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10/02/13

Giuseppina Grassi e il doppio record nell'alto F55

Ad Ancona, il giorno 6 di febbraio, doppio record italiano per Giuseppina Grassi, (nella foto qui a sinistra della Fidal Emilia Romagna) portacolori della Atletica Santamonica di Misano. Nella solitaria gara, la F55 classe 1957, dopo aver saltato le due misure di 1,20 e 1,25 alla prima, ha attaccato il record di Ingeborg Zorzi di 1,29. Dopo un primo errore a 1,30, si infila il secondo ed è record nazionale. Non paga la Grassi chiede 1,35, misura che riesce a valicare al terzo tentativo: secondo record italiano nel giro di pochi minuti. Il corrispettivo in AGC equivale a 87,10%, che paradossalmente è di qualche centesimo percentuale inferiore all'87,16% della Zorzi che il record italiano lo ottenne nell'ultimo anno di categoria, ovvero a 59 anni. Naturalmente la Grassi non è nuova a queste imprese, visto che attualmente detiene i due record F55 dell'alto, avendo incassato anche quello outdoor con la stessa misura di Ancona, a Comacchio lo scorso giugno.Tra i suoi honours passati anche i record F50 (indoor e outdoor) sempre nell'alto (ora passati di mano), e quello del lungo F50 (anche questo nel frattempo superato). A proposito: nel frattempo ho concluso un lunghissimo percorso di raccolta dati, quanto meno per gli uomini in relazione ai titoli italiani vinti nella storia del masterismo azzurro. Potrei fare una classifica assoluta dei più titolati di sempre: ce n'è uno con oltre 100 titoli! 

