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19/10/09

Sydney: Conclusi i World Master Games, appuntamento a Torino 2013

Si sono conclusi nalla precedente nottata italiana, i World Masters Games di Sydney. Probabilmente siamo i primi in Italia a parlarne così diffusamente (almeno per l'atletica): del resto tra 4 anni si gareggerà a Torino, come non sponsorizzare già da adesso una manifestazione del genwere? Ora, come invece valutare tecnicamente questa manifestazione over-30 dal punto di vista dell'atletica? Probabilmente qualcosa sta cambiando a livello mondiale: se ci pensiamo il "circo" dei master è troppo vasto per pensare egoisticamente che si riduca ai Mondiali. A Lahti quest'anno ci sono stati troppi assenti, che poi ho trovato scorrendo le liste di Sydney. Se poi si tratta di fare scelte, è altrettanto chiaro che spesso queste si fanno in base alle proprie tasche. E' per questo che è arcinoto il fenomeno di "colonizzazione" dei residenti alle grandi Manifestazioni Master. Noi ne abbiamo avuta la riprova a Riccione. In Australia si è così confermato il trend: nei primi posti del medagliere, messa da parte la dominazione assoluta dei padroni di casa, troviamo così il Sud Africa e la Nuova Zelanda, cioè i paesi più vicini geograficamente al paese dei canguri. Ai primi posti anche Canada e USA, che invece avevano ospitato un paio di edizioni dei WMG, e vi sono affezionati per tradizione. Studiando però le classifiche di altre edizioni dei Masters Games, si nota un netto miglioramento tecnico della manifestazione. Non siamo ancora a livello dei Mondiali, ma prevedo che già a Torino avverrà il pareggio con Porto Alegre (che nel 2013 sfiderà Torino con i Mondiali). Molti Europei semplicemente decideranno di farsi un giretto in Italia piuttosto che pagarsi un volo intercontinentale in Brasile (penso due o tre scali). Lo scopriremo solo vivendo. Ma vediamo cos'è successo a Sydney: innanzi tutto il numero di record del mondo: ben 18 (li trovate tutti qui al link). Certo, i 6 record della 101enne Ruth Frith sono i primi risultati fatti segnare nella storia dell'atletica da una donna sopra i 100 anni (pensate all'assurdità di fornire oltre 11000 punti nel pentathlon lanci, quando con "soli" 3000 nei 35 si vince la medaglia). Altra eroina "scontata" è stata la dominatrice di Lahti, la canadese F90 Olga Kotelko: 4 record, migliorando tra l'altro prestazioni che erano state già record mondiali a Lahti. Un paio di record per un altro canadese, l' M80 Earl Fee, che però a dispetto delle solitarie Frith e Kotelko, ha avuto qualche avversario durante il percorso da record. Ha migliorato il record degli 800 con un tempo che se ci pensate è davvero notevole: 2'49"30, abbassando il suo stesso record ottenuto a Lahti. Riflessione: possibile che WMA e IAAF abbiano attribuito i premi di master dell'Anno prima dei WMG? Earl Fee avrebbe potuto ambire sicuramente a qualcosa di più, e Olga Kotelko... idem. Nello specifico si sono attribuite 1558 medaglie nell'atletica, di cui 584 d'oro. 9 ori per la Kotelko, 8 per Phil Rascheker, 6 per la Frith tra i più medagliati. Vittorie "famose" dall'M55 Bill Collins nei 100, 200, 400 ma... che fatica domare il tedesco Reinhard Michelchen. Stessa sequenza di vittorie nella velocità per l'altro americano Charles Allie (M60). 4 vittorie per Earl Fee (200, 400, 800 e 300hs). Marie Kay lascia la scena alla sua conterranea Gianna Mogentale, anch'essa vincitrice di 100, 200, 400 e della 4x100. L'Australia porta a casa 778 medaglie, cioè esattamente il 50% della medaglie distribuite (il 49,93 per la precisione). 108 il Canada, 99 gli USA, 93 la Nuova Zelanda, 66 la Russia, 59 la Germania, 52 il Sud Africa, 33 il Giappone, 30 l'Inghilterra. Peccato solo non esserci stati...

Sydney: e alla fine, medaglia d'oro per l'Italia ai Masters Games!

