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09/04/10

Marie Kay record mondiale nel lungo W50

(Marie Kay a Kamloops - foto dell'A.M.A.) - Mentre finalmente abbiamo visto la luce in fondo al tunnel di questo interminabile inverno, in Australia sicuramente se la sono passata decisamente meglio visto che è appena finita l'estate. Proprio nell'ultimo fine settimana si sono disputati i Campionati Australiani Master a Perth, nella zona aussie occidentale. E qui c'è stato subito uno dei primi record mondiali della stagione all'aperto 2010 ad opera della super Marie Kay, autrice di un balzo a 5,41 (aiutata da un vento di +1,5) che le ha fatto vincere il titolo australiano (e ci mancherebbe!). Il precedente record era quello di Phil Raschker di 5,40 ottenuto ad Atlanta ben 13 anni fa. Per l'americana Raschker, dominatrice indiscussa delle categorie in cui si trova a gareggiare è il terzo record mondiale che le viene sottratto in meno di tre mesi. Per Marie Kay è invece il secondo record mondiale come W50 del 2010: il precedente l'aveva ottenuto nel pentathlon indoor a Kamloops.

05/04/10

Record Mondiali Master 2010: sono 93... forse già 94

(Willie Banks in un'immagine di qualche anno fa... Willie è giunto secondo nel salto in alto M50 con 1,85 in tre appoggi) - Come i flutti sulle bianche scogliere di Dover, il mondo master continua la sua incessante ed inesauribile evoluzione della specie. Non so nemmeno più se il conteggio sia giusto o meno, ma diciamo che suppergiù abbiamo un'idea di quello che sta succedendo. 93 record mondiali ottenuti in 3 mesi, una grande dimostrazione di vitalità, legata sopprattutto all'incremento statistico dei praticanti. Questo è indubbio. Ken Stone mi ha pure citato sulla Home di Masterstrack (un onore infinito, qui il link dell'articolo di Ken!) dopo aver riportato un sunto degli avvenimenti dei Campionati U.S.A. Master svoltisi a Boston dal 26 al 28 di marzo, solo una settimana fa. Addirittura il mio articolo tradotto! Tra parentesi: mi ero dimenticato un record mondiale nei 60hs M90 (Ralph Maxwell) e ne avevo inserito uno "doppio" nel peso con maniglia W70 (Carol Young). Riparato al danno e nell'elenco in fondo alla pagina si potrà trovare la lista completa dei record mondiali battuti nel corso del 2010. Sempre a Boston, una chicca su Willie Banks (ex primatista del mondo prima dell'era Jonathan Edwards): avrebbe saltato il suo 1,85 (da M50...) con soli tre appoggi e in maniera ventrale. Quando la classe non è acqua.
A quelli collezionati durante il caldo weekend nel Massachusset, se ne aggiungono un altro paio: il primo è quello della britannica Helen Clitheroe nel miglio W35: 4'29"46 a Birmingham il 20 febbraio scorso, che abbassa di quasi 20" il record della connazionale Alisa Harvey, stabilito nel 2005. Ken Stone, nel suo articolo su Masterstrack, rileva come vi siano in realtà alcuni risultati (sia tra le W35 che tra le W40) migliori del record mondiale odierno e di quelli tabellati dallo sgangherato sito della WMA: l'americana Regina Jacobs, all'età di 36 anni corse infatti il miglio in 4'21" e spicci, salvo poi essere qualificata per doping nel 2003 (il record risaliva al 2001). Come ci si comprta in questi casi? Viene cancellata tutta la carriera pregressa al ritrovamento di sostanze dopanti? E se non c'è stata la confessione che nel 2001 ne avesse fatto uso? Francamente non lo so. Nelle W40 invece risulta essere stato corso un miglio in 4'29"72 dalla Russa Lyubov Kremlyova, mentre il sito della WMA riporta altre interpreti, ben più pesanti. E questo è davvero inspiegabile. Cambiando continente e personaggi, sembrerebbe invece che l'aussie Marie Kay abbia stabilito a Perth durante i Campionati Australiani Outdoor (là è appena finita l'estate e si sta entrando in autunno) il nuovo record mondiale W50 nel salto in lungo con 5,41, superando il 5,40 dell'imperatrice americana Phil Raschker, che quest'anno per colpa di diverse mani ha perso per strada diversi record mondiali. Sarebbe il 94° record del 2010.

