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16/07/10

Piovono le prime medaglie: oro per Tonnini, Gabric e Vacalebre - e ancora un argento e due bronzi

(prime immagini da Niyregyhaza) - Dopo la prima giornata dove si sono corsi soprattutto i 10000 (dove la Spagna ha collezionato a sorpresa un bel pacchetto di medaglie), nella seconda giornata dei Campionati Europei Master finalmente il medagliere italiano si aggiorna nella prima casella, quella degli ori, dove in un botto solo si è vinto in ben tre specialità. Ma si riempiono anche le altre caselle, con un argento e due bronzi. Pronti-via, e la Germania è giù in fuga nel medagliere: 34 medaglie in 24 ore (e 13 d'oro)! Grande sospresa per il momento, come accennavo poc'anzi, la Spagna, che al momento è seconda con 4 ori e 2 argenti (ma a poco a poco emergeranno gli inglesi e speriamo gli italiani). La Russia è al momento al terzo posto, ma prevedo che arrivi sul podio finale quanto a metallo estratto dalle piste e pedane di Nyiregyhaza. Italia al nono posto, ma alcuni paesi li superiamo in tromba non appena l'armata azzurra inizerà a schierare i cannoni da 15 pollici. Sui record, perdonatemi, non sarò molto preciso, ma verificare tutti i record europei è impresa che richiede molto tempo (a meno che il servizio che la Fidal ha fornito a supporto dei dati dei campionati, non lo menzioni): di conseguenza se non mi sfuggirà, citerò solo quelli degli italiani. Anticipo già adesso, che a fine articolo troverete un link (anzi, lo trovate anche clikkando qui) con le prestazioni atleta-per-atleta (italiano). Dicevamo (che è il senso di questo articolo) che l'Italia ha mosso il medagliere, dopo il bronzo di ieri di Alessandro Di Priamo. Ben sei medaglie in poche ore (che porta il totale a sette: 3 ori, 1 argento e 3 bronzi). La marcia, come al solito, da che mondo è mondo, e da che l'Italia è l'Italia, porta sorsate di benessere al nostro ego nazionale. Oro nei 5 km per Tonnini e Vacalebre, bronzo per Pelliccia e per Amici. Poi i soliti lanci, con la miniera d'oro Gabre Gabric campionessa europea nel lancio del giavellotto, mentre Brunella Del Giudice è giunta seconda nel martellone. Segue la "distinta" delle prestazioni ottenute dagli italiani.
  • Il primo massimo alloro italico non poteva portare firma più prestigiosa: grazie infatti a Gabre Gabric (1914, W95) dal lancio del giavellotto arriva il primo oro. Con 7,92 cade anche il record italiano di categoria, ottenuto dalla stessa atleta nel 2009 con 7,85. Siamo di fronte probabilmente anche al record europeo... cosa volere di più, per irrompere nel medagliere "che conta"?
  • Tra gli M75 si è cannibalizzata la gara dei 5 km di marcia, con quello che è il secondo oro della trasferta ungherese italiana (cronologicamente parlando). Ha vinto infatti la medaglia d'argento di Lubiana 2008, sempre tra gli M75, Alfredo Tonnini (classe 1932) con 34'30"11. Per lui 6^ medaglia internazionale, in un palmares che con quella di oggi, porta a due i massimi allori (era diventato campione europeo della 20 km proprio a Lubiana). Nella stessa gara bronzo per Roberto Amici (1933) con 39'39"34, che rappresenta il punto più alto della propria carriera master a livello internazionale. Non ha finito la gara Nazzareno Proietti (1933).
  • Oro nella marcia anche per il Cavaliere di Vittorio Veneto nonchè campione mondale di Lahti-09 Giovanni Vacalebre (1919) nella gara riservata agli M90: 45'30"41 che dovrebbe essere anche il nuovo record continentale di categoria, tempo strappato all'altro italiano Rodolfo Crasso (45'57"01). E addirittura 5' in meno rispetto al proprio tempo ottenuto in terra di Finlandia.
  • Argento per Brunella Del Giudice (1943) nel lancio del martellone W65: 12,54 contro i 14,25 dell'inarrivabile tedesca Gudrun Mellmann. A Lahti-09 la Del Giudice aveva conquistato l'oro con 13,40, mentre sempre nel 2009, era arrivato l'argento ad Ancona-09 con 13,33. Nell'ultima edizione degli europei, a Lubiana-08, la friulana aveva conquistato un altro argento. Con questa sono 24 medaglie internazionale dal 2005 ad oggi per la Del Giudice (5 ori, 11 argenti e 8 bronzi) per un palmares davvero fenomenale.
  • Bronzo per il campione italiano sulla distanza Romolo Pelliccia (M70) con 29'50"24, già argento a Lub-08 nella 20 km di marcia. 5^ medaglia internazionale (qui è proprio il caso di dirlo: con beneficio di inventario) per Pelliccia, che vanta anche un argento a Ric-07 (Mondiali) e due bronzi (a Sid-04, mondiali indoor, e Buf-95, mondiali outdoor).
