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23/07/13

Campionati Italiani Assoluti: le "modifiche" di Francesco Arduini

L'arena gremita nonostante la pioggia... era il 1935
(di Francesco Arduini*) - Scrivo queste righe spinto da un improvviso impulso e spinto dalla necessità, in qualche modo, di cercare di contribuire con idee e proposte a poter migliorare o spingere sempre più persone ad avvicinarsi a questo nostro splendido sport che è l'atletica leggera. Ormai sono luoghi comuni quelli che mancano i fondi per poter reclamizzare, pubblicizzare o in qualche modo sponsorizzare eventi e richiamare persone e stiamo assistendo negli anni, salvo rari casi, ad un allontanamento del pubblico dalle tribune chi circondano le nostre piste. Nota bene che non sto parlando del "Golden Gala" dove "Il Bolt" richiama da solo flotte di pubblico, ma da quello che è uno spettacolo simile e a volte anche superiore come possono essere i Campionati Italiani Assoluti

Chi di noi non ha assistito, anche una sola volta dalla tribuna alla massima rassegna nazionale di Atletica Leggera? Allora tutti sapete che il 95% del pubblico in tribuna è composto dagli atleti stessi, i loro tecnici, accompagnatori e/o familiari, da appassionati che per la maggior parte dei casi vanno a vedere le gare dei propri amici e raramente da pubblico, ma il pubblico vero, quello che entra nello stadio per vedere l'atletica vera senza conoscere direttamente nessuno ma con il solo scopo di gustarsi le "nostre" performance sportive. 

Allora ecco qual'è la mia proposta, per certi versi, forse anche provocatoria? PERCHE' NON "POPOLARIZZIAMO" I MINIMI DI PARTECIPAZIONE PER ALLARGARE IL PIU' POSSIBILE LA PARTECIPAZIONE? A questo proposito mi sono posto l'obiettivo di verificare alcuni punti pro e contro: 
  • PUBBLICO - Partendo dalla premessa fatta sopra, una maggiore partecipazione di atleti porta, di conseguenza, una maggiore partecipazione di pubblico ad essi collegata. Per certi versi, chi vive il "mondo Master" dell'atletica leggera, questo lo può constatare con i propri occhi. Le tribune dei Campionati Italiani Master sono forse più gremite di quelli di un Campionati Italiano Assoluto... e per certi versi questa mi sembra una eresia, ma comunque sta a conferma di quanto asserito sopra, e cioè che la maggior parte del pubblico in tribuna è quasi tutta "parte attiva" della manifestazione. 
  • ESPERIENZA - Un aumento della base dei partecipanti porta, di conseguenza, una maggiore capacità di confronto fra i primi della classe e la base che, nella maggior parte dei casi, sono ragazzi giovani, inesperti di gare di vertice e che, certi atleti, a volte, li hanno visto solo in TV. Potersi cimentare con e contro di loro è di stimolo per chi ha voglia di migliorare e sicuramente di forte impatto emotivo. 
  • GESTIONE CAMPIONATI - Qui si entra, invece, in un tema un po' più spinoso: la gestione. Certamente, un forte allargamento di partecipazione richiede un "allungamento" dei campionati con 3 giorni pieni (o forse 4) per poter permettere di poter correre un turno, o alcuni casi 2 turni, in più per le corse ed effettuare le qualificazioni nei concorsi (di questo mi pronuncerò nel punto PERFORMANCE). Da un punto di vista economico per le società questo è purtroppo la spina nel fianco, perchè l'allungamento dei campionati porta un allargamento dei costi per poter rimanere, magari, una notte in più nella città sede e organizzatrice dei campionati, ma è di sicuro di maggiore "appeal" per tutti gli addetti al settore: - gli sponsor possono contare su un affluenza di pubblico di più vasta scala con maggiori contatti e TUTTI mirati nel settore di appartenenza (pensiamo a partner di marchi sportivi o alimentari legati al settore) - le città organizzatrici possono investire di più per l'evento certe di un maggiore rientro di immagine e di introiti per le attività della propria città.
  • PERFORMANCE ATLETICHE - Qui ritorno alla mia "nota" pubblicata in occasione dei Campionati Italiani Indoor: le qualificazioni o l'allungamento dei turni di qualificazione. A mio avviso, ma a parere anche di molti atleti di vertice che conosco, questo, non può far altro che bene sia allo spettacolo che alla realizzazione delle massime performance. Partiamo dal presupposto che, i Campionati Italiani Assoluti servono a decretare il più forte d'Italia... che, per definizione è 1 e 1 soltanto. Se partiamo da questo presupposto, sulla base di quello che è un Meeting di vertice mondiale, stiamo sbagliando tutto... basterebbe mettere un minimo nei 100 mt di 10.40 in modo da poter correre direttamente solo la finale, oppure di 2,25 nel salto in alto, perchè tanto, a chi la stiamo a raccontare??? Chi vince è sempre e comunque uno dei migliori, per cui tanto vale farlo correre solo loro!! Oppure, diamo modo ai giovani di crescere accanto ai più forti, facciamoli correre, lanciare e saltare fianco a fianco e i giovani dilettanti di oggi, saranno poi quelli che prenderanno il posto dei professionisti domani. Qualche esempio? Avere un minimo di partecipazione dei 100 mt, ad esempio di 10.80, porterebbe 60 persone anzichè le circa 20 iscritte. Ma già dopo il primo turno si potrebbe facilmente scendere a 24 per effettuare 3 semifinali (e con una divisione dei migliori nelle varie serie, i primi della classe come Tumi, Riparelli, ecc... non farebbero alcuna fatica a qualificarsi, gli basterebbe fare un allungo...). Nel lancio del peso donne, "allentare" la stretta del minimo a mt 11.50 e mettere poi un limite di qualificazione a 14 mt (o i primi 12 come accade nelle competizioni internazionali) farebbe fare un semplice lancio di riscaldamento alla Rosa (che forse non si scalderebbe nemmeno per realizzare una misura così) che si troverebbe poi a disputare una finale effettuando 6 lanci in tempi più giusti e normali anzichè 1 ogni 40 minuti per il vasto numero di partecipanti. Nel salto in alto uomini abbassare il minimo e portare una qualificazione a 2,15 sarebbe una pura formalità per i vari Chesani, Fassinotti e Tamberi che si giocheranno il titolo il giorno dopo con una progressione non logorroica ma mirata alla performance (stesso discorso valido per l'asta uomini e donne) 
  • LIMITI DI PARTECIPAZIONE - Le modalità per poter allargare il numero dei partecipanti sono infinite: - Abbassare i minimi di partecipazione - Allargare la possibilità di iscrizione ai primi 50 delle graduatorie italiane - Realizzare una lista di merito che includa la media delle prime 5-6 performance e su quella base stilare una lista di 40-50 partecipanti - .... 
Secondo me, potrebbe essere una proposta discutibile a costo "0" con un piccolo aggravio per gli atleti e società partecipanti che però potrebbe essere in parte "ammortizzato" con maggiore visibilità e prestigio. Questa mia proposta spero possa essere di stimolo, se non altro, per una discussione per poter migliorare le cose anche perchè chiunque di noi lo sa che, correre, saltare e lanciare davanti ad una tribuna piena è sicuramente molto più stimolante e bello per tutti...

*: saltatore in alto, pluri campione europeo e nazionale master, quest'anno 2,06 (da 39enne...)

14/02/13

Ancora sui Campionati Italiani assoluti... provinciali: la gara di salto in alto

Posto la mail di Francesco Arduini (nella foto di Andrea Bruschettini), che segue il mio articolo di ieri.

