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05/05/10

I nuovi record italiani master outdoor... ricapitoliamo

(Giancarlo D'Oro, in seconda corsia, impegnato nei 150 di Chiasso del primo maggio) - Nelle ultime settimane, con l'introduzione dei record nelle specialità non-olimpiche (o chiamateli come volete), era quasi naturale aspettarsi una corsa alla miglior prestazione italiana. I record sono ancora in una fase embrionale, considerato che la banca-dati dalla quale è possibile rintracciare le prestazioni ha solo 7 anni: un campione troppo "piccolo" per non lasciare sguarnito o alla portata di mano ad un numero più elevato di atleti, ogni record attualmente tabellato. Terminata così la lunga stagione indoor, culminata con i campionati Mondiali Master a Kamloops, è iniziata questa lunga stagione all'aperto che avrà come momenti topici, i tanto attesi Campionati Italiani allo Stadio Olimpico di Roma, i Campionati Europei in Ungheria e la fase finale dei C.d.S. in Sardegna. Nel frattempo, dopo non più di 3 settimane di gare primaverili (ma oggi qui sembra di essere nell'autunno inoltrato) sono caduti la bellezza di 33 record italiani outodoor nelle categorie master. Le specialità più gettonate sono state i 500 e i 150 con 5 migliori prestazioni battute nel corso del 2010. A quota 4 i 1000 metri e a 3 gli 80 metri. Spazio quindi per molti. Probabilmente l'atleta di copertina non può non essere che Umbertina Contini, classe 1950, che ha migliorato due record in due speacialità "olimpiche" quali i 100 e i 200 M60, che rispetto agli altri record spurii hanno una storia (anche solo di categoria) nettamente più radicata. Nel caso dei 100 F60 si parla di record eguagliato (15"17, come la Sangermano), ma c'è la sensazione che l'appuntamento con l'evento è solo rimandato. Nei 200, e questo non lo sapevo fino a qualche minuto fa, un 200 stratosferico a 30"95 (con vento nullo) che migliora di 1"20 il precedente primato detenuto dalla stessa Sangermano dal 2006. Per aver un metro di paragone, il record europeo è fissato a 28"87, corso da Brunhilde Hoffman nel 2000. Come detto più volte l'attività provinciale (il record è stato ottenuto a Marcon, in provincia di Venezia) è praticamente sconosciuta con l'attuale interfaccia del portale della Fidal... eventuali prestazioni si vengono a scoprire solo molto, ma molto dopo...) leggendo le classifiche o per sentito dire.
Altra copertina per Nives Fozzer, F80, che ha sfruttato i nuovi pesi "depotenziati" dalla Wma, per stabilire una manciata di record italiani, benchè in alcuni casi anche inferiori a quelli presenti nelle liste Fidal con pesaggi superiori. Per il momento le ho contato 5 record (2 solo nel peso).
Riveste naturalmente particolare prestigio il record di Migidio Bourifa nella maratona M40: secondo l'Eco di Bergamo, così come segnalatomi da Ugo Piccioli, Migidio farebbe già parte della formazione italiana nella maratona ai Campionati Europei Asosluti a Barcellona. Da una parte, molto orgoglio per noi over-35 (e over-40), dall'altra un piccolo moto di sorpresa per il portato di decisioni del genere (aggiunta al ritorno di Baldini: l'atletica italiana è ferma a 10 anni fa.
Finalmente parliamo poi di Patrizia Spuri, tornata dopo la maternità in condizioni sempre più convincenti, dopo alcuni tentativi sugli 800 che avevano lasciato qualche perplessità. Per ora siamo ai record nei 500 (over-35), ma auspico che possa tornare forte soprattutto sui 400.
Negli 80 metri, sempre oservando le liste-Fidal, sono emersi un altro paio di record sugli 80: il primo da parte della F40 Rita Santini, che a Viterbo i primi di aprile ha corso in 11"2. Il secondo di Giancarlo Rosella, M60, che a Latina ha stabilito la nuova miglior prestazione italiana sugli 80 M60: 10"75.
Naturalmente non sono mancati al lauto banchetto di record i "senatori" del mondo master, coloro che portano medaglie ai colori azzurri in giro per l'Europa e nel Mondo: Ugo Sansonetti (nei 150 M90), Enrico Saraceni (nei 300 M45), Giuseppe Rovelli (nel martello M90).
E' tornata a far parlare di sè, dopo diversi problemi ai tendini culminati con un intervento, Giuseppina Perlino che ha migliorato i record F45 di 150 e 300.
Segue l'elenco dei record italiani master battuti nel corso della stagione open 2010.

15/04/10

Pentathlon lanci a Bologna: una festa con... record?

(una delegazione di pentathleti presenti a Bologna. Bellantoni in Rosso e Valsecchi in Bianco... gli dona. Foto di Michelangelo Bellantoni) - E' un pò che volevo dare spazio ai pentathleti dei lanci: ieri sera durante la diretta-radio di Webatletica abbiamo iniziato a discuterne e snocciolare qualche dato, partendo proprio dalla prima prova del Grand Prix di Pentathlon Lanci tenutasi lo scorso weekend a Bologna. Un paio di settimane prima questa prima prova del circuito riservato agli specialisti delle 5 prove, aveva visto proprio il disputarsi del campionato italiano invernale master in quel di Bari. La mia difficoltà è in questo momento capire con le nuove tabelle in vigore da quest'anno, cosa stia succedendo rispetto ai precedenti record e alle precedenti prestazioni ottenute nella medesima disciplina. Poi con una decisione al quanto opinabile, secondo il mio inutile giudizio, se la Federazione Internazionale di Atletica Master dice che le tabelle entrano in vigore dai Campionati Europei di Luglio, perchè noi dobbiamo adottarle prima? Mistero. Ma alla fine sono solo numeri.
Comunque sia, torniamo sulla Via Emilia e a Bologna. Riporto a braccio il report fattomi dal vincitore della gara M35, Ale "La Catapulta" Valsecchi, presente all'evento (è il campione italiano indoor 2010 del lancio del peso M35) poi ampiamente documentato dall'inimitabile Michelangelo Bellantoni (a proposito, lo sapevate che ha un sito dedicato al pentathlon lanci?? Visitatelo a questo link!!). Orbene, seguendo la strada tracciatami da Alessandro, riporto queste informazioni.
Innanzi tutto grande partecipazione: una settantina di atleti presenti sulla pista del Campo Sportivo Baumann di Bologna, circa 50 uomini e una ventina di donne. Si inizia alle 10:15 circa e si finisce verso le 19. Organizzazione perfetta (bravi anche da parte mia anche se non c'ero) soprattutto perchè il pentathlon lanci sembra scavalcare la tradizionale idea di "competizione" per sfociare nell'auspicabile "ritrovo agonistico con amici". tipico della prove multiple. E l'agonismo, naturalmente, quando si tratta di lanciare non è certo annacquato dal clima di festa che caratterizza questa specialità. Si sono infatti susseguiti una serie di risultati davvero notevoli: peccato che non si riesca ad avere (come dicevo in precedenza) una panoramica obiettiva rispetto ai precedenti record italiani. Ovvieremo.
Il miglior punteggio maschile l'ha ottenuto l'M70 Franco Bechi dell'Assi Giglio Rosso Banca Toscana, che ha ottenuto la bellezza di 3948 punti e che ha sparato il martello a 44,24 (!) e 16,70 il martellone. Ma probabilmente the man of the match potrebbe essere stato Massimiliano Remus, che nel corso delle sue fatiche da M40, ha trovato il record personale a 40 anni proprio nel lancio del martello (da 7,260... quello regolare) con 48,21. E poi anche un gran lancio nel martellone (15,88 kg) con 14,61. Il leader nazional-carismatico dei pentathleti, Michelangelo Bellantoni (accompagnato dalla famiglia) ha vinto la propria categoria con 3112 punti... come dice il nostro forumista Stachanov (l'inossidabile Pino Pilotto) in realtà Michelangelo si cimenta nell'hexathlon, dovendo sottoporsi anche aid impressionare sui dagherrotipi (le foto) gli atleti presenti. A proposito, Michelangelo, quando vorrai scrivere qualche cosa sul Grand Prix, noi siamo qui pronti ad accoglierti a braccia aperte.
Man of the match potrebbe essere stato anche l'incredibile Giuseppe Rovelli, novantadue anni, che ha lanciato il martello a 21,70... record o non record? Il record italiano attualmente tabellato (il suo 21,57 di Carugate dell'anno scorso) è stato ottenuto con l'attrezzo da 3 kg. Quest'anno dovrebbero essere entrati in vigore i nuovi "pesi" rivisti per le categorie over-70 (da 2 kg). Cosa avrà lanciato? A scanso d'equivoci, la prestazione è pur sempre un record nazionale (immagino che nascerà a questo punto un sub-tabella del martello e delle altre specialità, con i nuovi pesi). Tra le donne si segnala la prestazione dell'F50 Paola Melotti, del Cus Lecce, che ha ottenuto in valore assoluto il miglior risultato con 3252 punti. Unica donna a valicare più volte i 700 punti.
Non lo sapevo: addirittura una classifica di società vinta dall'Atletica Sandro Calvesi di Aosta.

