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19/09/10

Nella settimana di Avigo, brillano Morigi e la Cerini sui 400 - Fontanesi super negli 800

(la grande tonicità di Maria Vittoria Fontanesi, classe '74: 2'07"15 a Faenza - foto dal sito Fidal Trentino) - Questa settimana si chiude naturalmente nel segno di Stefano Avigo. L'eco del record sugli 800 rimbomba ancora nell'androne del Pulvinare dell'Arena civica di Milano: 1'55"06. Per Stefano è il 3° record posseduto (oltre a quelli di 800 M35 ed M40 indoor), mentre estendendo lo sguardo alla famiglia Avigo, ne troviamo altri due: gli 800 F40 della mia concittadina capriolese Laura, e l'incredibile 3'58"43 nei 1500 M40 di Pierangelo (1961) stabilito quasi 10 anni fa. Ha fatto notizia nel nostro piccolo ambiente la "discesa in campo" sui 400 di Marco Morigi (1960, l'homo novus della velocità master maschile), che al meeting di Faenza ha corso il "giro" in 54"29 (91,23%, cioè il miglior risultato in AGC della velocità master della settimana). Il tempo è nettamente il migliore dell'anno corso da un M50. Il bergamasco Carlo Vismara (1959) ha vinto infatti sia gli italiani indoor che quelli all'aperto sulla distanza, ma con un tempo (55"72) decisamente superiore. Di fatto il mio compagno di team Antonio La Capra è al momento il più vicino all'emiliano cronometricamente nella categoria, ma purtroppo ormai vive in mezzo alle bellezze brasiliane di Fortaleza (54"62 proprio su una pista di laggiù): nell'unica apparizione di sfuggita sul territorio patrio, a Rovellasca, è però riuscito a correre in 54"96. Ora che scenari si prospettano per Morigi? Agli Europei ungheresi il tempo gli avrebbe consentito di giungere attorno al 5° posto. Staremo a vedere gli sviluppi di questo esperimento che secondo il nostro inviato in Emilia-Romagna (Beno) è stato preparato per tutta l'estate. Si è rivisto alla seconda uscita post-infortunio anche Giancarlo D'Oro (1962) ai provinciali di Brescia: 11"94 (90,72%). A Milano, a metà settimana, mi ero dimenticato di dare il risultato di Paolo Citterio (1975) che sui 200hs si era avvicinato molto al record di Stefano Longoni (1975) con 25"72 contro il 25"54 del lecchese (ma con 2,0 metri di vento contrario).
Nel mezzofondo maschile, dopo il duo delle meraviglie Stefano Avigo e Giuseppe Romeo (apparsi entrambi all'Arena), nel ranking settimanale AGC troviamo Marco Biondani (1962) che ai regionali master di Vicenza ha corso i 1500 in 4'17"95 totalizzando un 91,72 da favola. Non troppo distante da Biondani, un altro classe '62 chiudeva la stessa distanza in 4'20"72 con 90,75% (ricordo che i punteggi sopra il 90% sono considerati dali esperti di spessore internazionale): parlo di Manfred Premastaller. Sopra il 90% anche Vincenzo Andreoli (1957) che ai regionali master veneti ha chiuso gli 800 in 2'12"04 (90,31%).
Il ranking nei salti maschili sono stati guidati dal vice campione d'Europa M35 del salto in alto, Luca Tonello: 1,85 e 81,17%. Roberto Bortoloni (1939), 8,69 nel salto triplo e 80,09%: solo due atleti sopra l'80% (tra le gare da me censite e presenti nell'allegato e trovate con le banche dati a disposizione). Segnalo comunque il 12,38 di Paul Zipperle (1964) nel salto triplo.
Nei lanci sempre al maschile, un solo atleta sopra l'80%, nessuno tra il 70% e l'80%, e tutto il resto sotto. Superman (impegnato a Vicenza) risponde al nome di Franco Giuseppe (1941) che nel lancio del peso ha lanciato 11,93 (87,02%).
Velocità femminile: E' sicuramente l'anno di Umbertina Contini (1950) che sta tenendo un trend di risultati sempre elevatissimo (e inferiore ai precedenti record). A Vicenza 30"86 sui 200 e 14"79 sui 100, entrambi ad un paio di decimi dai suoi primati siglati proprio quest'anno (e rispettivamente 91,71 e 91,59 AGC, a dimostrazione che, sebbene criticato e creiticabile, l'AGC fornisce risultati "credibili" e validabili per ogni atleta). Alle sue spalle i risultati di Emma Mazzenga, sempre su 100 e 200: 17"88 e 37"13. Ma il risultato che sicuramente mi ha più impressionato (anche per il valore in senso assoluto) è il 58"84 di Mara Cerini (1971) corso durante i provinciali di Brescia. L'anno prossimo, da F40, si potrebbero prospettare scenari davvero interessanti in chiave record (i record attuali F40 indoor sono posti a 1'00"25 e 2'20"80, mentre all'aperto 58"83 e 2'13"94). A Faenza si è rivista la campionessa mondiale dei 400hs F40 Cristina Amigoni (400 in 1'03"12).
Mezzofondo femminile: La bresciana Maria Lorenzoni continua ad inanellare prestazioni sopra il 90% come se piovesse: in un 5000 a Faenza 18'45"43, cioè 92,66% (miglior AGC master della settimana). Vi segnalo il 7'05"17 sui 2000 siepi di Sonia Lopes Conceicao (brasiliana? italianizzata?) che si avvicinato molto al record italiano sulla distanza (di poco inferiore ai 7 minuti). Sempre al meeting di Faenza, due F35 (ma lo sapranno?) di grandissimo valore sugli 800: Maria Vittoria Fontanesi (1974) ha corso infatti in 2'07"15, che è un tempo stratosferico: se ci fosse una lista all-time (questa mi piacerebbe averla ma non ho gli strumenti per estrapolarla... me tapino) si piazzerebbe al secondo posto dopo il 2'03"64 corso l'anno scorso a Lignano Sabbiadoro da Elisabetta Artuso. Comunque 9^ nella lista italiana assoluta dell'anno. Sempre a Faenza 2'12"55 di Lucia Pollina (1975).