(nella foto, una batteria dei 100 a Sydney) - Proprio ieri si sono conclusi i World Masters Games a Sydney, con la ciliegina finale per l'Italia: un oro davvero difficile da pronosticare alla vigilia. Tant'è che prima di rendermi conto effettivamente della cosa ho dovuto clikkare due/tre volte sul tasto "refresh"... tutto vero! Emiliano Raspi, velocista toscano e specialista di 100 e 200 metri nella categoria M35 dimorante in provincia di Modena, ha vinto l'oro nei... 400hs! Nelle gare individuali su 100 e 200, Emiliano era giunto due volte 6°. Evidentemente durante la stagione, l'aver provato un paio di volte i 200hs per i c.d.s. gli aveva suggerito di tentare il colpaccio "olimpico": e gli è andata bene! Diversi rumors raccolti durante la stagione lo vedevano preparare i 400hs come obiettivo dell'immediato futuro. Detto-fatto: 1'05"98 il tempo sufficiente a vincere la gara sul giro di pista con ostacoli. Il consuntivo della spedizione italiana diviene a questo punto il miglior risultato azzurro nei WMG dalla loro istituzione: prima di Sydney il migliore era Edmonton 2005, con due argenti, mentre a Sydney l'Italia ha portato a casa l'oro di Raspi, e tre bronzi, con Francesco Carcioffo (peso M60), Alberto Papa (lungo M45), e Enrico De Bernardis (martello M45). L'Italia ha presentato 8 atleti, schierati su 17 eventi. A dire il vero Raspi avrebbe vinto anche un argento e un bronzo nelle staffette 4x100 e 4x400, ma non sono eventi "classificabili" in un medagliere, visto che rappresentano una sorta di kermesse olimpica finale dove atleti di diverse nazionalità ed età si raggruppano in 4 categorie basate sulla somma delle loro età (meno di 160 anni, tra 160 e 199, tra 200 e 240, superiori a 240). Il resto delle notizie sui WMG nella prossima news.

I record mondiali di Sydney 2009

  • asta W75: 2,00 - Yamamoto Midori (Giappone)
  • martello W75: 29,97 - Kovalenskaya Galina (Russia)
  • martellone W75: 11,07 - Kovalenskaya Galina (Russia)
  • pentathlon/lanci W75: 4539 pt - Doherty Heather (Australia)
  • lungo W85: 2,39 (-1,5) - Creais Norma (Australia)
  • peso W90: 5,49 - Olga Kotelko (Canada)
  • martello W90: 17,11 - Olga Kotelko (Canada)
  • martellone W90: 8,04 - Olga Kotelko (Canada)
  • pentathlon/lanci W90: 6306 - Olga Kotelko (Canada)
  • disco W100: 9,12 - Ruth Frith (Australia)
  • giavellotto W100: 6,10 - Ruth Frith (Australia)
  • martello W100: 10,53 - Ruth Frith (Australia)
  • martellone W100: 4,88 - Ruth Frith (Australia)
  • peso W100: 4,07 - Ruth Frith (Australia)
  • pentathlon/lanci W100: 11422 - Ruth Frith (Australia)
  • 800 M80: 2'49"30 - Earl Fee (Canada)
  • 300hs M80: 56"92 - Earl Fee (Canada)
  • 400 M85: 1'20"47 - Nel Lucas (Sud Africa)

17/10/09

Giacomantonio vs "La Repubblica"

Da qualche settimana stavo osservando attonito le battaglie mediatiche tra il premier ed il Gruppo De Benedetti: le famose 10 domande alle quali il Presidente del Consiglio non ha mai risposto, la querela contro il giornale per la diffamazione dovuta a quelle domande, la Sentenza sul Lodo Alfano, la Sentenza civile con cui Fininvest dovrà risarcire 752 milioni di eurini allo stesso De Benedetti, gli attacchi diretti contro la "Repubblica"... un tormentone gustoso, insomma. Da oggi anche Marco Giacomantonio, nostro metereologo ufficiale dei campi-gara, è sceso nella pugna contro il quotidiano "La Repubblica" per le famose foto con cui il mondo master è stato disegnato sulla versione on-line del quotidiano: insomma un popolo di sportivi nonuagenari (ma l'australiana Ruth Frith ha addirittura passato i 100!). Quella che segue è la mail che Marco ha inviato alla Redazione della "Repubblica"...

Buongiorno a tutti,
sono un atleta di 40 anni...
(leggi il resto dell'lettera di Marco)
che ha recentemente preso parte ai World Master Games di Sydney.
Pratico l'atletica leggera a livello agonistico da oltre 25 anni e detengo un primato personale di 10"7 sui 100 metri. Ho visto le foto pubblicate da Repubblica a proposito dei World Master Games 2009 di Sydney e sono rimasto sconcertato dal fatto che, come spesso accade in queste manifestazioni, si siano pubblicate solamente foto di atleti in eta' molto avanzata che rappresentano solo una piccola parte del movimento master italiano e mondiale.
Perche' non dare spazio a foto di atleti appartenenti a tutte le fasce di eta' anziche' focalizzarsi solamente su quelli piu' anziani? In questo modo si ottiene l'effetto di dare un'immagine completamente distorta del settore master. Al movimento master appartengono si' i cosiddetti "irriducibili vecchietti", ma non solo loro. Vi sono anche dei quarantenni in forma in grado di correre i 100 metri in 10"80 o di saltare oltre 7 metri di lungo, cosi' come dei cinquantenni con un fisico che farebbero invidia a un giovane studente. Perche' non dedicare dello spazio anche a loro? Un reportage piu' equilibrato che non esaltasse solo il lato piu' folkloristico della manifestazione contribuirebbe ad aumentare la cultura sportiva in Italia. Posso comprendere come un vecchietto che lanci il peso o che scavalchi a fatica le siepi possa fare piu' audience di un trentacinquenne che corre i 400 in 47"50, ma ritengo anche che gli organi di informazione, quale appunto il vostro giornale di cui ho grande stima, debbano fornire un quadro il piu' possibile completo e obiettivo.
Vi ringrazio per un vostro riscontro in merito
Marco Giacomantonio

