostener questo risibile costo. Rifletta Presidente, perché la prossima volta saremo costretti a fare una colletta.
Infine il nodo più spinoso da risolvere e che urge una soluzione il più presto possibile: quello dei rappresentanti dei masters in seno alla Federazione. I masters italiani vogliamo un confronto effettivo con la Federazione e con chi al suo interno è stato delegato. Sarebbe tempo che i masters potessero eleggere direttamente i loro rappresentanti chiamati poi dalla Federazione a gestire il Settore. Non più grigie figure imposte dall’alto, ma persone volitive e competenti, con esperienza ed amore vero verso un movimento che cresce e che non vuole la Luna, ma solo “il giusto”. Ora a Lei una risposta.
La ringrazio anticipatamente dell’attenzione che vorrà dedicare direttamente, e personalmente.
Cordiali saluti
Vincenzo Felicetti
via cava di Coppa 1
87024 FUSCALDO (Cs)
email: vfelicetti@aliceposta.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
cell. 333.922.89.33
15/08/09
i 12 (+4...) record italiani di Lahti
Ma torniamo a Lahti. 12 record italiani dicevo (validi sia per la Fidal che per la WMA). Un record del mondo (quello di Sansonetti nei 400 m90, che lo risarcisce di quello perso sugli 800) ed un record europeo (quello della Gabric nel disco w90, così come riporta Ivar Soderlind nel suo report sul sito della EVAA). Vediamo nello specifico:
- Marinella Signori ha migliorato ancora il suo record italiano spostandolo in batteria nei 100 dal 13"46 (ottenuto a Cattolica agli italiani master) a 13"42 corso in batteria.
- Vincenzo Felicetti ha abbassato invece i suoi record sui 400 in due occasioni: in semifinale ed in finale: prima 57"26, quindi il 56"77 che gli ha consentito di vincere l'oro. Anche per Vincenzo il record risaliva a Cattolica con 57"31. E' la 5^ volta che nella stagione Felicetti abbassa il record. Sfortunato invece nei 200, dove il record è resisitito nonostante la vittoria mondiale al 25"55 corso a San Benedetto.
- Ugo Sansonetti: il nuovo record italiano (1'35"04) polverizza la sua stessa miglior prestazione di 1'39"20 corsa a Cattolica. Ma la novità è che viene polverizzato anche il precedente record mondiale di 1'38"69 del tedesco Mahlo del 2002. Ben 3 secondi e mezzo in meno.
- Luigi Ferrari: un pò a sorpresa mi sono trovato pure questo record italiano: 2'04"83 sugli 800 M50. In realtà quello precedentemente tabellato risulta essere un 2'04"8 manuale ottenuto da Enrico Greppi nel 1983, uno dei più antichi record italiani in circolazione (dovrebbe essere il 10° record master al momento più datato, il 4° degli M50). Un'impresa, insomma, che valica il tempo, ma che non gli ha consentito di andare a medaglia (5°).
- Nadia Dandolo: non poteva essere più roboante l'entrata nel mondo master di una delle più forti mezzofondiste italiane di sempre. Argento e record italiano con 17'23"08 (precedente 18'03"90 di Maria Pia D'Orlando risalente al 1991, l'anno della tripletta mondiale: cross, 5000 e 1500).
- Gabre Gabric ha invece migliorato portandolo a 12,55 il record del disco, che a lei stessa apparteneva con 12,14. Anche questo record ottenuto a Cattolica quest'anno. Particolarità: in Italia i record della Gabric rientrano tutti nella categoria F95, ed il record europeo è invece classificato nella categoria w90.
- Ingeborg Zorzi è stata invece la prima italiana W60 della storia a cimentarsi sugli 80 hs (durante l'eptathlon): 15"76.
- Giuseppe Rovelli: il più medagliato italiano di Lahti 2009, ha migliorato di una manciata di punti (12), il suo stesso record M90 ottenuto a Macerata l'anno scorso: 4005 contro 4017.
- Brunella Del Giudice: le grandi prestazioni mondiali della Del Giudice si sono concluse con il record del pentathlon/lanci. Sfiorati diversi record, ma oltrepassato solo quello delle prove multiple nei lanci: 4471 punti. 4369 il precedente record della stessa Del Giudice risalente a Lubiana 2008.
- 4x400 M60: 4'00"78. Sensazionale record, che abbassa addirittura di quasi 3"50 il precedente di 4'04"10 della formazione schierata a Riccione 2007. Ma visti i 3 finalisti della gara individuale, con il 4° nella finale dei 100hs, il record era nell'aria.
- Enrico Saraceni: a livello internazionale Saraceni avrebbe abbassato i record sia dei 100 che dei 200 (11"22 e 22"61 con -1,5), ma per la Fidal Mario Longo, nella sua condizione di pre-45enne, di fatto ha già riscritto la storia delle migliori prestazioni italiane nella categoria.
- Roberto Vaghi: infine l'ottimo campionato del mondo di Roberto Vaghi si è concluso con un record "ad età compiuta" nei 400 M70: 1'06"85 contro l'1'08"90 di Ludovico Bonvecchio del 2001. Il record "pre" era invece di 1'06"90: quindi meglio anche di questo. Di fatto c'è un record indoor dello stesso Torre che ha corso in 1'06"16.
- 100 W45: 13"42 (1,0) - Marinella Signori
- 400 M60: 57"26 - Vincenzo Felicetti
- 400 M60: 56"77 - Vincenzo Felicetti
- 400 M70: 1'06"85 - Roberto Vaghi
- 400 M90: 1'35"04 - Ugo Sansonetti (WR)
- 800 M50: 2'04"83 - Ferrari Luigi
- 5000 W45: 17'23"08 - Nadia Dandolo.
- disco W90: 12,55 - Gabre Gabric (ER)
- 80HS W60: 15"76 - Ingeborg Zorzi
- Pentathlon lanci M90: 4017 - Giuseppe Rovelli
- Pentathlon lanci W65: 4471 - Brunella Del Giudice
- 4X400 M60: 4'00"78 - Frei, Montaruli, Del Rio, Felicetti
- 100 M45: 11"31 (1,2) - Enrico Saraceni
- 100 M45: 11"22 (0,0) - Enrico Saraceni
- 100 M90: 17"82 - Ugo Sansonetti
- 200 M45: 22"61 (-1,5) - Enrico Saraceni.
