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20/07/13

Nadia Dandolo e il record italiano ritrovato: aggiornamento dei record Master

post del 2011 trovato nelle bozze - Sempre grazie al prezioso lavoro certosino di Giusy Lacava, posso render conto degli ultimi record stabiliti dai master italiani nell'ultimo periodo non monitorato nel pre-Sacramento, e individuare qualche altra grande prestazione ottenuta da atleti over-35 su tutto il territorio nazionale. 
  • Spazio immediatamente a Nadia Dandolo, che a Trento il 19 luglio ha corso in 4'42"46 i 1500 per la categoria F45. Migliorato il record di Jocelyne Farruggia che nel 2008 era stata in grado di correre in 4'44"35 stabilito a Roma. Per la Dandolo, così, in un anno stabiliti i due record indoor-outdoor della categoria F45. E' invece il suo 5° record italiano individuale tra le master: due sui 1500 F45, due sui 3000 (F45 e F40 outdoor) e quello sui 5000 F45. Al tutto aggiunge quello della staffetta svedese F50 con i colori dell'Asi Veneto. Tradotto in AGC, la prestazione porta ad un clamoroso 96,71%, anche perchè il record è stato ottenuto nell'ultimo anno di categoria, che come è noto aggiunge notevole difficoltà all'impresa. Agc che equivarrebbe ad un 4'00"4 se parametrato ad un'atleta ventenne. 
  • Nei 100 di Rovellasca, il 6 di luglio, ne avevo già parlato a tempo debito, mi sembra, Denise Newmann migliora il suo fresco record italiano F40 di 12"81 ottenuto a Chiasso a Giugno, portandolo fino a 12"73 con vento praticamente nullo: -0,1. 5° record stabilito in 4 mesi: si era partiti con quello dei 200 indoor, e si era poi passati per il duplice record sui 150 fino all'attuale duplice record sui 100. 86,30% l'agc, ovvero un 12"15 con la parametrazione. Stagione che rimane di altissimo spessore per la milanese. 
  • Rimaniamo sui 100, ma F50: Daniela Ferrian è un'altra cecchina che sta riscrivendo dall'alto della sua immensa classe (del resto è stata uno dei pilastri della velocità italiana a cavallo tra gli anni 80-90): 13"47 a Mondovì il 12 giugno anche qui con un minimo di vento a favore calcolato in 0,3 m/s. Il tempo migliora il suo stesso crono stabilito a Villanova d'Asti in aprile (13"51 ma con 2,0 di vento contro), e stabilisce un 91,07% di Agc, ovvero un 11"52 sui 100 se parametrato. Incredibile il ruolino di marcia della piemontese nel 2011: 11 volte stabilito o migliorato un record italiano master: 2 nei 60 e 1 nei 200 indoor; quindi 80, 100, 150, 200 e 300 outdoor. La velocità F50 è tutta sua ora. 

20/09/09

Scudetti Master ad Asi Veneto e Olimpia Rimini

(a sinistra, la foto dell'Atl. Asi Veneto tratta dal loro sito, a destra l'Olimpia Rimini dal sito della Fidal Emilia) - Non c'ero. Quindi non posso farvi vivere i momenti di questa due giorni master di Firenze che ha attribuito i due titoli italiani di società master. Rosa Marchi diceva che non esiste una manifestazione simile (a sua conoscenza) in giro per il Mondo. Andiamone allora fieri, perchè è un momento di aggregazione senza pari. Diamo subito gli onori ai vincitori, cioè l'Olimpia Amatori Rimini di Werther Corbelli tra gli uomini, e la Ateltica Asi Veneto di... Rosa Marchi tra le donne. Quindi due scudetti al Nord, una conferma (l'Olimpia Amatori di Rimini) basata su un vero e proprio Dream Team con alcuni dei migliori master italiani in circolazione (Lamberto Boranga, Mario Riboni, Marco Segatel per citare i primi che mi vinegono in mente) e una novità assoluta, quella Asi Veneto che è diventata una sorta di roccaforte inespugnabile con l'arrivo di campionesse di prima grandezza come Lusia Puleanga e Fabia Dandolo (senza dimenticarsi Barbara Ferrarini). Merito ancor maggiore per l'Asi Veneto il fatto che lo scudetto femminile fosse finito a Roma negli ultimi 6 anni: proprio Roma e la corazzata ASD Romatletica (l'anno scorso Acsi Campidoglio Palatino) ha dato del filo da torcere alle venete, giungendo a soli 19 punti (1272 vs 1753) ma con la formula dei 100 punti al primo arrivato, "poi a scalare" è ben noto come basti una gara andata storta per scivolare nella classifica e trovarsi in mezzo ad una vera e propria rivoluzione. Al terzo posto della classifica in rosa un'altra società veneta, l'Idealdoor Libertas S. Biagio di Treviso, staccata di 57 punti dalla vetta, quindi la Liberatletica Aris di Roma, già vincitrice dello scudetto nel 2003. Non mi è dato di sapere se una società veneta abbia mai vinto una scudetto tra le master, sicuramente a livello societario è un buon prologo alla finale di Caorle dove l'Assindustria Sport Padova si presenterà come campionessa uscente (ma come campionato di società nazionale assoluto, lasciatevelo dire, i nuovi c.d.s. valgono sicuramente meno dei campionati master). Tra gli uomini secondo trionfo consecutivo dell'Olimpia Amatori Rimini: l'anno scorso un proditorio errore di inserimento dei dati attribuì la vittoria solo ex-post, lasciando nel frattempo che i milanesi dell'Ambrosiana caricassero la coppa in pullman e prendessero la strada della madunina. Poi l'amara scoperta, e il rimescolamento. Brutta cosa. Quest'anno è andato tutto liscio e l'Olimpia Amatori di Rimini ha vinto agilmente con 23 punti di scarto sulla sorprendente Vittorio Alfieri di Asti (1227 a 1250). Per i romagonli un impressionante media di 96,153 punti-gara, che significa arrivare in media al 4° posto di ogni gara delle 13 previste. Solo terza l'Ambrosiana del DT Ettore Brolo, falcidiata in partenza di una serie di sfortunati infortuni: 1208,5 punti, con solo mezzo punticipino in più dei veneti dell'Atletica San Marco di Venezia. A livello individuale poi svilupperò qualche cosa, per intanto qualche record italiano nelle staffette è caduto (a proposito: veramente gran cosa e gran lavoro da parte di Giusy La Cava della Fidal nazionale aver approntato una simile pagina dei record societari delle staffette!!). Gli altri risultati devo guardarmeli ancora attentamente, anche se già posso dirvi che nei 200hs F40 la Campionessa del Mondo Cristina Amigoni dovrebbe aver abbassato il record di Barbara Ferrarini portandolo a 30"29. Nadia Dandolo record unvece nei 3000 F45 con 10'05"90. Comincia ora l'attesa per lo studio di tutti i risultati tecnici... Quanti record italiani saranno caduti? Vedremo nella prossima puntata!

