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16/01/11

Record italiano Master: Barbara Martinelli cancella Elena Montini - SuperMarioLongo a Napoli sfonda il 100% AGC nei 50: record?

Barbara Martinelli - foto Atl. SVO
Le notizie in salsa master del fine settimana, sono due: un record italiano e qualcosa di molto simile, se non di più. Parto dalle cose certe, cioè il record italiano F45 degli 800 indoor di Barbara Martinelli (1965) dell'US San Vittore (in provincia di Milano), che ha scalzato dall'olimpo della specialità la comasca Elena Montini, che l'aveva stabilito nel 2009. 2'25"57 per la milanese nel meeting di Ancona contro il 2'26"12 della lariana. Nella cronologia recente dei record, le due lombarde erano precedute da Elisa Zuccari, che nel 2006 aveva corso in 2'27"78. Qui il link alla gara della Martinelli. Partenza al fulmicotone delle F45 questo 2011, la categoria che già nel corso del 2010 aveva mostrato di essere tra le più vitali tra tutti gli over-35. Ho trovato qualche cosa di interessante sulla Martinelli dal sito della sua società (l'Atletica San Vittore Olona), per la serie che la classe non è acqua: è nata il 9 dicembre 1965 e vanta sei presenze nella nazionale assoluta, con 2 coppe Europa, una partecipazione ai Giochi del Mediterraneo. Poi il record italiano nella 4x400 proprio ai giochi del Mediterraneo dove arrivò l'argento. 4 invece le presenze nella nazionale junior. E poi i titoli italiani: campionessa Italiana Junior negli 800 (1983), la 4x800 nel '86 e nel '91 con il record italiano in entrambe le circostanze. Fu seconda nei 400 indoor nel '92 con 54"11 (allora quarto tempo di sempre in Italia) e terza sempre a Torino, ma outdoor, nel 1990.
Cambiamo argomento. Il colpo da maestro l'ha messo però Mario Longo (1964), che ha piazzato a Napoli in batteria un super 6"09 sui 50, che tradotto in AGC totalizza 100,65% (il primo over-100 dell'anno in Italia), lasciando tutti sul dubbio: sarà record italiano... o europeo... o mondiale? Non esistono purtroppo statistiche in merito: speriamo che Giusy Lacava possa implementare le liste dei record anche con questa specialità indoor. Sta bene evidentemente Mario, e il tempo vale già qualche cosa vicina ai 7". Nell'overall AGC al secondo posto troviamo l'esordiente nella stagione 2011 Antonio Rossi (1950) che sempre ad Ancona, ieri, ha fermato i quarzi a 8"05, cioè solo 15 centesimi in più di Tristano Tamaro e il suo record di categoria. 96,70% che lo piazza al secondo posto nella speciale classifica avulsa AGC (che ho in possesso evidentemente solo io). Solo oggi la medesima classifica è stata implementata dal 7"21 di Paolo Chiapperini (1969) che a Rieti una settimana fa era in grado di correre sempre i 60 in 7"21, tempo notevole, probabilmente già da podio di categoria agli Euroindoor, se non ci fossero le variabili impazzite Darren Scott & Marc Donwell. Il suo AGC? 94,51%. Tra gli over-90 AGC (la soglia d'eccellenza internazionale, così come canonicamente fissato) troviamo questa settimana Paolo Mazzocconi (1964), 7"61 a Modena e 92,89% (aveva corso in 7"67 una settimana fa). Quinto totale nell'overall AGC 2011. Tra la categoria M60 anche Livio Bugiardini (1948) sopra i 92: il suo 8"50 vale 92,76%
Il miglior mezzofondista è ancora una volta Dario Rappo, 10'17"87 sui 3000 e 90,92 uno degli unici due non-velocisti sopra il 90% tra i master (l'altra è la Neviani con il suo record mondiale): il record nazionale dei 3000 invece non poteva non averlo la leggenda Luciano Acquarone con una manciata di centesimi sotto i 10'. 
A Parma, sul pistino da 160 metri, Francesco D'Agostino, neo-M45 esordisce 2'06"55 cioè 87,98%, che però è inferiore in valuta AGC rispetto al 2'09"31 di Alessandro Tifi, corso ad Ancona e che vale 88,37% (non so quando Alessandro aveva confessato il sogno di siglare un 90% AGC nella propria carriera: manca solo 1,63. Notevole anche il 9'35"94 sui 3000 di Pierangelo Avigo (1961) neo M50 (87,34%). 
Sul fronte femminile Susanna Tellini (1966) che la settimana scorsa aveva sfiorato i record di lungo e 60 F45, questa settimana si è attesta a poca distanza da essi sempre a Modena. 13 centesimi in più sui 60 e solo 7 centimetri in meno nel lungo: 8"68 e 4,81 i suoi risultati. Ottima Laura Avigo sugli 800: 2'22"85 (84,48%) nella non facile pista di Parma. 1,45 nell'alto di Rossella Zanni (1964) a 5 centimetri dal suo record (doppiato). 

16/10/10

Invidio il... pentalanci

(nella foto di Mik Bellantoni, Valsecchi e Moiraghi a Macerata) - C'è all'interno del mondo master, una nicchia di atleti abbastanza corposa, che si è ritagliato degli spazi e dei tempi ben precisi, suscitando, lo confesso, un pizzico di quel vizio capitale che va sotto il nome di "invidia". Ci vuole poco, del resto, per soddisfare noi atleti che facciamo sport per pura passione distruttiva: un circuito di gare appositamente dedicato a noi. E poi una finale. Poi naturalmente c'è quel clima che si crea soltanto durante le prove "multiple": probabilmente dato dal fatto che non si creano le elite della prestazione in un attimo: gli avversari si "vivono" per diverse ore, si condividono gli "stessi spazi e gli stessi tempi," come dicevo qui sopra. Poi sotto la spinta (e parlando di lanciatori non può che essere poderosa!) di Michelangelo Bellantoni (che ha aperto anche un sito dedicato al Pentalanci), quegli spazi e tempi si sono dilatati, creando quello che in uno degli sport più nobili, il rugby, si chiama terzo tempo. Finite le gare del circuito del Pentalanci, si assiste alla degustazione dei cibi tipici delle città di provenienza dei vari lanciatori: tutti contribuiscono, portando chi del vino (ho udito di viaggi in treno con taniche da 5 litri di rosso), chi dei salumi, chi torte... Un mondo che unisce il grandissimo agonismo (ogni prestazione "monstre" è comunque sottolineata da tutto il resto del Circus), al piacere della compagnia. Non capiremo tutto questo se non avremo, anche noi non-lanciatori, un nostro Grand Prix. Ne parleremo. Adesso vi lascio con due race-report sul Campionato Italiano di Pentalanci che si è svolto sabato scorso a Macerata: il primo è del nostro inviato Alessandro Tifi, il secondo di Alessandro Valsecchi.

