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12/01/13

Il Master dell'anno M40

(nella foto, il sottoscritto con la vedette mondiale W45 dello sprint master: Maricarre Yvonne) -  Con la lentezza e incompletezza che mi contraddistingue arriviamo al Master dell'anno della categoria M40. Purtroppo il premio va a chi vi scrive. Quindi ometto ogni commento, ricordando solo che molto è dipeso dalla fortuna che quest'anno a livello internazionale, non vi sia stato un M40 azzurro che svettasse nettamente o si imponesse in più manifestazioni. Così qualche titolo italiano, e il titolo europeo, unito a qualche record italiano spurio, hanno portato a definire la classifica così come sotto riportata. Non mi dilungo oltre. Al secondo posto arriva invece Paolo Chiapperini, che alcuni infortuni durante la stagione hanno privato della miglior forma durante gli Europei di Zittau e quindi penalizzato nel compound finale. nel suo carnet di fine anno porta comunque il titolo nazionale sui 60 metri indoor e le due medaglie prestigiose dei mondiali indoor a Jyvaskyla: addirittura vice campione del mondo nei 200 e bronzo sui 60. Al terzo gradino del podio troviamo Pierluigi Acciaccaferri, autore anch'esso di una grandissima stagione indoor, che l'ha portato al suo massimo storico in carriera, ovvero i due bronzi mondiali ad Jyvaskyla, su 200 e 400. A sorpresa, nella classifica generale, compare al quarto posto il mezzofondista bergamasco Ugo Piccioli (che quest'anno si è dato un anno sabbatico), bronzo agli europei sui 1500, e comunque capace di tenere in tutta la stagione un ottimo standard di risultati. Segue la lista dei classificati tra gli M40 (per visualizzarlo, basterà clikkarci sopra) e i master già "nominati" nei giorni precedenti con il relativo articolo.

La classifica a punti del Master dell'anno M40


02/01/13

Master dell'anno F40: testa-a-testa Baggiolini-Neumann


Prosegue la mia carrellata relativa ai master dell’anno, categoria per categoria. Già assegnati i premi a F35 ed M35, ecco oggi alla categoria F40, che ha visto un testa-a-testa davvero all’ultimo punto tra due delle più rappresentative atlete del masterismo italico, ovvero Emanuela Baggiolini e Denise Neumann. L’alloro cinge però la testa della sola Baggiolini, grazie soprattutto al bottino ottenuto con i diversi record italiani ottenuti sia sui 400hs che sui 400. Dall’altra parte Denise Neumann, nell'anno di grazia 2012 laureatasi campionessa mondiale indoor sui 200 metri ad Jyvaskyla, e autrice di una super-stagione, purtroppo non coronata dal massimo allora Queenatletico per pochissime vicissitudini (come l’abbandono dei 200 metri di Comacchio per presenziare ai contemporanei c.d.s. assoluti). Vediamo comunque nel dettaglio la sfida che si è conclusa con un punteggio di 184 a 179.

Emanuela Baggiolini, a causa un lunghissimo infortunio patito addirittura nell’inverno del 2011 e trascinatosi per diversi mesi, ha fatto la sua comparsa sulle pista a stagione già inoltrata. Ciò nonostante in pochissime settimane è riuscita ad ottenere il minimo per gli italiani assoluti sui 400hs, e a stabilire una raffica impressionante di record (ben 4) sulla distanza in soli 10 giorni: dal 20 al 29 giugno, data in cui ha fissato l'ultimo e nuovo record italiano F40 dei 400hs, ovvero 1’01”73. Sulla strada dei record è poi caduto quello sui 400 (58”74, prima donna italiana over 40 a scendere sotto i 59”), e infine, a stagione conclusa, quello dei 200hs: 29”88 con -1,0 di vento. Sul versante titoli italiani, per lei è arrivato il “solo” scudetto sui 400hs a Comacchio, mentre l’apice della stagione agonistica, l’ha sicuramente raggiunto a Zittau, durante i campionati europei. Titolo nei 400hs (e 4x400 con annesso record italiano della categoria inferiore) e argenti su 400 e 800. Gli ori internazionali, tra europei e mondiali, staffette incluse, sono saliti così a 14, le medaglie totali a 25, e solo in due circostanze la Baggiolini non è arrivata a podio (nei 200 di Sacramento ’12 e Nyreghyhaza ’10). Punti finali per lei: 184. Vedremo se nella traslitterazione finale per l’assegnazione del premio generale, tutto questo sarà sufficiente per vincere il titolo del master dell’anno.