14/10/09

Ad ottobre ancora due record italiani dai master

(foto dall'Album pubblico di Luigi Bellantoni) - Mi scuso pubblicamente con il simpatico e vitale mondo del lanciatori master, se ho dovuto aspettare tre giorni per scrivere quattro righe di Campionati Italiani di Pentathlon Lanci che si sono svolti a Napoli lo scorso weekend. In che modo si può parlare di una Manifestazione se non snocciolando numeri? Ho preso conoscenza dei risultati della kermesse di lanci direttamente dal sito Fidal, anche perchè il fatto di separare la bellissima manifestazione dal Campionato Italiano Individuale, un pò allontana anche i riflettori di tutto il resto del mondo master. Il grosso risultato l'ha messo l'M90 Giuseppe Rovelli, che è riuscito a migliorare il suo stesso fresco record (risaliva a Lahti) nel compound finale: 4161 punti contro i 4017 finlandesi. Condizione di forma tra l'altro ottima, visto che proprio a Mariano Comense il brianzolo aveva sfiorato il record nel martello (mentre a Napoli ha ottenuto la (sua) seconda prestazione italiana di sempre nel peso con 7,41. Stagione davvero irripetibile: 4 ori europei ad Ancona, 4 medaglie a Lahti (di cui 3 d'oro), 4 titoli italiani a Cattolica e 5 record nazionali... oltre naturalmente l'oro di Napoli. Detto questo, erano presenti a Napoli alcuni dei più performanti lanciatori italiani: Brunella Del Giudice, Anna Flaibani, Paola Melotti... Come stimare e pesare i titoli in poche righe senza dover fare una lista della spesa?
  • Il resto dell'articolo;-
Ho provato un nuovo metodo: la percentuale di prestazione rispetto al record italiano di categoria! Anzi, potrebbe essere il metodo meno invasivo rispetto a tutti quelli sino ad ora visti, e sui quali si è discusso, considerando che il risultato ottenuto è sempe un numero (da assumere come valore assoluto, magari arrotondando per difetto) che difficilmente potrebbe oltrepassare il "100", e soprattutto che equiparerebbe tutto il mondo master di fronte ai propri record di categoria. Beh, poi certo tutto è opinabile e sicuramente anche questo metodo ha le sue falle, ma se osservate la mia classifica dei Campionati Italiani di Pentathlon lanci (qui il link alla classifica), noterete come essa sia assolutamente eterogenea, come non vi siano categorie o gruppi di categorie predominanti e come, in definitiva, coloro che sono considerati migliori per senso comune, siano in cima alla lista. E così al secondo posto della mia classifica (naturalmente Rovelli avendo ottenuto il record italiano, ha sfondato il muro del 100%), troviamo Brunella Del Giudice, F65, con il 98,56% avendo ottenuto 4407 punti contro i 4471 del suo stesso Record Italiano. Si è avvicinato al record anche l'M35 Francesco Acquasanta (96,50%) e Michelangelo Bellantoni (95,32%). In totale 5 prestazioni sopra il 90%, stavolta non di un algoritmo (come per l'AGC) ma di un record italiano di categoria. Forse questo, più di molte astrazioni e voli pindarici, dà la portata di una prestazione. Ma offro comunque il petto alle critiche. A questo link trovate tutti i risultati dei Campionati Italiani di Pentathlon di Napoli. Cmabiamo sede, ma parliamo sempre di Master: a Celle Ligure, sabato scorso, Emanuela Baggiolini potrà dire di essere stata la prima donna master in Italia a scendere sotto il muro dei 30" nei 200hs, dopo il 29"66 nel relativo meeting dell'Amicizia. Questo in costanza dell'altra unicità che può vantare, cioè di essere la sola atleta over-35 ad essere scesa sotto il muro del minuto sui 400hs. 2° record italiano dell'anno sui 200hs (dopo il 30"12 a Saint Christophe un mese fa). Con i due record di cui ho parlato qui sopra, il totale di record italiani ottenuti all'aperto nella stagione di grazia 2009 dovrebbe salire a 132, con una sorprendente parità: 66 femminili e 66 maschili. Di questi, 7 record li ha ottenuti Gabre Gabric, 6 Vincenzo Felicetti, 5 Mario Longo, Giuseppe Rovelli e Ugo Sansonetti.

05/10/09

Regionali Master Lombardia: alla fine amor vicit omnia

Hanno poi avuto un sapore dolce i Campionati Regionali Master lombardi tenutisi a Mariano Comense questo fine settimana. Parafrasando i latini, che solevano dire che "amor vicit omnia", possiamo affermare che "sport vicit omnia". Stupende giornate tardo estive, col sole tiepido a raso. Venticello teso (ma diamine, sempre contro in rettilineo!). Ergo, sotterrate le armi della polemica sotto la pista di vecchio granulato ormai annerito in alcune zone della cittadina brianzola (fa parte della provincia di Monza-Brianza??), ci siamo tuffati nella nostra "disperazione" agonistica di una vita. GrassettoIl rammarico è stata forse la partecipazione: potevamo essere molti di più, le gare potevano essere agonisticamente più vive (che è quello che interessa di più ad un master, ancor più se ti trovi a vincere un titolo regionale perchè sei l'unico di quella categoria a presentarti). In Saint Christophe, Valle D'Aosta, si premiava il campione regionale solo in base alla tabella dei punti: un solo vincitore per specialità tra tutte le categorie. Fatti salvi i soliti distinguo sugli ultra 90enni (ma che alla fine a ben vedere si limitano ai lanci e... non a tutti), anche guardando l'AGC (che molto si avvicina alle famose tabelle utilizzate dalla Fidal per valutare le prestazioni dei master), le classifiche unificate avrebbero prodotto dei "podi" virtuali decisamente credibili. Il mondo master, in queste occasioni locali, non è forse meglio tenerlo unito sotto un'unica bandiera, piuttosto che spezzettarlo in 26 categorie (fino ai 95, uomini e donne)? A Mariano, comunque sia, gare da "fine-stagione". Sono mancati i grossi risultati (nessun over-100!), pochissimi over-90% AGC (solo 4 e nessuno al femminile): di certo non è mancato il divertimento. Due i record italiani abbattutti: quello già segnalato nel flash di sabato sera di Giuseppe Rovelli nel lancio del peso (7,71, qui il link alla notizia) e quello della staffetta svedese (100-200-300-400) della mia Capriolese (2'04"31, che abbassa il precedente 2'08"29 della Vittorio Alfieri di Asti) cui si riferisce la foto gentilmente scattata da Rosa Anibaldi. A proposito: gran cosa ha fatto la Fidal a pubblicare i record nelle staffette di società. Uno stimolo in più per tutti.
Ma andiamo con ordine:
  • velocità femminile: solo 5 risultati sopra gli 80%, e podio virtuale alla F40 Rosa Anibaldi e il suo 28"70 sui 200 corso con quasi 3 metri di vento contrario che gli vale 81,71%. Di soli 3 punti "centesimali" arriva la brava F35 Denise Neumann, con 13"13 sui 100 metri, ma anche in questo caso corsi con almeno due metri di vento contrario. 81,08% sui 200 per la Neumann grazie al 27"17 sui 200 (e con -2,7 di vento!).
  • velocità maschile: due i risultati sopra i novanta AGC: l'M35 Edgardo Barcella grazie al suo 50"83 sui 400 (che gli vale 90,16 e 4° risultato nel giro di 2 decimi nelle ultime 2 settimane sui 400), e l'11"70 dell'M40 Marco Ceriani sui 100 metri (90,12%). Ceriani capace anche di correre in 53"20 i 400 (e 89,30%, come detto da lui stesso, meglio che a Lahti!). Segnalo anche il netto miglioramento dell'800ista di Castenedolo Francesco D'Agostino sui 400: 53"84 e 87,61%.
  • fondo e mezzofondo femminile: 5 prestazioni sopra l'80% AGC. Dominatrice indiscussa la F40 Tatiana Bianconi, grazie al 5'04"48 sui 1500 e al 18'27"69 sui 5000. Per validare l'AGC come strumento "tecnico" (non è la prima volta che mi succede) è molto singolare come le prestazioni di un singolo alteta su distanze diverse siano sempre molto simili: infatti il tempo della Bianconi fatto segnare sui 1500 equivale a 84,42, mentre quello sui 5000 a 84,20. 83,80 per Nicola Mabbot (classe '74) sui 2000 siepi grazie al 7'45"74 corso in solitaria.
  • mezzofondo maschile: Miglior risultato tecnico il 2'19"74 dell'M55 Gadaldi Rinaldo che gli vale un controvalore di 86,80%. Tra l'altro sono stato testimone della partenza problematica del Gadaldi: allo sparo, sorpreso, si è voltato indietro verso il giudice, poi ha visto gli altri sfilargli davanti, quindi è stato spronato a gran voce a partire... perdita netta stimata: 2". Così, nella gara ad handicap, si è infilato anche l'altro M55 Giovanni Galmarini con 2'21"05 (86,68%). L'M40 Francesco D'Agostino ha da par suo dominato l'overall, battendo nel volatone finale anche il miglior M35 (Cosimo Sguera): 2'06"27 e 86,56%. Primo risultato dei 1500 (con 86,15%) lo troviamo al 5° posto del seeding, con il 4'44"63 dell'M50 Paolo Gatti.
  • Fondo maschile: 16 risultati sopra l'80%. Miglior del weekend l'M50 Giuseppe Mininno con 35'49"41 sui 10000 e un controvalore di 86,12%. Distanziato di quasi un punto percentuale l'altro M50 Sandro Montagnino con la sua prestazione sui 5000: 17'29"92 e 85,18%. Al terzo posto del podio virtuale l'M60 Fiorenzo Morlacchi con 38'55"76 (84,85%). Primo siepista della classifica, l'M50 Pietro Britta: con 11'19"85 ha ottenuto 84,67 AGC.
  • salti femminili: tre risultati siginificativi: il 5,34 nel salto in lungo della rovellaschese F35 Flavia Borgonovo (controvalore di 74,58%). Il 10,02 di salto triplo dell'altra F35 , l'ambrosiana Nelly Mery Greceanu (72,61%) ed infine il metro giusto-giusto nel salto in alto dell'altra milanese F60 Domenica Preite (69,44%).
  • salti maschili: un solo over-80%: è il salto dell'M70 Galdino Rossi nell'asta a 2,80 che gli vale 82,79%. Oltre 3 punti percentuali di distacco sul secondo del podio virtuale, il triplista M45 Stefano Fozzati, capace di atterrare a 12,74 (79,33%). Quindi il 77,90% ottenuto con un balzo a 4,55 nel salto in lungo dell'M60 Giovanni Lambri a completare questo podio (tutto personale, per carità!) nei salti maschili dei regionali individuali lombardi master.
  • lanci: spiace dover segnalare come tra le donne non vi siano stati risultati degni di essere ricordati ai posteri della rete: avevo posto una barriera al 55% che nessuna ha superato e nemmeno avvicinato. Sarà per la prossima volta. Tra gli uomini domina incontrastato, naturalmente, il talento oltre-ogni-età di Giuseppe Rovelli. Prima delle gare di domenica era alla ricerca di una tabella dei record italiani per verificare se avesse ottenuto la m.p.i. con il 7,71 nel peso lanciato il giorno precedente. Non mi sono fatto sfuggire l'occasione (avendo già prodotto la news sul sito) e gli ho confermato la notizia. Occasione per dagli un pò di lustro e per discutere del tentativo di record nel martello poi fallito per un trentina di centimetri: 21,28 contro il 21,57. Entrambi i risultati comunque abbondantemente superiori all'90%: 99,95 nel peso, e 96,56 nel martello. Per trovare il terzo bisogna scendere sotto gli 80%: è il 10,57 di peso ottenuto dall'M65 Davide Boscolo.
  • ostacoli: nemmeno una donna sui blocchi degli ostacoli. Pochissimi invece gli uomini, forse perchè ormai attira soprattutto la "nuova" specialità dei 200hs, che a livello organizzativo permette molti meno patemi sulle altezze, le distanze... Migliore delle due giornate l'M40 Francesco Onofri con 16"71 sui 110hs (83,55%), che ha prevalso di oltre 3 punti percentuali sul 400 ostacolista M50 Gianpaolo Galleani (1'12"35 e 80,30%). Quindi Gabriele Garini con 78,74 ottenuto con il 16"69 nei 110hs M35.
  • marcia 5 km: l'M70 Vincenzo Menafro con 30'29"57 ottiene un grandioso 86,48%. Oltre 7 punti sotto (a 79,24%) troviamo l'M40 Mauro Ronchi (24'26"26), e al terzo l'M50 Francesco Venturi degli Esposti (26'40"67 e 78,18%).

