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07/08/09

Lahti, day-6: pioggia d'oro sull'Italia

Giornata ricca di medaglie la sesta a Lahti: ben 11, di cui 6 d'oro, 3 d'argento e 2 di bronzo. I 200 vero e proprio territorio di caccia: 4 ori, 1 argento e 1 bronzo. Si sposta il medagliere italiano, che mai come quest'anno risente di assenze importanti. A parte il fenomeno Finlandia, la lontana Australia, il Canada e la Russia sono oltre modo minacciosi. L'Italia, compresa nel G6 delle più rappresentative master (con Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Francia e Australia). Ma ecco atleta per atleta le prestazioni della 6^ giornata.
  • MARCO SEGATEL (oro - alto M45) - Sir High Jumper, continua il suo percorso immacolato in questa specialità. 14^ medaglia d'oro consecutiva tra europei e mondiali, imbattuto a livello internazionale dal 2002. Mi manca all'elenco solo un dato sugli europei open del 2006: non c'era? Tutto questo per dire che è già adesso nella mia personale hall-of-fame dei master italiani, ed è solo del 1962 (M45). Parlandoci nel dopo-gara mi confidava che stavolta non era stato per nulla facile: l'infortunio primaverile, il lento recupero, la gara "tirata", con 5 atleti a superare l'1,78. Ma l'unico a superare l'asticella alla misura successiva (1,84) è stato ancora una volta lui, Marco Segatel.
  • GIUSEPPE ROVELLI (oro - disco M90) - Secondo oro (dei 4 desiderati) del lanciatore lombardo della Daini Carate. Mancano ancora due specialità per l'en-plain. Per ottenerlo 18,06, piazzato già alla prima misura e sufficiente per distanziare di quasi due metri il secondo, il finlandese Helge Lonnroth. 4° oro per un italiano nel binomio M90/disco ad un mondiale. Prima di Rovelli sono riusciti nell'impresa Mario Riboni (Portorico 2003), Aldo Amoretti (Brisbane 2001) e Lamberto Cicconi (Buffalo 1995). A Riccione 2007 Riboni fu "solo" argento.
  • UGO SANSONETTI (oro - 200 M90) - Secondo oro della spedizione finlandese del novantenne romano. Vittoria netta, con quasi 7" allo svedese Liedtke, seguito da una troupe televisiva in ogni momento della giornata (distratto?). Purtroppo il risultato cronometrico (39"90) poteva essere migliore se non fosse stato per un vento contrario notevole (diventato inspiegabilmente +0,6 sui referti). 28° oro internazionale per Sansonetti, il settimo sui 200, il quarto ad un mondiale, il terzo ad un mondiale all'aperto. Più di così...
  • VINCENZO FELICETTI (oro - 200 M60) - Difficile stabilire quante medaglie internazionali abbia vinto Vincenzo, proprio per la mancanza di dati relativi agli europei indoor ed outdoor pre-2000 (chi li ha me li mandi!!). Ne conto ad oggi 36 (!), tra staffette ed indivduali. Ma che ci crediate o no, è il primo oro ad un campionato mondiale all'aperto per Felicetti, forse sempre offuscato dal talento sovrannaturale di Bill Collins assente per infortunio in questi campionati di Lahti. E' così che è giunto il primo alloro sui 200 (dopo l'argento a Brisbane 2001 nei 400 e il bronzo a San Sebastian 2005 nei 200). Gara difficile: grande distacco creato in curva: poi un lento ed inesorabile guadagno dell'australiano Howden che si ferma ad 8 centesimi dal Felicetti nazionale. E' anche il miglior risultato nel binomio 200/M60 di un italiano ad un mondiale: il precedente MP era il bronzo di Tamaro a Portorico 2003.
  • ENRICO SARACENI (oro - 200 M45) - Così come per Vincenzo Felicetti, ecco un altro mostro sacro del masterismo italiano inanellare l'ennesimo oro (che fa il bis con quello dei 100). Tempo di 22"61 (con vento contrario di -1,5), sufficiente per distanziare di 62 centesimi l'inglese Dalton Powell. 30 medaglia d'oro ad una manifestazione internazionale, 35 in totale (conta anche 5 argenti). Curiosità: Saraceni non ha mai vinto un bronzo, annoverando al più due 4' posti (nei 100 di Riccione e nella 4x400 di Aarhus). 7^ medaglia d'oro ad un mondiale outdoor (13 quelle totali ai mondiali, staffette comprese). Secondo oro nei 200 dopo quello di San Sebastian-05. 17^ medaglia d'oro vinta da un M45 italiano al mondiale, l'oro sui 200 rappresenta anche la miglior posizione ottenuta nel binomio: prima di lui solo Ferido Fornesi nel 2007 era riuscito a vincere una medaglia (il bronzo).
