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11/04/11

A Lodi MVP a Marta: 24"13 sui 200 davanti alla Gentili

Marta Maffioletti - foto atleticaestrada
In Lombardia attività all'aperto ormai già partita a mille: e siamo già a tre fine settimane con gare. Peccato che non si capisca la necessità di "linkare" tutte le gare in modo tale da creare una classifica a punti tra gli atleti, a mò di Grand Prix, per favorire la presenza generalizzata. Così ogni gara è fine a sè stessa, non ha costruttività. Ne parlerò in un altro slancio di furore. Questo fine settimana solita fiumana di gente (e siamo appena all'inizio di aprile, sintomo che c'è voglia di partecipazione: 80 atleti partenti solo nei 200 maschili). Proprio nei 200 (in diverse serie molto ventoso) vittoria di Matteo Fancellu con 22"29 e vento 1,7 che l'anno scorso corse in 10"78 sui 100 ventoso e 21"83 sui 200. Negli 800 solo Davide Radaelli sotto i 2': 1'55"45. Alessandro Di Pasquali sale nell'alto fino a 2,05 (2,01 all'aperto l'anno scorso): anche qui unico a salire sopra i 2 metri, anche se segnalo la prestazione del 16enne allievo Ivan Nichik, che ha saltato 1,98. Si rivede Marco Segatel (1962) a quote per lui confacenti (1,85), ma dall'anno prossimo entrerà nella nuova categoria e lì ci sarà di divertirsi nella sfida con Manfredini e Mastrolorenzi. Nel lungo Davide Sirtoli (1988) spara 7,25 ma con 4,1 (e anche 7,20 e 7,21 sempre molto ventosi). Altro talento varesino dei tanti in questa specialità che si sono succeduti negli ultimi anni: alla ribalta sempre nel lungo stavolta è Matteo Rossetti (1991) che sfiora i 7 metri, anche se con un bell'aiuto ventoso: 6,94 con 2,9. Il campione d'Europa di pentathlon M35, Federico Nettuno (1975) si "limita" a 6,42 con 2,3 pro. 54"85 di Luca Cacopardo (1995) sui 400hs allievi, che è un signor tempo: la scuola dell'arte è ancora quella fucina di talenti che è l'Atletica Estrada, una delle poche che riesce davvero a creare campioncini a getto continuo. 
Bella gara di 200 al femminile con Marta Maffioletti (1991) vicina alla barriera morale dei 24": 24"13 con 0,3. L'anno scorso il suo miglior tempo era stato un 24"23 con 2 metri contro. Siamo già sulla buona strada. Questa ragazza è stata un talento da copertina nelle categorie giovanili e personalmente mi aspetto che sia uno dei talenti emergenti dello sprint al femminile, viste le premesse. Al secondo posto Manuela Gentili (1978), che è avvezza a sciropparsi numerosi 200 prima di entrare nel vivo con la sua specialità: i 400hs (l'anno scorso piazzò un clamoroso 55"78, quinta performer di sempre in Italia). Gloria Riva (1992) sale fino a 3,60 nell'asta. Nel disco continua la crescita della clarense Natalina Capoferri (1992) che riesce a far giungere il disco fino a 44,24 metri. 
  • MVP personale di giornata, Marta Maffioletti con il suo incoraggiante crono di 24"13. 
  • I risultati della gara