03/10/09

Flash: Giuseppe Rovelli di nuovo record nel peso

Giuseppe Rovelli ha oggi migliorato il record italiano di peso M90 con attrezzo da 3 kg durante i Campionati Regionali Master lombardi in scena a Mariano Comense. 7,71 per l'atleta della Daini Carate Brianza che migliora di 20 centimetri esatti la precedente miglior prestazione detenuta dallo stesso Rovelli e ottenuta a Cattolica durante i Campionati Italiani Master di quest'anno. Per l'M90 brianzolo si tratta del 4° record stabilito nel corso del 2009: nel suo carnet sono finiti infatti il pentathlon (4017 punti), il martello (21,57) e il già citato peso (7,51).

15/08/09

i 12 (+4...) record italiani di Lahti

Ha ragione il Duca quando parla di "confusione" sui record. Mi sono preso la briga di verificare i record italiani stabiliti a Lahti, ed è così che ne sono emersi 12 che andrebbero bene per l'Ufficio Statistico della Fidal, e 4 che invece sarebbero quelli che a livello internazionale varrebbero (ma che in Italia non valgono, proprio per la discrasia regolamentare tra le norme Fidal e quelle WMA). Ricordo (per chi ancora non lo sapesse) che il tutto nasce da una diversa configurazione del mondo master, per la quale in Italia (e non so in quali altri stati) si entra in una categoria al primo gennaio dell'anno di compimento dell'età "giusta" (anche se si è nati il 31 dicembre di quell'anno). A livello internazionale l'ingresso nella categoria avviene solo al compimento dell'età anagrafica... Ergo, chi per esempio quest'anno compisse i 45 anni al 31 dicembre, sarebbe per tutto l'anno un M40 (ma la Corrida di San Silvestro la potrebbe correre come M45...). Chi ha ragione? Cui prodest? Sono sostenitore della regole relativa all'anno (e non alla data), ma avanzando la proposta nel forum di Masterstrack le voci contro sono state nettamente superiori a quelle a favore. Naturalmente c'è chi si è fatto due rapidi conti in tasca: chi è nato verso l'inizio dell'anno (fino a giugno) ha tutto l'interesse a competere con la data di nascita come border-line (verrebbero esclusi un sacco di "giovani", soprattutto a livello indoor). Chi nasce dopo vuole naturalmente il contrario. Certo è che così non si può andare avanti: necessita un'omogeneizzazione a livello internazionale. In un modo o nell'altro. A proposito: la Fidal che si era impegnata a perorare questa causa (così come ho letto nel programma elettorale 2004-2008) cos'ha fatto concretamente?
Ma torniamo a Lahti. 12 record italiani dicevo (validi sia per la Fidal che per la WMA). Un record del mondo (quello di Sansonetti nei 400 m90, che lo risarcisce di quello perso sugli 800) ed un record europeo (quello della Gabric nel disco w90, così come riporta Ivar Soderlind nel suo report sul sito della EVAA). Vediamo nello specifico:
  • Marinella Signori ha migliorato ancora il suo record italiano spostandolo in batteria nei 100 dal 13"46 (ottenuto a Cattolica agli italiani master) a 13"42 corso in batteria.
  • Vincenzo Felicetti ha abbassato invece i suoi record sui 400 in due occasioni: in semifinale ed in finale: prima 57"26, quindi il 56"77 che gli ha consentito di vincere l'oro. Anche per Vincenzo il record risaliva a Cattolica con 57"31. E' la 5^ volta che nella stagione Felicetti abbassa il record. Sfortunato invece nei 200, dove il record è resisitito nonostante la vittoria mondiale al 25"55 corso a San Benedetto.
  • Ugo Sansonetti: il nuovo record italiano (1'35"04) polverizza la sua stessa miglior prestazione di 1'39"20 corsa a Cattolica. Ma la novità è che viene polverizzato anche il precedente record mondiale di 1'38"69 del tedesco Mahlo del 2002. Ben 3 secondi e mezzo in meno.
  • Luigi Ferrari: un pò a sorpresa mi sono trovato pure questo record italiano: 2'04"83 sugli 800 M50. In realtà quello precedentemente tabellato risulta essere un 2'04"8 manuale ottenuto da Enrico Greppi nel 1983, uno dei più antichi record italiani in circolazione (dovrebbe essere il 10° record master al momento più datato, il 4° degli M50). Un'impresa, insomma, che valica il tempo, ma che non gli ha consentito di andare a medaglia (5°).
  • Nadia Dandolo: non poteva essere più roboante l'entrata nel mondo master di una delle più forti mezzofondiste italiane di sempre. Argento e record italiano con 17'23"08 (precedente 18'03"90 di Maria Pia D'Orlando risalente al 1991, l'anno della tripletta mondiale: cross, 5000 e 1500).
  • Gabre Gabric ha invece migliorato portandolo a 12,55 il record del disco, che a lei stessa apparteneva con 12,14. Anche questo record ottenuto a Cattolica quest'anno. Particolarità: in Italia i record della Gabric rientrano tutti nella categoria F95, ed il record europeo è invece classificato nella categoria w90.
  • Ingeborg Zorzi è stata invece la prima italiana W60 della storia a cimentarsi sugli 80 hs (durante l'eptathlon): 15"76.
  • Giuseppe Rovelli: il più medagliato italiano di Lahti 2009, ha migliorato di una manciata di punti (12), il suo stesso record M90 ottenuto a Macerata l'anno scorso: 4005 contro 4017.
  • Brunella Del Giudice: le grandi prestazioni mondiali della Del Giudice si sono concluse con il record del pentathlon/lanci. Sfiorati diversi record, ma oltrepassato solo quello delle prove multiple nei lanci: 4471 punti. 4369 il precedente record della stessa Del Giudice risalente a Lubiana 2008.
  • 4x400 M60: 4'00"78. Sensazionale record, che abbassa addirittura di quasi 3"50 il precedente di 4'04"10 della formazione schierata a Riccione 2007. Ma visti i 3 finalisti della gara individuale, con il 4° nella finale dei 100hs, il record era nell'aria.
  • Enrico Saraceni: a livello internazionale Saraceni avrebbe abbassato i record sia dei 100 che dei 200 (11"22 e 22"61 con -1,5), ma per la Fidal Mario Longo, nella sua condizione di pre-45enne, di fatto ha già riscritto la storia delle migliori prestazioni italiane nella categoria.
  • Roberto Vaghi: infine l'ottimo campionato del mondo di Roberto Vaghi si è concluso con un record "ad età compiuta" nei 400 M70: 1'06"85 contro l'1'08"90 di Ludovico Bonvecchio del 2001. Il record "pre" era invece di 1'06"90: quindi meglio anche di questo. Di fatto c'è un record indoor dello stesso Torre che ha corso in 1'06"16.
Assoluto (record Fidal)
  • 100 W45: 13"42 (1,0) - Marinella Signori
  • 400 M60: 57"26 - Vincenzo Felicetti
  • 400 M60: 56"77 - Vincenzo Felicetti
  • 400 M70: 1'06"85 - Roberto Vaghi
  • 400 M90: 1'35"04 - Ugo Sansonetti (WR)
  • 800 M50: 2'04"83 - Ferrari Luigi
  • 5000 W45: 17'23"08 - Nadia Dandolo.
  • disco W90: 12,55 - Gabre Gabric (ER)
  • 80HS W60: 15"76 - Ingeborg Zorzi
  • Pentathlon lanci M90: 4017 - Giuseppe Rovelli
  • Pentathlon lanci W65: 4471 - Brunella Del Giudice
  • 4X400 M60: 4'00"78 - Frei, Montaruli, Del Rio, Felicetti
Ad età compiuta (non riconosciuto dalla Fidal)
  • 100 M45: 11"31 (1,2) - Enrico Saraceni
  • 100 M45: 11"22 (0,0) - Enrico Saraceni
  • 100 M90: 17"82 - Ugo Sansonetti
  • 200 M45: 22"61 (-1,5) - Enrico Saraceni.