15/08/09

i 12 (+4...) record italiani di Lahti

Ha ragione il Duca quando parla di "confusione" sui record. Mi sono preso la briga di verificare i record italiani stabiliti a Lahti, ed è così che ne sono emersi 12 che andrebbero bene per l'Ufficio Statistico della Fidal, e 4 che invece sarebbero quelli che a livello internazionale varrebbero (ma che in Italia non valgono, proprio per la discrasia regolamentare tra le norme Fidal e quelle WMA). Ricordo (per chi ancora non lo sapesse) che il tutto nasce da una diversa configurazione del mondo master, per la quale in Italia (e non so in quali altri stati) si entra in una categoria al primo gennaio dell'anno di compimento dell'età "giusta" (anche se si è nati il 31 dicembre di quell'anno). A livello internazionale l'ingresso nella categoria avviene solo al compimento dell'età anagrafica... Ergo, chi per esempio quest'anno compisse i 45 anni al 31 dicembre, sarebbe per tutto l'anno un M40 (ma la Corrida di San Silvestro la potrebbe correre come M45...). Chi ha ragione? Cui prodest? Sono sostenitore della regole relativa all'anno (e non alla data), ma avanzando la proposta nel forum di Masterstrack le voci contro sono state nettamente superiori a quelle a favore. Naturalmente c'è chi si è fatto due rapidi conti in tasca: chi è nato verso l'inizio dell'anno (fino a giugno) ha tutto l'interesse a competere con la data di nascita come border-line (verrebbero esclusi un sacco di "giovani", soprattutto a livello indoor). Chi nasce dopo vuole naturalmente il contrario. Certo è che così non si può andare avanti: necessita un'omogeneizzazione a livello internazionale. In un modo o nell'altro. A proposito: la Fidal che si era impegnata a perorare questa causa (così come ho letto nel programma elettorale 2004-2008) cos'ha fatto concretamente?
Ma torniamo a Lahti. 12 record italiani dicevo (validi sia per la Fidal che per la WMA). Un record del mondo (quello di Sansonetti nei 400 m90, che lo risarcisce di quello perso sugli 800) ed un record europeo (quello della Gabric nel disco w90, così come riporta Ivar Soderlind nel suo report sul sito della EVAA). Vediamo nello specifico:
  • Marinella Signori ha migliorato ancora il suo record italiano spostandolo in batteria nei 100 dal 13"46 (ottenuto a Cattolica agli italiani master) a 13"42 corso in batteria.
  • Vincenzo Felicetti ha abbassato invece i suoi record sui 400 in due occasioni: in semifinale ed in finale: prima 57"26, quindi il 56"77 che gli ha consentito di vincere l'oro. Anche per Vincenzo il record risaliva a Cattolica con 57"31. E' la 5^ volta che nella stagione Felicetti abbassa il record. Sfortunato invece nei 200, dove il record è resisitito nonostante la vittoria mondiale al 25"55 corso a San Benedetto.
  • Ugo Sansonetti: il nuovo record italiano (1'35"04) polverizza la sua stessa miglior prestazione di 1'39"20 corsa a Cattolica. Ma la novità è che viene polverizzato anche il precedente record mondiale di 1'38"69 del tedesco Mahlo del 2002. Ben 3 secondi e mezzo in meno.
  • Luigi Ferrari: un pò a sorpresa mi sono trovato pure questo record italiano: 2'04"83 sugli 800 M50. In realtà quello precedentemente tabellato risulta essere un 2'04"8 manuale ottenuto da Enrico Greppi nel 1983, uno dei più antichi record italiani in circolazione (dovrebbe essere il 10° record master al momento più datato, il 4° degli M50). Un'impresa, insomma, che valica il tempo, ma che non gli ha consentito di andare a medaglia (5°).
  • Nadia Dandolo: non poteva essere più roboante l'entrata nel mondo master di una delle più forti mezzofondiste italiane di sempre. Argento e record italiano con 17'23"08 (precedente 18'03"90 di Maria Pia D'Orlando risalente al 1991, l'anno della tripletta mondiale: cross, 5000 e 1500).
  • Gabre Gabric ha invece migliorato portandolo a 12,55 il record del disco, che a lei stessa apparteneva con 12,14. Anche questo record ottenuto a Cattolica quest'anno. Particolarità: in Italia i record della Gabric rientrano tutti nella categoria F95, ed il record europeo è invece classificato nella categoria w90.
  • Ingeborg Zorzi è stata invece la prima italiana W60 della storia a cimentarsi sugli 80 hs (durante l'eptathlon): 15"76.
  • Giuseppe Rovelli: il più medagliato italiano di Lahti 2009, ha migliorato di una manciata di punti (12), il suo stesso record M90 ottenuto a Macerata l'anno scorso: 4005 contro 4017.
  • Brunella Del Giudice: le grandi prestazioni mondiali della Del Giudice si sono concluse con il record del pentathlon/lanci. Sfiorati diversi record, ma oltrepassato solo quello delle prove multiple nei lanci: 4471 punti. 4369 il precedente record della stessa Del Giudice risalente a Lubiana 2008.
  • 4x400 M60: 4'00"78. Sensazionale record, che abbassa addirittura di quasi 3"50 il precedente di 4'04"10 della formazione schierata a Riccione 2007. Ma visti i 3 finalisti della gara individuale, con il 4° nella finale dei 100hs, il record era nell'aria.
  • Enrico Saraceni: a livello internazionale Saraceni avrebbe abbassato i record sia dei 100 che dei 200 (11"22 e 22"61 con -1,5), ma per la Fidal Mario Longo, nella sua condizione di pre-45enne, di fatto ha già riscritto la storia delle migliori prestazioni italiane nella categoria.
  • Roberto Vaghi: infine l'ottimo campionato del mondo di Roberto Vaghi si è concluso con un record "ad età compiuta" nei 400 M70: 1'06"85 contro l'1'08"90 di Ludovico Bonvecchio del 2001. Il record "pre" era invece di 1'06"90: quindi meglio anche di questo. Di fatto c'è un record indoor dello stesso Torre che ha corso in 1'06"16.
Assoluto (record Fidal)
  • 100 W45: 13"42 (1,0) - Marinella Signori
  • 400 M60: 57"26 - Vincenzo Felicetti
  • 400 M60: 56"77 - Vincenzo Felicetti
  • 400 M70: 1'06"85 - Roberto Vaghi
  • 400 M90: 1'35"04 - Ugo Sansonetti (WR)
  • 800 M50: 2'04"83 - Ferrari Luigi
  • 5000 W45: 17'23"08 - Nadia Dandolo.
  • disco W90: 12,55 - Gabre Gabric (ER)
  • 80HS W60: 15"76 - Ingeborg Zorzi
  • Pentathlon lanci M90: 4017 - Giuseppe Rovelli
  • Pentathlon lanci W65: 4471 - Brunella Del Giudice
  • 4X400 M60: 4'00"78 - Frei, Montaruli, Del Rio, Felicetti
Ad età compiuta (non riconosciuto dalla Fidal)
  • 100 M45: 11"31 (1,2) - Enrico Saraceni
  • 100 M45: 11"22 (0,0) - Enrico Saraceni
  • 100 M90: 17"82 - Ugo Sansonetti
  • 200 M45: 22"61 (-1,5) - Enrico Saraceni.

