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07/07/13

Sergio Ruggieri: tanto tuonò che piovve... record sugli 800 M45

I record sono fatti per essere cancellati, volenti o nolenti. Arriva sempre qualcuno, prima o poi, che fa meglio di quanto si riteneva imbattibile. Come il record degli 800 M45, che era stato fissato nel 2008 a 1'59"22 da Giuseppe Romeo a Rezzato (BS). Proprio Romeo, un mesetto fa, aveva visto bene di migliorare il record M50 della distanza, portandosi avanti su quello che sarebbe stato l'attacco finale al record della categoria precedente, gli M45, portato da Sergio Ruggieri. Che Ruggieri stesse più che in forma, poi, si era visto ai campionati italiani di Orvieto, dove con una gara alla Rudisha stile "Londra '12", aveva sfiorato di pochissimi centesimi quel record (1'59"33 o qualcosa di simile) stroncando la resistenza di atleti come Francesco D'Agostino che stanno dominando la specialità da qualche tempo. Impresa nell'impresa, quindi. A Roma, Farnesina, è successo quindi quello che ormai si riteneva essere il "ponderabile", ovvero l'abbattimento di quello stesso record da parte di Ruggieri, durante una gara "assoluta", quindi con il favore di qualche atleta più forte. Durante i campionati Regionali laziali è così uscito il primo sub-1'59" della storia su un 800 da parte di un atleta italiano over-45. 1'58"93, che tradotto in AGC fa 93,62%, cioè un 1'48"00

03/07/13

Giuseppe Romeo e il record degli 800 M50

Un record alla Sebastian Coe quello di Enrico Greppi sugli 800 M50, che resisteva addirittura dal 28 maggio del 1983 (si era ad Asti) ovvero esattamente 30 anni fa. 2'04"8. Il record, manuale, fu di fatto avvicinato (o superato) da Luigi Ferrari ai Campionati Mondiali di Lahti del 2009, quando corse in 2'04"83, cioè un tempo forse un pò più veloce o forse un pò più lento... nel mio database i record persistevano a braccetto, anche perchè sono perfettamente consapevole del +0"14 della traslitterazione dei tempi manuali a quelli elettrici (quindi un fattuale 2'08"94), ma è anche vero che i tempi manuali rappresentano un arrotondamento per difetto di quello che si vede sul display del cronometro. Quindi, perchè no, chi fermò quel cronometro ad Asti nel 1983, avrebbe potuto aver visto anche un 2'04"71... tutto è possibile e opinabile, così nel dubbio della fallacia della mano umana, le due prestazioni hanno rappresentato i record italiani della categoria. Fino all'altro giorno, il 30 di maggio del 2013 (quindi esattamente 30 anni e due giorni dopo) quando Giuseppe Romeo ha cancellato ogni dubbio a Besana Brianza, correndo la distanza in 2'04"72. Per Romeo è il secondo record sugli 800 outdoor, dopo quello nella categoria M45 che proprio ad Orvieto pochi giorni fa ha subito l'attacco pazzesco di Sergio Ruggieri, arrivato a 13 centesimi in una gara alla Rudisha, come direbbe Ugo Piccioli (1'59"35 contro il 1'59"22 del primato di Romeo). Tra i suoi primati, anche quello dei 600 M50 ottenuto proprio quest'anno (1'29"13).  

