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25/04/10

E sono 99 mondiali: 4x400 M55 sotto i 3'40"

(il logo dei PennsRelays di Philadelphia) - Sempre rifacendosi a quello che scrive oltre oceano Ken Stone, siamo ormai ad un solo punto dalla fatidica quota 100 record mondiali (noti) ottenuti dai master nel corso del 2010. Un'enormità. I limiti umani vengono spinti sempre oltre, e purtroppo ogni volta bisogna lamentarsi di chi questi limiti dovrebbe rattificarli: la WMA, quel baraccone che dovrebbe essere la Federazione Internazionale Master. L'ultimo record mondiale, quello della 4x400 M55 ha una storia davvero singolare, fatta di clamorose dimenticanze proprio ordite dal massimo organismo master, che chissà per quale motivo non sente ragioni per mettere mano alla sua lista dei record (l'unica cosa che apparentemente potrebbe essere la sua principale attività). Orbene, leggendo Masterstrack si viene a conoscenza di questa vicenda torbida: pensate se la Jamaica dopo aver corso il fantastico 37"10 del record mondiale alle Olimpiadi di Pechino sulla 4x100 a distanza di un anno non si fosse vista ancora aggiornare l'albo dei record dalla IAAF? Ed è proprio quello che è successo: l'anno scorso, durante quella fantastica manifestazione onnicomprensiva che sono i Penn-Relays a Philadelphia, la 4x400 M55 dell'Houston Elite composta da Charles Allie, Bill Collins, Horace Grant e George Haywood corre il miglio in 3'41"07, ben al di sotto del listed-record degli inglesi, ottenuto ai mondiali di Riccione del 2007 (3'43"59). Vi consiglio caldamente di vedere il video a questo link, dimostra la spettacolarità delle capacità inventive degli americani sull'atletica: una 4x400 con 22 squadre (miste) fatte partire alla corda su due diverse starting-line (e anche una sfida stellare tra Bill Collins e Val Barnwell in seconda frazione!).
Ebbene, di quel record probabilmente non ci sarà mai traccia, perchè proprio nell'edizione-2010 del Penn Relays, lo stesso team ha fatto ancora meglio, correndo in 3'40"62, cioè 3 secondi in meno di ciò che la WMA ritiene essere la miglior prestazione mondiale sulla distanza. Domanda lecita: la WMA si dimenticherà anche di questo record?
Intanto vi invito a vedervi anche il video presente su Masterstrack di questa prestazione (qui il link alla notizia col video).
Dopo un rapido controllo ho trovato chi è il problema: si chiama Sandy Pashkin, che è contemporaneamente la "Chairman" e la "Records Manager" del Comitato dei Record della WMA. Chiedersi di accomodarsi da un'altra parte mi sembra il minimo. Qui il suo indirizzo mail: spashkin@q.com. Io sarò il primo a chiederle di dimettersi.

02/01/10

Su Masterstrack si vota per il master del decennio

Sul forum di Masterstrack, a questo link, è in corso una votazione molto impegnativa sul master del decennio appena passato (2000-2009). Potremmo riproporla anche noi, ma in chiave italiana. Ora, i candidati sono gli americani Bill Collins, Nadine O'Connor e Phil Raschker, Nolan Shaheed e Tony Young, i canadesi Earl Fee e Olga Kotelko ed il tedesco Guido Muller. Mamma mia che vespaio il solo pensare di fare una cernita! Infatti è subito intervenuto nel forum il nostro amico Tom Phillips dall'Inghilterra, lamentando le assenze di Steven Peters e Enrico Saraceni. Diciamo che ogni paese ha i suoi master più in vista, e qui se ne potrebbero tirar fuori almeno una 50ina che nell'ultimo decennio hanno riscritto la storia delle categorie in cui si sono trovati a competere. Mi vengono in mente così l'ostacolista svizzera Christine Muller, l'astista tedesco Wolfgang Ritte, il lanciatore ceco Zdenek Benek, il marciatore tedesco Karl Degener, la lanciatrice elvetica Margrith Duss ... Viene inclusa la Kotelko, neo W90, ma di novantenni plurivittoriosi ne abbiamo un elenco sterminato: quest'anno ad Ancona abbiamo avuto il belga Emiel Pauwels, ma come dimenticare l'altra fiamminga Edith Graff, che di medaglie internazionali ne ha vinte innumerevoli? E il nostro Ugo Sansonetti? Davvero difficile dire quali sono i master del decennio...

