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16/09/13

Orvieto '13: gli M45

La categoria sicuramente più pirotecnica dell'intero circus master, anche perchè tra le più affollate del panorama over-35. Categoria caratterizzata da moltissimi dualismi, che in determinate specialità divengono vere e proprie guerre puniche dato l'affollamento al vertice. Anzi, qualcuno che oggi non arriva al podio, fino a 4/5 anni avrebbe addirittura vinto... adesso si deve accontentare di fare il gregario di lusso a veri e propri fenomeni di longevità. E iniziamo con la sfida delle sfide, ovvero Alfonso De Feo vs Mauro Graziano. Sui 100, dopo le batterie più o meno rilassate, scontro stellare che finisce spalla-a-spalla: 11"05 (leggermente ventoso) per entrambi! Sarà il photofinish a discriminare i due a favore del materano, che intascherà anche il suo primo titolo della storia sui 100 dei 9 individuali vinti. Proprio nel tuffo finale, avviene però il fattaccio: Graziano deflagra a terra e si spatascia la fiancata destra. Inutilizzabile per i 200, dove avrebbe fatto vedere i sorci verdi ad Alfonso, visti i tempi clamorosi corsi tutto l'anno: sfidone mancato. Niente male comunque: De Feo piazza la doppietta con un 22"89 corso con 1,3 di vento contro, vincendo quel titolo che ad Ancona, proprio quest'anno, gli era stato negato per un'invasione di corsia. Nei 400 vince il suo primo titolo individuale di sempre Pierluigi Acciaccaferri, con 53"32, di 13 centesimi su quel Sergio Ruggieri che sugli 800 farà il suo capolavoro.

Sergio Ruggieri infatti, sul doppio giro, mette giù la gara a brutto muso, alla Rudisha: chi ha le palle mi segua! Passaggio in 58"8, e poi record italiano che traballa paurosamente: 1'59"35 contro l'1'59"22 di Giuseppe Romeo del 2008. A proposito: lo stesso Ruggieri, solo una settimana dopo, riuscirà a sfondare il record e il muro dell'1'59": 1'58"93 a Roma. Dietro di lui si difende come può un coriaceo Francesco D'Agostino, quest'anno primatista al coperto, e che nulla avrebbe potuto per arginare lo strapotere di Ruggieri in quel giorno. D'Agostino che arriverà secondo anche sui 1500, superato dal compagno di società di Ruggieri, Fabio Solito, che si guadagna anche lui il suo primo alloro nazionale con 4'14"87. Nei 5000 Adriano Pinamonti mette la doppietta nel 2013 su 5000 e 10000 (il secondo è il titolo vinto a Gorizia), correndo in 15'49"86. 11 i titoli italiani master in carriera. 3000 siepi a Giuseppe Miglietti con l'ottimo tempo di 10'28"52 e anche per lui noviziato tra i titolati master. Il suo è il secondo tempo di sempre tra gli M45 per vincere un titolo italiano nella specialità.

Si passa agli ostacoli, dove troviamo la doppietta di Raffaello Baitelli: 110hs in 17"29 e 400hs in 1'03"44, e così il suo score sale a 4 scudetti italiani, comprensivi di un 4hs del 2011 e al decathlon del 2012.

Il salto in alto è di Cesare Utile, con 1,72, ma che a 1,66 stava perdendo la gara nei confronti di Giuseppe Altamura. Altamura la misura la centra alla prima, Utile alla... terza. Sarà a 1,69 che finirà la gara e dove uscirà Altamura (e passata alla seconda da Cesare). Primo titolo per lui. Alessandro Guazzaloca è invece il vincitore del salto triplo con l'ottimo 13,43 (ventoso) e con oltre un metro di vantaggio sul secondo classificato. 3° titolo italiano per Alessandro. Il solitario Giancarlo Marotta vince l'asta con 2,80 (primo alloro tricolore), ma sarà poi nel lungo che avverrà l'imponderabile. Massimiliano Rizzieri infatti dopo un 6,26 ventoso, al terzo salto plana a 6,62 con 1,2 di vento: nuovo clamoroso record italiano di categoria, da un protagonista che, almeno personalmente, non mi aspettavo. Sorpresa anche perchè si tratta del suo primo titolo italiano: il data base parla di altri due titoli vinti da un Rizzieri nel lungo, ma siamo a metà degli anni '80. Rizzieri è del '68, quindi primo anno di categoria. Gli scarni dati del database della Fidal, invece, parlano di un'attività agonistica cominciata (o ricominciata) nel 2012 con un solo 200 e un solo 400. Poi un 5,74 nella prima gara di lungo a Borgaretto due settimane prima di Orvieto, e quindi l'esplosione agli italiani master, sua seconda gara del 2013 nella specialità. Giusto per completezza dei risultati, Michele Ticò all'ultimo salto degli italiani, arriverà a 5 centimetri del neo-record, insabbiandosi a 6,57 (anche se ventoso stavolta). Questa la cronologia recente del record:

  • 6,49 (np) - Davoglio Delfino - Verona, 19/06/1983
  • 6,54 (0,6) - Menotti Franco - Gorizia, 17/09/2006
  • 6,62 (1,2) - Rizzieri Massimiliano - Orvieto, 29/06/2013
Nel peso, gara a sportellate tra Emanuele Tortorici (poi vincitore) e Nicola Piga. Al primo lancio Piga davanti 11,12 a 10,97. Al secondo allungano entrambi, ma Piga ancora avanti: 11,45 a 11,37. Piga aumenta al terzo, 11,59, col nullo di Tortorici. Al 4° sorpasso: Tortorici fucila l'11,69, col nullo di Piga, che al 5° risponde con 11,62. Ultimi lanci con le polveri bagnate... e Tortorici campione per 7 centimetri. 8° titolo italiano per Tortorici, il secondo consecutivo nel peso M45. Piga invece si accontenta anche nel disco del secondo rango, battuto stavolta da Lorenzo Garganese: 37,01 a 34,59. Il giavellotto si fregia della firma di Federico Battistutta: 51,58 con oltre 10 metri di vantaggio sul secondo, il castenedolose Lonati. titolo italiano master. Francesco De Santis ci mette el paso doble: martello-martellone. Nel martello sembra quasi una formalità per lui: 51,59 al primo e gara in saccoccia (che strano... un centimetro di differenza col lancio del giavellotto di Battistutta). Ma De Santis entrerà nella storia con il martellone: al primo lancio bombarda a 15,02. Nuovo record italiano! Il precedente record, 14,94, apparteneva ad Antonio Maino e risaliva addirittura al 1997: 16 anni fa. Finita qui? Macchè: al secondo lancio arriva il 15,13! Nuovo record italiano, implementato di 11 centimetri. E poi l'apoteosi: 15,83 al terzo, terzo record italiano nel giro di pochi minuti. Il record europeo-mondiale appartiene all'ucraino Oleksandr Drygol con 20,79 lanciato a Lignano agli EMG del 2011: un tizio che a 46 anni riuscì a lanciare 79,42 metri di martello (si parla dell'anno scorso).

