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16/09/13

Orvieto '13: gli M45

La categoria sicuramente più pirotecnica dell'intero circus master, anche perchè tra le più affollate del panorama over-35. Categoria caratterizzata da moltissimi dualismi, che in determinate specialità divengono vere e proprie guerre puniche dato l'affollamento al vertice. Anzi, qualcuno che oggi non arriva al podio, fino a 4/5 anni avrebbe addirittura vinto... adesso si deve accontentare di fare il gregario di lusso a veri e propri fenomeni di longevità. E iniziamo con la sfida delle sfide, ovvero Alfonso De Feo vs Mauro Graziano. Sui 100, dopo le batterie più o meno rilassate, scontro stellare che finisce spalla-a-spalla: 11"05 (leggermente ventoso) per entrambi! Sarà il photofinish a discriminare i due a favore del materano, che intascherà anche il suo primo titolo della storia sui 100 dei 9 individuali vinti. Proprio nel tuffo finale, avviene però il fattaccio: Graziano deflagra a terra e si spatascia la fiancata destra. Inutilizzabile per i 200, dove avrebbe fatto vedere i sorci verdi ad Alfonso, visti i tempi clamorosi corsi tutto l'anno: sfidone mancato. Niente male comunque: De Feo piazza la doppietta con un 22"89 corso con 1,3 di vento contro, vincendo quel titolo che ad Ancona, proprio quest'anno, gli era stato negato per un'invasione di corsia. Nei 400 vince il suo primo titolo individuale di sempre Pierluigi Acciaccaferri, con 53"32, di 13 centesimi su quel Sergio Ruggieri che sugli 800 farà il suo capolavoro.

Sergio Ruggieri infatti, sul doppio giro, mette giù la gara a brutto muso, alla Rudisha: chi ha le palle mi segua! Passaggio in 58"8, e poi record italiano che traballa paurosamente: 1'59"35 contro l'1'59"22 di Giuseppe Romeo del 2008. A proposito: lo stesso Ruggieri, solo una settimana dopo, riuscirà a sfondare il record e il muro dell'1'59": 1'58"93 a Roma. Dietro di lui si difende come può un coriaceo Francesco D'Agostino, quest'anno primatista al coperto, e che nulla avrebbe potuto per arginare lo strapotere di Ruggieri in quel giorno. D'Agostino che arriverà secondo anche sui 1500, superato dal compagno di società di Ruggieri, Fabio Solito, che si guadagna anche lui il suo primo alloro nazionale con 4'14"87. Nei 5000 Adriano Pinamonti mette la doppietta nel 2013 su 5000 e 10000 (il secondo è il titolo vinto a Gorizia), correndo in 15'49"86. 11 i titoli italiani master in carriera. 3000 siepi a Giuseppe Miglietti con l'ottimo tempo di 10'28"52 e anche per lui noviziato tra i titolati master. Il suo è il secondo tempo di sempre tra gli M45 per vincere un titolo italiano nella specialità.

Si passa agli ostacoli, dove troviamo la doppietta di Raffaello Baitelli: 110hs in 17"29 e 400hs in 1'03"44, e così il suo score sale a 4 scudetti italiani, comprensivi di un 4hs del 2011 e al decathlon del 2012.

Il salto in alto è di Cesare Utile, con 1,72, ma che a 1,66 stava perdendo la gara nei confronti di Giuseppe Altamura. Altamura la misura la centra alla prima, Utile alla... terza. Sarà a 1,69 che finirà la gara e dove uscirà Altamura (e passata alla seconda da Cesare). Primo titolo per lui. Alessandro Guazzaloca è invece il vincitore del salto triplo con l'ottimo 13,43 (ventoso) e con oltre un metro di vantaggio sul secondo classificato. 3° titolo italiano per Alessandro. Il solitario Giancarlo Marotta vince l'asta con 2,80 (primo alloro tricolore), ma sarà poi nel lungo che avverrà l'imponderabile. Massimiliano Rizzieri infatti dopo un 6,26 ventoso, al terzo salto plana a 6,62 con 1,2 di vento: nuovo clamoroso record italiano di categoria, da un protagonista che, almeno personalmente, non mi aspettavo. Sorpresa anche perchè si tratta del suo primo titolo italiano: il data base parla di altri due titoli vinti da un Rizzieri nel lungo, ma siamo a metà degli anni '80. Rizzieri è del '68, quindi primo anno di categoria. Gli scarni dati del database della Fidal, invece, parlano di un'attività agonistica cominciata (o ricominciata) nel 2012 con un solo 200 e un solo 400. Poi un 5,74 nella prima gara di lungo a Borgaretto due settimane prima di Orvieto, e quindi l'esplosione agli italiani master, sua seconda gara del 2013 nella specialità. Giusto per completezza dei risultati, Michele Ticò all'ultimo salto degli italiani, arriverà a 5 centimetri del neo-record, insabbiandosi a 6,57 (anche se ventoso stavolta). Questa la cronologia recente del record:

  • 6,49 (np) - Davoglio Delfino - Verona, 19/06/1983
  • 6,54 (0,6) - Menotti Franco - Gorizia, 17/09/2006
  • 6,62 (1,2) - Rizzieri Massimiliano - Orvieto, 29/06/2013
Nel peso, gara a sportellate tra Emanuele Tortorici (poi vincitore) e Nicola Piga. Al primo lancio Piga davanti 11,12 a 10,97. Al secondo allungano entrambi, ma Piga ancora avanti: 11,45 a 11,37. Piga aumenta al terzo, 11,59, col nullo di Tortorici. Al 4° sorpasso: Tortorici fucila l'11,69, col nullo di Piga, che al 5° risponde con 11,62. Ultimi lanci con le polveri bagnate... e Tortorici campione per 7 centimetri. 8° titolo italiano per Tortorici, il secondo consecutivo nel peso M45. Piga invece si accontenta anche nel disco del secondo rango, battuto stavolta da Lorenzo Garganese: 37,01 a 34,59. Il giavellotto si fregia della firma di Federico Battistutta: 51,58 con oltre 10 metri di vantaggio sul secondo, il castenedolose Lonati. titolo italiano master. Francesco De Santis ci mette el paso doble: martello-martellone. Nel martello sembra quasi una formalità per lui: 51,59 al primo e gara in saccoccia (che strano... un centimetro di differenza col lancio del giavellotto di Battistutta). Ma De Santis entrerà nella storia con il martellone: al primo lancio bombarda a 15,02. Nuovo record italiano! Il precedente record, 14,94, apparteneva ad Antonio Maino e risaliva addirittura al 1997: 16 anni fa. Finita qui? Macchè: al secondo lancio arriva il 15,13! Nuovo record italiano, implementato di 11 centimetri. E poi l'apoteosi: 15,83 al terzo, terzo record italiano nel giro di pochi minuti. Il record europeo-mondiale appartiene all'ucraino Oleksandr Drygol con 20,79 lanciato a Lignano agli EMG del 2011: un tizio che a 46 anni riuscì a lanciare 79,42 metri di martello (si parla dell'anno scorso).

In zona marcia, alloro tricolore a Gianni Siragusa (primo titolo) con 24'50"62.

Nelle staffette, dopo il secondo titolo consecutivo nella 4x100 M45 (stranamente in solitaria, visto il grande afflusso di atleti nella categoria) dell'ASD Atletica Pistoia con 48"10 (e il secondo titolo anche dell'amico Massimo Binelli, che con Roberto Barontini ha costituito il trade union con la squadra scudettata dell'anno scorso), nella 4x400 verrà migliorato nuovamente il record italiano. Infatti la Masteratletica, migliora infatti per la terza volta in poco più di un anno il primato della staffetta del miglior, portandolo in questa circostanza a 3'37"68, 19 centesimi meno di sè stessa (con la stessa formazione) di Conegliano di aprile.

