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20/01/13

Cannonata di Tumi: 6"61 - Boni a 16,65

Michael Tumi - foto G. Colombo/Fidal
Il primo terra-aria dello sprint azzurro parte da Modena, e colpisce il bersaglio dopo soli sei secondi e sessantun centesimi: affondato l'obiettivo. A premere il bottone il Guardiamarina Michael Tumi, che con una volata riscrive la sua storia personale, si inserisce nelle liste all-time italiane e si può pure di permettere di guardare praticamente tutti i pretendenti dello scettro globale del velocismo in scatola dall'alto al basso. Tutti tranne uno, al momento, ovvero il carneade Joseph Morris, emerso dalla terra di Mezzo con 6"57. Ma chi è costui? Al momento quel 6"61 stabilito nelle batterie di Modena con la nuova maglia cremisi delle Fiamme Oro, rappresenta infatti il secondo tempo mondiale dell'anno, dopo che una certa aristocrazia di sprinter (baroni, visconti e marchesi, comunque non di più al momento) aveva già fatto la propria uscita. Proprio ieri infatti un tizio di nome Michael Rodgers aveva aperto la stagione di caccia con 6"64. Di sicuro si trova la leadership continentale, e anche nettamente, visto che sotto i 6"70, oltre a lui troviamo il solo Greg Cackett e Fabio Cerutti, autore di un doppio 6"69 proprio a Modena, il primo sulla scia di Tumi. Sul sito della Fidal si dice che sia il 9° performer di sempre italiano: del resto con un tempo del genere... ora, facile dirsi che mancano solo uno o due cent per... ma su quei tempi, ogni centesimo da guadagnare sarebbe come una arrampicata sulla roccia con le nude mani e con pendenze in negativo, che si accentuano sempre di più. Così, dopo l'infortunio di inizio anno 2012 che l'ha condizionato, per tutta la stagione, Tumi ricomincia da dove si era fermato.... anzi, lo troviamo alla fermata successiva. Naturalmente, siamo di fronte anche al secondo minimo italiano guadagnato sul campo di battaglia, dopo quello già staccato dalla Caravelli. 

Come già menzionato, Fabio Cerutti da Modena torna con il doble 6"69, che ha già caratura internazionale... ma credo che dopo aver visto Tumi sfrecciargli via in batteria, sarà tornato a casa con la rabbia del felino che deve rifarsi al più presto. Del resto lo sprint vive sì di tempi cronometrati, ma prima di tutto è man vs man. Poi in gare da 6 secondi, non c'è tempo materialmente "durante" di guardarsi gli avversari: la gara è prima, negli incroci pericolosi degli sguardi tra i gladiatori nei bui ed angusti tunnel che portano all'Arena. Lì bisogna sbattere la lama della spada contro il corpetto dell'armatura, urlando l'urlo di battaglia: ora è andata così, ma è questo che fa crescere lo spessore delle prestazioni: la guerra.

Rimaniamo a Modena: nei 60 femminili vince Judy Ekeh, colei cioè, che senza tanti giri di parole è probabilmente una delle migliori carte per il futuro del martoriato sprint azzurro, che ha bisogno di risalire la china. L'esordio è fissato a 7"55 e 7"57: è l'esordio, eh, quindi sicuramente suscettibile di notevoli miglioramenti, ma nel 2010, quasi tre anni fa quando ancora era allieva, siglò il famoso è mirabolante 7"46 proprio sulla medesima pista e che, almeno personalmente, le chiama vendetta. I muscoli sono stati forgiati nel fulmicotone, come si è potuto capire, ma ora c'è bisogno che Michelangelo tolga dalla massa indistinta di marmo, il capolavoro che vi è celato dentro. Un talento del genere deve necessariamente esplodere. Alle sue spalle, si fa così una bella passerella la ex azzurra Elena Sordelli (ma se va avanti così, magari ci ritorna pure) classe 1976, prima 7"60 e poi 7"58, ad un solo centesimo dal record italiano F35 da lei stesso stabilito l'anno scorso twice. Ne  fa le spese così Doris Tomasini, terza nella finale con 7"61

L'ostacolismo imperat sempre di questi tempi in Italia: dopo la minimata Caravelli, e la quasi minimata Borsi, scende la terza incomoda: Micol Cattaneo, e l'esordio non è malvagio, tutt'altro, ma visto che ci siamo fatti tutti il palato fine, vedere l'8"30 e l'8"28, sembra porre la comasca sulla seconda file della grid di pole position, con un certo distacco dalla prima fila. Ma è donna sportivamente cattiva, quindi per lei si sarà trattato del warm-up, in attesa di sparare il girone quando servirà. Cito per i posteri anche Alessandra Arienti, 8"47 e 8"48, e la Sara Balduchelli delle batterie, 8"53.

