- Dopo che nello scorso fine settimana aveva parlato della pioggia di record spurii, sottolineando il fatto che gli unici record in specialità "olimpiche" erano stati quelli di Umbertina Contini (la demolizione del record F60 dei 200, ed il pareggio di quello dei 100 a 15"17), a Scorzè la stessa Contini con un colpo solo ha cancellato l'affolata lavagna dei record dei 100 F60 e ha scritto una nuova entusiasmanete pagina di masterismo made-in-Italy: 14"70 con 1,1 di vento a favore (92,15%). Elenchiamo: prima donna italiana sotto i 15" (dopo i 60 anni), anche se Emma Mazzenga ha corso un 14"8 manuale (ma che si sa, la trasposizione in tempi elettrici pone poco al di sopra dei 15"). Tre tempi tabellati per la Fidal cancellati in un solo botto: i due 15"17 della stessa Contini e della Sangermano, e il già citato 14"8 manuela di Emma Mazzenga13"89Emma Mazzenga: 17"70 (91,67%) contro il 17"06 corso a Lubiana nel 2008 (virtualmente il 100 F60 più veloce della storia in Italia). 4° record italiano per la portacolori dell'Atletica Città di Padova nel corso del 2010 (due volte i 100, i 200 outdoor e i 60 indoor. Per aver una pietra di paragone internazionale, il record europeo dei 100 F60 è il già citato della Hoffman (e la Contini a livello internazionale sarà de facto W60 solo da agosto). 12° record detenuto dalla Contini (staffette nazionali incluse): il più veccho ancora detenuto è quello nei 100 F45 manuale: 12"9 nel 1998. Sempre a Scorzè, non troppo lontana dal suo record
- A Reggio Emilia c'è mancato poco che Marco Morigi (1960) l'uomo-nuovo della velocità in salsa master, dopo aver riscritto la storia dei 60 indoor M50, potesse riscrivere quella dei 100... sempre M50. Con un vento di soli 0,5 a favore ha infatti fermato Chronos, il Dio del Tempo, a 11"74, soli 6 centesimi peggio dell'11"68 stabilito solo un anno orsono da Salvino Tortu (1959). Sempre secondo le vecchie tabelle, il risultato equivale a un notevole 93,52% AGC. La stagione all'aperto è solo iniziata, ne vedremo sicuramente delle belle. Nella scia di Morigi, ottimo 12"12 (91,17%) di Massimo Clementoni (1959) che, avendo saltato praticamente tutta la precedente stagione all'aperto 2009, entra nell'Arena dei tori con affilate banderillas. Anche lui è della partita. Lamberto Boranga (1942) piazza il miglior salto dei master del fine settimana in termini di AGC: 10,63 e 92,82%. La gara "reale" è stata poi vinta da Diego Zambelli, 1971, con 12,71. Per una volta Luigi Ferrari non ottiene la miglior prestazione over-35 del fine settimana: il suo 4'30"25 sui 1500 gli fa ottenere un quasi-90 (89,95%), inferiore al 90,01% di Vincenzo Andreoli (1957) a Scorzè, totalizzato con 2'12"48 sugli 800: sono nella stessa categoria.... scintille. Vicinissimo anche l'M45 del 1961, Marco Moracas: 4'26"62 e 89,56%.
