Visualizzazione post con etichetta ancona-11. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ancona-11. Mostra tutti i post

15/03/11

Italiani Indoor Master: dai 65 ai veterani - Acquarone mondiale nei 3000 - Ottaviani il più longevo sprinter e saltatore italiano di sempre

Prima di tuffarmi a capofitto negli Europei Master di Gand, spazio al restante popolo di master che ha dato vita ai campionati italiani di un fine settimana fa, le categorie dei 65 e dei veterani (cioè quelle categorie sopra i 70, così come intendiamo considerarle). Quindi non perdiamo tempo, partendo dalle F65 dove Giusy Sangermano pareggia al centesimo la miglior prestazione italiana sui 60 di Pasqualina Cecotti: 9"77 a 5 anni di distanza. Per la Sangermano, che poi vincerà anche i 200, 28 i titoli nazionali vinti al coperto. Fiorella Fretta piazza la tripletta 800-1500-3000, tra l'altro in tutte e tre le circostanze avvicinandosi nemmeno tanto lontanamente ai limiti nazionali: 5 titoli indoor per la Fretta, dopo i 2 vinti nel 2009. Grandissimo record italiano nel salto in lungo da parte dell'altoatesina Ursula Krautkremer: 3,30, cioè un balzo di 34 centimetri in più rispetto al record di Maria Lategana (2,96 nel 2006). Primo titolo indoor per Ursula, ma che nel 2009 e 2010 aveva vinto lo scudettino di specialità all'aperto. 4° titolo consecutivo nel lancio del peso per Maria Luisa Finazzi, attuale detentrice del record di categoria. 
Doppietta (siamo tra le F70) di Pasqualina Cecotti nella tradizionale accoppiata 60-200: 26 titoli italiani indoor, giusto per gradire. 9 titoli consecutivi sui 60 (in cui vanta 13 allori), 5 sui 200, e come è facilmente comprensibile doppietta consecutiva proprio da 5 edizioni. Maria Teresa Pomponi mette el triplete in 800-1500 e 3000. Sostanziale anche la tripletta di Maria Lategana nel lungo-triplo-peso, solo che nelle prime due specialità la pugliese è riuscita ad ottenere due record italiani: 2,45 nel lungo (10 cm in più della Belletti anno 2007) e 5,91 nel triplo (5,60 della Piccone nell'anno di grazia 2004). 9 i titoli italiani indoor nel suo carnet. 
F75 e F80: assenti Emma Mazzenga e Gabre Gabric, prestazione monstre nel salto in alto F75 di Giulia Lucia Perugini: 1,05 che migliora il record italiano di 9 centimetri lo 0,94 detenuto da Dina Cambruzzi da un paio di stagioni. 2 titoli per Maria Luigia Belletti che porta il suo totale a 10 maglie tricolori indoor. Nives Fozzer è stata così l'atleta più "veterana" ai cancelletti di partenza (classe 1930). A lei la vittoria nei 60 e soprattutto nel lancio del peso (con 2 kg) dove per festeggiare questo imprimatur ha stabilito il record italiano con 6,72 (6,48 il suo stesso record). 
M65: mattatore della velocità Fabio Antonini (8"31 e 27"86 e che vincerà anche la staffetta col primato nazionale). Nei 400 uno scintillante Aldo Del Rio spazza via il record italiano dei 400 fino ad allora detenuto in coabitazione tra Roberto Vaghi e Filppo Torre (1'04"26) con un roboante 1'02"42, cioè quasi 2" in meno. 8" davanti al secondo classificato. Robe dell'altro mondo. 4° titolo al coperto per il Road Runner. Nell'asta solito show di Arrigo Ghi che tenta il record a 3,32 fallendolo (si ferma a 3,00): 5° titolo consecutivo nell'asta agli Italiani-Indoor.  Il solito Lamberto Boranga ottiene la solita doppietta lungo-triplo (4,81 e 10,84), e così il score sale a 14 titoli nazionali indoor. La staffetta degli Amici del Tram de Opcina stabilisce il nuovo record italiano con più di 8" rispetto al precedente del Cus Torino Master: 1'57"56
M70: salgono a 7 i titoli italiani indoor di Andrea Nicolai dopo la doppietta 1500-3000 di Ancona (5'26"61 e 11'12"65). Galdino Rossi sta agli M70 come Arrigo Ghi sta agli M65: altra vittoria dell'ambrosiano con 3,00, 24° titolo al coperto, il 14° nell'asta. Altro record italiano dalle staffette, e ancora una volta dall'Ambrosiana: 2'05"20, contro il 2'08"26 del Cus Torino Master (ancora loro). Finalmente l'Ambrosiana si riappropria di un record italiano master al maschile nelle staffette, dopo che per anni aveva invaso questi primati.
M75: Alberto Bassi triplete nei 60-200-400. Ma chi fa paura è Bruno Baggia, con la sua doppietta su 1500 e 3000, cioè 22 titoli italiani al coperto. Raffaello Piermattei doppietta nel lungo-triplo (14 caps scudettati per lui). Carmelo Rado sfiora il record italiano nel peso (11,81 vs 11,86).
M80: il re dei titoli italiani indoor assoluto, Vittorio Biagiotti, rintuzza ulteriormente il suo già lauto convitto e aggiorna il suo bottino a 41 titoli nazionali indoor. In questa edizioni di campionati italiani tocca a 60 e lungo. Luciano Acquarone conquista tre titoli in tre giorni, 800, 1500 e 3000. Negli 800 stabilisce il record italiano con 3'18"09, ma l'impresa la serba per i 3000, dove con 13'26"23 stabilisce il nuovo record mondiale (e italiano... no, perchè l'anno scorso da 79enne-e-un-pezzo corse addirittura sotto i 13'). 13 titoli italiani indoor per lui che vive soprattutto come "stradista" che non disdegna la pista. 13'30"77 era il precedente record dell'americano John Keston, stabilito nel 2005 a Nmpa. Antonio Turchetti porta a casa oltre il titolo, anche il record italiano dei 3 km di marcia con 21'43"50
M85: Philip Lalic ottiene il record italiano nel lancio del peso. 9,74 contro il 9,49 di Bruno Sobrero risalente al 2007. A proposito, che fine ha fatto Sobrero?
M90: Ugo Sansonetti doppietta su 60 e 200 (29 titoli italiani al coperto per il romano), anche se stavolta non ci delizia di un Rercord italiano, europeo o mondiale. Ottavio Missoni vince nel peso e sfiora il record di Riboni (7,20 a 7,34) ma battendo un osso duro come Giuseppe Rovelli
M95: storica presenza di Giuseppe Ottaviani nei 60 e nel salto in alto. Mai nessun italiano nella storia dello sport aveva corso una prova di velocità (sia all'aperto che al chiuso) o si era cimentato in un salto ad un'età così elevata. L'ha fatto appunto Ottaviani, correndo in 13"37 e saltando 0,85. Pensate, il tempo sui 60 sarebbe record mondiale (attualmente 15"21 di Leland McPhie)... ma chi sa l'esatta data di nascita di Ottaviani? Se è nato prima del 5 marzo saremmo di fronte al primato, altrimenti bisognerà attendere l'anno prossimo.