Il race-report di Alessandro Tifi

Sabato 9 ottobre, a Macerata, si è tenuto uno degli ultimi atti della stagione agonistica master 2010: il campionato italiano di pentathlon lanci, valido peraltro anche per l’assegnazione del titolo del gran prix (9 date durante il corso dell’anno, compresa la finale). Oltre che della bella giornata, i partecipanti hanno potuto usufruire, praticamente inaugurandola, della nuova pista di atletica, anzi a dire il vero della nuova pedana per il giavellotto (approntata per l’occasione), dato che i lavori per la pista sono in fase di completamento. Prima di dare un'occhiata ai risultati, mi fa piacere sottolineare il clima di “cameratismo” che si respira in queste competizioni (sembra quasi di essere nel corso di una gara di decathlon) , dove ognuno è pronto a consigliare ed incitare il proprio amico/avversario, tra un lancio e l’altro. Certo, specie in alcune categorie, la lotta non è serratissima ed il numero dei partecipanti non è elevato, ma come si dice: ad aver torto sono gli assenti!
Negli M35 vince Alessandro Valsecchi su Longo per soli 43 punti. Primo negli M40 Francesco Acquasanta ottimo nel disco con 42,14. Giuseppe Rossano vince gli M45, ma è da segnalare il suo 11,88 di peso ed il 43,68 di Enrico De Bernardis nel giavellotto. Gli M50 sono appannaggio di Michelangelo Bellantoni, e chissà se si è autofotografato nel suo 12,01 getto del peso! Ottimi anche Paolo Fadelli  sempre nel peso con 11,90 e Alessandro D’Alberto 44,22 nel martello. Tra gli M55 vince Xhavit Derhemi (40,01 di disco , 11,94 di peso , 13,61 martello mc): nella categoria spiccano tutti nel martello m.c. (non e’ che paga di più?) Angelo Moiraghi 14,05, Sandro Sangermano 13,26, Gabriele Ferramondo  14,12 e Gianni Lolli nel peso con 11,12. M60 vince Francesco Cacciatori (41,80 di giavellotto e 14,22 martello mc), si distinguono nel disco Bettucci Francesco con un ottimo 41,67 e Sagoni Roberto con 45,06. Negli M65 vince Giorgio Schiavoni (35,04 di martello), migliori risultati Vincenzo Cappella  37,44 di giavellotto, Giuseppe Di Stefano 13,34 martello mc. Vince gli M70 Franco Bechi (34,68 di disco, 10,16 di peso, 40,05 di martello e 17,44 di martello mc), Umberto Benevenia ottiene 11,39 nel peso. Gli M75 non possono non essere terra di conquista di Carmelo Rado (42,04 di disco, 10,76 di peso, 37,32 di martello, 15,97 di martello mc), si distingue Renzo Reggiani con 34,68 di martello e 12,64 di martello mc. Negli M80 vince l’unico partecipante e (scusate la digressione), mio capitano, Silvano Pierucci. Un solo partecipante anche tra gli M90 (arrivaci un pò!) Giuseppe Rovelli, classe 1918, che oltre a completare tutti e cinque le gare si permette anche un eccellente 21,68 di martello.
Quindi le “donzelle”. F35 vince Elisa Assirelli.  F40 prima Maria Elisa Bartolozzi (37,00 di martello), ottimo il 36,72 di martello ed il 12,08 di martello mc, da parte di Santa Sapienza. Paola Melotti vince le F45 (37,09 di martello, 10,32 di peso) buon 10,37 di Anna Magagni nel peso. Rosanna Grufi primeggia nelle F55 suoi i 10,40 nel martello mc. F60 prima Elvia Di Giulio.La mattatrice delle F65 è Brunella Del Giudice (8,22 nel peso, 33,52 nel martello, 11,57 nel martello mc), nella categoria ottimi i risultati di Fancello Maria Luisa (25,53 disco, 8,22 peso, 26,89 martello). Maria Luisa Mazzotta vince, da unica partecipante, nelle F70, cosi come Maria Luigia Belletti nelle F75. Nelle F80 lotta serrata: soli 27 punti il distacco tra le due in gara. Vince Nives Fozzer su Anna Flaibani. Nelle F95 Gabre Gabric, ed anche qui non ci sono parole, ma soltanto tanto di cappello, dovendo cercare un aggettivo da abbinare a questi personaggi, non ne troverei uno adatto !
Cinque gare di lanci una di seguito all’altra, comportano un elevato dispendio di energie, fisiche e nervose, ed a tal scopo (ma non solo!), la società organizzatrice ha ben pensato, come da tradizione, di allestire nelle tribune dello stadio, un lauto banchetto!

Il race-report maschile di Alessandro Valsecchi

MM35
Vittoria abbastanza a sorpresa del capriolo Valsecchi su Longo dell’Atl. Villafranca, dopo un recupero di 200 punti grazie ad una buona prova di Martello del primo ed una decisamente sottotono nel disco per il secondo. Longo si aggiudica però il gran prix. Sfida destinata a ripetersi l’anno prossimo. Miglior prestazione singola (Longo nel peso 12.76 per 681 punti)

MM40
Vittoria netta e con un punteggio (3136) decisamente ottimo per Acquasanta della Rocco Scotellaro di Matera. Il secondo posto se lo aggiudica il siciliano residente a Roma che gareggia per la Calvesi della val d’Aosta, Tortorici per soli 8 punti su Gaetano Marchese della Libertas Catania (2549 a 2541). A Tortorici il gran prix. Miglior prestazione singola il 42.14 di Acquasanta nel disco (796 punti)

MM45
Vittoria decisa di Rossano (3241) del cus bari su De Bernardis (3065) della pol Roma XIII. Il pistoiese Giorgio Carezzi supera nell’ultima gara il ravennate Benedetti per il gradino più basso del podio. Benedetti si aggiudica però il gran prix. Migliori prestazioni singole per Rossano nel peso con 11.88 e 43.68 nel martello per de Bernardis (entrambi a 745 punti)

MM50
Il leader incontrastato del gruppo di Pentatleti Michelangelo Bellantoni della Sandro Calvesi si aggiudica il primo posto con il punteggio di 3078. Alle sue spalle Fadelli della pol. Libertas Sacile e Innocenti dell’atl. Pistoia Bellantoni vince anche il gran prix e fa la miglior prestazione singola nel peso con 12.03 per 734 punti.

MM55
Vince Angelo Moiraghi dell’atl. Rovellasca (3060) su Sangermano della pol. Roma XIII e Amici dell’Edera Forlì che si dividono il 2 e 3 posto con solo 4 punti di differenza. Dehremi Xhavit (fuori gara nel camp. It.) vince il gran prix e fa registrare un’ottima prestazione da 3476 punti. E con 800 punti nel peso grazie agli 11.94 metri.

MM60
Roberto Sagoni della Giovanni Scavo Atletica si aggiudica il gran prix nonostante una prova sottotono in quel di Macerata a causa di 3 nulli nel martello con maniglia. Vince Cacciatori del cus Roma con 3239 punti su Bettucci della squadra ospitante SEF Macerata e su Rezio Gianoli. Miglior prestazione proprio per Sagoni con 826 punti per i 45.06 nel disco.

MM65
Vince Giorgio Schiavoni dell’Acquadela Bologna su Cappella della SEF Macerata e sul compagno di squadra Pocaterra. Vince il gran prix Di Stefano della pol. Marathon Biancavilla, anche lui incappato in 3 nulli nel disco. Per lui anche la miglior prestazione con 728 punti con 13.34 nel martello con maniglia.

MM70
Franco Bechi dell’Assi giglio rosso di Firenze si aggiudica il titolo con 3863 punti, il gran prix e la miglior prestazione con 1017 punti grazie ai 17.44 nel martellone. Lo seguono Umberto Benevenia della Calvesi con Francesco Guarino del Cus Roma.

MM75
La miglior prestazione tra tutte le categorie con 4446 punti per Carmelo Rado della San Marco di Venezia; si aggiudica senza problemi anche il gran prix e la miglior prestazione nel disco con 42 metri e 1086 punti!!

MM80
Silvano Pierucci della Sef Macerata vince in solitaria il titolo con 2480 punti. Nessuno ha coperto le 3 gare necessarie per l’assegnazione del gran prix.

MM90
Il solito Giuseppe Rovelli con 3211 punti si porta a casa il titolo e il gran prix

12/10/10

Ale-Tifi a ruota libera: riflessioni sui prossimi c.d.s. e l'analisi dei C.d.s. di Cagliari

Non ci/mi toccate i Cds master! (di Alessandro Tifi)

(foto dal Sito dell'Atletica Calvesi: Giancarlo D'Oro guida la seconda serie dei 200 a Cagliari) - Dopo aver “giocato” con qualche numero dei cds di Cagliari (tutte le analisi seguono questo pezzo, al link, n.d.r.), pensavo che per un pò non sarei tornato sull’argomento . E invece eccomi qui. Al rientro dal campionato italiano pentathlon lanci di Macerata (rientro si fa per dire, si sono svolti a 500 metri da casa mia!), ho riflettuto su alcune “voci” che hanno circolato. Premetto che non è mia abitudine, ed anzi sono anche in imbarazzo nel farlo, ad esprimere opinioni e parerei su delle voci, ma c'è anche chi dice che prevenire è meglio che curare (se si può). La questione riguarda la collocazione nel calendario dei prossimi c.d.s. master: i più “allarmati” hanno parlato di cancellazione dal calendario, qualcuno ha ventilato la loro disputa all’interno dei campionati individuali. Ora, io, personalmente, ma sono sicuro che per moltissimi altri è così, ritengo i c.d.s. una delle più belle (se non la più bella) gara attualmente in essere, del movimento master. A conferma di questo vengono i numeri, si tratta della gara piuù partecipata, in concorrenza con i campionati individuali. La gara in cui l’individualità del nostro sport, si unisce al gioco di squadra, dove ognuno pur non in forma, o magari non nella sua specialità, si sacrifica alla ricerca di quel punto in più da portare al suo club.
Sempre rincorrendo le “voci” ritengo che inglobare una manifestazione del genere in un altro contesto, ne sminuirebbe a dismisura i contenuti, svilirebbe in pieno il suo essere. Cancellarla dal programma gare poi… Una data si trova sempre! Ottobre è tardi? Si può fare in un altro periodo, magari nel periodo tra gli italiani individuali e l’evento internazionale di turno, diventerebbe magari un'occasione in più per prepararsi all’evento oltre frontiera, in un calendario che già non offre chissà quante occasioni di confronto agonistico per i master. Ripeto sono solo a parlare su delle voci e sarei il primo ad essere contento che si rivelino soltanto tali. Ma voci erano anche quelle che giravano l’anno scorso ad ottobre sulla scelta di Cagliari come sede dei cds 2010, allora è meglio parlarne prima e vedere se c'è alternativa o rimedio e soluzione, che magari criticarle poi, magari anche con volantini e documenti vari quando ormai è tardi ed il dado è tratto?
Un appello a chi può ed è in ascolto: non ci toccate i c.d.s. master!