06/08/09

Lahti, day-4: 3 ori e 3 argenti

Sono tornato solo ieri da Lahti. Consiglio per i naviganti: per chi ama la natura è la vacanza ideale, ma armatevi di pullover e k-way. L'altro ieri temperature siberiane... una cosa non è mai mancata: la pioggia, ma potrebbe essere stato un caso. Altro consiglio: la vita lassù costa cara. Molto casa, come il mio caffè espresso (ma che equivale ad un caffè molto lungo a queste latitudini) pagato 3 euro. Sono rimasto un pò indietro con la cronaca di Lahti (poi rimando ad una dettagliata analisi di quanto avvenuto al dopo-Lahti). A proposito: ho avuto la fortuna di soggiornare in albergo con il pluricampione mondiale, il Sig. Rovelli: un'altra storia affascinante al pari di quella di Ugo Sansonetti. Un "giovane" nell'anima e nel corpo. Pensate, mi ha detto del suo avversario principe, un giapponese. "Io lo guardavo e mi dicevo: ma questo sembra mio nonno!!!". Peccato che la nazionale italiana sia "diasporata" sulle tribune, e non vi sia un gruppo-tifo come molte delle altre nazioni. Vediamo invece atleta-per-atleta quanto accaduto il primo agosto... poi spero di portarmi alla pari nei prossimi giorni.
  • GIUSEPPE ROVELLI (oro - martellone M90) - Giuseppe Rovelli con 8,16 ottiene la sua prima medaglia d'oro ad un mondiale, in una delle categorie tradizionalmente più foriere di metalli pregiati. E' il settimo italiano sopra i 90 anni a vincere in un mondiale all'aperto una medaglia d'oro. Primo oro nel martellone (ma nel martello si sono avuti gli ori di Amoretti e Riboni). Parlando con lui, l'altro giorno, mi diceva: ho vinto quattro ori ad Ancona, quattro a Cattolica, e non sarebbe male continuare con la regola del quattro anche qui a Lahti.
  • UGO SANSONETTI (oro - 100 M90) - Ugo Sansonetti è invece l'ottavo italiano ultranovantenne a conquistare un oro mondiale (solo per l'orario in cui ha corso la gara rispetto ai lanci di Rovelli). 27° oro internazionale di Sansonetti (a me noto... probabilmente sono di più), 11° ad un mondiale all'aperto (questo dovrebbe essere esatto), 3° sui 100 (vanta, oltre a Lahti, gli ori di San Sebastian 2005 da M85 e Buffalo 1995 da M75). 10° oro italiano nei 100 metri ad un Campionato Mondiale Master (con soli 5 atleti).
  • ENRICO SARACENI (oro - 100 M45) - Enrico Saraceni vince finalmente nell'unica specialità della velocità dove ancora non aveva portato a casa l'oro. 29° oro internazionale (dato comprensivo delle staffette), 20° a livello individuale. E' invece il 4° oro individuale ad un mondiale (due ori sui 400, a San Sebastian e Riccione e uno sui 200 sempre a San Sabastian). Sui 100 ai mondiali open, vantava fino ad oggi l'argento a San Sebastian con 10"79 (suo PB), e il 4° posto a Riccione nella gara vinta da Mario Longo. Sempre nei 100, ma a livello indivudale, fu argento anche a Lubiana l'anno scorso e a Poznam nel 2006. Insomma, rotto un tabù.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (argento - martello W65). La Del Giudice ha trovato negli ultimi anni una forma davvero olimpica. Record e soprattutto medaglie. Nel mio database (ma mancano diverse edizioni degli Europei pre-2000) questo dovrebbe essere il 21^ podio internazionale (e come apice, l'oro mondiale di Clermont-Ferrand 2008 nel disco W65). Tutte medaglie vinte dal 2004 in poi. Presente alle precedenti edizioni dei Campionati Mondiali all'aperto sia a San Sebastian 2005 che a Riccione 2007 tra le W60, non andò oltre un 9° (peso, San Sebastian) ed un 11° posto. (Disco, Riccione). Che miglioramento!