28/08/09

Chi è Nadia Dandolo?

(Nella foto tratta dal sito dell'Atletica Asi Veneto, il podio dei 5000 a Lahti con Nadia Dandolo, prima da sinistra).
Chi è
Nadia Dandolo è nata a Borgoricco in provincia di Padova l'11 settembre 1962 ed ha pertanto quasi 47 anni. Inizialmente si appassiona al karate, ma dopo comincia a giocare a volley nella squadra del Sant'Eufemia. Carattere esuberante ha bisogno però di spazi liberi e il chiuso di una palestra non aiuta la voglia di correre. "Amo la vita e amo correre" è la sua frase ricorrente. Ha militato in quattro società sportive: Libertas Camposampiero, Snam di San Donato Milanese, Gruppo Forestale e ASI Veneto. Lavora come guardia forestale occupandosi di prevenzione incendi e maltrattamenti animali. Il 1990 è stato il suo anno più ricco di soddisfazioni dal punto di vista sportivo. E' in quell'anno che ha stabilito due nuovi record italiani; nei 5.000 con il tempo di 15'11"64 (abbassando di oltre nove secondi il record detenuto da Margherita Galgano), e nei 10.000 con 32'02"37 di quasi due secondi migliore di quello in possesso di Maria Curatolo. Nadia Dandolo ha spaziato dai 1.500 ai 10.000. Questi i suoi personali record: 1.500 in 4'20"02 (anno 1988), 3.000 in 8'44"36 (1991) e 9'03"59 (1982, indoor), 5.000 in 15'11"64 (1990) e 10.000 in 32'02"37 (1990). Vanta una medaglia d'argento come team Italia agli World Cross Country Championships di Roma nel 1982 e un altro argento ai Giochi del Mediterraneo ad Atene 1991 nei 3.000 metri. Argento nei 5.000 W54 anche ai Mondiali Master 2009.

Nadia Dandolo: il ritorno della regina

(foto di Nadia Dandolo tratta dal sito dell'Atletica Asi Veneto Master) - Mi è stato segnalato un articolo comparso lo scorso 17 agosto su diversi giornali locali del Veneto. Parla di Nadia Dandolo, medaglia d'argento sui 5000 ai Campionati Mondiali Master a Lahti nella categoria w45. Per quelli come me che sono nati a pane e "Atletica Leggera" (inteso come mensile), sfogliando e risfogliando le pagine patinate (inizialmente un pò ruvide), e guardando e riguardando le immagini, e studiando i tempi, le classifiche, le graduatorie quando ancora internet non c'era, Nadia Dandolo era una delle regine di quel mondo di carta "lontano", animato da "eroi" impressi per sempre nella nostra immaginazione da una foto. Tanto che quando li vedevo poi dal vivo (ai Campionati Italiani Assoluti, quel paio di volte che mi è capitato di parteciparvi) ero in quello stato di timore reverenziale che si prova quando incontri qualcuno che è comparso su un libro di storia (...sportiva, per carità!). E poi le loro gesta: allora (ma parlo di soli 15 anni fa!) tutto sembrava "epico", perchè i racconti erano scritti e riportati da un solo testimone: il giornalista. Tutto il resto era lasciato all'immaginazione: magari leggevamo che il secondo arrivato era a 3 centesimi, e allora ci si immaginava questa volatona finale a denti serrati, coi muscoli del collo tesi come corde, le braccia che facevano fatica a stantuffare., la folla urlante... Il campione e lo sconfitto: ma che forte anche lo sconfitto! Oggi la distanza si è azzerata: figurarsi, su facebook possiamo addirittura chattare con tutti i campioni che vogliamo... tutti vedono e scrivono. Ci sono i filmati: nulla più è immaginabile. Poi c'è da dire che i "campioni" di oggi non sono certo i campioni di ieri ("ma ci sono ancora campioni oggi?" mi viene quasi da ironizzare sulla questione): la vita continua, si cresce: laddove un tempo c'erano dei professionisti dello sport, oggi in molti casi abbiamo dei bambinetti litigiosi. Come paragonare l'arte di Fidia a quella di un grafomane del metrò milanese...
Con il mio piccolo bagaglio di esperienze personali, mi sono così ritrovato un pomeriggio di primavera a leggere del ritorno alle gare di Nadia Dandolo, all'età di 45 anni. Una di quelle "eroine" del mio personalissimo epos, che tornava alle gare. Commento solo mentale, non potendolo condividere con nessuno un quel momento: "di solito "quelle come lei" non lo fanno mai per fare le tapasciate": l'esempio del mio amico Fausto Frigerio è lì a dimostrarlo: ce l'hai nel sangue questa cosa. Dio (o chi per Lui) ti ha fatto quel qualcosa in più, e forse è pure giusto che per te lo sport non sia solo divertimento, ma anche agonismo, sfida, lotta... vittoria.
Solo ieri ho letto questa "storia" di Nadia Dandolo, l'ennesima di un master italiano: altro che false partenze e tempi sensazionali, reality, zeru tituli, litigi, Fidal. Una storia struggente, di speranza, amore, lotta. La storia di Nadia Dandolo. Qui di seguito l'articolo scritto da Gianfranco Natoli.