- A Novara, Campionati Regionali Master. Nella velocità in grande evidenza l'M40 Mauro Graziano: 11"53 e 23"38 (91,45 e 91,79%), che per un proditorio infortunio ha praticamente dovuto bypassare la stagione indoor. L'M40 Stefano Quazza balza a 1,96 (88,47%), mentre nel lancio del peso lo stilista Ottavio Missoni sfiora... i 100! Ebbene sì, il suo 8,52 lanciato a 89 anni gli vale 98,26%, miglior punteggio AGC del weekend. Segnalo altresì che Daniela Ferrian ci ha davvero preso gusto che la sua nuova "dimensione" over-35: 28"69 e 87,70%. Il record italiano di categoria (28"34) appartiene ad Elena Montini, e questa è davvero una cosa strana, visto che corre solitamente 800 e 400. Nel lancio del peso, si rivede in pedana la star Gabre Gabric: secondo il data-base Fidal è del 1914, F95. Il suo lancio è di 5,20 con il nuovo attrezzo da 2 kg: nuovo record italiano, gioco-forza! L'AGC mi viene quasi paura a scriverlo: 162,00%, qualcosa di inimmaginabile. Domanda: sarà il nuovo record del mondo? Direi di sì, visto che la Kotelko è ancora M90 e sicuramente non dovrebbero esistere altrettanto W95 in circolazione (Ruth Frith non è W100?). A chi lo diciamo?
- A Milano, dopo oltre un anno di assenza a causa di alcuni infortuni, c'è il ritorno dell'asso albanese Arben Makaj (1967): con un tornado di vento contro (-2,8) corre "tranquillamente" (come mi ha comunicato via sms) in 11"42 (91,69%) Permettetemi di essere contento per il ritorno di Arben, una persona cristallina e modesta come poche mi è capito di conoscere. Sui 400 mi sembra d'obbligo segnalare due prestazioni: quella di Paolo Bertaccini (1965) che ha corso il giro della morte in 54"28 (88,16%), tempo che si lascia andare ad un commento: siamo di fronte all'uomo del posto d'onore nella categoria M45? Mi vengono in mente Fausto Bianchi e Giuseppe Romeo, quali ulteriori personaggi "da podio" (quest'ultimo distraendolo solo per un attimo dagli 800, sua gare principe). Una 4x400 principesca. Sempre nei 400 milanesi, ottimo 56"40 (88,40%) di Carlo Vismara (1959), recente recordman dei 500: assente Ettore Ruggeri (ma che fine ha fatto?) è lui l'uomo da battere nel giro di pista M50: io segnalo solo che dal Brasile tornerà tra pochi giorni (e per un mesetto circa) Antonio La Capra (1960), che in una assolata gara a Fortaleza a febbraio (là era piena estate) ha fermato i cronometri a 54"62: vediamo se riusciamo a portarlo giù all'Olimpico. Passando agli ostacoli, suggerisco sempre di guardare su che piste va Stefano Longoni a gareggiare: in 3 gare all'aperto ha viaggiato ad un media superiore ai 2 metri al secondo di vento... contro. Al Giuriati "solo" 1,7 (contro) e 15"15 (85,22%). Stefano, non venire a Donnas (se mai dovessero esserci gare), per carità!
- A Genova si rivede finalmente Alessandro Gulino (1973, 5° ai mondiali di Lahti e campione d'europa in carica sui 400 a Lubiana-08), che proprio sul giro di pista ottiene 50"47 (89,48%): già in palla.
- A Pavia è andato invece in onda il meeting internazionale "Della Valle" (freddo e bagnato raccontano i tesrimoni oculari), con alcuni over-35 (di primo piano) della nostra atletica in evidenza. Del resto, coi minimi everestiaci (bello il neologismo, no?) previsti, non sarebbero potuto essere altrimenti... perchè non inserire una gara master, come fanno negli USA in tutti i grandi meeting? Questione di cultura generale: in Italia i master sono il 65% dei tesserati, ma contano per l'1%, vengono considerati indistintamente tutti come M90 (con tutto il riverito rispetto a chi pratica atletica oltre i 90 anni e che porta tanto lustro al nostro mondo) e per loro non si specano due righe. Mai. Comunque sia, nei 100 Maurizio Chceccucci corre in 10"44 (95,74%, dopo una batteria a 10"64): primo italiano al traguardo, davanti a tanti giovani virgulti nazionali che stantano a crescere. Non c'entra coi master, ma è giusto ricordare il 45"97 di Marco Vistalli sui 400: gran tempo. Nei 400hs, il nostro amico cubano Aramis Diaz Martinez (non lo conosciamo, ma virtualmente, visto che è nato nel 1974, è uno di noi) vince la gara con 51"09 (95,93, miglior prestazione di un over-35 in Italia nel fine settimana). Sorpresa (in chiave master) nei 1500 femminili, dove Maria Vittoria Fontanesi (1974, 88,22%) batte Silvia Casella (1972, 89,14%): 4'29"84 a 4'30"86.
