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17/01/11

Schembri 16,93 a Saronno - Flavia Borgonovo (F35) 5,53

Flavia Borgonovo
Purtroppo, come mi spiegavano in regia, il sito della Fidal Lombardia è in piena tempesta da travasamento su server: un vero sturm und drang. Peccato che si siano dimenticati di mettere al vecchio indirizzo un'informazione del tipo: "sito in rifacimento" completato da un "torneremo al più presto". Così per i risultati non tabellati sul sito nazionale della Fidal bisogna ricorrere a vecchi espedienti, come il vecchio sistema del tam-tam tra le conoscenze. Così solo oggi mi è venuto in mano il pdf dei risultati di Saronno, dove si è svolto un meeting evidentemente provinciale. Ringrazio pubblicamente Giuliana Cassani per le informazioni e Alessio Giovannini per il contatto. Come segnalato nel titolo, l'avvenimento clou di giornata è stato il salto monstre del carabiniere lombardo Maurizio Schembri, capace di planare a 16,93 nel triplo. Il minimo-Fidal era fissato a 16,80, quindi un altro posto sul volo per Parigi è stato di fatto conquistato, se non che... già, pensate che furrrrrbi alla Fidasics: nella lettera di "presentazione" dei minimi per Parigi 2011 (che tradizionalmente sono più alti rispetto a quelli Ufficiali rilasciati dalla EAA) i convenuti, in maniera molto italianesca (nell'accezione negativa, chiaramente, del termine), hanno deciso di inserire la pre-stilla (postilla quando è "dopo"...) che il conseguimento dei minimi è condizione indispensabile per l'iscrizione alle gare, ma non requisito unico per la partecipazione alla manifestazione, che resta subordinata, in ogni caso, ad una valutazione preventiva dell'efficienza individuale degli atleti di stretta pertinenza del settore tecnico. A me una cosa del genere farebbe rabbrividire: l'atletica nell'epoca di Rams-Arese II è un'opinione. E l'opinione la mettono, purtroppo in questo periodo, un consiglio di satrapi poco inclini all'oggettività che negli ultimi anni è sembrato dare il peggio di sè. Ma pensate che aberrazione: nonostante si riesca ad ottenere un minimo superiore a quello richiesto, costoro si arrogano urbi et orbi il potere assoluto sul futuro di atleti che devono superare diverse prove di fedeltà. Hai fatto il minimo? Bene, adesso devi vincere gli italiani! Hai vinto gli italiani? Ora devi saltare, o correre ancor più forte. Di fatto, questo gruppo di persone autoproclamatesi Settore Tecnico, chiederà agli atleti prestazioni per le quali gli atleti stessi dovranno spremersi ancor di più. Risultato? Chi riuscirà a superare le 12 fatiche di Eracle, arriverà a Parigi con la lingua a penzoloni. Poi tutti a chiedersi come mai gli italiani toppano sempre l'avvenimento clou: semplice, non c'è pianificazione. Non parlo naturalmente per sentito dire, ma per sentito-leggere, visto quello che scriveva Jacques Riparelli l'anno scorso nel post-Doha. L'atleta più sbeffeggiato della storia della Nazionale: aveva superato tutte le prove: il minimo, il titolo italiano, il tempo confermato... mancava solo che gli chiedessero di correre all'indietro negli stessi tempi con cui correva in avanti. Ebbene: non l'hanno portato ai Mondiali. Scandoloso... un'altra ragione in più per buttare dalla finestra l'acqua sporca e il bambino.
Tornando sulla gara di Saronno, nella gara di salto in lungo femminile vinta da Federica Basani con un normale 5,83 (ha solo 18 anni: ha davanti un futuro fulgido), segnalo il sesto posto di Flavia Borgonovo, classe 1973, che ha balzato fino a 5,53: assolutamente incredula la stessa atleta, che non credeva ai propri piedi dopo aver saltato tanto lontano. Per i più smemorati, Flavia è la bi-campionessa mondiale indoor F35 a Kamloops 2010. Poi nel corso della stagione è arrivato il bronzo agli europei di Nyiregyhaza, ma in una gara in cui le prime due erano da campionati europei assoluti (due ucraine da 6,40... per chi pensa che le gare master siano delle passeggiate). Evidentemente quando Flavia sente odore di indoor si trasforma. 
Altra riflessione in chiusura, che è poi una di quelle che ricorre più spesso. I giovani. Al terzo posto della gara di Saronno è arrivata Maria Moro, classe 1991, con 5,71: certo, è una triplista, ma nelle categorie giovanissime era un talento stellare, dai superpiedi dorati. I risultati delle ultime due stagioni sembrano un gradino sotto l'enorme talento. Come mai il campione statistico di campioncini in erba che si affaccia alle categorie superiori e che riesce ad aver successo è tanto infinitesimale? Cosa succede nella stagione successiva all'exploit? Non è che i sogni spesso si accompagnano a idee forse non troppo esatte sulla gestione e sugli allenamenti dei talenti? Non è che gli allenatori utilizzano procedimenti mentali troppo semplicistici (se allenandosi 10 ha ottenuto 10, allenandosi 20 otterrà di sicuro 20... e invece quasi sempre tornano a 5). Non so se il caso della Moro, probabilmente no. Ma la cosa mette tanti dubbi.