Dopo aver letto il tuo articolo sul "provincialismo dei campionati italiani assoluti" mi sono sentito un po' coinvolto e mi è venuta voglia di scriverti 2 righe. Ormai di anni ne ho 38 e vado per i 39, ma fortunatamente per me salto forse ancora più di quando ero giovane (per quanto mi è possibile). Non faccio parte di quella schiera di atleti di "elite" che lo fa di professione ma mi ritaglio i miei spazi DURAMENTE giorno dopo giorno per mantenere "dignitose" prestazioni… che comunque non mi permettono neanche lontanamente di partecipare alla massima rassegna indoor italiana. Quello che non ho mai capito dell'organizzazione dei campionati italiani assoluti indoor è la logica con cui sono organizzati. Faccio un esempio nello specifico perchè la mia specialità differisce dalle corse. Una corsa ha un orario, l'atleta si riscalda e all'ora prestabilita cerca la prestazione. Una gara di salto in alto (o asta) può durare 1 ora come 3 o 4 ore a seconda del numero di partecipanti, numero di salti o di errori, ecc… Fatta questa premessa, considero i fatti. Minimo del salto in alto 2.12 e potrei essere anche in accordo nel momento in cui si voglia organizzare una gara di alto livello riservata ai saltatori Top, una gara in cui conta solo l'ottenimento della massima prestazione, in cui non si perde tempo alle basse misure, i tempi di attesa sono ridotti e viene permesso a chi deve arrivare alle massime prestazioni di dare il meglio nei tempi giusti. A guardare le liste sarebbe una gara a 15… MA se si volesse perseguire questa logica il minimo andrebbe portato a 2.17-2.18 per limitare i partecipanti a 8-10 persone al massimo perché comunque 15 sono troppi!! E quindi incontro la prima contraddizione... Ma la federazione ha guardato bene di inserire all'interno dei Campionati Assoluti anche quelli Promesse, il minimo di categoria scende a 2.03 e allarga il numero di partecipanti a 23. Come se non bastasse, non si può pensare di avere una progressione secca a vantaggio di chi salta alto, altrimenti tanto valeva lasciare a casa quelli che al minimo ci sono arrivati “al pelo”… (ci pensate un atleta che vanta 2.03 di personale che si trova una progressione del tipo 2.05-2.10-ecc...) ma non si può nemmeno fare una progressione che avvantaggi questi ultimi perché altrimenti la gara durerebbe 10 ore e chi lotta per vincere si troverebbe molto svantaggiato… Inoltre (e qui arriva il mio disappunto) c’è gente come me che resta in tribuna a guardare partecipanti che, sulla carta, valgono meno di quello che valgo io. A questo punto tanto valeva allargare la partecipazione e fare le qualificazioni il Venerdì per consentire una finale a 8… ma poi come si sarebbe fatto ad assegnare il titolo Promesse? Insomma più ci ragiono e più non riesco a capire la logica complessa di chi ha pianificato una gara che, sulla carta, non accontenta nessuno… e non mi vengano a dire che è stato fatto così in modo da permettere ai giovani di cimentarsi con gli atleti Top. Tamberi è promessa, quindi ai campionati di categoria avrebbe potuto in ogni caso dare il suo contributo di "confronto" ai più giovani. Nel caso invece in cui si sia voluto rinfoltire un po’ gli schieramenti della gara, perché allargare il numero di partecipanti basandosi solo sull’età e non sulla prestazione che, a quanto ricordo, dovrebbe essere l’unico vero metro di paragone oggettivo per tutti?? Francesco Arduini

29/12/12

Master dell'anno M35: Stefano Longoni su Francesco Arduini

Seconda puntata della carrellata sui master dell'anno categoria-per-categoria. Siamo agli M35, che quest'anno sembra aver avuto un bella spinta "prestativa" rispetto al 2011. Gli atleti che hanno avuto diritto al voto (ovvero finalisti a qualunque manifestazione nazionale ed internazionale master) sono stati la bellezza di 111. Ad imporsi, secondo la mia tabella punteggio, Stefano Longoni, ostacolista proteiforme che ha sfruttato la sua multidisciplinarietà per accaparrarsi il titolo con un cospicuo vantaggio: ben 139 i punti conquistati. Francesco Arduini, nonostante il corposo bonus attribuito all'incredibile poker (mondiale, europeo, italiani indoor ed italiani outdoor sempre nel salto in alto): a lui probabilmente andrebbe il premio della "critica", vista anche non solo il filotto di titoli, ma lo spessore tecnico con i quali quei piazzamenti sono stati conseguiti. 

Parlavo di Stefano Longoni. Questa la sua stagioni in sintesi: titolo europeo nei 110hs, in una finale al cardiopalma, alla quale ha assommato anche il quarto posto nel salto in lungo, e l'ingresso in finale dei 100 metri. Tre finali continentali. Poi i mondiali indoor a Jyvaskyla, dove è arrivato il 4° posto nei 60hs (rallentando nel finale) e una medaglia (probabilmente d'oro) buttata nel pentathlon (8°) dove i crampi l'hanno costretto ad abbandonare nell'ultima gara. Quindi sono arrivati i tre titoli italiani (60hs, 110hs e lungo outdoor che portano a 7 i titoli totali conquistati durante la sua carriera da master), ma soprattutto, quello che ha fatto la differenza con Arduini, sono stati i record italiani: ben 3 quelli conquistati da Longoni (sui 110hs e due sui 60hs), mentre Arduini ha fondamentalmente l'handicap di come gli altisti siano molto più longevi degli ostacolisti, e la loro carriera professionistica termina molto più tardi degli hurdelers. Così mentre Arduini si deve confrontare per il record italiano con misure da "top" (a partire dai fratelli Ciotti, ma passando anche per Luca Toso, in un passato nemmeno tanto remoto), Stefano Longoni pur ottenendo tempi sensazionali (14"32 sui 110hs e 8"25 twice) ha avuto un piccolo aiuto dal fatto che le altezze degli ostacoli non siano quelle assolute, privando il panorama dei record da possibili atleti "in età" da master (come Andrea Alterio che corse in 13"81 nel 2008 ma con i 106 cm o andando nel leggenda sportiva della specialità, con Sergio Liani, capace di correre a 35 anni in 14"00). Si pensi che il record italiano M35 nell'alto è invece di Nicola Ciotti con... 2,28! Misura che al mondo, a pari età, è forse stata saltata esclusivamente dal fenomeno (giovanile... ve lo ricordate a Spalato '90?) Dragutin Topic (2,31, ma anche 2,24 dopo i 40 anni!). Comunque, titolo meritato per Longoni, 

La stagione di Francesco Arduini è stata comunque esaltante: 2,07 come season-high, raggiunto ad Orvieto ad inizio giugno;  ma anche 2,06 a Comacchio, 2,05 sia a Zittau che a Jyvaskyla dove si è rispettivamente laureato campione europeo e mondiale. Il 2,07 equivale ad un AGC di 91,65%, contro il 92,73% di Longoni nei 60hs (e 91,77% sui 110hs): se non altro questo piccolo vantaggio consolida il primato del lecchese a livello prestativo puramente statistico. Come già detto Arduini è stato invece capace di compiere un'impresa nell'impresa, raccogliendo tutti i titoli del salto in alto a sua disposizione durante la stagione (all'aperto e indoor).

E gli altri? Manuel Dalla Brida, chiude al terzo posto con il bronzo di Zittau sugli 800 (e il 6° sugli 800), i 3 titoli italiani (su 800 indoor e i 1500 in ogni salsa), e il record spurio sui 2000. Si tenga presente che hanno portato punteggio anche i piazzamenti nelle diverse competizioni, campionati italiani inclusi. Così 4i troviamo sia Francesco Alborè (campione europeo di triplo) e Federico Nettuno, impegnato in mille battaglie in tutta la stagione (e 3 volte in 5° ai mondiali in 3 specialità diverse). Qui sotto la classifica completa.