  • MASSIMILIANO SCARPONI (oro - 200 M40) - il titolo di Campione del Mondo (con 22"51) di Massimiliano Scarponi è qualche cosa di speciale. La sua vicenda sportiva mi ricorda un pò la storia di Paolo Bettini, il ciclista vissuto all'ombra del fuoriclasse Michele Bartoli di cui era gregrario ed esploso tutto ad un tratto. Scarponi ha "dovuto" condividere le proprie fortune proprio in Italia con due fuoriclasse del calibro di Mario Longo ed Enrico Saraceni. Due vedette del masterismo internazionale con le quali confrontarsi anche sul territorio nazionale, nonostante le sue prestazioni fossero tra le migliori al mondo. Oggi non dico un'eresia se affermo che Scarponi può valere (almeno sui 200) come Saraceni e Longo. Sui 100 Longo ha rivali solo oltreoceano. Sui 400 Scarponi ha migliorato notevolmente: lo vedremo tra poche ore in finale. E' questo il suo primo oro internazionale (dopo i 4 argenti consecutivi tra Lubiana-08 e Ancona-09 su 200 e 400). Terzo successo consecutivo italiano nei 200 M40 ai mondiali: Saraceni nel 2005, Longo nel 2007 e Scarponi nel 2009. A Riccione Scarponi arrivò terzo in 22"41.
  • CARLA FORCELLINI (argento - asta W45) - Ai mondiali accade anche questo, che con 2,80 la Forcellini non riesca a vincere la propria ennesima medaglia d'oro mondiale. Da Atleticanet avevo appreso dell'infortunio ad un dito di circa un mese fa che sembrava aver precluso la partecipazione a Lahti. Invece eccola che si presenta, e che nonostante tutto vince un argento con 2,80. L'oro è più in alto, a 3,20, una misura già saltata più volte durante l'anno dall'atleta laziale. C'è poi da dire che la Forcellini è del '59: W50 in pectore in Italia, ma ancora W45 fuori dai confini patrii. 22 medaglia internazionale a me nota (ripeto: prima del 2000 mi mancano i risultati degli europei). 17 medaglie su 17 manifestazioni internazinoali cui ha partecipato nell'asta (14 ori e 3 argenti). 3 ori e 2 argenti ai mondiali outdoor: un'icona del nostro movimento, visto che il dominio in una sola specialità.
  • GABRE GABRIC (argento - giavellotto W90) - seconda medaglia e secondo argento per la Gabric, battuta ancora una volta dalla performante ex-maestrina canadese Olga Kotelko. Una novantenne di chiare origini dell'est europeo, che probabilmente porterà a casa più di dieci medaglie d'oro. A destra una miniatura (clikkando si può allargare l'immagine) della canadese. 10^ medaglia mondiale femminile italiana (all'aperto) nel giavellotto (4 ori, 4 argenti e 2 bronzi). La seconda tra le W90 (la Gabric vinse l'argento anche a Riccione-07).
  • MAURO GRAZIANO (argento - 200 M40) - grossa affermazione anche personale di questo atleta piemontese (secondo con 22"77 davanti al tedesco Schauwecker, stesso tempo). Solo i 3 super (Longo, Saraceni e Scarponi) a conti fatti hanno fatto meglio di lui nel binomio mondiale. Pareggiato l'olimpionico Armando Sardi (argento a Portorico 1993). Miglior prestazione personale internazionale per Graziano, che a Riccione giunse 4° (ed allora quella era il suo miglior risultato a livello individuale). Poi nel sua carnet vanta anche 3 ori, ma conquistati con le staffette. A Lubiana, l'anno scorso, terminò 5°.
  • ALFREDO TONNINI (bronzo - 10km Marcia M75) - bronzo per Tonnini con 1h05'47". Vicinissimo l'argento (4 secondi in meno) e ad un minuto l'oro. E' questa la 4^ medaglia internazionale vinta dell'atleta laziale, tutte nell'ultimo anno e tra Europei outodoor ed indoor. Questa è la prima mondiale. Pensate: di lui si hanno tracce ai mondiali di Roma 1985, dove si cimentò in prove di fono. Poi più nulla sino a Lubiana 2008, e le medaglie nella marcia.
  • ROBERTO VAGHI (bronzo - 200 M70) - risultato a "sorpresa". Nella gara dominata da Guido Muller (davvero elegante, al pari di Peters), trova un briciolo di gloria anche l'atleta valtellinese che giunge terzo con 29"07 (con vento contrario di 2,1). Eguagliato il miglior risultato del binomio ad un mondiale: fu Bruno Sobrero nel 1993 in Giappone a vincere un altro bronzo. Due atleti italiani in finale non si erano ancora visti (vista la presenza di Tristano Tamaro). Vaghi aveva vinto ad ora 6 medaglie internazionali, ma mai a livello individuale. Questa di Lahti rappresenta la sua miglior prestazione.