Avevo dimenticato nello scorso report, due grossi risultati di master della categoria "35": Stefano Longoni che a Bellinzona aveva corso i 110hs con gli ostacoli a 1 metro in 14"65 (o 14"68... Stefano aiutami tu che è notta fonda e non ho voglia di andare sul sito della Ftal a cercare il risultato) che sarebbero solo 3 centesimi in più del record italiano di Alessandro Petroncini (14"62). Mentre devo segnalare anche il 5,60 di Flavia Borgonovo saltato all'Arena ai provinciali di ormai due settimane fa (due centimetri dal personale!) nonostante i tanti problemi organizzativi della gara e ri-riscaldamenti di molte atlete (tra le quali la Rovellaschese... si dice così?), costrette a procrastinare i loro turno di oltre un'ora.
Chiudo con Vicenza: pensavate che me ne scordassi, eh? Sonia Marongiu mi ha segnalato l'inopinato annullamento delle gare di sabato per maltempo quando ancora il maltempo non era ancora arrivato. Questa sarebbe davvero l'apoteosi: e pensare che dal Veneto c'è gente che ci dice che bisogna darsi da fare... noi.
  • In allegato i migliori risultati dei master e la lista particolareggiata delle prestazioni di Faenza preparata da Beno (grazie ancora!).

07/08/09

Lahti, day-7: Boranga primo oro mondiale outdoor - Rovelli al terzo oro consecutivo

(Giuseppe Rovelli e... il sottoscritto nel TIC di Lahti) - La settima giornata vede la conquista di 4 medaglie: Lamberto Boranga, Giuseppe Rovelli, Emanuel Manfredini e ancora Gabre Gabric. E' la giornata probabilmente più fredda. Temperature vicine ai 14°/15°, vento freddo che viene dal nord lappone, cielo plumbeo. Nonostante questo the show-must-go-on, e così tutti in pista sin dalle prime ore del mattino a conquistare un pezzo di storia. Come Giuseppe Rovelli, che ha dovuto prendere verso le 7:30 il bus 61 di Tikkurila (ho avuto nella circostanza l'onore di accompagnare il campione del mondo insieme a Stefano Dossena e Fabrizio Marnini) sino alla stazione dei treni di Dicksbury. Poi 45 minuti di treno e fermata a Lahti. Un paesaggio (dal finestrino di un regionale RV che spacca il secondo) un pò triste quando tutto è grigio: boschi di conifere, laghetti, qualche casetta rossa. Gli stessi finlandesi sembrano un popolo un pò triste (ma forse solo oggi, almeno spero). Tutto troppo perfetto. Noi italiani siamo indissolubilmente legati al sole e alla confusione e questa ne è l'ennesima riprova. Purtroppo, una volta allo stadio, spiace constatare che sulle tribune gli italiani siano vittime di una mini-diaspora: ognuno per conto suo. Ma tant'è: si va avanti... da soli. senza che nessuno capisca quanto sia importante creare un solo "gruppo-Italia" e non tanti piccoli gruppi. Ma ecco le prestazioni di tutti gli italiani della 7^ giornata.
  • LAMBERTO BORANGA (oro - lungo M65) - Primo oro mondiale (outdoor) per Lamberto Boranga a Lahti, che vinse l'oro ai Mondiali indoor di Clermont Ferrand nel 2008 saltando 5,22. Gara difficile: al primo turno di salti è secondo con 4,75 contro i 4,77 dell'estone Lamp. Dopo il secondo passa in terza posizione: 4,90 Lamp, 4,79 il russo Vnukov e 4,78 Lamberto. Al 4° migliora il russo: 4,88. Solo al 5° Boranga sfodera la sua classe: 5,02 e quindi 5,03. Campione del Mondo. 10° oro ad un mondiale di un M65 italiano. Miglior risultato (e prima medaglia) di sempre nel lungo nel binomio M65/lungo: la miglior prestazione fino ad oggi era stata il quarto posto di Amort Heinrich a Gateshead-99. Quella di Boranga è anche la 9^ finale di un italiano ad un mondiale sempre nel binomio.
  • GIUSEPPE ROVELLI (oro - martello M90) - terza medaglia consecutiva al mondiale del lanciatore lombardo. Tutte nei lanci, dopo il martellone e il disco. 6 medaglie d'oro conquistate sino ad ora dalla categoria M90 a Lahti (3 Rovelli, 2 Sansonetti e 1 Valcalebre): il massimo era stato 3 (a Portorico-03 e Brisbane-01). Mai tre atleti erano riusciti a vincere contemporaneamente (proprio Rovelli, Vlacalebre e Sansonetti). Se gli dovesse riuscire l'impresa di vincere il quarto oro nel pentathlon-lanci potrebbe essere il primo italiano M90 nella storia a portare a casa 4 ori. Sempre se Sansonetti non raggiunga prima questo traguardo. Vedremo nei prossimi giorni. Nella gara del martello odierna, la misura è stata di 21,43.
  • EMANUEL MANFREDINI (argento - M50) - Terza medaglia nel salto in alto a Lahti, dopo l'oro di Segatel tra gli M45 e l'argento di Arduini negli M35. A vincerla il campione d'Europa indoor in carica, Emanuel Manfredini. A Riccione-07 giunse "solo" settimo, con 1,72. A Lahti, grazie ad un salto di 1,78 arriva il bronzo. La gara è stata dominata dall'astro americano Bruce McBarnette (1,90), che come lavoro precipuo recita nelle soap-operas americane. C'è stato anche il tentativo di record del mondo dello stesso, purtroppo fallito di un niente. Manfredini è anche il primo M50 italiano a vincere una medaglia nel salto in alto ad un mondiale. Fino alla sua comparsa sulla pedana alle spalle dei 3 trampolini, il miglior risultato nel binomio M50/alto era stato un 5° posto a Miyazaki 1993 di Anton Holzgethan (con 1,65).
