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06/08/13

Manu Gentili: un 55"83 per il nuovo record F35 agli italiani

Passa sotto silenzio (e ci mancherebbe) quello che rappresenta il nuovo record italiano F35 dei 400hs, ovvero il tempo ottenuto da Manu Gentili nella finale dei campionati italiani assoluti di Milano. Passa silenzio naturalmente perchè la Gentili non si è vista convocare per i Campionati Mondiali di Mosca, in costanza di Minimo "B" e dopo aver battuto colei che invece ci andrà, ovvero l'italo-americana Jennifer Rockwell. Come sempre, ricordiamo anche i meriti della Rockwell, che probabilmente ha soddisfatto i criteri della Fidal ad una determinata data (ragion per la quale, presumo, è stata preferita alla Gentili). Non voglio far polemica, almeno in questo post. Il tempo di Manu Gentili? 55"83, ovvero 6 centesimi in meno del tempo ottenuto a Mersin, in Turchia, nella medagliata esperienza ai Giochi del Mediterraneo. Qui sotto ho ricostruito la cronologia del record italiano F35, in cui compare, guarda un pò, la Coach della Gentili, ovvero Carla Barbarino. 
  • 61"6m - Tison G. - Bressanone 02/05/1998
  • 60"39 - Carla Barbarino - Pescara 14/09/2002
  • 59"98 - Emanuela Baggiolini - Clusone 30/06/2007
  • 59"72 - Emanuela Baggiolini - Busto Arsizio 08/07/2007
  • 59"61 - Emanuela Baggiolini - Busto Arsizio 26/06/2011
  • 56"72 - Manuela Gentili - Ginevra 01/06/2013
  • 55"89 - Manuela Gentili - Mersin 27/06/2013
  • 55"83 - Manuela Gentili - Milano 28/07/2013

18/07/13

Un record al giorno: Rado quasi a 13 metri

Per la rubrica un record italiano al giorno, ovvero la rassegna dei numerosi record italiani messi in cantiere dagli over-35 nelle passate settimane, arriviamo all'immancabile neo-ottantenne Carmelo Rado, che a Milano durante i societari master il giorno 16 giugno, ha sfiorato la soglia dell'eccellenza dei 13 metri con il peso da 3 kg. Infatti 12,99 è stato il suo risultato, che migliora di praticamente un metro quello che era il suo stesso primato stabilito ai primi di aprile a Forlì. Per avere dei metri di paragone, basta pensare che il record del mondo/europeo di categoria è quello del finlandese Leo Saarinen che nel 2009 lanciò 13,98. Curioso che il controvalore AGC dia un 100,1%. Ovvero, l'algoritmo assegna a Rado un valore appena 2 cm superiore a quello del record del mondo ufficiale (ormai inarrivabile) di Randy Barnes risalente al 1990 (23,12). I record attualmente detenuti da Carmelo Rado rimangono ben 30, 8 nel disco, 1 nel giavellotto, 5 nel martello, 5 nel martellone, 5 nel pentalanci e 6 nel peso. Giusto per ricordarlo: Rado giunse alle Olimpiadi di Roma 1960. 

16/07/13

Ma perchè gli assoluti a luglio non li fanno mai in Riviera?

Veloce pensiero della sera: tra poco più di 10 giorni si svolgeranno i campionati italiani assoluti a Milano. Il 27 e il 28 luglio, mi sembra. A Milano. Di luglio. A fine luglio. Gli italiani assoluti. A Milano? A fine luglio? La riflessione è: ma è mai possibile che non esista un'anima manageriale da qualche parte in Fidal? E con questo non voglio accusare nè questo mandato, nè quello precedente, perchè non mi importa accusare nessuno. Mi preme solo sottolineare che la risorsa-atletica andrebbe venduta meglio: a Milano, a fine luglio, organizzare gli assoluti è un danno sia per gli atleti, che correranno con un'umidità pechinese e un caldo torrido (o al più un temporale estivo) sia per tutti coloro (sempre meno) che vorrebbero assistere a gare di atletica. Attualmente gli spalti delle manifestazioni di atletica, come è noto, sono animati esclusivamente dagli atleti e dai loro accompagnatori, giusto per essere onesti. E le telecamere ormai rare, diffondono così uno spettacolo pietoso di abbandono e solitudine.  
E a questo punto mi son chiesto: ma perchè non organizzano più i campionati italiani assoluti nei luoghi di villeggiatura? A Rimini, Riccione, Lignano, in Versilia? Magari non in due giornate intense, ma su 3 o 4 fresche serate marine. Ho trovato che ne è stato organizzato uno a Viareggio nel '02 e due a Cesenatico nel '95 e nel lontano 1989. Magari con qualche evento in "piazza", come il peso. Aumentano i costi d'alloggio (ma perchè, a Milano si spenderà poi meno?) ma aumenterebbero gli spettatori, ovvero quei turisti che alla sera potrebbero scegliere, invece di farsi la stancante vasca sul lungomare, con l'ormai canonico gelato, di andare a vedersi le gare di atletica allo stadio di Cesenatico o Viareggio (meglio se raggiungibile a piedi). All'Arena aspettiamoci di vedere un impianto per 3/4 vuoti, che non è mai un bel vedere. 
Come al solito, alle proposte relative alle sedi dei diversi campionati, vien poi fatta pesare la mancanza di richieste d'organizzazione, di soldi, di volontari... dai! Ma non è così che si ragiona! Se domani non c'è nemmeno Milano, li organizziamo qui a Cividino? La scelta della sede degli assoluti, secondo me, dovrebbe esser sempre meno vincolata alle scelte politiche, e sempre più legata a scelte di strategia di diffusione del prodotto-atletica. Se non c'è nessuna società che vuole prendersi l'onere di organizzare gli assoluti a Cesenatico o Marina di Pisa, e che diamine, si manda qualcuno di Fidal-Servizi o chennesò-io a trattare direttamente con le istituzioni locali! Ci sono momenti della vita di questa Federazione che dovrebbero essere gestiti francamente con più spirito strategico e non per arricchire tizio e caio, ma proprio per diffondere il marchio dell'atletica. 
Poi ci sarebbe da rivedere la formula stessa degli assoluti, la partecipazione... ma questa è un'altra storia di cui forse potremo parlare nei prossimi giorni. 

