- 27"82 - 05/02/2011 - Ancona - Gambelli Annalisa
- 28"16 - 27/03/2009 - Ancona - Rosa Marchi
- 28"50 - 01/03/2009 - Ancona - Rosa Marchi
- 29"38 - 04/03/2007 - Ancona - Gabriella Ramani
07/02/11
La Gambelli non si ferma più: suo anche il record F45 dei 200
30/01/11
Altri due record master: Annalisa Gambelli nei 60 F45 e Antonio Maino nel peso M60
- 8"70 - Umbertina Contini - Ancona 20/02/99
- 8"55 - Rosa Marchi/Marinella Signori - Ancona 28/02/09
- 8"47 - Annalisa Gambelli - Ancona 30/01/11
10/02/10
Un ritratto di Rosa Marchi su Giovanni Vacalebre
La sua è una personalità forte, dalla quale traspare una grande determinazione ma anche un animo particolarmente sensibile. I suoi occhi brillano quando parla delle sue passioni: la famiglia, l'atletica, le amicizie, i viaggi. In gioventù, con le forzate interruzioni legate al conflitto bellico, Giovanni è stato un marciatore di livello nazionale. I ricordi di quelle gare sono ancora conservati come reliquie dentro uno straordinario album contenente foto e articoli di giornale di quegli anni. “E' merito di mia madre - racconta - se questo album è arrivato intatto fino ad oggi”. E' facile, sfogliando quelle pagine e ascoltando le sue parole, lasciarsi trascinare indietro nel tempo. “Il mio incontro con la marcia è avvenuto casualmente nel 1935”, spiega. “Ero a Catania, la mia città natale, e sono stato reclutato all'ultimo momento da una società per coprire i 12 km. Ricordo che non avevo le scarpe adatte e arrivai con le piaghe ai piedi. Mi notò Francesco Fontanarosa, un famoso marciatore dell'epoca, che divenne il mio allenatore”. Il giovane Giovanni si mise in evidenza per la sua volontà, ma non solo. La marcia, in quegli anni, era molto diversa da quella attuale e lo stile era un importante elemento di valutazione: “Vince il premio come miglior stilista Giovanni Vacalebre”, si legge in un ritaglio di giornale. In un altro articolo il patriarca della marcia italiano, Ugo Frigerio, lo definisce “un buon elemento ammirevole per la grande volontà”. A 19 anni si trasferisce al centro sportivo di Trieste, quindi milita in società venete storiche come la Bentegodi Verona, squadra con la quale vinse il titolo italiano, e il Gat Treviso. Sono numerose le foto che lo ritraggono in veste di atleta in quel periodo; in una lo si riconosce a fianco del mitico Adolfo Consolini.Nel dopoguerra, intraprende la carriera nell'esercito, continuando a praticare la marcia e disputando la sua ultima gara nel 1953. Nei successivi 55 anni la sua vita scorre esclusivamente tra lavoro e famiglia. Nel 2008 Giovanni è uno stimato maresciallo in pensione e le competizioni sono solo un ricordo lontano che riaffiora di tanto in tanto sfogliando il prezioso album. In un angolino del suo animo è però sempre rimasto, come una “bronsa cuerta”, lo spirito dell'agonista; così, quando casualmente si imbatte in un articolo di giornale che parla dei Mondiali Master di Riccione e nel quale viene citato (tra i medagliati) anche Carlo Bomba, la scintilla torna improvvisamente a riaccendersi. “Carlo lo conosco, gareggiava con me; ricordo che lo battevo…”, pensa. “Se c'è riuscito lui, perché non provare anch'io?”. Ecco che così, ottantanovenne, Giovanni decide di tornare alle competizioni. Nel suo progetto viene supportato dalla palestra che frequenta da diversi anni, la Bodadilla di Vittorio Veneto, dove tutti, a partire da Renzo, il titolare, sono suoi grandi sostenitori.
La moglie Giuseppina, la figlia Paola Alessandra e il nipote sono i suoi primi tifosi. Si tessera con la Bodadilla Sport e debutta agli italiani master di Bressanone, giungendo secondo tra gli M85. “E' stata un'esperienza bellissima”, ricorda. “Era come se il tempo non fosse passato. Ero di nuovo in gara. Unica differenza, il riscontro cronometrico: ho impiegato 44 minuti, contro i 25 che mi bastavano in gioventù per marciare sui 5 km. Ritrovare tanti amici di un tempo come Ottavio Missioni, ma anche incontrarne molti di nuovi... E' stata una vera festa”. La scoperta del mondo master gli schiude nuove prospettive, per le quali trova energie inaspettate. Nel 2009, da M90, vince i campionati italiani di Cattolica e organizza la trasferta in Finlandia per partecipare ai Mondiali di Lathi. Ci va in camper con la moglie e il fratello settantacinquenne. Per arrivare impiega più di tre giorni, attraversando cinque nazioni. Lo entusiasma la splendida atmosfera che si respira in una manifestazione internazionale master. La conoscenza dell'inglese, acquisita durante la guerra con i suoi tre anni di prigionia in Arizona, gli permette di conoscere tanti sportivi da tutto il mondo. In gara si ritrova ad inseguire il beniamino di casa, il finlandese Onni Huotari: a due giri all'arrivo lo supera, ma prima lo abbraccia e lo incita, perché la sportività per lui è un valore irrinunciabile.