  • NATALIA MARCENCO (4° - 10 km marcia W50) - due gare e due quarti posti a Lahti. Stavolta nella 10 km di marcia, dove ha marciato in 59'02". Lontana la zona medaglie, visto che la terza, l'ucraina Kryvokhyzna ha ottenuto 56'59". L'atleta vanta la non invidiabile collezione di 4' posti: con i due di Lahti si arriva a 7 nelle grandi manifestazioni internazionali, ma anche e soprattutto 17 medaglie internazionali (di cui 7 d'oro) ma nessuna mondiale individuale. Career best ad un mondiale rimane l'argento nella 5 km di marcia a San Sebastian 2005. Miglior risultato storico nel binomio è l'argento di Turku 1991 di Giuseppina Migliasso.
  • TRISTANO TAMARO (5° - 200 M70) - 29"36 e 5° posto per Tamaro. Non era la sua annata evidentemente. 12 medaglie internazionali (sempre con il dubbio del pre-2000 a livello di europei), il suo acuto rimane quello del 2003 a San Sebastian (oro nei 60 indoor agli europei). Miglior risultato individuale ad un mondiale, proprio il bronzo a Portorico 2003. 9 partecipazioni ai mondiali outdoor sui 200 e 4 finali.
  • FRANCO VENTURI DEGLI ESPOSTI (6° - 10 km marcia M50) - Buona prestazione complessiva del marciatore italiano (6° con 54'20"), visto che la migliore prestazione (il cosiddetto career best) sono due quinti posti a Brisbane 2001 (nei 5 e nei 20 km di marcia). A Riccione terminò 8° e 9° e 10° nelle tre specialità della marcia previste dal progamma mondiale outdoor. Il 6° posto è la seconda prestazione all-time italiana a livello mondiale outdoor nel binomio M50/10 km di marcia. Nessun italiano ha mai vinto una medaglia: miglior posizione un quarto posto di Ruina ad Hannover 1979. Poi Venturi Degli Esposti a Lahti 2009, che pareggia Stefano Giani a Riccione 2007.
  • ANDREA BENATTI (7° - 200 M35) - Tempo: 22"67 con +2,2.
  • GIORGIO BORTOLOZZI (9° - lungo M70) - 4,11 e il mancato accesso alla finale ad otto (c'erano due serie) per 3 centimetri. Ma Bortolozzi nasce eminentemente come triplista, dove a livello internazionale ha raggiunto i suoi best-career: l'oro europeo a Potsdam 2002, gli argenti mondiali di Roma, Riccione e Goteborg (quest'ultimo vinto addirittura 32 anni fa). Nel lungo la sua miglior posizione rimane così quella di Roma-85: 5° con 6,03. Nel binomio, ai mondiali, rimangono come migliori prestazioni gli argenti di Sobrero e Marabotti rispettivamente a Miyazaki 1993 e Melbourne 1987.
  • PIERANGELO FORTUNATI (9° - 10 km marcia M55) - tempo: 58'46". Per Fortunati rimangono come migliori prestazioni i 5i posti di Durban e Buffalo (1997 e 1995). Due argenti a squadre (Lubiana e Myiazaki). Terza prestazione all-time nazionale ai mondiali, dopo l'oro di Fait del 1979 (30 anni fa), e il bronzo di Roberto Cervi a Riccione-07.
  • SERGIO FASANO (10° - 10 km di marcia M55) - 58'46" per un decimo posto che vale la quarta prestazione all-time nel binomio ai mondiali outdoor master. Fasano fu decimo (ma sui 5 km) anche a San Sebastian 2005.
  • SABRINA CIPOLLA (10^ - martello W35) - 23,39 per il decimo posto di Cipolla. A Riccione nel binomio si era avuta una fantastica tripletta italiana (Tranchina, Aletta, Sapienza).
  • GIANNI LOLLI (12° - peso M50) - Nella finale diretta dodicesimo posto con 10,67. A Riccione non superò il flangiflutti delle qualificazioni. 10° ai Mondiali indoor di Linz. 9° ad Ancona-09.
  • GIAMPAOLO MUNARI (13° - peso M50) -esordio internazionale con 10,39 e il 13° rango.
  • PIERGIORGIO ANDREOTTI (14° - 10km Marcia M65) - 1h05'31" a Lahti, ma quel più conta, e che avevo scritto nel resoconto di una delle giornate precedenti, è il fatto che Andreotti rappresenta il vero e proprio decano del masterismo italiano: quello di Lahti è infatti il 13^ mondiale (su 18) cui ha partecipato Andreotti. E' l'italiano che ha partecipato a più edizioni di questa manifestazione. Miglior risultato individuale l'argento di Christchurch nel 1981 nei 5 km di marcia. Poi un bronzo a Buffalo 1995. A Roma l'oro con la squadra nazionale nei 20 km di marcia. E ancora: 3 quarti posti ai mondiali (l'ultimo a Durban 1997). Ritornando al binomio, miglior risultato "storico" è il bronzo di Scimone Francesco Chico ad Hannover: 30 anni fa, era il 1979.