LA REGINA E' TORNATA A VOLARE
"Ha scoperto di avere un tumore nel 2005 ma non ho mai smesso di correre. Correre è la mia vita." "Ho iniziato facendo karate poi sono passata al volley, ma è sulla pista dove mi sento davvero bene". "Ho scoperto il mondo master dove ci sono persone stupende che sfidano i propri limiti incitandoti, come veri amici. Non faccio programmi, non punto a traguardi. Vivo giorno per giorno."

BORGORICCO. C’è qualcosa di affascinante nel vedere una donna correre su una pista di atletica. C’è quell’anima in più, quella grinta che le rende dolci e determinate, come se la grazia plasmasse la fatica, limandone i contorni, colorando il viso. Nadia Dandolo non è solo questo. Non è solo l’atleta capace di infrangere due record italiani nei 5 e 10 mila metri. E’ molto di più. E’ la donna capace di affrontare la vita come ha fatto con la pista: a muso duro, ma con il sorriso sulle labbra. Da vincente nata. Scriveva il cardinale Bessarione: «Se non ci fossero i libri, noi saremmo tutti rozzi e ignoranti, senza alcun ricordo del passato, non avremmo conoscenza alcuna delle cose umane e divine». Già, i libri, scrigni di ricordi, perché il tempo tende a cancellare dalla memoria le imprese di chi ci vive accanto. Dietro ai record ci sono le storie, le sofferenze di chi ha combattuto il dolore, il male, oggi come allora. Come ha fatto Nadia, aprendoci il suo personale libro dei ricordi. «Ho scoperto di avere un tumore al seno nel 2005. Da allora è iniziata la mia battaglia. Ma non ho mai smesso di correre, perché correre è vita, è la mia vita». Il cognome Dandolo forse dice poco alle giovani generazione. Eppure lei è stata una delle più grandi mezzofondiste italiane di tutti i tempi. Un’atleta che ha fortemente segnato la pista azzurra negli anni Ottanta e agli inizi degli anni Novanta. «Veramente ho iniziato a tredici anni con il karate, poi sono passata al volley con il Sant’Eufemia. Sono approdata all’atletica grazie ad Adriano Saccon che nel 1979 mi ha voluto nella Libertas Camposampiero. Inizialmente mi sono dedicata ai 1500, poi ai 3000, facendo la trafila con i vari giochi della gioventù. Tra le società dove ho militato anche la Snam di San Donato Milanese. Poi nel 1993 sono approdata al Gruppo Forestale».
Che non ha mai più lasciato...
«E’ il mio lavoro. Sono una guardia forestale, mi occupo di tutela del territorio, di prevenzione di maltrattamenti degli animali».
Come ha scoperto di essere ammalata?
«Toccandomi il seno. E pensare che sono stata sempre molto attenta. Periodicamente mi sottoponevo a una mammografia. Ma non se ne sono accorti. Quando ho sentito il nodulo era già tardi, è cresciuto velocemente. Mi hanno sottoposta ad un ago aspirato ed è saltata fuori la verità. Mi hanno operato all’ospedale di Padova, ho fatto chemioterapia e radioterapia. Il calvario però non era finito».
Una recidiva...
«Già. Mi sono sentita il mondo cadere addosso, ma non ho mollato. Altro intervento e altra chemioterapia. Mi sono ripresa per mano la vita. Mi sono sottoposta ad un intervento di ricostruzione a Reggio Emilia. Ma le sofferenze non erano ancora finite. Si sono approfittati del mio dolore e dei miei soldi. Hanno sbagliato l’operazione, mi sono dovuta così ricoverare a Padova per curare una infezione. Sono tornata a correre, e correvo, correvo, più che potevo».
Quanto l’ha aiutata l’atletica?
«E’ tutto, è la mia vita. E io amo la vita. Adesso il mondo dei master dove ci sono delle persone eccezionali. Ho preparato il Mondiale di Lahti, in Finlandia, in appena due mesi e mezzo. E’ stata una esperienza stupenda che mi ha lasciato una grande carica interiore. Ho vinto l’argento nei 5000 metri. La medaglia adesso è attaccata alla mia libreria, in bella mostra. Ne vado molto fiera». Il futuro... «Non ho programmi, non punto a traguardi, vivo giorno per giorno. La pista è la mia casa. Mi occupo anche di attività motoria seguendo dei bambini a Noale dove mi alleno abitualmente. Faccio parte dell’Asi Veneto e siamo una ventina, tutti amici. C’è un clima bellissimo».
Molti criticano il mondo master.
«E sbagliano. Si tratta di un settore frequentato da grandi persone. Correre con i master significa sfidare se stessi, i propri limiti di persone normali, dove anche gli altri partecipano alla tua fatica, incitandoti, facendoti sentire la loro amicizia».

