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10/08/09

Lahti, day-9: pioggia d'oro dai 400. Sansonetti, Felicetti e Saraceni - Ciceri oro nel triplo

  • UGO SANSONETTI (oro - 400 M90) - Terzo oro per l'Ugo nazionale al mondiale finlandese. Avete qualche altro aggettivo da aggiungere? Bè, adesso metteteci che Sansonetti ha stabilito anche il nuovo record del mondo M90 sui 400 con 1'35"04, abbassando l'1'38"69 del tedesco Mahlo ottenuto nel 2002 a Potsdam. Un 'altra pagina di storia scritta: 3 ori come il lombardo Rovelli da M90 nella stessa edizione dei mondiali (mai nessuno vi era riuscito prima: adesso addirittura in due in un colpo solo). Ora: se vincere due titoli allo stesso mondiale master nella velocità (100, 200, 400) risulta un'impresa epica in sè stessa, vincerne addirittura tre è qualche cosa che sfocia nel mito master. Solo grandi atleti come Collins, Muller, Peters (quelli che mi vengono in mente alla rinfusa di primo acchitto) sono risuciti. E poi Sansonetti, che ottiene la seconda tripletta italiana della storia dopo San Sebastian 2005: unico italiano a riuscire (poi vedremo a fine giornata che non rimarrà da solo sull'olimpo). Quanto a doppiette, sono "solo" 4 gli italiani a vincere due medaglie nella velocità master. Ricordo quella di Sobrero (2003, 100 e 200), Saraceni (2005, 200 e 400, e secondo sui 100) e Mario Longo (100 e 200 nel 2007 a Riccione). A fine giornata si aggiungerà quella di Felicetti (200 e 400). Volete impallidire? Ebbene: quella sui 400 rappresenta la 54^ medaglia internazionale a me nota vinta da Sansonetti. Di sicuro è la 28^ vinta ad un mondiale master, la dodicesima d'oro.
  • GIANCARLO CICERI (oro - triplo M50) - tanto tuonò che piovve. Giancarlo Ciceri porta a casa il suo medaglione di metallo pregiato, ed entra così di diritto nell'empireo dei più grandi triplisti italiani di sempre a livello master. La gara di Lahti si infiamma tutto d'un tratto al 3° salto: il norvegese Klungland 12,64 (ventoso), l'italiano 12,69 (regolare). Sarà poi la misura che gli darà l'oro. 7^ medaglia d'oro italiana nel salto triplo ad un mondiale master e 5° atleta italico a riuscire nell'impresa, dopo Amelio Compri (1985), Crescenzio Marchetti (1993 e 2007), Vittorio Colò (1997) ed Elisa Neviani (2005 e 2007). Dal triplo M50 erano comunque già arrivate 4 medaglie nel passato: 2 argenti (grazie ai "piedi" di Crescenzio Marchetti) e 2 bronzi (Bortolozzi e Fassio). Primo oro nella categoria quindi. Quello di Ciceri è anche l'ottavo oro complessivo vinto dalla categoria M50 ai mondiali master (3 dalla maratona, 2 dalla marcia, uno dai 10000 e uno dal martello). Primo dai salti. Per concludere: questo è anche il primo oro conquistato in assoluto in una competizione internazionale da Ciceri, anche tenendo conto dei Campionati Europei. Al suo attivo aveva infatti 2 argenti e 2 bronzi (oh, ricordatevi delle mie tare "europee" pre-2000).
  • VINCENZO FELICETTI (oro - 400 M60) - Non ho statistiche relative ai distacchi tra il primo e il secondo, certo è che 2"21 sono davvero tanti tra la medaglia d'oro (56"77) e l'argento (58"98) ad un campionato mondiale sui 400. Soprattutto in categorie "intermedie", dove l'affollamento crea comunque standard di prestazioni abbastanza livellati. Ma tant'è: Vincenzo Felicetti dopo l'oro nei 200, bissa il titolo mondiale accoppiandolo con quello dei 400. Non aveva mai vinto ori mondiali nonostante l'affitto pluriennale delle zone alte dei podi internazionali già a partire dalla metà degli anni '90. 36^ medaglia sovranazionale (a me note, Europei compresi), ma "solo" la quinta mondiale (2 ori, 1 argento e 2 bronzi). Prima di Lahti, a Brisbane 2001 vantava la sua miglior prestazione mondiale, con l'argento sui 400. Come nella "recensione" di Sansonetti, Felicetti è il 4° italiano di sempre ad ottenere una doppietta nella velocità. Come invece detto ieri, l'oro di Vincenzo è la prima medaglia nel binomio mondiale M60/400.
  • ENRICO SARACENI (oro - 400 M45) - Tripletta per Enrico Saraceni ad un mondiale con questo 400 corso in 50"29. Come detto in precedenza è la terza volta che accade ad un italiano in un mondiale master nella velocità. Secondo uomo a riuscire nell'impresa (dopo le due triplette di Sansonetti). Tripletta sfiorata da Enrico già a San Sebastian 2005, dove l'oro sfumò di un niente nei 100 nonostante il 100 metri più veloce della storia del masterismo italiano corso durante una manifestazione internazionale (10"79). Allora vinse Tony Noel. Come detto a Lahti 50"29, che sfiora per la seconda volta durante l'anno il mondiale di 50"20 di Fred Sowerby (aveva corso già 50"27). Difficile alla nova prova in pochi giorni ottenere il massimo: certo che sarebbe stata una bella ciliegina, di fatto solo rimandata ad una gara secca. Il sub-50" porrebbe Saraceni come il primo uomo sopra i 45 anni sotto i 50". Dovrebbe essere la 36^ medaglia internazionale: imbattutto nei 400 da master dal 2004, con 11 vittorie tra Europei e Mondiali, all'aperto e al chiuso. 8° oro mondiale (staffette comprese). Nel suo incalzante ruolino di marcia possiamo parlare di "sole" 3 sconfitte internazionali in 5 anni da master: il 200 di Riccione 2007 (causa infortunio), l'argento di San Sebastian 2005 sui 100 (ma con 10"79) e il 4° di Riccione sui 100 metri. Concludendo: l'oro di Saraceni è la decima perla sui 400 vinta da un italiano ad un mondiale master: 3 dallo stesso Saraceni (2005, 2007 e 2009) 3 da Ugo Sansonetti (1999, 2005 e 2009), 1 da Noemi Gastaldi (1993), 1 da B. Bianchi (1979), 1 da Vincenzo Felicetti (2009) e una da Edgardo Barcella (2007).
  • GIORGIO BORTOLOZZI (bronzo - triplo M70) - Altra medaglia per uno dei più grandi triplisti italiani di sempre in ambito master: Giorgio Bortolozzi (assieme ad Amelio Compri, Crescenzio Marchetti, Vittorio Colò, Giancarlo Ciceri ed Elisa Neviani, così come mi vengono in mente). Bronzo conquistato con una misura di 9,37, che arricchisce l'italia della 54^ medaglia conquistata in una grande manifestazione internazionale nel salto triplo master. 21^ medaglia ad un campionato del mondo master, la seconda della categoria M70: l'altra, un argento, l'aveva conquistata lo stesso Bortolozzi a Riccione 2007 con 10,14 (misura che se conseguita a Lahti gli avrebbe dato l'oro). Per Giorgio Bortolozzi è il settimo podio internazionale (tutti nel salto triplo): sei di queste sette medaglie sono arrivate ai campionati mondiali: 3 argenti e 3 bronzi. Naturalmente, come dico sempre, i miei dati relativi agli Europei, sono purtroppo parziali.
  • RUDOLF FREI (bronzo - 400 M60) - Esordire ad un mondiale a 60 anni e tornarsene a casa con una medaglia. E' questa la breve storia sportiva di Rudolf Frei, terzo nei 400 M60 dominati da Vincenzo Felicetti. Il suo tempo 59"08, era davvero vicino a quello dell'australiano Howden (58"98). Ma va bene così. I 400 M60 sono stati una terra di conquista italiana, con due medaglie su 3 ed un quarto posto. Frei aveva esordito a livello internazionale solo quest'inverno ad Ancona giugendo terzo proprio nei 400 con 1'00"85.
