Visualizzazione post con etichetta contini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta contini. Mostra tutti i post

02/06/13

Barbara Martinelli vicina alla barriera del minuto sui 400 a 48 anni.

A Lodi, ieri pomeriggio, ennesimo risultato di grido della lombarda Barbara Martinelli, che ha migliorato il record italiano F45 dei 400 metri di Elena Montini (altra lombarda) di quasi 4 decimi. Il nuovo record italiano, stando a questa pagina di risultati del sito Fidal Lombardia (qui la pagina), è sceso a 1'00"11 (i risultati dei 400 femminili sono stranamente presentati in forma random), contro l'1'00"50 di Elena che l'aveva stabilito nel 2009 sulla medesima pista lodigiana (dove peraltro l'aveva già migliorato, superando il decennale primato di Umbertina Contini). Nella conversione AGC, esce un roboante 94,82%, cioè, tradotto, un 50"20... Impresa nell'impresa, naturalmente, il fatto che il record sia arrivato al 3° anno di categoria (Barbara è del '65). Per soli 11 centesimi Barbara non si è potuta fregiare del titolo virtuale di prima donna italiana dai 45 anni in su sotto il minuto nei 400. Ma la stagione non è nemmeno a metà... Altre chicche statistiche: agli Europei di Zittau 2012, i 400 F45 furono vinti dalla spagnola Esther Colas con 1'00"67, quindi superiore al tempo della Martinelli. La Martinelli detiene anche il record al coperto con 1'00"16, e nell'arco delle ultime 3 stagioni ha già migliorato 6 volte i record italiani F45 di 400 e 800, indoor e outdoor, di cui attualmente è detentrice. Il record mondiale/europeo, giusto per avere delle pietre di paragone, è fissato all'incredibile 57"91 siglato dalla britannica Barbara Burton ai mondiali master di Buffalo del 1995. Qui sotto la cronologia recente del record italiano dei 400 F45. 
  • 1'05"0m - Umbertina Contini (1950) - Padova - 29/05/1999
  • 1'01"75 - Elena Montini (1962) - Lodi - 16/05/2009
  • 1'01"50 - Elena Montini (1962) - Lodi - 04/07/2009
  • 1'00"11 - Barbara Martinelli (1965) - Lodi - 01/06/2013

19/09/10

Nella settimana di Avigo, brillano Morigi e la Cerini sui 400 - Fontanesi super negli 800

(la grande tonicità di Maria Vittoria Fontanesi, classe '74: 2'07"15 a Faenza - foto dal sito Fidal Trentino) - Questa settimana si chiude naturalmente nel segno di Stefano Avigo. L'eco del record sugli 800 rimbomba ancora nell'androne del Pulvinare dell'Arena civica di Milano: 1'55"06. Per Stefano è il 3° record posseduto (oltre a quelli di 800 M35 ed M40 indoor), mentre estendendo lo sguardo alla famiglia Avigo, ne troviamo altri due: gli 800 F40 della mia concittadina capriolese Laura, e l'incredibile 3'58"43 nei 1500 M40 di Pierangelo (1961) stabilito quasi 10 anni fa. Ha fatto notizia nel nostro piccolo ambiente la "discesa in campo" sui 400 di Marco Morigi (1960, l'homo novus della velocità master maschile), che al meeting di Faenza ha corso il "giro" in 54"29 (91,23%, cioè il miglior risultato in AGC della velocità master della settimana). Il tempo è nettamente il migliore dell'anno corso da un M50. Il bergamasco Carlo Vismara (1959) ha vinto infatti sia gli italiani indoor che quelli all'aperto sulla distanza, ma con un tempo (55"72) decisamente superiore. Di fatto il mio compagno di team Antonio La Capra è al momento il più vicino all'emiliano cronometricamente nella categoria, ma purtroppo ormai vive in mezzo alle bellezze brasiliane di Fortaleza (54"62 proprio su una pista di laggiù): nell'unica apparizione di sfuggita sul territorio patrio, a Rovellasca, è però riuscito a correre in 54"96. Ora che scenari si prospettano per Morigi? Agli Europei ungheresi il tempo gli avrebbe consentito di giungere attorno al 5° posto. Staremo a vedere gli sviluppi di questo esperimento che secondo il nostro inviato in Emilia-Romagna (Beno) è stato preparato per tutta l'estate. Si è rivisto alla seconda uscita post-infortunio anche Giancarlo D'Oro (1962) ai provinciali di Brescia: 11"94 (90,72%). A Milano, a metà settimana, mi ero dimenticato di dare il risultato di Paolo Citterio (1975) che sui 200hs si era avvicinato molto al record di Stefano Longoni (1975) con 25"72 contro il 25"54 del lecchese (ma con 2,0 metri di vento contrario).
Nel mezzofondo maschile, dopo il duo delle meraviglie Stefano Avigo e Giuseppe Romeo (apparsi entrambi all'Arena), nel ranking settimanale AGC troviamo Marco Biondani (1962) che ai regionali master di Vicenza ha corso i 1500 in 4'17"95 totalizzando un 91,72 da favola. Non troppo distante da Biondani, un altro classe '62 chiudeva la stessa distanza in 4'20"72 con 90,75% (ricordo che i punteggi sopra il 90% sono considerati dali esperti di spessore internazionale): parlo di Manfred Premastaller. Sopra il 90% anche Vincenzo Andreoli (1957) che ai regionali master veneti ha chiuso gli 800 in 2'12"04 (90,31%).
Il ranking nei salti maschili sono stati guidati dal vice campione d'Europa M35 del salto in alto, Luca Tonello: 1,85 e 81,17%. Roberto Bortoloni (1939), 8,69 nel salto triplo e 80,09%: solo due atleti sopra l'80% (tra le gare da me censite e presenti nell'allegato e trovate con le banche dati a disposizione). Segnalo comunque il 12,38 di Paul Zipperle (1964) nel salto triplo.
Nei lanci sempre al maschile, un solo atleta sopra l'80%, nessuno tra il 70% e l'80%, e tutto il resto sotto. Superman (impegnato a Vicenza) risponde al nome di Franco Giuseppe (1941) che nel lancio del peso ha lanciato 11,93 (87,02%).
Velocità femminile: E' sicuramente l'anno di Umbertina Contini (1950) che sta tenendo un trend di risultati sempre elevatissimo (e inferiore ai precedenti record). A Vicenza 30"86 sui 200 e 14"79 sui 100, entrambi ad un paio di decimi dai suoi primati siglati proprio quest'anno (e rispettivamente 91,71 e 91,59 AGC, a dimostrazione che, sebbene criticato e creiticabile, l'AGC fornisce risultati "credibili" e validabili per ogni atleta). Alle sue spalle i risultati di Emma Mazzenga, sempre su 100 e 200: 17"88 e 37"13. Ma il risultato che sicuramente mi ha più impressionato (anche per il valore in senso assoluto) è il 58"84 di Mara Cerini (1971) corso durante i provinciali di Brescia. L'anno prossimo, da F40, si potrebbero prospettare scenari davvero interessanti in chiave record (i record attuali F40 indoor sono posti a 1'00"25 e 2'20"80, mentre all'aperto 58"83 e 2'13"94). A Faenza si è rivista la campionessa mondiale dei 400hs F40 Cristina Amigoni (400 in 1'03"12).
Mezzofondo femminile: La bresciana Maria Lorenzoni continua ad inanellare prestazioni sopra il 90% come se piovesse: in un 5000 a Faenza 18'45"43, cioè 92,66% (miglior AGC master della settimana). Vi segnalo il 7'05"17 sui 2000 siepi di Sonia Lopes Conceicao (brasiliana? italianizzata?) che si avvicinato molto al record italiano sulla distanza (di poco inferiore ai 7 minuti). Sempre al meeting di Faenza, due F35 (ma lo sapranno?) di grandissimo valore sugli 800: Maria Vittoria Fontanesi (1974) ha corso infatti in 2'07"15, che è un tempo stratosferico: se ci fosse una lista all-time (questa mi piacerebbe averla ma non ho gli strumenti per estrapolarla... me tapino) si piazzerebbe al secondo posto dopo il 2'03"64 corso l'anno scorso a Lignano Sabbiadoro da Elisabetta Artuso. Comunque 9^ nella lista italiana assoluta dell'anno. Sempre a Faenza 2'12"55 di Lucia Pollina (1975).
Avevo dimenticato nello scorso report, due grossi risultati di master della categoria "35": Stefano Longoni che a Bellinzona aveva corso i 110hs con gli ostacoli a 1 metro in 14"65 (o 14"68... Stefano aiutami tu che è notta fonda e non ho voglia di andare sul sito della Ftal a cercare il risultato) che sarebbero solo 3 centesimi in più del record italiano di Alessandro Petroncini (14"62). Mentre devo segnalare anche il 5,60 di Flavia Borgonovo saltato all'Arena ai provinciali di ormai due settimane fa (due centimetri dal personale!) nonostante i tanti problemi organizzativi della gara e ri-riscaldamenti di molte atlete (tra le quali la Rovellaschese... si dice così?), costrette a procrastinare i loro turno di oltre un'ora.
Chiudo con Vicenza: pensavate che me ne scordassi, eh? Sonia Marongiu mi ha segnalato l'inopinato annullamento delle gare di sabato per maltempo quando ancora il maltempo non era ancora arrivato. Questa sarebbe davvero l'apoteosi: e pensare che dal Veneto c'è gente che ci dice che bisogna darsi da fare... noi.
  • In allegato i migliori risultati dei master e la lista particolareggiata delle prestazioni di Faenza preparata da Beno (grazie ancora!).

