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28/02/10

Italiani Assoluti: 1 argento, 3 bronzi e 4 record italiani dagli over-35

(Elisabetta Artuso in una gara open-air) - In un'edizione quasi da ritorno all'anno zero dei campionati italiani assoluti indoor, noi parliamo dei risultati degli over-35, che sempre più, edizione dopo edizione, conquistano spazi (lasciati vuoti da chi dovrebbe seguire) per mancanza di materiale umano. Pochissimi atleti al via, gare quasi sempre di modesto spessore tecnico (fatta eccezione per qualche vincitore di "nome"): se poi pensate che c'è pure un campionato di società collegato (il c.d.s. italiano consideratelo come lo scudo fiscale: favoriti alcuni soggetti in maniera disgustosa a discapito, a questo punto lo possiamo dire vista l'emoraggia di atleti di punta, PURTROPPO dei gruppi sportivi militari). 1 argento e 3 bronzi le medaglie conquistate dagli over-35, oltre che quattro record italiani di categoria (ancora una volta con gli 800 F35 a farla da padrona, visto che subiscono l'ottavo scossone in meno di due anni!). Da Andrea Alterio è arrivato un bronzo sui 60hs (8"06) che poteva essere qualcosa di più: probabilmente l'Alterio dell'anno scorso avrebbe vinto il titolo, ma ogni anno fa fede a sè, lo sappiamo tutti. John Mark Nalocca ha dimostrato di essere una spanna sopra gli altri (oltre che denotare un fisic-du-role superiore a tutti i presenti): peccato corra "solo" in 7"93. Nei 3000 7° Lorenzo Lazzari, e non so francamente se nei 1500 avrebbe potuto ottenere di più. Nell'asta 9° posto di Davide Bressan che quest'anno sembra inchiodato a 4,90. Il lancio del peso è diventato tradizionalmente un covo di over-35: Paolo Dal Soglio (de facto M40) lancia 18,06 e conquista il bronzo (il record M40 rimane quindi ad Alessandro Andrei, 18,49 nel 2000 a Genova). Dietro di lui 5° Marco Dodoni (1972) con 17,56. 12° Daniele Tiozzo (1973) con 14,66. Bronzo anche per la 45enne Mara Rosolen nel lancio del peso femminile: lanciare 13,94 gli è bastato per portare a casa la terza piazza. Se avesse lanciato come la settimana scorsa a Schio le sarebbe arrivato adirittura l'argento. Negli 800 femminili fuochi d'artificio (anche statistici!). Nella prima batteria Lucia Pollina (1975) corre in 2'12"54 e stabilisce il nuovo record italiano F35, abbassando il suo precedente record di mezzo secondo ma non riuscendo nell'impresa di qualificarsi per la finale. Nella stessa serie ritirata Patrizia Spuri. Passano una manciata di minuti e scende in pista Elisabetta Artuso (1974) che spazza via tutto così come aveva fatto all'aperto e cala la mannaia sul freschissimo record della Pollina: 2'10"84. Vinta la batteria. Staccata la Baggiolini, saltata verso i 400 metri per un contatto. In finale poi la Artuso addirittura arriva a ridosso della Cusma (conquistando l'argento) e stabilisce un record a questo punto davvero irraggiungibile: 2'06"98. 4^ Barbara Lah nel salto triplo a pochi centimetri dal podio (12,86 vs 12,93). Nella marcia Elisabetta Perrone con 13'29"89 ottiene il nuovo record italiano F40 (raggiungendo il 5° rango): più di 40" in meno del record di Milena Megli ottenuto nel 2008. Seguono le prestazioni di tutti gli over-35 agli italiani assoluti.
  • argento: 800 (2'06"98) - Elisabetta Artuso (1974) - Forestale
  • bronzo: peso (13,94) - Mara Rosolen (1965) - Fiamme Oro
  • bronzo: 60hs (8"06) - Andrea Alterio (1973) - Fiamme Gialle
  • bronzo: peso (18,06) - Paolo Dal Soglio (1970) - Carabinieri
  • 4^ triplo (12,86) - Barbara Lah (1972) - Italgest
  • 5°: peso (17,56) - Marco Dodoni (1972) - Forestale
  • 5° marcia (13'29"89) - Elisabetta Perrone (1968) - Forestale
  • 7° 3000 (8'18"75) - Lorenzo Lazzari(1974) - Fiamme Oro Padova
  • 7 ° marcia (13'32"59) - Orsini Gisella (1971) - Forestale
  • 9° asta (4,90) - Davide Bressan (1975) - Fiamme Oro Padova
  • 9° 800 (2'12"54) - Lucia Pollina (1975) - Cus Palermo
  • 12° peso (14,66) - Daniele Tiozzo (1973) - Riccardi
  • 13^ 800 (2'19") - Emanuela Baggiolini (1972) - Cus Cagliari
  • ncl peso - Gianluca Francioni (1973) - Fanfulla Lodigiana
  • rit 800 - Patrizia Spuri (1973) - Forestale