Gli altri italiani? Tre atleti italiani presenti nei 5 km di marcia M60: Paolo Muscas, giunto 17° con 32'19"29, Costantino Pinto 22° con 35'13"04 e Roberto Cellini 23° con 37'17"17. Negli M65 non poteva mancare Piergiorgio Andreotti (33'52"61, 18°). Andreotti è probabilmente uno degli italiani con più partecipazioni ai campionati internazionali master: Parlando per esempio di Mondiali, Piergiorgio ha partecipato a ben 11 edizioni consecutive della massima competizione planetaria per gli over-35, dal 1981 al 2001: dalla Nuova Zelanda (nel 1981), passando per Australia (3 volte!), Stati Uniti (2 volte), Giappone, Porto Rico... e le svariate tappe europee. Il career high risale proprio a quel 1981 neozelandese (argento nei 5 km). Agli Europei, cui ha parteciparo nelle ultime 5 edizioni (compresa questa), miglior risultato un 5° posto a Poz-06: sulle edizioni precedenti sto cercando il materiale. Nella stessa gara di Andreotti, 20° Ferdinando Maffei con 35'35"13. Rimanendo nella marcia, ma al femminile, 10^ Eleonora Zokhina Caramaschi (1943) nei 5 km W65: tempo per lei 40'01"42. Nel lancio del giavellotto W40, 6° posto di Maria Gabriella Rossini (1965) con 13,62 mt. Medaglia di legno per Anna Flaibani nella medesima gara da W80 (12,12 mt) in una gara dominata dalla belga Rachel Hannsens, che con 21,83 ha stabilito il nuovo record mondiale di categoria. Nel frattempo sono partite le batterie dei 100 metri: tra gli M40 passano in semifinale Paolo Chiapperini (11"71) e Marco Giacomantonio (12"60). Gare terribilmente difficile, soprattutto per il primo che sembra avere più possibilità di disputarsi la finale di domani. Gli inglesi presentano infatti un parterre de roi inavvicinabile: l'immenso Darren Scott, il Campione Mondiale dei 100 di Lahti, Derek Morgan, il Campione Europeo dei 60 e 200 di Ancona 2009, Mark Dunwell, e poi ancora Will McGee. Vedremo domani cosa succederà in semifinale e che carta si giocheranno tutti. Miracolo per Marco Giacomantonio che si è presentato in Ungheria nonostante il recente strappo al bicipite femorale subita agli italiani di Roma. Tra gli M45 assente Mario Longo e nessun italiano in semifinale. Ci si rifà comunque tra gli M50, dove ben tre atleti sono papabili per la finalissima di domenica: Domenico Furia ha per ora il secondo tempo (12"14) ad un solo centesimo dall'ungherese Gabor (ma in batteria è difficile comprendere come sono state giocate le rispettive carte). Fernando Antonaci ha 6° tempo con 12"33, mentre Massimo Clementoni l'ottavo con 12"38. Rimenete collegati per i prossimi aggiornamenti.

09/08/09

Lahti, day-8: Paola Tiselli oro nei 1500. Altre 8 medaglie vinte

  • PAOLA TISELLI (oro - 1500 W35) - Finalmente, dopo la consacrazione continentale, arriva per Paola Tiselli quella mondiale. Il terreno di battaglia i 1500, dove a marzo si era già laureata campionessa europea indoor in 4'43"35. Stavolta corre in 4'48"97 per battere le resistenze dell'australiana Suzy Cole. Impressionante il ruolino di marcia di Paola: 8 eventi internazionali a cui ha partecipato da Lubiana 2008 ad oggi, e 8 medaglie: 4 ori, 3 argenti e 1 bronzo. Più le due medaglie nelle staffette di Lubiana (ed eventualmente quelle che dovessero arrivare dalle staffette di Lahti). E' questa la 17^ medaglia d'oro nella storia dei mondiali delle W35 italiane (solo Maria Tranchina ed Elisabeth Moser sono riuscite a vincerne due in questa categoria). Primo oro assoluto dai 1500 W35 e terzo assoluto tra le donne master italiane tra tutte le categorie sempre sulla medesima distanza: prima della Tiselli, erano arrivate sul gradino più alto del podio la D'Orlando nel 1981 a Christchurch e Waltraud Egger a Riccione nel 2007. Infine, la miglior posizione prima dell'oro di Lahti di un'italiana nel binomio, era stato un 5° posto di Carla Villani a San Sebastian 2005.
  • NATALIA MARCENCO (argento - 20 km marcia W50) - Con la 20 km di marcia arriva la 21^ medaglia internazionale della Marcenco. Tempo: 2h06'58. La prima assolutamente inarrivabile: parlo della australiana Lynne Ventris che ha vinto con quasi 19' di vantaggio proprio sulla Marcenco. 21 medaglie internazionali, di cui 6 mondiali: un oro, tre argenti e due bronzi. L'oro è arrivato con la squadra della 10 km a Riccione-2007. Nella stessa località romagnola, sulla 20km la Marcenco giunse 4^ (seppur marciando in 2h02'). 5^ presenza italiana nella gara nel binomio mondiale: l'argento di Lahti rappresenta la miglior prestazione di sempre (il precedente risultato di riferimento era proprio il 4° posto di Riccione-07).
  • CRISTIANO ZANOLLI (argento - 20 km marcia M40) - 4 ^ medaglia di giornata (in ordine cronologico) proveniente dalla marcia oggi. A portarla Cristiano Zanolli, che nulla può contro lo strapotere dell'australiano Kollmorgen (1h44'39"), ma che chiude in 1h54'13" col secondo posto. Prima medaglia individuale a livello internazionale di Zanolli (che come career best aveva un 4° posto a Lubiana-08. 3° mondiale per lui (dopo San Sebastian-05 e Riccione-07) sempre presente sui 20 km di marcia, e miglior risultato, prima di Lahti-09, risultava essere il 6° guadagnato in Romagna. Zanolli vinse l'oro a squadre sempre a Riccione. Nel binomio storico, 37 atleti italiani hanno partecipato alla 20 km di marcia M40: 4 ori (due dei quali vinti da Fabio Ruzzier prima di gareggiare sotto egida slovena), 2 argenti (compreso quello di Zanolli) e due bronzi.
  • LORELLA PAGLIACCI (argento - 10000 W40) - seconda in 36'10"71, per un niente battuta dalla portoghese Rosa Oliveira in volata. 36^ medaglia conquistata da una W40 ad un mondiale master. Con Lahti 2009 le finaliste sui 10000 italiane nel binomio passano a 15 e nessune di queste è mai riuscita a vincere l'oro: si contano infatti tre argenti. Il già citato secondo posto della Pagliacci, quello di Roberta Boggiatto a Riccione 2007, e quello di Silvana Acquarone a Roma 1985. Per chi non lo sapesse, la Pagliacci è una decana del masterismo italiano: con quella di Lahti, le sue partecipazioni alle manifestazioni internazionale salgono a 9 in 5 anni (non ha partecipato solo a Clermont 2008 ed Helsinki 2007). 17^ medaglia internazionale (15 individuali) con 2 ori europei (Lubiana ed Aarhus). A Riccione fu ancora una volta argento sui 10000, ma W35.