20/01/12

Master: Mario Longo vale già un mondiale - la classifica AGC

Che si sia in Italia si capisce da tante piccole cose. La prima di tutte è che non esiste uniformità nel trattare la stessa cosa a seconda della latitudine, e questo senza alcuna pregiudiziale. L'esempio trasportato sull'atletica è il Sigma: chissà perchè alcuni comitati regionali o provinciali riescono a caricare i risultati praticamente in tempo reale, e altri aspettano che il risultato divenga materiale archeologico sedimentato. Ad esempio in Sicilia (almeno fino all'anno scorso) sembra non esista proprio il Sigma, che stia aspettando il ponte sullo Stretto (unico utilizzo la funzione per stampare i file pdf). Stessa cosa per la Campania, che ha pubblicato sì i risultati dell'ultimo meeting indoor di Ponticelli, ma bisogna andare a stanarli sul loro sito regionale e non dove si penserebbe di trovarli assieme a tutti gli altri (ovvero qui). Con i risultati del Veneto viene quasi da disintegrare il monitor: alcuni sì, altri dopo secoli, altri solo sul loro sito, altri ancora... mai. Ad esempio: dove si trovano i risultati della riunione di lanci di Schio? Quale arzigogolato viaggio per etere bisogna percorrere, visto che sul sito Ufficiale viene postato un link al sito regionale all'interno del quale del meeting non c'è traccia? Chi lo sa batta un colpo. Quindi, se un giornalista (mi autoescludo dalla categoria, perchè faccio tutt'altro) volesse scrivere di atletica in maniera esaustiva si troverebbe questa Babele di fonti non integrate che ci dicono esattamente come Arese e l'attuale cricca considerino l'atletica di base: ovvero, zero-virgola. Come gli zeru tituli cui ci abituati negli ultimi 8 anni: tutto zero. Spero almeno che abbia venduto qualche canotta in più in questi anni, altrimenti sarebbe un'esistenza davvero grigia. Siamo nel 2012, e il senso generale della gestione dei dati non è quello degli anni '90, dove bisognava aspettare le classifiche che uscivano ogni 3 mesi per farsi un'idea di ciò che succedesse in giro per le piste. Qui i risultati servono nell'immediato, ma anche solo per diffondere questo sport:così sa proprio di gestione alla viva-il-parroco. E sappiamo pure chi è il parroco. 

Vabbè, scusate lo sfogo. In attesa della pubblicazione dei risultati di Schio, facciamo un piccolo riassunto dei primi 20 giorni di atletica master in Italia. Il risultato a sensazione, secondo l'AGC l'ha fatto ancora una volta Mario Longo: 6"17 e 6"19 sui 50 metri a Ponticelli lo scorso weekend. Cosa vuol dire? Il 6"17 vuol dire 100% AGC, cioè ha ottenuto una prestazione che eguaglierebbe il record del mondo ufficiale di 5"51 del cubano Freddy Mayola corso nel 2000 (che migliorò il 5"55 di Ben Johnson). L'anno scorso Longo corse un immaginifico 6"09, fuori dalla portata di quasi tutti i suoi coetanei al mondo. 

Se rimaniamo in tema di AGC, il secondo master in ordine di percentuale di prestazione, è il toscano Ferido Fornesi, (1962, al suo esordio come M50) capace di correre i 60 a Modena in 7"69, cioè 93,94% AGC. Record piallato un paio di stagioni fa a 7"47 da Marco Morigi. Ricordo che le prestazioni oltre il 90% hanno una visibilità internazionale ma anche che l'AGC è uno strumento valutativo ancora da perfezionare, essendo ancorato ai record del mondo, molti dei quali (come quelli dei lanci) assolutamente avulsi dal naturale miglioramento umano. Proprio per questo le grandi prestazioni nei lanci e parte nei salti, sono decisamente più basse nell'AGC rispetto allo sprint. Fornesi supera di un solo punto centesimale Livio Bugiardini (1948), che ad Ancona ha corso in 8"45: 93,93%. Sempre sopra la soglia di nobiltà del 93%, Giorgio Tiberi (1956) ed M55: 8"04 e 93,64% a Casal Del Marmo. Sopra i 93 anche Enrico Sisti (1959, 7"88 e 93,58%), Paolo Chiapperini (1969, 7"35 e 93,40%, non male dopo l'infortunio di Cosenza) e Massimo Clementoni (6"85 sui 50 e 93,28% a Locarno). Mi duole citarmi, ma solo per la nuova m.p.i. sui 50 M40 dei 50: 6"31 sempre a Locarno. 

La prima donna dell'AGC 2012 dopo 20 giorni è la già citata Elena Sordelli, autrice del duplice record italiano F35 sui 60 a Modena (il 7"61 che le valse 91,12%). Sorprende anche la F45 Annalisa Gambelli, capace di infrangere il 90% con il 27"92 sui 200 e 90,12%. Barbara Martinelli col suo record italiano sugli 800 (2'20"51 consegnato all'immortalità ad Ancona) le vale 88,12%, che è anche il miglior risultato nel mezzofondo del 2012 tra tutti i master (maschi e femmine). Nascosto tra i risultati c'è anche un 4,93 da brividi nel salto in lungo di Rossella Zanni (F45) a soli due centimetri dal record italiano di Susanna Tellini

Tornando agli uomini, sembra essere in gran forma Francesco Arduini, già a 1,98 e 1,97 in due gare consecutive nel salto in alto: 87,67 e 87,23%, cioè i migliori dei 4 salti over-35 del 2012 ad oggi. Davide Bressan (1975) oltrepassa i 5,00 a Modena (86,47%), mentre Roberto Carpene (1975) arriva a 16,65

AGC al 20/01/2012

30/09/10

La settimana over-35: Paolo Camossi 15,77 (triplo) - Pamela Del Terra 58"35 (400)

