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07/08/09

Lahti, day-7: Boranga primo oro mondiale outdoor - Rovelli al terzo oro consecutivo

(Giuseppe Rovelli e... il sottoscritto nel TIC di Lahti) - La settima giornata vede la conquista di 4 medaglie: Lamberto Boranga, Giuseppe Rovelli, Emanuel Manfredini e ancora Gabre Gabric. E' la giornata probabilmente più fredda. Temperature vicine ai 14°/15°, vento freddo che viene dal nord lappone, cielo plumbeo. Nonostante questo the show-must-go-on, e così tutti in pista sin dalle prime ore del mattino a conquistare un pezzo di storia. Come Giuseppe Rovelli, che ha dovuto prendere verso le 7:30 il bus 61 di Tikkurila (ho avuto nella circostanza l'onore di accompagnare il campione del mondo insieme a Stefano Dossena e Fabrizio Marnini) sino alla stazione dei treni di Dicksbury. Poi 45 minuti di treno e fermata a Lahti. Un paesaggio (dal finestrino di un regionale RV che spacca il secondo) un pò triste quando tutto è grigio: boschi di conifere, laghetti, qualche casetta rossa. Gli stessi finlandesi sembrano un popolo un pò triste (ma forse solo oggi, almeno spero). Tutto troppo perfetto. Noi italiani siamo indissolubilmente legati al sole e alla confusione e questa ne è l'ennesima riprova. Purtroppo, una volta allo stadio, spiace constatare che sulle tribune gli italiani siano vittime di una mini-diaspora: ognuno per conto suo. Ma tant'è: si va avanti... da soli. senza che nessuno capisca quanto sia importante creare un solo "gruppo-Italia" e non tanti piccoli gruppi. Ma ecco le prestazioni di tutti gli italiani della 7^ giornata.
  • LAMBERTO BORANGA (oro - lungo M65) - Primo oro mondiale (outdoor) per Lamberto Boranga a Lahti, che vinse l'oro ai Mondiali indoor di Clermont Ferrand nel 2008 saltando 5,22. Gara difficile: al primo turno di salti è secondo con 4,75 contro i 4,77 dell'estone Lamp. Dopo il secondo passa in terza posizione: 4,90 Lamp, 4,79 il russo Vnukov e 4,78 Lamberto. Al 4° migliora il russo: 4,88. Solo al 5° Boranga sfodera la sua classe: 5,02 e quindi 5,03. Campione del Mondo. 10° oro ad un mondiale di un M65 italiano. Miglior risultato (e prima medaglia) di sempre nel lungo nel binomio M65/lungo: la miglior prestazione fino ad oggi era stata il quarto posto di Amort Heinrich a Gateshead-99. Quella di Boranga è anche la 9^ finale di un italiano ad un mondiale sempre nel binomio.
  • GIUSEPPE ROVELLI (oro - martello M90) - terza medaglia consecutiva al mondiale del lanciatore lombardo. Tutte nei lanci, dopo il martellone e il disco. 6 medaglie d'oro conquistate sino ad ora dalla categoria M90 a Lahti (3 Rovelli, 2 Sansonetti e 1 Valcalebre): il massimo era stato 3 (a Portorico-03 e Brisbane-01). Mai tre atleti erano riusciti a vincere contemporaneamente (proprio Rovelli, Vlacalebre e Sansonetti). Se gli dovesse riuscire l'impresa di vincere il quarto oro nel pentathlon-lanci potrebbe essere il primo italiano M90 nella storia a portare a casa 4 ori. Sempre se Sansonetti non raggiunga prima questo traguardo. Vedremo nei prossimi giorni. Nella gara del martello odierna, la misura è stata di 21,43.
  • EMANUEL MANFREDINI (argento - M50) - Terza medaglia nel salto in alto a Lahti, dopo l'oro di Segatel tra gli M45 e l'argento di Arduini negli M35. A vincerla il campione d'Europa indoor in carica, Emanuel Manfredini. A Riccione-07 giunse "solo" settimo, con 1,72. A Lahti, grazie ad un salto di 1,78 arriva il bronzo. La gara è stata dominata dall'astro americano Bruce McBarnette (1,90), che come lavoro precipuo recita nelle soap-operas americane. C'è stato anche il tentativo di record del mondo dello stesso, purtroppo fallito di un niente. Manfredini è anche il primo M50 italiano a vincere una medaglia nel salto in alto ad un mondiale. Fino alla sua comparsa sulla pedana alle spalle dei 3 trampolini, il miglior risultato nel binomio M50/alto era stato un 5° posto a Miyazaki 1993 di Anton Holzgethan (con 1,65).
