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18/09/13

il grande Pietro e quel qualcosa che non è mai stato detto

Come scrivevo al tempo della scomparsa di Pietro Mennea, c'è una nota che continua a stonare terribilmente nel mondo dell'atletica italiana nel proprio rapporto con il più grande atleta di sempre, il nome-cognome di questo sport nel mondo. Lui è rimasto dentro ognuno di coloro che hanno amato l'atletica, per questa sua immagine di ometto normalissimo, col fisico quasi da collega d'Ufficio, ma che per quasi due decadi ha legnato il gotha dello sprint mondiale. Pensare al collo taurino di Allan Wells, al suo volto da boxeur, il fisico scalpellato in un blocco estirpato dalle scogliere di Dover, e poi... cambiare inquadratura, e vedere la magliettina bianca sotto la canotta azzurra di Mennea... quasi a nascondere il fisichino per pudore: ma come ha fatto? Come faceva poi a sovvertire pronostici già scritti? Oppure messo di fianco al bisonte russo Borzov, uomo robotizzato, figlio della technological rush dovuta alla Guerra Fredda, e quel ragazzotto pugliese dall'età indefinibile, così "normale"? Ma non voglio lanciarmi nel tratteggiare l'ennesima elegia di Pietro (lo chiamo per nome, perchè nel nostro vissuto sportivo era una sorta di amicizia inconscia, immanente in tutti noi) perchè tutto è stato già detto e scritto.

Quello che sottolineo per la seconda volta parte da lontano, ma dà la misura di quello che voglio dire. Ero all'Arena di Milano, in una pausa di un allenamento e si discorreva con qualche allenatore sulle imminenti elezioni federali, cosa della quale mi disinteressavo completamente: mi interessava correre, mica impegolarmi in quelle cose. Eravamo alla fine degli anni '90, e mi intromisi ingenuamente in quella discussione, facendo un'affermazione che ritenni assolutamente lapalissiana: "ma perchè non lo fa Mennea il presidente della Fidal?". Attimo di astonishment generale. Il sasso lanciato in mezzo allo stagno che ferma il tempo per un momento che sembra infinito. Poi mi rispose un allenatore, di cui ricordo bene il volto nel momento in cui mi parlava, ovvero storcendo la bocca: "mah... Mennea è stato un grande atleta, ma... non lo vuole nessuno. Non sarebbe in grado di guidare l'atletica italiana". Questo il senso delle sue parole che erano evidentemente condivise dal capannello di persone con cui parlavo. Ci rimasi male... feci la figura del pirlotto. Mi resi conto che probabilmente c'era altro sotto. Non sapevo "cose".

Ma cosa poi? Perchè chi ha guidato l'atletica italiana negli ultimi 20 anni, che miracoli ha poi realizzato? Avete visto miracoli in giro? O alla fine si riduce tutto ad una questione di fede?

La settimana scorsa si è tenuto il Mennea Day... trovata geniale, davvero. Non scherzo. Centinaia di persone a celebrare il più grande atleta italiano di sempre nella sua gara. 200 metri in suo onore. Giustamente. Bellissima e dovuta idea. Riconoscimenti urbi et orbi, tutti concordi a sottolineare la sua grandezza che rimarrà probabilmente intoccata alle nostre latitudine per chissà quante centinaia di anni. Poi leggo anche di lodevoli incontri per ricordarne le gesta: bè, per provare brividi, basterebbe riguardarsi la sua finale di Mosca in silenzio col commento "sorpreso" di allora di Paolo Rosi). Tutto bellissimo, ma... comunque la si giri, a me mancano 25 anni di Mennea all'appello, ovvero da quando smise a quando, purtroppo, venne a mancare.

Non ci si può dar pace oggi, c'è qualcosa di ipocrita in fondo. Dov'è stato Mennea in tutti questi anni? E' diventato un uomo di successo, impegnato in mille attività in ognuna delle quali è diventato qualcuno. Perchè non l'atletica? Su facebook ho notato la presenza di molti atleti dal passato glorioso: tutti evidenziano il loro trascorso sportivo, chi più, chi meno: ma quella è la loro immagine pubblica. In pochi lo nascondono, o cercano di bypassarlo in quel calderone personale che è il social network. Chi ha avuto tanto dallo sport, ci rimane legato a vita. Ed è mai possibile che l'unico indifferente al proprio mito ne sia stato proprio il protagonista? Lui che andava nelle scuole a parlare di sport? Non ci credo proprio.

Come scrivevo la settimana dopo la sua morte, possibile che Pietro abbia poi odiato tanto l'atletica da diventarne un oggetto estraneo? Mi interrogavo, allora: è Pietro che si è allontanato dall'atletica, o è l'atletica italiana che si è allontanata da Pietro? Oggi penso che la risposta giusta sia la seconda, senza nemmeno tante elucubrazioni: non so se fosse una persona scomoda, o che andava lusingata per essere convinta (e francamente, andava lusingata!), ma nessuno si è mai chiesto se tutte le diverse cordate federali che si sono succedute in questi 25 anni anni, abbiano mai pensato di coinvolgere Mennea con un ruolo apicale in Fidal?

Ammetto l'ignoranza in materia: può essere pure successo e me lo sono magari perso... ma intimamente non lo penso. Non può esserci mai stato nessun dirigente dell'atletica italiana che abbia voluto Pietro al suo fianco: troppo ingombrante, troppo "uomo", troppo famoso. Mennea non era uomo utile a questa atletica italiana frammentata, impegnata più a mantenere piccolissimi ed infimi privilegi piuttosto che ad avere uno sguardo globale e educativo di questo sport. Non andava bene, e non sarebbe mai andato bene "strutturalmente", perchè Pietro avrebbe voluto dire rivoluzionare la filosofia dell'atletica in Italia. Se avete per caso assistito alla mia chiacchierata con Pietro al telefono, quando Mario Longo riuscì a trascinarlo nella corsa alla Presidenza della Fidal, tutto quello che in questi anni si è ritenuto essere vitale, non l'ha nemmeno considerato. Ammetto che allora mi dissi: "Cavolo, Pietro entra in un mondo che non conosce molto...". Oggi, ritengo che ero io che ero "embeddato" dalla parte sbagliata della barricata.

Non ne sapeva quasi nulla di società civili, militari, organizzazione della Fidal... Parlava di scuola, valorizzazione dello sport: premeva sugli aspetti educativi. Possibile? Temi che non hanno avuto un passato, non hanno un presente, nè avranno un futuro. Oggi serve solo il risultato finale, su quello si può costruire qualcosa: questo è il pensiero dominante. Eppure i risultati dell'atletica italiana a livello internazionale parlano chiaro: l'atletica di vertice è incoerente senza professionismo, o con il semi-professionismo di Stato, al quale si aggiunge qualche contributo della Federazione. Serve davvero ripartire da basi più solide, qualcosa con l'aggettivo educativo accanto, infischiandosene dei risultati apicali, per concentrarsi su quelli di pura diffusione dello sport e più rivolta alla base. Poi sarà inevitabile che arrivino i risultati. L'idea di atletica di Mennea non aveva e non avrebbe mai avuto spazio.

Oggi, dopo aver compreso molti dei meccanismi alle ultime elezioni federali, molti dei quali davvero riprovevoli, mi son reso conto che la nostra battaglia (partita da Mario Longo) per avere Pietro come Presidente della Fidal, ha rappresentato qualcosa più che velleitario. Eravamo un pò illusi, ma insomma: alla fine è stato l'unico tentativo a me noto di avere Pietro a capo dell'atletica italiana. Mi rincresce davvero: potessero votare gli appassionati o i semplici tesserati, non ci sarebbe mai stata storia. Ma come sapete, non è così. E non lo sarà mai. Mi piacerebbe sapere quanti, tra tutti i dirigenti dell'atletica, in quei pochi mesi in cui si provò a far passare questa idea con un Mennea uomo forte della Fidal, si avvicinarono o appoggiarono Pietro. Quanti saranno stati Mario? Tu lo sai?

Concludo con una riflessione molto amara e che mi ha spinto a non partecipare al Mennea-Day: di Pietro ce ne si è ricordati tutti solo dopo la sua morte. E negli ultimi 25 anni, dov'eravamo tutti? Anzi, dov'erano? 