03/03/10

Pioggia di medaglie azzurre: 6 ori, 1 argento e 2 bronzi

Giornata quasi impronosticabile per i colori italiani alla vigilia, la terza giornata dei Campionati Mondiali Indoor che si stanno svolgendo a Kamloops. Da dove iniziamo? (scusate il ritardo delle notizie, ma lavoro anche io...) Dalla Fidal? E iniziamo da lì: sarà un caso, ma dopo il nostro "j'accuse" sullo scandaloso silenzio della Federazione sulla massima manifestazione master indoor, oggi qualcuno ha avuto la cortezza di pubblicare qualche cosa. Purtroppo, lo ripeto, alla Fidasics non interessa il movimento master se non come mero rubinetto di proventi derivanti da tesseramenti e iscrizioni delle corse su strada. Questo mettiamocelo in testa. A questo punto, che dite? Dobbiamo pure ringraziare? Personalmente mi dispiace non essere a Kamloops, quanto meno per essermi perso questa giornata trionfale per i colori italiani. Alcuni con incredibile merito, qualcun altro con un pizzico di fortuna (chi gareggia da solo in definitiva deve solo sperare che non si materializzi in alcun modo la Nemesi che lo tolga dalla gara prima del raggiungimento della medaglia). Comunque sia: al termine della giornata si conteranno la bellezza di 6 medaglie d'oro, una d'argento e 2 di bronzo. Ripeto: impensabile alla vigilia, vista la ristrettezza della delegazione italiana. E così il nostro medagliere si muove: da nazione-faro del mondo master, dopo due giornate eravamo piombati nel baratro dell'anonimato. Piccole nazioni con pochi abitanti ci surclassavano ed il naufragar era triste in quel mare. Dopo 3 giorni invece siamo adesso al 7° posto, preceduti naturalmente da Canada e U.S.A., dalla Germania, dall'Inghilterra, dall'Australia e Russia. La Francia arranca dietro a noi, con la Spagna. Speriamo adesso di incrementare il bottino con alcune carte che rimangono nel nostro mazzo. Ma vediamo i medagliati della 3^ giornata.
  • Naturalmente la voce del leone l'ha fatta Ugo Sansonetti che si è portato a casa due ori (che portano a 3 il suo bottino canadese), sui 200 e sugli 800 (nella prima giornata aveva vinto quello dei 60). Sui 200 ha regolato gli avversari con 41"13 (ad Ancona 40"34), e poi gli 800 con 4'43"49. E siamo a 32 medaglie d'oro internazionali: 8 ori solo ai mondiali indoor.
  • Poi c'è naturalmente quella scontatissima di Carla Forcellini nel salto con l'asta W50 (2,50: dopo il primo errore alla misura di entrata, un unico salto alla misura di entrata. Purtroppa Carla era l'unica atleta presente nel suo gruppo di età, quindi non ha proseguito la gara) e il resto dell'energia la avrebbe riservate al salto in lungo. Qui si trova la fuoriclasse aussie Marie Kay che si impone con un mostruoso 5,19. Carla si accaparra il bronzo con 4,40 (ad Ancona era balzata a 4,80) con la canadese Rehbergen dietro di lei pochi centimetri. Si allunga così l'infinito palmares della romana: a livello di Campionati Mondiali Indoor, Carla rimane una delle pochissime atlete ad aver vinto una medaglia in tutte le quattro edizioni.
  • La quarta d'oro è invece quella di Milena Megli nei 3 km di marcia: 15'33"20, 12" meglio della canadese Susan Brooke. 14^ medaglia internazionale per la Megli, 10 individuali, ma primo oro a livello di mondiali indoor (aveva vinto un argento e un bronzo a Clermont, mentre a Linz giunse 5^.
  • Quinto fantastatico oro per Giuseppe Romeo, negli 800 M45: gara velocissima, come ha commentato lo stesso Romeo. Passaggio in 28" ai 200, 58" ai 400 e volatone con il canadese Paul Osland. Gran tempo (considerata la pista): 2'03"89 e 2'04"17 per il nordamericano. Per il portacolori della Daini Carate Brianza il primo oro internazionale dopo l'argento di Lubiana e il bronzo di Clermont.