09/08/09

Lahti, day-8: Paola Tiselli oro nei 1500. Altre 8 medaglie vinte

  • PAOLA TISELLI (oro - 1500 W35) - Finalmente, dopo la consacrazione continentale, arriva per Paola Tiselli quella mondiale. Il terreno di battaglia i 1500, dove a marzo si era già laureata campionessa europea indoor in 4'43"35. Stavolta corre in 4'48"97 per battere le resistenze dell'australiana Suzy Cole. Impressionante il ruolino di marcia di Paola: 8 eventi internazionali a cui ha partecipato da Lubiana 2008 ad oggi, e 8 medaglie: 4 ori, 3 argenti e 1 bronzo. Più le due medaglie nelle staffette di Lubiana (ed eventualmente quelle che dovessero arrivare dalle staffette di Lahti). E' questa la 17^ medaglia d'oro nella storia dei mondiali delle W35 italiane (solo Maria Tranchina ed Elisabeth Moser sono riuscite a vincerne due in questa categoria). Primo oro assoluto dai 1500 W35 e terzo assoluto tra le donne master italiane tra tutte le categorie sempre sulla medesima distanza: prima della Tiselli, erano arrivate sul gradino più alto del podio la D'Orlando nel 1981 a Christchurch e Waltraud Egger a Riccione nel 2007. Infine, la miglior posizione prima dell'oro di Lahti di un'italiana nel binomio, era stato un 5° posto di Carla Villani a San Sebastian 2005.
  • NATALIA MARCENCO (argento - 20 km marcia W50) - Con la 20 km di marcia arriva la 21^ medaglia internazionale della Marcenco. Tempo: 2h06'58. La prima assolutamente inarrivabile: parlo della australiana Lynne Ventris che ha vinto con quasi 19' di vantaggio proprio sulla Marcenco. 21 medaglie internazionali, di cui 6 mondiali: un oro, tre argenti e due bronzi. L'oro è arrivato con la squadra della 10 km a Riccione-2007. Nella stessa località romagnola, sulla 20km la Marcenco giunse 4^ (seppur marciando in 2h02'). 5^ presenza italiana nella gara nel binomio mondiale: l'argento di Lahti rappresenta la miglior prestazione di sempre (il precedente risultato di riferimento era proprio il 4° posto di Riccione-07).
  • CRISTIANO ZANOLLI (argento - 20 km marcia M40) - 4 ^ medaglia di giornata (in ordine cronologico) proveniente dalla marcia oggi. A portarla Cristiano Zanolli, che nulla può contro lo strapotere dell'australiano Kollmorgen (1h44'39"), ma che chiude in 1h54'13" col secondo posto. Prima medaglia individuale a livello internazionale di Zanolli (che come career best aveva un 4° posto a Lubiana-08. 3° mondiale per lui (dopo San Sebastian-05 e Riccione-07) sempre presente sui 20 km di marcia, e miglior risultato, prima di Lahti-09, risultava essere il 6° guadagnato in Romagna. Zanolli vinse l'oro a squadre sempre a Riccione. Nel binomio storico, 37 atleti italiani hanno partecipato alla 20 km di marcia M40: 4 ori (due dei quali vinti da Fabio Ruzzier prima di gareggiare sotto egida slovena), 2 argenti (compreso quello di Zanolli) e due bronzi.
  • LORELLA PAGLIACCI (argento - 10000 W40) - seconda in 36'10"71, per un niente battuta dalla portoghese Rosa Oliveira in volata. 36^ medaglia conquistata da una W40 ad un mondiale master. Con Lahti 2009 le finaliste sui 10000 italiane nel binomio passano a 15 e nessune di queste è mai riuscita a vincere l'oro: si contano infatti tre argenti. Il già citato secondo posto della Pagliacci, quello di Roberta Boggiatto a Riccione 2007, e quello di Silvana Acquarone a Roma 1985. Per chi non lo sapesse, la Pagliacci è una decana del masterismo italiano: con quella di Lahti, le sue partecipazioni alle manifestazioni internazionale salgono a 9 in 5 anni (non ha partecipato solo a Clermont 2008 ed Helsinki 2007). 17^ medaglia internazionale (15 individuali) con 2 ori europei (Lubiana ed Aarhus). A Riccione fu ancora una volta argento sui 10000, ma W35.
  • GIUSEPPE ROVELLI (argento - pentathlon lanci M90) - Non riesce al lombardo il fantastico poker di medaglie d'oro. Tutto per "colpa" del finlandese Holgo Lonnroth, capace di batterlo nelle ultime due prove. Niente male: se ne torna a Biassono con 3 ori ed un argento: bottino senza precedenti. 9° italiano in assoluto nella storia a vincere una medaglia nel pentathlon lanci ai mondiali master (comprese tutte le categorie maschili e femminili): 4017 punti per Rovelli. In attesa di conoscere i risultati di Sansonetti, è l'M90 ad aver vinto più ori in una sola edizione di campionati mondiali. In senso lato, quello che ha vinto più medaglie sempre negli M90.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (argento - pentathlon lanci W65) - Quelli di Lahti sono stati per molti aspetti dei grandi mondiali per Brunella Del Giudice. Oro del martellone a parte, sono arrivati gli argenti nel martello e, appunto, nel pentathlon lanci con 4471 punti. 10^ medaglia di sempre (dopo la 9^ di Rovelli) in questo circuito di 5 lanci per un italiano/a nella storia del mondiale master. L'argento è la miglior prestazione complessiva di una W65 ad un mondiale: prima di lei vedo solo un 4° posto di Maria Surza a Buffalo 1995. 23^ medaglia internazionale per la Del Giudice (con beneficio di inventario sugli Europei), ma le uniche mondiali le ha vinte solo quest'anno a Lahti. Tutte le altre agli Europei.
  • PAUL ZIPPERLE (bronzo - triplo M45) - gara incredibile quella del triplo M45. Dopo il primo turno di salti è proprio Zipperle a prendere il comando: 12,71 contro il 12,69 dello slovacco Gavenciak. Al 4° turno Zipperle sembra aver chiuso la gara: 12,90 (ventoso) ma al 5° il norvegese Viulsrod piazza il 12,96 dell'oro. All'ultimo anche Gavenciak supera Zipperle: 12,95. Il podio in 6 centimetri, ma Zipperle "solo" bronzo. Seconda medaglia internazionale per l'altoatesino, argento ad Ancona-2009. A Riccione giunse 7° con 13,14 (negli M40) mentre a San Sebastian 6°, quindi miglior risultato "mondiale". 8° finalista italiano nel binomio M45 /triplo ai mondiali master: meglio di lui nei 34 anni di storia dei mondiali solo Giorgio Bortolozzi, argento a Roma 1985.
  • ALFREDO TONNINI (bronzo - 20 km marcia M75) - seconda gara e secondo bronzo per Alfredo Tonnini, terzo con 2h17'58". 127^ medaglia italiana conquistata ad un mondiale master outdoor nella marcia (5, 10, 20 km). 5^ medaglia ad un campionato internazionale vinta da Tonnini (3 europee e 2 mondiali). Sulla distanza lo stesso atleta è Campione Europeo in carica. 5^ medaglia nel binomio M75/20km-marcia vinta da un italiano ad un mondiale outdoor (su 10 presenze-gara).
  • ITALIA (bronzo - 20 km di marcia M55) - Pierangelo Fortunati, Sergio Fasano e Sergio Domizi portano a casa la medaglia di bronzo nella competizione riservata alle squadre nazionali e basata sulla somma dei tempi ottenuti nella prova individuale. 30^ medaglia conquistata nella competizione a squadre da una formazione italiana nella marcia master. 4^ medaglia tra gli M55 con 1 oro (a Riccione), 1 argento e 2 bronzi.
  • PAOLA BETTUCCI (4^ - 20 km marcia W45) - primo legno della giornata, per mano di Paola Bettucci. Il suo tempo di 2h00'21" non le ha infatti consentito di giungere a medaglia, distante 3'40" circa. Questa era la seconda volta che la Bettucci si presentava nella gara più lunga nel programma mondiale: a Riccione giunse seconda con 1h56'12 (ma tra le W40), tempo che le avrebbe consentito anche in questa edizione di vincere il bronzo. 5^ presenza ad un mondiale master per Paola, ma prima senza medaglie: nelle altre quattro circostanze infatti era sempre arrivato il podio (2 ori a San Sebastian e 2 argenti a Riccione). Quella della Bettucci è anche la terza presenza-gara nel binomio W45/marcia 20 km. Nelle altre due circostanze l'oro della Marchiori a Riccione, e il 5° di Nadia Rossi nella medesima edizione dei mondiali.
  • GIANNI BRUZZI (4° - 1500 M40) - Sfortunato epilogo per il Campione italiano di Cattolica sui 1500. Medaglia di legno e invece bronzo al tedesco Luck per pochi centesimi (4'08"14 contro 4'08"59). Visti i tempi, probabilmente fuori portata i primi due. A Riccione 2007 era arrivato l'argento con 4'02"12. Gianni Bruzzi è stato anche il 14° italiano nella storia dei mondiali master ad accedere alla finale del 1500 M40: dei primi 13 erano arrivate solo 3 medaglie: la fantastica tripletta di Riccione 2007: Giorgio Gennari-Litta oro, Franco Gnoato argento e lo stesso Bruzzi bronzo. A destra la foto.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (5^ - disco W65) - Nella gara vinta dalla russa Danilova con oltre 33 metri, 24,31 per la Del Giudice all'ennesima prova della trasferta finlandese. Podio a 27,07. La 5^ posizione è la migliore di sempre conquistata da un'italiana nel binomio W65/disco ad un mondiale. Prima della gara della Del Giudice, il miglior risultato era il 6° posto di Maria Surza conquistato a Myiazaki 1993, 16 anni fa. A Riccione-07 la stessa atleta giunse 11^.