13/03/11

Italiani Indoor Master: M60 e F60 - Morotti mondiale nei 3 km di marcia - Di Marco cancella Acquarone

La Contini: 13 titoli italiani sui 60
F60: Umbertina Contini non fa sconti sui 60 e mette subito in cassaforte l'ennesimo record: 9"17 e 6 centesimi in meno rispetto al suo tempo dell'anno scorso (9"23). 9 record italiani tra nuovi e migliorati, stabiliti in un anno solare e tra l'altro pareggia al centesimo il suo record da F55 di 9"17. Quindi il record F55 e F60 è esattamente lo stesso, anche se ottenuto in due anni diversi ma dalla stessa atleta. La Contini poi replica sui 200 (32"84) rimanendo però lontana dal record della Sangermano (31"80). E ora tenetevi forte: 25 titoli italiani indoor per la Contini, 8 titoli consecutivi sui 60 (e pensate un pò: nel 2004, da F50 vinceva in... 9"17!), ma 13 totali nella prova più breve dell'atletica. Poi nelle F60 si assiste alla fragorosa tripletta di Egger Waltraud su 800, 1500 e 3000 (2'53"07, 5'48"65, 12'06"01): nessun record, evidentemente risparmiati per Gand, visto il dominio netto sul suolo patrio. Per la Egger "solo" 7 titoli italiani indoor, 5 dei quali conquistati tra l'anno scorso e quest'anno, ma c'è anche da dire che da "master" si è sentito parlare di lei solo nell'ultimo lustro. Ma lo sapevate che la Egger ha partecipato ai campionati mondiali assoluti di Cross nel 1971, 1972 e 1974, con un 21° rango a San Sebastian nell'edizione del 1971? Tripletta anche per Ingeborg Zorzi su 60hs, alto e pentathlon. 12 titoli italiani per la Zorzi a livello indoor. Terza tripletta (in pratica 4 atlete hanno vinto 11 titoli su 13) per Elvia Di Giulio su lungo, triplo e peso. E sono 16 titoli indoor nella sua carriera in soli 10 anni di masterismo. Infine nella marcia record italiano per Roberta Ricupero: 21'22"51 contro il 21'26"53 della Vecchi risalente al 2003.
M60: categoria assolutamente esplosiva e ricca di episodi, momenti sportivamente densi. Da dove iniziamo? Dai 60, dove Antonio Rossi abbatte finalmente il record italiano di Tristano Tamaro di un centesimo: era resistito 12 anni. 7"89 contro il 7"90 di Tamaro. 19 titoli indoor, e il dato che più impressiona sono però i titoli consecutivi sui 60: 12. Vince cioè ininterrottamente questa prova dall'edizione del 2000 (più un paio di edizione a metà degli anni '90). Se il record era più o meno nell'aria, non altrettanto si può dire di quanto è avvenuto sui 200, dove proprio Antonio Rossi ha battuto uno dei tycoons del masterismo italiano che esportiamo all'estero: Vincenzo Felicetti. Fino all'edizione del 2010, Vincenzo si era portato a casa 16 titoli sul giro di pista su 21 e dubito che quei 5 titoli mancanti dipendessero da sconfitte sul campo più che da qualche infortunio. E invece... Antonio Rossi è riuscito nell'impresa: 26"39 a 26"60. 4° titolo indoor per Rossi sui 200. Naturalmente poi sui 400 Vincenzo Felicetti non ha lasciato spazio a dubbi circa il primato: 17° titolo sui 400 (con 1'01"86) dal 1990, che unito ai 16 nei 200 porta a 33 scudetti solo a livello indoor tra 200 e 400 (più uno sui 60 vinto nel 1999). Giovanni Finielli ha poi doppiato 800 e 1500 (2'23"80 e 4'50"69) davanti a Dario Rappo: altra piccola sorpresa se vogliamo, ma fino ad un certo punto. Finielli nel 2010 aveva infatti vinto 3 titoli italiani tra outdoor e indoor su 800 e 1500. 4 i suoi titoli italiani indoor. Sui 3000 addirittura succede l'imponderabile, e cioè che Big Luciano Acquarone possa perdere un record italiano. Rolando Di Marco ha infatti abbassato di 5" il tempo di Acquarone che era vecchio di oltre 20 anni! Impresa storica due volte: 9'54"81 contro 9'59"46. Era il secondo tempo italiano sui 3000 indoor più vecchio. E così Acquarone aveva perso uno dei suoi 34 record italiani... non è un errore di battitura. Proprio 34 record italiani che torneranno tali con il record sugli 800. ( Piercarlo Molinaris doppia alto e lungo (7 titoli italiani al coperto). Giuliano Costantini si ripete nel "suo" triplo (10 titoli indoor al coperto). Antonio Maino, dopo i due record italiani a Schio, avvicina il suo record e ottiene il suo 9° titolino al coperto con 13,66. Dulcis in fundo il meraviglioso Graziano Morotti. 3 km di marcia record. Ma non record italiano, ma record mondiale, con 13'46"98, battendo il 14'22"23 dell'americano Donald DeNoon nel 2004. Terzo titolo italiano indoor master per Morotti, che vinse il primo addirittura nel 1989. 

12/03/11

F55 e M55: la Amici batte il più antico record italiano indoor tra i master (30 anni!)

Ale Cipriani esulta... ma in prima serie erano andati più forte
Lorenza Nolli è la grande protagonista insieme ad Anna Micheletti della categoria F55: tra tutte e due portano a casa 5 titoli (contando anche la staffetta). Nei 60 la mantovana si avvicina terribilmente al record italiano del totem Umbertina Contini (9"27 contro il 9"17 al momento forgiato negli annali). Nove titoli indoor per la Nolli. Anna Micheletti vince in solitaria i 200 in 31"09 e bissa poi i 400 in 1'12"30, ma stavolta sudandosi il titolo, sopravanzando di soli 29 centesimi Gabriella Bandelli e di 44 la compagna di società Paola Grandinetti. Ben 18 i titoli indoor per la romana, 8 sui 400 di cui 5 consecutivi con quello di quest'anno. Primo titolo anche per lei risalente al 1994, allorquando vinceva le 60 yards a Firenze. Il duello tra la Bandelli e la Grandinetti si sposta poi sugli 800, dove vincerà proprio la Grandinetti (primo titolo indoor per lei) ancora una volta in una gara all'ultimo metro: 2'52"17 contro il 2'53"70 della friulana. Doppietta anche per Alessandra Camassa su 1500 e 3000 (6'03"21 e 12'38"01). Tre titoli italiani complessivi indoor per la Camassa.  Eliana Belli vince i 60hs da sola, ma sono anche il suo primo titolo nazionale: 14"46 così come Tiziana Santucci nell'alto (0,90) (altra prima vittoria in un campionato italiano) e la già citata Lorenza Nolli nel salto in lungo (4,10). Ora quest'ultimo risultato (strano che sul portale dei risultati vengano riportati determinati record e altri no) è il nuovo record italiano (me pareva!) che viene così tolto ad Amalia Micozzi che nel 1994 saltava a Firenze 4,05. Era il record femminile più longevo a livello indoor nel salto in lungo. Altro record italiano nel lancio del peso, grazie alla vincitrice Giuliana Amici: 10,54 e 5 centimetri in più (così come la Nolli sulla Micozzi nel lungo...) del 10,49 di Ada Turci che resiteva da... 30 anni!!! Correva infatti il 7 marzo del 1981 e a Torino la Turci lanciava il leggendario 10,49. L'impresa è assolutamente "storica" in quanto la prestazione rappresentava il più antico record master (tra uomini e donne) indoor e l'ottavo di sempre se si tiene conto anche dei record all'aperto. Nella marcia succede anche che la super-favorita della vigilia, Natalia Marcenco, venga sconfitta da Daniela Ricciutelli (16'46"77 per quest'ultima). Record italiano bastonato anche dalla Romatletica nella 4x200: 2'12"71 e primato abbassato da quasi 6 secondi. 
Tra gli M55, categoria solitamente misteriosa... di transito, diciamo. Vediamo i tips. Giovanni Mocchi si impone sui 60 in 7"89 e un solo decimo dal record italiano di Antonio Rossi, nel frattempo passato negli M60. Primo titolo per Mocchi: nella mia banca-dati (in via di aggiornamento per gli outdoor) l'ultimo titolo vinto, fu quello sui 100 M45 nel 2000, 11 anni fa. Sui 200 si impone nettamente Enzo Proietti (26"25), al terzo titolo indoor dopo la doppietta 60-200 nel 2010. Fulvio Coco anche lui è un rookie quanto a titoli italiani dopo aver vinto i 400 davanti al più navigato Alessandro Cipriani (secondo anche nei 200): 1'01"15 a 1'01"31, che supera di qualche milionesimo di centimetro l'800ista Rinaldo Gadaldi (stesso tempo al centesimo di Cipriani), di una manciata di briciole Claudio Agostini, Francesco Bastiglia e Claudio Rapaccioni. Gara davvero al cardiopalma, che forse Cipriani si è giocato per esultare vincendo la serie dei "più forti"... ma Coco aveva corso nella prima serie silenziosamente. In 6 in 60 centesimi. Gadaldi si rifà la mattina dopo sugli 800: 2'23"03, per il secondo titolo consecutivo indoor sulla distanza. 1500 e 3000 letteralmente dominati da Pier Mariano Penone (4'38"23 e 9'38"11) che in entrambe le gare compie cose egregie sfiorando in tutte e due le circostanze il record italiano di categoria (4'36"25 di Konrad e 9'37"66 di Lovanio). Terzo titolo indoor per Penone. Nei 60hs e nel triplo altra doppietta grazie al nerboruto Ercole Sesini con rispettivamente 10"37 e 10,63. E per lui 3 titoli italiani al coperto. Il salto in alto è territorio di Claudio Gallana, con 1,60, che detto così sembra cosa normale. In realtà è il nuovo record italiano, che cancella in un solo botto i 4 contemporanei detentori tutti fermatisi in anni recenti a 1,57: Giuseppe Di Natale (saltato nel '03), Natale Prampolini (nel '05), Piercarlo Molinaris (nel '07) e Paolo Marconi (nel '10). Terzo titolo indoor per Gallana. Nell'asta gara ad Alessandro Nigrisoli (2,30). Lungo a Giorgio Tiberi (5,24) per il suo ottavo titolo indoor. Mik Bellantoni si impone nel lancio del peso con 12,45: secondo titolo indoor dopo quello vinto nel 2007 da M50. La marcia se la intasca Alberto Pio (secondo titolo al coperto), mentre la staffetta del Sef Macerata si conquista oltre che al titolo, il record italiano: 1'46"90. Abbassato il tempo precedente di 9 centesimi, ottenuto dalla stessa formazione, nella stessa configurazione, agli italiani dell'anno scorso.