  • La sestina viene infine raggiunta nel salto in lungo W35, con protagonista un'altra lombarda: Flavia Borgonovo dell'Atletica Rovellasca. Nettissimo il vantaggio sulle altre concorrenti: 5,41 Flavia (che ad Ancona era planata a 5,50) e 5,02 per la lettone Laila Petersone. Davvero un abisso. Prima medaglia internazionale per la Borgonovo, nuova campionessa del mondo.
  • Argento invece per Enrico Saraceni nei 200 M45: 23"36 e una medaglia che sorprende ma fino ad un certo punto, aspettandosi in molti la vittoria. Dopo un inverno tribolato per via di un infortunio, l'impossibilità di concentrarsi sulla velocità, Enrico ad Ancona aveva ben impressionato sui 200: 23"28. Buon viatico per Kamloops, ma mancava solo una settimana prima della gara mondiale. Andrè Francois, il vincitore, evidentemente conosceva bene la pista. Partito in sesta corsia, è riuscito a mantenere il vantaggio derivante dal decalage e probabilmente proprio nell'accelerazione iniziale è stato creato il gap decisivo. Comunque, Francois non è certo un carneade: detiene il record canadese dei 100 M40 con 11"08 e 200 con 22"43 e proprio a Kamloops è arrivato secondo nei 60 M45 con 7"23. Riflessione: sapere che diventa sempre più difficile vincere una medaglia, da una parte porta via qualche metallo pregiato, dall'altro fa nascere quegli stimoli che il fatto di vincere sempre potrebbe ammorbidire. Ora tocca ai 400.
  • Bronzo anche dai 3 km di marcia M60 da parte di Luigi Giannuzzi. Tempo per lui: 16'07"63. Quarta medaglia internazionale per Giannuzzi: replicato il bronzo di Sindelfingen-04 (a Linz-06 giunse 9°, mentre non era presente a Clermont).
  • Gli altri italiani di giornata.
  • - Mario Fiori nei 3 km di marcia M60 con 16'28"61.
  • - Franco Venturi Degli Esposti nei 3 km di marcia M50 con 14'59"51.
  • 6° - Pierluigi Acciaccaferri nei 200 M40: 24"55.
  • 7° - Alessandro Tifi negli 800 M45 di Romeo: 2'12"02.
  • - Sergio Domizi sempre nei 3 km di marcia M55 con 18'24"85.
  • 8° - Aronne Romano giunge ottavo nel lancio del peso M50 con 11,67,
  • 9° - Gianni Lolli, nono, con 10,50 sempre nel peso M50.
  • Gli Highlights e i record - Nel frattempo è ufficialmente esplosa in tutta la sua vigoria la W90 Olga Kotelko, che ha già stabilito 3 record mondiali di categoria in meno di due giorni: purtroppo uno di questi risulta stabilito nel peso W90, dove la precedente padrona risultava essere Gabre Gabric con 4,73. La Kotelko, nella sua foga di accappararsi medaglie a grappoli, lancia 4,90 e cancella la Gabric. La Kotelko poi sigla il nuovo record del lungo W90 (1,67: prima donna sopra i 90 a cimentarsi in questa gara e quindi, naturalmente... record) mentre ieri aveva stabilito quello dei 60 (con l'abbattimento del precedente record di 16 secondi!). A proposito di highlights: nel lancio del peso M35 un tedesco, Andy Dittmar, ha lanciato il peso da 7,260 kg addirittura a 18,62! Avrebbe vinto gli assoluti italiani... Per contro l'asta M35 l'ha vinto un altro tedesco con... 1,60. Sì, sì, proprio un-metro-e-sessanta, non era un errore di battitura: i mondiali master canadesi sono anche questo (il personaggio che assurgerà alla storia si chiama Marcus Gunther). Record e titolo anche per la belga Rachel Hanssens nel peso W80 (7,15 con la palla da 3 kg) e per la marciatrice australiana. Immenso Bill Collins: 24"32 a 59 anni e quasi due secondi al secondo. Vittorie anche per le grandi vedette del mondo master: Phil Raschker nei 200 W60, Marie Kay nei 200 W50, Karla Del Grande nei 200 W55.