  • GABRE GABRIC (argento - disco W90) - continua la sfida Gabric-Kotelko, e al momento la canadese sempre essere più in forma: terzo oro per l'atleta d'oltreoceano, e terzo argento per la Gabric, che ha chiuso la gara con 12,55 (contro 13,92). E' la terza medaglia di sempre conquistata da una donna italiana nel disco ad un mondiale (partendo dalle W35). Le altre le aveva vinte ancora la Gabric (oro a Riccione-07 W90, e Maria Letizia Bartolozzi, bronzo a Riccione-07 nelle W40). Naturalmente due presenze, e due medaglie per la Gabric ad un mondiale nel binomio. Il carnet internazionale della Gabric si aggiorna: 11 ori e 4 argenti.
  • CLAUDIO UBALDI (4° - 10000 M45) - Non poteva mancare il "legno" quotidiano, stavolta per mano del volenteroso Claudio Ubaldi. Il tempo di 33'56"46 non è stato infatti sufficiente a vincere una medaglia che era posizionata una decina di secondi più sotto: 33'47"49. A Lubiana-08 era arrivato il bronzo, ma il quarto posto rappresenta per Ubaldi la sua miglior prestazione ad un mondiale, vantando nel proprio carnet al massimo un 15° posto nei 5000 di San Sebastian-2005. Nei 10000 della stessa edizione arrivò 17°. Seconda prestazione italiana di sempre nel binomio: meglio di lui, nei 94 precedenti, ha fatto solo Rossano Altini, oro a Riccione 2007.
  • LUCA TONELLO (5° - triplo M35) - nonostante le riserve del fisioterapista della nazionale, dopo l'infortunio patito a causa della pedana scivolosa nel salto in alto, Luca si presenta nel triplo e ottiene un buon 5° posto con 13,64. La quinta posizione è anche il miglior risultato ottenuto da un italiano M35 ad un mondiale, che pareggia l'analoga posizione ottenuta a San Sebastian-2005 da Markus Vinatzer. Solo 4 italiani sono riusciti ad accedere alla finale ad un mondiale nel binomio.
  • STEFANO DOSSENA (7° - disco M35) - Esordio positivo per il lanciatore lodigiano ad una manifestazione internazionale. E questo nonostante l'operazione alla spalla di marzo. Settimo con 31,17 in un evento caratterizzato dalla sfida vicino ai 60 metri tra il russo Borichevskiy e il finlandese Loikkanen (con un PB oltre i 63 metri!). Il settimo posto è il miglior risultato ottenuto da un italiano nel binomio M35/disco ad un mondiale outdoor. Pareggia l'analoga posizione ottenuta da Paolo Brero a Riccione-07. E' anche il 5° italiano di sempre ad accedere alla finale del disco.
  • MARIA LETIZIA BARTOLOZZI (7^ - martello W40) - 36,01 per un buon settimo posto. Le medaglie "iniziavano" a 40,32. Nel disco, un paio di giorni prima, era giunta 8^. Migliorata la sua miglior posizione ad un mondiale, proprio un ottavo posto a Riccione-07. Quella della Bartolozzi è anche la terza finale italiana di una W40 nel martello: due sono sue, la terza appartiene a Eva Gacs che a Myiazaki-93 vinse la medaglia d'argento.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (8^ - giavellotto W65) - in vista del pentathlon-lanci, del Giudice si cimenta in specialità "non-sue", come il giavellotto. Nella gara comunque arriva un buon 8° posto con 22,09, che è la terza posizione di sempre di un'italiana in un mondiale nel binomio. Meglio di lei solo Anna Flaibani (due volte quinta).
  • MASSIMILIANO REMUS (10° - martellone M35) - 11,03 per l'atleta italiano, nella gara vinta dal finlandese Tero Makela con 19,04, un risultato che ottengono i lanciatori "top" internazionali (Vizzoni possiede il record nazionale M35 con oltre 22 metri). Seconda prestazione all-time italiana nel binomio dopo il 4° posto di Francesco De Santis a Riccione-07.
  • VINCENZO RUISI (11° - martellone M55) - Con 10,96 arriva l'11^ posizione. E' la miglior posizione ottenuta da un italiano ai mondiali outdoor tra gli M55. E' anche il primo italiano ad accedere ad una finale (a Riccione i due atleti presenti non superarano le qualificazioni).
  • SABRINA CIPOLLA (12^ - peso W35) - continua ad inanellare presenze questa atleta laziale. Stavolta è il turno del peso, chiuso in 12^ posizione con 8,30. Terza prestazione di sempre ad un mondiale, dopo l'argento della Trancina a Riccione-07 e l'ottavo posto di Paola Clò Sagot a Roma 1985.
  • ANGELA BERTANZA (15^ - giavellotto W65) - come a Riccione 2007, la Bertanza chiude questa gara al 15° rango con 14,91. A Riccione lanciò più o meno la stessa misura: 15,13. Ad Ancona-09 la Bertanza riuscì a conquistare il bronzo con 16,90.
  • GAETANO PETRIZZO (22° - 10000 M55) - Dopo l'esordio internazionale ad Ancona-09 (25° nei 3000) arriva il 22° al Mondiale con 46'03"69 sui 10000. 35° italiano nel binomio a correre la gara ad un mondiale, la sua è il 13° piazzamento italiano di sempre. Nel 2007 nel binomio arrivò l'oro di Albert Rungger.
  • 10.000 M40: un 13° e un 16° posto rispettivamente conquistati da Vojko Bratina (37'24"95) e Fausto Lazzari (37'42"30). Esordio per il primo, presenze a Riccione e Clermont il secondo, ma sulla mezza e sulla maratona. Nella storia del binomio, una sola medaglia (l'argento di Renato De Palmas a Chistchurch nel 1981) a fronte di 115 presenze. La 13^ posizione è la 12^ posizione di sempre.