16/10/09

Sydney: due bronzi in un colpo solo!

Dopo quasi una settimana di Giochi a Sydney, finalmente il medagliere italico si muove. Eravamo fermi al bronzo di Alberto Papa nel lungo M45 di due giorni fa. Ebbene, nella nottata passata in un colpo solo sono arrivate altre due medaglie di bronzo: entrambe dal mondo dei lanci. Enrico De Bernardis, dopo il quarto posto nel martello M45 di ieri con 45,04, si sarà presentato sulla pedana nel martello con maniglia con l'animus pugnandi tipico di chi vuol portarsi a casa qualche cosa di metallico. E così lanciando 13,30 si è conquistato una sudata ma meritata medaglia di bronzo, rintuzzando gli attacchi dell'australiano Sergei Zablotskii, finitogli a soli 20 centimetri. Sufficienti però a permettergli di salire il primo piolo della scaletta degli onori. Sul medesimo piolo si è poi issato Francesco Carcioffo (al link una foto del lanciatore in-action dal sito della sua società, l'Universale Alba Docilia) terzo nel peso M60 con 12,82, contro i 14,10 dell'argento (un pò lontanino) e i 12,17 del quarto posto. Direi posizione solida. Per Carcioffo è la seconda medaglia ai Masters Games, dopo l'argento a Edmonton 2005. Settima medaglia internazionale se consideriamo invece tutte le manifestazioni extranazionali cui abbia partecipato. Nono caps con la maglia nazionale. L'unico oro fin'ora è quello ai Mondiali Master di Durban (sempre in Australia) nel 1997.
  • Il resto dell'articolo.
Le mie stime pre-Sydney, quindi, si sono rivelate abbastanza azzeccate. In gara oggi un terzo italiano, Romano Aronne, che si è classificato settimo nella gara del peso M50, terminata con 11,82. Nelle sue nove presenze con la maglia nazionale, questa è la sua migliore performance extraeuropea. Sia a Riccione-07 che a Clermont -08 non riuscì ad oltrepassare le forche caudine delle qualificazioni. A Gateshead-99 e Sindlfingen-04 giunse dopo il 10° rango. Vanterebbe anche un 5° e 6° posto agli Euro Games, ma diciamo che il settimo di stanotte vale molto di più della gara di Malmoe. Se guardiamo nel giardino globale (lato atletica), conto ormai più di mille medaglie attribuite ai Masters Games. L'Australia ha sfondato il tetto delle 500 (528). I plurimedagliati continuano a mietere successi: la F90 Olga Kotelko non riesce più a fermarsi, anche se ha gareggiato senza avversarie (proprio nel vero senso delle parole). Philippa Raschker cerca di tenere il passo (ma ha tra le 4/5 avversarie per gara), mentre un pò più problematico il Klondike per tutti gli altri atleti in cerca di oro che tentavano la scalata al trono della nonuagenaria terribile maestrina canadese. Ah! La famosa F45 Marie Kay si è portata a casa la seconda medaglia: dopo l'argento negli 80hs, è arrivato l'oro nel salto in lungo. Ma proprio le distanze e le specialità che sta affrontando sembrano suggerire che per Marie si tratti di una vacanza. A sostituirla degnamente l'altra aussie Gianna Mogentale (che come risultati però sembra un bel gradino sotto). A proposito: leggevo su un sito australiano che Marie Kay sarebbe addirittura nonna!! A 49 anni e con un fisico da 20enne (guardate bene la foto qui sopra) sembra tutto davvero incredibile. Questo è un vero spot per il mondo master!! Bill Collins, invece, dopo aver disertato i Mondiali finlandesi, sta facendosi la sua scorpacciata di medaglie, sempre insidiato dal tedesco Reinhard Michelchen, che gli arriva sempre attaccato ma che ancora non è riuscito a mettere il naso avanti. Bene, anche nei prossimi giorni aggiornamenti sui Masters Games di Sydney.

