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21/05/11

Rizzi versione 2009: all'Arena ci sarà sempre più atletica rispetto al resto - Rizzi 2011: 23 concerti all'Arena

L'uomo sull'orlo di una crisi di nervi, Alan Rizzi, l'ha combinata davvero grossa. Non passa giorno in cui il simpatico politico non faccia parlare di sè. Ennesimo capitolo per questo politico-ad-orologeria, nel senso che probabilmente, vinca o non vinca la Moratti, il suo mandato sembra inopinatamente al tramonto.
Troppi errori e troppo sanguigno per occupare un posto del genere.
L'ultima scovata nei meandri della rete, vede l'assessore allo sport di Milano (dopo la sguaiata comparsata sulla Gazzetta dello Sport di ieri per la quale avrà (ipotizzo) smosso mari e monti per ottenere lo stesso spazio dell'inchiesta sul malessere dell'atletica milanese) viene beccato col "sorcio 'n bocca". Un assessore che ha pensato a tutto (probabilmente più alla propria immagine) ma di sicuro non al bene dell'atletica meneghina (degli altri sport non posso dire nulla, purtroppo).
Ora, giusto per descrivere ancora meglio Mister Alan Christian Rizzi, nato a Londra nel 1973, ma che sul sito del comune di Milano vanta un pedigree assai scarno quanto a frequentazioni sportive (calciatore delle giovanili della FC Internazionale, si dice, poi una carriera politica lunghissima), vi rimando ad una sua leggendaria presa di posizione comparsa sul quotidiano La Repubblica esattamente 2 anni fa: correva il giorno 20 maggio del 2009. Qui il link all'articolo riportato InMilano.com.
Nella cornice della presentazione del Meeting d'atletica della Notturna di Milano (quello di Angelotti, giusto per rimanere sui medesimi personaggi) in un impeto di delirio di onnipotenza riuscì a dire: "L'arena deve essere la casa dello sport", criticando velatamente la politica del predecessore (Giovanni Terzi) che aveva pianificato una serie di concerti all'interno dello stadio dedicato a Gianni Brera.
Riprendendo lo spirito di Candido Cannavò, che vaticinava un ritorno della Grande Atletica all'Arena, Rizzi si produce in una clamorosa affermazione (vista oggi): proprio il ritorno della grande Atletica all'Arena... "questo è l'obiettivo che intendiamo raggiungere, privilegiando sempre più l'atletica sul resto". Come dire, era il suo clone quello che parlava con Luigi Bolognini, intervistatore di La Repubblica?
Ma ecco un altro estratto nella medesima intervista al quotidiano: "credo sia giusto privilegiare lo sport: l'impianto è nato per questo, ha ospitato momenti storici di sport e tuttora è teatro di moltissimi appuntamenti di vertice come la Notturna, o di base come le finali dei giochi interscolastici e i trofei Aics. Senza contare che lì hanno sede la Fidal e l'Atletica Riccardi. Resteranno anche gli altri sport, visto che lì giocano Brera Calcio e Milan femminile. Ma non voglio più appuntamenti extra-sportivi, visto che in passato alcuni eventi hanno lasciato brutti ricordi, rovinando pista e prato».
Ebbene, non passano nemmeno due anni che a luglio il comune di Milano, quello di cui è assessore Rizzi, che mette in tabellone ben 23 concerti (dicasi VENTITRE) che a meno che si svolgano nella Sala Appiani alle spalle del Pulvinare (concerti da camera, insomma), si terranno sia sulla pista che e sul prato che lui stesso riteneva che non sarebbero dovuti andar rovinati (visto che li pagano i milanesi).
Tra i vari gruppi e artisti che si succederanno quasi quotidianamente negli spazi che sarebbero dovuti essere solo dello sport e dell'atletica, anche gli Slash, i Duran-Duran, Ben Harper (quasi-quasi vado a vedermi l'Arena nella magia dei suoi suoni, poi si chiama Ben...), Skunk Anansie, Paul Simon (quello di Simon&Garfunkel), Vinicio Capossela, Cindy Lauper, George Benson, Lou Reed, Ringo Starr... grande Rizzi.
Rizzi, lei mi commuove.

