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09/02/13

Storico: D'Agostino corre l'800 indoor più veloce di sempre per un master

Francesco D'Agostino (nella foto rapinatagli da facebook) che abita qui nel bresciano, probabilmente non lo sa, ma ha stabilito oggi pomeriggio ad Ancona una grande impresa statistica nell'impresa sportiva di cui è stato protagonista. I fatti. Verso le 18:00 di oggi pomeriggio, Francesco, classe 1966 ed M45, si getta nella mischia della 3^ batteria degli 800. In quella stessa serie finisce 6°, preceduto da atleti tra il 1990 e il 1994 (28 anni di differenza con il più giovane). Il suo crono risulta 2'01"63, precedendo tra l'altro il suo coach Stefano Avigo (2'03"22) reduce l'anno scorso da un lungo infortunio. Non dimentichiamo che anche Francesco ha avuto diversi problemi fisici l'anno scorso, tanto da esser costretto a limitare la preparazione. Quel crono, se non l'aveste ancora compreso, è il nuovo record italiano M45 degli 800 indoor, che abbassa l'annoso 2'01"91 di Fabio Biferali corso nel 2006. Ma qui arriva la chicca statistica che regalo a Francesco: il suo 800 indoor è quello con il più alto coefficiente AGC mai corso da un atleta italiano tra tutte le categorie da quando esistono le categorie master. Quindi, in senso lato, l'800 più veloce di un master italiano (naturalmente quello de facto è l'1'54"67 da M35 proprio di Stefano Avigo). Il risultato del tempo ottenuto oggi dà infatti 93,13% (ovvero, se parametrato, un 1'48"57), che è superiore al 93,09% dell'800 di Konrad Geiser (2'12"37) ottenuto da M55 nel 2004. Si pensi che i record italiani sopra il 90% nelle 12 categorie del masterismo italiano, sono solo 5. Insomma, che dire? Un'impresa nell'impresa. 

19/09/10

Nella settimana di Avigo, brillano Morigi e la Cerini sui 400 - Fontanesi super negli 800

(la grande tonicità di Maria Vittoria Fontanesi, classe '74: 2'07"15 a Faenza - foto dal sito Fidal Trentino) - Questa settimana si chiude naturalmente nel segno di Stefano Avigo. L'eco del record sugli 800 rimbomba ancora nell'androne del Pulvinare dell'Arena civica di Milano: 1'55"06. Per Stefano è il 3° record posseduto (oltre a quelli di 800 M35 ed M40 indoor), mentre estendendo lo sguardo alla famiglia Avigo, ne troviamo altri due: gli 800 F40 della mia concittadina capriolese Laura, e l'incredibile 3'58"43 nei 1500 M40 di Pierangelo (1961) stabilito quasi 10 anni fa. Ha fatto notizia nel nostro piccolo ambiente la "discesa in campo" sui 400 di Marco Morigi (1960, l'homo novus della velocità master maschile), che al meeting di Faenza ha corso il "giro" in 54"29 (91,23%, cioè il miglior risultato in AGC della velocità master della settimana). Il tempo è nettamente il migliore dell'anno corso da un M50. Il bergamasco Carlo Vismara (1959) ha vinto infatti sia gli italiani indoor che quelli all'aperto sulla distanza, ma con un tempo (55"72) decisamente superiore. Di fatto il mio compagno di team Antonio La Capra è al momento il più vicino all'emiliano cronometricamente nella categoria, ma purtroppo ormai vive in mezzo alle bellezze brasiliane di Fortaleza (54"62 proprio su una pista di laggiù): nell'unica apparizione di sfuggita sul territorio patrio, a Rovellasca, è però riuscito a correre in 54"96. Ora che scenari si prospettano per Morigi? Agli Europei ungheresi il tempo gli avrebbe consentito di giungere attorno al 5° posto. Staremo a vedere gli sviluppi di questo esperimento che secondo il nostro inviato in Emilia-Romagna (Beno) è stato preparato per tutta l'estate. Si è rivisto alla seconda uscita post-infortunio anche Giancarlo D'Oro (1962) ai provinciali di Brescia: 11"94 (90,72%). A Milano, a metà settimana, mi ero dimenticato di dare il risultato di Paolo Citterio (1975) che sui 200hs si era avvicinato molto al record di Stefano Longoni (1975) con 25"72 contro il 25"54 del lecchese (ma con 2,0 metri di vento contrario).
Nel mezzofondo maschile, dopo il duo delle meraviglie Stefano Avigo e Giuseppe Romeo (apparsi entrambi all'Arena), nel ranking settimanale AGC troviamo Marco Biondani (1962) che ai regionali master di Vicenza ha corso i 1500 in 4'17"95 totalizzando un 91,72 da favola. Non troppo distante da Biondani, un altro classe '62 chiudeva la stessa distanza in 4'20"72 con 90,75% (ricordo che i punteggi sopra il 90% sono considerati dali esperti di spessore internazionale): parlo di Manfred Premastaller. Sopra il 90% anche Vincenzo Andreoli (1957) che ai regionali master veneti ha chiuso gli 800 in 2'12"04 (90,31%).
Il ranking nei salti maschili sono stati guidati dal vice campione d'Europa M35 del salto in alto, Luca Tonello: 1,85 e 81,17%. Roberto Bortoloni (1939), 8,69 nel salto triplo e 80,09%: solo due atleti sopra l'80% (tra le gare da me censite e presenti nell'allegato e trovate con le banche dati a disposizione). Segnalo comunque il 12,38 di Paul Zipperle (1964) nel salto triplo.
Nei lanci sempre al maschile, un solo atleta sopra l'80%, nessuno tra il 70% e l'80%, e tutto il resto sotto. Superman (impegnato a Vicenza) risponde al nome di Franco Giuseppe (1941) che nel lancio del peso ha lanciato 11,93 (87,02%).
Velocità femminile: E' sicuramente l'anno di Umbertina Contini (1950) che sta tenendo un trend di risultati sempre elevatissimo (e inferiore ai precedenti record). A Vicenza 30"86 sui 200 e 14"79 sui 100, entrambi ad un paio di decimi dai suoi primati siglati proprio quest'anno (e rispettivamente 91,71 e 91,59 AGC, a dimostrazione che, sebbene criticato e creiticabile, l'AGC fornisce risultati "credibili" e validabili per ogni atleta). Alle sue spalle i risultati di Emma Mazzenga, sempre su 100 e 200: 17"88 e 37"13. Ma il risultato che sicuramente mi ha più impressionato (anche per il valore in senso assoluto) è il 58"84 di Mara Cerini (1971) corso durante i provinciali di Brescia. L'anno prossimo, da F40, si potrebbero prospettare scenari davvero interessanti in chiave record (i record attuali F40 indoor sono posti a 1'00"25 e 2'20"80, mentre all'aperto 58"83 e 2'13"94). A Faenza si è rivista la campionessa mondiale dei 400hs F40 Cristina Amigoni (400 in 1'03"12).
Mezzofondo femminile: La bresciana Maria Lorenzoni continua ad inanellare prestazioni sopra il 90% come se piovesse: in un 5000 a Faenza 18'45"43, cioè 92,66% (miglior AGC master della settimana). Vi segnalo il 7'05"17 sui 2000 siepi di Sonia Lopes Conceicao (brasiliana? italianizzata?) che si avvicinato molto al record italiano sulla distanza (di poco inferiore ai 7 minuti). Sempre al meeting di Faenza, due F35 (ma lo sapranno?) di grandissimo valore sugli 800: Maria Vittoria Fontanesi (1974) ha corso infatti in 2'07"15, che è un tempo stratosferico: se ci fosse una lista all-time (questa mi piacerebbe averla ma non ho gli strumenti per estrapolarla... me tapino) si piazzerebbe al secondo posto dopo il 2'03"64 corso l'anno scorso a Lignano Sabbiadoro da Elisabetta Artuso. Comunque 9^ nella lista italiana assoluta dell'anno. Sempre a Faenza 2'12"55 di Lucia Pollina (1975).
Avevo dimenticato nello scorso report, due grossi risultati di master della categoria "35": Stefano Longoni che a Bellinzona aveva corso i 110hs con gli ostacoli a 1 metro in 14"65 (o 14"68... Stefano aiutami tu che è notta fonda e non ho voglia di andare sul sito della Ftal a cercare il risultato) che sarebbero solo 3 centesimi in più del record italiano di Alessandro Petroncini (14"62). Mentre devo segnalare anche il 5,60 di Flavia Borgonovo saltato all'Arena ai provinciali di ormai due settimane fa (due centimetri dal personale!) nonostante i tanti problemi organizzativi della gara e ri-riscaldamenti di molte atlete (tra le quali la Rovellaschese... si dice così?), costrette a procrastinare i loro turno di oltre un'ora.
Chiudo con Vicenza: pensavate che me ne scordassi, eh? Sonia Marongiu mi ha segnalato l'inopinato annullamento delle gare di sabato per maltempo quando ancora il maltempo non era ancora arrivato. Questa sarebbe davvero l'apoteosi: e pensare che dal Veneto c'è gente che ci dice che bisogna darsi da fare... noi.
  • In allegato i migliori risultati dei master e la lista particolareggiata delle prestazioni di Faenza preparata da Beno (grazie ancora!).