11/07/13

Un record al giorno: i 200hs m65... ancora Montaruli

Continua inesorabile la mia rincorsa all'aggiornamento delle migliori prestazioni italiane dei master. Ieri avevo parlato del doppio record di Antonio Montaruli. Ebbene, anche oggi parlo di lui, visto che oltre che ai 300hs, Antonio è stato protagonista di un ulteriore miglioramento, ovvero quello dei 200hs M65. Teatro dell'impresa stavolta è stato il Giuriati, il 16 giugno scorso, dove Antonio ha percorso la distanza in 31"54 (con 1,2 di vento contrario), grattugiando il vecchio record italiano di più di 3"! (qui il link ai risultati della gara) Infatti il precedente primato era il 34"78 di Giulio Mallardi stabilito a Macerata nel 2011. Per Montaruli il carnet dei suoi record si rimpingua ulteriormente: sono 6 quelli detenuti (3 come M60 e 3 come M65), oltre che a 3 con le staffette (2 dei quali con la Nazionale Master). 

13/05/11

Milano Odia L'Atletica: ma che successo la manifestazione sotto l'Arena!


Ha iniziato la Repubblica, oggi, a darne conto. Qui a fianco la foto con lo striscione pubblicato sulla pagina di Milano. Di Cosa stiamo parlando? Del camoroso successo della Manifestazione “Milano Odia l’Atletica” sostenuta dagli atleti e dai tecnici e tenutasi ieri pomeriggio a Milano davanti al simbolostuprato di questa protesta: l’Arena Civica di Milano. Un monumento ed il tempio di uno sport, l’atletica, miseramente svenduto.

Ora lasciatemelo dire di cuore: finalmente si è capito tutto. Davvero.

Si è capito cosa c’è dietro l’immobilismo delle varie Fidal locali e si è capito il silenzio delle Società milanesi più rappresentative (mancava solo un pezzo al puzzle, ma vedremo che si è sistemato tutto).

Quella che segue è la cronaca di una delle manifestazioni più riuscite della storia del movimento sportivo spontaneo: persone che non hanno altro fine che ottenere quello che gli è semplicemente dovuto, in virtù di una tessera d’ingresso, la pratica di uno sport tra i più educativi, la tradizione cittadina, cose che tutte insieme hanno fatto smuovere le montagne, hanno fatto cadere gli altarini, hanno fatto correre (figuratamente purtroppo) molte persone e molte invece le ha costrette a telefonare e telefonare.

Uno dei promotori, Omar Lonati, ragazzo d’oro, muscista alla Scala e soprattutto atleta che corre per la mia società, mi ha fatto la cronistoria di questo pomeriggio importante per l’atletica lombarda. Si spera davvero che porti un pò di consapevolezza nel resto del movimento: purtroppo le lobbies interne e il sistema di potere dell’atletica lombarda (Fidalconnection con le maggiorenti società lombarde) sarà molto difficile da scardinare, ma averlo stanato e messo a nudo è di per sè una grande vittoria per un manipolo di persone che chiedeva soltanto una piccola cosa: poter correre in quei pochi luoghi destinati  da sempre all'atletica in città perchè di fatto questa Città ce li aveva tutti negati. 
Solo ed escluivamente questo.

Che a mettersi di mezzo a questa condizione fondamentele per praticare uno sport sia stato CHI questo avrebbe dovuto difenderlo, è un'aberrazione inconcepibile.

Il pomeriggio inizia con una telefonata verso le 17:25 di un fiduciario tecnico della Fidal al nostro Savonarola d’occasione, Omar. Il senso della telefonata? Che l’assessore allo Sport di Milano, Rizzi, sarebbe andato su tutte le furie per quanto sarebbe accaduto da lì a poco sotto i lastroni di granito della ultracentenaria Arena Civica.