20/05/11

Questione piste a Milano: il delirio e gli insulti all'atletica dell'assessore allo sport sulla Gazzetta di oggi

Se volete farvi quattro grasse risate per poter ridere della politica italiana di oggi, andate a leggervi la delirante intervista (deliranti le risposte più che l'intervista a dire il vero) rilasciata dall'assessore allo sport di Milano della giunta di Letizia Moratti, Alan Rizzi. Un uomo indubitabilmente sull'orlo di una irrimediabile crisi di nervi (anzi, a sentire chi ha avuto a che fare con lui, la crisi è già esplosa in tutta la sua veemenza), ormai privo di freni inibitori, accerchiato e ormai sulla via del proprio tramonto politico. Una sorta di Sgarbi al comando. Mi auguro una cosa: dovesse vincere mai la Moratti, che almeno rimpasti questo personaggio, che sta disintegrando lo sport a Milano. Per il bene dei milanesi.
Riprendo la notizia che apprendo direttamente da Gamefox
Ma facciamo un piccolo passo indietro: la crisi nervosa dell'assessore scoppiò ufficialmente il giorno della manifestazione davanti all'Arena, allorquando per bloccare la crescente contestazione non esitò a contattare telefonicamente Luciano Bagoli, ritenuto (a torto) il deus ex machina di quella che sarebbe stata il primo moto di ribellione di piazza dello sport da parte di atleti e tecnici in Italia (le società milanesi, come scritto più volte, erano già tutte asservite al padrone: e questo, ritengo, non tarderà a portare gravi ripercussioni al loro interno e tra i loro tesserati). 
Durante la telefonata con Bagoli, come leggo su Atelticaweek (qui il link) a firma dello stesso Luciano Bagoli, Rizzi attacca a testa bassa nel pieno di un delirio compulsivo (che continua tutt'ora), accusandolo di essere di Rifondazione Comunista. Leggete proprio bene: ho scritto Rifondazione Comunista.
Come? Ma non è meraviglioso? Uno pensa che l'assessore alo Sport di una delle città più importanti d'Europa abbia un certo aplomb, dignità di ruolo e che telefoni per comprendere le ragioni della protesta, e invece... il personaggio si abbassa ad etichettare l'interlocutore (quando uno non ha ragioni dalla sua, di solito umilia la propria intelligenza etichettando l'interlocutore), che vuol dire semplicemente considerare le ragioni dell'altro solo strumentali. 
Esilarante il racconto della telefonata, in cui questo Assessore (ma non è che è stato uno scherzo telefonico?), ormai privo di ogni controllo, sembra aver visto nella manifestazione una sorta di spedizione di bolscevichi rossi (Bagoli scrive che Rizzi credeva che fosse lui "a mandare lì (all'Arena) quelli di Rifondazione Comunista". 
Bellissimo: pensavamo di essere un gruppo di atleti e tecnici cui della politica non interessasse nulla e si è invece scoperto che sul posto ci aveva guidato direttamente il KGB. 
Poi sibillinamente afferma, senza essere presente davanti all'Arena, che tra i manifestanti non c'è "nè la Fidal nè la Riccardi". Nomi e cognomi, fatti dallo stesso assessore allo sport e riportati da Bagoli. Non li facciamo noi, eh! Tutto questo naturalmente urlando a squarciagola: come vorremmo tutti aver assistito a quella telefonata indimenticabile!
Poi la telefonata ad Omar Lonati, con gli stessi toni, la stessa scortesia, la stessa arroganza del politico che non vuole essere toccato.
Come è ormai noto, il giorno successivo uscirono i pezzi su Repubblica, la Gazzetta dello Sport e su alcune TV locali (come Odeon) e naturalmente sui blog più diffusi di atletica. Piccolo inciso: ma che fine hanno fatto Cacchiarelli e il suo sito Atleticanet che una volta era così attivo a condannare il malfunzionamenti dell'atletica italiana?  A parte che il sentore che il vento fosse cambiato ad Atleticanet in maniera sinistra si era capito all'indomani della spedizione italiana agli ultimi Europei e delle strane lodi al movimento e alle scelte dei dirigenti Fidal: davvero singolare. E' quindi calata la pax aresifera sul sito che un tempo si arrogava la nomea di essere l'unica difesa contro questa Fidal e di vantare tanti tentativi di imitazione (quali? Ho cercato in lungo ed in largo e non ne ho trovato nemmeno uno che si affiancasse così tanto alla politica del sito Ufficiale della Fidal)? Quasi azzerata la volontà di Noivelocisti che ormai riporta scheletri di un paio di anni fa sulla Home.