  • 400 (batterie)
  1. Tra gli M70 passa in finale il neo-medagliato (sui 200) Roberto Vaghi: 1'08"29, 5° tempo e 5° italiano di sempre a raggiungere questo traguardo nel binomio. Non altrettanta fortuna per Sergio Veronesi, fuori con 1'14"57, a Riccione chiuse 6°.
  2. Negli M60 Vincenzo Felicetti fa accademia: 59"32, miglior tempo del lotto di partecipanti. Ma l'Italia stavolta presenta un trio delle meraviglie: Rudolf Frei vince la terza batteria con 1'00"25 e Aldo Del Rio la quarta in 1'00"08. Primo, terzo e quarto tempo totali dopo il primo turno. Si va alle semifinali ottimisti.
  3. Negli M55 Francesco Bastiglia non riesce nell'impresa di accedere alla finale. 1'01"49, quando serviva 1'01"16 (ottenuto proprio nella sua batteria dall'inglese Bell). Peccato, perchè il tempo era alla sua portata. Pensate, solo un atleta nella storia italiana (nel binomio) ha corso la finale mondiale M55: Vittorio Biagiotti nel 1985 a Roma, dove giunse 7°. Lo stesso hall-of-famer Vincenzo Felicetti a San Sebastian 2005 non riuscì a partecipare alla finale per un infortunio.
  4. Folla oceanica alla partenza dei 400 M50: 7 batterie. 52 atleti. 4 italiani al via, ma uno solo passa il barrage: Alessandro Cipriani, che correndo in 57"99 passa in semifinale con l'ultimo tempo a disposizione. Non riescono a passare il turno Valentino Coco con 59"70, Claudio Rapaccioni con 59"90 e Carlo Alberto Andreoli con 1'18"00. Altra specialità "ostica": solo in 4 nella storia italiana master sono risuciti ad arrivare in finale nel binomio M50/400.
  5. Nelle batterie M45 Enrico Saraceni controlla agevolmente la prima in 52"97. E' la settima prova in pochi giorni e ne mancano ancora due, bisogna centellinare le forze. Si viene ripescati con 55"21 ed Ugo Zuliani con 55"95 non passa lo sbarramento. Stesso tempo e stessa sorte per Alessandro Manfredi. Fausto Bianchi con 55"07 passa con il penultimo tempo, penalizzato dall'8^ corsia.
  6. Cristina Amigoni, dopo l'oro mondiale nei 400hs, si vede impegnata nei 400 (unica atleta italiana in tutte le categorie sui 400... molto male). Ottiene comunque il 5° tempo con 1'01"73. E' la seconda italiana nella storia (nel binomio W40/400) ad accedere ad una finale mondiale. La prima e unica, Rosa Marchi, vinse l'argento a San Sebastian 2005.
  7. Le batterie degli M40 hanno fatto fuochi e fiamme, manco fossero già delle finali. Si passa in semifinale con 52"82, e il primo a farne le spese è Alberto Zanelli, primo escluso con 52"92. Fuori anche Marco Ceriani con 53"44, ma alla fine di giugno si era infortunato leggermente compromettendo parte della preparazione. Non ce l'hanno fatto Fausto Salvador, che ha reagito troppo in ritardo ad una prima parte troppo lenta per le sue caratteristiche (54"65). Infortunato a 100 metri dalla fine Pierlugi Acciaccaferri, ed incolore la prova di Fabrizio Marnini (56"81, quando tutta la stagione aveva corso attorno ai 55"). Unico salvatosi dall'ecatombe di italiani è stato il solo fresco campione del mondo Massimiliano Scarponi, impostosi autorevolmente nella propria batteria in 52"26.
  8. M35 - Si passa in semifinale con 53"39 (contro i 52"82 dei 40). Ma stavolta la "gara degli italiani" (vittoria del mondiale 2007 di Barcella, europeo 2008 di Gulino e Europeo indoor 2008 di Poeta) è davvero difficile. Si è rotta la membrana di pregiudizio internazionale sui master e cominciano ad arrivare "quelli forti", e a noi italiani l'arduo compito di migliorarci ed essere competitivi. Cominciano male le batterie, nel senso che piovono ottave corsie che pregiudicheranno poi l'intero corso verso la finale. Alessandro Gulino (vittima di uno strappo ad un polpaccio solo a maggio) passa per secondo della prima batteria 51"89, quella dove un americano dal fisico "a cuneo", Terrance Spann, "corricchia" in 50"07. Primo segnale. Uno dei possibile favoriti, l'olandese Andrea Werner, rimane sui blocchi. Fuori. Massimiliano Poeta, in ottava corsia, deve essere ripescato con 51"23 (arriva terzo) ma il piccoletto inglese Rubenis corre già in 50"99. Edgardo Barcella sembra stia bene: 51"18, ma anche qui una corsia esterna lo costringe ad una gara innaturale, e ad uno sforzo notevole per giungere terzo e deve ricorrere ai ripescaggi (con il danese Jorgensen "facile" a 50"69). Salvatore Romano passa in semifinale (ripescato dopo il ricorso di Werner, anche se lui poi non si presenterà) con 53"09, mentre Michele Minelli, nonostante una bella gara in 53"97, non riesca a passare il primo turno. Maurizio Pistillo, nella medesima batteria, si migliora con 55"23, anche se il vero eroe di giornata è Luigi Luccioli. Tutti sappiamo perchè: era sui blocchi di partenza delle batterie dei 400 dopo aver vinto una delle più grandi battaglie della sua vita. Per noi il vero Campione del Mondo, anche se Spann dovesse correre in 48".
  • giavellotto (qualificazioni)
  1. Vincenzo Ruisi nella categoria M55 nel giavellotto con 28,18 non passa l'impegnativo "taglio" a 39,90. Rimangono in 6 gli italiani che nel binomio sono riusciti ad accedere alla finale mondiale. Una sola medaglia vinta: il bronzo di Fabio Diotallevi a Riccione-07.
