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28/08/10

Europei Master, capitolo-14: i video

(i finalisti dei 400 M40 della doppietta italiana Scarponi-Barcella) - Ancora poco e questa sofferenza dei Campionati Europei Master sarà finita. Manca all'appello quella che ho definito la "Coppa Europa" a punti per quanto riguarda le donne, il listone delle prestazioni e dei commenti su tutti gli italiani presenti a Nyiregyhaza (opera prima ed immane... quando mai l'ho iniziata!?) e poi una bella pagina finale con il riassunto di tutto. ciò che sono stati i Campionati Europei: stavo pensando di fare addirittura un pdf a futura memoria da scaricare. Ah! Poi ci sarà anche l'intervista ad un personaggio dell'atletica mondiale, che si racconterà e ci racconterà della sua patria. Quelli che seguono invece sono una 50ina di video che sono stati registrati durante gli Europei Ungheresi. Gli autori... sono vari (alcuni li ho trovati sulla rete, la maggior parte provengono dalla mia telecamera). Nel totale c'è una netta predominanza delle riprese eseguite da Maurizio Pistillo cui ho affidato il mio gioiellino: la prossima volta gli affiancheremo un commentatore per animare il sottofondo... Se conoscete altri video degli Europei sparsi sulla rete e disponibili, comunicatemelo che li inserisco nel listone qui sotto: Buona visione!

26/08/10

Europei Master, capitolo-13: Il CT Claudio Rapaccioni intervistato da Webatletica

(il CT Claudio Rapaccioni, argento agli Europei Master nei 400hs tra gli M55) - Durante i Campionati Europei a Nyregyaza, ho avuto il piacere di parlare a lungo con Claudio Rapaccioni, CT delle Nazionale italiana Master. Abbiamo confrontato le nostre idee, i nostri dubbi, misurato il nostro entusiasmo, lamentato qualche piccolo screzio: da qui è nata l'idea di una piccola intervista per il nostro sito (dopo gli interventi in diretta radio su Webatletica Radio Show, cui ha sempre accettato di partecipare di buon grado e che a settembre dovrebbe tornare on-line). Non mi nascondo e l'ho già detto pubblicamente, raccogliendo tra l'altro molti consensi: Claudio è il miglior CT possibile per il mondo master, tanto che quando ancora non era stata ratificata la sua carica, avevamo pensato di aprire un gruppo su facebook per sostenerla. Mi assumo tutta la responabilità di questa affermazione. Preferisco le persone schiette, un pò timide, ma quel che più importa: oneste. Il mio fiuto (che come sapete è professionalmente deformato dalla mia attività lavorativa) ha fatto il resto. E saggiamente la Fidal ne è stata concorde nominandolo Commissario Tecnico. La strada è ancora lunga, caro Claudio, tante cose bisogna ancora fare per dare stabilità al mondo master e renderlo solido anche agli occhi di chi non ne fa parte: cerchiamo di essere propositivi. Tutti. Quella che segue è la bellissima intervista che mi ha rilasciato Claudio, dove parliamo un pò di tutto: ma quel che più importa, di Noi master, del mondo cui apparteniamo e per il quale tanta passione ci mettiamo ogni giorno. Seguiranno prossimamente altre interviste ad altri personaggi master europei (ed italiani) per capire dove sta andando il masterismo internazionale. Bè, parafrasando il mio amico Ken Stone, stay tuned!!
  1. Innanzi tutto, un giudizio da CT sulla spedizione italiana master in Ungheria in generale. Com'è andata la nazionale azzurra? E’ sempre difficile dare un giudizio complessivo alla fine di ogni campionato, sicuramente la spedizione italiana ha espresso un tasso tecnico ottimo considerando gli atleti italiani che hanno partecipato a Nyiregyhaza ed alla concorrenza sempre maggiore da parte delle altre nazioni che come noi stanno crescendo ogni edizione. Volevo fare i nomi che non leggeremo mai nel medagliere perchè non hanno ottenuto il tempo minimo richiesto nella medal standard: Carla Sessa 2° posto nei 100 hs e Roberto Amici 3° posto nella 5 km di marcia.
  2. La Spagna è molto cresciuta negli ultimi anni. L'Italia com'è messa tendenzialmente, in prospettiva di Gand? E’ una domanda su cui ci sarebbe da scrivere molto ed io cercherò di sintetizzare il contenuto. La Spagna è riuscita nel discorso del dopo-assoluto, nel senso che gli atleti continuano anche dopo l’attività assoluta ed i frutti della loro scelta si vedono soprattutto nel mezzofondo dove qualche anno fa sono ripartiti da zero dai giovani ed ora alcuni di loro proseguono nel mondo Master; noi in Italia abbiamo ancora qualche problema di comunicazioni con gli ex atleti di vertice con la speranza di trovare il giusto approccio con il mondo Master, per le indoor di Gand sono fiducioso perchè i nostri atleti al coperto si sono sempre comportati egregiamente con risultati sempre sorprendenti.
  3. Quali sono stati i nostri punti di forza? Quali invece i settori che non hanno funzionato a dovere? Sicuramente la velocità è da sempre il nostro punto di forza insieme alle staffette però in Ungheria ho notato che quasi tutti i settori hanno fatto registrare dei buoni risultati. Forse siamo mancati nei lanci (nelle categorie più giovani) e nelle gare di fondo forse anche per i pochi iscritti; un elogio anche alla Marcia che come sempre hanno saputo distinguersi.
  4. Chi ti ha emozionato di più in questi campionati Europei? Quali sono stati gli italiani che ti hanno più impressionato? L’emozione maggiore anche per questi campionati l’ho vissuta quando hanno corso tutte le staffette e che come sempre alla fine sono distrutto. Mentre mi hanno impressionato Paolo Chiapperini per la sua determinazione in ogni sua gara portando a casa degli ottimi risultati, Domenico Furia che dopo l’errore nella finale dei 100 metri ha saputo reagire da grande nei 200 metri con una bellissima finale: peccato per il 2° posto, e la Flavia Borgonovo per la sua semplicità e tranquillità con cui affronta le gare.
  5. quali invece atleti di altri paesi ti hanno invece impressionato? Sicuramente direte che ho scoperto l’acqua calda ma sono sempre loro Guido Muller per la sua armonia di corsa che non cambia mai anche se gli anni aumentano; Peter Stevens e Darren Scott per la loro grinta che metteno in campo ad ogni gara che non dà scampo agli avversari. Al femminile la Hill Irie che a 41 anni le ho visto saltare con l’asta ben 3m85 e la spagnola Emilia Paunica nella velocità, dove ha vinto le due finali con la determinatezza di una grande atleta.
  6. Come hai visto il clima della nazionale italiana in Ungheria? Si può iniziare a parlare di "squadra"? Devo essere sincero ho rivisto la voglia di fare gruppo tra gli atleti come qualche anno fa ed anche un approccio migliore con i responsabili della Federazione.
  7. A livello organizzativo com'è andata Nyiregyhaza 2010? Ci sono degli appunti da fare? Come già riferito con la mia relazione ai vertici della FIDAL, nell’ottica generale credo che l’organizzazione sotto il profilo tecnico abbia rispettato le aspettative degli atleti. Molto efficiente il campo centrale con la possibilità di riscaldamento per gli atleti in un piccolo impianto (2 corsie) a 200 metri, mentre il secondo campo, a 4 Km, dove si sono svolti la maggior parte dei lanci, i 5 km di marcia e alcune gare di corsa lunghe, è risultato non idoneo per la sua struttura nonostante le attrezzature nuove (pista e gabbie dei lanci). Buona la parte riguardante l’informatica (SIGMA) sempre precisa ed attenta anche nel rispetto degli orari programmati e l’emissione dei risultati. Anche il TIC ha funzionato in maniera esemplare dal ritiro accredito alla conferma giornaliera delle gare. Anche il gruppo giudici è stato ben gestito anche se molti di loro abbastanza giovani e con poca esperienza.
  8. Perchè il fallimento della categoria M e W30? Era successo così anche per i 35 quando furono introdotti, se ti ricordi? Saranno riproposti anche nel futuro? Credo che la non validità come titolo europeo già sia un freno per i partecipanti e poi ci sono ancora troppi atleti trentenni che si sentono assoluti e che partecipano alle gare internazionali mentre quando furono inseriti gli M35 venne detto solo pochi mesi prima che erano validi come campionato europeo per cui solo la prima edizione ebbe pochi iscritti. Sicuramente saranno riproposti con la speranza di rivedere le modalità di partecipazione.
  9. Cosa bisognerebbe fare secondo te per incentivare il proselitismo tra gli atleti senior? Stiamo lavorando nell’ottica di trovare le modalità giuste per portare un messaggio adeguato a questi atleti , sarà affrontata e discussa ad inizio settembre.
  10. E' possibile pensare a progetti ad ampio respiro internazionale tra i master? Ho sempre pensato ha progetti internazionali per i Master e come sopra anche questi saranno discussi a settembre.
  11. Concludiamo con te... Come hai vissuto la tua prima medaglia internazionale? Emozionante? Ti viene voglia di vincerne altre?? Ancora adesso mi emoziono al solo pensiero, ho partecipato a tanti finali sia negli ostacoli che nella velocità ed in questi 15 anni mi sono sempre accontentato di arrivare in finale. Questa volta arrivare in finale ed avere il miglior tempo delle batteria mi ha messo tanta carica ma anche tanta paura. Quanto gli altri si erano nascosti nelle batterie? Seguire l’inglese che era il più forte e tentare di vincere il titolo europeo? E se poi mi fossi inchiodato all’ultimo ostacolo e addio medaglia? Sono partito ed ho fatto una gara giudiziosa è arrivata la mia prima medaglia d’argento e chissà se dovrò aspettare ancora altri 15 anni?