1- C.d.s. master: prime riflessioni all'indomani della conclusione

Ci siamo, terminati i C.d.s. 2010 di Cagliari. I cds, quella che ritengo la più bella manifestazione del nostro sport, dove l’individualità si unisce al “gioco” di squadra, dove oltre che contro se stessi, gli avversari ed il cronometro, si gareggia con e contro le altre squadre. Dove l’ottocentista si inventa giavellottista, per aiutare il suo team a raggiungere i fatidici 13 punteggi. C.d.s., quelli master, dove si ha la possibilità di gareggiare tutti insieme a stilare un'unica classifica, battagliando tra atleti di tutte le categorie. I C.d.s., quelli di Cagliari, che hanno suscitato diverse “discussioni”, specie per la loro collocazione logistica. Al riguardo volevo spezzare una lancia a favore degli organizzatori “tacciati” pregiudizievolmente in anticipo di scarsa capacità organizzativa. Ora dai primi commenti che sono arrivati, si può dire che è stata un'ottima organizzazione, e che, anzi, è andata oltre l'aspetto tecnico, fornendo come valore aggiunto, alcuni momenti “ludici” ed “aggregativi”, cari a molti facenti parte del nostro movimento. Per un commento sulle critiche alla scelta di Cagliari come sede  mi rimetto ad alcuni numeri (sperando che in quanto tali siano il più possibile obiettivi), confrontandoli con quelli delle ultime tre edizioni di Macerata-2007, Formia-2008, Firenze-2009. Come premessa va detto che i regolamenti non sono stati gli stessi, a Macerata ancora non c'erano i 200 hs ed il triplo, a Formia più società ammesse, ma con un solo atleta gara, ma tant'è!
A Macerata, tra i maschi, 496 atleti gara e 56 staffette, 28 squadre di cui 27 hanno terminato con 13 punteggi ed una con 12; tra le donne 346 atlete gara e 42 staffette, 21 squadre con 13 punteggi.
A Formia, tra gli uomini 395 atleti gara più 63 staffette, 32 squadre di cui 31 con 13 punteggi ed una con due; tra le donne 348 atlete gara, 53 staffette, 30 squadre: 26 con 13 punteggi, 2 con 12, 1 con 4, 1 con 3.
A Firenze : uomini 630 atleti gara, 56 staffette, 32 squadre tutte con 13 punteggi; donne 430 atlete gara , 46 staffette, 25 squadre, 23 con 13 punteggi, 1 con 12, ed una con 11 .
Ed infine Cagliari. Maschi 431 atleti gara, 42 staffette, 23 squadre di cui 21 con 13 punteggi, 1 con 9 ed 1 con 6. Donne: 357 atlete gara, 36 staffette, 20 squadre presenti tutte con 13 punteggi.
Vista cosi, una flessione c'è stata, stessi numeri di Macerata, con 2 gare in più, ed abbastanza meno di Firenze, ma non è stata una flessione cosi determinante. Da notare che salvo rari casi  dovuti probabilmente ad incidenti di percorso, tutte le squadre, in tutte le edizioni riescono a “soddisfare” i 13 punteggi richiesti. Un plauso, ritengo, va anche fatto alle squadre che, pur ritenendo la sede non idonea, hanno onorato la manifestazione con la loro partecipazione. Dispiace peraltro che altre non abbiano potuto partecipare: 9 maschili ed 8 femminili, tra cui anche alcune di alta classifica, che avrebbero potuto rendere ancora più avvincente la lotta al vertice. Vorrei concludere con un auspicio: e se per evitare o almeno ridurre le critiche o più in generale le problematiche inerenti le scelte delle sedi dei vari campionati, si intervenisse a monte (in sede di definizione) e non a valle (con documenti ufficiosi e tardivi), con uno o più referenti (non troppi nel paese dei 60 milioni di commissari tecnici!), che si intendano veramente, vivendolo da dentro, del mondo master?

2- C.d.s. master: l'incidenza della categoria nel determinare i punteggi
Fa impressione la media punti delle due squadre vincitrici del 2010: per batterle bisognerebbe allestire una squadra capace di piazzare sul podio un atleta in ognuna delle 13 specialità! Ma come sono composti questi podi? Quanto influiscono i più “anta”? Incuriosito ho provato un “gioco”. Ho buttato giu quanti podi sono stati conquistati dagli atleti di ogni categoria e questo in relazione a quanti atleti gara hanno gareggiato, il tutto staffette escluse. Partendo dai maschi (seguono la categoria, i podi conquistati in quella categoria e gli atleti totali presenti in quella fascia d'età a Cagliari):
M35: 1/35 – M40: 2/76 – M45: 7/76 – M50: 7/70 – M55: 2/59 – M60: 6/39 – M65: 3/23 – M70: 5/28 – M75: 0/8 – M80: 1/2 – M90: 4/4 – M95: 1/2
continuando con le donne:
F35: 0/37 – F40: 8/74 – F45: 10/101 – F50: 6/59 – F55: 3/38 - F60: 2/26 – F65: 6/16 – F70: 2/3 – F75: 0/3 - F85: 0/1 – F95: 2/2
a parte qualche sicuro errore di conteggio, da dire che i numeri fanno più “statistica” più grandi sono! Fanno l’en-plain gli M90 e le F95 (facile indovinare i loro nomi!), da dire anche che lo fanno distaccando i rivali di molti punti. La media presenze/podi dagli 80 in su farebbe venir voglia di dire: ne porto 6-7 e vinco i cds. Ma c’è da trovarli, e di neanche fiacchi, lo stesso Riboni (mica pizza e fichi) è SOLO quarto nel disco M95! Si nota poi la difficoltà di fare podi tra i 35 (nei maschi anche tra i 40), sarà colpa solo delle tabelle o manca qualche risultato di spicco in età che ancora permettono grandi prestazioni in senso assoluto? Fiacchetti sono poi gli M55, non è che la pensione è ancora lontana? Sono solo 6 le prestazioni che hanno portato a più di 1000 punti, ma a podio si va anche con meno di 800: una volta tra i maschi e ben 14 tra le femmine. I podi più “giovani” sono quelli dei 200hs, quelli più “datati” quelli del peso e questo sia tra i maschietti che tra le femminucce. Il podio con i migliori punteggi (tra l’altro 3 in 16 punti) quello dell’alto maschile e dei 400 femminili (3 in 21 punti). I più bassi gli 800 maschi ed il giavellotto donne. Giocando con i numeri e scrivendoli mi accorgo che ad ognuno di essi associo una o più persone e mi accorgo ancora di più quanto è bello e variegato il mondo dell’atletica master.