10/01/13

Clamoroso! a 46 anni torna Ezio Madonia: 6"30 sui 50 mt

L'articolo comparso sul Giornale Mercantile di Genova
Notizia clamorosa nel mondo master italiano che arriva direttamente da un amico e presente sul Giornale Mercantile di Genova. Ebbene, a 46 anni è tornato alle competizioni Ezio Madonia, classe 1966, uno dei più "rinominati" sprinter azzurri di sempre. Già messa giù la prima gara, al Palasport di Nizza, dove si è cimentato su un 50 metri chiuso in un ottimo 6"30. Tradotto in AGC, lo spessore della sua prestazione equivarrebbe ad una bomba da 97,3%, che riconvertito in un risultato di un ipotetico Madonia all'apice della carriera, gli sarebbe equivalso ad un 5"69. Se un 5"69 non dice nulla, diciamo che il medesimo valore su un 60 porterebbe ad un... 6"57. Non male, eh? Per i più giovani, ecco il Who's who: Ezio Madonia vanta la bellezza di 30 presenze azzurre nella nazionale maggiore (stando all'annuario Fidal), un PB sui 100 di 10"26 e una presenza praticamente costante nelle staffette azzurre dal 1987 (corse la 4x100 dei mondiali di Roma) fino al 1996. All'attivo due olimpiadi (Seoul '88 e Atene '96), quattro campionati mondiali outdoor (Roma '87, Tokyo '91, Stoccarda '93, Goteborg '95), due campionati europei (Spalato '90 ed Helsinki '94), 3 campionati europei indoor (Budapest '88, L'Aja '89, Genova '92), 6 Coppe Europa, due edizioni di Giochi del Mediterraneo (Latakia '87 e Atene '91)... e gli honours? Ebbene, sono i tre bronzi nella 4x100 (uno ai mondiali di Goteborg '95) e due agli europei. E ci sono anche i 3 ori ai giochi del Mediterraneo. Ma forse uno degli allori principali è un puntello "storico", ovvero Ezio Madonia è stato l'ultimo italiano ad essere arrivato più lontano in una grande manifestazione internazionale sui 100 metri: arrivò in finale a Tokyo '91, quasi 22 anni fa. Nel frattempo, dopo 6 olimpiadi, e 9 campionati mondiali, nessuno sprinter azzurro ha fatto meglio. 

E ora? Non conosco se questa sia una rondine a primavera: tre anni fa, pensate, ci fu un analogo ritorno a livello indoor di Bruni Surin, il canadese spalling-partner di Donovan Bailey, tornato per l'occasione a correre un 50 in età "avanzata" (ma a 42 anni), corse in 6"15 (ma aveva 9"84 sui 100...). Pensate un pò che razza di sfida ci sarebbe con Mario Longo, con il quale correva le staffette azzurre, e che attualmente rappresenta il non-plus ultra della categoria a livello storico, se non altro perchè è attualmente il detentore del record mondiale dei 60 indoor per un 45enne... un mostruoso 6"97. A 46 anni non è affatto male. Finita qui? Macchè: nella velocità M45 si legge nelle classifiche del 2012 la presenza di un certo Gianni Puggioni (11"21)... voli pindarici su quello che potrebbe essere... e naturalmente si trova trova anche il Campione Mondiale dei 100 M45 di Sacramento '11, ovvero Mauro Graziano (11"18 e 22"44 l'anno scorso); il triplo campione europeo Max Scarponi (100, 200, 400) a Zittau 2012. E c'è anche il materano Alfonso De Feo, in grandissimo spolvero alle indoor 2012; Poi Walter ComperRoberto Barontini (entrambi sotto i 23" sui 200)... una categoria davvero esplosiva. Bè, non ci resta che aspettare...

20/01/12

Master: Mario Longo vale già un mondiale - la classifica AGC

Che si sia in Italia si capisce da tante piccole cose. La prima di tutte è che non esiste uniformità nel trattare la stessa cosa a seconda della latitudine, e questo senza alcuna pregiudiziale. L'esempio trasportato sull'atletica è il Sigma: chissà perchè alcuni comitati regionali o provinciali riescono a caricare i risultati praticamente in tempo reale, e altri aspettano che il risultato divenga materiale archeologico sedimentato. Ad esempio in Sicilia (almeno fino all'anno scorso) sembra non esista proprio il Sigma, che stia aspettando il ponte sullo Stretto (unico utilizzo la funzione per stampare i file pdf). Stessa cosa per la Campania, che ha pubblicato sì i risultati dell'ultimo meeting indoor di Ponticelli, ma bisogna andare a stanarli sul loro sito regionale e non dove si penserebbe di trovarli assieme a tutti gli altri (ovvero qui). Con i risultati del Veneto viene quasi da disintegrare il monitor: alcuni sì, altri dopo secoli, altri solo sul loro sito, altri ancora... mai. Ad esempio: dove si trovano i risultati della riunione di lanci di Schio? Quale arzigogolato viaggio per etere bisogna percorrere, visto che sul sito Ufficiale viene postato un link al sito regionale all'interno del quale del meeting non c'è traccia? Chi lo sa batta un colpo. Quindi, se un giornalista (mi autoescludo dalla categoria, perchè faccio tutt'altro) volesse scrivere di atletica in maniera esaustiva si troverebbe questa Babele di fonti non integrate che ci dicono esattamente come Arese e l'attuale cricca considerino l'atletica di base: ovvero, zero-virgola. Come gli zeru tituli cui ci abituati negli ultimi 8 anni: tutto zero. Spero almeno che abbia venduto qualche canotta in più in questi anni, altrimenti sarebbe un'esistenza davvero grigia. Siamo nel 2012, e il senso generale della gestione dei dati non è quello degli anni '90, dove bisognava aspettare le classifiche che uscivano ogni 3 mesi per farsi un'idea di ciò che succedesse in giro per le piste. Qui i risultati servono nell'immediato, ma anche solo per diffondere questo sport:così sa proprio di gestione alla viva-il-parroco. E sappiamo pure chi è il parroco. 

Vabbè, scusate lo sfogo. In attesa della pubblicazione dei risultati di Schio, facciamo un piccolo riassunto dei primi 20 giorni di atletica master in Italia. Il risultato a sensazione, secondo l'AGC l'ha fatto ancora una volta Mario Longo: 6"17 e 6"19 sui 50 metri a Ponticelli lo scorso weekend. Cosa vuol dire? Il 6"17 vuol dire 100% AGC, cioè ha ottenuto una prestazione che eguaglierebbe il record del mondo ufficiale di 5"51 del cubano Freddy Mayola corso nel 2000 (che migliorò il 5"55 di Ben Johnson). L'anno scorso Longo corse un immaginifico 6"09, fuori dalla portata di quasi tutti i suoi coetanei al mondo. 

Se rimaniamo in tema di AGC, il secondo master in ordine di percentuale di prestazione, è il toscano Ferido Fornesi, (1962, al suo esordio come M50) capace di correre i 60 a Modena in 7"69, cioè 93,94% AGC. Record piallato un paio di stagioni fa a 7"47 da Marco Morigi. Ricordo che le prestazioni oltre il 90% hanno una visibilità internazionale ma anche che l'AGC è uno strumento valutativo ancora da perfezionare, essendo ancorato ai record del mondo, molti dei quali (come quelli dei lanci) assolutamente avulsi dal naturale miglioramento umano. Proprio per questo le grandi prestazioni nei lanci e parte nei salti, sono decisamente più basse nell'AGC rispetto allo sprint. Fornesi supera di un solo punto centesimale Livio Bugiardini (1948), che ad Ancona ha corso in 8"45: 93,93%. Sempre sopra la soglia di nobiltà del 93%, Giorgio Tiberi (1956) ed M55: 8"04 e 93,64% a Casal Del Marmo. Sopra i 93 anche Enrico Sisti (1959, 7"88 e 93,58%), Paolo Chiapperini (1969, 7"35 e 93,40%, non male dopo l'infortunio di Cosenza) e Massimo Clementoni (6"85 sui 50 e 93,28% a Locarno). Mi duole citarmi, ma solo per la nuova m.p.i. sui 50 M40 dei 50: 6"31 sempre a Locarno. 