26/12/09

Bill Collins: il re modesto

(Bill Collins e Tyson Gay, in una foto di Young Legs for Old Runners) - Siamo sotto le feste, ok. Così ho tirato fuori una bella storia. Almeno: spero sia bella. La storia di Bill Collins, una delle icone del mondo master mondiale. Chi è Bill Collins? Perchè è così noto? Molte voci si rincorrono sul suo conto: io stesso ne ho sentite diverse sui suoi trascorsi sportivi. Così ho cercato e cercato, finchè ho trovato una bellissima intervista fatta dai webmaster di un blog americano che, udite-udite, come noi utilizza l'AGC per nominare i suoi migliori atleti e per stilare classifiche. Un blog frequentatissimo dai master americani (soprattutto mezzofondisti... ma con grande spazio alla pista): si chiama Younger Legs for Old Runners. L'intervista che segue (mia libera traduzione) mette a nudo un Bill Collins inedito, una persona genuina, modesta nonostante il passato e... il presente, quasi emozionante. Dal suo rapporto con la madre, all'importanza del calore della famiglia in ogni momento della vita, alla sua filosofia tradotta in un libro appena uscito. Per vedere la sua scheda clikkate qui...
  • Qui il link al bellissimo articolo
Ci sono superstar in ogni sport, cioè quegli atleti che gli stessi atleti si fermano a guardare. Nel golf c'è Tiger Woods, nel basket c'è Lebron James e Kobe Bryant. Nell'atletica master maschile invece c'è Bill Collins... e lo è ormai da due decenni. A differenza di molte altre star che si trovano tra i master e che danno il loro meglio una volta giunti nella loro mezza età, Collins è tornato per fare la star una seconda volta nella vita. E' stato infatti due volte campione statale sia nei 100 che nelle 220 yards durante le High School, 4 volte campione americano del Southwest mentre frequentava la TCU e due volte detentore di un record del mondo assoluto come staffettista USA, nella 4x100 (38"03 a Dusseldorf nel 1977) e nella staffetta indoor (2'01"10) al Madison Square Garden di New York nel 1981 (penso sia la svedese... n.d.r.). Ma cosa ha fatto Collins per tornare ad essere una star una seconda volta nella vita? Ebbene, si è presentato tra i master e ha battuto 25 record mondiali, vinto 127 titoli nazionali, vinto 27 titoli mondiali, nel 2006 è stato nominato dalla IAAF e dalla WMA Atleta Master dell'anno. Ah, e nel 2008 è stato nominato Master dell'anno per l'USATF (la federazione americana di atletica) quasi che ci fosse ancora uno spazio libero nel suo scaffale di trofei.
Così Younger Legs ha catturato Bill Collins (in senso metaforico, visto che è difficile fermare le gambe di Bill anche per un giovane...) per un botta-risposta sul suo passato, sul suo presente e sul suo meraviglioso nuovo libro che ha appena scritto, per poter condividere le sue conoscenze sulle metodologie d'allenamento con i suoi compagni.
  • YL: Stai correndo forte da molto tempo. Puoi raccontarci le tue prime esperienze con lo sprint?
  • BC: Da piccolo mi piacevano i blocchi di partenza. Ma non appena ho iniziato a frequentare le Junior High, non ero considerato molto veloce come sprinter. Potevo partecipare solo ai concorsi con la squadra della scuola, e non certo alle corse. Così ho iniziato come saltatore in alto. Sono poi entrato nella squadra di sprinter al secondo anno di liceo, e non ero comunque veloce. Anzi, a dire il vero, ero il secondo ragazzo più lento della squadra. C'erano un sacco di ragazzi che partecipavano ai concorsi che non riuscivo a battere. Una volta un lanciatore di peso venne da me e mi disse che l'unica ragione per la quale potevo batterlo era il fatto che era infortunato ad un bicipite femorale. Ero distrutto. Così mi dissi: perchè non provare il salto in lungo? Ed è ciò che ho fatto. Ma non volevo rinunciare alla velocità qualora mi si fosse ripresentata l'occasione. Così lavorai e lavorai, e alla fine dell'anno riuscii a correre una staffetta ed un paio di gare individuali. Il resto è storia.
  • YL: eri proprio determinato a fare lo sprinter?
  • BC: una volta intervistarono mio zio e gli chiesero perchè non tentassi di correre le lunghe distanze. Quando mio zio mi riportò la domanda io gli risposi: "perchè correre a lungo quando puoi correre veloce?".