15/10/09

Masters Games di Sydney: De Bernardis sfiora la medaglia

Bella ma sfortunata impresa del nostro lanciatore di martello M45 Enrico De Bernardis ai World Masters Games di Sydney. Infatti è arrivato un prestigioso quarto posto in una delle gare dal più alto spessore tecnico fin qui viste. Per ottenerlo ha dovuto lanciare a 45,05, mentre il bronzo era un metro e mezzo più avanti. Per De Bernardis è stata questa la sua seconda prestazione di sempre, seconda solo al bronzo di Clermont Ferrand durante i campionati mondiali indoor, ma migliore del 6° posto di Riccione nel martellone e del 12° nel martello sempre in terra di Romagna. 11° evento con la maglia italiana per De Bernardis. Nei 5000 invece troviamo il 24° rango nella categoria M50 di Lello Cirelli (24'24"0). Nel frattempo aggiungo qualche utile informazione sull'unico medagliato italiano sino al momento in cui sto scrivendo: Alberto Papa, che ricordo aver vinto il bronzo nel lungo M45. Ebbene, grazie all'intervento di un suo compagno di allenamento, siamo risuciti ad avere la sua scheda tecnica. A questo link potrete apprendere le notizie della vita sportiva di Alberto Papa.
  • Il resto dell'articolo.
Sul fronte delle gare di Sydney, continua l'assegnazione a pioggia di decine di titoli (e non potrebbe essere altimenti, visto il vasto programma e le numerose categorie). Trovare il man-of-the-match, o perchè no, la woman, non è affatto facile. Diciamo subito che sono state attribuite fino ad oggi 816 medaglie (purtroppo solo una italiana). 427 sono australiane, 61 canadesi, 51 neozelandesi, 48 americane, 34 russe, 28 tedesche, 27 sudafricane, per citare le 7 sorelle più medagliate. Mancano ad occhio circa 500/600 medaglie ed il trend sembra proseguire: il 50% del bottino rimane a casa, il resto se lo dividono i paesi più vicini, i paesi "storici", e i paesi più industrializzati. Domina il medagliere ad-personam la canadese F90 Olga Kotelko, che già a Lahti si era portata a casa un pezzo di Fort Knox costituito da una decina di medaglie. Almeno là aveva trovato Gabre Gabric a renderle la strada un pò meno facile di quanto sia a Sydeny, visto che in Australia sta gareggiando da sola in tutte le specialità. Ad oggi il bottino è fermo a 5 ori, ma mancano alcuni giorni. A 4 ori l'indomabile americana Phil Raschker. 3 ori troviamo la W85 Norma Creais, l'M75 Jim Davis, la W50 Heike Forth, la W100 Ruth Frith, l'M90 Frederico Hochstatter, la W80 Marcia Petley, la W55 Rosemary Roediger, la W70 Helen Searle.

