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21/05/10

Kamloops-2010: 4 medaglie macchiate da una truffa

(nella foto, Gerladine Finnegan) - Fonte Masterstrack.com. Incredibile. Davvero incredibile. La notizia di un caso di doping nel mondo del jet-set atletico mondiale, pur se non ammissibile e sempre condannabile, talvolta è quasi comprensibile: soldi. Tanti, in molti casi. Altri semplicemente lo fanno per campare: ma si parla di esseri umani che violano la legge, truffano il loro mondo e i propri avversari per arricchirsi o per star meglio. Fin che ci sarà l'uomo ci sarà qualcuno che vorrà star meglio di altri. La cosa incomprensibile è quando una persona arriva a doparsi quando non c'è più nulla da dimostrare a nessuno. O quando non c'è guadagno alcuno. Se un master va male, amen: ci sono decine di categorie e opportunità per rifarsi! Quel mondo che lo ha accettato e nel quale gareggia, non giudica le sue controprestazioni, perchè tutti qui dentro sanno che nella vita c'è altro oltre all'atletica, e le prestazioni nelle gare. Ebbene, l'ultimo caso di doping nel mondo internazionale master è quello incomprensibile che riguarda l'irlandese W40 Geraldine Finnegan (44 anni). A Kamloops vinse addirittura 4 medaglie: 2 d'oro (pentathlon con un distacco abissale e giavellotto), 1 d'argento sui 60hs e una di bronzo nei 400. E' il terzo caso di doping nelle ultime due edizioni dei mondiali (tra outdoor e indoor, nel giro di 8 mesi), dopo quella del finnico Pekka Viippo, e quella ben più altisonante dell'americano Val Barnwell. Cosa sta succedendo?

10/03/10

Kamloops 2010 - di Alessandro Tifi

(Alessandro Tifi in azione a Kamloops nella staffetta 4x200 M40... composta da tre M45!) - Quello che segue è un piccolo phamplet scritto di proprio pugno dal nostro forumista Alessandro Tifi, ottimo finalista a Kamloops nei 400 e negli 800 della categoria M45.

Premetto l’ottima accoglienza ricevuta dai nostri innumerevoli connazionali di stanza sul posto, che si sono prodigati in ogni maniera ed oltre ogni piu’ rosea aspettativa, per renderci particolarmente piacevole il soggiorno. Questo aspetto ha contribuito non poco a far si che la trasferta abbia potuto arricchirsi di innumerevoli significati di amicizia che difficilmente saranno dimenticati. Con il senno di poi, lo sparuto manipolo di italiani presente, sarebbe potuto essere più consistente, vista l’accoglienza nelle famiglie che avrebbe permesso una notevole riduzione dei costi del soggiorno e visto l’aiuto venuto “dall’alto” che ci ha regalato un clima insolitamente mite e primaverile, permettendoci tra l’altro di svolgere i nostri riscaldamenti all’aperto, dato che dentro il palazzetto non ci sarebbe stato modo. Nonostante tale incoraggiante premessa, non si può non “infierire” sull’impianto messo a disposizione. Eccezionali, rispetto ai nostri standard italiani, le strutture sportive a disposizione della cittadina di kamloops, carente, molto carente l’impianto per l’atletica.
A parte la nota presenza della pista piatta, molto sconveniente e scarsamente pratico il posizionamento del rettilineo per la velocità, sia per la visibilità che offriva alle tribune, sia per la mancanza dei metri necessari per “decelerare” (tra l’arrivo ed i materassi per la frenata 15-20 metri ).
Le pedane del lungo e del triplo posizionate su di un lato corto del “capannone” con la sabbia a finire sulla parete, dando la sensazione a chi prendeva la rincorsa di andarsi a schiantare, il tutto nell’angolo opposto alla tribuna, dando la possibilità di apprezzare il gesto atletico solo a chi munito di binocolo. L’utilizzo delle altre pedane sarebbe stato possibile solo se fosse stata eliminata la tribuna retrattile, poi però non ci sarebbe stato alcuno spazio per il pubblico.
Le due pedane dell’alto posizionate nella mezzaluna offerta dalla curva dopo l’arrivo, colpevolmente orientate verso la pista (nonostante l’interno dell’anello fosse completamente libero), obbligando gli atleti a sospendere la rincorsa ogni qualvolta c’era una gara di corsa in svolgimento, tra l’altro i più “virtuosi” non avevano lo spazio per una rincorsa completa.
Scandaloso (purtroppo sono costretto ad usare questo termine) il cronometro. Assente nei 60 metri, nelle altre gare veniva azionato a mano e non al colpo di pistola tanto che in alcune partiva con diversi secondi di ritardo offrendo al passaggio degli atleti ed a chi vedeva dagli “spalti” una situazione completamente diversa da quello che accadeva in pista (nella finale degli 800 mm45 circa 3” di differenza, da quanto potuto riscontrare a posteriori con le riprese ).
Molto poi è mancato nelle informazioni (quanto manca il mega-schermo dell’impianto di Ancona!) riguardanti i risultati ottenuti (praticamente consultabili solo una volta inseriti al computer), anche per la presenza di uno speaker che non sembrava affatto essere a suo agio nella conoscenza del nostro sport. Non una frase in una lingua diversa dall’inglese, non una enfatizzazione di un risultato ottenuto o di una gara entusiasmante, non un coinvolgimento del pubblico!!
Infelice anche il posizionamento della zona premiazioni, situata per i primi giorni in un locale ad un chilometro dal campo gara, senza tra l’altro sapere quando ed a che ora ci sarebbero state le premiazioni, tanto che molte si sono svolte con l’assenza degli interessati. Negli ultimi giorni il podio è stato spostato in un fabbricato attiguo al campo gara, tra i computer e le rivendite di souvenir e solo per le staffette è stato disposto al centro della pista.
Giusto anche sottolineare la disponibilità, la gentilezza e la cortesia di tutti i giudici, gli assistenti ed i volontari che hanno reso possibile la manifestazione, svoltasi senza praticamente ne intoppi ne ritardi, fatto, quest’ultimo, facilitato anche (purtroppo) dalle molte defezioni di molti atleti iscritti e non presenti.
Un pensiero va anche alla nostra federazione che nonostante assente completamente nelle informazioni, come aiuto logistico e con il suo sito ufficiale, ha inviato un responsabile (il sig. Migliorini), che si è messo a completa disposizione degli atleti italiani presenti ed impegnati nei diversi campi di gara (eccezionali i percorsi della campestre e della 10 km marcia, situati in uno scenario bellissimo), aiutandoli in ogni loro necessità.
Nella speranza (speriamo non vana), che chi preposto alla scelta dei “siti” dedicati a questi grandi eventi (ma ci sono molte, poche o zero candidature?), faccia buona esperienza di quanto realizzato in terra canadese, personalmente rimango accresciuto di un’esperienza eccezionale e che conserverò dentro di me con grande gioia.
Alessandro Tifi

07/03/10

Domani sera Webatletica Radio Show... il processo del lunedì su Kamloops

Non perdetevi domani sera alle ore 21:00 la terza puntata di Webatletica-Radio-Show quasi interamente dedicato ai commenti sui Mondiali Master Indoor di Kamloops. Ancora una volta le 3 voci narranti vi terranno in compagnia in quello che sarà il processo del lunedì a Kamloops. Non mancheranno momenti di intensità artistica con la lettura di un brano tratto dal libro di Felicetti e si risponderà naturalmente alle domande dei chattatori che si collegheranno durante la serata. Siamo in attesa che il CT Claudio Rapaccioni attivi il suo profilo Skype per poterlo sentire in diretta e fargli fare un consuntivo sui mondiali canadesi.