Come annunciato, poi c'è il triplone di Michele Boni ad Ancona: 16,65 e un triplo salto con chiusura nella propria storia personale. A 32 anni ha riscritto così tutta la sua carriera: primato personale ogni-luogo, e la seconda performance mondiale dell'anno, dopo il salto di Marian Oprea, somewhere che non conosco. Misura ottenuta al 5°, con l'ultimo salto a 16,62, ovvero il suo secondo salto più lungo di sempre: i senatori del triplo diventano così di fatto 3 (il giovane Greco non ha ancora l'età senatoriale): Donato, Schembri e Boni. Con Greco, appunto, il triplismo italiano si porta decisamente avanti nel ranking del triplo mondiale. A proposito, verifico... l'Italia al momento è infatti seconda dietro solo agli Stati Uniti nella classifica a punti di All Athletics, ma davanti a mostri sacri come Cuba e Russia:

1.(1.)Stati Uniti d'America (USA)Nord e Centro-America3924(3932)(3)
2.(2.)Italia (ITA)Europa3816(3824)(3)
3.(3.)Francia (FRA)Europa3642(3646)(3)
4.(4.)Russia (RUS)Europa3612(3620)(3)
5.(5.)Cuba (CUB)Nord e Centro-America3584(3588)(3)

Naturalmente sarebbe una grave caduta di stile non citare l'ennesimo record nel salto con l'asta junior di Roberta Bruni: 4,30... mancando poi l'aggancio al 4,40 necessario per il volo presunto per Goteborg. Dopo l'abbandono di Anna Giordano Bruno, una delle risicatissime freccia nella faretra della specialità. Elena Scarpellini l'anno scorso (non ne conosco i motivi), ha volato a vista, mentre Giorgia Benecchi mi sembra espressione di estremo genio, ma anche un pò di sregolatezza. 


03/02/12

Master: i 4 record italiani dell'ultima settimana

Eleonora Berlanda (foto AtleticaTrento)
I Record italiani master salgono a 12 nel corso del 2012. Più o meno in linea con quanto avvenne l'anno scorso. 
  • ancora Elena Sordelli, e siamo a 5 record F35: stavolta solo "eguagliato", ma nella mia cronologia rientra sempre. Durante i regionali lombardi di Saronno (vinti) Elena corre in 7"57 eguagliando il tempo ottenuto a Modena la settimana scorsa. 5 step per un miglioramento di 16 centesimi del primato di 7"73 di Lusia Puleanga che resisteva dal 2009. 
  • Del record nel triplo F40 di Barbara Lah ho già scritto tutto domenica, quando ho segnalato la cosa. Riporto quello che scrissi: "Barbara Lah, sempre a Saronno, si impone nel triplo con 12,66 che passerà alla storia come nuovo record italiano F40 indoor anche se è superiore anche a quello all'aperto. Non so quanto possa importarle, ma tant'è. Cancellata dalla cronologia dei record Maria Costanza Moroni aveva spostato il signum fino a 12,38 nel 2009, dopo aver pareggiato Elisa Neviani a 12,04. Peccato che sia nata a fine marzo, quindi non avrà più indoor a disposizione dopo quella data, perchè il record mondiale di categoria della ungherese Deak è 11 centimetri più avanti (per chi non lo sapesse: i record italiani valgono con l'anno di nascita, mentre quelli internazionali con la data di nascita)". 
  • Al 22 di gennaio risale invece il record di Lamberto Boranga sui 60 metri M70: 8"58, ovvero un controvalore di 96,09% in AGC: un'enormità. Attualmente in Italia, in termini di AGC, di meglio c'è solo Mario Longo. La prestazione dell'ex-portiere professionista di Serie A, assume maggior peso specifico proprio in virtù di colui che è stato cancellato dalla cronologia: Giuseppe Marabotti, ovvero, un pilone di sostegno della storia del mondo master italiano degli anni '90. Marabotti a Torino nel 1988 corse in 8"60, quindi a 73 anni (lui è del 1915), cosa che gli fa avere un AGC comunque superiore a quello di Boranga (97,96%). L'impresa di Boranga si riassume in un dato: l'8"60 era il record italiano più "antico" fra tutte le categorie nei 60 metri. Ora il più vecchio è passato sempre a Marabotti, ma quando corse nella categoria M75, allorquando, sempre a Torino, corse in 8"90 nel 1990. Stando sempre all'anzianità del record, quello dei 60 M70 era il 9° assoluto tra tutte le specialità e le categorie indoor, maschili e femminili (ovvero sui 374 record italiani tabellati). 
  • Eleonora Berlanda, classe 1976, ergo F35, stabilisce un altro bel record di categoria, con 4'20"34, ottenuto al meeting internazionale di Vienna a fine mese (91,44% AGC). Record precedente appartenente a Jocelyne Farruggia con 4'24"81, corso a Genova nel 1998: 14 anni fa. Altre ricorrenze storiche: il tempo della Farruggia rappresentava il più vecchio record italiano femminile tra tutte le master sui 1500. Lo scettro di più longevo passa adesso a Bruna Miniotti, che tra le F65, corse l'attuale primato nel 2005. Lo stesso tempo rappresentava il 7° record più "antico" tra tutte le categorie e tutte le specialità femminili a livello indoor tra i master. 