17/09/10

Stefano Avigo mostruoso: record italiano negli 800 M40: 1'55"09

Ed io ero pure là... ma nemmeno me ne ero accorto purtroppo, preso com'ero dalle mie incombenze agonistiche. Arena Civica di Milano, 15 settembre, ore 21 e qualche cosa. Questi sono i primi indizi di quella che è un'impresa che passerà alla storia. Il luogo è la prima serie degli 800 del Meeting Zancan-Bottalico, ben organizzato dall'Atletica Ambrosiana, (dietro il bancone delle iscrizioni c'era Averardo Dragoni, non poteva andare di certo male sta volta!) nei leggendari luoghi dove l'atletica mondiale ha scritto pagine indelebili di storia sportiva (tra i tanti record, così, a memoria, ricordo quello di Marcello Fiasconaro sugli 800, quello di Ed Moses sui 400hs e l'ultimo penso sia quello dell'astista polacco Kozakiewic nei primi anni '80). Se avete questa curiosità basterà comunque andare in cima alle tribune del pulvinare e su una targa in marmo troverete l'elenco completo degli dei immortali di questo sport che hanno lasciato traccia passando per la nostra Arena. Comunque sia ci importa dell'oggi, dell'adesso, dell'ora, e di Stefano Avigo (1970) che in una serie molto veloce degli 800, chiude in settima posizione con un tempo stratosferico: 1'55"06. Nuovo record italiano M40 degli 800, primo uomo over-40 nella storia del masterismo italiano a scendere sotto l'1'56". Pensate un pò che il precedente record era la coabitazione forzata tra Giovanni Ferrari (che corse in 1'56"18 a Bergamo nel 1999 (oltre 11 anni fa) e il fuoriclasse Giorgio Gennari Litta, che nel 2007 corse lo stesso tempo al centesimo di Ferrari a Bresso. Ora il condominio è diventato un appartamento singolo e Stefano si trova a detenere contemporaneamente i record M40 degli 800 tra indoor e outdoor. Davvero grande risultato.
Durante la manifestazione si è tenuta anche una serie (con diversi Master) di 200hs: terminata la serie ho sentito voci che indicavano come Frederic Peroni (1963) avesse stabilito il nuovo record italiano M45 della specialità, abbassando il suo stesso record di 1 centesimo (da 27"58 al 27"57 dell'Arena). Il problema è che nel frattempo Roberto Amerio ha migliorato a giugno quel record portandolo a 27"18 in quel di Borgaretto, record di cui avevo già parlato in illo tempore. Nella stessa gara Alessandro Cipriani (1955) dopo il record della settimana scorsa non va oltre un 29"96, comunque sotto il precedente record, ma lontano dal 29"0 spicci di cui ora si può vantare. Altri risultati dal meeting? Denise Neumann (1971) 27"12 sui 200, con Giuseppina Perlino a 28"38 (anche lei reduce dal record italiano sulla specialità stabilito a Chiasso... ma le condizioni per lo sprint non era probabilmente delle migliori). Ottimo Angelo Mauri (1957) con 25"60. Negli 800 femminili presente Elena Montini (1962, 2'31"74), mentre in quelli maschili Giuseppe Romeo (1963) sfodera un gran 2'03"29. Naturalmente tutti i risultati migliori compariranno nel race-report della settimana, che scrivo solitamente tra lunedì e martedì (se ho tempo, eh...).