3- C.d.S. Master: l'analisi sulle prime società

Questa volta provo ad analizzare le prime sei squadre classificate ai c.d.s. di Cagliari, maschili e femminili, la loro età media (come categoria e non anagrafica, dato che le tabelle pagano appunto per quinquenni… e dato che è più facile!); i loro punteggi e le gare scartate.
Partendo dai maschi la squadra più giovane la Daini Carate Brianza media 44,64, seguono l'As Athlon Bastia 47,66, l'A.s. La Fratellanza '74 53,00, il Road Runners Club di Milano 59,00 e le più mature Olimpia Amatori Rimini con 60,35 e l'Asd Cus Romatletica 61,00. Anche qui verrebbe da dire: con i giovani si compete a buon livello, ma con gli “anta” si vince!
Sugli scarti Rimini, che stravince, scarta i 200 hs (non presente) e la 4x400, e dire che gli inglesi considerano la validità del movimento proprio da questa gara! L'invincibile armata, si permette anche di piazzare diverse sue riserve a togliere punti pesanti agli altri.
Il Cus Romatletica scarta triplo e la 4x400 (nei risultati appare uno “squ”), rischiando di perdere il secondo posto dovendo recuperare il peso con 88 punti.
Da parte sua, la terza, la rivelazione di quest'anno, la Daini Carate Brianza, ha lo scarto più basso con i 400 con 77 punti; assente nell’alto, prende il giavellotto con 84 punti, soli 3 punti in più e sarebbe seconda a premiare la compattezza della squadra, che pur senza vittorie vanta una media nelle altre 12 gare di 96,16 punti.
Quarta la A.S. Athlon Bastia alla quale è mancato un mezzofondista di vertice visti i suoi due scarti di 81 punti negli 800 e nei 1500. Comunque la distanza dal podio era di ben 28 punti, non facili da colmare.
Il Road Runners Club Milano, anch'esso senza vittorie, scarta i 200hs, e non arriva nella 4x100, schierando però un'ottima 4x400 (terza) che ha sulle spalle la spada di damocle che, se non arriva, fa saltare la squadra.
Infine La fratellanza 1874 di Modena, altra squadra senza vittorie, che scarta peso e 3000.
Le gare dove le prime sei hanno avuto più problemi: i 400 ed il giavellotto con meno di 91 punti di media.
Andando alle donne si nota subito che l'età media presenta meno differenze: l'atl. Santamonica Misano 46, l'Asi Veneto 46,07, l'Assi Giglio Rosso Firenze 46,43, l'Ambrosiana 48, il Cus Romatletica e la Liberatletica Aris Roma entrambe con media 50,66.
Anche la lotta in classifica nelle ragazze è stata più serrata, a parte il dominio netto della vincitrice, le altre sono in pochissimi punti (14 punti tra la seconda e la sesta!).
La Romatletica scarta 89,5 punti del salto in alto e per la seconda gara si può permettere il lusso di scegliere tra 400, triplo e 4x100, tutte a 95 punti (sesti posti che farebbero gola a molti).
L’Asi Veneto può godere del suo secondo posto anche in virtù delle varie riserve che hanno tolto punti preziosi alle squadre inseguitrici in diverse gare. Emblematici i 1500 dove sono arrivate la mf45 e la mf50 a pari punteggio di tabella ottenendo 97,5 punti a testa (perdendo a loro volta mezzo punto, arrivando terza e quarta avrebbero preso 98 e 97!). Scartati peso, non pervenuto ed una tra lungo e disco con 81 punti.
L’Ambrosiana , terza, scarta peso e disco e probabilmente va a perdere la seconda piazza nella gara finale: la sua 4x400 raccoglie solo 86 punti.
L’Assi Giglio Rosso Firenze, probabilmente la rivelazione tra le donne, scarta il triplo (assente) e il salto in alto, qualcosa in più negli 86 punti di giavellotto ed 89 nei 1500, e sarebbe stato podio.
La Santamonica Misano scarta 88 punti nei 200 ed 84 nei 1500.
Ma la squadra che con tutte e 15 le gare avrebbe scalato la classifica è la Liberatletica Aris Roma, sesta, ma con scarti alti: 90,5 punti nei 100 e 87,5 nell’alto.
Le gare femminili dove le prime sei hanno avuto i punteggi minori il salto in alto con 90 punti di media, ed il giavellotto con 92.
Chissa se i “procuratori/direttori tecnici” dei vari team terranno conto di quanto sopra, per cercare di rinforzare le proprie squadre. Alla “campagna acquisti” la risposta !

Perlino e Peroni record italiani - Al pentalanci di Macerata Gabre mondiale

(una bellissima foto dell'Arena scattata da Ettore Brolo) - Altra settimana master memorabile, quella appena passata. Sono ormai costantemente in debito di notizie: Alessandro Tifi ha prodotto una serie di riflessioni sui C.d.s. Master, con una chiosa finale che è anche un grido d'allarme : non sopprimiamo la finale dei c.d.s. (pubblicherò nei prossimi giorni tutto in un solo articolo)!! In effetti questo urlo angosciato si sente aleggiare un pò ovunque da diversi esponenti del mondo master, soprattutto dopo quest'ultima edizione cagliaritana dove penso tutti si siano davvero divertiti anche sotto l'ottima regia degli organizzatori. Ma anche l'edizione del 2009 a Firenze era stata goduriosa, tanto da lasciare tutti i partecipanti con il sapore dolce sulle papille gustative. Quindi ci torneremo: così come devo lasciare il giusto spazio ad una lettera segnalatami da WDL sul mondo atletico friulano, che farà molto discutere. Intanto veniamo alle breaking news, che parlano anche nell'ultima settimana in teoria "attiva" di attività in pista, di una serie di record stabiliti dai master italiani. Non si può non partire dall'ennesima pagina "mondiale" di Gabre Gabric: non ho ancora completo il database sui record mondiali per dire il numero di record  outdoor detenuti dagli italiani, mentre quello sui record nazionali è "sufficientemente" completo da fare già oggi dei ragionamenti diacronici. Veniamo così subito a Gabre e alla sua ennesima impresa. Stavolta siamo a Macerata, dove come tutti sappiamo si è svolto il campionato italiano di Pentalanci (di cui parlerà discorrerà dettagliatamente domani in un pezzo lo stesso Alessandro Tifi, inviato speciale di Webatletica sul posto). Al termine della giostra delle 5 specialità, la aostana-bresciana, ha totalizzato uno score di 3923 punti, cioè 150 in più del precedente record di Ruth Frith, risalente al 2004. Ora, qui dovrebbe intervenire Pino Pilotto-Stachanov, se è ancora dei nostri. Da quest'anno infatti i pesi per le over-70 sono decisamente cambiati in senso favorevole per le "nuove generazioni", nel senso che il disco è sceso da 1 kg a 0,750 kg. Il peso è sceso a 2 kg (da 3), il martellone è sceso a 4 kg, il martello a 3... Quesito: la Frith ottenne quei record con i vecchi attrezzi. La Gabric con i nuovi. Più che superamento di un precedente record del mondo, è forse meglio parlare di un nuovo record del mondo ex-novo, o no? In attesa di capire l'arcano (Corbelli su Atleticanet lo dà come miglioramento di quella prestazione, io voglio vederci un attimo più chiaro) vediamo cosa è successo nel vulcanico mondo master.
La notizia l'ho appresa direttamente dal sito della Fidal Lombardia: Frederic Peroni (1963) ha infatti infranto la barriera dei 27" nei 200hs, migliorando il record italiano M45 precedentemente detenuto da Roberto Amerio, e portandolo a 26"90 (con +1,0) a Pontcharra, in Francia, in un meeting del circuito EAAP (presumo). Il precedente record era fissato in 27"18, e il piemontese l'aveva "scippato" a Peroni che l'aveva portato a 27"58 nel maggio del 2009. Ora, naturalmente, aspettiamo la risposta di Amerio che dovrà arrivare, gioco-forza, nel 2011. Nello stesso meeting era presente Alessandro Cipriani (1955) che il record invece l'ha solo sfiorato di un paio di decimi. Nella foto di Antonio Montaruli, i due ostacolisti nel pre-gara francese.
A Milano, nel frattempo (testimone oculare il vostro estensore di notizie) ho assistito all'ennesimo miglioramento del record italiano F45 dei 200, ancora una volta da parte di Giuseppina Perlino (nella foto a destra di Denise Nuemann) il nuovo record è ora 27"50, con vento nullo. A dire il vero ero stato presente anche al precedente record della "Peppa" a Chiasso, nell'agosto scorso: 27"66. La differenza è sicuramente nel clima: praticamente invernale nello scorso weekend a Milano, sicuramente più estivo in Canton Ticino un paio di mesi fa. Quella dei 200 F45 è una storia così davvero movimentata: aveva smosso le acque nel luglio del 2009 la 800ista Elena Montini nel suo anno di grazia (28"34), salvo poi essere sorpassata a quasi un anno di distanza da una delle icone della velocità azzurra di sempre, Daniela Ferrian, nel giugno di quest'anno (28"30). Sempre la Ferrian aveva poi "sparato" un 27"6 manuale (mannaggia!!) a Villanuova. Ad agosto il citato 27"66 della Perlino, migliorato poi questo weekend a 27"50
Venendo invece ai record segnalati nei giorni precedenti, faccio un piccolo passo indietro: avevo sottolineato il record di Giuliana Deromedi (1965) nel salto triplo a Cagliari, con 10,26. Guardando invece le liste dei record aggiornati da Giusy Lacava, in realtà prima che la Deromedi si migliorasse di 4 centimetri  (deteneva infatti il record italiano F50 con 10,22), Luisa Celesia (1963) a Siracusa aveva saltato a metà Settembre 10,39 con un vento di 0,8 a favore. E' quindi questo il nuovo record italiano (poi, vi ricordo per onor di cronaca, che la Deromedi aveva saltato 1,56 nell'alto, nuovo record italiano, questo sì, F50). 
Di sicuro impatto anche il record sui 400 F60 da parte di Umbertina Contini (1950) che quest'anno ha fatto letteralemete le scintille. A Udine ha infatti corso (il 3 ottobre) in 1'13"15, che ha abbassato il record di Noemi Gastaldi di 1'13"34 che risaliva, udite-udite, al 1993: un record vecchio di 17 anni, che nemmeno Emma Mazzenga era riuscita a battere nel suo transito nella categoria (ma francamente non so se già allora avesse iniziato la sua attività). Era il 13° record più "antico" tra le donne over-35 (il più anziano di tutti ha compiuto 30 anni, cioè il lancio del peso F55 di Ada Turci). Lo stesso record era il secondo più datato tra le F60 (il più vecchio appartiene anch'esso ad Ada Turci, nel peso F60, stabilito nel 1985), mentre era il primato più antico (tra maschi e femmine) dei 400 tra tutte le categorie. Ora il record più vecchio nel giro di pista, è passato in mano ad Ugo Sansonetti nella categoria M75, quando nel 1996 correva in 1'10"8. Quest'anno la Contini per 8 volte è entrata nel libro dei record (con nuovi record o miglioramenti), riscrivendo la storia sui 60, 100, 200 e 400 F60, oltre che con la staffetta svedese F50 con il proprio team (l'Atletica Città di Padova). Infine, sono 13 i record detenuti attualmente dalla forte atleta di... già, di dove? Questo non lo so: correva per il Cus Torino Sai e adesso per Padova. Non lo so proprio.
 Seguiranno i race-report degli italiani di pentalanci di Macerata e dei regionali di Milano.