23/06/10

L'atleta del mese di Maggio: Umbertina Contini

Non ho dubbio alcuno sull'atleta del mese di Maggio. Sicuramente Umbertina Contini, dall'alto delle sue imprese che hanno riscritto la storia della categoria F60 si è ritagliato più spazio rispetto agli altri meritevoli atleti. Tutto ha inizio il 1 maggio a Padova, dove la Contini eguaglia il record sui 100 F60 nonostante 1,7 di vento contrario: 15"17. Ma è solo l'inizio. Il giorno dopo, sulla pista veneziana di Marcon è la volta dei 200: 30"95 con vento nullo: prima donna oltre i 60 a correre in meno di 31" i 200 metri e naturalmente record italiano. Non passa nemmeno una settimana, che a Scorzè la Contini diviene anche la prima donna over-60 a correre i 100 metri sotto i 15": 14"70 con 1,1 di vento a favore. Il fantastico maggio della padovana (non conosco bene le origini, ma presumo provenga da quelle parti) si conclude con il record italiano nella staffetta "svedese" (100, 200, 300, 400) con l'Atletica Città di Padova: 2'43"95.

09/05/10

Il weekend del master: Gabric mondiale! Contini incontenibile, Morigi minaccia Tortu

(nella foto, Roberto Bolle, ballerino freelance) - Ho appena scoperto che Roberto Bolle, l'Etoile della Scala, di fatto successore dell'inimitabile Rudolf Nureyev è diventato... master. Non vi sto prendendo in giro, giuro. Un altro over-35 in più e sicuramente di primo piano sulla scena internazional-artistica. Sapete perchè lo cito? Per un suo aforisma che ho appena letto e che fa riflettere: "Il fisico risente dello stress che subisce il corpo e anche di quello psicologico. E' naturale che il pubblico e la compagnia che aspettano l'artista ospite abbiano gli occhi puntati su di lui e si aspettino la grande performance. Bisogna stringere i denti e mascherare qualsiasi problema fisico. Non si può sbagliare". Dell'aforisma che lo riguarda, vestiamoci di ciò che più ci interessa: non siamo campioni e anche se vincessimo decine di titoli mondiali (master), tutto avrebbe una sua dimensione. Una cosa è il Convent Garden, il Bolshoi, l'Opera e la Scala, un'altra lo stadio di Lahti, di Riccione... Voglio sottolineare l'altro aspetto: noi master (ma non solo), spesso ci presentiamo alle gare e nel pour-parlè pre-gare lamentiamo i nostri incessanti infortuni: scuse? Troppo triste sostenere questi discorsi. Se ci si presenta ad una gara è perchè... si può correre! Si ha voglia di gareggiare e divertirsi: perchè doversi continuamente giustificare? Non dobbiamo dimostrare nulla a nessuno, no?! Mi ha scritto una mail recentemente un master di primo piano del nostro mondo: non ha mai detto nulla del proprio (serio) infortunio (benchè io stesso avevo notato qualche cosa, guardandolo da fuori... ora si è operato e dovrebbe essere tutto a posto), benchè abbia inficiato di parecchio le sue prestazioni... un Signore, non c'è che dire (ed io che mi sono lamentato di qualche piccolo strappettino!). Siamo entusiasti del nostro piccolo mondo! Le dinamiche dei "senior" non ci devono appartenere. Chiusa parentesi. Torniamo alle gare dei master del fine settimana, dove segnalo il probabile record mondiale di Gabre Gabric nel lancio del peso F95 col nuovo attrezzo da 2 kg. Segue una piccola cronaca dei migliori risultati del fine settimana, e un pò di risultati in AGC. Buona lettura.
  • Dopo che nello scorso fine settimana aveva parlato della pioggia di record spurii, sottolineando il fatto che gli unici record in specialità "olimpiche" erano stati quelli di Umbertina Contini (la demolizione del record F60 dei 200, ed il pareggio di quello dei 100 a 15"17), a Scorzè la stessa Contini con un colpo solo ha cancellato l'affolata lavagna dei record dei 100 F60 e ha scritto una nuova entusiasmanete pagina di masterismo made-in-Italy: 14"70 con 1,1 di vento a favore (92,15%). Elenchiamo: prima donna italiana sotto i 15" (dopo i 60 anni), anche se Emma Mazzenga ha corso un 14"8 manuale (ma che si sa, la trasposizione in tempi elettrici pone poco al di sopra dei 15"). Tre tempi tabellati per la Fidal cancellati in un solo botto: i due 15"17 della stessa Contini e della Sangermano, e il già citato 14"8 manuela di Emma Mazzenga13"89Emma Mazzenga: 17"70 (91,67%) contro il 17"06 corso a Lubiana nel 2008 (virtualmente il 100 F60 più veloce della storia in Italia). 4° record italiano per la portacolori dell'Atletica Città di Padova nel corso del 2010 (due volte i 100, i 200 outdoor e i 60 indoor. Per aver una pietra di paragone internazionale, il record europeo dei 100 F60 è il già citato della Hoffman (e la Contini a livello internazionale sarà de facto W60 solo da agosto). 12° record detenuto dalla Contini (staffette nazionali incluse): il più veccho ancora detenuto è quello nei 100 F45 manuale: 12"9 nel 1998. Sempre a Scorzè, non troppo lontana dal suo record
  • A Reggio Emilia c'è mancato poco che Marco Morigi (1960) l'uomo-nuovo della velocità in salsa master, dopo aver riscritto la storia dei 60 indoor M50, potesse riscrivere quella dei 100... sempre M50. Con un vento di soli 0,5 a favore ha infatti fermato Chronos, il Dio del Tempo, a 11"74, soli 6 centesimi peggio dell'11"68 stabilito solo un anno orsono da Salvino Tortu (1959). Sempre secondo le vecchie tabelle, il risultato equivale a un notevole 93,52% AGC. La stagione all'aperto è solo iniziata, ne vedremo sicuramente delle belle. Nella scia di Morigi, ottimo 12"12 (91,17%) di Massimo Clementoni (1959) che, avendo saltato praticamente tutta la precedente stagione all'aperto 2009, entra nell'Arena dei tori con affilate banderillas. Anche lui è della partita. Lamberto Boranga (1942) piazza il miglior salto dei master del fine settimana in termini di AGC: 10,63 e 92,82%. La gara "reale" è stata poi vinta da Diego Zambelli, 1971, con 12,71. Per una volta Luigi Ferrari non ottiene la miglior prestazione over-35 del fine settimana: il suo 4'30"25 sui 1500 gli fa ottenere un quasi-90 (89,95%), inferiore al 90,01% di Vincenzo Andreoli (1957) a Scorzè, totalizzato con 2'12"48 sugli 800: sono nella stessa categoria.... scintille. Vicinissimo anche l'M45 del 1961, Marco Moracas: 4'26"62 e 89,56%.
  • A Novara, Campionati Regionali Master. Nella velocità in grande evidenza l'M40 Mauro Graziano: 11"53 e 23"38 (91,45 e 91,79%), che per un proditorio infortunio ha praticamente dovuto bypassare la stagione indoor. L'M40 Stefano Quazza balza a 1,96 (88,47%), mentre nel lancio del peso lo stilista Ottavio Missoni sfiora... i 100! Ebbene sì, il suo 8,52 lanciato a 89 anni gli vale 98,26%, miglior punteggio AGC del weekend. Segnalo altresì che Daniela Ferrian ci ha davvero preso gusto che la sua nuova "dimensione" over-35: 28"69 e 87,70%. Il record italiano di categoria (28"34) appartiene ad Elena Montini, e questa è davvero una cosa strana, visto che corre solitamente 800 e 400. Nel lancio del peso, si rivede in pedana la star Gabre Gabric: secondo il data-base Fidal è del 1914, F95. Il suo lancio è di 5,20 con il nuovo attrezzo da 2 kg: nuovo record italiano, gioco-forza! L'AGC mi viene quasi paura a scriverlo: 162,00%, qualcosa di inimmaginabile. Domanda: sarà il nuovo record del mondo? Direi di sì, visto che la Kotelko è ancora M90 e sicuramente non dovrebbero esistere altrettanto W95 in circolazione (Ruth Frith non è W100?). A chi lo diciamo?
  • A Milano, dopo oltre un anno di assenza a causa di alcuni infortuni, c'è il ritorno dell'asso albanese Arben Makaj (1967): con un tornado di vento contro (-2,8) corre "tranquillamente" (come mi ha comunicato via sms) in 11"42 (91,69%) Permettetemi di essere contento per il ritorno di Arben, una persona cristallina e modesta come poche mi è capito di conoscere. Sui 400 mi sembra d'obbligo segnalare due prestazioni: quella di Paolo Bertaccini (1965) che ha corso il giro della morte in 54"28 (88,16%), tempo che si lascia andare ad un commento: siamo di fronte all'uomo del posto d'onore nella categoria M45? Mi vengono in mente Fausto Bianchi e Giuseppe Romeo, quali ulteriori personaggi "da podio" (quest'ultimo distraendolo solo per un attimo dagli 800, sua gare principe). Una 4x400 principesca. Sempre nei 400 milanesi, ottimo 56"40 (88,40%) di Carlo Vismara (1959), recente recordman dei 500: assente Ettore Ruggeri (ma che fine ha fatto?) è lui l'uomo da battere nel giro di pista M50: io segnalo solo che dal Brasile tornerà tra pochi giorni (e per un mesetto circa) Antonio La Capra (1960), che in una assolata gara a Fortaleza a febbraio (là era piena estate) ha fermato i cronometri a 54"62: vediamo se riusciamo a portarlo giù all'Olimpico. Passando agli ostacoli, suggerisco sempre di guardare su che piste va Stefano Longoni a gareggiare: in 3 gare all'aperto ha viaggiato ad un media superiore ai 2 metri al secondo di vento... contro. Al Giuriati "solo" 1,7 (contro) e 15"15 (85,22%). Stefano, non venire a Donnas (se mai dovessero esserci gare), per carità!
  • A Genova si rivede finalmente Alessandro Gulino (1973, 5° ai mondiali di Lahti e campione d'europa in carica sui 400 a Lubiana-08), che proprio sul giro di pista ottiene 50"47 (89,48%): già in palla.
  • A Pavia è andato invece in onda il meeting internazionale "Della Valle" (freddo e bagnato raccontano i tesrimoni oculari), con alcuni over-35 (di primo piano) della nostra atletica in evidenza. Del resto, coi minimi everestiaci (bello il neologismo, no?) previsti, non sarebbero potuto essere altrimenti... perchè non inserire una gara master, come fanno negli USA in tutti i grandi meeting? Questione di cultura generale: in Italia i master sono il 65% dei tesserati, ma contano per l'1%, vengono considerati indistintamente tutti come M90 (con tutto il riverito rispetto a chi pratica atletica oltre i 90 anni e che porta tanto lustro al nostro mondo) e per loro non si specano due righe. Mai. Comunque sia, nei 100 Maurizio Chceccucci corre in 10"44 (95,74%, dopo una batteria a 10"64): primo italiano al traguardo, davanti a tanti giovani virgulti nazionali che stantano a crescere. Non c'entra coi master, ma è giusto ricordare il 45"97 di Marco Vistalli sui 400: gran tempo. Nei 400hs, il nostro amico cubano Aramis Diaz Martinez (non lo conosciamo, ma virtualmente, visto che è nato nel 1974, è uno di noi) vince la gara con 51"09 (95,93, miglior prestazione di un over-35 in Italia nel fine settimana). Sorpresa (in chiave master) nei 1500 femminili, dove Maria Vittoria Fontanesi (1974, 88,22%) batte Silvia Casella (1972, 89,14%): 4'29"84 a 4'30"86.
  • A Bari, Marcello De Cesare (1974) lancia una bordata nel giavellotto a 62,80 metri (67,56%). Nei 200 Zaccaria Facchini (1957) 25"33 e 90,34%.