  • ADRIANO SPOSATO (5° - triplo M45) - con 11,90 non poteva chidere di più al suo mondiale, visti i risultati dei tre a podio (vedi il commento su Paul Zipperle). La sua mi risulta essere la quarta prestazione mondiale colta da un italiano nel binomio. Pensate che nella classifica avulsa delle prestazioni metriche degli M45 italiani ai mondiali, il migliore, Giancarlo Ciceri (13,35 a Riccione 2007) non risucì nemmeno a vincere la medaglia. A Lubiana Sposato giunse terzo (career best), mentre a livello mondiale a Riccione giunse 9°.
  • FRANCO VENTURI DEGLI ESPOSTI (5° - 20 km marcia M50) - 1h55'47", per un quinto posto più che soddisfacente. Il bronzo era posto a 1h53'52" (un paio di minuti sotto). Storicamente il 5° posto per questo atleta è un numero ridondante in una competizione mondiale master: 5° a San Sebastian 2005 nei 3 km di marcia; 5° a Brisbane sia nella 5 che nella 20 km di marcia. Il suo carnet vede all'attivo 3 medaglie, tutte di bronzo e tutte vinte durante i campionati europei indoor in Scandinavia (Helsinki-2007 ed Elskilstuna-2005).
  • ALBANO MONTERSOR (5° - 20 km marcia M35) - altro quinto posto dalla marcia: stavolta con Albano Montresor, che ha camminato in un tempo di 1h53'31". A quasi 4' il podio. Montresor era stato settimo a Riccione (con 1h44'44"). 10 atleti M35 italiani si sono cimentati nel binomio storico ai mondiali master: miglior risultato un oro conquistato da Bernardo Cartoni a San Sebastian 2005. Poi l'argento di Defendenti a Riccione 2007. Quello di Montresor è il 4° risultato di sempre.
  • TATIANA BIANCONI (5^ - 10000 W40) - con l'argento della Pagliacci arriva anche questo quinto posto (ma questa è la giornata dei quinti posti) della Bianconi, che corre i 10000 in 38'16"74. Prima partecipazione su questa distanza a livello internazionale master. Prima un caps a Riccione nella maratone (9^) e una nella mezza maratona di Clermont 2008 (4^).
  • IVO MASSERANO (7° - 10000 M70) - 47'38"15 - 9^ posizione di sempre conquistata da Passerano nel binomio, in una "storia" che vede due argenti vinti dall'hall-of-famer Acquarone nel 2001 a Brisbane e nel 1989. Bruno Baggia giunse 4° a San Sebastian nel 2005.
  • FRANCESCA PINI-PRATO (8^ - 1500 W40) - 5'05"74, e ottava posizione mondiale. La Pini-Prato è l'ottava finalista italiana di sempre ad un mondiale nel binomio. Un solo bronzo all'attivo, quello di Rosita Pirhofer a Durban 1997. Quella della Pini-Prato è la quarta posizione di sempre di una italiana.
  • STEFANO FOZZATI (10° - triplo M40) - Giorgio Federici non si presenta, e i colori nazionali rimangono sulle spalle di Stefano Fozzati. Alla fine otterrà 12,28 che non gli consentirà l'accesso alla finale a 8 (serviva 12,76). Pazzesca la misura del vincitore, il russo Byzov: 15,03! Seconda apparizione internazionale per Fozzati, quinto ad Ancona-09. Storicamente il triplo M40 ai mondiali master ha una tradizione positiva per l'italia, che ha inanellato 19 finalisti su 26 partecipanti. Un oro conquistato da Crescenzio Marchetti a Myiazaki 1993, due argenti (Bortolozzi e ancora Marchetti).
  • PIERGIORGIO ANDREOTTI (15° - 20 km marcia M65) - 2h21'44" - 23° atleta italiano presente ad un mondiale come M65 nella 20 km di marcia. 4 medaglie vinte totali (due argenti e due bronzi), l'ultima delle quali a Brisbane 2001. Sono 8 anni di astinenza. Andreotti migliora di una posizione il 16° di Riccione-07 sempre sulla 20 km di marcia. 36 gare totali per Andreotti ad un mondiale. Nella foto a destra.
  • DANIELE PEDRINI (15° - 1500 M50) - 4'39"85 e quindicesimo rango. A Riccione 2007 non riuscì a qualificarsi per la finale. Pedrini è anche il 6° atleta italiano di sempre (su 30) a partecipare ad una finale nel binomio M50/1500.
  • PAOLO MUSCAS (20° - 20 km marcia M60) - 20^ posizione (dopo la 28^ nei 10 km di marcia). 31° atleta italiano che partecipa al binomio mondiale 20km/M60. Nessuno di loro è mai riuscito a conquistare l'oro (best result il bronzo di Mario Sciarretta a Buffalo-95).
  • MARCIA M55 - 3 atleti italiani al via. Migliore della squadretta Pierangelo Fortunati (11° con 2h08'13"). Poi Sergio Fasano (13° con 2h09'04") e Sergio Domizi (22° con 2h32'09"). 31 presenze italiane nel binomio storico che conta a livello individuale 1 oro e 3 bronzi. L'oro lo ha vinto il mitico Graziano Morotti a Riccione 2007. Nessuno dei 3 ha migliorato la propria miglior prestazione ad un mondiale master. Per Fortunati rimane così il 5° posto conquistato a Durban nel 1997.Per Sergio Fasano un 10° a San Sebastian 2005, mentre Domizi 13° sempre a San Sebastian.
  • PENTAHLON LANCI: (non medagliati) 6^ Maria Grazia Bortolozzi con 3031 punti tra le W40; 8° Massimiliano Remus con 2421 punti tra gli M35; 11^ posizione per Sabrina Cipolla nelle W35 (1722 pt), laddove Campionessa uscente era la nostra Patrizia Aletta. 19° Vincenzo Ruisi con 2489 punti con gli M55, 23° Francesco De Feo con 2357 punti tra gli M50.
  • 400 (semifinali)
  1. Negli M60 Vincenzo Felicetti domina anche la propria semifinale in 57"26. Nessuno sembra poterlo ostacolare nella corsa verso il secondo oro. Rudolf Frei vince anche lui la propria semifinale in 58"55: secondo tempo del seeding dietro a Felicetti. Un pò più di difficoltà per Aldo Del Rio che si qualifica con il quinto tempo totale in finale, con 59"60. In finale gli toccherà una corsia defilata rispetto ai due italiani capolista, ma lotterà anche lui per le medaglia. 3 italiani in finale nei 400 mondiali non sono certo una novità: nei 400 M35 di Riccione furono addirittura 4 (Barcella, Poeta, Biffi e Palla). Sempre a Riccione negli m40 furono invece 3 (Saraceni, Scarponi e Bertaggia). Quello di Lahti è sicuramente il record per gli M60. Fino a Lahti solo due italiani (Augusta Radames e lo stesso Aldo Del Rio) erano riusciti ad entrare in finale tra gli M60 ad un mondiale.
  2. Negli M50 dopo l'accesso per il rotto della cuffia, Alessandro Cipriani si migliora ma non a sufficienza: 57"65 (si entra in finale con 54"28). Dal 2001 nessun italiano riesce ad entrare in questa finale: l'ultimo fu Felicetti (poi argento) a Brisbane.
  3. Negli M45 Enrico Saraceni è alla 8^ fatica. Sul giro di pista si limita a correre in 51"89 (superato dal canadese Sherar): probabilmente la voglia di fare il record del mondo in finale gli fa amministrare questa semifinale. Ma 8 gare in pochi giorni sono tante e la finale prevista per il giorno dopo non potrà di certo essere corsa al 100%. Nella stessa semifinale Fausto Bianchi si migliora di oltre un secondo rispetto alle batterie: 53"94. Risultato che non è sufficiente per la finale (urgeva un 53"08).
  4. M40: incredibile semifinali. La porta per la finale si apre solo sotto i 50"88! Livelli impennatisi a forza nove, tenetevi stretti alle sartie! Max Scarponi deve spendere parecchio per domare l'americano Robert Thomas (50"49 vs 50"56). L'indiano Rawat (leone sino alle semifinali sia sui 200 che sui 400) dall'altra parte corre in 50"04. Ma qualcuno doveva dirgli che la finale si corre alla terza prova, e non alla seconda.
  5. M35: si deve correre in 50"72 per entrare in finale. Non ricordo bene, ma a Riccione bisognava correre forse vicino a 51" per raggiungere lo stesso risultato. Nella prima semifinale il danese Jorgensen abbatte il muro dei 50" (49"91). E' facile? Sembra di sì, sui 200 è giunto 4° con 22"31. La Spagna dopo l'era Velasco negli M35, sfodera il nuovo Jose Ortubia, un cagnaccio che parte veloce: 50"30. Alessandro Gulino si infila: 50"55. Devo apsettare gli altri per entrare in finale: come nello sci. Salvatore Romano non finisce. Seconda semi: il duo inglese Rubenis-Ward davanti: 50"07 e 50"24. Poi Massimiliano Poeta e Edgardo Barcella: 50"72 e 50"99. Tutti e due arrivati alle semifinali con tempi molto prossimi alle loro miglior prestazioni stagionali (se non meglio). Nulla da recriminare, anche loro devono attendere i repechage. Nella terza semi l'americano Spann impressiona ancora una volta 49"48. L'oro sarà una questione americo-danese. Due italiani in finale (Poeta e Gulino), Barcella non ce l'ha fa ma esce a testa alta.
  • triplo (qualificazioni)
  1. Giancarlo Ciceri (M50) si qualifica facilmente alla propria terza finale mondiale outdoor nel triplo dopo Gateshead 1999 e Riccione 2007. Gli basta il primo salto a 11,40. 8° finalista italiano del binomio M50/triplo al mondiale (massimo risultato raggiunto, due argenti di Crescenzio Marchetti).
  • ostacoli corti (qualificazioni)
  1. L'astista Carla Forcellini (W50) accede alla finale degli 80hs con 13"34, 5° tempo. 9^ italiana di sempre ad accedere ad una finale mondiale master negli ostacoli corti (fra tutte le categorie). 2^ italiana tra le W50 a correre una finale mondiale.
  2. Fuori nella serie di qualificazioni inceve Giuseppa Lacava (17"66) sempre sugli 80hs. L'unica atleta W40 italiana che ha corso una finale mondiale master outdoor, l'ha poi vinta. Era Lia Masotti nel 1985 a Roma.
  3. Antonio Montaruli, M60, accede alla finale sui 100hs correndo in 17"00. Secondo italiano a riuscire in finale dopo Enzo Bertolissi (entrato in finale a Gateshead 1999 e Brisbane 2001). Miglior posizione, il quarto posto.

