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15/04/10

Pentathlon lanci a Bologna: una festa con... record?

(una delegazione di pentathleti presenti a Bologna. Bellantoni in Rosso e Valsecchi in Bianco... gli dona. Foto di Michelangelo Bellantoni) - E' un pò che volevo dare spazio ai pentathleti dei lanci: ieri sera durante la diretta-radio di Webatletica abbiamo iniziato a discuterne e snocciolare qualche dato, partendo proprio dalla prima prova del Grand Prix di Pentathlon Lanci tenutasi lo scorso weekend a Bologna. Un paio di settimane prima questa prima prova del circuito riservato agli specialisti delle 5 prove, aveva visto proprio il disputarsi del campionato italiano invernale master in quel di Bari. La mia difficoltà è in questo momento capire con le nuove tabelle in vigore da quest'anno, cosa stia succedendo rispetto ai precedenti record e alle precedenti prestazioni ottenute nella medesima disciplina. Poi con una decisione al quanto opinabile, secondo il mio inutile giudizio, se la Federazione Internazionale di Atletica Master dice che le tabelle entrano in vigore dai Campionati Europei di Luglio, perchè noi dobbiamo adottarle prima? Mistero. Ma alla fine sono solo numeri.
Comunque sia, torniamo sulla Via Emilia e a Bologna. Riporto a braccio il report fattomi dal vincitore della gara M35, Ale "La Catapulta" Valsecchi, presente all'evento (è il campione italiano indoor 2010 del lancio del peso M35) poi ampiamente documentato dall'inimitabile Michelangelo Bellantoni (a proposito, lo sapevate che ha un sito dedicato al pentathlon lanci?? Visitatelo a questo link!!). Orbene, seguendo la strada tracciatami da Alessandro, riporto queste informazioni.
Innanzi tutto grande partecipazione: una settantina di atleti presenti sulla pista del Campo Sportivo Baumann di Bologna, circa 50 uomini e una ventina di donne. Si inizia alle 10:15 circa e si finisce verso le 19. Organizzazione perfetta (bravi anche da parte mia anche se non c'ero) soprattutto perchè il pentathlon lanci sembra scavalcare la tradizionale idea di "competizione" per sfociare nell'auspicabile "ritrovo agonistico con amici". tipico della prove multiple. E l'agonismo, naturalmente, quando si tratta di lanciare non è certo annacquato dal clima di festa che caratterizza questa specialità. Si sono infatti susseguiti una serie di risultati davvero notevoli: peccato che non si riesca ad avere (come dicevo in precedenza) una panoramica obiettiva rispetto ai precedenti record italiani. Ovvieremo.
Il miglior punteggio maschile l'ha ottenuto l'M70 Franco Bechi dell'Assi Giglio Rosso Banca Toscana, che ha ottenuto la bellezza di 3948 punti e che ha sparato il martello a 44,24 (!) e 16,70 il martellone. Ma probabilmente the man of the match potrebbe essere stato Massimiliano Remus, che nel corso delle sue fatiche da M40, ha trovato il record personale a 40 anni proprio nel lancio del martello (da 7,260... quello regolare) con 48,21. E poi anche un gran lancio nel martellone (15,88 kg) con 14,61. Il leader nazional-carismatico dei pentathleti, Michelangelo Bellantoni (accompagnato dalla famiglia) ha vinto la propria categoria con 3112 punti... come dice il nostro forumista Stachanov (l'inossidabile Pino Pilotto) in realtà Michelangelo si cimenta nell'hexathlon, dovendo sottoporsi anche aid impressionare sui dagherrotipi (le foto) gli atleti presenti. A proposito, Michelangelo, quando vorrai scrivere qualche cosa sul Grand Prix, noi siamo qui pronti ad accoglierti a braccia aperte.
Man of the match potrebbe essere stato anche l'incredibile Giuseppe Rovelli, novantadue anni, che ha lanciato il martello a 21,70... record o non record? Il record italiano attualmente tabellato (il suo 21,57 di Carugate dell'anno scorso) è stato ottenuto con l'attrezzo da 3 kg. Quest'anno dovrebbero essere entrati in vigore i nuovi "pesi" rivisti per le categorie over-70 (da 2 kg). Cosa avrà lanciato? A scanso d'equivoci, la prestazione è pur sempre un record nazionale (immagino che nascerà a questo punto un sub-tabella del martello e delle altre specialità, con i nuovi pesi). Tra le donne si segnala la prestazione dell'F50 Paola Melotti, del Cus Lecce, che ha ottenuto in valore assoluto il miglior risultato con 3252 punti. Unica donna a valicare più volte i 700 punti.
Non lo sapevo: addirittura una classifica di società vinta dall'Atletica Sandro Calvesi di Aosta.