22/01/12

Master: Sordelli altri due record ma anche il record "storico" di Lamberto Boranga

Lamberto Boranga
Il 2012 dei master è in linea con quella del 2011: all'albo dei record manca la miglior prestazione di Maino, che, ad una settimana di distanza, non è ancora stata ufficializzata. L'anno scorso, ad oggi, c'erano stati già 10 migliori prestazioni italiane degli over-35: oggi siamo fermi a 9, 4 delle quali della Sordelli. Incredibile la lentezza con cui viaggiano i risultati in certe realtà... Così, in attesa di sapere del lanciatore Lombardo, parliamo del saltatore umbro Lamberto Boranga, che oggi ha scritto un'altra bella pagina di storia master. Ad Ancona infatti ha aperto i flaps ed è atterrato a 4,94 al primo salto, che, per lui che è nato nel 1942, rappresenta il miglior esordio come M70, visto che stiamo parlando del nuovo record italiano M70. Il vecchio record, il 4,45 dell'hall-of-famer e tra i migliori master italiani di sempre, Giuseppe Marabotti, risaliva addirittura al 29/03/1987, e la pedana era quella del Palavela di Torino: stiamo parlando di quasi 25 anni di distanza. Il record di Marabotti era il terzo record più "anziano" nel salto in lungo tra tutte le categorie, sia all'aperto che al chiuso. Il più "antico" rimane il 5,34 indoor di Amelio Compri come M60: è infatti stato vergato nel 1985. Sempre rimanendo al record di Marabotti, prima dell'avvento di Boranga, rappresentava il più vecchio record della categoria M70 ancora in piedi, sia considerando quelli all'aperto che indoor. In AGC il risultato dell'umbro equivale ad un incredibile 93,44. Il record mondiale ed europeo è il 5,22 di russo Vladimir Popov

Gli altri due record, sono quelli già ricordati di Elena Sordelli, stabiliti ieri a Modena: 7"60 e 7"57. E' per lei il quinto record da "master", oltre ai 4 miglioramenti di quest'anno nei 60, considerato che l'anno scorso corse i 100 metri in 11"86 con 0,7 di vento a Gavardo. 