10/08/09
Lahti, day-9: pioggia d'oro dai 400. Sansonetti, Felicetti e Saraceni - Ciceri oro nel triplo
UGO SANSONETTI (oro - 400 M90) - Terzo oro per l'Ugo nazionale al mondiale finlandese. Avete qualche altro aggettivo da aggiungere? Bè, adesso metteteci che Sansonetti ha stabilito anche il nuovo record del mondo M90 sui 400 con 1'35"04, abbassando l'1'38"69 del tedesco Mahlo ottenuto nel 2002 a Potsdam. Un 'altra pagina di storia scritta: 3 ori come il lombardo Rovelli da M90 nella stessa edizione dei mondiali (mai nessuno vi era riuscito prima: adesso addirittura in due in un colpo solo). Ora: se vincere due titoli allo stesso mondiale master nella velocità (100, 200, 400) risulta un'impresa epica in sè stessa, vincerne addirittura tre è qualche cosa che sfocia nel mito master. Solo grandi atleti come Collins, Muller, Peters (quelli che mi vengono in mente alla rinfusa di primo acchitto) sono risuciti. E poi Sansonetti, che ottiene la seconda tripletta italiana della storia dopo San Sebastian 2005: unico italiano a riuscire (poi vedremo a fine giornata che non rimarrà da solo sull'olimpo). Quanto a doppiette, sono "solo" 4 gli italiani a vincere due medaglie nella velocità master. Ricordo quella di Sobrero (2003, 100 e 200), Saraceni (2005, 200 e 400, e secondo sui 100) e Mario Longo (100 e 200 nel 2007 a Riccione). A fine giornata si aggiungerà quella di Felicetti (200 e 400). Volete impallidire? Ebbene: quella sui 400 rappresenta la 54^ medaglia internazionale a me nota vinta da Sansonetti. Di sicuro è la 28^ vinta ad un mondiale master, la dodicesima d'oro.
GIANCARLO CICERI (oro - triplo M50) - tanto tuonò che piovve. Giancarlo Ciceri porta a casa il suo medaglione di metallo pregiato, ed entra così di diritto nell'empireo dei più grandi triplisti italiani di sempre a livello master. La gara di Lahti si infiamma tutto d'un tratto al 3° salto: il norvegese Klungland 12,64 (ventoso), l'italiano 12,69 (regolare). Sarà poi la misura che gli darà l'oro. 7^ medaglia d'oro italiana nel salto triplo ad un mondiale master e 5° atleta italico a riuscire nell'impresa, dopo Amelio Compri (1985), Crescenzio Marchetti (1993 e 2007), Vittorio Colò (1997) ed Elisa Neviani (2005 e 2007). Dal triplo M50 erano comunque già arrivate 4 medaglie nel passato: 2 argenti (grazie ai "piedi" di Crescenzio Marchetti) e 2 bronzi (Bortolozzi e Fassio). Primo oro nella categoria quindi. Quello di Ciceri è anche l'ottavo oro complessivo vinto dalla categoria M50 ai mondiali master (3 dalla maratona, 2 dalla marcia, uno dai 10000 e uno dal martello). Primo dai salti. Per concludere: questo è anche il primo oro conquistato in assoluto in una competizione internazionale da Ciceri, anche tenendo conto dei Campionati Europei. Al suo attivo aveva infatti 2 argenti e 2 bronzi (oh, ricordatevi delle mie tare "europee" pre-2000).
VINCENZO FELICETTI (oro - 400 M60) - Non ho statistiche relative ai distacchi tra il primo e il secondo, certo è che 2"21 sono davvero tanti tra la medaglia d'oro (56"77) e l'argento (58"98) ad un campionato mondiale sui 400. Soprattutto in categorie "intermedie", dove l'affollamento crea comunque standard di prestazioni abbastanza livellati. Ma tant'è: Vincenzo Felicetti dopo l'oro nei 200, bissa il titolo mondiale accoppiandolo con quello dei 400. Non aveva mai vinto ori mondiali nonostante l'affitto pluriennale delle zone alte dei podi internazionali già a partire dalla metà degli anni '90. 36^ medaglia sovranazionale (a me note, Europei compresi), ma "solo" la quinta mondiale (2 ori, 1 argento e 2 bronzi). Prima di Lahti, a Brisbane 2001 vantava la sua miglior prestazione mondiale, con l'argento sui 400. Come nella "recensione" di Sansonetti, Felicetti è il 4° italiano di sempre ad ottenere una doppietta nella velocità. Come invece detto ieri, l'oro di Vincenzo è la prima medaglia nel binomio mondiale M60/400.
- ENRICO SARACENI (oro - 400 M45) - Tripletta per Enrico Saraceni ad un mondiale con questo 400 corso in 50"29. Come detto in precedenza è la terza volta che accade ad un italiano in un mondiale master nella velocità. Secondo uomo a riuscire nell'impresa (dopo le due triplette di Sansonetti). Tripletta sfiorata da Enrico già a San Sebastian 2005, dove l'oro sfumò di un niente nei 100 nonostante il 100 metri più veloce della storia del masterismo italiano corso durante una manifestazione internazionale (10"79). Allora vinse Tony Noel. Come detto a Lahti 50"29, che sfiora per la seconda volta durante l'anno il mondiale di 50"20 di Fred Sowerby (aveva corso già 50"27). Difficile alla nova prova in pochi giorni ottenere il massimo: certo che sarebbe stata una bella ciliegina, di fatto solo rimandata ad una gara secca. Il sub-50" porrebbe Saraceni come il primo uomo sopra i 45 anni sotto i 50". Dovrebbe essere la 36^ medaglia internazionale: imbattutto nei 400 da master dal 2004, con 11 vittorie tra Europei e Mondiali, all'aperto e al chiuso. 8° oro mondiale (staffette comprese). Nel suo incalzante ruolino di marcia possiamo parlare di "sole" 3 sconfitte internazionali in 5 anni da master: il 200 di Riccione 2007 (causa infortunio), l'argento di San Sebastian 2005 sui 100 (ma con 10"79) e il 4° di Riccione sui 100 metri. Concludendo: l'oro di Saraceni è la decima perla sui 400 vinta da un italiano ad un mondiale master: 3 dallo stesso Saraceni (2005, 2007 e 2009) 3 da Ugo Sansonetti (1999, 2005 e 2009), 1 da Noemi Gastaldi (1993), 1 da B. Bianchi (1979), 1 da Vincenzo Felicetti (2009) e una da Edgardo Barcella (2007).