06/03/10

Finale col botto: due ori e un record mondiale italiani

Ora lo possiamo dire: l'Italia a Kamloops è stata grande. Usiamo pure toni trionfalistici, tanto chi può affermare il contrario? Bottino che neanche nelle più rosee aspettative ci si poteva aspettare: 11 ori, 2 argenti e 4 bronzi. 17 medaglie per... 16 atleti effettivamente schierati! Si era parlato prima di 22 iscritti, poi di 29 (la Evaa), poi ne avevo contati 26... alla fine erano solo 16. Nel medagliere si arriva all'ottavo posto: un altro miracolo. Tolto lo strapotere Statunitense, il "dominio del numero" di chi solitamente organizza gli eventi master (stavolta è toccato al Canada), quello tradizionale dei panzer tedeschi, le delegazioni notevolmente più numerose rispetto all'Italia come l'Australia, la Russia, e l'Inghilterra, l'unico paese che davvero ci ha sorpreso essere davanti è stato il Messico. Ma dietro si sono piazzate nazioni dal gran lignaggio "masteristico" come Francia e Spagna. E, ad un solo oro, si sono piazzate Olanda e Belgio che tra le loro fila posseggono veterani da messe di medaglie d'oro. Ma quel che più fa piacere è il fatto che la cascata di metallo non deriva, come scrivevo solo ieri, dalle dovute-medaglie dei veterani (gli over-70, anzi, l'over 70 incarnato dal solo Ugo Sansonetti) ma da allori conquistati dopo turni di qualificazioni, battaglie uomo-contro-uomo (o donna-contro-donna), batterie, semifinali, laddove gli avversari erano davvero competitivi. A proposito di veterani: non vi sembra che forse sia giunto il momento di tirare la famosa "riga" tra master e veterani? O almeno discuterne... sarebbe solo sulla carta, visto che sostanzialmente non cambierebbe nulla. Moltissime medaglie sono state vinte in una desolante solitudine. E quelle medaglie poi pesano sul medagliere come tutte le altre! La beniamina di casa (solo per fare un esempio) Olga Kotelko, ha vinto una decina di ori (praticamente come tutta la spedizione italiana) senza mai avere un'avversaria che la contrastasse. Comunque sia, l'impressione è che l'Italia di Kamloops sia stata migliore di quella di Lahti (fatti i dovuti paragoni sul numero naturalmente): probabilmente una delle migliori Italie di sempre come qualità. Qualcuno sosterrà che gli avversari non erano così qualificati o almeno... non c'erano proprio. Qualcuno l'ha pure scritto. Io dico che bisogna mettere sul piatto due cose prima di fare una valutazione obiettiva: la prima è la conformazione della pista che di certo non favoriva le prestazioni nelle corse (facile fare i conti da quaggiù!) e, secondo, il fatto che le medaglie italiane (persino quelle di Sansonetti) sono state vinte in costanza di avversari agguerriti (l'unica medaglia d'oro vinta con il solo fatto di partecipare è stata quella di Carla Forcellini nel salto con l'asta W50). Quindi: è certo che molte gare in molte specialità siano andate deserte (ed è un aspetto su cui quel baraccone che è la WMA deve riflettere... se ha voglia di riflettere, ma non penso visto l' immobilismo addirittura superiore a quello della Fidal... che è già a zero), ma quelle degli italiani erano sicuramente di buona qualità. Venendo alla cronaca, nell'ultima giornata due ori e un bronzo. Sugli scudi ancora una volta Ugo Sansonetti, autore nell'ultima sua fatica mondiale, del record del mondo dei 400 mt M90: 1'46"78. E adesso Ugo diviene il contemporaneo detentore dei record mondiali di 60 (ma con l'ombra pressante di Vittorio Colò), 200 e 400 indoor M90. Cos'altro potremmo dire che non abbiamo detto negli scorsi giorni per il portacolori dell'Asd Cus Romatletica? Si sono scritti e si scriveranno ancora fiumi di parole. La seconda medaglia d'oro premia invece la costanza di Enrico Saraceni dopo l'argento nei 200. Quanta rabbia c'era nei suoi due giri mondiali probabilmente lo saprà solo lui. Andrè Francois, l'impronosticabile duecentista, è ormai dimenticato. Serviva solo un ultimo sforzo e arriva il terzo oro mondiale (indoor) per Enrico sui 400: 51"80. Dopo quello di Linz-06 e Clermont-08 (entrambi corsi con i record mondiali M40), arriva quello di Kamloops tra gli M45. 8^ medaglia iridata italiana nei 400 indoor (3 Saraceni, 2 Sansonetti, 2 Mazzenga e 1 Felicetti, per la serie che assurgono sull'Olimpo del doppio-giro della morte solo coloro che hanno scritto la storia del masterismo italiano). Non so se può interessare: le presenze-gara ai mondiali master indoor da parte degli italiani si fissa a 113 con 48 atleti totali. Ok, adesso mi arrischio in una statistica delicata: le medaglie internazionali di Enrico. Mi corregga se sbaglio. A me risultano 38 medaglie (staffette incluse): 32 ori e 6 argenti. Strano: mai vinto un bronzo... magari quarto (2 volte), ma mai conquistata la medaglia meno pregiata. Esattamente 100 invece sono le sue presenze-gara internazionali in meno di 6 anni (da Aahrus 2004): un'enormità fatta di batterie, quarti, semifinali, finali, staffette... Altra curiosità: sui 400 Enrico vince l'oro senza interruzione di continuità praticamente da quella edizione degli Euro-open di Aarhus. Da lì ha vinto i 400 in tutte le competizioni tabellate a livello internazionale tra i master: Aarhus-04, Eskislstuna-05, San Sebastian-05, Linz-06, Poznam-06, Helsinki-07, Riccione-07, Clermont-08, Lubiana-08, Ancona-09, Lahti-09 e appunto Kamloops-10. Insomma: i numeri parlano più di tanti commenti. E a condire il tutto il bronzo della staffetta 4x200 M40, composta da tre M45 (Romeo, Saraceni e Tifi) ed un M40 (Acciaccaferri). Confesso a questo punto di non aver capito la regola: pensavo infatti che fosse ammissibile un solo fuori-quota proveniente dalle categorie superiori. Ma comunque, meglio così. 1'37"96 negli M40 (composta praticamente da M45) che è nettamente inferiore all'1'43" e spicci con cui hanno vinto i mondiali gli americani proprio nella M45. 18^ medaglia vinta dalle staffette nazionali ai mondiali indoor (3 ori, 1 argento e 14 bronzi), mentre è solo la seconda medaglia dagli M40 (la prima è l'oro di Linz 2006) ma su due presenze. E adesso? Adesso tutti in Ungheria agli Europei outdoor. Seguiranno degli aggiornamenti. A proposito! Ricordatevi che domani sera alle 21:00 ci sarà la puntata speciale di Webatletica-Radio-Show quasi completamente dedicata ai Campionati Mondiali Indoor di Kamloops.

Flavia Borgonovo e Milena Megli superstar: ancora campionesse del mondo! Forcellini d'argento negli hs (con record)