08/02/10

Il weekend dei master: 3 record italiani e un'ondata di risulati

(la neo primatista italiana del triplo F45 indoor, Elisa Neviani da una foto del sito Fidalemiliaromagna.it) - Mamma mia quanti risultati. Per fortuna sono in ferie e la mattinata ho potuto passarla a disposizione della moltitudine, perchè l'abbuffata di risultati che riguardano il mondo master è davvero pantagruelica. Si è corso praticamente ovunque: Ancona, Udine, Modena, Padova, Castenedolo, Firenze, Aosta e... Magglingen, in Svizzera, dove una piccola delegazione lombarda (più di 30 atleti) si è recata in pullman per ovviare alla scandalosa assenza di una pista indoor in Lombardia, la regione con più tesserati in Italia. Avevo posto dei minimi-AGC al fine di entrare nelle mie personalissime graduatorie master: ebbene, più di 150 prestazioni hanno varcato tale (arbitraria) soglia stravolgendo tutte le classifiche che con dovizia amanuense stavo compilando. Quindi, se qualche risultato dovesse mancare, scriveteci pure, aggiorneremo. Ma veniamo alla succulenta cronaca del weekend master. Partiamo dai record italiani, da chi cioè scrive la piccola storia del nostro piccolo mondo. E partiamo dal record degli 800 M40, che negli ambienti dei mezzofondisti M40 era visto come una preda ambitissima e nemmeno impossibile: come avevo già avuto modo di scrivere il record italiano degli 800 M40 era "stranamente" disarmonizzato rispetto a quello degli M35 e degli M45: lontanissimo dal primo e vicinissimo al secondo. Anche il controvalore AGC forniva un dato "abbordabile" al 2'00"42 di Giovanni Ferrari, risalente al 1998 (12 anni). Statisticamente era il 3° record più "anziano" della categoria M40 al coperto, dietro al triplo (1992) e ai 3000 (1993). Solo 3 record (con quello degli 800) precedenti all'anno 2000. Così quando il bresciano Stefano Avigo e il romano Emilio De Bonis (entrambi classe '70) sono scesi in pista ad Ancona sabato scorso, nel loro primo anno di categoria, il mirino sul record ha cominciato a focalizzarsi. Purtroppo è mancata la sfida diretta o una disposizione delle serie in salita, piuttosto che in discesa (con le migliori serie fatte correre per ultime), per rendere ancora più appassionante la rincorsa al record. Nella prima serie viene infatti inserito Stefano che chiude in un grandissimo 1'57"93, cioè ben 2 secondi e mezzo in meno del precedente record. Di solito in questi casi si utilizzano termini come "polverizzato", "disintegrato", "annichilito", "frantumato": mettetecelo voi il termine che più vi aggrada. Per Stefano è il bis di record, avendo nel suo pedegree quello degli M35 (con il notevole 1'54"67), mentre è... il 4° della famiglia Avigo, che vanta anche quello degli 800 F40 della mia concittadina capriolese Laura, e quello dei 1500 M40 di Pierangelo. Passano pochi secondi dal record del più giovane degli Avigo (che, ricordiamolo, è anche il primo under-2' ottenuto nella storia da un over-40 in Italia) che subito si è avuto il primo attacco del già citato Emilio De Bonis: 1'58"69 a soli 7 decimi dal freschissimo record e 1"4 sotto il precedente record di Ferrari. Può essere di consolazione per lui il fatto che è il secondo tempo all-time nel binomio categoria/specialità? Non lo so: certo che una sfida "finale" agli italiani master sarebbe la giusta conclusione di questo neodualismo tra due grandissimi atleti. Passa un'altra serie, e per poco non cade anche il record degli 800 M45: il telantuoso Giuseppe Romeo chiude infatti in 2'02"75, cioè a circa 8 decimi dal record di Biferali (2'01"91): il risultato gli vale comunque 92,28 AGC, cioè nonostante i record, il miglior risultato AGC sugli 800 del 2010.