  • MANUELA SCORDINO (15^ - disco W50) - 19,14 valido per raggiungere il 15° posto. A Riccione non superò il barrage qualificatorio, mentre a Lubiana-08 giunse al 13° posto.
  • ROBERTO PIASER (18° - marcia 10 km M60) - 18° con 1h01'39". Rimane così come career best il 15° di Riccione 2007 nella 20 km di marcia. Un bronzo a Lubiana-08 sempre nella 20 km di marcia, sua specialità di riferimento.
  • SERGIO DOMIZI (20° - 10 km marcia M55) - tempo: 1h09'29". Career-best rimane il 13° di San Sebastian 2005 sui 5 km di marcia. Sui 10 km di marcia, a Riccione-07 Domizi giunse 24°: un piccolo miglioramento.
  • GUIDO CAROLLA (22° - lungo M70) - 3,32 per Carolla, un pò in calo rispetto ad Ancona-09 dove giunse 5° con 3,81. Era giunto 10° a Riccione-07 con 3,99.
  • PAOLO MUSCAS (28° - 10 km marcia M60) - 1h09'58" sui 10 km del percorso vicino allo stadio. Fu 41° a Riccione sui 10 km, mentre career best il 13° di Lubiana-08.
  • 200 (semifinali)
  1. Roberto Vaghi e Tristano Tamaro tra gli M70 passano grazie ai ripescaggi (rispettivamente 29"11 e 29"19): 5° e 6° tempo. Mai successo che due italiani tra gli M70 accedessero alla finale.
  2. Adel Salama non riesce nell'impresa di qualifcarsi tra gli M50: serviva 24"84, mentre Adel ha corso in 25"67. Meglio in batteria. Categoria difficile per gli italiani: sino ad ora, nelle 18 edizioni dei mondiali, solo in 3 sono riusciti ad entrare in finale (tre personaggi del calibro di Felicetti, Bianchessi e Ranzini), e il solo Claudio Ranzini ha vinto una medaglia (il bronzo di Riccione-07).
  3. Enrico Saraceni passa facile anche la semifinale: 23"38. Settimo italiano nella storia dei mondiali (nei 200 M45) ad accedere alla finale. Fin'ora solo Ferido Fornesi nel 2007 era risucito a vincere una medaglia (il bronzo) nella massima manifestazione master. Fuori invece dalla finale Domenico Furia (24"62), ma serviva un 24"15. Migliorato comunque il career best, visto che a Riccione si era fermato ai quarti di finale sui 200.
  4. Tra gli M40 si presentano in 4. Max Scarponi è in gran forma: 22"86 in pieno controllo. Primo della seconda serie. Dall'altra parte impressiona l'indiano Dinesh Rawat: 22"73, tallonato da Mauro Graziano (22"81). Sfortunato Alberto Zanelli: 23"33, battuto dal canadese Lemassif con 23"31 che entrerà in finale. Anche Marco Ceriani non lontano dall'accesso in finale: 23"45 (6° della prima semifinale) mentre Pierluigi Acciaccaferri 23"60, settimo nella medesima semifinale. Da due edizioni un italiano vince i 200 M40 (2005 a San Sebastian Saraceni, nel 2007 a Riccione Longo). Sarà la terza? (lo sapete già, ma è bello tenere la suspence).
  5. Fuori dalla finale tra gli M35 Paolo Chiapperini con 23"02 (si entrava con 22"92). Benatti 22"84 va in finale.
  • peso (qualificazione)
  1. Fuori dalla finale per poco più di un metro, Umberto Benevenia (10,37). Non riesce quindi ad accedere alla finale così come a Riccione-07 (15° totale come allora). Come miglior prestazione nel binomio (W65/peso) rimane il bronzo del 1981 in Nuova Zelanda di Bruno Porceddu.