  • GABRE GABRIC (argento - disco W90) - continua la sfida Gabric-Kotelko, e al momento la canadese sempre essere più in forma: terzo oro per l'atleta d'oltreoceano, e terzo argento per la Gabric, che ha chiuso la gara con 12,55 (contro 13,92). E' la terza medaglia di sempre conquistata da una donna italiana nel disco ad un mondiale (partendo dalle W35). Le altre le aveva vinte ancora la Gabric (oro a Riccione-07 W90, e Maria Letizia Bartolozzi, bronzo a Riccione-07 nelle W40). Naturalmente due presenze, e due medaglie per la Gabric ad un mondiale nel binomio. Il carnet internazionale della Gabric si aggiorna: 11 ori e 4 argenti.
  • CLAUDIO UBALDI (4° - 10000 M45) - Non poteva mancare il "legno" quotidiano, stavolta per mano del volenteroso Claudio Ubaldi. Il tempo di 33'56"46 non è stato infatti sufficiente a vincere una medaglia che era posizionata una decina di secondi più sotto: 33'47"49. A Lubiana-08 era arrivato il bronzo, ma il quarto posto rappresenta per Ubaldi la sua miglior prestazione ad un mondiale, vantando nel proprio carnet al massimo un 15° posto nei 5000 di San Sebastian-2005. Nei 10000 della stessa edizione arrivò 17°. Seconda prestazione italiana di sempre nel binomio: meglio di lui, nei 94 precedenti, ha fatto solo Rossano Altini, oro a Riccione 2007.
  • LUCA TONELLO (5° - triplo M35) - nonostante le riserve del fisioterapista della nazionale, dopo l'infortunio patito a causa della pedana scivolosa nel salto in alto, Luca si presenta nel triplo e ottiene un buon 5° posto con 13,64. La quinta posizione è anche il miglior risultato ottenuto da un italiano M35 ad un mondiale, che pareggia l'analoga posizione ottenuta a San Sebastian-2005 da Markus Vinatzer. Solo 4 italiani sono riusciti ad accedere alla finale ad un mondiale nel binomio.
  • STEFANO DOSSENA (7° - disco M35) - Esordio positivo per il lanciatore lodigiano ad una manifestazione internazionale. E questo nonostante l'operazione alla spalla di marzo. Settimo con 31,17 in un evento caratterizzato dalla sfida vicino ai 60 metri tra il russo Borichevskiy e il finlandese Loikkanen (con un PB oltre i 63 metri!). Il settimo posto è il miglior risultato ottenuto da un italiano nel binomio M35/disco ad un mondiale outdoor. Pareggia l'analoga posizione ottenuta da Paolo Brero a Riccione-07. E' anche il 5° italiano di sempre ad accedere alla finale del disco.
  • MARIA LETIZIA BARTOLOZZI (7^ - martello W40) - 36,01 per un buon settimo posto. Le medaglie "iniziavano" a 40,32. Nel disco, un paio di giorni prima, era giunta 8^. Migliorata la sua miglior posizione ad un mondiale, proprio un ottavo posto a Riccione-07. Quella della Bartolozzi è anche la terza finale italiana di una W40 nel martello: due sono sue, la terza appartiene a Eva Gacs che a Myiazaki-93 vinse la medaglia d'argento.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (8^ - giavellotto W65) - in vista del pentathlon-lanci, del Giudice si cimenta in specialità "non-sue", come il giavellotto. Nella gara comunque arriva un buon 8° posto con 22,09, che è la terza posizione di sempre di un'italiana in un mondiale nel binomio. Meglio di lei solo Anna Flaibani (due volte quinta).
  • MASSIMILIANO REMUS (10° - martellone M35) - 11,03 per l'atleta italiano, nella gara vinta dal finlandese Tero Makela con 19,04, un risultato che ottengono i lanciatori "top" internazionali (Vizzoni possiede il record nazionale M35 con oltre 22 metri). Seconda prestazione all-time italiana nel binomio dopo il 4° posto di Francesco De Santis a Riccione-07.