07/10/10

Mondo Master: nel Weekend Regionali Master Lombardi - Alessandro Tifi analizza i c.d.s. master

(l'Arena di Milano in una foto di Stefano Gusmeroli) - Diciamocelo: questa stagione per i master sembra non terminare mai. C'è chi è partito a fare gare nella prima settimana di gennaio, ed è ancora in ballo con l'estenuante ed interminabile litania di gare. I master lombardi, dopo la finale dei c.d.s dove erano impegnate ben 6 società (la sorprendente Daini Carate, il Road Runner, l'Ambrosiana, la Virtus Castenedolo, la Cento Torri e la Capriolese) ora sono attesi dei Campionati Regionali Indviduali master proprio all'Arena civica di Milano, che già fu teatro della prima fase dei c.d.s. over-35. Nel frattempo molti hanno già iniziato la preparazione invernale, purtroppo e... per fortuna. Sarebbe forse il caso di "ripensare" meglio  tutto il calendario, senza parcellizzarlo in milioni di gare provinciali e regionali: che si facciano riunioni regionali open nei weekend (in due giorni) con tutte le specialità. Che si creino grand-prix che coprano tutte le gare tabellate, di modo che ogni gara abbia una sua importanza. Bisogna cambiare per non morire, e non morire per cambiare. I provinciali di Milano nei primi giorni di settembre hanno insegnato proprio che gli atleti preferiscono gareggiare quando ci sono tanti avversari, non manifestazioni frequentate da 4 gatti spennati. Quando avrò tempo (che è poco) vi farò una simulazione di come sia più semplice per la Fidal poter organizzare weekend "regionali" collegati ad un circuito che attribuisca punti agli atleti chiunque essi siano, dagli allievi ai master. Unificare tutti sotto un'unica bandiera non può che fare bene al movimento ed incrementare sensibilmente la partecipazione, che dovrebbe essere la mission della Fidal (a meno che sia cambiata e viva di autoreferenzialità legata alla propria sopravvivenza). Comunque sia: diamoci appuntamento tutti all'Arena nel fine settimana. Per la prima volta i Regionali Indivudali varranno anche come Trofeo delle Province lombarde, con un regolamento molto semplice. In pratica per ogni specialità verrà preso da ogni provincia il migliore secondo le tabelle Fidal. La somma di tutti i punteggi di tutte le specialità fornirà la classifica finale. Si preannuncia una sfida intestina tra i master Milanesi e quelli Bresciani. A proposito di Master Bresciani: è incredibilmente lodevole l'iniziativa del Responsabile Fidal provinciale per i Master, Virginio Soffientini. Per l'occasione ha infatti diramato le convocazioni dei master bresciani per Milano, oltre che fornire un pullman che partirà da Brescia alla modica cifra di 7 eurelli. Niente. Contando una 50ina di posti, diciamo che verrebbero coperte praticamente tutte le spese di noleggio, lasciando sul conto della Fidal una cifra che si aggira tra i 50 e i 100 euro. Ebbene, sapete che nonostante a Brescia i tesserati master compongano una percentuale superiore all'80% dei tesserati, qualcuno (persone davvero dai mezzi mentali limitati) si sarebbe appunto lamentato di quella irrisoria uscita, perchè (anche quella) sarebbe dovuta finire a favore delle categorie giovanili. Per la serie: l'indecenza non ha prezzo. Diciamo che su 2500 tesserati master bresciani (ma saranno anche di più), che versano alla Fidal 25.000 euro (un tesseramento master ci costa 10 euro), nemmeno un misero contributo di 50 euro dovrebbe essergli ritornato a lor favore. Nemmeno la dignità è riservata ai master. Continua così Virginio, lotta per noi, contro quegli ottusi. Cambiamo discorso: un'altra novità sarà comunque la possibilità di imbastire staffette "provinciali", vere e proprie selezioni a carattere locale, una novità assoluta. Rimane in cantiere probabilmente il vero cambiamento epocale: così come per le finali dei c.d.s. master, sarebbe da introdurre una volta per tutte una sola classifica per specialità, per non ingolfare lo speaker per tutta la durata della manifestazione di elenchi di podi sulle mille categorie. Così come viene fatto anche in Val d'Aosta. 

Cambiamo argomento e torniamo alla finale dei c.d.s. Master con alcune considerazioni molto interessanti effettuate da Alessandro Tifi sui podi. Qualche altro numero sui recenti cds.
Fa impressione la media punti delle due squadre vincitrici del 2010: per batterle bisognerebbe allestire una squadra capace di piazzare sul podio un atleta in ognuna delle 13 specialità!!! Ma come sono composti questi podi? Quanto influiscono i più “anta”? Incuriosito ho provato un “gioco”. Ho buttato giu quanti podi sono stati conquistati dagli atleti di ogni categoria e questo in relazione a quanti atleti gara hanno gareggiato, il tutto staffette escluse. Partendo dai maschi (seguono la categoria, i podi conquistati in quella categoria e gli atleti totali presenti in quella fascia d'età a Cagliari):

M35: 1/35 – M40: 2/76 – M45: 7/76 – M50: 7/70 – M55: 2/59 – M60: 6/39 – M65: 3/23 – M70: 5/28 – M75: 0/8 – M80: 1/2 – M90: 4/4 – M95: 1/2
continuando con le donne:
F35: 0/37 – F40: 8/74 – F45: 10/101 – F50: 6/59 – F55: 3/38 - F60: 2/26 – F65: 6/16 – F70: 2/3 – F75: 0/3 - F85: 0/1 – F95: 2/2
a parte qualche sicuro errore di conteggio, da dire che i numeri fanno più “statistica” più grandi sono!!!! Fanno l’en-plain gli M90 e le F95 (facile indovinare i loro nomi!), da dire anche che lo fanno distaccando i rivali di molti punti. La media presenze/podi dagli 80 in su farebbe venir voglia di dire: ne porto 6-7 e vinco i cds. Ma c’è da trovarli, e di neanche fiacchi, lo stesso Riboni (mica pizza e fichi) è SOLO quarto nel disco M95! Si nota poi la difficoltà di fare podi tra i 35 (nei maschi anche tra i 40), sarà colpa solo delle tabelle o manca qualche risultato di spicco in età che ancora permettono grandi prestazioni in senso assoluto? Fiacchetti sono poi gli M55, non è che la pensione è ancora lontana? Sono solo 6 le prestazioni che hanno portato a più di 1000 punti, ma a podio si va anche con meno di 800: una volta tra i maschi e ben 14 tra le femmine. I podi più “giovani” sono quelli dei 200hs, quelli più “datati” quelli del peso e questo sia tra i maschietti che tra le femminucce. Il podio con i migliori punteggi (tra l’altro 3 in 16 punti) quello dell’alto maschile e dei 400 femminili (3 in 21 punti). I più bassi gli 800 maschi ed il giavellotto donne. Giocando con i numeri e scrivendoli mi accorgo che ad ognuno di essi associo una o più persone e mi accorgo ancora di più quanto è bello e variegato il mondo dell’atletica master.