15/08/09

i 12 (+4...) record italiani di Lahti

Ha ragione il Duca quando parla di "confusione" sui record. Mi sono preso la briga di verificare i record italiani stabiliti a Lahti, ed è così che ne sono emersi 12 che andrebbero bene per l'Ufficio Statistico della Fidal, e 4 che invece sarebbero quelli che a livello internazionale varrebbero (ma che in Italia non valgono, proprio per la discrasia regolamentare tra le norme Fidal e quelle WMA). Ricordo (per chi ancora non lo sapesse) che il tutto nasce da una diversa configurazione del mondo master, per la quale in Italia (e non so in quali altri stati) si entra in una categoria al primo gennaio dell'anno di compimento dell'età "giusta" (anche se si è nati il 31 dicembre di quell'anno). A livello internazionale l'ingresso nella categoria avviene solo al compimento dell'età anagrafica... Ergo, chi per esempio quest'anno compisse i 45 anni al 31 dicembre, sarebbe per tutto l'anno un M40 (ma la Corrida di San Silvestro la potrebbe correre come M45...). Chi ha ragione? Cui prodest? Sono sostenitore della regole relativa all'anno (e non alla data), ma avanzando la proposta nel forum di Masterstrack le voci contro sono state nettamente superiori a quelle a favore. Naturalmente c'è chi si è fatto due rapidi conti in tasca: chi è nato verso l'inizio dell'anno (fino a giugno) ha tutto l'interesse a competere con la data di nascita come border-line (verrebbero esclusi un sacco di "giovani", soprattutto a livello indoor). Chi nasce dopo vuole naturalmente il contrario. Certo è che così non si può andare avanti: necessita un'omogeneizzazione a livello internazionale. In un modo o nell'altro. A proposito: la Fidal che si era impegnata a perorare questa causa (così come ho letto nel programma elettorale 2004-2008) cos'ha fatto concretamente?
Ma torniamo a Lahti. 12 record italiani dicevo (validi sia per la Fidal che per la WMA). Un record del mondo (quello di Sansonetti nei 400 m90, che lo risarcisce di quello perso sugli 800) ed un record europeo (quello della Gabric nel disco w90, così come riporta Ivar Soderlind nel suo report sul sito della EVAA). Vediamo nello specifico:
  • Marinella Signori ha migliorato ancora il suo record italiano spostandolo in batteria nei 100 dal 13"46 (ottenuto a Cattolica agli italiani master) a 13"42 corso in batteria.
  • Vincenzo Felicetti ha abbassato invece i suoi record sui 400 in due occasioni: in semifinale ed in finale: prima 57"26, quindi il 56"77 che gli ha consentito di vincere l'oro. Anche per Vincenzo il record risaliva a Cattolica con 57"31. E' la 5^ volta che nella stagione Felicetti abbassa il record. Sfortunato invece nei 200, dove il record è resisitito nonostante la vittoria mondiale al 25"55 corso a San Benedetto.
  • Ugo Sansonetti: il nuovo record italiano (1'35"04) polverizza la sua stessa miglior prestazione di 1'39"20 corsa a Cattolica. Ma la novità è che viene polverizzato anche il precedente record mondiale di 1'38"69 del tedesco Mahlo del 2002. Ben 3 secondi e mezzo in meno.
  • Luigi Ferrari: un pò a sorpresa mi sono trovato pure questo record italiano: 2'04"83 sugli 800 M50. In realtà quello precedentemente tabellato risulta essere un 2'04"8 manuale ottenuto da Enrico Greppi nel 1983, uno dei più antichi record italiani in circolazione (dovrebbe essere il 10° record master al momento più datato, il 4° degli M50). Un'impresa, insomma, che valica il tempo, ma che non gli ha consentito di andare a medaglia (5°).
  • Nadia Dandolo: non poteva essere più roboante l'entrata nel mondo master di una delle più forti mezzofondiste italiane di sempre. Argento e record italiano con 17'23"08 (precedente 18'03"90 di Maria Pia D'Orlando risalente al 1991, l'anno della tripletta mondiale: cross, 5000 e 1500).
  • Gabre Gabric ha invece migliorato portandolo a 12,55 il record del disco, che a lei stessa apparteneva con 12,14. Anche questo record ottenuto a Cattolica quest'anno. Particolarità: in Italia i record della Gabric rientrano tutti nella categoria F95, ed il record europeo è invece classificato nella categoria w90.
  • Ingeborg Zorzi è stata invece la prima italiana W60 della storia a cimentarsi sugli 80 hs (durante l'eptathlon): 15"76.
  • Giuseppe Rovelli: il più medagliato italiano di Lahti 2009, ha migliorato di una manciata di punti (12), il suo stesso record M90 ottenuto a Macerata l'anno scorso: 4005 contro 4017.
  • Brunella Del Giudice: le grandi prestazioni mondiali della Del Giudice si sono concluse con il record del pentathlon/lanci. Sfiorati diversi record, ma oltrepassato solo quello delle prove multiple nei lanci: 4471 punti. 4369 il precedente record della stessa Del Giudice risalente a Lubiana 2008.
  • 4x400 M60: 4'00"78. Sensazionale record, che abbassa addirittura di quasi 3"50 il precedente di 4'04"10 della formazione schierata a Riccione 2007. Ma visti i 3 finalisti della gara individuale, con il 4° nella finale dei 100hs, il record era nell'aria.
  • Enrico Saraceni: a livello internazionale Saraceni avrebbe abbassato i record sia dei 100 che dei 200 (11"22 e 22"61 con -1,5), ma per la Fidal Mario Longo, nella sua condizione di pre-45enne, di fatto ha già riscritto la storia delle migliori prestazioni italiane nella categoria.
  • Roberto Vaghi: infine l'ottimo campionato del mondo di Roberto Vaghi si è concluso con un record "ad età compiuta" nei 400 M70: 1'06"85 contro l'1'08"90 di Ludovico Bonvecchio del 2001. Il record "pre" era invece di 1'06"90: quindi meglio anche di questo. Di fatto c'è un record indoor dello stesso Torre che ha corso in 1'06"16.
Assoluto (record Fidal)
  • 100 W45: 13"42 (1,0) - Marinella Signori
  • 400 M60: 57"26 - Vincenzo Felicetti
  • 400 M60: 56"77 - Vincenzo Felicetti
  • 400 M70: 1'06"85 - Roberto Vaghi
  • 400 M90: 1'35"04 - Ugo Sansonetti (WR)
  • 800 M50: 2'04"83 - Ferrari Luigi
  • 5000 W45: 17'23"08 - Nadia Dandolo.
  • disco W90: 12,55 - Gabre Gabric (ER)
  • 80HS W60: 15"76 - Ingeborg Zorzi
  • Pentathlon lanci M90: 4017 - Giuseppe Rovelli
  • Pentathlon lanci W65: 4471 - Brunella Del Giudice
  • 4X400 M60: 4'00"78 - Frei, Montaruli, Del Rio, Felicetti
Ad età compiuta (non riconosciuto dalla Fidal)
  • 100 M45: 11"31 (1,2) - Enrico Saraceni
  • 100 M45: 11"22 (0,0) - Enrico Saraceni
  • 100 M90: 17"82 - Ugo Sansonetti
  • 200 M45: 22"61 (-1,5) - Enrico Saraceni.