  • VINCENZO RUISI (11° - martellone M55) - Con 10,96 arriva l'11^ posizione. E' la miglior posizione ottenuta da un italiano ai mondiali outdoor tra gli M55. E' anche il primo italiano ad accedere ad una finale (a Riccione i due atleti presenti non superarano le qualificazioni).
  • SABRINA CIPOLLA (12^ - peso W35) - continua ad inanellare presenze questa atleta laziale. Stavolta è il turno del peso, chiuso in 12^ posizione con 8,30. Terza prestazione di sempre ad un mondiale, dopo l'argento della Trancina a Riccione-07 e l'ottavo posto di Paola Clò Sagot a Roma 1985.
  • ANGELA BERTANZA (15^ - giavellotto W65) - come a Riccione 2007, la Bertanza chiude questa gara al 15° rango con 14,91. A Riccione lanciò più o meno la stessa misura: 15,13. Ad Ancona-09 la Bertanza riuscì a conquistare il bronzo con 16,90.
  • GAETANO PETRIZZO (22° - 10000 M55) - Dopo l'esordio internazionale ad Ancona-09 (25° nei 3000) arriva il 22° al Mondiale con 46'03"69 sui 10000. 35° italiano nel binomio a correre la gara ad un mondiale, la sua è il 13° piazzamento italiano di sempre. Nel 2007 nel binomio arrivò l'oro di Albert Rungger.
  • 10.000 M40: un 13° e un 16° posto rispettivamente conquistati da Vojko Bratina (37'24"95) e Fausto Lazzari (37'42"30). Esordio per il primo, presenze a Riccione e Clermont il secondo, ma sulla mezza e sulla maratona. Nella storia del binomio, una sola medaglia (l'argento di Renato De Palmas a Chistchurch nel 1981) a fronte di 115 presenze. La 13^ posizione è la 12^ posizione di sempre.
  • 400 (batterie)
  1. Tra gli M70 passa in finale il neo-medagliato (sui 200) Roberto Vaghi: 1'08"29, 5° tempo e 5° italiano di sempre a raggiungere questo traguardo nel binomio. Non altrettanta fortuna per Sergio Veronesi, fuori con 1'14"57, a Riccione chiuse 6°.
  2. Negli M60 Vincenzo Felicetti fa accademia: 59"32, miglior tempo del lotto di partecipanti. Ma l'Italia stavolta presenta un trio delle meraviglie: Rudolf Frei vince la terza batteria con 1'00"25 e Aldo Del Rio la quarta in 1'00"08. Primo, terzo e quarto tempo totali dopo il primo turno. Si va alle semifinali ottimisti.
  3. Negli M55 Francesco Bastiglia non riesce nell'impresa di accedere alla finale. 1'01"49, quando serviva 1'01"16 (ottenuto proprio nella sua batteria dall'inglese Bell). Peccato, perchè il tempo era alla sua portata. Pensate, solo un atleta nella storia italiana (nel binomio) ha corso la finale mondiale M55: Vittorio Biagiotti nel 1985 a Roma, dove giunse 7°. Lo stesso hall-of-famer Vincenzo Felicetti a San Sebastian 2005 non riuscì a partecipare alla finale per un infortunio.
  4. Folla oceanica alla partenza dei 400 M50: 7 batterie. 52 atleti. 4 italiani al via, ma uno solo passa il barrage: Alessandro Cipriani, che correndo in 57"99 passa in semifinale con l'ultimo tempo a disposizione. Non riescono a passare il turno Valentino Coco con 59"70, Claudio Rapaccioni con 59"90 e Carlo Alberto Andreoli con 1'18"00. Altra specialità "ostica": solo in 4 nella storia italiana master sono risuciti ad arrivare in finale nel binomio M50/400.
  5. Nelle batterie M45 Enrico Saraceni controlla agevolmente la prima in 52"97. E' la settima prova in pochi giorni e ne mancano ancora due, bisogna centellinare le forze. Si viene ripescati con 55"21 ed Ugo Zuliani con 55"95 non passa lo sbarramento. Stesso tempo e stessa sorte per Alessandro Manfredi. Fausto Bianchi con 55"07 passa con il penultimo tempo, penalizzato dall'8^ corsia.