Già pubblicato

07/07/13

Sergio Ruggieri: tanto tuonò che piovve... record sugli 800 M45

I record sono fatti per essere cancellati, volenti o nolenti. Arriva sempre qualcuno, prima o poi, che fa meglio di quanto si riteneva imbattibile. Come il record degli 800 M45, che era stato fissato nel 2008 a 1'59"22 da Giuseppe Romeo a Rezzato (BS). Proprio Romeo, un mesetto fa, aveva visto bene di migliorare il record M50 della distanza, portandosi avanti su quello che sarebbe stato l'attacco finale al record della categoria precedente, gli M45, portato da Sergio Ruggieri. Che Ruggieri stesse più che in forma, poi, si era visto ai campionati italiani di Orvieto, dove con una gara alla Rudisha stile "Londra '12", aveva sfiorato di pochissimi centesimi quel record (1'59"33 o qualcosa di simile) stroncando la resistenza di atleti come Francesco D'Agostino che stanno dominando la specialità da qualche tempo. Impresa nell'impresa, quindi. A Roma, Farnesina, è successo quindi quello che ormai si riteneva essere il "ponderabile", ovvero l'abbattimento di quello stesso record da parte di Ruggieri, durante una gara "assoluta", quindi con il favore di qualche atleta più forte. Durante i campionati Regionali laziali è così uscito il primo sub-1'59" della storia su un 800 da parte di un atleta italiano over-45. 1'58"93, che tradotto in AGC fa 93,62%, cioè un 1'48"00

09/02/13

Storico: D'Agostino corre l'800 indoor più veloce di sempre per un master

Francesco D'Agostino (nella foto rapinatagli da facebook) che abita qui nel bresciano, probabilmente non lo sa, ma ha stabilito oggi pomeriggio ad Ancona una grande impresa statistica nell'impresa sportiva di cui è stato protagonista. I fatti. Verso le 18:00 di oggi pomeriggio, Francesco, classe 1966 ed M45, si getta nella mischia della 3^ batteria degli 800. In quella stessa serie finisce 6°, preceduto da atleti tra il 1990 e il 1994 (28 anni di differenza con il più giovane). Il suo crono risulta 2'01"63, precedendo tra l'altro il suo coach Stefano Avigo (2'03"22) reduce l'anno scorso da un lungo infortunio. Non dimentichiamo che anche Francesco ha avuto diversi problemi fisici l'anno scorso, tanto da esser costretto a limitare la preparazione. Quel crono, se non l'aveste ancora compreso, è il nuovo record italiano M45 degli 800 indoor, che abbassa l'annoso 2'01"91 di Fabio Biferali corso nel 2006. Ma qui arriva la chicca statistica che regalo a Francesco: il suo 800 indoor è quello con il più alto coefficiente AGC mai corso da un atleta italiano tra tutte le categorie da quando esistono le categorie master. Quindi, in senso lato, l'800 più veloce di un master italiano (naturalmente quello de facto è l'1'54"67 da M35 proprio di Stefano Avigo). Il risultato del tempo ottenuto oggi dà infatti 93,13% (ovvero, se parametrato, un 1'48"57), che è superiore al 93,09% dell'800 di Konrad Geiser (2'12"37) ottenuto da M55 nel 2004. Si pensi che i record italiani sopra il 90% nelle 12 categorie del masterismo italiano, sono solo 5. Insomma, che dire? Un'impresa nell'impresa. 

08/04/11

a Milano 7 record italiani master in un giorno tra miglio e 150 - 100 record nazionali in 4 mesi

Foto D'agostino e Gnoato
Giornata incredibilmente ricca di record italiani master quella di sabato scorso all'Arena Civica di Milano, durante l'Ambrosiana-Day, valido anche come 21° Miglio Ambrosiano. Proprio tra il miglio e le gare di contorno si è assistito ad una messe di record che ha portato il totale annuale a 100 giusti-giusti. L'anno scorso, alla stessa data, si era fermi a 57. Da cosa sarà data questa impennata qualitativa del mondo master? Giornata assolata, calda e l'atmosfera magica dell'Arena (a proposito, dopo la chiusura del XXV aprile era circolata la voce che chiudessero pure l'Old Trafford dell'atletica nazionale, per rifare l'impianto elettrico: in pratica Milano sarebbe rimasta senza opportunità per allenarsi) hanno contribuito a portare a 5 record nel miglio e 2 nei 150, gara inserita a corollario del miglio. Il miglior risultato tecnico di giornata l'ha piazzato Francesco D'Agostino che ad una sola settimana dal record sui 1000 nella categoria M45 di Chiari (era il 27), ha ottenuto anche quello sul miglio con 4'38"38, ben sei secondo in meno rispetto al tempo di Giovanni Ferrari che nel 2005 a Rodengo (BS) correva in 4'44"5. Grandissima prestazione anche del secondo arrivato, Franco Gnoato, con 4'39"24 anch'esso nettamente sotto il precedente record. Oltre 4 i secondi in meno nel record M65 di Aldo Michelon: Ennio Bodei sempre a Rodengo ma nel 2009 era riuscito a correre in 5'59"8, mentre il profeta in patria Michelon (corre per l'Ambrosiana) è riuscito a terminare i poco più di 1600 metri in 5'55"22. Terzo record per Pietro Ferrari (del Road Runners di Milano) nella categoria M75. Prestigioso perchè cancella dalla lista dei record niente-popò-di-meno-che Sergio Agnoli, che sta al mondo master come uno dei migliori mezzofondisti italiani over-35 e sicuramente uno dei più titolati. 7'01"98 il tempo del milanese, mentre Agnoli nel 2004 aveva corso l'allora record in 7'04"5. L'ultimo record maschile sul miglio, è infine quello di Antonio Salvadori, categoria M80, che è stato il primo di questa età a correre la distanza almeno fino a che sono state reperibili le graduatorie. 10'34"60 il nuovo record. 
Unico record sul miglio femminile l'ha stabilito Annamaria Vaghi, F60, che il precedente record l'ha letteralmente mandato in orbita: 48 secondi in meno!! Come il miglioramento su una maratona, non certo un miglio. 6'32"66 contro il 7'20"70 di Gianna Vaccari nel 2008. Come è facile dedurre, prima donna over-60 a scendere sotto i 7' nella storia atletica italiana.
In fine due record sui 150: Rosanna Franchi, F65, è stata la prima atleta italiana di questa categoria a cimentarsi nella specialità, quindi record in cassaforte col solo fatto di arrivare: 29"66, con 1,4 di vento contro. Secondo record per Aldo Cambiaghi (anche lui profetico in patria... altro Ambrosiano), che ha migliorato il suo stesso record M70 con 21"84: l'anno scorso aveva corso in 22"14

28/03/11

Prima gara all'aperto e subito 3 record italiani Master sui 1000: è successo a Chiari

D'Agostino (in secondo piano) con Morandi a Gand
A Chiari, nella bassa bresciana, inizia presto la stagione all'aperto. Non siamo al sud dove le temperature sono già da Primavere inoltrata: qui se il sole è coperto si sente ancora freschino. Ebbene, dopo sole due settimane dal termine dei campionati Europei Indoor in Belgio, alcuni dei master protagonisti a Gand sono tornati subiti in pista e sfruttando il momento di forma magico, ci hanno piazzato subito alcuni record italiani. Questo grazie alle possibilità di disputare gare spurie, canonico approccio alla stagione outdoor. Il primo protagonista è Francesco D'Agostino, autore di un pregevole 2'40"61 sui 1000, che abbassa il precedente record di Luigi Ferrari che era stato fissato a 2'43"80 a Scandiano (RE) nel 2008 (tempo che è superiore a quello M50 detenuto dallo stesso Ferrari di 2'43"15). Primo record italiano per D'Agostino, che a Gand era riuscito a conquistare non più di 10 giorni fa la medaglia di bronzo. Il secondo record italiano porta il nome di Dario Rappo, sempre nei 1000 metri. 3'03"43 per il Campione d'Europa dei 3000, che toglie 3" esatti al suo  stesso record di 6 mesi fa a Mestre (3'06"44). Questo è il quarto record italiano detenuto da Rappo, insieme agli 800 M60 sia indoor che outdoor, e al miglio M60. Dominatore di tutte le specialità dagli 800 al 1500. Infine registro un terzo record sempre sui 1000 ma M55 e sempre migliorato dallo stesso detentore: Rinaldo Gadaldi. Ad un anno esatto di distanza, sulla stessa pista, il portacolori della Virtus Castenedolo è sceso sotto i 3': 2'59"50 contro i 3'00"29 del precedente record. Miglior inizio per il mondo master non ci poteva essere.