16/08/10

Europei Master, capitolo-11: ma la Mazzenga ha fatto un record mondiale?

Volevo scrivere un articolo sui record stabiliti a Nyregyhaza, poi di fronte al primo problema mi sono dovuto immediatamente fermare e porre una questione. Ma la Mazzenga ha fatto un record mondiale in Ungheria? E nessuno dice nulla? Vi racconto i fatti, poi voi riflettete e traete le vostre conclusioni. Emma Mazzenga, calsse 1933, vince (domina sarebbe il termine più appropriato) i 400 W75 della massima manifestazione continentale con il tempo di 1'25"72. Qui la prima prova: mettiamola agli atti. Nella tabella fornita dalla Fidal Servizi che ha curato la gestione di tutto ciò che riguardava la parte relativa ai risultati, proprio sopra il nome della vincitice viene "ricordato" il record mondiale W75: 1'08"17 della neozelandese Margaret Peters, corso l'anno scorso in concomitanza dei campionati mondiali di Lahti. "Per la miseria!" mi vien da dire: la Mazzenga ha mietuto record su record tra le W75 negli scorsi anni, poi arriva questa dall'altra parte del globo e piazza un tempo che tradotto in AGC dà un clamoroso 121,25%. Cosa vorrebbe dire? Bè, che se fosse stata una ragazzina di 22, 23 anni, avrebbe corso il giro della morte in 39"26. Leggete proprio bene: trentanove-e-ventisei. Nemmeno Michael Johnson, Jeremy Wariner, Herry Butch Reynolds, Quincy Watts e tutta la compagnia cantante che ha dovuto farsi un supermazzo per scendere sotto i 44" si sarebbe presa in toto una 40ina di metri al traguardo dalla sorprendente kiwi 76enne Peters. La cosa mi fa riflettere e per sfizio vado a vedermi la pagina della WMA relativa al record, e le cose tornano al loro posto: 87"17, che tradotto non fa 1'08"17, ma bensì 1'27"17 (ma chi l'ha tradotto in quel modo?). Va bè, abbaglio Fidal-Servizi (e non è nemmeno colpa di Arese!), mettiamo nel calderone il secondo dato del problema; 1'27"17 (ma la Mazzenga ha corso in 1'25"72... c'è già qualche campana che suona a festa inizio a sentirla). Non pago, vado a questo punto a scartabellare i record europei e appare come per miracolo la britannica Monica Shone, che nel lontano 2002 correva il giro di pista in 87"70, cioè 1'27"70. Mmmm... Che confusione... mi sovviene poi che il record italiano della Mazzenga nelle W75 è 1'23"20 stabilito a Lubiana nel 2008: ma allora era 74enne (per un solo mese...). Ma si sà, in Italia (e nel resto del mondo) conta l'anno e non la data di nascita. Quindi niente rattifica internazionale. Ma a Falconara, nel settembre di quello stesso anno, il 2008, la Mazzenga correva poi in 1'25"2 manuale (maledetti cronometraggi manuali!) che per qualche tempo entra nella lista dei record europei, anche se a causa della sua "manualità" non assurge al lignaggio che spetterebbe alla prestazione, ma viene posto accanto a quello della Shone, in suo subordine. L'ho visto, giuro! E poi... giustamente non c'è ufficialità di un tempo manuale: i master sono l'unica categoria in Italia che si vede ancora cronometrare le gare in maniera manuale: anche gli esordienti "C" hanno il crono elettrico oggi... ma nonostante i prezzi del tesseramento, questo è il trattamento riservato: cornuti e mazziati! Oggi mentre scrivo noto che quello stesso tempo (a conti fatti il più veloce di sempre di una W75 nei 400) di fatto non esiste più sulla lista dei record di Ivar Soderlind. Vabbè... Quindi? Con le liste Fidal ricostruisco allora i tempi ottenuti dalla Mazzenga da quel 1'25"2 a oggi, e che ti scopro? Che nel 2009 la Mazzenga non corse alcun 400 all'aperto, ma che nella stagione odierna la portacolori dell'Atletica Città di Padova ha corso in 1'26"17 a Piombino Dese il 17/04, in 1'25"77 a San Benedetto del Tronto il 22/05 e appunto l'1'25"72 a Nyiregyhaza meno di un mese fa. A meno che salti fuori qualcun'altra, tre record mondiali (e tre record europei) in 3 circostanze da parte della Mazzenga in tre mesi. Qualcuno noterà la cosa?

15/08/10

Europei Master, capitolo-12: i record mondiali ed europei battuti

Sapete cos'è frustrante? Che si disputi un Campionato Europeo Master e che, di fatto, di una manifestazione così importante non rimanga che qualche sporadica traccia qua e là sulla rete. Il sito della EVAA, la Federazione Europea di Atletica Master, c'è da dire che ha seguito sufficientemente la manifestazione, ma dal punto di vista tecnico c'è davvero poco. Direi nulla. Ecco: non esiste al mondo commento alcuno alla manifestazione, che non sia parlare del numero di medaglie e dei soliti noti. Così va agli atti anche Nyiregyhaza, come in una catena di montaggio il pezzo passa di mano in mano, e si pensa alla prossima manifestazione: un'occasione persa da molti per dire la propria e dare un contributo alla creazione di un mondo "vivo", non solo il mero adempimento di un compito istituzionale, quale oggi appare, fatto di soli numeri (le medaglie), e di pochissimi contenuti: sportivi ma anche e soprattutto umani. Stimoliamo le discussioni sulle prestazioni, anche sulle tendenze in atto nel mondo master (che stanno cambiando, vivaddio), sui singoli, perchè la "rete" sociale che si crea attorno ad una passione circoscritta (quale può essere l'atletica over-35) crea il piccolo universo stesso dove tutti si possono riconoscere e confrontare. Eseguire il compitino, prendersi eventualmente la medaglia e poi tornarsene a casa per godersela appesa ad un muro non ha lo stesso sapore che condividerla con qualcuno. O no? Bisogna creare l'alone attorno alla medaglia, deve avere una sorta di aura fatta dei bei ricordi che con essa si sono vissuti. Per il momento vi porgo un altro strumento: i record mondiali e quelli europei battuti in Ungheria: sono 15 mondiali e 22 europei. Quello che segue ne è l'elenco con accanto i record battuti: nei lanci over-80 sono subentrati i nuovi attrezzi "più leggeri". Il tutto con beneficio di inventario, visto che i record sono un argomento tabù a livello internazionale. Notizia (forse, non mi ricordo...) ancora non data: Carla Forcellini ha stabilito il nuovo record europeo W50 di salto con l'asta (3,30).
  • Al link i record mondiali ed europei battuti a Nyiregyhaza
Record Mondiali (ed europei)
  • 400 W75: 1'25"72 - Emma Mazzenga (Italia) - Nyregyhaza - 20/07/2010, precedente 1'27"17 Margaret Peters (Nuova Zelanda) - 07/08/2009
  • 800 W75: 3'17"45 - Elfriede Hodapp (Germania) - Nyregyhaza - 23/07/2010, precedente 3'25"18 Emma Mazzenga (Italia) - Formia - 21/09/2008
  • 300HS W65: 55"30 - Oddbjorg Haakensveen (Norvegia) - Nyregyhaza - 18/07/2010, precedente 55"69 Rietje Dijkman (Olanda) - Edmonton - 26/07/2005
  • alto W80: 1,06 - Christel Happ (Germania) - Nyregyhaza - 18/07/2010, precedente 1,04 Helgi Pedel (Canada) - Toronto - 19/06/2004
  • asta W40: 3,85 - Irie Hill (GBR) - Nyregyhaza - 21/07/2010, precedente 3,71 stess atleta - Lahti - 02/08/2009
  • asta W80: 1,40 - Christel Happ (Germania) - Nyregyhaza - 21/07/2010, uguagliato 1,40 Johnnye Valien (USA) - Honolulu - 06/08/2005
  • peso W95 (2,0 kg): 5,32 - Gabre Gabric (Italia) - Nyregyhaza - 17/07/2010, precedente stessa atleta 5,20 - Novara - 09/05/2010
  • disco W70 (1,0 kg) 33,55 - Tamara Danilova (Russia) - Nyregyhaza - 21/07/2010, precedente 31,62 Rosemary Chrimes (GBR) - Derby - 08/06/2003
  • disco W95 (0,75 kg): 12,86 - Gabre Gabric (Italia) - Nyregyhaza - 21/07/2010, precedente stessa atleta 12,02 - Novara - 09/05/2010
  • weight W80 (4,0 kg): 10,27 - Justine Schirmer (Italia) - Nyregyhaza - 16/07/2010, precedente Anna Flaibani 7,93 - S. Benedetto - 23/05/2010
  • martello W80 (2,0 kg): 25,94 - Rachel Hanssens (Belgio) - Nyregyhaza - 18/07/2010, precedente Anna Flaibani 17,19 - S. Bendetto - 23/05/2010
  • giavellotto W80 (400 kg): 21,83 - Rachel Hanssens (Belgio) - Nyregyhaza - 16/07/2010, precedente stessa atleta 21,21 - Lahti - 03/08/2009
  • 4x100 W45: 49"33 - Francia - Nyregyhaza - 24/07/2010 - precedente, Germania 49"39 - Lahti 08/08/2009
  • 4x400 W55: 4'28"74 - GBR - Nyregyhaza - 24/07/2010 - precedente, Australia 4'39"31 - Lahti 08/08/2009
  • 4x400 W70: 6'10"39 - Germania - Nyregyhaza - 24/07/2010 - precedente, Canada 6'12"25 - Calgary 09/09/2008
Record Europei
  • 800 M80: 3'01"47 - Unto Mattson (Finlandia) - Nyregyhaza - 23/07/2010, precedente 3'03"38 Yrjo Torikka (Finlandia) - San Sebastian - 29/08/2005
  • 110hs M45: 15"00 (-0,9) - Marin Garrigues (Francia) - Nyregyhaza - 21/07/2010, precedente 15"'05 Greg Dunson (GBR) - Lahti - 06/08/2009
  • 300hs M75: 53"67 - Horst Schrader (Germania) - Nyiregyhaza - 18/07/2010, precedente 55"81 - Peter Field (GBR) - Poznan - 23/07/2006
  • asta W50: 3,30 - Carla Forcellini (Italia) - Nyiregyhaza - 18/07/2010, precedente 3,10 - stessa atleta - Roma - 13/06/2010
  • marcia 5km pista M90: 45'30"41 - Giovanni Vacalebre (Italia) - Nyiregyhaza - 16/07/2010, precedente 45'57"01 - Rodolfo Crasso - Comacchio - 03/06/2005
  • pentathlon W70: 3930 pt - Erika Sauer (Germania) 15/07/2010 - precedente, 3319 pt Gerd Mjelde (Norvegia) - Lubiana - 26/06/2006
  • pentathlon W75: 4531 pt - Leili Kaas (Estonia) - 15/07/2010 - precedente, 2505 pt Gerd Mjelde (Norvegia) - Lubiana - 01/08/2008

