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23/02/13

Manu Levorato pareggia il suo record agli Assoluti: 7"41

Nella semifinale (vinta) dei Campionati Italiani Assoluti di una settimana fa, Manuela Levorato pareggia il suo stesso record italiano F35 dei 60 metri, correndo per la seconda volta in poco tempo in 7"41, che aveva corso a Padova una sola settimana prima, ovvero il 9 di febbraio. La Levorato aveva corso in 7"45 la batteria, riuscendo poi appunto a correre in 7"41 la semifinale e concedendosi quindi senza dubbio delle chance per la finale, visto che nell'altra "semi" Draisci ed Amidei avevano corso in 7"40, e solo la Alloh era riuscita a correre sotto i 7"40: 7"38. 3 centesimi dalla migliore insomma, e 1 solo dal podio nella grid-line della finale. Poi in finale, qualche cosa si è inceppato, e amen... è andata così. Tre turni di sprint a tuono rimangono nelle gambe di tutti, ma soprattutto in quegli atleti che hanno passato molta della passata stagione a digiuno di gare. Che poi, ho "sindacato" sul fatto che non sono normali tre gare di sprint in una giornata sola. E' una pazzia... e chissà cosa avrebbe fatto Tumi se ne avesse corse solo due. I record europei e mondiali di "longevità" sono fissati a rispettivamente a 7"17 da parte della russa Irina Khabarova per il Vecchio continente, e addirittura 7"01 per quanto riguarda il Record Mondiale, da parte di Sua Altezza Marlene Ottey. Marlene Ottey che ha stabilito anche quello W40 con 7"17 (inferiore a quello italiano assoluto di 2 centesimi, non dimentichiamocelo) e 7"30 da W45. Incredibile fenomeno di longevità sportiva. 

14/01/12

La Sordelli due record italiani F35 dei 60: 7"70 e poi 7"61

Elena Sordelli, (qui a sinistra, foto G. Colombo/Fidal) quest'anno 36enne (è del 1976), verga il suo secondo (e terzo) record di categoria nelle F35: dopo l'11"86 nei 100 (prima donna sopra i 35 a scendere sotto i 12") ecco che da Modena arriva il primo record indoor: 7"70 nelle batterie dei 60, che migliora il 7"73 della maori Lusia Puleanga (1973), che l'aveva stabilito nel 2009 agli italiani assoluti di Torino. Record che è passato di mano rapidamente nell'ultimo quinquennio, visto che nel 2008 se l'era accaparrato Tiziana Bignami, nella sua stagione unforgettable (il 2008) dove vinse il titolo mondiale indoor master F35 a Clermont Ferrand: allora era stata in grado di correre in 7"89. In finale arriva poi l'apoteosi: 7"61, ovvero un 90,93% di agc. Ricordo che i tempi sopra il 90% sono da considerarsi di caratura internazionale (tra i master). Un pò lontanucci i record internazionali per età, ma parliamo di atlete che erano in piena attività professionistica: nei 60 W35 mondiali emerge una certa personcina secolarizzata in Marlene Ottey con 7"01 e 7"17 di Irina Khabarova per quanto riguarda il miglior crono europeo di sempre di una W35. Piccolo particolare relativo alla Sordelli: ha vinto il meeting di Modena...
Sempre a Modena, record F40 sfiorato dalla già citata Tiziana Bignami: 8"20 contro l'8"12 di Daniela Sellitto stabilito nel 2008 ad Ancona. 

07/07/10

I master in Lombardia nell'ultima settimana - Befani a 5,00 a 40 anni - Ottey 11"84, nuovo record W50