- GIORGIO BORTOLOZZI (bronzo - triplo M70) - Altra medaglia per uno dei più grandi triplisti italiani di sempre in ambito master: Giorgio Bortolozzi (assieme ad Amelio Compri, Crescenzio Marchetti, Vittorio Colò, Giancarlo Ciceri ed Elisa Neviani, così come mi vengono in mente). Bronzo conquistato con una misura di 9,37, che arricchisce l'italia della 54^ medaglia conquistata in una grande manifestazione internazionale nel salto triplo master. 21^ medaglia ad un campionato del mondo master, la seconda della categoria M70: l'altra, un argento, l'aveva conquistata lo stesso Bortolozzi a Riccione 2007 con 10,14 (misura che se conseguita a Lahti gli avrebbe dato l'oro). Per Giorgio Bortolozzi è il settimo podio internazionale (tutti nel salto triplo): sei di queste sette medaglie sono arrivate ai campionati mondiali: 3 argenti e 3 bronzi. Naturalmente, come dico sempre, i miei dati relativi agli Europei, sono purtroppo parziali.
- RUDOLF FREI (bronzo - 400 M60) - Esordire ad un mondiale a 60 anni e tornarsene a casa con una medaglia. E' questa la breve storia sportiva di Rudolf Frei, terzo nei 400 M60 dominati da Vincenzo Felicetti. Il suo tempo 59"08, era davvero vicino a quello dell'australiano Howden (58"98). Ma va bene così. I 400 M60 sono stati una terra di conquista italiana, con due medaglie su 3 ed un quarto posto. Frei aveva esordito a livello internazionale solo quest'inverno ad Ancona giugendo terzo proprio nei 400 con 1'00"85.
- MASSIMILIANO SCARPONI (bronzo - 400 M40) - Max riesce a correre il suo 400 più veloce della stagione (50"09) e porta a casa un ottimo bronzo: poteva essere argento (l'indiano Rawat, noto sperperatore di energie nei turni preliminari, ha corso in 50"01), ma poteva anche essere legno, visto il 50"13 del britannico Ward. Non ricordo quando (e se) Scarponi abbia corso più veloce negli ultimi anni, ma non penso siano state tante le volte. Se dovessi sbilanciarmi, avrei detto che l'oro gli sarebbe venuto più facile sui 400 che sei 200: smentito. Ha vinto la gara l'americano Robert Thomas con 49"62 (spauracchio italiano degli ultimi anni nella categoria M40). Secondo bronzo consecutivo nel binomio M40/400 per Scarponi ai Mondiali, anche se a Riccione gli bastò correre in 50"65. 5^ medaglia conquistata nel binomio nella storia (2 ori di Saraceni, uno di Bianchi e 2 i bronzi di Scarponi). Solo 4 italiani della categoria M40 sono risuciti ad accedere alla finale dei 400 M40 ad un mondiale. Oltre ai 3 già citati, Danilo Bertaggia a Riccione 2007.
- ANTONIO MONTARULI (4° - 100hs M60) - Parlandoci insieme, al TIC di Lahti, Antonio mi diceva di alcuni persistenti problemi (mi sembra tendinei) che non gli consentivano di concentrarsi sulla prova più lunga sugli hs, dove è campione europeo in pectore. Ecco così il "ripiego" sui 100hs, che solo per qualche centesimo non si è tramutata nella scelta giusta. 4° con 16"47. Il terzo 16"18. Da M55 arrivò il bronzo a San Sebastian (correva l'anno 2005). Migliorato il suo risultato di Riccione (7° con 17"45). L'unico vincitore di medaglie sugli ostacoli (alti e bassi) nella categoria M60 ai mondiali rimane così Sandro Urli, bronzo a Riccione 2007. Il 4° posto di Montaruli eguaglia invece la miglior posizione mai ottenuta da un italiano nella specialità 100hs M60: l'altro era stato Enzo Bertolissi a Gateshead 1999.
- ALDO DEL RIO (4° - 400 M60) - 59"62, che è tra i suoi migliori tempi dell'anno, avendo corso 59"58 a Rovellasca poco prima di partire per la Finlandia. Purtroppo qualche problemino fisico l'ha tenuto lontano dalle competizioni nel periodo "delicato" della stagione, facendogli perdere la coincidenza col treno che aveva preso con le indoor (59"48 agli Europei di Ancona, argento europeo). 4° come a Riccione 2007 (dove corse in 59"40) che è la sua miglior posizione ottenuta individualmente ad un mondiale nei 400. Manca la staffetta, dove i tre della finale dovrebbero costituire l'ossatura di un dream-team senza precedenti tra gli M60 (ma è facile parlare... dopo).
- CARLA FORCELLINI (5^ - 80HS W45) - inserita per data di nascita ancora nella categoria W45, Carla Forcellini conclude la sua gara sugli ostacoli al 5° posto in 13"10. Difficile chiedere di più, visto il divario delle prime 4 rispetto al resto del mondo. La Forcellini con la finale di Lahti si è andata ad aggiungere al novero delle 9 atlete italiane che nella storia dei mondiali master hanno partecipato ad una finale negli ostacoli alti. Nelle 8 precedenti puntate, erano arrivate 4 medaglie e il solo oro di Lia Masotti a Roma '85. L'unico precedente nella categoria W45 era sempre della stessa Forcellini che a Riccione arrivò sesta: il quinto posto è quindi la miglior posizione mai ottenuta nel binomio storico W45/80hs.