10/03/11

Italiani Indoor Master: sorpresa Graziano sui 200 - doppiette dei bresciani D'Agostino e Federici

Enrico Saraceni guida i 400
Spazio ora agli M45. Nello sprint breve domina come sempre Mario Longo: 7"05 e 6° titolo della carriera sui 60, il 3° consecutivo. Un impero, il suo. Ma se Mario ormai non fa più notizia in quanto a qualità delle prestazioni, desta subito una certa impressione Mauro Graziano, secondo in 7"26. E' veloce il piemontese, e andrà alla sfida sui 200 con Saraceni con una velocità di crociera notevole. Enrico Saraceni sarà infatti in sesta corsia, mentre Graziano in 5^. Saraceni parte davvero "controllato", tant'è che Mauro alla fine della prima curva l'ha già raggiunto. Saraceni reagisce e rimane affiancato a Graziano fino praticamente all'ultimo centimetro, salvo un breve vantaggio guadagnato all'uscita della seconda curva che non verrà più recuperato. Un solo centesimo di distacco tra i due (23"66 a 23"67), ma primo titolo italiano indoor per Graziano, che aveva vinto un solo altro titolo nazionale all'aperto, a Milano nel 2007. Del resto deve essere un inferno avere come avversari nel navigare tra le categorie personaggi come Longo, Saraceni, Scarponi, Chiapperini... Naturalmente sui 400 Enrico Saraceni ha messo il suo ennesimo sigillo: il decimo indoor, il quarto sui 400 e senza alcuna apparente fatica. 53"34 e gli avversari tutti oltre il secondo di distacco. Ora, probabilmente da qualche parte potrei anche estrapolare da quando continua l'imbattibilità sui 400 a livello master, ma siamo probabilmente ben oltre ai numeri di Edwin Moses. Sarebbe stato interessante vedere la sfida con Francesco D'Agostino, che l'anno scorso arrivò sino a 52"28 e che invece si è dedicato con profitto all'accoppiata 800-1500. Netta la vittoria infatti del bresciano sugli 800: 2'05"89, davanti a Mariano Morandi e Alessandro Tifi. Più sudata la vittoria sui 1500 in cui un tenace Franco Gnoato ha praticamente ha portato in carrozza D'Agostino fino ai 1490 metri, con un ritmo indiavolato, per poi essere bruciato dall'arma micidiale del portacolori della Virtus Castenedolo. 4'16"46 a 4'17"43. Due titoli che si assommano ai due precedenti a livello indoor: 4 titoli nazionale totali. Adriano Pinamonti si intasca il titolo sui 3000 in un finale serrato con Manfred Premstaller in una sfida tutta trentina: 9'09"89 e 9'10"56. Primo titolo indoor per Pinamonti. Nei 60hs vittoria a sorpresa per Antonio D'Errico (8"97), che vince il secondo titolo indoor a distanza di 11 anni dal primo. Correva l'anno 2000 quando il campano riusciva ad indossare la maglietta tricolore nel triplo M35. Nel salto in alto sta tornando il Signore delle asticelle, Marco Segatel. Nove titoli indoor in 11 anni, compreso quello di quest'anno con 1,84. L'anno prossimo potrebbe essere davvero interessante assistere alle sfide tra lo stesso Segatel, Emmanuel Manfredini e Marco Mastrolorenzi. Nei salti in estensione doppia il titolo Giorgio Federici: nel triplo uno stuolo di competitors, ma alla fine il balzo vincente sarà il suo quinto 12,73 anche se per alcuni salti in testa si era issato Fabio Nicola, che terminerà secondo con 12,58. Nel lungo la sfida con Michele Ticò. Al secondo balzo Ticò prende la testa con 6,39 (il record italiano stabilito da Federici non meno di 10 giorni prima è fissato a 6,43). Federici risponde solo al 4°: 6,40, un solo centimetro in più e titolo. Per Giorgio 6 i titoli vinti al coperto, il terzo consecutivo nel lungo. Michele Ticò si rifarà poi nel salto con l'asta: 3,90 e quinto titolo indoor, e tutti proprio nel salto con l'asta. Vittoria netta di Antonio Pietrangelo nel lancio del peso (5° titolo indoor), e primo titolo nella marcia per Fabio Aina. Staffetta ad appannaggio della Daini Carate Brianza, che torna a vincere il titolo M45 dopo lo scudetto conquistato nel 2009.  

16/01/11

Record italiano Master: Barbara Martinelli cancella Elena Montini - SuperMarioLongo a Napoli sfonda il 100% AGC nei 50: record?

Barbara Martinelli - foto Atl. SVO
Le notizie in salsa master del fine settimana, sono due: un record italiano e qualcosa di molto simile, se non di più. Parto dalle cose certe, cioè il record italiano F45 degli 800 indoor di Barbara Martinelli (1965) dell'US San Vittore (in provincia di Milano), che ha scalzato dall'olimpo della specialità la comasca Elena Montini, che l'aveva stabilito nel 2009. 2'25"57 per la milanese nel meeting di Ancona contro il 2'26"12 della lariana. Nella cronologia recente dei record, le due lombarde erano precedute da Elisa Zuccari, che nel 2006 aveva corso in 2'27"78. Qui il link alla gara della Martinelli. Partenza al fulmicotone delle F45 questo 2011, la categoria che già nel corso del 2010 aveva mostrato di essere tra le più vitali tra tutti gli over-35. Ho trovato qualche cosa di interessante sulla Martinelli dal sito della sua società (l'Atletica San Vittore Olona), per la serie che la classe non è acqua: è nata il 9 dicembre 1965 e vanta sei presenze nella nazionale assoluta, con 2 coppe Europa, una partecipazione ai Giochi del Mediterraneo. Poi il record italiano nella 4x400 proprio ai giochi del Mediterraneo dove arrivò l'argento. 4 invece le presenze nella nazionale junior. E poi i titoli italiani: campionessa Italiana Junior negli 800 (1983), la 4x800 nel '86 e nel '91 con il record italiano in entrambe le circostanze. Fu seconda nei 400 indoor nel '92 con 54"11 (allora quarto tempo di sempre in Italia) e terza sempre a Torino, ma outdoor, nel 1990.
Cambiamo argomento. Il colpo da maestro l'ha messo però Mario Longo (1964), che ha piazzato a Napoli in batteria un super 6"09 sui 50, che tradotto in AGC totalizza 100,65% (il primo over-100 dell'anno in Italia), lasciando tutti sul dubbio: sarà record italiano... o europeo... o mondiale? Non esistono purtroppo statistiche in merito: speriamo che Giusy Lacava possa implementare le liste dei record anche con questa specialità indoor. Sta bene evidentemente Mario, e il tempo vale già qualche cosa vicina ai 7". Nell'overall AGC al secondo posto troviamo l'esordiente nella stagione 2011 Antonio Rossi (1950) che sempre ad Ancona, ieri, ha fermato i quarzi a 8"05, cioè solo 15 centesimi in più di Tristano Tamaro e il suo record di categoria. 96,70% che lo piazza al secondo posto nella speciale classifica avulsa AGC (che ho in possesso evidentemente solo io). Solo oggi la medesima classifica è stata implementata dal 7"21 di Paolo Chiapperini (1969) che a Rieti una settimana fa era in grado di correre sempre i 60 in 7"21, tempo notevole, probabilmente già da podio di categoria agli Euroindoor, se non ci fossero le variabili impazzite Darren Scott & Marc Donwell. Il suo AGC? 94,51%. Tra gli over-90 AGC (la soglia d'eccellenza internazionale, così come canonicamente fissato) troviamo questa settimana Paolo Mazzocconi (1964), 7"61 a Modena e 92,89% (aveva corso in 7"67 una settimana fa). Quinto totale nell'overall AGC 2011. Tra la categoria M60 anche Livio Bugiardini (1948) sopra i 92: il suo 8"50 vale 92,76%
Il miglior mezzofondista è ancora una volta Dario Rappo, 10'17"87 sui 3000 e 90,92 uno degli unici due non-velocisti sopra il 90% tra i master (l'altra è la Neviani con il suo record mondiale): il record nazionale dei 3000 invece non poteva non averlo la leggenda Luciano Acquarone con una manciata di centesimi sotto i 10'. 
A Parma, sul pistino da 160 metri, Francesco D'Agostino, neo-M45 esordisce 2'06"55 cioè 87,98%, che però è inferiore in valuta AGC rispetto al 2'09"31 di Alessandro Tifi, corso ad Ancona e che vale 88,37% (non so quando Alessandro aveva confessato il sogno di siglare un 90% AGC nella propria carriera: manca solo 1,63. Notevole anche il 9'35"94 sui 3000 di Pierangelo Avigo (1961) neo M50 (87,34%). 
Sul fronte femminile Susanna Tellini (1966) che la settimana scorsa aveva sfiorato i record di lungo e 60 F45, questa settimana si è attesta a poca distanza da essi sempre a Modena. 13 centesimi in più sui 60 e solo 7 centimetri in meno nel lungo: 8"68 e 4,81 i suoi risultati. Ottima Laura Avigo sugli 800: 2'22"85 (84,48%) nella non facile pista di Parma. 1,45 nell'alto di Rossella Zanni (1964) a 5 centimetri dal suo record (doppiato). 