(Paolo Camossi, Foto Fidal.it) - Dopodomani vanno in scena le finali dei c.d.s. Master a Cagliari: la maggior parte dei master stessi sono di conseguenza sul trampolino di lancio per uno dei momenti più importanti della stagione. Nella nostra rubrica "La Settimana degli over-35", quella passata, la copertina va invece ad altre finali, quelle dei Campionati di Società Assoluti, che ad ogni anno si arricchiscono disempre più  neo over-35. Del resto mancano i ricambi generazionali e i top-team nazionali stanno diventando sempre più "anziani" o quanto meno, devono ricorrere a tutto quello che passa il convento (lasciamo perdere per una volta la stupidità del regolamento dei c.d.s., sul quale abbiamo già ampiamente discusso): guardate per esempio i 1500 o i 5000 della Serie Oro o Argento. Sembrava un campionato keniano... mah. Potere della nuova formula, no? Tutti giovani... stranieri. Nel fine settimana ci tengo a sottolineare alcune prestazioni (poi come al solito in allegato i migliori risultati della settimana scorsa ottenuta dai master in pectore) oltre che a dedicare uno spazio tutto loro ad una delle prove del Pentalanci tenutosi a San Benedetto del Tronto sul quale ha scritto una nuova penna di Webatletica, Alessandro Tifi. La prima prestazione "notevole" è quella fatta registrare dall'ex primatista italiano Paolo Camossi (1974) che è tornato a saltare per la sua società nel salto triplo: 15,77 ad Orvieto che equivale a 88,29% AGC (il record italiano M35 è ancora un 16,00 di Buttiglione... manca davvero poco). Molti risultati buoni anche da altri "saltatori" come Giacomo Befani (1970) 4,90 nell'asta (88,15%), mentre ancora un over 2,00 da parte di Francesco Arduini nell'alto (86,90%). Nel mezzofondo ha svettato Marco Biondani (1962) nei 1500 con il suo 4'13"68 e ben 93,26% (3° risultato al maschile AGC): ci credete che parterre de roi si è messo alle spalle? Prima il poliziotto Lorenzo Lazzari (14'36"08 sui 5000, cioè 88,81%), mentre sul podio virtuale di giornata niente-popo-di-meno-che l'altro cop Andrea Longo (1975): 1'56"40 e 87,12%. Avevo letto una sua intervista nella prima primavera sul suo "rilancio", che purtroppo l'ha portato a 1'51"14 ottenuto a Firenze il 6 giugno, quando probabilmente si aspettava tempi sotto gli 1'50". Ma questo è l'anno del "ritorno", l'anno prossimo sarà quello in cui molto probabilmente attaccherà anche la MPI M35 (probabilmente non gli importa più di tanto... a noi un pò di più): l'1'50"66 di Stefano Parma che recentemente abbiamo rivisto all'opera nei 1500 di "celebrazione" del ventennale del record di Genny Di Napoli. Nei 3000 siepi di Borgo Valsugana all'opera anche il campione europeo di Nyiregyhaza Stefano Vercelli: 9'43"07 (84,57%). Se passiamo agli ostacoli domina dall'alto del suo 13"7 sui 110hs (manuale!!!) di Andrea Alterio ad Orvieto (94,27%, seconda prestazione AGC della settimana tra gli uomini).  Probabilmente il record italiano "manuale" sulla distanza, quando quello elettrico tabellato è il 13"81 sempre del friulano (ma non so se la nostra amica Giusy Lacava lo inserirà nella tabella dei record nazionali). Naturalmente show nei lanci: ormai tutti i migliori lanciatori nazionali hanno più di 35 anni: lassù, in testa, c'è l'argento europeo di Barcellona Nicola Vizzoni (1973) con il suo 73,35 nel lancio del martello e 87,13% agc. Mostruoso, anche se a Barcellona (79,12) ha sfiorato la sua stessa MPI di 79,74. Paolo Dal Soglio (1970) è secondo invece nella classifica virtuale AGC del lanci: 17,70 e 78,63% AGC. Ma pensate chi c'è nei posti di rincalzo: Diego Fortuna, Giorgio Tubini, Stefano Lomater, Corrado Fantini... molti dei migliori lanciatori italiani degli anni '90. Per  i loro risultati, naturalmente vi rimando al file allegato. Di fatto, però, il miglior risultato AGC l'ha ottenuto il marciatore Graziano Morotti: un treno! 47'25"37 nei 10 km di marcia: 96,19%. 
Nelle donne grande fermento tra 400 e 800 F35. Nelle ultime settimane le ragazze scese sotto i 59" nei 400 (e ancor di più sotto il minuto) si stanno moltiplicando. Prima Maria Sgromo un paio di settimane fa, quindi Mara Cerini la settimana scorsa, adesso Lucia Pollina che ha corso 58"91 (84,34%) a Comacchio. Ma soprattutto è esplosa (possiamo parlare di esplosioni a 36 anni??) di Pamela Del Terra (1974): 58"35 ad Orvieto (86,08%). Sono curioso: vado a vedere le liste dell'anno... ollalla! Pensata che aveva come SB un 59"0 corso a Pistoia ad aprile, mentre a luglio aveva corso in 1'00"31! Grande miglioramento! L'anno scorso aveva comunque corso in 58"2: è nei suoi "numeri" correre quei tempi. La migliore velocista è stata comunque la siciliana Maria Ruggeri (1969) 26"22 (con -0,6) a Comacchio: 87,30%. Passando al mezzofondo si dimostra ancora in forma strepitosa Maria Vittoria Fontanesi (1974) di cui avevo parlato una settimana fa. Stavolta impressiona sui 1500 dove riesce a correre in 4'25"49 (89,67%) nella finale Oro di Borgo Valsugana. Nei primi 5 posti virtuali la Fontanesi si colloca anche al terzo con il 2'09"54 sugli 800 (87,45%), mentre Silvia Casella (1972) piazza il secondo posto (4'29"57 sui 1500) e al quinto con 17'10"94 sui 5000. Nei salti, punteggi pirotecnici di Barbara Lah (1972) e Roberta Bugarini (1969): la friulana 12,94 nel salto triplo e 92,63%, mentre la Bugarini 1,74 nell'alto e 92,55%.

Segue l'articolo di Alessandro Tifi sulla riunione di Pentalanci di San Benedetto Del Tronto. 


A San Benedetto il 25 e 26 settembre si sono svolti i campionati Regionali (open) di pentathlon lanci master 2010 validi come ottava prova del gran prix lanci che si concluderà con la nona e ultima prova, che verrà disputata il 9 ottobre a Macerata, in concomitanza con il campionato italiano individuale di specialità.
45 sono stati gli atleti a prendere parte alla competizione, 33 uomini e 12 donne appartenenti a 25 diverse società dalle diverse regioni italiane.
La gran parte dei risultati di rilievo arriva dalla categoria più “partecipata”, quella degli mm55, con 11 atleti, tra cui spiccano i risultati di Berhemi Xhavit (Liberatletica Aris Roma), primo con 333011,41 e nel disco con 40,99); di Moiraghi Angelo (Atletica Rovellasca), secondo con 3100 punti (distintosi nel martello con 39,22 e nel martellone con 13,32); e di Locati Lorenzo (Ginn. Monzese Forti e Liberi) con 11,35 nel peso. punti (ottimo nel peso con
Tra gli mm60 troviamo Sagoni Roberto (Giovanni Scavo) primo con 3136 punti ed autore di un ottimo 45,22 nel disco; Cacciatori Francesco (Cus Roma) secondo con 3068 punti (40,66 di giavellotto); Bettucci Francesco (Sef Macerata), terzo con 3021 punti ed un probante 41,88 nel disco. Tra gli mm70 si segnala Cartechini Italo (Sef Macerata), primo con 3201 punti (11,22 nel peso e 33,24 nel disco).
A livello femminile i migliori risultati arrivano tra le mf50: Magagni Anna (Acquadela Bologna) prima con 2645 punti (10,27 nel peso); Melotti Paola (13,59 nel martellone). Unica partecipante tra le mf65, ma con un eccellente punteggio (3853) Del Giudice Brunella (Nuova Atletica dal Friuli) (29,157,64 nel peso, 13,59 nel martellone). Ottima anche la mf 80 Fozzer Nives (Nuova Atletica dal Friuli) mf 80 con 6,15 nel peso. nel martello
Un gran prix di nove prove durante il corso dell’anno, tutte dedicate ai lanci master, è una gran bella iniziativa, chissa che non sia possibile allargare “la cosa” anche ad altre specialità!
Quindi appuntamento a Macerata per gli italiani di specialità del 9 ottobre.

Alessandro Tifi

08/08/10

Europei Master, capitolo-7: i master veneti - dal sito fidalveneto.it

(foto Fidal Veneto - Francesco Arduini e Luca Tonello) - Nella ricerca spasmodica di notizie relative ai master, riporto nell'articolo che segue il report dei Campionati Europei master scritto dalla responsabile dell'area master della Fidal Veneto, Rosa Marchi.

(a cura di Rosa Marchi) - Si è conclusa a Nyíregyháza, in Ungheria, la XVII edizione dei Campionati Europei Master. Vi hanno partecipato 241 italiani, che hanno collezionato un totale di 101 medaglie (31 d'oro, 32 d'argento e 38 di bronzo) e il terzo posto nel medagliere per nazioni. Ha dominato la squadra tedesca, con la bellezza di 390 medaglie (152 d'oro, 130 d'argento e 108 di bronzo), seguita dalla Gran Bretagna con 139 (55 ori, 49 argenti e 35 bronzi). In totale sono state assegnate quasi 1.500 medaglie! In una manifestazione master non c'è da stupirsi, se si tiene conto delle numerose gare in programma e di tutte le categorie degli atleti in gara. I veneti hanno dato il loro prezioso, significativo contributo al medagliere azzurro con 8 medaglie d'oro, 8 d'argento e 6 di bronzo. Vediamo ora nel dettaglio i nostri protagonisti.

Tripletta dorata

Sono tre splendide medaglie d'oro, ottenute sui 100, 200 e 400 metri, quelle conquistate da Emma Mazzenga (Città di Padova) nella categoria W75. A 77 anni ha corso rispettivamente in 17”48, 36”65 e 1'25”72, lasciando un grande margine tra sé e le avversarie (soprattutto sui 200, con 8 secondi di vantaggio dalla seconda). Negli 800 metri, gara alla quale non ha partecipato, s'è però vista strappare dalla tedesca Elfriede Hodapp il primato mondiale stabilito nel 2008.