11/03/11

Italiani Indoor Master: le F50 e gli M50 - Daniela Ferrian irrompe con due record - Morigi batte il più vecchio record italiano indoor sui 200

Morigi cancella Armando Sardi dai 200 M50 dopo 21 anni
F50 - Che bello quando un atleta che ha scritto la storia dell'atletica nazionale, si cimenta tra i master. Succede così che Daniela Ferrian, classe 1961, dopo un paio di stagioni in cui era apparsa in sporadiche apparizioni sempre comunque fragorose. Ad Ancona finalmente i primi campionati italiani master indoor e i primi due titoli conditi da due record italiani. Sui 60 8"57 e sui 200 28"56. In pratica in meno di un anno e mezzo la Ferrian ha ottenuto o migliorato 7 record italiani master, tra 60, 150 e 200. Quelli da F45 (tutti all'aperto) li ha persi tutti per merito di Giuseppina Perlino. Ora, quelli da F50 hanno di sicuro uno spessore diverso: se pensate che ha corso in 28"56 indoor e a maggio dell'anno scorso correva i 200 all'aperto (fu record italiano) in 28"30. Sui 60 il record già le apparteneva, mentre sui 200 Daniela ha battuto un record che risaliva al 2003, stabilito da Silvana Zucchi con 29"72... comprenderete bene che 1"16 in meno in una gara di sprint non sono proprio bruscolini. Mirella Giusti si accaparra i 400 (1'09"01), dopo il titolo sui 200 dell'anno scorso.  Doppietta (nettissima) di Elena Fustella su 800 e 1500, ritornata all'attività agonistica dopo un paio di anni di piccolo cabotaggio per problemi ai tendini. Il totale di titoli italiani sale a tre per lei, dopo quello proprio sui 1500 nel 2009 (da F45). Ottimo soprattutto il tempo sui 1500 (5'14"21) vicinissimo al record di Maria Lorenzoni (5'11"29). Quest'ultima, all'ultimo anno di categoria, si aggiudica la "stella" di titoli italiani al coperto: sono ora dieci, di cui 7 titoli in 9 anni proprio sui 3000. Tempo: 11'25"45. Doppietta anche per Chiara Passigato (anzi, tripletta, se si tiene presente del pentathlon di cui parlerò separatamente); netta la vittoria sui 60hs (11"16 vs 11"68 di Anna Pergola). Primo titolo sugli ostacoli a livello indoor, mentre più sudato quello nel salto in alto, che sembrava scontato, visto il record italiano di 1,42 del giorno prima nelle prove multiple. Ha infatti dovuto ricorrere all'ultimo salto utile per scrollarsi di dosso il fiato di Sandra Dini, che aveva saltato come lei 1,35. Si arriva così a 5 titoli nel salto in alto al coperto per la Passigato. Vittoria solitaria di Graziella Santini nel salto in lungo con 4,58 (comunque sia a 22 centimetri dal record della Forcellini). Francesca Juri vince il triplo con un salto roboante: 9,87, record italiano di un enormità. Ben 1,45 in più del risultato di Marisa Tavoso saltato nel 2010. Tra l'altro presente la stessa Tavoso che ha superato il suo vecchio record (8,77) e soprattutto presente Antonella Sant, arrivata a 9,00. In tre sopra il record italiano, non male. 4° titolo indoor per la Juri. Paola Melotti si impone di un pelo nel lancio del peso: 9,71 vs 9,69 di Lina Frontini. Ma c'era anche una terza a 9,64 (Raffaella Bolzonella). 4° titolo indoor anche per la Melotti che nel 2009 otteneva il record con 12,30. Staffetta all'Asi Veneto (che schierava in ultima frazione Nadia Dandolo) e titolo ad Adriana Manzella nella marcia (3° titolo indoor).
M50 - Marco Morigi piazza la doppietta 60-200 così come fece nel 2010. Nei 60 sfiora il record dell'anno scorso (7"52 vs 7"47) ma l'impresa storica l'ha tenuta in serbo per i 200: 24"53, cioè il nuovo record italiano abbassato di 7 centesimi. E il vecchio record lo deteneva niente-popò-di-meno-che Armando Sardi, che nel marzo del 1990 aveva corso in 24"60. Esattamente 21 anni dopo. Il record di Sardi era anche il più vecchio record sui 200 indoor in circolazione. Adesso la palma del più vecchio record passa in mano a Giuseppe Marabotti (M75 nel 1999). Purtroppo Hal-9000, ovvero il Sigma, ha fatto in modo che mancasse la sfida diretta tra Morigi ed Ettore Ruggeri, che è un vero e proprio fuoriclasse del mondo master. Partito dall'ultima serie, dopo praticamente due anni di stop e due operazioni alle ginocchia, ottiene il secondo tempo nei 200 (con 25"13, dopo che un paio di anni fa sfiorò anch'esso il record italiano di Sardi di soli 3 centesimi con 24"63) e poi silura Morigi nei 400 correndo in 55"66 sempre partendo dalle retrovie. 7° titolo al coperto per il bresciano e 5° titolo sui 400: dal primo titolo sono passati 18 anni, avendolo vinto nel 1993. Sugli 800 per un pelo l'oro europeo di Ancona '09 (e due medaglie l'anno scorso in Ungheria) Luigi Ferrari perde il terzo titolo consecutivo sugli 800: 2'12"60 contro il 2'12"65 del suo alter-ego Franco Maffei e una manciata di centesimi in meno di Vincenzo Andreoli (2'12"87). Sui 1500 va in scena uno dei tre atti del Sabato degli Avigo, dove Pierangelo, Stefano e Laura si aggiudicano in tre momenti diversi della stessa giornata la gara dei 1500 ai Campionati Italiani Indoor Master. Pierangelo, in gran forma fin dalla prima gara dell'anno, regola Marco Moracas, ma soprattutto Francesco Florio che nella precedente serie più "lenta" si era spinto fino a 4'30"92. Ebbene, per pochi centesimi il bresciano si aggiudica la gara in 4'30"65: un calcolo al millesimo. Per Pierangelo Avigo il secondo titolo italiano a 10 anni di distanza dal primo, vinto nel 2001 ma sui 3000. Sui 3000 vittoria di potenza di Giorgio Costa, al 4° titolo italiano, tutti sui 3000. Il primo titolo di Costa risale al 1994... 17 anni fa. Hubert Indra fa la sua personale tripletta: 60hs, asta e pentathlon. E sono 23 titoli al coperto. Del pentathlon, come detto, ne parleremo in altro articolo. Quello sui 60hs (9"17) è l'ottavo titolo in nove anni; settimo nell'asta (3,80, sempre in nove anni), e poi quello del pentathlon, che è anche in questo caso l'ottavo titolo in nove anni. Mica male, eh? Una delle sorprese più grosse della tre-giorni marchigiana è arrivata però dal salto in alto M50, dove Marco Mastrolorenzi ha battuto sua maestà Emmanuel Manfredini, campione Europeo in Carica a Nyiregyhaza e primatista italiano. Gara pazzesca, su misure stratosferiche. La gara si risolve a 1,84, cioè all'altezza del record italiano. Mastrolorenzi ce la fa alla terza, mentre fallisce Manfredini che si era fermato a 1,81. I tre successivi tentativi a 1,87 andranno a vuoto. Franco Menotti vince il lungo con 5,81 davanti a quel Giancarlo Ciceri che vincerà invece il triplo con 12,92. Per Menotti il 7° titolo indoor, dopo i 6 titoli consecutivi dal 2003 al 2008, e una pausa di due anni; per Ciceri, campione Mondiale a Lahti, 9 titoli indoor e 6 consecutivi nel salto triplo. Vittoria sudata anche per Edmund Lanziner nel lancio del peso (13,61) quando Giuseppe Rossano è giunto fino a 13,52. Secondo titolo nazionale per Andrea Naso nella marcia e kermesse di staffette come non si era mai visto tra gli M50: in 5 società sotto il record italiano, ma la migliore il Cus Palermo. 1'42"97 il nuovo primato. 