02/02/10

Riflessioni sparse a due settimane dagli italiani indoor

(la pista di 200 mt con curve paraboliche di Urgnano... in balia degli elementi) - Mancano solo due settimane ai Campionati Italiani Master. Proviamo a fare il punto della situazione, tracciare una panoramica di quello che è successo sino ad oggi. Parto con un paio di considerazioni: la prima è che pochissimi veterani di cui sia a conoscenza (abituatevi a sentirli chiamare così su questo sito... del resto in Francia e Spagna i master hanno questo nome: noi li considereremo da oggi gli atleti sopra i 70 anni) sono scesi in pista. Sopra il 90% troviamo solo Benito Bertaggia (M70) che per il momento è ancora incastonato nell'overall AGC. Poi inizieremo a proporre le loro classifiche avulse. Comunque: non so se ve ne siate accorti: ma sembra che non solo i master, ma tutta l'atletica italiana versione-indoor a gennaio sia caduta in uno stato catartico. Non c'è ancora un risultato degno di nota (a parte il 5,60 di Giuseppe Gibilisco a Cottbus e pochissimo altro): sfogliando risultati su risultati alla ricerca di qualche degno spunto di cronaca, non si trova nulla che vada oltre il numero di iscritti alle gare. Cosa sta succedendo? Così ci concentriamo sul resto.
Come ampiamente scritto l'Italia Master di gennaio ha siglato 3 record mondiali (i 2 arcinoti di Mario Longo sui 60 M45 e quello nell'asta W50 di Carla Forcellini), che coincidono naturalmente a 3 record europei. E alla fine i 3 record italiani, con Giacomo Befani nell'asta M40, con Rossella Zanni nell'alto F45 e Lucia Pollina negli 800 F35. Tecnicamente ci sono stati 33 master (32 uomini e solo una donna, Daniela Ferrian) che hanno totalizzato prestazioni superiori al 90% AGC, cioè quella che qui dentro consideriamo l'eccellenza. L'ultimo in ordine cronologico è stato il notevole 50"87 sui 400 dell'M40 Edgardo Barcella al meeting di Vienna di martedì. 33 atleti per 68 prestazioni over-90. Di queste, 58 arrivano dalla velocità, 7 dagli ostacoli, 2 dai salti e 1 sola dal mezzofondo. Nessuno dai lanci, a causa dei noti "prezzi" espansivi che l'AGC richiede per superare la fatidica soglia: Nicola Vizzoni, per esempio, dovrebbe lanciare quasi 76 metri di martello per superarla! Nonostante questi bugs, l'AGC è l'unico strumento attualmente a nostra disposizione per metterci sullo stesso piano e non creare tanti piccoli mondi frastagliati.
La cronica e scandalosa mancanza di piste indoor in Italia (pensavo che alla fine di questo mandato dell'attuale titolare del dicastero avremmo visto qualche PalaAsics in giro per l'Italia...ma non sarà così) limita fortemente il mezzofondo, che si rintana tra Ancona (praticamente unica località per affrontare le gare superiori ai 60 metri) e il minianello di Parma (160 metri in di centrifuga). Negli USA hanno inventato le flat-track, ovvero le piste piatte con le curve a raso. In Italia le minipiste, cioè quelle che si sviluppano su dimensioni limitate... penalizzando le prestazioni sportive. La sola Berlino ha più piste indoor che quelle presenti in tutta Italia: riflettiamo su questo.