Poi, ieri, l'apoteosi con un articolo a pagina intera sulla Gazzetta dello Sport e relativo alla condizione degli impianti di Atletica a Milano, con tanto di interviste ai protagonisti (una superflua a dire il vero...). Un'immagine spietata su una gestione deprimente che dura ormai da anni.
Oggi la risposta (richiesta, probabilmente) di Rizzi: ma sapete, forse prima di rilasciare un'intervista bisognerebbe tirare due o tre respiri e cercare di ragionare su quello che si dice. Tant'è che Rizzi parte con un insulto: "quelli che parlano non sono l'atletica milanese, ma quattro gatti". Involontariamente l'ennesima conferma di quanto sostengo: come le società di Milano e le Federazioni si siano compromesse con Rizzi e la sua giunta. Anzi, della Giunta di cui fa parte. In realtà quelli che parlavano (protestando in piazza) erano la vera atletica milanese, che non è la misera atletica del voto di scambio cui si è assistito in questi giorni. 
Poi l'ulteriore conferma, nel corso dell'articolo, che l'Arena di fatto, a maggio, non appartiene più all'atletica ma a chiunque la richiede. Quindi, ancora, che l'assessore era ben consapevole che non ci sarebbero state più piste a disposizione, a meno che non conoscesse la situazione del XXV aprile. Ma la conosceva...
Stupisce una sua affermazione: "chi pratica sport può dare consigli agli assessori, invece ci critica e basta". Mi commuove quest'uomo, ormai davvero ridotto psicologicamente ai minimi termini. 
Ma avrà pianto finita l'intervista? 
Ma la domanda a questa sua ultima affermazione a questo punto è: ma come? Le varie Fidal non gli hanno mai chiesto nulla? Ma se proprio ieri un Consigliere Nazionale, sempre alla Gazzetta, sosteneva di aver richiesto l'Arena al comune per organizzare 12 gare e di essersene viste negate 8? La richiesta è andata persa? O il Consigliere nazionale non ha detto il vero? E la pista indoor a Milano: davvero nessun rappresentante della Fidal in tutti questi anni non ha mai fatto un solo passo verso l'amministrazione comunale per sondare l'eventuale presenza di una pista indoor? Il problema di chi è? Della Fidal o dell'amministrazione comunale che non si ricorda più chi gli chiede cosa?
Comunque sia: in tutta l'intervista non una sola parola sulla condizione dell'atletica, ma spazio agli altri sport, di cui, francamente, poco ci interessa. Se abbelliscono e ammodernano il Vigorelli o il Palalido.
Tutto questo perchè sull'atletica abbiamo ragione da vendere e lui, l'assessore ormai ad orologeria (ritengo proprio che anche in caso di vittoria della Moratti, Rizzi non abbia più la tenuta psicologica di reggere a questo stress) non ne ha nemmeno una. 
Alla fine, permettetemi questa chicca: stupenda la riproposizione da parte della Gazzetta dello stato delle piste a Milano, simile a quella apparsa sull'articolo di ieri, giusto per ricordare all'assessore il suo fallimento
Ultimo appunto: accanto alla delirante intervista di Rizzi (probabilmente l'ultima), sulla spalla dell'articolo appare un piccolo pezzo che spiega la situazione generale e perchè si è arrivati alla protesta di piazza. Ebbene, pensate un pò: Franco Angelotti, presidente della Camelot, dice che le grandi società nonostante lo schifo cui si assiste "non incontrano grandi difficoltà", mentre il problema appartiene solo alle piccole. Avete ancora dubbi su quello che vado dicendo da un paio di settimane?