In zona marcia, alloro tricolore a Gianni Siragusa (primo titolo) con 24'50"62.

Nelle staffette, dopo il secondo titolo consecutivo nella 4x100 M45 (stranamente in solitaria, visto il grande afflusso di atleti nella categoria) dell'ASD Atletica Pistoia con 48"10 (e il secondo titolo anche dell'amico Massimo Binelli, che con Roberto Barontini ha costituito il trade union con la squadra scudettata dell'anno scorso), nella 4x400 verrà migliorato nuovamente il record italiano. Infatti la Masteratletica, migliora infatti per la terza volta in poco più di un anno il primato della staffetta del miglior, portandolo in questa circostanza a 3'37"68, 19 centesimi meno di sè stessa (con la stessa formazione) di Conegliano di aprile.

Già pubblicato

10/01/13

Clamoroso! a 46 anni torna Ezio Madonia: 6"30 sui 50 mt

L'articolo comparso sul Giornale Mercantile di Genova
Notizia clamorosa nel mondo master italiano che arriva direttamente da un amico e presente sul Giornale Mercantile di Genova. Ebbene, a 46 anni è tornato alle competizioni Ezio Madonia, classe 1966, uno dei più "rinominati" sprinter azzurri di sempre. Già messa giù la prima gara, al Palasport di Nizza, dove si è cimentato su un 50 metri chiuso in un ottimo 6"30. Tradotto in AGC, lo spessore della sua prestazione equivarrebbe ad una bomba da 97,3%, che riconvertito in un risultato di un ipotetico Madonia all'apice della carriera, gli sarebbe equivalso ad un 5"69. Se un 5"69 non dice nulla, diciamo che il medesimo valore su un 60 porterebbe ad un... 6"57. Non male, eh? Per i più giovani, ecco il Who's who: Ezio Madonia vanta la bellezza di 30 presenze azzurre nella nazionale maggiore (stando all'annuario Fidal), un PB sui 100 di 10"26 e una presenza praticamente costante nelle staffette azzurre dal 1987 (corse la 4x100 dei mondiali di Roma) fino al 1996. All'attivo due olimpiadi (Seoul '88 e Atene '96), quattro campionati mondiali outdoor (Roma '87, Tokyo '91, Stoccarda '93, Goteborg '95), due campionati europei (Spalato '90 ed Helsinki '94), 3 campionati europei indoor (Budapest '88, L'Aja '89, Genova '92), 6 Coppe Europa, due edizioni di Giochi del Mediterraneo (Latakia '87 e Atene '91)... e gli honours? Ebbene, sono i tre bronzi nella 4x100 (uno ai mondiali di Goteborg '95) e due agli europei. E ci sono anche i 3 ori ai giochi del Mediterraneo. Ma forse uno degli allori principali è un puntello "storico", ovvero Ezio Madonia è stato l'ultimo italiano ad essere arrivato più lontano in una grande manifestazione internazionale sui 100 metri: arrivò in finale a Tokyo '91, quasi 22 anni fa. Nel frattempo, dopo 6 olimpiadi, e 9 campionati mondiali, nessuno sprinter azzurro ha fatto meglio. 

E ora? Non conosco se questa sia una rondine a primavera: tre anni fa, pensate, ci fu un analogo ritorno a livello indoor di Bruni Surin, il canadese spalling-partner di Donovan Bailey, tornato per l'occasione a correre un 50 in età "avanzata" (ma a 42 anni), corse in 6"15 (ma aveva 9"84 sui 100...). Pensate un pò che razza di sfida ci sarebbe con Mario Longo, con il quale correva le staffette azzurre, e che attualmente rappresenta il non-plus ultra della categoria a livello storico, se non altro perchè è attualmente il detentore del record mondiale dei 60 indoor per un 45enne... un mostruoso 6"97. A 46 anni non è affatto male. Finita qui? Macchè: nella velocità M45 si legge nelle classifiche del 2012 la presenza di un certo Gianni Puggioni (11"21)... voli pindarici su quello che potrebbe essere... e naturalmente si trova trova anche il Campione Mondiale dei 100 M45 di Sacramento '11, ovvero Mauro Graziano (11"18 e 22"44 l'anno scorso); il triplo campione europeo Max Scarponi (100, 200, 400) a Zittau 2012. E c'è anche il materano Alfonso De Feo, in grandissimo spolvero alle indoor 2012; Poi Walter ComperRoberto Barontini (entrambi sotto i 23" sui 200)... una categoria davvero esplosiva. Bè, non ci resta che aspettare...

25/04/11

Daniela Ferrian spazza via il record dei 100 F50 - la Juri migliora quello dell'alto F50

Deve averci preso gusto. Ad ogni gara in cui Daniela Ferrian (1961) scende in pista, fa parlare di lei, e sono personalmente contento che vi siano personaggi del suo calibro. L'ultima impresa in ordine cronologico è il record dei 100 ottenuto a Villanova d'Asti (AT) dove con un vento contrario di ben 2,0 metri ha corso in 13"51, spazzando via il record di Umbertina Contini che nel 2000 aveva corso in 13"99. E con questo sono 6 i record italiani detenuti dalla Ferrian tutti come F50: 60 e 200 indoor, 80, 100, 150 e 300 outdoor. Manca una sola specialità, i 200 all'aperto. Così si presenta poco dopo i 100 nei 200 e corre in un sontuoso 27"80, purtroppo viziato da 2,1 di vento a favore: il record di 28"97 (quasi 1"2 in più) di Silvana Zucchi resiste quindi per una bavetta di vento. Continua il momento magico di Francesca Juri (1961 come la Ferrian), dopo i fasti di Gand: altro record italiano nell'alto (lei che si è distinta nel triplo) con 1,45, un solo centimetro meglio di Giuseppina Grassi che aveva saltato 1,44 ai mondiali di Riccione del 2007. E' il secondo record italiano detenuto dalla Juri, dopo quello nel triplo stabilito come ricordavo poco fa a Gand. Stessa misura (1,45) per Chiara Ansaldi (1968). 
A Villanova d'Asti riflettori anche su Mauro Graziano (1966) capace di correre in 11"78 (con -0,6) ma soprattutto performante nei 200, con 23"13 (+1,2), tempo davvero consistente in ottica nazionale (dopo Saraceni e Longo, ora anche Alfonso De Feo potrà essere un valido avversario al campione italiano indoor). Tra le donne, invece, ancora bene nei 200 Gigliola Giorgi (1968), partita con ottime performance nel 2011: 29"04 con 1,9 di vento.