  • Neviani-record: Cambiamo specialità e record, e ci spostiamo per farlo in Val D'Aosta: il record in questione è quello del salto triplo femminile e quando parliamo di Salto Triplo al femminile non possiamo non parlare di Elisa Neviani. Entrando nel 45° anno (è infatti del '65) potevamo scommettere a occhi chiusi su una sua prestazione "storica": e così è stato: 10,62, probabilmente anche sotto le sue reali possibilità, ma comunque sufficiente a superare il vecchio record della bergamasca dell'Asi Veneto Laura Bianchi (9,57) stabilito solo un paio di anni fa. Più di un metro. Per Elisa è il secondo record detenuto, assieme a quello nella categoria F40 all'aperto (11,99). Quello indoor sempre nei 40 gli era stato battuto da Maria Costanza Moroni che a Torino l'anno scorso lo aveva portato a 12,38 salvo poi saltare la stagione all'aperto preservando il record della Neviani da possibili attacchi.
  • La Belletti inaugura il nuovo peso: Il terzo record arriva ancora da Aosta: è record anche se un pò "particolare". Infatti è stato stabilito nel lancio del peso veterani F75 da Maria Luigia Belletti, ma col nuovo attrezzo da 2 kg, mentre fino all'anno scorso i record tabellati avvenivano con il peso da 3 kg: il nuovo risultato è 6,73. Col peso da 3 Anna Flaibani nel 2003 lanciò 6,47. Per la Belletti è il 6° record detenuto: 3 nel salto in alto, uno nel lungo, uno con la staffetta 4x100 nazionale F70 e appunto quello di sabato nel peso.
  • Ancora Morigi e gli altri velocisti: l'M50 Marco Morigi, dopo la bomba dell'altro giorno sui 60 (7"57, a 5 centesimi dal record italiano di Massimo Clementoni), continua a sorprendere anche l'Accademia della Crusca della Velocità Lombarda che mi pregio di contattare per commentare (virtualmente vicino ad un camino di una living-room prettamente britannica) i risultati della settimana. A Modena, per Morigi un altro centesimo in meno: 7"56 (4 centesimi dal record...) e piccolo spostamento in avanti nell'AGC, dove si issa sul podio virtuale scavalcando Marco Boggioni di 2 centesimini (95,55 a 95,53). Proprio nel fine settimana si presentano anche i pezzi da 90, a partire dall'umbro Antonio Rossi, che quest'anno si presenta nella nuova categoria M60. Il suo esordio ad Ancona in 8"11 gli vale 95,37%, cioè il 5° posto nell'overall AGC. Il record italiano di Tamaro non è nemmeno troppo lontano: 7"90. Una curiosità su Antonio Rossi: ha vinto le ultime 10 edizioni dei 60 metri ai campionati italiani, in pratica tutte quelle negli M50 e tutte quelle negli M55. Filotto di 10 anni... Un'altra new-entry da Castenedolo: Giovanni Mocchi, M55 corre in 8"02 i 60 che gli fruttano 94,50%, cioè il 7° posto nel seeding AGC. E' il tempo dell'esordio anche di Paolo Chiapperini, che piazza il tempone: 7"18, cioè il miglior M40 italiano dell'anno, il secondo master in assoluto dopo il 6"97 di Mario Longo. E ora Max Scarponi come reagirà? Negli M35 Luca Forti corre in 7"25: miglior M35 del 2010.
  • ostacoli: Luca Giovannelli (che non penso venga ai campionati master) ottiene il suo miglior tempo dell'anno: 8"09, cioè 92,96 AGC, seconda prestazione M35 dopo l'8"06 di Andrea Alterio. Ma migliora anche Stefano Longoni a Magglingen: 8"25, a soli 4 centesimi dal record personale: 91,16%, terzo ostacolista in assoluto in AGC del 2010.
  • Donne: Rosa Marchi, F45, torna sui 60 metri di Modena: 8"67, 2 centesimi in meno di Daniela Ferrian quando 3 settimane fa esordì ad Aosta e soprattutto con un controvalore di 88,46 agc, cioè 3^ donna nell'overall al femminile. Emanuela Baggiolini a Magglingen abbassa di un secondo il suo tempo sui 400: 58"23, cioè 88,17 agc (4^ donna assoluta nel 2010 nella speciale classifica) e i 200 in 26"72. Altra new-entry alle sue spalle nella graduatoria generale: la F40 Susanna Tellini, anche lei al rientro (ma dopo un lungo infortunio ad un braccio) a Castenedolo con un bel 60 corso in 8"55 (87,76%). Ad Ancona invece è andata in scena l'ennesima puntata della storia del record italiano 800 F35: protagoniste nella prima batteria del meeting la freschissima detentrice (si parla della settimana scorsa) Lucia Pollina, la titolare del record per qualche giorno nel 2009 Paola Tiselli, e una delle più titolate pretendenti (insieme ad Elisabetta Artuso): Patrizia Spuri. Il neo record di 2'13"08 è stato avvicinato dalla reatina ma non abbassato: 2'13"69, con il quale ha vinto la gara proprio davanti alla siciliana (2'14"88). 2'16"92 invece per la Tiselli.