23/05/10

La settimana dei master: D'Agostino e la lesa maestà al re Avigo

(una fota dell'edizione 2009 del Meeting dell'Adriatico, dal sito dell'Atletica Torrione) - Nell'ultimo fine settimana tre appuntamenti importanti nel mondo Master. Innanzi tutto il 16° Gran Premio dell'Adriatico a San Benedetto del Tronto. Ma anche la seconda prova del Grand Prix Master a Desenzano e naturalmente il meeting nazionale di Gavardo (sempre in provincia di Brescia) dove alcuni over-35 di primo piano sulla scena nazionale si sono cimentati con alterne fortune. A San Benedetto chiaramente la maggior parte delle nostre attenzioni. Tra l'altro manifestazione purtroppo caraterizzata da una grave (secondo me) mancanza: l'anemometro. Durante il meeting sono stati infatti migliorati due record italiani per i quali è necessario il dato del vento (lungo F50 da parte di Graziella Santini e 200Hs M55 di Renzo Capecchi). Peccato, ma magari da qualche parte questo dato è stato acquisito: incrociamo le dita. Nei lanci il dubbio invece è relativo al peso degli attrezzi, modificati dalla WMA giusto quest'anno nelle categorie apicali master. Così di fronte alle giornate di grazia della F80 Anna Flaibani (tre record da valutare, due sicuri ed uno dubbio) purtroppo manca il peso degli attrezzi utilizzati, che in un referto di una gara master è necessario come il dato del vento. Aspettiamo che l'area statische master fughi ogni nostro dubbio. Comunque un'ottima edizione come sempre del Grand Premio dell'Adriatico. Servirebbe a questo punto che tornasse Vincenzo Felicetti ad organizzare il leggendario Meeting Adidas a Milano, e saremmo tutti davvero felici. A Desenzano, che fa parte del presente report, si è poi svolta la seconda prova del Trofeo Felter, incentrata sulla sfida titanica tra gli M40 Stefano Avigo e Francesco D'Agostino, conclusa a grande sorpresa con la vittoria di quest'ultimo. E alla fine qualche tips dei risultati dei master a Gavardo.
  • Desenzano, Trofeo Felter: il 19 maggio seconda prova del Grand Prix Master bresciano (ma è open!). Mancano ancora 4 prove, c'è spazio ancora per tutti coloro che volessero ambire alla classifica finale. Stavolta a livello organizzativo qualche cosa non funziona a dovere: alcuni velocisti sono "imbrigliati" alle iscrizioni 10' prima che parta la loro gara. Ciò a causa dall'abominevole afflusso di mezzofondisti, che si stanno rivelando la vera anima del Trofeo Felter (in bene e in male, purtroppo, a discapito della velocità e dei concorsi). A questo si aggiunge (come al solito) la mancanza di cultura sportiva di qualche giudice: pensate, in presenza di persone che vegetavano in ottava corsia, completamente disperse a sè stesse e prive loro stesse di rispetto sportivo, uno di questi avrebbe consigliato ad un atleta di correre lo stesso senza preoccupazione alcuna di sanare la problematica! Voi correreste una gara di velocità con alcune persone sedute nella vostra corsia? Io no. Comunque sia, la notizia di giornata è la sconfitta di Stefano Avigo (1970) da parte del suo allievo Francesco D'Agostino (1966) sugli 800: la gara la fa Ugo Piccioli (1969), alla sua seconda gara dal ritorno agonistico (la prima era coincisa con i Campionati Italiani Indoor, bronzo). Ora, probabilmente in questo momento le caratteristiche di D'Agostino e Avigo sono antitetiche: uno (Stefano) è un mostro di regolarità, che soffre i cambi repentini (sarà per questo che a livello indoor lo vediamo impegnato soprattutto sui 1500?) e che comunque resiste a ritmi elevati, imponendosi quando le variazioni di velocità sono ad intensità già "spinte". D'Agostino è invece il mago delle variazioni di ritmo, dove in pochissimi metri riesce a cambiare velocità riuscendola a mantenere per diversi metri. Riflettevo su un altro particolare: sabato scorso Stefano Avigo a Piacenza si è cimentato in un miglio in pista: ha lasciato "scappare" Edo Fontana (uno tra i primi 5/6 in Italia sui 1500) senza seguirlo, per poi tirare una schioppettata negli ultimi 200 metri per poterlo raggiungere e superare (a costo di un'immane fatica). Che stia cercando di migliorare questa skill? A Desenzano, Piccioli passa in 1'02", poi inizia la bagarre tra i due super-atleti che vince D'Agostino in 2'03"34 (89,44%) contro il 2'04"58 (85,39%) di Avigo. Bravo Ugo Piccioli con 2'06"12 (85,11%). Prima sconfitta di Avigo da parte di D'Agostino? Vedremo a Roma cosa succederà. Segnalo che nella medesima prova del Felter si è rivista in pista Barbara Ferrarini, impegnata sui 200, che ha concluso in 28"52 (82,22%). L'ho rivista a Gavardo, e l'ho trovata in forma (anche se ha un piccolo problema al bicipite femorale). Negli 800 femminili si impone Laura Avigo (1967) in 2'26"54 (81,62%) in una gara dominata dal primo all'ultimo metro. Gran tempo anche negli 800 M45 da parte di Ivano Pellegrini (1965) con 2'06"68 (87,89%) che ha nettamente imposto il suo ritmo nella propria serie, distanziando Mariano Morandi e l'M50 Carlo Vismara (1959, 2'12"96 e 88,20%). 88,42% con 2'18"28 per Rinaldo Gadaldi (1954) che quest'anno sta mostrando una forma strepitosa. Nei 3000 metri al femminile miglior risultato avulso quello di Maria Polina (1959) che fermando i cronometri a 11'22"1 ottiene 87,32%. Al maschile conferma il suo ottimo stato di forma il terzo dei fratelli Avigo, Pierangelo, che vince tra gli M45 in 9'21"93 che equivale 88,81%. Nel salto in alto 1,39 da Parte di Maria Grazia Passigato (81,76%).
  • A San Benedetto del Tronto, tradizionale appuntamento con quello che giusto un paio di giorni fa definivo uno (se non il primo) meeting Nazionale Master italiano. Voci giuntemi direttamente dal posto hanno parlato di un vento teso contrario che ha inficiato soprattutto le gare di velocità. Purtroppo il referto dei risultati non mostra l'anno di nascita dei concorrenti, di conseguenza mi risulta difficile effettuare il calcolo AGC. Lo stesso referto non mostra il dato del vento: possibile che non ci fosse l'anemometro?? Vediamo comunque i risultati più interessanti specialità-per-specialità. Salto in Alto: tra le F50 Giuseppina Grassi si avvicina molto al suo record nazionale di 1,44, saltando 1,40. Giulia Perugini (F70) rischia di pareggiare per la 4^ volta il proprio record di categoria di 1,08, saltando 1,05. Nel martello: Record italiano di Anna Flaibani (F80) con 17,19. Non si conosce il peso dell'attrezzo, ma sarebbe in ogni caso record italiano, sia con i 2 kg che con i 3 kg, visto che al momento i record sono fissati a 11,75 (Nives Fozzer col 2 e 16,88 col 3 della stessa Flaibani). 32,77 della F65 Brunella Del Giudice. Nei 100 femminili, 13"79 della F45 Annalisa Gambelli, che non è affatto male visto che il record è fissato a 13"40 (Marinella Signori). Ancora grande prestazione di Umbertina Contini (F60) 15"12 (ma un paio di settimane fa aveva corso in 14"70), questo a dimostrazione del forte vento contrario che imperversava in riva all'Adriatico. Tale risultato sarebbe comunque il secondo tempo di sempre tra le F60, visto che con 15"17 ad inizio stagione (all'aperto) la Contini aveva pareggiato il record nazionale. La grande sfida tra gli M40 l'ha vinta abbastanza nettamente Max Scarponi (11"33) contro l'11"50 di Paolo Chiapperini. Lo stesso vento (contrario) ha bloccato Marco Morigi nella sua ricerca alla storia dei 100 M50: 11"96 (contro l'11"74 di inizio maggio e il record scolpito da Salvino Tortu a 11"68). Antonio Rossi (M60) corre in 12"77 (contro il 12"54 della settimana scorsa). Nei 400 F45 Giuseppina Perlino all'esordio stagionale nella distanza stabilisce 1'03"77 (la Montini l'anno scorso correva in 1'01"50 il record di categoria). Nelle F50 Anna Pagnotta ferma i cronometri a 1'05"98 (il suo record di categoria fu stabilito a Lubiana in 1'04"00). Emma Mazzenga (F75) non arriva nemmeno tanto lontana dal suo record mondiale: 1'25"77 vs 1'23"20. Tra gli uomini, continua a migliorare Max Poeta (M35): 51"66. Segnalo anche il 53"46 di Luigi Luccioli alle sue spalle, che dopo quello che ha passato mi sembra un record mondiale e un attestato d'amore alla vita e a questo sport. E anche il nostro amico Michele Minelli, che scende sotto i 54": 53"89. Ottimo 55"53 di Alessandro Tifi (M45, altro forumista Webatletica). Nel disco, sfortunata Rosanna Grufi (F55): 28,31 contro il 28,42 dal suo stesso record nazionale. Brunella Del Giudice (F65), 22,51 contro il 25,92 (anche qui) del proprio record italico. Tra M50 spunta il nome di Giampaolo Cretoni, che scaglia il disco a 48,30 (il record non può che essere di Carmelo Rado, 54,92). Nel peso Paola Melotti (F50) lancia 10,48 (12,00 il record). 8,13 di Brunella Del Giudice (contro il RI di 9,10), e 5,97 della F80 Anna Flaibani (anche qui, col 2 o col 3?). Se fosse stato fatto col 3 ci troveremmo di fronte ad un nuovo record italiano (ma con un miglioramento di 60 centimetri, cioè un 10% in più della precedente prestazione... sarebbe un miglioramento notevole). Sono più propenso a credere che il lancio sia stato ottenuto con il 2 kg. Nei 200 F40 buon tempo di Daniela Parenti, 28"70. Si avvicina al suo fresco record di 30"95 la F60 Umbertina Contini: 31"30. Tra gli uomini, negli M40 Max Scarponi si impone ancora una volta su Paolo Chiapperini: 23"19 e 23"84. Marco Morigi (M50) 24"38, mentre nella gara degli M55 vinta da Giovanni Basile, segnalo il posto d'onore per Il Duca, 27"09 e record provinciale master di Brescia. Negli M60 Antonio Rossi 26"26. Nei 200hs cade di sicuro un record italiano: l'M55 Renzo Capecchi, dell'Alma Juventus Fano, ottiene infatti 30"94 abbattendo la barriera dei 31" e soprattutto il record di Claudio Rapaccioni (31"13). Il tutto "viziato" dal dato sul vento, tremenda ed inaccettabile mancanza. I soliti testimoni oculari dicono che comunque il vento era contrario... e di non poco, ma questo non toglie la mancanza dell'oggettività sul risultato. Aspetto le retifiche della Fidal. Negli 800 F35, segnalo la seconda vittoria in due giorni della nostra amica Sonia Marongiu (che doppia i 1500). Emma Mazzenga non arriva molto vicina al suo record mondiale (3'31"64). Tra gli uomini segnalo il 2'16"58 di Vincenzo Andreoli, ma anche il 2'23"69 di Averardo Dragoni, probabilmente un valido avversario per Dario Rappo. Attenzione dal salto in lungo! La F50 Graziella Santini ha saltato 4,65 con un record italiano appartenente a Giuseppina Grassi fermo a 4,52. L'assenza del dato relativo al vento (ma è logico pensare che i lunghisti abbiano utilizzato la pedana a favore di vento, e il vento ho segnalato essere abbastanza abbondante), mette un piccolo dubbio sulla prestazione. Anche qui resteremo a vedere ciò che scriverà Giusy Lacava. Nel martellone record italiano (di sicuro) da parte ancora una volta di Anna Flaibani: 7,93. Con il 4 kg o con il 5,45 kg, non importa: con il 4 il record di Nives Fozzer è 6,35 mentre con il 5,45 è 6,90. In entrambi i casi la misura è stata superata.
  • A Gavardo, meeting nazionale assoluto, si sono visti all'opera diversi master. 13"36 per Susanna Tellini (1966) nei 100 metri (86,05%). Nella gara maschile torna a correre dopo i problemi fisici degli ultimi tempi, Marco Ceriani (1965) 11"79 (90,06%), mentre il nostro metereologo ufficiale Marco Giacomantonio (1969) ha corso in 11"75 (87,89%) in costante lento miglioramento. Si segnala anche il 12"79 di Giovanni Mocchi (1953) cioè 89,77%. Brava Gigliola Giorgi (1968) sui 400: 1'02"92 (85,19%). Laura Avigo (1967) si produce in una gara convincente sugli 800: 2'22"17, cioè 84,13% vincendo la seconda serie del meeting nazionale. Ancora una ottima gara di Francesco D'Agostino, stavolta sui 1500: 4'17"29 e 88,62%. 4'21"41 di Mariano Morandi (1965) e 88,08%. Grandissima Silvia Casella sui 3000: 9'25"74 per un controvalore di 91,40% (probabilmente il miglior risultato master al femminile di giornata). Davide Bressan (1975) 4,80 di asta.

01/05/10

10 record italiani master spurii.

