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22/06/10

Mondo master internazionale: Ottey super - caduto il più vecchio record del mondo master

Dopo queste settimane dedicate quasi esclusivamente al mondo master nazionale (a proposito, abbiamo aperto a questo link un piccolo sondaggio sul miglior master al maschile di Roma-2010), facciamo un piccolo riepilogo di quello che è successo a livello internazionale, facendo nostre le informazioni che arrivano direttamente da Masterstrack e dal sito di Annette e Robert Koop. La prima notizia risale addirittura a tre settimane fa, e nel nostro piccolo è anche una piccola pietruzza miliare. Infatti Marlene Ottey, de facto F50 essendo nata il 10 maggio 1960 in Giamaica (ma ora è una velocista slovena) ha stabilito il nuovo record mondiale di categoria, correndo in 11"72 con +0,9 proprio nel suo nuovo paese di adozione, e più precisamente a Postojna. Perchè pietra miliare? Perchè la Gazzetta dello Sport, in un trafiletto (che è quanto di meglio si riesce ad ottenere in questo momento) ha parlato proprio di "record del mondo F50", dando inconsapevolmente la notizia che esiste un mondo "F50", quindi "master". Detto questo, il tempo è davvero sensazionale, se pensate che la nostra velocista di punta, Manuela Levorato ha corso giusto nell'ultimo fine settimana in 11"67. Diciamo che una 50enne come la Ottey potrebbe ancora ben figurare nel novero delle velociste italiane, e questo, non comprendo se bisogna leggerlo come una nota di merito per lei, o piuttosto una di demerito per il nostro movimento velocistico italiano al femminile, che, Levorato a parte, negli ultimi anni non è riuscito ancora a produrre una velocista che possa lottare per una finale (quanto meno) continentale. Detto questo, vediamo per sommi capi i risultati di maggior rilievo a livello internazionale:
  • Marlene Ottey, F50, 11"72 con 0,9 di vento. Come ho testè scritto, siamo di fronte al nuovo primato mondiale di categoria. Migliorato di uno sproposito il record F50 precedente di Phil Raschker di 12"50 risalente al 1997. Quindi la Ottey è anche la prima donna a scendere sotto i 12" dopo i 50. C'è l'impressione che l'impresa rimanga tale per qualche anno. Secondo l'AGC effettuato da Ken Stone, il suo risultato equivarrebbe ad un 10"36 ninente male...
  • Phil Rashker, il fenomeno americano master al femminile, sta perdendo record mondiali come se piovesse negli ultimi due anni. Dopo quello dei 100 F50, ecco che la statunitense perde pure quello del salto in alto F60, per colpa dell'olandese Weia Reinboud, che durante il meeting di Hoorn in Olanda, ha saltato 1,45, cioè 1 centimetro in più di quanto fatto dalla Rashker a Hoover nel 2007. Come riporta Masterstrack, per la Reinboud si tratta del nono record mondiale da lei detenuto tra competizioni all'aperto e al coperto.
  • Negli Stati Uniti ed in genere nel mondo anglosassone va molto di moda correre il miglio, cosa che qui in Europa, Irlanda e Inghilterra a parte, non trova molto spazio. Ebbene, l'M55 americano Rich Burns in una riunione a Portland ha corso i 1609 metri in 4'36"94, abbassando il 4'40"4 dell'australiano Jack Ryan che risaliva addirittura al 1977, quindi il più vecchio record del mondo master. Adesso tutti i record sono successivi al 1980.
  • Mentre qui in Europa latitiamo un pò coi record (stiamo aspettando l'Ungheria?), negli Usa ci stanno andando giù pesanti. Don Pellman, 94enne ai Bay Area Senior Games avrebbe migliorato di 10 centimetri (!!) il record mondiale M90 del salto in alto, spostandolo da 1,11 a 1,21. Miglioramento quasi inopinato, che ha spinto lo stesso Stone, estensore della notizia, a contattare gli organizzatori della gara, i quali... hanno confermato il tutto! L'AGC, evocato per l'evento, parla di un 2,50 mt. Provate a farlo voi a 25 anni o... a 94!
  • Altro giro, altro record. Stavolta tocca al giavellottista (campione del mondo a Lahti l'anno scorso) M55 Mike Brown, che ha lanciato 66,11 metri durante i Southeast Regional Masters Championship. Il record del mondo già gli apparteneva con 65,35 stabilito l'anno scorso.
  • Dall'Inghilterra arriva invece il record globale nel martello M45 da parte dell'olimpionico britannico Mick Jones (22° alle Olimpiadi di Seul del 1988 e 27° ai Campionati Mondiali di Edmonton nel 2001, oro ai Commonwealth Games del 2002). A Londra ha superato la fettuccia dei 70 metri (47 anni!) lanciando 70,36 (primo uomo over-45 sopra questa misura). Battuto il precedente record mondiale detenuto dal monumento vivente al lancio del martello, il russo Yuriy Sedykh, che nel 2001 seppe lanciare a 67,74.
  • Non potevano mancare i tedeschi in questa kermesse di record. Infatti Arno Hamaekers, M70, ha migliorato il record mondiale sugli 80hs, oltrepassando la fotocellula dopo 12"96 secondi (1,1 di vento a favore) dopo lo sparo a Linburgerhof, in Germania. 3 centesimi in meno del tempo ottenuto dall'americano Jim Stookey circa 10 anni fa.
  • Darren Scott, riporta Masterstrack, dopo la sensazione stagione indoor (col doppio record mondiale sui 200 M40), era andato a cercare il caldo in Spagna per preparare una sensazionale stagione all'aperto. Stone riporta che dopo quel periodo al caldo (ma qui stiamo parlando di un master che vive professionisticamente!) si sarebbe infortunato al tendine d'Achille, con uno stop forzato di 6 settimane. Al rientro, piccolo test con 100 in 11"09 e 200 in 21"93. Per fortuna che era infortunato...
  • Christel Donley stabilisce l'ennesimo record mondiale della stagione: stavolta tocca all'eptathlon W75 con 5416 punti.
  • Lo strano caso dell'M55 Lyndon Herzberg. Questa è una storia incredibile, sempre riportata da Masterstrack. C'è questo tizio, Lyndon, M55, che non si sa se sia un incredibile bugiardo o un fenomeno di longevità atletica. Costui, infatti, secondo le liste americane avrebbe corso quest'anno i 100 metri in 11"26. Collegate le due cose (M55 e 11"26) e vi viene fuori... il record del mondo di categoria! La cosa sensazione è anche il gap col precedente record (11"44) e la "credibilità" del soggetto che lo deteneva, Bill Collins). Naturalmente Ken Stone nel suo articolo ironizza sulla cosa, anche perchè Herzberg nel 2009 era stato in grado di correre i 100 metri in 15"04 (scritto quindici-zero-quattro). Un miglioramento di quasi 3" in un 100 metri sono cose o da marziani, o che succedono solo negli USA. Sul suo blog, il simpatico Lyndon avrebbe millantato un 20"9 sui 200 di personale, ma anche 1'49" sugli 800 quando andava al college. Incredibile il 3'53" sui 1500 che avrebbe corso l'anno scorso (sempre secondo lui) cioè una ventina di secondi in meno del record del mondo attuale. Ma la cosa pazzesca è che proprio l'USATF ha certificato il suo 11"26 (che quindi è il nuovo record?), qui il link al ranking.

