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29/07/10

Europei Master, capitolo 1: L'imprimatur di Bragagna al mondo master e il medagliere

(lo stadio di Nyiregyhaza) - Non l'ho personalmente sentito, ma visto che me l'hanno raccontato già tre presone, non vedo perchè non crederci. Ebbene, durante la telecronaca dei Campionati Europei di Barcellona, ecco che succede l'imponderabile. Per non so quale astruso motivo, Franco Bragagna, "the t&f italian voice", interloquendo con Stefano Tilli, cita proprio il medagliere dei Campionati Europei Master, sottolineando come l'Italia sia riuscita a giungere al terzo posto finale, dietro a Germania ed Inghilterra ed augurandosi nel contempo che i più "giovani" senior possano fare altrettanto in terra iberica. Poi si è scivolati sull'immancabile citazione di Ugo Sansonetti e l'altrettanto sempre-presente Emma Mazzenga. A parte il siparietto (sembra che abbia chiesto poi a Tilli quando si cimenterà in questo mondo senza aver risposta), la cosa ha una portata eccezionale. Lo sdoganamento di una realtà avviene proprio nella comunicazione, nella presa d'atto della sua esistenza. Questo è il primo segno. Partiamo proprio da qui per comprendere lo spessore della spedizione italiana in Ungheria. Poi ognuno metta il suo commento o la sua analisi. Italia terza nel medagliere. Anni luce là davanti la Germania (con quasi 400 medaglie, 390, di cui 152 d'oro), quindi la più abbordabile Inghilterra (139 medaglie e 55 d'oro e tradizione rispettata) ed infine noi, che abbiamo passato la sorprendente Spagna solo sul filo di lana, con la kermesse finale delle staffette. Ma che hanno fatto 'sti spagnoli per crescere così tanto? Nel numero di medaglie abbiamo superato la quota di 100 (101), contro le "sole" 63 iberiche (superati nel complessivo anche da Russia, 80, e Finlandia, 67). Ma quello che pesa su queste classifiche, come tutti sappiamo, sono gli ori: ben 30 per la Spagna (quindi la metà delle proprie medaglie era del colore più pregiato), superati di una sola medaglia dall'Italia alla penultima gara (la 4x400 W35). Analizzando le medaglie iberiche, notiamo che 23 di esse sono arrivate da mezzofondo e marcia (diciamo la peculiarità storica di quella realtà atletica), 3 dai salti, 2 dalla velocità e una sola dagli ostacoli e dai lanci. Insomma, abbiamo capito dove risiede la forza spagnola. Ma sapete qual'è l'aspetto più "importante"? Che 23 di quelle medaglie sono state vinte nelle categorie sotto i 50 anni! Molti atleti erano nelle categorie dei 40 e altrettanti nei 35! Un movimento "giovane", passatemi il termeni (paradossale...) quindi, contrapposto a quello tedesco che diventa una macchina da guerra inarrestabile oltre i 60 anni. L'Italia invece ha un'anima velocistica ad età etoregenee (15 medaglie d'oro tra staffette, 100, 200 e 400): nei lanci, assenti i 3-super-"R" (Riboni, Rovelli, Rado) solo Gabre Gabric è riuscita a portare a casa il massimo alloro, anche se di fatto senza avversarie. Nel 2008 a Lubiana arrivarano 151 medaglie azzurre, ma attraverso la presenza in 1057 eventi in cui vi erano atleti italiani. A Nyiregyhaza abbiamo avuto la metà di "caps", 549, raccogliendo però il 75% dei metalli di allora. Quindi una qualità certamente superiore della nostra spedizione. Indubbiamente. Questo discende anche da un assunto: nel mondo master, più ci si allontana dal proprio luogo di residenza, più chi partecipa sottopone la propria partecipazione al risultato finale, quindi andare avanti nei turni e possibilmente vincere una medaglia. E' una questione di costi-ricavi e... convenienze economiche (Maurizio Pistillo a parte, che gioca su altre dinamiche, ma l'eccezione c'è sempre). Più ci si avvicina logisticamente, invece, più la base statistica (che è volontaria) si arricchisce di atleti di seconda e terza fascia, che partecipano anche col "rischio" di uscire subito nelle forche caudine dei vari turni. o di giungere in fondo alle classifiche finali. Questo in generale. Ciò non toglie che la nostra posizione nel medagliere è certamente una delle migliori a livello qualitativo all'estero di sempre. Lubiana era "dietro l'angolo" e ci fu invasione. Probabilmente la più grande partecipazione italiana all'estero di sempre da parte dei master italiani. Ma i conti si tirano quando si va lontano per tastare il polso di un movimento autofinanziato e le proprie aspettative. C'è da dire che se il movimento è affiatato, è anche possibile che avvengano dei fenomeni di "trascinamento" di molti più atleti, rispetto alle trasferte dove ogni atleta deve provvedere per sè. Appunto per i "federali": concentratevi su questo aspetto, già per Gand '11! Poi con l'effetto cascata ne beneficeranno sicuramente tutti. Ci si aspettava certo di più dalla Russia, data la vicinanza, dall'Ucraina (addirittura ad un tiro di schioppo) e soprattutto dalla Romania (coi confini a meno di 100 km) che vanta una cultura sportiva di comprovato spessore, ma che è tornata a casa con la coda fra le gambe e un pugno di medaglie. La EVAA spaccia questi campionati "scomodi" come l'ideale ponte verso l'est europeo: favorire la diffusione del masterismo nell'est d'Europa che a conti fatti evidentemente non viene colto dai destinatari del messaggio. In realtà ritengo che ci siano ragioni molto più terrene, come qualche voto in più per qualcuno in qualche assemblea della stessa EVAA da parte dei paesi minori, proprio come l'Ungheria. Politica, sempre e solo quella. Mi sbaglierò... Nella parte delle nazioni "deluse" ci metto al primo posto comunque la Finlandia: leoni in patria (riuscirono a battere nell'overall finale addirittura i mostri sacri tedeschi a Lahti), ma poco propensi a viaggiare all'estero. La già citata Russia la metto al secondo posto e sul terzo gradino del podio soprattutto la Francia, incapace di produrre un movimento d'avanguardia fuori dai propri confini. Un problema che si riscontra, ed è davvero stucchevole, è il fatto che i siti che vengono aperti per le varie manifestazioni internazionali master, vengono poi abbandonati (non ne viene pagato il dominio) e così i dati in essi contenuti vengono inopinatamente persi. Così era stato per Riccione '07: il bellissimo motore dei risultati un solo anno dopo sparì, dovendo tutti rifarci ai file .pdf per trovare contezza di tutto. Così accade per Lubiana e così è accaduto in molti altri casi. Così altre analisi più accurate è difficile approntarle in rapporto con Nyiregyhaza 2010. Nel prossimo articolo apriremo una voragine sulla gestione tecnica dei campionati europei... mi vengono i brividi solo a ripensarci.