  2. Tra gli M50 tutti fuori i 3 italiani presenti (e impegnati nel primo gruppo). Rammarico per Lucio Buiatti che lanciando 47,24 ha mancato la qualificazione di 60 centimetri. Prima finale mancata dopo 6 accessi consecutivi negli ultimi 3 anni nelle grandi manifestazioni e culminati col bronzo di Clermont-08. 42,30 per Giampaolo Munari, e 21,09 di Flavio Bertuzzo. Il binomio ai mondiali è davvero ostico per gli italiani: miglior posizione 2 dodicesimi posti a San Sebastian 2005 e Roma 1985 (rispettivamente con 39,01 e 41,46) da parte di Paolo Perbellini e Alberto Celant. Poco consola Buiatti che il suo risultato metrico è il miglior ottenuto da un italiano M50 ad un mondiale.
  • 1500 (qualificazioni)
  1. Gianfranco Natoli chiude in fondo al gruppo della seconda serie con 6'12"66 (si accedeva alla finale con 5'08"50). L'impresa era molto difficile "storicamente": solo in 4 occasioni (su 18) un italiano era risucito ad accedere alla finale nel binomio M55/1500. Un solo bronzo all'attivo: quello di Mario Mazzoleni a Roma 1985.
  2. Daniele Pedrini (1500 M50) con 4'42"09 passa in finale col 12° tempo. A Riccione, pur correndo in 4'28" (negli M45) non era risucito a passare le forche caudine delle batterie. 6° italiano di sempre nel binomio a partecipare alla finale.
  3. Francesca Pini-Prato (1500 W40) - Accesso diretto in finale con 5'16"92. Ma pensate: hanno fatto due batterie, 17 persone in totale, per eliminarne solo una... la povera spagnola Ballesteros. In Italia avrebbero fatto correre a tutte la finale diretta. La Pini-Prato è così storicamente l'ottava finalista italiana nel binomio.
  4. Gianni Bruzzi (1500 M40) - Clienti non facili, accreditati anche di tempi inferiori ai 4'. In batteria Bruzzi passa comunque agevolmente in 4'12"09, secondo tempo assoluto. Ma in finale sarà battaglia. 14° italiano in finale nel binomio.

06/08/09

Lathi 2009: day-5: sei medaglie e sei "legni"

La quinta giornata a Lahti si chiude all'insegna del "legno": ben 6 quarti posti. Si impone la Del Giudice nel martellone, e la Amigoni a sorpresa nei 400hs W40. Arduini nel salto in alto M35 vince l'argento, come Nadia Dandolo nei 5000 W45. Bronzi per Giorgio Federici e Paola Tiselli. Segue il dettagliato racconto statistico atleta-per-atleta della giornata. Ho introdotto il termine "binomio" per indicare per ogni singola specialità i precedenti "storici" ottenuti nella medesima categoria e nella medesima specialità.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (oro - martellone W65) - Dopo l'argento conquistato nel martello, Brunella Del Giudice piazza il lancio perfetto al terzo turno della sua serie di lanci: 13,40, sufficienti a frenare il ritorno prepotente della estone Helvi Erikson. Ed è così che arriva il 5° oro internazionale della lanciatrice italiana (4 dei quali proprio dal martellone, sua specialità di riferimento). E' anche il primo oro mondiale all'aperto (vantando infatti un oro a Clermont-2008 e 3 ori europei). La Del Giudice è anche la seconda italiana di sempre a vincere un oro nella categoria W65 ad un campionato mondiale all'aperto: l'unica a riuscirci fino ad ora era stata Bruna Miniotti nei 5000 di Brisbane 2001.
  • CRISTINA AMIGONI (oro - 400hs W40) - L'Amigoni trova la consacrazione internazionale vincendo una gara davvero difficile: 1'06"13 contro 1'06"84 della profeta in patria Katrin Kreen. Campionessa del Mondo in una specialità che soprattutto negli ultimi anni ha dato parecchie soddisfazioni, con Ferrarini e Baggiolini a Riccione-07. Rimane quindi il dominio italiano a livello mondiale tra le W40 (che segue proprio l'oro di Barbara Ferrarini). Dopo l'argento di Lubiana, il miglior traguardo personale a livello sportivo proprio ad un mondiale: non male.
  • FRANCESCO ARDUINI (argento - alto M35) - Francesco Arduini, con 1,99, riesce nell'impresa di raggiungere l'argento in una delle gare tecnicamente più difficili. Gara che si è risolta a 2,02 soprattutto a causa dello scroscio d'acqua che ha reso impraticabile la pedana, costituita da una superificie molto dura e scivolosa (qualcuno ne ha fatto pure le spese, come Luca Tonello). L'argento fa il paio con quello vinto da Mauro Tavella nel 2007 a Riccione, per quanto riguarda campionati mondiali all'aperto. L'unica vittoria a livello internazionale del binomio, rimane quindi quella proprio di Tonello a Lubiana-08. 6 medaglie in totale nell'alto M35 nelle manifestazioni internazionali, 1 oro, 2 argenti e 3 bronzi. Buon esordio per Arduini, campione italiano a Cattolica.
  • NADIA DANDOLO (argento - 5000 W45) - L'atleta veneta dal passato da assoluta di prima qualità, conquista all'esordio internazionale master un prestigioso argento dietro la belga Corinne De Baets, al momento apparsa fuori portata (16'53"00 vs 17'23"08). L'argento è la seconda medaglia italiana nel binomio (W45/5000) (e seconda posizione di sempre) visto che nel lontano 1981 Maria Paola D'Orlando a Christchurch (Nuova Zelanda) vinceva la gara in 18'09". Da allora le migliori posizioni erano state dei 5' posti a Roma-85 e Riccione-07.