- CRISTINA AMIGONI (5^ - 400 W40) - (1'01"34) Devo ancora fare i calcoli meglio, ma penso che difficilmente si possano annoverare così poche italiane tra velocità ed ostacoli ad un campionato internazionale master nell'ultima decade. Come dicevo nei giorni scorsi: un brusco ritorno al passato, solo in parte giustificabile con i prezzi adottati dal "Cartello di Lahti". Mi sembra infatti solo di ricordare Marinella Signori (arrivata in semifinale nelle W45), Lusia Puleanga (fuori per infortunio nei 100 W35), Carla Forcellini (negli 80hs W45) ed appunto la Amigoni (presente e vittoriosa nei 400hs e 5^ nei 400). 5 presenze-gara, su circa 12 categorie e 5 specialità: approssimativamente 55 eventi nella velocità/ostacoli senza presenze italiane femminili. Comunque sia, buon 5° posto della Amigoni, che storicamente risulta essere il secondo risultato di sempre ottenuto da un'italiana sui 400 W40 ad un mondiale. Come dicevo ieri, solo due finaliste nel binomio, e l'unica fino a ieri, Rosa Marchi, conquistò l'argento a San Sebastian nel 2005. A Riccione la Amigoni non risucì a raggiungere la finale tra le W35, mentre solo pochi mesi dopo, a Clermont, conquistò il bronzo sui 400.
- ROBERTO AMERIO (6° - 110HS M40) - Dopo l'accesso in finale nei 400hs, arriva anche il sesto posto sugli ostacoli alti per il piemontese Roberto Amerio. 16"82 per lui. Proprio nell'ultimo anno per Amerio erano arrivate dalle prove corte due medaglie: l'argento sui 110hs a Lubiana, ed il bronzo sui 60hs ad Ancona. Comunque pareggiata la prestazione di Riccione 2007 (6° anche allora con 16"16) e quella di San Sebastian (ancora 6° con 15"70). In estrema sintesi: 3 campionati del mondo sui 110hs, 3 sesti posti. L'unica medaglia conquistata nel binomio 110hs/M40 è stata fin'ora ad appannaggio di Alessandro Petroncini a Riccione 2007. Questa rimane anche l'unica medaglia assoluta conquistata da un master italiano sulla distanza (quindi considerando storicamente le categorie dalla M35 alla M55).
- ROBERTO VAGHI (6° - 400 M70) - Dopo il bronzo sui 200, sesto posto in 1'06"85 per Roberto Vaghi. Non troppo distante il 4° (1'06"17) ma va bene così. Il risultatone era già stato portato in Valtellina. La gara l'ha vinta l'extraterrestre Guido Muller (volto da pensionato tedesco della turingia, fisico da 25enne bavarese). Una corsa di un'eleganza senza pari: pensare che abbia 70 anni è davvero difficile: 59"34, nuovo record del mondo (primo uomo sotto il minuto sopra i 70 anni, anche se c'era già riuscito durante l'anno). Tornando agli italiani: continua l'anemia di medaglie nel binomio M70/400. Il miglior risultato è un quinto posto di Sergio Palma a Gateshead 1999. Solo 5 finalisti in 34 anni. Difficile chiedere di più a Vaghi, quando è la stessa storia a mettersi contro.
- 400 M35: ALESSANDRO GULINO 5° - MASSIMILIANO POETA 7° - Riflettendo ante-quo sui 400 M35 e guardando le liste degli iscritti, ritenevo che anche quest'anno le medaglie erano a disposizione su tempi a cavallo dei 50". Del resto così erano andate le cose negli ultimi campionati internazionali: gli unici a scendere sotto i 50" erano stati proprio i nostri, con Barcella a Riccione e Gulino a Lubiana. Poi la tradizione sembrava essere diventata "italiana", con le 3 vittorie di Mondiali Outdoor, Europei indoor ed outdoor e il secondo posto di Biffi a Clermont. L'unico ad interrompere la soluzione di continuità era stato di fatto l'olandese Jenssen ai mondiali indoor del 2008. Queste le basi del problema. Lo svolgimento non ha però tenuto conto dell'americano Terrance Spann, del danese Jorgensen (il primo iscritto senza tempo, il secondo considerato "fittizio") e degli inglesi. Risultato: i due campioni d'Europa uscenti (outdoor ed indoor) che l'Italia schierava in finale sono arrivati rispettivamente 5° e 7° con 50"18 e 51"44. Probabilmente Gulino, senza infortunio di maggio, avrebbe potuto correre vicino al danese e all'inglese Rubenis (quest'anno il ligure ha corso già vicino ai 49"5), mentre un pò più difficile pronosticare una medaglia per Poeta (viste le semifinali), che ha di fatto infranto la barriera dei 51" solo a Lahti, dopo un SB di 51"10 a Cattolica. Impossibile vincere con gente come Spann: 48"14.
07/08/09
Lahti, day-6: pioggia d'oro sull'Italia
- MARCO SEGATEL (oro - alto M45) - Sir High Jumper, continua il suo percorso immacolato in questa specialità. 14^ medaglia d'oro consecutiva tra europei e mondiali, imbattuto a livello internazionale dal 2002. Mi manca all'elenco solo un dato sugli europei open del 2006: non c'era? Tutto questo per dire che è già adesso nella mia personale hall-of-fame dei master italiani, ed è solo del 1962 (M45). Parlandoci nel dopo-gara mi confidava che stavolta non era stato per nulla facile: l'infortunio primaverile, il lento recupero, la gara "tirata", con 5 atleti a superare l'1,78. Ma l'unico a superare l'asticella alla misura successiva (1,84) è stato ancora una volta lui, Marco Segatel.
- GIUSEPPE ROVELLI (oro - disco M90) - Secondo oro (dei 4 desiderati) del lanciatore lombardo della Daini Carate. Mancano ancora due specialità per l'en-plain. Per ottenerlo 18,06, piazzato già alla prima misura e sufficiente per distanziare di quasi due metri il secondo, il finlandese Helge Lonnroth. 4° oro per un italiano nel binomio M90/disco ad un mondiale. Prima di Rovelli sono riusciti nell'impresa Mario Riboni (Portorico 2003), Aldo Amoretti (Brisbane 2001) e Lamberto Cicconi (Buffalo 1995). A Riccione 2007 Riboni fu "solo" argento.
- UGO SANSONETTI (oro - 200 M90) - Secondo oro della spedizione finlandese del novantenne romano. Vittoria netta, con quasi 7" allo svedese Liedtke, seguito da una troupe televisiva in ogni momento della giornata (distratto?). Purtroppo il risultato cronometrico (39"90) poteva essere migliore se non fosse stato per un vento contrario notevole (diventato inspiegabilmente +0,6 sui referti). 28° oro internazionale per Sansonetti, il settimo sui 200, il quarto ad un mondiale, il terzo ad un mondiale all'aperto. Più di così...