  • MASSIMILIANO SCARPONI (bronzo - 400 M40) - Max riesce a correre il suo 400 più veloce della stagione (50"09) e porta a casa un ottimo bronzo: poteva essere argento (l'indiano Rawat, noto sperperatore di energie nei turni preliminari, ha corso in 50"01), ma poteva anche essere legno, visto il 50"13 del britannico Ward. Non ricordo quando (e se) Scarponi abbia corso più veloce negli ultimi anni, ma non penso siano state tante le volte. Se dovessi sbilanciarmi, avrei detto che l'oro gli sarebbe venuto più facile sui 400 che sei 200: smentito. Ha vinto la gara l'americano Robert Thomas con 49"62 (spauracchio italiano degli ultimi anni nella categoria M40). Secondo bronzo consecutivo nel binomio M40/400 per Scarponi ai Mondiali, anche se a Riccione gli bastò correre in 50"65. 5^ medaglia conquistata nel binomio nella storia (2 ori di Saraceni, uno di Bianchi e 2 i bronzi di Scarponi). Solo 4 italiani della categoria M40 sono risuciti ad accedere alla finale dei 400 M40 ad un mondiale. Oltre ai 3 già citati, Danilo Bertaggia a Riccione 2007.
  • ANTONIO MONTARULI (4° - 100hs M60) - Parlandoci insieme, al TIC di Lahti, Antonio mi diceva di alcuni persistenti problemi (mi sembra tendinei) che non gli consentivano di concentrarsi sulla prova più lunga sugli hs, dove è campione europeo in pectore. Ecco così il "ripiego" sui 100hs, che solo per qualche centesimo non si è tramutata nella scelta giusta. 4° con 16"47. Il terzo 16"18. Da M55 arrivò il bronzo a San Sebastian (correva l'anno 2005). Migliorato il suo risultato di Riccione (7° con 17"45). L'unico vincitore di medaglie sugli ostacoli (alti e bassi) nella categoria M60 ai mondiali rimane così Sandro Urli, bronzo a Riccione 2007. Il 4° posto di Montaruli eguaglia invece la miglior posizione mai ottenuta da un italiano nella specialità 100hs M60: l'altro era stato Enzo Bertolissi a Gateshead 1999.
  • ALDO DEL RIO (4° - 400 M60) - 59"62, che è tra i suoi migliori tempi dell'anno, avendo corso 59"58 a Rovellasca poco prima di partire per la Finlandia. Purtroppo qualche problemino fisico l'ha tenuto lontano dalle competizioni nel periodo "delicato" della stagione, facendogli perdere la coincidenza col treno che aveva preso con le indoor (59"48 agli Europei di Ancona, argento europeo). 4° come a Riccione 2007 (dove corse in 59"40) che è la sua miglior posizione ottenuta individualmente ad un mondiale nei 400. Manca la staffetta, dove i tre della finale dovrebbero costituire l'ossatura di un dream-team senza precedenti tra gli M60 (ma è facile parlare... dopo).
  • CARLA FORCELLINI (5^ - 80HS W45) - inserita per data di nascita ancora nella categoria W45, Carla Forcellini conclude la sua gara sugli ostacoli al 5° posto in 13"10. Difficile chiedere di più, visto il divario delle prime 4 rispetto al resto del mondo. La Forcellini con la finale di Lahti si è andata ad aggiungere al novero delle 9 atlete italiane che nella storia dei mondiali master hanno partecipato ad una finale negli ostacoli alti. Nelle 8 precedenti puntate, erano arrivate 4 medaglie e il solo oro di Lia Masotti a Roma '85. L'unico precedente nella categoria W45 era sempre della stessa Forcellini che a Riccione arrivò sesta: il quinto posto è quindi la miglior posizione mai ottenuta nel binomio storico W45/80hs.
  • CRISTINA AMIGONI (5^ - 400 W40) - (1'01"34) Devo ancora fare i calcoli meglio, ma penso che difficilmente si possano annoverare così poche italiane tra velocità ed ostacoli ad un campionato internazionale master nell'ultima decade. Come dicevo nei giorni scorsi: un brusco ritorno al passato, solo in parte giustificabile con i prezzi adottati dal "Cartello di Lahti". Mi sembra infatti solo di ricordare Marinella Signori (arrivata in semifinale nelle W45), Lusia Puleanga (fuori per infortunio nei 100 W35), Carla Forcellini (negli 80hs W45) ed appunto la Amigoni (presente e vittoriosa nei 400hs e 5^ nei 400). 5 presenze-gara, su circa 12 categorie e 5 specialità: approssimativamente 55 eventi nella velocità/ostacoli senza presenze italiane femminili. Comunque sia, buon 5° posto della Amigoni, che storicamente risulta essere il secondo risultato di sempre ottenuto da un'italiana sui 400 W40 ad un mondiale. Come dicevo ieri, solo due finaliste nel binomio, e l'unica fino a ieri, Rosa Marchi, conquistò l'argento a San Sebastian nel 2005. A Riccione la Amigoni non risucì a raggiungere la finale tra le W35, mentre solo pochi mesi dopo, a Clermont, conquistò il bronzo sui 400.
  • ROBERTO AMERIO (6° - 110HS M40) - Dopo l'accesso in finale nei 400hs, arriva anche il sesto posto sugli ostacoli alti per il piemontese Roberto Amerio. 16"82 per lui. Proprio nell'ultimo anno per Amerio erano arrivate dalle prove corte due medaglie: l'argento sui 110hs a Lubiana, ed il bronzo sui 60hs ad Ancona. Comunque pareggiata la prestazione di Riccione 2007 (6° anche allora con 16"16) e quella di San Sebastian (ancora 6° con 15"70). In estrema sintesi: 3 campionati del mondo sui 110hs, 3 sesti posti. L'unica medaglia conquistata nel binomio 110hs/M40 è stata fin'ora ad appannaggio di Alessandro Petroncini a Riccione 2007. Questa rimane anche l'unica medaglia assoluta conquistata da un master italiano sulla distanza (quindi considerando storicamente le categorie dalla M35 alla M55).
  • ROBERTO VAGHI (6° - 400 M70) - Dopo il bronzo sui 200, sesto posto in 1'06"85 per Roberto Vaghi. Non troppo distante il 4° (1'06"17) ma va bene così. Il risultatone era già stato portato in Valtellina. La gara l'ha vinta l'extraterrestre Guido Muller (volto da pensionato tedesco della turingia, fisico da 25enne bavarese). Una corsa di un'eleganza senza pari: pensare che abbia 70 anni è davvero difficile: 59"34, nuovo record del mondo (primo uomo sotto il minuto sopra i 70 anni, anche se c'era già riuscito durante l'anno). Tornando agli italiani: continua l'anemia di medaglie nel binomio M70/400. Il miglior risultato è un quinto posto di Sergio Palma a Gateshead 1999. Solo 5 finalisti in 34 anni. Difficile chiedere di più a Vaghi, quando è la stessa storia a mettersi contro.
  • 400 M35: ALESSANDRO GULINO 5° - MASSIMILIANO POETA 7° - Riflettendo ante-quo sui 400 M35 e guardando le liste degli iscritti, ritenevo che anche quest'anno le medaglie erano a disposizione su tempi a cavallo dei 50". Del resto così erano andate le cose negli ultimi campionati internazionali: gli unici a scendere sotto i 50" erano stati proprio i nostri, con Barcella a Riccione e Gulino a Lubiana. Poi la tradizione sembrava essere diventata "italiana", con le 3 vittorie di Mondiali Outdoor, Europei indoor ed outdoor e il secondo posto di Biffi a Clermont. L'unico ad interrompere la soluzione di continuità era stato di fatto l'olandese Jenssen ai mondiali indoor del 2008. Queste le basi del problema. Lo svolgimento non ha però tenuto conto dell'americano Terrance Spann, del danese Jorgensen (il primo iscritto senza tempo, il secondo considerato "fittizio") e degli inglesi. Risultato: i due campioni d'Europa uscenti (outdoor ed indoor) che l'Italia schierava in finale sono arrivati rispettivamente 5° e 7° con 50"18 e 51"44. Probabilmente Gulino, senza infortunio di maggio, avrebbe potuto correre vicino al danese e all'inglese Rubenis (quest'anno il ligure ha corso già vicino ai 49"5), mentre un pò più difficile pronosticare una medaglia per Poeta (viste le semifinali), che ha di fatto infranto la barriera dei 51" solo a Lahti, dopo un SB di 51"10 a Cattolica. Impossibile vincere con gente come Spann: 48"14.