21/01/12

Modena: Galbieri di un pelo e il mistero di Kazzanger sui 60 femminili

La finale dei 100 a Bressanone 2009
Oltre a Greco, vediamo cos'è successo in Italia sullo sterminato numero di piste indoor. Partiamo da Modena e dalla folla oceanica che ha riempito come al solito . I 60 vanno a Giovanni Galbieri, classe 1993, con 6"87 in batteria e 6"88 in finale e diciamo un gap di 5 cent dal personale ottenuto l'anno scorso. La mia personale sensazione è che manchi un disegno più ampio alla parabola sportiva del veneto iniziata con il bronzo mondiale a Bressanone. Tornando proprio a quel giorno, il primo di quella gara, il campione mondiale allievi Prezel Hardy (10"57 nella gara sudtirolese) è arrivato l'anno scorso, a 19 anni, a 10"13 e 20"65. Sui 60 indoor addirittura 6"61. Aaron Brown, secondo con 10"74 a Brixen, è arrivato a 10"38 e 21"00. Yamagata, quarto dietro a Galbieri per un solo centesimo, a due notevoli 10"23 e 20"62 all'aperto e 6"71 sui 60 indoor. Il cinese Huang, quinto, 10"41 e 20"74. E sapete chi giunse settimo in quella storica gara per i colori azzurri? Un certo Jimmy Vicault, che probabilmente da quest'anno sarà protagonista dello sprint mondiale, dopo il 10"07 a Tallin dell'anno scorso e i numeri fatti vedere ai mondiali, con il 6° posto a Daegu. Il talento di Galbieri dovrebbe portarlo ad essere lì, con tutti quei ragazzi, a correre vicino o sotto i 10"20 e sotto i 6"70. Si sa di un infortunio: forse grave. Ma sembra una storia molto simile a tante che coinvolgono i migliori talenti italiani. L'exploit, poi l'infortunio, e poi una faticosa risalita. Il talento è lì: la forma è là dentro quel marmo che qualcuno deve solo sapere scalpellare. Scusate la divagazione. Torniamo a Modena: in batteria sfodera un gran 6"87 Alessandro Pino, coetaneo e conterraneo di Galbieri, che invece pareggia il PB che aveva ottenuto addirittura nel 2010, quando aveva ancora poco più di 16 anni. C'è qualche ceppo jamaicano a Vicenza e provincia? Il bergamasco Nicola Trimboli migliora ancora: 6"88. Ma a parte tutto, vorrei sottolineare le prestazioni di Diego Marani: 6"96 in batteria e 6"90 nella finale B. Indizi, tracce di un nuovo approccio allo sprint, a mio modesto parere vincente anche e soprattutto per i 200. Non perdiamolo di vista.

Nei 60hs, è apparso (cronometricamente) un pò sotto il proprio blasone, Stefano Tedesco: 8"10 in batteria, 8"00 in finale, ma quel che più conta, la catechizzazione ad opera di Carlo Redaelli 7"99, alla sua seconda volta all-time sotto gli 8" e soprattutto al leone indomabile Hassane Fofana: 7"99 anche per lui, superpersonale. 

Passiamo alle donne, dove circondate dal mistero, circolano voci di una pazzesca Judy Ekeh: 7"38 twice. Due volte 7"38. Incredibile: l'arcano è l'assenza del suo risultato sui risultati ufficiali. Sembra che si sia "allenata" durante le gare degli altri. Le prestazioni rimangono un urlo di Munch, per chi le ha viste. Per noi che lo intuiamo, un mistero. Avranno avuto le loro ragioni.

Se fosse italiana sarebbe il decimo tempo italiano di sempre. Nel frattempo (e questo è tutto vero) finalmente si rivede in pista il talento-prospettico di Gloria Hooper: 7"55 in batteria e poi 7"54 in finale per la veneta. Migliorato di undici centesimi il suo personale di 7"65. Apprendo ora come sia passata alla Forestale: di sicuro sarà un buon trampolino di risorse per lei per migliorare. Ma la vera notizia la fanno la seconda e la terza: Elena Sordelli e Manuela Grillo, due ragazze che sono per il mondo master... master. Sì, insomma, gira che ti rigira, lo sprint azzurro femminile di inizio secolo è ancora lì in vetrina a far parlare di sè: rispettivamente 7"60 e 7"64 nella prima run, e 7"57 e 7"61 nella seconda. Sempre con Sordelli davanti. Inciso per i master: la Sordelli ottiene anche il terzo e quarto record italiano F35 sui 60 in pochi giorni. Sara Balduchelli 8"65 e 8"59 sui 60hs: non tra le sue migliori prestazioni (vanta un 8"42 di PB). 