  • YL: hai provato altri sport nella tua vita, o c'è stata solo l'atletica?
  • BC: ho giocato a football e baseball. E' incredibile l'energia che ti danno certi sport e ne ho ricevuta molta da questi due. Ma ho continuato a rompermi le ossa col football e ho preso un colpo di mazza sulla bocca nel baseball. E così è finito tutto.
  • YL: davvero??
  • BC: Amavo il football. Ma volevo essere presente ad ogni partita. Così ci rimettevo sempre le dita e così me le sono praticamente rotte tutte. Mi sono rotto pure un braccio non appena ho tentato di fare un tackle difensivo. Così mia madre decise che per me il football era stato sufficiente. Nel baseball devo dire che ero un eccellente giocatore. E probabilmente avrei continuato con quello sport. Poi però un weekend sono andato a giocare un pickup game (una partita non ufficiale, come quelle di basket per strada... n.d.r.). Quella era il genere di cosa che durante la stagione non avrei mai fatto. Ma insomma, quel weekend mi andava di farlo. Nessuno voleva fare il catcher, così decisi di farlo io. Non indossavo nessuna maschera e indossavo solo un normale guanto per ricevere (per giunta non quelli da catcher). Durante un'azione di gioco, presi un brutto colpo di mazza sulla bocca e sul naso, che mi ruppe i denti anteriori. E mia madre decise che era la fine anche per quello sport. Comunque mia madre non era troppo appassionata di baseball. Molte volte, per allenamento, dovevamo prendere le palle senza guanti e terminavo gli allenamenti pieno di escoriazioni sulle mani e sul petto. Avevamo degli allenatori un pò pazzi allora... Comunque, a causa di un insignificate pickup game, dopo 45 anni devo ancora correre ai ripari. Proprio recentemente ho dovuto tornare dal dentista per farmi aggiustare una delle riparazioni originali.
  • YL: ok, torniamo in pista. Hai davvero gareggiato nella stessa squadra di Fred Singleton (campione americano negli ostacoli, coach di fama e il cui fratello ha giocato nei New York Mets) e Ken McBryde (altro campione del passato) e se sì, quanto eravate forti?
  • BC: Certo, eravamo tutti insieme al liceo. E credo si potrebbe dire che al tempo avevamo una gran bella squadra. Tornando agli anni '60, eravamo considerati una delle squadre più forti nella nazione. Nell'anno scolastico da senior, non abbiamo mai dovuto dare la rivincita a nessuno. L'ultima volta che abbiamo dovuto ricorrere alla rivincita con un'altra scuola è stato al termine del mio ultimo anno da junior contro i White Plains. Ma poi li battemmo di oltre 100 punti, arrivando tra i primi 4 posti ad ogni gara. Avevamo il miglior atleta in entrambe le gare di ostacoli, che era Fred Singleton. E avevamo il miglior triplista in circolazione, che era Ken McBryde. Ottenemmo due record nazionali indoor quell'anno. Ed io vinsi i campionati nazionali dello Stato di New York nei 100 e nelle 220 yds due anni di fila, quando ero junior e quando passai senior. L'unico atleta nella storia dello Stato di New York a riuscirci. Tutto chiaramente non è stato ottenuto senza lavoro specifico e preparazione. Non mi sono mai riposato un giorno. Durante l'estate tra l'anno da "secondino" e quella da junior, ho lavorato e lavorato. Una 20ina di noi decise di svegliarsi ogni mattina e correre con la squadra di cross country. E' stata dura. Dovevo svegliarmi alle 4:30 del mattino e prendere il bus. E agli orari in cui mi svegliavo non c'erano i bus della scuola, così dovevo prendere i bus delle linee regolari. Ma eravamo noi che lo volevamo e molto presto tutta la squadra iniziò ad avere quell'abitudine. Si dimostrò la forza della nostra volontà, la nostra etica del lavoro e del volere è potere. Quell'anno avevamo 127 atleti nella nostra squadra di atletica. Era più numerosa della squadra di football. Quando andavamo a gareggiare dovevamo prendere 4 bus... avevamo talmente tanti atleti!!
  • YL: pensi che i successi ottenuti nei primi periodi in cui praticavi sport, possano aver alimentato l'atteggiamento positivo che hai mantenuto verso questo sport?
