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10/09/13

No Comment? No no, comment comment e senza condom - del Corridor Volgare

Pubblico un articolo scritto da una persona che ho conosciuto praticamente sulla rete, e che nonostante il rapporto scaturito "virtualmente" mi ha dato una grossa mano in questi mesi a parlare un pò di atletica (e di sport) in maniera differente rispetto al solito. Cosa di cui lo ringrazio pubblicamente, come chiunque un domani volesse provare a mostrare la propria ars narratoria su queste pagine eteree. Del resto per come vedo io i contenuti di questo sito, non c'è più bisogno di fare la noiosa cronaca degli avvenimenti (che poi sembra che in questo sport non si possa criticare nessuno, perchè tutti danno il 100%...) o fotografare situazioni già cristallizzate da un risultato, o dire che tizio è arrivato davanti a caio... nell'epoca di internet non regali nulla così a chi vuole trovare passione per l'atletica. E' necessaria la critica, l'esaltazione, il colore, palesare i dubbi, ed evidenziare le certezze, dire magari cose che tutti pensano ma nessuno vuol dire per quella regola non scritta che nessuno è criticabile all'interno di questo sport. Anche per questo ecumenico silenzio con annesso divieto di critica, l'atletica ha perso molto del suo fascino. Ha invece centrato il bersaglio questo mio amico virtuale, poi conosciuto in qualche gara sul territorio nazionale, con un'ironia WoodyAlleniana che ti fa sempre sorridere settimana-enigmisticamente con i denti stretti, ma che colpisce nel segno. In quest'ultimo pezzo, colpisce a tradimento il sottoscritto. Attinto da fuoco amico, si direbbe in battaglia. Bè, lo ringrazio per la mano che mi ha dato in questi mesi, sperando che ogni tanto continui a deliziarci con le sue uscite. 

del corridor volgare - Dopo qualche settimana di forse immeritate ferie, passo dall'edicola, do un'occhiata ai titoli dei giornali e capisco che le disgrazie planetarie sono rimaste lì dove erano, così come la quotidiana surrealtà italiana. Sic! Dopo l'ennesimo inutile schiaffo dato a me stesso, penso che rimane ancora senza risposta l'immutata domanda delle sere di Agosto: ma davvero le zanzare hanno una qualche utilità accertata? 
Chiedo asilo atletico a QueenAtletica, andandomi a rivedere alcuni degli ultimi articoli pubblicati. Chi si lamenta per non aver potuto partecipare ai World Masters Games, chi ha rinunciato per coerenza alla partecipazione seppur con dichiarato dolore, chi ha partecipato lamentando (a parte l'alleggerimento del portafoglio) impreparazione a gestire l'evento e momenti di disorganizzazione, infine chi ha partecipato riconoscendo che l'atmosfera delle gare internazionali è sempre bella da respirare. 
Tutti hanno ragione; e naturalmente: complimenti ai vincitori! 
Va beh, passo a leggere i resoconti per fasce d'età dei Campionati Italiani di Orvieto, e mi imbatto in:  Passiamo così alla categoria M40. 100/200: no comment
No comment per Andrea Benatti; bellamente ignorato (come al solito) dal Sig. Andy Cop. Avranno litigato? Vecchie incomprensioni mai chiarite? Chissà.. 
Comunque, a Orvieto, il bistrattato Andrea, con le gambe colorate da vari taping, e (spero) senza più problemi di pubalgia, che lo aveva tormentato nelle dorate indoor europee, ha vinto bene prima i 100 in 11"21 e poi, con oltre 2 metri di vento contro, ha vinto ampio davvero sui 200 correndo in meno di 23"! 
Il signor Cop pare un tipo un po' particolare: sembra sia addirittura disposto a litigare con gli amici pur di non dover rinunciare alla verità dei fatti o magari a ciò che pensa sia giusto. Insomma, una rarità visti i tempi che corrono. A chi gli suggerisce maggior diplomazia, risponderei che effettivamente la diplomazia è un'arte e forse un dono, la cui pratica credo riguardi altre professioni. 
Se si vuol praticare la pubblica critica, del resto quasi sempre costruttiva, non si può accantonare la schiettezza, altrimenti si sta facendo altro. Mai colpi bassi e quando è giusto, ecco mostrata la capacità di riconoscere i propri errori. Beh direi al Dr. Andrea, di lasciar correre la "disattenzione" di Mr. Hyde Cop, almeno per la sua eruttiva attitudine a sfornare idee ragionamenti e proposte.
L'immaginazione e il coraggio di avanzare proposte sono abbastanza rare e la eventuale veemenza d'approccio mi pare sempre dovuta all'entusiasmo e all'amore per l'atletica. Se lo si volesse talvolta tacciare di ingenuità (posto che sia un difetto) direi con sicurezza che l'ingenuità fa comunque meno danni del cinismo. 
Credo che sia molto più utile essere considerati idealisti (ma vivi) e provare a fare, piuttosto che esser preda di quel sottile ed immobile cinismo che porta a dare una spiegazione giustificata a tutto, con garbato ed innocuo distacco. La verità può a volte essere un po' ruvida e anche fastidiosa. Avere a che fare con qualcuno un po' più accomodante, più diplomatico, è cosa più facile e apparentemente rassicurante. 