06/08/09

Lathi 2009: day-5: sei medaglie e sei "legni"

La quinta giornata a Lahti si chiude all'insegna del "legno": ben 6 quarti posti. Si impone la Del Giudice nel martellone, e la Amigoni a sorpresa nei 400hs W40. Arduini nel salto in alto M35 vince l'argento, come Nadia Dandolo nei 5000 W45. Bronzi per Giorgio Federici e Paola Tiselli. Segue il dettagliato racconto statistico atleta-per-atleta della giornata. Ho introdotto il termine "binomio" per indicare per ogni singola specialità i precedenti "storici" ottenuti nella medesima categoria e nella medesima specialità.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (oro - martellone W65) - Dopo l'argento conquistato nel martello, Brunella Del Giudice piazza il lancio perfetto al terzo turno della sua serie di lanci: 13,40, sufficienti a frenare il ritorno prepotente della estone Helvi Erikson. Ed è così che arriva il 5° oro internazionale della lanciatrice italiana (4 dei quali proprio dal martellone, sua specialità di riferimento). E' anche il primo oro mondiale all'aperto (vantando infatti un oro a Clermont-2008 e 3 ori europei). La Del Giudice è anche la seconda italiana di sempre a vincere un oro nella categoria W65 ad un campionato mondiale all'aperto: l'unica a riuscirci fino ad ora era stata Bruna Miniotti nei 5000 di Brisbane 2001.
  • CRISTINA AMIGONI (oro - 400hs W40) - L'Amigoni trova la consacrazione internazionale vincendo una gara davvero difficile: 1'06"13 contro 1'06"84 della profeta in patria Katrin Kreen. Campionessa del Mondo in una specialità che soprattutto negli ultimi anni ha dato parecchie soddisfazioni, con Ferrarini e Baggiolini a Riccione-07. Rimane quindi il dominio italiano a livello mondiale tra le W40 (che segue proprio l'oro di Barbara Ferrarini). Dopo l'argento di Lubiana, il miglior traguardo personale a livello sportivo proprio ad un mondiale: non male.
  • FRANCESCO ARDUINI (argento - alto M35) - Francesco Arduini, con 1,99, riesce nell'impresa di raggiungere l'argento in una delle gare tecnicamente più difficili. Gara che si è risolta a 2,02 soprattutto a causa dello scroscio d'acqua che ha reso impraticabile la pedana, costituita da una superificie molto dura e scivolosa (qualcuno ne ha fatto pure le spese, come Luca Tonello). L'argento fa il paio con quello vinto da Mauro Tavella nel 2007 a Riccione, per quanto riguarda campionati mondiali all'aperto. L'unica vittoria a livello internazionale del binomio, rimane quindi quella proprio di Tonello a Lubiana-08. 6 medaglie in totale nell'alto M35 nelle manifestazioni internazionali, 1 oro, 2 argenti e 3 bronzi. Buon esordio per Arduini, campione italiano a Cattolica.
  • NADIA DANDOLO (argento - 5000 W45) - L'atleta veneta dal passato da assoluta di prima qualità, conquista all'esordio internazionale master un prestigioso argento dietro la belga Corinne De Baets, al momento apparsa fuori portata (16'53"00 vs 17'23"08). L'argento è la seconda medaglia italiana nel binomio (W45/5000) (e seconda posizione di sempre) visto che nel lontano 1981 Maria Paola D'Orlando a Christchurch (Nuova Zelanda) vinceva la gara in 18'09". Da allora le migliori posizioni erano state dei 5' posti a Roma-85 e Riccione-07.
  • GIORGIO FEDERICI (bronzo - lungo M40) - come al solito la gara del lungo M40 riserva un'infinità di sorprese: salti al sorpasso che si susseguono, medaglie che vanno e che vengono. Giorgio Federici ha conquistato un bronzo, che è stato per qualche salto oro, fino alla fine argento, ma che poteva essere anche un legno. Va bene così: resta il rammarico che al terzo salto Giorgio trova un 6,53 che poteva valere il "medaglione" (quest'anno ha però saltato 6,75!). Il salto successivo vede il tedesco Schlindwein operare il sorpasso (6,66). All'ultimo salta arriva anche il 6,55 del brasiliano Pessanha. Terzo posto (a 6,47 chiude il britannico Munroe). Come dicevo nello scorso articolo: settima medaglia internazionale (su 8 manifestazioni) per il bresciano. Ai mondiali all'aperto due argenti e il bronzo di Lahti. Il suo "plus" rimane così l'oro di Linz-06 (World indoor).
  • PAOLA TISELLI (bronzo - 800 W35) - Arriva anche la medaglia mondiale per Paola Tiselli, dopo i fasti di Ancona e Lubiana. Tempo: 2'22"91, che denota l'andamento tattico della gara, vinta ancora una volta dal fenomeno britannico Nina Anderson (che sui 400 dovrà però vedersela con altri fenomeni... americani). E' la nona medaglia internazionale per la Tiselli, che sugli 800 non è ancora riuscita a vincere (2 argenti e un bronzo agli europei). Le vittorie sono arrivate dai 1500 in su, fin'ora. Il miglior piazzamento ad un mondiale outdoor sugli 800 rimane l'argento di Veronica Chiusole a Riccione-07, mentre l'unica vittoria internazionale sulla medesima distanza nel binomio appartiene alla Baggiolini (Ancona-09).
  • LUCA TONELLO (4° - alto M35) - vittima della pedana di Lahti, Luca Tonello, campione d'Europa indoor in carica, arriva al 4° posto, al pari merito con il bronzo del francese William Dukic e con la misura di 1,93. Durante uno dei salti, come riportatomi dallo stesso, stiramente del quadricipite per cercare di fermare lo scivolamento dato dalla pedana alla soglia dell'impraticabilità.
  • MARIA LORENZONI (4^ - 5000 W50) - Non basta un ottimo 18'19"51 per conquistare una medaglia per la Lorenzoni nei 5000. Dopo l'argento nel cross nel giorno d'apertura sfugge quindi una medaglia dalla pista, laddove la Lorenzoni è campionessa d'Europa uscente. L'unica italiana a conquistare una medaglia nel binomio (W50/5000) rimane così la sola Lucia Soranzo, argento nel 2003 a Portorico. La stessa hall-of-famer Noemi Gastaldi giunse quarta a Roma-85.
  • ALDO DEL RIO (4° - 800 M60) - di un niente sfiorata l'ennesima medaglia di giornata per l'Italia. E altro "legno". Stavolta il tenace Aldo Del Rio, guarito dalla fastidiosa tendinite, giunge 4° negli 800 con 2'20"82: il terzo ha corso soli 64 centesimi in meno... Comunque, quella degli 800 rimane per Aldo una specialità nuova, inaugurata ad Ancona-09 con un argento. C'è tempo e spazio per migliorare. Il 4° posto conferma il 4° posto di Riccione, sua miglior posizione ad un campionato mondiale all'aperto (ma guadagnata sui 400). Nel suo carnet mondiale (en plan air) anche il bronzo nella 4x400 (sempre a Riccione). Per finire: nel binomio (M60/800) Del Rio ottiene il miglior piazzamento di sempre di un italiano al Mondiale, pareggiando l'analoga posizione di Konrad Gaiser a Riccione-07.