17/04/11

Altri 7 record italiani master - Graziano supera D'Oro - Moroni e poi Neumann nei 150 F40

Daniela Ferrian
Non solo Rovereto. Nemmeno 24 ore dopo i 3 record "trentini" e da Novara e Romano di Lombardia arrivano altri 6 record italiani master. Incredibile come quest'anno si sia già arrivati a 112 record nazionali tra i master in meno di 4 mesi. Naturalmente ci aiutano in questa corsa all'impazzata verso miglioramenti sempre maggiori, le gare spurie, che in questo periodo imperversano un pò ovunque. A Novara è andato in scena il tradizionale memorial Andrea Volpe, dove convolano spesso numerosi master. E naturalmente pioggia di record master. Impresa di Mauro Graziano dopo il record sui 300 (informazione che mi è pure costata una mail di insulti per aver criticato il fatto che vi fosse un cronometraggio manuale e l'assenza di anemometro), che cancella il record dei 150 di Giancarlo D'Oro: 17"56 contro il 17"59, ma con una sostanziale differenza oltre ai 3 centesimi: il vento. Per Graziano un monsone contrario di 2,3 metri, mentre per l'ambrosiano un vento a favore di poco più di un metruzzo. Tra gli uomini il fresco record di Aldo Cambiaghi nei 150 M70, viene subito migliorato da Benito Bertaggia, da 21"84 a 21"74. Quindi, in forma olimpica in questo scorcio di stagione: anche in questa occasione due record italiani, su 150 e 300, dopo la doppietta 80-300 di Vercelli di fine Marzo. Mostruoso il miglioramento del proprio stesso record sui 300: da 49"4 a 48"12. Altri tre record nei 150 femminili: Daniela Ferrian (1961) come è ovvio che fosse, demolisce il record F50 correndo con vento nullo in 20"60, che è addirittura migliore dei suoi due precedenti record ottenuti da F45 e quello ufficiale (fino a ieri) sempre F45 detenuto da Giuseppina Perlino. Il precedente record F45 era invece in possesso di Cristina De Grandis con 21"86. Due record nei 150 F40. Perchè? Perchè in prima serie, corsa alle ore 15:33 Maria Costanza Moroni (1969) corre in 19"84, e migliora proprio il record della Perlino di 20"44, diventando la prima donna sopra i 40 anni sotto i 20" nella specialità. Passano esattamente 4 minuti, e alle 15:37 Denise Neumann cancella uno dei record italiani più veloci della storia: 19"63. Cronologicamente parlando due record separati. Peccato sia mancata la sfida diretta. Anche per Denise un periodo d'oro, tra il posto d'onore nei 60 a Gand, e i record di 200 indoor e appunto quello di oggi a Novara. Ci spostiamo di un centinaio di km verso la Lombardia, e a Romano di Lombardia e Carlo Vismara (1959) abbassa il suo stesso record dei 500 M50 con 1'13"78 contro il tempo di 1'14"67 stabilito proprio un anno fa sulla stessa pista. 

04/04/11

Graziano 36"8 sui 300, cancella Saraceni - Daniela Ferrian altri 2 record italiani spurii

Proprio oggi sono usciti i risultati della riunione di Asti di sabato scorso, che purtroppo hanno visto (incredibile ma vero) l'utilizzo del cronometraggio manuale e senza anemometro. Ma in Piemonte siamo nel 2011 o nel 1911? Evidentemente nella regione governata da uno dei fedelissimi di Arese, contano più altri aspetti che la sacralità delle gare, il miglioramento della certezza statistica, la fedetà del dato. Una gara senza cronometraggio automatico è una fuffa, ma senza l'anemometro il valore diventa quasi nullo. Accetto suggerimenti su quali possano essere gli altri aspetti che nel frattempo in Piemonte stanno seguendo. Questo ancora una volta mette quel pizzico di aleatorietà a tempi che rimarranno nella storia sportiva qualunque essa sia. E così è successo proprio che a livello master si siano avute ben sei migliori prestazioni italiane, che ne superano altrettante, ma che gioco-forza dovranno viaggiare parallele complicando il panorama dei record. Ma vediamo nello specifico cos'è successo.
Il primo grande risultato è sicuramente il 36"7 di Mauro Graziano sui 300, che è un tempo clamoroso, visto che cancellerebbe il tempo di 37"69 di Enrico Saraceni ottenuto l'anno scorso a Latina il 2 maggio e che costituiva il record italiano M45 della specialità. Vediamo come Giusy Lacava tratterà il record, se cancellerà definitivamente quello di Enrico (visto che anche con il canonico arrotondamento di 0,24 il tempo sarebbe nettamente inferiore al precedente primato) o se o affiancherà. Ad onor di cronaca, devo rammentare che il tempo ottenuto dal pescarese l'anno scorso fu corso in costanza di infortunio in una giornata di pioggia. Ciò naturalmente non toglie il senso dell'impresa di Mauro Graziano, che proprio ad Ancona aveva vinto lo scontro diretto sui 200. Ora questo apre nuove prospettive per il piemontese, come i 400 a livello dei migliori. C'è ora da aspettare la reazione di Saraceni? Primo record italiano di Mauro Graziano e... primo record italiano perso da Saraceni da che fa il master, anche se era probabilmente il più abbordabile (voglio vedere il master M35, ad esempio, che corre in 33"73). 
Naturalmente era presente anche Daniela Ferrian, che ha visto bene di piazzare la doppietta di record su 80 e 300 nella categoria F50. 45"6 sui 300 che cancella (questo sì) il 47"3 di Daniela Stelori stabilito nel 2009. E naturalmente il record negli 80: 10"9, cioè 9 decimi in meno del precedente primato di Laura Vitale. 5° record F50 in soli 3 mesi per la Ferrian (due sui 60, 200 indoor e 80 e 300 outdoor) Ma dagli 80 è arrivato anche il record F45 di Silvia Binello (1964), che correndo in 11"8 ha migliorato di 2"6 il record di Elena Setti. Ad onor del vero, è giusto sottolineare che la banca dati a disposizione degli statisticians parte solo dal 2001 o 2002, quindi molti tempi sono andati persi di ciò che è avvenuto in seguito, altrimenti non si spiegherebbe un tempo così alto come primato nazionale.
5° record italiano (questo invece se la giocherà con quello attuale automatico), sugli 80 M65, dove Giovanni Cerruti ha corso in 11"5, che formalmente sarebbe meglio del 11"75 (0,2) di Lanfranco Chiavini di un paio di anni fa. Ma come si diceva, manca sia il responso automatico che quello anemometrico. Per il veterano Luciano Mazzetto (1933) si tratta del primo 80 registrato nella categoria M75, e di conseguenza si tratta di record nazionale. Il tempo? 13"9