Però, forse a proposito, ecco che mi torna alla mente un articolo di quasi un anno fa e me lo vado a rivedere . Interessante, sicuramente da non dimenticare, perché racconta una vicenda amara, magari piccola, ma é la nostra. Ecco il link per chi desidera rivederlo: http://www.queenatletica.it/archive/2012/12/06/grazie_lo_stesso___di_edgardo_barcella.asp 
Nell'articolo, Edgardo Barcella (trombato) racconta delle elezioni della Federazione appena concluse. Ringrazia e abbraccia simbolicamente i suoi sostenitori che gli avevano assicurato il loro voto. Ho riletto con attenzione quei ringraziamenti nominativi e ne ho contati diciannove; sì, diciannove persone con potere di voto che garantivano l'appoggio alla sua candidatura. 
Al termine dell'articolo, in stile assai andycoppiano, viene posta la fatidica domanda: - una sola cosa non mi sovviene... ed è molto bizzarro. Ma come cavolo è che i miei voti totali siano stati appunto... nove? Mistero elettorale.
A distanza di quasi un anno rimango con quel punto di domanda finale, rimasto là, solo, senza una risposta e molto simile a una pugnalata alla schiena, non solo di Edgardo. 
Il tempo passa, ma io non sono riuscito a dimenticare; credo per due motivi, uno personale e uno collettivo: 
1 - mi era stata chiesta la delega di voto, che ho rilasciato; non sono mai stato sicuro però (e non lo sono neppure oggi) su come sia stata utilizzata; mi infastidisce ancora molto pensare al possibile tradimento di un amico; 
2 - se in futuro vorremo far meglio, non potremo fare a meno di ricordarci bene questa nostra sconfitta. 
Che dire infine, ci sono persone, anche apparentemente simpatiche, che sanno curare i rapporti interpersonali in modo invidiabile: affabili, cortesi, mai una parola fuori posto, ognuna infilata con cautela in apposito profilattico. 
Alle domande sanno rispondere con accorti silenzi, magari accompagnati da quel mezzo sorrisetto che non si capisce mai a cosa possa sottintendere o alludere. Persone accorte, dedite alle giuste frequentazioni e magari a studiate leccatine alle giuste chiappe. Forse, di questi personaggi è bene anche diffidare un po', a giusta protezione delle proprie terga e naturalmente non mi riferisco alle leccatine. 
Va beh, visto che sono arrivato a parlar di terga e non mi va di concludere parlando delle nostre.. possiamo metterla così: quando un "hombre vertical" si sente sicuro della ragione è giusto e bello che provi ad andare fino in fondo. 
Come direbbe il saggio con un giro di parole: "fino.. nelle terga di satanasso"! 