- VINCENZO FELICETTI (oro - 200 M60) - Difficile stabilire quante medaglie internazionali abbia vinto Vincenzo, proprio per la mancanza di dati relativi agli europei indoor ed outdoor pre-2000 (chi li ha me li mandi!!). Ne conto ad oggi 36 (!), tra staffette ed indivduali. Ma che ci crediate o no, è il primo oro ad un campionato mondiale all'aperto per Felicetti, forse sempre offuscato dal talento sovrannaturale di Bill Collins assente per infortunio in questi campionati di Lahti. E' così che è giunto il primo alloro sui 200 (dopo l'argento a Brisbane 2001 nei 400 e il bronzo a San Sebastian 2005 nei 200). Gara difficile: grande distacco creato in curva: poi un lento ed inesorabile guadagno dell'australiano Howden che si ferma ad 8 centesimi dal Felicetti nazionale. E' anche il miglior risultato nel binomio 200/M60 di un italiano ad un mondiale: il precedente MP era il bronzo di Tamaro a Portorico 2003.
- ENRICO SARACENI (oro - 200 M45) - Così come per Vincenzo Felicetti, ecco un altro mostro sacro del masterismo italiano inanellare l'ennesimo oro (che fa il bis con quello dei 100). Tempo di 22"61 (con vento contrario di -1,5), sufficiente per distanziare di 62 centesimi l'inglese Dalton Powell. 30 medaglia d'oro ad una manifestazione internazionale, 35 in totale (conta anche 5 argenti). Curiosità: Saraceni non ha mai vinto un bronzo, annoverando al più due 4' posti (nei 100 di Riccione e nella 4x400 di Aarhus). 7^ medaglia d'oro ad un mondiale outdoor (13 quelle totali ai mondiali, staffette comprese). Secondo oro nei 200 dopo quello di San Sebastian-05. 17^ medaglia d'oro vinta da un M45 italiano al mondiale, l'oro sui 200 rappresenta anche la miglior posizione ottenuta nel binomio: prima di lui solo Ferido Fornesi nel 2007 era riuscito a vincere una medaglia (il bronzo).
- MASSIMILIANO SCARPONI (oro - 200 M40) - il titolo di Campione del Mondo (con 22"51) di Massimiliano Scarponi è qualche cosa di speciale. La sua vicenda sportiva mi ricorda un pò la storia di Paolo Bettini, il ciclista vissuto all'ombra del fuoriclasse Michele Bartoli di cui era gregrario ed esploso tutto ad un tratto. Scarponi ha "dovuto" condividere le proprie fortune proprio in Italia con due fuoriclasse del calibro di Mario Longo ed Enrico Saraceni. Due vedette del masterismo internazionale con le quali confrontarsi anche sul territorio nazionale, nonostante le sue prestazioni fossero tra le migliori al mondo. Oggi non dico un'eresia se affermo che Scarponi può valere (almeno sui 200) come Saraceni e Longo. Sui 100 Longo ha rivali solo oltreoceano. Sui 400 Scarponi ha migliorato notevolmente: lo vedremo tra poche ore in finale. E' questo il suo primo oro internazionale (dopo i 4 argenti consecutivi tra Lubiana-08 e Ancona-09 su 200 e 400). Terzo successo consecutivo italiano nei 200 M40 ai mondiali: Saraceni nel 2005, Longo nel 2007 e Scarponi nel 2009. A Riccione Scarponi arrivò terzo in 22"41.
- CARLA FORCELLINI (argento - asta W45) - Ai mondiali accade anche questo, che con 2,80 la Forcellini non riesca a vincere la propria ennesima medaglia d'oro mondiale. Da Atleticanet avevo appreso dell'infortunio ad un dito di circa un mese fa che sembrava aver precluso la partecipazione a Lahti. Invece eccola che si presenta, e che nonostante tutto vince un argento con 2,80. L'oro è più in alto, a 3,20, una misura già saltata più volte durante l'anno dall'atleta laziale. C'è poi da dire che la Forcellini è del '59: W50 in pectore in Italia, ma ancora W45 fuori dai confini patrii. 22 medaglia internazionale a me nota (ripeto: prima del 2000 mi mancano i risultati degli europei). 17 medaglie su 17 manifestazioni internazinoali cui ha partecipato nell'asta (14 ori e 3 argenti). 3 ori e 2 argenti ai mondiali outdoor: un'icona del nostro movimento, visto che il dominio in una sola specialità.
GABRE GABRIC (argento - giavellotto W90) - seconda medaglia e secondo argento per la Gabric, battuta ancora una volta dalla performante ex-maestrina canadese Olga Kotelko. Una novantenne di chiare origini dell'est europeo, che probabilmente porterà a casa più di dieci medaglie d'oro. A destra una miniatura (clikkando si può allargare l'immagine) della canadese. 10^ medaglia mondiale femminile italiana (all'aperto) nel giavellotto (4 ori, 4 argenti e 2 bronzi). La seconda tra le W90 (la Gabric vinse l'argento anche a Riccione-07).
- MAURO GRAZIANO (argento - 200 M40) - grossa affermazione anche personale di questo atleta piemontese (secondo con 22"77 davanti al tedesco Schauwecker, stesso tempo). Solo i 3 super (Longo, Saraceni e Scarponi) a conti fatti hanno fatto meglio di lui nel binomio mondiale. Pareggiato l'olimpionico Armando Sardi (argento a Portorico 1993). Miglior prestazione personale internazionale per Graziano, che a Riccione giunse 4° (ed allora quella era il suo miglior risultato a livello individuale). Poi nel sua carnet vanta anche 3 ori, ma conquistati con le staffette. A Lubiana, l'anno scorso, terminò 5°.
- ALFREDO TONNINI (bronzo - 10km Marcia M75) - bronzo per Tonnini con 1h05'47". Vicinissimo l'argento (4 secondi in meno) e ad un minuto l'oro. E' questa la 4^ medaglia internazionale vinta dell'atleta laziale, tutte nell'ultimo anno e tra Europei outodoor ed indoor. Questa è la prima mondiale. Pensate: di lui si hanno tracce ai mondiali di Roma 1985, dove si cimentò in prove di fono. Poi più nulla sino a Lubiana 2008, e le medaglie nella marcia.