07/08/09

Lahti, day-7: Boranga primo oro mondiale outdoor - Rovelli al terzo oro consecutivo

(Giuseppe Rovelli e... il sottoscritto nel TIC di Lahti) - La settima giornata vede la conquista di 4 medaglie: Lamberto Boranga, Giuseppe Rovelli, Emanuel Manfredini e ancora Gabre Gabric. E' la giornata probabilmente più fredda. Temperature vicine ai 14°/15°, vento freddo che viene dal nord lappone, cielo plumbeo. Nonostante questo the show-must-go-on, e così tutti in pista sin dalle prime ore del mattino a conquistare un pezzo di storia. Come Giuseppe Rovelli, che ha dovuto prendere verso le 7:30 il bus 61 di Tikkurila (ho avuto nella circostanza l'onore di accompagnare il campione del mondo insieme a Stefano Dossena e Fabrizio Marnini) sino alla stazione dei treni di Dicksbury. Poi 45 minuti di treno e fermata a Lahti. Un paesaggio (dal finestrino di un regionale RV che spacca il secondo) un pò triste quando tutto è grigio: boschi di conifere, laghetti, qualche casetta rossa. Gli stessi finlandesi sembrano un popolo un pò triste (ma forse solo oggi, almeno spero). Tutto troppo perfetto. Noi italiani siamo indissolubilmente legati al sole e alla confusione e questa ne è l'ennesima riprova. Purtroppo, una volta allo stadio, spiace constatare che sulle tribune gli italiani siano vittime di una mini-diaspora: ognuno per conto suo. Ma tant'è: si va avanti... da soli. senza che nessuno capisca quanto sia importante creare un solo "gruppo-Italia" e non tanti piccoli gruppi. Ma ecco le prestazioni di tutti gli italiani della 7^ giornata.
  • LAMBERTO BORANGA (oro - lungo M65) - Primo oro mondiale (outdoor) per Lamberto Boranga a Lahti, che vinse l'oro ai Mondiali indoor di Clermont Ferrand nel 2008 saltando 5,22. Gara difficile: al primo turno di salti è secondo con 4,75 contro i 4,77 dell'estone Lamp. Dopo il secondo passa in terza posizione: 4,90 Lamp, 4,79 il russo Vnukov e 4,78 Lamberto. Al 4° migliora il russo: 4,88. Solo al 5° Boranga sfodera la sua classe: 5,02 e quindi 5,03. Campione del Mondo. 10° oro ad un mondiale di un M65 italiano. Miglior risultato (e prima medaglia) di sempre nel lungo nel binomio M65/lungo: la miglior prestazione fino ad oggi era stata il quarto posto di Amort Heinrich a Gateshead-99. Quella di Boranga è anche la 9^ finale di un italiano ad un mondiale sempre nel binomio.
  • GIUSEPPE ROVELLI (oro - martello M90) - terza medaglia consecutiva al mondiale del lanciatore lombardo. Tutte nei lanci, dopo il martellone e il disco. 6 medaglie d'oro conquistate sino ad ora dalla categoria M90 a Lahti (3 Rovelli, 2 Sansonetti e 1 Valcalebre): il massimo era stato 3 (a Portorico-03 e Brisbane-01). Mai tre atleti erano riusciti a vincere contemporaneamente (proprio Rovelli, Vlacalebre e Sansonetti). Se gli dovesse riuscire l'impresa di vincere il quarto oro nel pentathlon-lanci potrebbe essere il primo italiano M90 nella storia a portare a casa 4 ori. Sempre se Sansonetti non raggiunga prima questo traguardo. Vedremo nei prossimi giorni. Nella gara del martello odierna, la misura è stata di 21,43.
  • EMANUEL MANFREDINI (argento - M50) - Terza medaglia nel salto in alto a Lahti, dopo l'oro di Segatel tra gli M45 e l'argento di Arduini negli M35. A vincerla il campione d'Europa indoor in carica, Emanuel Manfredini. A Riccione-07 giunse "solo" settimo, con 1,72. A Lahti, grazie ad un salto di 1,78 arriva il bronzo. La gara è stata dominata dall'astro americano Bruce McBarnette (1,90), che come lavoro precipuo recita nelle soap-operas americane. C'è stato anche il tentativo di record del mondo dello stesso, purtroppo fallito di un niente. Manfredini è anche il primo M50 italiano a vincere una medaglia nel salto in alto ad un mondiale. Fino alla sua comparsa sulla pedana alle spalle dei 3 trampolini, il miglior risultato nel binomio M50/alto era stato un 5° posto a Miyazaki 1993 di Anton Holzgethan (con 1,65).
  • GABRE GABRIC (argento - disco W90) - continua la sfida Gabric-Kotelko, e al momento la canadese sempre essere più in forma: terzo oro per l'atleta d'oltreoceano, e terzo argento per la Gabric, che ha chiuso la gara con 12,55 (contro 13,92). E' la terza medaglia di sempre conquistata da una donna italiana nel disco ad un mondiale (partendo dalle W35). Le altre le aveva vinte ancora la Gabric (oro a Riccione-07 W90, e Maria Letizia Bartolozzi, bronzo a Riccione-07 nelle W40). Naturalmente due presenze, e due medaglie per la Gabric ad un mondiale nel binomio. Il carnet internazionale della Gabric si aggiorna: 11 ori e 4 argenti.
  • CLAUDIO UBALDI (4° - 10000 M45) - Non poteva mancare il "legno" quotidiano, stavolta per mano del volenteroso Claudio Ubaldi. Il tempo di 33'56"46 non è stato infatti sufficiente a vincere una medaglia che era posizionata una decina di secondi più sotto: 33'47"49. A Lubiana-08 era arrivato il bronzo, ma il quarto posto rappresenta per Ubaldi la sua miglior prestazione ad un mondiale, vantando nel proprio carnet al massimo un 15° posto nei 5000 di San Sebastian-2005. Nei 10000 della stessa edizione arrivò 17°. Seconda prestazione italiana di sempre nel binomio: meglio di lui, nei 94 precedenti, ha fatto solo Rossano Altini, oro a Riccione 2007.
  • LUCA TONELLO (5° - triplo M35) - nonostante le riserve del fisioterapista della nazionale, dopo l'infortunio patito a causa della pedana scivolosa nel salto in alto, Luca si presenta nel triplo e ottiene un buon 5° posto con 13,64. La quinta posizione è anche il miglior risultato ottenuto da un italiano M35 ad un mondiale, che pareggia l'analoga posizione ottenuta a San Sebastian-2005 da Markus Vinatzer. Solo 4 italiani sono riusciti ad accedere alla finale ad un mondiale nel binomio.
  • STEFANO DOSSENA (7° - disco M35) - Esordio positivo per il lanciatore lodigiano ad una manifestazione internazionale. E questo nonostante l'operazione alla spalla di marzo. Settimo con 31,17 in un evento caratterizzato dalla sfida vicino ai 60 metri tra il russo Borichevskiy e il finlandese Loikkanen (con un PB oltre i 63 metri!). Il settimo posto è il miglior risultato ottenuto da un italiano nel binomio M35/disco ad un mondiale outdoor. Pareggia l'analoga posizione ottenuta da Paolo Brero a Riccione-07. E' anche il 5° italiano di sempre ad accedere alla finale del disco.
  • MARIA LETIZIA BARTOLOZZI (7^ - martello W40) - 36,01 per un buon settimo posto. Le medaglie "iniziavano" a 40,32. Nel disco, un paio di giorni prima, era giunta 8^. Migliorata la sua miglior posizione ad un mondiale, proprio un ottavo posto a Riccione-07. Quella della Bartolozzi è anche la terza finale italiana di una W40 nel martello: due sono sue, la terza appartiene a Eva Gacs che a Myiazaki-93 vinse la medaglia d'argento.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (8^ - giavellotto W65) - in vista del pentathlon-lanci, del Giudice si cimenta in specialità "non-sue", come il giavellotto. Nella gara comunque arriva un buon 8° posto con 22,09, che è la terza posizione di sempre di un'italiana in un mondiale nel binomio. Meglio di lei solo Anna Flaibani (due volte quinta).
  • MASSIMILIANO REMUS (10° - martellone M35) - 11,03 per l'atleta italiano, nella gara vinta dal finlandese Tero Makela con 19,04, un risultato che ottengono i lanciatori "top" internazionali (Vizzoni possiede il record nazionale M35 con oltre 22 metri). Seconda prestazione all-time italiana nel binomio dopo il 4° posto di Francesco De Santis a Riccione-07.
  • VINCENZO RUISI (11° - martellone M55) - Con 10,96 arriva l'11^ posizione. E' la miglior posizione ottenuta da un italiano ai mondiali outdoor tra gli M55. E' anche il primo italiano ad accedere ad una finale (a Riccione i due atleti presenti non superarano le qualificazioni).
  • SABRINA CIPOLLA (12^ - peso W35) - continua ad inanellare presenze questa atleta laziale. Stavolta è il turno del peso, chiuso in 12^ posizione con 8,30. Terza prestazione di sempre ad un mondiale, dopo l'argento della Trancina a Riccione-07 e l'ottavo posto di Paola Clò Sagot a Roma 1985.