12/01/13

Il Master dell'anno M40

(nella foto, il sottoscritto con la vedette mondiale W45 dello sprint master: Maricarre Yvonne) -  Con la lentezza e incompletezza che mi contraddistingue arriviamo al Master dell'anno della categoria M40. Purtroppo il premio va a chi vi scrive. Quindi ometto ogni commento, ricordando solo che molto è dipeso dalla fortuna che quest'anno a livello internazionale, non vi sia stato un M40 azzurro che svettasse nettamente o si imponesse in più manifestazioni. Così qualche titolo italiano, e il titolo europeo, unito a qualche record italiano spurio, hanno portato a definire la classifica così come sotto riportata. Non mi dilungo oltre. Al secondo posto arriva invece Paolo Chiapperini, che alcuni infortuni durante la stagione hanno privato della miglior forma durante gli Europei di Zittau e quindi penalizzato nel compound finale. nel suo carnet di fine anno porta comunque il titolo nazionale sui 60 metri indoor e le due medaglie prestigiose dei mondiali indoor a Jyvaskyla: addirittura vice campione del mondo nei 200 e bronzo sui 60. Al terzo gradino del podio troviamo Pierluigi Acciaccaferri, autore anch'esso di una grandissima stagione indoor, che l'ha portato al suo massimo storico in carriera, ovvero i due bronzi mondiali ad Jyvaskyla, su 200 e 400. A sorpresa, nella classifica generale, compare al quarto posto il mezzofondista bergamasco Ugo Piccioli (che quest'anno si è dato un anno sabbatico), bronzo agli europei sui 1500, e comunque capace di tenere in tutta la stagione un ottimo standard di risultati. Segue la lista dei classificati tra gli M40 (per visualizzarlo, basterà clikkarci sopra) e i master già "nominati" nei giorni precedenti con il relativo articolo.

La classifica a punti del Master dell'anno M40


17/08/10

Se Masterstrack traduce Andrea Benatti...

Io questo articolo (qui il link) lo vedrei più come un riconoscimento a Webatletica, più che al sottoscritto. Così intendetelo. Il sito americano Masterstrack.com di Ken Stone rappresenta senza tema di smentita alcuna, il faro nell'oceano in burrasca del mondo master. Se volete avere informazioni su quello che succede nell'universo degli over-35 e conoscete sufficientemente l'inglese, là troverete tutto ciò che vi serve e forse anche di più: un amico che vi fa un racconto quotidiano dell'atletica leggera come se fosse appoggiato ad un camino con la pipa. Nel tempo Masterstrack è diventato anche un catalizzatore di informazioni da tutto il mondo: essendo l'unico sito in inglese, uno dei pochi siti che intende parlare e discutere del mondo master, progressivamente molti soggetti (principalmente i singoli atleti) hanno inteso inviare direttamente a lui le informazioni relative alla storia in divenire di questo piccolo universo. Così mi sono messo in coda anch'io, e ammetto che spesso, di fronte a record mondiali o grandi prestazioni stabilite da atleti italiani master, ho di mia iniziativa iniziato a mandare piccoli link o notizie di ciò che avveniva qui in Italia, trovando quasi sempre un riscontro sul maggiore sito mondiale dei master gestito da Ken. Il paradosso è che nonostante l'evidente entusiasmo crescente di un intero movimento di migliaia di persone, non è corrisposto un uguale innalzamento degli standard qualitativi e quantitativi relativi all'informazione da parte dei soggetti istituzionali demandati. La WMA (la federazione mondiale di atletica master) è letteralmente ferma: il sito ufficiale riporta circa 7/8 news... all'anno! Una tomba. C'è l'annosa questione dei record (aggiornati raramente, privi di elementi fondamentali, spesso errati), o quella di un'area statistiche assolutamente assente. Un baraccone lo definiremmo qui in Italia. La EVAA invece, e qui bisogna essere onesti, dimostra un decisa maggiore vitalità: qualcuno evidentemente ci tiene. Ritengo comunque che il problema della pubblicità del mondo master (ciò che poi porta al proselitismo, all'affrancamento e all'emancipazione dell'atletica oltre i 35) risieda alla base, come al solito. Le stesse Federazioni Nazionali sono solitamente molto indolenti a seguire l'attività master dal punto di vista mediatico: come pretendere che siano poi quelle sovranazionali a fare informazione? Mi chiedo a tal proposito perchè la Fidal non apra un sito dedicato all'attività master, piuttosto che ridurre il tutto a qualche link dedicato sul sito princiapale, come del resto han fatto in Spagna (qui il sito) o in Francia (qui l'altro sito)? Rimangono così le iniziative private a creare il mondo dei master: quella di Ken Stone là in cima, l'Annette Seite dei Koop in Germania e in qualche piccolissimo modo noi di Webatletica qui in Italia. Proprio ieri ho così avuto pure l'onore di vedere il mio articolo tradotto sul sito di Masterstrack: ho solamente cercato in tutte le gare disputatesi a Nyiregyhaza i record mondiali ed europei (bastava cercare la voce WR o ER a fianco delle prestazioni). Purtroppo nessuno di "importante" ritiene di tracciare un consuntivo di ciò che avviene se non basandosi esclusivamente sul numero di partecipanti, tralasciando quasi completamente gli aspetti tecnici, cioè quelli che costituiscono il vero sale dall'atletica, cioè quelli che ci interessano. Mi sento di ringraziare pubblicamente Ken per l'onore che mi (ci) ha fatto, portando alla ribalta la nostra piccola realtà anche oltre Oceano (sono arrivati decine di contatti dagli USA e da tutto il mondo dopo l'articolo di ieri). Speriamo che le iniziative (per ora soprattutto private) aumentino, per aver un giorno più spazio per rivendicare le nostre necessità i crescita.