La prima donna dell'AGC 2012 dopo 20 giorni è la già citata Elena Sordelli, autrice del duplice record italiano F35 sui 60 a Modena (il 7"61 che le valse 91,12%). Sorprende anche la F45 Annalisa Gambelli, capace di infrangere il 90% con il 27"92 sui 200 e 90,12%. Barbara Martinelli col suo record italiano sugli 800 (2'20"51 consegnato all'immortalità ad Ancona) le vale 88,12%, che è anche il miglior risultato nel mezzofondo del 2012 tra tutti i master (maschi e femmine). Nascosto tra i risultati c'è anche un 4,93 da brividi nel salto in lungo di Rossella Zanni (F45) a soli due centimetri dal record italiano di Susanna Tellini

Tornando agli uomini, sembra essere in gran forma Francesco Arduini, già a 1,98 e 1,97 in due gare consecutive nel salto in alto: 87,67 e 87,23%, cioè i migliori dei 4 salti over-35 del 2012 ad oggi. Davide Bressan (1975) oltrepassa i 5,00 a Modena (86,47%), mentre Roberto Carpene (1975) arriva a 16,65

AGC al 20/01/2012

10/03/11

Italiani Indoor Master: sorpresa Graziano sui 200 - doppiette dei bresciani D'Agostino e Federici

Enrico Saraceni guida i 400
Spazio ora agli M45. Nello sprint breve domina come sempre Mario Longo: 7"05 e 6° titolo della carriera sui 60, il 3° consecutivo. Un impero, il suo. Ma se Mario ormai non fa più notizia in quanto a qualità delle prestazioni, desta subito una certa impressione Mauro Graziano, secondo in 7"26. E' veloce il piemontese, e andrà alla sfida sui 200 con Saraceni con una velocità di crociera notevole. Enrico Saraceni sarà infatti in sesta corsia, mentre Graziano in 5^. Saraceni parte davvero "controllato", tant'è che Mauro alla fine della prima curva l'ha già raggiunto. Saraceni reagisce e rimane affiancato a Graziano fino praticamente all'ultimo centimetro, salvo un breve vantaggio guadagnato all'uscita della seconda curva che non verrà più recuperato. Un solo centesimo di distacco tra i due (23"66 a 23"67), ma primo titolo italiano indoor per Graziano, che aveva vinto un solo altro titolo nazionale all'aperto, a Milano nel 2007. Del resto deve essere un inferno avere come avversari nel navigare tra le categorie personaggi come Longo, Saraceni, Scarponi, Chiapperini... Naturalmente sui 400 Enrico Saraceni ha messo il suo ennesimo sigillo: il decimo indoor, il quarto sui 400 e senza alcuna apparente fatica. 53"34 e gli avversari tutti oltre il secondo di distacco. Ora, probabilmente da qualche parte potrei anche estrapolare da quando continua l'imbattibilità sui 400 a livello master, ma siamo probabilmente ben oltre ai numeri di Edwin Moses. Sarebbe stato interessante vedere la sfida con Francesco D'Agostino, che l'anno scorso arrivò sino a 52"28 e che invece si è dedicato con profitto all'accoppiata 800-1500. Netta la vittoria infatti del bresciano sugli 800: 2'05"89, davanti a Mariano Morandi e Alessandro Tifi. Più sudata la vittoria sui 1500 in cui un tenace Franco Gnoato ha praticamente ha portato in carrozza D'Agostino fino ai 1490 metri, con un ritmo indiavolato, per poi essere bruciato dall'arma micidiale del portacolori della Virtus Castenedolo. 4'16"46 a 4'17"43. Due titoli che si assommano ai due precedenti a livello indoor: 4 titoli nazionale totali. Adriano Pinamonti si intasca il titolo sui 3000 in un finale serrato con Manfred Premstaller in una sfida tutta trentina: 9'09"89 e 9'10"56. Primo titolo indoor per Pinamonti. Nei 60hs vittoria a sorpresa per Antonio D'Errico (8"97), che vince il secondo titolo indoor a distanza di 11 anni dal primo. Correva l'anno 2000 quando il campano riusciva ad indossare la maglietta tricolore nel triplo M35. Nel salto in alto sta tornando il Signore delle asticelle, Marco Segatel. Nove titoli indoor in 11 anni, compreso quello di quest'anno con 1,84. L'anno prossimo potrebbe essere davvero interessante assistere alle sfide tra lo stesso Segatel, Emmanuel Manfredini e Marco Mastrolorenzi. Nei salti in estensione doppia il titolo Giorgio Federici: nel triplo uno stuolo di competitors, ma alla fine il balzo vincente sarà il suo quinto 12,73 anche se per alcuni salti in testa si era issato Fabio Nicola, che terminerà secondo con 12,58. Nel lungo la sfida con Michele Ticò. Al secondo balzo Ticò prende la testa con 6,39 (il record italiano stabilito da Federici non meno di 10 giorni prima è fissato a 6,43). Federici risponde solo al 4°: 6,40, un solo centimetro in più e titolo. Per Giorgio 6 i titoli vinti al coperto, il terzo consecutivo nel lungo. Michele Ticò si rifarà poi nel salto con l'asta: 3,90 e quinto titolo indoor, e tutti proprio nel salto con l'asta. Vittoria netta di Antonio Pietrangelo nel lancio del peso (5° titolo indoor), e primo titolo nella marcia per Fabio Aina. Staffetta ad appannaggio della Daini Carate Brianza, che torna a vincere il titolo M45 dopo lo scudetto conquistato nel 2009.  

24/01/11

Giacomo Befani eguaglia il record italiano dell'asta - Mario Longo per ora lontano dal mondiale

Giacomo Befani a destra, agli Euroindoor del 2009
The news of the day dell'ultimo weekend dei master, è rappresentata dal pari-patta del record italiano M40 dell'asta ottenuta dall'umbro Giacomo Befani (1970) ad Ancona. Il risultato di 4,80 infatti, che gli ha dato il secondo posto assoluto nella gara, ha anche rappresentato il pareggio con il record ottenuto nel 2010 sempre a gennaio e sempre ad Ancona. Ricordo che Befani sempre ad Ancona si laureò campione europeo M35 nel 2009. La seconda notizia del weekend è il 7"16 di Mario Longo sui 60 a Napoli: gli vale sempre 98,72% AGC, che è il miglior risultato in Italia dell'ultima settimana tra gli over-35, ma lo tiene lontano di un paio di decimi dal suo record mondiale di 6"97 che lo stesso aveva messo nel mirino (e dichiarato). Così nel seeding gli si avvicina (anche se davvero è ancora molto distante) Paolo Chiapperini che migliora di un centesimo il suo SB siglando un ottimo 7"20 e 93,65% a Casal del Marmo. Scarponi, suo matador l'anno scorso agli italiani master, non ha ancora aperto il pacco-sorpresa, e non si sa se potrà competere contro questo determinato Chiapperini. Staremo a vedere la disfida e chi potrà inserirsi. New-entry al terzo posto, con l'M60 Giancarlo Rosella (1950) che sempre nella riunione laziale concludendo in 8"35 i 60 piani monetizza un ottimo 93,22%. Altri sessantisti fino al sesto posto della classifica settimanale: Enrico Sisti (1960): 8"00 e 91,55%. Giulio Morelli (1963): 7"78 e 91,52% ed infine Giulio Mallardi (1946) 8"77 e 91,10%. Bisogna arrivare al settimo posto per trovare il primo non-velocista, con lo strepitoso 1,80 nel salto in alto di Marco Mastrolorenzi (90,98%): Emmanuel Manfredini, campione d'europa in carica M50, ha forse trovato proprio in casa il suo avversario più temibile. E' questa anche la miglior prestazione del 2011 nei salti in Italia, che sopravanza addirittura il freschissimo record mondiale della Neviani. Prima donna master nella classifica of the week, Anna Micheletti con il 9"69 (90,28%) sui 60 di Casal Del Marmo. Il miglior 400ista è stato sia per l'AGC che per il cronometro il campione d'europa M35 indoor Max Poeta: 52"45 e 87,39%. Pochi centesimi statistici sotto troviamo Alessandro Tifi (56"00 e 87,23%). Miglior duecentista ancor Poeta con il suo 23"71 (87,18%). La vetta del mezzofondo si trova "solo" al 27° rango di giornata tra tutti i risultati convertiti in AGC, ed è il 9'19"74 sui 3000 di Vito Franco (1965) a Napoli e 87,07%. Nei salti, dopo i salti di Befani e Mastrolorenzi, ottimo anche il 6,87 di Marco Tremigliozzi (1974) che però fino ad oggi non si è mai cimentato nell'attività master. Nei salti femminili, un pò sottotono Carla Forcellini (2,50 nell'asta ma si dovrebbe essere ritirata a quel punto della competizione). La migliore mezzofondista al femminile della settimana è ancora una volta Paola Tiselli, anche se con un 800 inferiore rispetto a quello della settimana scorsa (2'18"32 e 82,67%). Scala la classifica invece Annamaria Vanacore, sotto i 5' nei 1500 di Napoli: 4'58"83 e 81,48%. E non dimentichiamo la discesa in pista della neo-F35 Annalisa Minetti, 2'32"90 ad Ancona. Prossimamente le classifiche AGC aggiornate. 