20/01/12

Master: Mario Longo vale già un mondiale - la classifica AGC

Che si sia in Italia si capisce da tante piccole cose. La prima di tutte è che non esiste uniformità nel trattare la stessa cosa a seconda della latitudine, e questo senza alcuna pregiudiziale. L'esempio trasportato sull'atletica è il Sigma: chissà perchè alcuni comitati regionali o provinciali riescono a caricare i risultati praticamente in tempo reale, e altri aspettano che il risultato divenga materiale archeologico sedimentato. Ad esempio in Sicilia (almeno fino all'anno scorso) sembra non esista proprio il Sigma, che stia aspettando il ponte sullo Stretto (unico utilizzo la funzione per stampare i file pdf). Stessa cosa per la Campania, che ha pubblicato sì i risultati dell'ultimo meeting indoor di Ponticelli, ma bisogna andare a stanarli sul loro sito regionale e non dove si penserebbe di trovarli assieme a tutti gli altri (ovvero qui). Con i risultati del Veneto viene quasi da disintegrare il monitor: alcuni sì, altri dopo secoli, altri solo sul loro sito, altri ancora... mai. Ad esempio: dove si trovano i risultati della riunione di lanci di Schio? Quale arzigogolato viaggio per etere bisogna percorrere, visto che sul sito Ufficiale viene postato un link al sito regionale all'interno del quale del meeting non c'è traccia? Chi lo sa batta un colpo. Quindi, se un giornalista (mi autoescludo dalla categoria, perchè faccio tutt'altro) volesse scrivere di atletica in maniera esaustiva si troverebbe questa Babele di fonti non integrate che ci dicono esattamente come Arese e l'attuale cricca considerino l'atletica di base: ovvero, zero-virgola. Come gli zeru tituli cui ci abituati negli ultimi 8 anni: tutto zero. Spero almeno che abbia venduto qualche canotta in più in questi anni, altrimenti sarebbe un'esistenza davvero grigia. Siamo nel 2012, e il senso generale della gestione dei dati non è quello degli anni '90, dove bisognava aspettare le classifiche che uscivano ogni 3 mesi per farsi un'idea di ciò che succedesse in giro per le piste. Qui i risultati servono nell'immediato, ma anche solo per diffondere questo sport:così sa proprio di gestione alla viva-il-parroco. E sappiamo pure chi è il parroco. 

Vabbè, scusate lo sfogo. In attesa della pubblicazione dei risultati di Schio, facciamo un piccolo riassunto dei primi 20 giorni di atletica master in Italia. Il risultato a sensazione, secondo l'AGC l'ha fatto ancora una volta Mario Longo: 6"17 e 6"19 sui 50 metri a Ponticelli lo scorso weekend. Cosa vuol dire? Il 6"17 vuol dire 100% AGC, cioè ha ottenuto una prestazione che eguaglierebbe il record del mondo ufficiale di 5"51 del cubano Freddy Mayola corso nel 2000 (che migliorò il 5"55 di Ben Johnson). L'anno scorso Longo corse un immaginifico 6"09, fuori dalla portata di quasi tutti i suoi coetanei al mondo. 

Se rimaniamo in tema di AGC, il secondo master in ordine di percentuale di prestazione, è il toscano Ferido Fornesi, (1962, al suo esordio come M50) capace di correre i 60 a Modena in 7"69, cioè 93,94% AGC. Record piallato un paio di stagioni fa a 7"47 da Marco Morigi. Ricordo che le prestazioni oltre il 90% hanno una visibilità internazionale ma anche che l'AGC è uno strumento valutativo ancora da perfezionare, essendo ancorato ai record del mondo, molti dei quali (come quelli dei lanci) assolutamente avulsi dal naturale miglioramento umano. Proprio per questo le grandi prestazioni nei lanci e parte nei salti, sono decisamente più basse nell'AGC rispetto allo sprint. Fornesi supera di un solo punto centesimale Livio Bugiardini (1948), che ad Ancona ha corso in 8"45: 93,93%. Sempre sopra la soglia di nobiltà del 93%, Giorgio Tiberi (1956) ed M55: 8"04 e 93,64% a Casal Del Marmo. Sopra i 93 anche Enrico Sisti (1959, 7"88 e 93,58%), Paolo Chiapperini (1969, 7"35 e 93,40%, non male dopo l'infortunio di Cosenza) e Massimo Clementoni (6"85 sui 50 e 93,28% a Locarno). Mi duole citarmi, ma solo per la nuova m.p.i. sui 50 M40 dei 50: 6"31 sempre a Locarno. 