  • GIORGIO FEDERICI (bronzo - lungo M40) - come al solito la gara del lungo M40 riserva un'infinità di sorprese: salti al sorpasso che si susseguono, medaglie che vanno e che vengono. Giorgio Federici ha conquistato un bronzo, che è stato per qualche salto oro, fino alla fine argento, ma che poteva essere anche un legno. Va bene così: resta il rammarico che al terzo salto Giorgio trova un 6,53 che poteva valere il "medaglione" (quest'anno ha però saltato 6,75!). Il salto successivo vede il tedesco Schlindwein operare il sorpasso (6,66). All'ultimo salta arriva anche il 6,55 del brasiliano Pessanha. Terzo posto (a 6,47 chiude il britannico Munroe). Come dicevo nello scorso articolo: settima medaglia internazionale (su 8 manifestazioni) per il bresciano. Ai mondiali all'aperto due argenti e il bronzo di Lahti. Il suo "plus" rimane così l'oro di Linz-06 (World indoor).
  • PAOLA TISELLI (bronzo - 800 W35) - Arriva anche la medaglia mondiale per Paola Tiselli, dopo i fasti di Ancona e Lubiana. Tempo: 2'22"91, che denota l'andamento tattico della gara, vinta ancora una volta dal fenomeno britannico Nina Anderson (che sui 400 dovrà però vedersela con altri fenomeni... americani). E' la nona medaglia internazionale per la Tiselli, che sugli 800 non è ancora riuscita a vincere (2 argenti e un bronzo agli europei). Le vittorie sono arrivate dai 1500 in su, fin'ora. Il miglior piazzamento ad un mondiale outdoor sugli 800 rimane l'argento di Veronica Chiusole a Riccione-07, mentre l'unica vittoria internazionale sulla medesima distanza nel binomio appartiene alla Baggiolini (Ancona-09).
  • LUCA TONELLO (4° - alto M35) - vittima della pedana di Lahti, Luca Tonello, campione d'Europa indoor in carica, arriva al 4° posto, al pari merito con il bronzo del francese William Dukic e con la misura di 1,93. Durante uno dei salti, come riportatomi dallo stesso, stiramente del quadricipite per cercare di fermare lo scivolamento dato dalla pedana alla soglia dell'impraticabilità.
  • MARIA LORENZONI (4^ - 5000 W50) - Non basta un ottimo 18'19"51 per conquistare una medaglia per la Lorenzoni nei 5000. Dopo l'argento nel cross nel giorno d'apertura sfugge quindi una medaglia dalla pista, laddove la Lorenzoni è campionessa d'Europa uscente. L'unica italiana a conquistare una medaglia nel binomio (W50/5000) rimane così la sola Lucia Soranzo, argento nel 2003 a Portorico. La stessa hall-of-famer Noemi Gastaldi giunse quarta a Roma-85.
  • ALDO DEL RIO (4° - 800 M60) - di un niente sfiorata l'ennesima medaglia di giornata per l'Italia. E altro "legno". Stavolta il tenace Aldo Del Rio, guarito dalla fastidiosa tendinite, giunge 4° negli 800 con 2'20"82: il terzo ha corso soli 64 centesimi in meno... Comunque, quella degli 800 rimane per Aldo una specialità nuova, inaugurata ad Ancona-09 con un argento. C'è tempo e spazio per migliorare. Il 4° posto conferma il 4° posto di Riccione, sua miglior posizione ad un campionato mondiale all'aperto (ma guadagnata sui 400). Nel suo carnet mondiale (en plan air) anche il bronzo nella 4x400 (sempre a Riccione). Per finire: nel binomio (M60/800) Del Rio ottiene il miglior piazzamento di sempre di un italiano al Mondiale, pareggiando l'analoga posizione di Konrad Gaiser a Riccione-07.
  • GIAN LUCA CAMASCHELLA (4° - 400HS M35) - La lunga litania di medaglie di legno ha continuato con i 400hs M35, dove Camaschella correndo sul piede dei tempi ottenuti nell'ultima parte di stagione (57"26), giunge al quarto posto. Difficile al momento pensare alla medaglia, visto che bisognava correre in 56"44 (l'oro addirittura a 54"29). Camaschella ha comunque migliorato il 5° posto di Riccione (ottenuto correndo in 58"62), che fino a ieri era il miglior risultato M35 di un italiano nel binomio. L'unico a riuscire nell'impresa di vincere una medaglia nel binomio è stato Marco Agostinelli a Lubiana-08 (Europei outdoor).
  • FREDERIC PERONI (4° - 400HS M45) - 5° legno in una giornata, stavolta per mano di Frederic Peroni. Lo dicevo ieri, Frederic aveva la possibilità di vincere abbastanza agevolmente una medaglia: magari non l'oro (56"49, avrebbe dovuto migliorare il record italiano di mezzo secondo), ma combattere con il portoricano Echeandia per l'argento (57"06, contro il 57"16 di SB di Peroni). Sicuramente valeva ampiamente il bronzo del britannico Tunstall (58"36). Invece, purtroppo, un "legno" che spero non intacchi il suo entusiasmo. Purtroppo qualche problemino tecnico in gara, sino a fermarsi letteralmente sull'ultimo ostacolo mentre lottava prorio per il bronzo. Fino a ieri, le sue miglior posizioni ad un mondiale erano state due sesti posti a San Sebastian e Riccione (2005 e 2007). Il quarto posto è anche la miglior posizione italiana di sempre nel binomio (precedente, un sesto posto di Dario Gasparo a Riccione-07).
  • SONIA MARONGIU (4^ - 5000 W35) - E sono 6 legni in una sola giornata. Questo per concludere in bellezza è infatti il sesto quarto posto. La "fortunata" è stata stavolta la sarda Sonia Marongiu, già bronzo nel cross nella giornata di apertura. A "scipparla" del bronzo la spagnola Palacio, ma che con 4" secondi in meno, forse al momento era un pizzico più forte. Ma attendiamo commenti sulla gara, non avendolo vista. Quinta posizione di sempre ad un mondiale outdoor nel binomio 5000/w35 (due ori, nell'85 a Roma dalla Taroni, nel '99 a Gateshead dalla Moser, e l'argento-bronzo a Riccione 2007 di Fragapane-Ceccanti).