05/05/10

I nuovi record italiani master outdoor... ricapitoliamo

(Giancarlo D'Oro, in seconda corsia, impegnato nei 150 di Chiasso del primo maggio) - Nelle ultime settimane, con l'introduzione dei record nelle specialità non-olimpiche (o chiamateli come volete), era quasi naturale aspettarsi una corsa alla miglior prestazione italiana. I record sono ancora in una fase embrionale, considerato che la banca-dati dalla quale è possibile rintracciare le prestazioni ha solo 7 anni: un campione troppo "piccolo" per non lasciare sguarnito o alla portata di mano ad un numero più elevato di atleti, ogni record attualmente tabellato. Terminata così la lunga stagione indoor, culminata con i campionati Mondiali Master a Kamloops, è iniziata questa lunga stagione all'aperto che avrà come momenti topici, i tanto attesi Campionati Italiani allo Stadio Olimpico di Roma, i Campionati Europei in Ungheria e la fase finale dei C.d.S. in Sardegna. Nel frattempo, dopo non più di 3 settimane di gare primaverili (ma oggi qui sembra di essere nell'autunno inoltrato) sono caduti la bellezza di 33 record italiani outodoor nelle categorie master. Le specialità più gettonate sono state i 500 e i 150 con 5 migliori prestazioni battute nel corso del 2010. A quota 4 i 1000 metri e a 3 gli 80 metri. Spazio quindi per molti. Probabilmente l'atleta di copertina non può non essere che Umbertina Contini, classe 1950, che ha migliorato due record in due speacialità "olimpiche" quali i 100 e i 200 M60, che rispetto agli altri record spurii hanno una storia (anche solo di categoria) nettamente più radicata. Nel caso dei 100 F60 si parla di record eguagliato (15"17, come la Sangermano), ma c'è la sensazione che l'appuntamento con l'evento è solo rimandato. Nei 200, e questo non lo sapevo fino a qualche minuto fa, un 200 stratosferico a 30"95 (con vento nullo) che migliora di 1"20 il precedente primato detenuto dalla stessa Sangermano dal 2006. Per aver un metro di paragone, il record europeo è fissato a 28"87, corso da Brunhilde Hoffman nel 2000. Come detto più volte l'attività provinciale (il record è stato ottenuto a Marcon, in provincia di Venezia) è praticamente sconosciuta con l'attuale interfaccia del portale della Fidal... eventuali prestazioni si vengono a scoprire solo molto, ma molto dopo...) leggendo le classifiche o per sentito dire.
Altra copertina per Nives Fozzer, F80, che ha sfruttato i nuovi pesi "depotenziati" dalla Wma, per stabilire una manciata di record italiani, benchè in alcuni casi anche inferiori a quelli presenti nelle liste Fidal con pesaggi superiori. Per il momento le ho contato 5 record (2 solo nel peso).
Riveste naturalmente particolare prestigio il record di Migidio Bourifa nella maratona M40: secondo l'Eco di Bergamo, così come segnalatomi da Ugo Piccioli, Migidio farebbe già parte della formazione italiana nella maratona ai Campionati Europei Asosluti a Barcellona. Da una parte, molto orgoglio per noi over-35 (e over-40), dall'altra un piccolo moto di sorpresa per il portato di decisioni del genere (aggiunta al ritorno di Baldini: l'atletica italiana è ferma a 10 anni fa.
Finalmente parliamo poi di Patrizia Spuri, tornata dopo la maternità in condizioni sempre più convincenti, dopo alcuni tentativi sugli 800 che avevano lasciato qualche perplessità. Per ora siamo ai record nei 500 (over-35), ma auspico che possa tornare forte soprattutto sui 400.
Negli 80 metri, sempre oservando le liste-Fidal, sono emersi un altro paio di record sugli 80: il primo da parte della F40 Rita Santini, che a Viterbo i primi di aprile ha corso in 11"2. Il secondo di Giancarlo Rosella, M60, che a Latina ha stabilito la nuova miglior prestazione italiana sugli 80 M60: 10"75.
Naturalmente non sono mancati al lauto banchetto di record i "senatori" del mondo master, coloro che portano medaglie ai colori azzurri in giro per l'Europa e nel Mondo: Ugo Sansonetti (nei 150 M90), Enrico Saraceni (nei 300 M45), Giuseppe Rovelli (nel martello M90).
E' tornata a far parlare di sè, dopo diversi problemi ai tendini culminati con un intervento, Giuseppina Perlino che ha migliorato i record F45 di 150 e 300.
Segue l'elenco dei record italiani master battuti nel corso della stagione open 2010.

01/05/10

10 record italiani master spurii.