  6. Cristina Amigoni, dopo l'oro mondiale nei 400hs, si vede impegnata nei 400 (unica atleta italiana in tutte le categorie sui 400... molto male). Ottiene comunque il 5° tempo con 1'01"73. E' la seconda italiana nella storia (nel binomio W40/400) ad accedere ad una finale mondiale. La prima e unica, Rosa Marchi, vinse l'argento a San Sebastian 2005.
  7. Le batterie degli M40 hanno fatto fuochi e fiamme, manco fossero già delle finali. Si passa in semifinale con 52"82, e il primo a farne le spese è Alberto Zanelli, primo escluso con 52"92. Fuori anche Marco Ceriani con 53"44, ma alla fine di giugno si era infortunato leggermente compromettendo parte della preparazione. Non ce l'hanno fatto Fausto Salvador, che ha reagito troppo in ritardo ad una prima parte troppo lenta per le sue caratteristiche (54"65). Infortunato a 100 metri dalla fine Pierlugi Acciaccaferri, ed incolore la prova di Fabrizio Marnini (56"81, quando tutta la stagione aveva corso attorno ai 55"). Unico salvatosi dall'ecatombe di italiani è stato il solo fresco campione del mondo Massimiliano Scarponi, impostosi autorevolmente nella propria batteria in 52"26.
  8. M35 - Si passa in semifinale con 53"39 (contro i 52"82 dei 40). Ma stavolta la "gara degli italiani" (vittoria del mondiale 2007 di Barcella, europeo 2008 di Gulino e Europeo indoor 2008 di Poeta) è davvero difficile. Si è rotta la membrana di pregiudizio internazionale sui master e cominciano ad arrivare "quelli forti", e a noi italiani l'arduo compito di migliorarci ed essere competitivi. Cominciano male le batterie, nel senso che piovono ottave corsie che pregiudicheranno poi l'intero corso verso la finale. Alessandro Gulino (vittima di uno strappo ad un polpaccio solo a maggio) passa per secondo della prima batteria 51"89, quella dove un americano dal fisico "a cuneo", Terrance Spann, "corricchia" in 50"07. Primo segnale. Uno dei possibile favoriti, l'olandese Andrea Werner, rimane sui blocchi. Fuori. Massimiliano Poeta, in ottava corsia, deve essere ripescato con 51"23 (arriva terzo) ma il piccoletto inglese Rubenis corre già in 50"99. Edgardo Barcella sembra stia bene: 51"18, ma anche qui una corsia esterna lo costringe ad una gara innaturale, e ad uno sforzo notevole per giungere terzo e deve ricorrere ai ripescaggi (con il danese Jorgensen "facile" a 50"69). Salvatore Romano passa in semifinale (ripescato dopo il ricorso di Werner, anche se lui poi non si presenterà) con 53"09, mentre Michele Minelli, nonostante una bella gara in 53"97, non riesca a passare il primo turno. Maurizio Pistillo, nella medesima batteria, si migliora con 55"23, anche se il vero eroe di giornata è Luigi Luccioli. Tutti sappiamo perchè: era sui blocchi di partenza delle batterie dei 400 dopo aver vinto una delle più grandi battaglie della sua vita. Per noi il vero Campione del Mondo, anche se Spann dovesse correre in 48".
  • giavellotto (qualificazioni)
  1. Vincenzo Ruisi nella categoria M55 nel giavellotto con 28,18 non passa l'impegnativo "taglio" a 39,90. Rimangono in 6 gli italiani che nel binomio sono riusciti ad accedere alla finale mondiale. Una sola medaglia vinta: il bronzo di Fabio Diotallevi a Riccione-07.
  2. Tra gli M50 tutti fuori i 3 italiani presenti (e impegnati nel primo gruppo). Rammarico per Lucio Buiatti che lanciando 47,24 ha mancato la qualificazione di 60 centimetri. Prima finale mancata dopo 6 accessi consecutivi negli ultimi 3 anni nelle grandi manifestazioni e culminati col bronzo di Clermont-08. 42,30 per Giampaolo Munari, e 21,09 di Flavio Bertuzzo. Il binomio ai mondiali è davvero ostico per gli italiani: miglior posizione 2 dodicesimi posti a San Sebastian 2005 e Roma 1985 (rispettivamente con 39,01 e 41,46) da parte di Paolo Perbellini e Alberto Celant. Poco consola Buiatti che il suo risultato metrico è il miglior ottenuto da un italiano M50 ad un mondiale.