  • LUIGI FERRARI (5° - 800 M50) - Nonostante l'ottimo 2'04"83, penso che ci sia un pizzico di delusione per Ferrari, soprattutto perchè il bronzo stava lì a 18 centesimi. Per il Campione d'Europa indoor quella di Lahti rimane la miglior performance ad un campionato mondiale master all'aperto. 33 atleti nella storia del masterismo italiano hanno partecipato nel binomio (M50/800) ai mondiali master outdoor, ma solo due sono riusciti all'impresa di accedere alla finale. Bisogna risalire addirittura a Roma 1985 per trovarli. furono Enrico Greppi e Carlo Clementi. Per Ferrari il 5° che rappresenta (con quello di Greppi) il miglior piazzamento di un italiano.
  • ALESSANDRO CIPRIANI (5° - 400HS M50) - Non era per nulla facile la finale M50 dei 400hs. Essere entrati con l'ultimo tempo a disposizione poteva essere già un bel traguardo. Invece Cipriani è riuscito a risalire il fiume fino alla 5^ posizione con un tempo molto vicino al suo stesso record italiano (1'01"95). Il risultato pareggia l'analoga posizione raggiunta da Cipriani a Riccione-07 (ma conquistata con 1'02"20), che è il suo miglior risultato ad un mondiale master outdoor. Nel binomio storico (400hs/M50) nessun italiano è riuscito mai ad andare meglio del 5° posto (3 quinte posizioni, 2 di Cipriani, 1 di Francesco Bettella addirittura a Goteborg-1977).
  • FRANCESCA PINI-PRATO (5^ - 5000 W40) - 5^ con 18'17"70, sua miglior posizione assoluta ad un mondiale raggiunta individualmente. A Riccione fu 7^ nei 10000 e 9^ sui 5000. Il risultato pareggia anche la sua miglior posizione assoluta ad un campionato internazionale (5^ a Poznam 2006 sui 5000). Per trovare nel binomio W40/5000 una prestazione migliore bisogna ritornare a Roma-1985, dove le italiane vinsero il bronzo con Silvana Acquarone, e furono quarte con Severina Pesando. Roberta Boggiatto fu 5^ a Riccione-07, proprio come la Pini-Prato a Lahti.
  • MASSIMILIANO REMUS (6° - martello M35) - Nonostante un buon 44,32, Remus raggiunge il 6° posto. Il 5° lontanissimo (51,89). Migliorato comunque il 10° posto ri Riccione-07 (ottenuto con 42,09). Sua miglior prestazione internazionale rimane il bronzo nel martellone ad Ancona-08, mentre nel martello il 4° posto di Clermont-08. Il suo sesto posto è anche la seconda posizione di sempre di un italiano ad un campionato mondiale, nel binomio specialità/categoria: unico italico che aveva meglio di lui fino ad oggi, Francesco De Santis con l'argento di Riccione-07.
  • STEFANIA AGNESE (6^ - 5000 W40) - Gara conclusa in 18'30"00. Quinta posizione di sempre conquistata da un'italiana ad un mondiale nel binomio. A Riccione fu... sesta anche allora. Il suo best-career lo ha raggiunto sempre a Riccione con il bronzo nel cross.
  • MICHELE TICO' (7° - lungo M35) - Il settimo rango con 6,18 rappresenta la miglior posizione ad un campionato mondiale (sia all'aperto che al chiuso). Fino a Lahti, Ticò vantava ben quattro ottavi posti tra lungo ed asta. Sempre dalle medesime specialità sono arrivati anche i migliori risultati a livello individuali (3 quarti posti).
  • LAURA MILLO (8^ - asta W40) - 2,40 per l'atleta italiana, che a Riccione, da W35, conquistò il bronzo con 2,30. Il livello è aumentato notevolmente anche in queste specialità, tanto che la vincitrice, l'inglese Irie Hill ha stabilito il nuovo record mondiale con 3,71. Podio a 2,80, misura che la Millo aveva avvicinato in una manifestazione internazionale, solo ad Aarhus-06. Prima della Millo, unica ad essersi cimentata nel binomio, è stata Carla Forcellini, che vinse l'oro a Portorico-03.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (8^ - peso W65) - le fatiche di alcuni lanciatori sono vere e proprie odissee. Tra le molteplici presenze della Del Giudice, annotiamo anche quella nel lancio del peso, specialità che non la vede eccellere così come nei lanci lunghi. Per lei ottavo posto con 8,43. Migliorato il 9° posto di San Sebastian-05, e Riccione-07 dove si arenò in qualificazione. Nel binomio, miglior posizione di sempre rimane quella di Maria Surza Myiazaki-93, dove giunse 5^.
  • ROBERTO AMERIO (8° - 400HS M40) - Di fatto non si è presentato ai blocchi di partenza per l'infortunio di cui si parlava ieri in batteria. Resta comunque l'impresa della finale raggiunta (10^ per un italiano ad un mondiale nel binomio), culminata con l'argento di Piazzola (unica medaglia mondiale) a Riccione 2007. Per Amerio la 6^ finale consecutiva in 6 anni nelle grandi manifestazioni internazionali outdoor (fra Mondiali ed Europei).
  • ANGELA BERTANZA (10^ - peso W65) - un paio di posizioni oltre la Del Giudice troviamo la Bertanza, che ha lanciato 6,92. Del peso W65 e di qualche statistica spicciola, vi rimando al commento sull'ottavo posto proprio della Del Giudice. La Bertanza ottiene comunque la sua miglior posizione ad un campionato mondiale (fino ad oggi vantava un 13° posto a Riccione-07, 22^ a Turku-91, 27^ a Gateshead-99 e 33^ a Buffalo-95). In assoluto la miglior prestazione rimane il 7° rango conquistato ad Ancona-09.
  • SABRINA CIPOLLA (10^ - disco W35) - 24,70 ottenuto nella finale diretta dall'esordiente Sabrina Cipolla. A livello "storico" ai Mondiali Open, nel binomio (W35/disco) meglio della Cipolla troviamo solo il 4° posto di Lucia Leonardi a Riccione-07, il 7° di Santa Sapienza (sempre a Riccione).