(una serie delle 100 yards a Chiasso, nel meeting del primo maggio) - Una pioggia di record inattesi nel fine settimana, che uniti a quelli ottenuti al Meeting Liberazione di Roma, porta ad un totalone di 15. Quindici record italiani, 14 non-olimpici e uno di stampo "olimpico", quindi con uno spessore superiore. Copertina del fine settimana quindi a Umbertina Contini, classe 1950, che ha pareggiato alla sua prima uscita il record del 100 F60 con 15"17 a Padova. Sugli scudi altre due donne: Patrizia Spuri, che ha migliorato due volte il record dei 500 F35, prima a Roma e poi a Latina, e Giuseppina Perlino, con due record su 150 e 300 F45 a Chiasso. Restando in terra svizzera, Averardo Dragoni migliora il record dei 600 M60 (8" in meno!), e Giuseppe Poli, M35, a 2'30"04 nei 1000 a Latina. Enrico Saraceni non manca il timbro al suo 15° record italiano master, mentre il vento di Chiari non favorisce molte prestazioni-record. Breve cenni anche alla riunione del citato Meeting Liberazione all'Acquacetosa: dovrebbero essere caduti ben 7 record italiani master, tutti nelle neo-prove spurie gentilmente concesseci da Giusy Lacava. Segue un breve racconto dei migliori risulati degli over-35 in giro per l'Italia, tappa per tappa (di quelle che ho trovato).
  • uno degli appuntamenti più attesi è stato sicuramente il meeting di Latina: peccato per il tempo, che un pò su tutto lo stivale ha flagellato le piste e le pedane. Nonostante questo 3 record italiani infranti, tutti nelle specialità non-olimpiche. Il totale fa 15 record italiani in una sola settimana di masterismo estremo: le specialità spurie hanno dato davvero molto brio a questo inzio di stagione. Mi soffermerei innanzi tutto sul record sui 1000 di Giuseppe Poli (1974) perchè davvero notevole: 2'30"04, che equivale a 88,48% (nemmeno tanto a ben vedere) ma che abbassa il record detenuto da un "imbattibile" in terra italiana nelle gare di mezzofondo come Gianni Bruzzi (2'33"74 nel 2006). Primo record italiano per il portacolori dell'Atletica Latina, che quest'anno ha fatto doppietta 400-800 ai campionati italiani indoor master. Poi c'è il ritorno di Patrizia Spuri (1973) che nel giro di una settimana abbassa il due volte il record dei 500: a Roma, al Meeting Liberazione (di cui parlo più avanti) corse in 1'14"11. A Latina, Patrizia abbatte la barriera dell'1'14" approndando a 1'13"84 e totalizzando 90,52%, una delle 3 atlete sopra il 90 del weekend. Terzo record nei 300 M45 da parte di Enrico Saraceni, ma su questo c'era da scommetterci a-uno. 37"69 (89,25%) in condizioni meteo pessime, ma quel che contava era probabilmente il record, il 15° tra i master per Enrico. Il precedente era il 38"0 ottenuto dall'intermittente bresciano Ranzini (al momento è in-off... che fine ha fatto dopo la medaglia di Riccione sui 200?). Tra gli altri risultati segnalo l'ottimo 36"26 di Edgardo Barcella, che gli vale 88,86%. Ma anche il 35"13 dell'ostacolista cubano M35 Aramis Diaz Martinez (1974).
  • A Chiari capita la giornata più ventosa a memoria d'uomo. Folate anche superiori ai 7 metri (Mattia Nuara, nel lungo sembra aver sfruttato un refolo da 7,2 m/s... ma senza grandi risultati, visto che non ha oltrepassato i 7 metri, lui che col vento aveva passato gli 8 un paio di anni fa). Vento mediamente tre i 4 metri e i 5 a favore: nemmeno la pista di Donnas aveva mai concesso tanto. Ma questo dipende dalle condizioni meteo: infatti solo col brutto tempo su quella pista arriva il vento a favore. Quindi, molto nuvoloso, probabilmente molto freddo, e vento a favore. Migliori risultati dal mezzofondo, con Silvia Casella (1972) ancora vincitrice di una gara a carattere regionale: 2'13"36 (85,75%). Brava anche Laura Avigo (1967): 2'21"26 e 84,67%. Rosa Anibaldi (1966) corre i 200 in 27"71 con +3,0 (85,68%). Tempone sugli 800 di Rinaldo Gadaldi (1954) che ottiene 2'17"10 piazza 89,18%. Francesco D'Agostino (1966) invece corre in 2'06"33, che gli vale 87,32 di AGC.
  • Introduco anche una gara che non si è disputata questo fine settimana, ma esattamente il 25 aprile a Roma, perchè sono successe cose decisamente interessanti. Pioggia di record, avremmo potuto intitolare quell'articolo, se solo ne avessi avuto contezza per tempo: ma i risultati, così come sto denunciando da tempo, è davvero difficile pescarli se non dopo una ricerca mirata: come più volte scritto, nessuno vuol prendere mano veramente alle statistiche GENERALI della Fidal e dagli un bel taglio unico, moderno, gestibile, rapido e di facile accesso... completo, in poche parole. Torniamo sulla pista dell'Acquacetosa: personalmente ho contato 7 nuovi record italiani spurii. Scusate il gioco di parole davvero ridicolo (dopo questa potete anche cambiare sito di riferimento), ma nei record spurii non poteva mancare la... Patrizia Spuri (1973). La compagna del triplista Fabrizio Donato ha infatti stabilito la nuova miglior prestazione italiana sui 500 F35 con 1'14"11, demolendo il precedente record appena pubblicato da Gigliola Giorgi (tornata anch'essa a ottimi livelli proprio quest'anno) di 1'19"0 risalente al 2006. La cosa curiosa è il fatto che nonostante sia la 3^ stagione da over-35, per la Spuri è il primo limite di categoria. Rimanendo sui 500, miglior prestazione F55 anche per Anna Micheletti con 1'36"73: tra indoor e outdoor è l'8° record detenuto dalla Micheletti. Nei 1000 F45, Jocelyne Farruggia stampa un gran 3'03"08 e 6° record italiano per lei, il secondo nei 1000, dopo quello tra le F40. 3 record italiani arrivano invece dai 150, sui quali c'è però il dubbio del vento che non viene riportato dal referto: Rita Del Pinto nella categoria F60 con 27"66, Ugo Sansonetti (M90) che addirittura abbassa il suo stesso record di oltre 6 decimi (29"16 vs 29"82) e probabilmente anche il 16"85 di Max Scarponi tra gli M40, che statisticamente è superiore al suo stesso 16"6 manuale, ma cronometricamente ha sicuramente il suo peso "da record". L'ultimo record del Meeting romano è stato quello dei 600 M75 corso da Vincenzo Vanda con 2'20"35.