(foto di Joy Upshaw) - Difficile crederci prima della vigilia: il bottino italiano a Kamloops vede ormai 9 medaglie d'oro, due d'argento e tre di bronzo. Su una spedizione che inizialmente contava 26 atleti (alla fine dei Mondiali ne daremmo contezza esatta) 14 medaglie sono davvero un bottino inopinato. Anche perchè le medaglie non derivano esclusivamente dai veterani (per Webatletica gli atleti over-70), ma nella quasi totalità (Sansonetti escluso) da protagonisti che praticano l'attività sportiva in maniera para-professionale (concedetemi il termine: non me ne veniva in mente un altro. Intendo chi ruba ore e ore in allenamenti alla propria esistenza professionale e soprattutto familiare). Quindi un inno alla loro abnegazione e bravura. Tra l'altro medaglie che arrivano da tutte le specialità e non solo dai soliti volti noti del masterismo italiano. Davvero delle belle sorprese che danno vigore a tutto il movimento: già ad oggi una spedizione più che positiva (per i trionfalismi aspettiamo domani, ultima giornata) e ciò, nonostante le catastrofiche premesse, dovute allo scarso aiuto della Federazione, che probabilmente dovrebbe avere nelle sue more quanto meno l'idea di proporre delle soluzione logistiche agli atleti, per farli albergare vicini!!! Non solo raccogliere le iscrizioni e spedirle... quello lo potevano si poteva fare autonomamente: anzi, per la prossima manifestazione internazionale, se volete, lo faccio io: basta che mi inviate una busta con un francobollo e l'iscrizione: così solleviamo la Fidal e chi ne è addetto a questa gravosa incombenza che evidentemente lo tiene occupato tutto l'anno. E che dire dello scandaloso silenzio della stessa sull'inizio dei mondiali master (cui si è corso ai ripari in fretta e furia dopo il nostro "j'accuse")?? E in generale la fastidiosa sensazione di menefreghismo e lassismo sull'attività master internazionale? Ma c'è chi dice che così vada meglio, bontà loro. Giochi di potere. Per fortuna il movimento master è soprattutto l'attività praticata, gli atleti e la loro voglia di gareggiare fregandosene di coloro che si attaccano alle nostre tasche e ai nostri silenzi. Per questa Fidal, lo ricorderò finchè campo, come da lei stessa scritto un mesetto fa, siamo "risorse da sfruttare". Siamo superiori a tutto questo. Facciamo atletica, non la parliamo (io, bè, ne scrivo... sperando di raccogliere il consenso di qualche sparuto lettore).
  • Da chi iniziamo allora? Da Flavia Borgonovo? Iniziamo da lei allora. Seconda medaglia d'oro in una delle massime competizioni mondiali master. E siamo nella storia. Piccola per carità, ma sempre una paginetta importante del nostro movimento. Dopo lo strapotere nel salto il lungo W35 culminato con una vittoria "per distacco" di quasi 40 centimetri (Flavia è praticamente tornata a saltare sui suoi migliori livelli di sempre), arriva l'inattesa (per me!) vittoria nel salto triplo W35. Stavolta sudatissima: l'avversaria si chiama Laila Petersone (Lettone). Flavia in testa dopo il primo turno di salti: 11,22 vs 11,16. Al secondo la lettone piazza il saltone: 11,58. Flavia si getta a quel punto al suo inseguimento: 11,46 al secondo. Un nullo. 11,40. 11,36... nulla. Ma ecco l'ultimo: 11,64!! 6 centimetri in più della lettone che dopo l'exploit è praticamente sparita dalla gara con salti anche inferiori agli 11 metri, magari già presagendo il "medaglione". Gran carattere la Borgonovo e nuovo titolo mondiale. Quarto oro nel triplo ad un mondiale indoor da parte di un atleta italiano: a Sindelfingen-04 ci riuscì Vittorio Colò, mentre tra Linz-06 e Clermont-08 la migliore fu Elisa Neviani. Il miglior risultato fin'ora ottenuto tra le W35 era l'argento della stessa Elisa Neviani a Sindelfingen-04. Terza atleta inoltre ad aver fatto "doppietta" ad una manifestazione simile: prima di lei erano riuscite solo Tiziana Bignami (60 e 200 a Clermont-08) e Patrizia Aletta (nel martello-martellone a Clermont-08). Brava Flavia!
  • Secondo magnifico oro per parte di Milena Megli, nei 10 km di marcia su strada W40. 54'06"8 per la vittoria netta contro la canadese Susan Brooke (55'33"8). E soprattutto seconda medaglia del colore più pregiato nella massima competizione al coperto per una master (bè, poi i 10 km di marcia non sono propriamente al coperto!). E sono 4 le sue medaglie ai World-Indoor: 2 ori (entrambi in Canada) un argento e un bronzo. Ed è anche la quarta medaglia d'oro in assoluto vinta dalla marcia italiana nel corso delle 4 massime manifestazioni mondiali: due Milena Meglie, una Lino Tadei e la quarta Paola Bettucci.
  • Stupenda medaglia d'argento di Carla Forcellini nei 60hs W50: 9"99 contro il 9"92 della britannica Hazel Barker. Un tempo sensazionale per la nostra miglior saltatrice d'asta di sempre, che tra l'altro abbassa di 34 centesimi il suo stesso record italiano stabilito ad Ancona un paio di settimane fa. 11^ medaglia italiana negli ostacoli ai mondiali indoor: tra le W50 c'era stato il precedente nel 2006 di Simonetta Martelli che giunse terza con 10"36 (tra l'altro tempo mai rattificato come record italiano, trovando sulla cronologia del record il 10"58 della stessa ottenuto nel 2003 ad Ancona: aggiorniamo noi). Per la Forcellini settimana medaglia ad un mondiale indoor: 3 ori, 2 argenti e 2 bronzi.
  • Bronzo per Franco Venturi degli Esposti nei 10 km di marcia M50: 52'15"7 in una gara serratissima, con molti avversari quotati (stando ai risultati e alla vicinanza degli atleti al traguardo). Prima medaglia mai conquistata da un M50 ad una rassegna indoor iridata: la miglior posizione fino ad oggi conquistata era stata il 4° posto di Roberto Cervi a Linz nel 2006. A livello individuale Franco aveva conquistato sino ad oggi 3 medaglie, tutte di bronzo e tutte ad un campionato europeo indoor. Con questa sono 4 medaglie internazionali, che evidentemente sono state tutte conquistate in inverno. Ma è la prima in assoluto per il marciatore in una manifestazione mondiale. A Lahti era giunto 5° nella 20 km, così come 5° proprio nei 3 km di marcia indoor a Kamloops.
Gli altri italiani: sfortunato 4° posto per Luigi Giannuzzi nei 10 km di marcia M60: con 58'07"4. 6° Angelo Giananneschi nei 3000 M55: 10'16"80. Lo stesso si presenta nelle batterie dei 1500 M55 e ne vince con autorità la prima (5'03"34) ottenendo il secondo tempo assoluto. In giornata la finale. Sorprende l'assenza del neo campione del mondo degli 800, Giuseppe Romeo, dalle batterie dei 1500 M45: che sia già sazio? Nei 400 M45 Enrico Saraceni vince con autorità la prima, probabilmente serbando tutte le energie per la sparata finale: 55"87 davanti al nostro forumista Alessandro Tifi: 56"39 e prima finale mondiale per il marchigiano, suo career-best! Nella seconda batteria troviamo un insidioso canadese: Michael Shearar: 53"51. Nei 400 M40 finale raggiunta (è la terza) per Pierluigi Acciaccaferri con 53"58: terzo tempo per lui in accesso alla finale e ottime possibilità di medaglia. Si rivede nella finale anche l'olandese Richard Janssens, vincitore di Clermont-08 davanti al Webmaster Linfordbif.

04/03/10

Le medaglie italiane di Kamloops 2010

Ori: 11 - Argenti: 2 - Bronzi: 4
  • ORO: Flavia Borgonovo - lungo W35: 5,41
  • ORO: Flavia Borgonovo - triplo W35: 11,64
  • ORO: Carla Forcellini - asta W50: 2,50
  • ORO: Milena Megli - 3 km marcia: 15'33"20
  • ORO: Milena Megli - 10 km marcia: 54'06"8
  • ORO: Giuseppe Romeo - 800 M45: 2'03"89
  • ORO: Ugo Sansonetti - 60 M90: 11"57
  • ORO: Ugo Sansonetti - 200 M90: 41"13
  • ORO: Ugo Sansonetti - 400 M90: 1'46"78 (record mondiale)
  • ORO: Ugo Sansonetti - 800 M90: 4'43"49 (record italiano)
  • ORO: Enrico Saraceni - 400 M40: 51"80 (record italiano)
  • ARG: Enrico Saraceni - 200 M45: 23"36
  • ARG: Carla Forcellini - 60hs W50: 9"99 (record italiano)
  • BRO: Carla Forcellini - lungo W50: 4,40
  • BRO: Luigi Giannuzzi - 3 km marcia M60: 16'07"63
  • BRO: Franco Venturi degli Esposti - 10 km marcia: 52'15"7
  • BRO: Italia (Tifi-Saraceni-Romeo-Acciaccaferri) - 4x200 M40: 1'37"96