  • GABRE GABRIC (argento - peso W90) - La Gabric incontra sulla sua strada la Canadese Olga Kotelko, e accade ciò che nessuno si aspettava: l'argento. Ma questo, consentitemi, è il bello dello sport: a 90 e passa anni la canadese e l'italiana hanno dato vita ad uno scontro centimetro per centimetro, che ha visto prevalere la Kotelko di soli 13 centimetri (4,86 vs 4,73). E' la prima sconfitta nel lancio del peso di una delle nostre più rappresentative atlete master dopo quattro vittorie consecutive nelle grandi manifestazioni internazionali master (da Riccione 2007, passando per Clermont 2008, Lubiana 2008 e arrivando sino ad Ancona 2009). Aspettiamo la reazione!
  • INGEBORG ZORZI (argento - alto W60) - l'altoatesina conquista la sua seconda medaglia mondiale, dopo il bronzo nell'heptathlon. Per lei un salto a 1,27, a soli 3 centimetri dall'oro dell'australiana Margaret Taylor. Del resto la Zorzi è tutt'ora campionessa europea al coperto, dopo l'1,25 di Ancona-2009 (e bronzo a Lubiana-08 e Linz-06). Migliorato (nettamente) l'ottavo posto di Riccione-07 (da W55) ma con 1,20.
  • TRISTANO TAMARO (4° - 100 M70) - Per Tamaro un quarto posto prestigioso con 13"89, nella gara che Guido Muller ha rischiato di perdere dal finnico Aimo Mikkola (13"17 vs 13"24). Il bronzo di Portorico-2003 (ma sui 200) rimane quindi la sua miglior prestazione ad un mondiale master all'aperto (a livello indoor nel carnet troviamo anche un argento nei 60 a Sindelfingen 2004). Sui 100 a Lahti la sua miglior prestazione di sempre, che migliora il 6° rango conquistato proprio a Portorico-2003.
  • PAOLO CHIAPPERINI (5° - 100 M35) - Il 5° posto è la sua miglior prestazione ad un campionato mondiale (11"27 dopo l'11"22 in semifinale) che pareggia l'analoga posizione di Clermont-Ferrand sui 60 metri. Quest'anno, nonostante in Italia sia già M40, due medaglie ai Campionati Europei indoor (60 e 200) e l'oro nella staffetta 4x200. Storicamente, nella categoria M35 la miglior prestazione ad un Campionato Mondiale sui 100 metri è stata quella di Antonello Palla (4° nel 2007 a Riccione). Chiapperini è anche il secondo finalista (proprio dopo Palla) italiano nella storia dei 100 M35 ad accedere alla finale.
  • MARIA LETIZIA BARTOLOZZI (8^ - disco W40). Con 30,91 la Bortolozzi giunge 8^ in una gara dove la vincitrice, la Lituana Mikelyte lancia addirittura 47,47 metri! La seconda a "soli" 14 metri di distanza (33,65). Con 33,52 finiva il podio. Quest'anno l'atleta toscana aveva lanciato oltre i 32: non troppo distante quindi. A Riccione arrivò il bronzo nel disco W40 con 32,40 (miglior prestazione ad un campionato del mondo, mentre a livello di podi la Bartolozzi vanta l'argento ad Helsinki-07, euroindoor, nel martellone): il livello medio si è quindi di molto elevato. Aspettiamo le altre specialità.
  • SERGIO LOVANIO (8° - 5000 M55) - ottava posizione di Lovanio sui 5000 con 17'40"48. L'Italia non ha mai vinto questa specialità (in questa categoria) e troviamo solo due argenti (l'ultimo nel 1985 a Roma, dall'hall-of-famer Cesare Bini. Il primo addirittura nel 1979). Quella di Lovanio è proprio la terza prestazione italiana di sempre (come posizione) ad un Campionato Mondiale master, dietro alle due datate medaglie. Prima presenza ad una manifestazione internazionale master per questo atleta.
  • ALFREDO STELLA (20° - 5000 M65) - Purtroppo la scissione in due serie dei 5000 in molti casi ha compromesso l'esito delle gare. Un conto è sulle gare corte come gli 800, ma su quelle lunghe, è fin troppo facile mettersi a fare il ritmo e battere coloro che sono partiti nella serie precedente. Stella giunge 6° nella prima serie, e 20° nell'aggregate. Alfredo Stella è uno dei "veterani" del mondo master italiano: partecipa alle grandi manifestazioni master (random) sin da Turku-91. Miglior risultato un 15° nei 10000 a Portorico-2003. Miglior posizione (con il 20°) invece nei 5000 proprio a Lahti (dove vantava un 33° a Gateshead-99).