A pochi punti da lei, come dicevo, è invece arrivata Denise Neumann, capace di una sontuosa apparizione ai mondiali di Jyvaskyla, culminata con il prestigioso alloro iridato nei 200 F40 con il tempo di 26”29 (record italiano). Sarà poi bronzo nei 60, dove curiosamente correrà in 8”14, che è lo stesso tempo al centesimo che le permise nel 2011 di vincere l’argento agli Europei di Gand. Sul fronte titoli italiani, per Denise sono arrivati ben 3 scudetti, ovvero quello dei 60, dei 200 indoor e sui 100 outdoor. Il totale dei suoi titoli individuali vinti in carriera è salito così a 7, mentre con le staffette si arriva a 10. La stella? Anche in questo caso, ammasso di record italiani per lei durante la stagione: 3 indoor (i 60 metri, portati a 8”08) e i 200 (il citato 26”29 di Jyvaskyla), oltre che i due miglioramenti sui 100 outdoor, limati sino a 12”66, prima che la siciliana Maria Ruggeri si accaparrasse l’ultima manche con 12”64. E segnalo anche il record sui 150: il 19”30 corso a Milano. Di sicuro una stagione fenomenale. Il premio per la master dell’anno è ancora tutto da giocarsi, visto che entreranno in gioco altri parametri che mi sto studiando. Nulla è deciso… vedremo.

Le altre? A terminare un podio prestigioso, troviamo l’ex azzurra Maria Costanza Moroni, finita a 93 punti, che oltre ai diversi titoli italiani, si è catechizzata il record italiano di salto in lungo con 5,53, che, di questi tempi, è misura per nulla disprezzabile nemmeno a livello assoluto. Quarta Giusy Lacava, 84 punti, tre titoli italiani e tre argenti europei a Zittau (e 4^ ai mondiali indoor sui 400). Al quinto posto, nonostante le evidenti minori opportunità di mettersi in luce (poche gare nei programmi della pista), la marciatrice Roberta Mombelli: 80 punti, i titoli italiani indoor e outdoor della specialità, e le 4 medaglie internazionali: due argenti ai mondiali indoor e due bronzi agli europei di Zittau. Prima di chiudere, è giusto segnalare anche la stagione di Alessandra Lena, penalizzata in questo piccolo premio solo dal fatto di non aver svolto attività internazionale: 4 titoli italiani come solo la lanciatrice Sapienza ha saputo fare nella categoria. Vi lascio alla classifica nel dettaglio (per ampliarla, clikkare sull'immagine). 


29/12/12

Master dell'anno M35: Stefano Longoni su Francesco Arduini

Seconda puntata della carrellata sui master dell'anno categoria-per-categoria. Siamo agli M35, che quest'anno sembra aver avuto un bella spinta "prestativa" rispetto al 2011. Gli atleti che hanno avuto diritto al voto (ovvero finalisti a qualunque manifestazione nazionale ed internazionale master) sono stati la bellezza di 111. Ad imporsi, secondo la mia tabella punteggio, Stefano Longoni, ostacolista proteiforme che ha sfruttato la sua multidisciplinarietà per accaparrarsi il titolo con un cospicuo vantaggio: ben 139 i punti conquistati. Francesco Arduini, nonostante il corposo bonus attribuito all'incredibile poker (mondiale, europeo, italiani indoor ed italiani outdoor sempre nel salto in alto): a lui probabilmente andrebbe il premio della "critica", vista anche non solo il filotto di titoli, ma lo spessore tecnico con i quali quei piazzamenti sono stati conseguiti. 