03/03/10

Pioggia di medaglie azzurre: 6 ori, 1 argento e 2 bronzi

Giornata quasi impronosticabile per i colori italiani alla vigilia, la terza giornata dei Campionati Mondiali Indoor che si stanno svolgendo a Kamloops. Da dove iniziamo? (scusate il ritardo delle notizie, ma lavoro anche io...) Dalla Fidal? E iniziamo da lì: sarà un caso, ma dopo il nostro "j'accuse" sullo scandaloso silenzio della Federazione sulla massima manifestazione master indoor, oggi qualcuno ha avuto la cortezza di pubblicare qualche cosa. Purtroppo, lo ripeto, alla Fidasics non interessa il movimento master se non come mero rubinetto di proventi derivanti da tesseramenti e iscrizioni delle corse su strada. Questo mettiamocelo in testa. A questo punto, che dite? Dobbiamo pure ringraziare? Personalmente mi dispiace non essere a Kamloops, quanto meno per essermi perso questa giornata trionfale per i colori italiani. Alcuni con incredibile merito, qualcun altro con un pizzico di fortuna (chi gareggia da solo in definitiva deve solo sperare che non si materializzi in alcun modo la Nemesi che lo tolga dalla gara prima del raggiungimento della medaglia). Comunque sia: al termine della giornata si conteranno la bellezza di 6 medaglie d'oro, una d'argento e 2 di bronzo. Ripeto: impensabile alla vigilia, vista la ristrettezza della delegazione italiana. E così il nostro medagliere si muove: da nazione-faro del mondo master, dopo due giornate eravamo piombati nel baratro dell'anonimato. Piccole nazioni con pochi abitanti ci surclassavano ed il naufragar era triste in quel mare. Dopo 3 giorni invece siamo adesso al 7° posto, preceduti naturalmente da Canada e U.S.A., dalla Germania, dall'Inghilterra, dall'Australia e Russia. La Francia arranca dietro a noi, con la Spagna. Speriamo adesso di incrementare il bottino con alcune carte che rimangono nel nostro mazzo. Ma vediamo i medagliati della 3^ giornata.
  • Naturalmente la voce del leone l'ha fatta Ugo Sansonetti che si è portato a casa due ori (che portano a 3 il suo bottino canadese), sui 200 e sugli 800 (nella prima giornata aveva vinto quello dei 60). Sui 200 ha regolato gli avversari con 41"13 (ad Ancona 40"34), e poi gli 800 con 4'43"49. E siamo a 32 medaglie d'oro internazionali: 8 ori solo ai mondiali indoor.
  • Poi c'è naturalmente quella scontatissima di Carla Forcellini nel salto con l'asta W50 (2,50: dopo il primo errore alla misura di entrata, un unico salto alla misura di entrata. Purtroppa Carla era l'unica atleta presente nel suo gruppo di età, quindi non ha proseguito la gara) e il resto dell'energia la avrebbe riservate al salto in lungo. Qui si trova la fuoriclasse aussie Marie Kay che si impone con un mostruoso 5,19. Carla si accaparra il bronzo con 4,40 (ad Ancona era balzata a 4,80) con la canadese Rehbergen dietro di lei pochi centimetri. Si allunga così l'infinito palmares della romana: a livello di Campionati Mondiali Indoor, Carla rimane una delle pochissime atlete ad aver vinto una medaglia in tutte le quattro edizioni.
  • La quarta d'oro è invece quella di Milena Megli nei 3 km di marcia: 15'33"20, 12" meglio della canadese Susan Brooke. 14^ medaglia internazionale per la Megli, 10 individuali, ma primo oro a livello di mondiali indoor (aveva vinto un argento e un bronzo a Clermont, mentre a Linz giunse 5^.
  • Quinto fantastatico oro per Giuseppe Romeo, negli 800 M45: gara velocissima, come ha commentato lo stesso Romeo. Passaggio in 28" ai 200, 58" ai 400 e volatone con il canadese Paul Osland. Gran tempo (considerata la pista): 2'03"89 e 2'04"17 per il nordamericano. Per il portacolori della Daini Carate Brianza il primo oro internazionale dopo l'argento di Lubiana e il bronzo di Clermont.
  • La sestina viene infine raggiunta nel salto in lungo W35, con protagonista un'altra lombarda: Flavia Borgonovo dell'Atletica Rovellasca. Nettissimo il vantaggio sulle altre concorrenti: 5,41 Flavia (che ad Ancona era planata a 5,50) e 5,02 per la lettone Laila Petersone. Davvero un abisso. Prima medaglia internazionale per la Borgonovo, nuova campionessa del mondo.
  • Argento invece per Enrico Saraceni nei 200 M45: 23"36 e una medaglia che sorprende ma fino ad un certo punto, aspettandosi in molti la vittoria. Dopo un inverno tribolato per via di un infortunio, l'impossibilità di concentrarsi sulla velocità, Enrico ad Ancona aveva ben impressionato sui 200: 23"28. Buon viatico per Kamloops, ma mancava solo una settimana prima della gara mondiale. Andrè Francois, il vincitore, evidentemente conosceva bene la pista. Partito in sesta corsia, è riuscito a mantenere il vantaggio derivante dal decalage e probabilmente proprio nell'accelerazione iniziale è stato creato il gap decisivo. Comunque, Francois non è certo un carneade: detiene il record canadese dei 100 M40 con 11"08 e 200 con 22"43 e proprio a Kamloops è arrivato secondo nei 60 M45 con 7"23. Riflessione: sapere che diventa sempre più difficile vincere una medaglia, da una parte porta via qualche metallo pregiato, dall'altro fa nascere quegli stimoli che il fatto di vincere sempre potrebbe ammorbidire. Ora tocca ai 400.
  • Bronzo anche dai 3 km di marcia M60 da parte di Luigi Giannuzzi. Tempo per lui: 16'07"63. Quarta medaglia internazionale per Giannuzzi: replicato il bronzo di Sindelfingen-04 (a Linz-06 giunse 9°, mentre non era presente a Clermont).
  • Gli altri italiani di giornata.
  • - Mario Fiori nei 3 km di marcia M60 con 16'28"61.
  • - Franco Venturi Degli Esposti nei 3 km di marcia M50 con 14'59"51.
  • 6° - Pierluigi Acciaccaferri nei 200 M40: 24"55.
  • 7° - Alessandro Tifi negli 800 M45 di Romeo: 2'12"02.
  • - Sergio Domizi sempre nei 3 km di marcia M55 con 18'24"85.
  • 8° - Aronne Romano giunge ottavo nel lancio del peso M50 con 11,67,
  • 9° - Gianni Lolli, nono, con 10,50 sempre nel peso M50.
  • Gli Highlights e i record - Nel frattempo è ufficialmente esplosa in tutta la sua vigoria la W90 Olga Kotelko, che ha già stabilito 3 record mondiali di categoria in meno di due giorni: purtroppo uno di questi risulta stabilito nel peso W90, dove la precedente padrona risultava essere Gabre Gabric con 4,73. La Kotelko, nella sua foga di accappararsi medaglie a grappoli, lancia 4,90 e cancella la Gabric. La Kotelko poi sigla il nuovo record del lungo W90 (1,67: prima donna sopra i 90 a cimentarsi in questa gara e quindi, naturalmente... record) mentre ieri aveva stabilito quello dei 60 (con l'abbattimento del precedente record di 16 secondi!). A proposito di highlights: nel lancio del peso M35 un tedesco, Andy Dittmar, ha lanciato il peso da 7,260 kg addirittura a 18,62! Avrebbe vinto gli assoluti italiani... Per contro l'asta M35 l'ha vinto un altro tedesco con... 1,60. Sì, sì, proprio un-metro-e-sessanta, non era un errore di battitura: i mondiali master canadesi sono anche questo (il personaggio che assurgerà alla storia si chiama Marcus Gunther). Record e titolo anche per la belga Rachel Hanssens nel peso W80 (7,15 con la palla da 3 kg) e per la marciatrice australiana. Immenso Bill Collins: 24"32 a 59 anni e quasi due secondi al secondo. Vittorie anche per le grandi vedette del mondo master: Phil Raschker nei 200 W60, Marie Kay nei 200 W50, Karla Del Grande nei 200 W55.

02/03/10

Primo oro azzurro da Kamloops: Sansonetti. Thigpen non supera Longo. La Fidal si è scordata dei mondiali master!