  • BC: il rinforzo positivo l'ho avuto dai miei genitori. All'inizio, quando non vincevo, ero lo stesso un campione agli occhi dei miei genitori. Quando non andavo bene, non lo si poteva dire certo dentro casa mia! Mia mamma è venuta a vedermi solo 3 volte. Con i suoi turni e il suo lavoro, non aveva molto tempo per venirmi a vedere. Non poteva avere giorni liberi sul lavoro. E' mancata nel 1985 e avrei tanto voluto che avesse avuto più tempo per vedermi correre di più. La più grande cosa che ha fatto mia mamma per me è stato venire al mio secondo anno di liceo. Mi fece sedere e mi parlò. Mi disse che le mie capacità atletiche erano dove dovevano stare e diversi college sarebbero stati interessati. Ma vide anche che il mio livello accademico non era alla pari delle mie capacità sportive. Mi disse solo: nel caso fosse arrivata una richiesta da un college, avrei avuto le capacità per frequentare quella scuola? E non ebbe più bisogno di dire altro. Mi misi a studiare duramente. E' il tipo di lezione che si impara presto. Non appena "senior" ebbi 247 offerte di borse di studio. E siccome avevo studiato duramente, potei fare la mia scelta. Molti miei compagni avevano avuto lo stesso tipo di offerte, ma non furono in grado di affrontarle. Questa è stata la cosa più importante che probabilmente ho imparato da mia madre. Era la mia più grande fan, e purtroppo non poteva essere lì in tribuna a guardarmi. Comunque sia, qualunque cosa fosse successa nella mia carriera, ho sempre potuto tornare a casa e avere l'amore della mia famiglia. Questa è la cosa più importante. Tornare a casa e avere l'amore della propria famiglia.
  • YL: a che punto della tua vita ti sei accorto che dovevi rimanere nella velocità?
  • BC: paradossalmente l'ho capito dopo anni di infortuni. Proprio a causa degli infortuni sono stato costretto a studiare, a cercare la strada per allenarmi e gareggiare senza infortunarmi. Contemporaneamente per massimizzare la piena abilità di correre con facilità.
  • YL: hai metodi di allenamento fenomenali, che in pratica mixano lavori di resistenza, lavori in pista, lavori di base. E ora hai scritto un libro su di essi, in cui tu sveli i segreti su di essi per raggiungere il successo. Puoi dirci qualche cosa su questo libro?
  • BC: Ovunque io vada, mi chiedono le stesse cose. Come ti alleni? Come riesci ad ottenere grandi prestazioni anche con l'età che avanza? Cosa mangi? Cose come queste. Ho pensato fosse il tempo di svelare questi segreti e farli conoscere. Come ci si allena a questa età? Tutti pensano che ci si debba allenare come quando avevamo 20 anni, e così generalmente si fa. Tendiamo a bruciare le tappe. Invece il libro parla della pazienza. La cosa più importante è invece non bruciare le tappe. Un sacco di persone e famigliari ci fanno pressioni, come quella di andare a farsi una partita di baseball. E gli uomini spesso ci si buttano, salvo poi trovarsi infortunati sui divani a leccarsi le ferite. Le donne invece ci pensano prima... loro non corrono dietro a queste cose. Prima si preparano. Hanno una differente filosofia. Parlo molto di loro nel mio libro: uomini contro donne nel loro approccio psicologico alle cose. Pensiamo a quando eravamo bambini: potevamo giocare da mattino a sera. Potevamo mangiare di meno e sicuramente potevamo non pensare all'idratazione. Ma come atleti in età avanzata, le cose si sono invertite. Prima dobbiamo rifornire il corpo ed idratarlo, prendersi cura della preparazione. Poi possiamo uscire ad allenarci. Una delle cose critiche in questo mio approccio agli allenamenti, è che bisogna mettersi in testa che bisogna fare un cambio nella nostra vita. E spesso il cambio nella nostra vita non è accettato da tutte le persone che conosciamo. Questo può includere la famiglia e gli amici, che magari vorrebbero andare ai party o fare qualcosa del genere. E dicono cose come "ma perchè devi fare cose come questa?" o "ma perchè lo stai ancora facendo?" Loro lo pensano perchè siccomo loro stessi non lo vorrebbero fare, non lo dovremmo fare nemmeno noi. Ci sono state persone che hanno provato il mio programma e che poi mi hanno detto "ho tanti nuovi amici adesso, perchè i miei vecchi amici non mi accettavano più". Questi sono i tipi di scelte che bisogna fare come atleti di una certa età e come nuovi adepti di una nuova era della nostra età.