  • LUNGO M40 (qualificazioni) -
  1. Giorgio Federici piazza la miglior misura di qualificazione dei due gruppi: 6,32 al primo tentativo. Passato. Tra mondiali ed Europei, Giorgio è salito sette volte su otto sul podio (unico neo il 4° posto di Ancona 2009): due argenti tra San Sebastian-05 e Riccione-07. Michele Ticò si qualifica con 6,11 (settima misura del seeding). Nel suo palmares internazionale 3 quarti posti tra asta e lungo (3 medaglie di legno...): nel lungo l'ultimo "legno" a Helsinki 2007. A Riccione proprio nella stessa specielità arrivò ottavo. Migliorerà in finale? Vedremo dopo. Il "nuovo" Alberto Tifi esordisce con 6,14 ai Mondiali open, dopo l'esordio internazionale di Ancona (duplice settimo posto nei salti in estensione). Si qualifica per la finale anche Antonio Boldrini, con 5,70 (ultima misura a disposizione). A Riccione-07 giunse 12°. Due finali mondiali in due edizioni consecutive come M40. Alla finale, quindi, un terzo di atleti italiani (4 su 12).
  • 100 (semifinali):
  1. Tristano Tamaro si qualifica per la finale tra gli M70 con il quarto tempo (13"95). Il podio sembra fuori portata: i finlandesi in particolare sembrano essere usciti da chissà dove e vanno come lippe. Interessante vedere se Guido Muller (il fenomeno tedesco con cui Tamaro ha dovuto per anni convivere all'ombra) saprà domare soprattutto Mikkola (13"28 vs 13"42).
  2. Tra gli M50 l'Italia presenta Adel Salama e Gabriele Carniato. Semifinali proibitive (ma non troppo), tanto che il tempo per accedere alla finale sarà 11"94. Adel Salama (nella semi aiutata dal vento) corre in 12"08, mentre Carniato (in quella avversata da Eolo) 12"56. Per Adel prima partecipazione ad un mondiale (agli Europei di Ancona fu squalificato in batteria), mentre Carniato raggiunge una seconda semifinale mondiale dopo quella sui 200 di Riccione-07. Per adesso il 7° posto di Lubiana-08 rimane la sua miglior prestazione di sempre.
  3. Marinella Signori rimane invece l'unica donna italiana nella velocità a disputare una semifinale. Dopo i fasti degli anni passati un notevole passo indietro del movimento (dovuto in massima parte alle assenze). Nelle W45 corre in 13"59 che non le consentono l'accesso in finale (si entrava con 13"10). Si ferma così ancora in semifinale la corsa della Signori così come a Riccione: la sua miglior prestazione a livello internazionale rimane il 6° posto ai mondiali indoor di Sidelfinge-04 dove giunse sesta.
  4. Tra gli M45 tutto facile per Enrico Saraceni che vince in 11"31 la propria semifinale, laddove tutta la categoria cerca (invano) un avversario che lo possa minimamente mpensierire sino ai 400. L'unico a poter creare qualche lieve fastidio (almeno in partenza) al pescarese sembra essere il nerboruto britannico Dalton Powell (ma probabilmente dovrebbe perdere una decina di chili per poter correre anche dai 50 in su). Domenico Furia esce di scena con 12"07 (serviva 11"93 per la finale, più o meno come per gli M50). Questa rimane comunque la sua miglior prestazione ad un campionato mondiale, visto che a Riccione si fermò ai quarti di finale nei 200.
  5. Negli M35 approdano alle semifinali Paolo Chiapperini e Fabio Orlandi. Chiapperini (che di fatto in Italia corre tra gli M40) accede in finale correndo in 11"22 nella meno abbordabile (ormai il livello prestativo è di molto aumentato nelle categiorie d'esordio). Presenti sia l'indiano Amit Khanna che il nigero-finlandese Nnamdi Anusim (entrambi presenti a grandi manifestazioni internazionali IAAF degli ultimi anni). A Riccione 2007, causa il ritorno alle competizioni dopo un periodo di stop, si fermò in batteria. Fabio Orlandi, da parte sua, si ferma con 11"82 al secondo turno. Una serie di infortuni a ripetizione non gli ha permesso di avere la forma che lo portò al bronzo europeo di Lubiana sui 200.