13/02/11

Esodo dai regionali Lombardi: 50 atleti in esilio in Svizzera

L'impianto di Magglingen, rifugio di lombardi esodati
Sta prendendo sempre più piede qui in Lombardia una forma di organizzazione fai-da-te trasversale, che altro non sarebbe che la reazione all'immobilismo ormai ultradecennale di una Federazione che non si riesce a rinnovare nelle idee, nelle strategie di proselitismo (ma ne ha mai avuta qualcuna?), per un semplice motivo: non cambiano le persone. Innovazione, flessibilità, entusiasmo, dinamismo: questo dovrebbe essere il compito di un'organizzazione sportiva. Come avevo scritto centinaia di post fa, il gruppo dirigente che fa parte della Fidal Lombardia attuale è per almeno l'80% composto da persone che avevano alle spalle almeno un altro mandato e più del 50% ricopre cariche nella Fidal da oltre un decennio (ma c'è chi è presente da oltre 30 anni). Tutto questo ha portato a creare un ambiente restio al cambiamento e che se "pensa" a innovarsi è sempre per variazioni millesimali. Possiamo vederla così: è il trionfo della burocratizzazione dello sport, che come conseguenza toglie linfa vitale e il dovuto entusiasmo a questo piccolo mondo (ormai di nicchia).
Ciò che rimane come un macigno sulle spalle di questo gruppo dirigente autoperpentrantesi da anni, è in primo luogo l'assenza di un palazzetto dello sport per l'attività invernale. L'atletica non deve essere uno sport solo estivo: deve essere anche invernale. Ma può anche essere per molti uno sport solo invernale, perchè no? Avendo le strutture... Metteteci che i genitori oggi sono sempre più restii a mandare i propri figli ad allenarsi al freddo: meglio qualche sport indoor, come la pallacanestro o il basket, che i rigori dell'inverno. Ho come l'impressione che dopo il crollo del Palazzetto dello Sport che svettava di fianco allo Stadio di San Siro, avvenuto nel 1985 (26 anni fa) la Fidal Lombardia non abbia mai perseguito con serietà questo obiettivo. 15.000 tesserati, più di 800 società e nemmeno un palazzetto per l'attività invernale. C'è chi dice: sì, ma la maggior parte dei tesserati sono runners stradaioli. Non importa! La visibilità dell'atletica è data sempre dalla pista: quella è la sua vetrina e il suo luogo naturale.
Il CRL non ha intessuto i giusti rapporti con le amministrazioni locali: il caso Urgnano è uno scandalo senza precedenti. L'offerta della pista di Genova (poi passata per Torino) è il secondo scandalo: nonostante i miliardi di metri cubi di capannoni inutilizzati su tutto il territorio regionale per via della crisi, nessun comitato provinciale e quello regionale ha trovato un solo buco dove infilarcela. Pensare che fino a 10 anni fa si correva a Castellanza che era un capannone della prima rivoluzione industriale della fine del XIX secolo: ma evidentemente allora qualcuno credeva ancora che l'attività indoor fosse necessaria, non succursale, a questo sport. E dov'era "stoccata" a Lodi? Ve lo ricordate? Cos'era quel posto, un mulino? Tutto questo per dire una semplice cosa: i buchi, le stamberghe, i loculi, le catacombe, i postriboli per piazzare una pista in Lombardia ci sono. Altrochè.
La realtà è che La Fidal Lombardia non ha mai voluto impegnarsi davvero per trovare una pista indoor. Poi non ha voluto impegnarsi nel lungo periodo (leggi: mutui) perchè i mutui durano più dei mandati federali non lasciando quindi spazio alle politiche di piccolo cabotaggio. Meglio vivere alla giornata distribuendo risorse a pioggia, che pensare di far del bene a tutto il mondo dell'atletica negli anni a venire. E costoro vengono pure eletti con scadenza quadriennale grazie alla legge "porcellum" che attribuisce a 3 o 4 società tutto il peso dell'elezione, tagliando fuori almeno centinaia di piccole società.
Così per contrasto allo status quo imperante, che è anche espressione di quelle tre o quattro società lombarde (non bastasse l'effetto nefasto sull'atletica nazionale) c'è chi cerca di reagire alla mummificazione delle menti e delle conseguenti iniziative: così se la montagna non va da Maometto, Maometto è andato alla Montagna. Tutto questo è avvenuto grazie a Igor Crispi, ottimo allenatore e nel recente passato atleta master di primo piano (un velocista, lunghista) che un tempo correva per l'Atletica Rovellasca. Vista l'assenza di gare indoor in Lombardia, ha pensato insieme agli amici dell'Atletica Lecco, di organizzare un pullman che andasse laddove le gare indoor non solo ci sono (in Svizzera) ma che addirittura sono organizzate in un modo che qui in Italia ci sogniamo. Dovrebbe essere questo il terzo anno che Igor organizza questa trasferta verso Magglingen (per me è la seconda volta che partecipo), dove si tengono una serie di meeting internazionali... open. Ebbene, l'anno scorso gli atleti furono circa 25. Quest'anno, attraverso il passa-parola e gli entusiastici report dell'anno prima, si è rischiato di viaggiare in piedi: 50 persone, provenienti da 12 società lombarde. Un pullman completato in ogni singolo posto (qualcuno è dovuto salire in auto fino al palazzetto). I due giorni di pernotto nella Scuola dello Sport di Magglingen, che è come un albergo a 3 stelle, e soprattutto spese contenutissime nonostante si parli di Svizzera. Un'esperienza unica, anche per il palcoscenico cui possono godere gli atleti. Non ci sono giudici invadenti, arroganti, urlanti, maleducati: i giudici li vedete solo in pista! Questo è anche frutto di un cultura sportiva superiore (pensate: stavo mandando un sms nel dopo-gara dallo spazio delle panchine contenute all'interno della pista. Mi si è avvicinato un signore, e mi ha fatto capire che il telefono si usa fuori dalla pista... sono d'accordo! Ho fatto cenno di sì, e ho riposto il mio cellulare. La sacralità dello sport negli spazi consacrati dove tutti devono portare rispetto). E nel rispetto di questi spazi, gli allenatori non entrano in pista... mai, anche se è tutto open-space, in special modo verso le tribune. L'atleta deve solo mettere una crocetta su un tabellone a fianco del proprio nome, quando si presenta. E così conferma la propria iscrizione. Poi, su un portale a fianco pista, l'organizzazione attacca le serie e le corsie, senza le resse italiantipiche (con i giudici che fanno le grida). Altra crocetta. Sotto le liste appese c'è un tavolino con i numeretti adesivi: ognuno si prende quello relativo alla propria corsia. E poi si aspetta la propria corsa, senza aver visto organizzatori, giudici, soggetti sinistri. Hanno educato gli atleti ad essere autosufficienti fino allo schieramento dietro i blocchi: qui i giudici fanno l'unico appello, giusto perchè le corsie siano giuste e si parte. Chi c'è c'è, chi non c'è... si sveglia per la volta successiva. Ma vi assicuro che tutto fila liscio come l'olio. E i tempi di reazione sui blocchi? In quante gare nella vostra vita avete avuto questa chicca? Perfetto, tutto.
Ma sapete qual'è il vero segnale? Che tutto questo è avvenuto nel weekend dei Campionati Regionali Indoor, cioè quella cosa lì che organizzano nel dorato palazzetto di Saronno (che è l'ennesimo tunnel) dove naturalmente non sono possibili gare superiori ai 60 metri. A prendere la strada per il Canton Berna, tra l'altro, non sono stati atleti del quarto mondo sportivo (come il sottoscritto) ma moltissimi atleti che avrebbero vinto o sarebbero arrivati sul podio dei suddetti regionali lombardi. Uno smacco, un segnale, anche se a Igor Crispi, son sicuro, non gli sarebbe importato nulla mandare messaggi alla Fidal Lombardia. La cosa importante, e qui il Comitato Regionale è assolutamente sordo, è mettere gli atleti al centro della propria attenzione. Gli atleti, non i Dirigenti, ne i Fiduciari Tecnici, nè gli allenatori, sono il motore di questo sport. A loro va regalata la centralità di ogni decisione. Spero che l'esperimento di Igor vada avanti acquisendo sempre più consensi. L'anno prossimo due pullman, magari. Prima o poi qualcuno, quando anche nella ricca Lombardia, ci si troverà con quattro gatti ai regionali, si chiederà se gli atleti lombardi meritano davvero questi dirigenti e questi fiduciari. Mi appello alla loro intelligenza: basta, arrivate fino a fine mandato e poi seguite le vostre società lasciando spazio ai giovani (se non nella carta d'identità, nelle scelte), a chi non pensa a sè stesso nè alle proprie società di provenienza. 

30/09/09

L'incredibile ottusità della Fidal Lombardia sui master: campionati master chiusi!