Avercele le strutture al coperto: i genitori del giorno d'oggi preferiscono portare i propri figli sotto un tetto (e al caldo) piuttosto che lasciarli in balia del Generale-inverno. Ma ad Arese e al suo entourage, parlano i dati e lo sto predicando da 6 anni, dell'attività di base non importa assolutamente nulla: conta solo che quel gruppetto di atleti-eletti gli porti a casa una medaglia solo quando il mondo mediatico si concentrerà (sempre più distrattamente, a dire il vero) sull'atletica. Quindi a Barcellona-10. Lì conta usare il vestito bello (col brand...): il resto può andare, come sta andando, alla malora. Piccola divagazione: avete visto che lo stesso Arese è venuto due volte in Lombardia nel giro di un paio di settimane? La prima alla festa dell'atletica Lombarda, la seconda la presentazione della stagione 2010 dell'atletica italiana. Un segnale, non credete? La cosa mi ricorda, non so perchè, quell'avvenimento storico che vide protagonista il re teutonico Enrico IV che bivaccò 3 giorni e 3 notti sotto il Castello di Canossa (d'inverno, sotto la neve... quella zona dell'appenino reggiano è molto fredda!) vestito del solo saio e aspergendosi il capo di cenere, affinchè il papa gli togliesse la scomunica comminatagli per aver ordinato LUI (un autorità secolare!) il vescovo di Milano... Arese sembra dipendere sempre più dai deliri di onnipotenza di alcune società lombarde (che pesano poi a livello di voti) che vogliono vincere a tutti i costi degli scudettini di scarso o nullo peso tecnico, che dal resto dell'atletica italiana e dalle sue necessità.
Comunque sia, anche la Fidal Lombardia ha scheletri di interi dinosauri da farsi perdonare: cos'ha fatto in 25 anni per creare le condizioni per avere un palazzetto con una pista indoor? Visti i risultati... uniche strutture disponibili sono gli impianti di Saronno e Castenedolo. E c'è la questione irrisolta di Urgnano, una pista completa da 200 metri "banked", con le curve paraboliche, abbandonata nella pianura tra Milano, Brescia e Bergamo. Basterebbe una tensostruttura per coprirla (che costerebbe infinitamente meno di un palazzetto con una pista dentro) e rendere un servizio a tutta l'atletica lombarda: evidentemente le risorse servono da altre parti (ci dite quali, però?) e non interessa l'attività invernale e quella di proselitismo.
Tornando ai master: l'unica idea che ci si può fare prima degli italiani di categoria è limitata a velocità e, in parte, ai salti. All'aperto sarà sicuramente diverso. Non solo: la limitatezza della panoramica ha anche una limitazione geografica, visto che non tutti possono nemmeno raggiungere i famosi tunnel sparsi per lo stivale (soprattutto al nord). Quindi nelle sole Udine, Padova, Castenedolo, Saronno, Aosta, Modena si è potuto correre (per al massimo 60 metri) e saltare. Al sud c'è Napoli. Altra limitazione che ho già più volte segnalato è quella delle donne over-35, che sono davvero poche! Ne ho contate al massimo 25-30. Le troveremo tutte ad Ancona? Nel prossimo post eleggeremo l'atleta master del mese di gennaio, sul quale penso non vi siano molti dubbi.