(il palazzetto di Kamloops durante le gare - foto di E. Saraceni) - Finalmente primo oro azzurro della sparuta spedizione italiana a Kamloops. Prima però un piccolo-grande smacco per il masterismo italiano: il sito della Fidal (e la Fidal stessa) si è dimenticato dei mondiali master di Kamloops! Sono più importanti la Belluno-Feltre ed il cross di Formello che una manifestazione dove gli atleti (che devono necessariamente correre con la maglia della nazionale italiana) si sono pagati fior di quattrini pur di poter partecipare. Brutto segnale dopo i timidi tentativi di far vedere qualche cosa con i report dagli italiani master di Ancona. Quindi un oro, quello che sto per raccontare, che sarebbe un urlo nel deserto se non ci fossimo noi di Webatletica a narrarlo. E non poteva che arrivare da Ugo Sansonetti (questa settimana comparso praticamente su tutte le reti nazionali dopo le imprese di Ancona), che sui 60 mt M90 ha regolato alcuni avversari con 11"57 (il numero di M90 sta sensibilmente crescendo) avvicinando il suo recente primato mondiale di 11"38 (quello al momento riconosciuto dalla WMA, anche se l'affermazione che la WMA riconosca qualche cosa di quello che gli succede intorno è già una sentita professione di fede. Non dimentichiamoci mai di Vittorio Colò e del suo record ufficioso mai rattificato!!). Per Sansonetti si tratta, udite-udite, del 30° oro vinto in una competizione internazionale (sempre al netto delle edizioni degli Europei precedenti al 2001). Più sotto qualche informazione statistica in più. Sempre nei 60 metri finale per Pierluigi Acciaccaferri giuntotra gli M40 con 7"61, mentre come si diceva ieri nessun altro atleta azzurro si è presentato al via della gara. Una piccola rettifica: Paolo Chiapperini non è potuto essere tra i partenti della gara dove avrebbe potuto vincere facilmente una medaglia (7"20 per l'oro e 7"33 per l'argento in Canada...) per un grave impedimento di carattere familiare di cui mi ha parlato ieri. Gli faccio i miei migliori auguri: come ti dicevo, Paolo, ci sono cose molto più importanti dell'atletica... Nel frattempo si sono disputate anche le batterie dei 200 metri che hanno visto l'esordio di Enrico Saraceni, miglior tempo delle batterie tra gli M45 con 24"43 e di nuovo Pierluigi Acciaccaferri (19 caps per lui) che con 24"52 riesce ad accedere alla finale dei 200 M40 direttamente. Nel resto delle gare, l'attenzione era quasi interamente rivolta sulla finale dei 60 M45 dove Aaron Thigpen minacciava senza nemmeno tanti complimenti il fresco record di Mario Longo di 6"97 (dopo la semifinale in 7"02). Ebbene, niente da fare per lui: 7"10. Ieri scrivevo che probabilmente qualcuno dell'organizzazione di Kamloops si è bevuto qualche cosa, visto che nelle highlights del lunedì avevano osato scrivere che il 7"02 e il 7"05 di Thigpen corsi nei primi due turni dei 60 valevano il record del mondo. Confermo quanto avevo scritto: nelle highlights del martedì hanno rettificato quanto scritto nel primo sostenendo invece che il record del mondo non era 7"08 (da dove l'avessero preso, poi, sto tempo...) ma... 7"02!!! Ancora nessuna traccia del 6"97 italiano: aspettiamo la prossima edizione dei Campionati Mondiali o il prossimo mandato della WMA per avere gente seria che sappia gestire le statistiche in un mondo che vive solo di numeri. La confusione ingenerata dalla sufficienza con cui tratta i dati la WMA mi è stata confermata dallo stesso Enrico Saraceni, che mi ha detto essere stato presentato nelle batterie dei 200 come l'attuale detentore del record dei 200 M40, evidentemente dimentichi di Darren Scott. Per il resto record del mondo (in totale è il 35° quest'anno) della canadese W90 Olga Kotelko, che ha corso i 60 in 15"14 abbassando il precedente record di 16"!!!!. I 60 M60 sono stati vinti in 8"17 da Vladimir Vybostock: lo cito perchè il nostro M60 Antonio Rossi ad Ancona ha corso la stessa distanza in 8"00. Negli M50 stranamente assente il primatista mondiali Val Barnwell: secondo le nostre fonti è lì a Kamloops ma qualcuno (o qualche cosa...) l'ha fermato dal disputare le gare. Indagheremo.
  • Ugo Sansonetti: 30 medaglia d'oro certificata da Webatletica, grazie alla vittoria sui 60 con 11"57. La 9^ medaglia d'oro italiana sui 60 metri in un campionato mondiale indoor. Per Sansonetti è la seconda vittoria sui 60, visto che vinse nel 2004 a Sindelfingen tra gli M85. La 72^ medaglia del metallo più pregiato conquistata dall'Italia ai World-Indoor, 203ma in totale. 6° oro tra gli M90. 7^ presenza-gara di Ugo con un ruolino impressionante: 6 ori e un bronzo. A Sindelfingen 2004 concluse infatti con 5 ori e un bronzo.
  • Enrico Saraceni: batterie dei 200 mt: 24"42 - miglior tempo del primo turno. 15^ caps per Enrico ad un Mondiale Indoor (in 3 edizioni: Linz, Clermont e Kamloops). Imbattuto sia sui 200 che sui 400 ai Mondiali al coperto, dove vanta 4 medaglie d'oro totali. Sino ad oggi tra gli M45 solo 3 ori conquistati dall'Italia in tutte le specialità: Ballico nel giavellotto a Clermont, Hubert Indra nel pentathlon di Linz e Marco Segatel nel salto in alto sempre di Clermont. Nei 200 metri i migliori piazzamenti sempre della categoria M45 appartengono a Max Clementoni che giunse 5° a Sindelfingen (primo della finale "B", mi sembra) e 6° a Linz.
  • Pierluigi Acciaccaferri: 7 nei 60 M40 con 7"61 e finalista nei 200 M40 con 24"53. Il 7° posto rappresenta la 4^ miglior performance ad un mondiale indoor di un M40 italiano sui 60 metri, come già scrivevamo ieri. Nei 200 M40 l'Italia vanta due ori (proprio con Saraceni) e un quarto posto con Alfonso De Feo a Linz 2006. Acciaccaferri è l'11° atleta italiano a cimentarsi nella specialità in quella categoria.

Kamloops Highlights: ma che si sono bevuti?

(Marie Kay tra Saraceni ed Acciaccaferri a Kamloops - foto di Marie Kay) - Traduco a braccio quelli che sono gli Highlight segnalati dal sito ufficiale dei Campionati Mondiali indoor di Kamloops. Probabilmente qualcuno dovrebbe dire a quelli di Kamloops (o sono quelli della WMA?) che i record nel 2010 sono cambiati e che non basta guardare vecchie liste compilate da sarchiaponi per dire "questo è un record mondiale!"? Pensate, il titolo degli Highlights della prima giornata recita papale-papale: "Quattro record mondiali sono stati stabiliti nel giorno inaugurale dei Campionati Mondiali Master". Come ho segnalato nell'articolo precedente i record da noi trovati sono stati due. E gli altri due? Chi li ha fatti? Questa la traduzione del resto dell'articolo: l'americano Aaron Thigpen ha infranto due volte lo "standard" WMA (cosa intendono per Standard? Il record del mondo??) dei 60 metri piani nella categoria M45. Thigpen ha prima corso in 7"05 nelle batterie, battendo il vecchio record di 7"08 (7"08? Che tempo è? di chi è? dove l'hanno trovato??). Quindi, più tardi in semifinale, Thigpen ha abbassato il suo stesso tempo finendo in 7"02. La finale è prevista per martedì. (Boh... forse parla del record della manifestazione?). La compagna americana Christel Donley ha invece battuto il record W75 dei 60hs durante il pentathlon indoor. La Donley ha concluso in 14"22, che è migliore del vecchio record di 14"68 (ma va?!). La stessa atleta era l'unica inserita nel suo gruppo d'età e quindi ha vinto la medaglia d'oro con 3481 punti. Infine l'australiana Marie Kay ha stabilito il nuovo "standard" WMA (a questo punto direi che anche i tempi di Thigpen sono stati considerati record...) nel pentahlon W50. La Kay ha vinto la medaglia d'oro con 4906 punti, molto al di sopra del vecchio record di 4616 punti. La stessa ha vinto praticamente tutte e 5 le discipline dando quasi 3 metri alla seconda solo nel lancio del peso. La prima medaglia dei Campionati Mondiali Master 2010 è stata invece vinta dal canadese Erin Bevans. Il prodotto di Port Moody ha lanciato alla distanza di 61,77 (personale!) per vincere la medaglia d'oro nel giavellotto M35... (omissis). Nel frattempo Phil Raschker, atleta dell'anno 2007, ha iniziato il suo weekend con stile, vincendo il pentathlon W60 con 4532 punti. La Raschker ha vinto in ogni disciplina e finendo terza solo nel lancio del peso. La stessa risulta iscritta in nove gare a Kamloops: a Riccione 2007 vinse 10 medaglie d'oro! Anche la stessa Kamloops ha vinto la sua medaglia lunedì: l'89enne Bill Falconer ha vinto l'oro nel lancio del disco M85 con un lancio di 12,10. Melinda Williamson ha invece vinto il bronzo negli 8 km di cross W50. Quindi, alla fine, hanno preso un granchio così grande con Thigpen? Possibile che non sappiano di Mario Longo e del suo 6"97. E soprattutto da dove diavolo hanno tirato fuori il record di 7"08 quando il record precedente a quello di Longo era 7"02?? Ma è così buono il vino di Kamloops?