  • ANGELA BERTANZA (15^ - giavellotto W65) - come a Riccione 2007, la Bertanza chiude questa gara al 15° rango con 14,91. A Riccione lanciò più o meno la stessa misura: 15,13. Ad Ancona-09 la Bertanza riuscì a conquistare il bronzo con 16,90.
  • GAETANO PETRIZZO (22° - 10000 M55) - Dopo l'esordio internazionale ad Ancona-09 (25° nei 3000) arriva il 22° al Mondiale con 46'03"69 sui 10000. 35° italiano nel binomio a correre la gara ad un mondiale, la sua è il 13° piazzamento italiano di sempre. Nel 2007 nel binomio arrivò l'oro di Albert Rungger.
  • 10.000 M40: un 13° e un 16° posto rispettivamente conquistati da Vojko Bratina (37'24"95) e Fausto Lazzari (37'42"30). Esordio per il primo, presenze a Riccione e Clermont il secondo, ma sulla mezza e sulla maratona. Nella storia del binomio, una sola medaglia (l'argento di Renato De Palmas a Chistchurch nel 1981) a fronte di 115 presenze. La 13^ posizione è la 12^ posizione di sempre.
  • 400 (batterie)
  1. Tra gli M70 passa in finale il neo-medagliato (sui 200) Roberto Vaghi: 1'08"29, 5° tempo e 5° italiano di sempre a raggiungere questo traguardo nel binomio. Non altrettanta fortuna per Sergio Veronesi, fuori con 1'14"57, a Riccione chiuse 6°.
  2. Negli M60 Vincenzo Felicetti fa accademia: 59"32, miglior tempo del lotto di partecipanti. Ma l'Italia stavolta presenta un trio delle meraviglie: Rudolf Frei vince la terza batteria con 1'00"25 e Aldo Del Rio la quarta in 1'00"08. Primo, terzo e quarto tempo totali dopo il primo turno. Si va alle semifinali ottimisti.
  3. Negli M55 Francesco Bastiglia non riesce nell'impresa di accedere alla finale. 1'01"49, quando serviva 1'01"16 (ottenuto proprio nella sua batteria dall'inglese Bell). Peccato, perchè il tempo era alla sua portata. Pensate, solo un atleta nella storia italiana (nel binomio) ha corso la finale mondiale M55: Vittorio Biagiotti nel 1985 a Roma, dove giunse 7°. Lo stesso hall-of-famer Vincenzo Felicetti a San Sebastian 2005 non riuscì a partecipare alla finale per un infortunio.
  4. Folla oceanica alla partenza dei 400 M50: 7 batterie. 52 atleti. 4 italiani al via, ma uno solo passa il barrage: Alessandro Cipriani, che correndo in 57"99 passa in semifinale con l'ultimo tempo a disposizione. Non riescono a passare il turno Valentino Coco con 59"70, Claudio Rapaccioni con 59"90 e Carlo Alberto Andreoli con 1'18"00. Altra specialità "ostica": solo in 4 nella storia italiana master sono risuciti ad arrivare in finale nel binomio M50/400.
  5. Nelle batterie M45 Enrico Saraceni controlla agevolmente la prima in 52"97. E' la settima prova in pochi giorni e ne mancano ancora due, bisogna centellinare le forze. Si viene ripescati con 55"21 ed Ugo Zuliani con 55"95 non passa lo sbarramento. Stesso tempo e stessa sorte per Alessandro Manfredi. Fausto Bianchi con 55"07 passa con il penultimo tempo, penalizzato dall'8^ corsia.
  6. Cristina Amigoni, dopo l'oro mondiale nei 400hs, si vede impegnata nei 400 (unica atleta italiana in tutte le categorie sui 400... molto male). Ottiene comunque il 5° tempo con 1'01"73. E' la seconda italiana nella storia (nel binomio W40/400) ad accedere ad una finale mondiale. La prima e unica, Rosa Marchi, vinse l'argento a San Sebastian 2005.
  7. Le batterie degli M40 hanno fatto fuochi e fiamme, manco fossero già delle finali. Si passa in semifinale con 52"82, e il primo a farne le spese è Alberto Zanelli, primo escluso con 52"92. Fuori anche Marco Ceriani con 53"44, ma alla fine di giugno si era infortunato leggermente compromettendo parte della preparazione. Non ce l'hanno fatto Fausto Salvador, che ha reagito troppo in ritardo ad una prima parte troppo lenta per le sue caratteristiche (54"65). Infortunato a 100 metri dalla fine Pierlugi Acciaccaferri, ed incolore la prova di Fabrizio Marnini (56"81, quando tutta la stagione aveva corso attorno ai 55"). Unico salvatosi dall'ecatombe di italiani è stato il solo fresco campione del mondo Massimiliano Scarponi, impostosi autorevolmente nella propria batteria in 52"26.
  8. M35 - Si passa in semifinale con 53"39 (contro i 52"82 dei 40). Ma stavolta la "gara degli italiani" (vittoria del mondiale 2007 di Barcella, europeo 2008 di Gulino e Europeo indoor 2008 di Poeta) è davvero difficile. Si è rotta la membrana di pregiudizio internazionale sui master e cominciano ad arrivare "quelli forti", e a noi italiani l'arduo compito di migliorarci ed essere competitivi. Cominciano male le batterie, nel senso che piovono ottave corsie che pregiudicheranno poi l'intero corso verso la finale. Alessandro Gulino (vittima di uno strappo ad un polpaccio solo a maggio) passa per secondo della prima batteria 51"89, quella dove un americano dal fisico "a cuneo", Terrance Spann, "corricchia" in 50"07. Primo segnale. Uno dei possibile favoriti, l'olandese Andrea Werner, rimane sui blocchi. Fuori. Massimiliano Poeta, in ottava corsia, deve essere ripescato con 51"23 (arriva terzo) ma il piccoletto inglese Rubenis corre già in 50"99. Edgardo Barcella sembra stia bene: 51"18, ma anche qui una corsia esterna lo costringe ad una gara innaturale, e ad uno sforzo notevole per giungere terzo e deve ricorrere ai ripescaggi (con il danese Jorgensen "facile" a 50"69). Salvatore Romano passa in semifinale (ripescato dopo il ricorso di Werner, anche se lui poi non si presenterà) con 53"09, mentre Michele Minelli, nonostante una bella gara in 53"97, non riesca a passare il primo turno. Maurizio Pistillo, nella medesima batteria, si migliora con 55"23, anche se il vero eroe di giornata è Luigi Luccioli. Tutti sappiamo perchè: era sui blocchi di partenza delle batterie dei 400 dopo aver vinto una delle più grandi battaglie della sua vita. Per noi il vero Campione del Mondo, anche se Spann dovesse correre in 48".
  • giavellotto (qualificazioni)
  1. Vincenzo Ruisi nella categoria M55 nel giavellotto con 28,18 non passa l'impegnativo "taglio" a 39,90. Rimangono in 6 gli italiani che nel binomio sono riusciti ad accedere alla finale mondiale. Una sola medaglia vinta: il bronzo di Fabio Diotallevi a Riccione-07.
  2. Tra gli M50 tutti fuori i 3 italiani presenti (e impegnati nel primo gruppo). Rammarico per Lucio Buiatti che lanciando 47,24 ha mancato la qualificazione di 60 centimetri. Prima finale mancata dopo 6 accessi consecutivi negli ultimi 3 anni nelle grandi manifestazioni e culminati col bronzo di Clermont-08. 42,30 per Giampaolo Munari, e 21,09 di Flavio Bertuzzo. Il binomio ai mondiali è davvero ostico per gli italiani: miglior posizione 2 dodicesimi posti a San Sebastian 2005 e Roma 1985 (rispettivamente con 39,01 e 41,46) da parte di Paolo Perbellini e Alberto Celant. Poco consola Buiatti che il suo risultato metrico è il miglior ottenuto da un italiano M50 ad un mondiale.
  • 1500 (qualificazioni)
  1. Gianfranco Natoli chiude in fondo al gruppo della seconda serie con 6'12"66 (si accedeva alla finale con 5'08"50). L'impresa era molto difficile "storicamente": solo in 4 occasioni (su 18) un italiano era risucito ad accedere alla finale nel binomio M55/1500. Un solo bronzo all'attivo: quello di Mario Mazzoleni a Roma 1985.
  2. Daniele Pedrini (1500 M50) con 4'42"09 passa in finale col 12° tempo. A Riccione, pur correndo in 4'28" (negli M45) non era risucito a passare le forche caudine delle batterie. 6° italiano di sempre nel binomio a partecipare alla finale.
  3. Francesca Pini-Prato (1500 W40) - Accesso diretto in finale con 5'16"92. Ma pensate: hanno fatto due batterie, 17 persone in totale, per eliminarne solo una... la povera spagnola Ballesteros. In Italia avrebbero fatto correre a tutte la finale diretta. La Pini-Prato è così storicamente l'ottava finalista italiana nel binomio.
  4. Gianni Bruzzi (1500 M40) - Clienti non facili, accreditati anche di tempi inferiori ai 4'. In batteria Bruzzi passa comunque agevolmente in 4'12"09, secondo tempo assoluto. Ma in finale sarà battaglia. 14° italiano in finale nel binomio.