10/03/11

Italiani Indoor Master: sorpresa Graziano sui 200 - doppiette dei bresciani D'Agostino e Federici

Enrico Saraceni guida i 400
Spazio ora agli M45. Nello sprint breve domina come sempre Mario Longo: 7"05 e 6° titolo della carriera sui 60, il 3° consecutivo. Un impero, il suo. Ma se Mario ormai non fa più notizia in quanto a qualità delle prestazioni, desta subito una certa impressione Mauro Graziano, secondo in 7"26. E' veloce il piemontese, e andrà alla sfida sui 200 con Saraceni con una velocità di crociera notevole. Enrico Saraceni sarà infatti in sesta corsia, mentre Graziano in 5^. Saraceni parte davvero "controllato", tant'è che Mauro alla fine della prima curva l'ha già raggiunto. Saraceni reagisce e rimane affiancato a Graziano fino praticamente all'ultimo centimetro, salvo un breve vantaggio guadagnato all'uscita della seconda curva che non verrà più recuperato. Un solo centesimo di distacco tra i due (23"66 a 23"67), ma primo titolo italiano indoor per Graziano, che aveva vinto un solo altro titolo nazionale all'aperto, a Milano nel 2007. Del resto deve essere un inferno avere come avversari nel navigare tra le categorie personaggi come Longo, Saraceni, Scarponi, Chiapperini... Naturalmente sui 400 Enrico Saraceni ha messo il suo ennesimo sigillo: il decimo indoor, il quarto sui 400 e senza alcuna apparente fatica. 53"34 e gli avversari tutti oltre il secondo di distacco. Ora, probabilmente da qualche parte potrei anche estrapolare da quando continua l'imbattibilità sui 400 a livello master, ma siamo probabilmente ben oltre ai numeri di Edwin Moses. Sarebbe stato interessante vedere la sfida con Francesco D'Agostino, che l'anno scorso arrivò sino a 52"28 e che invece si è dedicato con profitto all'accoppiata 800-1500. Netta la vittoria infatti del bresciano sugli 800: 2'05"89, davanti a Mariano Morandi e Alessandro Tifi. Più sudata la vittoria sui 1500 in cui un tenace Franco Gnoato ha praticamente ha portato in carrozza D'Agostino fino ai 1490 metri, con un ritmo indiavolato, per poi essere bruciato dall'arma micidiale del portacolori della Virtus Castenedolo. 4'16"46 a 4'17"43. Due titoli che si assommano ai due precedenti a livello indoor: 4 titoli nazionale totali. Adriano Pinamonti si intasca il titolo sui 3000 in un finale serrato con Manfred Premstaller in una sfida tutta trentina: 9'09"89 e 9'10"56. Primo titolo indoor per Pinamonti. Nei 60hs vittoria a sorpresa per Antonio D'Errico (8"97), che vince il secondo titolo indoor a distanza di 11 anni dal primo. Correva l'anno 2000 quando il campano riusciva ad indossare la maglietta tricolore nel triplo M35. Nel salto in alto sta tornando il Signore delle asticelle, Marco Segatel. Nove titoli indoor in 11 anni, compreso quello di quest'anno con 1,84. L'anno prossimo potrebbe essere davvero interessante assistere alle sfide tra lo stesso Segatel, Emmanuel Manfredini e Marco Mastrolorenzi. Nei salti in estensione doppia il titolo Giorgio Federici: nel triplo uno stuolo di competitors, ma alla fine il balzo vincente sarà il suo quinto 12,73 anche se per alcuni salti in testa si era issato Fabio Nicola, che terminerà secondo con 12,58. Nel lungo la sfida con Michele Ticò. Al secondo balzo Ticò prende la testa con 6,39 (il record italiano stabilito da Federici non meno di 10 giorni prima è fissato a 6,43). Federici risponde solo al 4°: 6,40, un solo centimetro in più e titolo. Per Giorgio 6 i titoli vinti al coperto, il terzo consecutivo nel lungo. Michele Ticò si rifarà poi nel salto con l'asta: 3,90 e quinto titolo indoor, e tutti proprio nel salto con l'asta. Vittoria netta di Antonio Pietrangelo nel lancio del peso (5° titolo indoor), e primo titolo nella marcia per Fabio Aina. Staffetta ad appannaggio della Daini Carate Brianza, che torna a vincere il titolo M45 dopo lo scudetto conquistato nel 2009.  

09/03/11

Italiani Indoor Master - la categoria F45 nel nome di Marta Roccamo e Nadia Dandolo

