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10/01/11

Stappata una perrier ad inizio d'anno: Maryvonne Icarre record sui 200 W45

Io con Marycarre Ivonne: le ho portato fortuna!
Maryconne Icarre nel suo primo "cosa pensi" di facebook dopo il proprio sensazionale 200 è stata molto simpatica: "Qui détient le record du monde du 200m indoor (45ans) en 25"44? Ben, c'est moi depuis trois heures! J'ouvre une bouteille de Perrier pour fêter ça!!!".  A dire il vero mi è giunta una telefonata da Ale Cipriani a segnalarmi la cosa, e subito mi sono dovuto proiettare a cercare la notizia e soprattutto il risultato cronometrico. Dopo una problematica ricerca, Eureka! Trovato il tempo: 25"44 ad Eaubonne, il 9 gennaio, ieri. Ebbene: mesdames et messieurs, le nouveau record du monde! Sì, battuto il record dell'altro fenomeno americano Renee Henderson, che, che ci crediate o meno, è stata la prima a felicitarsi con lei proprio sul social network. L'americana l'anno scorso a New York aveva fermato le oscillazioni dei quarzi cronometrici a 25"47. Ma nella cronologia del record non bisogna dimenticare anche la cannibale di medaglie, l'altra francese Violetta Lapierre, che ad Aubiere nel 2009 aveva corso in 25"63. Tre grandissime atlete si sono succedute in poco meno di due anni: aspettarsi altri attacchi al record sembra questione di tempo. I tempi della Icarre del 2011 (già scesa a 7"95 sui 60)

09/08/10

Europei Master, capitolo-8 - l'intervista a Maryvonne Icarre

(clikkando sull'immagine qui a sinistra verrete catapultati sull'intervista a Maryvonne Icarre) - Bè, ragazzi, questo è proprio un must da non perdere, una prima-volta per Webatletica e spero tanto sia gradita. Un'intervista "televisiva"! Ditemi voi, una volta visto il filmato, cosa ne pensate. Durante gli Europei di Nyireghyaza, dopo aver personalmente conosciuto Maryvonne Icarre, campionessa europea W40 di 100 e 200 (ma lei è del 1965!!! A dicembre a livello internazionale entrerà tra le W45), con tempi davvero notevoli (25"20 sui 200!) si è pianificata un'intervista. Traduttore d'eccezione alle mie martellanti domande, Alessandro Cipriani, che così ha potuto dato finalmente senso alla sua trasferta ungherese (scherzo naturalmente! Il buon Cipri è arrivato in finale nei 400hs nella categoria... inferiore, per lo stesso problema relativo alla data di nascita della Icarre). La Icarre vanta un segreto notevole: partecipa anche alle gare internazionali di sollevamento pesi nelle categorie master. Ma bando alle ciance, gustatevi questa intervista, che la Icarre ha preso talmente sul serio da essersi agghindata, truccata e indossato le medaglie vinte per la Francia per l'occasione. Peccato che fosse solo per Webatletica!

04/07/10

A quando un incontro internazionale per la Nazionale Master?