(Flavia Borgonovo è riuscita a saltare un grandissimo 5,60 a Cernusco ieri sera) - Se ci fosse tempo e spazio, potremmo parlare per ore di quello che sta succedendo nel mondo master delle ultime settimane. Lo spazio c'è, il tempo un pò meno. Arrangiamoci. Si avvicinano i Campionati europei ungheresi (di quella città con gli accenti tonici che inizia con "N") e fino ad ora ne abbiamo parlato solo a strascico negli altri articoli su altri argomenti, citando i vari atleti. Nel frattempo sono usciti gli orari delle gare (lo trovate nel sito ufficiale della manifestazione), di quella che sembra un'organizzazione che parte col piede giusto. Vediamo in in Lombardia quelli che sono stati i miglori risultati degli over-35. Poi nel prossimo articolo gli altri risultati (a partire da Frascati). Annuncio che domani sarà anche nominato il master del mese di giugno di Webatletica (li stiamo nominando da inizio anno).
  • Nembro (06/07): meeting nazionale di Nembro, una classicissima di luglio. Continuo a chiedermi perchè non venga istituito un grand prix Nazionale che favorisca la partecipazione e coinvolga gli atleti in classifiche, premi... inutile sparare su questa Fidal, la peggiore pubblicità se la fa col solo esistere. Vediamo comunque gli over-35 presentatesi sulla pista bergamasca. Sui 110hs presenti Luca Giovannelli (1975) quest'anno un pò appannato invero, che passa in finale per la rotta del cuffia: 14"75. In finale poi correrà in 14"71. Fino all'anno scorso correva a ridosso dei 14": cosìè successo? Stefano Longoni (1975) invece si rialza in batteria, vittima di un periodo di confusione ostacolistica. Cì tempo per rifarsi. Nei 100 maschili Maurizio Checcucci (1974) corre in 10"77 in batteria e 10"55 in finale. Edgardo Barcella (1970) a ridosso degli Europei, torna in pista sul "GIRO" come lo definisce Runnerpanda, un nostro amico virtuale. Stagione davvero oculata la sua: energie centellinate in attesa del grande avvenimento e risultati mediamente molto elevati: 50"93 in questa occasione. Nel lungo il rumeno Gabriel Gui (1975) salta 6,83. Ottimo tempo di Maria Vittoria Fontanesi (1974) sugli 800: 2'08"97. L'eccellente Silvia Casella (1972) corre i 3000 in 9'33"43.
  • Rovellasca (07/07) - Torniamo a parlare di AGC. Giuseppina Perlino (1965) corre i 200 in 28"55 (84,2% agc, con 1,8 di vento contro!) e sfiora anch'essa il record italiano, quest'anno abbassato a 28"30 da Daniela Ferrian. La Perlino in una ventosa riunione di inizio primavera aveva già sparato un sub-28", vanificato, purtroppo, proprio dal generoso vento a favore. Probabilmente ha nelle gambe il record, ma manca l'occasione giusta. Marco Boggioni (1966) lo troviamo presente nella gara al maschile: 23"38 (91,79%). Peccato che la sua unica presenza a mia memoria nel mondo master, sia limitata agli Europei indoor di Ancona 2009. Sarebbe uno che combatterebbe con Scarponi, Chiapperini, Graziano... Angelo Mauri (1957) è in buona forma in questa parte di stagione: 25"76 (88,83%), davanti a Stefano Malvicini (25"88 e 88,42%). Emanuela Baggiolini (1972) sta per tornare in forma "europei": 58"32 sui 400 e 88,04%. Nella stessa serie ancora una presenza per Elena Montini (1962): 1'03"65 e 89,55%, ormai definitivamente ritrovata (se mai si fosse persa: non ne avevamo sentito parlare per qualche mese e ci eravamo preoccupati). La Globetrotter Gigliola Giorgi (che forse è pure una mia "collega", m'informerò) totalizza 86,21% correndo in 1'02"18, mentre bell'esordio nei 400 di Rosa Anibaldi (1966): 1'03"29 e 86,50%. Cosimo Sguera (1971) 2'02"04 negli 800 e 86,32%. 84,56% sui 5000 (più si sale nelle distanze, più valori sopra gli 80% sono decisamente di prim'ordine) da parte di Daniela Gilardi (1965) con 18'35"10 sui 5000. L'amico Federico Nettuno (1975) vince l'asta con 4,10 (69,38%).