  • GIAN LUCA CAMASCHELLA (4° - 400HS M35) - La lunga litania di medaglie di legno ha continuato con i 400hs M35, dove Camaschella correndo sul piede dei tempi ottenuti nell'ultima parte di stagione (57"26), giunge al quarto posto. Difficile al momento pensare alla medaglia, visto che bisognava correre in 56"44 (l'oro addirittura a 54"29). Camaschella ha comunque migliorato il 5° posto di Riccione (ottenuto correndo in 58"62), che fino a ieri era il miglior risultato M35 di un italiano nel binomio. L'unico a riuscire nell'impresa di vincere una medaglia nel binomio è stato Marco Agostinelli a Lubiana-08 (Europei outdoor).
  • FREDERIC PERONI (4° - 400HS M45) - 5° legno in una giornata, stavolta per mano di Frederic Peroni. Lo dicevo ieri, Frederic aveva la possibilità di vincere abbastanza agevolmente una medaglia: magari non l'oro (56"49, avrebbe dovuto migliorare il record italiano di mezzo secondo), ma combattere con il portoricano Echeandia per l'argento (57"06, contro il 57"16 di SB di Peroni). Sicuramente valeva ampiamente il bronzo del britannico Tunstall (58"36). Invece, purtroppo, un "legno" che spero non intacchi il suo entusiasmo. Purtroppo qualche problemino tecnico in gara, sino a fermarsi letteralmente sull'ultimo ostacolo mentre lottava prorio per il bronzo. Fino a ieri, le sue miglior posizioni ad un mondiale erano state due sesti posti a San Sebastian e Riccione (2005 e 2007). Il quarto posto è anche la miglior posizione italiana di sempre nel binomio (precedente, un sesto posto di Dario Gasparo a Riccione-07).
  • SONIA MARONGIU (4^ - 5000 W35) - E sono 6 legni in una sola giornata. Questo per concludere in bellezza è infatti il sesto quarto posto. La "fortunata" è stata stavolta la sarda Sonia Marongiu, già bronzo nel cross nella giornata di apertura. A "scipparla" del bronzo la spagnola Palacio, ma che con 4" secondi in meno, forse al momento era un pizzico più forte. Ma attendiamo commenti sulla gara, non avendolo vista. Quinta posizione di sempre ad un mondiale outdoor nel binomio 5000/w35 (due ori, nell'85 a Roma dalla Taroni, nel '99 a Gateshead dalla Moser, e l'argento-bronzo a Riccione 2007 di Fragapane-Ceccanti).
  • LUIGI FERRARI (5° - 800 M50) - Nonostante l'ottimo 2'04"83, penso che ci sia un pizzico di delusione per Ferrari, soprattutto perchè il bronzo stava lì a 18 centesimi. Per il Campione d'Europa indoor quella di Lahti rimane la miglior performance ad un campionato mondiale master all'aperto. 33 atleti nella storia del masterismo italiano hanno partecipato nel binomio (M50/800) ai mondiali master outdoor, ma solo due sono riusciti all'impresa di accedere alla finale. Bisogna risalire addirittura a Roma 1985 per trovarli. furono Enrico Greppi e Carlo Clementi. Per Ferrari il 5° che rappresenta (con quello di Greppi) il miglior piazzamento di un italiano.
  • ALESSANDRO CIPRIANI (5° - 400HS M50) - Non era per nulla facile la finale M50 dei 400hs. Essere entrati con l'ultimo tempo a disposizione poteva essere già un bel traguardo. Invece Cipriani è riuscito a risalire il fiume fino alla 5^ posizione con un tempo molto vicino al suo stesso record italiano (1'01"95). Il risultato pareggia l'analoga posizione raggiunta da Cipriani a Riccione-07 (ma conquistata con 1'02"20), che è il suo miglior risultato ad un mondiale master outdoor. Nel binomio storico (400hs/M50) nessun italiano è riuscito mai ad andare meglio del 5° posto (3 quinte posizioni, 2 di Cipriani, 1 di Francesco Bettella addirittura a Goteborg-1977).
  • FRANCESCA PINI-PRATO (5^ - 5000 W40) - 5^ con 18'17"70, sua miglior posizione assoluta ad un mondiale raggiunta individualmente. A Riccione fu 7^ nei 10000 e 9^ sui 5000. Il risultato pareggia anche la sua miglior posizione assoluta ad un campionato internazionale (5^ a Poznam 2006 sui 5000). Per trovare nel binomio W40/5000 una prestazione migliore bisogna ritornare a Roma-1985, dove le italiane vinsero il bronzo con Silvana Acquarone, e furono quarte con Severina Pesando. Roberta Boggiatto fu 5^ a Riccione-07, proprio come la Pini-Prato a Lahti.
  • MASSIMILIANO REMUS (6° - martello M35) - Nonostante un buon 44,32, Remus raggiunge il 6° posto. Il 5° lontanissimo (51,89). Migliorato comunque il 10° posto ri Riccione-07 (ottenuto con 42,09). Sua miglior prestazione internazionale rimane il bronzo nel martellone ad Ancona-08, mentre nel martello il 4° posto di Clermont-08. Il suo sesto posto è anche la seconda posizione di sempre di un italiano ad un campionato mondiale, nel binomio specialità/categoria: unico italico che aveva meglio di lui fino ad oggi, Francesco De Santis con l'argento di Riccione-07.
  • STEFANIA AGNESE (6^ - 5000 W40) - Gara conclusa in 18'30"00. Quinta posizione di sempre conquistata da un'italiana ad un mondiale nel binomio. A Riccione fu... sesta anche allora. Il suo best-career lo ha raggiunto sempre a Riccione con il bronzo nel cross.
  • MICHELE TICO' (7° - lungo M35) - Il settimo rango con 6,18 rappresenta la miglior posizione ad un campionato mondiale (sia all'aperto che al chiuso). Fino a Lahti, Ticò vantava ben quattro ottavi posti tra lungo ed asta. Sempre dalle medesime specialità sono arrivati anche i migliori risultati a livello individuali (3 quarti posti).
  • LAURA MILLO (8^ - asta W40) - 2,40 per l'atleta italiana, che a Riccione, da W35, conquistò il bronzo con 2,30. Il livello è aumentato notevolmente anche in queste specialità, tanto che la vincitrice, l'inglese Irie Hill ha stabilito il nuovo record mondiale con 3,71. Podio a 2,80, misura che la Millo aveva avvicinato in una manifestazione internazionale, solo ad Aarhus-06. Prima della Millo, unica ad essersi cimentata nel binomio, è stata Carla Forcellini, che vinse l'oro a Portorico-03.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (8^ - peso W65) - le fatiche di alcuni lanciatori sono vere e proprie odissee. Tra le molteplici presenze della Del Giudice, annotiamo anche quella nel lancio del peso, specialità che non la vede eccellere così come nei lanci lunghi. Per lei ottavo posto con 8,43. Migliorato il 9° posto di San Sebastian-05, e Riccione-07 dove si arenò in qualificazione. Nel binomio, miglior posizione di sempre rimane quella di Maria Surza Myiazaki-93, dove giunse 5^.