  • GIUSEPPE ROVELLI (argento - pentathlon lanci M90) - Non riesce al lombardo il fantastico poker di medaglie d'oro. Tutto per "colpa" del finlandese Holgo Lonnroth, capace di batterlo nelle ultime due prove. Niente male: se ne torna a Biassono con 3 ori ed un argento: bottino senza precedenti. 9° italiano in assoluto nella storia a vincere una medaglia nel pentathlon lanci ai mondiali master (comprese tutte le categorie maschili e femminili): 4017 punti per Rovelli. In attesa di conoscere i risultati di Sansonetti, è l'M90 ad aver vinto più ori in una sola edizione di campionati mondiali. In senso lato, quello che ha vinto più medaglie sempre negli M90.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (argento - pentathlon lanci W65) - Quelli di Lahti sono stati per molti aspetti dei grandi mondiali per Brunella Del Giudice. Oro del martellone a parte, sono arrivati gli argenti nel martello e, appunto, nel pentathlon lanci con 4471 punti. 10^ medaglia di sempre (dopo la 9^ di Rovelli) in questo circuito di 5 lanci per un italiano/a nella storia del mondiale master. L'argento è la miglior prestazione complessiva di una W65 ad un mondiale: prima di lei vedo solo un 4° posto di Maria Surza a Buffalo 1995. 23^ medaglia internazionale per la Del Giudice (con beneficio di inventario sugli Europei), ma le uniche mondiali le ha vinte solo quest'anno a Lahti. Tutte le altre agli Europei.
  • PAUL ZIPPERLE (bronzo - triplo M45) - gara incredibile quella del triplo M45. Dopo il primo turno di salti è proprio Zipperle a prendere il comando: 12,71 contro il 12,69 dello slovacco Gavenciak. Al 4° turno Zipperle sembra aver chiuso la gara: 12,90 (ventoso) ma al 5° il norvegese Viulsrod piazza il 12,96 dell'oro. All'ultimo anche Gavenciak supera Zipperle: 12,95. Il podio in 6 centimetri, ma Zipperle "solo" bronzo. Seconda medaglia internazionale per l'altoatesino, argento ad Ancona-2009. A Riccione giunse 7° con 13,14 (negli M40) mentre a San Sebastian 6°, quindi miglior risultato "mondiale". 8° finalista italiano nel binomio M45 /triplo ai mondiali master: meglio di lui nei 34 anni di storia dei mondiali solo Giorgio Bortolozzi, argento a Roma 1985.
  • ALFREDO TONNINI (bronzo - 20 km marcia M75) - seconda gara e secondo bronzo per Alfredo Tonnini, terzo con 2h17'58". 127^ medaglia italiana conquistata ad un mondiale master outdoor nella marcia (5, 10, 20 km). 5^ medaglia ad un campionato internazionale vinta da Tonnini (3 europee e 2 mondiali). Sulla distanza lo stesso atleta è Campione Europeo in carica. 5^ medaglia nel binomio M75/20km-marcia vinta da un italiano ad un mondiale outdoor (su 10 presenze-gara).
  • ITALIA (bronzo - 20 km di marcia M55) - Pierangelo Fortunati, Sergio Fasano e Sergio Domizi portano a casa la medaglia di bronzo nella competizione riservata alle squadre nazionali e basata sulla somma dei tempi ottenuti nella prova individuale. 30^ medaglia conquistata nella competizione a squadre da una formazione italiana nella marcia master. 4^ medaglia tra gli M55 con 1 oro (a Riccione), 1 argento e 2 bronzi.
  • PAOLA BETTUCCI (4^ - 20 km marcia W45) - primo legno della giornata, per mano di Paola Bettucci. Il suo tempo di 2h00'21" non le ha infatti consentito di giungere a medaglia, distante 3'40" circa. Questa era la seconda volta che la Bettucci si presentava nella gara più lunga nel programma mondiale: a Riccione giunse seconda con 1h56'12 (ma tra le W40), tempo che le avrebbe consentito anche in questa edizione di vincere il bronzo. 5^ presenza ad un mondiale master per Paola, ma prima senza medaglie: nelle altre quattro circostanze infatti era sempre arrivato il podio (2 ori a San Sebastian e 2 argenti a Riccione). Quella della Bettucci è anche la terza presenza-gara nel binomio W45/marcia 20 km. Nelle altre due circostanze l'oro della Marchiori a Riccione, e il 5° di Nadia Rossi nella medesima edizione dei mondiali.
  • GIANNI BRUZZI (4° - 1500 M40) - Sfortunato epilogo per il Campione italiano di Cattolica sui 1500. Medaglia di legno e invece bronzo al tedesco Luck per pochi centesimi (4'08"14 contro 4'08"59). Visti i tempi, probabilmente fuori portata i primi due. A Riccione 2007 era arrivato l'argento con 4'02"12. Gianni Bruzzi è stato anche il 14° italiano nella storia dei mondiali master ad accedere alla finale del 1500 M40: dei primi 13 erano arrivate solo 3 medaglie: la fantastica tripletta di Riccione 2007: Giorgio Gennari-Litta oro, Franco Gnoato argento e lo stesso Bruzzi bronzo. A destra la foto.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (5^ - disco W65) - Nella gara vinta dalla russa Danilova con oltre 33 metri, 24,31 per la Del Giudice all'ennesima prova della trasferta finlandese. Podio a 27,07. La 5^ posizione è la migliore di sempre conquistata da un'italiana nel binomio W65/disco ad un mondiale. Prima della gara della Del Giudice, il miglior risultato era il 6° posto di Maria Surza conquistato a Myiazaki 1993, 16 anni fa. A Riccione-07 la stessa atleta giunse 11^.