Io, in tempi non sospetti, ci avevo già visto lungo. L'attuale governo della Fidal Lombardia è esattamente la traslazione di quello che succede a livello nazionale. Probabilmente è un fallimento la loro rielezione e molto più probabilmente una scelta condivisa da pochi ma "buoni" in termini di voti. Partendo dal fatto che il 75/85% degli eletti scaldava gli scranni di Via Piranesi (per periodi diversi) da oltre 20 anni (ma se i governi sono "illuminati" ben vengano i "vecchi signori dell'Atletica"... ma non è questo il nostro caso, ve lo assicuro), avevo posto l'attenzione su un fatto: il nuovo governo-Fidal Lombardia si sarebbe rivelato un pericoloso ritorno al passato. Burocrazia esasperata, gerontocrazia, silenzi, l'organizzazione (la Fidal) super omnia anche e soprattutto sopra le necessità degli atleti: tutto il resto del mondo dell'atletica composto da vassalli, valvassini e valvassori. Quell'arroganza "sportiva" già evidenzata in mondo-visione da sua Maestà il Presidente Federale e tipica di chi evidentemente si è dimenticato cosa ci sta a fare su quegli scranni e altrettanto tipica di chi invece deve fare il censore, il giudice, il demiurgo, il capo. Il predecessore, Alessandro Castelli, se non altro ci aveva messo un paio di volte la faccia, scusandosi pubblicamente di alcuni disguidi avvenuti durante il suo mandato. Un signore. Poi naturalmente è assurto alla Fidal Nazionale. Ma questa è un'altra storia.
Ma poi, scusatemi gentili lettori, di cosa stiamo parlando? I più grandi elettori di Arese sono anche i più grandi elettori dei Consigli della Fidal Lombardia (sapete, no, come funziona? Ci sono quattro/cinque società in Lombardia che governano in barba alle restanti 1000 grazie ad un sistema elettorale che le sovrastima, decuplicando il loro peso politico a discapito di chi i ragazzini invece se li va a cercare nelle scuole e negli oratori di provincia...): e secondo voi poteva essere un mandato Fidal in Lombardia diverso da quello "arcinotamente" fallimentare di Arese visto che hanno le medesime radici? Io dico di no. Cosa Loro.
  • Leggi l'intero infuocato articolo.
E così le necessità degli atleti passano nettamente in secondo piano. Ma che dico in "secondo piano"? Non vengono nemmeno prese in considerazione e vengono considerati dei veri e propri fastidi. L'ultimo fastidio per la Fidal Lombardia in ordine di tempo saranno i Campionati Regionali Master di Mariano Comense. Ebbene, la gara non sarà OPEN nonostante in diversi abbiano chiesto questa opportunità. Nessun atleta non-lombardo potrà parteciparvi. Per la serie "quando l'ottusità prevarica anche le norme", visto che attraverso un nulla-osta dal C.R. di appartenenza e successivo avvallo C.R.L. il regolamento consentirebbe la partecipazione degli atleti fuori regione. Ma troppo fastidio sarebbe stato accettare i master da fuori regione. L'importante per la Fidal Lombardia è l'organizzazione della gara: se poi non c'è nessuno, chisseneffrega. Il 2009 dei master lo ha già dimostrato più volte. Un'opportunità per tutto il mondo master del Nord di riunirsi buttato via, mentre è proprio questo che vogliono i master: gareggiare insieme.
Altri avevano chiesto l'inserimento di una gara, i 200hs, che invece visto che non era prevista dal programma, ASSOLUTAMENTE non vedrà la luce (anche se a livello nazionale di società la gara è diventata ufficiale a tutti gli effetti e trova il favore della maggior parte degli ostacolisti). Addirittura i 2000 siepi femminili non sono stati inseriti (ma quelli DOVEVANO inserirli). Sapete cosa rispondono questi signori? Che il programma è a disposizione da febbrario, e che bisognava rendergliene conto prima di eventuali errori. Come se il mondo dei contribuenti dell'atletica dovesse sovrintendere all'operato della Fidal. O come se i cittadini dovessero controllare l'operato della Polizia. Ma se è la Fidal stessa a prendere le distanze dai propri tesserati!
Ribatto
: ma come?? Proprio perchè il programma è a disposizione da febbrario, LORO avrebbero dovuto riparare ai propri errori e: 1- riparare al danno dei 2000 siepi; 2- rendere la gara open, così come per altre realtà regionali evidentemente più illuminate e così come la logica di "partecipazione" dei master imporrebbe; 3- ascoltare i consigli della base, che invece viene sbeffeggiata. Questi signori si assumono la responsabilità di dialogare con il mondo degli atleti col solo candidarsi mentre poi pretendono che la loro mancanza di professionalità su aspetti come il calendario o le necessità degli atleti (cioè il senso stesso del loro esistere come cariche federali!!) vengano corretti da chi PAGANDO UNA TESSERA O UN'AFFILIAZIONE PER UN SERVIZIO CHE LA FIDAL DOVREBBE FORNIRE, SI VEDE INVECE CONSEGNATE PRESTAZIONI NON ALL'ALTEZZA senza neppure possibilità di intervento.
Ora, credetemi: l'incredibile ottusità della Fidal Lombardia, non è tanto negli errori formali presenti nel calendario, quando nella graniticità di non ascoltare chi chiede di cambiare le cose in corso d'opera, giorni primi dell'evento (non il giorno stesso della gara!). Cioè rendere i Regionali "Open" ed inserire le gare mancanti. L'ha fatto Eddy Ottoz in Val D'Aosta/Piemonte meno di un mese fa, ma evidentemente le persone che amano veramente l'atletica si sono rifiugiate dopo Pont Saint Martin. Qui in Padania vige la legge che la Fidal è più forte e gli atleti non valgono un'emerita cippa. Mi viene in mente che Collio invece riesce a stravolgere in una sola riunione (quella di Rieti) ben due volte il programma della manifestazione facendosi inserire due serie dei 100. Mi chiedo: quella intellighenzia Fidal Lombardia in area-Pro Sesto che va a dire "no" a che vengano apportate modifiche ai regionali master, ha poi ripreso il proprio Collio (che nei risultati sul sigma spesso appare con la società d'origine in calce alla FFGG) per quello che fa e chiede e che esula dalle regole (tralasciamo qui il "durante")? O è più bello dettare le regole, sapendo che rispettarle e farle rispettare sono aspetti di un conto separato?
Ettore Brolo con molta (troppa) onestà intellettuale si è assunto tutta la responsabilità di quanto successo. Per me lui è solo una vittima: forse la prima. Al suo primo mandato, e solo dopo pochi giorni dall'insediamento, non poteva di certo sapere come funzionassero i meccanismi di creazione dei calendari regionali. Altri sopra di lui che evidentemente hanno l'arroganza di non farsi da parte (e sono lì sopra da oltre trent'anni!) quando è chiaro che per loro l'atletica dei praticanti e di chi la vuole praticare non conta nulla, probabilmente lo hanno bloccato. Caro Ettore, continui a dire che hai bisogno di tempo per capire i meccanismi e poterti muovere meglio come responsabile dell'Area Master in Lombardia. Vuoi un consiglio? Sii genuino come adesso e mettici un pizzico di ingenuità se riesci, ma non farti coinvolgere da questi meccanismi di mala-atletica che per quanto mi riguarda sono ad uno stadio terminale. Lotta per i master, e ci avrai tutti al tuo fianco e non per preservare lo status quo di questo apparato burocratico che nulla ha a che spartire con l'atletica leggera e coi master. E tutto per un inghippo burocratico, nemmeno i regionali master lombardi fossero una seduta plenaria dell'ONU.
Questa è l'atletica in Lombardia: un potentato di interessi (a base oligarchica... i nomi delle 4/5 società ve le faccio in privato). Una volta c'era un bel giornalino, tante iniziative: oggi l'unica cosa positiva dal mio punto di vista è Giuliana Cassani e le news che inserisce giornalmente. Poi Ettore Brolo che si dà da fare ma che deve rispondere ai vari capetti fossilizzati sulle loro cadreghine. Mi incazzo parecchio perchè so che quest'anno ho versato 6/700 € euro per tesseramenti ed affiliazioni e non so in che razza di mani sono finiti, visto che veniamo trattati alla stregua di un fastidio e quanto versato non ha mai un riscontro in termini di servizi.
Cari rappresentanti della Fidal Lombardia, quando vi pagate le diarie, le trasferte, le iniziative, pensate solo per un attimo che un pò di quel denaro viene anche da società che per fare attività si svenano e non ha l'ombra di un quattrino. Dovreste vergognatevi solo per questo.
Concludo: prometto un assegno di 300 € che darò di TASCA MIA alla società organizzatrice dei Campionati Regionali Master (l'ASD Mariano Comense) se sabato pomeriggio ci mette un 200hs OPEN. In barba alla gerontocrazia della Fidal Lombardia. Nelle prossime ore invio la richiesta al Sig. Cariboni, responsabile della società comense (qualcuno ha la mail?).