19/05/11

Una pagina della Gazzetta dello Sport dedicata alla nostra protesta: che successo!

Davvero un successo senza precedenti la manifestazione "Milano Odia l'Atletica": oggi addirittura l'apoteosi con un'intera pagina della Gazzetta dello Sport dedicata alla situazione delle piste di atletica a Milano. Noi il nostro l'abbiamo decisamente fatto: forse abbiamo ottenuto più di mille contatti, amicizie, regalie, veti incrociati, patti taciti ed accordi di scambio che da oltre vent'anni stanno caratterizzando l'atletica meneghina. Oggi lo possiamo dire: tutto questo a cos'ha portato? Possibile che siano stati tutti così ciechi da non vedere che mentre perseguivano i loro piccoli fini (parlo delle società più abbienti di Milano) hanno di fatto portato alla morte dell'atletica in un'intera città? La paura di vedere troncati di netto tutti i propri rapporti privilegiati, li ha visti impegnati poi in una davvero poco elegante campagna elettorale a favore del candidato sindaco Letizia Moratti, facendo storcere il naso ai più che dalle società sportive si aspetterebbero un disincantato disinteresse. L'inchiesta della Gazzetta, senza mai fare nomi, indirizza molto direttamente il dubbio di fondo ai lettori (per colpa di chi?) verso determinati indiziati e rompe anche l'ultimo velo sulla gestione dell'intero sport (ed in particolare dell'atletica) da parte delle ultime giunte comunali. L'Arena ceduta al calcio (quando non è ceduta ad una pletora di iniziative sociali), il XXV Aprile bloccato dai lavori e da ricorsi al TAR, il Saini impraticabile, il Carraro non omologato, il Giuriati concesso dal CUS ma di fatto prerogativa del rugby. Per colpa di chi?
Rilevo con una certa sorpresa come la Gazzetta dello Sport intervisti il Consigliere Nazionale Fidal Pierluigi Migliorini: ma la Fidal nazionale è davvero tutta qui? Una dichiarazione in cui si dice che "abbiamo chiesto 12 gare e ce ne hanno bocciate 8". Ma poi... chi le ha chieste queste gare? La Fidal Nazionale o la Fidal Regionale? E non hanno fatto nulla? Dov'è Arese? Non hanno smosso il CONI? Gli hanno detto "no", hanno incassato e se lo sono portato a casa?
Lo sport negato non è un motivo per sbattere i pugni su un tavolo e ottenere quello che dovrebbe essere un diritto per una federazione (quella Lombarda) con 34.000 tesserati?
Davvero, è tempo di abbandonare tutti questi personaggi che non sono "vecchi" a causa della loro carta d'identità, ma sono "vecchi" per come concepiscono lo sport, i rapporti personali, la trasparenza e la chiarezza. E' tempo che si insidi una nuova classe dirigente, costituita da persone diverse (che siano giovani o meno non importa proprio): idee nuove, entusiasmo, capacità di comunicazione, interattività, contrapposta alla stantia puzza di antico che ormai questo gruppo dirigente trasuda e che è stato un fattore decisivo alla morte dell'atletica a Milano. Anni fa avevo aiutato Ubaldo Ranzi (un simpaticissimo decathleta dei primi anni '90, tra l'altro primatista italiano) nella sua campagna elettorale per la Presidenza nella Fidal Lombardia. Era stato fatto tutto per gioco, consapevoli che non c'era nemmeno una possibilità su un miliardo di vincere: tutto era stato fatto per smuovere quello che era l'unico candidato. Avevamo proposto di investire i denari della Federazione in una trasmissione di un'ora in una TV locale (lo fanno tante federazioni!), di organizzare le gare in maniera costruttiva e diacronica, di prevedere una pubblicazione periodica cartacea, grandi sforzi per una pista indoor... idee, da discutere, magari anche irrealizzabili. Ma idee. Io vi chiedo: ma solo sulla pista indoor a Milano, qualcuno ha mai fatto nulla? Nemmeno quando era stata proposta a tutti i comitati la pista di Genova/Torino (sembra che quella pista giaccia in qualche magazzino inutilizzata), perchè con tutti i milioni di metri cubi di spazi dismessi a Milano, non la si è voluta riattare? Colpe dell'amministrazione comunale, ma anche delle varie Fidal che hanno i portafogli. E la Lombardia produce un bel manipolo di Consiglieri Nazionali Fidal che mettono piede nei consigli Regionali: a nessuno viene in mente che non si fa atletica senza piste? E che i giovani non si avvicinano all'atletica correndo su una strada?
Come si trova in calce all'articolo sulla rosea, è davvero venuta meno in questi anni la cultura dello sport a Milano, sperperata in tanti piccoli rivoli. Per i soggetti privati, invece, avere una goccia di risorse per la propria società, è stato molto più importante che lottare perchè l'atletica in pista sia uno sport per tutti. Anche a questo hanno rinunciato.
Pensate: sembra che una società (se mi contattate direttamente vi dico qual'è, inutile sbandierarne il nome) non pagasse ai propri atleti nemmeno le tessere di ingresso ai campi di Milano di Milanosport (evidentemente questo era l'accorso società-atleti), tanto era sicura nella propria torre eburnea dei propri rapporti con la politica. Uno schiaffo a tutti quelli che se la sono dovuta pagare e hanno ricevuto questo trattamento dall'attuale amministrazione. Anche questo contribuisce a far capire perchè quando c'è stato da protestare, molti non sono scesi in campo e si sono schierati dall'altra parte.
Concludo: ringrazio ancora Sabrina Fraccaroli, presidente della Fidal di Milano, che dopo i fatti contestati, ha avuto il coraggio prima di partecipare alla nostra trasmissione radio. Quindi di prendere in mano la situazione all'Arena, tanto da riuscire a esiliare il calcio. Il mio ringraziamento le porterà chiaramente alcun consenso con i suoi Grandi Elettori federali (che purtroppo sono schierati tutti da una parte e non certo a favore dell'atletica), ma glielo dovevo.