01/03/10

Mondo master: da Kamloops primi record e primi italiani

(Saraceni e Acciaccaferri si allenano sull'oval di Kamllops - foto di E. Saraceni) - Sono quindi ufficialmente partiti i quarti Campionati Mondiali Master Indoor a Kamloops, in Canada. In nottata la prima giornata, che ha serbato già i primi record mondiali (il 33° ed il 34°dell'anno). Il primo da parte dell'americana Christel Donley nei 60hs W75 che ha fatto fermare i cronometri a 14"22 (durante la gara di pentathlon indoor) contro il precedente record della svedese Asta Larsson di 14"68. Il secondo da parte della leggenda master australiana Marie Key, al suo debutto a livello internazionale come W50 (ma davvero ha 50 anni??): nel pentathlon ha totalizzato 4906 punti contro i 4616 della nostra amica svizzera Christine Muller, che in poco meno di un meso ha perso due record (due settimane fa quello dei 60 W50 da parte della francese Berilly). Sempre da Kamloops primi risultati degli italiani: nel cross country 6° posto per Paolo Marcucci tra gli M40. Sorprende il raggiungimento della finale nei 60 M40 di Pierluigi Acciaccaferri: 8° dopo le batterie con 7"59, ottiene l'ultimo posto utile per la finale con 7"52. Finale che si disputerà nella prossima nottata e che vedrà la sfida tra l'americano Reggie Pendland (7"20 in semifinale) e l'inglese Will MacGee (7"29) per l'oro. Manca Paolo Chiapperini, 7"18 quest'anno, che avrebbe potuto lottare per l'oro. Che fine ha fatto? Registriamo comunque in maniera preoccupante che molti degli italiani iscritti alla prima giornata non si sono comunque presentati: Gianni Lolli, Luigi Papetti, Giuseppe Rasetta, Gianluca La Chioma e soprattutto il già citato Paolo Chiapperini sui 60 metri, Stefano Sbrana e Paolo Chericoni nel cross country, Giusy Lacava nel pentahlon: sono già 8 in meno su una spedizione di 26! Vediamo di aggiornare le schede relative ai primi due atleti italiani scesi in pista, seguiranno aggiornamenti!
  • Paolo Marcucci: Cross Country M40 - 5^ presenza con la maglia della nazionale. In precedenza 2 caps a Riccione (Mondiali Outdoor) e 2 ad Helsinki (Euroindoor). E' quindi la prima presenza ad un mondiale indoor. Il suo miglior risultato era stato il 16° posto nei 10 km di marcia proprio a Riccione. Il 6° rappresenta quindi il suo career-best. Non ha mai vinto titoli italiani indoor. Quella di Marcucci è la sesta presenza di un italiano in un cross M40 ai mondiali indoor: nel passato si trova un oro (Manfred Premstaller a Linz 2006), un 4° ed un 5° posto (Giuseppe Pagano e Claudio Ubaldi). Il 6° rango di Marcucci è quindi la 4^ miglior prestazione nel cross M40 di un italiano.
  • Pierluigi Acciaccaferri: finalista 60 M40 - 17^ caps con la maglia della nazionale master. Vanta un oro nella 4x200 M40 agli Euroindoor di Ancona-09 e soprattutto un 6° posto nei 400 M35 ai Mondiali Indoor di Clermont-Ferrand-08. Partecipa ininterrottamente all'attività master internazionale dal 2007 (Riccione, Clermont, Lubiana, Ancona, Lahti, Kamloops). E' la seconda finale (quella di Kamloops sui 60 M40) raggiunta in un mondiale indoor. Nei 60 M40 il miglior risultato storico italiano è stato l'argento di Mario Longo a Linz-06. Quindi il 5° e il 6° posto di Giancarlo D'Oro e Marco Ceriani nella stessa edizione (3 italiani in finale!). Acciaccaferri è quindi il 4° finalista della storia italiana ad accedere alla finale dei 60 M40.

28/02/10

Mondiali Indoor Master: si parte!

(l'impianto polifunzionale di Kamloops - foto dal sito della manifestazione) - Lasciamo da parte per una settimana le chiacchiere e approcciamoci a seguire la 4° edizione dei Campionati Mondiali Indoor Master, che proprio oggi inizieranno a Kamloops, in Canada. La pista (senza paraboliche) non sembrerebbe nemmeno tanto male, stando ai primi report: si suppone che per non incidere troppo sui risultati si sia deciso di aumentare il raggio delle curve, sacrificando i rettilinei. Chissà. Fatto sta che in tutta la pubblicità divulgata nei mesi scorsi per richiamare le iscrizioni (che erano paurosamente poche rispetto al recente passato), mai è stata utilizzata una foto dell'impianto: se non c'è malafede in questo... Nel frattempo la delegazione italiana sarà probabilmente giunta in loco. La spedizione europea consta (fonte evaa.ch) in totale di 437 atleti (stando alle iscrizioni) provenienti da 35 paesi: guida la cordata la Germania con 87 atleti, seguita dal Regno Unito con 65 unità, 29 dall'Italia e 28 dalla Francia. Il sito della WMA, la federazione internazionale master è morto circa un paio di mesi fa (figuratevi: parla ancora del booklet di Lahti 2009): un altro indizio di come questo organismo sia governato con entusiasmo, spirito di iniziativa, reattività. Come si scriveva gli atleti italiani iscritti saranno 29 (poi di giorno in giorno ne vedremo le gesta). Li ho contati per due volte e sono 26: e gli altri 3 chi sono? I capitani della spedizione saranno Enrico Saraceni e Ugo Sansonetti, i pluri-medagliati mondiali che cercheranno di rimpinguare le nostre casse. Qui sotto l'elenco completo degli italiani. Seguiremo ogni giorno i risultati della manifestazione aggiornando le statistiche dei nostri connazionali.
  • Acciaccaferri Pierluigi M40 (60, 200, 400)
  • Borgonovo Flavia W35 (lungo, triplo)
  • Chericoni Paolo M50 (3000, cross)
  • Chiapperini Paolo M40 (60, 200, 400)
  • Domizi Sergio M55 (3 km marcia, 10 km marcia)
  • Fiori Mario M60 (3 km marcia, 10 km marcia)
  • Forcellini Carla F50 (60hs, asta, lungo)
  • Giannuzzi Luigi M60 (3 km marcia, 10 km marcia)
  • Ginanesschi Angelo M55 (1500, 3000)
  • Jaccheri Elena W40 (800, 3000, cross, half-mar)
  • Lacava Giuseppe W40 (200, pentathlon)
  • La Chioma Gianluca M40 (60, 200)
  • Lolli Gianni M50 (60, peso)
  • Marconi Roberto M70 (800, 1500)
  • Marcucci Paolo M40 (cross)
  • Megli Milena W40 (3 km marcia, 10 km marcia)
  • Papetti Luigi M45 (60)
  • Rasetta Giuseppe M55 (60, lungo)
  • Romano Aronne M50 (peso)
  • Romeo Giuseppe M45 (800, 1500)
  • Sansonetti Ugo M90 (60, 200, 400, 800)
  • Saraceni Enrico M45 (60, 200, 400)
  • Sbrana Stefano M40 (3000, cross, half-mar, peso, giavellotto)
  • Tifi Alessandro M45 (400, 800)
  • Torre Filippo M70 (400)
  • Venturi Degli Esposti Franco M50 (3 km marcia, 10 km marcia)