  • Cernusco S/N (08/07) dalle pagine di facebook aveva annunciato un attacco al record italiano M45 degli 800, da lui stesso detenuto. 1'59"22 ottenuto a Rezzato nel 2008. Proprio in contemporanea con lo stesso meeting bresciano (di cui parlo in seguito), Giuseppe Romeo (1963) ci ha riprovato. A Cernusco è inserito nella seconda serie e chiude in 2'01"46, un paio di secondi sopra il primato nazionale (e ben 93,26% agc, che ottenuti nel mezzofondo sono un tesoretto). Rumors davano nella medesima riunione di un tentativo di record M40 da parte di Stefano Avigo (1970), inserito invece nella prima serie: 1'58"52 (89,75%). il suo tempo, che è ancora troppo lontano dal duo Giorgio Gennari-Litta e Giovanni Ferrari, che hanno corso a 9 anni di differenza l'uno dall'altro lo stesso tempo di 1'56"18. 87,31% nei 1500 invece per Paolo Gatti (1957) grazie al 4'43"36. Il risultato a sorpresa (fino ad un certo punto, naturalmente) lo ottiene così Flavia Borgonovo (1974): 5,60 (79,20%) nel salto in lungo con 1,0 di vento a favore e nuovo personale a 37 anni. Esempio vivente.
  • Rezzato (08/07) - Fausto Salvador (1969) si mette in luce nei 400: 53"60 (86,76%), ma mi sembra che avesse un Pb sotto i 53". Negli 800 si rivede il campione italiano M40 Francesco D'Agostino (1966) che stabilisce il suo miglior crono dell'anno: 2'01"47 e 90,81%. In deciso miglioramento anche Ugo Piccioli (1969) con 2'03"03, che gli vale 87,24%. Diciamo che si prospettano l'anno prossimo grosse sfide negli 800: D'Agostino va nella tana di Romeo e Pellegrini. Mentre nei 40 la concorrenza dovrebbe farsi bella agguerrita. Nei 3000 gran 9'10"21 di Pierangelo Avigo (1961), che spacca la barriera del 90% (90,70% con la solita considerazione sugli over-90 nelle specialità che non sono la velocità). Prima di lui Giorgio Bresciani (1966) che ha concluso in 9'03"36 (88,32%). Nel peso vince Marco Dodoni (1972, della Forestale) con un lancio a 17,77 (78,10%). Al 4° posto arriva il 46enne Giovanni Tubini (1964) con 15,76 (77,74%). Risultato di soli 2 centimetri inferiori al record italiano M45 di un altro grandissimo del passato atletico italiano: Luciano Zerbini, che proprio col 7,26 lanciò 15,78 nel 2005. Nel disco altra vittoria over-35: Diego Fortuna (1968) con 55,35 (76,17%).
  • Record Italiani - Come comparso su Atleticanet, Giacomo Befani (classe 1970) ha valicato, primo uomo italiano over-40, i 5,00 metri nel salto con l'asta a Orvieto il 16/06.
  • Record Mondiali - la jamaico-slovena Marlene Ottey, ha così ottenuto un ulteriore miglioramento del suo record mondiale: 11"84 (0,1 il vento) a Maribor il 26/06 contro l'11"95 di Postonja. Chissà se verrà portata a Barcellona dalla federazione Slovena o quanto gli hanno chiesto per poter partecipare. Chiedo così pubblicamente al nostro amico che conosce le "cose slovene" e che già ci ha aggiornato dei record della Ottey, se se ne sa qualche cosa.