Parlavo di Stefano Longoni. Questa la sua stagioni in sintesi: titolo europeo nei 110hs, in una finale al cardiopalma, alla quale ha assommato anche il quarto posto nel salto in lungo, e l'ingresso in finale dei 100 metri. Tre finali continentali. Poi i mondiali indoor a Jyvaskyla, dove è arrivato il 4° posto nei 60hs (rallentando nel finale) e una medaglia (probabilmente d'oro) buttata nel pentathlon (8°) dove i crampi l'hanno costretto ad abbandonare nell'ultima gara. Quindi sono arrivati i tre titoli italiani (60hs, 110hs e lungo outdoor che portano a 7 i titoli totali conquistati durante la sua carriera da master), ma soprattutto, quello che ha fatto la differenza con Arduini, sono stati i record italiani: ben 3 quelli conquistati da Longoni (sui 110hs e due sui 60hs), mentre Arduini ha fondamentalmente l'handicap di come gli altisti siano molto più longevi degli ostacolisti, e la loro carriera professionistica termina molto più tardi degli hurdelers. Così mentre Arduini si deve confrontare per il record italiano con misure da "top" (a partire dai fratelli Ciotti, ma passando anche per Luca Toso, in un passato nemmeno tanto remoto), Stefano Longoni pur ottenendo tempi sensazionali (14"32 sui 110hs e 8"25 twice) ha avuto un piccolo aiuto dal fatto che le altezze degli ostacoli non siano quelle assolute, privando il panorama dei record da possibili atleti "in età" da master (come Andrea Alterio che corse in 13"81 nel 2008 ma con i 106 cm o andando nel leggenda sportiva della specialità, con Sergio Liani, capace di correre a 35 anni in 14"00). Si pensi che il record italiano M35 nell'alto è invece di Nicola Ciotti con... 2,28! Misura che al mondo, a pari età, è forse stata saltata esclusivamente dal fenomeno (giovanile... ve lo ricordate a Spalato '90?) Dragutin Topic (2,31, ma anche 2,24 dopo i 40 anni!). Comunque, titolo meritato per Longoni, 

La stagione di Francesco Arduini è stata comunque esaltante: 2,07 come season-high, raggiunto ad Orvieto ad inizio giugno;  ma anche 2,06 a Comacchio, 2,05 sia a Zittau che a Jyvaskyla dove si è rispettivamente laureato campione europeo e mondiale. Il 2,07 equivale ad un AGC di 91,65%, contro il 92,73% di Longoni nei 60hs (e 91,77% sui 110hs): se non altro questo piccolo vantaggio consolida il primato del lecchese a livello prestativo puramente statistico. Come già detto Arduini è stato invece capace di compiere un'impresa nell'impresa, raccogliendo tutti i titoli del salto in alto a sua disposizione durante la stagione (all'aperto e indoor).

E gli altri? Manuel Dalla Brida, chiude al terzo posto con il bronzo di Zittau sugli 800 (e il 6° sugli 800), i 3 titoli italiani (su 800 indoor e i 1500 in ogni salsa), e il record spurio sui 2000. Si tenga presente che hanno portato punteggio anche i piazzamenti nelle diverse competizioni, campionati italiani inclusi. Così 4i troviamo sia Francesco Alborè (campione europeo di triplo) e Federico Nettuno, impegnato in mille battaglie in tutta la stagione (e 3 volte in 5° ai mondiali in 3 specialità diverse). Qui sotto la classifica completa.


28/12/12

Master dell'anno F35: Paola Tiselli

P. Tiselli (foto di su proprietà)
Come è noto, piuttosto che affidarmi a giudizi di persone che molto spesso non conoscono il mondo master e che si trovano a decidere su persone e fatti di cui è la prima volta che vengono a conoscenza, prediligo un metodo empirico, basato sull'attribuzione di punteggi a seconda dei piazzamenti ottenuti nella stagione dai singoli atleti. Un lavoro che mi sta prendendo un sacco di tempo, com'era da immaginarsi... ipotizzo che circa 2000 atleti master alla fine avranno una loro classifica generale nel mio premio "Master dell'Anno", senza dover per questo fare delle esclusioni o inserimenti talvolta cervellotici. Ricordo che hanno preso punti su scale progressive tutti i finalisti (i primi 8, talvolta sino al 10°) di campionati italiani, europei, mondiali, indoor ed outdoor. Hanno costituito punteggio anche i record italiani, europei e mondiali e... quelli spuri, anche se hanno avuto un peso molto inferiori a quelli precedenti. Inoltre ci sono stati bonus di punteggi a chi abbia fatto "filotto" di titoli (italiani indoor, italiani outdoor, mondiali indoor ed europei outdoor) considerato che l'impresa comporta non solo ottime capacità fisico-mentali, ma anche un grande impegno personale in giro per il mondo. La classifica premia esclusivamente chi ha partecipato all'attività master (le competizioni di cui sopra, comprensive dei campionati italiani di 10000 e prove multiple, che in via ipotetica dovrebbero essere inserite nel programma dei campionati italiani outdoor, ma che per ragioni di orari sono state edulcorate) ma non già anche i campionati italiani pentalanci, corse su strada e cross. Su quelle manifestazioni dovrei organizzare dei singoli premi. Inoltre mi riservo delle premiazioni della critica, o con un sondaggio sul profilo di facebook di Queenatletica. A fine carrellata, arriva anche il master dell'anno master (assoluto) sia machile che femminile. Adesso ci rifletto. Intanto qui sotto le prime classifiche, ovvero quello delle F35... 