17/05/11

per colpa di pochi, a Milano atletica a rischio estinzione... se perde la Moratti - stasera diretta radio

Qualcuno ci definisce i Travagli dell'Atletica, ma non ambiamo a tanto, davvero. Ieri la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un trafiletto in cui si parlava della nostra manifestazione, rimandando ad una terribile inchiesta (per i destinatari del messaggio, non certo per noi) che la rosea pubblicherà nei prossimi giorni sulla situazione degli impianti milanesi. 
Ora, più passano i giorni e più sembra incredibile la ragnatela di rapporti che si è instaurata tra l'attuale Amministrazione Comunale Milanese (in clamoroso affanno dopo le votazioni di ieri) e tutti i maggiori soggetti che gestiscono l'atletica milanese. Qualcuno dirà: i rapporti sono necessari. Certo, ma quando vanno oltre il normale rapporto funzionale tra istituzioni e i loro rappresentanti, trasformandosi in un rapporto clientelare, forse più di qualche dubbio dovrebbe assalirci. E' assolutamente incredibile come praticamente tutti i soggetti in gioco dalla parte della pars athleticae abbiano scelto di scendere direttamente in campo per sostenere la ricandidatura di Letizia Moratti, abbandonando ogni forma di distacco etico che forse sarebbe dovuto per chi si assume un ruolo "educativo", che per definizione non dovrebbe avere caratterizzazione politica. 
Pensiamoci insieme: perchè? Perchè tutti insieme hanno deciso di schierarsi pubblicamente con la Moratti?
Secondo il mio modesto avviso, per paura
Paura supportata del semplice motivo che i rapporti tra amministrazione comunale e questa atletica milanese sono arrivati ad un tale livello sinergico, che se muore l'una (il comune governato dalla Moratti) muore anche l'altra: l'atletica milanese. Che poi la morte dell'atletica si concretizzerebbe in una sola situazione: la chiusura dei rubinetti di risorse ma non all'atletica milanese (o non solo) badate bene, ma al Triunvirato di società che ormai da troppo tempo fanno il bello e il cattivo tempo in Fidal a Milano ed in Lombadia (poi ce n'è un'altra appena fuori Milano, in zona Nord, ma dei rapporti di quest'ultima ne parleremo in altre circostanze).
Mi dispiace ricordare i fatti, ma è giusto rinfrescare la memoria. 
Franco Angelotti ha criticato aspramente la manifestazione "Milano Odia l'Atletica" contro la condizione delle piste atletiche milanesi, nonostante la crudezza della verità. Da presidente della Camelot-Italgest, Consigliere Nazionale della Fidal, Vicepresidente Vicario del CONI Milano ha semplicemente difeso quello che ritengo essere un rapporto privilegiato con questa amministrazione di Milano, legato all'organizzazione della Notturna di Milano. Ipotizzo (soltanto) che per quella manifestazione Angelotti percepisca qualche sovvenzione (il logo del Comune è ben visibile sul sito della manifestazione, insieme a quello della Regione e della Provincia). Se vince Pisapia la Notturna sarà in dubbio o verrà ridimensionata?
L'Atletica Riccardi, altra società del triunvirato milanese, ha pubblicamente invitato a votare sul proprio sito (qui il link) il Sindaco Letizia Moratti, descrivendo in maniera molto chiara quali rapporti intercorrerebbero tra la società e questa Amministrazione Comunale. Poi Camelot e Riccardi sono pure fuse nel settore giovanile tra le ragazze: difficile che non sapessero l'una le mosse dell'altra. 
Ultima società, il Cus Pro Patria Milano: ebbene, ha come presidente quell'Alessandro Castelli che è anche lui Consigliere Nazionale della Fidal, è stato Presidente della Fidal Lombardia e che ci crediate o meno, si è candidato anche lui alle ultime elezioni di Milano nella lista "Progetto Milano Migliore" (qui il link ai candidati) che sostiene, guarda un pò, Letizia Moratti.
Il triunvirato di società milanesi (Camelot, Riccardi e Cus Pro Patria Milano) che partoriscono gli organi federali provinciali e regionali, contemporaneamente sono scese in campo per sostenere la Moratti, con una decisione che penso non abbia precedente alcuno. Non una società, badate bene: ben tre
Per me è paura, cos'altro? Solo questo.
A parte che a questo punto mi domando davvero chi rappresenta le problematiche dell'atletica lombarda, visto che i rappresentanti sono Angelotti, Castelli e Migliorini (che ha votato anche lui per la morte dei c.d.s. master, nonostante non dimentichiamolo). La base delle piccole società, quelle che sul serio raccolgono i ragazzi e li educano, non hanno proprio alcuna voce in capitolo e poi ci domandiamo perchè l'atletica muore...
Ma la colpa è proprio nostra e delle piccole e medie società, che quando c'è da votare per le elezioni federali, non si presenta perchè l'attuale sistema elettorale anzichè premiare il numero di tesserati, premia i risultati ai c.d.s.: quindi la casta piuttosto che il merito di chi l'educazione la porta sulle piste malandate della Lombardia gratuitamente. Scoraggiati da tutto questo, si lascia amministrare le cose da costoro, con questi risultati.