  • YL: Bill, tu sei noto per essere partito in diverse circostanze senza blocchi. Hai qualche cosa contro i blocchi?
  • BC: Sono stato costretto a partire in piedi. Giocando una partita di football, mi sono stirato i muscoli addominali. Dopo l'infortunio non potevo più accovacciarmi sui blocchi, così ho iniziato a partire in piedi... solo per continuare a gareggiare.
  • YL: Abbiamo sentito dire che hai avuto un serio infortunio al bicipite femorale, con alcune cicatrici.
  • BC: Questo successe anni fa, quando ero al liceo. Dopo i campionati dello Stato, avevo un piccolo dolore al bicipite. Avevamo in programma un'altra gara, ed avevo proprio voglia di correre per essere pronto per il Golden West Invitational. Ma la mia gamba aveva iniziato a farmi davvero male. Così andai dal medico che mi fece un'iniezione di cortisone. Bè, non senti nulla dopo un'iniezione di cortisone. Così mi faccio la mia gara di 220 yds e a circa metà della curva, il mio bicipite esplose. Ero in terza corsia. E quando esplose finii in ottava corsia e quindi nell'erba. Ci vollero due anni prima che potessi sprintare ancora. Quella è stata l'ultima volta che ho fatto una puntura. Non ho mai preso nulla. Dovrei essere probabilmente sul mio letto di morte anche per prendere un'aspirina.
  • YL: questa cosa è simpatica, anche perchè l'altro miglior master maschile del pianeta, Nolan Shaheed, non prenderebbe nemmeno un'aspirina.
  • BC: Nolan è un gran-gran ragazzo. Abbiamo spesso parlato insieme quando ci siamo trovati alle gare. Ho comunque avuto sempre la fortuna di gareggiare con grandi atleti in questo sport: Payton Jordan è stato uno di questi. La prima volta che l'ho battuto da master, lui aveva pensato che qualcuno avesse sbagliato a prendere i tempi. Ma lui è un gran bravo ragazzo. Questo è sport... ci sono tante persone che puoi ammirare. Questo sport ti dice tutto sulle persone. E questo è anche quello di cui parla il libro, mostrando quello che ho imparato e quello che ho pensato. Ognuno ha un campione dentro di sè.
  • YL: tu hai contribuito al record del mondo della 4x100 nel 1977 con gli USA. Cosa si prova?
  • BC: è stato il mio primo record, e avvenne in Germania con la squadra nazionale americana. Quel record fu l'unico ottenuto durante quei campionati. Sembrava una gran cosa. Ero stracontento per l'orgoglio che aveva provato mia mamma, che mi aveva visto in TV, proprio perchè non mi aveva visto molte volte al college.
  • YL: hai subito una rarissima sconfitta ai Campionati Americani Indoor Master del 2009 a Landover, nel Maryland. Abbiamo saputo che avevi una frattura da stress al piede destro. Puoi dirci qualche cosa su quei Campionati, cosa si provava a correre con quel microtrauma, e come hai gestito l'infortunio?
  • BC: la pista piatta (Landover ha una pista di 200 metri completamente piatta, senza curve rialzate) non è stato un luogo adatto per correre una frattura da stress. Non potevo spingere con la gamba esterna ed è diventato un pò troppo doloroso correre in quelle condizioni. Sui 400 sono partito piano cercando di uscire nel secondo giro. Avevo tanta paura di procurami qualche serio infortunio alla gamba. Ma non voglio togliere assolutamente nulla al vincitore. Ha fatto la gara della vita! I medici cui mi sono rivolto mi hanno detto che la frattura permarrà e che non guarirà finchè non mi fermerò per due o tre mesi. Non penso possa andare peggio di così. Devo solo convivere col dolore. I Penn-Relays si stanno avvicinando e ho deciso di non correre i 100. Ho deciso di correre sicuramente la 4x400 e forse la 4x100. Bisogna solo vedere come andrà.
  • YL: senza svelare i segreti del tuo libro, puoi darci un consiglio veloce per un vecchio sprinter che si allena o che intende tornare ad allenarsi?
  • BC: Solo prendersi tutto il tempo utile e che sarà comunque necessario fare un piccolo lavoro. E comunque cercare di divertirsi il più possibile.
  • YL: ok, ma puoi dirci qualche cosa su Bill Collins che non ci hai detto?
  • BC: Per quelli che mi hanno visto solo da lontano alle gare: io non sono l'uomo bianco più veloce della terra... io sono Nero!!