  • ADRIANO SPOSATO (5° - triplo M45) - con 11,90 non poteva chidere di più al suo mondiale, visti i risultati dei tre a podio (vedi il commento su Paul Zipperle). La sua mi risulta essere la quarta prestazione mondiale colta da un italiano nel binomio. Pensate che nella classifica avulsa delle prestazioni metriche degli M45 italiani ai mondiali, il migliore, Giancarlo Ciceri (13,35 a Riccione 2007) non risucì nemmeno a vincere la medaglia. A Lubiana Sposato giunse terzo (career best), mentre a livello mondiale a Riccione giunse 9°.
  • FRANCO VENTURI DEGLI ESPOSTI (5° - 20 km marcia M50) - 1h55'47", per un quinto posto più che soddisfacente. Il bronzo era posto a 1h53'52" (un paio di minuti sotto). Storicamente il 5° posto per questo atleta è un numero ridondante in una competizione mondiale master: 5° a San Sebastian 2005 nei 3 km di marcia; 5° a Brisbane sia nella 5 che nella 20 km di marcia. Il suo carnet vede all'attivo 3 medaglie, tutte di bronzo e tutte vinte durante i campionati europei indoor in Scandinavia (Helsinki-2007 ed Elskilstuna-2005).
  • ALBANO MONTERSOR (5° - 20 km marcia M35) - altro quinto posto dalla marcia: stavolta con Albano Montresor, che ha camminato in un tempo di 1h53'31". A quasi 4' il podio. Montresor era stato settimo a Riccione (con 1h44'44"). 10 atleti M35 italiani si sono cimentati nel binomio storico ai mondiali master: miglior risultato un oro conquistato da Bernardo Cartoni a San Sebastian 2005. Poi l'argento di Defendenti a Riccione 2007. Quello di Montresor è il 4° risultato di sempre.
  • TATIANA BIANCONI (5^ - 10000 W40) - con l'argento della Pagliacci arriva anche questo quinto posto (ma questa è la giornata dei quinti posti) della Bianconi, che corre i 10000 in 38'16"74. Prima partecipazione su questa distanza a livello internazionale master. Prima un caps a Riccione nella maratone (9^) e una nella mezza maratona di Clermont 2008 (4^).
  • IVO MASSERANO (7° - 10000 M70) - 47'38"15 - 9^ posizione di sempre conquistata da Passerano nel binomio, in una "storia" che vede due argenti vinti dall'hall-of-famer Acquarone nel 2001 a Brisbane e nel 1989. Bruno Baggia giunse 4° a San Sebastian nel 2005.
  • FRANCESCA PINI-PRATO (8^ - 1500 W40) - 5'05"74, e ottava posizione mondiale. La Pini-Prato è l'ottava finalista italiana di sempre ad un mondiale nel binomio. Un solo bronzo all'attivo, quello di Rosita Pirhofer a Durban 1997. Quella della Pini-Prato è la quarta posizione di sempre di una italiana.
  • STEFANO FOZZATI (10° - triplo M40) - Giorgio Federici non si presenta, e i colori nazionali rimangono sulle spalle di Stefano Fozzati. Alla fine otterrà 12,28 che non gli consentirà l'accesso alla finale a 8 (serviva 12,76). Pazzesca la misura del vincitore, il russo Byzov: 15,03! Seconda apparizione internazionale per Fozzati, quinto ad Ancona-09. Storicamente il triplo M40 ai mondiali master ha una tradizione positiva per l'italia, che ha inanellato 19 finalisti su 26 partecipanti. Un oro conquistato da Crescenzio Marchetti a Myiazaki 1993, due argenti (Bortolozzi e ancora Marchetti).
  • PIERGIORGIO ANDREOTTI (15° - 20 km marcia M65) - 2h21'44" - 23° atleta italiano presente ad un mondiale come M65 nella 20 km di marcia. 4 medaglie vinte totali (due argenti e due bronzi), l'ultima delle quali a Brisbane 2001. Sono 8 anni di astinenza. Andreotti migliora di una posizione il 16° di Riccione-07 sempre sulla 20 km di marcia. 36 gare totali per Andreotti ad un mondiale. Nella foto a destra.
  • DANIELE PEDRINI (15° - 1500 M50) - 4'39"85 e quindicesimo rango. A Riccione 2007 non riuscì a qualificarsi per la finale. Pedrini è anche il 6° atleta italiano di sempre (su 30) a partecipare ad una finale nel binomio M50/1500.
  • PAOLO MUSCAS (20° - 20 km marcia M60) - 20^ posizione (dopo la 28^ nei 10 km di marcia). 31° atleta italiano che partecipa al binomio mondiale 20km/M60. Nessuno di loro è mai riuscito a conquistare l'oro (best result il bronzo di Mario Sciarretta a Buffalo-95).
  • MARCIA M55 - 3 atleti italiani al via. Migliore della squadretta Pierangelo Fortunati (11° con 2h08'13"). Poi Sergio Fasano (13° con 2h09'04") e Sergio Domizi (22° con 2h32'09"). 31 presenze italiane nel binomio storico che conta a livello individuale 1 oro e 3 bronzi. L'oro lo ha vinto il mitico Graziano Morotti a Riccione 2007. Nessuno dei 3 ha migliorato la propria miglior prestazione ad un mondiale master. Per Fortunati rimane così il 5° posto conquistato a Durban nel 1997.Per Sergio Fasano un 10° a San Sebastian 2005, mentre Domizi 13° sempre a San Sebastian.