16/01/11

Record italiano Master: Barbara Martinelli cancella Elena Montini - SuperMarioLongo a Napoli sfonda il 100% AGC nei 50: record?

Barbara Martinelli - foto Atl. SVO
Le notizie in salsa master del fine settimana, sono due: un record italiano e qualcosa di molto simile, se non di più. Parto dalle cose certe, cioè il record italiano F45 degli 800 indoor di Barbara Martinelli (1965) dell'US San Vittore (in provincia di Milano), che ha scalzato dall'olimpo della specialità la comasca Elena Montini, che l'aveva stabilito nel 2009. 2'25"57 per la milanese nel meeting di Ancona contro il 2'26"12 della lariana. Nella cronologia recente dei record, le due lombarde erano precedute da Elisa Zuccari, che nel 2006 aveva corso in 2'27"78. Qui il link alla gara della Martinelli. Partenza al fulmicotone delle F45 questo 2011, la categoria che già nel corso del 2010 aveva mostrato di essere tra le più vitali tra tutti gli over-35. Ho trovato qualche cosa di interessante sulla Martinelli dal sito della sua società (l'Atletica San Vittore Olona), per la serie che la classe non è acqua: è nata il 9 dicembre 1965 e vanta sei presenze nella nazionale assoluta, con 2 coppe Europa, una partecipazione ai Giochi del Mediterraneo. Poi il record italiano nella 4x400 proprio ai giochi del Mediterraneo dove arrivò l'argento. 4 invece le presenze nella nazionale junior. E poi i titoli italiani: campionessa Italiana Junior negli 800 (1983), la 4x800 nel '86 e nel '91 con il record italiano in entrambe le circostanze. Fu seconda nei 400 indoor nel '92 con 54"11 (allora quarto tempo di sempre in Italia) e terza sempre a Torino, ma outdoor, nel 1990.
Cambiamo argomento. Il colpo da maestro l'ha messo però Mario Longo (1964), che ha piazzato a Napoli in batteria un super 6"09 sui 50, che tradotto in AGC totalizza 100,65% (il primo over-100 dell'anno in Italia), lasciando tutti sul dubbio: sarà record italiano... o europeo... o mondiale? Non esistono purtroppo statistiche in merito: speriamo che Giusy Lacava possa implementare le liste dei record anche con questa specialità indoor. Sta bene evidentemente Mario, e il tempo vale già qualche cosa vicina ai 7". Nell'overall AGC al secondo posto troviamo l'esordiente nella stagione 2011 Antonio Rossi (1950) che sempre ad Ancona, ieri, ha fermato i quarzi a 8"05, cioè solo 15 centesimi in più di Tristano Tamaro e il suo record di categoria. 96,70% che lo piazza al secondo posto nella speciale classifica avulsa AGC (che ho in possesso evidentemente solo io). Solo oggi la medesima classifica è stata implementata dal 7"21 di Paolo Chiapperini (1969) che a Rieti una settimana fa era in grado di correre sempre i 60 in 7"21, tempo notevole, probabilmente già da podio di categoria agli Euroindoor, se non ci fossero le variabili impazzite Darren Scott & Marc Donwell. Il suo AGC? 94,51%. Tra gli over-90 AGC (la soglia d'eccellenza internazionale, così come canonicamente fissato) troviamo questa settimana Paolo Mazzocconi (1964), 7"61 a Modena e 92,89% (aveva corso in 7"67 una settimana fa). Quinto totale nell'overall AGC 2011. Tra la categoria M60 anche Livio Bugiardini (1948) sopra i 92: il suo 8"50 vale 92,76%
Il miglior mezzofondista è ancora una volta Dario Rappo, 10'17"87 sui 3000 e 90,92 uno degli unici due non-velocisti sopra il 90% tra i master (l'altra è la Neviani con il suo record mondiale): il record nazionale dei 3000 invece non poteva non averlo la leggenda Luciano Acquarone con una manciata di centesimi sotto i 10'. 
A Parma, sul pistino da 160 metri, Francesco D'Agostino, neo-M45 esordisce 2'06"55 cioè 87,98%, che però è inferiore in valuta AGC rispetto al 2'09"31 di Alessandro Tifi, corso ad Ancona e che vale 88,37% (non so quando Alessandro aveva confessato il sogno di siglare un 90% AGC nella propria carriera: manca solo 1,63. Notevole anche il 9'35"94 sui 3000 di Pierangelo Avigo (1961) neo M50 (87,34%). 
Sul fronte femminile Susanna Tellini (1966) che la settimana scorsa aveva sfiorato i record di lungo e 60 F45, questa settimana si è attesta a poca distanza da essi sempre a Modena. 13 centesimi in più sui 60 e solo 7 centimetri in meno nel lungo: 8"68 e 4,81 i suoi risultati. Ottima Laura Avigo sugli 800: 2'22"85 (84,48%) nella non facile pista di Parma. 1,45 nell'alto di Rossella Zanni (1964) a 5 centimetri dal suo record (doppiato). 

12/04/10

La stagione indoor dei master al microscopio di Webatletica

(l'arrivo dei 400 M40 con Barcella e Scarponi ad Ancona - foto di Michelangelo Bellantoni) - Vi presento un'orgia di tabelle, per i patiti dell'argomento e delle classifiche. Come un'amanuense, nei passati 3 mesi ho annotato su un database i migliori risultati in chiave AGC (le tabelle che utilizzo sono ancora quelle del 2006) delle gare indoor dei master e dei veterani. Anzi, questa è probabilmente la prima scissione (virtuale) tra i due ceppi in cui secondo noi dovrebbero idealmente separarsi i master: i master stessi (fino a 69 anni) e i veterani (dai 70 in su). Di fatto non succede nulla, non ci sono contrapposizioni: è la sola presa di coscienza che le tabelle (sia quelle Fidal che quelle AGC) presentano degli algoritmi talmente iniqui dal punto di vista numerico, da presentare incredibili paradossi sportivi: di fatto, per chi le ha ideate, più si va avanti con l'età, meno ci si allena e incredibilmente più aumentano le capacità fisiche relative. Atleti anche olimpici che oltre i 90 riescono a lanciare o a correre (con le dovute parametrazioni) più lontani e più veloci di quando avevano 20 anni... e, ripeto, praticamente allenandosi una volta la settimana o su un campo da golf.
Ma vediamo nel dettaglio quello che è successo. Nella classifica generale assoluta maschile domina la velocità (ma sembra che con le nuove tabelle del 2010 anche questa specialità sia destinata ad essere un minimo annichilita) e nello specifico ha dominato l'M45 Mario Longo con l'ormai celeberrimo record mondiale sui 60 M45 (6"97) che poi, a causa di proditorio infortunio al polpaccio non è riuscito a migliorare. Per lui 100,70% AGC, cioè un controvalore inferiore al record mondiale sulla distanza di Maurice Greene di 6"39. Desta impressione anche l'estrema regolarità al vertice dell'altro M45 Giancarlo D'Oro, piazzatosi sul posto d'onore (primo degli umani) con 97,53% ottenuto con il 7"30 di Ancona. Al terzo posto del podio trova spazio il "nuovo" Marco Morigi con il suo record italiano M50 di 7"47 (primo over-50 sotto i 7"50 nei 60 metri) che gli è valso 96,70%. Prima di ieri assolutamente sconosciutomi. L'11° titolo italiano consecutivo dell'M60 Antonio Rossi sui 60 metrei indoor con 8"00, gli attribuisce anche il 4° posto nell'overall con 96,68%. Il primo non 60ista nella classifica è l'"assoluto" M35 Andrea Alterio, che si piazza 9° con 95,27%, figlio dell'8"03 sui 60hs nella finale dei Campionati Italiani Assoluti che gli sono valsi (buon per lui) la medaglia di bronzo. Il primo "concorsista" del ranking-Webatletica 2010 è il funambolico M65 Lamberto Boranga, 21° con 93,66% ottenuto grazie all'1,51 nel salto in alto. Nelle classifiche di specialità, detto di Mario Longo, l'M45 Enrico Saraceni domina sia i 200 (23"28 e 93,54%) che i 400 (51"80 e 93,01%), quest'ultimo tempo siglato a Kamloops nella finale che gli ha attribuito il titolo di campione del Mondo della specialità.
Il miglior 800ista dell'anno non poteva che essere un altro Campione del Mondo Indoor, l'M45 Giuseppe Romeo: 2'02"75 e 92,28%. Il record italiano dell'M40 Stefano Avigo ha portato "solo" un terzo posto nella classifica di specialità... ma si sa che gli 800 pagano molto poco. Comunque sia il risultato di Romeo è anche il miglior risultato di un mezzofondista del 2010, considerando le specialità 800, 1500 e 3000. Sorprende e non poco il fatto che ad assurgere agli onori della cronaca, sia quindi il fratello di Stefano, Pierangelo Avigo, che nel 2010 è stato il capolista AGC dei 1500 con 90,98% (unico sulla distanza a superare la soglia dell'eccellenza del 90%) disceso dal 4'22"45 degli italiani master ad Ancona. Altra grossa sorpresa dai 3000 metri dove a guidare la colonna-Agc troviamo l'M60 Rolando di Marco, con 89,31% derivante dal 10'12"56 di Ancona.
Nel salto in alto poker di atleti sopra i 90: il già citato Lamberto Boranga, ma poi anche il lanciatissimo M50 Emanuel Manfrdini, che dopo il bronzo di Lahti ha ritrovato un grande slancio: agli italiani master 1,84 per 93,00%. Sopra i 90 anche il redivivo M45 Marcello Benvenuti (1,91 a Modena e poi, per il rammarico di tutti noi appassionati, il silenzio) e la leggenda della specialità in chiave italiana Marco Segatel (quest'anno fermatosi a 1,85: prima o poi scopriremo cosa gli è successo quest'anno!). Nel salto con l'asta il record italiano di Arrigo Ghi gli vale anche la testa della classifica: 3,30 per 86,77%. Ancora Boranga nel salto in lungo: 4,88 e 89,19% per l'M65 umbro, nettamente davanti a Giorgio Federici (82,89% con 6,37). Nel triplo altra sorpresa, con l'M60 Giuliano Costantini davanti al Campione del Mondo di Lahti M50 Giancarlo Ciceri (probabilmente frenato da qualche acciacco): 84,20% vs 81,56% (10,82 e 12,12).
Detto di Andrea Alterio negli ostacoli, l'M65 Giuseppe Franco nel peso (11,37 e 82,93%) è addirittura davanti a gente come Paolone Dal Soglio e Marco Dodoni. E al quarto posto che vi trovo: ancora Boranga...
infine nella marcia l'M50 Rosario Petrungaro con 86,00% stabilisce la miglior prestazione relativa nei 3 km di marcia indoor, grazie al 14'15"01.