06/08/09

Lathi 2009: day-5: sei medaglie e sei "legni"

La quinta giornata a Lahti si chiude all'insegna del "legno": ben 6 quarti posti. Si impone la Del Giudice nel martellone, e la Amigoni a sorpresa nei 400hs W40. Arduini nel salto in alto M35 vince l'argento, come Nadia Dandolo nei 5000 W45. Bronzi per Giorgio Federici e Paola Tiselli. Segue il dettagliato racconto statistico atleta-per-atleta della giornata. Ho introdotto il termine "binomio" per indicare per ogni singola specialità i precedenti "storici" ottenuti nella medesima categoria e nella medesima specialità.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (oro - martellone W65) - Dopo l'argento conquistato nel martello, Brunella Del Giudice piazza il lancio perfetto al terzo turno della sua serie di lanci: 13,40, sufficienti a frenare il ritorno prepotente della estone Helvi Erikson. Ed è così che arriva il 5° oro internazionale della lanciatrice italiana (4 dei quali proprio dal martellone, sua specialità di riferimento). E' anche il primo oro mondiale all'aperto (vantando infatti un oro a Clermont-2008 e 3 ori europei). La Del Giudice è anche la seconda italiana di sempre a vincere un oro nella categoria W65 ad un campionato mondiale all'aperto: l'unica a riuscirci fino ad ora era stata Bruna Miniotti nei 5000 di Brisbane 2001.
  • CRISTINA AMIGONI (oro - 400hs W40) - L'Amigoni trova la consacrazione internazionale vincendo una gara davvero difficile: 1'06"13 contro 1'06"84 della profeta in patria Katrin Kreen. Campionessa del Mondo in una specialità che soprattutto negli ultimi anni ha dato parecchie soddisfazioni, con Ferrarini e Baggiolini a Riccione-07. Rimane quindi il dominio italiano a livello mondiale tra le W40 (che segue proprio l'oro di Barbara Ferrarini). Dopo l'argento di Lubiana, il miglior traguardo personale a livello sportivo proprio ad un mondiale: non male.
  • FRANCESCO ARDUINI (argento - alto M35) - Francesco Arduini, con 1,99, riesce nell'impresa di raggiungere l'argento in una delle gare tecnicamente più difficili. Gara che si è risolta a 2,02 soprattutto a causa dello scroscio d'acqua che ha reso impraticabile la pedana, costituita da una superificie molto dura e scivolosa (qualcuno ne ha fatto pure le spese, come Luca Tonello). L'argento fa il paio con quello vinto da Mauro Tavella nel 2007 a Riccione, per quanto riguarda campionati mondiali all'aperto. L'unica vittoria a livello internazionale del binomio, rimane quindi quella proprio di Tonello a Lubiana-08. 6 medaglie in totale nell'alto M35 nelle manifestazioni internazionali, 1 oro, 2 argenti e 3 bronzi. Buon esordio per Arduini, campione italiano a Cattolica.
  • NADIA DANDOLO (argento - 5000 W45) - L'atleta veneta dal passato da assoluta di prima qualità, conquista all'esordio internazionale master un prestigioso argento dietro la belga Corinne De Baets, al momento apparsa fuori portata (16'53"00 vs 17'23"08). L'argento è la seconda medaglia italiana nel binomio (W45/5000) (e seconda posizione di sempre) visto che nel lontano 1981 Maria Paola D'Orlando a Christchurch (Nuova Zelanda) vinceva la gara in 18'09". Da allora le migliori posizioni erano state dei 5' posti a Roma-85 e Riccione-07.
  • GIORGIO FEDERICI (bronzo - lungo M40) - come al solito la gara del lungo M40 riserva un'infinità di sorprese: salti al sorpasso che si susseguono, medaglie che vanno e che vengono. Giorgio Federici ha conquistato un bronzo, che è stato per qualche salto oro, fino alla fine argento, ma che poteva essere anche un legno. Va bene così: resta il rammarico che al terzo salto Giorgio trova un 6,53 che poteva valere il "medaglione" (quest'anno ha però saltato 6,75!). Il salto successivo vede il tedesco Schlindwein operare il sorpasso (6,66). All'ultimo salta arriva anche il 6,55 del brasiliano Pessanha. Terzo posto (a 6,47 chiude il britannico Munroe). Come dicevo nello scorso articolo: settima medaglia internazionale (su 8 manifestazioni) per il bresciano. Ai mondiali all'aperto due argenti e il bronzo di Lahti. Il suo "plus" rimane così l'oro di Linz-06 (World indoor).
  • PAOLA TISELLI (bronzo - 800 W35) - Arriva anche la medaglia mondiale per Paola Tiselli, dopo i fasti di Ancona e Lubiana. Tempo: 2'22"91, che denota l'andamento tattico della gara, vinta ancora una volta dal fenomeno britannico Nina Anderson (che sui 400 dovrà però vedersela con altri fenomeni... americani). E' la nona medaglia internazionale per la Tiselli, che sugli 800 non è ancora riuscita a vincere (2 argenti e un bronzo agli europei). Le vittorie sono arrivate dai 1500 in su, fin'ora. Il miglior piazzamento ad un mondiale outdoor sugli 800 rimane l'argento di Veronica Chiusole a Riccione-07, mentre l'unica vittoria internazionale sulla medesima distanza nel binomio appartiene alla Baggiolini (Ancona-09).
  • LUCA TONELLO (4° - alto M35) - vittima della pedana di Lahti, Luca Tonello, campione d'Europa indoor in carica, arriva al 4° posto, al pari merito con il bronzo del francese William Dukic e con la misura di 1,93. Durante uno dei salti, come riportatomi dallo stesso, stiramente del quadricipite per cercare di fermare lo scivolamento dato dalla pedana alla soglia dell'impraticabilità.
  • MARIA LORENZONI (4^ - 5000 W50) - Non basta un ottimo 18'19"51 per conquistare una medaglia per la Lorenzoni nei 5000. Dopo l'argento nel cross nel giorno d'apertura sfugge quindi una medaglia dalla pista, laddove la Lorenzoni è campionessa d'Europa uscente. L'unica italiana a conquistare una medaglia nel binomio (W50/5000) rimane così la sola Lucia Soranzo, argento nel 2003 a Portorico. La stessa hall-of-famer Noemi Gastaldi giunse quarta a Roma-85.
  • ALDO DEL RIO (4° - 800 M60) - di un niente sfiorata l'ennesima medaglia di giornata per l'Italia. E altro "legno". Stavolta il tenace Aldo Del Rio, guarito dalla fastidiosa tendinite, giunge 4° negli 800 con 2'20"82: il terzo ha corso soli 64 centesimi in meno... Comunque, quella degli 800 rimane per Aldo una specialità nuova, inaugurata ad Ancona-09 con un argento. C'è tempo e spazio per migliorare. Il 4° posto conferma il 4° posto di Riccione, sua miglior posizione ad un campionato mondiale all'aperto (ma guadagnata sui 400). Nel suo carnet mondiale (en plan air) anche il bronzo nella 4x400 (sempre a Riccione). Per finire: nel binomio (M60/800) Del Rio ottiene il miglior piazzamento di sempre di un italiano al Mondiale, pareggiando l'analoga posizione di Konrad Gaiser a Riccione-07.
  • GIAN LUCA CAMASCHELLA (4° - 400HS M35) - La lunga litania di medaglie di legno ha continuato con i 400hs M35, dove Camaschella correndo sul piede dei tempi ottenuti nell'ultima parte di stagione (57"26), giunge al quarto posto. Difficile al momento pensare alla medaglia, visto che bisognava correre in 56"44 (l'oro addirittura a 54"29). Camaschella ha comunque migliorato il 5° posto di Riccione (ottenuto correndo in 58"62), che fino a ieri era il miglior risultato M35 di un italiano nel binomio. L'unico a riuscire nell'impresa di vincere una medaglia nel binomio è stato Marco Agostinelli a Lubiana-08 (Europei outdoor).
  • FREDERIC PERONI (4° - 400HS M45) - 5° legno in una giornata, stavolta per mano di Frederic Peroni. Lo dicevo ieri, Frederic aveva la possibilità di vincere abbastanza agevolmente una medaglia: magari non l'oro (56"49, avrebbe dovuto migliorare il record italiano di mezzo secondo), ma combattere con il portoricano Echeandia per l'argento (57"06, contro il 57"16 di SB di Peroni). Sicuramente valeva ampiamente il bronzo del britannico Tunstall (58"36). Invece, purtroppo, un "legno" che spero non intacchi il suo entusiasmo. Purtroppo qualche problemino tecnico in gara, sino a fermarsi letteralmente sull'ultimo ostacolo mentre lottava prorio per il bronzo. Fino a ieri, le sue miglior posizioni ad un mondiale erano state due sesti posti a San Sebastian e Riccione (2005 e 2007). Il quarto posto è anche la miglior posizione italiana di sempre nel binomio (precedente, un sesto posto di Dario Gasparo a Riccione-07).
  • SONIA MARONGIU (4^ - 5000 W35) - E sono 6 legni in una sola giornata. Questo per concludere in bellezza è infatti il sesto quarto posto. La "fortunata" è stata stavolta la sarda Sonia Marongiu, già bronzo nel cross nella giornata di apertura. A "scipparla" del bronzo la spagnola Palacio, ma che con 4" secondi in meno, forse al momento era un pizzico più forte. Ma attendiamo commenti sulla gara, non avendolo vista. Quinta posizione di sempre ad un mondiale outdoor nel binomio 5000/w35 (due ori, nell'85 a Roma dalla Taroni, nel '99 a Gateshead dalla Moser, e l'argento-bronzo a Riccione 2007 di Fragapane-Ceccanti).
  • LUIGI FERRARI (5° - 800 M50) - Nonostante l'ottimo 2'04"83, penso che ci sia un pizzico di delusione per Ferrari, soprattutto perchè il bronzo stava lì a 18 centesimi. Per il Campione d'Europa indoor quella di Lahti rimane la miglior performance ad un campionato mondiale master all'aperto. 33 atleti nella storia del masterismo italiano hanno partecipato nel binomio (M50/800) ai mondiali master outdoor, ma solo due sono riusciti all'impresa di accedere alla finale. Bisogna risalire addirittura a Roma 1985 per trovarli. furono Enrico Greppi e Carlo Clementi. Per Ferrari il 5° che rappresenta (con quello di Greppi) il miglior piazzamento di un italiano.