23/05/10

La settimana dei master: D'Agostino e la lesa maestà al re Avigo

(una fota dell'edizione 2009 del Meeting dell'Adriatico, dal sito dell'Atletica Torrione) - Nell'ultimo fine settimana tre appuntamenti importanti nel mondo Master. Innanzi tutto il 16° Gran Premio dell'Adriatico a San Benedetto del Tronto. Ma anche la seconda prova del Grand Prix Master a Desenzano e naturalmente il meeting nazionale di Gavardo (sempre in provincia di Brescia) dove alcuni over-35 di primo piano sulla scena nazionale si sono cimentati con alterne fortune. A San Benedetto chiaramente la maggior parte delle nostre attenzioni. Tra l'altro manifestazione purtroppo caraterizzata da una grave (secondo me) mancanza: l'anemometro. Durante il meeting sono stati infatti migliorati due record italiani per i quali è necessario il dato del vento (lungo F50 da parte di Graziella Santini e 200Hs M55 di Renzo Capecchi). Peccato, ma magari da qualche parte questo dato è stato acquisito: incrociamo le dita. Nei lanci il dubbio invece è relativo al peso degli attrezzi, modificati dalla WMA giusto quest'anno nelle categorie apicali master. Così di fronte alle giornate di grazia della F80 Anna Flaibani (tre record da valutare, due sicuri ed uno dubbio) purtroppo manca il peso degli attrezzi utilizzati, che in un referto di una gara master è necessario come il dato del vento. Aspettiamo che l'area statische master fughi ogni nostro dubbio. Comunque un'ottima edizione come sempre del Grand Premio dell'Adriatico. Servirebbe a questo punto che tornasse Vincenzo Felicetti ad organizzare il leggendario Meeting Adidas a Milano, e saremmo tutti davvero felici. A Desenzano, che fa parte del presente report, si è poi svolta la seconda prova del Trofeo Felter, incentrata sulla sfida titanica tra gli M40 Stefano Avigo e Francesco D'Agostino, conclusa a grande sorpresa con la vittoria di quest'ultimo. E alla fine qualche tips dei risultati dei master a Gavardo.
  • Desenzano, Trofeo Felter: il 19 maggio seconda prova del Grand Prix Master bresciano (ma è open!). Mancano ancora 4 prove, c'è spazio ancora per tutti coloro che volessero ambire alla classifica finale. Stavolta a livello organizzativo qualche cosa non funziona a dovere: alcuni velocisti sono "imbrigliati" alle iscrizioni 10' prima che parta la loro gara. Ciò a causa dall'abominevole afflusso di mezzofondisti, che si stanno rivelando la vera anima del Trofeo Felter (in bene e in male, purtroppo, a discapito della velocità e dei concorsi). A questo si aggiunge (come al solito) la mancanza di cultura sportiva di qualche giudice: pensate, in presenza di persone che vegetavano in ottava corsia, completamente disperse a sè stesse e prive loro stesse di rispetto sportivo, uno di questi avrebbe consigliato ad un atleta di correre lo stesso senza preoccupazione alcuna di sanare la problematica! Voi correreste una gara di velocità con alcune persone sedute nella vostra corsia? Io no. Comunque sia, la notizia di giornata è la sconfitta di Stefano Avigo (1970) da parte del suo allievo Francesco D'Agostino (1966) sugli 800: la gara la fa Ugo Piccioli (1969), alla sua seconda gara dal ritorno agonistico (la prima era coincisa con i Campionati Italiani Indoor, bronzo). Ora, probabilmente in questo momento le caratteristiche di D'Agostino e Avigo sono antitetiche: uno (Stefano) è un mostro di regolarità, che soffre i cambi repentini (sarà per questo che a livello indoor lo vediamo impegnato soprattutto sui 1500?) e che comunque resiste a ritmi elevati, imponendosi quando le variazioni di velocità sono ad intensità già "spinte". D'Agostino è invece il mago delle variazioni di ritmo, dove in pochissimi metri riesce a cambiare velocità riuscendola a mantenere per diversi metri. Riflettevo su un altro particolare: sabato scorso Stefano Avigo a Piacenza si è cimentato in un miglio in pista: ha lasciato "scappare" Edo Fontana (uno tra i primi 5/6 in Italia sui 1500) senza seguirlo, per poi tirare una schioppettata negli ultimi 200 metri per poterlo raggiungere e superare (a costo di un'immane fatica). Che stia cercando di migliorare questa skill? A Desenzano, Piccioli passa in 1'02", poi inizia la bagarre tra i due super-atleti che vince D'Agostino in 2'03"34 (89,44%) contro il 2'04"58 (85,39%) di Avigo. Bravo Ugo Piccioli con 2'06"12 (85,11%). Prima sconfitta di Avigo da parte di D'Agostino? Vedremo a Roma cosa succederà. Segnalo che nella medesima prova del Felter si è rivista in pista Barbara Ferrarini, impegnata sui 200, che ha concluso in 28"52 (82,22%). L'ho rivista a Gavardo, e l'ho trovata in forma (anche se ha un piccolo problema al bicipite femorale). Negli 800 femminili si impone Laura Avigo (1967) in 2'26"54 (81,62%) in una gara dominata dal primo all'ultimo metro. Gran tempo anche negli 800 M45 da parte di Ivano Pellegrini (1965) con 2'06"68 (87,89%) che ha nettamente imposto il suo ritmo nella propria serie, distanziando Mariano Morandi e l'M50 Carlo Vismara (1959, 2'12"96 e 88,20%). 88,42% con 2'18"28 per Rinaldo Gadaldi (1954) che quest'anno sta mostrando una forma strepitosa. Nei 3000 metri al femminile miglior risultato avulso quello di Maria Polina (1959) che fermando i cronometri a 11'22"1 ottiene 87,32%. Al maschile conferma il suo ottimo stato di forma il terzo dei fratelli Avigo, Pierangelo, che vince tra gli M45 in 9'21"93 che equivale 88,81%. Nel salto in alto 1,39 da Parte di Maria Grazia Passigato (81,76%).
  • A San Benedetto del Tronto, tradizionale appuntamento con quello che giusto un paio di giorni fa definivo uno (se non il primo) meeting Nazionale Master italiano. Voci giuntemi direttamente dal posto hanno parlato di un vento teso contrario che ha inficiato soprattutto le gare di velocità. Purtroppo il referto dei risultati non mostra l'anno di nascita dei concorrenti, di conseguenza mi risulta difficile effettuare il calcolo AGC. Lo stesso referto non mostra il dato del vento: possibile che non ci fosse l'anemometro?? Vediamo comunque i risultati più interessanti specialità-per-specialità. Salto in Alto: tra le F50 Giuseppina Grassi si avvicina molto al suo record nazionale di 1,44, saltando 1,40. Giulia Perugini (F70) rischia di pareggiare per la 4^ volta il proprio record di categoria di 1,08, saltando 1,05. Nel martello: Record italiano di Anna Flaibani (F80) con 17,19. Non si conosce il peso dell'attrezzo, ma sarebbe in ogni caso record italiano, sia con i 2 kg che con i 3 kg, visto che al momento i record sono fissati a 11,75 (Nives Fozzer col 2 e 16,88 col 3 della stessa Flaibani). 32,77 della F65 Brunella Del Giudice. Nei 100 femminili, 13"79 della F45 Annalisa Gambelli, che non è affatto male visto che il record è fissato a 13"40 (Marinella Signori). Ancora grande prestazione di Umbertina Contini (F60) 15"12 (ma un paio di settimane fa aveva corso in 14"70), questo a dimostrazione del forte vento contrario che imperversava in riva all'Adriatico. Tale risultato sarebbe comunque il secondo tempo di sempre tra le F60, visto che con 15"17 ad inizio stagione (all'aperto) la Contini aveva pareggiato il record nazionale. La grande sfida tra gli M40 l'ha vinta abbastanza nettamente Max Scarponi (11"33) contro l'11"50 di Paolo Chiapperini. Lo stesso vento (contrario) ha bloccato Marco Morigi nella sua ricerca alla storia dei 100 M50: 11"96 (contro l'11"74 di inizio maggio e il record scolpito da Salvino Tortu a 11"68). Antonio Rossi (M60) corre in 12"77 (contro il 12"54 della settimana scorsa). Nei 400 F45 Giuseppina Perlino all'esordio stagionale nella distanza stabilisce 1'03"77 (la Montini l'anno scorso correva in 1'01"50 il record di categoria). Nelle F50 Anna Pagnotta ferma i cronometri a 1'05"98 (il suo record di categoria fu stabilito a Lubiana in 1'04"00). Emma Mazzenga (F75) non arriva nemmeno tanto lontana dal suo record mondiale: 1'25"77 vs 1'23"20. Tra gli uomini, continua a migliorare Max Poeta (M35): 51"66. Segnalo anche il 53"46 di Luigi Luccioli alle sue spalle, che dopo quello che ha passato mi sembra un record mondiale e un attestato d'amore alla vita e a questo sport. E anche il nostro amico Michele Minelli, che scende sotto i 54": 53"89. Ottimo 55"53 di Alessandro Tifi (M45, altro forumista Webatletica). Nel disco, sfortunata Rosanna Grufi (F55): 28,31 contro il 28,42 dal suo stesso record nazionale. Brunella Del Giudice (F65), 22,51 contro il 25,92 (anche qui) del proprio record italico. Tra M50 spunta il nome di Giampaolo Cretoni, che scaglia il disco a 48,30 (il record non può che essere di Carmelo Rado, 54,92). Nel peso Paola Melotti (F50) lancia 10,48 (12,00 il record). 8,13 di Brunella Del Giudice (contro il RI di 9,10), e 5,97 della F80 Anna Flaibani (anche qui, col 2 o col 3?). Se fosse stato fatto col 3 ci troveremmo di fronte ad un nuovo record italiano (ma con un miglioramento di 60 centimetri, cioè un 10% in più della precedente prestazione... sarebbe un miglioramento notevole). Sono più propenso a credere che il lancio sia stato ottenuto con il 2 kg. Nei 200 F40 buon tempo di Daniela Parenti, 28"70. Si avvicina al suo fresco record di 30"95 la F60 Umbertina Contini: 31"30. Tra gli uomini, negli M40 Max Scarponi si impone ancora una volta su Paolo Chiapperini: 23"19 e 23"84. Marco Morigi (M50) 24"38, mentre nella gara degli M55 vinta da Giovanni Basile, segnalo il posto d'onore per Il Duca, 27"09 e record provinciale master di Brescia. Negli M60 Antonio Rossi 26"26. Nei 200hs cade di sicuro un record italiano: l'M55 Renzo Capecchi, dell'Alma Juventus Fano, ottiene infatti 30"94 abbattendo la barriera dei 31" e soprattutto il record di Claudio Rapaccioni (31"13). Il tutto "viziato" dal dato sul vento, tremenda ed inaccettabile mancanza. I soliti testimoni oculari dicono che comunque il vento era contrario... e di non poco, ma questo non toglie la mancanza dell'oggettività sul risultato. Aspetto le retifiche della Fidal. Negli 800 F35, segnalo la seconda vittoria in due giorni della nostra amica Sonia Marongiu (che doppia i 1500). Emma Mazzenga non arriva molto vicina al suo record mondiale (3'31"64). Tra gli uomini segnalo il 2'16"58 di Vincenzo Andreoli, ma anche il 2'23"69 di Averardo Dragoni, probabilmente un valido avversario per Dario Rappo. Attenzione dal salto in lungo! La F50 Graziella Santini ha saltato 4,65 con un record italiano appartenente a Giuseppina Grassi fermo a 4,52. L'assenza del dato relativo al vento (ma è logico pensare che i lunghisti abbiano utilizzato la pedana a favore di vento, e il vento ho segnalato essere abbastanza abbondante), mette un piccolo dubbio sulla prestazione. Anche qui resteremo a vedere ciò che scriverà Giusy Lacava. Nel martellone record italiano (di sicuro) da parte ancora una volta di Anna Flaibani: 7,93. Con il 4 kg o con il 5,45 kg, non importa: con il 4 il record di Nives Fozzer è 6,35 mentre con il 5,45 è 6,90. In entrambi i casi la misura è stata superata.
  • A Gavardo, meeting nazionale assoluto, si sono visti all'opera diversi master. 13"36 per Susanna Tellini (1966) nei 100 metri (86,05%). Nella gara maschile torna a correre dopo i problemi fisici degli ultimi tempi, Marco Ceriani (1965) 11"79 (90,06%), mentre il nostro metereologo ufficiale Marco Giacomantonio (1969) ha corso in 11"75 (87,89%) in costante lento miglioramento. Si segnala anche il 12"79 di Giovanni Mocchi (1953) cioè 89,77%. Brava Gigliola Giorgi (1968) sui 400: 1'02"92 (85,19%). Laura Avigo (1967) si produce in una gara convincente sugli 800: 2'22"17, cioè 84,13% vincendo la seconda serie del meeting nazionale. Ancora una ottima gara di Francesco D'Agostino, stavolta sui 1500: 4'17"29 e 88,62%. 4'21"41 di Mariano Morandi (1965) e 88,08%. Grandissima Silvia Casella sui 3000: 9'25"74 per un controvalore di 91,40% (probabilmente il miglior risultato master al femminile di giornata). Davide Bressan (1975) 4,80 di asta.