(una serie delle 100 yards a Chiasso, nel meeting del primo maggio) - Una pioggia di record inattesi nel fine settimana, che uniti a quelli ottenuti al Meeting Liberazione di Roma, porta ad un totalone di 15. Quindici record italiani, 14 non-olimpici e uno di stampo "olimpico", quindi con uno spessore superiore. Copertina del fine settimana quindi a Umbertina Contini, classe 1950, che ha pareggiato alla sua prima uscita il record del 100 F60 con 15"17 a Padova. Sugli scudi altre due donne: Patrizia Spuri, che ha migliorato due volte il record dei 500 F35, prima a Roma e poi a Latina, e Giuseppina Perlino, con due record su 150 e 300 F45 a Chiasso. Restando in terra svizzera, Averardo Dragoni migliora il record dei 600 M60 (8" in meno!), e Giuseppe Poli, M35, a 2'30"04 nei 1000 a Latina. Enrico Saraceni non manca il timbro al suo 15° record italiano master, mentre il vento di Chiari non favorisce molte prestazioni-record. Breve cenni anche alla riunione del citato Meeting Liberazione all'Acquacetosa: dovrebbero essere caduti ben 7 record italiani master, tutti nelle neo-prove spurie gentilmente concesseci da Giusy Lacava. Segue un breve racconto dei migliori risulati degli over-35 in giro per l'Italia, tappa per tappa (di quelle che ho trovato).
  • uno degli appuntamenti più attesi è stato sicuramente il meeting di Latina: peccato per il tempo, che un pò su tutto lo stivale ha flagellato le piste e le pedane. Nonostante questo 3 record italiani infranti, tutti nelle specialità non-olimpiche. Il totale fa 15 record italiani in una sola settimana di masterismo estremo: le specialità spurie hanno dato davvero molto brio a questo inzio di stagione. Mi soffermerei innanzi tutto sul record sui 1000 di Giuseppe Poli (1974) perchè davvero notevole: 2'30"04, che equivale a 88,48% (nemmeno tanto a ben vedere) ma che abbassa il record detenuto da un "imbattibile" in terra italiana nelle gare di mezzofondo come Gianni Bruzzi (2'33"74 nel 2006). Primo record italiano per il portacolori dell'Atletica Latina, che quest'anno ha fatto doppietta 400-800 ai campionati italiani indoor master. Poi c'è il ritorno di Patrizia Spuri (1973) che nel giro di una settimana abbassa il due volte il record dei 500: a Roma, al Meeting Liberazione (di cui parlo più avanti) corse in 1'14"11. A Latina, Patrizia abbatte la barriera dell'1'14" approndando a 1'13"84 e totalizzando 90,52%, una delle 3 atlete sopra il 90 del weekend. Terzo record nei 300 M45 da parte di Enrico Saraceni, ma su questo c'era da scommetterci a-uno. 37"69 (89,25%) in condizioni meteo pessime, ma quel che contava era probabilmente il record, il 15° tra i master per Enrico. Il precedente era il 38"0 ottenuto dall'intermittente bresciano Ranzini (al momento è in-off... che fine ha fatto dopo la medaglia di Riccione sui 200?). Tra gli altri risultati segnalo l'ottimo 36"26 di Edgardo Barcella, che gli vale 88,86%. Ma anche il 35"13 dell'ostacolista cubano M35 Aramis Diaz Martinez (1974).
  • A Chiari capita la giornata più ventosa a memoria d'uomo. Folate anche superiori ai 7 metri (Mattia Nuara, nel lungo sembra aver sfruttato un refolo da 7,2 m/s... ma senza grandi risultati, visto che non ha oltrepassato i 7 metri, lui che col vento aveva passato gli 8 un paio di anni fa). Vento mediamente tre i 4 metri e i 5 a favore: nemmeno la pista di Donnas aveva mai concesso tanto. Ma questo dipende dalle condizioni meteo: infatti solo col brutto tempo su quella pista arriva il vento a favore. Quindi, molto nuvoloso, probabilmente molto freddo, e vento a favore. Migliori risultati dal mezzofondo, con Silvia Casella (1972) ancora vincitrice di una gara a carattere regionale: 2'13"36 (85,75%). Brava anche Laura Avigo (1967): 2'21"26 e 84,67%. Rosa Anibaldi (1966) corre i 200 in 27"71 con +3,0 (85,68%). Tempone sugli 800 di Rinaldo Gadaldi (1954) che ottiene 2'17"10 piazza 89,18%. Francesco D'Agostino (1966) invece corre in 2'06"33, che gli vale 87,32 di AGC.
  • Introduco anche una gara che non si è disputata questo fine settimana, ma esattamente il 25 aprile a Roma, perchè sono successe cose decisamente interessanti. Pioggia di record, avremmo potuto intitolare quell'articolo, se solo ne avessi avuto contezza per tempo: ma i risultati, così come sto denunciando da tempo, è davvero difficile pescarli se non dopo una ricerca mirata: come più volte scritto, nessuno vuol prendere mano veramente alle statistiche GENERALI della Fidal e dagli un bel taglio unico, moderno, gestibile, rapido e di facile accesso... completo, in poche parole. Torniamo sulla pista dell'Acquacetosa: personalmente ho contato 7 nuovi record italiani spurii. Scusate il gioco di parole davvero ridicolo (dopo questa potete anche cambiare sito di riferimento), ma nei record spurii non poteva mancare la... Patrizia Spuri (1973). La compagna del triplista Fabrizio Donato ha infatti stabilito la nuova miglior prestazione italiana sui 500 F35 con 1'14"11, demolendo il precedente record appena pubblicato da Gigliola Giorgi (tornata anch'essa a ottimi livelli proprio quest'anno) di 1'19"0 risalente al 2006. La cosa curiosa è il fatto che nonostante sia la 3^ stagione da over-35, per la Spuri è il primo limite di categoria. Rimanendo sui 500, miglior prestazione F55 anche per Anna Micheletti con 1'36"73: tra indoor e outdoor è l'8° record detenuto dalla Micheletti. Nei 1000 F45, Jocelyne Farruggia stampa un gran 3'03"08 e 6° record italiano per lei, il secondo nei 1000, dopo quello tra le F40. 3 record italiani arrivano invece dai 150, sui quali c'è però il dubbio del vento che non viene riportato dal referto: Rita Del Pinto nella categoria F60 con 27"66, Ugo Sansonetti (M90) che addirittura abbassa il suo stesso record di oltre 6 decimi (29"16 vs 29"82) e probabilmente anche il 16"85 di Max Scarponi tra gli M40, che statisticamente è superiore al suo stesso 16"6 manuale, ma cronometricamente ha sicuramente il suo peso "da record". L'ultimo record del Meeting romano è stato quello dei 600 M75 corso da Vincenzo Vanda con 2'20"35.