01/02/11

Master World: sprinter ancora sugli scudi e 4 record italiani

Paolo Chiapperini e Max Scarponi
Settimana decisamente movimentata quella dei master italiani, nell'ultimo weekend di gare in Italia (con uno sconfinamento in Svizzera). 4 record italiani, con 14 risultati sopra il 90% AGC. Naturalmente buona quota di questo borsino lo occupano gli sprinter, per l'arcinoto sovrapprezzo della velocità nell'AGC. Ma si muovono anche le altre specialità. I 4 record, come già riferito in presa diretta, sono stati ottenuti da Annalisa Gambelli nei 60 F45, Daniela Ferrian sui 60 F50, da Mara Cerini negli 800 F40 e nel lancio del peso M60 da parte di Antonio Maino (clikkando sul nome, si viene indirizzati sul relativo articolo). Per quanto riguarda gli altri risultati, notevole il 7"14 di Paolo Chiapperini (1969) che ha corso anche in 7"17 in batteria. Tradotto in AGC 95,43%, cioè la sesta prestazione assoluta in termini percentuali ottenuta da un master italiano nel corso del 2011. E' anche il miglior risultato cronometrico di un over-35 nel 2011: ha infatti superato in un sol colpo di Stefano Tugnolo (1975) che ha corso in 7"15, mentre al terzo posto troviamo attualmente Mario Longo (1964) con 7"16. A sorpresa spunta al secondo posto di giornata nella speciale graduatoria AGC Mauro Graziano (1966) da quest'anno M45, e che passa per essere un talentuoso 200ista. Ebbene, ad Aosta ha corso in 7"35 e 94,11% (secondo dopo il solo Mario Longo sui 60 metri M45, visto che quest'anno sarà difficile vedere Enrico Saraceni, Giancarlo D'Oro e Ferido Fornesi cimentarsi nello sprint breve). Si rivede in pista anche Max Scarponi (1967), che l'anno scorso fece le scarpe a Paolo Chiapperini nella volata tricolore ad Ancona per un nulla: il suo esordio è ancora un pò troppo lontano dai limiti dell'altro romano: 7"37 (e 93,84%). Dovrà lavorare per recuperare più due decimi nel giro di un mese, per il momento è al terzo posto di giornata (ma non penso che la cosa lo appaghi). 4^ di settimana Annalisa Gambelli (1963) con il nuovo record italiano F45 dei 60 con 8"47 e 92,48%, che precede al 5° posto, di pochi punti centesimali (AGC) Daniela Ferrian (1966) con il già più volte citato record italiano: il 92,43% la traduzione in AGC. Donne in prima linea, visto che troviamo con 91,68% Maria Costanza Moroni (1969) grazie al 9"38 sui 60hs corso ad Aosta. L'anno scorso non si era praticamente mai vista, e da Atleticanet si apprendono le ragioni (qui l'articolo). Bisogna scendere al 28° rango di giornata in valori percentualizzati per trovare Mara Cerini (1969) e il suo fantastico record italiano F40 di 2'12"80 e 87,74%. E' questo comunque il miglior risultato nel mezzofondo femminile over-35 del 2011, quarto invece se considerati anche gli uomini. Paola Tiselli ottiene un ottimo 2'15"88 sugli 800, che tra le F35 è la specialità a livello indoor con più miglioramenti in poco tempo: ben 8 record nel giro di due anni. 

02/06/10

Daniela Ferrian (F45) record sui 200, Graziano (M40) 22"96 e Regionali Assoluti in Emilia

(la pista di Mondovì dal sito della Fidal Cuneo) - Daniela Ferrian (1961) dopo aver scritto alcune delle pagine più importanti della storia della velocità femminile nazionale degli anni '80-'90, entra dalla porta principale anche nella breve sotoria dell'atletica master. A dire il vero di lei avevamo già parlato a causa del record "ibrido" dei 150, un paio di mesi fa, poi cancellato da Giuseppina Perlino. Nel frattempo, mentre molte delle velociste F45 stanno affilando le armi in vista del campionato italiano dell'Olimpico, il padre di tutti i campionati italiani degli ultimi anni, vista la maestosa cornice che l'ospiterà, Daniela Ferrian al Meeting di Mondovì ha piazzato il record nazionale sui 200: 28"30 con 0,3 di vento a favore, ed Elena Montini è cancellata dalle volubili tavole dei record master. Bè, la vera sopresa, consentitemelo, non è tanto Daniela Ferrian che stabilisce un record, quanto la presenza della comasca Elena Montini, straordinaria interprete l'anno scorso di una stagione impressionante, con record a pioggia in tutte le distanze, dai 200 (appunto) sino agli 800. Quest'anno non ho ancora notato il suo nome in nessun referto-gara, così come ha latitato il nome di Maria Lorenzoni, due delle maggiori interpreti del mezzofondo-fondo italiano del 2009. Che fine hanno fatto? Tornando sulla Ferrian, che corre per la Polisportiva Mezzaluna Villanova D'Asti, il risultato assume assai spessore in considerazione del fatto che arriva nell'ultimo anno nella categoria F45: sarebbe bello vederla all''opera all'Olimpico contro Giuseppina Perlino. Nei 100 metri, la Ferrian aveva corso in 13"58, a 16 centesimi dal record di Marinella Signori.
Nelle medesima riunione di Mondovì sottolineo la grande prestazione anche del 44enne Mauro Graziano (1966): 22"96 sui 200. Notizia di servizio: la gara l'ha vinta Diego Marani con 20"99. A Roma la velocità M40 sarà uno spettacolo da non perdere. Visto che il minimo comune multiplo sarà Max Scarponi, lo vedo contro tutti: sui 100 contro Paolo Chiapperini, sui 200 contro Mauro Graziano e sui 400 contro Edgardo Barcella. Mi sovviene alla memoria qualche film del tipo "Maciste contro Ercole nella valle dei guai". Nei 100 Marco Giacomantonio (1969) corre in 11"61 e anche lui diviene a questo punto uno dei papabili finalisti, con un pensierino al podio.
A Parma sono stati archiviati i Campionati Regionali assoluti (open) cui ha partecipato una buona rappresentanza di over-35. Tra le prestazioni più "significative" il 52"42 sui 400 di Stefano Baldrati (1975): virtualmente i 400 romani potrebbero essere la gara più significativa degli ultimi anni... se ci fossero tutti. Francesco Palma (1961) buon 2'08"93 sugli 800. Corrado Fantini (1967) lancia 14,19 il peso. Tra le donne sfida a distanza tra le F35 Cristina Sanulli (1972) che ottiene 13"13 e Barbara Valdifiori (1971) 13"02. Si riproporrà la sfida vista ad Ancona sui 200 agli italindoor? La stessa Sanulli poi concluderà la distanza doppia in 26"71. Sui 400hs ottima Emanuela Baggiolini: 1'01"49, minimo per i campionati italiani assoluti e probabilmente tra i 4/5 tempi migliori della stagione in Italia.