04/03/10

Le medaglie italiane di Kamloops 2010

Ori: 11 - Argenti: 2 - Bronzi: 4
  • ORO: Flavia Borgonovo - lungo W35: 5,41
  • ORO: Flavia Borgonovo - triplo W35: 11,64
  • ORO: Carla Forcellini - asta W50: 2,50
  • ORO: Milena Megli - 3 km marcia: 15'33"20
  • ORO: Milena Megli - 10 km marcia: 54'06"8
  • ORO: Giuseppe Romeo - 800 M45: 2'03"89
  • ORO: Ugo Sansonetti - 60 M90: 11"57
  • ORO: Ugo Sansonetti - 200 M90: 41"13
  • ORO: Ugo Sansonetti - 400 M90: 1'46"78 (record mondiale)
  • ORO: Ugo Sansonetti - 800 M90: 4'43"49 (record italiano)
  • ORO: Enrico Saraceni - 400 M40: 51"80 (record italiano)
  • ARG: Enrico Saraceni - 200 M45: 23"36
  • ARG: Carla Forcellini - 60hs W50: 9"99 (record italiano)
  • BRO: Carla Forcellini - lungo W50: 4,40
  • BRO: Luigi Giannuzzi - 3 km marcia M60: 16'07"63
  • BRO: Franco Venturi degli Esposti - 10 km marcia: 52'15"7
  • BRO: Italia (Tifi-Saraceni-Romeo-Acciaccaferri) - 4x200 M40: 1'37"96