Master dell’anno per la categoria F35 è stata per il 2012 Paola Tiselli con un budget di ben 130 punti, che potrebbero essere anche sufficienti nell’overall finale per conquistare la classifica come master dell’anno 2012 al femminile. Vedremo nel proseguo delle categorie. Il gruzzolo di punti la Tiselli se l’è portato a casa soprattutto nella prima parte di stagione, dove aveva coronato il suo quinquennio da F35 con il titolo mondiale sui 3000 indoor (dopo il titolo mondiale di Lahti ’09 sui 1500 outdoor).  Ma anche il doppio argento iridato su 800 e 1500 e i 3 titoli italiani indoor su 800, 1500 e 3000. La stagione all’aperto non è stato altrettanto aulica, ma quanto si era visto in inverno aveva abbondantemente già appagato la laziale: ciò nonostante altri due scudetti outdoor a Comacchio su 800 e 1500 (che portano lo score definitivo di titoli individuali tricolore nei 5 anni da master a… 21!) e unico neo della stagione gli Europei di Zittau, dove è giunta 5^ sugli 800 e dove si è purtroppo ritirata sui 1500. Nonostante questo dalla rassegna continentale, la Tiselli è tornata con le due medaglie delle staffette (che non costituiscono però motivo di punteggio) con annesso record italiano nella 4x400 (e relativo oro).
Al secondo posto si è premiata la costanza della sarda Sonia Marongiu, (nella foto a fianco, sul podio dei 2000 siepi a Zittau) che come apice carrieristico ha raggiunto il titolo italiano sui 10000 a Bologna (che fa il paio con quello sui 5000 conquistato l’anno scorso) durante gli italiani di specialità. Non fanno purtroppo punteggio per il premio finale i cross. 86 punti per lei, presente sia a Jyvaskyla e Zittau: agli Europei conquisterà la bellezza di due bronzi, su 5000 e 2000 siepi, mentre ai mondiali finlandesi si segnala il 4° posto nei 1500 e il 5° sui 3000.
Al terzo posto di categoria segnalo l’ottima Antonella Giulivi, che purtroppo non ha potuto implementare il suo ricco bottino con le manifestazioni esterofile. Nonostante questo porta a casa nel 2012 la bellezza di 5 titoli italiani (6 con le staffette), salendo così a 8 titoli italiani complessivi (9 con la citata staffetta).
4 titoli italiani per la lanciatrice Anna Maria Garofoli, giunta 4^ con 45 punti. Segue la tabella delle prime 20 dell’anno.