Per nulla intimoriti, alle 17:30 i manifestanti srotolano il manifesto di 10 metri: “Milano odia l’atletica”. Posso attribuirmi la paternità del motto? 

Come per magia, passano 5 minuti e si materializzano i giornalisti di Repubblica e della Gazzetta dello Sport proprio nel momento in cui il famoso assessore contattata telefonicamente il nostro paladino. Giù parole grosse, nel solco del lei non sa chi sono io... si doveva sfogare, evidentemente. E gli viene consentito. Poi si calma... Sapete, manca solo un giorno alle elezioni e a Milano sembra potrà esserci una battaglia voto a voto: ogni increspatura dell’ordine prestabilito, arreca fastidio. Chiaramente. 

L’assessore comunica a quel punto di aver già provveduto a far togliere le transenne che segnavano come una profonda cicatrice la pista dell’Arena e addirittura di aver esiliato il calcio dai prati del Tempio dell’Atletica. Infine, avrebbe riconsegnato gli spogliatoi all’atletica (che erano stati vietati, giustamente, per concederli ai sudati e poveri calciatori che nonostante i milioni di km quadrati di campi di calcio a Milano, non avevano trovato altro spazio per svernare, che non all'Arena).

Davvero serviva solo minacciare una manifestazione del genere per avere tutto e subito?

Nonostante tutti i tentativi fatti in precedenza e tutti i contatti tenuti, si era risuciti solo a ottenere parte della pista, perchè sembrava chiaro che la priorità fosse solo dare uno spazio prestigioso al calcio: l’atletica chi se la filava, no? Quattro gatti e pure sfigati.
Quindi l’assessore fa la preghiera finale: vi prego, non fate la manifestazione.

Per onestà intellettuale, invece, la manifestazione viene fatta, perchè arrivare all’ultimo secondo dell’ultima ora, dell’ultimo giorno per impedire di manifestare il proprio pensiero, è cosa davvero poco elegante.

A quel punto le fila dei manifestanti si rinsaldano e si nota con stupore che gli atleti di alcune società milanesi, che inizialmente avevano aderito e che trovano all’Arena il proprio campo dall’allenamento principale, non ci sono. Spariti.
Circolano le prime voci: precettati tutti dalle rispettive società. Agli atleti di queste società sarebbe  stato infatti impedito di manifestare per la salvezza delle piste a Milano. E perchè mai?

Poi capirete bene perchè. Ma l’intreccio politica-atletica milanese comincia a delinearsi sullo sfondo.

Intanto c’è una prima reazione “istituzionale”: i custodi dell’Arena, prima volta ab urbe condita, controllano le tessere degli atleti all’ingresso della struttura. Giusto! Saremo mica proprio noi a dire che la legalità non debba essere fatta rispettare!? È singolare che succeda proprio in quel momento: comunque la si voglia vedere una reazione a quanto sta accadendo lì davanti, a pochi metri dall’ingresso dell’Arena.

Quindi ecco la prima intervista televisiva su Odeon Tv: i ragazzini manifestanti, bontà loro, schiamazzano gioiosamente alle spalle di Omar Lonati mentre rilascia l’intervista alla Tv e ai diversi giornali. E tutti gli atleti che passano, si producono in una sorta di staffetta per mantenere il sit-in vivo, e poter distribuire a tutti i passanti l’articolo delCorriere della Sera comparso qualche giorno fa che descriveva lo stato delle cose e che seguiva quello da me scritto su Queenatletica il giorno prima.

Si manifesta a quel punto (sono gli le 18:30) Franco Angelotti, presidente della Italgest, vice presidente Vicario del CONI Milano, Consigliere Nazionale della Fidal, organizzatore della Notturna di Milano. Il più infuriato di tutti e che ne ha per tutti, stando al racconto pervenutomi. Ebbene, anche lui viene fatto sfuriare poi viene soverchiato dalla potenza delle argomentazioni dei manifestanti.

Nonostante i titoli altisonanti vantati, il pluripotenziale, ancora così mi viene raccontato, non riesce a trovare una-sola-giustificazione-una alla situazione delle piste a Milano. Ma ad Angelotti non interesserà che i suoi atleti si allenino, mi vien fatto dipensare? E non gli interesseranno neppure gli altri atleti lombardi? E come faranno questi atleti (i suoi e quelli lombardi) ad andare forte se non possono allenarsi? Cosa ci sarà sotto?
E poi vien da chiedermi: ma con il ruolo apicale in seno al CONI e alla Fidal Nazionale possibile che se ne sia infischiato completamente delle piste a Milano? Ma la cosa che mi stupisce è quel ruolo di Consigliere Nazionale (tra l’altro sembrerebbe uno dei più vicini ad Arese) che, se fossi stato io, mi avrebbero spnto ad incatenarmi al pulvinare dell'Arena per chiedere il rispetto dei nostri spazi.
O gli interessa solo il meeting della “Notturna” quale unica manifestazione del fatto che a Milano l’atletica sia viva? 