- A Bari, Marcello De Cesare (1974) lancia una bordata nel giavellotto a 62,80 metri (67,56%). Nei 200 Zaccaria Facchini (1957) 25"33 e 90,34%.
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09/05/10
Il weekend del master: Gabric mondiale! Contini incontenibile, Morigi minaccia Tortu
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22/01/09
I ritratti di Rosa: Andrea Benatti
(Fonte: Atleticanet)
La nostra amabile Heidi dell’atletica master, Rosa MARCHI , ha realizzato un ritratto molto approfondito di Andrea BENATTI che assieme a Daniele BIFFI dalla fine del 2007 hanno dato vita a WEBTLETICA, un altro sito internet indipendente e a noi molto affine. Per cui molto volentieri vi proponiamo questa sorta di biografia atletica di BENATTI.
L'esordio
Capita a volte di avere la sensazione che il tempo scorra sempre più velocemente, e che gli anni passino in un amen. Ma se la memoria tenta di ritornare indietro per riafferrare attimi o ripercorrere la nostra vita, allora forse ci rendiamo conto di tutto il tempo passato. Riportiamo indietro le lancette del tempo di quasi 25 anni. E' il 1985 e un ragazzino vivace partecipa a “Porta a porta”. Nulla a che vedere con il programma di Bruno Vespa: si tratta di una corsa di velocità organizzata dall'oratorio. Il giovane si classifica al primo posto e in premio riceve una coppa di legno. Il cimelio è ancora conservato con cura da quel ragazzino, ora uomo, che risponde al nome di Andrea BENATTI.
L'attività giovanile
L'anno successivo Andrea partecipa con la scuola alla prima gara su pista, intitolata “Il ragazzo più veloce di Garbagnate”. Vince gli 80 metri ed inizia a praticare l'atletica leggera con la Riccardi Milano. Il ragazzo è veloce, capace da juniores di correre i 200 metri in 21”48 e classificarsi al terzo posto ai Campionati italiani di categoria. A ventanni corre per due volte i 100 metri in 10”3 manuale, e in 10”68 elettrico. Il padre è orgoglioso di lui e Andrea inizia a sognare. Dopo alcuni anni le aspettative si ridimensionano perché quelle prestazioni non vengono più migliorate, anche se ottiene per quattro volte il minimo per partecipare ai Campionati italiani Assoluti. Entra in polizia, per la quale lavora tuttora, ma non riuscirà ad entrare nel gruppo sportivo.
Transizione
In Italia non esistono le categorie M25 e M30, ma oggi Andrea è tra coloro che ne auspica l'istituzione come soluzione per fornire nuovi stimoli a chi “attende” di entrare tra i master. Lui un pò alla volta sente venir meno le motivazioni e inizia a spaziare tra gli sport invernali. Partecipa ai campionati italiani di bob e per due anni gira il mondo con la nazionale di skeleton, lo spericolato slittino con cui l'atleta si lancia sulla pista a testa in giù.
Gli scalcagnati
Nel 2001 fonda, insieme a Davide Lorenzini, la Polisportiva Adrense. La società aggrega una quindicina di ex atleti, uniti dalla filosofia della nuova società, che è quello di “divertirsi senza allenarsi”. C’è anche Ubaldo Ranzi che due anni prima, a Cortina, si era laureato campione mondiale di bob a due insieme a Gunther Huber. Senza preparazione gli infortuni sono inevitabili, così ogni anno viene organizzata una cena per celebrare il “Recycled dell'anno”, in pratica l'atleta più scalcagnato. Per Andrea è l'inizio di un nuovo periodo durante il quale decide di azzerare tutti i record personali per stabilire i primati di questa sua “Nuova Era”, regalandosi nuovi stimoli e motivazioni. In qualche modo anticipando quello che sarà poi lo spirito del master, che ad ogni cambio di categoria regala un'improvvisa spinta motivazionale. Nel 2005 la Polisportiva Andrense ottiene il colpaccio partecipando alla finale societaria assoluta di serie B e sfiorando per pochi punti la promozione in serie A.