11/08/10

Europei Master, capitolo-10: le foto di Tom Phillips

(una delle foto di Tom Phillips: le 4x400 M40) - Esiste un inno del mondo master? Non preoccupatevi, l'ho trovato io: "Forever Young" (qui il video) musica originariamente risalente agli anni '80 (gli Alphaville!!) poi "ricondizionata" dal gruppo Mr Hudson & The Library e dal repper Jay-Z, che in maniera magari forse un pò scontata rappresenta il nostro spirito "sempre giovane". Un altro personaggio che sicuramente anima il nostro mondo con le sue arcinote foto, è il nostro amico Tom Phillips, che sul proprio sito, come ormai tradizione (me lo ricordo già a Riccione: da qualche parte su questo sito c'è pure la sua intervista... anzi, qui il link, l'ho appena trovato), ha pubblicato centinaia di foto relative ai Campionati Europei di Nyregyhaza. Ormai è un amico certificato degli italiani, tanto che molte di queste non sono solo destinate agli atleti brits, ma anche agli atleti azzurri. Molte davvero bellissime: immortalano emozioni, sguardi, atteggiamenti che mettono a nudo i nostri vissuti durante quei giorni. Un bel ricordo... davvero. Qui il link agli album fotografici di Tom.

09/08/10

Europei Master, capitolo-9: categoria M-W30 un fallimento?

(Alessandro Claut, nella foto Riccardi.it, primo italiano a vincere un titolo Europeo M30) - Mentre con lentezza certosina durante le ore vespertine compilo come un monaco benedettino appartenente a qualche sottordine confinato in qualche eremo sperduto sugli appennini i commenti alle prestazioni di ogni singolo atleta italiano presentatosi a Nyiregyhaza (spero di finirle per Gand 2011 e poi ricominciare la solfa), e con altrettanta lentezza dovuta alle umane passioni, alle umane faccende e ad un pò di indolenza agostana, mentre sto recuperando dalla mia videocamera una cinquantata di video relativi alle gare ungheresi (già sul blog di Webatletica ce n'è un nutrito elenco che si sta a poco a poco definendo), mi si è materializzata per incanto questa curiosità. Ma l'innovativa categoria M30 e W30 come è andata in Ungheria? Sapete che è una mia battaglia personale: l'estensione non del masterismo verso le fasce più giovani che praticano atletica, ma bensì la divisione tra chi pratica lo sport professionisticamente (gli atleti delle società militari e quelli "stipendiati") da quelli che lo sport lo praticano in maniera "interstiziale" rispetto agli impegni primari del vivere quotidiano. Per l'ennesima volta porto ad esempio il nuoto, il ciclismo, il tennis, dove a fronte di una categoria "chiusa" di atleti professionisti (che hanno la loro categoria), tutto il resto dell'attività è segmentata come nei master: quindi dopo le promesse ci si trova una maxicategoria fino ai 30 anni, e una, naturalmente dai 30 ai 35. Loro, questi sport, l'hanno capito: aspettare che la Fidal si muova verso l'atletica e la sua diffusione è come credere che Arese sia il Messia: un'eresia da passare sotto la Santa Inquisizione. Torniamoci, invece, sugli M30 e alle W30. Quest'anno, per chi non lo avesse visto, in Ungheria erano infatti presenti alcune gare riservate agli atleti dai 30 ai 34 anni. A conti fatti una manciata di atleti, spesso solo ungheresi (anche se la nostra compagine italiana era ben rappresentata da Alessandro Claut, 4° agli assoluti sugli 800... e vincitore dei 1500 a Nyiregyhaza: non certo un parvenu), ma quel che più conta, è utile sottolineare il fallimento dell'iniziativa. Non troviamo scuse, o almeno: troviamone le ragioni. Alla base ci stanno molti aspetti: il canonico retaggio culturale del mondo master, che passa sempre come quell'universo di anziani che praticano sport, e non uno spaccato dove ci sono (anche) atleti che non sfigurerebbero tra gli atleti assoluti. O atleti che si allenano quotidianamente, anche un paio di volte al giorno, che impegnano molte delle proprie risorse in questa attività. La realtà è che i media quando parlano di master, puntano sempre su ciò che fa notizia, e cioè le imprese di longevità degli over-90, dando così a tutti l'idea che vi siano non ANCHE loro, ma SOLO loro. Questo atteggiamento è ciò che stiamo combattendo anche dentro questo sito: più visibilità a tutti, anche e soprattutto a chi l'atleta lo fa seriamente: ma in definitiva stiamo parlando di sport o di "costume"? Di Scienza o di Atletica? Qui mi rifaccio alle tesi del Duca, che ormai ho fatto mie: lo sdoganamento del mondo master passa per la sua affermazione come sport, e come tale come prestazione (la gara) supportata da un percorso (sportivo) fatto di allenamenti. Il soggetto che si presenta ad una gara master basandosi esclusivamente sulle proprie doti, sulla partita di golf giocata settimanalmente, su teorie enogastronomiche di estrazione locale, su attività fisiche di proveninenza bucolica, scusate, è assai difficile da additare come esempio di "atletismo". Ma questo è. Questo è il mio pensiero sul proselitismo... e questa forse una delle cause del mancato afflusso di M30 e W30 a Nyiregyhaza. Un secondo aspetto del fallimento potrebbe essere stata la pubblicità della cosa: davvero poca, priva di sostanza, senza entusiasmo, come se fosse stato il compitino da assolvere velocemente. In ogni campo dell'esistenza, soprattutto quelli di carattere volontaristico, se non c'è un barlume di entusiasmo tutto crolla inopinatamente. Se fossi stato nel comitato organizzatore avrei devoluto ben più di qualche fondo ad incentivare questo aspetto, che poi è un progetto dai risvolti vastissimi: avrei fatto un censimento di tutti gli atleti over-30 in giro per l'Ungheria (prima) e per l'Europa (poi) e avrei provato ad imbastire delle gare di alto profilo tecnico. Avrei chiesto alle altre Federazioni di muoversi nello stesso modo. Avrei paventato la possibilità di vedere gare di altissimo lignaggio che avrebbero fatto bene non solo agli stessi atleti, ma a tutta la Manifestazione. Alla fine i "profani" del mondo master vanno a guardarsi i risultati, i tempi, le misure, le distanze, e state pur certi che se notano prestazioni inferiori o vicine alle proprie, questi inizieranno a interrogarsi sulla bontà della manifestazione, a chiedersi se potrebbero esserne all'altezza: qui scocca la scintilla. Se dovessero invece malauguratamente vedere i risultati di Nyiregyhaza (o quanto meno, il numero di partecipanti trentenni) dubito che questo coup de foudre potrà mai avvenire. Non so se la categoria M30 sarà più riproposta: personalmente me lo auguro, perchè mi rivedo in quegli anni sportivi vagare per il campo di allenamento senza meta alcuna che non preparare prestazioni che portassero a far parte di una staffetta che partecipasse ad una finale di un campionato di Società. La morte del "tendere" dell'uomo all'infinito. Nessuna possibilità di ambire ai minimi per gli italiani individuali (è già difficile dopo i 30, figuratevi tirar su una condizione sufficiente a fare prestazioni sportive decenti con la giornata, o la nottata, di lavoro alle spalle, la famiglia, e tutti quei piccoli meccanismi della vita che di sicuro una persona che vive e si dedica solo allo sport non può conoscere appieno). La mancanza di soddisfazione nel fare una cosa (correre per ottenere un tempo decente, che senso ha? Solo soddisfazione personale? Ma lo sport è "confronto", non "autosufficienza emozionale"). E' soprattutto parametrarsi con gli altri, non solo con sè stessi: chiaro che il percorso di ognuno è "personale", ma non sottovalutare mai che in ogni sentiero personale l'aspetto latente è proprio il "paragone" con il mondo che ci circonda, l'inserimento in una comunità di intenti... questa è purtroppo frutto della mia deformazione professionale e della mia visione della vita.
Per concludere: il connubio tra questi due aspetti, il retaggio culturale e la scarsa informazione sulla cosa, ha fatto perdere l'occasione a tutti di crescere. Non so cosa avvenne quando introdussero nella prima parte di questa decade gli M35, ma ipotizzo un inizio in sordina simile: guardando i risultati in maniera diacronica, basta vedere il gap che c'è sempre stato tra gli M35 e gli M40 che a poco a poco si sta sottilizzando. Ma il sorpasso non c'è ancora stato, come natura vorrebbe. Di fatto dopo quasi 10 anni non è stata ancora ben interiorizzata la categoria M35, figurarsi se si parte così con gli M30 quanto tempo ci vorrà per farli accettare al mondo dell'atletica. Entusiamo, signori, non immobilismo gerontocratico! Iniziative, non burocratizzazione estrema. Flessibilità, non rigidità anche nell'applicazione di norme quasi insignificanti come la conferma delle iscrizioni: leggevo su un forum spagnolo come alcuni atleti fossero arrivati a causa dei ritardi organizzativi (le famose navette dall'aeroporto a Nyiregyhaza) presso il TIC solo in tarda serata. La mattina dopo non hanno potuto partecipare alle loro competizioni perchè non avevano confermato la partecipazione... insomma, suvvia: il turismo a Nyiregyhaza non lo fa nessuno! Siamo ancora qui tra carne e pesce a domandarci quanto durante le trasferte master si è atleti rappresentanti di una Federazione (ma non le mandiamo lì le nostre iscrizioni?) o quanto ci si debba invece sentire atleti che indossano una maglietta diversa dal solito. Ma non può farlo la federazione direttamente, sentiti gli atleti intenzionati a partecipare qualche giorno prima dell'evento? Ci chiedono pure il telefono e la mail! Bisogna crescere in queste piccole cose se si vuole un mondo più funzionante, più allettante, migliore: le stupidità della burocrazia è sempre un drago che mangia troppe energie a tutti. Soprattutto ai sogni.