07/08/09

Lahti, day-6: pioggia d'oro sull'Italia

Giornata ricca di medaglie la sesta a Lahti: ben 11, di cui 6 d'oro, 3 d'argento e 2 di bronzo. I 200 vero e proprio territorio di caccia: 4 ori, 1 argento e 1 bronzo. Si sposta il medagliere italiano, che mai come quest'anno risente di assenze importanti. A parte il fenomeno Finlandia, la lontana Australia, il Canada e la Russia sono oltre modo minacciosi. L'Italia, compresa nel G6 delle più rappresentative master (con Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Francia e Australia). Ma ecco atleta per atleta le prestazioni della 6^ giornata.
  • MARCO SEGATEL (oro - alto M45) - Sir High Jumper, continua il suo percorso immacolato in questa specialità. 14^ medaglia d'oro consecutiva tra europei e mondiali, imbattuto a livello internazionale dal 2002. Mi manca all'elenco solo un dato sugli europei open del 2006: non c'era? Tutto questo per dire che è già adesso nella mia personale hall-of-fame dei master italiani, ed è solo del 1962 (M45). Parlandoci nel dopo-gara mi confidava che stavolta non era stato per nulla facile: l'infortunio primaverile, il lento recupero, la gara "tirata", con 5 atleti a superare l'1,78. Ma l'unico a superare l'asticella alla misura successiva (1,84) è stato ancora una volta lui, Marco Segatel.
  • GIUSEPPE ROVELLI (oro - disco M90) - Secondo oro (dei 4 desiderati) del lanciatore lombardo della Daini Carate. Mancano ancora due specialità per l'en-plain. Per ottenerlo 18,06, piazzato già alla prima misura e sufficiente per distanziare di quasi due metri il secondo, il finlandese Helge Lonnroth. 4° oro per un italiano nel binomio M90/disco ad un mondiale. Prima di Rovelli sono riusciti nell'impresa Mario Riboni (Portorico 2003), Aldo Amoretti (Brisbane 2001) e Lamberto Cicconi (Buffalo 1995). A Riccione 2007 Riboni fu "solo" argento.
  • UGO SANSONETTI (oro - 200 M90) - Secondo oro della spedizione finlandese del novantenne romano. Vittoria netta, con quasi 7" allo svedese Liedtke, seguito da una troupe televisiva in ogni momento della giornata (distratto?). Purtroppo il risultato cronometrico (39"90) poteva essere migliore se non fosse stato per un vento contrario notevole (diventato inspiegabilmente +0,6 sui referti). 28° oro internazionale per Sansonetti, il settimo sui 200, il quarto ad un mondiale, il terzo ad un mondiale all'aperto. Più di così...
  • VINCENZO FELICETTI (oro - 200 M60) - Difficile stabilire quante medaglie internazionali abbia vinto Vincenzo, proprio per la mancanza di dati relativi agli europei indoor ed outdoor pre-2000 (chi li ha me li mandi!!). Ne conto ad oggi 36 (!), tra staffette ed indivduali. Ma che ci crediate o no, è il primo oro ad un campionato mondiale all'aperto per Felicetti, forse sempre offuscato dal talento sovrannaturale di Bill Collins assente per infortunio in questi campionati di Lahti. E' così che è giunto il primo alloro sui 200 (dopo l'argento a Brisbane 2001 nei 400 e il bronzo a San Sebastian 2005 nei 200). Gara difficile: grande distacco creato in curva: poi un lento ed inesorabile guadagno dell'australiano Howden che si ferma ad 8 centesimi dal Felicetti nazionale. E' anche il miglior risultato nel binomio 200/M60 di un italiano ad un mondiale: il precedente MP era il bronzo di Tamaro a Portorico 2003.
  • ENRICO SARACENI (oro - 200 M45) - Così come per Vincenzo Felicetti, ecco un altro mostro sacro del masterismo italiano inanellare l'ennesimo oro (che fa il bis con quello dei 100). Tempo di 22"61 (con vento contrario di -1,5), sufficiente per distanziare di 62 centesimi l'inglese Dalton Powell. 30 medaglia d'oro ad una manifestazione internazionale, 35 in totale (conta anche 5 argenti). Curiosità: Saraceni non ha mai vinto un bronzo, annoverando al più due 4' posti (nei 100 di Riccione e nella 4x400 di Aarhus). 7^ medaglia d'oro ad un mondiale outdoor (13 quelle totali ai mondiali, staffette comprese). Secondo oro nei 200 dopo quello di San Sebastian-05. 17^ medaglia d'oro vinta da un M45 italiano al mondiale, l'oro sui 200 rappresenta anche la miglior posizione ottenuta nel binomio: prima di lui solo Ferido Fornesi nel 2007 era riuscito a vincere una medaglia (il bronzo).
  • MASSIMILIANO SCARPONI (oro - 200 M40) - il titolo di Campione del Mondo (con 22"51) di Massimiliano Scarponi è qualche cosa di speciale. La sua vicenda sportiva mi ricorda un pò la storia di Paolo Bettini, il ciclista vissuto all'ombra del fuoriclasse Michele Bartoli di cui era gregrario ed esploso tutto ad un tratto. Scarponi ha "dovuto" condividere le proprie fortune proprio in Italia con due fuoriclasse del calibro di Mario Longo ed Enrico Saraceni. Due vedette del masterismo internazionale con le quali confrontarsi anche sul territorio nazionale, nonostante le sue prestazioni fossero tra le migliori al mondo. Oggi non dico un'eresia se affermo che Scarponi può valere (almeno sui 200) come Saraceni e Longo. Sui 100 Longo ha rivali solo oltreoceano. Sui 400 Scarponi ha migliorato notevolmente: lo vedremo tra poche ore in finale. E' questo il suo primo oro internazionale (dopo i 4 argenti consecutivi tra Lubiana-08 e Ancona-09 su 200 e 400). Terzo successo consecutivo italiano nei 200 M40 ai mondiali: Saraceni nel 2005, Longo nel 2007 e Scarponi nel 2009. A Riccione Scarponi arrivò terzo in 22"41.