La miglior prestazione master al femminile è stata invece stabilita dalla F60 Umbertina Contini sui 60 metri: 9"23 per 95,71 e la leadership 2010. Contrariamente agli uomini la classifica risulta essere più eterogenea, con presenze più corpose delle altre specialità che non siano la velocità pura. E' così che al secondo posto si trova l'immensa F60 Waltraud Egger: 93,50% sui 1500 dopo il 5'38"96, che la fanno ottenere anche il miglior risultato assoluto (maschile e femminile) nel mezzofondo master (dai 35 ai 69). Terza la F50 Carla Forcellini, ma non nella specialità dove ha scritto la storia del masterismo italiano al femminile (l'asta), bensì con l'incredibile 9"99 sui 60hs corsi a Kamloops (93,09%). Prima saltatrice del seeding Barbara Lah, quinta grazie al 12,86 ottenuto agli italiani assoluti nel salto triplo: 92,05%. Sempre nella lista complessiva, segnalo il 10° posto della marciatrice Elisabetta Perrone (classe '68) che ha valicato il 90% in una specialità avara in termini di AGC: 90,57 grazie al record italiano di 13'29"89.
Guardando le singole specialità, i 200 sono ad appannaggio di Anna Micheletti (87,90% dovuto al 31"53), mentre i 400 alla specialista degli ostacoli Emanuela Baggiolini, che a Magglingen ha corso il doppio giro di pista in 58"23, cioè 88,17%.
Gli 800 vedono guidare la lista un personaggio di primo piano dell'atletica nostrana, Elisabetta Artuso, che con il fantastico 2'06"98 che gli ha assicurato l'argento agli italiani assoluti, gli ha fatto totalizzare 89,21%. Seconda la Egger e terza una delle sorprese del 2010, la F35 Lucia Pollina.
Già detto del 1500 siderale della Egger, nei 3000 un'altra fuoriclasse del mondo master si fa strada: Souma Spiridoyla, F45, autrice di un over-90 (90,74%) grazie al 10'09"19.
Tra i concorsi, Rossella Zanni guida la classifica del salto in alto con il record italiano F45 di 1,50 (84,75%). La F50 Carla Forcellini non può mancare nel salto con l'asta (3,20 e 89,64%), e a sorpresa domina anche nel salto in lungo (con il nuovo record italiano): 4,80 e 81,36% (unica master ad aver superato l'80% nel lungo). Il triplo è della Lah, mentre gli ostacoli, come già detto sono ancora della... Forcellini.
Chiudiamo col peso, dominato dal bronzo degli italiani assoluti, la F45 Mara Rosolen: 81,15 e 13,94.

Per quanto riguarda i veterani (dagli M70 in su) ho proposto le "liste" con tutte le loro prestazioni: tra gli uomini si trovano addirittura 5 prestazioni sopra il 100%, cioè gare che varrebbero tempi inferiori agli attuali record mondiali. Guida la classifica Mario Riboni con 109,85 nel lancio del peso, che, udite-udite, gli varrebbe se riconvertito, in un lancio spaziale di 25,40 metri ma col peso da 7,260. Nemmeno Ulf Timmermann nel pieno delle sue forze riuscì in un'impresa del genere... capite perchè era necessario dividere master e veterani? E perchè era altresì necessario cambiare le tabelle? Staremo poi a vedere (se qualcuno le produrrà in qualche modo) se questi paradossi spazio-temporali potranno quanto meno essere leniti. Mi ricordo che il risultato in AGC più incredibile è stato forse quello di Gabre Gabric un paio di anni fa... qualcosa come 125% o giù di lì nel lancio del peso.
Proseguendo la classifica AGC veterani troviamo poi le 5 prestazioni di Ugo Sansonetti (4 sopra i 100): la migliore, il 40"34 sui 200 metri ad Ancona, gli varrebbero sui 200 un tempo di... 18"26 indoor. Cioè, se Sansonetti potesse salire su una macchina del tempo e tornare nello stadio di Berlino nella finale dei 200 del 2009, distanzierebbe un certo Usain Bolt di quasi 10 metri. Fantascienza. Sui 60 invece, l'11"38 degli italiani master gli consentirebbero di correre in 6"15, solo 3 decimi in meno del già citato Maurice Greene.
Al femminile primi 3 posti per Emma Mazzenga (ma nessuno over 100).

Seguono tutte le tabelle relative ai top-30 maschili e femminili indoor, ai primi 20 (laddove possibile) di ogni specialità e alle liste 2010 dei veterani e delle veterane.
Di tutto questo si parlerà diffusamente nella trasmissione Webatletica-Radio-Show in onda giovedì sera alle 21 (o 21:15?). Stay tuned.

04/02/10

Mario Longo, master del mese di gennaio per Webatletica

(Mario Longo dal suo profilo facebook, impegnato a Cattolica nei 200) - Fin troppo facile attribuire il premio di "Atleta del mese" (ci riproviamo ad attribuirlo... settimanalmente era troppo azzardato!): il record del mondo sui 60 metri M45 ottenuto in due circostanze (prima il pareggio a 7"02 poi il primo under-7" della storia degli over-45 con 6"97) non potevano non pesare sull'attribuzione di questo Awards a Mario Longo, classe 1964. Nel novero dei candidati era naturalmente inserita anche Carla Forcellini, neo primatista mondiale nel salto con l'asta, che però poteva vantare un AGC inferiore. Primo premio del 2010 quindi attribuito (penso che non ci siano molti dubbi in proposito!) al campano.