Taglia il traguardo al primo posto, diventa campione mondiale ed esterna in un pianto irrefrenabile la sua gioia e commozione. Rientra in Italia da vero e proprio personaggio. Tutti lo vogliono intervistare; partecipa come ospite anche ad una trasmissione di Canale 5: “Ma non è stata un'esperienza del tutto positiva”, confida. “Alla fine non mi hanno chiesto nulla sua mia attività sportiva”. Noi invece ci teniamo eccome a conoscere il Giovanni “atleta”, così gli chiediamo subito com'è strutturato il suo programma di allenamento. “Mi alleno presso la palestra per tre mattine alla settimana. Inizio con 20 minuti di tapis roulant, per proseguire con 10 minuti di byke, 15' di rotex e 15' di recline”, spiega con meticolosità. “Il tutto intervallato da esercizi di stretching. Alla fine mi aspetta il bagno turco e un bell'idromassaggio. Dal mese di marzo inizierò la preparazione specifica con la marcia all'aperto”. Nel suo mirino per il 2010 ci sono i Campionati Italiani e gli Europei di Nyíregyháza. “Poi vedremo. Tutto può succedere alla mia età”. Giovanni un sogno ce l'ha, ed è quello di volare oltreoceano, il prossimo anno, per difendere il titolo iridato ai Mondiali di Sacramento. Noi gli auguriamo con tutto il cuore di realizzarlo.08/02/10
Il weekend dei master: 3 record italiani e un'ondata di risulati
- Neviani-record: Cambiamo specialità e record, e ci spostiamo per farlo in Val D'Aosta: il record in questione è quello del salto triplo femminile e quando parliamo di Salto Triplo al femminile non possiamo non parlare di Elisa Neviani. Entrando nel 45° anno (è infatti del '65) potevamo scommettere a occhi chiusi su una sua prestazione "storica": e così è stato: 10,62, probabilmente anche sotto le sue reali possibilità, ma comunque sufficiente a superare il vecchio record della bergamasca dell'Asi Veneto Laura Bianchi (9,57) stabilito solo un paio di anni fa. Più di un metro. Per Elisa è il secondo record detenuto, assieme a quello nella categoria F40 all'aperto (11,99). Quello indoor sempre nei 40 gli era stato battuto da Maria Costanza Moroni che a Torino l'anno scorso lo aveva portato a 12,38 salvo poi saltare la stagione all'aperto preservando il record della Neviani da possibili attacchi.
- La Belletti inaugura il nuovo peso: Il terzo record arriva ancora da Aosta: è record anche se un pò "particolare". Infatti è stato stabilito nel lancio del peso veterani F75 da Maria Luigia Belletti, ma col nuovo attrezzo da 2 kg, mentre fino all'anno scorso i record tabellati avvenivano con il peso da 3 kg: il nuovo risultato è 6,73. Col peso da 3 Anna Flaibani nel 2003 lanciò 6,47. Per la Belletti è il 6° record detenuto: 3 nel salto in alto, uno nel lungo, uno con la staffetta 4x100 nazionale F70 e appunto quello di sabato nel peso.