24/12/09

Buon Natale, da Webatletica

Ci siamo: domani è Natale. Sono quasi due anni che vi (e ci...) accompagniamo nelle nostre giornate. Forse in qualche modo si è creato una rete "virtuale" di persone che ci seguono, qualcuno con un pò di senso critico, altri sostenendoci, alcuni distrattamente, altri con interesse. Non importa: siamo qui a raccontare un parte del mondo che non veniva raccontato, abbiamo aperto uno squarcio su una realtà che non aveva un'identità. Forse un pochino, anche grazie a noi, adesso se ne parla, c'è un senso comune, alcune piccole rivendicazioni. Si parte così, del resto. Poi se qualcuno vorrà seguire la nostra strada, o migliorarla (magari!) siamo pronti ad osservare e co-partecipare. Lasciatecelo dire oggi, alla vigilia di Natale, che siamo felici di quanto abbiamo fatto: abbiamo ricevuto numerose critiche, ma anche tanto sostegno... quanto meno esistiamo!! Nel link gli auguri dei singoli redazionisti, Linfordbif, Il Duca ed Andycop.

Linfordbif
E' il secondo Natale in vostra compagnia, e per me questo è un grande regalo. Approfitto di questo angolo per ringraziare tutti voi, tutti coloro che ci seguono come anche tutti i nostri amici forumisti.
La vostra partecipazione ed il vostro seguito, oltre a dare un senso a tutto quello che la redazione quotidianamente fà per il sito, ci dà anche forza e motivazione per andare avanti.
Tanti tanti auguri di buon Natale e di un felice e sereno, nonchè pieno di soddisfazioni sportive, anno 2010.
Daniele