  • ROBERTO AMERIO (8° - 400HS M40) - Di fatto non si è presentato ai blocchi di partenza per l'infortunio di cui si parlava ieri in batteria. Resta comunque l'impresa della finale raggiunta (10^ per un italiano ad un mondiale nel binomio), culminata con l'argento di Piazzola (unica medaglia mondiale) a Riccione 2007. Per Amerio la 6^ finale consecutiva in 6 anni nelle grandi manifestazioni internazionali outdoor (fra Mondiali ed Europei).
  • ANGELA BERTANZA (10^ - peso W65) - un paio di posizioni oltre la Del Giudice troviamo la Bertanza, che ha lanciato 6,92. Del peso W65 e di qualche statistica spicciola, vi rimando al commento sull'ottavo posto proprio della Del Giudice. La Bertanza ottiene comunque la sua miglior posizione ad un campionato mondiale (fino ad oggi vantava un 13° posto a Riccione-07, 22^ a Turku-91, 27^ a Gateshead-99 e 33^ a Buffalo-95). In assoluto la miglior prestazione rimane il 7° rango conquistato ad Ancona-09.
  • SABRINA CIPOLLA (10^ - disco W35) - 24,70 ottenuto nella finale diretta dall'esordiente Sabrina Cipolla. A livello "storico" ai Mondiali Open, nel binomio (W35/disco) meglio della Cipolla troviamo solo il 4° posto di Lucia Leonardi a Riccione-07, il 7° di Santa Sapienza (sempre a Riccione).
  • ALBERTO TIFI (12° - lungo M40) - esordio in una finale mondiale con 5,89 e il 12° posto. Peccato non aver trovato le giuste meccaniche proprio nell'appuntamento più importante. Non arrivava la medaglia, ma una posizione tra la settima e la nona erano alla sua portata.
  • ANTONIETTA MERLINI (12^ - 5000 W45) - Esordio sul palcoscenico mondiale con una dodicesima posizione e 20'30"20. 13^ posizione italiana di sempre nel binomio.
  • RITA MASCITTI (12^ - 5000 W40) - gara conclusa in 19'38"26. Seconda comparsa internazionale dopo il 7° posto di Ancona-09 sui 3000.
  • MARIA GRAZIA ROSSINI (13^ - giavellotto W40) - Posizione ottenuta con 11,60. Dodicesima giunse anche a Lubiana (con 13,31). L'Italia, nel binomio, era campione uscente con Veronica Becuzzi a Riccione-07.
  • ANTONIO BOLDRINI (14° - lungo M40) - Con 5,72 peggiorato il 12° di Riccione 2007. Ma davvero particolare il peggioramento prestativo, segno od indizio di qualche malanno. Ad Ancona, pochi mesi fa, Boldrini giungeva 6° saltando 6,31. Oggi quasi 60 centimetri in meno: non può essere solo un problema "tecnico".
  • ANDREA SOLDATI (15° - martello M50) - Con 34,11 Soldati coglie il 15° rango nella gara vinta con 62,51 (!) dal tedesco Bernard Ulrich. Mi risulta (personalmente) come esordio a livello internazionale. Nella binomio specialità/categoria l'Italia vanta l'oro mondiale di Massimo Terreni a Riccione-07, e il bronzo di Silvano Giovanetti a Portorico nel 2003. Quella di Soldati è la decima posizione italiana nella specialità ad un mondiale.
  • VINCENZO RUISI (18° - martello M55) - 27,43 per Ruisi nel martello, per una diciottesima posizione che migliora di un rango il miglior risultato ad un campionato mondiale all'aperto (il 19° nell'overall del pentathlon lanci di Riccione-07). A livello di singola specialità, Ruisi non si qualificò per la finale a Riccione in disco e giavellotto. Il 10° rango nel giavellotto M50 di Ancona-09 rimane quindi la sua miglior prestazione individuale a livello internazionale. Il 18° posto è comunque la miglior prestazione ottenuta da un italiano nel binomio (M55/martello) ai Campionati Mondiali Master all'aperto.
  • LUCIA TAGLIAPIETRA (21^ - 5000 W45) - 22'29"40 il tempo che le consente di raggiungere la sua miglior posizione ad un mondiale (a Riccione era giunta 23^ nel cross e 26^ negli 800).
  • 200 (batterie)
  1. Nella categoria M70 passano il turno Roberto Vaghi e Tristano Tamaro: inseriti nella medesima batteria corrono rispettivamente in 29"22 e 29"38. 5° e 7° tempo totale: si spera nella doppia finale.
  2. Vincenzo Felicetti, tra gli M60, parte disturbato da un pò di acciacchi. Mi confida che senza di essi vincerebbe a mani basse. Comunque sia, acciacchi o no, ottiene il miglior tempo con 26"01, in apparente decontrazione totale.
  3. Antonio Morero, M55, ottiene 30"55. Si passava con 28"00.
  4. Tra gli M50 si presenta una squadra corposa, ma passa il turno solo Adel Salama (25"05 con +1,6). Tempo per qualificarsi, 25"34. Sfortunatissimo Gabriele Carniato, primo degli esclusi con 25"39. Valentino Coco 26"91, Claudio Rapaccioni 26"92, Adriano Fait 28"81, Flavio Bertuzzo 31"91.
  5. Enrico Saraceni corricchia in 24"35 tra gli M45, in maniera da dosare le forze per le 9 fatiche (tra batterie, semifinali e finali di 100, 200 e 400). Domenico Furia con 24"66, si qualifica per le semifinali nonostante il 5° posto in batteria (capita appunto in quella più veloce). Fausto Bianchi corre in 24"57, ottimo terzo e pass per le semifinali. Ugo Zuliani parte col piede giusto: 24"72 con il secondo posto nella quarta batteria. Giampiero Natalini 27"05.
  6. Gli M40 sono la "gara degli italiani". Ormai da anni. Miglior tempo per Max Scarponi, 22"90. Lo segue a ruota un elegante Mauro Graziano (22"96). Ma si qualificano per le finali altri 3: Alberto Zanelli con 23"48, Marco Ceriani con 23"52, Pierluigi Acciaccaferri con 23"53. 5 italiani su 16 in semifinale. A Riccione furoni 8 (ma con 3 semifinali). Si passava con un notevole 24"01. Presenti anche Alessandro Di Marsico 27"19, Mario Ionta 29"09, Ciriaco Minchiello 25"03.
  7. Tra gli M35 passano le batterie Benatti (22"76) e Paolo Chiapperini (22"99). Si passa in semifinale con 23"75 (notevole!): fuori Gilberto Rodriguez di un niente: 23"81 (proprio sfortunato: anche nei 100 era rimasto fuori di pochissimo dal passaggio in semifinale). Il perugino Michele Minelli ottiene una delle sue migliori prestazioni dell'anno (24"58). Gabriele Nicolodi 26"77.
  • peso (qualificazioni)
  1. tra gli M55 si presentano in pedana Vincenzo Ruisi e Dario Filipponi. Il primo ottiene 9,66, il secondo 8,89, risultati non sufficienti a garantire il passaggio alla finale.
  • lungo (qualificazioni)
  1. Tra gli M50 Giuseppe Virli ottiene 5,00 mt, ottavo del proprio gruppo. In totale risulterà 14°, al momento non sufficiente per accedere alla finale.