Bill Collins: la scheda

La scheda di Bill Collins tratta dal sito Younger Legs for Old Runners...

Quick Facts:

Bill Collins
Age 58
Houston, TX
Occupation: Owner - Acala Sports Training Systems
Open PRs: 100 yards - 9.25 (#10 World All-Time) ... 220 yards - 20.02 ... 440 yards - 45.72
Open World Records: 400 Relay/Indoor - 38.03 (Dusseldorf, Germany - 1977) ... Sprint Medley Relay/Indoor - 2:01.10 (Madison Square Garden, New York, NY - 1981)
Current American & World Masters Indoor Records ...
Men's 40-44: 200 - 22.19 (AR)
Men's 45-49: 200 - 22.57 (AR & WR)
Men's 50-54: 200 - 22.99 (AR & WR) ... 400 - 52.78 (AR)
Men's 55-59: 60 - 7.34 (AR & WR) ... 200 - 23.36 (AR & WR)
Current American & World Masters Outdoor Records ...
Men's 40-44: 200 - 21.86 (AR)
Men's 50-54: 100 - 10.95 (AR & WR)
Men's 55-59: 100 - 11.44 (AR & WR) ... 200 - 23.36 (AR & WR)
High School Achievements (Mt. Vernon HS): 2-time New York State Champion in both 100 and 220 yards (1969, 1970)
College Achievements (Texas Christian University): 4-time Southwest Conference Champion 100/200 meters and 4 x 100 Relay
Open Achievements: 2-time member of World Record-Setting Relays
Masters Achievements: 127 National Championships ... 25 World Records ... 27 World Championships ... Inducted into USA Masters Hall of Fame (2003) ... 5-time United States Athlete of the Year ... IAAF/WMA Male Athlete of the World (2006) ... USATF Male Masters Athlete of 2008

16/10/09

Sydney: due bronzi in un colpo solo!