01/01/10

Amarcord: il 1979...

Mi è stato prestato l'annuario della Fidal del 1979 (l'annus memorabilis dell'atletica italiana, e voi sapete perchè!) e non ho resistito all'istinto primordiale di andare a cercare nelle liste dell'anno se conoscessi qualcuno che adesso frequenta il nostro mondo master. Che facevano prima di arrivare in questo variegato mondo? Il primo epigono che mi è capitato sotto gli occhi è Massimo Clementoni, che nel 1979 correva i 100 in un roboante 10"46 ed era il sesto velocista italiano dell'anno, in QUELL'ANNO, dove Mennea triturava gli avversari come se fossero verze, e nel giro della nazionale giravano personaggi mitologici della velocità italiana come Franco Lazzer, Luciano Caravani, Giovanni Grazioli, Mauro Zuliani, Pasqualino Abeti... Ma nella stessa lista non ti trovo poi anche Gianni Lolli, al 31° posto con 10"92 (ma 10"5 manuale!)? Chi, frequentando il variegato mondo master non l'ha conosciuto? Nei meandri delle liste si intravede anche un giovanissimo Michele Di Pace, capace di correre in quegli anni (aveva 19 anni) in 10"6 e 22"13 (21,7 manuale). Sui 200 una stranezza: Lazzer, con questo nome granitico, riusciva a correre i 100 in meno di 10"30 e faceva fatica a scendere sotto i 22" nei 200... mistero. Al 51° posto della lista dei 200 manuali, troviamo invece il ventenne Salvino Tortu (21"8). I 400 sono una specialità nobile: i "grandi" del passato sono più restii a ritornare a combattere nelle arene... anche se sembra che un certo Roberto Ribaud stia covando qualche cosa per il 2010. Mezzofondo quasi immune da contaminazioni degli odierni master. La ragione? Forse troppi chilometri percorsi per troppi anni per trovare gli stimoli per tornarne a farne ancora dopo i 35. Nonostante tutto il più performante è sicuramente Michelangelo Arena (ha vinto qualche titolo italiano tra i master) in quell'anno correva in 14'01"50 i 5.000 e 29'08"4 i 10.000. Ma soprattutto era allora il capofila della maratona con 2h14'44". Hubert Indra in quegli anni era uno dei decatlheti più in vista (secondo con 7258 punti), ma era posizionato nelle liste della stagione sia sui 110hs (15"28 e 15"1 manuale), che nell'asta con 4,40. Nei 400hs il medico milanese Luca De Ponti correva allora in 53"8. Nel salto in alto non poteva non esserci il talentuoso Marco Segatel (allora 17enne) che saltò a Brescia 2,05. Nel salto in lungo, Alberto Papa (quest'anno ha vinto una medaglia ai World Masters Games a Sydney) saltava 7,31 a 17 anni a Ravenna, cioè 1 cm in più di Giovanni Evangelisti che era di un anno più giovane. Al terzo posto nella graduatoria del salto triplo (il miglior master ante-quo) troviamo uno degli atleti da hall-of-fame del masterismo italiano: Crescenzio Marchetti (Fiat Iveco) classe '51 che allora atterrava nella sabbia a 15,85 (meglio di Dario Badinelli! Aronne Romano era allora 40° nel peso con 14,41 e Luciano Baraldo (Tosi Tarvisio) 43° con 14,31. Michelangelo Bellantoni era invece 45° con 14,22. Luciano Baraldo 13° nel disco con 51,40. Nelle liste assolute del disco troviamo addirittura Carmelo Rado, che allora aveva già 46 anni e che lanciava 48,44 (30° lanciatore in Italia). Massimo Terreni lo troviamo al 43° posto nel lancio del martello con 51,62. Nel giavellotto Fabio Diotallevi risulta inserito al 29° rango con 63,26. L'attuale lanciatore Lorenzo Locati era 14° nelle graduatorie del Decathlon con 6693 punti. Nella marcia Graziano Morotti ha percorso i 10 km in 44'54"1 e i 20 km in 1h32'15".