  • ALESSANDRO CIPRIANI (5° - 400HS M50) - Non era per nulla facile la finale M50 dei 400hs. Essere entrati con l'ultimo tempo a disposizione poteva essere già un bel traguardo. Invece Cipriani è riuscito a risalire il fiume fino alla 5^ posizione con un tempo molto vicino al suo stesso record italiano (1'01"95). Il risultato pareggia l'analoga posizione raggiunta da Cipriani a Riccione-07 (ma conquistata con 1'02"20), che è il suo miglior risultato ad un mondiale master outdoor. Nel binomio storico (400hs/M50) nessun italiano è riuscito mai ad andare meglio del 5° posto (3 quinte posizioni, 2 di Cipriani, 1 di Francesco Bettella addirittura a Goteborg-1977).
  • FRANCESCA PINI-PRATO (5^ - 5000 W40) - 5^ con 18'17"70, sua miglior posizione assoluta ad un mondiale raggiunta individualmente. A Riccione fu 7^ nei 10000 e 9^ sui 5000. Il risultato pareggia anche la sua miglior posizione assoluta ad un campionato internazionale (5^ a Poznam 2006 sui 5000). Per trovare nel binomio W40/5000 una prestazione migliore bisogna ritornare a Roma-1985, dove le italiane vinsero il bronzo con Silvana Acquarone, e furono quarte con Severina Pesando. Roberta Boggiatto fu 5^ a Riccione-07, proprio come la Pini-Prato a Lahti.
  • MASSIMILIANO REMUS (6° - martello M35) - Nonostante un buon 44,32, Remus raggiunge il 6° posto. Il 5° lontanissimo (51,89). Migliorato comunque il 10° posto ri Riccione-07 (ottenuto con 42,09). Sua miglior prestazione internazionale rimane il bronzo nel martellone ad Ancona-08, mentre nel martello il 4° posto di Clermont-08. Il suo sesto posto è anche la seconda posizione di sempre di un italiano ad un campionato mondiale, nel binomio specialità/categoria: unico italico che aveva meglio di lui fino ad oggi, Francesco De Santis con l'argento di Riccione-07.
  • STEFANIA AGNESE (6^ - 5000 W40) - Gara conclusa in 18'30"00. Quinta posizione di sempre conquistata da un'italiana ad un mondiale nel binomio. A Riccione fu... sesta anche allora. Il suo best-career lo ha raggiunto sempre a Riccione con il bronzo nel cross.
  • MICHELE TICO' (7° - lungo M35) - Il settimo rango con 6,18 rappresenta la miglior posizione ad un campionato mondiale (sia all'aperto che al chiuso). Fino a Lahti, Ticò vantava ben quattro ottavi posti tra lungo ed asta. Sempre dalle medesime specialità sono arrivati anche i migliori risultati a livello individuali (3 quarti posti).
  • LAURA MILLO (8^ - asta W40) - 2,40 per l'atleta italiana, che a Riccione, da W35, conquistò il bronzo con 2,30. Il livello è aumentato notevolmente anche in queste specialità, tanto che la vincitrice, l'inglese Irie Hill ha stabilito il nuovo record mondiale con 3,71. Podio a 2,80, misura che la Millo aveva avvicinato in una manifestazione internazionale, solo ad Aarhus-06. Prima della Millo, unica ad essersi cimentata nel binomio, è stata Carla Forcellini, che vinse l'oro a Portorico-03.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (8^ - peso W65) - le fatiche di alcuni lanciatori sono vere e proprie odissee. Tra le molteplici presenze della Del Giudice, annotiamo anche quella nel lancio del peso, specialità che non la vede eccellere così come nei lanci lunghi. Per lei ottavo posto con 8,43. Migliorato il 9° posto di San Sebastian-05, e Riccione-07 dove si arenò in qualificazione. Nel binomio, miglior posizione di sempre rimane quella di Maria Surza Myiazaki-93, dove giunse 5^.
  • ROBERTO AMERIO (8° - 400HS M40) - Di fatto non si è presentato ai blocchi di partenza per l'infortunio di cui si parlava ieri in batteria. Resta comunque l'impresa della finale raggiunta (10^ per un italiano ad un mondiale nel binomio), culminata con l'argento di Piazzola (unica medaglia mondiale) a Riccione 2007. Per Amerio la 6^ finale consecutiva in 6 anni nelle grandi manifestazioni internazionali outdoor (fra Mondiali ed Europei).
  • ANGELA BERTANZA (10^ - peso W65) - un paio di posizioni oltre la Del Giudice troviamo la Bertanza, che ha lanciato 6,92. Del peso W65 e di qualche statistica spicciola, vi rimando al commento sull'ottavo posto proprio della Del Giudice. La Bertanza ottiene comunque la sua miglior posizione ad un campionato mondiale (fino ad oggi vantava un 13° posto a Riccione-07, 22^ a Turku-91, 27^ a Gateshead-99 e 33^ a Buffalo-95). In assoluto la miglior prestazione rimane il 7° rango conquistato ad Ancona-09.
  • SABRINA CIPOLLA (10^ - disco W35) - 24,70 ottenuto nella finale diretta dall'esordiente Sabrina Cipolla. A livello "storico" ai Mondiali Open, nel binomio (W35/disco) meglio della Cipolla troviamo solo il 4° posto di Lucia Leonardi a Riccione-07, il 7° di Santa Sapienza (sempre a Riccione).
  • ALBERTO TIFI (12° - lungo M40) - esordio in una finale mondiale con 5,89 e il 12° posto. Peccato non aver trovato le giuste meccaniche proprio nell'appuntamento più importante. Non arrivava la medaglia, ma una posizione tra la settima e la nona erano alla sua portata.
  • ANTONIETTA MERLINI (12^ - 5000 W45) - Esordio sul palcoscenico mondiale con una dodicesima posizione e 20'30"20. 13^ posizione italiana di sempre nel binomio.
  • RITA MASCITTI (12^ - 5000 W40) - gara conclusa in 19'38"26. Seconda comparsa internazionale dopo il 7° posto di Ancona-09 sui 3000.
  • MARIA GRAZIA ROSSINI (13^ - giavellotto W40) - Posizione ottenuta con 11,60. Dodicesima giunse anche a Lubiana (con 13,31). L'Italia, nel binomio, era campione uscente con Veronica Becuzzi a Riccione-07.
  • ANTONIO BOLDRINI (14° - lungo M40) - Con 5,72 peggiorato il 12° di Riccione 2007. Ma davvero particolare il peggioramento prestativo, segno od indizio di qualche malanno. Ad Ancona, pochi mesi fa, Boldrini giungeva 6° saltando 6,31. Oggi quasi 60 centimetri in meno: non può essere solo un problema "tecnico".
  • ANDREA SOLDATI (15° - martello M50) - Con 34,11 Soldati coglie il 15° rango nella gara vinta con 62,51 (!) dal tedesco Bernard Ulrich. Mi risulta (personalmente) come esordio a livello internazionale. Nella binomio specialità/categoria l'Italia vanta l'oro mondiale di Massimo Terreni a Riccione-07, e il bronzo di Silvano Giovanetti a Portorico nel 2003. Quella di Soldati è la decima posizione italiana nella specialità ad un mondiale.
  • VINCENZO RUISI (18° - martello M55) - 27,43 per Ruisi nel martello, per una diciottesima posizione che migliora di un rango il miglior risultato ad un campionato mondiale all'aperto (il 19° nell'overall del pentathlon lanci di Riccione-07). A livello di singola specialità, Ruisi non si qualificò per la finale a Riccione in disco e giavellotto. Il 10° rango nel giavellotto M50 di Ancona-09 rimane quindi la sua miglior prestazione individuale a livello internazionale. Il 18° posto è comunque la miglior prestazione ottenuta da un italiano nel binomio (M55/martello) ai Campionati Mondiali Master all'aperto.
  • LUCIA TAGLIAPIETRA (21^ - 5000 W45) - 22'29"40 il tempo che le consente di raggiungere la sua miglior posizione ad un mondiale (a Riccione era giunta 23^ nel cross e 26^ negli 800).
  • 200 (batterie)
  1. Nella categoria M70 passano il turno Roberto Vaghi e Tristano Tamaro: inseriti nella medesima batteria corrono rispettivamente in 29"22 e 29"38. 5° e 7° tempo totale: si spera nella doppia finale.
  2. Vincenzo Felicetti, tra gli M60, parte disturbato da un pò di acciacchi. Mi confida che senza di essi vincerebbe a mani basse. Comunque sia, acciacchi o no, ottiene il miglior tempo con 26"01, in apparente decontrazione totale.
  3. Antonio Morero, M55, ottiene 30"55. Si passava con 28"00.
  4. Tra gli M50 si presenta una squadra corposa, ma passa il turno solo Adel Salama (25"05 con +1,6). Tempo per qualificarsi, 25"34. Sfortunatissimo Gabriele Carniato, primo degli esclusi con 25"39. Valentino Coco 26"91, Claudio Rapaccioni 26"92, Adriano Fait 28"81, Flavio Bertuzzo 31"91.
  5. Enrico Saraceni corricchia in 24"35 tra gli M45, in maniera da dosare le forze per le 9 fatiche (tra batterie, semifinali e finali di 100, 200 e 400). Domenico Furia con 24"66, si qualifica per le semifinali nonostante il 5° posto in batteria (capita appunto in quella più veloce). Fausto Bianchi corre in 24"57, ottimo terzo e pass per le semifinali. Ugo Zuliani parte col piede giusto: 24"72 con il secondo posto nella quarta batteria. Giampiero Natalini 27"05.
  6. Gli M40 sono la "gara degli italiani". Ormai da anni. Miglior tempo per Max Scarponi, 22"90. Lo segue a ruota un elegante Mauro Graziano (22"96). Ma si qualificano per le finali altri 3: Alberto Zanelli con 23"48, Marco Ceriani con 23"52, Pierluigi Acciaccaferri con 23"53. 5 italiani su 16 in semifinale. A Riccione furoni 8 (ma con 3 semifinali). Si passava con un notevole 24"01. Presenti anche Alessandro Di Marsico 27"19, Mario Ionta 29"09, Ciriaco Minchiello 25"03.
  7. Tra gli M35 passano le batterie Benatti (22"76) e Paolo Chiapperini (22"99). Si passa in semifinale con 23"75 (notevole!): fuori Gilberto Rodriguez di un niente: 23"81 (proprio sfortunato: anche nei 100 era rimasto fuori di pochissimo dal passaggio in semifinale). Il perugino Michele Minelli ottiene una delle sue migliori prestazioni dell'anno (24"58). Gabriele Nicolodi 26"77.
  • peso (qualificazioni)
  1. tra gli M55 si presentano in pedana Vincenzo Ruisi e Dario Filipponi. Il primo ottiene 9,66, il secondo 8,89, risultati non sufficienti a garantire il passaggio alla finale.
  • lungo (qualificazioni)
  1. Tra gli M50 Giuseppe Virli ottiene 5,00 mt, ottavo del proprio gruppo. In totale risulterà 14°, al momento non sufficiente per accedere alla finale.