Dopo quasi una settimana di Giochi a Sydney, finalmente il medagliere italico si muove. Eravamo fermi al bronzo di Alberto Papa nel lungo M45 di due giorni fa. Ebbene, nella nottata passata in un colpo solo sono arrivate altre due medaglie di bronzo: entrambe dal mondo dei lanci. Enrico De Bernardis, dopo il quarto posto nel martello M45 di ieri con 45,04, si sarà presentato sulla pedana nel martello con maniglia con l'animus pugnandi tipico di chi vuol portarsi a casa qualche cosa di metallico. E così lanciando 13,30 si è conquistato una sudata ma meritata medaglia di bronzo, rintuzzando gli attacchi dell'australiano Sergei Zablotskii, finitogli a soli 20 centimetri. Sufficienti però a permettergli di salire il primo piolo della scaletta degli onori. Sul medesimo piolo si è poi issato Francesco Carcioffo (al link una foto del lanciatore in-action dal sito della sua società, l'Universale Alba Docilia) terzo nel peso M60 con 12,82, contro i 14,10 dell'argento (un pò lontanino) e i 12,17 del quarto posto. Direi posizione solida. Per Carcioffo è la seconda medaglia ai Masters Games, dopo l'argento a Edmonton 2005. Settima medaglia internazionale se consideriamo invece tutte le manifestazioni extranazionali cui abbia partecipato. Nono caps con la maglia nazionale. L'unico oro fin'ora è quello ai Mondiali Master di Durban (sempre in Australia) nel 1997.
  • Il resto dell'articolo.
Le mie stime pre-Sydney, quindi, si sono rivelate abbastanza azzeccate. In gara oggi un terzo italiano, Romano Aronne, che si è classificato settimo nella gara del peso M50, terminata con 11,82. Nelle sue nove presenze con la maglia nazionale, questa è la sua migliore performance extraeuropea. Sia a Riccione-07 che a Clermont -08 non riuscì ad oltrepassare le forche caudine delle qualificazioni. A Gateshead-99 e Sindlfingen-04 giunse dopo il 10° rango. Vanterebbe anche un 5° e 6° posto agli Euro Games, ma diciamo che il settimo di stanotte vale molto di più della gara di Malmoe. Se guardiamo nel giardino globale (lato atletica), conto ormai più di mille medaglie attribuite ai Masters Games. L'Australia ha sfondato il tetto delle 500 (528). I plurimedagliati continuano a mietere successi: la F90 Olga Kotelko non riesce più a fermarsi, anche se ha gareggiato senza avversarie (proprio nel vero senso delle parole). Philippa Raschker cerca di tenere il passo (ma ha tra le 4/5 avversarie per gara), mentre un pò più problematico il Klondike per tutti gli altri atleti in cerca di oro che tentavano la scalata al trono della nonuagenaria terribile maestrina canadese. Ah! La famosa F45 Marie Kay si è portata a casa la seconda medaglia: dopo l'argento negli 80hs, è arrivato l'oro nel salto in lungo. Ma proprio le distanze e le specialità che sta affrontando sembrano suggerire che per Marie si tratti di una vacanza. A sostituirla degnamente l'altra aussie Gianna Mogentale (che come risultati però sembra un bel gradino sotto). A proposito: leggevo su un sito australiano che Marie Kay sarebbe addirittura nonna!! A 49 anni e con un fisico da 20enne (guardate bene la foto qui sopra) sembra tutto davvero incredibile. Questo è un vero spot per il mondo master!! Bill Collins, invece, dopo aver disertato i Mondiali finlandesi, sta facendosi la sua scorpacciata di medaglie, sempre insidiato dal tedesco Reinhard Michelchen, che gli arriva sempre attaccato ma che ancora non è riuscito a mettere il naso avanti. Bene, anche nei prossimi giorni aggiornamenti sui Masters Games di Sydney.

16/07/09

Master USA: la caduta degli Dei

(foto della finale dei 200 M40 vinti da Robert Thomas) - Mentre qui in Italia i candidati ai Campionati Mondiali affilano le armi per Lahti, sono appena terminati i Campionati Master americani, tenutisi a Oshkosh (Wisconsin) con notevoli soprese. Entrati nel mondo master si pensa che quelle che sono le icone (Bill Collins, Val Barnwell, Violetta Lapierre, Guido Muller, Christine Muller...) debbano passare la loro vita sportiva nelle categorie master a combattere solo contro sè stessi nel tentativo di abbassare quanto più possibile i loro record in attesa che "salgano" altri mostri sacri. Gare già vinte prima di partire, con uniche incognite gli infortuni. Così, dando uno sguardo ai Campionati Americani Master, scopriamo che alcune stelle sono state battute! Sorpesa l'ha sicuramente destata il più grande di tutti: Bill Collins. Chi ha visto il video dei 100 M55 su youtube (qui il link al video della finale) ha notato che nonostante la voce suadente e ammaliante dello speaker di campo continuasse a declamare "Bill Collins in the middle, Bill Collins in the middle!!", tal Oscar Peyton del Meryland è uscito come un razzo in nona corsia, bugellando uno che nel suo carnet vanta ben due record mondiali (38"20 e 38"03 con la Nazionale USA nella 4x100 nel '72 a Monaco e a Dusseldorf nel '77). Poi però, fortunatamente per Collins, Peyton stava correndo "sub judice" in quanto autore di due false partenze durante il tormentato "pre" gara (5 false in tutto). Tutto rimandato al post-gara, dove è stata decretata la squalifica dello spilungone atleta (se siete curiosi, qui la sua pagina personale non molto aggiornata). Quindi regno salvo, ma Collins ha trovato pane per i suoi denti, non c'è che dire. Tant'è che nei 200, dopo il ruggito di Peyton in batteria (24"41 vs 25"57), Collins non se l'è sentita di stringere i denti e combattere ancora : troppo dolore. L'altro grande schiaffo (e stavolta non ci sono state squalifiche) l'ha preso il nostro amico Val Barnwell, uscito addirittura terzo dai 100 M50 (qui il video dei 100 M50). Il "gallo" degli USATF Master Championships M50 l'ha fatto Michael Waller, autore di un buon 11"31 (con +2,8). Barnwell, a dire il vero, è apparso un pò spento rispetto ai fasti del 2008, ma potrò pure sbagliarmi. Waller ha poi bissato l'oro nei 200 battendo ancora una volta Barnwell: 23"45 a 23"80. Val, che ti succede? Poi l'incontenibile Waller ha visto bene di fare tris con i 400: 53"39 (ergo: batteria e finale nei 100, nei 200 e nei 400... 6 prove!). Tra gli M45 segnalo quello che potrebbe essere lo sfidante principe per Mario Longo a Kamloops, in Canada per i Mondiali Indoor 2010. Parlo di Lonnie Hooker, capace di correre in 10"93 sui 100 (vento nullo) e 22"46 sui 200 con +1,8. Annichilito Allan Tissembaum, una vecchia volpe del mondo master e sicuramente uno dei più titolati (11"22 sui 100). L'avversario di Enrico Saraceni negli M40 del 2007 e 2008, Robert Thomas, ha invece inanellato un terzo posto nei 100 (11"12 con +3,0) e la vittoria con 22"71 sui 200 (qui il video): se dovesse esserci a Lahti sarebbe un ottimo avversario per Max Scarponi. Solo secondo nei 400 con 50"10, battuto da Muzalim con 49"91.