08/10/09

Il medagliere per Regioni degli Italiani Allievi

  1. 08-03-04 (15) Lazio
  2. 06-08-07 (21) Lombardia
  3. 06-06-09 (21) Veneto
  4. 05-03-02 (10) Emilia Romagna
  5. 04-02-03 (09) Friuli V/G
  6. 04-02-03 (09) Toscana
  7. 03-02-01 (06) Piemonte
  8. 02-01-02 (05) Puglia
  9. 01-02-00 (03) Umbria
  10. 01-00-01 (02) Sicilia
  11. 00-03-00 (03) Abruzzo
  12. 00-02-03 (05) Marche
  13. 00-02-02 (04) Liguria
  14. 00-02-00 (02) Campania
  15. 00-01-02 (03) Trentino-AltoAdige
  16. 00-01-01 (02) Sardegna
  17. 00-01-00 (01) Calabria
Nessuna medaglia: Valle D'Aosta; Molise; Basilicata;

18/08/09

I magnifici 39

Quella che segue è la classifica dei medagliati italiani ai Mondiali (ho preso in considerazione esclusivamente le gare individuali) aggiornata dopo i recenti mondiali finlandesi. Sono 39 gli atleti italiani che hanno vinto almeno 2 medaglie d'oro nella 35ennale storia dei Campionati del Mondo (pari a 18 edizioni). Quest'anno, grazie alle tre vittorie di Lahti, Ugo Sansonetti è divenuto l'italiano che ha vinto di più nella storia dell'atletica italiana master: 26 medaglie di cui ben 12 d'oro superando così Luciano Acquarone. Grosso salto in avanti anche per Enrico Saraceni, salito al 7° posto grazie alla tripletta nella velocità, e Marco Segatel al 13° posto in seguito al quarto titolo consecutivo nell'alto. Giuseppe Rovelli "entra" con le 4 medaglie di Lahti al 15° posto, insidiando la 14^ posizione di Carla Forcellini. Entra in classifica anche Vincenzo Felicetti. Se ci fossero errori, contattami pure. Nella classifica che segue, il nominativo dell'atleta, quindi di seguito gli ori, gli argenti, i bronzi e le medaglie totali vinte.

SANSONETTI UGO 12 9 5 26
ACQUARONE LUCIANO 10 4 1 15
RIBONI MARIO 9 6 2 17
SOBRERO BRUNO 8 9 3 20
COLO' VITTORIO 8 3 2 13
AGNOLI SERGIO 8 1 2 11
SARACENI ENRICO 6 1 0 07
CICCONI LAMBERTO 5 3 1 09
RUZZIER FABIO 5 1 1 07
BINI CESARE 4 5 2 11
COMPRI AMELIO 4 3 1 08
BOMBA CARLO 4 2 5 11
SEGATEL MARCO 4 0 0 04
FORCELLINI CARLA 3 3 0 06
ROVELLI GIUSEPPE 3 2 1 06
AMORETTI ALDO 3 1 0 04
BRIGNONE VALERIO 3 1 0 04
SCIMONE FRANCESCO 3 0 2 05
D'ORLANDO MP 3 0 0 03
MARABOTTI GIUSEPPE 2 10 4 16
GABRIC GABRE 2 4 0 06
CERVI ROBERTO 2 3 2 07
MARCHETTI CRESCENZIO 2 3 0 05
EGGER WALTRAUD 2 2 2 06
BETTUCCI PAOLA 2 2 0 04
TRANCHINA MARIA 2 2 0 04
GASTALDI NOEMI 2 1 3 06
FELICETTI VINCENZO 2 1 1 04
BARALDO LUCIANO 2 1 0 03
MEGLI MILENA 2 1 0 03
DE PETRA GIULIO 2 0 2 04
INDRA HUBERT 2 0 0 02
LONGO MARIO 2 0 0 02
MARCHIORI MAURA 2 0 0 02
MOSER ELISABETH 2 0 0 02
NEVIANI ELISA 2 0 0 02
PARMA ATTILIO 2 0 0 02
ROSSETTI SEVERINO 2 0 0 02
TURCI ADA 2 0 0 02

28/07/09

Il medagliere italiano di Lahti

ORO: 25 - ARGENTO: 19 - BRONZO: 21
totale: 65 medaglie