12/10/09

Sydney-09: Clamorosa medaglia italiana nel salto in lungo M45

(un fotogramma della cerimonia d'apertura da flickr.com) - Insperata, non preventivata, assolutamente a sorpresa è arrivata la prima medaglia della mini-spedizione italiana in Australia nell'atletica leggera, alle grandi "Olimpiadi" Master di Sydney, dove oltre 28.000 atleti da tutte le parti del Mondo stanno in questi giorni confrontandosi in una trentina di sport. A vincerla (una medaglia di bronzo) il bresciano Alberto Papa, all'esordio internazionale come master, nel salto in lungo M45. Inviati un paio di SMS a chi di dovere, ho scoperto che Alberto è tutt'ora dententore del record provinciale bresciano assoluto del salto in lungo con un mirabolante 7,72 ottenuto a Città del Messico nel 1980, quando vinse anche i Campionati mondiali studenteschi... era allievo. A Sydney il medaglione è arrivato con un balzo a 5,66, sufficiente a distanziare di 2 centimetri l'indiano Fareez Vasaania. A 16 centimetri l'argento del tedesco Schwarz e a 20 l'oro dell'americano Blakemore. Secondo i miei calcoli questa dovrebbe essere la terza medaglia mai vinta da un italiano ad un Masters Games, dopo i due argenti nel peso a Edmonton nel 2005. Ma un attento studio ci farà correggere anche questo dato nei prossimi giorni. Dai 100 maschili arrivano invece due ottime prestazioni (entrambi sesti) di Marco Giacomantonio ed Emiliano Raspi. Marco corre la semifinale nei 100 M40 in 11"87 e passa con il 6° tempo in finale. Nell'atto conclusivo, sesto rango con 12"02. Ma chi ha conosciuto il suo infortunio dell'ultimo mese, sa che l'essere arrivato in finale è davvero una grande cosa. Tra l'altro, se si fosse presentato con la forma pre-infortunio, sperare in una medaglia non sarebbe stato azzardato. Emiliano Raspi, per parte sua, era già passato direttamente in finale ieri in mattinata, correndo in 11"55 le batterie. In finale ribadisce l'11"55 e pochi centesimi più avanti si trovava il 5° e il 4° posto (rispettivamento con 11"53 e 11"49). 10"96 per il vincitore, l'australiano Matthew Pilkington, ha corso in un ottimo 10"96, tempo che gli avrebbe consentito di giocarsi l'oro anche a Lahti. Ecco un piccolo resoconto di Marco della seconda giornata (poi, beato lui, continuerà la sua vacanza tra Australia, Nuova Zelanda e Dubai)...
  • la mail di Marco;-
"Con la giornata di oggi termina la mia breve esperienza ai World Master Games. Un evento ben organizzato e del tutto degno di quella che potrebbe essere considerata come una vera a propria Olimpiade Master. La cerimonia di apertura era spettacolare! Gli impianti favolosi e l'organizzazione nel complesso direi molto buona! Atmosfera molto entusiasmante, come nei migliori eventi master internazionali. Nei 100 metri e in altre gare, livello medio complessivamente piu' basso che ai Mondiali, soprattutto nella categoria M40 dove mi è bastato correre in 11"87 per entrare in finale. Alla fine ero cotto e sono giunto 6° con 12"02 per mancanza di allenamento. Finchè non avrò completamente risolto i miei problemi fisici non potrò allenarmi come si deve, basti pensare che è da fine Agosto che vado avanti solo a 30 metri con ampio recupero... Buone prestazioni negli MM45 (11"29, 11"33, 11"33) i primi 3, negli MM55 Bill Collins ha vinto in 11"76 di fronte a un illustre sconosciuto (almeno per me) che ha corso in 11"86 e che mi ha detto di vantare un personal best all time di 10"9. Qualche sprazzo anche negli MM35 dove hanno vinto con meno di 11"00. Vorrei inoltre sottolineare come la presenza della categoria MM30 abbia portato nuova linfa a questa manifestazione, credo che come piu' volte sottolineato, anche la federazione Master di Atletica dovrebbe seriamente prendere in considerazione l'idea di introdurre questa categoria. Contribuirebbe a colmare il gap di una fascia di atleti ormai troppo anziani per competere a certi livelli in campo assoluto, ma troppo giovani per gareggiare coi master e ad avvicinare due espressioni neanche troppo diverse dello stesso sport."
N.D.R.: lo sconsociuto avversario di Collins era il tedesco Reinhard Michelchen, che nella storia sportiva di Collins, insieme all'americano Peyton è stato uno dei suoi avversari "più vicini".

Sydney 2009: 3 italiani in campo

(al centro Gianna Mogentale, campionessa "olimpica" master nei 100 F45 - foto illawarramercury.com.au) - In attesa che Marco Giacomantonio ci renda partecipi di quanto sta succedendo in Australia, ai World Masters Games, vediamo di dare qualche informazione sulla prima giornata e dintorni. Innanzi tutto il buon comportamento degli italiani che ho trovato nei risultati: Giacomantonio è quinto nel seeding di accesso alle semifinali dei 100 M40 con 12"08. 8° Emiliano Raspi in quello dei 100 M35 con 11"55. 6° in qualificazione Alberto Papa nel salto in lungo M45 con 5,52. Tralasciato per un attimo l'aspetto tecnico e statistico vediamo altri aspetti.
Volevo sottolineare un aspetto, anche in vista di Torino 2013, laddove si svolgeranno i prossimi Masters Games: questa manifestazione è in grande espansione. Prevedo che il palcoscenico europeo possa dare il là ad una partecipazione di massa dei master laddove il masterismo atletico trova molte della nazioni più prolifiche in tema di over-35 (anche se in realtà la manifestazione è aperta agli over-30). 2800 iscritti nell'atletica sono grandi numeri: pensavo che il 95% di questi fosse australiana, in realtà la percentuale di "esterni" è decisamente più alta che a Edmonton 2005 dove si svolse l'ultima edizione dei Giochi. Certo, il livello tecnico non è certo quello dei Mondiali Master, ma il gap probabilmente già da Torino verrà di molto compensato. Come riferito nel precedente articolo mancano le grandi "scuole" master: quasi assenti la Germania, l'Inghilterra, l'Italia, la Francia, la Spagna, la Finlandia. Curioso invece che ve ne siano altre che magari non fanno tanto parlare di sè nel consesso delle manifestazioni sotto egida WMA: parlo della Slovenia, della Cechia, della Russia. La fanno da padroni naturalmente gli Australiani, visto che organizzano le gare. Però, attenzione! Gli aussie erano presenti in massa anche ad Edmonton, in Canada, che per loro è proprio dall'altra parte del globo. Così i canadesi hanno reso il favore, e li troviamo da questa parte del mondo, a Sydney, con numeri che non si vedono di certo ai Mondiali Master. Questione culturale? Sicuramente come manifestazione è vissuta e sentita molto più da queste due regioni rispetto al resto del consesso sportivo mondiale. Ma sta cambiando, mi sembra. Gli americani assicurano comunque il loro apporto numerico e qualitativo. Anche (probabilmente) perchè questi Giochi hanno una storia (l'ho scoperto nella nottata) molto più lunga di quanto potessimo pensare. Infatti la prima edizione non fu come erronenamente pensavamo (io per primo) a Brisbane nel 2002, ma bensì a Toronto nel 1985. Errore ingenerato dagli stessi organizzatori, visto che il loro passato retrocede solo fino a quella data. Toronto si dimostra quindi la città-sorgente per antonomasia dell'universo master, visto che in essa fu disputato anche il primo campionato del Mondo master nel lontano 1975. Da Toronto-85 si sono tenute 7 edizioni dei Masters Games (questa è l'ottava) con cadenze un pò randomizzate: a volte 4 anni, a volte 3, talvolta 5... Tra parentesi: a Torino sarà la seconda volta che si terranno i Giochi in Europa, essendosi già disputati in Danimarca nel 1989. Leggendo i primi risultati notiamo anche il perchè questa Manifestazione sta assumendo importanza: iniziano ad esserci i grandi nomi del masterismo mondiale, come l'atleta americna (assoluta!) della anno per l'USA-TF (era il 2007) Philippa Rascker, l'olimpionico di Monaco (corse la batteria della staffetta) Bill Collins, l'intramontabile canadese Earl Fee, e naturalmente la creme degli over-35 australiani (Howden, Crombie...). La prima giornata intanto si è conclusa con l'assegnazione di 208 medaglie: naturalmente la parte dei leoni l'hanno fatta e la faranno i cangurini, che hanno già conquistato 108 medaglie di cui 39 d'oro. Ma come dicevo prima, rispetto ad Edmonton-05, il popolo ospitante è meno invasivo e totalizzante. 18 medaglie il Canada (con 5 ori), 15 la vicina Nuova Zelanda (ma con 7 ori), e 12 gli USA (con 6 ori). Proprio mentre sto per chiudere l'articolo, ho appena saputo i risultati della seconda giornata, con una grossissima sorpresa italiana!! In serata ve lo comunico!