  • Torniamo all'ultimo fine settimane: ad Alessandria il lecchese Stefano Longoni non riesce ad abbattere il suo fresco record italiano M35 sui 200hs: 25"70 e ancora una volta un bel muro di vento contro. Roberto Amerio (1965) 28"24 non avvicina il record di Frederic Peroni (27"58) anche grazie ad un notevole -3,1 di vento. Nei 1500 4° posto per Gianfranco Fiorillo (1973) che con 4'11"37 sui 1500 ottiene virtualmente un buon 84,64%. Nel peso Marco Dodoni (1972) si limita alla normale amministrazione nel lancio del peso con 17,70 e 77,79% agc.
  • A Chiasso, tappa tradizionale per i master lombardi, con il meeting d'apertura del calendario ticinese. Sugli scudi Averardo Dragoni, con il record italiano M60 dei 600, migliorato di ben 8 secondi: 1'40"38 (88,88%) contro 1'48"82 di Roberto Rossetti (ottenuto nel 2007). Peccato non ci siano i record italiani sulle 100 yards! Sui 150 si rivede Giacarlo D'Oro (M45) che corre in 17"93. Giovanni Mocchi, M55, corre in 19"45 la stessa distanza (il record di Antonio Rossi è 18"99). Altro record italiano nei 150 M70 con Aldo Cambiaghi (1940), che corre in 22"22 (-0,6) battendo il precedente listed-record di Alberto Bassi risalente al 2008. Tra le donne, copertina a Giuseppina Perlino, letteralmente scatenata su 150 e 300. E' riuscita nell'impresa di far meglio di Daniela Ferrian sui 150: 20"90 con vento praticamente nullo e nuovo record italiano, contro il recentissimo 20"95 della piemontese risalente a sole due settimane fa. Poi sui 300 addirittura un secondo in meno della miglior prestazione italiana tabellata: 45"08 vs 46"01: record italiano anche qui. Anche Denise Neumann (1971) in-palla: 3^ nelle 100yds con 12"04, ma bene anche sui 150 con 19"89 sui 150. 4^ Emanuela Baggiolini (1972) sempre sui 150 con 19"79 e altrettanto 4^ sui 300 con 41"71. Mara Cerini (1971) sfiora per la seconda volta in pochi giorni il suo record sui 600: 1'36"37 (il limite è fissato a 1'35"76).
  • Ad Orvieto torna in pista il poliziotto toscano Maurizio Checcucci, assente nella stagione indoor, che corre in 10"61 (93,93% AGC con le tabelle 2006, che sono le uniche che ho a disposizione in questo momento, prima che qualcuno riesca a tradurre quelle del 2010 in un software veloce... a proposito! Il primo maggio sono entrate ufficialmente in vigore!). Tornando a Checcucci: l'anno scorso corse in 10"26, ma la stagione è davvero appena iniziata. Tornerà sicuramente a correre sotto i 10"40. Nella seconda serie dei 100 si vede ancora Max Scarponi, che ha preso questo inizio di stagione in maniera ossessionante e ubiqua: non c'è gara nel giro di 200 km da Roma dove non si trovi un suo risultato. 11"32 e 92,50% di AGC, per un esordio davvero niente male. Un pelo meglio dei 200, dove ha corso in 23"18 e messo in carnet un 91,88%. Il "12-in-a-row" (sui 60 indoor... parlo dei titoli italiani consecutivi) Antonio Rossi totalizza 90,70% correndo in 12"90 con 1,5 di vento a favore. Attenzione a Giordano Mariani, classe '69: 11"63 (anche se con 2,7 di vento alle spalle) e 88,87%. Altra vedette over-35 della manifestazione umbra, sicuramente Elisabetta Artuso, capace di correre i 400 in 54"75. Per un attimo ho pensato al record italiano, ma quello è ben saldo negli artigli di Danielle Perpoli con 52 e spiccioli. Comunque sia per lei un fenomenale 93,01% AGC che per una F35 è davvero qualche cosa di eccezionale. Non me ne ricordo nessuno così alto negli ultimi tempi. Gran tempo anche da parte della F40 Stefania Rulli negli 800: 2'17"41 (85,69%): anche qui ho temuto per il record, che però è 3 secondi più basso. Nei 400hs maschili segnalo Aramis Diaz Martinez, classe '74: 50"84, che è già difficile ottenere in piano... dovrebbe essere di nazionalità cubana, bontà loro... Tradotto in AGC stiamo parlando di un mostruoso 96,40%, cioè un 48,53 da super-giovane. C'è da dire che quel risultato probabilmente non lo ottiene in questo momento nemmeno il miglior italiano in circolazione (assoluto). Giacomo Befani, nato nel 1970, ergo M40, ha vinto addirittura l'asta con 4,70 e 84,55% (in pratica in un meeting nazionale, 3 atleti over-35 a vincere le rispettive specialità: c'è da che riflettere). Il record italiano di categoria non è tanto lontano: 4,90 di Marco Andreini.
  • A Palmanova miglior master visto sul track&field Francesco Arduini, per la seconda volta sopra i 2 metri in poche settimane: 2,01 e 87,33%. 54,86 e 74,06% invece per l'altro poliziotto Stefano Lomater nel lancio del disco con annessa vittoria.
  • A Foggia, come pronosticato, un nuovo velocista di prima fascia: Leonardo Iorio, del 1975: 22"76 e 88,05%.
  • Rovereto: Stefano Tugnolo (1975) piazza 11"14 e 88,83% e 22"50 sui 200 (89,06%). Secondo solo a Maurizio Checcucci come over-35. Gran 400hs da parte di Roberto Crinò (1974): 56"62 e 88,56%. Nei 3000, l'M40 Giuliano Bressan (1966) corre poco oltre i 9', in 9'00"94 e 88,71%. Diego Fortuna (1968) lancia il disco a 54,16, e 74,53%: pensate che il record italiano M40 ha già 27 anni: Alessandro De Vincentiis nel 1983 a Reykjavik con 62,16. Dietro di lui il 36enne Stefano Lomater con 54,01.
  • Ai Ludi del Bò di Padova, Fausto Salvador 53"44 sui 400 con 87,02%. Ma il risultato di giornata è il 15"17 con -1,7 di vento con cui Umbertina Contini (1950, F60) ha eguagliato il record italiano di categoria, alla sua prima uscita sui 100 (presumo). Il record pareggiato è quello di Giusy Sangermano ottenuto nel 2006 a Bellinzona ma con 1,2 di vento a favore. 8° record italiano in possesso della Contini (il terzo sui 100, dopo quello manuale sugli F45, quello F55 e quello F60). Clamoroso 93,47% da parte di Nadia Dandolo (1962) ottenuto correndo 10'13"43 i 3000 (ma il suo record stabilito l'anno scorso è 10'05").
  • A Lucca (brutta giornata dal punto di vista meteo) Ferido Fornesi sfonda i 90 con 90,04% grazie ad un 12"04 non ancora all'altezza del blasone del campione europeo in carica dei 100. Domenico Furia (1960) 12"27 sempre sui 100 e 89,48%. Nei 1500 il marocchino classe 1971 Reda Benzina (un passato anche in Riccardi, mi sembra di ricordare) corre in 4'07"14 (87,89%). Rimanendo sui 1500, Angela Ceccanti (1968) corre sotto i 5' in 4'58"81 (84,03%). Si rivede anche la Fiamma Oro Luca Giovannelli (1975) sui 110hs, ma il suo tempo non sarà certo soddisfacente per lui: 14"96 (86,31%) per uno che corre a cavallo dei 14"00 non può essere motivo di vanto.
SEGUONO I MIGLIORI RISULTATI DEL FINE SETTIMANA