  • PENTAHLON LANCI: (non medagliati) 6^ Maria Grazia Bortolozzi con 3031 punti tra le W40; 8° Massimiliano Remus con 2421 punti tra gli M35; 11^ posizione per Sabrina Cipolla nelle W35 (1722 pt), laddove Campionessa uscente era la nostra Patrizia Aletta. 19° Vincenzo Ruisi con 2489 punti con gli M55, 23° Francesco De Feo con 2357 punti tra gli M50.
  • 400 (semifinali)
  1. Negli M60 Vincenzo Felicetti domina anche la propria semifinale in 57"26. Nessuno sembra poterlo ostacolare nella corsa verso il secondo oro. Rudolf Frei vince anche lui la propria semifinale in 58"55: secondo tempo del seeding dietro a Felicetti. Un pò più di difficoltà per Aldo Del Rio che si qualifica con il quinto tempo totale in finale, con 59"60. In finale gli toccherà una corsia defilata rispetto ai due italiani capolista, ma lotterà anche lui per le medaglia. 3 italiani in finale nei 400 mondiali non sono certo una novità: nei 400 M35 di Riccione furono addirittura 4 (Barcella, Poeta, Biffi e Palla). Sempre a Riccione negli m40 furono invece 3 (Saraceni, Scarponi e Bertaggia). Quello di Lahti è sicuramente il record per gli M60. Fino a Lahti solo due italiani (Augusta Radames e lo stesso Aldo Del Rio) erano riusciti ad entrare in finale tra gli M60 ad un mondiale.
  2. Negli M50 dopo l'accesso per il rotto della cuffia, Alessandro Cipriani si migliora ma non a sufficienza: 57"65 (si entra in finale con 54"28). Dal 2001 nessun italiano riesce ad entrare in questa finale: l'ultimo fu Felicetti (poi argento) a Brisbane.
  3. Negli M45 Enrico Saraceni è alla 8^ fatica. Sul giro di pista si limita a correre in 51"89 (superato dal canadese Sherar): probabilmente la voglia di fare il record del mondo in finale gli fa amministrare questa semifinale. Ma 8 gare in pochi giorni sono tante e la finale prevista per il giorno dopo non potrà di certo essere corsa al 100%. Nella stessa semifinale Fausto Bianchi si migliora di oltre un secondo rispetto alle batterie: 53"94. Risultato che non è sufficiente per la finale (urgeva un 53"08).
  4. M40: incredibile semifinali. La porta per la finale si apre solo sotto i 50"88! Livelli impennatisi a forza nove, tenetevi stretti alle sartie! Max Scarponi deve spendere parecchio per domare l'americano Robert Thomas (50"49 vs 50"56). L'indiano Rawat (leone sino alle semifinali sia sui 200 che sui 400) dall'altra parte corre in 50"04. Ma qualcuno doveva dirgli che la finale si corre alla terza prova, e non alla seconda.
  5. M35: si deve correre in 50"72 per entrare in finale. Non ricordo bene, ma a Riccione bisognava correre forse vicino a 51" per raggiungere lo stesso risultato. Nella prima semifinale il danese Jorgensen abbatte il muro dei 50" (49"91). E' facile? Sembra di sì, sui 200 è giunto 4° con 22"31. La Spagna dopo l'era Velasco negli M35, sfodera il nuovo Jose Ortubia, un cagnaccio che parte veloce: 50"30. Alessandro Gulino si infila: 50"55. Devo apsettare gli altri per entrare in finale: come nello sci. Salvatore Romano non finisce. Seconda semi: il duo inglese Rubenis-Ward davanti: 50"07 e 50"24. Poi Massimiliano Poeta e Edgardo Barcella: 50"72 e 50"99. Tutti e due arrivati alle semifinali con tempi molto prossimi alle loro miglior prestazioni stagionali (se non meglio). Nulla da recriminare, anche loro devono attendere i repechage. Nella terza semi l'americano Spann impressiona ancora una volta 49"48. L'oro sarà una questione americo-danese. Due italiani in finale (Poeta e Gulino), Barcella non ce l'ha fa ma esce a testa alta.
  • triplo (qualificazioni)
  1. Giancarlo Ciceri (M50) si qualifica facilmente alla propria terza finale mondiale outdoor nel triplo dopo Gateshead 1999 e Riccione 2007. Gli basta il primo salto a 11,40. 8° finalista italiano del binomio M50/triplo al mondiale (massimo risultato raggiunto, due argenti di Crescenzio Marchetti).
  • ostacoli corti (qualificazioni)
  1. L'astista Carla Forcellini (W50) accede alla finale degli 80hs con 13"34, 5° tempo. 9^ italiana di sempre ad accedere ad una finale mondiale master negli ostacoli corti (fra tutte le categorie). 2^ italiana tra le W50 a correre una finale mondiale.
  2. Fuori nella serie di qualificazioni inceve Giuseppa Lacava (17"66) sempre sugli 80hs. L'unica atleta W40 italiana che ha corso una finale mondiale master outdoor, l'ha poi vinta. Era Lia Masotti nel 1985 a Roma.
  3. Antonio Montaruli, M60, accede alla finale sui 100hs correndo in 17"00. Secondo italiano a riuscire in finale dopo Enzo Bertolissi (entrato in finale a Gateshead 1999 e Brisbane 2001). Miglior posizione, il quarto posto.

07/08/09

Lahti, day-6: pioggia d'oro sull'Italia

Giornata ricca di medaglie la sesta a Lahti: ben 11, di cui 6 d'oro, 3 d'argento e 2 di bronzo. I 200 vero e proprio territorio di caccia: 4 ori, 1 argento e 1 bronzo. Si sposta il medagliere italiano, che mai come quest'anno risente di assenze importanti. A parte il fenomeno Finlandia, la lontana Australia, il Canada e la Russia sono oltre modo minacciosi. L'Italia, compresa nel G6 delle più rappresentative master (con Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Francia e Australia). Ma ecco atleta per atleta le prestazioni della 6^ giornata.