Ora, figuratevi l'apocalittico scenario se dovesse davvero vincere Pisapia a Milano dopo che questi soggetti sono scesi a spada tratta a difendere la Moratti durante le elezioni. 
Secondo voi, l'eventuale assessore allo sport di Pisapia (dovesse mai vincere), saputo tutto quello che c'è scritto qui sopra, cosa dovrebbe fare? Dovrebbe aiutare l'atletica?
Non penso che gli si possa chiedere il rispetto di aspetti etici, storici, valoriali dello sport milanese e dell'atletica in particolare, rappresentati dalla tradizione, dal blasone etc, etc... chiedendo di allargare le corde della borsa, quando questi stessi valori sono stati calpestati proprio da chi glielo chiederebbe (durante la campagna elettorale), no? 
Capite adesso perchè se perde la Moratti, muore l'atletica a Milano? Ci sono ancora dubbi?
E con questo, non è certo mia intenzione chiedere di votare per lei o per Pisapia, per salvarci in corner, ma di cominciare a pensare ad una classe dirigente presso la Fidal che davvero rappresenti le piccole e medie società e che possa dialogare "funzionalmente" e trasparente con le amministrazioni pubbliche.
  • Stasera, collegandosi al link qui sotto, diretta radio "Queenatletica" su questo argomento, con ospite l'organizzatore della manifestazione "Milano Odia l'Atletica", Omar Lonati, e la presidentessa della Fidal Milano, Sabrina Fraccaroli.
  • qui la trasmissione radio "Queenatletica" su Gamefox

13/05/11

Milano Odia L'Atletica: ma che successo la manifestazione sotto l'Arena!


Ha iniziato la Repubblica, oggi, a darne conto. Qui a fianco la foto con lo striscione pubblicato sulla pagina di Milano. Di Cosa stiamo parlando? Del camoroso successo della Manifestazione “Milano Odia l’Atletica” sostenuta dagli atleti e dai tecnici e tenutasi ieri pomeriggio a Milano davanti al simbolostuprato di questa protesta: l’Arena Civica di Milano. Un monumento ed il tempio di uno sport, l’atletica, miseramente svenduto.

Ora lasciatemelo dire di cuore: finalmente si è capito tutto. Davvero.

Si è capito cosa c’è dietro l’immobilismo delle varie Fidal locali e si è capito il silenzio delle Società milanesi più rappresentative (mancava solo un pezzo al puzzle, ma vedremo che si è sistemato tutto).

Quella che segue è la cronaca di una delle manifestazioni più riuscite della storia del movimento sportivo spontaneo: persone che non hanno altro fine che ottenere quello che gli è semplicemente dovuto, in virtù di una tessera d’ingresso, la pratica di uno sport tra i più educativi, la tradizione cittadina, cose che tutte insieme hanno fatto smuovere le montagne, hanno fatto cadere gli altarini, hanno fatto correre (figuratamente purtroppo) molte persone e molte invece le ha costrette a telefonare e telefonare.

Uno dei promotori, Omar Lonati, ragazzo d’oro, muscista alla Scala e soprattutto atleta che corre per la mia società, mi ha fatto la cronistoria di questo pomeriggio importante per l’atletica lombarda. Si spera davvero che porti un pò di consapevolezza nel resto del movimento: purtroppo le lobbies interne e il sistema di potere dell’atletica lombarda (Fidalconnection con le maggiorenti società lombarde) sarà molto difficile da scardinare, ma averlo stanato e messo a nudo è di per sè una grande vittoria per un manipolo di persone che chiedeva soltanto una piccola cosa: poter correre in quei pochi luoghi destinati  da sempre all'atletica in città perchè di fatto questa Città ce li aveva tutti negati. 
Solo ed escluivamente questo.

Che a mettersi di mezzo a questa condizione fondamentele per praticare uno sport sia stato CHI questo avrebbe dovuto difenderlo, è un'aberrazione inconcepibile.

Il pomeriggio inizia con una telefonata verso le 17:25 di un fiduciario tecnico della Fidal al nostro Savonarola d’occasione, Omar. Il senso della telefonata? Che l’assessore allo Sport di Milano, Rizzi, sarebbe andato su tutte le furie per quanto sarebbe accaduto da lì a poco sotto i lastroni di granito della ultracentenaria Arena Civica.