Ora, nella mia assoluta ingenuità, vi fornisco questi fatti a me noti. Poi ognuno si faccia la propria idea e cerchi di capire quello che può essere successo.
  1. Il sistema elettorale degli organi di Fidal Milano e Fidal Lombardia (come tutte le Fidal in Italia) si basa su un sistema basato sul “censo” e non sul numero di tesserati. Chi ha più punti nelle classifiche dei campionati di società, ha più voti. Chi non ha soldi per viaggiare ma tanti atleti, non conta nulla (quelli che per intenderci non fanno morire l’atletica, perchè capillarmente vanno a prendere gli atleti nelle scuole, negli oratori, rubandoli ad altri sport). Chi ha tanti soldi e si compra gli atleti per concorrere ai c.d.s., conta mediamente 10 volte di più.
  2. Con questo sistema si verifica che pochissime società (le più rappresentative) di fatto occupino tutto ciò che c’è da occupare nei ruoli “pubblici” della Fidal. Di fatto presidenti e i consiglieri li eleggono quasi interamente loro. E così succede.
  3. A Milano è inutile sottolineare quali siano le società note che gestiscono tutto.
  4. Franco Angelotti, presidente della Italgest, con il suo intervento sgraziato durante la manifestazione, ha manifestato come la sua società, la Italgest, l'ente di cui è vicepresidente, il CONI Milano, la Fidal Nazionale, di cui è Consigliere, gli eletti grazie al suo peso in voti presso la Fidal Milano e Fidal Lombardia, fossero tutti contrari a che si tenesse la manifestazione, esplicitamente contrastando l’idea dei manifestanti, che era semplicemente lamentarsi dell'assenza di piste d’atletica a Milano. Per Angelotti a Milano l’atletica è evidentemente zeppa di piste, altrimenti non avrebbe mosso dito. Prendiamone atto.
  5. L’Atletica Riccardi ha prodotto un comunicato sul proprio sito (qui il link) in cui invita tutti a votare un determinato candidato alle elezioni di domani. Che è poi espressione dell’assessore allo Sport. Ognuno chiaramente fa ciò che vuole, non ci piove. 
  6. Il Presidente della Fidal Milano si è candidato in una lista che sostiene la stessa parte politica. Non solo: oggi è apparso sul sito della Fidal Lombardia (qui il link) una dura presa di posizione della Federazione cittadina, in cui si accusano i manifestanti di attività "pre-elettorale", quando tutta il comunicato trasuda parole di lode per l'attuale Amministrazione comunale. Ma da quale pulpito? Vi invito davvero a leggerlo e farvi l'idea di chi sta facendo politica...
  7. La Fidal Lombardia è come sempre assolutamente assente, priva di idee: e che idee potrebbero mai avere? Basti pensare che vi possono partecipare i Consiglieri Nazionali, di cui alcuni sono personaggi già noti. Anch’essa è specchio della politica atletica locale. 30 anni in cui nemmeno le persone sono cambiate, come se fossero cariche a vita. I pochi componenti che sono cambiati, hanno visto subito di appiattirsi alla politica generale di noia, grigiore, estrema burocratizzazione (salvo solo gli amministrativi e l’addetto stampa). Non è chiaramente nel loro stile favorire l’atletica lombarda, ma proseguire lo status quo ante, senza dar fastidio a nessuno.
  8. Molti ragazzi che sarebbero dovuti essere presenti alla manifestazione, non si sono presentati assicurando di essere stati minacciati dalla propria società (alcune di quelle di cui sopra) di non partecipare.

Ora, mettete i dati di cui sopra in una lavatrice, centrifugateli e al termine del programma, aprite l’oblò. Fatto questo, rispondete a questa domanda, lecita, ritengo:

chi di tutti i soggetti di cui qui sopra, potrà mai ribellarsi se domani qualcuno a Palazzo Marino si svegliasse e decidesse di piazzare in mezzo all’Arena una pista di snowboard in mezzo al campo, di fare esibizioni per i cavalli dei carabinieri, di organizzarci un oratorio estivo, di regalarlo agli scapoli e agli ammogliati per la loro partita di fine anno, di usarla per concerti (sulla pista costata soldi dei contribuenti), di organizzarci gli allenamenti del calcio a 5, di privarne l'uso per mesi senza apparente senso?

O cavolo, l’hanno già fatto...