05/05/10

Torna Andrea Longo! Da... M35

(Andrea Longo in una foto Fidal.it) - Vi dico la verità: proprio qualche settimana fa mi chiedevo che fine avesse fatto Andrea Longo. Mi era capitato sotto mano un bollettino dei trasferimenti dove avevo notato un massiccio "disimpegno" di Atleti delle Fiamme Oro verso le varie Questure. Mi sembrava quasi uno smantellamento di uno dei gruppi sportivi che più ha contribuito a promuovere l'atletica di vertice in Italia, ma evidentemente non avevo visto la "campagna acquisti". Così mi ha fatto immenso piacere leggere un'intervista comparsa sul periodico di informazione on-line della Fidal Veneto (qui il link al giornalino prodotto in formato .pdf). Nel medesimo periodico vi segnalo anche lo stato d'avanzamento dei lavori del prossimo Palazzetto dello Sport di Padova, che dovrebbe venir pronto per la stagione indoor-2011. Chiusa parentesi, torniamo al Nostro. Siccome di Andrea Longo sentiamo parlare da molto, molto tempo, mi è venuto in mente di guardare in che anno fosse nato: sorpresa, 1975! Di preciso il 26 giugno 1975 a Piove di Sacco. Quindi... M35!! Per chi non conoscesse la sua carriera, vi riporto quello che si trova su di lui su Wikipedia:

"Andrea Longo si è rivelato alla ribalta internazionale nel 1997, vincendo l'oro negli 800 ai Campionati Europei under 23 di Turku (Finlandia). Nel 1998 vince la finale di Coppa Europa Super League a San Pietroburgo, sempre negli 800. Nello stesso anno è settimo ai Campionati Europei di Budapest, in una gara che lo vedeva tra i favoriti, anche a causa di uno scontro con lo svizzero André Bucher. Partecipa alle Olimpiadi di Sydney nel 2000, giungendo in finale, dove è eliminato per scorrettezze. Il 3 settembre dello stesso anno con 1:43.74 a Rieti stabilisce la seconda prestazione italiana di sempre nel doppio giro di pista. Il record italiano, datato 1973 resta a Marcello Fiasconaro con il tempo manuale 1:43.7, all'epoca primato mondiale sulla distanza. Al Meeting di Torino del 9 giugno 2001 viene trovato positivo ad un metabolita del nandrolone e viene squalificato per due anni. Nel 2003 ottiene una deroga dalla IAAF (la federazione internazionale di atletica leggera) per ottenere il minimo di partecipazione ai Campionati Mondiali di Parigi. Ottenuto il minimo partecipa ai mondiali, dove arriva quinto. Nel 2004 torna alle Olimpiadi, ad Atene, fermandosi alle semifinali. Il 2005 è un anno segnato per lui da problemi di infortuni, tanto che per i Campionati Mondiali di Helsinki gli viene preferito l'amico Maurizio Bobbato ottocentista azzurro in grande crescita. Nel 2006 Andrea si rimette in evidenza conquistando la finale ai campionati europei di Goteborg dove giunge settimo e termina la stagione con un incoraggiante 1:44.86 al meeting di Rieti. Il 2007 è stata una stagione anonima, costellata da molti problemi fisici e nel 2008, dopo il periodo di preparazione invernale svolto in Sudafrica, non ha potuto dare la caccia del minimo per la sua terza partecipazione ai Giochi Olimpici, ancora bloccato da un infortunio, per il quale è potuto scendere in pista in scarse condizione di forma soltanto due volte a stagione inoltrata. Seguono i suoi record:
  • 800= 1'43"74 (seconda prestazione italiana di sempre)
  • 1500= 3'39"49 - 3'41"79 indoor
  • 400= 46"65
  • 600= 1'14"41
  • 1000= 2'15"83
Ora, da M35, assai difficilmente presumo parteciperà all'attività master. Ma ci sono sempre i record italiani che volenti o nolenti potranno far diventar parte del mondo over-35 anche Andrea Longo: quello degli 800 outdoor, che comunque sia non è nemmeno una passeggiata di salute: 1'50"66 di Stefano Parma, corso nel 2001 a Rovereto. Il record indoor è invece l'1'54"67 stabilito da Stefano Avigo nel 2005. A dire il vero, se scende in pista un atleta del calibro di Andrea Longo, e tornasse anche solo marginalmente quello di un paio di anni fa, dovremmo anche scommetere sul record europeo, che non è poi tanto lontano da quello italiano: 1'48"44 del francese Driss Maazouizi, risalente al 2005. Infine il record mondiale, che molto, ma molto difficilmente potrà essere attaccato, se non stabilendo addirittura il record italiano: 1'43"36 dell'immenso Johnny Gray 15 anni fa. Se Nouchi ha qualche cosa da aggiungere, naturamente stiamo ad ascoltarlo in religioso silenzio.

29/03/10

Iniziano le gare su pista: la Fidal prepara i record italiani master spuri?