  • 800 (semifinali)
  1. Luigi Ferrari passa "facile" tra gli M50 in 2'05"98. Ad Ancona 2009 si è laureato campione d'Europa con 2'11"92. Vedremo cosa farà in finale.
  2. Lucia Tagliapietra corre in 3'09"44 la propria semifinale W45 degli 800. Non sufficiente per passare in finale (2'55"07). A Riccione giunse 26^ nell'overall con 3'08"56: qui 14^.
  3. Francesca Pini Prato: anche per lei correre in 2'40"14 non è sufficiente ad accedere alla finale tra le W40 (si entrava con 2'34"06). I migliori risultati a livello internazionale sono comunque sempre arrivati da distanze maggiori (con l'argento nella mezza maratona a squadre di Linz-06). Miglior risultato ad un mondiale il settimo posto a Clermont-08 nel cross, mentre a Riccione giunse 7^ nei 10000. Negli 800 era giunta ottava a Lubiana-08.
  • disco (qualificazioni)
  1. Tra gli M65 si presentano Umberto Benevenia e Romano Graziano Bianco. Purtroppo poca fortuna per i due. Si passava in finale con 38,92. Bianco primo escluso con 38,21, mentre Benevenia esce con 34,46. Per Romano anche a Riccione-07 la gara finì alla fase di qualificazione, 29° con 37,80: netto comunque il miglioramento (13° al mondo). Per Benevenia, dopo l'ottavo posto di Clermont-08 e l'11° di Ancona-09, una prestazione (34,46) che è la sua miglior prestazione ad un campionato internazionale.
  • 400hs (semifinali)
  1. Tra gli M45 Frederic Peroni si presenta con 58"36, secondo tempo assoluto prima della finale. Quest'anno Frederic ha sfiorato il record italiano correndo in 57"16, e sperare nella medaglia è (era) nel normale ordine delle cose.
  2. Roberto Amerio, M40, infortunato un paio di settimane fa, stoicamente si presenta sui blocchi dove ottiene 59"78, ultimo tempo valido per accedere alla finale.
  3. Gian Luca Camaschella, già autore di buoni tempi nell'attività nazionale nelle ultime settimane, corre in 59"91 in pieno controllo ed accede facilmente alla finale. 4° tempo totale.
  4. Alessandro Cipriani, M50, anche lui in finale con 1'02"93, 8° tempo d'accesso nelle tre semifinali (di fatto una pre-finale). Antonio Muratore, nella stessa categoria, 1'11"96 (all'esordio internazionale).
  5. Cristina Amigoni ha invece dominato le batterie dei 400hs W40 con 1'07"33 (primo tempo). Giuseppa Lacava fuori con 1'15"87.
  6. Tra gli M70 non ce l'hanno fatto ad accedere alla finale dei 300hs sia Sergio Veronesi (58"83) che Guido Carolla (1'03"84). Nessun M70 della storia del masterismo italiano è riuscito sino ad ora ad accedere alla finale dei 300hs. A livello internazionale mai vinta una medaglia (sempre con gli M70) e miglior posizione il 4° proprio di Veronesi a Lubiana l'anno scorso.

27/02/09

Italiani master: Rossella Zanni ed Ingeborg Zorzi demoliscono i record del pentathlon

E siamo a 3 record italiani battuti nella prima giornata di questi campionati italiani master. Il secondo e terzo record, dopo quello della Lorenzoni sui 3000 F50, è stato quello di Ingeborg Zorzi che ha letteralmente demolito il precedente record nel pentathlon F60 da lei stessa dentenuto (ed ottenuto nel 2008 ad Ancona). 3701 punti contro i 3322 precedenti. Record costruito migliorandosi praticamente in tutte le specialità. Altro record da parte di Rossella Zanni che ha ottenuto 3601 punti nel pentathlon F45, contro i 3173 precedenti. Anche qui, prestazioni monstre: 9"93 sui 60hs, 4,58 nel salto in lungo, 1,48 di salto in alto. Davvero prestazioni degne di un campionato italiano.