I sogni si avverano

Dopo i Campionati italiani l'avevamo lasciato alla ricerca di uno sponsor per realizzare il sogno di partecipare a questi Europei. Il campione mondiale dei 5 km di marcia M90, il maresciallo in pensione Giovanni Vacalebre (classe 1919), è riuscito a trovare un contributo per la sua trasferta in terra ungherese e a realizzare dunque il suo sogno. E così, accompagnato dall'inseparabile moglie Giuseppina (“Iuppi” per gli amici), il portacolori del Bobadilla Club ha lasciato Vittorio Veneto alla volta della cittadina ungherese. Era l'unico atleta iscritto nella gara per la sua fascia d'età, ma la medaglia non era scontata. In questa manifestazione sono stati infatti introdotti dei “minimi per le medaglie”, cioè delle prestazioni minime per aver diritto alla premiazione sul podio. Non bastava dunque partecipare: Giovanni avrebbe dovuto marciare sotto la soglia dei 46 minuti (minimo stabilito per la categoria M90). Considerato che Giovanni si era laureato campione del mondo lo scorso anno con un tempo superiore ai 50 minuti, l'impresa non poteva sembrare così facile; ma lui ce l'ha fatta, marciando con grande tenacia e volontà nel tempo di 45'30”41 e conquistando il titolo di campione europeo. Dal referto ufficiale, nel quale vengono riportati anche i record europei di categoria vigenti, scopriamo che Vacalebre ha migliorato il precedente primato appartenente ad un altro italiano, Rodolfo Crasso, che nel 2005 marciò in 45'57”01. In realtà il vero primato, non ancora ratificato alla federazione europea, è quello che lo stesso Vacalebre ha stabilito il mese scorso a Roma agli Italiani master, 45'01”00, risultato che era sfuggito anche alla scrivente in quanto il primato italiano, tuttora appartenente a Crasso, è di 42'20”97, stabilito nell'anno in cui è diventato novantenne ma prima del suo compleanno. Riassumendo, Crasso continua a detenere il record italiano MM90 con 42'20”97, ma Vacalebre detiene ora quello europeo M90, con 45'01”00.

Dall'argento all'oro

I vice campioni mondiali 2009 Francesco Arduini (Alto MM35) e Michela Ipino (Maratona W40), entrambi alla prima esperienza internazionale a Lathi, ci hanno preso gusto e sono ritornati in gara anche per questa edizione per gli Europei con la gioia, in terra ungherese, di salire sul gradino più alto del podio. 2,02 è la misura valicata dall'atleta “romagnolo” della Jager Vittorio Veneto, mentre poco sopra le 3 ore è il tempo segnato dalla “mamma volante” Michela Ipino (Bassano Running Store) sui 42 km. Queste prestazioni hanno permesso a entrambi di laurearsi campioni europei. Nella pedana dell'alto M35 era in gara anche il padovano Luca Tonello (Voltan Martellago) il quale, con un balzo a 1,90, si è aggiudicato la medaglia d'argento per un podio per due terzi veneto.

Staffette dorate

L'inno di Mameli l'hanno ascoltato anche loro, insieme agli altri atleti che hanno composto i quartetti vincitori delle staffette 4x400 M40 e W35. Parliamo di Fausto Salvador e Barbara Ferrarini. Il portacolori dell'Atletica San Marco Venezia (insieme a Paolo Chiapperini, Edgardo Barcella e Massimiliano Scarponi) è salito sul gradino più alto del podio correndo la staffetta del miglio in 3'25”39; la quarantatreenne dell'Atletica ASI Veneto è invece “scesa di categoria” per la staffetta azzurra W35 e con Cristina Amigoni, Emanuela Baggiolini e Paola Tiselli ha vinto la staffetta 4x400 con 4'02”07 sfiorando il primato italiano di un solo centesimo. La Ferrarini ha così compensato in parte la delusione per la gara dei 400 hs W40 dove, per un errore di distribuzione, ha visto la medaglia d'oro trasformarsi in argento proprio sull'ultimo ostacolo. Barbara ha poi conquistato un altro argento nel salto in lungo con l'ottima misura di 5,44, a soli 4 centimetri dalla miglior prestazione italiana MF40 da lei stessa stabilita 3 anni fa.

Un personale a cinquant'anni

Domenico Furia, lunigianese in forza alla Voltan Martellago, ha iniziato ad allenarsi per la velocità nel 2007, a 47 anni. Nel 2009 ha avuto la gioia di conquistare il titolo europeo indoor nella staffetta 4x200 W45, ma a Nyíregyháza ha forse ottenuto la soddisfazione più bella: dopo aver corso ben 6 turni di gare (3 turni per i 100 metri e 3 per i 200 metri), è riuscito a stabilire nella finale dei 200 metri M50 il suo primato personale assoluto scendendo per la prima volta sotto il muro dei 24 secondi. Il tempo finale di 23”86 (a 17 centesimi dal primato italiano di Ranzini) gli ha permesso di classificarsi al secondo posto, facendogli sfiorare per soli due centesimi la medaglia d'oro.

Gli altri argenti

Ben 3 sono state le medaglie d'argento collezionate dall'italo-russa Natalia Marcenco. La marciatrice, portacolori dell'Assindustria Padova, è giunta seconda sui 5000 metri e sui 10 km di marcia W55. Su quest'ultima distanza ha vinto la terza medaglia nella classifica a squadre W55/W60. Chiudiamo l'elenco delle medaglie d'argento con il secondo posto di Luca Romano, ligure da quest'anno in forza alla Voltan Martellago, con la staffetta 4x400 M35.

I bronzi

In rassegna ora i terzi posti non ancora citati. Doppietta di bronzi per Mario Bortolozzi (GAT Treviso) nel salto in lungo e triplo M70. Medaglia anche per gli evergreen veronesi Alcide Magarini (800 metri M80) e Eddo Foroni (100 metri M85), entrambi in forze alla Libertas Lupatotina. Per concludere ricordiamo la medaglia di bronzo di Gabriella Ramani (Asi Veneto) nella staffetta 4x400 W40. Per l'atleta triestina si tratta della prima medaglia internazionale, conquistata in Ungheria dopo il sesto posto sui 400 metri e il settimo sui 200 metri W45

I VENETI GIUNTI TRA I PRIMI 8

Di seguito elenchiamo tutti gli atleti tesserati per squadre venete che agli europei master di Nyíregyháza si sono piazzati nelle prime otto posizioni:

ORO (8)
  • W35-Barbara Ferrarini (ASI Veneto)-4x400 (C.Amigoni,B.Ferrarini,P.Tiselli,E.Baggiolini) 4'02”06
  • W40-Michela Ipino (Running Bassano VI)-Maratona 3h12'42”
  • W75-Emma Mazzenga (Città di Padova) – 100 m. 17”48 (-0.4)
  • W75-Emma Mazzenga (Città di Padova) – 200 m. 36”65 (+0.6)
  • W75-Emma Mazzenga (Città di Padova) – 400 m. 1'25”72
  • M35-Francesco Arduini (Jager V.Veneto TV)-Alto (2,02)
  • M40-Fausto Salvador (S.Marco Venezia)-4x400 (P.Chiapperini,E.Barcella,F.Salvador,M.Scarponi) 3'25”39
  • M90–Giovanni Vacalebre (Bodadilla TV)-Marcia 5 km (45'30”41)
ARGENTO (8)
  • W40-Barbara Ferrarini (ASI Veneto VE)-Lungo 5,44 (+2.4)
  • W40-Barbara Ferrarini (ASI Veneto VE)-400 hs 66”40
  • W55–Natalia Marcenco (Assindustria PD)- Marcia 5.000 30'53”77
  • W55–Natalia Marcenco (Assindustria PD)- Marcia 10 km 1h03'02”
  • W55/W60-Natalia Marcenco (Assindustria PD)- Marcia 10 km Team (N.Marcenco,P.Martini,M.Luppi) 3h23'54”
  • M35-Luca Tonello (Assindustria PD)- Alto (1,90)
  • M35-Luca Romano (Voltan Martellago VE)-4x400 (M.Minelli,A.Benatti,L.Romano,A.Gulino) 3'27”09
  • M50-Domenico Furia (Voltan Martellago VE)-200 m. 23”86 (+0.5) ( b.25”45 +1.4; sf. 24”15 -0.2)
BRONZO (6)
  • W40–Gabriella Ramani (ASI Veneto VE)-4x400 (G.Ramani,A.Pagnotta,A.Micheletti,G.Lacava) 4'28”07
  • M35-Luca Tonello (Assindustria PD)- Triplo 13,27 (0.0)
  • M70-Giorgio Bortolozzi (GAT TV)-Lungo 4,45 (+0.8)
  • M70-Giorgio Bortolozzi (GAT TV)-Triplo 9,46 (+1.5)
  • M80-Alcide Magarini (Libertas Lupatotina VR)–800 m. 4'12”77.
  • M85-Eddo Foroni (Libertas Lupatotina VR)-100 m. 19”01 (+1.0)
IN QUARTA POSIZIONE
  • W40–Gabriella Ramani e Barbara Ferrarini (ASI Veneto VE)-4x100 (G.Ramani,B.Ferrarini,C.Amigoni,C.Ansaldi)
  • M35-Albano Montresor (Fondazione Bentegodi VR) – Marcia 20 km 1h45'31”
  • M45–Cristiano Zanolli (Fondazione Bentegodi VR)- Marcia 20 km 1h52'40”
  • M80-Alcide Magarini (Libertas Lupatotina VR)–400 m. 1'44”55.
IN QUINTA POSIZIONE
  • W40-Barbara Ferrarini (ASI Veneto VE)-80 hs 12”77 (-0.4) (b. 12”51-1.2)
  • M45/M50–Pietro Balbo, Gianfranco Mocellin e Giuseppe Severino Zen (Bassano Running Store VI)-Maratona Team (P.Balbo,G.Mocellin,G.S.Zen) 10h34'25”
  • M80-Alcide Magarini (Libertas Lupatotina VR)–200 m. 41”44 (+0.5).
IN SESTA POSIZIONE
  • W45-Gabriella Ramani (ASI Veneto VE)-400 m. 65”36 (b.65”39)
  • M35-Luca Romano (Voltan Martellago VE)-400 m. 53”91 (b.53”61)
  • M50-Domenico Furia (Voltan Martellago VE)-100 m. 12”04 (+0.5) ( b.12”14 -0.3; sf. 11”95 +1.0)
IN SETTIMA POSIZIONE
  • W45-Gabriella Ramani (ASI Veneto VE)-200 m. 29”59 (-0.2) (b.29”31 +0.0)
IN OTTAVA POSIZIONE
  • M50-Pietro Balbo (Bassano Running VI)-Maratona 3h04'53”

06/08/09

Lathi 2009: day-5: sei medaglie e sei "legni"