  • CARLA FORCELLINI (argento - asta W45) - Ai mondiali accade anche questo, che con 2,80 la Forcellini non riesca a vincere la propria ennesima medaglia d'oro mondiale. Da Atleticanet avevo appreso dell'infortunio ad un dito di circa un mese fa che sembrava aver precluso la partecipazione a Lahti. Invece eccola che si presenta, e che nonostante tutto vince un argento con 2,80. L'oro è più in alto, a 3,20, una misura già saltata più volte durante l'anno dall'atleta laziale. C'è poi da dire che la Forcellini è del '59: W50 in pectore in Italia, ma ancora W45 fuori dai confini patrii. 22 medaglia internazionale a me nota (ripeto: prima del 2000 mi mancano i risultati degli europei). 17 medaglie su 17 manifestazioni internazinoali cui ha partecipato nell'asta (14 ori e 3 argenti). 3 ori e 2 argenti ai mondiali outdoor: un'icona del nostro movimento, visto che il dominio in una sola specialità.
  • GABRE GABRIC (argento - giavellotto W90) - seconda medaglia e secondo argento per la Gabric, battuta ancora una volta dalla performante ex-maestrina canadese Olga Kotelko. Una novantenne di chiare origini dell'est europeo, che probabilmente porterà a casa più di dieci medaglie d'oro. A destra una miniatura (clikkando si può allargare l'immagine) della canadese. 10^ medaglia mondiale femminile italiana (all'aperto) nel giavellotto (4 ori, 4 argenti e 2 bronzi). La seconda tra le W90 (la Gabric vinse l'argento anche a Riccione-07).
  • MAURO GRAZIANO (argento - 200 M40) - grossa affermazione anche personale di questo atleta piemontese (secondo con 22"77 davanti al tedesco Schauwecker, stesso tempo). Solo i 3 super (Longo, Saraceni e Scarponi) a conti fatti hanno fatto meglio di lui nel binomio mondiale. Pareggiato l'olimpionico Armando Sardi (argento a Portorico 1993). Miglior prestazione personale internazionale per Graziano, che a Riccione giunse 4° (ed allora quella era il suo miglior risultato a livello individuale). Poi nel sua carnet vanta anche 3 ori, ma conquistati con le staffette. A Lubiana, l'anno scorso, terminò 5°.
  • ALFREDO TONNINI (bronzo - 10km Marcia M75) - bronzo per Tonnini con 1h05'47". Vicinissimo l'argento (4 secondi in meno) e ad un minuto l'oro. E' questa la 4^ medaglia internazionale vinta dell'atleta laziale, tutte nell'ultimo anno e tra Europei outodoor ed indoor. Questa è la prima mondiale. Pensate: di lui si hanno tracce ai mondiali di Roma 1985, dove si cimentò in prove di fono. Poi più nulla sino a Lubiana 2008, e le medaglie nella marcia.
  • ROBERTO VAGHI (bronzo - 200 M70) - risultato a "sorpresa". Nella gara dominata da Guido Muller (davvero elegante, al pari di Peters), trova un briciolo di gloria anche l'atleta valtellinese che giunge terzo con 29"07 (con vento contrario di 2,1). Eguagliato il miglior risultato del binomio ad un mondiale: fu Bruno Sobrero nel 1993 in Giappone a vincere un altro bronzo. Due atleti italiani in finale non si erano ancora visti (vista la presenza di Tristano Tamaro). Vaghi aveva vinto ad ora 6 medaglie internazionali, ma mai a livello individuale. Questa di Lahti rappresenta la sua miglior prestazione.
  • NATALIA MARCENCO (4° - 10 km marcia W50) - due gare e due quarti posti a Lahti. Stavolta nella 10 km di marcia, dove ha marciato in 59'02". Lontana la zona medaglie, visto che la terza, l'ucraina Kryvokhyzna ha ottenuto 56'59". L'atleta vanta la non invidiabile collezione di 4' posti: con i due di Lahti si arriva a 7 nelle grandi manifestazioni internazionali, ma anche e soprattutto 17 medaglie internazionali (di cui 7 d'oro) ma nessuna mondiale individuale. Career best ad un mondiale rimane l'argento nella 5 km di marcia a San Sebastian 2005. Miglior risultato storico nel binomio è l'argento di Turku 1991 di Giuseppina Migliasso.
  • TRISTANO TAMARO (5° - 200 M70) - 29"36 e 5° posto per Tamaro. Non era la sua annata evidentemente. 12 medaglie internazionali (sempre con il dubbio del pre-2000 a livello di europei), il suo acuto rimane quello del 2003 a San Sebastian (oro nei 60 indoor agli europei). Miglior risultato individuale ad un mondiale, proprio il bronzo a Portorico 2003. 9 partecipazioni ai mondiali outdoor sui 200 e 4 finali.
  • FRANCO VENTURI DEGLI ESPOSTI (6° - 10 km marcia M50) - Buona prestazione complessiva del marciatore italiano (6° con 54'20"), visto che la migliore prestazione (il cosiddetto career best) sono due quinti posti a Brisbane 2001 (nei 5 e nei 20 km di marcia). A Riccione terminò 8° e 9° e 10° nelle tre specialità della marcia previste dal progamma mondiale outdoor. Il 6° posto è la seconda prestazione all-time italiana a livello mondiale outdoor nel binomio M50/10 km di marcia. Nessun italiano ha mai vinto una medaglia: miglior posizione un quarto posto di Ruina ad Hannover 1979. Poi Venturi Degli Esposti a Lahti 2009, che pareggia Stefano Giani a Riccione 2007.
  • ANDREA BENATTI (7° - 200 M35) - Tempo: 22"67 con +2,2.