04/07/10

Douglas e l'uomo più anziano sotto i 50" - La Mazzenga perde il record degli 800

(nella foto Marlene Ottey: ha migliorato ancora il record del mondo F50?) - La notizia che è rimbalzata su Masterstrack per qualche settimana è di quelle davvero sconquassanti per un piccolo circus internazionale come quello master: l'apparizione nel giro di pista del Signor Douglas Kalembo, doppio passaporto (americano e zambiano) classe 1960. Carneade, chi è costui? M50? Certo, negli Usa, come in tutto il mondo le categorie si fanno sull'anno, mentre a livello internazionale conta la data di nascita (ma allora, perchè non omogeneizzare tutto sull'anno??), ed è qui che nasce la notizia. Ad Atlanta, Douglas, un giorno di giugno decide ci correre i 400. Quando ferma il cronometro il tempo sul display segna 50"02. Fermi tutti. Il tempo, comunque lo si prenda e lo si giri, è un record del mondo! Record del mondo M45 se corso da 49enne, ovvero M50 se Douglas ha già spento le 50 candeline. Ottenere il record nel 5° anno della categoria è davvero un must, non c'è che dire. Su Masterstrack nasce una fitta corrispondenza volta a individuare la data di nascita precisa di questo atleta, finchè, colpo di scena, si fa vivo lo stesso Kalembo, che invia copia della sua patente di guida americana: 24 luglio 1960. Ci siamo, è M45, quindi il nuovo record mondiale è nella categoria 45-49 ed abbassa il record dell'americano Fred Sowerby (50"20), prestazione che proprio l'anno scorso era stato sfiorata da Enrico Saraceni (50"27). State attenti: in palio c'è non solo un record del mondo, ma anche un titolo di quelli che rimane attaccato sulla pelle di un atleta più del record stesso: l'uomo più "maturo" della storia sotto la barriera dei 50". Ragionando con più freddezza, Douglas Kalembo non è certamente Carneade. Basta una rapida ricerca su internet per scorpirlo presente alle Olimpiadi di Seul (1988) nei 400 e ai Mondiali di Stoccarda negli 800 (1991). Su un sito zambese si apprende ad esempio del suo record nazionale sugli 800 di 1'46"93. 51"49 sui 400 l'anno scorso ad Atlanta.
Rimaniamo nel mondo della velocità: come riportato da alcuni nostri utenti molto attenti, Marlene Ottey nella gara di Postonja il 6 giugno non aveva corso in 11"72 così come da abbaglio-globalizzato e così come riportato su tutti i siti sportivi internazionali, ma bensì in 11"95 (+0,9) che comunque lo si guardasse era il record mondiale dei 100 W50. Ma l'11"72 era di altra atleta, che aveva vinto un'altra serie. Comunque sia, l'impero della Ottey si estende a questo punto su 4 categorie (W35, W40, W45 e W50) rispettivamente con 10"74, 11"09, 11"34 e l'ultimo 11"95. Quest'ultimo record sembra sia stato ulteriormente abbassato a Maribor dalla ex jamaicana a 11"85 (come notato su un piccolo trafiletto della Gazzetta qualche giorno fa, cui sto cercando riscontri... che al momento non trovo).
Dai campionati tedeschi over-50 (qui i due campionati separati sono già una realtà), Christel Happ strappa un ulteriore record del mondo, quello del salto in lungo W80 con 3,05, che migliora di oltre 40 centimetri il precedente record. Sempre dai campionati tedeschi di Kevalaer, Elfriede Hodapp avrbbe battuto il record del mondo degli 800 di Emma Mazzenga, abbatendolo di quasi 12". 3'14"66 contro il 3'25"18 corso dalla Mazzenga. Purtroppo al link del Campionati Tedeschi questo risultato non lo trovo, fidiamoci. Cercherò prossimamente di fare il punto della situazione dei record del mondo aggiornando il file iniziato il primo di gennaio.

22/06/10

Mondo master internazionale: Ottey super - caduto il più vecchio record del mondo master