La quinta giornata a Lahti si chiude all'insegna del "legno": ben 6 quarti posti. Si impone la Del Giudice nel martellone, e la Amigoni a sorpresa nei 400hs W40. Arduini nel salto in alto M35 vince l'argento, come Nadia Dandolo nei 5000 W45. Bronzi per Giorgio Federici e Paola Tiselli. Segue il dettagliato racconto statistico atleta-per-atleta della giornata. Ho introdotto il termine "binomio" per indicare per ogni singola specialità i precedenti "storici" ottenuti nella medesima categoria e nella medesima specialità.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (oro - martellone W65) - Dopo l'argento conquistato nel martello, Brunella Del Giudice piazza il lancio perfetto al terzo turno della sua serie di lanci: 13,40, sufficienti a frenare il ritorno prepotente della estone Helvi Erikson. Ed è così che arriva il 5° oro internazionale della lanciatrice italiana (4 dei quali proprio dal martellone, sua specialità di riferimento). E' anche il primo oro mondiale all'aperto (vantando infatti un oro a Clermont-2008 e 3 ori europei). La Del Giudice è anche la seconda italiana di sempre a vincere un oro nella categoria W65 ad un campionato mondiale all'aperto: l'unica a riuscirci fino ad ora era stata Bruna Miniotti nei 5000 di Brisbane 2001.
  • CRISTINA AMIGONI (oro - 400hs W40) - L'Amigoni trova la consacrazione internazionale vincendo una gara davvero difficile: 1'06"13 contro 1'06"84 della profeta in patria Katrin Kreen. Campionessa del Mondo in una specialità che soprattutto negli ultimi anni ha dato parecchie soddisfazioni, con Ferrarini e Baggiolini a Riccione-07. Rimane quindi il dominio italiano a livello mondiale tra le W40 (che segue proprio l'oro di Barbara Ferrarini). Dopo l'argento di Lubiana, il miglior traguardo personale a livello sportivo proprio ad un mondiale: non male.
  • FRANCESCO ARDUINI (argento - alto M35) - Francesco Arduini, con 1,99, riesce nell'impresa di raggiungere l'argento in una delle gare tecnicamente più difficili. Gara che si è risolta a 2,02 soprattutto a causa dello scroscio d'acqua che ha reso impraticabile la pedana, costituita da una superificie molto dura e scivolosa (qualcuno ne ha fatto pure le spese, come Luca Tonello). L'argento fa il paio con quello vinto da Mauro Tavella nel 2007 a Riccione, per quanto riguarda campionati mondiali all'aperto. L'unica vittoria a livello internazionale del binomio, rimane quindi quella proprio di Tonello a Lubiana-08. 6 medaglie in totale nell'alto M35 nelle manifestazioni internazionali, 1 oro, 2 argenti e 3 bronzi. Buon esordio per Arduini, campione italiano a Cattolica.
  • NADIA DANDOLO (argento - 5000 W45) - L'atleta veneta dal passato da assoluta di prima qualità, conquista all'esordio internazionale master un prestigioso argento dietro la belga Corinne De Baets, al momento apparsa fuori portata (16'53"00 vs 17'23"08). L'argento è la seconda medaglia italiana nel binomio (W45/5000) (e seconda posizione di sempre) visto che nel lontano 1981 Maria Paola D'Orlando a Christchurch (Nuova Zelanda) vinceva la gara in 18'09". Da allora le migliori posizioni erano state dei 5' posti a Roma-85 e Riccione-07.
  • GIORGIO FEDERICI (bronzo - lungo M40) - come al solito la gara del lungo M40 riserva un'infinità di sorprese: salti al sorpasso che si susseguono, medaglie che vanno e che vengono. Giorgio Federici ha conquistato un bronzo, che è stato per qualche salto oro, fino alla fine argento, ma che poteva essere anche un legno. Va bene così: resta il rammarico che al terzo salto Giorgio trova un 6,53 che poteva valere il "medaglione" (quest'anno ha però saltato 6,75!). Il salto successivo vede il tedesco Schlindwein operare il sorpasso (6,66). All'ultimo salta arriva anche il 6,55 del brasiliano Pessanha. Terzo posto (a 6,47 chiude il britannico Munroe). Come dicevo nello scorso articolo: settima medaglia internazionale (su 8 manifestazioni) per il bresciano. Ai mondiali all'aperto due argenti e il bronzo di Lahti. Il suo "plus" rimane così l'oro di Linz-06 (World indoor).
  • PAOLA TISELLI (bronzo - 800 W35) - Arriva anche la medaglia mondiale per Paola Tiselli, dopo i fasti di Ancona e Lubiana. Tempo: 2'22"91, che denota l'andamento tattico della gara, vinta ancora una volta dal fenomeno britannico Nina Anderson (che sui 400 dovrà però vedersela con altri fenomeni... americani). E' la nona medaglia internazionale per la Tiselli, che sugli 800 non è ancora riuscita a vincere (2 argenti e un bronzo agli europei). Le vittorie sono arrivate dai 1500 in su, fin'ora. Il miglior piazzamento ad un mondiale outdoor sugli 800 rimane l'argento di Veronica Chiusole a Riccione-07, mentre l'unica vittoria internazionale sulla medesima distanza nel binomio appartiene alla Baggiolini (Ancona-09).
  • LUCA TONELLO (4° - alto M35) - vittima della pedana di Lahti, Luca Tonello, campione d'Europa indoor in carica, arriva al 4° posto, al pari merito con il bronzo del francese William Dukic e con la misura di 1,93. Durante uno dei salti, come riportatomi dallo stesso, stiramente del quadricipite per cercare di fermare lo scivolamento dato dalla pedana alla soglia dell'impraticabilità.
  • MARIA LORENZONI (4^ - 5000 W50) - Non basta un ottimo 18'19"51 per conquistare una medaglia per la Lorenzoni nei 5000. Dopo l'argento nel cross nel giorno d'apertura sfugge quindi una medaglia dalla pista, laddove la Lorenzoni è campionessa d'Europa uscente. L'unica italiana a conquistare una medaglia nel binomio (W50/5000) rimane così la sola Lucia Soranzo, argento nel 2003 a Portorico. La stessa hall-of-famer Noemi Gastaldi giunse quarta a Roma-85.
  • ALDO DEL RIO (4° - 800 M60) - di un niente sfiorata l'ennesima medaglia di giornata per l'Italia. E altro "legno". Stavolta il tenace Aldo Del Rio, guarito dalla fastidiosa tendinite, giunge 4° negli 800 con 2'20"82: il terzo ha corso soli 64 centesimi in meno... Comunque, quella degli 800 rimane per Aldo una specialità nuova, inaugurata ad Ancona-09 con un argento. C'è tempo e spazio per migliorare. Il 4° posto conferma il 4° posto di Riccione, sua miglior posizione ad un campionato mondiale all'aperto (ma guadagnata sui 400). Nel suo carnet mondiale (en plan air) anche il bronzo nella 4x400 (sempre a Riccione). Per finire: nel binomio (M60/800) Del Rio ottiene il miglior piazzamento di sempre di un italiano al Mondiale, pareggiando l'analoga posizione di Konrad Gaiser a Riccione-07.
  • GIAN LUCA CAMASCHELLA (4° - 400HS M35) - La lunga litania di medaglie di legno ha continuato con i 400hs M35, dove Camaschella correndo sul piede dei tempi ottenuti nell'ultima parte di stagione (57"26), giunge al quarto posto. Difficile al momento pensare alla medaglia, visto che bisognava correre in 56"44 (l'oro addirittura a 54"29). Camaschella ha comunque migliorato il 5° posto di Riccione (ottenuto correndo in 58"62), che fino a ieri era il miglior risultato M35 di un italiano nel binomio. L'unico a riuscire nell'impresa di vincere una medaglia nel binomio è stato Marco Agostinelli a Lubiana-08 (Europei outdoor).
  • FREDERIC PERONI (4° - 400HS M45) - 5° legno in una giornata, stavolta per mano di Frederic Peroni. Lo dicevo ieri, Frederic aveva la possibilità di vincere abbastanza agevolmente una medaglia: magari non l'oro (56"49, avrebbe dovuto migliorare il record italiano di mezzo secondo), ma combattere con il portoricano Echeandia per l'argento (57"06, contro il 57"16 di SB di Peroni). Sicuramente valeva ampiamente il bronzo del britannico Tunstall (58"36). Invece, purtroppo, un "legno" che spero non intacchi il suo entusiasmo. Purtroppo qualche problemino tecnico in gara, sino a fermarsi letteralmente sull'ultimo ostacolo mentre lottava prorio per il bronzo. Fino a ieri, le sue miglior posizioni ad un mondiale erano state due sesti posti a San Sebastian e Riccione (2005 e 2007). Il quarto posto è anche la miglior posizione italiana di sempre nel binomio (precedente, un sesto posto di Dario Gasparo a Riccione-07).
  • SONIA MARONGIU (4^ - 5000 W35) - E sono 6 legni in una sola giornata. Questo per concludere in bellezza è infatti il sesto quarto posto. La "fortunata" è stata stavolta la sarda Sonia Marongiu, già bronzo nel cross nella giornata di apertura. A "scipparla" del bronzo la spagnola Palacio, ma che con 4" secondi in meno, forse al momento era un pizzico più forte. Ma attendiamo commenti sulla gara, non avendolo vista. Quinta posizione di sempre ad un mondiale outdoor nel binomio 5000/w35 (due ori, nell'85 a Roma dalla Taroni, nel '99 a Gateshead dalla Moser, e l'argento-bronzo a Riccione 2007 di Fragapane-Ceccanti).
  • LUIGI FERRARI (5° - 800 M50) - Nonostante l'ottimo 2'04"83, penso che ci sia un pizzico di delusione per Ferrari, soprattutto perchè il bronzo stava lì a 18 centesimi. Per il Campione d'Europa indoor quella di Lahti rimane la miglior performance ad un campionato mondiale master all'aperto. 33 atleti nella storia del masterismo italiano hanno partecipato nel binomio (M50/800) ai mondiali master outdoor, ma solo due sono riusciti all'impresa di accedere alla finale. Bisogna risalire addirittura a Roma 1985 per trovarli. furono Enrico Greppi e Carlo Clementi. Per Ferrari il 5° che rappresenta (con quello di Greppi) il miglior piazzamento di un italiano.