93,93 - 100: 10"61 (-1,5) - MAURIZIO CHECCUCCI (1974) - ORVIETO
92,50 - 100: 11"32 (-0,8) - SCARPONI MAX (1967) - ORVIETO
91,88 - 200: 23"18 (0,3) - SCARPONI MAX (1967) - ORVIETO
90,70 - 100: 12"90 (1,5) - ROSSI ANTONIO (1960) - ORVIETO
90,04 - 100: 12"03 (-0,9) - FORNESI FERIDO (1962) - LUCCA
89,48 - 100: 12"27 (-0,1) - FURIA DOMENICO (1960) - LUCCA
89,25 - 300: 37"69 - SARACENI ENRICO (1964) - LATINA
89,06 - 200: 22"50 (-0,6) - TUGNOLO STEFANO (1975) - ROVERETO
88,96 - 300: 35"13 - DIAZ MARTINEZ ARAMIS (1974) - LATINA
88,87 - 100: 11"63 (2,7) - GIORDANO MARIANI (1969) - ORVIETO
88,86 - 300: 36"26 - BARCELLA EDGARDO (1970) - LATINA
88,83 - 100: 11"14 (0,0) - TUGNOLO STEFANO (1975) - ROVERETO
88,32 - 200: 25"91 (6,0) - MAURI ANGELO (1957) - CHIARI
88,05 - 200: 22"76 (-0,6) - IORIO LEONARDO (1975) - FOGGIA
87,02 - 400: 53"44 - SALVADOR FAUSTO (1969) - PADOVA

