(un fotogramma della cerimonia d'apertura da flickr.com) - Insperata, non preventivata, assolutamente a sorpresa è arrivata la
prima medaglia della mini-spedizione italiana in Australia nell'atletica leggera, alle grandi "Olimpiadi" Master di
Sydney, dove oltre 28.000 atleti da tutte le parti del Mondo stanno in questi giorni confrontandosi in una trentina di sport. A vincerla (una medaglia di
bronzo) il bresciano
Alberto Papa, all'esordio internazionale come master, nel
salto in lungo M45. Inviati un paio di SMS a chi di dovere, ho scoperto che Alberto è tutt'ora dententore del
record provinciale bresciano assoluto del salto in lungo con un mirabolante
7,72 ottenuto a
Città del Messico nel 1980, quando vinse anche i Campionati mondiali studenteschi... era allievo. A Sydney il medaglione è arrivato con un balzo a
5,66, sufficiente a distanziare di 2 centimetri l'indiano Fareez Vasaania. A 16 centimetri l'argento del tedesco
Schwarz e a 20 l'oro dell'americano
Blakemore. Secondo i miei calcoli questa dovrebbe essere la
terza medaglia mai vinta da un italiano ad un Masters Games, dopo i due argenti nel peso a Edmonton nel 2005. Ma un attento studio ci farà correggere anche questo dato nei prossimi giorni. Dai 100 maschili arrivano invece due ottime prestazioni (entrambi
sesti) di
Marco Giacomantonio ed
Emiliano Raspi. Marco corre la semifinale nei 100 M40 in
11"87 e passa con il 6° tempo in finale. Nell'atto conclusivo, sesto rango con
12"02. Ma chi ha conosciuto il suo infortunio dell'ultimo mese, sa che l'essere arrivato in finale è davvero una grande cosa. Tra l'altro, se si fosse presentato con la forma pre-infortunio, sperare in una medaglia non sarebbe stato azzardato.
Emiliano Raspi, per parte sua, era già passato direttamente in finale ieri in mattinata, correndo in
11"55 le batterie. In finale ribadisce l'11"55 e pochi centesimi più avanti si trovava il 5° e il 4° posto (rispettivamento con 11"53 e 11"49).
10"96 per il vincitore, l'australiano
Matthew Pilkington, ha corso in un ottimo
10"96, tempo che gli avrebbe consentito di giocarsi l'oro anche a Lahti. Ecco un piccolo resoconto di Marco della seconda giornata (poi, beato lui, continuerà la sua vacanza tra Australia, Nuova Zelanda e Dubai)...
"Con la giornata di oggi termina la mia breve esperienza ai World Master Games. Un evento ben organizzato e del tutto degno di quella che potrebbe essere considerata come una vera a propria Olimpiade Master. La cerimonia di apertura era spettacolare! Gli impianti favolosi e l'organizzazione nel complesso direi molto buona! Atmosfera molto entusiasmante, come nei migliori eventi master internazionali. Nei 100 metri e in altre gare, livello medio complessivamente piu' basso che ai Mondiali, soprattutto nella categoria M40 dove mi è bastato correre in 11"87 per entrare in finale. Alla fine ero cotto e sono giunto 6° con 12"02 per mancanza di allenamento. Finchè non avrò completamente risolto i miei problemi fisici non potrò allenarmi come si deve, basti pensare che è da fine Agosto che vado avanti solo a 30 metri con ampio recupero... Buone prestazioni negli MM45 (11"29, 11"33, 11"33) i primi 3, negli MM55 Bill Collins ha vinto in 11"76 di fronte a un illustre sconosciuto (almeno per me) che ha corso in 11"86 e che mi ha detto di vantare un personal best all time di 10"9. Qualche sprazzo anche negli MM35 dove hanno vinto con meno di 11"00. Vorrei inoltre sottolineare come la presenza della categoria MM30 abbia portato nuova linfa a questa manifestazione, credo che come piu' volte sottolineato, anche la federazione Master di Atletica dovrebbe seriamente prendere in considerazione l'idea di introdurre questa categoria. Contribuirebbe a colmare il gap di una fascia di atleti ormai troppo anziani per competere a certi livelli in campo assoluto, ma troppo giovani per gareggiare coi master e ad avvicinare due espressioni neanche troppo diverse dello stesso sport."
N.D.R.: lo sconsociuto avversario di Collins era il tedesco Reinhard Michelchen, che nella storia sportiva di Collins, insieme all'americano Peyton è stato uno dei suoi avversari "più vicini".