  • GIORGIO BORTOLOZZI (9° - lungo M70) - 4,11 e il mancato accesso alla finale ad otto (c'erano due serie) per 3 centimetri. Ma Bortolozzi nasce eminentemente come triplista, dove a livello internazionale ha raggiunto i suoi best-career: l'oro europeo a Potsdam 2002, gli argenti mondiali di Roma, Riccione e Goteborg (quest'ultimo vinto addirittura 32 anni fa). Nel lungo la sua miglior posizione rimane così quella di Roma-85: 5° con 6,03. Nel binomio, ai mondiali, rimangono come migliori prestazioni gli argenti di Sobrero e Marabotti rispettivamente a Miyazaki 1993 e Melbourne 1987.
  • PIERANGELO FORTUNATI (9° - 10 km marcia M55) - tempo: 58'46". Per Fortunati rimangono come migliori prestazioni i 5i posti di Durban e Buffalo (1997 e 1995). Due argenti a squadre (Lubiana e Myiazaki). Terza prestazione all-time nazionale ai mondiali, dopo l'oro di Fait del 1979 (30 anni fa), e il bronzo di Roberto Cervi a Riccione-07.
  • SERGIO FASANO (10° - 10 km di marcia M55) - 58'46" per un decimo posto che vale la quarta prestazione all-time nel binomio ai mondiali outdoor master. Fasano fu decimo (ma sui 5 km) anche a San Sebastian 2005.
  • SABRINA CIPOLLA (10^ - martello W35) - 23,39 per il decimo posto di Cipolla. A Riccione nel binomio si era avuta una fantastica tripletta italiana (Tranchina, Aletta, Sapienza).
  • GIANNI LOLLI (12° - peso M50) - Nella finale diretta dodicesimo posto con 10,67. A Riccione non superò il flangiflutti delle qualificazioni. 10° ai Mondiali indoor di Linz. 9° ad Ancona-09.
  • GIAMPAOLO MUNARI (13° - peso M50) -esordio internazionale con 10,39 e il 13° rango.
  • PIERGIORGIO ANDREOTTI (14° - 10km Marcia M65) - 1h05'31" a Lahti, ma quel più conta, e che avevo scritto nel resoconto di una delle giornate precedenti, è il fatto che Andreotti rappresenta il vero e proprio decano del masterismo italiano: quello di Lahti è infatti il 13^ mondiale (su 18) cui ha partecipato Andreotti. E' l'italiano che ha partecipato a più edizioni di questa manifestazione. Miglior risultato individuale l'argento di Christchurch nel 1981 nei 5 km di marcia. Poi un bronzo a Buffalo 1995. A Roma l'oro con la squadra nazionale nei 20 km di marcia. E ancora: 3 quarti posti ai mondiali (l'ultimo a Durban 1997). Ritornando al binomio, miglior risultato "storico" è il bronzo di Scimone Francesco Chico ad Hannover: 30 anni fa, era il 1979.
  • MANUELA SCORDINO (15^ - disco W50) - 19,14 valido per raggiungere il 15° posto. A Riccione non superò il barrage qualificatorio, mentre a Lubiana-08 giunse al 13° posto.
  • ROBERTO PIASER (18° - marcia 10 km M60) - 18° con 1h01'39". Rimane così come career best il 15° di Riccione 2007 nella 20 km di marcia. Un bronzo a Lubiana-08 sempre nella 20 km di marcia, sua specialità di riferimento.
  • SERGIO DOMIZI (20° - 10 km marcia M55) - tempo: 1h09'29". Career-best rimane il 13° di San Sebastian 2005 sui 5 km di marcia. Sui 10 km di marcia, a Riccione-07 Domizi giunse 24°: un piccolo miglioramento.
  • GUIDO CAROLLA (22° - lungo M70) - 3,32 per Carolla, un pò in calo rispetto ad Ancona-09 dove giunse 5° con 3,81. Era giunto 10° a Riccione-07 con 3,99.
  • PAOLO MUSCAS (28° - 10 km marcia M60) - 1h09'58" sui 10 km del percorso vicino allo stadio. Fu 41° a Riccione sui 10 km, mentre career best il 13° di Lubiana-08.
  • 200 (semifinali)
  1. Roberto Vaghi e Tristano Tamaro tra gli M70 passano grazie ai ripescaggi (rispettivamente 29"11 e 29"19): 5° e 6° tempo. Mai successo che due italiani tra gli M70 accedessero alla finale.
  2. Adel Salama non riesce nell'impresa di qualifcarsi tra gli M50: serviva 24"84, mentre Adel ha corso in 25"67. Meglio in batteria. Categoria difficile per gli italiani: sino ad ora, nelle 18 edizioni dei mondiali, solo in 3 sono riusciti ad entrare in finale (tre personaggi del calibro di Felicetti, Bianchessi e Ranzini), e il solo Claudio Ranzini ha vinto una medaglia (il bronzo di Riccione-07).
  3. Enrico Saraceni passa facile anche la semifinale: 23"38. Settimo italiano nella storia dei mondiali (nei 200 M45) ad accedere alla finale. Fin'ora solo Ferido Fornesi nel 2007 era risucito a vincere una medaglia (il bronzo) nella massima manifestazione master. Fuori invece dalla finale Domenico Furia (24"62), ma serviva un 24"15. Migliorato comunque il career best, visto che a Riccione si era fermato ai quarti di finale sui 200.
  4. Tra gli M40 si presentano in 4. Max Scarponi è in gran forma: 22"86 in pieno controllo. Primo della seconda serie. Dall'altra parte impressiona l'indiano Dinesh Rawat: 22"73, tallonato da Mauro Graziano (22"81). Sfortunato Alberto Zanelli: 23"33, battuto dal canadese Lemassif con 23"31 che entrerà in finale. Anche Marco Ceriani non lontano dall'accesso in finale: 23"45 (6° della prima semifinale) mentre Pierluigi Acciaccaferri 23"60, settimo nella medesima semifinale. Da due edizioni un italiano vince i 200 M40 (2005 a San Sebastian Saraceni, nel 2007 a Riccione Longo). Sarà la terza? (lo sapete già, ma è bello tenere la suspence).
  5. Fuori dalla finale tra gli M35 Paolo Chiapperini con 23"02 (si entrava con 22"92). Benatti 22"84 va in finale.
  • peso (qualificazione)
  1. Fuori dalla finale per poco più di un metro, Umberto Benevenia (10,37). Non riesce quindi ad accedere alla finale così come a Riccione-07 (15° totale come allora). Come miglior prestazione nel binomio (W65/peso) rimane il bronzo del 1981 in Nuova Zelanda di Bruno Porceddu.