11/10/09

Sydney 2009: la prima giornata di Marco Giacomantonio

Nei commenti relativi ai Masters Games di Sydney ci siamo trovati il piacevole intervento di Marco Giacomantonio, impegnato nella nostra nottata nella batterie dei 100 (vinte in 12"02). Al momento sul sito ufficiale non sono ancora stati pubblicati i risultati della prima giornata, dove altri italiani erano impegnati (proprio Marco ha visto la presenza del velocista tocano Emiliano Raspi nelle batterie dei 100 M35). Ripropongo il suo intervento in bella mostra e metto l'accento su quello che dice Marco sulle immagini del mondo master all'esterno: qui trovate il link al quotidiano on-line "La Repubblica" dove sono state inserite una 15ina di foto davvero poco rappresentative ed edificanti del mondo master e soprattutto molto poco attraenti "sportivamente". Sono infatti ritratte scenette "curiose" di anziani che senza tanti mezzi termini sono in difficoltà col gesto atletico che sono chiamati ad eseguire. Il mondo master è ANCHE quello, non SOLO quello... ce la faremo a trasmettere questo messaggio?
  • Il messaggio di Marco
"Ciao a tutti, la prima giornata di gare si e' svolta in un mega-impianto con 9 corsie complete e, udite, udite, un rettilineo di 12 corsie! Ho vinto agevolemente la batteria concedendomi, una volta tanto in vita mia, il lusso di passeggiare in 12"08. Mi trovavo in 2^, ma con la coda dell'occhio riuscivo a scorgere tutti fino alla decima corsia. Mai corso in una batteria con 10 uomini: e' impressionante! Organizzazione comunque impeccabile, a parte qualche piccola sbavatura dovuta proprio alla mancanza di esperienza specifica nell'atletica. Un impianto apposito riservato al riscaldamento anch'esso con 12 corsie in rettilineo (e 8 nell'anello). Non ho ancora avuto modo di leggere i risultati (che vengono pubblicati ed esposti con una lentezza esasperante, unico vero neo almeno fino a questo momento), in generale tuttavia il livello medio mi sembra inferiore a quello dei Mondiali Master. Ho visto comunque punte sotto gli 11"00 sui 100 metri nella categoria 35-39. Domani mi gioco la finale, quanto a Emiliano Raspi (MM35) l'ho visto correre visibilmente provato dal cambiamento di fuso orario. Quando ho lasciato lo stadio ancora non avevano comunicato il suo risultato ne' se fosse stato ammesso alla finale o meno. Non ho visto altri italiani in gara. Ho notato inoltre che sul sito di Repubblica sono presenti alcune foto della manifestazione. Purtroppo, come spesso accade, si sono limitati a pubblicare le immagini degli atleti piu' anziani contribuendo cosi' a fornire un'immagine distorta del movimento master. La mia idea e' che il motivo sia che un atleta di 35-40 che corre magari i 200 in 22"00 o salta 7 metri in lungo e' si' tra i migliori al mondo di categoria, ma non fa notizia, in quanto la mancanza di cultura sportiva fa si' che questi venga considerato alla stregua di un atleta scarso rispetto ai migliori al mondo assoluti, mentre magari un novantenne che riesce a lanciare un peso o ad arrivare in buca nel lungo colpisce di piu'. Seguiranno ulteriori notizie nei prossimi giorni. Un saluto a tutti! Marco"