Marta Roccamo a San Sebastian '05
Le gare forse più spettacolari si sono avute nella velocità F45. Ne avevo dato con ampio anticipo le premesse e così come vaticinato, si è assistito ad una meravigliosa gara dei 60 ed ad una altrettanto spettacolare volata sui 200. Protagonista assoluta la siciliana Marta Roccamo, vincitrice delle due prove rispettivamente con 8"27 e 27"49, vale a dire due record italiani di categoria. l'8"27 è subito "storico", quindi, visto che abbassa il precedente record in coabitazione di 8"47 di Marinella Signori e Annalisa Gambelli. Ma cancella di fatto anche l'8"3 manuale di Lucia Pierobon, corso a Nova Gorica tre anni fa e che, almeno statisticamente, poteva essere additato come prestazione da primato. Il record dei 60 è stato abbassato 6 volte nel giro di due anni, dopo che per ben oltre 10 anni era stato detenuto da Umbertina Contini con 8"70. Qui sotto segue la cronologia recente del record, che ha visto intervenire ben due volte Marinella Signori e sempre come "pareggiatrice" di un record. Ad onor del vero il primo record della bresciana, in realtà le valse il secondo posto dietro a Rosa Marchi agli italiani indoor del 2009, quindi è di qualche millesimo superiore a quello della veneta. 
  • 8"70 - Umbertina Contini - Ancona - 20/02/1999
  • 8"55 - Rosa Marchi - Ancona - 28/02/2009
  • 8"55 - Marinella Signori - Ancona - 28/02/2009
  • 8"47 - Annalisa Gambelli - Ancona - 30/01/2011
  • 8"47 - Marinella Signori - Castenedolo - 20/02/2011
  • 8"27 - Marta Roccamo - Ancona - 05/03/2011 
Ma la gara dei 60 femminili non è vissuta solo sulla volata della Roccamo, visto che ben 4 atlete sono scese sotto il precedente record di 8"47, dando vita alla gara probabilmente di più alto spessore tecnico di tutti i campionati italiani master. Infatti dietro la siciliani si sono piazzate proprio le precedenti detentrici del record, Marinella Signori con 8"33 e Annalisa Gambelli con 8"38. Ma troviamo anche il 8"40 di Susanna Tellini, che avevo inserito tra le possibili protagoniste. La Roccamo sui 200 ha invece polverizzato il precedente record sempre della Gambelli: 27"49 contro il precedente di 27"82, sotto il quale la stessa Gambelli è scesa fino a correre in 27"54. Vista la gara: Roccamo esterna (in quinta) e Gambelli in quarta. In sesta la detentrice del record dei 200 outdoor, la Perlino. La Gambelli ha un modo di correre molto elegante, potente. La Roccamo fa invece della frequenza la sua arma. Sul primo rettilineo la Roccamo parte molto forte e raggiunge la Perlino, la Gambelli sembra un pelo più lenta, ma di fatto ai 150 affianca la Roccamo e inizia a sopravanzarla. Si scende dalla curva ed inizia la lenta rimonta della siciliana che si concretizza a pochi metri dalla fine, con la Gambelli in crisi tecnica. Gara stupenda, ed entrambe sotto il vecchio record. Questa la cronologia recente del record:
  • 29"38 - Gabriella Ramani - Ancona - 04/03/2007
  • 28"50 - Rosa Marchi - Ancona - 01/03/2009
  • 28"16 - Rosa Marchi - Ancona - 27/03/2009
  • 27"82 - Annalisa Gambelli - Ancona - 05/02/2011
  • 27"49 - Marta Roccamo - Ancona - 06/03/2011
Per la Roccamo si tocca la quota di 14 titoli italiani indoor, 8 sui 60 e 6 sui 200. Passando ai 400, troviamo il successo di Giuseppina Perlino in maniera netta: 1'05"30. E' questo il suo settimo sigillo al coperto, e quello di quest'anno chiude un digiuno iniziato nel 2007. 4° titolo indoor sui 400. Dagli 800 arriva un altro record che coincide con una vittoria: quella di Barbara Martinelli di cui avevo ampiamente parlato un mesetto fa quando riuscì a battere il record di Elena Montini portandolo a 2'25"57. Primo titolo italiano per la lombarda, ma soprattutto un altro record italiano clamoroso: 2'22"19, cioè più di tre secondi in meno rispetto al suo precedente primato e 11" rispetto alla seconda arrivata. 
Nel mezzofondo è il turno di Nadia Dandolo che doppia 1500 e 3000: Nei 1500 registro anche l'impresa di abbassare il record italiano a 4'51"32 (precedente si Souma Spiridoyla con 4'54"71). Nei 3000 basta un 10'30"26 per indossare la maglietta tricolore. Terza in questa seconda gara proprio la Spiridoyla. 
Rossella Zanni vince i 60hs con 10"01, cioè il 5° titolo in questa specialità e il 4° consecutivo. Poi sarà protagonista nel salto in un'altra delle gare più spettacolari dei Campionati Master. Arriverà terza, con 1,50, ma a soli due centimetri dal duo Tiziana Piconese e la "nuova" Giuliana Deromedi che si spingeranno fino a 1,53, un solo centimetro sotto il record della Piconese. Vincerà ai punti proprio quest'ultima, capace di saltare la misura alla prima prova, mentre la Deromedi ha dovuto ricorrere al secondo salto. Sabrina Malandra si impone indisturbata nel salto con l'asta con 2,45, mentre arriva un altro record dal salto in lungo, con Susanna Tellini che migliora come Thamgo di centimetro in centimetro il suo record nazionale. 4,95 contro il 4,94 di un mesetto fa a Padova. 6° titolo al coperto per la mantovana, il 4° nel salto in lungo. Antonella Bevilacqua si è imposta nel lancio del peso: 9,80 e quarto titolo indoor, secondo consecutivo. Nella marcia Paola Bettucci divora la pista in 16'16"50 e conquista il 4° titolo indoor. 

08/03/11

Italiani Indoor Master: il regno di Stefano Avigo sono i 1500 - Scarponi doppietta

Il podio dei 1500 M40 - foto di Stefano Avigo
La categoria M40 è stata quasi sicuramente una delle più esplosive di tutto il lotto ad Ancona. Nei 60 metri il sistema Sigma (che è un pò come Hal-9000, l'entità robotica di 2001 Odissea nello Spazio) esclude un inviperito (e sto argomentando per difetto) Paolo Chiapperini, superfavorito alla vigilia (numerose le volate sotto i 7"20), spianando la strada a Max Scarponi che l'anno scorso era riuscito a batterlo per questione di un paio di atomi. A Max non par vero di poter correre "solo" e così com'è nell'ordine delle cose, vince in 7"30 il suo secondo titolo italiano consecutivo sulla distanza, il 5° indoor. Il romano doppierà poi la vittoria sui 400, con 52"21 (3 titoli indoor sul doppio-giro) in una gara in cui era presente la sua nemesi-2010 a livello nazionale, Edgardo Barcella che nei 400 indoor e outdoor del 2010 aveva avuto ragione di lui. Ma Edgardo, che nelle due gare sopra citate aveva avuto la possibilità di avere Max all'esterno, stavolta è costretto a partire in 6^ corsia. Scarponi in 5^. Il bergamasco, debilitato da una potente influenza nelle settimane scorse, parte forse troppo in difesa e già sul primo rettilineo viene passato a velocità doppia dal suo competitors principe. Al rientro alla corda, Scarponi è già in fuga verso il titolo. Dietro si apre la bagarre e il più lesto a conquistare la linea ideale è Pierluigi Acciaccaferri, mentre volano sportellate tra l'inferocito Paolo Chiapperini e Barcella. Le scaramucce continuano fino all'ultimo rettilineo, togliendo energie preziose (ma regalando spettacolo) ai contendenti. Sulla linea finale, Acciaccaferri si porta a casa l'argento e il personale (52"60) mentre ad Edgardo tocca il bronzo in 53"06. Sui 200 Paolo Chiapperini si rifa del titolo perso sui 60: stavolta dalla lotta si estranea Max Scarponi (memore dell'edizione dell'anno scorso, esaurito dalle gare del giorno precedente) e Omar Lonati che si fa squalificare dopo essere giunto secondo ed essere stato di fatto l'unico a mettersi di traverso sulla strada per il titolo del laziale. Per Chiapperini (23"37) 5° titolo indoor, 3° sui 200. Sugli 800 invece si apre l'eterna intrigante discussione sul rapporto conflittuale tra Stefano Avigo e gli 800 ai Campionati Italiani Master Indoor. Vi basti questo dato: Stefano, nonostante sia il più forte atleta sugli 800 a livello master fin'ora apparso sulle scene, non ha mai vinto gli 800 metri al coperto. Deve essere proprio un tabù! Quest'anno la gara si è prestata alle solite meravigliose congetture tattiche, complicate anche dal tempo ottenuto nella prima serie da Alfonso Scarfone (2'03"60). Si sa, il canovaccio che vede impegnato il bresciano quando partecipa a qualsiasi campionato italiano è sempre tutti-contro-Avigo o Avigo-contro-tutti. Ma questo è il prezzo per essere (nettamente) il più forte del lotto. E così tutti si aspettano che Avigo prenda la testa se vuole difendere il proprio blasone, mentre probabilmente Avigo si aspetta che se qualcuno vuole il titolo, se lo deve andare a prendere. Così, in questo brain storming, la gara parte a ritmi da passeggiata sul lungo-lago di Iseo: 33" ai 200 e la gara è bella che finita. Servirebbe 1'30" sui restanti 600 per portare a casa il titolo. Il capriolo Cosimo Sguera, capito l'andazzo, e visto che nessuno si arrischia di prendere la testa, rompe gli indugi e inizia a tirare il gruppo. Si arriva al volatone dove quello che poteva essere uno dei possibili spauracchi di Avigo, Giovanni Latini (autore di un paio di tempi vicini ai 2'00" nel 2010) lo sopravanza: 2'04"25 a 2'04"80. Secondo e terzo. Naturalmente Stefano Avigo aveva vinto il giorno precedente, nel Sabato-degli-Avigo, i 1500 in 4'13"91, conquistando il suo 5° titolo sulla distanza, 4° consecutivo. Sui 1500 Stefano appare imbattibile, rispetto agli 800. L'equazione sembra essere: 800 tattici: battibile. 800 tirati: imbattibile. 1500 tattici: imbattibile. 1500 tirati: battibile. Passando ai 3000, doppia la vittoria del 2010 Alberto Piacentini che sigla un tempo più o meno simile a quello dell'anno precedente: 9'06"10. Nei 60hs Patrick Ottoz torna alla vittoria dopo 4 anni (l'ultimo titolo risaliva al 2007): 8"94 e terzo titolo italiano indoor. Nell'alto primo titolo nazionale per l'ex FF.OO. Stefano Quazza con un notevole 1,96. Fulvio Andreini conquista il secondo titolo al coperto nel salto con l'asta con 4,20 dopo quello conquistato nel 2007 (anche qui, dopo 4 anni). 6,76 il gran balzo di Stefano Tarì nel salto in lungo, che doppia la vittoria del 2010 quando ancora era M35. Simone Sbaragli nel triplo, doppia anch'esso il titolo del 2010 con 13,15. Nel lancio del peso scudetto ad Antonio Gardelli (che vinse un titolo outdoor nel 2009). Terzo titolo consecutivo nei 3 km di marcia per Luigi Paulini ed infine vittoria della Capriolese nella staffetta, dopo il non secondario particolare di aver perso il testimone (caduto a terra inopinatamente) tra la terza e la quarta frazione. 