25/07/09

IL Duca: l'Atletica a chi ama l'atletica

Vi è stata, nel corso degli ultimi giorni, una legittima e vibrata protesta da parte dell’editore di questo sito in merito all’assurda introduzione di minimi proibitivi, per gli atleti master, ai campionati regionali lombardi assoluti.
Non posso quindi esimermi dal prendere spunto da tale vicenda per un approfondimento in merito che cercherà, pero’, di andare ben oltre questo singolo episodio.
Cerchiamo dunque di entrare nel dettaglio della questione, riportando gli ormai famigerati minimi imposti esclusivamente agli atleti master, dalla Fidal Lombardia.

GARA

MASTER UOMINI

MASTER DONNE





100

12.10 555

14.00 550

200

24.50 563

30.00 480

400

58.00 480

1.07.00 519

800

2.11.00 450

2.50.00 426

1.500

4.35.00 460

5.15.00 619

5.000

17.10.00 475

19.20.00 692

Lungo

5.80 640

4.65 569

Il primo dato che appare evidente è come tali tempi siano stati buttati a casaccio, senza nessuna logica. Ho posto a fianco, in rosso, i corrispondenti punteggi tecnici e ciò che emerge lo lascio valutare ad ogni singolo lettore. Il secondo aspetto, quello sicuramente più clamoroso ed iniquo, è che un atleta senior (con costi di iscrizione federale e accesso alle strutture sportive minori rispetto ad un atleta master) possa partecipare ad una manifestazione, giustamente ritenuta prestigiosa, con qualsiasi tempo, immaginate un 200 metrista di 25 anni che faccia 26,90 e ce ne sono, mentre un atleta di 50 anni che, con un duro allenamento, arriva a correre 25,50, non possa partecipare.
Ma c’è anche un lato comico, vale a dire che tali minimi valevano solo per talune gare quindi un atleta master, non in possesso del minimo dei 100 metri,ad esempio, ma dotato di grande spirito agonistico ed anche un po’ dispettoso, avrebbe potuto cimentarsi nei 3000 siepi, magari correndoli in piu’ di mezzora con buona pace degli organizzatori. Ma allora, visto che bastava pensarci un attimo e non poteva che apparire a chiunque il non senso di tale disposizione, la domanda che mi pongo è dunque una sola.
Perché si è giunti ad una simile decisione?
La risposta, purtroppo, è semplicissima. L’atletica italiana è in mano, ormai da tantissimo tempo, a gente immobile ed ottusa che fa le cose senza pensare alle cose che fa. Cio’ si ripercuote innanzitutto sui giovani che, a dispetto dei vari progetti talenti, vengono trattati come numeri e spesso portati a cambiare sport perché non adeguamente supportati e incentivati. Mi scuso, tra l’altro, per non aver ancora menzionato, sempre nell’ambito del regolamento dei campionati regionali assoluti, l’ancor piu’ assurda regola che gli allievi avrebbero potuto partecipare solo se in possesso del minimo dei campionati italiani assoluti( vale a dire nessuno)
Come logica conseguenza, l’Italia dell’atletica è un’entità allo sbando, totalmente surclassata da nazioni che hanno un decimo ed anche meno della sua popolazione, travolta dall’immobilismo di persone che pensano solo al proprio orticello e che stanno distruggendo il piu’ bello sport del mondo. Chi ama l’atletica veramente non puo’ e non deve accettare tutto questo. I minimi per i master ad una campionato regionale assoluto lombardo sono ovviamente una goccia d’acqua nell’oceano, ma sono l’ennesima dimostrazione di come siamo governati da gente che non sa nemmeno come si scrivono le parole “passione ed amore” per questo sport meraviglioso.
Si puo’ fare qualcosa?
Si deve fare qualcosa, io ci credo ma credo anche che non si possa solo continuare a lamentarsi e criticare questo o quel comportamento della Fidal e dei suoi comitati regionali. Bisogna agire, muoversi in tanti ed uniti per ridare l’atletica alle persone che amano veramente l’atletica. Questo è il primo sassolino, proviamo a farlo diventare una valanga.
Il Duca

21/07/09

La classifica AGC di Cinisello

MISCELLANEA
CINISELLO 2009
AGC RISULTATO SPEC ATLETA CAT
94,73 57"16 400HS PERONI FREDERIC M45
93,91 5'02"25 1500 LORENZONI MARIA F50
93,74 11"17 100 BOGGIONI MARCO M40
92,47 2'01"45 800 ROMEO GIUSEPPE M45
91,8 11"95 100 TORTU SALVINO M50
90,41 50"70 400 BARCELLA EDGARDO M35
90,26 11"92 100 D'ORO GIANCARLO M45
89,48 1'54"39 800 CAGGIANELLI GIUSEPPE M35
89,32 24"38 200 PERONI FREDERIC M45
89,16 53"29 400 BERTACCINI PAOLO M40
89,11 4'28"93 1500 CASELLA SILVIA F35
88,93 24"21 200 GIACOMANTONIO MARCO M40
88,93 24"13 200 BERTACCINI PAOLO M40
88,7 55"84 400 VISMARA CARLO M50
87,74 11"69 100 GIACOMANTONIO MARCO M40
87,54 12"13 100 TRUZZI ANDREA M45
87,14 14'47"58 5000 ZUGNONI GRAZIANO M35
87,02 17'51"83 5000 CLERICI CRISTINA F40
86,86 2'11"69 800 CERINI MARA F35
86,06 11'37"17 3000ST PEZZOTTI MONICA F35
85,99 52"91 400 SGUERA COSIMO M35
85,89 2'01"47 800 SGUERA COSIMO M35
85,84 51"85 400 SARCUNO ENRICO M35
84,87 11"66 100 MACCECCHINI MARCO M35
84,44 4'19"88 1500 FONTANA EDOARDO M40
84,44 4'22"65 1500 BELLENZIER DANIELE M35
84,26 4'58"02 1500 AVIGO LAURA F40
81,92 2'09"86 800 FONTANA EDOARDO M40
81,01 55"34 400 PRESTI DANILO M35
80,45 49'31"5 10 KM M RONCHI MAURO M40
79,86 18'25"65 5000 IANNICELLI ANTONELLA F35
79,68 57"10 400 PISTILLO MAURIZIO M35
79,46 4'25"22 1500 DACOMO ALESSANDRO M35
79,36 18'38"98 5000 VIOLA SIMONE F35
79,2 59"14 400 GRASSI SILVIO M40
79,2 16'59"02 5000 FACCIOLO VALERIO M40
76,8 16'53"08 5000 RIU LUCA M35
71,68 18'20"99 5000 SALVATORE ENZO M40
66,44 3,60 ASTA BOLTHER ACHILLE M40
65,08 3,80 ASTA CALANDRINA ANDREA M35
52,26 47,84 GIAVELLOTTO REDAELLI LUCA M35
51,85 11,86 PESO ODDONE ALBERTO M35
41,95 31,01 DISCO DOSSENA STEFANO M35

Regionali Lombardia: 43 atleti over-35. Peroni vicino al record italiano dei 400hs m45