31/07/10

Europei Master, capitolo-2: l'analisi di Alessandro Tifi

(Alessandro Tifi in azione) - Quella che segue è l'analisi attenta e particolareggiata dei numeri di Nyregyhaza-2010 da parte di uno dei nostri più fedeli lettori: Alessandro Tifi.

Dopo aver seguito i campionati europei master in ungheria, da casa, e con l'indice puntato per vedere il prima possibile i risultati, ho provato a buttare giù due numeri . Si sono sfidati atleti in 12 diverse categorie maschili (fino agli mm90) in 23 diverse specialità e 12 categorie femminili (fino alle mf95, ma con l'assenza delle mf90) anch'esse in 23 diverse specialità, questo aggiunto alle staffette porta all'assegnazione di una montagna di medaglie. Le categorie più partecipate gli mm50 con 487 atleti-gara e le mm50 con 271. Le gare con più atleti i 200 maschili con 227 presenze-gara ed i 100 femminili con 110, ed in particolare i 200 mm45 con 39 partenti ed i 5000 mf50 con 20. Il tutto per 3406 atleti-gara maschi e 1721 donne, a cui vanno aggiunte 77 staffette maschili e 54 femminili. 36 sono le nazioni che hanno arricchito il medagliere, ma per chi, come me le medaglie se le sogna e magari ha come massimo obiettivo quello di passare un turno, o al massimo di aspirare ad una finale, altri due numeri. 30 sono le gare maschili in cui bastava partire per arrivare all'ambito podio (minimi, ritiri e squalifiche a parte), 52 quelle femminili, tutte "annidate" nelle categorie più "anta" con l'eccezione delle mm35. 9 su 16 gare di staffette femminili hanno presentato meno di quattro formazioni e per i maschi 8 su 20. Le gare con otto o meno partecipanti, l'ipotetico numero di una finale, sono state 139 su 227 per le femmine e 86 su 263 per gli uomini. Per ogni numero che sommo e che elenco (passatemi i sicuri ed gli innumerevoli errori), mi passano avanti gli occhi, pur non essendo stato presente, i volti dei molti amici ed immagino le loro imprese. Sfogliando i risultati, poi, mi rendo ancor più conto di quanto variegato sia questo mondo master: basti pensare a quanti diversi pesi hanno gli attrezzi nei lanci per le varie categorie o alla lunghezza delle gare ad ostacoli "bassi" che passano dai 400 ai 300 e fino ai 200, tra l'altro cambiando in età diverse tra uomini e donne! Tornando al medagliere, che non può essere lo specchio fedele del movimento master di una nazione, ma una piccola idea la può comunque dare, salta all'occhio lo strapotere della squadra tedesca, che con una "foto" può essere riassunto nella finale dei 400 mm70 con sei atleti ai primi sei posti!!! Chiusa la manifestazione "clou" all'aperto dell'anno, si respira già nell'aria l'attesa per i prossimi eventi "internazionali", il botto con i mondiali di luglio a Sacramento, scaldando i motori con gli europei a Gent, chi seguendo con l'indice puntato sulla tastiera da casa e chi, presente, in calze corte e chiodate a riempire di numeri ulteriori pagine, inseguendo la propria passione .

10/03/10

Kamloops 2010 - di Alessandro Tifi

(Alessandro Tifi in azione a Kamloops nella staffetta 4x200 M40... composta da tre M45!) - Quello che segue è un piccolo phamplet scritto di proprio pugno dal nostro forumista Alessandro Tifi, ottimo finalista a Kamloops nei 400 e negli 800 della categoria M45.

Premetto l’ottima accoglienza ricevuta dai nostri innumerevoli connazionali di stanza sul posto, che si sono prodigati in ogni maniera ed oltre ogni piu’ rosea aspettativa, per renderci particolarmente piacevole il soggiorno. Questo aspetto ha contribuito non poco a far si che la trasferta abbia potuto arricchirsi di innumerevoli significati di amicizia che difficilmente saranno dimenticati. Con il senno di poi, lo sparuto manipolo di italiani presente, sarebbe potuto essere più consistente, vista l’accoglienza nelle famiglie che avrebbe permesso una notevole riduzione dei costi del soggiorno e visto l’aiuto venuto “dall’alto” che ci ha regalato un clima insolitamente mite e primaverile, permettendoci tra l’altro di svolgere i nostri riscaldamenti all’aperto, dato che dentro il palazzetto non ci sarebbe stato modo. Nonostante tale incoraggiante premessa, non si può non “infierire” sull’impianto messo a disposizione. Eccezionali, rispetto ai nostri standard italiani, le strutture sportive a disposizione della cittadina di kamloops, carente, molto carente l’impianto per l’atletica.
A parte la nota presenza della pista piatta, molto sconveniente e scarsamente pratico il posizionamento del rettilineo per la velocità, sia per la visibilità che offriva alle tribune, sia per la mancanza dei metri necessari per “decelerare” (tra l’arrivo ed i materassi per la frenata 15-20 metri ).
Le pedane del lungo e del triplo posizionate su di un lato corto del “capannone” con la sabbia a finire sulla parete, dando la sensazione a chi prendeva la rincorsa di andarsi a schiantare, il tutto nell’angolo opposto alla tribuna, dando la possibilità di apprezzare il gesto atletico solo a chi munito di binocolo. L’utilizzo delle altre pedane sarebbe stato possibile solo se fosse stata eliminata la tribuna retrattile, poi però non ci sarebbe stato alcuno spazio per il pubblico.
Le due pedane dell’alto posizionate nella mezzaluna offerta dalla curva dopo l’arrivo, colpevolmente orientate verso la pista (nonostante l’interno dell’anello fosse completamente libero), obbligando gli atleti a sospendere la rincorsa ogni qualvolta c’era una gara di corsa in svolgimento, tra l’altro i più “virtuosi” non avevano lo spazio per una rincorsa completa.
Scandaloso (purtroppo sono costretto ad usare questo termine) il cronometro. Assente nei 60 metri, nelle altre gare veniva azionato a mano e non al colpo di pistola tanto che in alcune partiva con diversi secondi di ritardo offrendo al passaggio degli atleti ed a chi vedeva dagli “spalti” una situazione completamente diversa da quello che accadeva in pista (nella finale degli 800 mm45 circa 3” di differenza, da quanto potuto riscontrare a posteriori con le riprese ).
Molto poi è mancato nelle informazioni (quanto manca il mega-schermo dell’impianto di Ancona!) riguardanti i risultati ottenuti (praticamente consultabili solo una volta inseriti al computer), anche per la presenza di uno speaker che non sembrava affatto essere a suo agio nella conoscenza del nostro sport. Non una frase in una lingua diversa dall’inglese, non una enfatizzazione di un risultato ottenuto o di una gara entusiasmante, non un coinvolgimento del pubblico!!
Infelice anche il posizionamento della zona premiazioni, situata per i primi giorni in un locale ad un chilometro dal campo gara, senza tra l’altro sapere quando ed a che ora ci sarebbero state le premiazioni, tanto che molte si sono svolte con l’assenza degli interessati. Negli ultimi giorni il podio è stato spostato in un fabbricato attiguo al campo gara, tra i computer e le rivendite di souvenir e solo per le staffette è stato disposto al centro della pista.
Giusto anche sottolineare la disponibilità, la gentilezza e la cortesia di tutti i giudici, gli assistenti ed i volontari che hanno reso possibile la manifestazione, svoltasi senza praticamente ne intoppi ne ritardi, fatto, quest’ultimo, facilitato anche (purtroppo) dalle molte defezioni di molti atleti iscritti e non presenti.
Un pensiero va anche alla nostra federazione che nonostante assente completamente nelle informazioni, come aiuto logistico e con il suo sito ufficiale, ha inviato un responsabile (il sig. Migliorini), che si è messo a completa disposizione degli atleti italiani presenti ed impegnati nei diversi campi di gara (eccezionali i percorsi della campestre e della 10 km marcia, situati in uno scenario bellissimo), aiutandoli in ogni loro necessità.
Nella speranza (speriamo non vana), che chi preposto alla scelta dei “siti” dedicati a questi grandi eventi (ma ci sono molte, poche o zero candidature?), faccia buona esperienza di quanto realizzato in terra canadese, personalmente rimango accresciuto di un’esperienza eccezionale e che conserverò dentro di me con grande gioia.
Alessandro Tifi