Gli italiani indoor master: tra le F40 esplode Denise Neumann - esordio master di Maria Costanza Moroni

I fratelli Avigo: campioni italiani dei 1500 M40, F40 e M50 
Nella categoria F40 registriamo l'esplosione definitiva nell'empireo dello sprint nazionale di Denise Neumann (1970) che ha fatto doppietta (diventata tripletta con la staffetta) di 60-200: il cronometro sta lì ad indicare l'assoluto valore della ambrosiana: 8"15 e 27"01, quest'ultimo record italiano di categoria che abbassa il tempo di quella che di certo non può essere considerata l'ultima arrivata, Marta Roccamo, che nel 2008 correva sempre sull'anello di Ancona in 27"07. Poi è arrivato il record italiano con la staffetta 4x200 (1'51"72) che sfoderava per l'occasione oltre alla Neumann, Marinella Signori, Giuseppina Perlino e Susanna Tellini: 4 stelle dell'atletica italiana master. Più di 2" di miglioramento, rispetto al record che la stessa Ambrosiana aveva ottenuto l'anno scorso (1'54"15). Per Denise primi due titoli italiani individuali e 4 totali con i due titoli nelle staffette (uno ne ha vinto all'aperto). La Neumann con tutto quel bendidio scritto qui sopra, si colloca così tra le sicure sorprese e stelle dell'edizione 2011 dei Campionati Italiani Master. Uno dei personaggi più famosi a livello generale presente ai Campionati Italiani, Maria Costanza Moroni, finalmente la si vede esordire ad un campionato master vincendo nettamente il doppio giro di pista in 1'01"95 (il record lo detiene comunque Cristina Amigoni con 1'00"25) che doppia con i 60hs dove si è imposta con 9"41. (qui svetta il primato della mamma di Andrew Howe, Reneè Felton, con 9"06). Stefania Rulli, in una gara tattica, ha prevalso nella disfida con Laura Avigo sugli 800 in un serratissimo finale in cui ha prevalso di soli 6 centesimi (2'34"01 a 2'34"07). Ma la mia concittadina aveva fatto molto bene il giorno prima, sui 1500, in quello che è stato il Sabato degli Avigo, dove i tre fratelli (Stefano, Laura e Pierangelo) si sono resi protagonisti di un evento più unico che raro, cioè la contemporanea vittoria in tre categorie diverse, della stessa gara, i 1500 metri. Proprio Laura Avigo sui 1500 ha portato a casa il bottino pieno (4'56"12) nell'ultimo anno di categoria (valore doppio). 9° titolo italiano indoor per la capriolese (come cittadinanza acquisita), 6 da F40 e 3 da F35; Il dominio di Laura sui 1500 indoor è praticamente ininterrotto dal 2005, se si fa eccezione del 2009 in cui mi sembra fosse infortunata. Gli 800 (curioso: deve essere il tabù di famiglia) invece sono stati vinti "solo" nel 2005 e nel 2008, quindi ultimo titolo 3 anni fa. Primo titolo italiano di carriera nei 3000 metri a Simona Ruggeri con 10'36"42, davanti non certo all'ultima arrivata, quella Lorella Palgiacci che aveva vinto sia l'edizione 2009 che quella 2010 proprio dei 3000 indoor. Entusiasmanti i concorsi. Chiara Ansaldi vince l'alto con 1,50 (ma era da sola), conquistato il 4° titolo italiano al coperto (3 proprio nel salto in alto) poi si cimenta nel triplo e nel lungo dove arriva rispettivamente terza e seconda. Nel lungo la palma d'alloro cinge il capo di Maria Luisa Giudici, che altri non sarebbe se non la moglie di Marco Segatel assurta ad alti livelli prestativi e che è spinta sino a 4,98 (contro il 4,84 dell'Ansaldi) per quello che è il suo primo titolo nazionale indoor. La Giudici e l'Ansaldi sono state poi superate da Nely Mery Greceanu nel salto triplo: 10,26. Per Mery 5° scudetto individuale a livello indoor, 4° consecutivo nel salto triplo dal 2008. Arriva dal peso il primo titolo italiano "coperto" per Pasqualina Proietti Pannunzi, che ha distanziato di 3 metri esatti le avversarie: 12,32 i numeri della sua vittoria. Concludo con Melania Aurizzi, vincitrice il suo secondo titolo italiano master (il primo indoor) nella marcia. 