(foto di settoresalti.com) - A Chiari nella ridente pianura bresciana, lo scorso fine settimana è iniziata ufficialmente la stagione all'aperto in Lombardia (praticamente in contemporanea con i campionati scandinavi indoor...). Non so nelle altre regioni: un uccellino mi aveva detto che in Veneto si sarebbe svolta una riunione dalle parti di Treviso, ma di tutto questo non è dato ancora di sapere nulla: stranamente il ricco Veneto, quando si tratta di inserire i risultati è di un lentezza esasperante. Chissà perchè... Comunque sia: si era solo a marzo! E come è tradizione si è partiti con le gare spurie, cioè quelle non "ufficiali", quelle che non si vedranno mai alle olimpiadi, quelle che divertono, allenano e suscitano da qualche tempo a questa parte (in molti me lo chiedono) un interrogativo... ma esistono i record master? Già perchè sarebbe interessante sapere chi , tra gli over-35, ha il record delle 100 yards, dei 150, dei 300, dei 600... o dei 1000, dei 2000! I 200hs, bontà di chi ha deciso di introdurre la specialità nei c.d.s., sono stati già sdoganati e ormai trovano il loro posticino nella "tavola dei record" curata da Giusy Lacava sul sito Fidal.it. Giro quindi ufficialmente la richiesta alla nostra collega di pista e pedana, affinchè un giorno si possa avere anche questo dato che affascina molti e sollecita gli appetiti di tutti. Certo, purtroppo la banca-dati cui accedere per la Fidal finisce al 2002 (o 2000? Non ricordo), quindi sarebbero comunque record ottenuti da quando l'informatizzazione è stata introdotta alla Fidal. Montagne di risultati persi, purtroppo (non è colpa di nessuno, per carità... la tecnologia velocizza) e mi piange il cuore sapere che non si conosceranno mai. Pensate a quell'ipogeo ubicato sotto i piani del palazzo della Fidal dove giacciono i fogli sgualciti di milioni di risultati, di fatiche, storie, tempi, misure, classifiche, ritiri, record, fotografie di eventi che non saranno più raccontati. Sob.
Ma torniamo alle gare spurie. Guardando i risultati di Chiari proprio a questo ho pensato: è necessario conoscere anche i record italiani master nelle gare spurie. Ad esempio, potrebbe essere tale il tempo fatto registrare da Silvia Casella (1972) sui 1000: 2'55"79 (84,81%)? Mi chiedo si Gabriella Dorio sia arrivata a correre oltre i 35... o se Silvia Sommaggio abbia corso la distanza nel suo passaggio nelle categorie; o la Possamai... per il momento teniamoci questo risultato della Casella, che è un signor tempo visto che varrebbe oltre 84% AGC (a proposito: pensavate che non avessi preparato le classifiche AGC dopo gli italiani indoor... ce le ho, ce le ho... datemi qualche giorno e le pubblico). Terza a Chiari è giunta Laura Avigo in 3'04"67 (84,57%) che equivale suppergiù al medesimo risultato della Casella percentualizzato. Potrebbe essere anche questa una Miglior Prestazione Italiana Master? Spulciando i risultati, degno di nota anche il 2'45"53 (86,59%) di Francesco D'Agostino. Qui è un pò più arduo dire se fosse meno o no record. Di sicuro è un ottimo tempo ,così come lo è il 2'37"94 (84,88%) del bergamasco Luca Biava (1973) sulla medesima distanza. Nella stessa serie, ritirato invece il recordman degli 800 indoor M40, Stefano Avigo. L'M55 (campione italiano indoor ad Ancona) Rinaldo Gadaldi ha chiuso la sua fatica in 3'00"29 (88,29%). Nota di colore: Mirko Mombelli, nostro amico sul sito (già autore di qualche articolo nel recente passato) e appartenente alla vituperata categoria Amatori (ma solo per quest'utlimo anno, poi sarà uno dei nostri) è stato il primo squalificato italiano per falsa partenza in una gara all'aperto con le nuove regole introdotte dal primo gennaio. Ora, se avete contezza di risultati di gare spurie corse da master (da sempre!) iniziate a spedircele a questo indirizzo webatletica@gmail.com Cercheremo di aiutare la Fidal nel compilare questa tabella dei record (che vogliamo ardentemente!).