Per nulla intimoriti, alle 17:30 i manifestanti srotolano il manifesto di 10 metri: “Milano odia l’atletica”. Posso attribuirmi la paternità del motto? 

Come per magia, passano 5 minuti e si materializzano i giornalisti di Repubblica e della Gazzetta dello Sport proprio nel momento in cui il famoso assessore contattata telefonicamente il nostro paladino. Giù parole grosse, nel solco del lei non sa chi sono io... si doveva sfogare, evidentemente. E gli viene consentito. Poi si calma... Sapete, manca solo un giorno alle elezioni e a Milano sembra potrà esserci una battaglia voto a voto: ogni increspatura dell’ordine prestabilito, arreca fastidio. Chiaramente. 

L’assessore comunica a quel punto di aver già provveduto a far togliere le transenne che segnavano come una profonda cicatrice la pista dell’Arena e addirittura di aver esiliato il calcio dai prati del Tempio dell’Atletica. Infine, avrebbe riconsegnato gli spogliatoi all’atletica (che erano stati vietati, giustamente, per concederli ai sudati e poveri calciatori che nonostante i milioni di km quadrati di campi di calcio a Milano, non avevano trovato altro spazio per svernare, che non all'Arena).

Davvero serviva solo minacciare una manifestazione del genere per avere tutto e subito?

Nonostante tutti i tentativi fatti in precedenza e tutti i contatti tenuti, si era risuciti solo a ottenere parte della pista, perchè sembrava chiaro che la priorità fosse solo dare uno spazio prestigioso al calcio: l’atletica chi se la filava, no? Quattro gatti e pure sfigati.
Quindi l’assessore fa la preghiera finale: vi prego, non fate la manifestazione.

Per onestà intellettuale, invece, la manifestazione viene fatta, perchè arrivare all’ultimo secondo dell’ultima ora, dell’ultimo giorno per impedire di manifestare il proprio pensiero, è cosa davvero poco elegante.

A quel punto le fila dei manifestanti si rinsaldano e si nota con stupore che gli atleti di alcune società milanesi, che inizialmente avevano aderito e che trovano all’Arena il proprio campo dall’allenamento principale, non ci sono. Spariti.
Circolano le prime voci: precettati tutti dalle rispettive società. Agli atleti di queste società sarebbe  stato infatti impedito di manifestare per la salvezza delle piste a Milano. E perchè mai?

Poi capirete bene perchè. Ma l’intreccio politica-atletica milanese comincia a delinearsi sullo sfondo.

Intanto c’è una prima reazione “istituzionale”: i custodi dell’Arena, prima volta ab urbe condita, controllano le tessere degli atleti all’ingresso della struttura. Giusto! Saremo mica proprio noi a dire che la legalità non debba essere fatta rispettare!? È singolare che succeda proprio in quel momento: comunque la si voglia vedere una reazione a quanto sta accadendo lì davanti, a pochi metri dall’ingresso dell’Arena.

Quindi ecco la prima intervista televisiva su Odeon Tv: i ragazzini manifestanti, bontà loro, schiamazzano gioiosamente alle spalle di Omar Lonati mentre rilascia l’intervista alla Tv e ai diversi giornali. E tutti gli atleti che passano, si producono in una sorta di staffetta per mantenere il sit-in vivo, e poter distribuire a tutti i passanti l’articolo delCorriere della Sera comparso qualche giorno fa che descriveva lo stato delle cose e che seguiva quello da me scritto su Queenatletica il giorno prima.

Si manifesta a quel punto (sono gli le 18:30) Franco Angelotti, presidente della Italgest, vice presidente Vicario del CONI Milano, Consigliere Nazionale della Fidal, organizzatore della Notturna di Milano. Il più infuriato di tutti e che ne ha per tutti, stando al racconto pervenutomi. Ebbene, anche lui viene fatto sfuriare poi viene soverchiato dalla potenza delle argomentazioni dei manifestanti.

Nonostante i titoli altisonanti vantati, il pluripotenziale, ancora così mi viene raccontato, non riesce a trovare una-sola-giustificazione-una alla situazione delle piste a Milano. Ma ad Angelotti non interesserà che i suoi atleti si allenino, mi vien fatto dipensare? E non gli interesseranno neppure gli altri atleti lombardi? E come faranno questi atleti (i suoi e quelli lombardi) ad andare forte se non possono allenarsi? Cosa ci sarà sotto?
E poi vien da chiedermi: ma con il ruolo apicale in seno al CONI e alla Fidal Nazionale possibile che se ne sia infischiato completamente delle piste a Milano? Ma la cosa che mi stupisce è quel ruolo di Consigliere Nazionale (tra l’altro sembrerebbe uno dei più vicini ad Arese) che, se fossi stato io, mi avrebbero spnto ad incatenarmi al pulvinare dell'Arena per chiedere il rispetto dei nostri spazi.
O gli interessa solo il meeting della “Notturna” quale unica manifestazione del fatto che a Milano l’atletica sia viva? 