Donne: Erika Niedermayrè presente nei 100 metri con 12"55 (42esima) ma 12"1 manuale. La stessa Erika ea capace di correre i 200 in quell'anno in 25"23 (e 24"9 manuale). Nei 100hs aveva piazzato un bel 14"82 (15^) e 17^ nel pentathlon con 3324 punti. Troviamo a sorpresa la giovanissima 17enne comasca Elena Montini (della Panzeri) che correva i 400 in 57"9 e gli 800 in 2'11"1 che la poneva al 15° posto in Italia. Non poteva mancare Nadia Dandolo (Camposampiero PD), 13^ nei 1500 con 4'31"7, 21^ nei 3000 con 10'06"7. Waltraud Egger era 13^ nei 3000 con 9'49"33, mentre Silvana Acquarone era 39^ sempre nei 5000 con 10'18"8. Chiara Passigato era 10^ nel salto in alto (dove dominava Sara Simeoni) con 1,75 e Carla Forcellini 50^ con 1,67.
  • I master del '79, uomini: nei 10.000 troviamo il 35enne Paolo Accaputo, classe '44, che corse a Roma in 29'24"8. Renato De Palmas, allora 40enne (secondo le liste è del 1939, chissà cosa pensavano di lui in un periodo in cui i master erano dei marziani!) correva sempre i 10000 in 30'15"5. Nei 110hs l'epico Sergio Liani (36enne, è del '43) correva in 14"43 gli ostacoli alti, mentre Fabrizio Virgili ('44) in 14"7.Come da tradizioni più over-35 nei lanci: 16,06 nel peso di Armando De Vincentis (36 anni), 15,00 per Enzo Cisilotto (39 anni). Lo stesso De Vincentis era addirittura secondo nel lancio del disco con 61,96, in una graduatoria capeggiata da Silvano Simeon che era allora "solo" 63,14. Come scritto sopra l'M45 Carmelo Rado è 31° con 48,44. Giavellotto: Vanni Rodeghiero ('42, 37 anni) è posizionato al 12° posto con 66,16, mentre al 31 posto il 41enne Raffaele Bonaiuto con 63.12. Quesito da girare alla Fidal: ma questo risultato risulta superiore al 60,33 del record italiano di Alfredo Marson ottenuto nel 2002. Farà fede il diverso attrezzo utilizzato (mi sembra abbiano cambiato il baricentro a cavallo degli anni '90...)?
  • Le master del '79, le Donne: Silvana Acquarone è presente nei 3000 metri con 10'18"8 all'età esatta di 35 anni. Sorprende la presenza di Maria Pia D'Orlando, classe '34 (quindi F45) al 50° rango dei 3000 con 10'27"7 che è assurta agli onori della cronaca del 2009 per essersi vista cancellare il record dei 3000 proprio da Nadia Dandolo.

