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10/01/13

Clamoroso! a 46 anni torna Ezio Madonia: 6"30 sui 50 mt

L'articolo comparso sul Giornale Mercantile di Genova
Notizia clamorosa nel mondo master italiano che arriva direttamente da un amico e presente sul Giornale Mercantile di Genova. Ebbene, a 46 anni è tornato alle competizioni Ezio Madonia, classe 1966, uno dei più "rinominati" sprinter azzurri di sempre. Già messa giù la prima gara, al Palasport di Nizza, dove si è cimentato su un 50 metri chiuso in un ottimo 6"30. Tradotto in AGC, lo spessore della sua prestazione equivarrebbe ad una bomba da 97,3%, che riconvertito in un risultato di un ipotetico Madonia all'apice della carriera, gli sarebbe equivalso ad un 5"69. Se un 5"69 non dice nulla, diciamo che il medesimo valore su un 60 porterebbe ad un... 6"57. Non male, eh? Per i più giovani, ecco il Who's who: Ezio Madonia vanta la bellezza di 30 presenze azzurre nella nazionale maggiore (stando all'annuario Fidal), un PB sui 100 di 10"26 e una presenza praticamente costante nelle staffette azzurre dal 1987 (corse la 4x100 dei mondiali di Roma) fino al 1996. All'attivo due olimpiadi (Seoul '88 e Atene '96), quattro campionati mondiali outdoor (Roma '87, Tokyo '91, Stoccarda '93, Goteborg '95), due campionati europei (Spalato '90 ed Helsinki '94), 3 campionati europei indoor (Budapest '88, L'Aja '89, Genova '92), 6 Coppe Europa, due edizioni di Giochi del Mediterraneo (Latakia '87 e Atene '91)... e gli honours? Ebbene, sono i tre bronzi nella 4x100 (uno ai mondiali di Goteborg '95) e due agli europei. E ci sono anche i 3 ori ai giochi del Mediterraneo. Ma forse uno degli allori principali è un puntello "storico", ovvero Ezio Madonia è stato l'ultimo italiano ad essere arrivato più lontano in una grande manifestazione internazionale sui 100 metri: arrivò in finale a Tokyo '91, quasi 22 anni fa. Nel frattempo, dopo 6 olimpiadi, e 9 campionati mondiali, nessuno sprinter azzurro ha fatto meglio. 

E ora? Non conosco se questa sia una rondine a primavera: tre anni fa, pensate, ci fu un analogo ritorno a livello indoor di Bruni Surin, il canadese spalling-partner di Donovan Bailey, tornato per l'occasione a correre un 50 in età "avanzata" (ma a 42 anni), corse in 6"15 (ma aveva 9"84 sui 100...). Pensate un pò che razza di sfida ci sarebbe con Mario Longo, con il quale correva le staffette azzurre, e che attualmente rappresenta il non-plus ultra della categoria a livello storico, se non altro perchè è attualmente il detentore del record mondiale dei 60 indoor per un 45enne... un mostruoso 6"97. A 46 anni non è affatto male. Finita qui? Macchè: nella velocità M45 si legge nelle classifiche del 2012 la presenza di un certo Gianni Puggioni (11"21)... voli pindarici su quello che potrebbe essere... e naturalmente si trova trova anche il Campione Mondiale dei 100 M45 di Sacramento '11, ovvero Mauro Graziano (11"18 e 22"44 l'anno scorso); il triplo campione europeo Max Scarponi (100, 200, 400) a Zittau 2012. E c'è anche il materano Alfonso De Feo, in grandissimo spolvero alle indoor 2012; Poi Walter ComperRoberto Barontini (entrambi sotto i 23" sui 200)... una categoria davvero esplosiva. Bè, non ci resta che aspettare...

01/02/11

Master World: sprinter ancora sugli scudi e 4 record italiani

Paolo Chiapperini e Max Scarponi
Settimana decisamente movimentata quella dei master italiani, nell'ultimo weekend di gare in Italia (con uno sconfinamento in Svizzera). 4 record italiani, con 14 risultati sopra il 90% AGC. Naturalmente buona quota di questo borsino lo occupano gli sprinter, per l'arcinoto sovrapprezzo della velocità nell'AGC. Ma si muovono anche le altre specialità. I 4 record, come già riferito in presa diretta, sono stati ottenuti da Annalisa Gambelli nei 60 F45, Daniela Ferrian sui 60 F50, da Mara Cerini negli 800 F40 e nel lancio del peso M60 da parte di Antonio Maino (clikkando sul nome, si viene indirizzati sul relativo articolo). Per quanto riguarda gli altri risultati, notevole il 7"14 di Paolo Chiapperini (1969) che ha corso anche in 7"17 in batteria. Tradotto in AGC 95,43%, cioè la sesta prestazione assoluta in termini percentuali ottenuta da un master italiano nel corso del 2011. E' anche il miglior risultato cronometrico di un over-35 nel 2011: ha infatti superato in un sol colpo di Stefano Tugnolo (1975) che ha corso in 7"15, mentre al terzo posto troviamo attualmente Mario Longo (1964) con 7"16. A sorpresa spunta al secondo posto di giornata nella speciale graduatoria AGC Mauro Graziano (1966) da quest'anno M45, e che passa per essere un talentuoso 200ista. Ebbene, ad Aosta ha corso in 7"35 e 94,11% (secondo dopo il solo Mario Longo sui 60 metri M45, visto che quest'anno sarà difficile vedere Enrico Saraceni, Giancarlo D'Oro e Ferido Fornesi cimentarsi nello sprint breve). Si rivede in pista anche Max Scarponi (1967), che l'anno scorso fece le scarpe a Paolo Chiapperini nella volata tricolore ad Ancona per un nulla: il suo esordio è ancora un pò troppo lontano dai limiti dell'altro romano: 7"37 (e 93,84%). Dovrà lavorare per recuperare più due decimi nel giro di un mese, per il momento è al terzo posto di giornata (ma non penso che la cosa lo appaghi). 4^ di settimana Annalisa Gambelli (1963) con il nuovo record italiano F45 dei 60 con 8"47 e 92,48%, che precede al 5° posto, di pochi punti centesimali (AGC) Daniela Ferrian (1966) con il già più volte citato record italiano: il 92,43% la traduzione in AGC. Donne in prima linea, visto che troviamo con 91,68% Maria Costanza Moroni (1969) grazie al 9"38 sui 60hs corso ad Aosta. L'anno scorso non si era praticamente mai vista, e da Atleticanet si apprendono le ragioni (qui l'articolo). Bisogna scendere al 28° rango di giornata in valori percentualizzati per trovare Mara Cerini (1969) e il suo fantastico record italiano F40 di 2'12"80 e 87,74%. E' questo comunque il miglior risultato nel mezzofondo femminile over-35 del 2011, quarto invece se considerati anche gli uomini. Paola Tiselli ottiene un ottimo 2'15"88 sugli 800, che tra le F35 è la specialità a livello indoor con più miglioramenti in poco tempo: ben 8 record nel giro di due anni. 

30/05/10

Il weekend over-35: 3 record, Spuri 56"23, Scarponi 50"75. Giuseppina Cirulli torna in pista!