- ROBERTO VAGHI (bronzo - 200 M70) - risultato a "sorpresa". Nella gara dominata da Guido Muller (davvero elegante, al pari di Peters), trova un briciolo di gloria anche l'atleta valtellinese che giunge terzo con 29"07 (con vento contrario di 2,1). Eguagliato il miglior risultato del binomio ad un mondiale: fu Bruno Sobrero nel 1993 in Giappone a vincere un altro bronzo. Due atleti italiani in finale non si erano ancora visti (vista la presenza di Tristano Tamaro). Vaghi aveva vinto ad ora 6 medaglie internazionali, ma mai a livello individuale. Questa di Lahti rappresenta la sua miglior prestazione.
- NATALIA MARCENCO (4° - 10 km marcia W50) - due gare e due quarti posti a Lahti. Stavolta nella 10 km di marcia, dove ha marciato in 59'02". Lontana la zona medaglie, visto che la terza, l'ucraina Kryvokhyzna ha ottenuto 56'59". L'atleta vanta la non invidiabile collezione di 4' posti: con i due di Lahti si arriva a 7 nelle grandi manifestazioni internazionali, ma anche e soprattutto 17 medaglie internazionali (di cui 7 d'oro) ma nessuna mondiale individuale. Career best ad un mondiale rimane l'argento nella 5 km di marcia a San Sebastian 2005. Miglior risultato storico nel binomio è l'argento di Turku 1991 di Giuseppina Migliasso.
- TRISTANO TAMARO (5° - 200 M70) - 29"36 e 5° posto per Tamaro. Non era la sua annata evidentemente. 12 medaglie internazionali (sempre con il dubbio del pre-2000 a livello di europei), il suo acuto rimane quello del 2003 a San Sebastian (oro nei 60 indoor agli europei). Miglior risultato individuale ad un mondiale, proprio il bronzo a Portorico 2003. 9 partecipazioni ai mondiali outdoor sui 200 e 4 finali.
- FRANCO VENTURI DEGLI ESPOSTI (6° - 10 km marcia M50) - Buona prestazione complessiva del marciatore italiano (6° con 54'20"), visto che la migliore prestazione (il cosiddetto career best) sono due quinti posti a Brisbane 2001 (nei 5 e nei 20 km di marcia). A Riccione terminò 8° e 9° e 10° nelle tre specialità della marcia previste dal progamma mondiale outdoor. Il 6° posto è la seconda prestazione all-time italiana a livello mondiale outdoor nel binomio M50/10 km di marcia. Nessun italiano ha mai vinto una medaglia: miglior posizione un quarto posto di Ruina ad Hannover 1979. Poi Venturi Degli Esposti a Lahti 2009, che pareggia Stefano Giani a Riccione 2007.
- ANDREA BENATTI (7° - 200 M35) - Tempo: 22"67 con +2,2.
- GIORGIO BORTOLOZZI (9° - lungo M70) - 4,11 e il mancato accesso alla finale ad otto (c'erano due serie) per 3 centimetri. Ma Bortolozzi nasce eminentemente come triplista, dove a livello internazionale ha raggiunto i suoi best-career: l'oro europeo a Potsdam 2002, gli argenti mondiali di Roma, Riccione e Goteborg (quest'ultimo vinto addirittura 32 anni fa). Nel lungo la sua miglior posizione rimane così quella di Roma-85: 5° con 6,03. Nel binomio, ai mondiali, rimangono come migliori prestazioni gli argenti di Sobrero e Marabotti rispettivamente a Miyazaki 1993 e Melbourne 1987.
- PIERANGELO FORTUNATI (9° - 10 km marcia M55) - tempo: 58'46". Per Fortunati rimangono come migliori prestazioni i 5i posti di Durban e Buffalo (1997 e 1995). Due argenti a squadre (Lubiana e Myiazaki). Terza prestazione all-time nazionale ai mondiali, dopo l'oro di Fait del 1979 (30 anni fa), e il bronzo di Roberto Cervi a Riccione-07.
- SERGIO FASANO (10° - 10 km di marcia M55) - 58'46" per un decimo posto che vale la quarta prestazione all-time nel binomio ai mondiali outdoor master. Fasano fu decimo (ma sui 5 km) anche a San Sebastian 2005.
- SABRINA CIPOLLA (10^ - martello W35) - 23,39 per il decimo posto di Cipolla. A Riccione nel binomio si era avuta una fantastica tripletta italiana (Tranchina, Aletta, Sapienza).
- GIANNI LOLLI (12° - peso M50) - Nella finale diretta dodicesimo posto con 10,67. A Riccione non superò il flangiflutti delle qualificazioni. 10° ai Mondiali indoor di Linz. 9° ad Ancona-09.
- GIAMPAOLO MUNARI (13° - peso M50) -esordio internazionale con 10,39 e il 13° rango.
- PIERGIORGIO ANDREOTTI (14° - 10km Marcia M65) - 1h05'31" a Lahti, ma quel più conta, e che avevo scritto nel resoconto di una delle giornate precedenti, è il fatto che Andreotti rappresenta il vero e proprio decano del masterismo italiano: quello di Lahti è infatti il 13^ mondiale (su 18) cui ha partecipato Andreotti. E' l'italiano che ha partecipato a più edizioni di questa manifestazione. Miglior risultato individuale l'argento di Christchurch nel 1981 nei 5 km di marcia. Poi un bronzo a Buffalo 1995. A Roma l'oro con la squadra nazionale nei 20 km di marcia. E ancora: 3 quarti posti ai mondiali (l'ultimo a Durban 1997). Ritornando al binomio, miglior risultato "storico" è il bronzo di Scimone Francesco Chico ad Hannover: 30 anni fa, era il 1979.
- MANUELA SCORDINO (15^ - disco W50) - 19,14 valido per raggiungere il 15° posto. A Riccione non superò il barrage qualificatorio, mentre a Lubiana-08 giunse al 13° posto.