Gli auguri del Duca
Poche righe per fare i miei piu’ sinceri auguri per un buon Natale e un serenissimo anno nuovo a tutti gli amici di Web Atletica.
Certo, per quale è la mia natura, mi verrebbe da fare qualche distinguo, ma è Natale, bisogna essere piu’ buoni ed allora consentitemi solo due auguri speciali.
Il primo a colui che da un paese lontano, anche se non troppo, ci allieta quotidianamente con la sua simpatia ed i suoi allenamenti a stracannone.
L’altro a una persona che ho avuto modo di conoscere bene solo da pochi mesi e che continua a stupirmi positivamente, giorno dopo giorno, per la sua straordinaria intelligenza, cultura, signorilità, generosità ma soprattutto per la sua incredibile passione per l’atletica.
Grazie Linf e Ben per aver creato questo sito e continuate sempre così.
Il Duca

Gli auguri del Ben
Non amo le feste, ma più i momenti in cui ci si emoziona per qualche cosa che vale la pena di vivere. Se questi momenti, poi, coincidono col giorno di Natale, bè... che sia un buon Natale per tutti coloro che si emozioneranno!
La notte di Natale sarà per un me un Natale diverso: in giro a... lavorare, nel nome dello Stato. Saranno emozioni diverse, e purtroppo il segno che nonostante tutto il clima di festa e nel giorno più "felice" dell'anno per "quasi" tutti, esiste un mondo sotterraneo che non conosce feste e nessuna serenità. Viverlo spesso dà la possibilità di comprendere in maniera cristallina la nostra fortuna. A maggior ragione stanotte!! Un abbraccio a tutti i nostri lettori e forumisti che vivono nel nostro scrigno i loro piccolissimi sogni.
Andrea

07/07/09

La 4^ prova del Trofeo Felter di Brescia

(Foto di Marinov: Dario Rappo impegnato a Lubiana) - 304 iscritti alle gare in programma, una decina di atleti rifiutati perché arrivati dopo le ore 20,00 che dire? Un successo per una gara Master in pista in provincia di Brescia. Aggiungiamo il sorprendente aumento dei velocisti, 9 donne e 31 uomini e i partecipanti al concorso di getto del peso 11 donne e 20 uomini , nel salto in lungo 12 master uomini e 3 donne più 4 amatori. Come partecipazione siamo a livello dei Campionati Regionali o quasi.
Prorompente la presenza dei mezzofondisti per la gara dei 5000m: 25 nella serie unica femminile e 158 nelle 8 serie maschili. Nei 100m femminili da segnalare il risultato di Marinella Signori MF45 con 13"68 e 859 punti e di Benatti Andrea 11"72 e 12"72 di Papetti Luigi dell’Atl. Evergreen. Nelle categorie M50 Rabesco Antonio della Brescia Marathon con 13"68 nella M55 Virginio Soffientini Atl. Gavardo'90 con 14"10, M60 Lambri Giovanni Atl. Ambrosiana con 14"60 e il compagno di squadra Romano Carniti categoria M65 con 14"66 e 600 punti portati a casa per il gran prix. Due contendenti al titolo provinciale categoria M70 Ferruccio Squassina Atl. Falegameria Guerrini con 16"72 e Cagno Oreste GS. Montegargnano secondo con 18"10. Questo a riprova della longevità agonistica del nostro sport. Nei 5000m femminili la pluri decorata, la Campionessa Italiana ed Europea Lorenzoni Maria MF50 con l’ottima prestazione di 18'41"5 e 991 punti ha vinto anche il titoli provinciale 2009 un applauso e un incitamento a continuare nell’attività che tanta soddisfazione da a tutti i Bresciani. Patrizia Destro Atl. FLY Flot tempo 20'26"9 e Antonella Cimaschi Atl Lumezzane 21'25"6 hanno completato il podio della categoria MF50. Nei 5000 maschili che dire, oltre alla grande affluenza di atleti la presenza di Atleti del calibro di Dario Rappo Vicentino della soc. Masteratletica (18'05"0) e Gianfranco Cometti GP Felter Sport Puegnago 18'10"5. Alessandro Belotti Atl. Paratico con il tempo 19'05"1 hanno valorizzato la categoria MM60 con dei tempi di tutto rispetto. Potrei continuare citando tutti partecipanti e i loro risultati ma per questo basta guardare i risultati della gara su Fidalbrescia.it. Mi preme di più far notare la crescita delle attività Master in pista di cui cercheremo di far crescere il fattore tecnico soprattutto nei concorsi, mentre la durata della manifestazione (dalle 19,30 alle 24,00) è impossibile da contenere se non ponendo dei limiti alla partecipazione. Non è eliminando la gara sui 100m e/o la partecipazione degli Assoluti (una decina in tutto) che ci impedirà di avere 9 serie sui 5000m (9x25’= 4 ore di gara circa).
Per il prossimo anno si pensa di organizzare una o due giornate solo per i 5000m, possibilmente di sabato pomeriggio o domenica mattina. Alcune raccomandazioni per migliorare l’organizzazione, già in fare d’iscrizione: scrivere in modo leggibile, inserire tutti i dati, il tempo d’accredito non và inserito nel campo del risultato (riservato ai giudici), attaccare il pettorale al petto e non sulla pancia (altrimenti si chiamerebbe pancera) perche all’arrivo molti atleti per prendersi il tempo, coprono il pettorale creando problemi ai giudici, inserire tempi di accredito veritieri per non avere doppiaggi . Per i concorsi un ripasso delle regole e della tecnica non sarebbe male.