09/07/09

Tanto tuonò che piovve: Salvino Tortu si appropria del record dei 100 M50

(nella foto, Salvino Tortu a sinistra in 8^ corsia a Lubiana impegnato nelle batterie dei 200 agli Europei Master 2008) - Dopo l'insorgere di alcune questioni legate al record dei 100 M50 e ad un risultato di Antonio Rossi ottenuto nel 2000 a Perugia e di cui probabilmente i competenti organi Fidal non avevano trasmesso il risultato (sembra un 11"88, così come riportato dagli amici umbri), e dopo il reiterato 11"89 ottenuto da Salvino Tortu nelle scorse settimane, finalmente è arrivata una simil-spada alessandrina a districare il nodo gordiano creatosi negli ultimi tempi. E' così che nel meeting di Rovellasca (incipit di un trittico di gare infrasettimanali ormai tradizionale appuntamento di luglio in Lombardia) l'atleta della Besanese ha visto bene di correre in 11"85 (vento +0,5), appropriandosi così della MPI elettrica di categoria (record manuale fissato a 11"5 dalla solita icona Antonio Rossi). Distinguo canonici: Salvino ha ancora 49 anni: a livello internazionale i record valgono solo ad età compiuta, a livello nazionale ad anno acquisito.
Sempre a Rovellasca (in fondo il link ai migliori risultati dei master... direi un 85% dei risultati trasformati in AGC), dopo il 92,65% di Tortu, segnalo il 92,04 AGC (M45) del suo delfino Giancarlo D'Oro (ottenuto correndo i 100 in 11"69). Aldo Del Rio (M60) ha corso i 400 in 60"54, avvicinandosi alla barriera del minuto nonostante qualche problema fisico incontrato durante la stagione e che non gli ha permesso di esprimersi agli altissimi livelli degli scorsi anni. Frederic Peroni (M45) conferma di essere in gran forma (dopo il gran 400hs di domenica): 54"77. Tra le donne brava Denise Neumann (F35) che è riuscita a correre i 100 in 12"85 (probabilmente il suo miglior risultato, visto che il 12"82 di Cattolica è risultato ventoso). Che sia il suo PB? Nel mezzofondo, ancora una volta l'instancabile Elena Montini stabilisce la miglior prestazione femminile in termini di AGC: 88,20, frutto di un 1500 (ma solo sabato scorso non aveva stabilito il record dei 400 F45??) corso in 5'02"13. Infine vittoria della F35 Flavia Borgonovo nel salto in lungo femminile: 5,21 e 72,77 AGC.

15/06/09

Due record italiani dai Provinciali di Milano: Rovelli e Rossi

(foto di Michelangelo Bellantoni) - Anche da una manifestazione "minore" possono venire grossi spunti di cronaca. E mi rammarico sul fatto che in giro per l'Italia di queste manifestazioni in cui ci sono coinvolti master, ce ne sono a bizzeffe. Purtroppo mi limito a quello che i miei sensi percepiscono, chiedendo scusa a tutti coloro che per la mia distrazione non vengono a torto non citati. A Carugate, nel fine settimana, si sono svolti i Campionati Provinciali milanesi master e amatori (categoria che in qualche modo andrebbe rivalutata o modificata in qualche aspetto). Caldo torrido, anche se la "location" non era affatto male: un bel parco alle spalle della pista (con accesso diretto dalla pista) e una lieve brezzolina (contraria nella seconda giornata). Il risultato-bomba l'ha piazzato Giuseppe Rovelli, l'M90 della Daini Carate. Dal martello infatti il suo risultato di 21,57, ottenuto con l'attrezzo da 3 kg. Risultato che migliora il 21,33 stabilito dallo stesso Rovelli l'anno scorso. Dal salto con l'asta arriva anche la miglior prestazione ad età compiuta (M70) da parte di Galdino Rossi (Atl. Ambrosiana) 2,90. Il record Fidal è sempre del medesimo atleta (con 3,20), mentre quello "internazionale" apparteneva al triplista Amelio Compri con 2,60. Due record a condire le due giornate, con alcune prestazioni "top" soprattutto nella velocità, vista la presenza di Giancarlo D'Oro. Proprio Giancarlo (M45) ha siglato con 11"62 la sua miglior prestazione stagionale (92,59 AGC) e 91% si 200 correndo in 24"10 i 200. 47"70 di Antonio Montaruli (M60) sui 300 hs (il record di Urli è ancora relativamente tranquillo, 44"99): aspettiamo che Antonio sia messo in condizioni di cimentarsi con altri atleti. Su buoni livelli anche Angelo Mauri (M50) alla sua miglior stagione: 25"46 sui 200 e 89,26 agc. Aldo Del Rio (M60) che riportano essere a mezzo-servizio a causa di una fastidiosa tendinite, corre in 60"38 i 400 (89,21 agc). Dal mezzofondo arriva un incredibile 14'47"28 nei 5000 (corsi in solitudine) da parte dell'M35 da Cristiano Casalini (G.S. Zeloforamagno).