Raccolta di Video da Nyiregyhaza

400m M50 Nyiregyhaza 2010

Europei Master, capitolo-8 - l'intervista a Maryvonne Icarre

(clikkando sull'immagine qui a sinistra verrete catapultati sull'intervista a Maryvonne Icarre) - Bè, ragazzi, questo è proprio un must da non perdere, una prima-volta per Webatletica e spero tanto sia gradita. Un'intervista "televisiva"! Ditemi voi, una volta visto il filmato, cosa ne pensate. Durante gli Europei di Nyireghyaza, dopo aver personalmente conosciuto Maryvonne Icarre, campionessa europea W40 di 100 e 200 (ma lei è del 1965!!! A dicembre a livello internazionale entrerà tra le W45), con tempi davvero notevoli (25"20 sui 200!) si è pianificata un'intervista. Traduttore d'eccezione alle mie martellanti domande, Alessandro Cipriani, che così ha potuto dato finalmente senso alla sua trasferta ungherese (scherzo naturalmente! Il buon Cipri è arrivato in finale nei 400hs nella categoria... inferiore, per lo stesso problema relativo alla data di nascita della Icarre). La Icarre vanta un segreto notevole: partecipa anche alle gare internazionali di sollevamento pesi nelle categorie master. Ma bando alle ciance, gustatevi questa intervista, che la Icarre ha preso talmente sul serio da essersi agghindata, truccata e indossato le medaglie vinte per la Francia per l'occasione. Peccato che fosse solo per Webatletica!

08/08/10

Europei Master, capitolo-7: i master veneti - dal sito fidalveneto.it

(foto Fidal Veneto - Francesco Arduini e Luca Tonello) - Nella ricerca spasmodica di notizie relative ai master, riporto nell'articolo che segue il report dei Campionati Europei master scritto dalla responsabile dell'area master della Fidal Veneto, Rosa Marchi.

(a cura di Rosa Marchi) - Si è conclusa a Nyíregyháza, in Ungheria, la XVII edizione dei Campionati Europei Master. Vi hanno partecipato 241 italiani, che hanno collezionato un totale di 101 medaglie (31 d'oro, 32 d'argento e 38 di bronzo) e il terzo posto nel medagliere per nazioni. Ha dominato la squadra tedesca, con la bellezza di 390 medaglie (152 d'oro, 130 d'argento e 108 di bronzo), seguita dalla Gran Bretagna con 139 (55 ori, 49 argenti e 35 bronzi). In totale sono state assegnate quasi 1.500 medaglie! In una manifestazione master non c'è da stupirsi, se si tiene conto delle numerose gare in programma e di tutte le categorie degli atleti in gara. I veneti hanno dato il loro prezioso, significativo contributo al medagliere azzurro con 8 medaglie d'oro, 8 d'argento e 6 di bronzo. Vediamo ora nel dettaglio i nostri protagonisti.

Tripletta dorata

Sono tre splendide medaglie d'oro, ottenute sui 100, 200 e 400 metri, quelle conquistate da Emma Mazzenga (Città di Padova) nella categoria W75. A 77 anni ha corso rispettivamente in 17”48, 36”65 e 1'25”72, lasciando un grande margine tra sé e le avversarie (soprattutto sui 200, con 8 secondi di vantaggio dalla seconda). Negli 800 metri, gara alla quale non ha partecipato, s'è però vista strappare dalla tedesca Elfriede Hodapp il primato mondiale stabilito nel 2008.

I sogni si avverano

Dopo i Campionati italiani l'avevamo lasciato alla ricerca di uno sponsor per realizzare il sogno di partecipare a questi Europei. Il campione mondiale dei 5 km di marcia M90, il maresciallo in pensione Giovanni Vacalebre (classe 1919), è riuscito a trovare un contributo per la sua trasferta in terra ungherese e a realizzare dunque il suo sogno. E così, accompagnato dall'inseparabile moglie Giuseppina (“Iuppi” per gli amici), il portacolori del Bobadilla Club ha lasciato Vittorio Veneto alla volta della cittadina ungherese. Era l'unico atleta iscritto nella gara per la sua fascia d'età, ma la medaglia non era scontata. In questa manifestazione sono stati infatti introdotti dei “minimi per le medaglie”, cioè delle prestazioni minime per aver diritto alla premiazione sul podio. Non bastava dunque partecipare: Giovanni avrebbe dovuto marciare sotto la soglia dei 46 minuti (minimo stabilito per la categoria M90). Considerato che Giovanni si era laureato campione del mondo lo scorso anno con un tempo superiore ai 50 minuti, l'impresa non poteva sembrare così facile; ma lui ce l'ha fatta, marciando con grande tenacia e volontà nel tempo di 45'30”41 e conquistando il titolo di campione europeo. Dal referto ufficiale, nel quale vengono riportati anche i record europei di categoria vigenti, scopriamo che Vacalebre ha migliorato il precedente primato appartenente ad un altro italiano, Rodolfo Crasso, che nel 2005 marciò in 45'57”01. In realtà il vero primato, non ancora ratificato alla federazione europea, è quello che lo stesso Vacalebre ha stabilito il mese scorso a Roma agli Italiani master, 45'01”00, risultato che era sfuggito anche alla scrivente in quanto il primato italiano, tuttora appartenente a Crasso, è di 42'20”97, stabilito nell'anno in cui è diventato novantenne ma prima del suo compleanno. Riassumendo, Crasso continua a detenere il record italiano MM90 con 42'20”97, ma Vacalebre detiene ora quello europeo M90, con 45'01”00.