I contestatissimi Campionati Regionali Lombardi, si conclusi da un paio di giorni. Leggendo sul forum di Atleticanet, sono poi venuto a scoprire che il medesimo trattamento riservato ai master lombardi è stato riservato ai poveri master laziali, con risultati alla fine davvero deludenti in termini di partecipazione. A questo punto, come dice qualcuno, a pensar mal talvolta ci s'azzecca: il completo inattivismo sul fronte del mondo over-35 continua (sopo passati ormai 8 mesi dalle elezioni degli attuali/riconfermati organi federali a tutti i livelli) e, a parte qualche rara eccezione (come il Grand-Prix master di Brescia) tutto scorre come prima. Panta Rei. Da parte mia continuo a guardare i siti dei master degli altri paesi europei, con un pò di disillusione: incontri internazionali fra nazionali master, siti federali dedicati SOLO ai master (non una serie di link inutili), classifiche, ranking, foto... in Italia nulla. Ma i danè versati dai master (come le iscrizioni ai vari campionati italiani: 4 euro contro i 2 degli assoluti su un numero di partecipanti dieci volte superiore) dove vanno a finire? Misteri.
L'epurazione ai Campionati Regionali assoluti di Cinisello Balsamo dell'ultimo weekend ha portato ai nastri di partenza 43 atleti over-35. Di questi solo 20 tesserati come Master (a fronte ad una popolazione master lombarda costituita da diverse migliaia di praticanti). Se poi ci aggiungete che 4/5 atleti hanno doppiato, il numero scende notevolmente. Operazione "epurazione" riuscita! Il fatto di tenere i Campionati su un impianto a 6 corsie, del resto, doveva essere un indizio che non abbiamo raccolto per tempo. Anche se a dire il vero qualcuno (soprattutto senior) ha barato sui tempi di iscrizione: arriveranno le tante minacciate sanzioni adesso? Aspettiamo e vediamo.
Ma entriamo negli aspetti tecnici. Innanzi tutto Frederic Peroni, M45, capace di avvicinarsi quanto mai prima d'ora al record di categoria dei 400hs (57"16 contro il 57"02 ottenuto nel 2007 da Dario Gasparo. La sua prestazione è anche la migliore in termini di AGC : 94,73 (a tal proposito c'è un link con tutti i 43 risultati in AGC). Non delude ancora una volta Maria Lorenzoni F50, miglior atleta al femminile con il 5'02"25 ottenuto nei 1500. Ancora 9 secondi al record del 2002 della Egger: davvero difficile, ma non impossibile. Marco Boggioni (M40) si dimostra ancora una volta in "palla": 11"17 a 43 anni. Il mondo della velocità italiano maschile è proprio in salute, soprattutto nelle categorie 40/45. Negli 800 l'M45 Giuseppe Romeo si stabilizza su prestazioni di assoluto valore (2'01"45) sempre molto vicino al suo record nazionale di poco inferiore ai 2'. Torna alle gare Edgardo Barcella, siglando uno dei migliori tempi dell'anno come M35 nei 400: 50"70. Un ottimo viatico per Lahti. Un pò sottotono Giancarlo D'Oro (11"92) rispetto all'ultima sfolgorante prestazione (anche se ventosa) di Donnas. Deve probabilmente ricaricare le pile. Stesso discorso per Salvino Tortu, autore di una serie impressionante di gare in giro per la Lombardia. Personalmente mi ha impressionato il 1'54"39 di Giuseppe Caggianelli negli 800 (M35). Prestazione davvero notevole a 36 anni. In termini assoluti però i migliori risultati li hanno ottenuti nel mezzofondo femminile ad iniziare da Mara Cerini (F35) che con 2'11"69 sugli 800 ha ottenuto il minimo per i campionati italiani assoluti, laurenandosi campionessa regionale assoluta. E che dire del 4'28"93 sui 1500 di Silvia Casella, classe '72? Di lei mi ero colpevolmente dimenticato parlando del panorama nazionale degli 800 F35 (che ho definito il più competivo e tecnico del mondo over-35 femminile): avevo citato Artuso, Spuri, Baggiolini, Cerini, Tiselli ma non Casella... male! Tutte potrebbero partecipare agli italiani assoluti! In quale altra specialità del mondo master italiano ci sono così tanti atleti in odore di "minimo"? Concludo: in alcune gare di mezzofondo ai Regionali di Cinisello, se non ci fossero stati over-35, ci sarebbe stato un solo atleta... domani sull'argomento si esprimerà per la prima volta Il Duca.

15/07/09

Il pugno di ferro della Fidal Lombardia sull'atletica regionale

Non ce la faccio, ragazzi. Sono impegnato, mio malgrado e nel nome della passione per questo aspetto marginale della vita che è l'atletica, a compilare TASSATIVAMENTE entro le ore 24:00 di stanotte la lista dei proscritti della mia piccola società che avranno l'incredibile privilegio di gareggiare ai Giochi Universali dell'Atletica Leggera di Cinisello Balsamo, alias i Campionati Regionali Lombardi edizione 2009, quella della mia personale indignazione. A proposito: ad ora la Fidal Lombardia ha scelto la strada del silenzio sulla spinosa questione dei minimi imposti ai master e all'azzeramento della presenza degli Allievi. Tutto cià contrariamente alla filosfia gestionale e alla signorilità del passato Presidente, Alessandro Castelli, che ammetteva anche pubblicamente i propri errori, ma soprattutto SI ESPRIMEVA (sempre!) scegliendo la strada del dialogo a quella del sovietico silenzio. Ma questo è il marchio di fabbrica: poca trasparenza (esistono dei verbali di questi fantomatici consigli dove capire se qualcuno degli eletti stia facendo qualcosa a favore di tutta la categoria di atleti?) nella consapevolezza che "passata la festa... gabbato lo santo" e tutto verrà dimenticato e si potrà continuare come se nulla fosse. Mi pento quasi-quasi di aver attaccato in qualche circostanza l'ex Presidente del Cus Milano e soprattutto mi rendo conto che alla fine anche lui era vittima di qualcun'altro. La politica... Del resto non riesco ancora a spiegarmi, a distanza di qualche mese dalle elezioni Fidal effettuate a tutti i livelli, di come mai molti personaggi dell'atletica lombarda si ritengano a tal punto indispensabili da dover continuamente ricandidarsi. Magari intimamente si ritengono assolutamente fondamentali, e magari la politica da loro adottata negli anni '80 la ritengono ancora vincente. Molto meno prosaicamente e con un moto di personale rassegnazione, la "politica" e le sue derive, rimangono il segno distintivo dell'essere umano: politica intesa come perorazione dell'interesse di qualche gruppo sociale, che nell'atletica italiana è incarnato da una manciata di grandi società civili che in un impeto di delirio di collettiva onnipotenza iniziata nel dicembre 2007 con la modifica ai c.d.s. assoluti (fuori le squadre militari, dentro gli allievi... e quindi fuori anche tutte le società che non hanno gli allievi nei loro ranghi) ci stanno portando all'azzeramento sportivo e morale. Faccio della dietrologia spicciola: secondo me (magari mi sbaglierò) questa dei c.d.s. è stata la moneta di scambio per rieleggere gli attuali vertici federali, stante un sistema di voto che premia in maniera antidemocratica solo alcune società. L'atletica è comunque ormai uno sport di nicchia soverchiato da decine di altri sport più "mediatici"; le scuole l'hanno quasi completamente abbandonata. I vertici non sembrano per nulla interessati a divulgare l'atletica se non a proclami.
Ma torniamo ai Campionati Regionali Indiduali: atteso che non verranno accettate le iscrizioni sul campo-gara (e ci stà, per carità), l'opulenta Fidal Lombardia invece di far partire un servizio di iscrizione on-line (come ormai da anni si permette di fare l'organizzazione del Meeting Via col vento di Donnas) in cui compilare un form sul sito (ma come? Viene imposto l'utilizzo del sistema on-line alle società per i tesseramenti, i rinnovi, le affiliazioni ma quando si tratta di predisporre un SERVIZIO per chi contribuisce con i propri denari, ci si dimentica completamente di loro?), e si limita a predisporre un modulo da compilare a casa con calma e da spedire via fax o via mail. Mah.
Ma non è questo il casus belli di oggi: è una frasetta che compare al termine del capitolo dedicato alle ISCRIZIONI all'interno del dispositivo dei Campionati Regionali. La stessa recita testualmente "qualora venisse accertata una dichiarazione non veritiera della prestazione (con la quale ci si è iscritti, n.d.r.) l'atleta interessato sarà deferito ai competenti ogani federali di disciplina". Si è passati addirittura alla minaccia!!! Mi permetto di annotare che la "diffida" evocata dalla volontà di giustizialismo in salsa-atletica del dispositivo non potrebbe nemmeno essere normativamente invocata, stante la necessaria "recidiva" del fatto considerato lesivo. Ma lasciamo perdere.
Più vado avanti nella lettura di questo dispositivo più rimango esterrefatto e indignato. Secondo il mio modesto avviso siamo di fronte ad una disposizione applicabile solo nel caso in cui in una specialità si tengano batterie e finali. Tutti lo sappiamo: esiste una regola non scritta sui tempi di iscrizione. Inutile prendersi in giro. Si inserisce (e si è sempre inserito) il tempo "presunto", giusto o sbagliato che fosse. E bene o male, NESSUNO (salvo qualche ridicola eccezione subito risolta da chi controlla i moduli di iscrizione) ha mai messo tempi o misure di molto differenti da quelli che poi avrebbe ottenuto in gara. La rigidità su questo aspetto (problema materializzatosi nella sua pienezza ai Campionati Italiani Master) rischia di rendere squilibrate molte gare!! Molti atleti non hanno tempi (vuoi per infortuni, o anche solo per il fatto che non si erano cimentati nel 2009 in quella specialità) pur valendo molto meno del "senza tempo" che li relegherebbe nelle ultime serie. Ergo: era forse meglio tacere su questo punto, piuttosto che minacciare i malcapitati atleti di sanzioni.
Concludo: ma da dove deriva tutta questa cattiveria, rigidità, estremo formalismo nei confronti degli atleti lombardi? Ma siete proprio sicuri che state lavorando per fornire un servizio all'atletica lombarda?
Io ne dubito e rimango profondamente indignato.