06/08/09

Lahti, day-4: 3 ori e 3 argenti

Sono tornato solo ieri da Lahti. Consiglio per i naviganti: per chi ama la natura è la vacanza ideale, ma armatevi di pullover e k-way. L'altro ieri temperature siberiane... una cosa non è mai mancata: la pioggia, ma potrebbe essere stato un caso. Altro consiglio: la vita lassù costa cara. Molto casa, come il mio caffè espresso (ma che equivale ad un caffè molto lungo a queste latitudini) pagato 3 euro. Sono rimasto un pò indietro con la cronaca di Lahti (poi rimando ad una dettagliata analisi di quanto avvenuto al dopo-Lahti). A proposito: ho avuto la fortuna di soggiornare in albergo con il pluricampione mondiale, il Sig. Rovelli: un'altra storia affascinante al pari di quella di Ugo Sansonetti. Un "giovane" nell'anima e nel corpo. Pensate, mi ha detto del suo avversario principe, un giapponese. "Io lo guardavo e mi dicevo: ma questo sembra mio nonno!!!". Peccato che la nazionale italiana sia "diasporata" sulle tribune, e non vi sia un gruppo-tifo come molte delle altre nazioni. Vediamo invece atleta-per-atleta quanto accaduto il primo agosto... poi spero di portarmi alla pari nei prossimi giorni.
  • GIUSEPPE ROVELLI (oro - martellone M90) - Giuseppe Rovelli con 8,16 ottiene la sua prima medaglia d'oro ad un mondiale, in una delle categorie tradizionalmente più foriere di metalli pregiati. E' il settimo italiano sopra i 90 anni a vincere in un mondiale all'aperto una medaglia d'oro. Primo oro nel martellone (ma nel martello si sono avuti gli ori di Amoretti e Riboni). Parlando con lui, l'altro giorno, mi diceva: ho vinto quattro ori ad Ancona, quattro a Cattolica, e non sarebbe male continuare con la regola del quattro anche qui a Lahti.
  • UGO SANSONETTI (oro - 100 M90) - Ugo Sansonetti è invece l'ottavo italiano ultranovantenne a conquistare un oro mondiale (solo per l'orario in cui ha corso la gara rispetto ai lanci di Rovelli). 27° oro internazionale di Sansonetti (a me noto... probabilmente sono di più), 11° ad un mondiale all'aperto (questo dovrebbe essere esatto), 3° sui 100 (vanta, oltre a Lahti, gli ori di San Sebastian 2005 da M85 e Buffalo 1995 da M75). 10° oro italiano nei 100 metri ad un Campionato Mondiale Master (con soli 5 atleti).
  • ENRICO SARACENI (oro - 100 M45) - Enrico Saraceni vince finalmente nell'unica specialità della velocità dove ancora non aveva portato a casa l'oro. 29° oro internazionale (dato comprensivo delle staffette), 20° a livello individuale. E' invece il 4° oro individuale ad un mondiale (due ori sui 400, a San Sebastian e Riccione e uno sui 200 sempre a San Sabastian). Sui 100 ai mondiali open, vantava fino ad oggi l'argento a San Sebastian con 10"79 (suo PB), e il 4° posto a Riccione nella gara vinta da Mario Longo. Sempre nei 100, ma a livello indivudale, fu argento anche a Lubiana l'anno scorso e a Poznam nel 2006. Insomma, rotto un tabù.
  • BRUNELLA DEL GIUDICE (argento - martello W65). La Del Giudice ha trovato negli ultimi anni una forma davvero olimpica. Record e soprattutto medaglie. Nel mio database (ma mancano diverse edizioni degli Europei pre-2000) questo dovrebbe essere il 21^ podio internazionale (e come apice, l'oro mondiale di Clermont-Ferrand 2008 nel disco W65). Tutte medaglie vinte dal 2004 in poi. Presente alle precedenti edizioni dei Campionati Mondiali all'aperto sia a San Sebastian 2005 che a Riccione 2007 tra le W60, non andò oltre un 9° (peso, San Sebastian) ed un 11° posto. (Disco, Riccione). Che miglioramento!
  • GABRE GABRIC (argento - peso W90) - La Gabric incontra sulla sua strada la Canadese Olga Kotelko, e accade ciò che nessuno si aspettava: l'argento. Ma questo, consentitemi, è il bello dello sport: a 90 e passa anni la canadese e l'italiana hanno dato vita ad uno scontro centimetro per centimetro, che ha visto prevalere la Kotelko di soli 13 centimetri (4,86 vs 4,73). E' la prima sconfitta nel lancio del peso di una delle nostre più rappresentative atlete master dopo quattro vittorie consecutive nelle grandi manifestazioni internazionali master (da Riccione 2007, passando per Clermont 2008, Lubiana 2008 e arrivando sino ad Ancona 2009). Aspettiamo la reazione!
  • INGEBORG ZORZI (argento - alto W60) - l'altoatesina conquista la sua seconda medaglia mondiale, dopo il bronzo nell'heptathlon. Per lei un salto a 1,27, a soli 3 centimetri dall'oro dell'australiana Margaret Taylor. Del resto la Zorzi è tutt'ora campionessa europea al coperto, dopo l'1,25 di Ancona-2009 (e bronzo a Lubiana-08 e Linz-06). Migliorato (nettamente) l'ottavo posto di Riccione-07 (da W55) ma con 1,20.