05/05/11

Il Corriere della Sera ripercorre ciò che abbiamo scritto... ieri sulle piste di Milano

Sulle pagine del Corriere della Sera, nella pagina di Milano, articolo che arriva esattamente il giorno dopo il mio articolo apparso ieri su Queenatletica che denunciava lo stato delle piste milanesi. Un caso, probabilmente. Però se non fosse così, sono contento che molti dei punti da me toccati sono stati ripetuti dall'articolista Fabio Monti. Bello l'incipit dell'articolo che cita direttamente il Presidente del CONI, Gianni Petrucci, che probabilmente deve farsi bello davanti al mondo. Pure lui! Ebbene, descrivendo un panorama sportivo nazionale sempre "meno sedentario", il Presidente avrebbe citato l'ascesa dell'atletica giovanile, soprattutto dai 6 ai 10 anni. Ma a Petrucci qualcuno ha spiegato che i numeri dell'atletica giovanile (soprattutto proprio quella fascia d'età, dai 6 ai 10 anni, cioè quelli che vengono indottrinati nelle categorie "esordienti") sono una trovata geniale che porta le scuole a tesserare anche i bambini che si presentano ad una sola corsa campestre durante l'inverno? Magari svolgono tutt'altro sport (probabilmente nel 90% dei casi) e che per l'occasione dei trofei scolastici dei Giochi della Gioventù (manifestazione che probabilmente morirà nei prossimi anni), vengono forzatamente tesserati alla Fidal. Ma non è una cosa meravigliosa? 40.000 tesserati su 140.000 puramente virtuali.
L'articolo però bombarda indubbiamente la malagestione dell'Amministrazione (o delle Amministrazioni) comunali sull'atletica di vertice e quella di base. Si concorda con ciò che ho scritto ieri che le risoluzioni adottate per l'Arena sono di carattere pre-elettorale, la più incredibile delle quali è sicuramente l'organizzazione di tornei di calcio assolutamente invalidanti per l'attività atletica: prime corsie e pedane di fatto precluse. Il calcio dà un calcio all'atletica, senza tanti giri di parole. 
Mi fa piacere come nel mio articolo, che si siano citati i record mondiali stabiliti nell'impianto intitolato a Gianni Brera (in realtà 16, mentre mi ero fermato a 13) e la mia considerazione sul fatto che l'Arena è ormai diventata un postribolo di attività che hanno tolto sempre più spazio all'atletica leggera.
Sul XXV Aprile, è chiaro che probabilmente prima di rivederla aperta ci vorrà molto, ma molto tempo, visto che in ballo c'è un ricorso al TAR della Mondo. Ed infine, come non dare ragione della chiosa finale? Milano è l'unica grande città europea a non avere uno stadio per l'atletica. 

04/05/11

Milano odia l'atletica

(nella foto di Maurizio Pistillo, il cantiere fermo del XXV Aprile) Che il rapporto delle Amministrazioni Comunali di Milano con l'atletica sia conflittuale da tempo è cosa arcinota. Anzi, diciamo che si assiste ad una sorta di sopportazione o puro menefreghismo meneghino verso questo sport, che è considerato essenzialmente solo quando c'è la Stramilano o la Milano City Marathon. Queste due manifestazioni danno visibilità (a chi?), la pista nessuna. La pista e le piste, sono un fastidioso lusso cui sembra che qualcuno voglia disfarsene per il semplice motivo che non produce sufficiente ricchezza. Del resto, come si poteva non vaticinare che si sarebbe arrivati prima o poi a questo punto? Società per Azioni che gestiscono lo sport, anche se sotto egida politica, prima o poi devono fare i conti coi bilanci, e naturalmente gli impianti di atletica non accrescono le ricchezze di nessuno. E' la stessa cosa della Fidal Servizi: voi ne avete capito l'utilità? Io ne ho capita solo la funzione finanziaria-speculativa ma quella sportivo-organizzativa rimane un mistero gaudioso.