  • MARCO SEGATEL (oro - alto M45) - Sir High Jumper, continua il suo percorso immacolato in questa specialità. 14^ medaglia d'oro consecutiva tra europei e mondiali, imbattuto a livello internazionale dal 2002. Mi manca all'elenco solo un dato sugli europei open del 2006: non c'era? Tutto questo per dire che è già adesso nella mia personale hall-of-fame dei master italiani, ed è solo del 1962 (M45). Parlandoci nel dopo-gara mi confidava che stavolta non era stato per nulla facile: l'infortunio primaverile, il lento recupero, la gara "tirata", con 5 atleti a superare l'1,78. Ma l'unico a superare l'asticella alla misura successiva (1,84) è stato ancora una volta lui, Marco Segatel.
  • GIUSEPPE ROVELLI (oro - disco M90) - Secondo oro (dei 4 desiderati) del lanciatore lombardo della Daini Carate. Mancano ancora due specialità per l'en-plain. Per ottenerlo 18,06, piazzato già alla prima misura e sufficiente per distanziare di quasi due metri il secondo, il finlandese Helge Lonnroth. 4° oro per un italiano nel binomio M90/disco ad un mondiale. Prima di Rovelli sono riusciti nell'impresa Mario Riboni (Portorico 2003), Aldo Amoretti (Brisbane 2001) e Lamberto Cicconi (Buffalo 1995). A Riccione 2007 Riboni fu "solo" argento.
  • UGO SANSONETTI (oro - 200 M90) - Secondo oro della spedizione finlandese del novantenne romano. Vittoria netta, con quasi 7" allo svedese Liedtke, seguito da una troupe televisiva in ogni momento della giornata (distratto?). Purtroppo il risultato cronometrico (39"90) poteva essere migliore se non fosse stato per un vento contrario notevole (diventato inspiegabilmente +0,6 sui referti). 28° oro internazionale per Sansonetti, il settimo sui 200, il quarto ad un mondiale, il terzo ad un mondiale all'aperto. Più di così...
  • VINCENZO FELICETTI (oro - 200 M60) - Difficile stabilire quante medaglie internazionali abbia vinto Vincenzo, proprio per la mancanza di dati relativi agli europei indoor ed outdoor pre-2000 (chi li ha me li mandi!!). Ne conto ad oggi 36 (!), tra staffette ed indivduali. Ma che ci crediate o no, è il primo oro ad un campionato mondiale all'aperto per Felicetti, forse sempre offuscato dal talento sovrannaturale di Bill Collins assente per infortunio in questi campionati di Lahti. E' così che è giunto il primo alloro sui 200 (dopo l'argento a Brisbane 2001 nei 400 e il bronzo a San Sebastian 2005 nei 200). Gara difficile: grande distacco creato in curva: poi un lento ed inesorabile guadagno dell'australiano Howden che si ferma ad 8 centesimi dal Felicetti nazionale. E' anche il miglior risultato nel binomio 200/M60 di un italiano ad un mondiale: il precedente MP era il bronzo di Tamaro a Portorico 2003.
  • ENRICO SARACENI (oro - 200 M45) - Così come per Vincenzo Felicetti, ecco un altro mostro sacro del masterismo italiano inanellare l'ennesimo oro (che fa il bis con quello dei 100). Tempo di 22"61 (con vento contrario di -1,5), sufficiente per distanziare di 62 centesimi l'inglese Dalton Powell. 30 medaglia d'oro ad una manifestazione internazionale, 35 in totale (conta anche 5 argenti). Curiosità: Saraceni non ha mai vinto un bronzo, annoverando al più due 4' posti (nei 100 di Riccione e nella 4x400 di Aarhus). 7^ medaglia d'oro ad un mondiale outdoor (13 quelle totali ai mondiali, staffette comprese). Secondo oro nei 200 dopo quello di San Sebastian-05. 17^ medaglia d'oro vinta da un M45 italiano al mondiale, l'oro sui 200 rappresenta anche la miglior posizione ottenuta nel binomio: prima di lui solo Ferido Fornesi nel 2007 era riuscito a vincere una medaglia (il bronzo).
  • MASSIMILIANO SCARPONI (oro - 200 M40) - il titolo di Campione del Mondo (con 22"51) di Massimiliano Scarponi è qualche cosa di speciale. La sua vicenda sportiva mi ricorda un pò la storia di Paolo Bettini, il ciclista vissuto all'ombra del fuoriclasse Michele Bartoli di cui era gregrario ed esploso tutto ad un tratto. Scarponi ha "dovuto" condividere le proprie fortune proprio in Italia con due fuoriclasse del calibro di Mario Longo ed Enrico Saraceni. Due vedette del masterismo internazionale con le quali confrontarsi anche sul territorio nazionale, nonostante le sue prestazioni fossero tra le migliori al mondo. Oggi non dico un'eresia se affermo che Scarponi può valere (almeno sui 200) come Saraceni e Longo. Sui 100 Longo ha rivali solo oltreoceano. Sui 400 Scarponi ha migliorato notevolmente: lo vedremo tra poche ore in finale. E' questo il suo primo oro internazionale (dopo i 4 argenti consecutivi tra Lubiana-08 e Ancona-09 su 200 e 400). Terzo successo consecutivo italiano nei 200 M40 ai mondiali: Saraceni nel 2005, Longo nel 2007 e Scarponi nel 2009. A Riccione Scarponi arrivò terzo in 22"41.
  • CARLA FORCELLINI (argento - asta W45) - Ai mondiali accade anche questo, che con 2,80 la Forcellini non riesca a vincere la propria ennesima medaglia d'oro mondiale. Da Atleticanet avevo appreso dell'infortunio ad un dito di circa un mese fa che sembrava aver precluso la partecipazione a Lahti. Invece eccola che si presenta, e che nonostante tutto vince un argento con 2,80. L'oro è più in alto, a 3,20, una misura già saltata più volte durante l'anno dall'atleta laziale. C'è poi da dire che la Forcellini è del '59: W50 in pectore in Italia, ma ancora W45 fuori dai confini patrii. 22 medaglia internazionale a me nota (ripeto: prima del 2000 mi mancano i risultati degli europei). 17 medaglie su 17 manifestazioni internazinoali cui ha partecipato nell'asta (14 ori e 3 argenti). 3 ori e 2 argenti ai mondiali outdoor: un'icona del nostro movimento, visto che il dominio in una sola specialità.