30/06/09

ASI Veneto: il ritorno di Nadia Dandolo

Copio-incollo l'articolo di Rosa Marchi tratto dal blog dell'Atletica Asi Veneto sul ritorno alle competizioni di Nadia Dandolo:

Attendevo questo momento da più di un anno e mezzo, da quando il nostro gruppo master è nato in seno all'Atletica ASI Veneto. Ricordo quando le parlai per la prima volta del mondo master, una dimensione per lei del tutto nuova. Aveva infatti appreso con stupore che il risultato di 9'28"83 sui 3000 metri, da lei stabilito nel 2002, era la miglior prestazione italiana per la categoria MF40. Ha conosciuto gli "over-35" tramite il nostro gruppo, a cui ha aderito da subito con grande entusiasmo, nonostante i suoi problemi di salute. Lo scorso anno ha voluto iscriversi a tutti i Campionati internazionali master, sperava di partecipare ad almeno una gara ma soprattutto di esserci alla finale dei Cds di Formia. Purtroppo ha sempre dovuto rinunciare. Qualche sporadica apparizione in corsa campestre o su strada fino a ieri sera, quando Nadia Dandolo è tornata a gareggiare in una competizione su pista. E' stato con grande emozione che ho appreso la notizia: l'altro ieri a Santa Maria di Sala, Nadia ha corso i 3.000 metri in 10'24"6, in una gara provinciale (non omologata Fidal) in serata. Un risultato che la pone a soli 4 secondi dal primato italiano MF45 di Jocelyne Ferrugia. Al di là del riscontro cronometrico, questo risultato ha un grande valore come testimonianza della volontà di una donna straordinaria. E' un onore per noi avere come compagna di squadra un'atleta che non solo ha vestito tante volte la maglia della nazionale, ma soprattutto ha dimostrato una grinta e una voglia di vivere fuori dal comune. Bentornata Nadia, il mondo master non vede l'ora di vederti esprimere, tramite la corsa, la gioia di esserci. E noi saremo in prima fila a fare il tifo per te.