08/02/09

Sabato della VI settimana: altra pioggia di record

Altra raffica di record master (già dal sabato!) nella VI settimana dei master. Da dove inizio? Non lo so! I record sono "prestigiosi" e a livello di record mondiali di categoria, quindi iniziamo da Ancona, dove Enrico Saraceni (M45) ha sfracellato uno dei più vecchi record italiani indoor, quello dei 200 M45 detenuto da Armando Sardi (23"77 ottenuto nel 1986) correndo in seconda corsia ad Ancona in 22"85, quasi un secondo in meno (come al solito: per la Fidal è un record a tutti gli effetti, non altrettando per la WMA, che li considera ad età compiuta... quando se ne accorge). Per nulla lontano il record di Bill Collins di 22"57 risalente ad esattamente 10 anni fa e corso a Reno, USA. Sempre ad Ancona Carla Forcellini, miglior master della V settimana, ha visto bene di alzare ulteriormente il record italiano F50 dell'asta a 3,00 (quest'anno lo ha alzato prima a 3,00, poi a 3,10, 3,20 e ora a 3,30). Per lei vale lo stesso discorso di Saraceni riguardo ai "pre" e ai "post". E soprattutto un record mondiale ad età non compiuta che migliorebbe di 19 centimentri il precedente. Poi Andrea Alterio, classe 1973, che nell'incontro assoluto tra Italia e Finlandia a Tampere ha migliorato per ben due volte il record italiano di categoria sui 60hs, stabilendo a 36 anni il suo personal-best: prima 7"81, poi addirittura 7"76, che proietta l'ostacolista friulano nella lista all-time italiana di sempre. Impossibile il miglior tempo mondiale di sempre di un over-35: l'incredibile 7"40 di Colin Jackson. Infine, ma non c'è ancora l'ufficialità (come al solito il sito della Fidal Campania ci mette un pò ad aggiornare i risultati) Mario Longo avrebbe corso sui 60 (lui è M45) nel tempo pazzesco di 6"94 (fonte: sms di Saraceni. Tempo inferiore al record del mondo di 8 centesimi... ma da "pre", come sappiamo ormai bene tutti e 7"02 in batteria, cioè pareggiando il record del mondo dell'americano Stan Whitley stabilito nel 1991). In questo inizio di anno i protagonisti sembrano essere sempre gli stessi: ieri 6 record italiani, e 3 mondiali "pre". Mica male per il movimento master italiano (nella foto, Mario Longo ai mondiali di Riccione '07 dal sito massimobinelli.it).
Riassumendo, questi i nuovi record italiani:
  • 60 M45: 7"02 Mario Longo (da verificare)
  • 60 M45: 6"94 Mario Longo (da verificare)
  • 200 M45: 22"85 Enrico Saraceni
  • 60hs M35: 7"81 Andrea Alterio
  • 60hs M35: 7"76 Andrea Alterio
  • asta F50: 3,30 Carla Forcellini