Dall'argento all'oro

I vice campioni mondiali 2009 Francesco Arduini (Alto MM35) e Michela Ipino (Maratona W40), entrambi alla prima esperienza internazionale a Lathi, ci hanno preso gusto e sono ritornati in gara anche per questa edizione per gli Europei con la gioia, in terra ungherese, di salire sul gradino più alto del podio. 2,02 è la misura valicata dall'atleta “romagnolo” della Jager Vittorio Veneto, mentre poco sopra le 3 ore è il tempo segnato dalla “mamma volante” Michela Ipino (Bassano Running Store) sui 42 km. Queste prestazioni hanno permesso a entrambi di laurearsi campioni europei. Nella pedana dell'alto M35 era in gara anche il padovano Luca Tonello (Voltan Martellago) il quale, con un balzo a 1,90, si è aggiudicato la medaglia d'argento per un podio per due terzi veneto.

Staffette dorate

L'inno di Mameli l'hanno ascoltato anche loro, insieme agli altri atleti che hanno composto i quartetti vincitori delle staffette 4x400 M40 e W35. Parliamo di Fausto Salvador e Barbara Ferrarini. Il portacolori dell'Atletica San Marco Venezia (insieme a Paolo Chiapperini, Edgardo Barcella e Massimiliano Scarponi) è salito sul gradino più alto del podio correndo la staffetta del miglio in 3'25”39; la quarantatreenne dell'Atletica ASI Veneto è invece “scesa di categoria” per la staffetta azzurra W35 e con Cristina Amigoni, Emanuela Baggiolini e Paola Tiselli ha vinto la staffetta 4x400 con 4'02”07 sfiorando il primato italiano di un solo centesimo. La Ferrarini ha così compensato in parte la delusione per la gara dei 400 hs W40 dove, per un errore di distribuzione, ha visto la medaglia d'oro trasformarsi in argento proprio sull'ultimo ostacolo. Barbara ha poi conquistato un altro argento nel salto in lungo con l'ottima misura di 5,44, a soli 4 centimetri dalla miglior prestazione italiana MF40 da lei stessa stabilita 3 anni fa.

Un personale a cinquant'anni

Domenico Furia, lunigianese in forza alla Voltan Martellago, ha iniziato ad allenarsi per la velocità nel 2007, a 47 anni. Nel 2009 ha avuto la gioia di conquistare il titolo europeo indoor nella staffetta 4x200 W45, ma a Nyíregyháza ha forse ottenuto la soddisfazione più bella: dopo aver corso ben 6 turni di gare (3 turni per i 100 metri e 3 per i 200 metri), è riuscito a stabilire nella finale dei 200 metri M50 il suo primato personale assoluto scendendo per la prima volta sotto il muro dei 24 secondi. Il tempo finale di 23”86 (a 17 centesimi dal primato italiano di Ranzini) gli ha permesso di classificarsi al secondo posto, facendogli sfiorare per soli due centesimi la medaglia d'oro.

Gli altri argenti

Ben 3 sono state le medaglie d'argento collezionate dall'italo-russa Natalia Marcenco. La marciatrice, portacolori dell'Assindustria Padova, è giunta seconda sui 5000 metri e sui 10 km di marcia W55. Su quest'ultima distanza ha vinto la terza medaglia nella classifica a squadre W55/W60. Chiudiamo l'elenco delle medaglie d'argento con il secondo posto di Luca Romano, ligure da quest'anno in forza alla Voltan Martellago, con la staffetta 4x400 M35.

I bronzi

In rassegna ora i terzi posti non ancora citati. Doppietta di bronzi per Mario Bortolozzi (GAT Treviso) nel salto in lungo e triplo M70. Medaglia anche per gli evergreen veronesi Alcide Magarini (800 metri M80) e Eddo Foroni (100 metri M85), entrambi in forze alla Libertas Lupatotina. Per concludere ricordiamo la medaglia di bronzo di Gabriella Ramani (Asi Veneto) nella staffetta 4x400 W40. Per l'atleta triestina si tratta della prima medaglia internazionale, conquistata in Ungheria dopo il sesto posto sui 400 metri e il settimo sui 200 metri W45

I VENETI GIUNTI TRA I PRIMI 8

Di seguito elenchiamo tutti gli atleti tesserati per squadre venete che agli europei master di Nyíregyháza si sono piazzati nelle prime otto posizioni:

ORO (8)
  • W35-Barbara Ferrarini (ASI Veneto)-4x400 (C.Amigoni,B.Ferrarini,P.Tiselli,E.Baggiolini) 4'02”06
  • W40-Michela Ipino (Running Bassano VI)-Maratona 3h12'42”
  • W75-Emma Mazzenga (Città di Padova) – 100 m. 17”48 (-0.4)
  • W75-Emma Mazzenga (Città di Padova) – 200 m. 36”65 (+0.6)
  • W75-Emma Mazzenga (Città di Padova) – 400 m. 1'25”72
  • M35-Francesco Arduini (Jager V.Veneto TV)-Alto (2,02)
  • M40-Fausto Salvador (S.Marco Venezia)-4x400 (P.Chiapperini,E.Barcella,F.Salvador,M.Scarponi) 3'25”39
  • M90–Giovanni Vacalebre (Bodadilla TV)-Marcia 5 km (45'30”41)
ARGENTO (8)
  • W40-Barbara Ferrarini (ASI Veneto VE)-Lungo 5,44 (+2.4)
  • W40-Barbara Ferrarini (ASI Veneto VE)-400 hs 66”40
  • W55–Natalia Marcenco (Assindustria PD)- Marcia 5.000 30'53”77
  • W55–Natalia Marcenco (Assindustria PD)- Marcia 10 km 1h03'02”
  • W55/W60-Natalia Marcenco (Assindustria PD)- Marcia 10 km Team (N.Marcenco,P.Martini,M.Luppi) 3h23'54”
  • M35-Luca Tonello (Assindustria PD)- Alto (1,90)
  • M35-Luca Romano (Voltan Martellago VE)-4x400 (M.Minelli,A.Benatti,L.Romano,A.Gulino) 3'27”09
  • M50-Domenico Furia (Voltan Martellago VE)-200 m. 23”86 (+0.5) ( b.25”45 +1.4; sf. 24”15 -0.2)
BRONZO (6)
  • W40–Gabriella Ramani (ASI Veneto VE)-4x400 (G.Ramani,A.Pagnotta,A.Micheletti,G.Lacava) 4'28”07
  • M35-Luca Tonello (Assindustria PD)- Triplo 13,27 (0.0)
  • M70-Giorgio Bortolozzi (GAT TV)-Lungo 4,45 (+0.8)
  • M70-Giorgio Bortolozzi (GAT TV)-Triplo 9,46 (+1.5)
  • M80-Alcide Magarini (Libertas Lupatotina VR)–800 m. 4'12”77.
  • M85-Eddo Foroni (Libertas Lupatotina VR)-100 m. 19”01 (+1.0)
IN QUARTA POSIZIONE
  • W40–Gabriella Ramani e Barbara Ferrarini (ASI Veneto VE)-4x100 (G.Ramani,B.Ferrarini,C.Amigoni,C.Ansaldi)
  • M35-Albano Montresor (Fondazione Bentegodi VR) – Marcia 20 km 1h45'31”
  • M45–Cristiano Zanolli (Fondazione Bentegodi VR)- Marcia 20 km 1h52'40”
  • M80-Alcide Magarini (Libertas Lupatotina VR)–400 m. 1'44”55.
IN QUINTA POSIZIONE
  • W40-Barbara Ferrarini (ASI Veneto VE)-80 hs 12”77 (-0.4) (b. 12”51-1.2)
  • M45/M50–Pietro Balbo, Gianfranco Mocellin e Giuseppe Severino Zen (Bassano Running Store VI)-Maratona Team (P.Balbo,G.Mocellin,G.S.Zen) 10h34'25”
  • M80-Alcide Magarini (Libertas Lupatotina VR)–200 m. 41”44 (+0.5).
IN SESTA POSIZIONE
  • W45-Gabriella Ramani (ASI Veneto VE)-400 m. 65”36 (b.65”39)
  • M35-Luca Romano (Voltan Martellago VE)-400 m. 53”91 (b.53”61)
  • M50-Domenico Furia (Voltan Martellago VE)-100 m. 12”04 (+0.5) ( b.12”14 -0.3; sf. 11”95 +1.0)
IN SETTIMA POSIZIONE
  • W45-Gabriella Ramani (ASI Veneto VE)-200 m. 29”59 (-0.2) (b.29”31 +0.0)
IN OTTAVA POSIZIONE
  • M50-Pietro Balbo (Bassano Running VI)-Maratona 3h04'53”

Europei Master, capitolo-6: un report sulle medaglie "emiliane" di Beno

(il campione d'Europa nell'alto M50, Emanuel Manfredini, ventralista doc, da una sua foto di Fb) - Pubblico un breve report di Beno, nostro forumista da tempo immemore e tra i pionieri di questo sito (creatosi dopo la famosa diaspora dovuti agli imbrodamenti post Riccione '07) che ha consegnato alla storia virtuale di internet i suoi conterranei emiliano-romagnoli protagonisti in Ungheria. Per dirla tutta, io stesso sono originario di quelle terre sul lato destro del Po raccontate con incredibile ironia (e un pizzico di melanconia) da Giovannino Guareschi in Don Camillo, ma anche vissute da Ligabue il pittore matto e il Ligabue cantautore, e calpestate dai Nomadi di Augusto Daolio. Cercavo una foto di Emanuel Manfredini, campione Europeo M50 di salto in alto, da mettere come corollario all'articolo di Beno e... che ti trovo? Una sensazionale notizia per il mondo master: Manfredini è stato ricevuto dal Sindaco di Sassuolo dove vive, insieme al suo allenatore, dopo la vittoria ai Campionati Europei ungheresi (qui il link alla notizia) quindi premiato e complimentato dallo stesso sindaco del comune emiliano. Ora gustatevi l'articolo di Beno.