  • Torniamo all'ultimo fine settimane: ad Alessandria il lecchese Stefano Longoni non riesce ad abbattere il suo fresco record italiano M35 sui 200hs: 25"70 e ancora una volta un bel muro di vento contro. Roberto Amerio (1965) 28"24 non avvicina il record di Frederic Peroni (27"58) anche grazie ad un notevole -3,1 di vento. Nei 1500 4° posto per Gianfranco Fiorillo (1973) che con 4'11"37 sui 1500 ottiene virtualmente un buon 84,64%. Nel peso Marco Dodoni (1972) si limita alla normale amministrazione nel lancio del peso con 17,70 e 77,79% agc.
  • A Chiasso, tappa tradizionale per i master lombardi, con il meeting d'apertura del calendario ticinese. Sugli scudi Averardo Dragoni, con il record italiano M60 dei 600, migliorato di ben 8 secondi: 1'40"38 (88,88%) contro 1'48"82 di Roberto Rossetti (ottenuto nel 2007). Peccato non ci siano i record italiani sulle 100 yards! Sui 150 si rivede Giacarlo D'Oro (M45) che corre in 17"93. Giovanni Mocchi, M55, corre in 19"45 la stessa distanza (il record di Antonio Rossi è 18"99). Altro record italiano nei 150 M70 con Aldo Cambiaghi (1940), che corre in 22"22 (-0,6) battendo il precedente listed-record di Alberto Bassi risalente al 2008. Tra le donne, copertina a Giuseppina Perlino, letteralmente scatenata su 150 e 300. E' riuscita nell'impresa di far meglio di Daniela Ferrian sui 150: 20"90 con vento praticamente nullo e nuovo record italiano, contro il recentissimo 20"95 della piemontese risalente a sole due settimane fa. Poi sui 300 addirittura un secondo in meno della miglior prestazione italiana tabellata: 45"08 vs 46"01: record italiano anche qui. Anche Denise Neumann (1971) in-palla: 3^ nelle 100yds con 12"04, ma bene anche sui 150 con 19"89 sui 150. 4^ Emanuela Baggiolini (1972) sempre sui 150 con 19"79 e altrettanto 4^ sui 300 con 41"71. Mara Cerini (1971) sfiora per la seconda volta in pochi giorni il suo record sui 600: 1'36"37 (il limite è fissato a 1'35"76).
  • Ad Orvieto torna in pista il poliziotto toscano Maurizio Checcucci, assente nella stagione indoor, che corre in 10"61 (93,93% AGC con le tabelle 2006, che sono le uniche che ho a disposizione in questo momento, prima che qualcuno riesca a tradurre quelle del 2010 in un software veloce... a proposito! Il primo maggio sono entrate ufficialmente in vigore!). Tornando a Checcucci: l'anno scorso corse in 10"26, ma la stagione è davvero appena iniziata. Tornerà sicuramente a correre sotto i 10"40. Nella seconda serie dei 100 si vede ancora Max Scarponi, che ha preso questo inizio di stagione in maniera ossessionante e ubiqua: non c'è gara nel giro di 200 km da Roma dove non si trovi un suo risultato. 11"32 e 92,50% di AGC, per un esordio davvero niente male. Un pelo meglio dei 200, dove ha corso in 23"18 e messo in carnet un 91,88%. Il "12-in-a-row" (sui 60 indoor... parlo dei titoli italiani consecutivi) Antonio Rossi totalizza 90,70% correndo in 12"90 con 1,5 di vento a favore. Attenzione a Giordano Mariani, classe '69: 11"63 (anche se con 2,7 di vento alle spalle) e 88,87%. Altra vedette over-35 della manifestazione umbra, sicuramente Elisabetta Artuso, capace di correre i 400 in 54"75. Per un attimo ho pensato al record italiano, ma quello è ben saldo negli artigli di Danielle Perpoli con 52 e spiccioli. Comunque sia per lei un fenomenale 93,01% AGC che per una F35 è davvero qualche cosa di eccezionale. Non me ne ricordo nessuno così alto negli ultimi tempi. Gran tempo anche da parte della F40 Stefania Rulli negli 800: 2'17"41 (85,69%): anche qui ho temuto per il record, che però è 3 secondi più basso. Nei 400hs maschili segnalo Aramis Diaz Martinez, classe '74: 50"84, che è già difficile ottenere in piano... dovrebbe essere di nazionalità cubana, bontà loro... Tradotto in AGC stiamo parlando di un mostruoso 96,40%, cioè un 48,53 da super-giovane. C'è da dire che quel risultato probabilmente non lo ottiene in questo momento nemmeno il miglior italiano in circolazione (assoluto). Giacomo Befani, nato nel 1970, ergo M40, ha vinto addirittura l'asta con 4,70 e 84,55% (in pratica in un meeting nazionale, 3 atleti over-35 a vincere le rispettive specialità: c'è da che riflettere). Il record italiano di categoria non è tanto lontano: 4,90 di Marco Andreini.
  • A Palmanova miglior master visto sul track&field Francesco Arduini, per la seconda volta sopra i 2 metri in poche settimane: 2,01 e 87,33%. 54,86 e 74,06% invece per l'altro poliziotto Stefano Lomater nel lancio del disco con annessa vittoria.
  • A Foggia, come pronosticato, un nuovo velocista di prima fascia: Leonardo Iorio, del 1975: 22"76 e 88,05%.
  • Rovereto: Stefano Tugnolo (1975) piazza 11"14 e 88,83% e 22"50 sui 200 (89,06%). Secondo solo a Maurizio Checcucci come over-35. Gran 400hs da parte di Roberto Crinò (1974): 56"62 e 88,56%. Nei 3000, l'M40 Giuliano Bressan (1966) corre poco oltre i 9', in 9'00"94 e 88,71%. Diego Fortuna (1968) lancia il disco a 54,16, e 74,53%: pensate che il record italiano M40 ha già 27 anni: Alessandro De Vincentiis nel 1983 a Reykjavik con 62,16. Dietro di lui il 36enne Stefano Lomater con 54,01.
  • Ai Ludi del Bò di Padova, Fausto Salvador 53"44 sui 400 con 87,02%. Ma il risultato di giornata è il 15"17 con -1,7 di vento con cui Umbertina Contini (1950, F60) ha eguagliato il record italiano di categoria, alla sua prima uscita sui 100 (presumo). Il record pareggiato è quello di Giusy Sangermano ottenuto nel 2006 a Bellinzona ma con 1,2 di vento a favore. 8° record italiano in possesso della Contini (il terzo sui 100, dopo quello manuale sugli F45, quello F55 e quello F60). Clamoroso 93,47% da parte di Nadia Dandolo (1962) ottenuto correndo 10'13"43 i 3000 (ma il suo record stabilito l'anno scorso è 10'05").
  • A Lucca (brutta giornata dal punto di vista meteo) Ferido Fornesi sfonda i 90 con 90,04% grazie ad un 12"04 non ancora all'altezza del blasone del campione europeo in carica dei 100. Domenico Furia (1960) 12"27 sempre sui 100 e 89,48%. Nei 1500 il marocchino classe 1971 Reda Benzina (un passato anche in Riccardi, mi sembra di ricordare) corre in 4'07"14 (87,89%). Rimanendo sui 1500, Angela Ceccanti (1968) corre sotto i 5' in 4'58"81 (84,03%). Si rivede anche la Fiamma Oro Luca Giovannelli (1975) sui 110hs, ma il suo tempo non sarà certo soddisfacente per lui: 14"96 (86,31%) per uno che corre a cavallo dei 14"00 non può essere motivo di vanto.
SEGUONO I MIGLIORI RISULTATI DEL FINE SETTIMANA