La Capriolese
Nel 2006 il gruppo si trasferisce nel bresciano, alla Polisportiva Capriolese, società per la quale Andrea è tuttora tesserato e di cui è responsabile del settore Atletica. E' un vero e proprio trascinatore, gestisce il blog della squadra (capriolese.blogspot.com) e convince molti ex-atleti, che negli anni giovanili erano come lui alla Riccardi Milano, a tornare in pista. La punta di diamante è Fausto Frigerio, capace poi, a Clermont Ferrant nel 2008, di vincere un titolo mondiale indoor master sui 60 ad ostacoli M40.
Il master
La prima volta che Andrea sentì parlare dell'atletica “over 35” fu per merito di Averardo Dragoni, ma all'epoca una cosa per lui era certa: non avrebbe mai partecipato all'attività master. Ma c'è un motto che recita: “mai dire mai”, e qualche anno dopo, grazie all'amicizia con Salvino Tortu e Giancarlo D'Oro, e agli allenamenti e alle trasferte condivisi con gioia, quel pregiudizio, purtroppo ancora diffuso tra molti atleti assoluti, viene infranto e Andrea si ricrede.
Debutta agli Italiani Master Indoor del 2007 tra gli M35 vincendo il titolo italiano sui 200 metri; scopre che il mondo master è meno “artefatto” di quello assoluto, forse meno ipocrita, e gli regala nuove motivazioni per riprendere ad allenarsi con regolarità. Ha modo di conoscere ed ammirare le persone della terza età che si cimentano nelle competizioni ed inizia a guardare con diffidenza i loro coetanei che, pur in salute, preferiscono la poltrona e le ciabatte.
Agli Italiani all'aperto di Milano vince i 100 metri ed è secondo sui 200 metri. Partecipa ai Campionati Internazionali, dove gli si presenta la bellissima opportunità di correre i turni di gara. Ai Mondiali di Riccione giunge in finale sui 200 metri e si aggiudica l'argento nella 4x100 insieme a Daniele Biffi, Luca Casu ed Emiliano Raspi, a soli 3 centesimi dal gradino più alto del podio.
Nel 2008 è il dominatore della velocità M35 italiana. E' campione italiano indoor dei 200 metri e della 4x200 insieme ai suoi compagni della Polisportiva Capriolese (Daniele Biffi, Fausto Frigerio, e Cosimo Sguera). All'aperto, a Bressanone, si aggiudica quattro “eroici” ori: 100 (nonostante i blocchi di partenza difettosi), 200 (nonostante uno strappo ad un muscolo addominale) e le due staffette (con Fabio Orlandi, Cosimo Sguera e Gabriele Garini), corse più con il cuore che non con le gambe a causa dell'infortunio subito nei 200. Con 10”89 capeggia la graduatoria stagionale nazionale degli M35 sui 100 metri, mentre nella graduatoria dei 200 metri è secondo con 22”28 (a soli 4 centesimi da Alessandro Gulino).
Ai mondiali indoor di Clermont-Ferrant corre 4 turni dei 200 metri e si classifica al quinto posto nella finale M35. Fa parte poi della stratosferica staffetta 4x200 che vince il titolo iridato siglando, con 1'30”38, la miglior prestazione mondiale di categoria, insieme a Daniele Biffi, Davide Serrani e Enrico Saraceni. Agli Europei di Lubiana giunge quarto sia sui 100 metri che sui 200 metri e fa parte del quartetto vincitore della 4x100 M35 (con Daniele Biffi, Emiliano Raspi e Alessandro Giulino).