  • ALBERTO TIFI (12° - lungo M40) - esordio in una finale mondiale con 5,89 e il 12° posto. Peccato non aver trovato le giuste meccaniche proprio nell'appuntamento più importante. Non arrivava la medaglia, ma una posizione tra la settima e la nona erano alla sua portata.
  • ANTONIETTA MERLINI (12^ - 5000 W45) - Esordio sul palcoscenico mondiale con una dodicesima posizione e 20'30"20. 13^ posizione italiana di sempre nel binomio.
  • RITA MASCITTI (12^ - 5000 W40) - gara conclusa in 19'38"26. Seconda comparsa internazionale dopo il 7° posto di Ancona-09 sui 3000.
  • MARIA GRAZIA ROSSINI (13^ - giavellotto W40) - Posizione ottenuta con 11,60. Dodicesima giunse anche a Lubiana (con 13,31). L'Italia, nel binomio, era campione uscente con Veronica Becuzzi a Riccione-07.
  • ANTONIO BOLDRINI (14° - lungo M40) - Con 5,72 peggiorato il 12° di Riccione 2007. Ma davvero particolare il peggioramento prestativo, segno od indizio di qualche malanno. Ad Ancona, pochi mesi fa, Boldrini giungeva 6° saltando 6,31. Oggi quasi 60 centimetri in meno: non può essere solo un problema "tecnico".
  • ANDREA SOLDATI (15° - martello M50) - Con 34,11 Soldati coglie il 15° rango nella gara vinta con 62,51 (!) dal tedesco Bernard Ulrich. Mi risulta (personalmente) come esordio a livello internazionale. Nella binomio specialità/categoria l'Italia vanta l'oro mondiale di Massimo Terreni a Riccione-07, e il bronzo di Silvano Giovanetti a Portorico nel 2003. Quella di Soldati è la decima posizione italiana nella specialità ad un mondiale.
  • VINCENZO RUISI (18° - martello M55) - 27,43 per Ruisi nel martello, per una diciottesima posizione che migliora di un rango il miglior risultato ad un campionato mondiale all'aperto (il 19° nell'overall del pentathlon lanci di Riccione-07). A livello di singola specialità, Ruisi non si qualificò per la finale a Riccione in disco e giavellotto. Il 10° rango nel giavellotto M50 di Ancona-09 rimane quindi la sua miglior prestazione individuale a livello internazionale. Il 18° posto è comunque la miglior prestazione ottenuta da un italiano nel binomio (M55/martello) ai Campionati Mondiali Master all'aperto.
  • LUCIA TAGLIAPIETRA (21^ - 5000 W45) - 22'29"40 il tempo che le consente di raggiungere la sua miglior posizione ad un mondiale (a Riccione era giunta 23^ nel cross e 26^ negli 800).
  • 200 (batterie)
  1. Nella categoria M70 passano il turno Roberto Vaghi e Tristano Tamaro: inseriti nella medesima batteria corrono rispettivamente in 29"22 e 29"38. 5° e 7° tempo totale: si spera nella doppia finale.
  2. Vincenzo Felicetti, tra gli M60, parte disturbato da un pò di acciacchi. Mi confida che senza di essi vincerebbe a mani basse. Comunque sia, acciacchi o no, ottiene il miglior tempo con 26"01, in apparente decontrazione totale.
  3. Antonio Morero, M55, ottiene 30"55. Si passava con 28"00.
  4. Tra gli M50 si presenta una squadra corposa, ma passa il turno solo Adel Salama (25"05 con +1,6). Tempo per qualificarsi, 25"34. Sfortunatissimo Gabriele Carniato, primo degli esclusi con 25"39. Valentino Coco 26"91, Claudio Rapaccioni 26"92, Adriano Fait 28"81, Flavio Bertuzzo 31"91.
  5. Enrico Saraceni corricchia in 24"35 tra gli M45, in maniera da dosare le forze per le 9 fatiche (tra batterie, semifinali e finali di 100, 200 e 400). Domenico Furia con 24"66, si qualifica per le semifinali nonostante il 5° posto in batteria (capita appunto in quella più veloce). Fausto Bianchi corre in 24"57, ottimo terzo e pass per le semifinali. Ugo Zuliani parte col piede giusto: 24"72 con il secondo posto nella quarta batteria. Giampiero Natalini 27"05.
  6. Gli M40 sono la "gara degli italiani". Ormai da anni. Miglior tempo per Max Scarponi, 22"90. Lo segue a ruota un elegante Mauro Graziano (22"96). Ma si qualificano per le finali altri 3: Alberto Zanelli con 23"48, Marco Ceriani con 23"52, Pierluigi Acciaccaferri con 23"53. 5 italiani su 16 in semifinale. A Riccione furoni 8 (ma con 3 semifinali). Si passava con un notevole 24"01. Presenti anche Alessandro Di Marsico 27"19, Mario Ionta 29"09, Ciriaco Minchiello 25"03.
  7. Tra gli M35 passano le batterie Benatti (22"76) e Paolo Chiapperini (22"99). Si passa in semifinale con 23"75 (notevole!): fuori Gilberto Rodriguez di un niente: 23"81 (proprio sfortunato: anche nei 100 era rimasto fuori di pochissimo dal passaggio in semifinale). Il perugino Michele Minelli ottiene una delle sue migliori prestazioni dell'anno (24"58). Gabriele Nicolodi 26"77.
  • peso (qualificazioni)
  1. tra gli M55 si presentano in pedana Vincenzo Ruisi e Dario Filipponi. Il primo ottiene 9,66, il secondo 8,89, risultati non sufficienti a garantire il passaggio alla finale.
  • lungo (qualificazioni)
  1. Tra gli M50 Giuseppe Virli ottiene 5,00 mt, ottavo del proprio gruppo. In totale risulterà 14°, al momento non sufficiente per accedere alla finale.