25/05/09

Gran Premio dell'Adriatico, festa dell'atletica master

(foto dal sito dell'Atletica Torrione) - Peccato per una cosa: che chi ha inserito i risultati del Gran Premio dell'Adriatico, non abbia inserito l'anno di nascita dei vari atleti. Ergo, nessun risulato convertibile in AGC (a chi eventualmente fosse stato interessato). Peccato anche non esserci: francamente non ne sapevo nemmeno dell'esistenza di questa manifestazione master (chiedo venia!). 5 record italiani (2 di Vincenzo Felicetti, uno a testa tra Brunella Del Giudice, Mario Longo ed Enrico Saraceni). Vediamo quindi quello che è emerso sfogliando i vari risultati.
  • Ebbene, innanzi tutto il record dal martello F65 (3 kg) ottenuta da Brunella Del Giudice, che migliora il suo stesso risultato dell'anno scorso (35,43 vs 34,58). Il pedegree? La Del Giudice vanta la ben 4 allori internazionali, 3 dei quali dal "martellone" e uno dal disco: 1 mondiale (Clermont) e 3 europei. Dal 2005, ogni anno Brunella ha vinto in una grande manifestazione internazionale. Poi 8 argenti e 8 bronzi: purtroppo non ho ancora i dati di Riccione 2007, quindi il bottino potrebbe essere più pingue.
  • Mario Longo per parte sua ha finalmente infranto la barriera degli 11", migliorando il record italiano M45 dei 100 per la terza volta dall'inizio stagione: 10"94 per lui. Grande tempo, che ha trascinato un altrettanto performante l'M40 Max Scarponi ad un gran tempo (11"14). Si è rivisto sui 100, dopo i problemi fisici dell'inverno, Enrico Saraceni che ha corso in 11"57. Ancora bravo Antonio Rossi (M55), che ha corso in 12"42.
  • Ottimo Dario Rappo sui 1500 M60: 4'50"04. Il record è un pò lontano (4'33"57) detenuto da uno dei mezzofondisti italiani over-35 più forti della storia Master: penso che senza ombra di dubbio il migliore sia stato Luciano Acquarone, ma Cesare Bini si possa accomodare tra i primi 5.
  • Dai 400 arriva il record M45 telefonato di Enrico Saraceni: 51"84, 18 centesimi in meno del 52"02 del tempo ottenuto in semifinale ai mondiali San Sebastian 2005 dal mio amico Ettore Ruggeri (sarebbe poi stato bronzo in una finale memorabile, con i primi 3 separati da pochi centesimi). Telefonato anche il record di Vincenzo Felicetti tra gli M60: 57"49, che abbassa il freschissimo record di Aldo Del Rio, ottenuto a Settembre 2008 (58"09). Bravo anche Max Poeta, M35, con 52"18. Ha sfiorato di un niente il record M70 Filippo Torre, che correndo in 1'08"47: il record è fissato a 1'08"0, corso da Ivano Tosatti nel 2008.
  • Nel disco Rosanna Grufi si è avvicinata molto alla sua m.p.i. F55 ottenuta nel 2008: 27,62 vs 28,42. Anche Brunella Del Giudice ha sfiorato la m.p.i. F65: 24,69 vs 25,95.
  • Altra sfida Longo-Saraceni sui 200 M45: stavolta non sono caduti record, ma è stata bella la sfida: 22"70 a 23"14. Ancora grande prova di Max Scarponi (22"75), e secondo record di Vincenzo Felicetti nei 200 M60 (25"55) cha cancella dall'albo d'oro il decennale record (25"68) dell'ombra di Guido Muller, Tristano Tamaro.

10/05/09

Frederic Peroni record a Milano - Super Lonati nella velocità

Iniziamo con un piccolo appunto a Marco Giacomantonio-Giuliacci, che ha clamorosamente ciccato le "previsioni del vento" sul Giuriati di Milano. Per diverse serie vento a favore "perfetto" quasi al limite della norma, poi qualche refolo contrario nelle serie di rincalzo (quelli che arrancano, devono sempre fare il doppio della fatica...). Per il resto moltissimi master al via ad uno dei tradizionali appuntamenti di apertura della stagione lombarda: i Campionati Universitari Open di Milano che si svolgono proprio al glorioso "Giuriati", sotto la sede dell'Ateneo. Il risultato "bomba" lo mette Frederic Peroni, classe 1963 (M45) che nei 200 ostacoli polverizza il vecchio record di categoria detenuto dal frequentatore del nostro sito "ciprignac", al secolo Alessandro Cipriani: 27"58 contro il 28"09 corso dall'aostano. Doveroso quanto importante appunto: il record di Cipriani è stato ottenuto nella categoria M50, quindi "a cascata" si è riversato nella categoria inferiore (così come leggo dal sito atleticamaster.it). Sta di fatto che in meno di una settimana i record sui 200 ostacoli di M35, M40 e M45 sono stati tutti abbassati. Una specialità in forte evoluzione, anche grazie al fatto che è stata inserita nei c.d.s. master da un paio di stagioni.
Nella velocità maschile ha destato impressione Omar Lonati (classe 1970) che con 11"08 sui 100 metri ha stabilito addirittura il terzo tempo assoluto della giornata, battendo velocisti di prima schiera del ranking lombardo. Risultato che gli vale anche la pole per quanto riguarda l'AGC di giornata tra i master con un notevole 91,42 (vi rimando ai vari risultati per categoria). Non pago, l'atleta-musicista, ha corso un gran 300 metri in 36"16, lasciando intendere grandi tempi anche sui 200 metri non appena vi si cimenterà.
Nel seeding AGC troviamo al secondo posto Salvino Tortu (M50) e il suo 11"95, che sfiora di 3 centesimi il record elettrico assoluto della categoria di 11"92 appartenente a Francesco Bianchessi e risaltente al 1980 (quasi 30 anni). Il record manuale è finvece issato a 11"5 (Antonio Rossi nel 2001). Naturalmente, dovesse abbassarlo, Salvino otterrebbe il record "Fidal" (chiamiamolo così), mentre a livello internazionale rimane ancora M45 sino a fine agosto.
Brilla ancora una volta Aldo Del Rio, che con 42"65 vince di un solo punto centesimale l'alloro AGC dei 300 metri, battendo proprio Omar Lonati: i due tempi valgono rispettivamente 88,42 vs 88,41. Terzo in questa speciale classifica, ancora Frederic Peroni con 38"83 e 86,63 AGC.
Nel mezzofondo maschile si è evitata quella che è la vera sfida tra titani negli M35: Caggianelli-Lazarini. Entrambi protagonisti delle loro gare (i 600 e i 2000), ma che evitano la sfida diretta, procrastinandola ad appuntamenti importanti. Già agli Europei di Ancona c'erano state le prime schermaglie dell'anno (con Caggianelli costretto al ritiro per un contatto nella finale degli 800). Ieri a Milano Cesare Lazzarini ha corso un sontuoso 600 in 1'23"16 (quanto potrà valere su un 800? 1'55"?), mentre il milanese Giuseppe Caggianelli ha replicato vincendo addirittura i 2000 metri in 5'38"39 (e questo quanto vale su un 1500??). Di sicuro un bel dualismo nella categoria M35! Peccato che da nessuna parte esistano tabellati i record master di queste due specialità. O se vogliamo possiamo iniziare a farlo noi, ma senza memoria del passato... Nei 600 segnalo anche il 1'26"19 di Cosimo Sguera (mio affiliato...) e anche lui M35.
Tra le donne due risultati su tutti (entrambi tra le F35): il 600 metri di Mara Cerini in 1'35"95 (che migliora di oltre 2" il tempo di Brescia di un paio di settimane fa), e il 12"92 di Denise Neumann nei 100 metri 8con 1 metro a favore). Seguono tutti i risultati dei master a Milano:

04/05/09

"Lo spirito di Chiasso": report della riunione d'apertura

Cos'è lo "Spirito di Chiasso"? E' semplicemente un modo di dire coniato oggi durante una bella conversazione telefonica con Salvino Tortu. Si commentava lo stratosferico 22"00 sui 200 del figlio Giacomo (al primo anno allievo!!) quando il discorso è scivolato inevitabilmente sulle gare di Chiasso. A Chiasso, tradizionale riunione di apertura del Calendario Atletico Ticinese, ho sempre respirato un'aria diversa rispetto alle gare italiane. "Radiosa", mi viene da dire. Gareggiare senza patemi, per il piacere della compagnia, spensieratamente. I colori molto accesi. Radiosi, appunto. E' qui che forse si respira il vero spirito "Master" di un tempo: dei risultati chi se ne frega! Così mi è talmente dispiaciuto di non poter essere presente, da rimanerci male. L'aspetto prettamente agonistico ha visto invece una vera e propria invasione di master lombardi sulla pista (mi dicono essere stata rifatta a nuovo) di Chiasso. E parlando di Salvino Tortu non si può non citare il suo delfino, Giancarlo D'Oro, che a Chiasso ha stampato un roboante 17"59 sui 150 con 1,1 di vento a favore. A proposito, possibile che non esista una tabella coi record italiani nelle prove "spurie" validi anche per i master?? Purtroppo l'AGC non esiste nè per i 150, nè per le 100 yards (altra gara del programma ticinese). Rosario Mauri (M45) è stato l'altro master sotto i 18" (17"94), mentre Salvino Tortu (M50) si è accontentato di un 18"02 (-1,6 di vento) frutto dell'ultima batteria, a causa di un errore nella composizione delle serie. Niente Male, l'importante non sono ancora i risultati cronometrici (che nel frattempo miete il figlio). Sulla pista Chiassese (si dice?) si è rivisto Andrea Truzzi (M45) con 18"25. Emanuela Baggiolini (F35) dopo l'ubriacatura di medaglie ad Ancona, ricomincia con una scorpacciata di gare: 100 yards, 150 e 300. Nei 150 19"61. Nelle 100 yards 12"09. Rimanendo nelle 100 yards, un uomo solo sotto gli 11": è Gabriele Soffritti (M45) che ha corso in 10"98, davanti al solito Rosario Mauri (11"01). Nei 300 metri in prima serie si è visto all'opera un possibile protagonista dei 400 M35: Enrico Sarcuno (classe 1974), che ha corso in 37"33 (83,10 AGC). Stando all'AGC la miglior prestazione sui 300 l'ha invece ottenuta Aldo Del Rio (M60) con il suo 42"27 che gli vale qualcosa come 89,22 punti percentuali. Sarà record italiano? Lo sapremo mai? La Baggiolini, sempre sui 300, ottiene 41"42 che vale 83,04 AGC, leggermente inferiore al 83,16 AGC che invece vale il 44"88 corso dalla F40 Giuseppina "peppa" Perlino. Nei 600 la comasca Elena Montini (F45) corre in 1'45"34 (86,38 agc), mentre tra gli uomini spiccano il 1'36"44 di Franco Valsecchi (85,93 AGC per l'M50) e soprattutto il 1'37"04 (86,03 AGC) di Cesare Cremaschi. Di quest'ultimo, classe 1958, mi sto chiedendo se sia "quel" Cesare Cremaschi che vestiva la maglietta della Riccardi tempo addietro. Dai 1000 "sparata" di Giuseppe Caggianelli (M35) che con 2'36"01 ottiene 85"10 AGC, mentre Giuseppe Romeo (M45) lo supererebbe virtualmente con il suo 2'44"30, che gli vale 88,85 (seconda prestazione quantificabile in AGC della giornata, dopo il 300 di Del Rio). Se ne volete sapere di più, vi rimando a TUTTI i risultati fatti dai master italiani a Chiasso o al pdf con i risultati completi.

30/04/09

Il meeting "Andrea Volpe" di Novara

Meeting di Atletica Leggera “Andrea Volpe” di Novara (19/04/2009)

Con un po’ di ritardo, riferisco del Meeting di apertura “Andrea Volpe” di Novara, cui ho voluto partecipare, reduce da un ottimo Campionato Europeo Indoor di Ancona.
Mi vorrei soffermare, prima di analizzare gli aspetti tecnici e i risultati della manifestazione, sulla opportunità o convenienza, per un atleta, di partecipare a delle gare con distanze inconsuete, almeno per quanto riguarda le corse: sono chiamate gare “ibride” o “spurie” (150m – 300m – 600m) distanze che rientrano di norma nel programma di allenamento di ciascun atleta, non certo come prova secca, ma come prove “ripetute”, utili per preparare la vera gara. I 150m sono ottimi per preparare sia i 100m che i 200m, i 300m ottimi per preparare sia i 200m che i 400m ed infine i 600m ideali per rifinire l’allenamento sia sui 400m che sugli 800m. La scelta degli organizzatori mi è parsa veramente azzeccata, soprattutto per avere posizionato la manifestazione all’inizio della stagione all’aperto. Un atleta deve poter sapere, dopo un lungo allenamento invernale, quanto vale su una distanza talora appena più lunga e talora appena più corta di quella che, nel corso della stagione, si prefigge di affrontare.
Per un centometrista puro, sapere che per 150m riesce a mantenere quasi la stessa velocità che prevede di mantenere sui 100m, è confortante! Come è altrettanto confortante per un duecentometrista sapere che, negli ultimi 50 metri, non perderà smalto nella corsa forte di quel “surplus” di resistenza che avrà se sarà cosciente di avere terminato un 300m in ottime condizioni. Stesso discorso per i quattrocentisti e gli ottocentisti che hanno bisogno gli uni di mantenere una elevata velocità costante, gli altri velocizzare l’azione negli ultimi 200 metri.
Allora, ben vengano queste riunioni all’inizio della stagione che servono senza dubbio ad affinare la preparazione sia dal punto di vista fisico, ma anche da quello mentale: un atleta, tanto più è conscio del suo valore all’esordio stagionale, tanto più è motivato a profondere, nella “sua” gara, quel pizzico di impegno in più che gli consentirà di ben figurare e crescere nella prestazione.
Ma veniamo alle gare disputate. La giornata è stata inclemente: la pioggia ha impedito il normale svolgimento delle gare. In primo luogo, per un guasto al sistema di cronometraggio elettrico, tutte le gare sono state rinviate di tre quarti d’ora.
La partecipazione sarebbe stata ben più numerosa se il tempo fosse stato caldo e soleggiato e se, nello stesso giorno, non fossero stati concomitanti i campionati regionali di staffetta per le categorie giovanili. Parecchi giovani, anche validi, hanno comunque partecipato e sono stati anche di aiuto ai pochi Master iscritti che, talvolta, vengono trascinati in gara da qualche giovane accreditato di tempi simili o appena migliori.
In evidenza, su tutti, Alessandro Veronese (SM) che sui 150m e 300m ha fatto registrare rispettivamente il tempo di 16.04 e 33.96, nuove migliori prestazioni del Meeting.
Tra i Master era atteso un promettente esordio di Salvino Tortu ma, sfortunatamente, il cronometraggio è saltato proprio per la sua serie e Salvino non se l’è sentita di ripetere la gara. Il sottoscritto, ancora angustiato da una fastidiosa infiammazione al piede, ha fatto registrare, come M60, un onorevole 20.39 (150m) e 43.29 (300m). Altri Master da segnalare: Ettore Brolo M45 20.19 (150m) e 43.47 (300m), Andrea Truzzi M45 18.44 (150m), Roberto Cito M45 19.58 (150m), Franco Valsecchi M50 44.04 (300m). Nei 600m da citare l’esordio, dopo l’operazione ad entrambi i tendini, di Massimo Cimato M45 1.36.91.
Il prossimo appuntamento, con in programma le distanze dei 100y, 150m, 300m, 600m, 1000m, al Meeting di Apertura di Chiasso del 2/5/2009.

Aldo Del Rio

02/04/09

Gli 800 ai Campionati Europei Master di Ancona

Più avanzo nella cronaca ex-post dei Campionati Europei Master, più aumenta il mio cruccio di non essere venuto. I risultati letti sugli 800 metri mi hanno raccontato gare al cardiopalma, medaglie strappate per centesimi (in un caso presumo per millesimi), record, strategie. Gli 800 hanno un fascino davvero unico, lo jato tra tattica e lo sprint, mezzofondo e velocità. Nelle grandi manifestazioni la velocità riesce ad esprimere il meglio di sè anche a livello cronometrico. Gli 800 no, sono soprattutto "uomo contro uomo" e "donna contro donna". Il cronometro risulta alla fine un mero pro-forma per l'archiviazione. Qui ci vorrebbe un incipit di Giacomo Crosa...