Il ricordo più bello
Ma se gli si chiede quale sia il suo più bel ricordo da master, Andrea non ha esitazioni: il meeting di Donnas del 1 giugno scorso, quando, nella gara vinta in 10”86 da Arben Makai, suo compagno di squadra, corse in 10”89 con il vento entro i limiti (vedi nella foto). Il riscontro cronometrico rappresenta il suo primato da master, a soli due decimi dal suo record assoluto. Ma di quella gara Andrea conserva il ricordo della gioia di una bella gara corsa con un amico, un'esperienza che conta più del risultato. Perché per Andrea l'amicizia e la condivisione sono importanti, come quella volta in cui, ai Campionati italiani Juniores, lui e Paolo Ciravolo corsero in batteria scambiandosi sguardi e risate fino al traguardo.
Webatletica.it
Dei master si parla, ma poco. La Fidal per prima dà un'informazione parziale e frammentaria. L'unico sito tematico è l'area master di www.atleticanet.it. Nel 2007 perciò Andrea decide, insieme a Daniele Biffi, di creare prima un forum e poi un sito dedicato ai master, e non solo: nasce così www.webatletica.it, il cui obbiettivo è quello di incentivare la condivisione dell'esperienza master, oltre che la conoscenza di questo mondo.
Andrea non ama parlare di sé perché una delle sue doti è sicuramente la modestia; preferisce sempre dare risalto alle imprese degli altri, e questo dovrebbe essere preso come esempio da chi, a volte, non riesce a sollevare il naso oltre i propri risultati. Intervista, scrive, esterna e, se è il caso, si indigna (come direbbe De André), ma non getta la spugna, sotto la spinta della sua grande passione per questo mondo. Ha tanti progetti. In questo momento sta cercando di portare a termine un'impresa tanto ammirevole quanto impegnativa: riportare in un unico data base tutti i risultati degli atleti italiani ai campionati internazionali master.
Un po' di anni fa pensavo che nello sport ci fossero tante persone disposte a darsi da fare a titolo gratuito per ricambiare una passione grande come può essere quella per l'atletica; poi ho capito che troppe volte l'egoismo ed altri tipi di interesse possono avere il sopravvento. Andrea Benatti è un'eccezione. E' per questo che ho voluto raccontare la sua storia.
Rosa Marchi
La nostra amabile Heidi dell’atletica master, Rosa MARCHI , ha realizzato un ritratto molto approfondito di Andrea BENATTI che assieme a Daniele BIFFI dalla fine del 2007 hanno dato vita a WEBTLETICA, un altro sito internet indipendente e a noi molto affine. Per cui molto volentieri vi proponiamo questa sorta di biografia atletica di BENATTI.
L'esordio
Capita a volte di avere la sensazione che il tempo scorra sempre più velocemente, e che gli anni passino in un amen. Ma se la memoria tenta di ritornare indietro per riafferrare attimi o ripercorrere la nostra vita, allora forse ci rendiamo conto di tutto il tempo passato. Riportiamo indietro le lancette del tempo di quasi 25 anni. E' il 1985 e un ragazzino vivace partecipa a “Porta a porta”. Nulla a che vedere con il programma di Bruno Vespa: si tratta di una corsa di velocità organizzata dall'oratorio. Il giovane si classifica al primo posto e in premio riceve una coppa di legno. Il cimelio è ancora conservato con cura da quel ragazzino, ora uomo, che risponde al nome di Andrea BENATTI.