  • 1500 (qualificazioni)
  1. Gianfranco Natoli chiude in fondo al gruppo della seconda serie con 6'12"66 (si accedeva alla finale con 5'08"50). L'impresa era molto difficile "storicamente": solo in 4 occasioni (su 18) un italiano era risucito ad accedere alla finale nel binomio M55/1500. Un solo bronzo all'attivo: quello di Mario Mazzoleni a Roma 1985.
  2. Daniele Pedrini (1500 M50) con 4'42"09 passa in finale col 12° tempo. A Riccione, pur correndo in 4'28" (negli M45) non era risucito a passare le forche caudine delle batterie. 6° italiano di sempre nel binomio a partecipare alla finale.
  3. Francesca Pini-Prato (1500 W40) - Accesso diretto in finale con 5'16"92. Ma pensate: hanno fatto due batterie, 17 persone in totale, per eliminarne solo una... la povera spagnola Ballesteros. In Italia avrebbero fatto correre a tutte la finale diretta. La Pini-Prato è così storicamente l'ottava finalista italiana nel binomio.
  4. Gianni Bruzzi (1500 M40) - Clienti non facili, accreditati anche di tempi inferiori ai 4'. In batteria Bruzzi passa comunque agevolmente in 4'12"09, secondo tempo assoluto. Ma in finale sarà battaglia. 14° italiano in finale nel binomio.

06/08/09

Lahti, day-4: 3 ori e 3 argenti

Sono tornato solo ieri da Lahti. Consiglio per i naviganti: per chi ama la natura è la vacanza ideale, ma armatevi di pullover e k-way. L'altro ieri temperature siberiane... una cosa non è mai mancata: la pioggia, ma potrebbe essere stato un caso. Altro consiglio: la vita lassù costa cara. Molto casa, come il mio caffè espresso (ma che equivale ad un caffè molto lungo a queste latitudini) pagato 3 euro. Sono rimasto un pò indietro con la cronaca di Lahti (poi rimando ad una dettagliata analisi di quanto avvenuto al dopo-Lahti). A proposito: ho avuto la fortuna di soggiornare in albergo con il pluricampione mondiale, il Sig. Rovelli: un'altra storia affascinante al pari di quella di Ugo Sansonetti. Un "giovane" nell'anima e nel corpo. Pensate, mi ha detto del suo avversario principe, un giapponese. "Io lo guardavo e mi dicevo: ma questo sembra mio nonno!!!". Peccato che la nazionale italiana sia "diasporata" sulle tribune, e non vi sia un gruppo-tifo come molte delle altre nazioni. Vediamo invece atleta-per-atleta quanto accaduto il primo agosto... poi spero di portarmi alla pari nei prossimi giorni.
  • GIUSEPPE ROVELLI (oro - martellone M90) - Giuseppe Rovelli con 8,16 ottiene la sua prima medaglia d'oro ad un mondiale, in una delle categorie tradizionalmente più foriere di metalli pregiati. E' il settimo italiano sopra i 90 anni a vincere in un mondiale all'aperto una medaglia d'oro. Primo oro nel martellone (ma nel martello si sono avuti gli ori di Amoretti e Riboni). Parlando con lui, l'altro giorno, mi diceva: ho vinto quattro ori ad Ancona, quattro a Cattolica, e non sarebbe male continuare con la regola del quattro anche qui a Lahti.
  • UGO SANSONETTI (oro - 100 M90) - Ugo Sansonetti è invece l'ottavo italiano ultranovantenne a conquistare un oro mondiale (solo per l'orario in cui ha corso la gara rispetto ai lanci di Rovelli). 27° oro internazionale di Sansonetti (a me noto... probabilmente sono di più), 11° ad un mondiale all'aperto (questo dovrebbe essere esatto), 3° sui 100 (vanta, oltre a Lahti, gli ori di San Sebastian 2005 da M85 e Buffalo 1995 da M75). 10° oro italiano nei 100 metri ad un Campionato Mondiale Master (con soli 5 atleti).