(Maryvonne Icarre, stella della velocità francese master in una foto scattata a Kamloops, sul suo profilo di facebook) - Gli anni passano, i tesserati aumentano, la necessità di creare opportunità per fare proseliti sono sempre più impellenti, ma su uno dei versanti sui quali (crediamo) molto si deve fare, ancora non viene fatto. E il tempo perso può essere dannoso, può allontanare i "papabili", soprattutto quelli delle categorie più giovani. Siamo qui a ricordarlo ogni tanto, per non far credere che abbiamo abbassato la guardia. E' noto come lo scorporo salomonico degli Uffici Master abbia creato di fatto due strutture, una internazionale ed una nazionale. Due strutture, due referenti. E due compagnie, due squadre. Un Consolato in piena regola, insomma. Il regno di Arese si ricorderà anche per questo, quando finalmente se ne sarà andato: il caos, il ritorno alla confusione primordiale. A piccoli passi, con l'aiuto di Claudio Rapaccioni (di cui a breve produrrò un suo commento sui recenti c.d.s. master), siamo invero riusciti a far passare alcune nostre idee (condivise dallo stesso Claudio e con lui discusse, migliorate, mediate): i c.d.s. indoor (certo, migliorabili, come da alcuni invocato), le finali della velocità all'Olimpico, oltre ad altre piccole cose. Poi è stata specificata la regola sulla partecipazione dei master alle gare assolute (dopo che in più circostanze avevamo lamentato un'interpretazione idiota di qualche organizzatore). Sarebbe bello istituzionalizzare questo rapporto che adesso è solo fiduciario: noi siamo solo una voce, molti non la pensano come noi, ma sarebbe auspicabile creare un organo consultivo del mondo master che si relazionasse con i decision makers della Fidal. A meno che lo si crei noi, direttamente, come un sindacato, senza aspettare la benedizioni urbi et orbi della Fidal. A quel punto le rivendicazioni (i consigli, dai, non partiamo con le barricate) di chi rappresenta il mondo master, presumo sarebbero ascoltate con più attenzione. Perchè questo? Perchè si è arrivati ad un punto di crescita che necessita di un salto di qualità. Per non stallare. Pre creare nuove opportunità e cercare (insieme) nuove strategie di crescita (i Grand Prix nazionali ed internazionali, i ranking, le classifiche integrate delle prestazioni dei master, la logistica degli spostamenti, le decisioni sulle sedi dei campionati italiani, l'abolizione della distinzione tra senior e master al compimento del 35 anno, indumenti della nazionale "comuni" a prezzi politici, l'introduzione di nuove categorie più "giovani"...). Arrivo su questo punto perchè mi sono imbattuto sul sito dei master francesi nelle convocazioni per l'incontro internazionale master tra Francia e Germania. Organizzare incontri internazionali con le altre Nazionali Master è un altro punto fondamentale di quelli appena citati per far crescere il movimento a partire dalle categorie minori (quelle statisticamente più ricche di atleti per ovvi motivi demografici): potrebbe essere un volano per molti atleti ad abbracciare il mondo master: opportunità che hanno costi ampiamente dovuti per chi rappresenta di fatto il bancomat di questa Federazione (tra l'altro con spese irrisorie rispetto al totale). C'è chi sostiene che l'atletica master è soprattutto quella stradista e che di conseguenza bisogna ridimensionare le pretese. Ribatto che anche la stragrande maggioranza dei senior è stradista e nessuno si scandalizza se le risorse vengono investite interamente su chi pratica l'attività su pista (e naturalmente su chi li accompagna in giro per il mondo...). La pista è la vetrina dell'atletica. Anche per i master. Ritornando sull'incontro tra Francia e Germania che si disputa il 10 luglio a Yutz (nella Mosella), l'incontro è stato strutturato su sette specialità con 2 atleti per specialità e due macrocategorie: 40-49 e over 50. Ma l'anno scorso c'era stato anche un incontro tra Inghilterra, Francia e Belgio (mi sembra) in cui vi erano semplicemente i migliori master a prescindere dalla categoria, solo in base al risultato effettivo. Di idee ce ne sono tante: chiaramente vengono favorite le categorie più "giovani", ma penso che tutto rientri comunque in una politica di proselitismo generale da parte delle rispettive federazioni. Questo è sapersi muovere: aspettiamo ora la branca internazionale del masterismo italiano che batta un colpo, che non si limiti a passare le carte delle iscrizioni ai campionati europei. A proposito di Campionati Europei in Ungheria, torneremo sull'argomento con una cosa sconcertante, riguardante la nostra delegazione a Ny... quel che l'è (non mi metterò mai in mente il nome) se uno dei diretti interessati me ne darà modo di parlare pubblicamente. Altrimenti ne parlerò solo informalmente a chi me lo chiederà. E' notte fonda, spero di non aver scritto cavolate qui sopra... domattina mi riservo di rileggere tutto. Buonanotte.