93,93 - 100: 10"61 (-1,5) - MAURIZIO CHECCUCCI (1974) - ORVIETO
92,50 - 100: 11"32 (-0,8) - SCARPONI MAX (1967) - ORVIETO
91,88 - 200: 23"18 (0,3) - SCARPONI MAX (1967) - ORVIETO
90,70 - 100: 12"90 (1,5) - ROSSI ANTONIO (1960) - ORVIETO
90,04 - 100: 12"03 (-0,9) - FORNESI FERIDO (1962) - LUCCA
89,48 - 100: 12"27 (-0,1) - FURIA DOMENICO (1960) - LUCCA
89,25 - 300: 37"69 - SARACENI ENRICO (1964) - LATINA
89,06 - 200: 22"50 (-0,6) - TUGNOLO STEFANO (1975) - ROVERETO
88,96 - 300: 35"13 - DIAZ MARTINEZ ARAMIS (1974) - LATINA
88,87 - 100: 11"63 (2,7) - GIORDANO MARIANI (1969) - ORVIETO
88,86 - 300: 36"26 - BARCELLA EDGARDO (1970) - LATINA
88,83 - 100: 11"14 (0,0) - TUGNOLO STEFANO (1975) - ROVERETO
88,32 - 200: 25"91 (6,0) - MAURI ANGELO (1957) - CHIARI
88,05 - 200: 22"76 (-0,6) - IORIO LEONARDO (1975) - FOGGIA
87,02 - 400: 53"44 - SALVADOR FAUSTO (1969) - PADOVA