10/10/09

Partono a Sidney le Olimpiadi Master: scopriamo i 9 italiani iscritti

Partono nella nottata italiana a Sydney i World Masters Games, le Olimpiadi over-30 (non è un errore di battitura, i Campionati sono proprio aperti a tutti gli atleti dai 30 anni in su, e non 35 come usualmente siamo abituati). Fino ad ora pochissimi italiani si sono presentati nelle due precedenti edizioni (Edmonton 2005 e Melbourne 2002), anche per l'estrema lontananza dei luoghi di competizione. Il prossimo appuntamento, ricordo, sarà invece a Torino nel 2013. La manifestazione è molto sentita in paesi proprio come l'Australia (due edizioni organizzate su tre), in Giappone, in Canada... i paesi tradizionalmente in auge nel mondo master (parlo dell'atletica) come Germania, USA, Inghilterra, Francia e... Italia, solitamente non hanno mai avuto grandi partecipazioni, anche per la concomitanza coi mondiali di categoria. Le percentuali di autoctoni sul totale degli iscritti è naturalmente schiacciante: parliamo di quote tra il 75 e l'80%, molto più dei vari campionati mondiali di specialità. Vediamo i 9 italiani iscritti (tutti uomini): possibilità di medaglia nel peso con Francesco Carcioffo e nel martello da Enrico De Bernardis. Uomini da finale invece Antonaci, Giacomantonio, Raspi, Romano. Conosciamo bene gli italiani iscritti:
  • Gli italiani iscritti
  • Antonaci Vincenzo (1959): velocista - quest'anno si è arenato in semifinale agli Europei indoor sui 60 metri (7"80). Come career-best trovo un argento nei 100 M45 agli Europei Master di Poznam del 2006, con 11"75. 5° arrivò invece a Aarhus agli Europei del 2004. Unica edizione iridata master cui ha partecipato è stata San Sebastian 2005, dove si fermò nei 100 m45 in semifinale con 12"29 (dopo aver corso in 11"90 in batteria).
  • Aronne Romano (1955): lanciatore - sette manifestazioni internazionali nel suo carnet, 4 mondiali tra outdoor ed indoor, e 3 europei. Miglior risultato in carriera il 5° e il 6° posto agli Euro Masters Games di Malmoe dell'anno scorso (una sorta di Olimpiade Master in salsa europea) nel lancio del peso e nel disco. Tolti i Masters Games, miglior risultato il 7° posto a Bordeaux nel 2001, Euroindoor.
  • Carcioffo Francesco: lanciatore - veterano in tutti i sensi, visto che la prima partecipazione internazionale risale al 1995, Buffalo. Otto partecipazioni internazionali, e tutte nel lancio del peso. Campione del Mondo a Durban (proprio in Australia) nel 1997, Carcioffo ha vinto 6 medaglie su 8 partecipazioni. Medagliato anche ai World Masters Games di Edmonton nel 2005 dove giunse secondo nel peso M55 con 12,94. Oltre l'oro, due argenti e tre bronzi (di cui due ai mondiali di Brisbane nel 2001 e Buffalo nel 1995).
  • Cirella Raffaele (1958) - prima partecipazione internazionale di cui io sia a conoscenza.
  • De Bernardis Enrico (1961) - lanciatore - prima partecipazione internazionale a Riccione nel 2007, quindi Clermont (indoor) 2008. Bronzo nel martello M45 proprio a Clermont come best-career con 44,41. Sempre a Clermont giunse 5° nel martellone.
  • Giacomantonio Marco (1969) - velocista - il nostro meteorologo dei campi gara si presenterà sui 100 metri. Prima gara internazionale da M40, dopo una intensa carriera da M35. 8 partecipazioni internazionali con un argento nella staffetta 4x200 ad Eskilstuna nel 2005. A livello individuale Marco ha raggiunto le semifinali sempre ad Eskilstuna nel 2005 sui 60 (7"50) ad Ancona 2009 (7"54) e a Linz 2006 (7"72 dopo un 7"44 in batteria), a Lubiana 2008 sui 200 (24"17). La sua batteria sui 100 a Sydney sarà il 20° caps con la maglia della Nazionale.
  • Giacomantonio Domenico (1942): dovrebbe essere il papà di Marco. Un passato da fondista ma mi sembra che si presenterà in qualche prova "corta".
  • Papa Alberto (1962) - saltatore - 11° ai recenti Campionati Europei indoor di Ancona. Unico caps rinvenuto.
  • Raspi Emiliano (1972) - velocista - protagonista della velocità M35 da ormai un paio d'anni, vanta nel suo palmares un oro nella 4x100 agli Europei di Lubiana e l'argento sempre nella 4x100 ai mondiali di Riccione 2007. Individualmente segnalo il sesto posto agli Euroindoor di Ancona quest'anno con 7"36, alla prima finale internazionale raggiunta.