02/02/10

Riflessioni sparse a due settimane dagli italiani indoor

(la pista di 200 mt con curve paraboliche di Urgnano... in balia degli elementi) - Mancano solo due settimane ai Campionati Italiani Master. Proviamo a fare il punto della situazione, tracciare una panoramica di quello che è successo sino ad oggi. Parto con un paio di considerazioni: la prima è che pochissimi veterani di cui sia a conoscenza (abituatevi a sentirli chiamare così su questo sito... del resto in Francia e Spagna i master hanno questo nome: noi li considereremo da oggi gli atleti sopra i 70 anni) sono scesi in pista. Sopra il 90% troviamo solo Benito Bertaggia (M70) che per il momento è ancora incastonato nell'overall AGC. Poi inizieremo a proporre le loro classifiche avulse. Comunque: non so se ve ne siate accorti: ma sembra che non solo i master, ma tutta l'atletica italiana versione-indoor a gennaio sia caduta in uno stato catartico. Non c'è ancora un risultato degno di nota (a parte il 5,60 di Giuseppe Gibilisco a Cottbus e pochissimo altro): sfogliando risultati su risultati alla ricerca di qualche degno spunto di cronaca, non si trova nulla che vada oltre il numero di iscritti alle gare. Cosa sta succedendo? Così ci concentriamo sul resto.
Come ampiamente scritto l'Italia Master di gennaio ha siglato 3 record mondiali (i 2 arcinoti di Mario Longo sui 60 M45 e quello nell'asta W50 di Carla Forcellini), che coincidono naturalmente a 3 record europei. E alla fine i 3 record italiani, con Giacomo Befani nell'asta M40, con Rossella Zanni nell'alto F45 e Lucia Pollina negli 800 F35. Tecnicamente ci sono stati 33 master (32 uomini e solo una donna, Daniela Ferrian) che hanno totalizzato prestazioni superiori al 90% AGC, cioè quella che qui dentro consideriamo l'eccellenza. L'ultimo in ordine cronologico è stato il notevole 50"87 sui 400 dell'M40 Edgardo Barcella al meeting di Vienna di martedì. 33 atleti per 68 prestazioni over-90. Di queste, 58 arrivano dalla velocità, 7 dagli ostacoli, 2 dai salti e 1 sola dal mezzofondo. Nessuno dai lanci, a causa dei noti "prezzi" espansivi che l'AGC richiede per superare la fatidica soglia: Nicola Vizzoni, per esempio, dovrebbe lanciare quasi 76 metri di martello per superarla! Nonostante questi bugs, l'AGC è l'unico strumento attualmente a nostra disposizione per metterci sullo stesso piano e non creare tanti piccoli mondi frastagliati.
La cronica e scandalosa mancanza di piste indoor in Italia (pensavo che alla fine di questo mandato dell'attuale titolare del dicastero avremmo visto qualche PalaAsics in giro per l'Italia...ma non sarà così) limita fortemente il mezzofondo, che si rintana tra Ancona (praticamente unica località per affrontare le gare superiori ai 60 metri) e il minianello di Parma (160 metri in di centrifuga). Negli USA hanno inventato le flat-track, ovvero le piste piatte con le curve a raso. In Italia le minipiste, cioè quelle che si sviluppano su dimensioni limitate... penalizzando le prestazioni sportive. La sola Berlino ha più piste indoor che quelle presenti in tutta Italia: riflettiamo su questo.
Avercele le strutture al coperto: i genitori del giorno d'oggi preferiscono portare i propri figli sotto un tetto (e al caldo) piuttosto che lasciarli in balia del Generale-inverno. Ma ad Arese e al suo entourage, parlano i dati e lo sto predicando da 6 anni, dell'attività di base non importa assolutamente nulla: conta solo che quel gruppetto di atleti-eletti gli porti a casa una medaglia solo quando il mondo mediatico si concentrerà (sempre più distrattamente, a dire il vero) sull'atletica. Quindi a Barcellona-10. Lì conta usare il vestito bello (col brand...): il resto può andare, come sta andando, alla malora. Piccola divagazione: avete visto che lo stesso Arese è venuto due volte in Lombardia nel giro di un paio di settimane? La prima alla festa dell'atletica Lombarda, la seconda la presentazione della stagione 2010 dell'atletica italiana. Un segnale, non credete? La cosa mi ricorda, non so perchè, quell'avvenimento storico che vide protagonista il re teutonico Enrico IV che bivaccò 3 giorni e 3 notti sotto il Castello di Canossa (d'inverno, sotto la neve... quella zona dell'appenino reggiano è molto fredda!) vestito del solo saio e aspergendosi il capo di cenere, affinchè il papa gli togliesse la scomunica comminatagli per aver ordinato LUI (un autorità secolare!) il vescovo di Milano... Arese sembra dipendere sempre più dai deliri di onnipotenza di alcune società lombarde (che pesano poi a livello di voti) che vogliono vincere a tutti i costi degli scudettini di scarso o nullo peso tecnico, che dal resto dell'atletica italiana e dalle sue necessità.
Comunque sia, anche la Fidal Lombardia ha scheletri di interi dinosauri da farsi perdonare: cos'ha fatto in 25 anni per creare le condizioni per avere un palazzetto con una pista indoor? Visti i risultati... uniche strutture disponibili sono gli impianti di Saronno e Castenedolo. E c'è la questione irrisolta di Urgnano, una pista completa da 200 metri "banked", con le curve paraboliche, abbandonata nella pianura tra Milano, Brescia e Bergamo. Basterebbe una tensostruttura per coprirla (che costerebbe infinitamente meno di un palazzetto con una pista dentro) e rendere un servizio a tutta l'atletica lombarda: evidentemente le risorse servono da altre parti (ci dite quali, però?) e non interessa l'attività invernale e quella di proselitismo.
Tornando ai master: l'unica idea che ci si può fare prima degli italiani di categoria è limitata a velocità e, in parte, ai salti. All'aperto sarà sicuramente diverso. Non solo: la limitatezza della panoramica ha anche una limitazione geografica, visto che non tutti possono nemmeno raggiungere i famosi tunnel sparsi per lo stivale (soprattutto al nord). Quindi nelle sole Udine, Padova, Castenedolo, Saronno, Aosta, Modena si è potuto correre (per al massimo 60 metri) e saltare. Al sud c'è Napoli. Altra limitazione che ho già più volte segnalato è quella delle donne over-35, che sono davvero poche! Ne ho contate al massimo 25-30. Le troveremo tutte ad Ancona? Nel prossimo post eleggeremo l'atleta master del mese di gennaio, sul quale penso non vi siano molti dubbi.

13/01/10

Willie Gault sfida Mario Longo!

(foto Masterstrack.com) - Neanche il tempo di godersi un record del mondo, che dall'altra parte del globo qualcuno cerca già di insidiarlo. E che fretta, diamine! Parlassimo di uno qualunque, Mario Longo dormirebbe sonni tranquilli e il suo primogenito record mondiale che si sta coccolando da pochissimi giorni, potrebbe crescere tranquillo. Del resto prima del ciclone-Longo il record resisteva da 19 anni: come mai tanta fretta di cambiare subito l'incisione sulla cronologia? Invece a lanciare il guanto di sfida è niente-popò-di-meno-che l'ex Chicago-Bears Willie Gault, che lasciato il football americano ormai da anni, è tornato da master sulle piste sintetiche. Nel 1983, nella prima edizione dei Campionati Mondiali di Helsinki, Willie vinse l'oro nella 4x100 stabilendo il record del mondo (37"86), oltre che vincere il bronzo sui 110hs. Oggi 49enne (ma a settembre fa 50), l'americano ricade giusto-giusto nella categoria del neo primatista globale. Teatro della sfida a distanza sarà il Madison Square Garden di New York dove si terranno i 103° Millrose Games. La data è già fissata: sarà il 29 gennaio, giorno nel quale Mario avrà magari già abbassato il record, chi lo sa. Nel corso del 2009 Gault ha corso i 100 in 10"80, e i 200 in 22"28, senza cimentarsi nelle gare indoor. Longo i 100 in 10"87 e i 200 in 22"27. A proposito: attenzione che quest'anno è entrato a far parte degli M45 Aaron Thigpen, che l'anno scorso corse in 6"98 i 60 indoor. Insomma, qui ci vuole la sfida finale: si vedranno tutti a Kamloops?
Cambiando completamente argomento, come citato da Marco Ceriani nei commenti all'articolo precedente, la Gazzetta dello Sport cita nello spazio "tuttonotizie" l'impresa di Mario Longo, riuscito a scendere sotto i 7". Clikkando sull'immagine è possibile visionare il reperto storico. A dire il vero viene riportata la dizione "il 45enne ex azzurro", ma che ce nporta? Come ricorda lo stesso Marco, per una volta tanto non si parla dei master come espressione di un miracolo di sopravvivenza sportiva, ma grazie allo spessore di un risultato tecnico. Anzi, a dire il vero di master non si parla proprio, troppo poco spazio probabilmente per parlarne Del resto, se si pensa che l'atletica è ridotta a giocarsi gli spazi sul quotidiano sportivo più diffuso in Italia con l'Hockey in-line e lo sprint di sci di fondo di Feltre, quel piccolo spazio è in realtà una grande voragine. Posso ringraziarti ancora, Mario?