07/03/11

Gli italiani indoor master categoria-per-categoria: i 35-39

Flavia Borgonovo - doppietta su lungo/triplo
Nelle F35 in maniera barbarica in 4 hanno fatto razzia di tutto quello che c'era da vincere spartendosi in maniera più unica che rara il bottino di categoria. Al resto del mondo hanno lasciato giusto i 60hs e il lancio del peso. Nei 60 e nei 200 si è rivista finalmente all'opera (era ora!) Tiziana Bignami, che ha vinto in 8"19 e 27"08. Negli ultimi anni si era vista veleggiare anche sui 400, togliendoci il piacere di vederla nello sprint. Per lei il career-score parla di 6 titoli italiani indoor e, che ci crediate o meno, quello dello scorso weekend è il suo primo titolo sui 200 (nel 2008, anno del titolo mondiale indoor a Clermont Ferrand, si cimentò, vincendoli, sui 400). Poi tre titoli sui 60 e due sui 400. Nelle 4 doppiette della categoria F35, è poi il turno di Emanuela Baggiolini, nella sua classica accoppiata 400-800. Il suo compound parla ora di 4 titoli al coperto (aggiunge a quelli dello scorso fine settimana i 400 del 2010 e gli 800 del 2009). 58"29 e 2'14"83 i suoi ottimi crono (come sempre). L'800 del 2009 fece parte di quella paurosa catena di record (9 in meno di tre anni) che inizialmente l'avevano vista alternarsi a Paola Tiselli (che lo detenne per circa una settimana nel 2009) e che proprio Emanuela portò fino a 2'13"15 prima dell'avvento di Lucia Pollina e soprattutto Elisabetta Artuso. Terza doppietta proprio per Paola Tiselli, su 1500-3000 (seconda negli 800, che ha vinto solo nel 2008 e sui quali nulla ha potuto, anche per il doppio impegno dei giorni precedenti). Tempi? 4'55"29 e 10'34"30. E sono addirittura 9 i titoli italiani della Tiselli al coperto, con un filotto di doppiette 1500-3000 (più il famoso 800 del 2008) vinti praticamente sempre dalla propria entrata come F35 nel 2008. La quarta doppietta l'ha piazzata Flavia Borgonovo e non è difficile indovinare dove... lungo e triplo, naturalmente, dove ha saltato rispettivamente un grandissimo 5,53 e un ottimo 11,44. Per la comasca si arriva a 5 titoli totali nazionali indoor, 3 consecutivi nel lungo (quest'anno col miglior risultato metrico) e 2 nel triplo: purtroppo nel triplo nelle due edizioni vinte (entrambe con ottime misure) non ha trovato avversarie, nonostante la categoria sia quella più giovane. Nel lancio del peso palma della migliore ad Anna Maria Garofoli, al secondo titolo al coperto dopo il pentathlon dell'anno scorso. Infine primo titolo italiano nei 60hs per Antonella Giulivi, con un probante 9"97. La categoria F35, come scritto nell'ultimo articolo, soffre tremendamente: solo 3 new-entry del 1976 (con un solo argento nei 400), e in pratica il 66% delle medaglie vinte da atlete tra l'ultimo e il penultimo anno di categoria (1972 e 1973) ma con un netto dominio delle ragazze all'ultimo anno.
Nella categoria M35 invece le nuove leve si vedono, eccome. Di sicuro desta stupore l'entrata in scena di Aldo Marco Alaimo, proprio del 1976, che nel suo palmares assoluto vanta anche due terzi posti agli assoluti sui 200 e un titolo junior, sempre sui 200. Ed esordisce con la doppietta 60-200 con 7"08 e 22"80. Si presenta anche Leonardo Iorio, 1975, che già l'anno scorso si era messo in luce senza mai però cimentarsi in gare master (49"59 sui 400 e 10"99 con -0,7 sui 100 nel 2010) ed arriva secondo sia nei 60 (7"13) che nei 200: 23"10. Seconda doppietta consecutiva in due anni per Giuseppe Poli su 400-800. Quest'anno dimostrando una superiorità disarmante, quasi irridente nei confronti degli avversari. Sui 400 addirittura una condotta di gara a dir poco naif, con un secondo giro quasi più veloce del primo, e un finale in cui gli avversari sembrava stessero correndo sotto'acqua, immersi nel mare di lattato che obnubila le mente, mentre lui volava a tre metri sopra il cielo. Naturalmente vittoria prestigiosa sul campione europeo uscente Max Poeta, non certo uno qualunque. I suoi crono 51"89 e 2'02"92. Manuel Dalla Brida vince sui 1500 (4'13"95), ma soccombe ad Antonio Gravante sui 3000, dove si è assistito ad una gara di ottimo livello: 8'55"17 vs 8'57"97. Dalla Brida l'anno scorso era riuscito nella doppietta, mentre Gravante è del 1976, ed è uno dei 4 titoli vinti da un atleta al primo anno tra gli M35. Strefano "Colin" Longoni si impone nettamente sui 60hs con 8"31, stabilendo il nuovo record italiano che già gli apparteneva (8"38) sulle barriere da un metro. Secondo titolo italiano indoor per Stefano e 4° assoluto. Nel salto in alto e nel salto triplo doppia Luca Tonello, con 1,84 e 13,28: 4° titolo italiano consecutivo indoor nell'alto, e manca ancora un anno: sarà 5-in-a-row l'anno prossimo? 6° totale e tutti a livello indoor. Nel lungo sfida tra velocisti, che vede la vittoria di Francesco Di Leonardo con 5,95, su Emiliano Raspi. Nel salto con l'asta 4,25 di Davide Colella (altro 1976), mentre nel peso l'energumeno Francesco Longo spara a 13,32 e  si porta a casa la gara. Staffetta all'Athlon Bastia e titolo solitario nei 3 km di marcia a Riccardo Collura. Diciamo che l'atletica master in Italia è soprattutto di stampo velocistico e la categoria M35 non ne fa difetto. Per fortuna il livello si è nettamente elevato, mentre rimangono sacche in alcune specialità dove non c'è ancora un livello sufficiente ad attirare il conflitto tra atleti top. 

Italiani Indoor Master: la caduta degli Dei

Foto Fidal - Marco Morigi vincitore sui 200 M50
Mi perdoneranno gli amici Master che vado a citare per quello che mi è sembrato il titolo più appropriato a questi campionati master. Prima di tutto l'impressione in generale: sembra infatti che il livello qualitativo medio sia molto aumentato, che la membrana di "omertà" tra ex assoluti e master sia definitivamente caduta, e che ormai l'attività master sia ambita come bene di rifugio per molti. Purtroppo non si è vista quella che poteva essere la starlette (Eleonora Berlanda) ma ritengo che i gruppi sportivi militari siano decisamente restii a far partecipare i propri dipendenti ad un campionato master. L'unico di cui mi ricordi è Paolo Valt (Carabiniere) agli italiani di Bressanone del 2008. Tantissimi record battuti, decine di sfide pazzesche, risolte spesso per pochi centesimi, se non millesimi. Unica categoria sempre un pò anemica rispetto alla demografia del resto del mondo master, risulta la F35, ma per ragioni probabilmente più "sociologiche" (età in cui spesso le ex-atlete pensano più alla maternità che ai tempi dopolavorastici). Durante le gare immaginavo con un pizzico di rammarico come ogni categoria avesse in realtà bisogno di un menestrello, un cantore: nel calderone dei momenti, degli attimi, dei fermo-immagine, andranno persi quegli istanti densi di significato che probabilmente meriterebbero ognuno un solo racconto di diverse pagine. Rimarranno purtroppo solo nella memoria di chi li ha vissuti, e di chi, da fuori, li ha veduti. Vedete, non è la gara in sè, ma tutto quello che c'è prima che pesa sulle "storie": record, sfide precedenti, imbattibilità, duelli. E nei master questi "sconti" si perpetuano, si consolidano, si intrecciano. Chi li conosce, gode, chi li guarda, vede solo una gara come tutte le altre. Ho la fortuna di conoscere diverse di queste storie, e più passa il tempo e più affascinante conoscerle. Mi piacerebbe raccontarle, chissà, un giorno forse. Quest'anno, come intitolavo, mi è venuto da pensare a questo titolo: la caduta degli Dei. Per quanto sarà nella mie possibilità scriverò di tutto questo, delle sfide e dei record, ma a caldo mi vengono in mente questi attimi in cui la sconfitta diventa parte del gioco, e l'atleta diventa uomo o donna, mostrando alla fine quel volto che era sconosciuto a tutti e che dimostra una volta di più quanto un campione (anche se master) può essere grande. Non mi ricordo chi me lo diceva ieri... il vero campione si riconosce sempre quando perde, mai quando vince. Sul palcoscenico della vita, quel ruolo di vincitore indefesso era già nota: è come il tenore che recita tutte le sere Cavaradossi nella Tosca. Sarà probabilmente più apprezzabile dal suo pubblico quando intonerà "Celeste Aida", uno spartito e un ruolo diverso. E' proprio qui  il momento in cui si dimostra la propria forza e probabilmente anche la capacità di separare quella che è la vita reale dal gioco: chi non ci riesce è perduto, chi ci riesce ne esce anche meglio di prima. Ci sono master che stanno al nostro movimento nazionale come i faccioni di pietra del Monte Rushmore: icone del nostro movimento come Vincenzo Felicetti dove sui 200 era praticamente imbattuto da... sempre. Gli ultimi titoli quelli di campione Mondiale della specialità a Lahti e campione europeo in Ungheria. Eppure... Antonio Rossi in gran spolvero (record italiano sui 60) ha avuto ragione di lui proprio sui 200. E Vincenzo con grande signorilità si è complimentato col suo competitors, con un sorriso. Anche Enrico Saraceni ha avuto il suo giustiziere in Mauro Graziano, anche lui fulminante sui 60 in precedenza. Gara sui 200 M45 con un testa-a-testa durato praticamente dal primo centimetro, complice le corsie affiancate e la partenza al ralenti di Enrico, e vittoria per il piemontese per due inopinati centesimi. Anche qui grande sportività da parte di Enrico. Naturalmente Felicetti e Saraceni avevano il giorno prima già consolidato la propria imbattibilità sui 400, quasi che fossero dei novelli Sauron ad imporre la propria presenza con l'occhio fiammeggiante sulle Terre di Mezzo. La terza testa coronata a cadere è stata quella di Stefano Avigo sugli 800, la specialità in cui di fatto a scritto la storia a livello cronometrico tra M35 ed M40, ma che sembra avere l'achilleo tendine proprio nelle gare tattiche in cui il bresciano probabilmente si sente vulnerabile. E così è stato. Nell'alto maschile M50 è successo anche che il Campione Europeo da soli 6 mesi potesse perdere il titolo da un italiano. Emmanuel Manfredini ha infatti dovuto cedere lo scettro a Marco Mastrolorenzi: 1,78 a 1,81. Ma il laziale negli ultimi due mesi, a livello indoor era cresciuto parecchio: la sfida era nell'aria. Vi rimando ai prossimi corposi report sugli italiani master e ai tanti video raccolti (circa una 30ina) di cui faremo una galleria apposita. Chi li volesse condividere, basterà inviarmeli a questo indirizzo di posta elettronica: gigaben@yahoo.it (o il link su youtube, o caricandolo su Megaupload.it e poi comunicandomi la stringa per scaricarlo o infine spendendomelo direttamente. A proposito: come suggeritomi da molti, il premio della Fidal l'ho ritirato. Effettivamente dare soddisfazione a uno che se le suona e se le canta, non era proprio il caso. 