Ora, nella mia assoluta ingenuità, vi fornisco questi fatti a me noti. Poi ognuno si faccia la propria idea e cerchi di capire quello che può essere successo.
  1. Il sistema elettorale degli organi di Fidal Milano e Fidal Lombardia (come tutte le Fidal in Italia) si basa su un sistema basato sul “censo” e non sul numero di tesserati. Chi ha più punti nelle classifiche dei campionati di società, ha più voti. Chi non ha soldi per viaggiare ma tanti atleti, non conta nulla (quelli che per intenderci non fanno morire l’atletica, perchè capillarmente vanno a prendere gli atleti nelle scuole, negli oratori, rubandoli ad altri sport). Chi ha tanti soldi e si compra gli atleti per concorrere ai c.d.s., conta mediamente 10 volte di più.
  2. Con questo sistema si verifica che pochissime società (le più rappresentative) di fatto occupino tutto ciò che c’è da occupare nei ruoli “pubblici” della Fidal. Di fatto presidenti e i consiglieri li eleggono quasi interamente loro. E così succede.
  3. A Milano è inutile sottolineare quali siano le società note che gestiscono tutto.
  4. Franco Angelotti, presidente della Italgest, con il suo intervento sgraziato durante la manifestazione, ha manifestato come la sua società, la Italgest, l'ente di cui è vicepresidente, il CONI Milano, la Fidal Nazionale, di cui è Consigliere, gli eletti grazie al suo peso in voti presso la Fidal Milano e Fidal Lombardia, fossero tutti contrari a che si tenesse la manifestazione, esplicitamente contrastando l’idea dei manifestanti, che era semplicemente lamentarsi dell'assenza di piste d’atletica a Milano. Per Angelotti a Milano l’atletica è evidentemente zeppa di piste, altrimenti non avrebbe mosso dito. Prendiamone atto.
  5. L’Atletica Riccardi ha prodotto un comunicato sul proprio sito (qui il link) in cui invita tutti a votare un determinato candidato alle elezioni di domani. Che è poi espressione dell’assessore allo Sport. Ognuno chiaramente fa ciò che vuole, non ci piove. 
  6. Il Presidente della Fidal Milano si è candidato in una lista che sostiene la stessa parte politica. Non solo: oggi è apparso sul sito della Fidal Lombardia (qui il link) una dura presa di posizione della Federazione cittadina, in cui si accusano i manifestanti di attività "pre-elettorale", quando tutta il comunicato trasuda parole di lode per l'attuale Amministrazione comunale. Ma da quale pulpito? Vi invito davvero a leggerlo e farvi l'idea di chi sta facendo politica...
  7. La Fidal Lombardia è come sempre assolutamente assente, priva di idee: e che idee potrebbero mai avere? Basti pensare che vi possono partecipare i Consiglieri Nazionali, di cui alcuni sono personaggi già noti. Anch’essa è specchio della politica atletica locale. 30 anni in cui nemmeno le persone sono cambiate, come se fossero cariche a vita. I pochi componenti che sono cambiati, hanno visto subito di appiattirsi alla politica generale di noia, grigiore, estrema burocratizzazione (salvo solo gli amministrativi e l’addetto stampa). Non è chiaramente nel loro stile favorire l’atletica lombarda, ma proseguire lo status quo ante, senza dar fastidio a nessuno.
  8. Molti ragazzi che sarebbero dovuti essere presenti alla manifestazione, non si sono presentati assicurando di essere stati minacciati dalla propria società (alcune di quelle di cui sopra) di non partecipare.

Ora, mettete i dati di cui sopra in una lavatrice, centrifugateli e al termine del programma, aprite l’oblò. Fatto questo, rispondete a questa domanda, lecita, ritengo:

chi di tutti i soggetti di cui qui sopra, potrà mai ribellarsi se domani qualcuno a Palazzo Marino si svegliasse e decidesse di piazzare in mezzo all’Arena una pista di snowboard in mezzo al campo, di fare esibizioni per i cavalli dei carabinieri, di organizzarci un oratorio estivo, di regalarlo agli scapoli e agli ammogliati per la loro partita di fine anno, di usarla per concerti (sulla pista costata soldi dei contribuenti), di organizzarci gli allenamenti del calcio a 5, di privarne l'uso per mesi senza apparente senso?

O cavolo, l’hanno già fatto...