Gestire lo sport per la collettività pensando agli utili è un'aberrazione prima ed una contraddizione in termini poi, i cui frutti ormai sono evidenti a tutti gli appassionati di atletica Milanesi. Quello che sorprende è l'assoluto silenzio di chi dovrebbe tutelare i propri tesserati: dove sono le varie Fidal e i loro rappresentanti locali? Dove sono finite le blasonate società milanesi? Forse è meglio farsi consegnare gli ambrogini a fine anno, piuttosto che far trapelare il proprio malcontento per una situazione ormai al limite del tollerabile? Le lotte vengono lasciate ai tesserati che spontaneamente si associano e scrivono lettere su lettere, bypassando società e organizzazioni da loro pagate, ma che non sembrano in alcun modo intenzionate (o in grado) di tutelarli. 
La situazione, per chi non lo sapesse, vede la leggendaria pista del XXV Aprile, sotto la montagnetta di Milano, probabilmente la più frequentata della Lombardia e forse d'Italia, ancora in via di rifacimento da mesi. Un cantiere aperto. Mi sono preso la briga di andar a vedere sul sito della Società per Azioni che gestisce l'impianto... ebbene, il termine dei lavori, si legge, che sarebbe dovuto esser espiato da qualche mese, è stato spostato (senza nessun tipo di pudore) al 15 maggio 2011. GUARDA CASO il giorno esatto delle elezioni per il Sindaco di Milano. Ma non è una presa in giro colossale? A parte che alcuni testimoni oculari hanno verificato che ci vorranno ben più di due settimane prima che l'impianto venga pronto, ma non esiste nemmeno più un minimo di ritegno? Siamo davvero tutti così ingenui?
Se al XXV aprile l'atletica è un ricordo, all'Arena di Milano, teatro sportivo in cui si sono avuti ben 13 record mondiali, impressi su una lapide di marmo nell'androne del pulvinare, patrimonio del nostro sport, regno (contrastato) dell'Atletica leggera nazionale, prima si minaccia di chiuderla per il rifacimento dell'impianto elettrico degli spogliatoi. Poi, udite-udite, viene ceduto in comproprietà tra calcetto e Atletica. L'Arena viene gestita direttamente dal Settore Sport del Comune di Milano. Orbene, al momento, se trovate i video in giro per la rete ve ne farete un'idea, sono state transennate le prime corsie: gli atleti sono quindi costretti a correre esternamente alla pista, per dar modo ai poveri pallonari di poter calciare allegramente. E sembra che qualche atleta si sia già preso qualche pallonata, visto che i campi da calcio a 5 sono perpendicolari al campo da calcio a-11. Naturalmente a pensar male ci s'azzecca sempre: cui prodest a due settimane dalle elezioni? L'Arena è stata sempre teatro sì di imprese leggendarie, ma anche di imponenti trovate talmente idiote da parte delle varie amministrazioni che si sono succedute negli anni, da lasciare pietrificati.  Evidentemente non avendo altri spazi utili in una città in cui si vive il massiccio esodo delle aziende e degli spazi una volta da loro occupati, non si trova meglio da fare che buttare tutto quello che viene in mente (il 90% idiozie, come si diceva) nella lavatrice-Arena. Concerti, partite scapoli-ammogliati, esibizioni di cavalli... Si sono viste addirittura piste da snowboard e un anno hanno pensato bene pure di spararci dentro l'oratorio feriale dei bambini milanesi. Almeno una volta ci facevano le battaglie navali, che rinfrescavano tutti. Desolante.
La pista del Saini, raccontano le cronache, è ormai fuori uso. Altro fiore all'occhiello della Società per Azioni prima citata. Il rettilineo dei 100 metri è ormai ridotto a puro asfalto. Impraticabile per chi pratica l'atletica su pista. Rimane il Giuriati, che però è gestito dall'Università di Milano. Ed è quanto meno in condizioni apprezzabili, visto lo stato degli altri impianti sportivi. 
Riflessione finale: questa Milano odia proprio l'atletica e lo sport.