La prima donna dell'AGC 2012 dopo 20 giorni è la già citata Elena Sordelli, autrice del duplice record italiano F35 sui 60 a Modena (il 7"61 che le valse 91,12%). Sorprende anche la F45 Annalisa Gambelli, capace di infrangere il 90% con il 27"92 sui 200 e 90,12%. Barbara Martinelli col suo record italiano sugli 800 (2'20"51 consegnato all'immortalità ad Ancona) le vale 88,12%, che è anche il miglior risultato nel mezzofondo del 2012 tra tutti i master (maschi e femmine). Nascosto tra i risultati c'è anche un 4,93 da brividi nel salto in lungo di Rossella Zanni (F45) a soli due centimetri dal record italiano di Susanna Tellini

Tornando agli uomini, sembra essere in gran forma Francesco Arduini, già a 1,98 e 1,97 in due gare consecutive nel salto in alto: 87,67 e 87,23%, cioè i migliori dei 4 salti over-35 del 2012 ad oggi. Davide Bressan (1975) oltrepassa i 5,00 a Modena (86,47%), mentre Roberto Carpene (1975) arriva a 16,65

AGC al 20/01/2012

14/01/12

La Sordelli due record italiani F35 dei 60: 7"70 e poi 7"61

Elena Sordelli, (qui a sinistra, foto G. Colombo/Fidal) quest'anno 36enne (è del 1976), verga il suo secondo (e terzo) record di categoria nelle F35: dopo l'11"86 nei 100 (prima donna sopra i 35 a scendere sotto i 12") ecco che da Modena arriva il primo record indoor: 7"70 nelle batterie dei 60, che migliora il 7"73 della maori Lusia Puleanga (1973), che l'aveva stabilito nel 2009 agli italiani assoluti di Torino. Record che è passato di mano rapidamente nell'ultimo quinquennio, visto che nel 2008 se l'era accaparrato Tiziana Bignami, nella sua stagione unforgettable (il 2008) dove vinse il titolo mondiale indoor master F35 a Clermont Ferrand: allora era stata in grado di correre in 7"89. In finale arriva poi l'apoteosi: 7"61, ovvero un 90,93% di agc. Ricordo che i tempi sopra il 90% sono da considerarsi di caratura internazionale (tra i master). Un pò lontanucci i record internazionali per età, ma parliamo di atlete che erano in piena attività professionistica: nei 60 W35 mondiali emerge una certa personcina secolarizzata in Marlene Ottey con 7"01 e 7"17 di Irina Khabarova per quanto riguarda il miglior crono europeo di sempre di una W35. Piccolo particolare relativo alla Sordelli: ha vinto il meeting di Modena...
Sempre a Modena, record F40 sfiorato dalla già citata Tiziana Bignami: 8"20 contro l'8"12 di Daniela Sellitto stabilito nel 2008 ad Ancona. 

22/05/11

A Gavardo Sordelli e Nolli al record italiano - A Orvieto Nicola Ciotti 2,24, record M35

Gavardo - Accanto al meeting assoluto di Gavardo, fiat lux sugli over-35, di cui a tratti ho parlato nell'articolo qui a fianco (o un pò sopra, o un pò sotto, dipende). Di Elena Sordelli (1976) ne ho già parlato ampiamente nel citato articolo. 11"86 con 0,7 a battere il 12,01 di Lusia Puleanga. 88,45% in termini AGC. Poi c'è il record italiano eguagliato di Lorenza Nolli (1956): 4,10 che rappresenta una misura spartiacque. Pensate: la Nolli detiene il record indoor con... 4,10. Il record eguagliato di Franca Peggion è... 4,10. Nei 100 Enrico Prà Floriani (1976) sciabola 10"88, che gli vale un 90,95%. Ma decisamente molto in palla anche Rosario Mauri (1964): 11"85 e 90,80% agc. Nei 400 femminili ho già citato (sempre nello stesso articolo) la magia di Emanuela Baggiolini (1972) sui 400: 57"12 e 90,90%, che per una donna sono un risultato pazzesco. E poi il secondo posto assoluto nel meeting. Negli 800, un'ora prima dei 400, la Baggiolini si presenta sugli 800 e finisce sfiorando il minimo per gli assoluti, correndo praticamente da sola in seconda serie: 2'11"88, cioè 87,52%. Mara Cerini (1971) sfiora invece il record italiano F40, che ha già più di 10 anni: il tempo fissati negli annali è 2'13"94, mentre il tempo della Cerini 2'14"56. Silvia Casella (1972) 9'46"17 sui 3000 e 88,85%. 53"31 per Francesco D'Agostino sui 400 e 89,77%, che da M45 è secondo al momento al solo Enrico Saraceni. Ottima anche la prestazione del compagno di squadra, Rinaldo Gadaldi (1954) a 4'53"76