14/07/09

Storica decisione ai Regionali Lombardi: fuori Allievi e Master!!

Da quando ho fatto il mio ingresso nel mondo master, ho sempre creduto che l'unica cosa che lo differenziasse dal mondo "assoluto" fosse l'età e il tipo di tesseramento. "Il cronometro è uguale per tutti", parafrasando la frase che appare nelle aule dei tribunali, dietro al giudice... sotto il crocefisso. Ma ci pensate se Linford Christie, allora virtuale M35, avvesse convissuto con l'attuale filosofia di ghettizzazione del mondo master? Non l'avrebbero mandato alle Olimpiadi e gli avrebbero detto che c'erano i Regionali di categoria a Besana Brianza. Così ogni volta che vedo "limitazioni" alla partecipazione della categoria dei master (e non solo), la cosa mi mette dubbi sulla liceità "morale" di tali provvedimenti e porta ad interrogarmi sulle ragioni. L'ultima che mi ha fatto davvero indignare, è quella (limitazione) che hanno posto ai Campionati Regionali Assoluti della Lombardia di Cinisello Balsamo (non Seul, nè Barcellona, nè Atlanta, nè Sydney, nè Atene, nè Pechino), "quelli" della Fidal Lombardia. Comprendendo appieno il problema che può essersi posto agli organizzatori di "accorciare" temporalmente quello che era il programma gare (ma nessuno gliel'ho detto...), tagliando sul numero di atleti partecipanti (ma se ci sono problematiche che esulano l'organizzione, non penso che possono riverberarsi sugli atleti! E poi: perchè non si utilizza MAI la domenica mattina?) nella regione italiana con più tesserati, francamente non si comprende come mai a doverne fare le spese debbano essere per forza i master (...e gli Allievi, vittime di un'azzeramento con un provvedimento che ha dell'incredibile... per partecipare ai Campionati Regionali della Lombardia devono aver fatto il minimo per i Campionati Italiani Assoluti!!! Semplicemente pazzesco!). Infatti, il CRL ha introdotto minimi di partecipazione riservati ai Master e agli Allievi, spazzandoli via tutti (è il primo anno da che frequento l'atletica lombarda, ormai 20 anni, che viene adottato un provvedimento limitativo alla partecipazione... allucinante) intraprendendo una strada davvero pericolosa di limitazione della proposta sportiva. Pensate, per fare un esempio, nei 100 metri viene imposto ai malcapitati master lombardi il limite di 12"10: secondo le classifiche on-line del sito ufficiale Lombardo, solo 7 atleti over-35 hanno corso nel 2009 in meno di quel risultato. Di fatto oltre gli M45 non si va. E che dire del salto in lungo? SOLO 2 ATLETI HANNO IL MINIMO!! Una vera e propria "epurazione" in grande stile. Per contro tutti gli altri tesserati come "assoluti" potrebbero correre anche in 20"00 e saltare 2,00 metri in lungo per poter partecipare: ma a voi non viene un moto di rabbia davanti ad un'ingiustizia del genere!! Il tesseramento come "Master", lo ricordo a chi non lo sapesse, è di fatto una vera e propria imposizione d'autorità alle società con tesserati over-35, perpetrato da parte della Fidal: chi non lo facesse non potrebbe cimentarsi nelle staffette ai Campionati Italiani Master e non potrebbe partecipare ai c.d.s. master. Tutto il resto dell'attività la potrebbe fare, come assoluto: non cambia assolutamente nulla. Una vera e propria aberrazione quindi che dopo il prelievo forzoso del tesseramento come "master" (che costa più di quello da assoluto in Lombardia) effettuato proprio ed esclusivamente per poter correre una staffetta in un anno e partecipare ai c.d.s. master, la Fidal Lombardia ci toglie anche la possibilità di partecipare al più grande evento regionale dell'anno... Diverso il discorso degli Allievi, praticamente azzerati anche se da che mondo e mondo DEVONO poter partecipare ad un campionato regionale individuale: ci manca solo che venga a loro imposta la partecipazione ai Campionati di Società Master solo perchè domani, qualche sonnacchioso consigliere Nazionale, alzandosi con le palle girate, gli è andato di fare così. La Fidal dimostra ancora una volta di vivere ripiegata su sè stessa, sulla propria burocrazia, sui propri problemi che sono evidentemente più grandi del motivo e della missione per cui chi la compone dovrebbe lavorare: favorire la partecipazione sia orizzontale (nel numero) che verticale (nelle categorie). Se il discorso che portano avanti è quello che Master e Allievi hanno i loro campionati, abbiano il coraggio di andare fino in fondo ed adottare la stessa tecnica suicida con gli junior e le promesse: si faccia il campionato regionale individuale "senior" e si abbandoni quello "assoluto" ("assoluto" appunto, che vuol dire che riguarda TUTTI) allora sì vedremmo quanti atleti della categoria senior in Lombardia fanno attività su pista... paura, eh? meglio di no, eh?
Giudicate voi, perchè queste cose mi fanno davvero incazzare. Rivolgo così un appello pubblico ad Ettore Brolo, amministratore di una delle più gloriose società master (l'atletica Ambrosiana) nel suo ruolo di consigliere responsabile dell'Area Master presso la Fidal Lombardia: se si vogliono imporre dei limiti, O A TUTTI O A NESSUNO. E non ci si venga a dire che i master hanno i loro campionati, sarebbe ulteriormente mortificante.