89,18 - 800: 2'17"10 - GADALDI RINALDO (1954) - CHIARI
88,88 - 600: 1'40"38 - DRAGONI AVERARDO (1950) - CHIASSO
88,71 - 3000: 9'00"94 - BRESSAN GIULIANO (1966) - ROVERETO
88,48 - 1000: 2'30"04 - POLI GIUSEPPE (1974) - LATINA
87,89 - 1500: 4'07"14 - BENZINE REDA (1971) - LUCCA
87,32 - 800: 2'06"33 - D'AGOSTINO FRANCESCO (1966) - CHIARI
86,85 - 800: 2'10"43 - CIMATO MASSIMO (1963) - CHIARI
85,90 - 800: 2'00"29 - BIAVA LUCA (1973) - CHIARI

86,56 - 400HS: 56"62 - CRINO' FABRIZIO (1974) - ROVERETO
86,31 - 110HS: 14"96 (-0,2) - GIOVANNELLI LUCA (1975) - LUCCA

93,47 - 3000: 10'13"43 - DANDOLO NADIA (1962) - PADOVA
93,01 - 400: 54"75 - ARTUSO ELISABETTA (1974) - ORVIETO
90,52 - 300: 1'13"84 - SPURI PATRIZIA (1973) - LATINA
89,29 - 100: 15"17 (-1,7) - CONTINI UMBERTINA (1950) - PADOVA
87,47 - 600: 1'36"37 - CERINI MARA (1971) - CHIASSO
85,75 - 800: 2'13"36 - CASELLA SILVIA (1972) - CHIARI
85,68 - 200: 27"71 (3,0) - ANIBALDI ROSA (1966) - CHIARI
84,67 - 800: 2'21"26 - AVIGO LAURA (1967) - CHIARI
84,03 - 1500: 4'58"81 - CECCANTI ANGELA (1968) - LUCCA
83,76 - 300: 45"08 - PERLINO GIUSEPPINA (1965) - CHIASSO
83,47 - 300: 41"71 - BAGGIOLINI EMANUELA (1972) - CHIASSO
81,06 - 800: 2'26"27 - GIORGI GIGLIOLA (1968) - CHIARI

87,33 - alto: 2,01 - ARDUINI FRANCESCO (1974) - PALMANOVA
84,55 - asta: 4,70 - BEFANI GIACOMO (1970) - ORVIETO
79,46 - lungo: 5,74 - MENOTTI FRANCO (1961) - PALMANOVA
78,00 - asta: 4,50 - DURANTE ROBERTO (1973) - ROVERETO
76,27 - lungo: 4,95 (3,3) -TELLINI SUSANNA (1966) - CHIARI

77,79 - peso (7,26): 17,70 - DODONI MARCO (1972) - ALESSANDRIA
74,53 - disco (2): 54,16 - FORTUNA DIEGO (1968) - ROVERETO
74,06 - disco (1): 54,86 - LOMATER STEFANO (1974) - PALMANOVA
72,91 - disco (2): 54,01 - LOMATER STEFANO (1974) - ROVERETO
63,57 - disco (2): 39,95 - SAGONI ROBERTO (1947) - ORVIETO

85,69 - 800: 2'17"16 - RULLI STEFANIA (1969) - ORVIETO

71,24 - lungo: 4,86 - DODI ELISABETTA (1970) - PALMANOVA

12/04/10

La stagione indoor dei master al microscopio di Webatletica

(l'arrivo dei 400 M40 con Barcella e Scarponi ad Ancona - foto di Michelangelo Bellantoni) - Vi presento un'orgia di tabelle, per i patiti dell'argomento e delle classifiche. Come un'amanuense, nei passati 3 mesi ho annotato su un database i migliori risultati in chiave AGC (le tabelle che utilizzo sono ancora quelle del 2006) delle gare indoor dei master e dei veterani. Anzi, questa è probabilmente la prima scissione (virtuale) tra i due ceppi in cui secondo noi dovrebbero idealmente separarsi i master: i master stessi (fino a 69 anni) e i veterani (dai 70 in su). Di fatto non succede nulla, non ci sono contrapposizioni: è la sola presa di coscienza che le tabelle (sia quelle Fidal che quelle AGC) presentano degli algoritmi talmente iniqui dal punto di vista numerico, da presentare incredibili paradossi sportivi: di fatto, per chi le ha ideate, più si va avanti con l'età, meno ci si allena e incredibilmente più aumentano le capacità fisiche relative. Atleti anche olimpici che oltre i 90 riescono a lanciare o a correre (con le dovute parametrazioni) più lontani e più veloci di quando avevano 20 anni... e, ripeto, praticamente allenandosi una volta la settimana o su un campo da golf.
Ma vediamo nel dettaglio quello che è successo. Nella classifica generale assoluta maschile domina la velocità (ma sembra che con le nuove tabelle del 2010 anche questa specialità sia destinata ad essere un minimo annichilita) e nello specifico ha dominato l'M45 Mario Longo con l'ormai celeberrimo record mondiale sui 60 M45 (6"97) che poi, a causa di proditorio infortunio al polpaccio non è riuscito a migliorare. Per lui 100,70% AGC, cioè un controvalore inferiore al record mondiale sulla distanza di Maurice Greene di 6"39. Desta impressione anche l'estrema regolarità al vertice dell'altro M45 Giancarlo D'Oro, piazzatosi sul posto d'onore (primo degli umani) con 97,53% ottenuto con il 7"30 di Ancona. Al terzo posto del podio trova spazio il "nuovo" Marco Morigi con il suo record italiano M50 di 7"47 (primo over-50 sotto i 7"50 nei 60 metri) che gli è valso 96,70%. Prima di ieri assolutamente sconosciutomi. L'11° titolo italiano consecutivo dell'M60 Antonio Rossi sui 60 metrei indoor con 8"00, gli attribuisce anche il 4° posto nell'overall con 96,68%. Il primo non 60ista nella classifica è l'"assoluto" M35 Andrea Alterio, che si piazza 9° con 95,27%, figlio dell'8"03 sui 60hs nella finale dei Campionati Italiani Assoluti che gli sono valsi (buon per lui) la medaglia di bronzo. Il primo "concorsista" del ranking-Webatletica 2010 è il funambolico M65 Lamberto Boranga, 21° con 93,66% ottenuto grazie all'1,51 nel salto in alto. Nelle classifiche di specialità, detto di Mario Longo, l'M45 Enrico Saraceni domina sia i 200 (23"28 e 93,54%) che i 400 (51"80 e 93,01%), quest'ultimo tempo siglato a Kamloops nella finale che gli ha attribuito il titolo di campione del Mondo della specialità.
Il miglior 800ista dell'anno non poteva che essere un altro Campione del Mondo Indoor, l'M45 Giuseppe Romeo: 2'02"75 e 92,28%. Il record italiano dell'M40 Stefano Avigo ha portato "solo" un terzo posto nella classifica di specialità... ma si sa che gli 800 pagano molto poco. Comunque sia il risultato di Romeo è anche il miglior risultato di un mezzofondista del 2010, considerando le specialità 800, 1500 e 3000. Sorprende e non poco il fatto che ad assurgere agli onori della cronaca, sia quindi il fratello di Stefano, Pierangelo Avigo, che nel 2010 è stato il capolista AGC dei 1500 con 90,98% (unico sulla distanza a superare la soglia dell'eccellenza del 90%) disceso dal 4'22"45 degli italiani master ad Ancona. Altra grossa sorpresa dai 3000 metri dove a guidare la colonna-Agc troviamo l'M60 Rolando di Marco, con 89,31% derivante dal 10'12"56 di Ancona.
Nel salto in alto poker di atleti sopra i 90: il già citato Lamberto Boranga, ma poi anche il lanciatissimo M50 Emanuel Manfrdini, che dopo il bronzo di Lahti ha ritrovato un grande slancio: agli italiani master 1,84 per 93,00%. Sopra i 90 anche il redivivo M45 Marcello Benvenuti (1,91 a Modena e poi, per il rammarico di tutti noi appassionati, il silenzio) e la leggenda della specialità in chiave italiana Marco Segatel (quest'anno fermatosi a 1,85: prima o poi scopriremo cosa gli è successo quest'anno!). Nel salto con l'asta il record italiano di Arrigo Ghi gli vale anche la testa della classifica: 3,30 per 86,77%. Ancora Boranga nel salto in lungo: 4,88 e 89,19% per l'M65 umbro, nettamente davanti a Giorgio Federici (82,89% con 6,37). Nel triplo altra sorpresa, con l'M60 Giuliano Costantini davanti al Campione del Mondo di Lahti M50 Giancarlo Ciceri (probabilmente frenato da qualche acciacco): 84,20% vs 81,56% (10,82 e 12,12).
Detto di Andrea Alterio negli ostacoli, l'M65 Giuseppe Franco nel peso (11,37 e 82,93%) è addirittura davanti a gente come Paolone Dal Soglio e Marco Dodoni. E al quarto posto che vi trovo: ancora Boranga...
infine nella marcia l'M50 Rosario Petrungaro con 86,00% stabilisce la miglior prestazione relativa nei 3 km di marcia indoor, grazie al 14'15"01.