Alla 17ª edizione dei Campionati Europei Masters che si sono svolti a Nyiregihaza (Ungheria), diversi atleti della nostra regione o tesserati per squadre dell’Emilia Romagna sono riusciti a salire sul podio. Il medagliere finale dice che si sono conquistati 2 ori, 3 argenti e 2 bronzi. Il risultato più importante e anche un po’ a sorpresa è stato ottenuto da Emanuel Manfredini (Olimpia Amatori Rimini) che ha vinto la medaglia d’oro nel salto in alto nella categoria M50 con 1,80, suo miglior risultato stagionale all’aperto, superiore di 2 cm alla misura ottenuta ai Campionati Italiani di Roma, ma inferiore all’1,84 ottenuto quest’anno nella stagione indoor. L’altro oro è stato vinto da Francesco Di Leonardo (Virtus Emilsider Bologna) nella 4x100 categoria M35, insieme a Emiliano Raspi, Andrea Benatti e Alessandro Gulino. Le medaglie d’argento sono state vinte da atleti da molti anni protagonisti del movimento in regione e in campo nazionale e non solo. Nell’eptathlon F45 Rossella Zanni (Mollificio Modenese) con 4736 punti (dalla tabella WMA), con 56 punti oltre il punteggio ottentuo ai Campionati Italiani di Roma ha ottenuto anche la miglior prestazione nazionale. Questi i suoi singoli risultati: 80 hs 13"77; alto 1,51 (che è anche la miglior prestazione eguagliata); peso 8,32; 200 29"04; lungo 4,79; giavellotto 22,05; 800 3'02"89. Negli 800 M50 Luigi Ferrari (Olimpia Amatori Rimini) è arrivato 2° per soli 22 centesimi e con 2'05"45 ha ottenuto il suo miglior tempo stagionale, vicino anche al suo miglior tempo in questa categoria: 2.04.83 ottenuto lo scorso anno ai Mondiali di Lahti. Ancora un atleta della Olimpia Rimini si mette in evidenza ottenendo un altro 2° posto, infatti Lamberto Boranga (ex portiere di serie A), nella categoria M65 si è piazzato al 2° posto nel lungo M65 con 5,08, suo miglior risultato dell’anno, mentre la suo migliore prestazione nella categoria è di 5,47 ottenuta nel 2008 ed è anche la migliore prestazione nazionale sia M65 che M60. Ferrari e Boranga sono stati anche i vincitori di medaglie di bronzo: mentre Ferrari si è piazzato al 3° posto nei 1500 con 4'26"01, Lamberto Boranga è stato 3° (a pari merito) nell’alto con 1,40.

06/08/10

Europei Master, capitolo-5: i record italiani

Quelli di Nyregyhaza sono stati Campionati Europei master molto particolari, per quanto riguarda i record italiani. Nelle precedenti manifestazioni internazionali ci eravamo abituati a registrare manciate di record che cadevano a grappoli, mentre in Ungheria le nuove migliori prestazioni italiane sono state ottenute quasi esclusivamente dalle donne e quasi esclusivamente con i nuovi attrezzi entrati in vigore quest'anno (ulteriormente scontati rispetto al passato) nelle categorie over-70 (o 80? Non ricordo). Le ragioni sono da ricercare nel fatto che la pista sulla quale si sono svolti questi Campionati Europei era probabilmente particolarmente lenta, oltre che presentare un rettilineo finale costantemente opposto al vento. Da qui i mancati record nella velocità (la specialità di punta del masterismo italiano attuale). Nel mezzofondo, Egger a parte, non si sono presentati molti dei big nostrani, nei lanci addirittura (quasi) nessuno, se non le terribili "ragazze" della Nuova Atletica dal Friuli e la solita Gabric. Ma vediamo nel dettaglio i nuovi record stabiliti, con una chiosa finale su altri record stabiliti nell'ultimo mese in Italia. Mi riserverò poi di comunicare gli atleti master dei mesi di giugno e luglio, che purtroppo, per motivi di tempo, non avevo nominato.