15/03/10

Over-35 incontenibili: altri 3 record del mondo indoor, e sono 62 in 3 mesi

(il belga Andre Lafere, dopo aver tagliato il traguardo con il nuovo record mondiale degli 800 M50 - foto di Tom Phillips) - L'universo master è in incredibile fermento: almeno questo stando ai 62 record mondiali indoor ottenuti nel giro di 2 mesi e mezzo nel corso della stagione indoor. In fondo all'articolo ne metto l'elenco completo, che risente comunque di informazioni parziali: potrebbero infatti essere di più, visto che la WMA non è che si dia molto da fare per rintracciare i vari record (basti pensare che sul sito ufficiale viene considerato record mondiale il 7"02 di Aaron Thigpen nei 60 M45, mentre sappiamo benissimo che non è quello). Nell'ultimo fine settimana altri 3 record mondiali: uno è addirittura coinciso con un titolo mondiale a Doha. Parlo di Bernard Lagat, che ha vinto i 3000 in Qatar in 7'37"97 abbassando il precedente primato del tedesco Dieter Baumann che girava intorno ai 7'40". Naturalmente a Lagat non è che importi molto in questo momento di aver ottenuto un primato M35, visto che si è intascato un titolo mondiale assoluto (mentre l'Italia continua a prendere "zero" ad ogni campionato non-europeo). Il secondo record viene invece da Gand, in Belgio, sede del prossimo campionato europeo indoor master nel 2011. Lo scenario è quello degli 800 M50, dove il campione del mondo in carica di categoria di Lahti-09, Andre Lafere, termina una gara incredibile in 1'59"74, cioè 25 centesimi in meno del precedente record di 1'59"99 detenuto dallo statunistense Steve Gallegos, che lo corse nel 2005 a Nampa. Le cronache parlano di una gara in solitaria con passaggi molto veloci sin dal principio e una vittoria di circa 17" sul secondo classificato. A proposito: a Gand si stavano tenendo i campionati belgi master OPEN, cioè aperti anche ai master esteri. Di fatto la notizia ci arriva direttamente dal nostro amico inglese Tom Phillips che ha corso proprio durante questa manifestazione. Esempio (secondo me) da applicare anche qui in Italia: i master non devono avere barriere, fatti naturalmente salvi i titoli a chi ne ha diritto: ma l'innalzamento medio delle prestazioni attraverso la partecipazione internazionale è sicuramente uno stimolo per tutti.
Infine, terzo record e sempre da Gand. Stavolta al femminile, con protagonista Weia Reinboud, olandese (c'erano anche gli olandesi!!) che nel salto in alto W60 ha valicato l'asticella a 1,40, cioè 2 centimetri in più del record della cannibale di Riccione-07 (una decina di ori in quella edizione dei mondiali) Philippa Raschker (tra l'altro atleta della settimana assoluta per l'USATF, la Fidal americana senza con questo voler offendere pesantemente gli americani dandogli della Fidal...).
Sempre parlando di Record mondiali, segnalo che l'Italia nel frattempo ne ha perso uno, cioè quello del martellone W35 che era detenuto da Patrizia Aletta (15 metri tondi-tondi). Ebbene una svedesona (me l'immagino così, visto il risultato) ha lanciato il peso con maniglia a 17,79, cioè quasi 3 metri in più del precedente record detenuto dalla nostra connazionale. Nome della nuova record-woman: Anna Soderberg, che ha lanciato la misura il 6 febbraio a Goteborg. I record mondiali detenuti dagli italiani scendono così a 18.
Ultima curiosità non segnalata a suo tempo: il 5 gennaio a San Pietroburgo la 42enne russa Tatiana Ter-Mesrobyan (W40 de facto) ha saltato in lungo la misura (concedetemi l'aggettivo) galattica di 6,64. Cioè una misura che in Italia non si vede più dal ritiro di Fiona May. Che dire? Gli italiani assoluti li hanno vinti quest'anno con 6,04: fate voi ogni tipo di considerazione.