Orvieto - Nicola Ciotti (1976) vola dove osano le aquile, e dopo una prima uscita a 2,16, ecco la bomba: 2,24. Agc? 96,42%, cioè se Ciotti fosse uno sbarbato ventenne, le curve disegnate da Howard Grubb gli assegnerebbero un non disprezzabile 2,36. Quel che più conta per noi, record italiano M35, 8 centimetri in più del 2,16 che condivideva con sè stesso e Luca Toso. Statisticamente si rileva anche un 2,18 nella strada verso il 2,24. Di fatto un record italiano ancillare. Bomba per un 35enne, naturalmente perchè poi bisogna parametrarsi con gli altri giovani, come Chesani, che ha vinto la gara con un regale 2,28. Il gemello Giulio si è invece fermato a 2,12, mentre brillano Alfonso De Feo (1964) e Paolo Chiapperini (1969) nei 200: il primo 23"59 e il secondo 23"00. Elisabetta Artuso (1974) 2'08"26 negli 800.

Agc da Gavardo
  • 90,95 - 100: 10"88 (1,3) - Enrico Prà Floriani (1976)
  • 90,80 - 100: 11"85 (1,7) - Rosario Mauri (1964)
  • 89,77 - 400: 53"31 - Francesco D'Agostino
  • 88,73 - 100: 12"29 (1,3) - Alberto Papa (1962)
  • 88,42 - 100: 12"25 (1,4) - Tiziano Giovanni Crippa (1963)
  • 87,14 - 1500: 4'53"76 - Rinaldo Gadaldi
  • 86,53 - 800: 2'14"66 - Mara Cerini (1971)
  • 86,44 - 100: 12"03 (0,9) - Marco Giacomantonio (1969)
  • 86,42 - 100: 12"45 (0,9) - Andrea Truzzi (1964)
  • 85,72 - 400: 59"33 - Angelo Mauri
  • 85,30 - 100: 12"19 (1,4) - Angelo Bonzi (1969)
  • 83,49 - 100: 13"84 (1,5) - Viriginio Soffientini (1953)
  • 79,09 - peso: 17,90 - Marco Dodoni (1972)
  • 76,90 - peso: 15,33 - Giovanni Tubini
  • 75,72 - 1500: 5'06"83 - Aldo Mastrapasqua
  • 75,37 - 5000: 17'34"87 - Massimo Zenaboni

  • 90,90 - 400: 57"12 - Emanuela Baggiolini (1972)
  • 88,85 - 3000: 9'46"17 - Silvia Casella (1972)
  • 88,45 - 100: 11"86 (0,7) - Elena Sordelli (1976) - Record Italiano
  • 87,52 - 800: 2'11"88 - Emanuela Baggiolini (1972)
  • 85,23 - 400: 1'03"56 - Gigliola Giorgi (1968)
  • 84,13 - 400: 59"70 - Maria Sgromo
  • 82,32 - 100: 13"65 (0,0) - Monica Emanuela Motta (1969)
  • 78,31 - 400: 1'04"14 - Daniela Pedrini (1975)
  • 73,61 - lungo: 4,10 - Lorenza Nolli (1956) Record Italiano eguagliato
Agc da Orvieto
  • 96,42 - alto: 2,24 - Nicola Ciotti (1976)
  • 92,97 - 200: 23"59 (1,1) - Alfonso De Feo (1964)
  • 92,32 - 100: 12"75 (-1,9) - Antonio Rossi (1950)
  • 91,92 - 200: 23"00 (1,1) - Paolo Chiapperini (1969)
  • 91,53 - 100: 11"36 (-0,9) - Paolo Chiapperini (1969)
  • 91,26 - alto: 2,12 - Giulio Ciotti (1976)
  • 90,95 - 100: 11"83 (-1,9) - Alfonso De Feo (1964)
  • 88,95 - 100: 11"69 (-1,4) - Michele Donnarumma (1969)
  • 87,61 - 200: 25"94 (1,1) - Enrico Sisti (1959)
  • 86,68 - 100: 12"83 (-1,9) - Enrico Sisti (1959)
  • 83,81 - asta: 4,60 - Giacomo Befani (1970)
  • 88,35 - 800: 2'08"26 - Elisabetta Artuso (1974)
  • 85,58 - 800: 2'13"62 - Paola Tiselli (1973)