In Ungheria si sono registrate 10 nuove migliori prestazioni italiane master (una eguagliata). La parte del leone l'ha fatta la solita Gabre Gabric (W95) con i tre record in successione di peso, disco e giavellotto. Nel lancio del peso (con i 2 kg) 5,32 contro il 5,20 ottenuto a Novara in maggio. Nel disco 12,86, che migliora di poco il 12,79 lanciato dalla stessa Gabric a Saint Christophe, ad Aosta, nel settembre 2009. Infine 7,92 nel lancio del giavellotto, anche qui a migliorare un suo stesso risultato: il 7,85 lanciato agli Europei Indoor di Ancona l'anno scorso a marzo (ma chiaramente il giavellotto viene lanciato all'esterno... quindi è una prestazione outdoor). Tutti e tre i risultati sono anche record europei di categoria (che naturalmente le hanno consegnato le tre medaglie d'oro annesse e connesse). Ma soprattutto il risultato nel disco è il nuovo record mondiale! Per Gabre non cambia sostanzialmente nulla per quanto riguarda il numero di record detenuti: siamo a 13, il primo dei quali ottenuto nel 2003 a Torino nel peso F85.
Posto d'onore, quanto a Record stabiliti, per Rossella Zanni (W45): due record ottenuti in Ungheria. Uno è un "pareggio", cioè quello nel salto in alto (1,51) ottenuto durante l'heptathlon. Pensate che la gara individuale di alto W45 è stata vinta dalla polacca Marianna Biskup con... 1.51. La differenza? Che la Zanni nelle prove multiple ha piazzato un percorso netto sino a 1,51, mentre la Biskup ha "cippato" la prima a 1,51. Possiamo parlare quindi di una mancata campionessa europea? Non lo sapremo mail. Il secondo record della Zanni è invece arrivato proprio nelle prove multiple con 4736 punti, che migliora il suo risultato di Roma di 4680 punti. Terzo miglioramento per la modenese in meno di un anno, con un incremento di circa 100 punti dalla MPI ottenuta a Cattolica nel 2009 (4638 pt). La Zanni è quindi a quota 8 record italiani detenuti (tra outdoor e indoor), divisi tra salto in alto, prove multiple e 200hs.
Con due record italiani torna da Nyireghyhaza anche Anna Flaibani (W80) che ha migliorato il record del lancio del martello con il nuovo attrezzo da 2 kg (21,39) e nel pentathlon lanci, con 3279 punti. Nel martello il record era assai recente, risalendo agli italiani di Roma di giugno con 20,50. Record che in un anno è stato migliorato già 4 volte (anche grazie all'introduzione proprio del nuovo martello). Aveva iniziato la Fozzer con 11,75, poi era subentrata di prepotenza proprio la Flaibani che prima a San Benedetto (17,19), poi appunto a Roma era riuscita a migliorarlo. Quindi c'è il record nel pentahlon lanci, con 3279 punti, così come configurato con le nuove tabelle. Sicuramente meglio dei 2505 punti ottenuti sempre di Nives Fozzer a Pistoia, ma ad onor del vero la Flaibani era stata in grado di ottenere con le vecchie tabelle (e i vecchi attrezzi) di 3456 punti. Anche la Flaibani è una collezionista di record italiani: secondo il mio database adesso è salita a quota 23! Pensate che quello del lancio del peso F70 (3 kg) resiste ancora dal 1998 (12 anni) ed è il terzo record più datato nel lancio del peso master femminile. Là davanti resiste Ada Turci con il record ottenuto con il peso da 3 kg nel 1980 quanto era F55: sono passati "solo" 30 anni. Mentre, non so se può interessare in qualche modo, il record del '98 è al 32° posto nella classifica dei record più vecchi del mondo master femminile italiano.
Non poteva mancare nell'elenco la fenomenale altoatesina Waltraud Egger da quest'anno patrimonio della categoria W60. Poche apparizione nella stagione, ma tutte "determinanti" o "storiche". Il record nazionale le arriva paradossalmente nella gara dove Wlatraud si deve accontentare "solo" del bronzo negli 800 vinti dalla britannica Agnes Hitchmough. Il suo tempo, 2'39"58 abbassa addirittura di quasi 11" il suo stesso tempo ottenuto a Roma (2'50"31) corso durante gli italiani master. Prima dell'avvento di Frau Egger, il record era rimasto nella disponibilità di Noemi Gastaldi per 16 anni (correva l'anno 1994 con 2'56"66 stabilito durante gli Europei di Atene di quell'anno). Per Egger 15 record italiani, 11 individuali e 4 con le staffette nazionali, indoor ed outdoor. Propietaria dei record sugli 800 outdoor nell'arco di 15 anni e 3 categorie (F50, F55 e F60) (con 3 record indoor) vanta anche 3 record sui 1500, due sui 3000 e uno sui 5000 (quest'anno... specialità che le ha dato anche l'oro europeo): sta pe caso allungando le distanze?
All'appello ai record italiani non manca quasi mai Carla Forcellini (W50). Stavolta però non parliamo della sua asta, dove vanta tutti i record (indoor ed outdoor) delle categorie W40, W45 e W50. Nemmeno dal lungo, dove vanta 3 record. No, il record in Ungheria gli è arrivato dagli 80hs con 13"55, che ha abbassato il 13"81 di Roma (ma ottenuto con un monsone di 3 metri contrario). Il tempo le ha consentito di battere di un centesimo l'inglese Barker (che in batteria aveva fatto meglio di lei). Sempre in batteria la Forcellini aveva sfiorato di un solo centesimo (13"82) il predetto record. 13 i record incamerati al momento dalla romana (tolto un doppio record nell'asta F50 outdoor, avendolo saltato due volte): sei nell'asta, tre nel lungo, 3 negli ostacoli (ma quello di Nyiregyhaza è l'unico all'aperto), ed uno con la 4x100 nazionale W45. Il record più datato di Carla risale invece al febbraio 1999, nell'asta F40.
Non si può non citare nell'elenco anche Antonio Montaruli (M60) autore in Ungheria del tempo di 16"71 (vento nullo) nei 100 ostacoli. Miglior prestazione italiana nella nuova configurazione degli ostacoli. Quest'anno sono infatti cambiate le distanze utilizzate nelle gare ad ostacoli (ed in alcuni casi le altezze degli ostacoli stessi). Con un posizionamento probabilmente peggiorativo, è giusto ricordare però che sui 100hs M60, è tabellato un 16"44 ottenuto da Emilio Lombardi nel 1998.
Fin qui i record "ungheresi". Ma nell'ultimo mese sono successe diverse "cose" interessanti, che hanno mosso il mondo over-35 in avanti. Altri record, altri "momenti": il segno si sposta più avanti, un mondo si muove, si evolve.
L'evento clou è sicuramente il record italiano F45 dei 100 metri. Ebbene, dopo 3 miglioramente consecutivi nell'arco di un anno siglati dalla ex azurra Marinella Signori, ci si trova davanti al risultato di Annalisa Gambelli, classe '63 (come la Signori e anch'essa ex azzurra assoluta, con 2 presenze nel 1987) che a Osimo ha corso in 13"23 con un metro di vento contrario. Migliorato di 14 centesimi il tempo della Signori, con il quale aveva vinto gli italiani master romani. Proprio a Roma la Gambelli era arrivata a soli 5 centesimi dalla Signori (13"42). Questa la cronologia recente del record dei 100 F45.
  • 13"23 (1,0) - Gambelli Annalisa, Osimo 10/07/2010
  • 13"37 (0,1) - Marinella Signori, Roma 12/06/2010
  • 13"42 (1,0) - Marinella Signori, Lahti 30/07/2009
  • 13"46 (n.r.) - Marinella Signori, Cattolica 20/06/2009
L'effervescente velocità F45 ha portato anche ad un nuovo record: quello nei 200 della terza ex-azzurra, Daniela Ferrian (1961), che a Villanova il 15 luglio ha fermato i cronometri (purtroppo manuali) a 27"6, cioè un decimo in meno del tempo ottenuto da Umbertina Contini nel 1999. Adesso la Ferrian (51 presenze in Nazionale, 8^ per numero di caps nella storia della nazionale femminile assoluta, presente a 2 mondiali, 1 olimpiade e 1 europeo) detiene sia il record elettrico (28"30) che quello manuale F45. Il 27"7 della Contini era anche il più vecchio record outdoor femminile sui 200, l'ultimo ancora precedente al 2000. Adesso il record più anziano diviene il 28"97 dei 200 F50 della Silvana Zucchi ottenuto nel 2002.
La poliziotta Mara Rosolen (1965) nel frattempo porta a 14,90 il record nella categoria F45 (ancora lei!). Terzo miglioramento nel corso del 2010: agli italiani assoluti di Grosseto la Rosolen era stata in grado di lanciare 14,59. Ora si avvicina pericolosamente alla barriera dei 15.

01/08/10

Europei Master, capitolo-3: l'Italia migliore al maschile? Gli M35

Mandate i bambini a letto, chiudete le finestre di casa anche se siete oppressi dalla calura estiva, e, se amate un trattato di statistica applicata ai Campionati Europei Master, questo è l'articolo che fa per voi. Sicuramente non è un articolo per Lucilla Andreucci, inviata della Rai a Barcellona (per fortuna l'hanno accantonata sulla pista di riscaldamento, anche se probabilmente vedrei meglio un collegamento dagli spogliatoi), che non sembra avere una particolare simpatia per i master. Stendiamo un solenne velo pietoso sul personaggio: ma con tutti gli atleti di primo piano che ha sfornato l'atletica italiana, questa da dove è saltata fuori? Parliamo di cose serie. Scrivo veloce, perchè è sera e devo andare a dormire: passatemi qualche errore ortografico. E' che se perdo quello che ho nella "capa" poi va tutto a ramengo. L'argomento che voglio trattare in questo 3° articolo sugli Europei Master di Atletica di Nyiregyhaza, è legato all'analisi che ha fatto nell'articolo qui sotto Alessandro Tifi. Ci si domandava come "quantificare" o come "qualificare" un successo o meno di una spedizione di una squadra nazionale master, considerato che la base è esclusivamente volontaria. Così nell'osservare i risultati dei Campionati Europei di Barcellona, ho notato la classifica per Nazioni a seconda del piazzamento tra i primi 8 (i finalisti in pratica) dei rispettivi atleti. Perchè non farla anche per Nyiregyhaza, mi sono quindi domandato? Ma non generale: ci sono 26 specialità per una dozzina di categorie: verrebbe una classifica spropositata da giochi senza frontiere. Così ho analizzato categoria per categoria (per adesso solo al maschile) quelle che sono state le varie classifiche basate sui primi 8 classificati (quando c'erano) di ogni gruppo d'età. Questo tipo di dato disaggregato ha mostrato diverse dinamiche in atto, e ha dato (almeno nei miei confronti) delle risposte a quelle che erano solo delle credenze. Le medaglie hanno sicuramente un peso: una classifica a punti dà una dimensione diverse della realtà. Ebbene, ecco alcuni risultati commentati da quanto è emerso da queste classifiche avulse.

ITALIA
: I migliori piazzamenti dell'Italia sono stati i terzi posti nella categoria M35 (con 108 punti), nella M40 (ma con 67 punti), negli M60 (con 68 punti), negli M75 (con 64), e negli M90 (ma con 3 sole nazioni rappresentate). Gli M35 italiani quindi si sono rivelati la formazione italiana più compatta, con 13 specialità su 26 in cui si sono registrate le presenze di azzurri tra i primi otto della classifica finale. Buon segno? Direi proprio di sì: è il segno che il movimento si sta muovendo dal basso, anche se poi dimostra di avere peculiarità simili (anche se con numeri più contenuti) all'Inghilterra. In altre categorie, e in un paio di specialità, invece, si registrano delle preoccupanti flassioni. Ne parleremo oltre. Se guardiamo invece solo i punti totalizzati, che dimostrano una "profondità" della prestazione migliore, in testa troviamo i già citati M35 con i famosi 108 punti. Ma al secondo posto a sorpresa spuntano gli M45 con 90 punti (quarti nella classifica per Nazioni) quindi gli M50 con 71 (6' nell'overall). Italia davvero in affanno con gli M55 (14^ con 18 punti) e in subordine gli M65 (13imi con 20 pt). L'avevo anche scritto da qualche parte che gli M55 in Italia negli ultimi tempi sembravano un pò in affanno. Leggendo le "distinte" delle diverse categoria (spero di riuscire ad allegare il file excel) noterete che i punti degli italiani hanno una ben precisa matrice: la velocità in massima parte e i salti in minima. Mezzofondo in netta regressione rispetto a Lubiana, ma soprattutto lanci azzerati. Ma dove sono finiti tutti i lanciatori italiani? Lasciamo perdere la 3-R (Rado, Riboni e Rovelli), che al limite avrebbe "riempito" le caselle della categorie più anziane. Ma gli altri? Pensate: l'Italia M35 arriva 3^ nella classifica di categoria con "ZERO" punti dai lanci. ZERO anche negli M40, ZERO negli M45, 1 punto negli M50 (il buon Ballico), 3 negli M55, ZERO negli M60, M65, M70, M75... ragazzi, 4 punti: un sesto e un ottavo posto su 72 gare di lanci tra tutte le categorie: un pò poco, non vi pare? Invoco Michelangelo Bellantoni affinchè con il suo gruppo di lanci riesca a coinvolgere più lanciatori per le gare internazionali!