16/01/10

Uscite le liste per Kamloops: gli italiani iscritti

Tramite liste pubblicate sul sito dei Mondiali Master Indoor di Kamloops, aggiornate al 14 gennaio, sono riuscito ad estrapolare la lista di italiani che parteciperanno ai prossimi mondiali master indoor. 22 atleti ISCRITTI (17 uomini e 5 donne... non è assolutamente detto che vi siano tutti) ma la lista potrebbe essere implementata vista la nuova deadline fissata dall'organizzazione al 23 gennaio. Ancora 4 giorni. Dalle liste è possibile già farsi un'idea di massima su quelli che saranno i mondiali: una festa di medaglie assicurate. Molti col solo fatto di presentarsi si porteranno a casa una bella medaglia, ma come si dice... gli assenti hanno sempre torto. La riflessione amara è che questa battuta d'arresto (in termini di iscrizioni) nella crescita mondiale del movimento non ci voleva proprio: comunque sia, la storia verrà scritta dai presenti e noi saremo qui come gli antichi scriba ad annotare e nel caso, ad incensare i prodi italici capitanati da Ugo Sansonetti ed Enrico Saraceni che scenderanno nell'agone. Segue la lista degli italiani rintracciati a Kamloops.
  1. Acciaccaferri Pierluigi - M40 (60, 200, 400)
  2. Borgonovo Flavia - W35 (lungo, triplo)
  3. Chericoni Paolo - M50 (3000, cross,
  4. Chiapperini Paolo - M40 (60, 200, 400)
  5. Domizi Sergio - M55 (3 km marcia, 10 km marcia)
  6. Fiori Mario - M60 (3 km marcia, 10 km marcia)
  7. Forcellini Carla - W50 (60hs, asta, lungo)
  8. Giananneschi Angelo - M55 (1500, 3000,
  9. Giannuzzi Luigi - M60 (3 km marcia, 10 km marcia)
  10. Jaccheri Elena - W40 (3000, cross, half m.)
  11. Lacava Giuseppina - W40 (400, pentathlon)
  12. Lolli Gianni - M50 (60, peso)
  13. Megli Milena - W40 (3 km marcia, 10 km marcia)
  14. Papetti Luigi - M45 (60)
  15. Rasetta Giuseppe - M55 (60, lungo, )
  16. Romano Aronne - M50 (peso,
  17. Romeo Giuseppe - M45 (800, 1500)
  18. Sansonetti Ugo - M90 (60, 200, 400, 800)
  19. Saraceni Enrico - M45 (60, 200, 400)
  20. Sbrana Stefano - M40 (3000, cross, half m.,
  21. Tifi Alessandro - M45 (400, 800)
  22. Venturi degli Esposti Franco - M40 (3 km marcia, 10 km marcia)

08/01/10

Tutti i risultati di tutti gli italiani ai Mondiali Master

Dopo un lavoro certosino, vi possiamo fornire tutti l'elenco di tutti i risultati di tutti gli italiani nelle 3 edizioni dei Campionati Mondiali Master. Dopo un attimo di riflessione, ho deciso di mettere a disposizione di tutti ciò che in definitiva può interessare a molti. In ordine alfabetico quindi le 1278 presenze-gara di tutti gli italiani che si sono presentati ai Mondiali al coperto, comprensiva di batterie, semifinali, quarti, posizione in finale, risultati tecnici, squalifche, ritiri... per chi è malato di statistiche, una buona lettura.

06/01/10

L'Italia verso Kamloops: alcune statistiche sulle 3 edizioni precedenti

(scene da un mondiale: la 4x200 primatista mondiale a Clermont '08) - L'Italia va verso Kamloops, probabilmente con un contingente molto risicato. Non sono a conoscenza ancora dei dati ufficiali, ma profetizzo un numero tra i 30 e i 40 atleti (considerato che i tedeschi saranno 72). Ho così estrapolato tutti i risultati relativi agli atleti italiani durante le 3 grandi manifestazioni mondiali indoor: quella di Sindelfingen (Germania) del 2004, quella di Linz (Austria) del 2006 e infine quella di Clermont Ferrand (Francia) del 2008. Sarà questa quindi la prima edizione del mondiale fuori dal vecchio continente e siccome gli europei sono un pò pigri, in pochi seguiranno le orme dei padri pellegrini verso il nuovo continente. In allegato ho riassunto tutte le informazioni "storiche" che riguardano le presenze, le medaglie, le partecipazioni degli atleti italiani ai Mondiali. A dire il vero nel mio database ce li ho tutti, ma per questioni di spazio ho visto di estrapolare i dati più significativi. Ecco così alcune curiosità:
  • Presenze e medaglie: l'Italia ha vinto 203 medaglie nelle tre edizioni dei Campionati Mondiali Indoor Master. Di queste 71 sono d'oro, 57 d'argento e 75 di bronzo. Una curiosità: le medaglie di legno (per i quarti posti) sono state ben 64... Comunque sia, se consideriamo che gli atleti italiani totali che si sono presentati ai mondiali sono stati fin'ora 448, abbiamo una media di 2,2 atleti per medaglia. Non male. Le presenze-gara a tutti i singoli eventi sono state 1278, cioè 2,85 eventi per atleta (quindi metteteci le batterie, i vari turni, le squalifiche, i ritiri...). L'edizione con più eventi coperti dgli atleti azzurri è stata quella di Linz (magari per la vicinanza logistica?) con 543 presenze, davanti a Clermont con 489 e Sindelfingen con 246.
  • Medaglie, categorie e specialità: le categorie più "vincenti" nella breve storia dei mondiali master sono state la W35 e la M45 con 19 medaglie a testa. Seguono la M40 con 17 medaglie, e la M35 con 16. Al momento non risultano essere state vinte ancora medaglie nelle categorie W75, W80, W85. Ancora nessuna medaglia tra gli M95 e le W95. Delle 71 medaglie d'oro vinte dagli italiani, emerge una nazione votata alla velocità: la specialità più prolifica di ori è stata infatti i 60 metri con ben 8 vittorie, seguita dai 200 con 7 vittorie e i 400 con 6 vittorie (insieme a all'alto e al lungo). Il tutto condito con 3 ori nella 4x200: vale a dire che 24 vittorie (cioè circa 1/3 del totale) arriva dal settore velocità. E questo a fronte del fatto che la velocità copre 4 specialità sulle 22 presenti nel programma dei mondiali indoor master. Decisamente più in sordina la tradizione vincente nel fondo-mezzofondo, che vanta al proprio attivo 9 vittorie su 5 specialità e, chiaramente, più opportunità (800, 1500, 3000, cross, mezza maratona e i concorsi a squadre nel cross e nella mezza maratona). Molto bene i salti: 18 ori, con le già citate sestine di Lungo e Alto. 12 vittorie nei lanci (con il disco capofila con 4 ori). La marcia ha portato a casa sin'ora 2 medaglie d'oro dai 3 km in pista, ma ha anche collezionato l'unica specialità dove l'Italia non ha mai vinto nelle 3 precedenti edizioni: i 10 km di marcia su strada. 4 ori dai 60 ostacoli e dalle prove multiple due vittorie.
  • I singoli: gli italiani che hanno vinto almeno un medaglia d'oro nei 6 anni precedenti sono stati 35. Sono invece 96 gli italiani che hanno vinto almeno una medaglia (di qualsiasi metallo essa si tratti). Gli italiani che hanno partecipato a tutte le edizioni dei mondiali sono stati 15 (quanti di questi continueranno ad alimentare la propria fedeltà alla competizione?). Di questi 15 quelli, coloro che hanno portato a casa una medaglia individuale da ognuna delle 3 manifestazioni sono stati solo 4: Marco Segatel, Elisa Neviani, Carla Forcellini e Vincenzo Felicetti.
  • I re: L'atleta degli atleti, cioè colui che si è laureato campione del mondo in tutte le edizioni dei mondiali è Marco Segatel, tri-campeon mundial. Nel medagliere delle platas individuali, guida invece la classifica Bruno Sobrero con 5 ori, 2 argenti e 1 bronzo, seguito da Emma Mazzenga (5, 1, 1) e Ugo Sansonetti (5, 0, 1). Se contassimo solo le medaglie (senza guardarne il colore) troviamo in testa ancora Bruno Sobrero con 8 medaglie, seguito da Brunella Del Giudice ed Emma Mazzenga con 7.
  • Chi volesse le proprie statistiche sui mondiali master indoor, non ha che da scriverci... info@webatletica.it