03/03/10

Pioggia di medaglie azzurre: 6 ori, 1 argento e 2 bronzi

Giornata quasi impronosticabile per i colori italiani alla vigilia, la terza giornata dei Campionati Mondiali Indoor che si stanno svolgendo a Kamloops. Da dove iniziamo? (scusate il ritardo delle notizie, ma lavoro anche io...) Dalla Fidal? E iniziamo da lì: sarà un caso, ma dopo il nostro "j'accuse" sullo scandaloso silenzio della Federazione sulla massima manifestazione master indoor, oggi qualcuno ha avuto la cortezza di pubblicare qualche cosa. Purtroppo, lo ripeto, alla Fidasics non interessa il movimento master se non come mero rubinetto di proventi derivanti da tesseramenti e iscrizioni delle corse su strada. Questo mettiamocelo in testa. A questo punto, che dite? Dobbiamo pure ringraziare? Personalmente mi dispiace non essere a Kamloops, quanto meno per essermi perso questa giornata trionfale per i colori italiani. Alcuni con incredibile merito, qualcun altro con un pizzico di fortuna (chi gareggia da solo in definitiva deve solo sperare che non si materializzi in alcun modo la Nemesi che lo tolga dalla gara prima del raggiungimento della medaglia). Comunque sia: al termine della giornata si conteranno la bellezza di 6 medaglie d'oro, una d'argento e 2 di bronzo. Ripeto: impensabile alla vigilia, vista la ristrettezza della delegazione italiana. E così il nostro medagliere si muove: da nazione-faro del mondo master, dopo due giornate eravamo piombati nel baratro dell'anonimato. Piccole nazioni con pochi abitanti ci surclassavano ed il naufragar era triste in quel mare. Dopo 3 giorni invece siamo adesso al 7° posto, preceduti naturalmente da Canada e U.S.A., dalla Germania, dall'Inghilterra, dall'Australia e Russia. La Francia arranca dietro a noi, con la Spagna. Speriamo adesso di incrementare il bottino con alcune carte che rimangono nel nostro mazzo. Ma vediamo i medagliati della 3^ giornata.
  • Naturalmente la voce del leone l'ha fatta Ugo Sansonetti che si è portato a casa due ori (che portano a 3 il suo bottino canadese), sui 200 e sugli 800 (nella prima giornata aveva vinto quello dei 60). Sui 200 ha regolato gli avversari con 41"13 (ad Ancona 40"34), e poi gli 800 con 4'43"49. E siamo a 32 medaglie d'oro internazionali: 8 ori solo ai mondiali indoor.
  • Poi c'è naturalmente quella scontatissima di Carla Forcellini nel salto con l'asta W50 (2,50: dopo il primo errore alla misura di entrata, un unico salto alla misura di entrata. Purtroppa Carla era l'unica atleta presente nel suo gruppo di età, quindi non ha proseguito la gara) e il resto dell'energia la avrebbe riservate al salto in lungo. Qui si trova la fuoriclasse aussie Marie Kay che si impone con un mostruoso 5,19. Carla si accaparra il bronzo con 4,40 (ad Ancona era balzata a 4,80) con la canadese Rehbergen dietro di lei pochi centimetri. Si allunga così l'infinito palmares della romana: a livello di Campionati Mondiali Indoor, Carla rimane una delle pochissime atlete ad aver vinto una medaglia in tutte le quattro edizioni.
  • La quarta d'oro è invece quella di Milena Megli nei 3 km di marcia: 15'33"20, 12" meglio della canadese Susan Brooke. 14^ medaglia internazionale per la Megli, 10 individuali, ma primo oro a livello di mondiali indoor (aveva vinto un argento e un bronzo a Clermont, mentre a Linz giunse 5^.
  • Quinto fantastatico oro per Giuseppe Romeo, negli 800 M45: gara velocissima, come ha commentato lo stesso Romeo. Passaggio in 28" ai 200, 58" ai 400 e volatone con il canadese Paul Osland. Gran tempo (considerata la pista): 2'03"89 e 2'04"17 per il nordamericano. Per il portacolori della Daini Carate Brianza il primo oro internazionale dopo l'argento di Lubiana e il bronzo di Clermont.
  • La sestina viene infine raggiunta nel salto in lungo W35, con protagonista un'altra lombarda: Flavia Borgonovo dell'Atletica Rovellasca. Nettissimo il vantaggio sulle altre concorrenti: 5,41 Flavia (che ad Ancona era planata a 5,50) e 5,02 per la lettone Laila Petersone. Davvero un abisso. Prima medaglia internazionale per la Borgonovo, nuova campionessa del mondo.
  • Argento invece per Enrico Saraceni nei 200 M45: 23"36 e una medaglia che sorprende ma fino ad un certo punto, aspettandosi in molti la vittoria. Dopo un inverno tribolato per via di un infortunio, l'impossibilità di concentrarsi sulla velocità, Enrico ad Ancona aveva ben impressionato sui 200: 23"28. Buon viatico per Kamloops, ma mancava solo una settimana prima della gara mondiale. Andrè Francois, il vincitore, evidentemente conosceva bene la pista. Partito in sesta corsia, è riuscito a mantenere il vantaggio derivante dal decalage e probabilmente proprio nell'accelerazione iniziale è stato creato il gap decisivo. Comunque, Francois non è certo un carneade: detiene il record canadese dei 100 M40 con 11"08 e 200 con 22"43 e proprio a Kamloops è arrivato secondo nei 60 M45 con 7"23. Riflessione: sapere che diventa sempre più difficile vincere una medaglia, da una parte porta via qualche metallo pregiato, dall'altro fa nascere quegli stimoli che il fatto di vincere sempre potrebbe ammorbidire. Ora tocca ai 400.
  • Bronzo anche dai 3 km di marcia M60 da parte di Luigi Giannuzzi. Tempo per lui: 16'07"63. Quarta medaglia internazionale per Giannuzzi: replicato il bronzo di Sindelfingen-04 (a Linz-06 giunse 9°, mentre non era presente a Clermont).
  • Gli altri italiani di giornata.
  • - Mario Fiori nei 3 km di marcia M60 con 16'28"61.
  • - Franco Venturi Degli Esposti nei 3 km di marcia M50 con 14'59"51.
  • 6° - Pierluigi Acciaccaferri nei 200 M40: 24"55.
  • 7° - Alessandro Tifi negli 800 M45 di Romeo: 2'12"02.
  • - Sergio Domizi sempre nei 3 km di marcia M55 con 18'24"85.
  • 8° - Aronne Romano giunge ottavo nel lancio del peso M50 con 11,67,
  • 9° - Gianni Lolli, nono, con 10,50 sempre nel peso M50.
  • Gli Highlights e i record - Nel frattempo è ufficialmente esplosa in tutta la sua vigoria la W90 Olga Kotelko, che ha già stabilito 3 record mondiali di categoria in meno di due giorni: purtroppo uno di questi risulta stabilito nel peso W90, dove la precedente padrona risultava essere Gabre Gabric con 4,73. La Kotelko, nella sua foga di accappararsi medaglie a grappoli, lancia 4,90 e cancella la Gabric. La Kotelko poi sigla il nuovo record del lungo W90 (1,67: prima donna sopra i 90 a cimentarsi in questa gara e quindi, naturalmente... record) mentre ieri aveva stabilito quello dei 60 (con l'abbattimento del precedente record di 16 secondi!). A proposito di highlights: nel lancio del peso M35 un tedesco, Andy Dittmar, ha lanciato il peso da 7,260 kg addirittura a 18,62! Avrebbe vinto gli assoluti italiani... Per contro l'asta M35 l'ha vinto un altro tedesco con... 1,60. Sì, sì, proprio un-metro-e-sessanta, non era un errore di battitura: i mondiali master canadesi sono anche questo (il personaggio che assurgerà alla storia si chiama Marcus Gunther). Record e titolo anche per la belga Rachel Hanssens nel peso W80 (7,15 con la palla da 3 kg) e per la marciatrice australiana. Immenso Bill Collins: 24"32 a 59 anni e quasi due secondi al secondo. Vittorie anche per le grandi vedette del mondo master: Phil Raschker nei 200 W60, Marie Kay nei 200 W50, Karla Del Grande nei 200 W55.

17/06/09

c.d.s. master 2009: c'è anche l'Umbria!