- Ancora Morigi e gli altri velocisti: l'M50 Marco Morigi, dopo la bomba dell'altro giorno sui 60 (7"57, a 5 centesimi dal record italiano di Massimo Clementoni), continua a sorprendere anche l'Accademia della Crusca della Velocità Lombarda che mi pregio di contattare per commentare (virtualmente vicino ad un camino di una living-room prettamente britannica) i risultati della settimana. A Modena, per Morigi un altro centesimo in meno: 7"56 (4 centesimi dal record...) e piccolo spostamento in avanti nell'AGC, dove si issa sul podio virtuale scavalcando Marco Boggioni di 2 centesimini (95,55 a 95,53). Proprio nel fine settimana si presentano anche i pezzi da 90, a partire dall'umbro Antonio Rossi, che quest'anno si presenta nella nuova categoria M60. Il suo esordio ad Ancona in 8"11 gli vale 95,37%, cioè il 5° posto nell'overall AGC. Il record italiano di Tamaro non è nemmeno troppo lontano: 7"90. Una curiosità su Antonio Rossi: ha vinto le ultime 10 edizioni dei 60 metri ai campionati italiani, in pratica tutte quelle negli M50 e tutte quelle negli M55. Filotto di 10 anni... Un'altra new-entry da Castenedolo: Giovanni Mocchi, M55 corre in 8"02 i 60 che gli fruttano 94,50%, cioè il 7° posto nel seeding AGC. E' il tempo dell'esordio anche di Paolo Chiapperini, che piazza il tempone: 7"18, cioè il miglior M40 italiano dell'anno, il secondo master in assoluto dopo il 6"97 di Mario Longo. E ora Max Scarponi come reagirà? Negli M35 Luca Forti corre in 7"25: miglior M35 del 2010.
- ostacoli: Luca Giovannelli (che non penso venga ai campionati master) ottiene il suo miglior tempo dell'anno: 8"09, cioè 92,96 AGC, seconda prestazione M35 dopo l'8"06 di Andrea Alterio. Ma migliora anche Stefano Longoni a Magglingen: 8"25, a soli 4 centesimi dal record personale: 91,16%, terzo ostacolista in assoluto in AGC del 2010.
- Donne: Rosa Marchi, F45, torna sui 60 metri di Modena: 8"67, 2 centesimi in meno di Daniela Ferrian quando 3 settimane fa esordì ad Aosta e soprattutto con un controvalore di 88,46 agc, cioè 3^ donna nell'overall al femminile. Emanuela Baggiolini a Magglingen abbassa di un secondo il suo tempo sui 400: 58"23, cioè 88,17 agc (4^ donna assoluta nel 2010 nella speciale classifica) e i 200 in 26"72. Altra new-entry alle sue spalle nella graduatoria generale: la F40 Susanna Tellini, anche lei al rientro (ma dopo un lungo infortunio ad un braccio) a Castenedolo con un bel 60 corso in 8"55 (87,76%). Ad Ancona invece è andata in scena l'ennesima puntata della storia del record italiano 800 F35: protagoniste nella prima batteria del meeting la freschissima detentrice (si parla della settimana scorsa) Lucia Pollina, la titolare del record per qualche giorno nel 2009 Paola Tiselli, e una delle più titolate pretendenti (insieme ad Elisabetta Artuso): Patrizia Spuri. Il neo record di 2'13"08 è stato avvicinato dalla reatina ma non abbassato: 2'13"69, con il quale ha vinto la gara proprio davanti alla siciliana (2'14"88). 2'16"92 invece per la Tiselli.
20/09/09
Scudetti Master ad Asi Veneto e Olimpia Rimini

18/09/09
Rosa ci introduce alla finale dei c.d.s. master 2009
Il regolamento di questa manifestazione viene spesso criticato, le tabelle di punteggio di riferimento utilizzate sono sicuramente migliorabili perché favoriscono alcune categorie rispetto ad altre ma... è una manifestazione unica, che tanti master all'estero ci invidiano. Non ho ancora trovato una nazione che disputi un campionato di società master come il nostro, e di questo possiamo essere orgogliosi.
A difendere il titolo ci sarà l'Olimpia Amatori Rimini tra gli uomini, a cui lo scorso anno un deplorevole errore della segreteria nell'inserire nel sistema i risultati delle staffette 4x400 ha negato alla squadra la gioia i festeggiare sul campo. In campo femminile le atlete campionesse d'Italia 2008 della Capidoglio Palatino sono migrate nella nuova formazione della Romatletica. Per l'inossidabile Anna Micheletti e per le atlete del suo gruppo si tratta di un dominio di dura da 7 anni, periodo nel quale hanno vestito le maglie di 4 diverse società.
Il regolamento 2009 ha ripristinato la possibilità delle squadre di schierare 2 atleti per ogni gara, con grande gioia delle squadre più numerose che potranno coinvolgere più atleti. Senza per questo penalizzare troppo le società più piccole perché nella classifica di società rientrerà solo il miglior piazzamento di ogni gara. Delle 15 gare in programma verranno scartate le due con il punteggio più basso, regalando un po' di tranquillità alle squadre di fronte agli imprevisti che incombono sempre come spade di Damocle tra gli over 35.