(Patrizia Spuri in una foto tratta dal sito del Gruppo Forestale) - Questo ultimo fine settimana è stato relativamente tranquillo. In effetti la concomitanza con la seconda fase dei c.d.s. allievi ha intorpidito tutti i programmi-gare: come al solito, tutto si ferma. Qualcuno ha l'intelligenza di inserire qualche gare di contorno assoluta. Per il resto del mondo pistaiolo invece è stato un weekend davanti alla tv a guardarsi Ivan Basso trionfare al Giro. Solo nel Lazio ho notato un certo numero di prestazioni degne di nota, visto che si sono tenuti i campionati regionali master del Lazio a Roma (con 3 record nazionali) e qualche over-35 è stato inserito nelle gare di Rieti (la malleabilità dei programmi-gare di certe località in Italia è stupefacente: in Lombardia l'ultima gara inserita dopo l'uscita dei calendari, risale a quando si correva con i mutandoni bianchi e la magliette a strisce orizzontali nel glorioso Giuriati). Belle gare anche a Modena e il ritorno di Vincenzo Felicetti a Cosenza le notizie più importanti del weekend. Comunque, dopo le convincenti prove sui 500 del mese scorso, torna con una prestazione incoraggiante sui 400 Patrizia Spuri (1973): 56"23. Sul doppio giro di pista, Paola Tiselli (1973) diventa protagonista di una bella prova con 2'14"72 (anche lei seconda), mentre Gigliola Giorgi (1968) corre in 2'24"37. Nei 400 maschili spunta Stefano Braciola (1975) che corre in 50"22, meglio del tempo ottenuto un paio di settimane fa da Alessandro Gulino per quel che concerne la leadership della specialità. Quest'anno, almeno sulla carta, la categoria inizia ad essere bella competitiva (almeno sulla carta). Sicuramente il richiamo dell'Olimpico si farà sentire.
  • Nel frattempo, sempre a Roma, il 29 e 30 maggio, Campionati Regionali Master Laziali. Nei 100 femminili impressiona ancora una volta Katy Seck (1970) che corre ancora una volta sotto i 13" quest'anno: 12"94. La prima volta mi sembra che avesse ottenuto il tempo in maniera ventosa. Nell'omologa gara al meschile Paolo Chiapperini (1969) passeggia in 11"43 (mi ha raccontato di un vento contrario di circa 1 metro) ma ancora una volta, dopo il meeting dell'Adriatico dello scorso fine settimana, una gara master senza anemometro: uno scandalo a tutti gli effetti. Sembra invece entrare in un certo stato di forma interessante Alfonso De Feo11"89. Si rivede anche il plurimedagliato mondiale-europeo nonchè recordman Ugo Sansonetti (1919): 18"65, un pò lontano dai limiti mondiali cui siamo abituati a dover commentare, ma evidentemente le condizioni atmosferiche non hanno favorito le prestazioni nello sprint. I tre si ripresentano sui 200, ottenendo anche le prestazioni pi significative: Chiapperini 23"38, De Feo 24"03 e Sansonetti 41"10. Nei 400 brava Gigliola Giorgi (1968): 1'02"63 e Anna Micheletti (1955) 1'12"46. Probabilmente uno dei risultati più interessanti arriva però dalla gara maschile, dove Max Scarponi (1967) lancia il guanto di sfida a Edgardo Barcella: 50"75 per il romano, e una sfida assolutamente da non perdere all'Olimpico la settimana prossima con il bergamasco, nonostante qualche problemino di quest'ultimo per rendere più pepata la disfida. Negli M40 attenzione anche a Nicola Zoppello (1968) che corre in 52"48 (che conobbi ai tempi della mia permamenza patavina). Passiamo al mezzofondo: gli 800 F40 sembrano una specialità in grande evoluzione. L'ultima interprete di una certa caratura emersa è Germana De Renzi (1970) che ha concluso in 2'26"09. Rimanendo tra le donne, il risultato più significativo nei 1500 l'ha ottenuto Elena Snape Gatti (1943) con 6'34"60. Più controllati gli uomini: prendendo come soglia di eccellenza le annesse tabelle di punteggio, nessun atleta ha oltrepassato gli 800 punti. Nei lanci, tenendo presente il medesimo criterio (cioè i risultati superiori agli 800 punti), troviamo nel disco Roberto Sagoni (1947) con 43,60. Non male neppure Sergio Manganelli (1940) con i suoi 35,30. Tra gli M55 gran lancio di Xhavit Derhemi (1951) con 41,39. Nel giavellotto si mette in evidenza Francesco Cacciatori (1949) con 41,31 e Fabio Diotallevi (1952) con 43,67. Nel peso con maniglia, ribalta per Francesco Guarino12,38 e gran lancio di Marzia Zanoboni (1963) con un lancio misurato a 10,46. Giuliano Vannini (1942) lancia invece a 13,00 l'attrezzo oltre i 9 kg, mentre ottiene probabilmente il miglior risultato tecnico della due giorni di gare Sandro Sangermano (1954) che lancia il peso con maniglia a 16,81, cioè il nuovo record italiano della specialità da lui stesso detenuto dal settembre dell'anno scorso (15,49): ben 1 metro e 32 centimetri in più del precedente primato. Nella sua scia gran lancio anche da parte di Alberto Visca (1956) con 16,00 metri. Sangermano protagonista anche nel lancio del martello con 39,56, mentre Enrico De Bernardis (1961) scaglia l'attrezzo a 43,36. Peso: Sergio Manganelli (1940) ottimo con 11,33, mentre dagli M35 gran lancio di Giordano Di Francesco (1973): ben 14,89. Nei salti si mette in evidenza Alessandro Pistono (1965) nel salto in alto con 1,78. Dalle staffette arriva il clamoroso pareggio del record italiano F55 della 4x100 dell'ASD Cus Romatletica: 1'02"78, esattamente come l'Acsi Campidoglio Palatino un paio di anni fa. Altro record nazionale di società, stavolta nella 4x400 maschile, dove la Giovanni Scavo 2000 ha abbassato di qualche decimo il record detenuto ancora una volta dalla Acsi Campidoglio Palatino: 3'36"44 vs 3'36"78.
  • Nel frattempo a Bari, Fernando Antonaci (1959) sigla un buono 12"20, e sarà sicuramente uno dei più titolati avversari a Morigi Morigi. Ma desta sicuramente sensazione Leonardo Iorio (1975), che corre in 49"86: se fossero tutti presenti, ci troveremmo di fronte ad una garona all'Olimpico, con i già citati Braciola e Gulino.
  • A Reggio Calabria si rivede Vincenzo Felicetti sui 400: 58"87 per cominciare la propria stagione.
  • A Modena va in scena la seconda giornata del Trofeo e Individuale Master (ma che significa questa locuzione? Sono Campionati Regionali?). Con il medesimo creiterio degli 800 punti della tabella, vediamo insieme i risultati più significativi. L'M50 Franco Zamagni (1960) corre in 25"73 i 200. Solito show di Luigi Ferrari (1959) sugli 800: 2'07"52. Nella suo solco si infila il compagno di squadra Franco Maffei (1958) che termina i due giri di pista in 2'10"09. Massimiliano Salvi (1957) si cimenta sui 400hs con un ottimo 1'06"50. Dal salto in alto, 1,51 di Lamberto Boranga (1942) (il suo record è 1,57) e 1,81 dell'M40 Paolo Nosari (1970). Sempre dal salto in alto 1,27 di Gastone Chiarini (1940). Boranga protagonista anche nel salto in lungo con 4,78, ma anche Arrigo Ghi (1942) con 4,62. Giuseppe Barbanti (1955) 5,04. Leonardo Pocaterra (1943) nel lancio del peso ottiene 9,75. Giorgio Schiavoni (1943) e Leonardo Pocaterra (1943) protagonisti nel lancio del martello rispettivamente con 35,12 e 33,55. Passiamo al peso con maniglia: Marin Mileta (1958) 14,49, Giorgio Schiavoni (1943) 12,03 e Bruno Bonora (1954) 11,93. Donne: bella scarica di bei risultati sui 200. Vince Daniele Parenti (1967) con 28"16, davanti a Stefania Succi (1965) 28"47 e Alessandra Spadini (1970) 28"76. Notevole anche il 28"83 (1965) di Alessandra Barilli. Giuseppina Cirulli (1959) (nella foto qui sopra) termina invece in 30"49. Attimo di riflessione... Giuseppina Cirulli... ma sarà quella Giuseppina Cirulli? Con Google ecco che appare la realtà, è proprio lei, colei che ha vinto 10 titoli nazionali consecutivi dal 1977 al 1986 sui 400hs! Qui la sua scheda su Wikipedia: 56"44 sui 400hs, ottenuto nel 1984 son mica briciole. Probabilmente era già tornata alle gare prima, tant'è che il tarlo mi era sempre vorticato per la mente. Nei 5000 Monica Alvoni Tamburini (1956) corre in 20'33"28. Infine un paio di bordate nel peso con maniglia, dove troviamo Antonella Bevilacqua (1966) e Anna Maria Garofoli (1974) rispettivamente con 10,49 e 10,07.
  • A Siena 14"65 per il poliziotto Luca Giovannelli sui 110hs. Strano: la Fidal tabella il record di Alessandro Petroncini sui 110hs (14"62) ma con gli ostacoli da 100. Non sono invece segnati i record con gli ostacoli con 106 centimetri che rappresentano una gara statisticamente più frequentata. A meno che vale il principio che ricordavo in una discussione sulla Home: vale il record anche se corso con attrezzi o pesi peggiorativi rispetto alla norma. Nella medesima riunione 4'59"68 di Angela Ceccanti (1968) sui 1500.

01/05/10

10 record italiani master spurii.