  • ENRICO SARACENI (oro - 100 M45) - Enrico Saraceni vince finalmente nell'unica specialità della velocità dove ancora non aveva portato a casa l'oro. 29° oro internazionale (dato comprensivo delle staffette), 20° a livello individuale. E' invece il 4° oro individuale ad un mondiale (due ori sui 400, a San Sebastian e Riccione e uno sui 200 sempre a San Sabastian). Sui 100 ai mondiali open, vantava fino ad oggi l'argento a San Sebastian con 10"79 (suo PB), e il 4° posto a Riccione nella gara vinta da Mario Longo. Sempre nei 100, ma a livello indivudale, fu argento anche a Lubiana l'anno scorso e a Poznam nel 2006. Insomma, rotto un tabù.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (argento - martello W65). La Del Giudice ha trovato negli ultimi anni una forma davvero olimpica. Record e soprattutto medaglie. Nel mio database (ma mancano diverse edizioni degli Europei pre-2000) questo dovrebbe essere il 21^ podio internazionale (e come apice, l'oro mondiale di Clermont-Ferrand 2008 nel disco W65). Tutte medaglie vinte dal 2004 in poi. Presente alle precedenti edizioni dei Campionati Mondiali all'aperto sia a San Sebastian 2005 che a Riccione 2007 tra le W60, non andò oltre un 9° (peso, San Sebastian) ed un 11° posto. (Disco, Riccione). Che miglioramento!
  • GABRE GABRIC (argento - peso W90) - La Gabric incontra sulla sua strada la Canadese Olga Kotelko, e accade ciò che nessuno si aspettava: l'argento. Ma questo, consentitemi, è il bello dello sport: a 90 e passa anni la canadese e l'italiana hanno dato vita ad uno scontro centimetro per centimetro, che ha visto prevalere la Kotelko di soli 13 centimetri (4,86 vs 4,73). E' la prima sconfitta nel lancio del peso di una delle nostre più rappresentative atlete master dopo quattro vittorie consecutive nelle grandi manifestazioni internazionali master (da Riccione 2007, passando per Clermont 2008, Lubiana 2008 e arrivando sino ad Ancona 2009). Aspettiamo la reazione!
  • INGEBORG ZORZI (argento - alto W60) - l'altoatesina conquista la sua seconda medaglia mondiale, dopo il bronzo nell'heptathlon. Per lei un salto a 1,27, a soli 3 centimetri dall'oro dell'australiana Margaret Taylor. Del resto la Zorzi è tutt'ora campionessa europea al coperto, dopo l'1,25 di Ancona-2009 (e bronzo a Lubiana-08 e Linz-06). Migliorato (nettamente) l'ottavo posto di Riccione-07 (da W55) ma con 1,20.
  • TRISTANO TAMARO (4° - 100 M70) - Per Tamaro un quarto posto prestigioso con 13"89, nella gara che Guido Muller ha rischiato di perdere dal finnico Aimo Mikkola (13"17 vs 13"24). Il bronzo di Portorico-2003 (ma sui 200) rimane quindi la sua miglior prestazione ad un mondiale master all'aperto (a livello indoor nel carnet troviamo anche un argento nei 60 a Sindelfingen 2004). Sui 100 a Lahti la sua miglior prestazione di sempre, che migliora il 6° rango conquistato proprio a Portorico-2003.
  • PAOLO CHIAPPERINI (5° - 100 M35) - Il 5° posto è la sua miglior prestazione ad un campionato mondiale (11"27 dopo l'11"22 in semifinale) che pareggia l'analoga posizione di Clermont-Ferrand sui 60 metri. Quest'anno, nonostante in Italia sia già M40, due medaglie ai Campionati Europei indoor (60 e 200) e l'oro nella staffetta 4x200. Storicamente, nella categoria M35 la miglior prestazione ad un Campionato Mondiale sui 100 metri è stata quella di Antonello Palla (4° nel 2007 a Riccione). Chiapperini è anche il secondo finalista (proprio dopo Palla) italiano nella storia dei 100 M35 ad accedere alla finale.
  • MARIA LETIZIA BARTOLOZZI (8^ - disco W40). Con 30,91 la Bortolozzi giunge 8^ in una gara dove la vincitrice, la Lituana Mikelyte lancia addirittura 47,47 metri! La seconda a "soli" 14 metri di distanza (33,65). Con 33,52 finiva il podio. Quest'anno l'atleta toscana aveva lanciato oltre i 32: non troppo distante quindi. A Riccione arrivò il bronzo nel disco W40 con 32,40 (miglior prestazione ad un campionato del mondo, mentre a livello di podi la Bartolozzi vanta l'argento ad Helsinki-07, euroindoor, nel martellone): il livello medio si è quindi di molto elevato. Aspettiamo le altre specialità.