11/01/10

3° record del mondo in due giorni e alcune riflessioni sul fine settimana appena passato

Per essere il secondo week-end dell'anno, c'è davvero da che impazzire per chi vuole tinteggiare a pennellate colorate il mondo master. Al novizio internauta che si trovasse casualmente ad approdare in questo sperduto porto, sembrerà che nell'isola dei master ci si svegli alla mattina e dopo aver mangiato il pane degli angeli e il miele imperiale, si possa ottenere il record del mondo. Sbagliato, ohimè lasso. In realtà i record, soprattutto nelle categorie più "giovani" sono dei veri e propri "K2"... provate a battere il record del mondo M35 dei 60 se ci riuscite... dovreste correre "solo" 5 centesimi più veloci del record italiano assoluto attuale e di Linford Christie quando era in forma olimpica. Oppure quello dei 40: dovreste valere, quanto meno, il podio agli italiani assoluti. O quello dei 45... dovreste chiamarvi Mario Longo (bello questo crescendo, eh?). Dopo il record di Viecheslav Shabunin sabato pomeriggio a Yekaterinburg sui 3000 indoor M40 (8'04"34: l'anno scorso in Italia, solo Yuri Floriani e Daniele Meucci riuscirono a fare meglio) è arrivato ad Ancona il record del già citato napoletano: 6"97, primo over-45 della storia sotto i 7". Dalla Germania è arrivata poi in serata la notizia del terzo record del mondo: Karl-Walter Truemper (M70) durante i Campionati della Germania dell'Ovest (che evocano sinistre divisioni) ha marcato a Dusseldorf la nuova miglior prestazione mondiale sui 1500 con 5'09"62, abbassando il record detenuto dal canadese Ed Whitlock (5'12"22). Per avere un riferimento, l'attuale record italiano è quello di Bruno Baggia: 5'18"48. Dei record mondiali abbiamo anche una piccola rassegna stampa: Masterstrack ha scritto riportando ciò che riportava l'altro sito Master, l'Annetteseite, che riportava le informazioni acquisite da... non lo sapremo mai. Se volete leggervi i due articoli clikkate sulle immagini dei siti o sul loro nome qualche parola più dietro.

Nel frattempo la WMA sta correndo ai ripari per salvare il salvabile ai mondiali indoor di Kamloops. E' stata infatti estesa la possibilità di iscriversi fino al 23 gennaio, cioè 20 giorni in più dell'iniziale deathline. Su facebook uno degli atleti italiani che vi parteciperà ci ha scritto di non denigrare troppo la manifestazione: ha ragione, son sempre campionati mondiali indoor! Resta innegabile il fatto che anche quest'ultimo indizio della proproga "ad infinitum" dei termini la stia dicendo lunga sulle difficoltà di "convincere" gli atleti a spostarsi fino in Canada. Troppi dubbi, a partire dalla pista, come abbiamo più volte scritto da queste pagine virtuali. Vedremo quanti record mondiali cadranno sulle specialità che la contemplano. E scommettete che vi si presenterete "all'italiana" il giorno della gara, gli verrà accettata l'iscrizione istantanea? Per fortuna i mondiali del 2012 torneranno in Europa, anche se in una località (Jyvaskyla, già teatro degli europei del 2000) che per molti aspetti sembra essere simile a Kamloops... trane per la pista, naturalmente!

09/01/10

Botto di inizio anno: Mario Longo record del mondo sui 60!! E befani record italiano!!

(Mario Longo ad Ancona, riceve il testimone da Enrico Saraceni per la vittoria nella 4x200 agli Euroindoor 2009) - Mario Longo non è stato di parola. Aveva dato a tutti appuntamento il 7 febbraio a Napoli, invitando mezzo mondo a quello che sarebbe dovuto essere un lauto banchetto con il record del mondo. Già nel 2009 marietto era stato sotto il record, ma mancava un piccolo particolare per assurgere agli onori internazionali negli M45: la data di nascita. Ad agosto Longo ha messo a posto anche questo particolare e ha deciso di scendere subito in pista, alla prima gara utile del 2010. Davanti aveva probabilmente solo il fantasma di Stan Whitley e il suo 7"02 risalente al 1991. La batteria, l'esordio 2010, è stata così la prima bordata: il pareggio con la storia, 7"02. Mario Longo sul tetto del mondo, anche se alla pari dell'americano. Bè, con la "consolazione" di aver abbattuto il record europeo (almeno, così viene riportato dal sito dell'evaa)... cioè, abbattutto... direi polverizzato il record europeo di 7"18 del britannico Kevin Burgess del 2002. Si è dovuto attendere qualche ora prima dell'apoteosi: in finale Mario vince addirittura la gara assoluta con 6"97!! Primo uomo della storia dell'umanità con più di 45 anni a scendere sotto i 7 secondi netti sui 60 piani. Longo è scaramantico? Non lo so... comunque questo è il 17° record mondiale detenuto da un italico a livello di competizioni master indoor. Bravo Mario, che bello spot per i master (anche perchè dietro di lui si sono piazzati una 60ina di atleti, alcuni dei quali del 1994... 30 anni più giovani del napoletano)!!! Ebbene, pensate che paradosso: Mario Longo ottiene contemporaneamente record mondiale e record europeo, ma non quello italiano (che è l'incredibile 6"94 corso l'anno scorso a Ponticelli). Perchè? Lo sappiamo tutti, la sfasatura tra i regolamenti.
Scorro le classifiche e non ti trovo che nello spazio di pochi minuti c'è stato pure il nuovo record italiano di Giacomo Befani, Campione europeo d'asta l'anno scorso (e a cui è andato il nostro masters awards 2009 per la categoria M35). Per lui 4,80, cioè ben 20 centimetri in più del 4,60 con cui Fulvio Andreini capeggiava la categoria M40. Poi ha provato invano i 5 metri... ma lo sa che il record europeo è 5,05???
Comunque sia, inizio più pirotecnico del 2010 del masterismo italiano non poteva esserci. Nelle prossime news statistiche e commenti sui master che si sono presentati ad Ancona e nel resto... del mondo.