01/02/10

Il weekend dei master: Record di Lucia Pollina sugli 800 F35

(il tunnel di Castenedolo) - Il gennaio dei master italiani è stato tutto sommato un pò freddino, del resto come il clima che ci sta perseguitando da qualche settimana: eravamo abituati al 2009, dove i record italiani cadevano a grappoli, mentre la stagione indoor è praticamente già a metà del suo corso e i record (almeno, da me individuati) sono "solo"... 3. Tralasciamo i record mondiali/europei di Mario Longo e Carla Forcellini in questo contesto e concentriamoci su quelli nazionali. Eravamo fermi a quelli di Giacomo Befani (asta M35) e Rossella Zanni (alto F45). Ieri si è aggiunto quello degli 800 F35 ottenuto ad Ancona da Lucia Pollina, neo 35enne siciliana (è nata infatti nel 1975) che in una serie extra dei Campionati Italiani di Prove Multiple è riuscita a fermare i cronometri a 2'13"08, cioè 7 centesimi in meno del precedente record (2'13"15). La siciliana del Cus Palermo non è certo una "scoperta", e il suo spessore tecnico lo evidenziano i suoi risultati: nel 2009 all'aperto aveva ottenuto 2'09"99 sugli 800 e 57"31 sui 400. Non sono stato a guardarmi tutte le liste degli anni precedenti, ma vantava tempi già nel 2008 sotto i 2'09". Il resto (come il PB) lo scopriremo strada facendo. La specialità degli 800 F35 indoor subisce quindi il 4° scossone in due anni: qui sotto la cronologia recente del record.
  • 24/01/08 - Ancona: 2'14"46 - Emanuela Baggiolini (1972)
  • 22/02/09 - Torino: 2'14"14 - Paola Tiselli (1973)
  • 01/03/09 - Ancona: 2'13"58 - Emanuela Baggiolini (1972)
  • 28/03/09 - Ancona: 2'13"15 - Emanuela Baggiolini (1972)
  • 30/01/10 - Ancona: 2'13"08 - Maria Pollina (1975)
A proposito: il record è comunque destinato ad avere vita breve. Per mano di chi, non si sa. Vi ricordo infatti che Elisabetta Artuso (classe 1974) l'anno scorso ha corso addirittura in 2'03"64 a Lignano Sabbiadoro durante la stagione all'aperto. L'ho contattata via facebook per capire a cosa andassimo incontro, ed è stata un pò enigmatica ("devo ancora decidere..."), ma con gli italiani indoor assoluti alle porte vedremo sicuramente qualche assalto al neo-record. Magari, pechè no, dalla stessa Lucia Pollina che detiene comunque il minimo per la medesima massima manifestazione nazionale indoor. Come si dice qui: Vedarem. Il resto del weekend master è volato via liscio come l'olio. Grande manifestazione di massa è così stato il meeting nel tunnel di Castenedolo (4 corsie): presenze oceaniche di velocisti che divisi per 4 (col resto di non so quanto) hanno prodotto un numero tendente ad infinito di batterie. E quando ci si scalda in queste situazioni? Ma a Castenedolo sono rodatissimi e le manifestazioni sono piccoli congegni ad orologeria. Tutto preciso. Sui risultati di rilievo (0ver-90 AGC) ancora una volta si è assistito alla sfida a distanza Clementoni-Tortu e ancora una volta sono finiti distaccati per un niente (anche se in serie diverse): 7"83 a 7"84 per il piemontese. Il top-scorer AGC dell'ultimo weekend rimane comunque Livio Bugiardini, M60, che correndo 8"39 sui 60 ad Ancona (serie extra) ha totalizzato 93,38%. Nel lungo femminile, e ritorno a Castenedolo, la F35 Flavia Borgonovo (iscritta a Kamloops, mi sembra...) salta un ottimo 5,34. Buon viatico per il Canada. Non sono ancora on-line le gare venete: quando arriveranno aggiorneremo il tutto. Per il momento non ci sono stati cambiamenti nelle top-liste AGC, tranne che per l'arrivo della Pollina in quelle femminili. Bella manifestazione a Parma, dove ci si concentra soprattutto sul mezzofondo viste le dimensioni della pista: migliore in maniera avulsa Gianni Bruzzi (M40): 4'13"10 che gli valgono 89,21% e il secondo posto nella top-10 del mezzofondo AGC, scavalcando Giuseppe Romeo. L'M60 Gianfranco Cometti piazza un 4'58"06 da 88,80 un solo centesimo AGC davanti a Pierangelo Avigo (M45) che ha corso in 4'28"93.