(una serie delle 100 yards a Chiasso, nel meeting del primo maggio) - Una pioggia di record inattesi nel fine settimana, che uniti a quelli ottenuti al Meeting Liberazione di Roma, porta ad un totalone di 15. Quindici record italiani, 14 non-olimpici e uno di stampo "olimpico", quindi con uno spessore superiore. Copertina del fine settimana quindi a Umbertina Contini, classe 1950, che ha pareggiato alla sua prima uscita il record del 100 F60 con 15"17 a Padova. Sugli scudi altre due donne: Patrizia Spuri, che ha migliorato due volte il record dei 500 F35, prima a Roma e poi a Latina, e Giuseppina Perlino, con due record su 150 e 300 F45 a Chiasso. Restando in terra svizzera, Averardo Dragoni migliora il record dei 600 M60 (8" in meno!), e Giuseppe Poli, M35, a 2'30"04 nei 1000 a Latina. Enrico Saraceni non manca il timbro al suo 15° record italiano master, mentre il vento di Chiari non favorisce molte prestazioni-record. Breve cenni anche alla riunione del citato Meeting Liberazione all'Acquacetosa: dovrebbero essere caduti ben 7 record italiani master, tutti nelle neo-prove spurie gentilmente concesseci da Giusy Lacava. Segue un breve racconto dei migliori risulati degli over-35 in giro per l'Italia, tappa per tappa (di quelle che ho trovato).
  • uno degli appuntamenti più attesi è stato sicuramente il meeting di Latina: peccato per il tempo, che un pò su tutto lo stivale ha flagellato le piste e le pedane. Nonostante questo 3 record italiani infranti, tutti nelle specialità non-olimpiche. Il totale fa 15 record italiani in una sola settimana di masterismo estremo: le specialità spurie hanno dato davvero molto brio a questo inzio di stagione. Mi soffermerei innanzi tutto sul record sui 1000 di Giuseppe Poli (1974) perchè davvero notevole: 2'30"04, che equivale a 88,48% (nemmeno tanto a ben vedere) ma che abbassa il record detenuto da un "imbattibile" in terra italiana nelle gare di mezzofondo come Gianni Bruzzi (2'33"74 nel 2006). Primo record italiano per il portacolori dell'Atletica Latina, che quest'anno ha fatto doppietta 400-800 ai campionati italiani indoor master. Poi c'è il ritorno di Patrizia Spuri (1973) che nel giro di una settimana abbassa il due volte il record dei 500: a Roma, al Meeting Liberazione (di cui parlo più avanti) corse in 1'14"11. A Latina, Patrizia abbatte la barriera dell'1'14" approndando a 1'13"84 e totalizzando 90,52%, una delle 3 atlete sopra il 90 del weekend. Terzo record nei 300 M45 da parte di Enrico Saraceni, ma su questo c'era da scommetterci a-uno. 37"69 (89,25%) in condizioni meteo pessime, ma quel che contava era probabilmente il record, il 15° tra i master per Enrico. Il precedente era il 38"0 ottenuto dall'intermittente bresciano Ranzini (al momento è in-off... che fine ha fatto dopo la medaglia di Riccione sui 200?). Tra gli altri risultati segnalo l'ottimo 36"26 di Edgardo Barcella, che gli vale 88,86%. Ma anche il 35"13 dell'ostacolista cubano M35 Aramis Diaz Martinez (1974).
  • A Chiari capita la giornata più ventosa a memoria d'uomo. Folate anche superiori ai 7 metri (Mattia Nuara, nel lungo sembra aver sfruttato un refolo da 7,2 m/s... ma senza grandi risultati, visto che non ha oltrepassato i 7 metri, lui che col vento aveva passato gli 8 un paio di anni fa). Vento mediamente tre i 4 metri e i 5 a favore: nemmeno la pista di Donnas aveva mai concesso tanto. Ma questo dipende dalle condizioni meteo: infatti solo col brutto tempo su quella pista arriva il vento a favore. Quindi, molto nuvoloso, probabilmente molto freddo, e vento a favore. Migliori risultati dal mezzofondo, con Silvia Casella (1972) ancora vincitrice di una gara a carattere regionale: 2'13"36 (85,75%). Brava anche Laura Avigo (1967): 2'21"26 e 84,67%. Rosa Anibaldi (1966) corre i 200 in 27"71 con +3,0 (85,68%). Tempone sugli 800 di Rinaldo Gadaldi (1954) che ottiene 2'17"10 piazza 89,18%. Francesco D'Agostino (1966) invece corre in 2'06"33, che gli vale 87,32 di AGC.
  • Introduco anche una gara che non si è disputata questo fine settimana, ma esattamente il 25 aprile a Roma, perchè sono successe cose decisamente interessanti. Pioggia di record, avremmo potuto intitolare quell'articolo, se solo ne avessi avuto contezza per tempo: ma i risultati, così come sto denunciando da tempo, è davvero difficile pescarli se non dopo una ricerca mirata: come più volte scritto, nessuno vuol prendere mano veramente alle statistiche GENERALI della Fidal e dagli un bel taglio unico, moderno, gestibile, rapido e di facile accesso... completo, in poche parole. Torniamo sulla pista dell'Acquacetosa: personalmente ho contato 7 nuovi record italiani spurii. Scusate il gioco di parole davvero ridicolo (dopo questa potete anche cambiare sito di riferimento), ma nei record spurii non poteva mancare la... Patrizia Spuri (1973). La compagna del triplista Fabrizio Donato ha infatti stabilito la nuova miglior prestazione italiana sui 500 F35 con 1'14"11, demolendo il precedente record appena pubblicato da Gigliola Giorgi (tornata anch'essa a ottimi livelli proprio quest'anno) di 1'19"0 risalente al 2006. La cosa curiosa è il fatto che nonostante sia la 3^ stagione da over-35, per la Spuri è il primo limite di categoria. Rimanendo sui 500, miglior prestazione F55 anche per Anna Micheletti con 1'36"73: tra indoor e outdoor è l'8° record detenuto dalla Micheletti. Nei 1000 F45, Jocelyne Farruggia stampa un gran 3'03"08 e 6° record italiano per lei, il secondo nei 1000, dopo quello tra le F40. 3 record italiani arrivano invece dai 150, sui quali c'è però il dubbio del vento che non viene riportato dal referto: Rita Del Pinto nella categoria F60 con 27"66, Ugo Sansonetti (M90) che addirittura abbassa il suo stesso record di oltre 6 decimi (29"16 vs 29"82) e probabilmente anche il 16"85 di Max Scarponi tra gli M40, che statisticamente è superiore al suo stesso 16"6 manuale, ma cronometricamente ha sicuramente il suo peso "da record". L'ultimo record del Meeting romano è stato quello dei 600 M75 corso da Vincenzo Vanda con 2'20"35.
  • Torniamo all'ultimo fine settimane: ad Alessandria il lecchese Stefano Longoni non riesce ad abbattere il suo fresco record italiano M35 sui 200hs: 25"70 e ancora una volta un bel muro di vento contro. Roberto Amerio (1965) 28"24 non avvicina il record di Frederic Peroni (27"58) anche grazie ad un notevole -3,1 di vento. Nei 1500 4° posto per Gianfranco Fiorillo (1973) che con 4'11"37 sui 1500 ottiene virtualmente un buon 84,64%. Nel peso Marco Dodoni (1972) si limita alla normale amministrazione nel lancio del peso con 17,70 e 77,79% agc.
  • A Chiasso, tappa tradizionale per i master lombardi, con il meeting d'apertura del calendario ticinese. Sugli scudi Averardo Dragoni, con il record italiano M60 dei 600, migliorato di ben 8 secondi: 1'40"38 (88,88%) contro 1'48"82 di Roberto Rossetti (ottenuto nel 2007). Peccato non ci siano i record italiani sulle 100 yards! Sui 150 si rivede Giacarlo D'Oro (M45) che corre in 17"93. Giovanni Mocchi, M55, corre in 19"45 la stessa distanza (il record di Antonio Rossi è 18"99). Altro record italiano nei 150 M70 con Aldo Cambiaghi (1940), che corre in 22"22 (-0,6) battendo il precedente listed-record di Alberto Bassi risalente al 2008. Tra le donne, copertina a Giuseppina Perlino, letteralmente scatenata su 150 e 300. E' riuscita nell'impresa di far meglio di Daniela Ferrian sui 150: 20"90 con vento praticamente nullo e nuovo record italiano, contro il recentissimo 20"95 della piemontese risalente a sole due settimane fa. Poi sui 300 addirittura un secondo in meno della miglior prestazione italiana tabellata: 45"08 vs 46"01: record italiano anche qui. Anche Denise Neumann (1971) in-palla: 3^ nelle 100yds con 12"04, ma bene anche sui 150 con 19"89 sui 150. 4^ Emanuela Baggiolini (1972) sempre sui 150 con 19"79 e altrettanto 4^ sui 300 con 41"71. Mara Cerini (1971) sfiora per la seconda volta in pochi giorni il suo record sui 600: 1'36"37 (il limite è fissato a 1'35"76).
  • Ad Orvieto torna in pista il poliziotto toscano Maurizio Checcucci, assente nella stagione indoor, che corre in 10"61 (93,93% AGC con le tabelle 2006, che sono le uniche che ho a disposizione in questo momento, prima che qualcuno riesca a tradurre quelle del 2010 in un software veloce... a proposito! Il primo maggio sono entrate ufficialmente in vigore!). Tornando a Checcucci: l'anno scorso corse in 10"26, ma la stagione è davvero appena iniziata. Tornerà sicuramente a correre sotto i 10"40. Nella seconda serie dei 100 si vede ancora Max Scarponi, che ha preso questo inizio di stagione in maniera ossessionante e ubiqua: non c'è gara nel giro di 200 km da Roma dove non si trovi un suo risultato. 11"32 e 92,50% di AGC, per un esordio davvero niente male. Un pelo meglio dei 200, dove ha corso in 23"18 e messo in carnet un 91,88%. Il "12-in-a-row" (sui 60 indoor... parlo dei titoli italiani consecutivi) Antonio Rossi totalizza 90,70% correndo in 12"90 con 1,5 di vento a favore. Attenzione a Giordano Mariani, classe '69: 11"63 (anche se con 2,7 di vento alle spalle) e 88,87%. Altra vedette over-35 della manifestazione umbra, sicuramente Elisabetta Artuso, capace di correre i 400 in 54"75. Per un attimo ho pensato al record italiano, ma quello è ben saldo negli artigli di Danielle Perpoli con 52 e spiccioli. Comunque sia per lei un fenomenale 93,01% AGC che per una F35 è davvero qualche cosa di eccezionale. Non me ne ricordo nessuno così alto negli ultimi tempi. Gran tempo anche da parte della F40 Stefania Rulli negli 800: 2'17"41 (85,69%): anche qui ho temuto per il record, che però è 3 secondi più basso. Nei 400hs maschili segnalo Aramis Diaz Martinez, classe '74: 50"84, che è già difficile ottenere in piano... dovrebbe essere di nazionalità cubana, bontà loro... Tradotto in AGC stiamo parlando di un mostruoso 96,40%, cioè un 48,53 da super-giovane. C'è da dire che quel risultato probabilmente non lo ottiene in questo momento nemmeno il miglior italiano in circolazione (assoluto). Giacomo Befani, nato nel 1970, ergo M40, ha vinto addirittura l'asta con 4,70 e 84,55% (in pratica in un meeting nazionale, 3 atleti over-35 a vincere le rispettive specialità: c'è da che riflettere). Il record italiano di categoria non è tanto lontano: 4,90 di Marco Andreini.
  • A Palmanova miglior master visto sul track&field Francesco Arduini, per la seconda volta sopra i 2 metri in poche settimane: 2,01 e 87,33%. 54,86 e 74,06% invece per l'altro poliziotto Stefano Lomater nel lancio del disco con annessa vittoria.
  • A Foggia, come pronosticato, un nuovo velocista di prima fascia: Leonardo Iorio, del 1975: 22"76 e 88,05%.
  • Rovereto: Stefano Tugnolo (1975) piazza 11"14 e 88,83% e 22"50 sui 200 (89,06%). Secondo solo a Maurizio Checcucci come over-35. Gran 400hs da parte di Roberto Crinò (1974): 56"62 e 88,56%. Nei 3000, l'M40 Giuliano Bressan (1966) corre poco oltre i 9', in 9'00"94 e 88,71%. Diego Fortuna (1968) lancia il disco a 54,16, e 74,53%: pensate che il record italiano M40 ha già 27 anni: Alessandro De Vincentiis nel 1983 a Reykjavik con 62,16. Dietro di lui il 36enne Stefano Lomater con 54,01.
  • Ai Ludi del Bò di Padova, Fausto Salvador 53"44 sui 400 con 87,02%. Ma il risultato di giornata è il 15"17 con -1,7 di vento con cui Umbertina Contini (1950, F60) ha eguagliato il record italiano di categoria, alla sua prima uscita sui 100 (presumo). Il record pareggiato è quello di Giusy Sangermano ottenuto nel 2006 a Bellinzona ma con 1,2 di vento a favore. 8° record italiano in possesso della Contini (il terzo sui 100, dopo quello manuale sugli F45, quello F55 e quello F60). Clamoroso 93,47% da parte di Nadia Dandolo (1962) ottenuto correndo 10'13"43 i 3000 (ma il suo record stabilito l'anno scorso è 10'05").
  • A Lucca (brutta giornata dal punto di vista meteo) Ferido Fornesi sfonda i 90 con 90,04% grazie ad un 12"04 non ancora all'altezza del blasone del campione europeo in carica dei 100. Domenico Furia (1960) 12"27 sempre sui 100 e 89,48%. Nei 1500 il marocchino classe 1971 Reda Benzina (un passato anche in Riccardi, mi sembra di ricordare) corre in 4'07"14 (87,89%). Rimanendo sui 1500, Angela Ceccanti (1968) corre sotto i 5' in 4'58"81 (84,03%). Si rivede anche la Fiamma Oro Luca Giovannelli (1975) sui 110hs, ma il suo tempo non sarà certo soddisfacente per lui: 14"96 (86,31%) per uno che corre a cavallo dei 14"00 non può essere motivo di vanto.
SEGUONO I MIGLIORI RISULTATI DEL FINE SETTIMANA