12/10/10

Perlino e Peroni record italiani - Al pentalanci di Macerata Gabre mondiale

(una bellissima foto dell'Arena scattata da Ettore Brolo) - Altra settimana master memorabile, quella appena passata. Sono ormai costantemente in debito di notizie: Alessandro Tifi ha prodotto una serie di riflessioni sui C.d.s. Master, con una chiosa finale che è anche un grido d'allarme : non sopprimiamo la finale dei c.d.s. (pubblicherò nei prossimi giorni tutto in un solo articolo)!! In effetti questo urlo angosciato si sente aleggiare un pò ovunque da diversi esponenti del mondo master, soprattutto dopo quest'ultima edizione cagliaritana dove penso tutti si siano davvero divertiti anche sotto l'ottima regia degli organizzatori. Ma anche l'edizione del 2009 a Firenze era stata goduriosa, tanto da lasciare tutti i partecipanti con il sapore dolce sulle papille gustative. Quindi ci torneremo: così come devo lasciare il giusto spazio ad una lettera segnalatami da WDL sul mondo atletico friulano, che farà molto discutere. Intanto veniamo alle breaking news, che parlano anche nell'ultima settimana in teoria "attiva" di attività in pista, di una serie di record stabiliti dai master italiani. Non si può non partire dall'ennesima pagina "mondiale" di Gabre Gabric: non ho ancora completo il database sui record mondiali per dire il numero di record  outdoor detenuti dagli italiani, mentre quello sui record nazionali è "sufficientemente" completo da fare già oggi dei ragionamenti diacronici. Veniamo così subito a Gabre e alla sua ennesima impresa. Stavolta siamo a Macerata, dove come tutti sappiamo si è svolto il campionato italiano di Pentalanci (di cui parlerà discorrerà dettagliatamente domani in un pezzo lo stesso Alessandro Tifi, inviato speciale di Webatletica sul posto). Al termine della giostra delle 5 specialità, la aostana-bresciana, ha totalizzato uno score di 3923 punti, cioè 150 in più del precedente record di Ruth Frith, risalente al 2004. Ora, qui dovrebbe intervenire Pino Pilotto-Stachanov, se è ancora dei nostri. Da quest'anno infatti i pesi per le over-70 sono decisamente cambiati in senso favorevole per le "nuove generazioni", nel senso che il disco è sceso da 1 kg a 0,750 kg. Il peso è sceso a 2 kg (da 3), il martellone è sceso a 4 kg, il martello a 3... Quesito: la Frith ottenne quei record con i vecchi attrezzi. La Gabric con i nuovi. Più che superamento di un precedente record del mondo, è forse meglio parlare di un nuovo record del mondo ex-novo, o no? In attesa di capire l'arcano (Corbelli su Atleticanet lo dà come miglioramento di quella prestazione, io voglio vederci un attimo più chiaro) vediamo cosa è successo nel vulcanico mondo master.
La notizia l'ho appresa direttamente dal sito della Fidal Lombardia: Frederic Peroni (1963) ha infatti infranto la barriera dei 27" nei 200hs, migliorando il record italiano M45 precedentemente detenuto da Roberto Amerio, e portandolo a 26"90 (con +1,0) a Pontcharra, in Francia, in un meeting del circuito EAAP (presumo). Il precedente record era fissato in 27"18, e il piemontese l'aveva "scippato" a Peroni che l'aveva portato a 27"58 nel maggio del 2009. Ora, naturalmente, aspettiamo la risposta di Amerio che dovrà arrivare, gioco-forza, nel 2011. Nello stesso meeting era presente Alessandro Cipriani (1955) che il record invece l'ha solo sfiorato di un paio di decimi. Nella foto di Antonio Montaruli, i due ostacolisti nel pre-gara francese.
A Milano, nel frattempo (testimone oculare il vostro estensore di notizie) ho assistito all'ennesimo miglioramento del record italiano F45 dei 200, ancora una volta da parte di Giuseppina Perlino (nella foto a destra di Denise Nuemann) il nuovo record è ora 27"50, con vento nullo. A dire il vero ero stato presente anche al precedente record della "Peppa" a Chiasso, nell'agosto scorso: 27"66. La differenza è sicuramente nel clima: praticamente invernale nello scorso weekend a Milano, sicuramente più estivo in Canton Ticino un paio di mesi fa. Quella dei 200 F45 è una storia così davvero movimentata: aveva smosso le acque nel luglio del 2009 la 800ista Elena Montini nel suo anno di grazia (28"34), salvo poi essere sorpassata a quasi un anno di distanza da una delle icone della velocità azzurra di sempre, Daniela Ferrian, nel giugno di quest'anno (28"30). Sempre la Ferrian aveva poi "sparato" un 27"6 manuale (mannaggia!!) a Villanuova. Ad agosto il citato 27"66 della Perlino, migliorato poi questo weekend a 27"50
Venendo invece ai record segnalati nei giorni precedenti, faccio un piccolo passo indietro: avevo sottolineato il record di Giuliana Deromedi (1965) nel salto triplo a Cagliari, con 10,26. Guardando invece le liste dei record aggiornati da Giusy Lacava, in realtà prima che la Deromedi si migliorasse di 4 centimetri  (deteneva infatti il record italiano F50 con 10,22), Luisa Celesia (1963) a Siracusa aveva saltato a metà Settembre 10,39 con un vento di 0,8 a favore. E' quindi questo il nuovo record italiano (poi, vi ricordo per onor di cronaca, che la Deromedi aveva saltato 1,56 nell'alto, nuovo record italiano, questo sì, F50). 
Di sicuro impatto anche il record sui 400 F60 da parte di Umbertina Contini (1950) che quest'anno ha fatto letteralemete le scintille. A Udine ha infatti corso (il 3 ottobre) in 1'13"15, che ha abbassato il record di Noemi Gastaldi di 1'13"34 che risaliva, udite-udite, al 1993: un record vecchio di 17 anni, che nemmeno Emma Mazzenga era riuscita a battere nel suo transito nella categoria (ma francamente non so se già allora avesse iniziato la sua attività). Era il 13° record più "antico" tra le donne over-35 (il più anziano di tutti ha compiuto 30 anni, cioè il lancio del peso F55 di Ada Turci). Lo stesso record era il secondo più datato tra le F60 (il più vecchio appartiene anch'esso ad Ada Turci, nel peso F60, stabilito nel 1985), mentre era il primato più antico (tra maschi e femmine) dei 400 tra tutte le categorie. Ora il record più vecchio nel giro di pista, è passato in mano ad Ugo Sansonetti nella categoria M75, quando nel 1996 correva in 1'10"8. Quest'anno la Contini per 8 volte è entrata nel libro dei record (con nuovi record o miglioramenti), riscrivendo la storia sui 60, 100, 200 e 400 F60, oltre che con la staffetta svedese F50 con il proprio team (l'Atletica Città di Padova). Infine, sono 13 i record detenuti attualmente dalla forte atleta di... già, di dove? Questo non lo so: correva per il Cus Torino Sai e adesso per Padova. Non lo so proprio.
 Seguiranno i race-report degli italiani di pentalanci di Macerata e dei regionali di Milano.