02/03/11

Italiani Master Indoor nel mezzo di un alluvione? Marche sotto l'acqua...

Il Pala Banca Marche di Ancona 
Essendo stato impegnato per... lavoro negli ultimi due giorni, mi sono interessato purtroppo esclusivamente di problemi contingenti della vita quotidiana. Poi avendo tolto dal mio zapping alcuni telegiornali delle reti più diffuse (5 o 6 su 7 per cercare di rimanere integri), alcune informazioni mi sono state precluse. Ebbene, la notizia è che ad Ancona c'è stata l'alluvione. Sui siti si parla di decine di aziende chiuse per l'acqua. Chiuso l'aeroporto, fiumi esondati, canali stracolmi. Chiusa l'Ikea e il Carrefour: 100 milioni di euro i danni quantificati e il meteo parla di altre precipitazioni per le prossime ore che potrebbero portare ad altri danni. Purtroppo sul sito della Fidal Marche non si parla di questa emergenza e se ci potrebbero essere eventuali ripercussioni sull'afflusso di oltre 1300 atleti master iscritti previsti per il fine settimana. Le vie di accesso alla città sono sicure? Il palazzetto è una zona sicura? Le mie preoccupazioni sono eccessive? Forse sì o forse no. Urge una cosa: informazioni. Farsi un viaggio per mezza Italia per scoprire che il Prefetto ha sospeso tutte le manifestazioni sportive per il fine settimana, non sarebbe bello...

28/02/11

Uscite le liste degli iscritti agli Italiani Master - iscritte Eleonora Berlanda, Daniela Ferrian, Nadia Dandolo e Maria Costanza Moroni

La Berlanda, stella degli italiani master
Sono uscite oggi le liste dei campionati italiani master (qui il link), che si terranno questo fine settimana. Grandi nomi soprattutto tra le donne, dove compaiono i nomi di Eleonora Berlanda (seconda agli assoluti di una settimana fa), Daniela Ferrian (una delle sprinter italiane più forti di sempre), Nadia Dandolo (mezzofondista di valore mondiale negli anni '80-'90) e Maria Costanza Moroni, che fino a 2/3 anni fa partecipava ai campionati italiani assoluti con alterne fortune. Tra gli M35 esordisce l'imbattibile velocista palermitano Marco Alaimo (almeno per gli iscritti), Stefano Longoni vs Paolo Citterio sui 60hs (ma Longoni è molto più specialista), Luca Tonello ma non Arduini nell'alto, a sorpresa il rumeno Gabriel Gui nel lungo (7,32 quest'anno) contro Marco Tremigliozzi (sfida oltre i 7 metri), il terzo dei recentissimi Campionati Italiani assoluti Vincenzo Magliulo sui 3 km di marcia. Negli M40 forse è svanita la sfida Chiapperini-Scarponi, visto lo stiramento subito in allenamento dal primo. Ma ci sarà sicuramente Michele Lazzazera (olimpionico a Seul) a contrastare la vittoria al romano. Ennesima sfida imperdibile tra Edgardo Barcella e Max Scarponi sui 400, mentre sarà tutta da seguire la sfida sugli 800 tra il primatista italiano Stefano Avigo contro il "nuovo" Giovanni Latini, l'anno scorso sceso sotto i 2'01". Il primatista italiano Giacomo Befani iscritto nell'asta, contro Fulvio Andreini. Negli M45 presenti molti dei migliori sprinter italiani a partire da Mario Longo, continuamente alle prese con la sfida con il cronometro e la storia. La vera sfida sarà però sui 200, dove i migliori tre in circolazione (Enrico Saraceni, Mario Longo e Mauro Graziano) si scontreranno in una sfida epocale. Nei 400 Enrico Saraceni avrà il rampante D'Agostino quale avversario più temibile. Quest'ultimo si vedrà sfumare una delle possibili sfide come quella tra lui e Giuseppe Romeo (assente quest'ultimo) mentre torna alle gare master Alessandro Petroncini, sui 60hs. Marco Segatel è iscritto nell'alto, mentre si potrà assistere ad un bella disfida nel lungo M45 tra Giorgio Federici (neo primatista italiano M45) e Michele Ticò. M50: torna sul luogo delitto (i 60 metri) Marco Morigi, messosi in luce proprio un anno fa su questa distanza. Avversario Massimo Clementoni, sia sui 60 che sui 200. Poi Morigi potrebbe vedersi sui 400, ma attenzione che dalle retrovie è tornato Ettore Ruggeri, che a causa del Sigma dovrà partire dalle serie senza tempo: sarà come vedere lo slalomista che fa il tempone nella seconda manche, dopo aver finito la prima molto lontano. Assente il medagliato di Nyiregyhaza Furia. Luigi Ferrari è iscritto sugli 800, mentre i 1500 saranno una gara con tanti galli nel pollaio. Hubert Indra è iscritto negli ostacoli e nell'asta, così come il campione Europeo Emmanuel Manfredini nell'alto che però dovrà sudarsi la maglia tricolore con Marco Mastrolorenzi. Giancarlo Ciceri è presente nel triplo (è il campione mondiale di Lahti). Michelangelo Bellantoni è la vedette degli M55. Antonio Rossi cercherà il record nei 60 M60, mentre non poteva mancare Vincenzo Felicetti su 200 e 400. Dario Rappo mezzofondista di cui tener conto nella stessa categoria. Giuliano Costantini è un altro dei VIP master italiani, e sarà presente nel triplo. Tra gli M65 la sfida da cartellone sarà quella tra Aldo Del Rio e Giuseppe Grimaudo, dominatore della stagione 2010. Lamberto Boranga è un'altra primadonna del masterismo italiano, e risulta iscritto a lungo e triplo, come tradizione vuole. Tra i veterani (quelli dall'M70 in su), segnalo Vittorio Biagiotti (top-scorer di titoli italiani master), Luciano Acquarone e l'immancabile Ugo Sansonetti.
Nelle F35 finalmente torna Tiziana Bignami sui 60, Baggiolini vs Tiselli sugli 800, e, incredibile ma vero, sui 1500 e sui 3000 è iscritta Eleonora Berlanda! Per Paola Tiselli compito arduo, anche se qualche dubbio che partecipi ce l'ho. La bi-campionessa mondiale indoor Flavia Borgonovo è iscritta su lungo-triplo. Tra le F40 sfidone Neumann-Valdifiori-Seck sui 60 e sui 200. Stefania Rulli vs Laura Avigo tra 800 e 1500. Maria Costanza Moroni è iscritta sugli ostacoli. Assolutamente pirotecnici i 60 F45. Assolutamente da non perdere, con Annalisa Gambelli e Marinella Signori (primatiste quest'anno con 8"47), Susanna Tellini (8"48) e l'entrante Marta Roccamo che quest'anno non ha ancora esordito, ma vale sicuramente quei tempi. Assente Rosa Marchi, la precedente detentrice del record. La Gambelli si troverà Giuseppina Perlino sui 200, c'è un record da battere. La neo primatista italiana Barbara Martinelli è iscritta sugli 800. Su 1500 e 3000 si pregusta la sfida tra Nadia Dandolo e Spiridoyla Souma; troviamo poi Rossella Zanni negli ostacoli. Poi se la vedrà con Tiziana Piconese nell'alto, con quest'ultima primatista italiana recentissima. Susanna Tellini è la stellina dei lungo. Finalmente è iscritta ad una gara master Daniela Ferrian; Maria Lorenzoni è iscritta su 800, 1500 e 3000. Poi le solite note: Umbertina Contini, Waltraud Egger, Ingeborg Zorzi, Cecotti Pasqualina, Emma Mazzenga e Gabre Gabric.