17/01/10

Il sabato del Master: il ritorno di Daniela Ferrian

La notizia del giorno, consentitemelo, è un altro prestigioso ritorno. Non so se voleva passare inosservato, ma la notizia era troppo ghiotta: ad Aosta ha infatti ri-esordito come Master una delle velociste che ha contribuito a scrivere pezzetti di storia della velocità femminile di fine anni'80, inizio anni '90: appunto, Daniela Ferrian. E l'ha fatto non certo in sordina, ma avvicinando di poco più di un decimo il fresco record in coabitazione dei 60 mt F45 (risale all'anno scorso), di Marinella Signori e Rosa Marchi (8"55): per lei 8"69 che le vale anche il primo risultato over-90 agc tra le donne dell'anno: 91,12 (per ora anche l'unico). La Ferrian detiene a tutt'oggi il record italiano della 4x200 indoor con la squadra nazionale, ha partecipato alle Olimpiadi di Seul del 1988. Se il nostro amico Nouchi ci legge, potrebbe dirci di più. Così al volo, cercando sulla rete, ho trovato almeno 2 titoli italiani assoluti nei 60 metri indoor (1986 e 1987), tre sui 200 indoor (1987, 1991, 1993, il primo con 23"79!), uno nei 200 outdoor (1986). Ma, come dicevo, oggi è ritornata a far parlare le gambe per lei.
Venendo al sabato del villaggio master, troviamo al top-agc un grande 7"40 di Giancarlo D'Oro sui 60 ad Aosta: 96"21 agc, che lo piazza secondo nel ranking 2010 AGC, dopo l'imprendibile neo-primatista mondiale Mario Longo. Compresa la batteria e la gara d'esordio di Saronno, D'Oro vanta 3 prestazioni delle migliori 6 in Italia nella lista 2009 AGC (le prime due sono di Mario Longo, la quarta di Marco Boggioni). Sale al 4° posto l'M60 Livio Bugiardini sempre nei 60 mt: 8"30 (94,39%). Salvino Tortu (M50) lima 3 centesimi alla gara di esordio e scende a 7"72 (94,21%), che lo consolida 5° posto nella classifica assoluta AGC. Da Ancona arrivano anche esordi eccellenti, come quello dei Campioni Mondiali M45 ed M40 Enrico Saraceni e Max Scarponi. Il primo ha esordito con un buon 52"11 (92,46%), mentre il romano 52"20 (90,37%). Parte quindi la ricorsa al record mondiale M45 da parte del pescarese, visto che il WR è fissato a 49"89 da 16 anni: record che gioco-forza non potrà avvenire a Kamloops visto la piattezza della pista. Vedremo nelle prossime settimane. Nelle diverse serie il master più veloce è stato il Campione Mondiale di Riccione 2007, Edgardo Barcella: 52"01 (88"79). Nel frattempo dal mezzofondo arrivano i primi risultati degni di valore: da Parma (dove una pista semipiatta da 160 metri non favorisce certo le prestazioni) Luigi Ferrari corre in 2'09"66 (90,44%, prima mezzofondista sopra i 90%). 2'07"39 invece per Giuseppe Romeo, che sta preparando i Mondiali di Kamloops... a proposito, ho ricavato le liste di Kamloops. Partiranno 22 italiani, ne scriverò dettagliatamente nei prossimi giorni. Tornando a Parma, 8'57"07 di Gianni Bruzzi sui 3000: ma quanti gitrotondi hanno fatto per concludere 3000 metri?? Da Rieti arriva l'1,73 di Marco Mastrolorenzi nell'alto (86,50%), che al momento è la seconda prestazione AGC 2010 nel globale dei salti. Nei prossimi giorni le classifiche AGC. Per il momento, stay-tuned sulle gare di domenica!