  • ALESSANDRO CIPRIANI (5° - 400HS M50) - Non era per nulla facile la finale M50 dei 400hs. Essere entrati con l'ultimo tempo a disposizione poteva essere già un bel traguardo. Invece Cipriani è riuscito a risalire il fiume fino alla 5^ posizione con un tempo molto vicino al suo stesso record italiano (1'01"95). Il risultato pareggia l'analoga posizione raggiunta da Cipriani a Riccione-07 (ma conquistata con 1'02"20), che è il suo miglior risultato ad un mondiale master outdoor. Nel binomio storico (400hs/M50) nessun italiano è riuscito mai ad andare meglio del 5° posto (3 quinte posizioni, 2 di Cipriani, 1 di Francesco Bettella addirittura a Goteborg-1977).
  • FRANCESCA PINI-PRATO (5^ - 5000 W40) - 5^ con 18'17"70, sua miglior posizione assoluta ad un mondiale raggiunta individualmente. A Riccione fu 7^ nei 10000 e 9^ sui 5000. Il risultato pareggia anche la sua miglior posizione assoluta ad un campionato internazionale (5^ a Poznam 2006 sui 5000). Per trovare nel binomio W40/5000 una prestazione migliore bisogna ritornare a Roma-1985, dove le italiane vinsero il bronzo con Silvana Acquarone, e furono quarte con Severina Pesando. Roberta Boggiatto fu 5^ a Riccione-07, proprio come la Pini-Prato a Lahti.
  • MASSIMILIANO REMUS (6° - martello M35) - Nonostante un buon 44,32, Remus raggiunge il 6° posto. Il 5° lontanissimo (51,89). Migliorato comunque il 10° posto ri Riccione-07 (ottenuto con 42,09). Sua miglior prestazione internazionale rimane il bronzo nel martellone ad Ancona-08, mentre nel martello il 4° posto di Clermont-08. Il suo sesto posto è anche la seconda posizione di sempre di un italiano ad un campionato mondiale, nel binomio specialità/categoria: unico italico che aveva meglio di lui fino ad oggi, Francesco De Santis con l'argento di Riccione-07.
  • STEFANIA AGNESE (6^ - 5000 W40) - Gara conclusa in 18'30"00. Quinta posizione di sempre conquistata da un'italiana ad un mondiale nel binomio. A Riccione fu... sesta anche allora. Il suo best-career lo ha raggiunto sempre a Riccione con il bronzo nel cross.
  • MICHELE TICO' (7° - lungo M35) - Il settimo rango con 6,18 rappresenta la miglior posizione ad un campionato mondiale (sia all'aperto che al chiuso). Fino a Lahti, Ticò vantava ben quattro ottavi posti tra lungo ed asta. Sempre dalle medesime specialità sono arrivati anche i migliori risultati a livello individuali (3 quarti posti).
  • LAURA MILLO (8^ - asta W40) - 2,40 per l'atleta italiana, che a Riccione, da W35, conquistò il bronzo con 2,30. Il livello è aumentato notevolmente anche in queste specialità, tanto che la vincitrice, l'inglese Irie Hill ha stabilito il nuovo record mondiale con 3,71. Podio a 2,80, misura che la Millo aveva avvicinato in una manifestazione internazionale, solo ad Aarhus-06. Prima della Millo, unica ad essersi cimentata nel binomio, è stata Carla Forcellini, che vinse l'oro a Portorico-03.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (8^ - peso W65) - le fatiche di alcuni lanciatori sono vere e proprie odissee. Tra le molteplici presenze della Del Giudice, annotiamo anche quella nel lancio del peso, specialità che non la vede eccellere così come nei lanci lunghi. Per lei ottavo posto con 8,43. Migliorato il 9° posto di San Sebastian-05, e Riccione-07 dove si arenò in qualificazione. Nel binomio, miglior posizione di sempre rimane quella di Maria Surza Myiazaki-93, dove giunse 5^.
  • ROBERTO AMERIO (8° - 400HS M40) - Di fatto non si è presentato ai blocchi di partenza per l'infortunio di cui si parlava ieri in batteria. Resta comunque l'impresa della finale raggiunta (10^ per un italiano ad un mondiale nel binomio), culminata con l'argento di Piazzola (unica medaglia mondiale) a Riccione 2007. Per Amerio la 6^ finale consecutiva in 6 anni nelle grandi manifestazioni internazionali outdoor (fra Mondiali ed Europei).
  • ANGELA BERTANZA (10^ - peso W65) - un paio di posizioni oltre la Del Giudice troviamo la Bertanza, che ha lanciato 6,92. Del peso W65 e di qualche statistica spicciola, vi rimando al commento sull'ottavo posto proprio della Del Giudice. La Bertanza ottiene comunque la sua miglior posizione ad un campionato mondiale (fino ad oggi vantava un 13° posto a Riccione-07, 22^ a Turku-91, 27^ a Gateshead-99 e 33^ a Buffalo-95). In assoluto la miglior prestazione rimane il 7° rango conquistato ad Ancona-09.
  • SABRINA CIPOLLA (10^ - disco W35) - 24,70 ottenuto nella finale diretta dall'esordiente Sabrina Cipolla. A livello "storico" ai Mondiali Open, nel binomio (W35/disco) meglio della Cipolla troviamo solo il 4° posto di Lucia Leonardi a Riccione-07, il 7° di Santa Sapienza (sempre a Riccione).
  • ALBERTO TIFI (12° - lungo M40) - esordio in una finale mondiale con 5,89 e il 12° posto. Peccato non aver trovato le giuste meccaniche proprio nell'appuntamento più importante. Non arrivava la medaglia, ma una posizione tra la settima e la nona erano alla sua portata.
  • ANTONIETTA MERLINI (12^ - 5000 W45) - Esordio sul palcoscenico mondiale con una dodicesima posizione e 20'30"20. 13^ posizione italiana di sempre nel binomio.
  • RITA MASCITTI (12^ - 5000 W40) - gara conclusa in 19'38"26. Seconda comparsa internazionale dopo il 7° posto di Ancona-09 sui 3000.
  • MARIA GRAZIA ROSSINI (13^ - giavellotto W40) - Posizione ottenuta con 11,60. Dodicesima giunse anche a Lubiana (con 13,31). L'Italia, nel binomio, era campione uscente con Veronica Becuzzi a Riccione-07.
  • ANTONIO BOLDRINI (14° - lungo M40) - Con 5,72 peggiorato il 12° di Riccione 2007. Ma davvero particolare il peggioramento prestativo, segno od indizio di qualche malanno. Ad Ancona, pochi mesi fa, Boldrini giungeva 6° saltando 6,31. Oggi quasi 60 centimetri in meno: non può essere solo un problema "tecnico".
  • ANDREA SOLDATI (15° - martello M50) - Con 34,11 Soldati coglie il 15° rango nella gara vinta con 62,51 (!) dal tedesco Bernard Ulrich. Mi risulta (personalmente) come esordio a livello internazionale. Nella binomio specialità/categoria l'Italia vanta l'oro mondiale di Massimo Terreni a Riccione-07, e il bronzo di Silvano Giovanetti a Portorico nel 2003. Quella di Soldati è la decima posizione italiana nella specialità ad un mondiale.
  • VINCENZO RUISI (18° - martello M55) - 27,43 per Ruisi nel martello, per una diciottesima posizione che migliora di un rango il miglior risultato ad un campionato mondiale all'aperto (il 19° nell'overall del pentathlon lanci di Riccione-07). A livello di singola specialità, Ruisi non si qualificò per la finale a Riccione in disco e giavellotto. Il 10° rango nel giavellotto M50 di Ancona-09 rimane quindi la sua miglior prestazione individuale a livello internazionale. Il 18° posto è comunque la miglior prestazione ottenuta da un italiano nel binomio (M55/martello) ai Campionati Mondiali Master all'aperto.
  • LUCIA TAGLIAPIETRA (21^ - 5000 W45) - 22'29"40 il tempo che le consente di raggiungere la sua miglior posizione ad un mondiale (a Riccione era giunta 23^ nel cross e 26^ negli 800).
  • 200 (batterie)
  1. Nella categoria M70 passano il turno Roberto Vaghi e Tristano Tamaro: inseriti nella medesima batteria corrono rispettivamente in 29"22 e 29"38. 5° e 7° tempo totale: si spera nella doppia finale.
  2. Vincenzo Felicetti, tra gli M60, parte disturbato da un pò di acciacchi. Mi confida che senza di essi vincerebbe a mani basse. Comunque sia, acciacchi o no, ottiene il miglior tempo con 26"01, in apparente decontrazione totale.
  3. Antonio Morero, M55, ottiene 30"55. Si passava con 28"00.
  4. Tra gli M50 si presenta una squadra corposa, ma passa il turno solo Adel Salama (25"05 con +1,6). Tempo per qualificarsi, 25"34. Sfortunatissimo Gabriele Carniato, primo degli esclusi con 25"39. Valentino Coco 26"91, Claudio Rapaccioni 26"92, Adriano Fait 28"81, Flavio Bertuzzo 31"91.
  5. Enrico Saraceni corricchia in 24"35 tra gli M45, in maniera da dosare le forze per le 9 fatiche (tra batterie, semifinali e finali di 100, 200 e 400). Domenico Furia con 24"66, si qualifica per le semifinali nonostante il 5° posto in batteria (capita appunto in quella più veloce). Fausto Bianchi corre in 24"57, ottimo terzo e pass per le semifinali. Ugo Zuliani parte col piede giusto: 24"72 con il secondo posto nella quarta batteria. Giampiero Natalini 27"05.
  6. Gli M40 sono la "gara degli italiani". Ormai da anni. Miglior tempo per Max Scarponi, 22"90. Lo segue a ruota un elegante Mauro Graziano (22"96). Ma si qualificano per le finali altri 3: Alberto Zanelli con 23"48, Marco Ceriani con 23"52, Pierluigi Acciaccaferri con 23"53. 5 italiani su 16 in semifinale. A Riccione furoni 8 (ma con 3 semifinali). Si passava con un notevole 24"01. Presenti anche Alessandro Di Marsico 27"19, Mario Ionta 29"09, Ciriaco Minchiello 25"03.
  7. Tra gli M35 passano le batterie Benatti (22"76) e Paolo Chiapperini (22"99). Si passa in semifinale con 23"75 (notevole!): fuori Gilberto Rodriguez di un niente: 23"81 (proprio sfortunato: anche nei 100 era rimasto fuori di pochissimo dal passaggio in semifinale). Il perugino Michele Minelli ottiene una delle sue migliori prestazioni dell'anno (24"58). Gabriele Nicolodi 26"77.
  • peso (qualificazioni)
  1. tra gli M55 si presentano in pedana Vincenzo Ruisi e Dario Filipponi. Il primo ottiene 9,66, il secondo 8,89, risultati non sufficienti a garantire il passaggio alla finale.
  • lungo (qualificazioni)
  1. Tra gli M50 Giuseppe Virli ottiene 5,00 mt, ottavo del proprio gruppo. In totale risulterà 14°, al momento non sufficiente per accedere alla finale.