Su tutto dominano le tabelle di punteggio Fidal 2007, scartabellate da ogni squadra con cura, quasi da perderci la testa, al fine di schierare la formazione più competitiva. Sono le tabelle che permettono di assegnare un punteggio ad ogni risultato, rapportato alla fascia di età di appartenenza, al fine di stilare una classifica unica per ogni gara. Sono la chiave di conversione che ribalta la classifica per prestazione e la trasforma in una classifica per punteggio, nella quale il primo si ritrova con 100 punti, il secondo con 99 e così via. A questo si aggiunge poi la regola tutta italiana (non contemplata dai regolamenti master internazionali) per la quale la categoria di appartenenza della staffetta viene assegnata in base (un momento, ce la posso fare..) alla media degli anni che gli atleti compiono nell'anno. Solo chi l'ha provato sa cosa significa perdersi nelle combinazioni dei vari atleti della squadra al fine di trovare la fascia d'età più favorevole in rapporto al risultato previsto. Un vero e proprio rompicapo!
Ma questi sono aspetti di strategia, normalmente seguiti solo da una o due persone all'interno di una squadra. Per tutti gli altri, i “convocati”, che spesso ignorano i macchinosi meccanismi che regolano questi campionati, c'è soprattutto la gioia di esserci, di poter partecipare a questa manifestazione imperdibile. Ad inizio anno ci si segna in agenda i week end della fase regionale e della fase nazionale. Ci si organizza per essere liberi, pianificando ferie o permessi, sistemando i figli o facendosi accompagnare dalla famiglia. Alcune società hanno la possibilità di finanziarsi la trasferta tramite gli sponsor, per altre l'autofinanziamento è d'obbligo. C'è chi si trova a disputare “la propria” gara, quella per la quale si è preparato tutto l'anno. C'è chi invece per esigenze di società e di “copertura” si trova ad improvvisare una specialità nuova. C'è chi arriva in perfetta forma, pronto a siglare qualche primato italiano, e chi, pur acciaccato, si presenta alla partenza o in pedana per puro spirito di squadra e perché sa che comunque, anche quella prestazione poco “dignitosa” puo' essere molto importante per la propria società. Per me questi sono i “piccoli eroi” dei campionati di società. Come Isabella, classe 1949, alla quale lo scorso anno chiedemmo se fosse disposta a “coprire” la gara del giavellotto. Ricordo quando con sguardo preoccupato mi chiese “ma cos'è il giavellotto?”, lei che da pochi anni macinava solo gare su strada. Disse alla fine di si, allenandosi nelle settimane precedenti alla gara con una applicazione e un impegno commoventi..
E poi si fa gruppo, si lasciano a casa problemi e difficoltà, e per un week end si è protagonisti tutti insieme. Ed una gioia condivisa regala molto di più di una gioia individuale... Sono i nostri giochi di squadra, i nostri “giochi senza frontiere”, come mi ha detto poco fa un master che ho incontrato in pista. E allora via, con le nostre mascotte di peluche che rappresentano gli animali più vari, l'atleta trombettista che suona la carica, gli striscioni e le urla di incitazione. E l'età resta solo un numerino riportato a fianco ad un risultato, perché noi, in gara, la dimentichiamo...
Il mio augurio è che queste due giornate vengano vissute da tutti con grande spirito sportivo, di rispetto dell'avversario e di amicizia, valori che nell'ambito master non possono e non devono mai mancare. Un grosso in bocca al lupo e un sorriso a tutte le squadre in gara!