93,93 - 100: 10"61 (-1,5) - MAURIZIO CHECCUCCI (1974) - ORVIETO
92,50 - 100: 11"32 (-0,8) - SCARPONI MAX (1967) - ORVIETO
91,88 - 200: 23"18 (0,3) - SCARPONI MAX (1967) - ORVIETO
90,70 - 100: 12"90 (1,5) - ROSSI ANTONIO (1960) - ORVIETO
90,04 - 100: 12"03 (-0,9) - FORNESI FERIDO (1962) - LUCCA
89,48 - 100: 12"27 (-0,1) - FURIA DOMENICO (1960) - LUCCA
89,25 - 300: 37"69 - SARACENI ENRICO (1964) - LATINA
89,06 - 200: 22"50 (-0,6) - TUGNOLO STEFANO (1975) - ROVERETO
88,96 - 300: 35"13 - DIAZ MARTINEZ ARAMIS (1974) - LATINA
88,87 - 100: 11"63 (2,7) - GIORDANO MARIANI (1969) - ORVIETO
88,86 - 300: 36"26 - BARCELLA EDGARDO (1970) - LATINA
88,83 - 100: 11"14 (0,0) - TUGNOLO STEFANO (1975) - ROVERETO
88,32 - 200: 25"91 (6,0) - MAURI ANGELO (1957) - CHIARI
88,05 - 200: 22"76 (-0,6) - IORIO LEONARDO (1975) - FOGGIA
87,02 - 400: 53"44 - SALVADOR FAUSTO (1969) - PADOVA

89,18 - 800: 2'17"10 - GADALDI RINALDO (1954) - CHIARI
88,88 - 600: 1'40"38 - DRAGONI AVERARDO (1950) - CHIASSO
88,71 - 3000: 9'00"94 - BRESSAN GIULIANO (1966) - ROVERETO
88,48 - 1000: 2'30"04 - POLI GIUSEPPE (1974) - LATINA
87,89 - 1500: 4'07"14 - BENZINE REDA (1971) - LUCCA
87,32 - 800: 2'06"33 - D'AGOSTINO FRANCESCO (1966) - CHIARI
86,85 - 800: 2'10"43 - CIMATO MASSIMO (1963) - CHIARI
85,90 - 800: 2'00"29 - BIAVA LUCA (1973) - CHIARI

86,56 - 400HS: 56"62 - CRINO' FABRIZIO (1974) - ROVERETO
86,31 - 110HS: 14"96 (-0,2) - GIOVANNELLI LUCA (1975) - LUCCA

93,47 - 3000: 10'13"43 - DANDOLO NADIA (1962) - PADOVA
93,01 - 400: 54"75 - ARTUSO ELISABETTA (1974) - ORVIETO
90,52 - 300: 1'13"84 - SPURI PATRIZIA (1973) - LATINA
89,29 - 100: 15"17 (-1,7) - CONTINI UMBERTINA (1950) - PADOVA
87,47 - 600: 1'36"37 - CERINI MARA (1971) - CHIASSO
85,75 - 800: 2'13"36 - CASELLA SILVIA (1972) - CHIARI
85,68 - 200: 27"71 (3,0) - ANIBALDI ROSA (1966) - CHIARI
84,67 - 800: 2'21"26 - AVIGO LAURA (1967) - CHIARI
84,03 - 1500: 4'58"81 - CECCANTI ANGELA (1968) - LUCCA
83,76 - 300: 45"08 - PERLINO GIUSEPPINA (1965) - CHIASSO
83,47 - 300: 41"71 - BAGGIOLINI EMANUELA (1972) - CHIASSO
81,06 - 800: 2'26"27 - GIORGI GIGLIOLA (1968) - CHIARI

87,33 - alto: 2,01 - ARDUINI FRANCESCO (1974) - PALMANOVA
84,55 - asta: 4,70 - BEFANI GIACOMO (1970) - ORVIETO
79,46 - lungo: 5,74 - MENOTTI FRANCO (1961) - PALMANOVA
78,00 - asta: 4,50 - DURANTE ROBERTO (1973) - ROVERETO
76,27 - lungo: 4,95 (3,3) -TELLINI SUSANNA (1966) - CHIARI

77,79 - peso (7,26): 17,70 - DODONI MARCO (1972) - ALESSANDRIA
74,53 - disco (2): 54,16 - FORTUNA DIEGO (1968) - ROVERETO
74,06 - disco (1): 54,86 - LOMATER STEFANO (1974) - PALMANOVA
72,91 - disco (2): 54,01 - LOMATER STEFANO (1974) - ROVERETO
63,57 - disco (2): 39,95 - SAGONI ROBERTO (1947) - ORVIETO