08/02/10

Il weekend dei master: 3 record italiani e un'ondata di risulati

(la neo primatista italiana del triplo F45 indoor, Elisa Neviani da una foto del sito Fidalemiliaromagna.it) - Mamma mia quanti risultati. Per fortuna sono in ferie e la mattinata ho potuto passarla a disposizione della moltitudine, perchè l'abbuffata di risultati che riguardano il mondo master è davvero pantagruelica. Si è corso praticamente ovunque: Ancona, Udine, Modena, Padova, Castenedolo, Firenze, Aosta e... Magglingen, in Svizzera, dove una piccola delegazione lombarda (più di 30 atleti) si è recata in pullman per ovviare alla scandalosa assenza di una pista indoor in Lombardia, la regione con più tesserati in Italia. Avevo posto dei minimi-AGC al fine di entrare nelle mie personalissime graduatorie master: ebbene, più di 150 prestazioni hanno varcato tale (arbitraria) soglia stravolgendo tutte le classifiche che con dovizia amanuense stavo compilando. Quindi, se qualche risultato dovesse mancare, scriveteci pure, aggiorneremo. Ma veniamo alla succulenta cronaca del weekend master. Partiamo dai record italiani, da chi cioè scrive la piccola storia del nostro piccolo mondo. E partiamo dal record degli 800 M40, che negli ambienti dei mezzofondisti M40 era visto come una preda ambitissima e nemmeno impossibile: come avevo già avuto modo di scrivere il record italiano degli 800 M40 era "stranamente" disarmonizzato rispetto a quello degli M35 e degli M45: lontanissimo dal primo e vicinissimo al secondo. Anche il controvalore AGC forniva un dato "abbordabile" al 2'00"42 di Giovanni Ferrari, risalente al 1998 (12 anni). Statisticamente era il 3° record più "anziano" della categoria M40 al coperto, dietro al triplo (1992) e ai 3000 (1993). Solo 3 record (con quello degli 800) precedenti all'anno 2000. Così quando il bresciano Stefano Avigo e il romano Emilio De Bonis (entrambi classe '70) sono scesi in pista ad Ancona sabato scorso, nel loro primo anno di categoria, il mirino sul record ha cominciato a focalizzarsi. Purtroppo è mancata la sfida diretta o una disposizione delle serie in salita, piuttosto che in discesa (con le migliori serie fatte correre per ultime), per rendere ancora più appassionante la rincorsa al record. Nella prima serie viene infatti inserito Stefano che chiude in un grandissimo 1'57"93, cioè ben 2 secondi e mezzo in meno del precedente record. Di solito in questi casi si utilizzano termini come "polverizzato", "disintegrato", "annichilito", "frantumato": mettetecelo voi il termine che più vi aggrada. Per Stefano è il bis di record, avendo nel suo pedegree quello degli M35 (con il notevole 1'54"67), mentre è... il 4° della famiglia Avigo, che vanta anche quello degli 800 F40 della mia concittadina capriolese Laura, e quello dei 1500 M40 di Pierangelo. Passano pochi secondi dal record del più giovane degli Avigo (che, ricordiamolo, è anche il primo under-2' ottenuto nella storia da un over-40 in Italia) che subito si è avuto il primo attacco del già citato Emilio De Bonis: 1'58"69 a soli 7 decimi dal freschissimo record e 1"4 sotto il precedente record di Ferrari. Può essere di consolazione per lui il fatto che è il secondo tempo all-time nel binomio categoria/specialità? Non lo so: certo che una sfida "finale" agli italiani master sarebbe la giusta conclusione di questo neodualismo tra due grandissimi atleti. Passa un'altra serie, e per poco non cade anche il record degli 800 M45: il telantuoso Giuseppe Romeo chiude infatti in 2'02"75, cioè a circa 8 decimi dal record di Biferali (2'01"91): il risultato gli vale comunque 92,28 AGC, cioè nonostante i record, il miglior risultato AGC sugli 800 del 2010.
  • Neviani-record: Cambiamo specialità e record, e ci spostiamo per farlo in Val D'Aosta: il record in questione è quello del salto triplo femminile e quando parliamo di Salto Triplo al femminile non possiamo non parlare di Elisa Neviani. Entrando nel 45° anno (è infatti del '65) potevamo scommettere a occhi chiusi su una sua prestazione "storica": e così è stato: 10,62, probabilmente anche sotto le sue reali possibilità, ma comunque sufficiente a superare il vecchio record della bergamasca dell'Asi Veneto Laura Bianchi (9,57) stabilito solo un paio di anni fa. Più di un metro. Per Elisa è il secondo record detenuto, assieme a quello nella categoria F40 all'aperto (11,99). Quello indoor sempre nei 40 gli era stato battuto da Maria Costanza Moroni che a Torino l'anno scorso lo aveva portato a 12,38 salvo poi saltare la stagione all'aperto preservando il record della Neviani da possibili attacchi.
  • La Belletti inaugura il nuovo peso: Il terzo record arriva ancora da Aosta: è record anche se un pò "particolare". Infatti è stato stabilito nel lancio del peso veterani F75 da Maria Luigia Belletti, ma col nuovo attrezzo da 2 kg, mentre fino all'anno scorso i record tabellati avvenivano con il peso da 3 kg: il nuovo risultato è 6,73. Col peso da 3 Anna Flaibani nel 2003 lanciò 6,47. Per la Belletti è il 6° record detenuto: 3 nel salto in alto, uno nel lungo, uno con la staffetta 4x100 nazionale F70 e appunto quello di sabato nel peso.
  • Ancora Morigi e gli altri velocisti: l'M50 Marco Morigi, dopo la bomba dell'altro giorno sui 60 (7"57, a 5 centesimi dal record italiano di Massimo Clementoni), continua a sorprendere anche l'Accademia della Crusca della Velocità Lombarda che mi pregio di contattare per commentare (virtualmente vicino ad un camino di una living-room prettamente britannica) i risultati della settimana. A Modena, per Morigi un altro centesimo in meno: 7"56 (4 centesimi dal record...) e piccolo spostamento in avanti nell'AGC, dove si issa sul podio virtuale scavalcando Marco Boggioni di 2 centesimini (95,55 a 95,53). Proprio nel fine settimana si presentano anche i pezzi da 90, a partire dall'umbro Antonio Rossi, che quest'anno si presenta nella nuova categoria M60. Il suo esordio ad Ancona in 8"11 gli vale 95,37%, cioè il 5° posto nell'overall AGC. Il record italiano di Tamaro non è nemmeno troppo lontano: 7"90. Una curiosità su Antonio Rossi: ha vinto le ultime 10 edizioni dei 60 metri ai campionati italiani, in pratica tutte quelle negli M50 e tutte quelle negli M55. Filotto di 10 anni... Un'altra new-entry da Castenedolo: Giovanni Mocchi, M55 corre in 8"02 i 60 che gli fruttano 94,50%, cioè il 7° posto nel seeding AGC. E' il tempo dell'esordio anche di Paolo Chiapperini, che piazza il tempone: 7"18, cioè il miglior M40 italiano dell'anno, il secondo master in assoluto dopo il 6"97 di Mario Longo. E ora Max Scarponi come reagirà? Negli M35 Luca Forti corre in 7"25: miglior M35 del 2010.
  • ostacoli: Luca Giovannelli (che non penso venga ai campionati master) ottiene il suo miglior tempo dell'anno: 8"09, cioè 92,96 AGC, seconda prestazione M35 dopo l'8"06 di Andrea Alterio. Ma migliora anche Stefano Longoni a Magglingen: 8"25, a soli 4 centesimi dal record personale: 91,16%, terzo ostacolista in assoluto in AGC del 2010.
  • Donne: Rosa Marchi, F45, torna sui 60 metri di Modena: 8"67, 2 centesimi in meno di Daniela Ferrian quando 3 settimane fa esordì ad Aosta e soprattutto con un controvalore di 88,46 agc, cioè 3^ donna nell'overall al femminile. Emanuela Baggiolini a Magglingen abbassa di un secondo il suo tempo sui 400: 58"23, cioè 88,17 agc (4^ donna assoluta nel 2010 nella speciale classifica) e i 200 in 26"72. Altra new-entry alle sue spalle nella graduatoria generale: la F40 Susanna Tellini, anche lei al rientro (ma dopo un lungo infortunio ad un braccio) a Castenedolo con un bel 60 corso in 8"55 (87,76%). Ad Ancona invece è andata in scena l'ennesima puntata della storia del record italiano 800 F35: protagoniste nella prima batteria del meeting la freschissima detentrice (si parla della settimana scorsa) Lucia Pollina, la titolare del record per qualche giorno nel 2009 Paola Tiselli, e una delle più titolate pretendenti (insieme ad Elisabetta Artuso): Patrizia Spuri. Il neo record di 2'13"08 è stato avvicinato dalla reatina ma non abbassato: 2'13"69, con il quale ha vinto la gara proprio davanti alla siciliana (2'14"88). 2'16"92 invece per la Tiselli.

23/01/10

Il sabato del Master: sfiorato il record italiano degli 800 M40

Pochi risultati nel sabato-master: in definitiva si correva tra Ancona, Udine e Firenze. Mancano all'appello ancora i risultati di Napoli (ma presumo si avranno a fine settimana), quelli di Locarno (diversi italiani presenti sui 60) e qualcuno (pochi) ad Aosta. Alcune notizie di rilievo: la prima è l'esordio di Andrea Alterio ('73) sui 60hs di Udine: 8"06 che gli vale il miglior risultato AGC di giornata: 94,92%, che lo posiziona al 4° posto tra i top-30 AGC dell'anno. Rimanendo negli ostacoli, da Firenze apprendiamo dell'8"14 di Luca Giovannelli (classe '75) che migliora il suo 8"17 d'esordio, che gli permette di totalizzare 92,39% (guadagnando una posizione nel top-30). Da Ancona il miglior risultato tecnico ottenuto da un master è il 23"30 di Max Scarponi (M40) sui 200: 91,41%, ma Max aveva già giocato un 7"34 sui 60 la settimana scorsa, cosa che lo aveva collocato saldamento al 7° posto nella top-30. Franco Menotti (M45) totalizza invece 91,35% correndo i 60 in 7"85 a Udine (ma anche lui aveva già un risultato migliore, 7"80, nel suo carnet). Sopra i 90 solo altri due atleti: l'M50 Domenico Furia (24"74 sui 200 ad Ancona) e l'M60 Livio Bugiardini (27"00 sempre sui 200 ad Ancona). Nel frattempo aumentano esponenzialmente gli M35 (forti) negli ostacoli: l'ultimo ad aggiungersi è stato il Decathleta Paolo Casarsa, che ad Udine ha siglato 8"38 (89,74%). Con lui abbiamo così un parterre de roi da favola over-35: Alterio, Giovannelli, Favaro, Pizzoli, Longoni, Casarsa... Nell'asta 3,20 della F50 Carla Forcellini (il record nazionale è 10 cm più su): 89,64% per lei, che la colloca al secondo posto nelle Top-10 AGC al femminile. Detto tutto questo, c'è un record tra i master che si cimentano nelle indoor che so fare molta gola: è quello degli 800 M40. Probabilmente perchè ad occhio sembra (dico... sembra) il più abbordabile dalla nutrita schiera di 800isti in circolazione e che da quest'anno si è arricchita di qualche pezzo da 90. Il record "listed" è attualmente il vecchio 2'00"42 ottenuto da Giovanni Ferrari nel lontano 1998. Perchè è abbordabile? Perchè non si incastona bene concettualmente tra il record degli M35 (1'54"67 di Stefano Avigo... da quest'anno proprio M40) e il 2'01"91 di Fabio Biferali tra gli M45. E poi: nessun uomo italiano con più di 40 anni è mai sceso sotto i 2'00": una barriera storica da abbattere. Tutto questo perchè ieri sera, ad Ancona, si è avuto il primo attacco frontale al record: 2'00"74 del romano Emilio De Bonis (classe '70). Record con i giorni contati, insomma: chi sarà il primo della storia? La risposta alle prossime riuninoni (sperando le pubblichino in tempi ragionevoli). Seguono le statistiche aggiornate:

02/04/09

Gli 800 ai Campionati Europei Master di Ancona

Più avanzo nella cronaca ex-post dei Campionati Europei Master, più aumenta il mio cruccio di non essere venuto. I risultati letti sugli 800 metri mi hanno raccontato gare al cardiopalma, medaglie strappate per centesimi (in un caso presumo per millesimi), record, strategie. Gli 800 hanno un fascino davvero unico, lo jato tra tattica e lo sprint, mezzofondo e velocità. Nelle grandi manifestazioni la velocità riesce ad esprimere il meglio di sè anche a livello cronometrico. Gli 800 no, sono soprattutto "uomo contro uomo" e "donna contro donna". Il cronometro risulta alla fine un mero pro-forma per l'archiviazione. Qui ci vorrebbe un incipit di Giacomo Crosa...