02/01/10

Su Masterstrack si vota per il master del decennio

Sul forum di Masterstrack, a questo link, è in corso una votazione molto impegnativa sul master del decennio appena passato (2000-2009). Potremmo riproporla anche noi, ma in chiave italiana. Ora, i candidati sono gli americani Bill Collins, Nadine O'Connor e Phil Raschker, Nolan Shaheed e Tony Young, i canadesi Earl Fee e Olga Kotelko ed il tedesco Guido Muller. Mamma mia che vespaio il solo pensare di fare una cernita! Infatti è subito intervenuto nel forum il nostro amico Tom Phillips dall'Inghilterra, lamentando le assenze di Steven Peters e Enrico Saraceni. Diciamo che ogni paese ha i suoi master più in vista, e qui se ne potrebbero tirar fuori almeno una 50ina che nell'ultimo decennio hanno riscritto la storia delle categorie in cui si sono trovati a competere. Mi vengono in mente così l'ostacolista svizzera Christine Muller, l'astista tedesco Wolfgang Ritte, il lanciatore ceco Zdenek Benek, il marciatore tedesco Karl Degener, la lanciatrice elvetica Margrith Duss ... Viene inclusa la Kotelko, neo W90, ma di novantenni plurivittoriosi ne abbiamo un elenco sterminato: quest'anno ad Ancona abbiamo avuto il belga Emiel Pauwels, ma come dimenticare l'altra fiamminga Edith Graff, che di medaglie internazionali ne ha vinte innumerevoli? E il nostro Ugo Sansonetti? Davvero difficile dire quali sono i master del decennio...

02/12/09

Master of the year USA: Colleen De Reuck... e chi è?

(a sinistra Colleen De Reuck nella foto tratta dal sito USATF; a destra Rita Hanscome dal sito masterathletics.net) - Visitando il sito di Ken Stone, si viene a consocenza della notizia che la master americana dell'anno per il 2009, eletta dalla loro Federazione, la USATF, è stata eletta Colleen De Reuck. A chi frequenta con assiduità il mondo master internazionale questo nome probabilmente non gli dirà nulla. A me per primo. Ho cercato nei mandri della memoria, ma non mi è sovvenuto nulla. Così mi sono fatto la mia bella ricerchina eterea, ed è apparso tutto quello che si doveva sapere e che del resto Stone ha ben evidenziato. La De Reuck in realtà è un'atleta professionista in età master. La USATF ha in pratica scannerizzato i propri tesserati, ha guardato quelli sopra i 35 anni, e deciso chi era il più forte in maniera ASSOLUTA. Tutto qui. Metodo imbarazzante, perchè presuppone una presa di posizione di fondo: viene eletto non il miglior atleta master (che almeno qualche interpretazione dà come colui che pratica l'attività riservata ai master), ma il miglior over-35 tra tutti gli atleti. E' come se da noi quest'anno i migliori fossero stati Maurizio Checcucci, o Paolo Dal Soglio, o Stefano Baldini, o Elisabetta Artuso... come più volte sostenuto su queste pagine virtuali, una cosa è essere atleti assoluti che hanno sfondato la soglia dei 35 anni d'età (e vivono della loro attività sportiva!!!), altra cosa è vivere di altro e scavarsi ritagli di tempo per poter svolgere uno sport. Differenza abissale. Comunque sia: giustamente Ken Stone faceva rilevare una cosa: per la Federazione internazionale master, la WMA, la miglior atleta mondiale master è stata proprio un'americana (la ormai celeberrima Rita Hanscom), mentre per la USATF è un'altra atleta. Bella discrepanza. La stessa cosa era successa nel 2007, dopo i fenomenali mondiali di Riccione del 2007 dove Phil Raschker fu una vera e proprie iraddidio vincendo una decina di ori e una manciata di record mondiali. Ebbene: onorata del titolo dalla WMA ma detronizzata da una W75 stradaiola in patria. Comunque sia: punti di vista. I premi sono solo l'espressione della discrezionalità di qualche persona, che, non si può evitare, la pensa e la vede nel suo modo. E del resto anche noi eleggeremo i nostri "master of the year" e siamo arcisicuri che qualcuno storcerà il naso: è naturale. La cosa che stona con quello che succede negli USA è fondamentalmente la discrepanza delle decisioni già assunte a livello internazionale, e la scarsa avvedutezza di chi gestisce le cose a livello locale.
Ma conosciamo meglio la De Reuck: 45 anni, è stata la donna con l'età più avanzata ad aver vinto un campionati nazionale americano (assoluto, naturalmente), avendo vinto la 20 km su strada con 17" di vantaggio. Alla maratona di Boston di quest'anno, inoltre, avrebbe addirittura preso la testa della gara in 3 diverse occasioni, finendo 8^ con un tempo di 2h37'57". Ma nell'annata vanta anche un 2h32'37". E' stata inoltre presente a 4 olimpiadi.