Dopo queste settimane dedicate quasi esclusivamente al mondo master nazionale (a proposito, abbiamo aperto a questo link un piccolo sondaggio sul miglior master al maschile di Roma-2010), facciamo un piccolo riepilogo di quello che è successo a livello internazionale, facendo nostre le informazioni che arrivano direttamente da Masterstrack e dal sito di Annette e Robert Koop. La prima notizia risale addirittura a tre settimane fa, e nel nostro piccolo è anche una piccola pietruzza miliare. Infatti Marlene Ottey, de facto F50 essendo nata il 10 maggio 1960 in Giamaica (ma ora è una velocista slovena) ha stabilito il nuovo record mondiale di categoria, correndo in 11"72 con +0,9 proprio nel suo nuovo paese di adozione, e più precisamente a Postojna. Perchè pietra miliare? Perchè la Gazzetta dello Sport, in un trafiletto (che è quanto di meglio si riesce ad ottenere in questo momento) ha parlato proprio di "record del mondo F50", dando inconsapevolmente la notizia che esiste un mondo "F50", quindi "master". Detto questo, il tempo è davvero sensazionale, se pensate che la nostra velocista di punta, Manuela Levorato ha corso giusto nell'ultimo fine settimana in 11"67. Diciamo che una 50enne come la Ottey potrebbe ancora ben figurare nel novero delle velociste italiane, e questo, non comprendo se bisogna leggerlo come una nota di merito per lei, o piuttosto una di demerito per il nostro movimento velocistico italiano al femminile, che, Levorato a parte, negli ultimi anni non è riuscito ancora a produrre una velocista che possa lottare per una finale (quanto meno) continentale. Detto questo, vediamo per sommi capi i risultati di maggior rilievo a livello internazionale:
  • Marlene Ottey, F50, 11"72 con 0,9 di vento. Come ho testè scritto, siamo di fronte al nuovo primato mondiale di categoria. Migliorato di uno sproposito il record F50 precedente di Phil Raschker di 12"50 risalente al 1997. Quindi la Ottey è anche la prima donna a scendere sotto i 12" dopo i 50. C'è l'impressione che l'impresa rimanga tale per qualche anno. Secondo l'AGC effettuato da Ken Stone, il suo risultato equivarrebbe ad un 10"36 ninente male...
  • Phil Rashker, il fenomeno americano master al femminile, sta perdendo record mondiali come se piovesse negli ultimi due anni. Dopo quello dei 100 F50, ecco che la statunitense perde pure quello del salto in alto F60, per colpa dell'olandese Weia Reinboud, che durante il meeting di Hoorn in Olanda, ha saltato 1,45, cioè 1 centimetro in più di quanto fatto dalla Rashker a Hoover nel 2007. Come riporta Masterstrack, per la Reinboud si tratta del nono record mondiale da lei detenuto tra competizioni all'aperto e al coperto.
  • Negli Stati Uniti ed in genere nel mondo anglosassone va molto di moda correre il miglio, cosa che qui in Europa, Irlanda e Inghilterra a parte, non trova molto spazio. Ebbene, l'M55 americano Rich Burns in una riunione a Portland ha corso i 1609 metri in 4'36"94, abbassando il 4'40"4 dell'australiano Jack Ryan che risaliva addirittura al 1977, quindi il più vecchio record del mondo master. Adesso tutti i record sono successivi al 1980.
  • Mentre qui in Europa latitiamo un pò coi record (stiamo aspettando l'Ungheria?), negli Usa ci stanno andando giù pesanti. Don Pellman, 94enne ai Bay Area Senior Games avrebbe migliorato di 10 centimetri (!!) il record mondiale M90 del salto in alto, spostandolo da 1,11 a 1,21. Miglioramento quasi inopinato, che ha spinto lo stesso Stone, estensore della notizia, a contattare gli organizzatori della gara, i quali... hanno confermato il tutto! L'AGC, evocato per l'evento, parla di un 2,50 mt. Provate a farlo voi a 25 anni o... a 94!
  • Altro giro, altro record. Stavolta tocca al giavellottista (campione del mondo a Lahti l'anno scorso) M55 Mike Brown, che ha lanciato 66,11 metri durante i Southeast Regional Masters Championship. Il record del mondo già gli apparteneva con 65,35 stabilito l'anno scorso.
  • Dall'Inghilterra arriva invece il record globale nel martello M45 da parte dell'olimpionico britannico Mick Jones (22° alle Olimpiadi di Seul del 1988 e 27° ai Campionati Mondiali di Edmonton nel 2001, oro ai Commonwealth Games del 2002). A Londra ha superato la fettuccia dei 70 metri (47 anni!) lanciando 70,36 (primo uomo over-45 sopra questa misura). Battuto il precedente record mondiale detenuto dal monumento vivente al lancio del martello, il russo Yuriy Sedykh, che nel 2001 seppe lanciare a 67,74.
  • Non potevano mancare i tedeschi in questa kermesse di record. Infatti Arno Hamaekers, M70, ha migliorato il record mondiale sugli 80hs, oltrepassando la fotocellula dopo 12"96 secondi (1,1 di vento a favore) dopo lo sparo a Linburgerhof, in Germania. 3 centesimi in meno del tempo ottenuto dall'americano Jim Stookey circa 10 anni fa.
  • Darren Scott, riporta Masterstrack, dopo la sensazione stagione indoor (col doppio record mondiale sui 200 M40), era andato a cercare il caldo in Spagna per preparare una sensazionale stagione all'aperto. Stone riporta che dopo quel periodo al caldo (ma qui stiamo parlando di un master che vive professionisticamente!) si sarebbe infortunato al tendine d'Achille, con uno stop forzato di 6 settimane. Al rientro, piccolo test con 100 in 11"09 e 200 in 21"93. Per fortuna che era infortunato...
  • Christel Donley stabilisce l'ennesimo record mondiale della stagione: stavolta tocca all'eptathlon W75 con 5416 punti.
  • Lo strano caso dell'M55 Lyndon Herzberg. Questa è una storia incredibile, sempre riportata da Masterstrack. C'è questo tizio, Lyndon, M55, che non si sa se sia un incredibile bugiardo o un fenomeno di longevità atletica. Costui, infatti, secondo le liste americane avrebbe corso quest'anno i 100 metri in 11"26. Collegate le due cose (M55 e 11"26) e vi viene fuori... il record del mondo di categoria! La cosa sensazione è anche il gap col precedente record (11"44) e la "credibilità" del soggetto che lo deteneva, Bill Collins). Naturalmente Ken Stone nel suo articolo ironizza sulla cosa, anche perchè Herzberg nel 2009 era stato in grado di correre i 100 metri in 15"04 (scritto quindici-zero-quattro). Un miglioramento di quasi 3" in un 100 metri sono cose o da marziani, o che succedono solo negli USA. Sul suo blog, il simpatico Lyndon avrebbe millantato un 20"9 sui 200 di personale, ma anche 1'49" sugli 800 quando andava al college. Incredibile il 3'53" sui 1500 che avrebbe corso l'anno scorso (sempre secondo lui) cioè una ventina di secondi in meno del record del mondo attuale. Ma la cosa pazzesca è che proprio l'USATF ha certificato il suo 11"26 (che quindi è il nuovo record?), qui il link al ranking.