L'analisi categoria per categoria, fino agli M75. Gli M80, 85, 90 guardateli nel file allegato.
  • M35: la sorpresa Spagna - secondo il mio modesto parere la più grande sosrpesa di questi campionati a livello di team. La categoria M35 è un pò la categoria "laboratorio", quella che mostra le tenedenze dei prossimi anni. E' il luogo e il momento dove gli atleti "tornano" all'attività o semplicemente continuano cambiando percezione delle cose del mondo sportivo. Il successo spagnolo dimostra che sta succedendo qualche cosa nella penisola iberica. Una politica per i master? Non lo so... forse semplicemente un effetto-traino. Comunque sia 121 punti, 9 in più della Germania: 16 gare su 26 in cui c'erano spagnoli tra i primi otto delle rispettive classifiche finali, con 16 punti guadagnati solo nei 5 km di pista dove era presente l'atleta dell'anno europeo 2009 di Webatletica Juan Antonio Porras per la categoria M35. Italia come si diceva 3^ con 108 punti, a sole 4 distanze dalla Germania. Oltre i 100 anche l'Ungheria (101) e quindi solo 5° il Regno Unito con 86.
  • M40: si comincia a far sul serio, e le due realtà più importanti del movimento master europeo iniziano a dettare legge. 173 punti la Germania, che piazza uomini in finale su 24 discipline su 26 (anche se non sempre a medaglia). L'Inghilterra crolla nei lanci, dopo aver dominato la velocità in tutte le salse fermandosi a 140 punti. Terza l'Italia, ma a 67 punti, cioè 106 in meno della Germania, ed in sole 8 specialità. Battute di una sola attaccatura Spagna e Ungheria con 66 punti.
  • M45: nella categoria più prestigiosa (secondo il mio parere) dei master si registra il dominio assoluto dell'Inghilterra (seconda delle due sconfitte della Germania su 12 categorie presenti in Ungheria). 174 punti (e soli 10 punti dai lanci, caratteristica molto simile all'andamento degli italiani) che schiantano i 129 della Germania. Terza la miglior Francia dei Campionati Europei con 112 punti (per il resto i galletti al maschile prenderanno un sacco di schiaffi sportivi mai registrati prima). L'Italia chiude in quarta posizione con 90 punti (non male, il secondo punteggio maschile degli azzurri, dopo quello degli M35). Stacatissime le altre, con la Russia al quinto posto con soli 51 punti.
  • M50: hinc sunt leones. Da questa categoria in poi, sino ai 90, dominio incontrastato tedesco. Anche se la categoria 50 è stata probabilmente la più combattuta in assoluto. I tedeschi trovano la strenua e accesa difesa degli inglesi che arrivano a 8 lunghezze dal colpaccio: 96 a 88. Poi un incredibile ex-aequo a 76 punti: Spagna, Russia e Danimarca. L'Italia arriva 6^ con 71 punti, davanti alla Polonia con 67. Grande categoria davvero con 27 nazioni a punti.
  • M55: la categoria più nefasta per i nostri colori. Pochissimi atleti, anche se con qualche piccola-grande soddisfazione come l'argento del nostro CT. Mentre nella categoria M50 la Germania ha avuto qualche problema a vincere la resistenza delle altre compagini continentali, da questa in poi inizia il vero dominio teutonico. 155 punti su 19 specialità per spezzare le velleità di una insolitmante arcigna Russia (140 punti). Lanci tedeschi fonte ninesauribile di punti: ben 50 punti in 6 specialità. Terzi gli inglesi con 108 punti, poi la Cechia a 84. Bisogna arrivare a 46 punti per trovare i quinti, i finlandesi, staccatissimi. Italia al 14° posto con soli 18 punti conquistati in 5 specialità.
  • M60: Si sta entrando a poco a poco nel territorio di caccia grossa dei tedeschi. Stavolta i secondi, ancora gli ingelsi, vengono doppiati: 155 a 70. Addirittura 20 specialità con "finalisti" i tedeschi. Italia terza per un soffio, con 68 punti (11 specialità coperte) grazie esclusivamente alle corse.
  • M65: qui addirittura i punti di vantaggio della Germania sulla seconda sono stati più di 150: 230 a 81 sulla Russia. Tutto il resto d'Europa annichilito di fronte allo strapotere germanico . Anche qui si registra un'italietta da 20 punti e il 13° posto finale con soli 3 piazzamenti negli otto (anche se si contano le due medaglie di Boranga).
  • M70: l'apoteosi, l'apogeo dell'essenza del masterismo tedesco. 321 punti (leggesi trecentoventuno), portando finalisti in 26 specialità su 26, totalizzando l'high score in una sola specialità (i 400 con 33 punti), 215 punti di distacco dalla seconda, 17 volte in doppia cifra nelle 26 specialità anzidette. Strapotere è dire francamente poco. Tutti gli altri rimangono annichiliti di fronte a cotanto potere. In questo contesto, Italia settima con 43 punti ottenuti in 11 specialità.
  • M75: Se l'apogeo del forza dei tedeschi culmina con gli M70, con gli M75 il loro punteggio complessivo scende sotto i 200. 196 punti, contro i 93 della Finlandia. Italia buona terza con 64 punti.
  • M80, 85, 90: si conferma il predominio tedesco. Vi rimando al file allegato.

31/07/10

Europei Master, capitolo-2: l'analisi di Alessandro Tifi

(Alessandro Tifi in azione) - Quella che segue è l'analisi attenta e particolareggiata dei numeri di Nyregyhaza-2010 da parte di uno dei nostri più fedeli lettori: Alessandro Tifi.

Dopo aver seguito i campionati europei master in ungheria, da casa, e con l'indice puntato per vedere il prima possibile i risultati, ho provato a buttare giù due numeri . Si sono sfidati atleti in 12 diverse categorie maschili (fino agli mm90) in 23 diverse specialità e 12 categorie femminili (fino alle mf95, ma con l'assenza delle mf90) anch'esse in 23 diverse specialità, questo aggiunto alle staffette porta all'assegnazione di una montagna di medaglie. Le categorie più partecipate gli mm50 con 487 atleti-gara e le mm50 con 271. Le gare con più atleti i 200 maschili con 227 presenze-gara ed i 100 femminili con 110, ed in particolare i 200 mm45 con 39 partenti ed i 5000 mf50 con 20. Il tutto per 3406 atleti-gara maschi e 1721 donne, a cui vanno aggiunte 77 staffette maschili e 54 femminili. 36 sono le nazioni che hanno arricchito il medagliere, ma per chi, come me le medaglie se le sogna e magari ha come massimo obiettivo quello di passare un turno, o al massimo di aspirare ad una finale, altri due numeri. 30 sono le gare maschili in cui bastava partire per arrivare all'ambito podio (minimi, ritiri e squalifiche a parte), 52 quelle femminili, tutte "annidate" nelle categorie più "anta" con l'eccezione delle mm35. 9 su 16 gare di staffette femminili hanno presentato meno di quattro formazioni e per i maschi 8 su 20. Le gare con otto o meno partecipanti, l'ipotetico numero di una finale, sono state 139 su 227 per le femmine e 86 su 263 per gli uomini. Per ogni numero che sommo e che elenco (passatemi i sicuri ed gli innumerevoli errori), mi passano avanti gli occhi, pur non essendo stato presente, i volti dei molti amici ed immagino le loro imprese. Sfogliando i risultati, poi, mi rendo ancor più conto di quanto variegato sia questo mondo master: basti pensare a quanti diversi pesi hanno gli attrezzi nei lanci per le varie categorie o alla lunghezza delle gare ad ostacoli "bassi" che passano dai 400 ai 300 e fino ai 200, tra l'altro cambiando in età diverse tra uomini e donne! Tornando al medagliere, che non può essere lo specchio fedele del movimento master di una nazione, ma una piccola idea la può comunque dare, salta all'occhio lo strapotere della squadra tedesca, che con una "foto" può essere riassunto nella finale dei 400 mm70 con sei atleti ai primi sei posti!!! Chiusa la manifestazione "clou" all'aperto dell'anno, si respira già nell'aria l'attesa per i prossimi eventi "internazionali", il botto con i mondiali di luglio a Sacramento, scaldando i motori con gli europei a Gent, chi seguendo con l'indice puntato sulla tastiera da casa e chi, presente, in calze corte e chiodate a riempire di numeri ulteriori pagine, inseguendo la propria passione .