07/10/09

Abbuffata di manifestazioni: Olimpiadi Master 2013 a Torino...

Notizia che per essere appresa, ho dovuto navigare oltre oceano e precisamente dalle pagine virtuali di Masterstrack. Evidentemente in Italia la cosa è assai poco sentita. La notizia è comunque la conferma di quanto si andava dicendo da un pò di tempo, e cioè che i World Masters Games nel 2013 si terranno nella città di Torino. Per chi non lo sapesse, i WMG non sono altro che una sorta di Olimpiade Master, che si tiene ogni 4 anni. Tra pochi giorni (esattamente 3) tra l'altro, prenderà il via l'edizione 2009 a Sidney in Australia dove si sono iscritti la bellezza di 28.000 atleti in una 30ina di specialità. A proposito, avremo un inviato molto speciale che una volta ritornato (chiaramente parteciperà all'evento) farà rapporto al mondo di utenti di Webatletica. Ma c'è un problema, e che problema! Nel 2013 ci saranno infatti anche i Mondiali Masters a Porto Alegre, in Brasile. Per gli italiani il problema sembra di facile soluzione, ma sembra che ci sia un quesito di fondo che debba essere risolto o almeno affrontato. L'IMGA (cioè il CIO dei Master), a WMA (la IAAF over-35) e tutte le federazioni internazionali dei vari sport dovrebbero sedersi attorno ad un tavolo e trovare una soluzione a quello che è un paradosso sportivo: tenere negli stessi anni Olimpiadi e Mondiali, che nel mondo master significa fare una scelta: o questa sede o quella, perchè girare per il mondo due volte l'anno ha un costo che ricade interamente sulle tasche degli atleti. E questo toglie naturalmente qualche cosa all'una o all'altra manifestazione. Per adesso hanno sicuramente (almeno per l'atletica) immenso valore sportivo (con un rapporto di 10:1) i Mondiali rispetto ai Masters Games. Ma perchè togliere la possibilità di gareggiare (quindi apportare più presenze e più qualità) ad entrambe le manifestazioni? Entrambe infatti cadono negli anni dispari, quindi saranno sempre unite e disgiunte dalle scelte degli atleti over-35. Fa specie che l'IMGA non solo abbia istituito i Master Games negli anni dei mondiali master (come associazione è nata nettamente dopo alla WMA), ma che poi abbia inserito un'altra manifestazione come gli European Masters Games. Quest'ultimi non sono altro un'Olimpiade europea, e nel 2011 avranno luogo a Lignano Sabbiadoro, ancora qui in Italia. L'ultima edizione dei Masters Games (nel 2008) a Malmoe in Svezia, almeno per quanto riguarda l'atletica, fu un completo fallimento a mio modesto modo di vedere. Tra l'altro coincidente con gli Europei di Lubiana. Guardatevi i risultati: penso che si fossero presentati su 26/27 categorie non più di 150 persone, il 95% delle quali... svedesi. Ma l'EVAA (la Federazione Europea Master) deve aver detto sollevato qualche dubbio sulla cadenza e la coincidenza tra Europei e Masters Games, se la manifestazione anzichè ricadere nel 2010, è stata spostata al 2011, 3 anni dopo. Scomettete che European Games e World Games adesso si terranno sempre negli anni dispari? L'impressione generale è che l'IMGA e il resto del mondo sportivo master non comunichi, nonostante sia questa organizzazione che il resto siano ufficialmente riconosciute dal CIO e dalle rispettive federazioni internazionali. Comprendo che a questo punto risulta difficile pensare ad un'interpolazione delle manifestazioni, senza che una di esse possa fare un passo indietro (o uno avanti), ma pensare obiettivamente che si debba collaborare sembra una necessità più che una possibilità. I masters, che sono un popolo mondiale in grandissimo aumento (con l'aumento dell'età media delle regioni più sviluppate) ha bisogno di cadenze fisse, anche e soprattutto per l'aspetto storico-sportivo. Adesso sembra più un gran tourbillon di manifestazioni per accapparrarsi i master e i loro denari. Mancano 4 anni al 2013: cosa facciamo? Partecipiamo ai Campionati Italiani Open di Torino o ai Mondiali di Porto Alegre? O a tutti e due?