10/05/10

Willie Gault: correre in 10"84 a 50 anni

(Gault nei suoi "tre" periodi sportivi) - Nel mio zapping quotidiano sui siti davvero importanti della rete (ho bandito il sito Gazzetta.it perchè è davvero svilente lo spazio dedicato a quello sport che sa di politica in salsa italiana che è il calcio), visito immancabilmente il lavoro di Ken Stone su Masterstrack. Ieri sera quasi mi cade la mandibola sulla tastiera: vanno bene i record degli over-70, 80, 90, che col nostro ormai tradizionale giochino li traduciamo in AGC (per curiosità) in tempi che nemmeno in assenza di gravità si riuscirebbe ad ottenere. Così quando si vede un risultato che non abbisogna di "traduzione" per capirne lo spessore, rimaniamo a soppesare come si possa riuscire a vincere l'inopinabile avanzare dell'età. Ebbene, l'ho già scritto nel titolo, quindi non sfrutto più l'effetto sorpresa: Willie Gault, 50 anni tra qualche mese, corre in 10"84 i 100 metri... e 22"12 i 200 metri. Nonostante questo, il tempo "trasposto" in AGC (tabelle sempre del 2006) porta a 9"67: Usain Bolt è ancora davanti (un 50enne dovrebbe correre in 10"74 per pareggiarlo...) questo per indicare quanto il jamaicano stia scappando avanti nella storia di questo sport. Il 10"84 è a soli 12 centesimi dal suo record del mondo M45 (quale egli è stando alla data di nascita): 10"72 corso ad Indianapolis nel 2006. Mario Longo, nostro uomo di punta nella velocità master, oggi anch'egli M45, l'anno scorso corse sotto i 10"90: lo aspettiamo a questa incredibile sfida a distanza con chi sembra aver sconfitto l'età.
Considerazione: Gault risulta "unattached": cioè non è ufficialmente tesserato per nessuna società sportiva. E' ammesso, così come è amesso in Inghilterra. Mi chiedo: perchè un atleta in Italia deve necessariamente tesserarsi attraverso una società sportiva? Se presenta l'idoneità tecnica alla Federazione, paga per il proprio tesseramento (come fanno in quei due paesi) perchè non potrebbe gareggiare senza doversi per forza affiancare ad una società?
E non dimentichiamo il 22"12 sui 200 con vento addirittura contrario di 0,3 e anche qui a soli 32 centesimi dal suo record mondiale (21"80). Qui l'AGC permette a Willie di battere Bolt: 19"07 a 19"19. Ve lo siete dimenticato? Gault ha 50 anni. Dimenticavo: un paio di settimane fa Gault correva in 10"90 e 22"16 con vento praticamente nullo.
Nel frattempo, nel medesimo articolo di Stone su Gault, si racconta che Marlene Ottey ha voltato la medesima boa dei 50: correrà nel 2010? Le basterà mettere le chiodate che cadranno i record ora tabellati.