14/12/09

I master dell'anno di Webatletica: Maria Lorenzoni e Mario Longo

(a sinistra Maria Lorenzoni a Lubiana, a destra Mario Longo) - Qualcuno sul nostro forum i vincitori li aveva già pronosticati, azzecandoli (!), anche perchè, probabilmente, si arriva a determinate conclusioni in maniera quasi scontata. Altri si erano lamentati della recente nomination di altri siti e del suo esito. Noi invece, come scritto nell'articolo di presentazione, abbiamo fatto da soli. Quindi, le critiche potete farle esclusivamente al nostro volere redazionale. Come si diceva, scelte mediate da molte considerazioni, non ultima (anzi) la regolarità ad alti livelli per tutta la stagione, e l'aver partecipato all'attività master. Per questo alla fine la scelta è caduta su questi due grandi atleti capaci di coniugare tutti quegli aspetti e di esibire a livello nazionale ed internazionale un profilo di primo piano. Le medaglie nei master contano tanto, ma bisogna saperle anche pesare. Un appunto: non abbiamo fatto classifiche, ma eletto solo i migliori: meglio non catalogare chi si è distinto, ma nominare solo il più meritevole. Seguono i profili dei due atleti insigniti del nostro piccolo riconoscimento.
  • Maria Lorenzoni: sul referendum di eletti di Atleticanet, la Lorenzoni risulta addirittura essersi piazzata al 10° posto (su 10). Evidentemente i giurati non hanno ritenuto di tenere in debita considerazione la stagione della bresciana Maria Lorenzoni, concentrandosi più sui nomi noti o, meglio ancora, sul numero di medaglie. La Lorenzoni ha invece piazzato una stagione incredibile, anche se non con quel numero cospicuo di medaglie internazionali di cui siamo abituati a sentir parlare anche da queste pagine. Due dati devono far riflettere e che hanno portato la bilancia dalla sua parte: gli 11 record italiani di categoria (è F50) stabiliti nel corso del 2009 su praticamente tutte le distanze previste nel mezzofondo femminile, sia indoor che outdoor (dai 1500 ai 10000, passando per i 3000 e i 5000). Il secondo dato, fornitoci dal suo coach, è il numero di gare disputate: 54, ovvero, considerato che l'informazione risale a novembre, molto più di una gara a settimana. Ed ogni gara, naturalmente, corsa in quel piccolo sistema che noi chiamiamo AGC, con risultati prossimi o superiori al 90% che per Webatletica rappresenta l'eccellenza internazionale. Immensa stagione insomma, coronata con l'alloro europeo nel cross ad Ancona e completato da quello a squadre. Argento ai mondiali di Lahti nel cross, così come ad Ancona nei 3000 agli Euroindoor. 7 titoli italiani master di categoria, dove addirittura ha portato a casa il titolo della corsa in montagna (con questi sette, il suo totale arriva a 29 titoli nazionali nel suo pedigree), più una serie di titoli tra provinciali e regionali (fonte del sito www.atleticacarpenedolo.it). Terza "assoluta" sui 10000 ai provinciali di Brescia. Cosa volete di più?
  • Mario Longo: come scritto già in diverse occasioni, la scelta sul master dell'anno al maschile, è stata molto più sofferta. Molti atleti sullo stesso piano, a partire dai pluri-medagliati di Lahti: Enrico Saraceni, Vincenzo Felicetti, Valerio Brignone e Ugo Sansonetti. Tutti con le carte in regola per poter fregiarsi del titolo di master dell'anno se non avessero tutti fatto coincidere la loro stagione eccezionale nella stessa annata, il 2009. Doverosa una scelta coraggiosa. Mario Longo, M45, non è andato a Lahti, limitandosi agli Euroindoor di Ancona. Benchè 44enne (ma 45 in pectore) Mario ha portato a casa i 3 titoli a disposizione nella velocità: 60, 200 (per un solo centesimo sul futuro campione del mondo all'aperto della specialità, Max Scarponi) e la staffetta 4x200. A livello indoor ha fatto letteralmente faville, correndo in 6"94 e ottenendo nel 45° anno di vita il minimo per gli italiani assoluti. Nella velocità non sappiamo se ci siano dei precedenti con interpreti così longevi. La stagione all'aperto è invece stata una lunga sequenza di prestazioni di primo piano, molte delle quali sotto gli 11" nei 100 metri, che gli sono valse l'attenzione del mondo dell'atletica non solo master. Prestazioni che si sono avvicinate di molto ai record mondiali ed europei di categoria, e che sarebbe stati abbattuti se il sistema di riferimento fosse stato quello della Fidal e non quello della WMA. Enrico Saraceni, stessa categoria M45, da parte sua metteva sul piatto i 3 ori di Lahti e quelli di Ancona. Non ce ne voglia: negli scontri diretti (tre o quattro) nella disciplina di conflitto, i 200, Mario ha sempre dimostrato di avere qualcosina in più per il momento. Comunque: 9 record italiani ottenuti nel corso del 2009, su tutte le specialità in cui si è cimentato: 60 indoor, 200 indoor, 100 e 200 outdoor: 6"94, 22"69, 10"87 e 22"27 i nuovi record di categoria stabiliti nel corso dell'anno. Ci sono sembrate tutte ragioni sufficienti ad aver quel piccolo valore aggiunto in più rispetto agli altri papabili per poterlo nominare master dell'anno per il nostro sito.
Bene, sulle scelte si può sempre criticare, nessuno ha la pretesa di poter eleggere il migliore scientificamente, perchè le variabili sarebbero infinite e la componente umana sempre determinante, ma speriamo le ragioni che abbiamo descritto per arrivare ad un simile risultato, siano sufficienti quanto meno a ritenere non superficiale una scelta non certo facile.