89,18 - 800: 2'17"10 - GADALDI RINALDO (1954) - CHIARI
88,88 - 600: 1'40"38 - DRAGONI AVERARDO (1950) - CHIASSO
88,71 - 3000: 9'00"94 - BRESSAN GIULIANO (1966) - ROVERETO
88,48 - 1000: 2'30"04 - POLI GIUSEPPE (1974) - LATINA
87,89 - 1500: 4'07"14 - BENZINE REDA (1971) - LUCCA
87,32 - 800: 2'06"33 - D'AGOSTINO FRANCESCO (1966) - CHIARI
86,85 - 800: 2'10"43 - CIMATO MASSIMO (1963) - CHIARI
85,90 - 800: 2'00"29 - BIAVA LUCA (1973) - CHIARI

86,56 - 400HS: 56"62 - CRINO' FABRIZIO (1974) - ROVERETO
86,31 - 110HS: 14"96 (-0,2) - GIOVANNELLI LUCA (1975) - LUCCA

93,47 - 3000: 10'13"43 - DANDOLO NADIA (1962) - PADOVA
93,01 - 400: 54"75 - ARTUSO ELISABETTA (1974) - ORVIETO
90,52 - 300: 1'13"84 - SPURI PATRIZIA (1973) - LATINA
89,29 - 100: 15"17 (-1,7) - CONTINI UMBERTINA (1950) - PADOVA
87,47 - 600: 1'36"37 - CERINI MARA (1971) - CHIASSO
85,75 - 800: 2'13"36 - CASELLA SILVIA (1972) - CHIARI
85,68 - 200: 27"71 (3,0) - ANIBALDI ROSA (1966) - CHIARI
84,67 - 800: 2'21"26 - AVIGO LAURA (1967) - CHIARI
84,03 - 1500: 4'58"81 - CECCANTI ANGELA (1968) - LUCCA
83,76 - 300: 45"08 - PERLINO GIUSEPPINA (1965) - CHIASSO
83,47 - 300: 41"71 - BAGGIOLINI EMANUELA (1972) - CHIASSO
81,06 - 800: 2'26"27 - GIORGI GIGLIOLA (1968) - CHIARI

87,33 - alto: 2,01 - ARDUINI FRANCESCO (1974) - PALMANOVA
84,55 - asta: 4,70 - BEFANI GIACOMO (1970) - ORVIETO
79,46 - lungo: 5,74 - MENOTTI FRANCO (1961) - PALMANOVA
78,00 - asta: 4,50 - DURANTE ROBERTO (1973) - ROVERETO
76,27 - lungo: 4,95 (3,3) -TELLINI SUSANNA (1966) - CHIARI

77,79 - peso (7,26): 17,70 - DODONI MARCO (1972) - ALESSANDRIA
74,53 - disco (2): 54,16 - FORTUNA DIEGO (1968) - ROVERETO
74,06 - disco (1): 54,86 - LOMATER STEFANO (1974) - PALMANOVA
72,91 - disco (2): 54,01 - LOMATER STEFANO (1974) - ROVERETO
63,57 - disco (2): 39,95 - SAGONI ROBERTO (1947) - ORVIETO

85,69 - 800: 2'17"16 - RULLI STEFANIA (1969) - ORVIETO

71,24 - lungo: 4,86 - DODI ELISABETTA (1970) - PALMANOVA

29/03/10

Iniziano le gare su pista: la Fidal prepara i record italiani master spuri?

(foto di settoresalti.com) - A Chiari nella ridente pianura bresciana, lo scorso fine settimana è iniziata ufficialmente la stagione all'aperto in Lombardia (praticamente in contemporanea con i campionati scandinavi indoor...). Non so nelle altre regioni: un uccellino mi aveva detto che in Veneto si sarebbe svolta una riunione dalle parti di Treviso, ma di tutto questo non è dato ancora di sapere nulla: stranamente il ricco Veneto, quando si tratta di inserire i risultati è di un lentezza esasperante. Chissà perchè... Comunque sia: si era solo a marzo! E come è tradizione si è partiti con le gare spurie, cioè quelle non "ufficiali", quelle che non si vedranno mai alle olimpiadi, quelle che divertono, allenano e suscitano da qualche tempo a questa parte (in molti me lo chiedono) un interrogativo... ma esistono i record master? Già perchè sarebbe interessante sapere chi , tra gli over-35, ha il record delle 100 yards, dei 150, dei 300, dei 600... o dei 1000, dei 2000! I 200hs, bontà di chi ha deciso di introdurre la specialità nei c.d.s., sono stati già sdoganati e ormai trovano il loro posticino nella "tavola dei record" curata da Giusy Lacava sul sito Fidal.it. Giro quindi ufficialmente la richiesta alla nostra collega di pista e pedana, affinchè un giorno si possa avere anche questo dato che affascina molti e sollecita gli appetiti di tutti. Certo, purtroppo la banca-dati cui accedere per la Fidal finisce al 2002 (o 2000? Non ricordo), quindi sarebbero comunque record ottenuti da quando l'informatizzazione è stata introdotta alla Fidal. Montagne di risultati persi, purtroppo (non è colpa di nessuno, per carità... la tecnologia velocizza) e mi piange il cuore sapere che non si conosceranno mai. Pensate a quell'ipogeo ubicato sotto i piani del palazzo della Fidal dove giacciono i fogli sgualciti di milioni di risultati, di fatiche, storie, tempi, misure, classifiche, ritiri, record, fotografie di eventi che non saranno più raccontati. Sob.
Ma torniamo alle gare spurie. Guardando i risultati di Chiari proprio a questo ho pensato: è necessario conoscere anche i record italiani master nelle gare spurie. Ad esempio, potrebbe essere tale il tempo fatto registrare da Silvia Casella (1972) sui 1000: 2'55"79 (84,81%)? Mi chiedo si Gabriella Dorio sia arrivata a correre oltre i 35... o se Silvia Sommaggio abbia corso la distanza nel suo passaggio nelle categorie; o la Possamai... per il momento teniamoci questo risultato della Casella, che è un signor tempo visto che varrebbe oltre 84% AGC (a proposito: pensavate che non avessi preparato le classifiche AGC dopo gli italiani indoor... ce le ho, ce le ho... datemi qualche giorno e le pubblico). Terza a Chiari è giunta Laura Avigo in 3'04"67 (84,57%) che equivale suppergiù al medesimo risultato della Casella percentualizzato. Potrebbe essere anche questa una Miglior Prestazione Italiana Master? Spulciando i risultati, degno di nota anche il 2'45"53 (86,59%) di Francesco D'Agostino. Qui è un pò più arduo dire se fosse meno o no record. Di sicuro è un ottimo tempo ,così come lo è il 2'37"94 (84,88%) del bergamasco Luca Biava (1973) sulla medesima distanza. Nella stessa serie, ritirato invece il recordman degli 800 indoor M40, Stefano Avigo. L'M55 (campione italiano indoor ad Ancona) Rinaldo Gadaldi ha chiuso la sua fatica in 3'00"29 (88,29%). Nota di colore: Mirko Mombelli, nostro amico sul sito (già autore di qualche articolo nel recente passato) e appartenente alla vituperata categoria Amatori (ma solo per quest'utlimo anno, poi sarà uno dei nostri) è stato il primo squalificato italiano per falsa partenza in una gara all'aperto con le nuove regole introdotte dal primo gennaio. Ora, se avete contezza di risultati di gare spurie corse da master (da sempre!) iniziate a spedircele a questo indirizzo webatletica@gmail.com Cercheremo di aiutare la Fidal nel compilare questa tabella dei record (che vogliamo ardentemente!).