10/06/09

C.d.s. master 2009: incetta di record

(la partenza dei 100 a Gavardo) - Ho preso in considerazione 6 delle maggiori regioni "master" (Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana, Sicilia e Lazio) e selezionato i migliori risultati in termini di AGC. In alcune sedi (come Gavardo, Mestre e Ostia) la prima giornata è coincisa con folate di vento contrario degne dei monsoni che sferzano il Bangladesh. Ero personalmente a Gavardo: purtroppo l'assenza dell'anenometro ha probabilmente tolto dal mondo delle statistiche il record mondiale di vento contrario. Un vento collocabile tra i 6 e i 7 metri, con "peggioramenti" medi rispetto alle prestazioni abituali degli atleti schieratisi tra i 7 decimi e il secondo (e chi anche di più) solo sui 100. Sui 400 volate da personale per 200 metri, con una conseguente sequela di statue di marmo negli ultimi 100 metri. Si è così dovuto aspettare la seconda giornata (sui track & field prima citati) prima di vedere delle prestazioni di primo piano soprattutto nella velocità. Per il resto sono scesi in pista i "big" master, quelli che per intenderci si avvicinano ai 100 AGC. Vediamo le varie categorie.
  • Velocità: brillano Sansonetti, Graziano, Scarponi, Stelori e Contini
Ho già parlato ampiamente di Ugo Sansonetti e del suo record assoluto dei 400 e quello "ad età compiuta" sui 200 ottenuti ad Ostia. Vediamo qualche altro spunto di cronaca. Mariano Graziano (M40) sta tornando quello del 2007: 23"02 sui 200 e 11"55 sui 100. Molto vicino al miglior M40 del momento, Max Scarponi, che ha vinto in 22"6 la sua gara laziale. Manca all'appello Paolo Chiapperini, mentre si è rivisto nella prova di Pistoia Michele Lazzazera. Luca Toniolo ha corso in 23"42. Si vedrà la sfida decisiva la settimana prossima a Cattolica tra questi M40? Tra le donne miglior risultato "relativo" è quello di Daniela Stelori, F50, che ha corso in 1'06"9 i 400. Umbertina Contini (F55) ha corso due ottime prove su 200 e 100 (rispettivamente seconda e terza prestazione di giornata): 31"42 e 15"12. Non lontani i suoi due record di categoria. Tra le F50 ha brillato anche Lorenza Nolli, che ha corso i 200 in 29"86 (88,06 AGC). Anna Micheletti ha corso sostanzialmente sui tempi della sua compagna di categoria Umbertina Contini (31"2 manuale), ma "paga" la più giovane età nella parametrazione AGC (89,13 ad 87,25). Solo sesta in questa clasifica avulsa Maria Ruggeri con il record "ad età compiuta" dei 200 F40 (26"30) ottenuto a Catania.
  • Mezzofondo: Elena Snape Gatti, Dario Rappo e gli over 60 sugli scudi
Nel mezzofondo svetta con il suo over 90 Elena Snape Gatti (F65) che a Ostia ha corso i 3000 in 13'39"9 (del resto parliamo della medaglia d'oro europea di Cross ad Ancona '09 e argento sui 3000 sempre ad Ancona). Nonostante gli oltre 90%, lontano il record di categoria, posseduto dal 2001 da Bruna Miniotti (12'55"5). Dario Rappo, M60, con le sue due prestazioni ottenute a Mestre (1500 in 4'50"69 e 3000 in 10'10"53) si piazza sui due restanti gradini del podio virtuale con prestazioni over-90-AGC. Over 90 anche per l'ottocentista M45 Francesco Palma che, sempre a Mestre, ha chiuso in 2'06"61 (pensare che Giuseppe Romeo ha portato il record in questa specialità nella categoria sotto i 2'00"! A Gavardo per lui 2'05"60). Tra gli M60 si è messo in luce anche il veneto Osvaldo Franceschinis che ha totalizzato 90,00 GAC correndo i 1500 in 4'54"10 (quindi vicino a Rappo nella stessa gara). Tra le donne, detto della Snape-Gatti, spazio anche alla F60 Fiorella Fretta che sempre ad Ostia ha ottenuto il secondo e terzo posto AGC nel mezzofondo femminile, correndo i 3000 in 13'21"4 e 1500 in 6'26"1.
  • Salti: sugli scudi i saltatori in alto. Record doppio nell'alto F75
Come scritto nell'apposita velina, ha sorpreso il record "doble" tra le F75 Maria Belletti a Torino e Teresina Tonazzo a Catania: 1500 km di distanza tra le due saltatrici in alto nate entrambe nel 1934: 0,95 la misura che entra nella storia della categoria. Categoria in fermento, visto che all'appello manca ancora Dina Cambruzzi (anch'essa del '34, dirottata su altre specialità per i c.d.s.) e soprattutto si è cimentata Noemi Gastaldi, una delle master che ha scritto la storia dell'atletica italiana over-35: nel suo palmares due ori internazionali, con il primo vinto a Porto Rico nel 1983, ben 26 anni fa. Da allora 14 partecipazioni a manifestazioni internazionali. Tra gli uomini il salto in alto l'ha fatta da padone: 16 prestazioni su 19 superiori all'80%. Miglior prestazione "avulsionata" con l'AGC è l'89,05 dell'M60 Angelo Vecchio ottenuto saltando 1,57 a Catania. Quindi Marco Mastrolorenzi (M45) con 1,76 (e 87,06%) e Daniele Pagani (M40) con 1,87 (86,94). Gran balzo di Giorgio Federici, che a Gavardo ha saltato 6,75 (il record nazionale è poco sotto i 7 metri...): a livello internazionale bisogna tornare ai mondiali indoor di Linz 2006 (dove vinse l'oro) per vedere un salto più lungo del bresciano. Tra la selva di altisti, si sono messi in luce due triplisti dal pedegree pregiato: Giorgio Bortolozzi (M70) e Giancarlo Ciceri (M50). Il primo ha saltato 9, 03, mentre 12,66 per il piemontese.
  • Lanci: il peso "esagerato" degli over-90
Nei lanci ben 3 over-90 sopra il 95% AGC. Dell'incredibile 125,25 AGC derivante dal 4,51 di Gabre Gabric nel lancio del peso, ne abbiamo parlato abbondantemente. 99,16 invece per Giovanni Pertile M95, ottenuto con 6,70 di peso (il record di Mario Riboni è poco meno di un metro davanti). 95,02 invece per Giuseppe Rovelli M90 (7,33).