  • TRISTANO TAMARO (4° - 100 M70) - Per Tamaro un quarto posto prestigioso con 13"89, nella gara che Guido Muller ha rischiato di perdere dal finnico Aimo Mikkola (13"17 vs 13"24). Il bronzo di Portorico-2003 (ma sui 200) rimane quindi la sua miglior prestazione ad un mondiale master all'aperto (a livello indoor nel carnet troviamo anche un argento nei 60 a Sindelfingen 2004). Sui 100 a Lahti la sua miglior prestazione di sempre, che migliora il 6° rango conquistato proprio a Portorico-2003.
  • PAOLO CHIAPPERINI (5° - 100 M35) - Il 5° posto è la sua miglior prestazione ad un campionato mondiale (11"27 dopo l'11"22 in semifinale) che pareggia l'analoga posizione di Clermont-Ferrand sui 60 metri. Quest'anno, nonostante in Italia sia già M40, due medaglie ai Campionati Europei indoor (60 e 200) e l'oro nella staffetta 4x200. Storicamente, nella categoria M35 la miglior prestazione ad un Campionato Mondiale sui 100 metri è stata quella di Antonello Palla (4° nel 2007 a Riccione). Chiapperini è anche il secondo finalista (proprio dopo Palla) italiano nella storia dei 100 M35 ad accedere alla finale.
  • MARIA LETIZIA BARTOLOZZI (8^ - disco W40). Con 30,91 la Bortolozzi giunge 8^ in una gara dove la vincitrice, la Lituana Mikelyte lancia addirittura 47,47 metri! La seconda a "soli" 14 metri di distanza (33,65). Con 33,52 finiva il podio. Quest'anno l'atleta toscana aveva lanciato oltre i 32: non troppo distante quindi. A Riccione arrivò il bronzo nel disco W40 con 32,40 (miglior prestazione ad un campionato del mondo, mentre a livello di podi la Bartolozzi vanta l'argento ad Helsinki-07, euroindoor, nel martellone): il livello medio si è quindi di molto elevato. Aspettiamo le altre specialità.
  • SERGIO LOVANIO (8° - 5000 M55) - ottava posizione di Lovanio sui 5000 con 17'40"48. L'Italia non ha mai vinto questa specialità (in questa categoria) e troviamo solo due argenti (l'ultimo nel 1985 a Roma, dall'hall-of-famer Cesare Bini. Il primo addirittura nel 1979). Quella di Lovanio è proprio la terza prestazione italiana di sempre (come posizione) ad un Campionato Mondiale master, dietro alle due datate medaglie. Prima presenza ad una manifestazione internazionale master per questo atleta.
  • ALFREDO STELLA (20° - 5000 M65) - Purtroppo la scissione in due serie dei 5000 in molti casi ha compromesso l'esito delle gare. Un conto è sulle gare corte come gli 800, ma su quelle lunghe, è fin troppo facile mettersi a fare il ritmo e battere coloro che sono partiti nella serie precedente. Stella giunge 6° nella prima serie, e 20° nell'aggregate. Alfredo Stella è uno dei "veterani" del mondo master italiano: partecipa alle grandi manifestazioni master (random) sin da Turku-91. Miglior risultato un 15° nei 10000 a Portorico-2003. Miglior posizione (con il 20°) invece nei 5000 proprio a Lahti (dove vantava un 33° a Gateshead-99).
  • LUNGO M40 (qualificazioni) -
  1. Giorgio Federici piazza la miglior misura di qualificazione dei due gruppi: 6,32 al primo tentativo. Passato. Tra mondiali ed Europei, Giorgio è salito sette volte su otto sul podio (unico neo il 4° posto di Ancona 2009): due argenti tra San Sebastian-05 e Riccione-07. Michele Ticò si qualifica con 6,11 (settima misura del seeding). Nel suo palmares internazionale 3 quarti posti tra asta e lungo (3 medaglie di legno...): nel lungo l'ultimo "legno" a Helsinki 2007. A Riccione proprio nella stessa specielità arrivò ottavo. Migliorerà in finale? Vedremo dopo. Il "nuovo" Alberto Tifi esordisce con 6,14 ai Mondiali open, dopo l'esordio internazionale di Ancona (duplice settimo posto nei salti in estensione). Si qualifica per la finale anche Antonio Boldrini, con 5,70 (ultima misura a disposizione). A Riccione-07 giunse 12°. Due finali mondiali in due edizioni consecutive come M40. Alla finale, quindi, un terzo di atleti italiani (4 su 12).
  • 100 (semifinali):
  1. Tristano Tamaro si qualifica per la finale tra gli M70 con il quarto tempo (13"95). Il podio sembra fuori portata: i finlandesi in particolare sembrano essere usciti da chissà dove e vanno come lippe. Interessante vedere se Guido Muller (il fenomeno tedesco con cui Tamaro ha dovuto per anni convivere all'ombra) saprà domare soprattutto Mikkola (13"28 vs 13"42).