Lahti, day-6: pioggia d'oro sull'Italia

Giornata ricca di medaglie la sesta a Lahti: ben 11, di cui 6 d'oro, 3 d'argento e 2 di bronzo. I 200 vero e proprio territorio di caccia: 4 ori, 1 argento e 1 bronzo. Si sposta il medagliere italiano, che mai come quest'anno risente di assenze importanti. A parte il fenomeno Finlandia, la lontana Australia, il Canada e la Russia sono oltre modo minacciosi. L'Italia, compresa nel G6 delle più rappresentative master (con Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Francia e Australia). Ma ecco atleta per atleta le prestazioni della 6^ giornata.
  • MARCO SEGATEL (oro - alto M45) - Sir High Jumper, continua il suo percorso immacolato in questa specialità. 14^ medaglia d'oro consecutiva tra europei e mondiali, imbattuto a livello internazionale dal 2002. Mi manca all'elenco solo un dato sugli europei open del 2006: non c'era? Tutto questo per dire che è già adesso nella mia personale hall-of-fame dei master italiani, ed è solo del 1962 (M45). Parlandoci nel dopo-gara mi confidava che stavolta non era stato per nulla facile: l'infortunio primaverile, il lento recupero, la gara "tirata", con 5 atleti a superare l'1,78. Ma l'unico a superare l'asticella alla misura successiva (1,84) è stato ancora una volta lui, Marco Segatel.
  • GIUSEPPE ROVELLI (oro - disco M90) - Secondo oro (dei 4 desiderati) del lanciatore lombardo della Daini Carate. Mancano ancora due specialità per l'en-plain. Per ottenerlo 18,06, piazzato già alla prima misura e sufficiente per distanziare di quasi due metri il secondo, il finlandese Helge Lonnroth. 4° oro per un italiano nel binomio M90/disco ad un mondiale. Prima di Rovelli sono riusciti nell'impresa Mario Riboni (Portorico 2003), Aldo Amoretti (Brisbane 2001) e Lamberto Cicconi (Buffalo 1995). A Riccione 2007 Riboni fu "solo" argento.
  • UGO SANSONETTI (oro - 200 M90) - Secondo oro della spedizione finlandese del novantenne romano. Vittoria netta, con quasi 7" allo svedese Liedtke, seguito da una troupe televisiva in ogni momento della giornata (distratto?). Purtroppo il risultato cronometrico (39"90) poteva essere migliore se non fosse stato per un vento contrario notevole (diventato inspiegabilmente +0,6 sui referti). 28° oro internazionale per Sansonetti, il settimo sui 200, il quarto ad un mondiale, il terzo ad un mondiale all'aperto. Più di così...
  • VINCENZO FELICETTI (oro - 200 M60) - Difficile stabilire quante medaglie internazionali abbia vinto Vincenzo, proprio per la mancanza di dati relativi agli europei indoor ed outdoor pre-2000 (chi li ha me li mandi!!). Ne conto ad oggi 36 (!), tra staffette ed indivduali. Ma che ci crediate o no, è il primo oro ad un campionato mondiale all'aperto per Felicetti, forse sempre offuscato dal talento sovrannaturale di Bill Collins assente per infortunio in questi campionati di Lahti. E' così che è giunto il primo alloro sui 200 (dopo l'argento a Brisbane 2001 nei 400 e il bronzo a San Sebastian 2005 nei 200). Gara difficile: grande distacco creato in curva: poi un lento ed inesorabile guadagno dell'australiano Howden che si ferma ad 8 centesimi dal Felicetti nazionale. E' anche il miglior risultato nel binomio 200/M60 di un italiano ad un mondiale: il precedente MP era il bronzo di Tamaro a Portorico 2003.
  • ENRICO SARACENI (oro - 200 M45) - Così come per Vincenzo Felicetti, ecco un altro mostro sacro del masterismo italiano inanellare l'ennesimo oro (che fa il bis con quello dei 100). Tempo di 22"61 (con vento contrario di -1,5), sufficiente per distanziare di 62 centesimi l'inglese Dalton Powell. 30 medaglia d'oro ad una manifestazione internazionale, 35 in totale (conta anche 5 argenti). Curiosità: Saraceni non ha mai vinto un bronzo, annoverando al più due 4' posti (nei 100 di Riccione e nella 4x400 di Aarhus). 7^ medaglia d'oro ad un mondiale outdoor (13 quelle totali ai mondiali, staffette comprese). Secondo oro nei 200 dopo quello di San Sebastian-05. 17^ medaglia d'oro vinta da un M45 italiano al mondiale, l'oro sui 200 rappresenta anche la miglior posizione ottenuta nel binomio: prima di lui solo Ferido Fornesi nel 2007 era riuscito a vincere una medaglia (il bronzo).
  • MASSIMILIANO SCARPONI (oro - 200 M40) - il titolo di Campione del Mondo (con 22"51) di Massimiliano Scarponi è qualche cosa di speciale. La sua vicenda sportiva mi ricorda un pò la storia di Paolo Bettini, il ciclista vissuto all'ombra del fuoriclasse Michele Bartoli di cui era gregrario ed esploso tutto ad un tratto. Scarponi ha "dovuto" condividere le proprie fortune proprio in Italia con due fuoriclasse del calibro di Mario Longo ed Enrico Saraceni. Due vedette del masterismo internazionale con le quali confrontarsi anche sul territorio nazionale, nonostante le sue prestazioni fossero tra le migliori al mondo. Oggi non dico un'eresia se affermo che Scarponi può valere (almeno sui 200) come Saraceni e Longo. Sui 100 Longo ha rivali solo oltreoceano. Sui 400 Scarponi ha migliorato notevolmente: lo vedremo tra poche ore in finale. E' questo il suo primo oro internazionale (dopo i 4 argenti consecutivi tra Lubiana-08 e Ancona-09 su 200 e 400). Terzo successo consecutivo italiano nei 200 M40 ai mondiali: Saraceni nel 2005, Longo nel 2007 e Scarponi nel 2009. A Riccione Scarponi arrivò terzo in 22"41.
  • CARLA FORCELLINI (argento - asta W45) - Ai mondiali accade anche questo, che con 2,80 la Forcellini non riesca a vincere la propria ennesima medaglia d'oro mondiale. Da Atleticanet avevo appreso dell'infortunio ad un dito di circa un mese fa che sembrava aver precluso la partecipazione a Lahti. Invece eccola che si presenta, e che nonostante tutto vince un argento con 2,80. L'oro è più in alto, a 3,20, una misura già saltata più volte durante l'anno dall'atleta laziale. C'è poi da dire che la Forcellini è del '59: W50 in pectore in Italia, ma ancora W45 fuori dai confini patrii. 22 medaglia internazionale a me nota (ripeto: prima del 2000 mi mancano i risultati degli europei). 17 medaglie su 17 manifestazioni internazinoali cui ha partecipato nell'asta (14 ori e 3 argenti). 3 ori e 2 argenti ai mondiali outdoor: un'icona del nostro movimento, visto che il dominio in una sola specialità.
  • GABRE GABRIC (argento - giavellotto W90) - seconda medaglia e secondo argento per la Gabric, battuta ancora una volta dalla performante ex-maestrina canadese Olga Kotelko. Una novantenne di chiare origini dell'est europeo, che probabilmente porterà a casa più di dieci medaglie d'oro. A destra una miniatura (clikkando si può allargare l'immagine) della canadese. 10^ medaglia mondiale femminile italiana (all'aperto) nel giavellotto (4 ori, 4 argenti e 2 bronzi). La seconda tra le W90 (la Gabric vinse l'argento anche a Riccione-07).
  • MAURO GRAZIANO (argento - 200 M40) - grossa affermazione anche personale di questo atleta piemontese (secondo con 22"77 davanti al tedesco Schauwecker, stesso tempo). Solo i 3 super (Longo, Saraceni e Scarponi) a conti fatti hanno fatto meglio di lui nel binomio mondiale. Pareggiato l'olimpionico Armando Sardi (argento a Portorico 1993). Miglior prestazione personale internazionale per Graziano, che a Riccione giunse 4° (ed allora quella era il suo miglior risultato a livello individuale). Poi nel sua carnet vanta anche 3 ori, ma conquistati con le staffette. A Lubiana, l'anno scorso, terminò 5°.
  • ALFREDO TONNINI (bronzo - 10km Marcia M75) - bronzo per Tonnini con 1h05'47". Vicinissimo l'argento (4 secondi in meno) e ad un minuto l'oro. E' questa la 4^ medaglia internazionale vinta dell'atleta laziale, tutte nell'ultimo anno e tra Europei outodoor ed indoor. Questa è la prima mondiale. Pensate: di lui si hanno tracce ai mondiali di Roma 1985, dove si cimentò in prove di fono. Poi più nulla sino a Lubiana 2008, e le medaglie nella marcia.
  • ROBERTO VAGHI (bronzo - 200 M70) - risultato a "sorpresa". Nella gara dominata da Guido Muller (davvero elegante, al pari di Peters), trova un briciolo di gloria anche l'atleta valtellinese che giunge terzo con 29"07 (con vento contrario di 2,1). Eguagliato il miglior risultato del binomio ad un mondiale: fu Bruno Sobrero nel 1993 in Giappone a vincere un altro bronzo. Due atleti italiani in finale non si erano ancora visti (vista la presenza di Tristano Tamaro). Vaghi aveva vinto ad ora 6 medaglie internazionali, ma mai a livello individuale. Questa di Lahti rappresenta la sua miglior prestazione.
  • NATALIA MARCENCO (4° - 10 km marcia W50) - due gare e due quarti posti a Lahti. Stavolta nella 10 km di marcia, dove ha marciato in 59'02". Lontana la zona medaglie, visto che la terza, l'ucraina Kryvokhyzna ha ottenuto 56'59". L'atleta vanta la non invidiabile collezione di 4' posti: con i due di Lahti si arriva a 7 nelle grandi manifestazioni internazionali, ma anche e soprattutto 17 medaglie internazionali (di cui 7 d'oro) ma nessuna mondiale individuale. Career best ad un mondiale rimane l'argento nella 5 km di marcia a San Sebastian 2005. Miglior risultato storico nel binomio è l'argento di Turku 1991 di Giuseppina Migliasso.
  • TRISTANO TAMARO (5° - 200 M70) - 29"36 e 5° posto per Tamaro. Non era la sua annata evidentemente. 12 medaglie internazionali (sempre con il dubbio del pre-2000 a livello di europei), il suo acuto rimane quello del 2003 a San Sebastian (oro nei 60 indoor agli europei). Miglior risultato individuale ad un mondiale, proprio il bronzo a Portorico 2003. 9 partecipazioni ai mondiali outdoor sui 200 e 4 finali.
  • FRANCO VENTURI DEGLI ESPOSTI (6° - 10 km marcia M50) - Buona prestazione complessiva del marciatore italiano (6° con 54'20"), visto che la migliore prestazione (il cosiddetto career best) sono due quinti posti a Brisbane 2001 (nei 5 e nei 20 km di marcia). A Riccione terminò 8° e 9° e 10° nelle tre specialità della marcia previste dal progamma mondiale outdoor. Il 6° posto è la seconda prestazione all-time italiana a livello mondiale outdoor nel binomio M50/10 km di marcia. Nessun italiano ha mai vinto una medaglia: miglior posizione un quarto posto di Ruina ad Hannover 1979. Poi Venturi Degli Esposti a Lahti 2009, che pareggia Stefano Giani a Riccione 2007.
  • ANDREA BENATTI (7° - 200 M35) - Tempo: 22"67 con +2,2.
  • GIORGIO BORTOLOZZI (9° - lungo M70) - 4,11 e il mancato accesso alla finale ad otto (c'erano due serie) per 3 centimetri. Ma Bortolozzi nasce eminentemente come triplista, dove a livello internazionale ha raggiunto i suoi best-career: l'oro europeo a Potsdam 2002, gli argenti mondiali di Roma, Riccione e Goteborg (quest'ultimo vinto addirittura 32 anni fa). Nel lungo la sua miglior posizione rimane così quella di Roma-85: 5° con 6,03. Nel binomio, ai mondiali, rimangono come migliori prestazioni gli argenti di Sobrero e Marabotti rispettivamente a Miyazaki 1993 e Melbourne 1987.
  • PIERANGELO FORTUNATI (9° - 10 km marcia M55) - tempo: 58'46". Per Fortunati rimangono come migliori prestazioni i 5i posti di Durban e Buffalo (1997 e 1995). Due argenti a squadre (Lubiana e Myiazaki). Terza prestazione all-time nazionale ai mondiali, dopo l'oro di Fait del 1979 (30 anni fa), e il bronzo di Roberto Cervi a Riccione-07.
  • SERGIO FASANO (10° - 10 km di marcia M55) - 58'46" per un decimo posto che vale la quarta prestazione all-time nel binomio ai mondiali outdoor master. Fasano fu decimo (ma sui 5 km) anche a San Sebastian 2005.
  • SABRINA CIPOLLA (10^ - martello W35) - 23,39 per il decimo posto di Cipolla. A Riccione nel binomio si era avuta una fantastica tripletta italiana (Tranchina, Aletta, Sapienza).
  • GIANNI LOLLI (12° - peso M50) - Nella finale diretta dodicesimo posto con 10,67. A Riccione non superò il flangiflutti delle qualificazioni. 10° ai Mondiali indoor di Linz. 9° ad Ancona-09.
  • GIAMPAOLO MUNARI (13° - peso M50) -esordio internazionale con 10,39 e il 13° rango.
  • PIERGIORGIO ANDREOTTI (14° - 10km Marcia M65) - 1h05'31" a Lahti, ma quel più conta, e che avevo scritto nel resoconto di una delle giornate precedenti, è il fatto che Andreotti rappresenta il vero e proprio decano del masterismo italiano: quello di Lahti è infatti il 13^ mondiale (su 18) cui ha partecipato Andreotti. E' l'italiano che ha partecipato a più edizioni di questa manifestazione. Miglior risultato individuale l'argento di Christchurch nel 1981 nei 5 km di marcia. Poi un bronzo a Buffalo 1995. A Roma l'oro con la squadra nazionale nei 20 km di marcia. E ancora: 3 quarti posti ai mondiali (l'ultimo a Durban 1997). Ritornando al binomio, miglior risultato "storico" è il bronzo di Scimone Francesco Chico ad Hannover: 30 anni fa, era il 1979.
  • MANUELA SCORDINO (15^ - disco W50) - 19,14 valido per raggiungere il 15° posto. A Riccione non superò il barrage qualificatorio, mentre a Lubiana-08 giunse al 13° posto.
  • ROBERTO PIASER (18° - marcia 10 km M60) - 18° con 1h01'39". Rimane così come career best il 15° di Riccione 2007 nella 20 km di marcia. Un bronzo a Lubiana-08 sempre nella 20 km di marcia, sua specialità di riferimento.
  • SERGIO DOMIZI (20° - 10 km marcia M55) - tempo: 1h09'29". Career-best rimane il 13° di San Sebastian 2005 sui 5 km di marcia. Sui 10 km di marcia, a Riccione-07 Domizi giunse 24°: un piccolo miglioramento.
  • GUIDO CAROLLA (22° - lungo M70) - 3,32 per Carolla, un pò in calo rispetto ad Ancona-09 dove giunse 5° con 3,81. Era giunto 10° a Riccione-07 con 3,99.
  • PAOLO MUSCAS (28° - 10 km marcia M60) - 1h09'58" sui 10 km del percorso vicino allo stadio. Fu 41° a Riccione sui 10 km, mentre career best il 13° di Lubiana-08.
  • 200 (semifinali)
  1. Roberto Vaghi e Tristano Tamaro tra gli M70 passano grazie ai ripescaggi (rispettivamente 29"11 e 29"19): 5° e 6° tempo. Mai successo che due italiani tra gli M70 accedessero alla finale.
  2. Adel Salama non riesce nell'impresa di qualifcarsi tra gli M50: serviva 24"84, mentre Adel ha corso in 25"67. Meglio in batteria. Categoria difficile per gli italiani: sino ad ora, nelle 18 edizioni dei mondiali, solo in 3 sono riusciti ad entrare in finale (tre personaggi del calibro di Felicetti, Bianchessi e Ranzini), e il solo Claudio Ranzini ha vinto una medaglia (il bronzo di Riccione-07).
  3. Enrico Saraceni passa facile anche la semifinale: 23"38. Settimo italiano nella storia dei mondiali (nei 200 M45) ad accedere alla finale. Fin'ora solo Ferido Fornesi nel 2007 era risucito a vincere una medaglia (il bronzo) nella massima manifestazione master. Fuori invece dalla finale Domenico Furia (24"62), ma serviva un 24"15. Migliorato comunque il career best, visto che a Riccione si era fermato ai quarti di finale sui 200.
  4. Tra gli M40 si presentano in 4. Max Scarponi è in gran forma: 22"86 in pieno controllo. Primo della seconda serie. Dall'altra parte impressiona l'indiano Dinesh Rawat: 22"73, tallonato da Mauro Graziano (22"81). Sfortunato Alberto Zanelli: 23"33, battuto dal canadese Lemassif con 23"31 che entrerà in finale. Anche Marco Ceriani non lontano dall'accesso in finale: 23"45 (6° della prima semifinale) mentre Pierluigi Acciaccaferri 23"60, settimo nella medesima semifinale. Da due edizioni un italiano vince i 200 M40 (2005 a San Sebastian Saraceni, nel 2007 a Riccione Longo). Sarà la terza? (lo sapete già, ma è bello tenere la suspence).
  5. Fuori dalla finale tra gli M35 Paolo Chiapperini con 23"02 (si entrava con 22"92). Benatti 22"84 va in finale.
  • peso (qualificazione)
  1. Fuori dalla finale per poco più di un metro, Umberto Benevenia (10,37). Non riesce quindi ad accedere alla finale così come a Riccione-07 (15° totale come allora). Come miglior prestazione nel binomio (W65/peso) rimane il bronzo del 1981 in Nuova Zelanda di Bruno Porceddu.