14/10/09

Ad ottobre ancora due record italiani dai master

(foto dall'Album pubblico di Luigi Bellantoni) - Mi scuso pubblicamente con il simpatico e vitale mondo del lanciatori master, se ho dovuto aspettare tre giorni per scrivere quattro righe di Campionati Italiani di Pentathlon Lanci che si sono svolti a Napoli lo scorso weekend. In che modo si può parlare di una Manifestazione se non snocciolando numeri? Ho preso conoscenza dei risultati della kermesse di lanci direttamente dal sito Fidal, anche perchè il fatto di separare la bellissima manifestazione dal Campionato Italiano Individuale, un pò allontana anche i riflettori di tutto il resto del mondo master. Il grosso risultato l'ha messo l'M90 Giuseppe Rovelli, che è riuscito a migliorare il suo stesso fresco record (risaliva a Lahti) nel compound finale: 4161 punti contro i 4017 finlandesi. Condizione di forma tra l'altro ottima, visto che proprio a Mariano Comense il brianzolo aveva sfiorato il record nel martello (mentre a Napoli ha ottenuto la (sua) seconda prestazione italiana di sempre nel peso con 7,41. Stagione davvero irripetibile: 4 ori europei ad Ancona, 4 medaglie a Lahti (di cui 3 d'oro), 4 titoli italiani a Cattolica e 5 record nazionali... oltre naturalmente l'oro di Napoli. Detto questo, erano presenti a Napoli alcuni dei più performanti lanciatori italiani: Brunella Del Giudice, Anna Flaibani, Paola Melotti... Come stimare e pesare i titoli in poche righe senza dover fare una lista della spesa?
  • Il resto dell'articolo;-
Ho provato un nuovo metodo: la percentuale di prestazione rispetto al record italiano di categoria! Anzi, potrebbe essere il metodo meno invasivo rispetto a tutti quelli sino ad ora visti, e sui quali si è discusso, considerando che il risultato ottenuto è sempe un numero (da assumere come valore assoluto, magari arrotondando per difetto) che difficilmente potrebbe oltrepassare il "100", e soprattutto che equiparerebbe tutto il mondo master di fronte ai propri record di categoria. Beh, poi certo tutto è opinabile e sicuramente anche questo metodo ha le sue falle, ma se osservate la mia classifica dei Campionati Italiani di Pentathlon lanci (qui il link alla classifica), noterete come essa sia assolutamente eterogenea, come non vi siano categorie o gruppi di categorie predominanti e come, in definitiva, coloro che sono considerati migliori per senso comune, siano in cima alla lista. E così al secondo posto della mia classifica (naturalmente Rovelli avendo ottenuto il record italiano, ha sfondato il muro del 100%), troviamo Brunella Del Giudice, F65, con il 98,56% avendo ottenuto 4407 punti contro i 4471 del suo stesso Record Italiano. Si è avvicinato al record anche l'M35 Francesco Acquasanta (96,50%) e Michelangelo Bellantoni (95,32%). In totale 5 prestazioni sopra il 90%, stavolta non di un algoritmo (come per l'AGC) ma di un record italiano di categoria. Forse questo, più di molte astrazioni e voli pindarici, dà la portata di una prestazione. Ma offro comunque il petto alle critiche. A questo link trovate tutti i risultati dei Campionati Italiani di Pentathlon di Napoli. Cmabiamo sede, ma parliamo sempre di Master: a Celle Ligure, sabato scorso, Emanuela Baggiolini potrà dire di essere stata la prima donna master in Italia a scendere sotto il muro dei 30" nei 200hs, dopo il 29"66 nel relativo meeting dell'Amicizia. Questo in costanza dell'altra unicità che può vantare, cioè di essere la sola atleta over-35 ad essere scesa sotto il muro del minuto sui 400hs. 2° record italiano dell'anno sui 200hs (dopo il 30"12 a Saint Christophe un mese fa). Con i due record di cui ho parlato qui sopra, il totale di record italiani ottenuti all'aperto nella stagione di grazia 2009 dovrebbe salire a 132, con una sorprendente parità: 66 femminili e 66 maschili. Di questi, 7 record li ha ottenuti Gabre Gabric, 6 Vincenzo Felicetti, 5 Mario Longo, Giuseppe Rovelli e Ugo Sansonetti.