14/12/09

I master dell'anno di Webatletica: Maria Lorenzoni e Mario Longo

(a sinistra Maria Lorenzoni a Lubiana, a destra Mario Longo) - Qualcuno sul nostro forum i vincitori li aveva già pronosticati, azzecandoli (!), anche perchè, probabilmente, si arriva a determinate conclusioni in maniera quasi scontata. Altri si erano lamentati della recente nomination di altri siti e del suo esito. Noi invece, come scritto nell'articolo di presentazione, abbiamo fatto da soli. Quindi, le critiche potete farle esclusivamente al nostro volere redazionale. Come si diceva, scelte mediate da molte considerazioni, non ultima (anzi) la regolarità ad alti livelli per tutta la stagione, e l'aver partecipato all'attività master. Per questo alla fine la scelta è caduta su questi due grandi atleti capaci di coniugare tutti quegli aspetti e di esibire a livello nazionale ed internazionale un profilo di primo piano. Le medaglie nei master contano tanto, ma bisogna saperle anche pesare. Un appunto: non abbiamo fatto classifiche, ma eletto solo i migliori: meglio non catalogare chi si è distinto, ma nominare solo il più meritevole. Seguono i profili dei due atleti insigniti del nostro piccolo riconoscimento.
  • Maria Lorenzoni: sul referendum di eletti di Atleticanet, la Lorenzoni risulta addirittura essersi piazzata al 10° posto (su 10). Evidentemente i giurati non hanno ritenuto di tenere in debita considerazione la stagione della bresciana Maria Lorenzoni, concentrandosi più sui nomi noti o, meglio ancora, sul numero di medaglie. La Lorenzoni ha invece piazzato una stagione incredibile, anche se non con quel numero cospicuo di medaglie internazionali di cui siamo abituati a sentir parlare anche da queste pagine. Due dati devono far riflettere e che hanno portato la bilancia dalla sua parte: gli 11 record italiani di categoria (è F50) stabiliti nel corso del 2009 su praticamente tutte le distanze previste nel mezzofondo femminile, sia indoor che outdoor (dai 1500 ai 10000, passando per i 3000 e i 5000). Il secondo dato, fornitoci dal suo coach, è il numero di gare disputate: 54, ovvero, considerato che l'informazione risale a novembre, molto più di una gara a settimana. Ed ogni gara, naturalmente, corsa in quel piccolo sistema che noi chiamiamo AGC, con risultati prossimi o superiori al 90% che per Webatletica rappresenta l'eccellenza internazionale. Immensa stagione insomma, coronata con l'alloro europeo nel cross ad Ancona e completato da quello a squadre. Argento ai mondiali di Lahti nel cross, così come ad Ancona nei 3000 agli Euroindoor. 7 titoli italiani master di categoria, dove addirittura ha portato a casa il titolo della corsa in montagna (con questi sette, il suo totale arriva a 29 titoli nazionali nel suo pedigree), più una serie di titoli tra provinciali e regionali (fonte del sito www.atleticacarpenedolo.it). Terza "assoluta" sui 10000 ai provinciali di Brescia. Cosa volete di più?
  • Mario Longo: come scritto già in diverse occasioni, la scelta sul master dell'anno al maschile, è stata molto più sofferta. Molti atleti sullo stesso piano, a partire dai pluri-medagliati di Lahti: Enrico Saraceni, Vincenzo Felicetti, Valerio Brignone e Ugo Sansonetti. Tutti con le carte in regola per poter fregiarsi del titolo di master dell'anno se non avessero tutti fatto coincidere la loro stagione eccezionale nella stessa annata, il 2009. Doverosa una scelta coraggiosa. Mario Longo, M45, non è andato a Lahti, limitandosi agli Euroindoor di Ancona. Benchè 44enne (ma 45 in pectore) Mario ha portato a casa i 3 titoli a disposizione nella velocità: 60, 200 (per un solo centesimo sul futuro campione del mondo all'aperto della specialità, Max Scarponi) e la staffetta 4x200. A livello indoor ha fatto letteralmente faville, correndo in 6"94 e ottenendo nel 45° anno di vita il minimo per gli italiani assoluti. Nella velocità non sappiamo se ci siano dei precedenti con interpreti così longevi. La stagione all'aperto è invece stata una lunga sequenza di prestazioni di primo piano, molte delle quali sotto gli 11" nei 100 metri, che gli sono valse l'attenzione del mondo dell'atletica non solo master. Prestazioni che si sono avvicinate di molto ai record mondiali ed europei di categoria, e che sarebbe stati abbattuti se il sistema di riferimento fosse stato quello della Fidal e non quello della WMA. Enrico Saraceni, stessa categoria M45, da parte sua metteva sul piatto i 3 ori di Lahti e quelli di Ancona. Non ce ne voglia: negli scontri diretti (tre o quattro) nella disciplina di conflitto, i 200, Mario ha sempre dimostrato di avere qualcosina in più per il momento. Comunque: 9 record italiani ottenuti nel corso del 2009, su tutte le specialità in cui si è cimentato: 60 indoor, 200 indoor, 100 e 200 outdoor: 6"94, 22"69, 10"87 e 22"27 i nuovi record di categoria stabiliti nel corso dell'anno. Ci sono sembrate tutte ragioni sufficienti ad aver quel piccolo valore aggiunto in più rispetto agli altri papabili per poterlo nominare master dell'anno per il nostro sito.
Bene, sulle scelte si può sempre criticare, nessuno ha la pretesa di poter eleggere il migliore scientificamente, perchè le variabili sarebbero infinite e la componente umana sempre determinante, ma speriamo le ragioni che abbiamo descritto per arrivare ad un simile risultato, siano sufficienti quanto meno a ritenere non superficiale una scelta non certo facile.

26/10/09

Mario Longo sfida la storia: appuntamento a Napoli, 7 febbraio 2010

(Mario Longo sfida gli USA a Riccione '07... si rinnoverà la sfida a Kamloops? foto atleticats.com) - La rigida e dovuta divisione in categorie tra i master porta a vivere mini-carriere di 5 anni: veloci, intense, combattute e quando si è arrivati a metà del guado, si comincia a buttare l'occhio alla categoria successiva per tornare ad essere protagonisti, visto che il continuo flusso annuale in entrata-uscita di altri atleti scalpitanti e più "giovani" rende la vita agonistica progressivamente sempre più dura stagione per stagione. Non è probabilmente quello che ha pensato Mario Longo che i 5 anni da 40 enne li ha vissuti da super-protagonista. L'unico master che è riuscito a battarlo a livello internazionale tra gli M40 sul trittico di gare 60-100-200 è stato probabilmente il danese Christian Trajkovskj (passatemi il nome con beneficio di inventario: leggetelo come "traicoschi") per un centesimo ai Mondiali Indoor di Linz 2006. Trajkovskj che è una sorta di hellboy dalle mille vite quando si tratta di finali: ripeterà poi a Clermont l'impresa riuscitagli a Linz, battendo l'albanese Arben Makaj favorito, come Longo a Linz, dopo i turni preliminari per un solo centesimo. Poi solo vittorie con lo "spavento" impersonato da Max Scarponi agli Euroindoor di Ancona a marzo di quest'anno: 22"69 vs 22"70. Poi la tripletta di Riccione 2007, l'assenza "sabbatica" del 2008, la doppietta europea del 2009 e un congruo quantitativo di titoli nazionali in mezzo. Quest'anno una serie interminabile di prestazioni di assoluto valore mondiale, che però fino al compimento del 45° anno d'età non gli sono potute valere il riconoscimento con l'incisione sul "libro dei record", Italia a parte, naturalmente. Comunque sia: il 2010 sarà per Longo l'anno dove sarà per TUTTI un M45. E' così che su facebook, senza alcuna paura scaramantica, nonostante la napoletanità (...si dice?), ha prodotto un gruppo che sponsorizza il suo tentativo di record del mondo sui 60 metri indoor (la prima volta a mia memoria che viene fissata una data per un record nella velocità!) che avverrà presso il palazzetto dello sport di Ponticelli a Napoli il giorno 10 febbraio 2010. Mentre su Rai2 Marco Giacobbo facendo proprie le teorie Maya vaticina il 2012 come data della fine del mondo, Mario Longo prevede che nel 2010 sfida il record del mondo M45 dei 60 oggi detenuto da Stan Whitley (USA) e corso nel 1991: 7"02. Magari potrebbe essere anche il primo uomo over-45 a scendere sotto i 7": quindi due le barriere da abbattere in un colpo solo. Non mi ricordo la circostanza, ma ricordo che Mario mi parlava della possibilità di andare a insegnare il suo verbo agli intimoriti americani direttamente a domicilio: che vada a Kamloops, in Canada? Sarebbe davvero epico vedere Longo contro il lieggendario Willie Gault (capace di correre in 10"80 alla soglia dei 50 anni! Entrerebbe nei 50 nel 2010, ma bisognerebbe quardare la data di nascita) e Lonnie Hooker (10"93 outdoor). Ma soprattutto Jeff Gold, cha leggendo sul sito della USATF avrebbe corso in 6"94... MA COME 6"94 SE IL RECORD MONDIALE PRESENTE SUL SITO WMA E' 7"02? Deve essere un clamoroso errore, visto che all'aperto quest'uomo "d'oro" non è sceso sotto gli 11"60... Boh! Visto che ci sei, Mario, fai un pensierino anche al record mondiale dei 200... è "solo" 22"57 e l'ha stabilito Bill Collins nel '99 a Reno (Nevada). Nel 2009 Mario Longo ha corso i 60 in 6"94, 6"98 e 7"02: tre volte sotto (o pari) all'attuale record mondiale. Le premesse sono buone: vedremo di esserci per raccontarlo.

17/09/09

Ufficiale: Mario Longo al record Europeo sui 100 M45

Ho aspettato forse un pò troppo, ma la notizia è circolata ormai da tempo sulla rete. Mario Longo ha infatti ottenuto il nuovo record Europeo dei 100 metri M45, abbassando il record ormai vecchio di una settimana stabilito dallo stesso Mario. 11"00 con vento +1,4 (qui il link al referto della gara), ad un solo centesimo dal diventare il primo atleta europeo over-45 sotto gli 11". La gara si è svolta il 12 settembre ad Avellino, durante i Campionati Regionali Master della Campania.