85,69 - 800: 2'17"16 - RULLI STEFANIA (1969) - ORVIETO

71,24 - lungo: 4,86 - DODI ELISABETTA (1970) - PALMANOVA

30/04/10

Le gare del fine settimana: gare stellari a Latina

(il poster del meeting di Latina) - Finalmente si entra veramente nel vivo della stagione atletica. E naturalmente i master non potevano non esserci: anzi, rappresentando la fetta maggiore della torta, tante saranno le presenze degli over-35 in giro per l'Italia. L'appuntamento sicuramente più interessante potrà essere il Meeting "Città di Latina" che si svolgerà domenica. Perchè? Perchè semplicemente saranno presenti alcuni dei più forti velocisti italiani master, impegnati in sfide intestine a caccia dei record in alcune specialità spurie (80, 150 e 300). Proprio in queste discipline Paolo Chiapperini, inserito sapientemente nel comitato organizzatore dell'Asvel, ha imbastito serie dedicate esclusivamente ai master, dove sono dati come partenti Enrico Saraceni, Max Scarponi, Edgardo Barcella, Michele Lazzazera, Alfonso De Feo... vale a dire la creme della velocità master italiana. Ma occhio anche ai 1000 (e ai record relativi) dove sarà presente il bi-campione italiano indoor (400 e 800) Giuseppe Poli (1974). Tra le donne iscritta Patrizia Spuri (1973) che probabilmente spazzerà via il record dei 300 F35. Appuntamento alle ore 15:00 al campo Coni di Via Botticelli (presumo che le iscrizioni siano ancora "alla vecchia" maniera, cioè in loco. Verificate prima). A proposito! Mi ha scritto Max Scarponi segnalandomi due grandi prestazioni ottenute proprio da lui e dallo stesso Alfonso De Feo sui 150 al Trofeo Liberazione di Roma: 16"85 per Max e 17"68 per De Feo, tempi molto vicini ai recentissimi record italiani appena ratificati da Giusy Lacava per la Fidal. Anzi, per quanto riguarda il tempo di Scarponi si potrebbe parlare di Record Italiano, considerato che al momento è tabellato un 16"6 manuale che gli appartiene: sarà probabilmente aggiunto a fianco. Il 17"68 di De Feo avvicina invece il 17"59 di Giancarlo D'Oro che sabato replicherà a Chiasso proprio sulla stessa distanza.
  • Sempre domenica si svolgerà invece un riunione molto ma molto nutrita a Chiari (BS). Nei 200 femminili esordisce Rosa Anibaldi (F40) ed esordisce come F35 la temibile Maria Sgromo (capace di correre sotto il minuto sui 400). Negli 800 è prevista la presenza di Silvia Casella (1972) e di Laura Avigo (1967). Tra le iscritte anche il ritorno di Gigliola Giorgi (1968). Susanna Tellini (1966) è impegnata nel salto in lungo. Francesco D'Agostino (1966) è il miglior master come accredito negli 800, ma sono presenti anche Massimo Cimato (M45 in ottima forma in questo primo scorcio di stagione), Rinaldo Gadaldi (M55, fresco primatista italiano dei 1000 metri). Io ho iscritto anche il dj di Webatletica-Radio-Show Luca Landoni, ma non so se parteciperà. Nel salto in lungo è iscritto Giorgio Federici (1966).
  • Sabato 8° Meeting "Città di Palmanova". Nei salto in alto è iscritto Francesco Arduini, l'M35 già oltre i 2,00 metri quest'anno. Il forte lunghista M45 Franco Menotti sarà presente nel salto in lungo. Nel disco ci sarà Stefano Lomater (classe '74 e autore di un over-62 mt nel recente passato).
  • A Foggia si terrà invece il 4° Memorial Luigi Colella. Nei 200 è iscritto Leonardo Iorio (1975) iscritto con un 22"5 davvero performante. E che dire del suo tempo sui 400: 49"80? Visto che isui tempi col Sigma non si può più scherzare, abbiamo un sicuro protagonista della stagione 2010 tra i master over-35. Nel lancio del giavellotto è iscritto Marcello De Cesare (1974) che ha già all'attivo un 63 metri siderale. Biagio Di Liddo (1968) è invece annotato nel lancio del disco con 45,40.
  • Alessandria: riflettori puntati sui 200hs con la sfida tra Stefano Longoni e Fabio Piccardi, i due ultimi detentori del record italiano M35 della specialità. E attenti a Gianluca Camaschella (1971) che è pur sempre un finalista mondiale sui 400hs. La gara presenta anche vecchi e nuovi primatisti, come l'M45 Roberto Amerio e l'aspirante Gianluca Lupo (M45). Sui 1500 presente Gianfranco Fiorillo (1973), accreditato di 4'05".
  • A Rovereto, alla tradizionale "Quercia D'Oro", sui 100 è prevista la presenza di Stefano Tugnolo (1975) autore l'anno scorso di 10"98. Manuel Dalla Brida prenderà il via sui 3000 (accredito di 8'39"63), ma sarà soprattutto presente il carabiniere Domenico D'Ambrosio (1975). Nei 400hs si nota la presenza di Fabrizio Crinò (1974) con 54"37 di iscrizione. Davide Bressan (1975) è il capofila nell'asta, ma è iscritto anche un decano del mondo master come Michele Ticò. Festival over-35 nel lancio del disco: Diego Fortuna (1968), e ancora Stefano Lomater (1974... ma quante gare fa?).
  • Ah! Quasi dimenticavo! Naturalmente ci sarà la gara di Chiasso, in Ticino, tradizionale appuntamento di inizio stagione per moltissimi atleti lombardi soprattutto master. Una sorta di Milano-Sanremo in stil atletico. Saranno presenti moltissimi atleti master lombardi, soprattutto del casato Ambrosiana. Ma anche qualche buon rampollo Capriolese.
Tutto questo è desumibile dal Sigma. Peccato che alcune regioni non si siano ancora adeguate. Sicilia, Sardegna, Basilicata, Veneto, sembra che siano allergiche ad un sistema che quanto meno è un piccolo passo avanti per una prerogativa fondamentale dello sport oggi: la comunicazione del risultato, la pubblicità dell'evento. Semplicemente la loro attività sarà un file pdf che verrà caricato chissà quando o un risultato che vedremo nelle liste di fine anno. Ma è possibile che in Italia non si riesca ad avere un unico sistema valido per tutti, anche per i risultati provenienti dalle province? Evidentemente la gestione dei risultati non è una prerogativa della Fidal, e a parte qualche volenteroso, la cosa si era capita già da tempo. Importano solo le medaglie dei "ragazzi" di Arese... mentre un intero mondo sportivo è in balia degli elementi.

16/04/10

Pubblicati i Record Italiani Master delle gare spurie!!

(uno scorcio della pista di Chiasso, teatro di numerosi record italiani master spurii) - Che gran notiziona questa sera!! La aspettvamo da tanto, ma francamente ritenevo che sarebbe stata una di quelle cose per le quali occorrevano tempi biblici per essere imbastita. Invece no: nel pomeriggio mi è arrivata la mail di Giusy Lacava (nostra "collega" di pedane e piste e responsabile delle statistiche master della Fidal) in cui mi segnalava l'imponderabile: qualcosa del tipo "Ciao Andrea, sul link dei record italiani outdoor del sito Fidal.it sono presenti i record italiani delle gare non olimpiche. Se hai (avete, n.d.r.) qualche modifica da fare, comunicamela (comunicatemela)". Apriti cielo, mi sono fiondato alla velocita dei miei 7 Mbs Sitecom sul link del sito Fidal, e vi ho trovato finalmente i record italiani master ANCHE di quelle specialità praticate solitamente ad inizio stagione (o fine...). Purtroppo la banca-dati del cervellone-Fidal è limitato al 2003 e il pregresso è ormai catalogabile alla voce "oblio" (come mi ha precisato la stessa Giusy... pazzesco, non c'è più memoria storica di 100 anni di atletica italiana se non per i risultati più importanti!!). Comunque sia, le liste appena approntate, presentano gli 80, i 150, i 300, i 500, i 600, i 1000, i 2000, miglio, 3 km di marcia. Che goduria! Da una prima veloce lettura, purtroppo sono rimasti fuori alcuni record precedenti al 2003, come l'incredibile 33"73 di Enrico Saraceni sui 300 (da M35) nel 2002 a Chiasso. O il 41"08 di Giuseppina Perlino sempre nella medesima manifestazione e sempre sui 300 da F35. Chissà come si fa adesso... cioè, vale l'assunto che valgono i record successivi al 1 gennaio 2003 (visto che i supporti sono completi solo a partire da quella data), o se qualche cercatore di pepite scova da qualche parte risultati come questo, previa verifica incrociata, si potranno modificare i record già tabellati? Bel quesito... Personalmente ritengo sarebbe meglio sempre dar spazio alle migliori prestazioni, senza dover mettere limiti, o facendo presente (come è stato fatto adesso) che la capillarità dei risultati è presente solo dal 2003, mentre in precedenza non è stato possibile fare lo stesso tipo di ricerca.
L'aspetto più romantico di questa nuova situazione, è sicuramente il fatto che finalmente vedo presenti i nomi di diversi master, che hanno avuto la "sfortuna" di incrociare le proprie chiodate con mostri sacri del nostro masterismo, e che di oncseguenza raramente entrano nelle liste dei record italiani. Il primo (anche se a dire il vero ha detenuto il record dei 60) è il mio amico Giancarlo D'Oro (oggi scoperto neo-primatista dei 150 M45 con 17"59), ma anche l'incredibile Marco Ceriani, che è stato protagonista di imprese la cui portata riesco a comprendere solo oggi (ero un suo avversario, ma ero lungi dall'essere e pensare da master). Ebbene, Marco compare negli 80 M35 (9"35 con 2 metri di vento contrario!), e nei 300 M40 con 35"97 (strano che Saraceni nei passati 5 anni non si sia mai cimentato in un 300... mi sembrava di ricordarlo). Poi c'è Ferido Fornesi sugli 80 M45... Max Scarponi, che addirittura colleziona 150 e... 500 M40. Ma ancora Salvino Tortu, Averardo Dragoni, Aldo Del Rio, Stefano Bellotti... Tra le donne segnalo che sono presenti i 3000 siepi (per le master infatti è utilizzata la distanza dei 2000).
Concludo, prima di lasicarvi alle classifiche, con un ringraziamento dovuto: grazie Giusy, anche questo aiuterà il mondo master ad avere una risorsa in più che possa continuare a creare entusiasmo intorno al nostro piccolo universo.