  • SERGIO LOVANIO (8° - 5000 M55) - ottava posizione di Lovanio sui 5000 con 17'40"48. L'Italia non ha mai vinto questa specialità (in questa categoria) e troviamo solo due argenti (l'ultimo nel 1985 a Roma, dall'hall-of-famer Cesare Bini. Il primo addirittura nel 1979). Quella di Lovanio è proprio la terza prestazione italiana di sempre (come posizione) ad un Campionato Mondiale master, dietro alle due datate medaglie. Prima presenza ad una manifestazione internazionale master per questo atleta.
  • ALFREDO STELLA (20° - 5000 M65) - Purtroppo la scissione in due serie dei 5000 in molti casi ha compromesso l'esito delle gare. Un conto è sulle gare corte come gli 800, ma su quelle lunghe, è fin troppo facile mettersi a fare il ritmo e battere coloro che sono partiti nella serie precedente. Stella giunge 6° nella prima serie, e 20° nell'aggregate. Alfredo Stella è uno dei "veterani" del mondo master italiano: partecipa alle grandi manifestazioni master (random) sin da Turku-91. Miglior risultato un 15° nei 10000 a Portorico-2003. Miglior posizione (con il 20°) invece nei 5000 proprio a Lahti (dove vantava un 33° a Gateshead-99).
  • LUNGO M40 (qualificazioni) -
  1. Giorgio Federici piazza la miglior misura di qualificazione dei due gruppi: 6,32 al primo tentativo. Passato. Tra mondiali ed Europei, Giorgio è salito sette volte su otto sul podio (unico neo il 4° posto di Ancona 2009): due argenti tra San Sebastian-05 e Riccione-07. Michele Ticò si qualifica con 6,11 (settima misura del seeding). Nel suo palmares internazionale 3 quarti posti tra asta e lungo (3 medaglie di legno...): nel lungo l'ultimo "legno" a Helsinki 2007. A Riccione proprio nella stessa specielità arrivò ottavo. Migliorerà in finale? Vedremo dopo. Il "nuovo" Alberto Tifi esordisce con 6,14 ai Mondiali open, dopo l'esordio internazionale di Ancona (duplice settimo posto nei salti in estensione). Si qualifica per la finale anche Antonio Boldrini, con 5,70 (ultima misura a disposizione). A Riccione-07 giunse 12°. Due finali mondiali in due edizioni consecutive come M40. Alla finale, quindi, un terzo di atleti italiani (4 su 12).
  • 100 (semifinali):
  1. Tristano Tamaro si qualifica per la finale tra gli M70 con il quarto tempo (13"95). Il podio sembra fuori portata: i finlandesi in particolare sembrano essere usciti da chissà dove e vanno come lippe. Interessante vedere se Guido Muller (il fenomeno tedesco con cui Tamaro ha dovuto per anni convivere all'ombra) saprà domare soprattutto Mikkola (13"28 vs 13"42).
  2. Tra gli M50 l'Italia presenta Adel Salama e Gabriele Carniato. Semifinali proibitive (ma non troppo), tanto che il tempo per accedere alla finale sarà 11"94. Adel Salama (nella semi aiutata dal vento) corre in 12"08, mentre Carniato (in quella avversata da Eolo) 12"56. Per Adel prima partecipazione ad un mondiale (agli Europei di Ancona fu squalificato in batteria), mentre Carniato raggiunge una seconda semifinale mondiale dopo quella sui 200 di Riccione-07. Per adesso il 7° posto di Lubiana-08 rimane la sua miglior prestazione di sempre.
  3. Marinella Signori rimane invece l'unica donna italiana nella velocità a disputare una semifinale. Dopo i fasti degli anni passati un notevole passo indietro del movimento (dovuto in massima parte alle assenze). Nelle W45 corre in 13"59 che non le consentono l'accesso in finale (si entrava con 13"10). Si ferma così ancora in semifinale la corsa della Signori così come a Riccione: la sua miglior prestazione a livello internazionale rimane il 6° posto ai mondiali indoor di Sidelfinge-04 dove giunse sesta.