  • GABRE GABRIC (argento - giavellotto W90) - seconda medaglia e secondo argento per la Gabric, battuta ancora una volta dalla performante ex-maestrina canadese Olga Kotelko. Una novantenne di chiare origini dell'est europeo, che probabilmente porterà a casa più di dieci medaglie d'oro. A destra una miniatura (clikkando si può allargare l'immagine) della canadese. 10^ medaglia mondiale femminile italiana (all'aperto) nel giavellotto (4 ori, 4 argenti e 2 bronzi). La seconda tra le W90 (la Gabric vinse l'argento anche a Riccione-07).
  • MAURO GRAZIANO (argento - 200 M40) - grossa affermazione anche personale di questo atleta piemontese (secondo con 22"77 davanti al tedesco Schauwecker, stesso tempo). Solo i 3 super (Longo, Saraceni e Scarponi) a conti fatti hanno fatto meglio di lui nel binomio mondiale. Pareggiato l'olimpionico Armando Sardi (argento a Portorico 1993). Miglior prestazione personale internazionale per Graziano, che a Riccione giunse 4° (ed allora quella era il suo miglior risultato a livello individuale). Poi nel sua carnet vanta anche 3 ori, ma conquistati con le staffette. A Lubiana, l'anno scorso, terminò 5°.
  • ALFREDO TONNINI (bronzo - 10km Marcia M75) - bronzo per Tonnini con 1h05'47". Vicinissimo l'argento (4 secondi in meno) e ad un minuto l'oro. E' questa la 4^ medaglia internazionale vinta dell'atleta laziale, tutte nell'ultimo anno e tra Europei outodoor ed indoor. Questa è la prima mondiale. Pensate: di lui si hanno tracce ai mondiali di Roma 1985, dove si cimentò in prove di fono. Poi più nulla sino a Lubiana 2008, e le medaglie nella marcia.
  • ROBERTO VAGHI (bronzo - 200 M70) - risultato a "sorpresa". Nella gara dominata da Guido Muller (davvero elegante, al pari di Peters), trova un briciolo di gloria anche l'atleta valtellinese che giunge terzo con 29"07 (con vento contrario di 2,1). Eguagliato il miglior risultato del binomio ad un mondiale: fu Bruno Sobrero nel 1993 in Giappone a vincere un altro bronzo. Due atleti italiani in finale non si erano ancora visti (vista la presenza di Tristano Tamaro). Vaghi aveva vinto ad ora 6 medaglie internazionali, ma mai a livello individuale. Questa di Lahti rappresenta la sua miglior prestazione.
  • NATALIA MARCENCO (4° - 10 km marcia W50) - due gare e due quarti posti a Lahti. Stavolta nella 10 km di marcia, dove ha marciato in 59'02". Lontana la zona medaglie, visto che la terza, l'ucraina Kryvokhyzna ha ottenuto 56'59". L'atleta vanta la non invidiabile collezione di 4' posti: con i due di Lahti si arriva a 7 nelle grandi manifestazioni internazionali, ma anche e soprattutto 17 medaglie internazionali (di cui 7 d'oro) ma nessuna mondiale individuale. Career best ad un mondiale rimane l'argento nella 5 km di marcia a San Sebastian 2005. Miglior risultato storico nel binomio è l'argento di Turku 1991 di Giuseppina Migliasso.
  • TRISTANO TAMARO (5° - 200 M70) - 29"36 e 5° posto per Tamaro. Non era la sua annata evidentemente. 12 medaglie internazionali (sempre con il dubbio del pre-2000 a livello di europei), il suo acuto rimane quello del 2003 a San Sebastian (oro nei 60 indoor agli europei). Miglior risultato individuale ad un mondiale, proprio il bronzo a Portorico 2003. 9 partecipazioni ai mondiali outdoor sui 200 e 4 finali.
  • FRANCO VENTURI DEGLI ESPOSTI (6° - 10 km marcia M50) - Buona prestazione complessiva del marciatore italiano (6° con 54'20"), visto che la migliore prestazione (il cosiddetto career best) sono due quinti posti a Brisbane 2001 (nei 5 e nei 20 km di marcia). A Riccione terminò 8° e 9° e 10° nelle tre specialità della marcia previste dal progamma mondiale outdoor. Il 6° posto è la seconda prestazione all-time italiana a livello mondiale outdoor nel binomio M50/10 km di marcia. Nessun italiano ha mai vinto una medaglia: miglior posizione un quarto posto di Ruina ad Hannover 1979. Poi Venturi Degli Esposti a Lahti 2009, che pareggia Stefano Giani a Riccione 2007.
  • ANDREA BENATTI (7° - 200 M35) - Tempo: 22"67 con +2,2.
  • GIORGIO BORTOLOZZI (9° - lungo M70) - 4,11 e il mancato accesso alla finale ad otto (c'erano due serie) per 3 centimetri. Ma Bortolozzi nasce eminentemente come triplista, dove a livello internazionale ha raggiunto i suoi best-career: l'oro europeo a Potsdam 2002, gli argenti mondiali di Roma, Riccione e Goteborg (quest'ultimo vinto addirittura 32 anni fa). Nel lungo la sua miglior posizione rimane così quella di Roma-85: 5° con 6,03. Nel binomio, ai mondiali, rimangono come migliori prestazioni gli argenti di Sobrero e Marabotti rispettivamente a Miyazaki 1993 e Melbourne 1987.