25/01/10

La domenica del master: Scarponi cambia marcia

(Max Scarponi a Lubiana dal suo profilo fb) - Ormai siamo quasi giunti a fine gennaio ed un quadro più completo di quello che sta succedendo a livello master ce lo siamo fatto. Più o meno. Innanzi tutto rilevo l'assenza protratta di atlete over-35: davvero pochissimi risultati dalle donne della pista master: o si sono convertite tutte ai cross o esordiranno tutte in coincidenza degli italiani master. Forza, su, fatevi vedere! Tant'è che non riesco a stilare delle classifiche top-10 AGC per loro, vista la penuria di risultati. D'altra parte i velocisti al maschile si stanno già dando parecchio da fare: manca all'appello ancora qualche big, ma ormai tutti hanno messo sul tavolo le proprie carte. I carichi da briscola li vedremo nel prossimo mese, ma già si può intravedere qualche tema interessante. Innanzi tutto il Campione del Mondo Max Scarponi è stato il primo master a scendere sotto la barriera dei 52" sui 400: 51"62 ieri ad Ancona. Ma nel top-30 AGC gli vale di più il 7"31 sui 60 mt che aveva corso poco prima: 93,91%, che lo consolida al 7° posto dell'overall (migliora di 4 decimi di punto la sua precedente posizione). Sempre nella velocità, troviamo a Padova l'esordio di Gabriele Carniato, M50, che piazza un buon 7"91: ma soprattutto 93,23%, cioè new-entry nella top-30 con il 9° rango totale. I 60 M50 si stanno dimostrando la disciplina più combattuta: ben 5 atleti a pochissima distanza tra loro: il sublime Salvino Tortu, l'estroso Max Clementoni, il volitivo Domenico Furia, la new-entry Gabriele Carniato senza dimenticare Michele Dipace, che sui 60 non si è ancora visto. Lo stesso Furia ha corso proprio ad Ancona 7"84 (92,14%) risultando il 3° atleta di giornata come AGC avulso. Lo so che vi state innamorando di questo sistema... ammettetelo! Tornando a noi: 4° di giornata, il "nuovo" Omar Lonati, neo acquisto Capriolese, e Campione Italiano uscente M35 dei 60 e 200 indoor. Dopo una lunghissima pausa dalla primavera 2009 (problemi ai talloni) immediatamente successiva alle prime fenomenali uscite su 100 e 200 (11"08 e 22"64 controvento) ad Ancona si è ripresentato come M40 con un discreto 7"35 (91,35%). Altro over-90 Agc quello di Giampeppe Niro (M55) che con il suo 8"28 ha totalizzato 90,92%. Cito anche l'8"35 sui 60hs dell'M35 Stefano Longoni che gli vale 90,06, e la terza posizione virtuale nella classifica top-10 AGC riservata agli ostacoli. A proposito: ormai per entrare nella top-30 ormai bisogna totalizzare prestazioni monstre: in 29 atleti (maschi) sono già sopra il 90% (la soglia dell'eccellenza) e il 30° ha già in carnet un 89,88. Ricordo che nei link sono tabellate le gare analizzate in AGc, ma che comunque mancano quelle di Napoli del Weekend (campionati regionali) e quella di Locarno del 21 (stranamente gli svizzeri ci stanno mettendo un sacco di tempo...).

23/01/10

Il sabato del Master: sfiorato il record italiano degli 800 M40

Pochi risultati nel sabato-master: in definitiva si correva tra Ancona, Udine e Firenze. Mancano all'appello ancora i risultati di Napoli (ma presumo si avranno a fine settimana), quelli di Locarno (diversi italiani presenti sui 60) e qualcuno (pochi) ad Aosta. Alcune notizie di rilievo: la prima è l'esordio di Andrea Alterio ('73) sui 60hs di Udine: 8"06 che gli vale il miglior risultato AGC di giornata: 94,92%, che lo posiziona al 4° posto tra i top-30 AGC dell'anno. Rimanendo negli ostacoli, da Firenze apprendiamo dell'8"14 di Luca Giovannelli (classe '75) che migliora il suo 8"17 d'esordio, che gli permette di totalizzare 92,39% (guadagnando una posizione nel top-30). Da Ancona il miglior risultato tecnico ottenuto da un master è il 23"30 di Max Scarponi (M40) sui 200: 91,41%, ma Max aveva già giocato un 7"34 sui 60 la settimana scorsa, cosa che lo aveva collocato saldamento al 7° posto nella top-30. Franco Menotti (M45) totalizza invece 91,35% correndo i 60 in 7"85 a Udine (ma anche lui aveva già un risultato migliore, 7"80, nel suo carnet). Sopra i 90 solo altri due atleti: l'M50 Domenico Furia (24"74 sui 200 ad Ancona) e l'M60 Livio Bugiardini (27"00 sempre sui 200 ad Ancona). Nel frattempo aumentano esponenzialmente gli M35 (forti) negli ostacoli: l'ultimo ad aggiungersi è stato il Decathleta Paolo Casarsa, che ad Udine ha siglato 8"38 (89,74%). Con lui abbiamo così un parterre de roi da favola over-35: Alterio, Giovannelli, Favaro, Pizzoli, Longoni, Casarsa... Nell'asta 3,20 della F50 Carla Forcellini (il record nazionale è 10 cm più su): 89,64% per lei, che la colloca al secondo posto nelle Top-10 AGC al femminile. Detto tutto questo, c'è un record tra i master che si cimentano nelle indoor che so fare molta gola: è quello degli 800 M40. Probabilmente perchè ad occhio sembra (dico... sembra) il più abbordabile dalla nutrita schiera di 800isti in circolazione e che da quest'anno si è arricchita di qualche pezzo da 90. Il record "listed" è attualmente il vecchio 2'00"42 ottenuto da Giovanni Ferrari nel lontano 1998. Perchè è abbordabile? Perchè non si incastona bene concettualmente tra il record degli M35 (1'54"67 di Stefano Avigo... da quest'anno proprio M40) e il 2'01"91 di Fabio Biferali tra gli M45. E poi: nessun uomo italiano con più di 40 anni è mai sceso sotto i 2'00": una barriera storica da abbattere. Tutto questo perchè ieri sera, ad Ancona, si è avuto il primo attacco frontale al record: 2'00"74 del romano Emilio De Bonis (classe '70). Record con i giorni contati, insomma: chi sarà il primo della storia? La risposta alle prossime riuninoni (sperando le pubblichino in tempi ragionevoli). Seguono le statistiche aggiornate:

17/01/10

Il sabato del Master: il ritorno di Daniela Ferrian

La notizia del giorno, consentitemelo, è un altro prestigioso ritorno. Non so se voleva passare inosservato, ma la notizia era troppo ghiotta: ad Aosta ha infatti ri-esordito come Master una delle velociste che ha contribuito a scrivere pezzetti di storia della velocità femminile di fine anni'80, inizio anni '90: appunto, Daniela Ferrian. E l'ha fatto non certo in sordina, ma avvicinando di poco più di un decimo il fresco record in coabitazione dei 60 mt F45 (risale all'anno scorso), di Marinella Signori e Rosa Marchi (8"55): per lei 8"69 che le vale anche il primo risultato over-90 agc tra le donne dell'anno: 91,12 (per ora anche l'unico). La Ferrian detiene a tutt'oggi il record italiano della 4x200 indoor con la squadra nazionale, ha partecipato alle Olimpiadi di Seul del 1988. Se il nostro amico Nouchi ci legge, potrebbe dirci di più. Così al volo, cercando sulla rete, ho trovato almeno 2 titoli italiani assoluti nei 60 metri indoor (1986 e 1987), tre sui 200 indoor (1987, 1991, 1993, il primo con 23"79!), uno nei 200 outdoor (1986). Ma, come dicevo, oggi è ritornata a far parlare le gambe per lei.
Venendo al sabato del villaggio master, troviamo al top-agc un grande 7"40 di Giancarlo D'Oro sui 60 ad Aosta: 96"21 agc, che lo piazza secondo nel ranking 2010 AGC, dopo l'imprendibile neo-primatista mondiale Mario Longo. Compresa la batteria e la gara d'esordio di Saronno, D'Oro vanta 3 prestazioni delle migliori 6 in Italia nella lista 2009 AGC (le prime due sono di Mario Longo, la quarta di Marco Boggioni). Sale al 4° posto l'M60 Livio Bugiardini sempre nei 60 mt: 8"30 (94,39%). Salvino Tortu (M50) lima 3 centesimi alla gara di esordio e scende a 7"72 (94,21%), che lo consolida 5° posto nella classifica assoluta AGC. Da Ancona arrivano anche esordi eccellenti, come quello dei Campioni Mondiali M45 ed M40 Enrico Saraceni e Max Scarponi. Il primo ha esordito con un buon 52"11 (92,46%), mentre il romano 52"20 (90,37%). Parte quindi la ricorsa al record mondiale M45 da parte del pescarese, visto che il WR è fissato a 49"89 da 16 anni: record che gioco-forza non potrà avvenire a Kamloops visto la piattezza della pista. Vedremo nelle prossime settimane. Nelle diverse serie il master più veloce è stato il Campione Mondiale di Riccione 2007, Edgardo Barcella: 52"01 (88"79). Nel frattempo dal mezzofondo arrivano i primi risultati degni di valore: da Parma (dove una pista semipiatta da 160 metri non favorisce certo le prestazioni) Luigi Ferrari corre in 2'09"66 (90,44%, prima mezzofondista sopra i 90%). 2'07"39 invece per Giuseppe Romeo, che sta preparando i Mondiali di Kamloops... a proposito, ho ricavato le liste di Kamloops. Partiranno 22 italiani, ne scriverò dettagliatamente nei prossimi giorni. Tornando a Parma, 8'57"07 di Gianni Bruzzi sui 3000: ma quanti gitrotondi hanno fatto per concludere 3000 metri?? Da Rieti arriva l'1,73 di Marco Mastrolorenzi nell'alto (86,50%), che al momento è la seconda prestazione AGC 2010 nel globale dei salti. Nei prossimi giorni le classifiche AGC. Per il momento, stay-tuned sulle gare di domenica!