News di Rosa Marchi per Webatletica.it
16/05/09
Aggiornamento record master: dopo 30 anni cade quello dei 10000 M40
I record più vecchi maschili (record "Fidal") - Fonte Corbelli-Fasolato
- 24/07/1938: 400HS M40: 55"6m - Luigi Facelli (1898)
- 21/06/1962: martello M55: 49,61 - Giuseppe Soldi (1907)
- 15/09/1978: 20 km marcia: 1h28'09" - Abdon Pamich (1933)
- 30/06/1979: 10000 M40: 30'15"5m - De Palmas Renato (1939)
- 22/08/1979: 1500 M55: 4'26"9 - Gino Endrizzi (1924)
- 12/04/1980: 100 el M50: 11"92 - Francesco Bianchessi (1930)*
- 18/06/1980: disco M35: 63,66 - Silvano Simeon (1945)
- 17/10/1981: 10000 M50: 32'05"5m - Acquarone Luciano (1930)
- 18/07/1982: maratona M50: 2h28'22" - Acquarone Luciano (1930)
- 15/09/1982: disco M45: 51,70 - Carmelo Rado (1933)
- 16/10/1982: 3000 M50: 9'03"6m - Acquarone Luciano (1930)
- 20/05/1983: 800 M50: 2'04"8m - Greppi Enrico (1933)
- 04/06/1983: 200 M45: 23"0m -Callegari Nando (1938)*
- 02/08/1983: disco M40: 62,16 - Armando De Vincentiis (1943)
- 29/04/1984: disco M50: 48,92 - Carmelo Rado (1933)
- 22/06/1984: triplo M45: 13,70 - Bortolozzi Giorgio (1937)
- 24/06/1984: martello M55: 52,28 - Silvano Giovannetti (1929)
- 02/09/1984: 10 km marcia: 47'48"2 - Carlo Bomba (1921)
- 25/06/1985: 5000 M55: 16'03"52 - Acquarone Luciano (1930)
- 25/06/1985: triplo M60: 11,45 - Amelio Compri (1925)
- 28/09/1986: maratona M55: 2h37'32" - Acquarone Luciano (1930)
- 20/06/1987: lungo M50: 6,29 - Davoglio Delfino (1937)
- 18/08/1987: 800 M55: 2'09"2m - Bonvecchio Lodovico (1930)
- 26/09/1987: 200 M35: 20"68 - Pietro Mennea (1952)
- 11/1071987: 20 km marcia: 2H06'40" - Giulio De Petra (1910)
13/02/09
Enrico Saraceni al terzo record italiano del 2009: 50"35 sui 400 M45
Aggiorniamo così i nuovi record italiani ottenuti nel 2009:
- 60hs M35: 7"76 - Andrea Alterio
- 60hs M35: 7"81 - Andrea Alterio
- 60hs M35: 7"93 - Andrea Alterio
- 60 M40: 6"94 - Mario Longo
- 60 M45: 6"94 - Mario Longo
- 60 M45: 7"02 - Mario Longo
- 60 M45: 7"06 - Mario Longo
- 60 M45: 7"10 - Mario Longo
- 200 M45: 22"85 - Enrico Saraceni
- 400 M45: 50"34 - 12/02/09 - Ancona - Enrico Saraceni
- 400 M45: 52"02 - Enrico Saraceni
- 800 M60: 2'20"85 - Dario Rappo
- asta M60: 3,30 (eguagliato) - Ghi Arrigo
- triplo F40: 12,04 (eguagliato) - Moroni Maria Costanza
- 800 F50: 2'30"65 - Anna Pagnotta
- 3000 F50: 11'04"35 - Maria Lorenzoni
- asta F50: 3,30 mt - Carla Forcellini
- asta F50: 3,00 mt - Carla Forcellini
Record Europei: - alto M45: 2,00 (eguagliato) - Marco Segatel
30/01/09
Dal Veneto: brilla la F35 Marongiu
Cross a Taglio di Po nel Veneto, riservato ai Master ed Amatori. Qui la notizia data da Rosa Marchi sul sito www.fidalveneto.it, dove emerge la ottima prestazioni della nostra amica Sonia Marongiu, vincitrice assoluta e della categoria F35. La notizia sulla vittoria di Sonia lo trovate anche sul blog della società Asi Veneto di Rosa Marchi a questo link. (la foto della Marongiu tratta dal blog http:// masterasiveneto.blogspot.com)24/01/09
Il ritratto di Vittorio Colo'
23/01/09
Il ritratto di Edgardo Barcella
Il senso di questo blog, nato ieri, è poter raccontare la stessa storia: quella del mondo master. Ci saranno altre iniziative, altri slanci, che faranno migliorare questa piccola-grande realtà. Una cosa è certa, è la "comunità" o, detta all'inglese, il network, la ragnatela, che crea questo mondo, portandolo ad avere un'identità, un profilo, dei nomi, dei volti, degli intenti.Da allora qualcosa è successo, forse proprio sull'onda di questo successo mediatico-sportivo.
Qui, al link, il bellissimo articolo su Edgardo Barcella eseguito dalla "ritrattista" Rosa Marchi ,sul suo blog.
22/01/09
I titoli italiani della maratonina: articolo di Rosa Marchi
(fonte: fidalveneto.it: qui il link all'articolo)(a cura di Rosa Marchi) Il 16 novembre scorso, in occasione della Maratonina di Riva del Garda che ha visto all'arrivo 3.700 atleti, si sono assegnati i titoli italiani individuali e di società master.
Due le vittorie di categoria firmate Veneto, merito di Giovanna Ricotta (Atletica ASI Veneto) - che ha dominato tra le MF35 in 1h17'06", distaccando di oltre 6 minuti la seconda classificata (Rosa Alfieri in 1h23"44) - e di Liviana Piccolo (GSA Venezia), vincitrice tra le MF60 in 1h36'03" con un distacco di un minuto e mezzo sulla genovese Diana Schenone.