- ROBERTO PIASER (18° - marcia 10 km M60) - 18° con 1h01'39". Rimane così come career best il 15° di Riccione 2007 nella 20 km di marcia. Un bronzo a Lubiana-08 sempre nella 20 km di marcia, sua specialità di riferimento.
- SERGIO DOMIZI (20° - 10 km marcia M55) - tempo: 1h09'29". Career-best rimane il 13° di San Sebastian 2005 sui 5 km di marcia. Sui 10 km di marcia, a Riccione-07 Domizi giunse 24°: un piccolo miglioramento.
- GUIDO CAROLLA (22° - lungo M70) - 3,32 per Carolla, un pò in calo rispetto ad Ancona-09 dove giunse 5° con 3,81. Era giunto 10° a Riccione-07 con 3,99.
- PAOLO MUSCAS (28° - 10 km marcia M60) - 1h09'58" sui 10 km del percorso vicino allo stadio. Fu 41° a Riccione sui 10 km, mentre career best il 13° di Lubiana-08.
- 200 (semifinali)
- Roberto Vaghi e Tristano Tamaro tra gli M70 passano grazie ai ripescaggi (rispettivamente 29"11 e 29"19): 5° e 6° tempo. Mai successo che due italiani tra gli M70 accedessero alla finale.
- Adel Salama non riesce nell'impresa di qualifcarsi tra gli M50: serviva 24"84, mentre Adel ha corso in 25"67. Meglio in batteria. Categoria difficile per gli italiani: sino ad ora, nelle 18 edizioni dei mondiali, solo in 3 sono riusciti ad entrare in finale (tre personaggi del calibro di Felicetti, Bianchessi e Ranzini), e il solo Claudio Ranzini ha vinto una medaglia (il bronzo di Riccione-07).
- Enrico Saraceni passa facile anche la semifinale: 23"38. Settimo italiano nella storia dei mondiali (nei 200 M45) ad accedere alla finale. Fin'ora solo Ferido Fornesi nel 2007 era risucito a vincere una medaglia (il bronzo) nella massima manifestazione master. Fuori invece dalla finale Domenico Furia (24"62), ma serviva un 24"15. Migliorato comunque il career best, visto che a Riccione si era fermato ai quarti di finale sui 200.
- Tra gli M40 si presentano in 4. Max Scarponi è in gran forma: 22"86 in pieno controllo. Primo della seconda serie. Dall'altra parte impressiona l'indiano Dinesh Rawat: 22"73, tallonato da Mauro Graziano (22"81). Sfortunato Alberto Zanelli: 23"33, battuto dal canadese Lemassif con 23"31 che entrerà in finale. Anche Marco Ceriani non lontano dall'accesso in finale: 23"45 (6° della prima semifinale) mentre Pierluigi Acciaccaferri 23"60, settimo nella medesima semifinale. Da due edizioni un italiano vince i 200 M40 (2005 a San Sebastian Saraceni, nel 2007 a Riccione Longo). Sarà la terza? (lo sapete già, ma è bello tenere la suspence).
- Fuori dalla finale tra gli M35 Paolo Chiapperini con 23"02 (si entrava con 22"92). Benatti 22"84 va in finale.
- peso (qualificazione)
- Fuori dalla finale per poco più di un metro, Umberto Benevenia (10,37). Non riesce quindi ad accedere alla finale così come a Riccione-07 (15° totale come allora). Come miglior prestazione nel binomio (W65/peso) rimane il bronzo del 1981 in Nuova Zelanda di Bruno Porceddu.
25/05/09
Gran Premio dell'Adriatico, festa dell'atletica master
- Ebbene, innanzi tutto il record dal martello F65 (3 kg) ottenuta da Brunella Del Giudice, che migliora il suo stesso risultato dell'anno scorso (35,43 vs 34,58). Il pedegree? La Del Giudice vanta la ben 4 allori internazionali, 3 dei quali dal "martellone" e uno dal disco: 1 mondiale (Clermont) e 3 europei. Dal 2005, ogni anno Brunella ha vinto in una grande manifestazione internazionale. Poi 8 argenti e 8 bronzi: purtroppo non ho ancora i dati di Riccione 2007, quindi il bottino potrebbe essere più pingue.
- Mario Longo per parte sua ha finalmente infranto la barriera degli 11", migliorando il record italiano M45 dei 100 per la terza volta dall'inizio stagione: 10"94 per lui. Grande tempo, che ha trascinato un altrettanto performante l'M40 Max Scarponi ad un gran tempo (11"14). Si è rivisto sui 100, dopo i problemi fisici dell'inverno, Enrico Saraceni che ha corso in 11"57. Ancora bravo Antonio Rossi (M55), che ha corso in 12"42.
- Ottimo Dario Rappo sui 1500 M60: 4'50"04. Il record è un pò lontano (4'33"57) detenuto da uno dei mezzofondisti italiani over-35 più forti della storia Master: penso che senza ombra di dubbio il migliore sia stato Luciano Acquarone, ma Cesare Bini si possa accomodare tra i primi 5.
- Dai 400 arriva il record M45 telefonato di Enrico Saraceni: 51"84, 18 centesimi in meno del 52"02 del tempo ottenuto in semifinale ai mondiali San Sebastian 2005 dal mio amico Ettore Ruggeri (sarebbe poi stato bronzo in una finale memorabile, con i primi 3 separati da pochi centesimi). Telefonato anche il record di Vincenzo Felicetti tra gli M60: 57"49, che abbassa il freschissimo record di Aldo Del Rio, ottenuto a Settembre 2008 (58"09). Bravo anche Max Poeta, M35, con 52"18. Ha sfiorato di un niente il record M70 Filippo Torre, che correndo in 1'08"47: il record è fissato a 1'08"0, corso da Ivano Tosatti nel 2008.
- Nel disco Rosanna Grufi si è avvicinata molto alla sua m.p.i. F55 ottenuta nel 2008: 27,62 vs 28,42. Anche Brunella Del Giudice ha sfiorato la m.p.i. F65: 24,69 vs 25,95.
- Altra sfida Longo-Saraceni sui 200 M45: stavolta non sono caduti record, ma è stata bella la sfida: 22"70 a 23"14. Ancora grande prova di Max Scarponi (22"75), e secondo record di Vincenzo Felicetti nei 200 M60 (25"55) cha cancella dall'albo d'oro il decennale record (25"68) dell'ombra di Guido Muller, Tristano Tamaro.