  4. Tra gli M45 tutto facile per Enrico Saraceni che vince in 11"31 la propria semifinale, laddove tutta la categoria cerca (invano) un avversario che lo possa minimamente mpensierire sino ai 400. L'unico a poter creare qualche lieve fastidio (almeno in partenza) al pescarese sembra essere il nerboruto britannico Dalton Powell (ma probabilmente dovrebbe perdere una decina di chili per poter correre anche dai 50 in su). Domenico Furia esce di scena con 12"07 (serviva 11"93 per la finale, più o meno come per gli M50). Questa rimane comunque la sua miglior prestazione ad un campionato mondiale, visto che a Riccione si fermò ai quarti di finale nei 200.
  5. Negli M35 approdano alle semifinali Paolo Chiapperini e Fabio Orlandi. Chiapperini (che di fatto in Italia corre tra gli M40) accede in finale correndo in 11"22 nella meno abbordabile (ormai il livello prestativo è di molto aumentato nelle categiorie d'esordio). Presenti sia l'indiano Amit Khanna che il nigero-finlandese Nnamdi Anusim (entrambi presenti a grandi manifestazioni internazionali IAAF degli ultimi anni). A Riccione 2007, causa il ritorno alle competizioni dopo un periodo di stop, si fermò in batteria. Fabio Orlandi, da parte sua, si ferma con 11"82 al secondo turno. Una serie di infortuni a ripetizione non gli ha permesso di avere la forma che lo portò al bronzo europeo di Lubiana sui 200.
  • 800 (semifinali)
  1. Luigi Ferrari passa "facile" tra gli M50 in 2'05"98. Ad Ancona 2009 si è laureato campione d'Europa con 2'11"92. Vedremo cosa farà in finale.
  2. Lucia Tagliapietra corre in 3'09"44 la propria semifinale W45 degli 800. Non sufficiente per passare in finale (2'55"07). A Riccione giunse 26^ nell'overall con 3'08"56: qui 14^.
  3. Francesca Pini Prato: anche per lei correre in 2'40"14 non è sufficiente ad accedere alla finale tra le W40 (si entrava con 2'34"06). I migliori risultati a livello internazionale sono comunque sempre arrivati da distanze maggiori (con l'argento nella mezza maratona a squadre di Linz-06). Miglior risultato ad un mondiale il settimo posto a Clermont-08 nel cross, mentre a Riccione giunse 7^ nei 10000. Negli 800 era giunta ottava a Lubiana-08.
  • disco (qualificazioni)
  1. Tra gli M65 si presentano Umberto Benevenia e Romano Graziano Bianco. Purtroppo poca fortuna per i due. Si passava in finale con 38,92. Bianco primo escluso con 38,21, mentre Benevenia esce con 34,46. Per Romano anche a Riccione-07 la gara finì alla fase di qualificazione, 29° con 37,80: netto comunque il miglioramento (13° al mondo). Per Benevenia, dopo l'ottavo posto di Clermont-08 e l'11° di Ancona-09, una prestazione (34,46) che è la sua miglior prestazione ad un campionato internazionale.
  • 400hs (semifinali)
  1. Tra gli M45 Frederic Peroni si presenta con 58"36, secondo tempo assoluto prima della finale. Quest'anno Frederic ha sfiorato il record italiano correndo in 57"16, e sperare nella medaglia è (era) nel normale ordine delle cose.
  2. Roberto Amerio, M40, infortunato un paio di settimane fa, stoicamente si presenta sui blocchi dove ottiene 59"78, ultimo tempo valido per accedere alla finale.
  3. Gian Luca Camaschella, già autore di buoni tempi nell'attività nazionale nelle ultime settimane, corre in 59"91 in pieno controllo ed accede facilmente alla finale. 4° tempo totale.
  4. Alessandro Cipriani, M50, anche lui in finale con 1'02"93, 8° tempo d'accesso nelle tre semifinali (di fatto una pre-finale). Antonio Muratore, nella stessa categoria, 1'11"96 (all'esordio internazionale).
  5. Cristina Amigoni ha invece dominato le batterie dei 400hs W40 con 1'07"33 (primo tempo). Giuseppa Lacava fuori con 1'15"87.
  6. Tra gli M70 non ce l'hanno fatto ad accedere alla finale dei 300hs sia Sergio Veronesi (58"83) che Guido Carolla (1'03"84). Nessun M70 della storia del masterismo italiano è riuscito sino ad ora ad accedere alla finale dei 300hs. A livello internazionale mai vinta una medaglia (sempre con gli M70) e miglior posizione il 4° proprio di Veronesi a Lubiana l'anno scorso.