I NUMERI


Sono state 57 le medaglie attribuite sugli 800 metri tra tutte le categorie che si sono cimentate agli Europei Indoor di Ancona. I paesi che sono riusciti a vincere almeno una medaglia sono stati 13, ma la parte del leone l'hanno fatta solo 4 stati (Italia, Inghilterra, Francia e Germania) che da soli hanno conquistato il 75% delle medaglie totali. Italia in testa medagliere di specialità con 15 medaglie suddivise in 5 ori, 6 argenti e 4 bronzi. La Germania attaccatissima con 5/3/4 e 12 medaglie. I paesi che hanno portato almeno un atleta in finale sono stati 20, e l'Italia, quale paese ospitante, ha dominato in quanto a numero di finalisti: ben 41, contro i 21 della Germania, i 20 dell'Inghilterra e le 15 della Francia.

LE MEDAGLIE ITALIANE - GLI UOMINI

  • La gara degli 800 M35 è stata, stando alla sola lettura del risultato, una delle più intense. Diversi atleti chiusi in pochissimi centesimi. Il primo italiano al traguardo dei 5 presenti in finale (un piccolo record a sua volta) Massimiliano Raglianti è giunto solo terzo, ma a pari merito con il secondo. Stesso tempo al centesimo (2''02"92). Quarto Cesare Lazzarini a 5 centesimi dal duo e 6° Stefano Avigo a meno di 3 decimi dalla medaglia. E dire che uno dei seri pretendenti all'oro, Giuseppe Caggianelli, si era ritirato per una "scarpata" a poche decine di metri dal traguardo. Sfortunata Italia, non c'è che dire.
  • Doppietta (oro-argento) negli 800 M50. Ha vinto Luigi Ferrari... in un primo momento pensavo si trattasse di un altro Ferrari, Giovanni. Tant'è che mi ero preso la briga di enucleare dal mio data-base tutte le sue numerose vittorie. Poi scopro la differenza di nome. Il dubbio si insinua sempre più , vista la singolarità nell'avere due Ferrari M50 che corrono gli 800 (e primeggiano). Dopo diverse ricerche scopro che il Luigi è del 1959, mentre il Giovanni del 1958. Se così fosse, di Luigi ho trovato una partecipazione poco fortunata a Riccione 2007, dove nell'aggregate arrivò 20° in semifinale (2'07"54). Grande crescita agonistica, se così fosse. Comunque: 2'11"92 che gli vale l'oro davanti a Vincenzo Andreoli (2'12"85) che stando al mio Al-9001, dovrebbe aver conquistato la prima medaglia internazionale (concedetemi sempre il beneficio di inventario!). Come miglior posizione ho un quarto e un sesto posto ai Mondiali di Clermont-2008 su 800 e 1500.
  • Negli 800 M60 c'è mancato poco che il grande assente della vigilia, Dario Rappo, perdesse il prorpio record sugli 800 ad opera di un grande Aldo Del Rio, già argento nei 400 (di cui era campione in carica da Helsinki 2007) secondo al solo tedesco Schroedel. Per lui argento con 2'21"39, prestazione che gli ha permessi di trascinare al bronzo l'altro grande interprete della specialità, Konrad Geiser, arrivato vicinissimo: 2'21"61. A livello individuale per Aldo Del Rio trovo anche due argenti nelle grandi manifestazioni: Lubiana e San Sebastian, sempre Campionati Europei e sempre 400. Questa dovrebbe essere la sua prima esperienza internazionale sugli 800 (ma potrei essere smentito quando terminerò il mio data-base. Per Geiser è il 5° bronzo (ma adesso che mi ricordo, non ho Aarhus...) ma nella sua carriera c'è anche l'oro sugli 800 di San Sebastian 2003 e l'argento di Riccione 2007 sui 1500.
  • Altro oro è invece giunto dagli 800 M70 con Giulio Ambruschi che ha vinto una concitatissima gara dove il secondo, il russo Savenkov, è giunto staccato di 5 decimi: 2'43"41 vs 2'43"93. Il tempo gli vale anche il record italiano, che abbassa il tempo del leggendario Attilio Parma che corse la distanza al Palavela di Torino in 2'46"05 ben 22 anni fa (nel 1987, uno dei più longevi record indoor).
  • Oro anche per Giovanni Guerini negli 800 M75 con 3'05"89. Purtroppo al momento ho poco altro da aggiungere.
  • Amos Pipponzi, il primo di marzo aveva stabilito il record italiano degli 800 M80 "pre" secondo la miracle list dei record di Werter Corbelli e Fasolato. Essendosi cimentato nella manifestazione come M80 evidentemente deve aver compiuto l'80° anno di età in questi 20 giorni. Per Pipponzi argento (quindi dovrebbe trattarsi della seconda medaglia a questi campionati), che strappa anche qui per pochi centesimi (3'31"09 contro 3'31"23) allo spagnolo Bermejo.
  • Infine, medaglia anche dagli 800 M90: solita sfida fratricida tra Ugo Sansonetti e il belga Pauwels, che probabilmente ha vinto quale "best medallist". Gara con record italiano frantumato di 10", ma ahinoi, solo argento per pochi decimi (anche qui!): 4'44"88 contro il 4'43"08 del fiammingo (o vallone?).
LE MEDAGLIE ITALIANE - LE DONNE
  • Negli 800 w35 andava in scena l'ennesima sfida tra Emanuela Baggiolini e Paola Tiselli. Entrambe provenienti da un oro (la varesina dai 400, la laziale dai 3000) si preannunciavano scintille anche e soprattutto dopo il botta-risposta di record italiani infranti nell'ultimo mese (prima la Tiselli a Torino durante gli italiani assoluti, quindi la Baggiolini agli italiani master, con il mpi portato a 2'13"58). In realtà è andato in scena ilo stesso copione degli italiani Master con Baggiolini in fuga solitaria con... record italiano: 2'13"15. Abbastanza staccata Paola Tiselli, ma d'argento (e vincerà comunque i 1500 il giorno dopo!), che probabilmente ha pagato in termini di velocità di crociera il 3000 di due giorni prima. Sarà adesso interessante rivedere la sfida all'aperto.
  • Tra le W40 la mia concittadina Laura Avigo strappa il bronzo a Paola Pascon per 13 centesimi: 2'23"25 contro 2'23"38. Bronzo di grande spessore: solo un mesetto fa Laura aveva problemi ad un piede... Per lei rimane quale miglior prestazione l'argento di Lubiana 2008 sempre sugli 800.
  • Gli 800 W45 hanno visto l'altro bronzo della comasca Elena Montini (che davvero faccio ancora adesso fatica a credere possa essere del 1962... la facevo massimo-massimo del 1970). Per conquistarlo ha dovuto però ottenere il nuovo record italiano: 2'26"12, che abbassa il 2'27"78 di Elisa Zuccari stabilito nel 2006.
  • Gli ultimi due ori da due icone del masterismo italiano: Waltraud Egger e Emma Mazzenga. Per Egger un "tranquillo" 2'49"92 (il suo record da W55 è posto a 2'35" e spciccioli) mentre per Emma Mazzenga, tre gare-tre ori-tre record mondiali. E' virtualmente già in pole per l'attribuzione del premio "Master of the Year 2009", dopo la conquista di quello del 2008. Quanti record mondiali ha già migliorato nel corso del 2009? 5 o 6? Unica. Ah... la nuova miglior prestazione mondiale W75 è ora 3'31"74.