Sul podio anche Morena Dal Pos (Atletica Mareno), seconda classificata tra le MF45 in 1h26"08 a soli 9 secondi dalla vittoria, Elsa Mardegan (Idealdoor Lib. S.Biagio), giunta alle spalle della Dal Pos, e Michela Ipino (Bassano Running Store), terza tra le MF35.
In campo maschile purtroppo nessun atleta veneto è riuscito a salire sul podio.
GLI ATLETI VENETI SUL PODIO:
DONNE: MF60: 1. Liviana Piccolo (GSA Venezia) 1h36'03". MF45: 2. Morena Dal Pos (Atletica Mareno) 1h26"08, 3. Elsa Mardegan (Idealdoor Lib. S.Biagio) 1h30'16" MF35: 1. Giovanna Ricotta (ASI Veneto) 1h17'06"; 3. Michela Ipino (Bassano Running Store) 1h24'11.
UOMINI: nessuno.
Link al sito della manifestazione con tutte le classifiche: [clicca qui - http://www.trentinoeventi.it/index.php/halfmarathon/classifica/it+en+de/]
Per segnalazioni scrivi a: rosax@tiscali.it.
Per altre notizie, vai nella sezione Area Master di questo sito: [clicca qui – http://www.fidalveneto.it/content.asp?contenttype=Area%20Master]
Nella foto: Giovanna Ricotta (di R. Marchi)
I ritratti di Rosa: Andrea Benatti
La nostra amabile Heidi dell’atletica master, Rosa MARCHI , ha realizzato un ritratto molto approfondito di Andrea BENATTI che assieme a Daniele BIFFI dalla fine del 2007 hanno dato vita a WEBTLETICA, un altro sito internet indipendente e a noi molto affine. Per cui molto volentieri vi proponiamo questa sorta di biografia atletica di BENATTI.
L'esordio
Capita a volte di avere la sensazione che il tempo scorra sempre più velocemente, e che gli anni passino in un amen. Ma se la memoria tenta di ritornare indietro per riafferrare attimi o ripercorrere la nostra vita, allora forse ci rendiamo conto di tutto il tempo passato. Riportiamo indietro le lancette del tempo di quasi 25 anni. E' il 1985 e un ragazzino vivace partecipa a “Porta a porta”. Nulla a che vedere con il programma di Bruno Vespa: si tratta di una corsa di velocità organizzata dall'oratorio. Il giovane si classifica al primo posto e in premio riceve una coppa di legno. Il cimelio è ancora conservato con cura da quel ragazzino, ora uomo, che risponde al nome di Andrea BENATTI.
L'attività giovanile
L'anno successivo Andrea partecipa con la scuola alla prima gara su pista, intitolata “Il ragazzo più veloce di Garbagnate”. Vince gli 80 metri ed inizia a praticare l'atletica leggera con la Riccardi Milano. Il ragazzo è veloce, capace da juniores di correre i 200 metri in 21”48 e classificarsi al terzo posto ai Campionati italiani di categoria. A ventanni corre per due volte i 100 metri in 10”3 manuale, e in 10”68 elettrico. Il padre è orgoglioso di lui e Andrea inizia a sognare. Dopo alcuni anni le aspettative si ridimensionano perché quelle prestazioni non vengono più migliorate, anche se ottiene per quattro volte il minimo per partecipare ai Campionati italiani Assoluti. Entra in polizia, per la quale lavora tuttora, ma non riuscirà ad entrare nel gruppo sportivo.
Transizione
In Italia non esistono le categorie M25 e M30, ma oggi Andrea è tra coloro che ne auspica l'istituzione come soluzione per fornire nuovi stimoli a chi “attende” di entrare tra i master. Lui un pò alla volta sente venir meno le motivazioni e inizia a spaziare tra gli sport invernali. Partecipa ai campionati italiani di bob e per due anni gira il mondo con la nazionale di skeleton, lo spericolato slittino con cui l'atleta si lancia sulla pista a testa in giù.
Gli scalcagnati
Nel 2001 fonda, insieme a Davide Lorenzini, la Polisportiva Adrense. La società aggrega una quindicina di ex atleti, uniti dalla filosofia della nuova società, che è quello di “divertirsi senza allenarsi”. C’è anche Ubaldo Ranzi che due anni prima, a Cortina, si era laureato campione mondiale di bob a due insieme a Gunther Huber. Senza preparazione gli infortuni sono inevitabili, così ogni anno viene organizzata una cena per celebrare il “Recycled dell'anno”, in pratica l'atleta più scalcagnato. Per Andrea è l'inizio di un nuovo periodo durante il quale decide di azzerare tutti i record personali per stabilire i primati di questa sua “Nuova Era”, regalandosi nuovi stimoli e motivazioni. In qualche modo anticipando quello che sarà poi lo spirito del master, che ad ogni cambio di categoria regala un'improvvisa spinta motivazionale. Nel 2005 la Polisportiva Andrense ottiene il colpaccio partecipando alla finale societaria assoluta di serie B e sfiorando per pochi punti la promozione in serie A.