  • PIERANGELO FORTUNATI (9° - 10 km marcia M55) - tempo: 58'46". Per Fortunati rimangono come migliori prestazioni i 5i posti di Durban e Buffalo (1997 e 1995). Due argenti a squadre (Lubiana e Myiazaki). Terza prestazione all-time nazionale ai mondiali, dopo l'oro di Fait del 1979 (30 anni fa), e il bronzo di Roberto Cervi a Riccione-07.
  • SERGIO FASANO (10° - 10 km di marcia M55) - 58'46" per un decimo posto che vale la quarta prestazione all-time nel binomio ai mondiali outdoor master. Fasano fu decimo (ma sui 5 km) anche a San Sebastian 2005.
  • SABRINA CIPOLLA (10^ - martello W35) - 23,39 per il decimo posto di Cipolla. A Riccione nel binomio si era avuta una fantastica tripletta italiana (Tranchina, Aletta, Sapienza).
  • GIANNI LOLLI (12° - peso M50) - Nella finale diretta dodicesimo posto con 10,67. A Riccione non superò il flangiflutti delle qualificazioni. 10° ai Mondiali indoor di Linz. 9° ad Ancona-09.
  • GIAMPAOLO MUNARI (13° - peso M50) -esordio internazionale con 10,39 e il 13° rango.
  • PIERGIORGIO ANDREOTTI (14° - 10km Marcia M65) - 1h05'31" a Lahti, ma quel più conta, e che avevo scritto nel resoconto di una delle giornate precedenti, è il fatto che Andreotti rappresenta il vero e proprio decano del masterismo italiano: quello di Lahti è infatti il 13^ mondiale (su 18) cui ha partecipato Andreotti. E' l'italiano che ha partecipato a più edizioni di questa manifestazione. Miglior risultato individuale l'argento di Christchurch nel 1981 nei 5 km di marcia. Poi un bronzo a Buffalo 1995. A Roma l'oro con la squadra nazionale nei 20 km di marcia. E ancora: 3 quarti posti ai mondiali (l'ultimo a Durban 1997). Ritornando al binomio, miglior risultato "storico" è il bronzo di Scimone Francesco Chico ad Hannover: 30 anni fa, era il 1979.
  • MANUELA SCORDINO (15^ - disco W50) - 19,14 valido per raggiungere il 15° posto. A Riccione non superò il barrage qualificatorio, mentre a Lubiana-08 giunse al 13° posto.
  • ROBERTO PIASER (18° - marcia 10 km M60) - 18° con 1h01'39". Rimane così come career best il 15° di Riccione 2007 nella 20 km di marcia. Un bronzo a Lubiana-08 sempre nella 20 km di marcia, sua specialità di riferimento.
  • SERGIO DOMIZI (20° - 10 km marcia M55) - tempo: 1h09'29". Career-best rimane il 13° di San Sebastian 2005 sui 5 km di marcia. Sui 10 km di marcia, a Riccione-07 Domizi giunse 24°: un piccolo miglioramento.
  • GUIDO CAROLLA (22° - lungo M70) - 3,32 per Carolla, un pò in calo rispetto ad Ancona-09 dove giunse 5° con 3,81. Era giunto 10° a Riccione-07 con 3,99.
  • PAOLO MUSCAS (28° - 10 km marcia M60) - 1h09'58" sui 10 km del percorso vicino allo stadio. Fu 41° a Riccione sui 10 km, mentre career best il 13° di Lubiana-08.
  • 200 (semifinali)
  1. Roberto Vaghi e Tristano Tamaro tra gli M70 passano grazie ai ripescaggi (rispettivamente 29"11 e 29"19): 5° e 6° tempo. Mai successo che due italiani tra gli M70 accedessero alla finale.
  2. Adel Salama non riesce nell'impresa di qualifcarsi tra gli M50: serviva 24"84, mentre Adel ha corso in 25"67. Meglio in batteria. Categoria difficile per gli italiani: sino ad ora, nelle 18 edizioni dei mondiali, solo in 3 sono riusciti ad entrare in finale (tre personaggi del calibro di Felicetti, Bianchessi e Ranzini), e il solo Claudio Ranzini ha vinto una medaglia (il bronzo di Riccione-07).
  3. Enrico Saraceni passa facile anche la semifinale: 23"38. Settimo italiano nella storia dei mondiali (nei 200 M45) ad accedere alla finale. Fin'ora solo Ferido Fornesi nel 2007 era risucito a vincere una medaglia (il bronzo) nella massima manifestazione master. Fuori invece dalla finale Domenico Furia (24"62), ma serviva un 24"15. Migliorato comunque il career best, visto che a Riccione si era fermato ai quarti di finale sui 200.
  4. Tra gli M40 si presentano in 4. Max Scarponi è in gran forma: 22"86 in pieno controllo. Primo della seconda serie. Dall'altra parte impressiona l'indiano Dinesh Rawat: 22"73, tallonato da Mauro Graziano (22"81). Sfortunato Alberto Zanelli: 23"33, battuto dal canadese Lemassif con 23"31 che entrerà in finale. Anche Marco Ceriani non lontano dall'accesso in finale: 23"45 (6° della prima semifinale) mentre Pierluigi Acciaccaferri 23"60, settimo nella medesima semifinale. Da due edizioni un italiano vince i 200 M40 (2005 a San Sebastian Saraceni, nel 2007 a Riccione Longo). Sarà la terza? (lo sapete già, ma è bello tenere la suspence).
  5. Fuori dalla finale tra gli M35 Paolo Chiapperini con 23"02 (si entrava con 22"92). Benatti 22"84 va in finale.
  • peso (qualificazione)
  1. Fuori dalla finale per poco più di un metro, Umberto Benevenia (10,37). Non riesce quindi ad accedere alla finale così come a Riccione-07 (15° totale come allora). Come miglior prestazione nel binomio (W65/peso) rimane il bronzo del 1981 in Nuova Zelanda di Bruno Porceddu.