Saluti e buona Atletica a tutti
Virginio Soffientini (Responsabile Master Fidal Brescia)

29/06/09

Troppa grazia Ken!

Nell'ultima news di www.masterstrack.com, il maggior sito mondiale legato al mondo atletico master, gestito da Ken Stone, vengo citato... quale "segnalatore" del record mondiale di Ugo Sansonetti. Troppa grazia Ken!! La cosa importante è che Ugo abbia il palcoscenico mondiale che si merita dopo l'ennesima prestazione mondiale. Qui la news postata su masterstrack.com.

05/02/09

i record mondiali indoor detenuti dagli italiani

Continuando sul leit-motiv di oggi, vediamo i 20 record mondiali indoor detenuti dagli italiani:

23/01/09

Un grazie a Mirko

Ringrazio Mirko Mombelli per le belle parole che ha avuto per me, in risposta a quelle di un mio vecchio amico e simpaticissimo fan. In allegato mi ha mandato l'articolo che scrisse al tempo sulla rivista "Atleticamente" dove collaboravamo insieme. Clikkando sull'immagine sarà possibile vedere l'articolo per intero.

22/01/09

I ritratti di Rosa: Andrea Benatti

(Fonte: Atleticanet)
La nostra amabile Heidi dell’atletica master, Rosa MARCHI , ha realizzato un ritratto molto approfondito di Andrea BENATTI che assieme a Daniele BIFFI dalla fine del 2007 hanno dato vita a WEBTLETICA, un altro sito internet indipendente e a noi molto affine. Per cui molto volentieri vi proponiamo questa sorta di biografia atletica di BENATTI.

L'esordio
Capita a volte di avere la sensazione che il tempo scorra sempre più velocemente, e che gli anni passino in un amen. Ma se la memoria tenta di ritornare indietro per riafferrare attimi o ripercorrere la nostra vita, allora forse ci rendiamo conto di tutto il tempo passato. Riportiamo indietro le lancette del tempo di quasi 25 anni. E' il 1985 e un ragazzino vivace partecipa a “Porta a porta”. Nulla a che vedere con il programma di Bruno Vespa: si tratta di una corsa di velocità organizzata dall'oratorio. Il giovane si classifica al primo posto e in premio riceve una coppa di legno. Il cimelio è ancora conservato con cura da quel ragazzino, ora uomo, che risponde al nome di Andrea BENATTI.