19/02/09

Pillole della VII settimana: il mezzofondo

A sorpresa il miglior risultato della VII settimana settimana in termini di AGC è quello di Stefano Sinatti, M45 in grado di correre i 1500 metri ai Regionali di Firenze in 4'14"05, cioè 93,13% (il record italiano è quello di Fabio Biferali, fissato in 4'10"26 del 2006). Al secondo posto del mio personalissimo seeding è Maria Lorenzoni con il suo record italiano F50 sui 3000 di 10'59"24. Quindi, nel podio virtuale-AGC Dario Rappo, con la sua miglior prestazione italiana over 60 degli 800 (anche se per pochi centesimi non gli è valso il record fidal, da lui stesso detenuto, di 2'20"21) con 2'20"44. Solo 3 atleti sopra il 90%, che a differenza della velocità, sembra essere mediamente più difficile da ottenere (nei salti è una vera impresa, nei lanci addirittura un miracolo, questo a causa delle parametrazioni delle prestazioni con i record mondiali assoluti: fate voi ogni tipo di elucubrazione successiva a questa mia affermazione). Come riportato alcune news fa, sugli 800 svetta in termini assoluti il tempo di Stefano Avigo (del resto già detentore del record italiano M35 degli 800 con un sensazionale 1'54"67 nel 2005) che è riuscito a correre a Padova in 2'01"80. Ma anche il 9'07"81 dell'M35 Mattia Treve nei 3000 (84,36%) e il 9'35"64 nella stessa specialità dell'M50 Guido Potocco (87,39%). Tornando alle donne, dopo la Lorenzoni buon 1500 da parte dell'F45 Silvana De Pasquale, che con 5'21"32 (85,02%). Seguono i primi 10 mezzofondisti in termini AGC della VII settimana (presa in considerazione l'età data dall'anno di nascita):
  1. 93,13 - 4'14"05 - 1500 - M45 - Sinatti Stefano
  2. 91,53 - 10'59"24 - 3000 - F50 - Lorenzoni Maria
  3. 90,59 - 2'20"44 - 800 - m60 - Rappo Dario
  4. 87,96 - 2'09"91 - 800 - m45 - Palma Francesco
  5. 87,76 - 2'14"75 - 800 - m50 - Andreoli Vincenzo
  6. 87,75 - 2'27"24 - 800 - m60 - Del Rio Aldo
  7. 87,39 - 9'35"64 - 3000 - m50 - Potocco Guido
  8. 86,49 - 2'01"80 - 800 - m35 - Avigo Stefano
  9. 85,57 - 2'14"71 - 800 - m45 - Manfredi Alessandro
  10. 85,15 - 10'00"41 - 3000 - m50 - Vidale Marco

14/02/09

Da Padova ubriacatura di record italiani: addirittura 5!

Campionati Regionali master ricchi di emozioni quelli in corso a Padova in questo weekend. 5 (scritto "CINQUE") record italiani (quattro assoluti e uno ad età compiuta) per diversi dei più rappresentativi atleti a livello continentale.
  • E' mancato davvero pochissimo alla cancellazione del record "pre" stabilito dallo stesso Dario Rappo l'anno scorso sugli 800 M60 (2'20"21): oggi a Padova (gara valida per i Campionati Regionali Master) il portacolori della Masteratletica ha coperto i 4 giri indoor in 2'20"44. E' comunque la miglior prestazione ad età compiuta! Un paio di serie prima, il bresciano della Lonato-Lem, Stefano Avigo, (classe '70) ha vinto con un importante 2'01"80. 2'08"62 per l'M40 Francesco D'Agostino.
  • Elena Montini (F45) non troppo lontana invece dal record F45 degli 800: 2'29"02 contro 2'27"78 di Elisa Zuccari (stabilito nel 2006). Nei 200 maschili miglior risultato per Fabio Orlandi (M35, 24"13), mentre ottimo è il 24"18 dell'M40 Luca Toniolo. Tra gli M45 25"40 di Maurizio Ceola.
  • Dai 200 femminili arriva un altro record italiano, e non poteva che essere Emma Mazzenga, che nella categoria F75 ha corso i 200 mt in 38"83. Al momento non risultavano tabellati record per detta categoria di atleti per il sito ufficiale della Fidal. Mi domando solo se l'anno scorso la Mazzenga (che è del '33) non avesse corso alcuna indoor nel corso della stagione invernale, stante i 75 compiuto nell'anno. Evidentemente no...
  • Quindi record italiano (è il secondo del 2009) per Maria Lorenzoni che ha corso i 3000 metri sotto la barriera degli 11', correndo in 10'59"24, battendo il suo freschissimo record di 11'04"35 stabilito a gennaio.
  • Altro record di Dina Cambruzzi nel salto in alto F75, con la misura di 0,92 mt. Anche in questo caso Dina Cambruzzi è la prima donna over 75 ad essersi cimentata in una gara di salto in alto indoor.
  • Infine record di Giorgio Bortolozzi (M70) sempre nel salto in alto, dove ha saltato la misura di 1,31, battendo l'1,30 di Giuseppe Mainetti stabilito nel 2000.

01/02/09

A Padova Dario Rappo sfiora il record M60 dei 1500

Cominiciano a giungere alla spicciolata i risultati del weekend. Detto di Camossi e del suo 15,41, ieri si è svolta una sontuosa gara sui 1500 a Padova che ha visto al via numerosi master. Migliore in termini assoluti il 4'14"36 dell'M35 Stefano Avigo (85,39 agc), seguito dal 4'20"53 dell'M45 Marco Biondani (89,98 agc). Ma la notizia è sicuramente il record sfiorato da parte di Dario Rappo: per lui 4'43"99 (per la bellezza di 93,20 agc, miglior risultato 2009 nel mezzofondo corso dai master), che sfiora di un niente il record attuale (quello che ho trovato sul sito ufficiale della Fidal aggiornato a maggio 2008, quindi al termine della stagione indoor scorsa. Infatti il record appartiene al momento a Cesare Bini, classe '29, che corse 4'43"8 manuale a Torino in data 25/02/1989, quindi esattamente 20 anni fa, per uno dei record più datati del mondo master. Quest'ultimo risulterebbe comunque un record "pre", essendo Bini nato nel giugno del '29: di fatto il record "post" età compiuta, sarebbe dello stesso Cesare Bini, che nel 1993 corse in 4'51"48). Ma di questo pre-post ne abbiamo già parlato a lungo, meglio non dilungarci ulteriormente. Altro risultato notevole il 4'53"00 della F40 (e mia concittadina) Laura Avigo (che è il secondo risultato dell'anno, sempre in termini di agc, nel mezzofondo femminile tra le master, dopo il record della Lorenzoni). Cambiando sede, a Rieti si è riconfermato ad alti livelli tecnici Paolo Chiapperini: 7"18 e 7"16. Segnalo il ritorno di Nicola Ravenna, quest'anno M40, che sui 60 ha corso 7"37 e 7"38. Il marciatore M35 Alessandro Gandellini ha poi coperto i 5 km di marcia indoor (strana misura per una gara indoor) nel tempo di 20'22"72. Non penso esista una tabella che possa certificare se si tratti di record italiano, visto che la Fidal ha solo i record sui 3 km. (Foto: dal sito marciaitaliana.com)