(foto da www.noivelocisti.net) - Grazie alla segnalazione di Michele Minelli, ecco arrivare agli onori delle cronache i c.d.s. master dell'umbria e delle marche (effettuati congiuntamente a Falconara). Qui il link ai risultati. Probabilmente ne avremmo dovuto parlarne già a monte, ma il mio tempo è molto tiranno e ho dovuto gioco-forza fare una cernita. Mi scuso con gli amici marchigiani ed umbri.
Bene, partiamo subito da Antonio Rossi, star della velocità: 12"1 sui 100 (per un controvalore di 94,22% AGC) e 26"1 sui 200 (90,50%). Antonio Rossi è sicuramente uno degli sprinter "crack" (come dicono in Brasile parlando dei fenomeni) dell'atletica italiana. Record, medaglie, titoli. Proprio lo stesso Michele Minelli mi segnala nella sua mail che Rossi avrebbe nel suo carnet un 11"88 ottenuto nel luglio 2000 a Perugia come M50. Ergo 1 centesimo in meno di quanto ottenuto un paio di settimane fa da Salvino Tortu e che, studiando quanto presente sulla rete (Corbelli&Fasolato in primis) si è considerato quale m.p.i. elettrica. La vecchia prestazione "listed" era quella di Vincenzo Bianchessi nel 1980 (11"92). Bel problema... serve una verifica attraverso gli archivi FIDAL. Chi ci pensa?
Altro risultato "importante" è stato l'1,51 di Mariya Karvan nel salto in alto. E' la seconda volta nella stagione che la Karvan salta la misura, che eguaglierebbe la m.p.i. di categoria di Lina Costenaro stabilito agli italiani individuali master del 2007 a Milano. C'è un piccolo problema: per le liste Fidal la Karvan risulta di nazionalità ucraina. Difficile pensare che nel sistema della Fidal siano inserite nazionalità diverse da quelle che le stesse società segnalano al momento del tesseramento. Altro bel problema... Michele me l'ha segnalato come record e probabilmente ha qualche informazione in più di noi.
Vedendo qualche risultato in più. Livio Bugiardini si conferma uno dei più forti velocisti M60 (13"0 e 27"2 su 100 e 200, per un AGC di 88,91 e 88,02) così come Roberto Masi (12"5 sui 100 M50). Alessandro Tifi, nostro forumista doc, sta vivendo una grande stagione nonostante qualche piccolo infortunio: 55"4 e 2'09"6 su 400 e 800.
Come per tutti i c.d.s. in giro per l'Italia, fuochi e fiamme dal salto in alto: 1,05 di Giulia Perugini (F70, 88,98... record detenuto dalla stessa atleta a 1,08). Ottimo anche il triplo di Giuliano Costantini (M60) che ha saltato 10,99. Il record di Amelio Compri è "solo" a 11,45.
Dai lanci 5,77 (85,36%) di Giuseppe Ottaviani nel peso, miglior risultato di giornata.

15/05/09

Coppa Master su pista a Fermo: brillano Ottaviani e Bugiardini

(nella foto tratta dal sito www.noivelocisti.net Alessandro Tifi) - Come segnalatomi da un nostro comune amico, si è svolta il 9 maggio a Fermo la "Coppa Master" su pista riservata ai Master. Una 80ina di risultati-gara, e una riflessione che probabilmente bisognerebbe estendere e approfondidre: c'è la necessità urgente di rivedere tutto quello che il mondo delle categorie nell'atletica leggera. Non pensate male! La categorizzazione quinquennale è l'unica soluzione, certo, ma forse bisognerebbe abbattere la barriera con il mondo assoluto in modo tale da creare un unico tessuto sportivo. La mia soluzione l'ho già prodotta qualche mese fa, ma ci tonerò sopra nei prossimi giorni (cioè creare almeno inizialmente la categoria dei 30-34, quindi una rivisitazione dell'atletica che coinvolge gli atleti tra i 20 ai 30, la categoria "più debole" che spesso, se non non porta a qualche gruppo sportivo, significa l'abbandono...). Ma torniamo a Fermo e ai suoi risultati. Ho estrapolato col metodo AGC 26 risultati statisticamente rivelanti (ho posto un limite personalizzato al di sopra del quale ho citato il risultato: l'AGC è più ristretto rispetto al solito visto il carattere provinciale della manifestazione). Miglior risultato è stato così facendo il 13"23 (88,97%) sui 100 metri dell'M60 Livio Bugiardini ( ai recenti Campionati Europei di Ancona sia sui 60 che sui 200 M60 e soprattutto argento nella 4x200). Non lo conosco e non conosco il suo passato da atleta, ma a livello internazionale è comparso solo da Riccione 2007 dove corse in batteria in 13"32 (27° tempo mondiale). A pochi decimali di distanza in termini di AGC (88,07% con un lancio nel disco di 18,80) troviamo Giuseppe Ottaviani, classe 1916 (M90) e probabilmente il terzo master in attività nato più lontano dai nostri giorni (Mario Riboni è del 1913, la Gebre Gabric del 1914). Naturalmente sarebbe bello essere smentiti e ritrovare qualcuno che si inserisca tra gli atleti italiani più longevi. Anche per Ottaviani parliamo di un atleta che a livello internazionale (sempre secondo il mio mega-data-base) ha partecipato "solo" ai recenti Campionati europei di Ancona, dove ha colto 2 medaglie d'argento: nei 60 con 13"11 e nel disco con 16,40. Nelle "classifica di giornata", nel podio virtuale si è assiso il nostro amico Alessandro Tifi (M45) che ha corso i 400 in 55"89 per un controvalore di 86,21%. Come per molti atleti marchigiani, il 2009 ha coinciso con la sua miglior prestazione a livello internazionale con il 4° posto ai recenti campionati Europei master nei 400 M45 corsi in 55"27. A Clermont '08, si fermò ai quarti dei 400 M40, mentre rilevo un 55"16 a Riccione '07 nelle batterie dei 400 M40. Segnalo anche gli 83,54 dell'M70 Raffaello Piermattei ottenuto saltando 8,73 di triplo. Anche per lui miglior prestazione a livello internazionale è stato il 4° posto di Ancona '09 nel lungo. Nel suo palmares un 5° sempre ad Ancona '09 nel triplo. 6° nel triplo sia Lubiana '08 che a Sindelfingen '04, e un 8° a Potsdam '02 (quest'ultimi risultati da M65). E le donne? Segnalo in particolar modo la saltatrice F35 Giuseppina Malerba, che ha saltato 10,72 di triplo e 1,45 di salto in alto. Ma stiamo parlando dell'argento e brono di Ancona '09 di lungo e triplo (dove saltò 4,99 e 10,44).

Coppa Master su pista a Fermo: i migliori risultati

LIMITI:
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- VELOCITA'/OSTACOLI MASCHILE-: 80%
- VELOCITA'/OSTACOLI FEMMINILE: 79%
- MEZZOFONDO MASCHILE-: 74%
- MEZZOFONDO FEMMINILE: 70%
- SALTI MASCHILI-: 75%
- SALTI FEMMINILI: 70%
- LANCI MASCHILI-: 65%
- LANCI FEMMINILI: 60%
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83,00 - 100:14"16 - GAMBELLI Annalisa F45
82,88 - 100:14"64 - BIANCO Silvia F45 (*)
80,61 - 100:13"94 - MERCURI Graziella F40
80,61 - 100:13"83 - GENTILUCCI Federica F40
79,33 - 100:15"62 - STACCHETTI Emanuela F50
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77,68 - TRIPLO:10,72 - MALERBA GIUSEPPINA F35
75,52 - ALTO--:01,45 - MALERBA GIUSEPPINA F35
71,36 - TRIPLO:08,67 - BIANCO SILVIA F45
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61,97 - PESO:8,88 - GRUFI Rosanna F55
60,89 - PESO:6,32 - MICOZZI Amalia F70
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88,97 - 100:13"23 - BUGIARIDINI Livio M60
86,21 - 400:55"89 - TIFI Alessandro M45
85,61 - 100:13"16 - FELICIANI Giovanni M50
84,69 - 100:12"79 - GHIDETTI Enrico M45
82,69 - 100:13"19 - URBANI Gianluca M45
81,22 - 100:14"67 - ROSSI Agostino M60
80,66 - 100:23"08 - OTTAVIANI Giuseppe M90
80,61 - 400:63"09 - FELICIANI Gisueppe M50
80,26 - 100:12"33 - ZAMPONI Paolo M35
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83,54 - TRIPLO:08,73 - PIERMATTEI Raffaello M70
78,24 - TRIPLO:10,21 - COSTANTINI Giuliano M60
75,86 - TRIPLO:12,03 - RICCITELLI Maurizio M45
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88,07 - DISCO:18,80 - OTTAVIANI Giuseppe M90
69,47 - DISCO:43,94 - BETTUCCI Francesco M60
67,68 - DISCO:38,24 - DUCA Dario M65
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74,57 - 1500: 6'22"08 - LIBERATI Giuseppe M70
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