L'attività giovanile
L'anno successivo Andrea partecipa con la scuola alla prima gara su pista, intitolata “Il ragazzo più veloce di Garbagnate”. Vince gli 80 metri ed inizia a praticare l'atletica leggera con la Riccardi Milano. Il ragazzo è veloce, capace da juniores di correre i 200 metri in 21”48 e classificarsi al terzo posto ai Campionati italiani di categoria. A ventanni corre per due volte i 100 metri in 10”3 manuale, e in 10”68 elettrico. Il padre è orgoglioso di lui e Andrea inizia a sognare. Dopo alcuni anni le aspettative si ridimensionano perché quelle prestazioni non vengono più migliorate, anche se ottiene per quattro volte il minimo per partecipare ai Campionati italiani Assoluti. Entra in polizia, per la quale lavora tuttora, ma non riuscirà ad entrare nel gruppo sportivo.

Transizione
In Italia non esistono le categorie M25 e M30, ma oggi Andrea è tra coloro che ne auspica l'istituzione come soluzione per fornire nuovi stimoli a chi “attende” di entrare tra i master. Lui un pò alla volta sente venir meno le motivazioni e inizia a spaziare tra gli sport invernali. Partecipa ai campionati italiani di bob e per due anni gira il mondo con la nazionale di skeleton, lo spericolato slittino con cui l'atleta si lancia sulla pista a testa in giù.

Gli scalcagnati
Nel 2001 fonda, insieme a Davide Lorenzini, la Polisportiva Adrense. La società aggrega una quindicina di ex atleti, uniti dalla filosofia della nuova società, che è quello di “divertirsi senza allenarsi”. C’è anche Ubaldo Ranzi che due anni prima, a Cortina, si era laureato campione mondiale di bob a due insieme a Gunther Huber. Senza preparazione gli infortuni sono inevitabili, così ogni anno viene organizzata una cena per celebrare il “Recycled dell'anno”, in pratica l'atleta più scalcagnato. Per Andrea è l'inizio di un nuovo periodo durante il quale decide di azzerare tutti i record personali per stabilire i primati di questa sua “Nuova Era”, regalandosi nuovi stimoli e motivazioni. In qualche modo anticipando quello che sarà poi lo spirito del master, che ad ogni cambio di categoria regala un'improvvisa spinta motivazionale. Nel 2005 la Polisportiva Andrense ottiene il colpaccio partecipando alla finale societaria assoluta di serie B e sfiorando per pochi punti la promozione in serie A.

La Capriolese
Nel 2006 il gruppo si trasferisce nel bresciano, alla Polisportiva Capriolese, società per la quale Andrea è tuttora tesserato e di cui è responsabile del settore Atletica. E' un vero e proprio trascinatore, gestisce il blog della squadra (capriolese.blogspot.com) e convince molti ex-atleti, che negli anni giovanili erano come lui alla Riccardi Milano, a tornare in pista. La punta di diamante è Fausto Frigerio, capace poi, a Clermont Ferrant nel 2008, di vincere un titolo mondiale indoor master sui 60 ad ostacoli M40.

Il master
La prima volta che Andrea sentì parlare dell'atletica “over 35” fu per merito di Averardo Dragoni, ma all'epoca una cosa per lui era certa: non avrebbe mai partecipato all'attività master. Ma c'è un motto che recita: “mai dire mai”, e qualche anno dopo, grazie all'amicizia con Salvino Tortu e Giancarlo D'Oro, e agli allenamenti e alle trasferte condivisi con gioia, quel pregiudizio, purtroppo ancora diffuso tra molti atleti assoluti, viene infranto e Andrea si ricrede.
Debutta agli Italiani Master Indoor del 2007 tra gli M35 vincendo il titolo italiano sui 200 metri; scopre che il mondo master è meno “artefatto” di quello assoluto, forse meno ipocrita, e gli regala nuove motivazioni per riprendere ad allenarsi con regolarità. Ha modo di conoscere ed ammirare le persone della terza età che si cimentano nelle competizioni ed inizia a guardare con diffidenza i loro coetanei che, pur in salute, preferiscono la poltrona e le ciabatte.
Agli Italiani all'aperto di Milano vince i 100 metri ed è secondo sui 200 metri. Partecipa ai Campionati Internazionali, dove gli si presenta la bellissima opportunità di correre i turni di gara. Ai Mondiali di Riccione giunge in finale sui 200 metri e si aggiudica l'argento nella 4x100 insieme a Daniele Biffi, Luca Casu ed Emiliano Raspi, a soli 3 centesimi dal gradino più alto del podio.