La Capriolese
Nel 2006 il gruppo si trasferisce nel bresciano, alla Polisportiva Capriolese, società per la quale Andrea è tuttora tesserato e di cui è responsabile del settore Atletica. E' un vero e proprio trascinatore, gestisce il blog della squadra (capriolese.blogspot.com) e convince molti ex-atleti, che negli anni giovanili erano come lui alla Riccardi Milano, a tornare in pista. La punta di diamante è Fausto Frigerio, capace poi, a Clermont Ferrant nel 2008, di vincere un titolo mondiale indoor master sui 60 ad ostacoli M40.
Il master
La prima volta che Andrea sentì parlare dell'atletica “over 35” fu per merito di Averardo Dragoni, ma all'epoca una cosa per lui era certa: non avrebbe mai partecipato all'attività master. Ma c'è un motto che recita: “mai dire mai”, e qualche anno dopo, grazie all'amicizia con Salvino Tortu e Giancarlo D'Oro, e agli allenamenti e alle trasferte condivisi con gioia, quel pregiudizio, purtroppo ancora diffuso tra molti atleti assoluti, viene infranto e Andrea si ricrede.
Debutta agli Italiani Master Indoor del 2007 tra gli M35 vincendo il titolo italiano sui 200 metri; scopre che il mondo master è meno “artefatto” di quello assoluto, forse meno ipocrita, e gli regala nuove motivazioni per riprendere ad allenarsi con regolarità. Ha modo di conoscere ed ammirare le persone della terza età che si cimentano nelle competizioni ed inizia a guardare con diffidenza i loro coetanei che, pur in salute, preferiscono la poltrona e le ciabatte.
Agli Italiani all'aperto di Milano vince i 100 metri ed è secondo sui 200 metri. Partecipa ai Campionati Internazionali, dove gli si presenta la bellissima opportunità di correre i turni di gara. Ai Mondiali di Riccione giunge in finale sui 200 metri e si aggiudica l'argento nella 4x100 insieme a Daniele Biffi, Luca Casu ed Emiliano Raspi, a soli 3 centesimi dal gradino più alto del podio.
Nel 2008 è il dominatore della velocità M35 italiana. E' campione italiano indoor dei 200 metri e della 4x200 insieme ai suoi compagni della Polisportiva Capriolese (Daniele Biffi, Fausto Frigerio, e Cosimo Sguera). All'aperto, a Bressanone, si aggiudica quattro “eroici” ori: 100 (nonostante i blocchi di partenza difettosi), 200 (nonostante uno strappo ad un muscolo addominale) e le due staffette (con Fabio Orlandi, Cosimo Sguera e Gabriele Garini), corse più con il cuore che non con le gambe a causa dell'infortunio subito nei 200. Con 10”89 capeggia la graduatoria stagionale nazionale degli M35 sui 100 metri, mentre nella graduatoria dei 200 metri è secondo con 22”28 (a soli 4 centesimi da Alessandro Gulino).
Ai mondiali indoor di Clermont-Ferrant corre 4 turni dei 200 metri e si classifica al quinto posto nella finale M35. Fa parte poi della stratosferica staffetta 4x200 che vince il titolo iridato siglando, con 1'30”38, la miglior prestazione mondiale di categoria, insieme a Daniele Biffi, Davide Serrani e Enrico Saraceni. Agli Europei di Lubiana giunge quarto sia sui 100 metri che sui 200 metri e fa parte del quartetto vincitore della 4x100 M35 (con Daniele Biffi, Emiliano Raspi e Alessandro Giulino).
Il ricordo più bello
Ma se gli si chiede quale sia il suo più bel ricordo da master, Andrea non ha esitazioni: il meeting di Donnas del 1 giugno scorso, quando, nella gara vinta in 10”86 da Arben Makai, suo compagno di squadra, corse in 10”89 con il vento entro i limiti (vedi nella foto). Il riscontro cronometrico rappresenta il suo primato da master, a soli due decimi dal suo record assoluto. Ma di quella gara Andrea conserva il ricordo della gioia di una bella gara corsa con un amico, un'esperienza che conta più del risultato. Perché per Andrea l'amicizia e la condivisione sono importanti, come quella volta in cui, ai Campionati italiani Juniores, lui e Paolo Ciravolo corsero in batteria scambiandosi sguardi e risate fino al traguardo.