  2. Tra gli M50 l'Italia presenta Adel Salama e Gabriele Carniato. Semifinali proibitive (ma non troppo), tanto che il tempo per accedere alla finale sarà 11"94. Adel Salama (nella semi aiutata dal vento) corre in 12"08, mentre Carniato (in quella avversata da Eolo) 12"56. Per Adel prima partecipazione ad un mondiale (agli Europei di Ancona fu squalificato in batteria), mentre Carniato raggiunge una seconda semifinale mondiale dopo quella sui 200 di Riccione-07. Per adesso il 7° posto di Lubiana-08 rimane la sua miglior prestazione di sempre.
  3. Marinella Signori rimane invece l'unica donna italiana nella velocità a disputare una semifinale. Dopo i fasti degli anni passati un notevole passo indietro del movimento (dovuto in massima parte alle assenze). Nelle W45 corre in 13"59 che non le consentono l'accesso in finale (si entrava con 13"10). Si ferma così ancora in semifinale la corsa della Signori così come a Riccione: la sua miglior prestazione a livello internazionale rimane il 6° posto ai mondiali indoor di Sidelfinge-04 dove giunse sesta.
  4. Tra gli M45 tutto facile per Enrico Saraceni che vince in 11"31 la propria semifinale, laddove tutta la categoria cerca (invano) un avversario che lo possa minimamente mpensierire sino ai 400. L'unico a poter creare qualche lieve fastidio (almeno in partenza) al pescarese sembra essere il nerboruto britannico Dalton Powell (ma probabilmente dovrebbe perdere una decina di chili per poter correre anche dai 50 in su). Domenico Furia esce di scena con 12"07 (serviva 11"93 per la finale, più o meno come per gli M50). Questa rimane comunque la sua miglior prestazione ad un campionato mondiale, visto che a Riccione si fermò ai quarti di finale nei 200.
  5. Negli M35 approdano alle semifinali Paolo Chiapperini e Fabio Orlandi. Chiapperini (che di fatto in Italia corre tra gli M40) accede in finale correndo in 11"22 nella meno abbordabile (ormai il livello prestativo è di molto aumentato nelle categiorie d'esordio). Presenti sia l'indiano Amit Khanna che il nigero-finlandese Nnamdi Anusim (entrambi presenti a grandi manifestazioni internazionali IAAF degli ultimi anni). A Riccione 2007, causa il ritorno alle competizioni dopo un periodo di stop, si fermò in batteria. Fabio Orlandi, da parte sua, si ferma con 11"82 al secondo turno. Una serie di infortuni a ripetizione non gli ha permesso di avere la forma che lo portò al bronzo europeo di Lubiana sui 200.
  • 800 (semifinali)
  1. Luigi Ferrari passa "facile" tra gli M50 in 2'05"98. Ad Ancona 2009 si è laureato campione d'Europa con 2'11"92. Vedremo cosa farà in finale.
  2. Lucia Tagliapietra corre in 3'09"44 la propria semifinale W45 degli 800. Non sufficiente per passare in finale (2'55"07). A Riccione giunse 26^ nell'overall con 3'08"56: qui 14^.
  3. Francesca Pini Prato: anche per lei correre in 2'40"14 non è sufficiente ad accedere alla finale tra le W40 (si entrava con 2'34"06). I migliori risultati a livello internazionale sono comunque sempre arrivati da distanze maggiori (con l'argento nella mezza maratona a squadre di Linz-06). Miglior risultato ad un mondiale il settimo posto a Clermont-08 nel cross, mentre a Riccione giunse 7^ nei 10000. Negli 800 era giunta ottava a Lubiana-08.
  • disco (qualificazioni)
  1. Tra gli M65 si presentano Umberto Benevenia e Romano Graziano Bianco. Purtroppo poca fortuna per i due. Si passava in finale con 38,92. Bianco primo escluso con 38,21, mentre Benevenia esce con 34,46. Per Romano anche a Riccione-07 la gara finì alla fase di qualificazione, 29° con 37,80: netto comunque il miglioramento (13° al mondo). Per Benevenia, dopo l'ottavo posto di Clermont-08 e l'11° di Ancona-09, una prestazione (34,46) che è la sua miglior prestazione ad un campionato internazionale.
  • 400hs (semifinali)
  1. Tra gli M45 Frederic Peroni si presenta con 58"36, secondo tempo assoluto prima della finale. Quest'anno Frederic ha sfiorato il record italiano correndo in 57"16, e sperare nella medaglia è (era) nel normale ordine delle cose.
  2. Roberto Amerio, M40, infortunato un paio di settimane fa, stoicamente si presenta sui blocchi dove ottiene 59"78, ultimo tempo valido per accedere alla finale.