15/03/10

Over-35 incontenibili: altri 3 record del mondo indoor, e sono 62 in 3 mesi

(il belga Andre Lafere, dopo aver tagliato il traguardo con il nuovo record mondiale degli 800 M50 - foto di Tom Phillips) - L'universo master è in incredibile fermento: almeno questo stando ai 62 record mondiali indoor ottenuti nel giro di 2 mesi e mezzo nel corso della stagione indoor. In fondo all'articolo ne metto l'elenco completo, che risente comunque di informazioni parziali: potrebbero infatti essere di più, visto che la WMA non è che si dia molto da fare per rintracciare i vari record (basti pensare che sul sito ufficiale viene considerato record mondiale il 7"02 di Aaron Thigpen nei 60 M45, mentre sappiamo benissimo che non è quello). Nell'ultimo fine settimana altri 3 record mondiali: uno è addirittura coinciso con un titolo mondiale a Doha. Parlo di Bernard Lagat, che ha vinto i 3000 in Qatar in 7'37"97 abbassando il precedente primato del tedesco Dieter Baumann che girava intorno ai 7'40". Naturalmente a Lagat non è che importi molto in questo momento di aver ottenuto un primato M35, visto che si è intascato un titolo mondiale assoluto (mentre l'Italia continua a prendere "zero" ad ogni campionato non-europeo). Il secondo record viene invece da Gand, in Belgio, sede del prossimo campionato europeo indoor master nel 2011. Lo scenario è quello degli 800 M50, dove il campione del mondo in carica di categoria di Lahti-09, Andre Lafere, termina una gara incredibile in 1'59"74, cioè 25 centesimi in meno del precedente record di 1'59"99 detenuto dallo statunistense Steve Gallegos, che lo corse nel 2005 a Nampa. Le cronache parlano di una gara in solitaria con passaggi molto veloci sin dal principio e una vittoria di circa 17" sul secondo classificato. A proposito: a Gand si stavano tenendo i campionati belgi master OPEN, cioè aperti anche ai master esteri. Di fatto la notizia ci arriva direttamente dal nostro amico inglese Tom Phillips che ha corso proprio durante questa manifestazione. Esempio (secondo me) da applicare anche qui in Italia: i master non devono avere barriere, fatti naturalmente salvi i titoli a chi ne ha diritto: ma l'innalzamento medio delle prestazioni attraverso la partecipazione internazionale è sicuramente uno stimolo per tutti.
Infine, terzo record e sempre da Gand. Stavolta al femminile, con protagonista Weia Reinboud, olandese (c'erano anche gli olandesi!!) che nel salto in alto W60 ha valicato l'asticella a 1,40, cioè 2 centimetri in più del record della cannibale di Riccione-07 (una decina di ori in quella edizione dei mondiali) Philippa Raschker (tra l'altro atleta della settimana assoluta per l'USATF, la Fidal americana senza con questo voler offendere pesantemente gli americani dandogli della Fidal...).
Sempre parlando di Record mondiali, segnalo che l'Italia nel frattempo ne ha perso uno, cioè quello del martellone W35 che era detenuto da Patrizia Aletta (15 metri tondi-tondi). Ebbene una svedesona (me l'immagino così, visto il risultato) ha lanciato il peso con maniglia a 17,79, cioè quasi 3 metri in più del precedente record detenuto dalla nostra connazionale. Nome della nuova record-woman: Anna Soderberg, che ha lanciato la misura il 6 febbraio a Goteborg. I record mondiali detenuti dagli italiani scendono così a 18.
Ultima curiosità non segnalata a suo tempo: il 5 gennaio a San Pietroburgo la 42enne russa Tatiana Ter-Mesrobyan (W40 de facto) ha saltato in lungo la misura (concedetemi l'aggettivo) galattica di 6,64. Cioè una misura che in Italia non si vede più dal ritiro di Fiona May. Che dire? Gli italiani assoluti li hanno vinti quest'anno con 6,04: fate voi ogni tipo di considerazione.