Webatletica.it
Dei master si parla, ma poco. La Fidal per prima dà un'informazione parziale e frammentaria. L'unico sito tematico è l'area master di www.atleticanet.it. Nel 2007 perciò Andrea decide, insieme a Daniele Biffi, di creare prima un forum e poi un sito dedicato ai master, e non solo: nasce così www.webatletica.it, il cui obbiettivo è quello di incentivare la condivisione dell'esperienza master, oltre che la conoscenza di questo mondo.
Andrea non ama parlare di sé perché una delle sue doti è sicuramente la modestia; preferisce sempre dare risalto alle imprese degli altri, e questo dovrebbe essere preso come esempio da chi, a volte, non riesce a sollevare il naso oltre i propri risultati. Intervista, scrive, esterna e, se è il caso, si indigna (come direbbe De André), ma non getta la spugna, sotto la spinta della sua grande passione per questo mondo. Ha tanti progetti. In questo momento sta cercando di portare a termine un'impresa tanto ammirevole quanto impegnativa: riportare in un unico data base tutti i risultati degli atleti italiani ai campionati internazionali master.
Un po' di anni fa pensavo che nello sport ci fossero tante persone disposte a darsi da fare a titolo gratuito per ricambiare una passione grande come può essere quella per l'atletica; poi ho capito che troppe volte l'egoismo ed altri tipi di interesse possono avere il sopravvento. Andrea Benatti è un'eccezione. E' per questo che ho voluto raccontare la sua storia.
Rosa Marchi
21/01/09
Il ritratto della Mazzenga
Il premio “Master dell'anno” (promosso dai siti ATLETICANET e WEBATLETICA congiuntamente alla testata CORRERE) è stato assegnato, in campo femminile, ad Emma MAZZENGA, una straordinaria atleta a cui dedichiamo questo ritratto.Qualcuno potrà pensare che sia patetico o utopistico, ma conoscendo questa donna straordinaria si dovrà forse ricredere; non solo per gli eccezionali risultati che l'hanno portata nel 2008 a siglare ben due record mondiali di categoria, ma anche per i suoi incredibili grinta e spirito di iniziativa. Come nel 2006, quando, insieme alla sua amica atleta Dina Cambruzzi, prese l'auto partendo da Padova alla volta di Linz per disputare i Mondiali master indoor. Immaginando il loro viaggio e visualizzando le figure di queste due “over 70”, mi si sovrappongono nella memoria alcuni frammenti del film Thelma e Louise... Da quella trasferta Mimma tornò con due medaglie d'oro, una d'argento e una di bronzo: un mito! Lo sport, se vissuto intensamente, può regalare grandi emozioni e motivazioni, e forse ad aiutare a “vivere” nel senso più pieno del termine, indipendentemente dall'età anagrafica.
L SUA STORIA
Mimma ha incontrato l'atletica leggera durante gli anni dell'università. Il suo miglior risultato da atleta assoluta risale al 1958, quando giunse quarta sui 400 metri ai Campionati italiani assoluti col tempo 61”1. Smise già nel 1961. Il matrimonio con Francesco, l'arrivo dei due figli (Giacomo e Monica), il lavoro da insegnante: Mimma deve attendere 25 anni per ritornare in pista. Merito di Alberto Pettinella, presidente del Cus Padova, che convoca tutte le ex-atlete con l'intenzione di formare una squadra master. Nel 1986 “Mimma” riprende gli allenamenti e a 53 anni debutta in una gara master correndo i 200 metri in 37 secondi. I suoi migliori risultati cronometrici da master li ottiene nel 1993, l'anno dei suoi 60 anni, segnando 14”8 nei 100 metri e 31”1 nei 200 metri, che sono tuttora le migliori prestazioni italiane per la categoria MF60.
Col nuovo millennio Mimma decide di allungare la distanza e si cimenta anche nei 400 metri riuscendo a correrli, nel 2001, in 1'17”10, ancora oggi primato italiano MF65.
Nel 2006 passa alla SEF Macerata di Bruno Dezi, squadra che la accoglie con grande affetto. In Amalia Micozzi e Giulia Perugini trova anche due amiche premurose. Nello stesso anno, in cerca di nuovi stimoli contro la monotonia, debutta anche negli 800 metri (a 73 anni!) chiudendo la stagione con un promettente 3'22”11, senza però trascurare le distanze più corte. Ai mondiali indoor di Linz si aggiudica il infatti il titolo iridato sui 60 e sui 400 metri, giunge seconda sugli 800 e terza sui 200 metri W70.
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