30/03/09
I 200 metri ai Campionati Europei Master
- Ma iniziamo il nostro racconto e il nostro viaggio nei 200 metri agli Europei Master. Tutto in una foto, se ci fosse, di Mario Longo che batte di un solo centesimo Max Scarponi nella finale degli M40. 22"69 a 22"70. Davide che sfida Golia, Davide che aveva già sfidato un altro Golia nei 400, cedendo l'onore delle armi per poco. Non me ne se ne voglia, se lo spirito italico lo riconosco nella classe operaia incarnata da Max Scarponi che...purtroppo, non va in paradiso. In chi lotta contro mostri sacri che quasi mai vengono scalzati dai loro piedistalli, ma che proprio per avvicinarli sono arrivati a prestazioni che in qualsiasi altro contesto sarebbero state da numeri "1". Invece la sfortuna (o la fortuna?) di dover sfidare mostri fuori dal comune, come Mario Longo ed Enrico Saraceni, che a livello nazionale non penso abbiano mai perso (o forse solo nelle sfide fratricide, quando per forza deve uscire un vincitore). In questa sfida impari (ma che si stava alla fine rivelando "storica"), si è registrata la tripletta italiana, con Alfonso De Feo ottimo terzo. Inciso: sia lui che Mario Longo sarebbero già della categoria superiore, gli M45, cosa che probabilmente acuisce il merito delle loro prestazioni. Ultima curiosità: il tempo di Mario Longo, per la Fidal, abbassa nuovamente il record italiano M45, togliendo l'imprimatur ad Enrico Saraceni che quest'anno aveva corso in 22"85.
- Tra gli M35, orfani di molti protagonisti di Clermont e Lubiana in chiave internazionale (Scott, Cheval e Mormin in primis), ha sancito il predominio del britannico Mark Dunwell nella velocità, dove ha doppiato l'oro dei 60. Ad Helsinki 2007 lo stesso Dunwell conquistò l'oro e l'argento tra 60 e 200 (battuto da Scott sui 200). Ma la legione italiana si è fatta sentire, con Paolo Chiapperini Argento (dopo il bronzo nei 60) e il "nuovo" Fabio Orlandi bronzo con 23"37. Così come per i 400, non penso di dire un'eresia sul fatto che rispetto a Clermont, con una finale tutta europea, ci sia stato un piccolo gap tecnico. In Francia il bronzo veniva infatti vinto dallo stesso Dunwell con 22"20.
- Vincenzo Felicetti, M60, torna invece all'oro individuale in una grande manifestazione individuale (doppio, con quello conquistato nei 400) dopo esattamente due anni, quando a Helsinki vinse proprio nei 400 ed arrivò terzo nei 200. Sui 200 troviamo invece l'esclusione in semifinale a Riccione-07 e l'argento a Lubiana-08. Non si presentò sul giro di pista indoor a Clermont. Per trovare l'ultimo oro sui 200 prima di Ancona-09 bisogna tornare a Elkilstuna-05, ancora Euroindoor. Insomma, una sala di trofei viventi.
- Nei 200 M80 posto d'onore per Amos Pipponzi, secondo con 37"19. Nel mio data-base, al momento non ho sue tracce nel recente passato. Prima medaglia internazionale??
- Al femminile Lusia Puleanga ha visto bene di bissare il titolo dei 60 (poi triplicato con la staffetta 4x200), vincendo i 200 W35 con il tempo 26"25. Peccato sia saltato lo scontro con Tiziana Bignami, che probabilmente nel giro di pista indoor avrebbe sicuramente messo più pepe rispetto ai 60, dall'alto del suo titolo mondiale. In finale si rivede anche Khadidiatou Seck, che ha vinto il bronzo (anch'essa dopo quello dei 60) con 26"61. Insomma, il settore velocità W35 è diventato qualcosa di rilevante a livello internazionale.
- Pasqualina Cecotti si è invece confermata ai vertici continentali dei 200 W65 dopo l'alloro di Lubiana. Oro con 33"45 tra le W65. Nella sua carriera da me censita (quindi incompleta... sigh) quello di Ancona dovrebbe essere il suo massimo titolo a livello internazionale. Tutti sui 200, il primo dei quali ad Eskilstuna-2005. Argento a Helsinki-2007, sempre nei 200 indoor (quindi due ori e un argento nelle ultime tre edizione degli Euroindoor, un quarto posto a San Sebastian-04). Della Cecotti vorrei sottolineare un aspetto, se avete tempo di seguirmi: ho trovato tracce delle sua presenza a livello internazionale già a partire da Buffalo-1995 (ben 14 anni fa). Allora corse i 200 in batteria (dove uscì con il 20° tempo complessivo) in 32"25 (con vento a favore di 2,2)... si gareggiava ancora con le W55. Oggi, questa atleta riesce a correre in tempi molto simili se non migliori a quelli di allora! Meditate su quanto il corpo umano se debitamente allenato, possa continuare a mantenere la propria giovinezza negli anni!!
- Giuseppina Sangermano ha conquistato invece la sua terza medaglia individuale ad un Campionato Internazionale (e qui, è il caso di dirlo, con beneficio d'inventario). E le indoor le portano bene, se dopo il bronzo di Ancona-2009 conquistato correndo i 200 W60 in 33"64, troviamo quale miglior risultato assoluto l'argento di Helsinki-2007 sempre sui 200. Nel suo palmares ho scovato pure un bronzo nei 60 W60 sempre agli Euroindoor di Helsinki. A Lubiana aveva invece collezionato un quarto e un quinto posto.
- E dulcis in fundo Emma Mazzenga. Non ho più vocaboli per definire le gesta di questa straordinaria atleta. Nei 200 l'ennesimo capolavoro: titolo con record: 37"72. I commenti sono francamente superflui, e di lei, che ha recentemente vinto il titolo "Master of the year 2008", abbiamo in questi mesi detto veramente tutto. Mi rimane il cruccio di non sapere ancora quanti titoli internazionali ha vinto: ho contato sino ad adesso 31 medaglie internazionali... un giorno arriverò a saperne il reale numero.