  3. Gian Luca Camaschella, già autore di buoni tempi nell'attività nazionale nelle ultime settimane, corre in 59"91 in pieno controllo ed accede facilmente alla finale. 4° tempo totale.
  4. Alessandro Cipriani, M50, anche lui in finale con 1'02"93, 8° tempo d'accesso nelle tre semifinali (di fatto una pre-finale). Antonio Muratore, nella stessa categoria, 1'11"96 (all'esordio internazionale).
  5. Cristina Amigoni ha invece dominato le batterie dei 400hs W40 con 1'07"33 (primo tempo). Giuseppa Lacava fuori con 1'15"87.
  6. Tra gli M70 non ce l'hanno fatto ad accedere alla finale dei 300hs sia Sergio Veronesi (58"83) che Guido Carolla (1'03"84). Nessun M70 della storia del masterismo italiano è riuscito sino ad ora ad accedere alla finale dei 300hs. A livello internazionale mai vinta una medaglia (sempre con gli M70) e miglior posizione il 4° proprio di Veronesi a Lubiana l'anno scorso.

25/05/09

Gran Premio dell'Adriatico, festa dell'atletica master

(foto dal sito dell'Atletica Torrione) - Peccato per una cosa: che chi ha inserito i risultati del Gran Premio dell'Adriatico, non abbia inserito l'anno di nascita dei vari atleti. Ergo, nessun risulato convertibile in AGC (a chi eventualmente fosse stato interessato). Peccato anche non esserci: francamente non ne sapevo nemmeno dell'esistenza di questa manifestazione master (chiedo venia!). 5 record italiani (2 di Vincenzo Felicetti, uno a testa tra Brunella Del Giudice, Mario Longo ed Enrico Saraceni). Vediamo quindi quello che è emerso sfogliando i vari risultati.
  • Ebbene, innanzi tutto il record dal martello F65 (3 kg) ottenuta da Brunella Del Giudice, che migliora il suo stesso risultato dell'anno scorso (35,43 vs 34,58). Il pedegree? La Del Giudice vanta la ben 4 allori internazionali, 3 dei quali dal "martellone" e uno dal disco: 1 mondiale (Clermont) e 3 europei. Dal 2005, ogni anno Brunella ha vinto in una grande manifestazione internazionale. Poi 8 argenti e 8 bronzi: purtroppo non ho ancora i dati di Riccione 2007, quindi il bottino potrebbe essere più pingue.
  • Mario Longo per parte sua ha finalmente infranto la barriera degli 11", migliorando il record italiano M45 dei 100 per la terza volta dall'inizio stagione: 10"94 per lui. Grande tempo, che ha trascinato un altrettanto performante l'M40 Max Scarponi ad un gran tempo (11"14). Si è rivisto sui 100, dopo i problemi fisici dell'inverno, Enrico Saraceni che ha corso in 11"57. Ancora bravo Antonio Rossi (M55), che ha corso in 12"42.
  • Ottimo Dario Rappo sui 1500 M60: 4'50"04. Il record è un pò lontano (4'33"57) detenuto da uno dei mezzofondisti italiani over-35 più forti della storia Master: penso che senza ombra di dubbio il migliore sia stato Luciano Acquarone, ma Cesare Bini si possa accomodare tra i primi 5.
  • Dai 400 arriva il record M45 telefonato di Enrico Saraceni: 51"84, 18 centesimi in meno del 52"02 del tempo ottenuto in semifinale ai mondiali San Sebastian 2005 dal mio amico Ettore Ruggeri (sarebbe poi stato bronzo in una finale memorabile, con i primi 3 separati da pochi centesimi). Telefonato anche il record di Vincenzo Felicetti tra gli M60: 57"49, che abbassa il freschissimo record di Aldo Del Rio, ottenuto a Settembre 2008 (58"09). Bravo anche Max Poeta, M35, con 52"18. Ha sfiorato di un niente il record M70 Filippo Torre, che correndo in 1'08"47: il record è fissato a 1'08"0, corso da Ivano Tosatti nel 2008.
  • Nel disco Rosanna Grufi si è avvicinata molto alla sua m.p.i. F55 ottenuta nel 2008: 27,62 vs 28,42. Anche Brunella Del Giudice ha sfiorato la m.p.i. F65: 24,69 vs 25,95.
  • Altra sfida Longo-Saraceni sui 200 M45: stavolta non sono caduti record, ma è stata bella la sfida: 22"70 a 23"14. Ancora grande prova di Max Scarponi (22"75), e secondo record di Vincenzo Felicetti nei 200 M60 (25"55) cha cancella dall'albo d'oro il decennale record (25"68) dell'ombra di Guido Muller, Tristano Tamaro.