L'attività giovanile
L'anno successivo Andrea partecipa con la scuola alla prima gara su pista, intitolata “Il ragazzo più veloce di Garbagnate”. Vince gli 80 metri ed inizia a praticare l'atletica leggera con la Riccardi Milano. Il ragazzo è veloce, capace da juniores di correre i 200 metri in 21”48 e classificarsi al terzo posto ai Campionati italiani di categoria. A ventanni corre per due volte i 100 metri in 10”3 manuale, e in 10”68 elettrico. Il padre è orgoglioso di lui e Andrea inizia a sognare. Dopo alcuni anni le aspettative si ridimensionano perché quelle prestazioni non vengono più migliorate, anche se ottiene per quattro volte il minimo per partecipare ai Campionati italiani Assoluti. Entra in polizia, per la quale lavora tuttora, ma non riuscirà ad entrare nel gruppo sportivo.
Transizione
In Italia non esistono le categorie M25 e M30, ma oggi Andrea è tra coloro che ne auspica l'istituzione come soluzione per fornire nuovi stimoli a chi “attende” di entrare tra i master. Lui un pò alla volta sente venir meno le motivazioni e inizia a spaziare tra gli sport invernali. Partecipa ai campionati italiani di bob e per due anni gira il mondo con la nazionale di skeleton, lo spericolato slittino con cui l'atleta si lancia sulla pista a testa in giù.
Gli scalcagnati
Nel 2001 fonda, insieme a Davide Lorenzini, la Polisportiva Adrense. La società aggrega una quindicina di ex atleti, uniti dalla filosofia della nuova società, che è quello di “divertirsi senza allenarsi”. C’è anche Ubaldo Ranzi che due anni prima, a Cortina, si era laureato campione mondiale di bob a due insieme a Gunther Huber. Senza preparazione gli infortuni sono inevitabili, così ogni anno viene organizzata una cena per celebrare il “Recycled dell'anno”, in pratica l'atleta più scalcagnato. Per Andrea è l'inizio di un nuovo periodo durante il quale decide di azzerare tutti i record personali per stabilire i primati di questa sua “Nuova Era”, regalandosi nuovi stimoli e motivazioni. In qualche modo anticipando quello che sarà poi lo spirito del master, che ad ogni cambio di categoria regala un'improvvisa spinta motivazionale. Nel 2005 la Polisportiva Andrense ottiene il colpaccio partecipando alla finale societaria assoluta di serie B e sfiorando per pochi punti la promozione in serie A.
La Capriolese
Nel 2006 il gruppo si trasferisce nel bresciano, alla Polisportiva Capriolese, società per la quale Andrea è tuttora tesserato e di cui è responsabile del settore Atletica. E' un vero e proprio trascinatore, gestisce il blog della squadra (capriolese.blogspot.com) e convince molti ex-atleti, che negli anni giovanili erano come lui alla Riccardi Milano, a tornare in pista. La punta di diamante è Fausto Frigerio, capace poi, a Clermont Ferrant nel 2008, di vincere un titolo mondiale indoor master sui 60 ad ostacoli M40.
Il master
La prima volta che Andrea sentì parlare dell'atletica “over 35” fu per merito di Averardo Dragoni, ma all'epoca una cosa per lui era certa: non avrebbe mai partecipato all'attività master. Ma c'è un motto che recita: “mai dire mai”, e qualche anno dopo, grazie all'amicizia con Salvino Tortu e Giancarlo D'Oro, e agli allenamenti e alle trasferte condivisi con gioia, quel pregiudizio, purtroppo ancora diffuso tra molti atleti assoluti, viene infranto e Andrea si ricrede.
Debutta agli Italiani Master Indoor del 2007 tra gli M35 vincendo il titolo italiano sui 200 metri; scopre che il mondo master è meno “artefatto” di quello assoluto, forse meno ipocrita, e gli regala nuove motivazioni per riprendere ad allenarsi con regolarità. Ha modo di conoscere ed ammirare le persone della terza età che si cimentano nelle competizioni ed inizia a guardare con diffidenza i loro coetanei che, pur in salute, preferiscono la poltrona e le ciabatte.
Agli Italiani all'aperto di Milano vince i 100 metri ed è secondo sui 200 metri. Partecipa ai Campionati Internazionali, dove gli si presenta la bellissima opportunità di correre i turni di gara. Ai Mondiali di Riccione giunge in finale sui 200 metri e si aggiudica l'argento nella 4x100 insieme a Daniele Biffi, Luca Casu ed Emiliano Raspi, a soli 3 centesimi dal gradino più alto del podio.