09/07/09

Tanto tuonò che piovve: Salvino Tortu si appropria del record dei 100 M50

(nella foto, Salvino Tortu a sinistra in 8^ corsia a Lubiana impegnato nelle batterie dei 200 agli Europei Master 2008) - Dopo l'insorgere di alcune questioni legate al record dei 100 M50 e ad un risultato di Antonio Rossi ottenuto nel 2000 a Perugia e di cui probabilmente i competenti organi Fidal non avevano trasmesso il risultato (sembra un 11"88, così come riportato dagli amici umbri), e dopo il reiterato 11"89 ottenuto da Salvino Tortu nelle scorse settimane, finalmente è arrivata una simil-spada alessandrina a districare il nodo gordiano creatosi negli ultimi tempi. E' così che nel meeting di Rovellasca (incipit di un trittico di gare infrasettimanali ormai tradizionale appuntamento di luglio in Lombardia) l'atleta della Besanese ha visto bene di correre in 11"85 (vento +0,5), appropriandosi così della MPI elettrica di categoria (record manuale fissato a 11"5 dalla solita icona Antonio Rossi). Distinguo canonici: Salvino ha ancora 49 anni: a livello internazionale i record valgono solo ad età compiuta, a livello nazionale ad anno acquisito.
Sempre a Rovellasca (in fondo il link ai migliori risultati dei master... direi un 85% dei risultati trasformati in AGC), dopo il 92,65% di Tortu, segnalo il 92,04 AGC (M45) del suo delfino Giancarlo D'Oro (ottenuto correndo i 100 in 11"69). Aldo Del Rio (M60) ha corso i 400 in 60"54, avvicinandosi alla barriera del minuto nonostante qualche problema fisico incontrato durante la stagione e che non gli ha permesso di esprimersi agli altissimi livelli degli scorsi anni. Frederic Peroni (M45) conferma di essere in gran forma (dopo il gran 400hs di domenica): 54"77. Tra le donne brava Denise Neumann (F35) che è riuscita a correre i 100 in 12"85 (probabilmente il suo miglior risultato, visto che il 12"82 di Cattolica è risultato ventoso). Che sia il suo PB? Nel mezzofondo, ancora una volta l'instancabile Elena Montini stabilisce la miglior prestazione femminile in termini di AGC: 88,20, frutto di un 1500 (ma solo sabato scorso non aveva stabilito il record dei 400 F45??) corso in 5'02"13. Infine vittoria della F35 Flavia Borgonovo nel salto in lungo femminile: 5,21 e 72,77 AGC.

30/06/09

Curiosità dal sito Fidal-Lombardia: i campioni a "discesa"

Una curiosità rileggendo i dati delle vittorie lombarde agli “italiani” di Cattolica: 7 nostri atleti (salvo errori), oltre a vincere la propria categoria, hanno fatto segnare un tempo od una misura che avrebbe loro permesso di conquistare la maglia di campione italiano anche in una o più categorie di età più giovani.

Questi nostri campioni che vogliamo definire “pluricategoria” sono, salvo involontari errori e dimenticanze:


  • 100 SIGNORI Marinella MF45 BS190 ATL. EVERGREEN 13.46 MF40
  • 5000 GELSOMINO Claudia MF40 MI020 ONDAVERDE ATHLETIC TEAM 17.32.00 MF35
  • 5000 LORENZONI Maria MF50 BS278 ATL. CARPENEDOLO 18.49.48 MF45
  • 5000 BARBERINI Rosa MF65 BS278 ATL. CARPENEDOLO 23.06.30 MF60
  • LUNGO FEDERICI Giorgio MM40 BS181 ATL. BRESCIA 1950 6.51 MM35
  • Marcia km.5 COGOLI Mariagrazia MF45 BS181 ATL. BRESCIA 1950 27.03.42 MF35-MF40
  • TRIPLO FEDERICI Giorgio MM40 BS181 ATL. BRESCIA 1950 13.15 MM35
  • DISCO ROVELLI Giuseppe MM90 MI095 DAINI CARATE BRIANZA 18.13 MM85
Da segnalare l’eccellenza, per così dire, di Federici, capace di realizzare la migliore misura nella propria categoria MM40 e nella MM35 sia nel Lungo che nel Triplo.
Da sottolineare invece come Mariagrazia Cogoli non si limiti a segnare il miglior tempo della propria categoria e di quella immediatamente precedente, ma estenda la “leadership” anche ad atlete di oltre 5 anni più giovani.
Un’avvertenza finale: il confronto è stato fatto dove è possibile confrontare le prestazioni effettive tra categorie, ovvero a parità di pesi degli attrezzi e misure di ostacoli.

27/04/09

Aprile: i risultati dei master in Lombardia

VELOCITA' (OVER-83)

93,15 - 11"23 - 100 - Lodi - BOGGIONI Marco M40 (1966)
92,65 - 24"36 - 200 - Cremona - RUGGERI Ettore M50 (1958)
90,43 - 11"66 - 100 - Lecco - CERIANI Marco M40 (1965)
88,69 - 39"28 - 300 - Brescia - RUGGERI Ettore M50 (1958)
85,14 - 13"02 - 100 - Lecco - MAURI Angelo M50 (1957)
83,96 - 61"37 - 400 - Lodi - Montagna Daniele M55 (1953)
83,66 - 12"26 - 100 - Brescia - BONZI Angelo M40 (1969)

LANCI (OVER-60)

87,14 - 70,00 Martello - Milano - Sanguin Giovanni M40 (1969)

MEZZOFONDO UOMINI (OVER-83)