I NUMERI


Sono state 57 le medaglie attribuite sugli 800 metri tra tutte le categorie che si sono cimentate agli Europei Indoor di Ancona. I paesi che sono riusciti a vincere almeno una medaglia sono stati 13, ma la parte del leone l'hanno fatta solo 4 stati (Italia, Inghilterra, Francia e Germania) che da soli hanno conquistato il 75% delle medaglie totali. Italia in testa medagliere di specialità con 15 medaglie suddivise in 5 ori, 6 argenti e 4 bronzi. La Germania attaccatissima con 5/3/4 e 12 medaglie. I paesi che hanno portato almeno un atleta in finale sono stati 20, e l'Italia, quale paese ospitante, ha dominato in quanto a numero di finalisti: ben 41, contro i 21 della Germania, i 20 dell'Inghilterra e le 15 della Francia.

LE MEDAGLIE ITALIANE - GLI UOMINI

  • La gara degli 800 M35 è stata, stando alla sola lettura del risultato, una delle più intense. Diversi atleti chiusi in pochissimi centesimi. Il primo italiano al traguardo dei 5 presenti in finale (un piccolo record a sua volta) Massimiliano Raglianti è giunto solo terzo, ma a pari merito con il secondo. Stesso tempo al centesimo (2''02"92). Quarto Cesare Lazzarini a 5 centesimi dal duo e 6° Stefano Avigo a meno di 3 decimi dalla medaglia. E dire che uno dei seri pretendenti all'oro, Giuseppe Caggianelli, si era ritirato per una "scarpata" a poche decine di metri dal traguardo. Sfortunata Italia, non c'è che dire.
  • Doppietta (oro-argento) negli 800 M50. Ha vinto Luigi Ferrari... in un primo momento pensavo si trattasse di un altro Ferrari, Giovanni. Tant'è che mi ero preso la briga di enucleare dal mio data-base tutte le sue numerose vittorie. Poi scopro la differenza di nome. Il dubbio si insinua sempre più , vista la singolarità nell'avere due Ferrari M50 che corrono gli 800 (e primeggiano). Dopo diverse ricerche scopro che il Luigi è del 1959, mentre il Giovanni del 1958. Se così fosse, di Luigi ho trovato una partecipazione poco fortunata a Riccione 2007, dove nell'aggregate arrivò 20° in semifinale (2'07"54). Grande crescita agonistica, se così fosse. Comunque: 2'11"92 che gli vale l'oro davanti a Vincenzo Andreoli (2'12"85) che stando al mio Al-9001, dovrebbe aver conquistato la prima medaglia internazionale (concedetemi sempre il beneficio di inventario!). Come miglior posizione ho un quarto e un sesto posto ai Mondiali di Clermont-2008 su 800 e 1500.
  • Negli 800 M60 c'è mancato poco che il grande assente della vigilia, Dario Rappo, perdesse il prorpio record sugli 800 ad opera di un grande Aldo Del Rio, già argento nei 400 (di cui era campione in carica da Helsinki 2007) secondo al solo tedesco Schroedel. Per lui argento con 2'21"39, prestazione che gli ha permessi di trascinare al bronzo l'altro grande interprete della specialità, Konrad Geiser, arrivato vicinissimo: 2'21"61. A livello individuale per Aldo Del Rio trovo anche due argenti nelle grandi manifestazioni: Lubiana e San Sebastian, sempre Campionati Europei e sempre 400. Questa dovrebbe essere la sua prima esperienza internazionale sugli 800 (ma potrei essere smentito quando terminerò il mio data-base. Per Geiser è il 5° bronzo (ma adesso che mi ricordo, non ho Aarhus...) ma nella sua carriera c'è anche l'oro sugli 800 di San Sebastian 2003 e l'argento di Riccione 2007 sui 1500.
  • Altro oro è invece giunto dagli 800 M70 con Giulio Ambruschi che ha vinto una concitatissima gara dove il secondo, il russo Savenkov, è giunto staccato di 5 decimi: 2'43"41 vs 2'43"93. Il tempo gli vale anche il record italiano, che abbassa il tempo del leggendario Attilio Parma che corse la distanza al Palavela di Torino in 2'46"05 ben 22 anni fa (nel 1987, uno dei più longevi record indoor).
  • Oro anche per Giovanni Guerini negli 800 M75 con 3'05"89. Purtroppo al momento ho poco altro da aggiungere.
  • Amos Pipponzi, il primo di marzo aveva stabilito il record italiano degli 800 M80 "pre" secondo la miracle list dei record di Werter Corbelli e Fasolato. Essendosi cimentato nella manifestazione come M80 evidentemente deve aver compiuto l'80° anno di età in questi 20 giorni. Per Pipponzi argento (quindi dovrebbe trattarsi della seconda medaglia a questi campionati), che strappa anche qui per pochi centesimi (3'31"09 contro 3'31"23) allo spagnolo Bermejo.
  • Infine, medaglia anche dagli 800 M90: solita sfida fratricida tra Ugo Sansonetti e il belga Pauwels, che probabilmente ha vinto quale "best medallist". Gara con record italiano frantumato di 10", ma ahinoi, solo argento per pochi decimi (anche qui!): 4'44"88 contro il 4'43"08 del fiammingo (o vallone?).
LE MEDAGLIE ITALIANE - LE DONNE
  • Negli 800 w35 andava in scena l'ennesima sfida tra Emanuela Baggiolini e Paola Tiselli. Entrambe provenienti da un oro (la varesina dai 400, la laziale dai 3000) si preannunciavano scintille anche e soprattutto dopo il botta-risposta di record italiani infranti nell'ultimo mese (prima la Tiselli a Torino durante gli italiani assoluti, quindi la Baggiolini agli italiani master, con il mpi portato a 2'13"58). In realtà è andato in scena ilo stesso copione degli italiani Master con Baggiolini in fuga solitaria con... record italiano: 2'13"15. Abbastanza staccata Paola Tiselli, ma d'argento (e vincerà comunque i 1500 il giorno dopo!), che probabilmente ha pagato in termini di velocità di crociera il 3000 di due giorni prima. Sarà adesso interessante rivedere la sfida all'aperto.
  • Tra le W40 la mia concittadina Laura Avigo strappa il bronzo a Paola Pascon per 13 centesimi: 2'23"25 contro 2'23"38. Bronzo di grande spessore: solo un mesetto fa Laura aveva problemi ad un piede... Per lei rimane quale miglior prestazione l'argento di Lubiana 2008 sempre sugli 800.
  • Gli 800 W45 hanno visto l'altro bronzo della comasca Elena Montini (che davvero faccio ancora adesso fatica a credere possa essere del 1962... la facevo massimo-massimo del 1970). Per conquistarlo ha dovuto però ottenere il nuovo record italiano: 2'26"12, che abbassa il 2'27"78 di Elisa Zuccari stabilito nel 2006.
  • Gli ultimi due ori da due icone del masterismo italiano: Waltraud Egger e Emma Mazzenga. Per Egger un "tranquillo" 2'49"92 (il suo record da W55 è posto a 2'35" e spciccioli) mentre per Emma Mazzenga, tre gare-tre ori-tre record mondiali. E' virtualmente già in pole per l'attribuzione del premio "Master of the Year 2009", dopo la conquista di quello del 2008. Quanti record mondiali ha già migliorato nel corso del 2009? 5 o 6? Unica. Ah... la nuova miglior prestazione mondiale W75 è ora 3'31"74.

01/04/09

Gli Europei di Aldo Del Rio

Su suggerimento di un'amicizia comune, ho scoperto un vero e proprio diario degli Europei Indoor Master (all'indomani delle grandi manifestazioni master, eravamo ormai soliti trovare su alcuni siti di interesse nazionale più che "diari", "memorie": le memorie, per quanto siano interessanti, non lasciano lo stesso sapore di chi si ferma giorno per giorno a trascrivere le proprie emozioni). Autore ne è Aldo Del Rio, alfiere del Road Runner Club di Milano. Vi si racconta la settimana, divisa tra i 400, gli 800, la staffetta, gli amici... Quando pensavo a tutte le gare disputatesi ad Ancona, mi rammaricavo di un fatto: quante storie non scritte e che non verranno mai scritte, quanti atleti potrebbero raccontare un sacco di emozioni, di pensieri, gesti che si lascerebbero leggere con estremo interesse e che susciterebbero curiosità. Quella di Aldo Del Rio è una di queste: leggetevi il suo diario e magari, se avete voglia, mandateci un vostro resoconto... non bisogna aver conquistato la medaglia d'oro per poter scrivere una storia. Anzi, spesso chi arriva "dietro" incarna aspetti dello sport molto più gustosi! Di seguito il diario di Aldo Del Rio.