La miglior prestazione master al femminile è stata invece stabilita dalla F60 Umbertina Contini sui 60 metri: 9"23 per 95,71 e la leadership 2010. Contrariamente agli uomini la classifica risulta essere più eterogenea, con presenze più corpose delle altre specialità che non siano la velocità pura. E' così che al secondo posto si trova l'immensa F60 Waltraud Egger: 93,50% sui 1500 dopo il 5'38"96, che la fanno ottenere anche il miglior risultato assoluto (maschile e femminile) nel mezzofondo master (dai 35 ai 69). Terza la F50 Carla Forcellini, ma non nella specialità dove ha scritto la storia del masterismo italiano al femminile (l'asta), bensì con l'incredibile 9"99 sui 60hs corsi a Kamloops (93,09%). Prima saltatrice del seeding Barbara Lah, quinta grazie al 12,86 ottenuto agli italiani assoluti nel salto triplo: 92,05%. Sempre nella lista complessiva, segnalo il 10° posto della marciatrice Elisabetta Perrone (classe '68) che ha valicato il 90% in una specialità avara in termini di AGC: 90,57 grazie al record italiano di 13'29"89.
Guardando le singole specialità, i 200 sono ad appannaggio di Anna Micheletti (87,90% dovuto al 31"53), mentre i 400 alla specialista degli ostacoli Emanuela Baggiolini, che a Magglingen ha corso il doppio giro di pista in 58"23, cioè 88,17%.
Gli 800 vedono guidare la lista un personaggio di primo piano dell'atletica nostrana, Elisabetta Artuso, che con il fantastico 2'06"98 che gli ha assicurato l'argento agli italiani assoluti, gli ha fatto totalizzare 89,21%. Seconda la Egger e terza una delle sorprese del 2010, la F35 Lucia Pollina.
Già detto del 1500 siderale della Egger, nei 3000 un'altra fuoriclasse del mondo master si fa strada: Souma Spiridoyla, F45, autrice di un over-90 (90,74%) grazie al 10'09"19.
Tra i concorsi, Rossella Zanni guida la classifica del salto in alto con il record italiano F45 di 1,50 (84,75%). La F50 Carla Forcellini non può mancare nel salto con l'asta (3,20 e 89,64%), e a sorpresa domina anche nel salto in lungo (con il nuovo record italiano): 4,80 e 81,36% (unica master ad aver superato l'80% nel lungo). Il triplo è della Lah, mentre gli ostacoli, come già detto sono ancora della... Forcellini.
Chiudiamo col peso, dominato dal bronzo degli italiani assoluti, la F45 Mara Rosolen: 81,15 e 13,94.

Per quanto riguarda i veterani (dagli M70 in su) ho proposto le "liste" con tutte le loro prestazioni: tra gli uomini si trovano addirittura 5 prestazioni sopra il 100%, cioè gare che varrebbero tempi inferiori agli attuali record mondiali. Guida la classifica Mario Riboni con 109,85 nel lancio del peso, che, udite-udite, gli varrebbe se riconvertito, in un lancio spaziale di 25,40 metri ma col peso da 7,260. Nemmeno Ulf Timmermann nel pieno delle sue forze riuscì in un'impresa del genere... capite perchè era necessario dividere master e veterani? E perchè era altresì necessario cambiare le tabelle? Staremo poi a vedere (se qualcuno le produrrà in qualche modo) se questi paradossi spazio-temporali potranno quanto meno essere leniti. Mi ricordo che il risultato in AGC più incredibile è stato forse quello di Gabre Gabric un paio di anni fa... qualcosa come 125% o giù di lì nel lancio del peso.
Proseguendo la classifica AGC veterani troviamo poi le 5 prestazioni di Ugo Sansonetti (4 sopra i 100): la migliore, il 40"34 sui 200 metri ad Ancona, gli varrebbero sui 200 un tempo di... 18"26 indoor. Cioè, se Sansonetti potesse salire su una macchina del tempo e tornare nello stadio di Berlino nella finale dei 200 del 2009, distanzierebbe un certo Usain Bolt di quasi 10 metri. Fantascienza. Sui 60 invece, l'11"38 degli italiani master gli consentirebbero di correre in 6"15, solo 3 decimi in meno del già citato Maurice Greene.
Al femminile primi 3 posti per Emma Mazzenga (ma nessuno over 100).

Seguono tutte le tabelle relative ai top-30 maschili e femminili indoor, ai primi 20 (laddove possibile) di ogni specialità e alle liste 2010 dei veterani e delle veterane.
Di tutto questo si parlerà diffusamente nella trasmissione Webatletica-Radio-Show in onda giovedì sera alle 21 (o 21:15?). Stay tuned.