Nel 2008 è il dominatore della velocità M35 italiana. E' campione italiano indoor dei 200 metri e della 4x200 insieme ai suoi compagni della Polisportiva Capriolese (Daniele Biffi, Fausto Frigerio, e Cosimo Sguera). All'aperto, a Bressanone, si aggiudica quattro “eroici” ori: 100 (nonostante i blocchi di partenza difettosi), 200 (nonostante uno strappo ad un muscolo addominale) e le due staffette (con Fabio Orlandi, Cosimo Sguera e Gabriele Garini), corse più con il cuore che non con le gambe a causa dell'infortunio subito nei 200. Con 10”89 capeggia la graduatoria stagionale nazionale degli M35 sui 100 metri, mentre nella graduatoria dei 200 metri è secondo con 22”28 (a soli 4 centesimi da Alessandro Gulino).
Ai mondiali indoor di Clermont-Ferrant corre 4 turni dei 200 metri e si classifica al quinto posto nella finale M35. Fa parte poi della stratosferica staffetta 4x200 che vince il titolo iridato siglando, con 1'30”38, la miglior prestazione mondiale di categoria, insieme a Daniele Biffi, Davide Serrani e Enrico Saraceni. Agli Europei di Lubiana giunge quarto sia sui 100 metri che sui 200 metri e fa parte del quartetto vincitore della 4x100 M35 (con Daniele Biffi, Emiliano Raspi e Alessandro Giulino).

Il ricordo più bello
Ma se gli si chiede quale sia il suo più bel ricordo da master, Andrea non ha esitazioni: il meeting di Donnas del 1 giugno scorso, quando, nella gara vinta in 10”86 da Arben Makai, suo compagno di squadra, corse in 10”89 con il vento entro i limiti (vedi nella foto). Il riscontro cronometrico rappresenta il suo primato da master, a soli due decimi dal suo record assoluto. Ma di quella gara Andrea conserva il ricordo della gioia di una bella gara corsa con un amico, un'esperienza che conta più del risultato. Perché per Andrea l'amicizia e la condivisione sono importanti, come quella volta in cui, ai Campionati italiani Juniores, lui e Paolo Ciravolo corsero in batteria scambiandosi sguardi e risate fino al traguardo.

Webatletica.it
Dei master si parla, ma poco. La Fidal per prima dà un'informazione parziale e frammentaria. L'unico sito tematico è l'area master di www.atleticanet.it. Nel 2007 perciò Andrea decide, insieme a Daniele Biffi, di creare prima un forum e poi un sito dedicato ai master, e non solo: nasce così www.webatletica.it, il cui obbiettivo è quello di incentivare la condivisione dell'esperienza master, oltre che la conoscenza di questo mondo.

Andrea non ama parlare di sé perché una delle sue doti è sicuramente la modestia; preferisce sempre dare risalto alle imprese degli altri, e questo dovrebbe essere preso come esempio da chi, a volte, non riesce a sollevare il naso oltre i propri risultati. Intervista, scrive, esterna e, se è il caso, si indigna (come direbbe De André), ma non getta la spugna, sotto la spinta della sua grande passione per questo mondo. Ha tanti progetti. In questo momento sta cercando di portare a termine un'impresa tanto ammirevole quanto impegnativa: riportare in un unico data base tutti i risultati degli atleti italiani ai campionati internazionali master.

Un po' di anni fa pensavo che nello sport ci fossero tante persone disposte a darsi da fare a titolo gratuito per ricambiare una passione grande come può essere quella per l'atletica; poi ho capito che troppe volte l'egoismo ed altri tipi di interesse possono avere il sopravvento. Andrea Benatti è un'eccezione. E' per questo che ho voluto raccontare la sua storia.

Rosa Marchi