10/08/09

Lahti, day-9: pioggia d'oro dai 400. Sansonetti, Felicetti e Saraceni - Ciceri oro nel triplo

  • UGO SANSONETTI (oro - 400 M90) - Terzo oro per l'Ugo nazionale al mondiale finlandese. Avete qualche altro aggettivo da aggiungere? Bè, adesso metteteci che Sansonetti ha stabilito anche il nuovo record del mondo M90 sui 400 con 1'35"04, abbassando l'1'38"69 del tedesco Mahlo ottenuto nel 2002 a Potsdam. Un 'altra pagina di storia scritta: 3 ori come il lombardo Rovelli da M90 nella stessa edizione dei mondiali (mai nessuno vi era riuscito prima: adesso addirittura in due in un colpo solo). Ora: se vincere due titoli allo stesso mondiale master nella velocità (100, 200, 400) risulta un'impresa epica in sè stessa, vincerne addirittura tre è qualche cosa che sfocia nel mito master. Solo grandi atleti come Collins, Muller, Peters (quelli che mi vengono in mente alla rinfusa di primo acchitto) sono risuciti. E poi Sansonetti, che ottiene la seconda tripletta italiana della storia dopo San Sebastian 2005: unico italiano a riuscire (poi vedremo a fine giornata che non rimarrà da solo sull'olimpo). Quanto a doppiette, sono "solo" 4 gli italiani a vincere due medaglie nella velocità master. Ricordo quella di Sobrero (2003, 100 e 200), Saraceni (2005, 200 e 400, e secondo sui 100) e Mario Longo (100 e 200 nel 2007 a Riccione). A fine giornata si aggiungerà quella di Felicetti (200 e 400). Volete impallidire? Ebbene: quella sui 400 rappresenta la 54^ medaglia internazionale a me nota vinta da Sansonetti. Di sicuro è la 28^ vinta ad un mondiale master, la dodicesima d'oro.
  • GIANCARLO CICERI (oro - triplo M50) - tanto tuonò che piovve. Giancarlo Ciceri porta a casa il suo medaglione di metallo pregiato, ed entra così di diritto nell'empireo dei più grandi triplisti italiani di sempre a livello master. La gara di Lahti si infiamma tutto d'un tratto al 3° salto: il norvegese Klungland 12,64 (ventoso), l'italiano 12,69 (regolare). Sarà poi la misura che gli darà l'oro. 7^ medaglia d'oro italiana nel salto triplo ad un mondiale master e 5° atleta italico a riuscire nell'impresa, dopo Amelio Compri (1985), Crescenzio Marchetti (1993 e 2007), Vittorio Colò (1997) ed Elisa Neviani (2005 e 2007). Dal triplo M50 erano comunque già arrivate 4 medaglie nel passato: 2 argenti (grazie ai "piedi" di Crescenzio Marchetti) e 2 bronzi (Bortolozzi e Fassio). Primo oro nella categoria quindi. Quello di Ciceri è anche l'ottavo oro complessivo vinto dalla categoria M50 ai mondiali master (3 dalla maratona, 2 dalla marcia, uno dai 10000 e uno dal martello). Primo dai salti. Per concludere: questo è anche il primo oro conquistato in assoluto in una competizione internazionale da Ciceri, anche tenendo conto dei Campionati Europei. Al suo attivo aveva infatti 2 argenti e 2 bronzi (oh, ricordatevi delle mie tare "europee" pre-2000).
  • VINCENZO FELICETTI (oro - 400 M60) - Non ho statistiche relative ai distacchi tra il primo e il secondo, certo è che 2"21 sono davvero tanti tra la medaglia d'oro (56"77) e l'argento (58"98) ad un campionato mondiale sui 400. Soprattutto in categorie "intermedie", dove l'affollamento crea comunque standard di prestazioni abbastanza livellati. Ma tant'è: Vincenzo Felicetti dopo l'oro nei 200, bissa il titolo mondiale accoppiandolo con quello dei 400. Non aveva mai vinto ori mondiali nonostante l'affitto pluriennale delle zone alte dei podi internazionali già a partire dalla metà degli anni '90. 36^ medaglia sovranazionale (a me note, Europei compresi), ma "solo" la quinta mondiale (2 ori, 1 argento e 2 bronzi). Prima di Lahti, a Brisbane 2001 vantava la sua miglior prestazione mondiale, con l'argento sui 400. Come nella "recensione" di Sansonetti, Felicetti è il 4° italiano di sempre ad ottenere una doppietta nella velocità. Come invece detto ieri, l'oro di Vincenzo è la prima medaglia nel binomio mondiale M60/400.
  • ENRICO SARACENI (oro - 400 M45) - Tripletta per Enrico Saraceni ad un mondiale con questo 400 corso in 50"29. Come detto in precedenza è la terza volta che accade ad un italiano in un mondiale master nella velocità. Secondo uomo a riuscire nell'impresa (dopo le due triplette di Sansonetti). Tripletta sfiorata da Enrico già a San Sebastian 2005, dove l'oro sfumò di un niente nei 100 nonostante il 100 metri più veloce della storia del masterismo italiano corso durante una manifestazione internazionale (10"79). Allora vinse Tony Noel. Come detto a Lahti 50"29, che sfiora per la seconda volta durante l'anno il mondiale di 50"20 di Fred Sowerby (aveva corso già 50"27). Difficile alla nova prova in pochi giorni ottenere il massimo: certo che sarebbe stata una bella ciliegina, di fatto solo rimandata ad una gara secca. Il sub-50" porrebbe Saraceni come il primo uomo sopra i 45 anni sotto i 50". Dovrebbe essere la 36^ medaglia internazionale: imbattutto nei 400 da master dal 2004, con 11 vittorie tra Europei e Mondiali, all'aperto e al chiuso. 8° oro mondiale (staffette comprese). Nel suo incalzante ruolino di marcia possiamo parlare di "sole" 3 sconfitte internazionali in 5 anni da master: il 200 di Riccione 2007 (causa infortunio), l'argento di San Sebastian 2005 sui 100 (ma con 10"79) e il 4° di Riccione sui 100 metri. Concludendo: l'oro di Saraceni è la decima perla sui 400 vinta da un italiano ad un mondiale master: 3 dallo stesso Saraceni (2005, 2007 e 2009) 3 da Ugo Sansonetti (1999, 2005 e 2009), 1 da Noemi Gastaldi (1993), 1 da B. Bianchi (1979), 1 da Vincenzo Felicetti (2009) e una da Edgardo Barcella (2007).
  • GIORGIO BORTOLOZZI (bronzo - triplo M70) - Altra medaglia per uno dei più grandi triplisti italiani di sempre in ambito master: Giorgio Bortolozzi (assieme ad Amelio Compri, Crescenzio Marchetti, Vittorio Colò, Giancarlo Ciceri ed Elisa Neviani, così come mi vengono in mente). Bronzo conquistato con una misura di 9,37, che arricchisce l'italia della 54^ medaglia conquistata in una grande manifestazione internazionale nel salto triplo master. 21^ medaglia ad un campionato del mondo master, la seconda della categoria M70: l'altra, un argento, l'aveva conquistata lo stesso Bortolozzi a Riccione 2007 con 10,14 (misura che se conseguita a Lahti gli avrebbe dato l'oro). Per Giorgio Bortolozzi è il settimo podio internazionale (tutti nel salto triplo): sei di queste sette medaglie sono arrivate ai campionati mondiali: 3 argenti e 3 bronzi. Naturalmente, come dico sempre, i miei dati relativi agli Europei, sono purtroppo parziali.
  • RUDOLF FREI (bronzo - 400 M60) - Esordire ad un mondiale a 60 anni e tornarsene a casa con una medaglia. E' questa la breve storia sportiva di Rudolf Frei, terzo nei 400 M60 dominati da Vincenzo Felicetti. Il suo tempo 59"08, era davvero vicino a quello dell'australiano Howden (58"98). Ma va bene così. I 400 M60 sono stati una terra di conquista italiana, con due medaglie su 3 ed un quarto posto. Frei aveva esordito a livello internazionale solo quest'inverno ad Ancona giugendo terzo proprio nei 400 con 1'00"85.