Kamloops: la baracca scricchiola

(nella foto, un bel panorama di Kamloops) - Il sito ufficiale dei Mondiali Master Indoor di Kamloops riporta con incedente cadenzare (piaciuta l'alliterrazione?) il countdown... 53 giorni al via ad oggi, giorno della Befana. Ma francamente non so se gli organizzatori siano così ansiosi di iniziare questi Championship o avrebbero preferito qualche altro mese per convicere qualche master in più adfarsi una gita fuori porta nel Paese della foglia d'acero. La lontananza del sito prescelto (speriamo che insegni qualche cosa alla WMA), il freddo invernale in un paese vicino al Polo, il caos previsto per le vicine Olimpiadi di Vancouver, la vicinanza temporale (solo un anno) con Sacramento 2011 e soprattutto il taciuto (volontariamente, ne sono certo!) problema della pista piatta, hanno fatto una tremenda pubblicità negativa a quello che si prospetta essere il mondiale più fallimentare dei quattro fin qui disputatisi nella storia del masterismo mondiale indoor. Tant'è che molto egoisticamente, come è mio solito, mi son detto: l'occasione giusta per vincere una medaglia individuale!! Ma non andrò: ci tengo ai miei piedi. Eppoi, scusate, lo sappiamo tutti, senza tante ipocrisie: un Campionato del Mondo Master (o qualsiasi altra manifestazione over-35) ha successo prima di tutto e quasi esclusivamente su un numero: quello dei partecipanti. Non importa i numero di record, di medaglie... conta solo quello dei partecipanti. E gli indizi del fallimento sono davvero inquietanti... i tedeschi sono addirittura 53, scritto "cinquantatre". Eravamo talmente abituati a vedere gli eserciti di atleti teutonici invadere ogni landa ovunque ci fosse una gara master, che è quasi sorprendente rendersi conto del fallimento numerico. Gli americani saranno 260: si punta tutto sui canadesi quindi. 1000 canadesi? E che mondiale sarà? La vita andrà comunque avanti: nessuno si straccerà le vesti, nessuno piangerà lacrime amare. Però la rifessione andrà fatta: e la riflessione dovrà convincere tutti su un fatto: bisogna scegliere location facilmente accessibili, in città mediamente grandi che offrano opportunità di alloggio a tutte le tasche. La federazione europea, dopo l'azzeccata scelta di Lubiana, si presenta ora con un sito sconosciuto nell'est dell'Ungheria. Poi le candidature per le prossime edizioni risultano in posti sconosciuti a cavallo della mitteleuropa: non vorrei che ci si accorgesse troppo in ritardo dell'errore...

05/01/10

Annetteseite: Kamloops senza Europa? Solo 53 master tedeschi andranno in Canada

Sempre tramite interpretazione del traduttore di Google Translate, tratto dal noto sito tedesco, ecco un articolo su Kamloops 2010. Riflessione: era forse l'anno dove partecipare se si voleva vincere una medaglia...

Ciò che sembrava essere probabile da settimane, a quanto pare è diventato una realtà. I quarti Campionati Mondiali Master Indoor, dal 1 al 6 marzo a Kamloops, nell'Ovest del Canada, sembrano aver trovato poco interesse in Europa. Solo 53 masters tedeschi (di cui 19 donne) si sono iscritti alla manifestazione, secondo la DLV (la Federazione Tedesca di Atletica). Di contro, a Clermont Ferrand i tedeschi erano sette volte tanto (368). Dal sito austriaco di atletica sembrerebbe che non vi siano iscrizione al momento (al 4 gennaio). Dalla Svizzera sembra che gli atleti che parteciperano saranno invece "da 2 a 4". Dai paesi scandinavi sembra che sarà difficile che ci sarà qualcuno che andrà sui blocchi di partenza. Gli inglesi chiuderanno le loro liste di iscrizione sabato. Comunque sia, altre liste di iscritti dai vari paesi europei non sono ancora disponibili su internet, e questo non è generalmente un buon segno. Tra gli atleti di primo piano che sicuramente non ci saranno, troviamo la svizzera Christine Muller (1959, LC Zurigo), Master dell'anno 2008. Christine ha avuto un infortunio non-lieve e salterà praticamente tutta la stagione indoor. Wolfgang Ritte (1953, Weseler TV) sarà invece un mese prima di Kamloops nel Nord America, partecipando al meeting di sola-asta di Reno (Nevada). Ci saranno invece Guido Muller e Rolf Geese.

13/12/09

Kamloops un flop?

Fino ad un paio di giorni fa non avevo avuto ancora il piacere di conoscere qualcuno che mi avesse detto: vado a Kamloops, in Canada, ai mondiali master indoor di atletica. I motivi sono molteplici: in definitiva non è che conosca molta gente tra i master e questo statisticamente pesa tremendamente sulla prima affermazione. Ma a parte questo, è indubitabile che un mondiale in Canada sia una spesa non indifferente per il self-made-man del master medio. Un paio di voli (penso verso Vancouver e poi uno interno per Kamloops, assurta agli onori delle cronache mondiali proprio per questa manifestazione: prima per me era un puntolino su una mappa), il costo degli alberghi e probabilmente anche il clima invernale canadese, che tutto si può dire, tranne che sia caraibico. Anzi, mi vedo già i pick-up che percorrono le larghe strade imbiancate tra le due ali di caseggiati grigi in un clima subantartico. Ma con questo non è assolutamente mia intenzione scoraggiare i volenterosi che si presenteranno al via dei mondiali master. Anzi. Lasciatemi però aggiungere quello che secondo me è l'aspetto più incredibile: la pista piatta. La WMA, evidentemente guidata da interessi che esulano dagli aspetti prettamente sportivi, ha semplicemente avvallato quello che è un non-senso sportivo, cioè organizzare una competizione internazionale su una pista che non la potrebbe ospitare, stanti i regolamenti vigenti che impongono per gli anelli di 200 metri determinati angoli di pendenza. Ma tant'è: we are masters!
Ma torniamo a Kamloops e all'aspetto che sta emergendo e che mi preme sottolineare che ho trovato nei commenti on-line di due delle realtà più tradizionali del mondo master mondiale: la Germania e gli USA. Ebbene, ad oggi sembrerebbe che gli iscritti tedeschi ai mondiali master siano solo 19! Un numero incredibilmente basso, se pensate che a Linz nel 2006, ai secondi mondiali master indoor, i tedeschi avevano sfiorato le 1000 unità (non parliamo nemmeno della prima edizione di Sindelfingen!). 19 misere iscrizioni e la deathline posta dalla Federazione Tedesca al 4 gennaio. Un crollo incredibile. Ken Stone, dalle pagine di Masterstrack faceva notare con una certa preoccupazione che dal sito USATF (la Federazione Americana di Atletica) gli iscritti di oltre oceano ammontavano a 40 unità, nonostante la vicinanza ai cugini canadesi.
Con tutto, proprio ieri la WMA, cosa mai vista negli ultimi anni, ha deciso di pubblicare sul suo sito un accorato appello alla partecipazione: una vera e propria pubblicità, utilizzando le paroline chiave come "beautiful Kamloops". O che ci si aspettano oltre 2000 atleti, e che tra gli starter ci sarà pure quello che sparò nella famosa finale di Pechino dove Bolt corse in 9"58, quasi che la sua presenza potesse evocare il Dio Kronos e farlo discendere nelle gambe dei concorrenti. Ma sapete la cosa più ridicola? Per celebrare la pista, che evidentemente sta mietendo molti dissensi dopo qualche intervento sui forum internazionali anche del vostro umile scribacchino (e sulla quale nessuno degli organizzatori si è ancora degnato di dire la verità circa la "piattezza") hanno pure scritto che nel 2008 su quella pista vi è stato il record del mondo sulla 4x400 indoor M60-69. Dopo circa un secondo capirete cosa c'è di strano in un'affermazione del genere... se no, ve lo dico io: ma chi ha mai corso una 4x400 indoor? Per di più master?? I record sono effettivamente tabellati sul sito WMA, ma sono stati tutti ottenuti tra USA e Canada. Eccovi serviti la pubblicità-regresso.
Cosa succede? Degli italiani, come dicevo conosco solo le dichiarazioni di qualche mese fa di Mario Longo, che sosteneva che sarebbe andato in America per sistemare una vecchia questione a domicilio. Ed un forumista del nostro sito, che in questi giorni sta pianificando il tutto. Sentiremo anche l'Ufficio Master della fidal, ma prevedo che le unità italiane che partiranno per il Canada non saranno da sbarco-in-Normandia.
Conclusioni: prima di vendere la pelle dell'orso (...canadese, un Grizzley nel nostro caso) aspettiamo la chiusura dei mondiali. Se le previsioni dovessero però avverarsi, la Federazione internazionale master (e di conseguenza quella europea, che sembra aver intrapreso la medesima strada) dovrebbe cominciare a riflettere sulle sedi delle grandi manifestazioni. Servono (come del resto si è visto in Italia per le manifestazioni nazionali) grosse città, con un'offerta alberghiera aperta a tutte le tasche, facilmente raggiungibili, senza pensare al business a tutti i costi sulle spalle dei master. Una per tutte: le tasse di iscrizioni stanno diventando qualche cosa di fuori da ogni logica di mercato, considerati i servizi di cui si gode ad un campionato internazionale.
Lo stesso discorso come dicevo, è estendibile alla EVAA (la Federazione europea di atletica) che dopo Lubiana ha inziato una progressiva scelta di realtà locali minime dove i problemi logistici saranno all'ordine del giorno.