09/05/09

Universitari di Milano: gli altri risultati

i SALTI
  1. 70,13 - ASTA: 3,80 - BOLTHER Achille M40
  2. 68,41 - LUNGO: 5,51 - RICCARDI Massimo M40
  3. 62,18 - LUNGO: 5,18 - BOMBONATO Marco M35
I LANCI
  1. 58,69 - GIAVELLOTTO: 45,19 - BALLICO Giancarlo
  2. 45,46 - GIAVELLOTTO: 32,48 - SENSINI Ercole
I 200hs
  1. 27"58 PERONI Frederic M45
  2. 29"75 BERETTA Federico M35
  3. 29"91 PANCERI Davide M40
  4. 31"16 SENSINI Ercole M50
  5. 38"62 BASELLINI Walter M60

Universitari di Milano: il mezzofondo master

I 600 metri
  1. 88,94 - 600: 1'23"16 - LAZZARINI Cesare M35
  2. 87,28 - 600: 1'26"19 - SGUERA Cosimo M35
  3. 86,75 - 600: 1'40"62 - CAMPINI Luigi M55
  4. 82,82 - 600: 1'35"45 - REDAELLI Corrado M40
  5. 82,46 - 600: 1'32"80 - FONTANA Edoardo M40
  6. 80,96 - 600: 1'31"36 - BELLENZIER Daniele M35
I 2000 metri
  1. 86,02 - 2000: 5'38"39 - CAGGIANELLI Giuseppe M35
  2. 80,58 - 2000: 6'01"25 - DACOMO Alessandro M35
  3. 80,37 - 2000: 6'30"31 - CIMATO Massimo M45
  4. 75,41 - 2000: 6'34"42 - PAROZZI Paolo M35

Universitari di Milano: la velocità maschile master

i 100 MASCHILI
  1. 91,90 - 100: 11"08 (+2,0) - LONATI Omar M35
  2. 91,87 - 100: 11"95 (+1,2) - TORTU Salvino M50
  3. 88,26 - 100: 12"03 (+0,6) - TRUZZI Andrea M45
  4. 87,32 - 100: 13"48 (-1,1) - MONTARULI Antonio M60
  5. 86,09 - 100: 13"84 (-1,1) - DEL RIO Aldo M60
  6. 85,87 - 100: 14"38 (-1,1) - CAMBIAGHI Aldo M65
  7. 85,27 - 100: 12"28 (+0,6) - PANCERI Davide M40
  8. 84,02 - 100: 12"72 (-1,1) - CITO Roberto M45
  9. 81,14 - 100: 14"15 (-1,1) - MAZZOCCHI Fabrizio M55
  10. 79,56 - 100: 13"16 (-1,1) - CONFALONIERI Massimo M40
  11. 79,09 - 100: 12"69 (+0,6) - BOMBONATO Marco M35
  12. 78,41 - 100: 12"62 (-0,6) - BERETTA Federcio M35
  13. 77,56 - 100: 15"55 (-1,6) - ROGNONI Ezio M65
  14. 77,27 - 100: 12"99 (+0,6) - POZZI Stefano M35
  15. 75,16 - 100: 13"26 (-1,1) - D'ALO' Alessandro M35
  16. 71,62 - 100: 15"73 (-1,6) - LAUDI Roberto M50
I 300 MASCHILI
  1. 88,42 - 300: 42"65 - DEL RIO Aldo M60
  2. 88,41 - 300: 36"16 - LONATI Omar M35
  3. 86,63 - 300: 38"83 - PERONI Frederic M45
  4. 85,26 - 300: 40"02 - FORTUZZI Pietro M45
  5. 84,46 - 300: 36"73 - SARCUNO Enrico M35
  6. 82,34 - 300: 43"19 - TORTORELLI Matteo M55
  7. 80,12 - 300: 43"20 - VALSECCHI Franco M50
  8. 79,95 - 300: 46"28 - BASELLINI Walter M60
  9. 79,75 - 300: 41"58 - REDAELLI Corrado M40
  10. 78,84 - 300: 39"94 - POZZI Stefano M35
  11. 77,13 - 300: 40"22 - BERETTA Federico M35
  12. 74,07 - 300: 42"19 - D'ALO' Alessandro M35
  13. 67,01 - 300: 50"56 - RIVIERA Donato M45

Universitari di Milano: i risultati delle master

  1. 86,95 - 600: 1'35"95 - CERINI Mara F35
  2. 82,95 - 100: 12"92 (+1,0) - NEUMANN Denise Caroline F35
  3. 78,61 - 2000: 7'00"46 - IANNICELLI Antonella F35
  4. 74,06 - 300: 49"26 - FABBRI Marilena F40
  5. 33,04 - GIAVELLOTTO: 20,98 - FABBRI Marilena F40

27/04/09

Giovanni Sanguin (classe '69) a 70,00 nel martello

Clamoroso lancio dal 40enne Giovanni Sanguin (ancora in forza alle FF.OO) di Padova al meeting dedicato solo ai lanci tenutosi al Saini di Milano domenica 26 Aprile. Qui il risultato della gara, vinta da Marco Lingua con oltre 71 metri. Per l'atleta padovano 70,00 metri esatti nel lancio del martello. Non sono a conoscenza se Sanguin sia "pre" o "post": certo è che per la Fidal stabilisce il nuovo record nazionale M40 migliorandolo di quasi 13 metri (il precedente dovrebbe essere il 57,61 di Massimo Terreni stabilito nel 2000). L'anno scorso ottenne 73,60, suo miglior risultato dal 1997 (e secondo di sempre). Sanguin risulta tra l'altro preparatore atletico del Rugby Calvisano, squadra Campione d'Italia 2008.