  • MASSIMILIANO SCARPONI (bronzo - 400 M40) - Max riesce a correre il suo 400 più veloce della stagione (50"09) e porta a casa un ottimo bronzo: poteva essere argento (l'indiano Rawat, noto sperperatore di energie nei turni preliminari, ha corso in 50"01), ma poteva anche essere legno, visto il 50"13 del britannico Ward. Non ricordo quando (e se) Scarponi abbia corso più veloce negli ultimi anni, ma non penso siano state tante le volte. Se dovessi sbilanciarmi, avrei detto che l'oro gli sarebbe venuto più facile sui 400 che sei 200: smentito. Ha vinto la gara l'americano Robert Thomas con 49"62 (spauracchio italiano degli ultimi anni nella categoria M40). Secondo bronzo consecutivo nel binomio M40/400 per Scarponi ai Mondiali, anche se a Riccione gli bastò correre in 50"65. 5^ medaglia conquistata nel binomio nella storia (2 ori di Saraceni, uno di Bianchi e 2 i bronzi di Scarponi). Solo 4 italiani della categoria M40 sono risuciti ad accedere alla finale dei 400 M40 ad un mondiale. Oltre ai 3 già citati, Danilo Bertaggia a Riccione 2007.
  • ANTONIO MONTARULI (4° - 100hs M60) - Parlandoci insieme, al TIC di Lahti, Antonio mi diceva di alcuni persistenti problemi (mi sembra tendinei) che non gli consentivano di concentrarsi sulla prova più lunga sugli hs, dove è campione europeo in pectore. Ecco così il "ripiego" sui 100hs, che solo per qualche centesimo non si è tramutata nella scelta giusta. 4° con 16"47. Il terzo 16"18. Da M55 arrivò il bronzo a San Sebastian (correva l'anno 2005). Migliorato il suo risultato di Riccione (7° con 17"45). L'unico vincitore di medaglie sugli ostacoli (alti e bassi) nella categoria M60 ai mondiali rimane così Sandro Urli, bronzo a Riccione 2007. Il 4° posto di Montaruli eguaglia invece la miglior posizione mai ottenuta da un italiano nella specialità 100hs M60: l'altro era stato Enzo Bertolissi a Gateshead 1999.
  • ALDO DEL RIO (4° - 400 M60) - 59"62, che è tra i suoi migliori tempi dell'anno, avendo corso 59"58 a Rovellasca poco prima di partire per la Finlandia. Purtroppo qualche problemino fisico l'ha tenuto lontano dalle competizioni nel periodo "delicato" della stagione, facendogli perdere la coincidenza col treno che aveva preso con le indoor (59"48 agli Europei di Ancona, argento europeo). 4° come a Riccione 2007 (dove corse in 59"40) che è la sua miglior posizione ottenuta individualmente ad un mondiale nei 400. Manca la staffetta, dove i tre della finale dovrebbero costituire l'ossatura di un dream-team senza precedenti tra gli M60 (ma è facile parlare... dopo).
  • CARLA FORCELLINI (5^ - 80HS W45) - inserita per data di nascita ancora nella categoria W45, Carla Forcellini conclude la sua gara sugli ostacoli al 5° posto in 13"10. Difficile chiedere di più, visto il divario delle prime 4 rispetto al resto del mondo. La Forcellini con la finale di Lahti si è andata ad aggiungere al novero delle 9 atlete italiane che nella storia dei mondiali master hanno partecipato ad una finale negli ostacoli alti. Nelle 8 precedenti puntate, erano arrivate 4 medaglie e il solo oro di Lia Masotti a Roma '85. L'unico precedente nella categoria W45 era sempre della stessa Forcellini che a Riccione arrivò sesta: il quinto posto è quindi la miglior posizione mai ottenuta nel binomio storico W45/80hs.
  • CRISTINA AMIGONI (5^ - 400 W40) - (1'01"34) Devo ancora fare i calcoli meglio, ma penso che difficilmente si possano annoverare così poche italiane tra velocità ed ostacoli ad un campionato internazionale master nell'ultima decade. Come dicevo nei giorni scorsi: un brusco ritorno al passato, solo in parte giustificabile con i prezzi adottati dal "Cartello di Lahti". Mi sembra infatti solo di ricordare Marinella Signori (arrivata in semifinale nelle W45), Lusia Puleanga (fuori per infortunio nei 100 W35), Carla Forcellini (negli 80hs W45) ed appunto la Amigoni (presente e vittoriosa nei 400hs e 5^ nei 400). 5 presenze-gara, su circa 12 categorie e 5 specialità: approssimativamente 55 eventi nella velocità/ostacoli senza presenze italiane femminili. Comunque sia, buon 5° posto della Amigoni, che storicamente risulta essere il secondo risultato di sempre ottenuto da un'italiana sui 400 W40 ad un mondiale. Come dicevo ieri, solo due finaliste nel binomio, e l'unica fino a ieri, Rosa Marchi, conquistò l'argento a San Sebastian nel 2005. A Riccione la Amigoni non risucì a raggiungere la finale tra le W35, mentre solo pochi mesi dopo, a Clermont, conquistò il bronzo sui 400.
  • ROBERTO AMERIO (6° - 110HS M40) - Dopo l'accesso in finale nei 400hs, arriva anche il sesto posto sugli ostacoli alti per il piemontese Roberto Amerio. 16"82 per lui. Proprio nell'ultimo anno per Amerio erano arrivate dalle prove corte due medaglie: l'argento sui 110hs a Lubiana, ed il bronzo sui 60hs ad Ancona. Comunque pareggiata la prestazione di Riccione 2007 (6° anche allora con 16"16) e quella di San Sebastian (ancora 6° con 15"70). In estrema sintesi: 3 campionati del mondo sui 110hs, 3 sesti posti. L'unica medaglia conquistata nel binomio 110hs/M40 è stata fin'ora ad appannaggio di Alessandro Petroncini a Riccione 2007. Questa rimane anche l'unica medaglia assoluta conquistata da un master italiano sulla distanza (quindi considerando storicamente le categorie dalla M35 alla M55).
  • ROBERTO VAGHI (6° - 400 M70) - Dopo il bronzo sui 200, sesto posto in 1'06"85 per Roberto Vaghi. Non troppo distante il 4° (1'06"17) ma va bene così. Il risultatone era già stato portato in Valtellina. La gara l'ha vinta l'extraterrestre Guido Muller (volto da pensionato tedesco della turingia, fisico da 25enne bavarese). Una corsa di un'eleganza senza pari: pensare che abbia 70 anni è davvero difficile: 59"34, nuovo record del mondo (primo uomo sotto il minuto sopra i 70 anni, anche se c'era già riuscito durante l'anno). Tornando agli italiani: continua l'anemia di medaglie nel binomio M70/400. Il miglior risultato è un quinto posto di Sergio Palma a Gateshead 1999. Solo 5 finalisti in 34 anni. Difficile chiedere di più a Vaghi, quando è la stessa storia a mettersi contro.
  • 400 M35: ALESSANDRO GULINO 5° - MASSIMILIANO POETA 7° - Riflettendo ante-quo sui 400 M35 e guardando le liste degli iscritti, ritenevo che anche quest'anno le medaglie erano a disposizione su tempi a cavallo dei 50". Del resto così erano andate le cose negli ultimi campionati internazionali: gli unici a scendere sotto i 50" erano stati proprio i nostri, con Barcella a Riccione e Gulino a Lubiana. Poi la tradizione sembrava essere diventata "italiana", con le 3 vittorie di Mondiali Outdoor, Europei indoor ed outdoor e il secondo posto di Biffi a Clermont. L'unico ad interrompere la soluzione di continuità era stato di fatto l'olandese Jenssen ai mondiali indoor del 2008. Queste le basi del problema. Lo svolgimento non ha però tenuto conto dell'americano Terrance Spann, del danese Jorgensen (il primo iscritto senza tempo, il secondo considerato "fittizio") e degli inglesi. Risultato: i due campioni d'Europa uscenti (outdoor ed indoor) che l'Italia schierava in finale sono arrivati rispettivamente 5° e 7° con 50"18 e 51"44. Probabilmente Gulino, senza infortunio di maggio, avrebbe potuto correre vicino al danese e all'inglese Rubenis (quest'anno il ligure ha corso già vicino ai 49"5), mentre un pò più difficile pronosticare una medaglia per Poeta (viste le semifinali), che ha di fatto infranto la barriera dei 51" solo a Lahti, dopo un SB di 51"10 a Cattolica. Impossibile vincere con gente come Spann: 48"14.