Nel 2008 è il dominatore della velocità M35 italiana. E' campione italiano indoor dei 200 metri e della 4x200 insieme ai suoi compagni della Polisportiva Capriolese (Daniele Biffi, Fausto Frigerio, e Cosimo Sguera). All'aperto, a Bressanone, si aggiudica quattro “eroici” ori: 100 (nonostante i blocchi di partenza difettosi), 200 (nonostante uno strappo ad un muscolo addominale) e le due staffette (con Fabio Orlandi, Cosimo Sguera e Gabriele Garini), corse più con il cuore che non con le gambe a causa dell'infortunio subito nei 200. Con 10”89 capeggia la graduatoria stagionale nazionale degli M35 sui 100 metri, mentre nella graduatoria dei 200 metri è secondo con 22”28 (a soli 4 centesimi da Alessandro Gulino).
Ai mondiali indoor di Clermont-Ferrant corre 4 turni dei 200 metri e si classifica al quinto posto nella finale M35. Fa parte poi della stratosferica staffetta 4x200 che vince il titolo iridato siglando, con 1'30”38, la miglior prestazione mondiale di categoria, insieme a Daniele Biffi, Davide Serrani e Enrico Saraceni. Agli Europei di Lubiana giunge quarto sia sui 100 metri che sui 200 metri e fa parte del quartetto vincitore della 4x100 M35 (con Daniele Biffi, Emiliano Raspi e Alessandro Giulino).
Il ricordo più bello
Ma se gli si chiede quale sia il suo più bel ricordo da master, Andrea non ha esitazioni: il meeting di Donnas del 1 giugno scorso, quando, nella gara vinta in 10”86 da Arben Makai, suo compagno di squadra, corse in 10”89 con il vento entro i limiti (vedi nella foto). Il riscontro cronometrico rappresenta il suo primato da master, a soli due decimi dal suo record assoluto. Ma di quella gara Andrea conserva il ricordo della gioia di una bella gara corsa con un amico, un'esperienza che conta più del risultato. Perché per Andrea l'amicizia e la condivisione sono importanti, come quella volta in cui, ai Campionati italiani Juniores, lui e Paolo Ciravolo corsero in batteria scambiandosi sguardi e risate fino al traguardo.
Webatletica.it
Dei master si parla, ma poco. La Fidal per prima dà un'informazione parziale e frammentaria. L'unico sito tematico è l'area master di www.atleticanet.it. Nel 2007 perciò Andrea decide, insieme a Daniele Biffi, di creare prima un forum e poi un sito dedicato ai master, e non solo: nasce così www.webatletica.it, il cui obbiettivo è quello di incentivare la condivisione dell'esperienza master, oltre che la conoscenza di questo mondo.
Andrea non ama parlare di sé perché una delle sue doti è sicuramente la modestia; preferisce sempre dare risalto alle imprese degli altri, e questo dovrebbe essere preso come esempio da chi, a volte, non riesce a sollevare il naso oltre i propri risultati. Intervista, scrive, esterna e, se è il caso, si indigna (come direbbe De André), ma non getta la spugna, sotto la spinta della sua grande passione per questo mondo. Ha tanti progetti. In questo momento sta cercando di portare a termine un'impresa tanto ammirevole quanto impegnativa: riportare in un unico data base tutti i risultati degli atleti italiani ai campionati internazionali master.
Un po' di anni fa pensavo che nello sport ci fossero tante persone disposte a darsi da fare a titolo gratuito per ricambiare una passione grande come può essere quella per l'atletica; poi ho capito che troppe volte l'egoismo ed altri tipi di interesse possono avere il sopravvento. Andrea Benatti è un'eccezione. E' per questo che ho voluto raccontare la sua storia.
Rosa Marchi
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