21/07/09

Regionali Lombardia: 43 atleti over-35. Peroni vicino al record italiano dei 400hs m45

I contestatissimi Campionati Regionali Lombardi, si conclusi da un paio di giorni. Leggendo sul forum di Atleticanet, sono poi venuto a scoprire che il medesimo trattamento riservato ai master lombardi è stato riservato ai poveri master laziali, con risultati alla fine davvero deludenti in termini di partecipazione. A questo punto, come dice qualcuno, a pensar mal talvolta ci s'azzecca: il completo inattivismo sul fronte del mondo over-35 continua (sopo passati ormai 8 mesi dalle elezioni degli attuali/riconfermati organi federali a tutti i livelli) e, a parte qualche rara eccezione (come il Grand-Prix master di Brescia) tutto scorre come prima. Panta Rei. Da parte mia continuo a guardare i siti dei master degli altri paesi europei, con un pò di disillusione: incontri internazionali fra nazionali master, siti federali dedicati SOLO ai master (non una serie di link inutili), classifiche, ranking, foto... in Italia nulla. Ma i danè versati dai master (come le iscrizioni ai vari campionati italiani: 4 euro contro i 2 degli assoluti su un numero di partecipanti dieci volte superiore) dove vanno a finire? Misteri.
L'epurazione ai Campionati Regionali assoluti di Cinisello Balsamo dell'ultimo weekend ha portato ai nastri di partenza 43 atleti over-35. Di questi solo 20 tesserati come Master (a fronte ad una popolazione master lombarda costituita da diverse migliaia di praticanti). Se poi ci aggiungete che 4/5 atleti hanno doppiato, il numero scende notevolmente. Operazione "epurazione" riuscita! Il fatto di tenere i Campionati su un impianto a 6 corsie, del resto, doveva essere un indizio che non abbiamo raccolto per tempo. Anche se a dire il vero qualcuno (soprattutto senior) ha barato sui tempi di iscrizione: arriveranno le tante minacciate sanzioni adesso? Aspettiamo e vediamo.
Ma entriamo negli aspetti tecnici. Innanzi tutto Frederic Peroni, M45, capace di avvicinarsi quanto mai prima d'ora al record di categoria dei 400hs (57"16 contro il 57"02 ottenuto nel 2007 da Dario Gasparo. La sua prestazione è anche la migliore in termini di AGC : 94,73 (a tal proposito c'è un link con tutti i 43 risultati in AGC). Non delude ancora una volta Maria Lorenzoni F50, miglior atleta al femminile con il 5'02"25 ottenuto nei 1500. Ancora 9 secondi al record del 2002 della Egger: davvero difficile, ma non impossibile. Marco Boggioni (M40) si dimostra ancora una volta in "palla": 11"17 a 43 anni. Il mondo della velocità italiano maschile è proprio in salute, soprattutto nelle categorie 40/45. Negli 800 l'M45 Giuseppe Romeo si stabilizza su prestazioni di assoluto valore (2'01"45) sempre molto vicino al suo record nazionale di poco inferiore ai 2'. Torna alle gare Edgardo Barcella, siglando uno dei migliori tempi dell'anno come M35 nei 400: 50"70. Un ottimo viatico per Lahti. Un pò sottotono Giancarlo D'Oro (11"92) rispetto all'ultima sfolgorante prestazione (anche se ventosa) di Donnas. Deve probabilmente ricaricare le pile. Stesso discorso per Salvino Tortu, autore di una serie impressionante di gare in giro per la Lombardia. Personalmente mi ha impressionato il 1'54"39 di Giuseppe Caggianelli negli 800 (M35). Prestazione davvero notevole a 36 anni. In termini assoluti però i migliori risultati li hanno ottenuti nel mezzofondo femminile ad iniziare da Mara Cerini (F35) che con 2'11"69 sugli 800 ha ottenuto il minimo per i campionati italiani assoluti, laurenandosi campionessa regionale assoluta. E che dire del 4'28"93 sui 1500 di Silvia Casella, classe '72? Di lei mi ero colpevolmente dimenticato parlando del panorama nazionale degli 800 F35 (che ho definito il più competivo e tecnico del mondo over-35 femminile): avevo citato Artuso, Spuri, Baggiolini, Cerini, Tiselli ma non Casella... male! Tutte potrebbero partecipare agli italiani assoluti! In quale altra specialità del mondo master italiano ci sono così tanti atleti in odore di "minimo"? Concludo: in alcune gare di mezzofondo ai Regionali di Cinisello, se non ci fossero stati over-35, ci sarebbe stato un solo atleta... domani sull'argomento si esprimerà per la prima volta Il Duca.