13/12/09

Ci siamo: tra poche ore il master dell'anno di Webatletica

Come sito dedicato ai master della pista, nell'ultimo anno abbiamo davvero fatto passi da gigante. I dati ci danno in forte aumento di contatti: probabilmente grazie alle informazioni quasi quotidiane date sul nostro mondo, unite a quelle dell'atletica nazionale ed internazionale. L'anno scorso, in questo periodo, si partecipò unitamente ad Atleticanet e la rivista Correre all'attribuzione del premio del Master dell'anno, cosa che ci vide in prima linea (anche se non a livello di sponsorizzazione) nel comitato organizzatore. Quest'anno sono state intraprese altre strade circa l'attribuzione del premio, stante la volontà delle due testate prima citate di percorrere la propria strada autonomamente. I risultati della recente premiazione hanno sollevato i dubbi di qualcuno, vuoi per l'oggettiva presenza di qualche "intruso" nella lista dei premiabili, vuoi per una composizione della giuria in alcuni casi non molto preparata su quello che è il mondo master in generale e quello del 2009 in particolare. Così, come avviene per la maggior parte dei premi consegnati agli sportivi da parte dalle testate giornalistiche, siamo stati noi stessi della redazione attraverso una fitta corrispondenza, a stabilire i due "eletti" del 2009. Abbiamo creduto che un premio patrocinato da un sito, proprio dalla materia grigia di chi compone il sito stesso dovesse nascere: il pedegree ce lo siamo creato giorno per giorno, le informazioni le abbiamo ricercate ora per ora: sappiamo di cosa stiamo parlando. Ci siamo mossi per stabilire i primus inter pares, basandoci su tre conditio sine qua non: l'aver partecipato all'attività master nel corso del 2009; aver avuto un rendimento costante in tutta la stagione (è un premio che premia un'intera stagione, non una sola gara!); aver coniugato i podi tra i master (sappiamo che in alcuni casi basta presentarsi) con la qualità delle prestazioni sfoggiate. Alla fine l'attenzione si è spostata verso i due candidati che domani verranno pubblicamente celebrati. Tra gli uomini, in particolare, c'è stata una serie di riflessioni in quanto i meritevoli potevano essere individuati in una rosa ampia. Meno problematica la scelta tra le donne. Bè, non ci basta che aspettare quello che succederà tra poche ore.

22/01/09

Wolfgang Ritte master dell'anno 2008 per la IAAF

(il link all'articolo originale)
L'astista tedesco Wolfgang Ritte, M55, è stato eletto dalla IAAF "Master dell´anno 2008". Il 23 Novembre e´invitato a Monaco al "World Athletics Gala" dove sarà premiato da "Alberto di Monaco", probabilmente riceverà i complimenti da Sergei Bubka in persona e avra´la possibilità di conoscere Usain Bolt ( favorito pe essere eletto Atleta dell'anno). " E´assolutamente incredibile" continua a ripetere Wolfgang, " questo premio mi vale piu´di tutte le gare e medaglie che ho vinto", dice l'astista.

Wolfgang ha ottenuto il premio grazie ad una annata indimenticabile. Ha vinto il titolo mondiale a Clermont ( dove ho avuto il piacere di seguire la sua gara dal vivo), e´stato capace di 7 Record del mondo: ha portato il primato da 4,26 a 4,60mt. Inoltre era stato eletto "Atleta dell´anno" nel 2007 in Germania.

Complimentissimi da Webatletica!