89,07 - 1'33"04 - 600 - Romano L. - Vismara Carlo M50 (1959)
87,90 - 02'04"34 - 800 - Brescia - D'Agostino Francesco M40 (1966)
87,85 - 30'37"38 - 10000 - Brescia - Zugnoni Graziano M35 (1974)
87,76 - 20'26"8 - 5000 - Bresso - Andreolli Remo M70 (1936)
87,34 - 4'46"34 - miglio - Brescia - Avigo Pierangelo M45 (1961)
87,20 - 1'27"02 - 600 - Brescia - Avigo Stefano M35 (1970)
86,85 - 32'19"64 - 10000 - Brescia - Tagliabue Claudio M40 (1968)
86,35 - 08'40"62 - 3000 - Lecco - Zugnoni Graziano M35 (1974)
86,01 - 31'41"36 - 10000 - Brescia - Bosio Danilo M35 (1972)
85,91 - 09'36"24 - 3000 - Brescia - Avigo Pierangelo M45 (1961)
85,61 - 1'31"58 - 600 - Brescia - D'Agostino Francesco M40 (1966)
85,50 - 17'25"9 - 5000 - Bresso - Palmieri Martino M50 (1955)
85,38 - 17'10"2 - 5000 - Bresso - Gatti Paolo M50 (1957)
84,99 - 2'22"72 - 800 - Cremona - Gadaldi Rinaldo M55 (1954)
84,33 - 17'06"2 - 5000 - Bresso - Sterlino Enzo M50 (1959)
84,15 - 16'21"1 - 5000 - Bresso - Parazzoli Carlo M40 (1965)
83,12 - 02'15"12 - 800 - Brescia - Loda Gianangelo M45 (1963)
83,06 - 20'31"3 - 5000 - Bresso - Marengoni Gianfranco M65 (1940)
83,01 - 16'42"2 - 5000 - Bresso - Cella Roberto M45 (1964)

MEZZOFONDO DONNE
91,03 - 11'02"82 - 3000 - Brescia - Lorenzoni Maria F50 (1957)
90,60 - 38'47"74 - 10000 - Brescia - Lorenzoni Maria F50 (1957)
84,62 - 1'38"59 - 600 - Brescia - Cerini Mara F35 (1971)
83,89 - 11'15"08 - 3000 - Lecco - Piani Carmen F45 (1962)
83,68 - 02'15"42 - 800 - Brescia - Silvia Casella F35 (1972)
83,67 - 05'24"32 - miglio - Brescia - Carrara Enrica F40 (1967)
82,57 - 37'00"98 - 10000 - Brescia - Scolari Cristina F35 (1972)
82,48 - 38'11"74 - 10000 - Brescia - Carrara Enrica F40 (1967)
82,18 - 18'00"6 - 5000 - Bresso - Baracetti Simona F35 (1971)

SALTI

83,06 - 6,46 - LUNGO - Brescia - Federici Giorgio M40 (1966)
81,19 - 4,00 - ASTA - Brescia - Peli Stefano M45 (1960)

08/02/09

Ci risiamo: la Fidal Lombardia e le gare vietate

Abbiamo ricevuto una serie di mail di mezzofondisti lombardi che si lamentano di un fatto a dir poco increscioso. Brandendo il "regolamento", così come riportato dal sito ufficiale http://www.fidal-lombadia.it/, l'organismo regionale ha di fatto vietato a tutti gli atleti lombardi di partecipare in questo fine settimana ai campionati regionali di altre regioni, visto che sono in corso i Campionati Regionali in Lombardia. Dov'è l'arcano? Che è stato di fatto impedito ai mezzofondisti lombardi di correre su un anello indoor!! Un paio di questi amici ci hanno inviato una mail in cui si dice che dopo aver contattato "il palazzo di Via Piranesi" per chiedere lumi su una disposizione così rigida e senza senso (almeno per tutto ciò che non fosse una prova superiore a 60mt...), l'interlocutore "istituzionale" avrebbe risposto che non era possibile partecipare alle gare di Padova, in quanto concomitanti con i Campionati Regionali di Saronno e San Donato.
Cito un pezzo di una mail firmata:
"nonostante il continuo insistere, spiegando che di palazzetti per le gare indoor di mezzofondo in Lombardia non ce ne sono e che, in vista dei campionati nazionali ed europei master non abbiamo avuto la possibilità di gareggiare più di tanto, mi hanno intimato di non azzardarmi a partecipare a nessuna manifestazione fuori regione in questi due giorni altrimenti gli atleti sarebbero andati incontro a sanzioni disciplinari! Ora vi chiedo se l'atletica indoor è riservata solo ai velocisti oppure se le persone che regolano il movimento lombardo sono incompetenti, senza usare termini più offensivi".
Secondo il mio modestissimo parere, se ciò che dice il nostro amico fosse vero, ciò che l'interlocutore Fidal-Lombardia ha detto è di una gravità inaudita.
Per prima cosa perchè NON E' VERO CHE GLI ATLETI LOMBARDI NON POTEVANO PARTECIPARE A GARE FUORI DALLA LOMBARDIA in questo fine settimana, così come lascia intendere il nostro amico, ma invero non potevano partecipare a "campionati regionali in altre regioni, così come previsto dal regolamento". Il punto che molto pedantemente è citato sul sito della fidal Lombardia (del tipo: atleti lombardi, non azzardatevi a gareggiare fuori regione così come legiferato dal punto 1.3, capitolo "1" della pagina 105 del Vademecum dell'attività 2009!!). Studiando l'articolo, secondo l'interpretazione poco dotta del sottoscritto, effettivamente a Padova gli alteti lombardi non avrebbero potuto partecipare (vista la concomitanza dei campionati regionali veneti) anche se la cosa sarebbe stata di davvero pessimo gusto, ma ad Aosta, Bra, Modena, Ancona, ed in tutto l'universo si sarebbe potuto benissimo gareggiare. In secondo luogo, guardando i risultati di tutte le gare in giro per l'Italia, non meno di un centinaio di atleti lombardi ha inopinatamente gareggiato "violando la legge": per me hanno fatto bene. E ora, cosa farà la Fidal lombardia: li squalificherà? E se non lo dovesse fare, che spiegazioni darà a chi non ha partecipato proprio in virtù di un siffatto regolamento, grazie al quale sono stati penalizzati non una, ma due volte (la partecipazione alla gara e la negazione del diritto acquisito con il tesseramento)? Ed infine: con tutte le falle (umane e spesso giustificabili, per carità!) dimostrate negli anni dai medesimi protagonisti di questa federazione, anche e soprattutto a livello locale, usare il buon senso spesso giova a tutti. Se fosse per me, mi sentirei di invitare tutti gli atleti a boicottare per il resto del 2009 le gare indoor in Lombardia. Ma è un pensiero che mi tengo stretto... Ed infine, ancora una volta viene a galla quello che è il vero scandalo dell'atletica lombarda: l'assenza di un anello indoor. Capannoni dismessi a Milano ed hinterland, da molto prima della crisi, ce ne sono centinaia. Si faccia un bel mutuo, si taglino i compensi per tutte le attività collaterali della Fidal Lombardia (i cui risultati di quest'anno qualcuno me li dovrebbe proprio mostrare), e si acquisti un benedetto anello da 200 metri. Poi vedrete se non gli portiamo folle ocenaniche, senza dover vietare a che gli atleti facciano quello per il quale pagano. E vedrete anche che razza di proselitismo all'atletica lombarda, sicuramente più di mille raduni a Chiuro (comunque necessari...): guardate solo l'impatto che l'impianto di Ancona ha avuto su tutta la città e sull'Atletica locale e nazionale! Quanti ragazzini sfruttano l'anello! Invece in Lombardia....