07/04/10

Il web-atleta del mese di marzo: Flavia Borgonovo

(la foto di Flavia Borgonovo a Kamloops 2010) - L'atleta del mese di Marzo per Webatletica è Flavia Borgonovo, bicampionessa mondiale master a Kamloops nel salto in lungo e nel salto triplo. Certo, i vincitori di Kamloops meriterebbero tutti un'onoreficenza all'altezza delle loro imprese, ma dovendo scegliere, abbiamo deciso di premiare il rookie che in una categoria tanto "strana" (che ha dinamiche ancora particolari e non ancora ben definite) è riuscita a vincere probabilmente anche a sorpresa due titoli mondiali. I suoi risultati nei salti (soprattutto nel salto in lungo) sono stati subito a ridosso delle migliori interpreti nazionali della specialità (5,50 di SB, con il titolo italiano assoluto consegnato a 6,02). Aggiungiamoci poi un dato: a livello di mondiali master, tra salto in lungo e triplo dal 1975 in poi, la Borgonovo è la seconda atleta ad aver vinto l'oro iridato. L'unica ad esserci riuscita fino ad ora era stata la sola Elisa Neviani, campionessa mondiale di triplo in 4 edizioni (2 indoor e 2 outdoor). La Borgonovo è anche quindi la prima atleta italiana al femminile ad aver vinto la medaglia più pregiata nel salto in lungo in tutte le edizioni di campionati mondiali fin qui disputatisi (quindi tra open ed indoor). I migliori risultati prima dell'avvento dell'atleta di Rovellasca erano stati due argenti vinti nel 2003 a Portorico da Carla Forcellini (outdoor) e un argento vinto da Luisa Giudici a Linz 2006. Il risultato con cui ha vinto il titolo mondiale (5,41) è inoltre il salto più lungo mai ottenuto da un'italiana ad un campionato mondiale (ed europeo fino al 2000... prima mi mancano i dati). Il precedente era il 5,35 di Barbara Ferrarini ai mondiali outdoor di San Sebastian 2005 con cui vinse il bronzo. Seguono i precedenti atleti del mese.

06/03/10

Flavia Borgonovo e Milena Megli superstar: ancora campionesse del mondo! Forcellini d'argento negli hs (con record)

(foto di Joy Upshaw) - Difficile crederci prima della vigilia: il bottino italiano a Kamloops vede ormai 9 medaglie d'oro, due d'argento e tre di bronzo. Su una spedizione che inizialmente contava 26 atleti (alla fine dei Mondiali ne daremmo contezza esatta) 14 medaglie sono davvero un bottino inopinato. Anche perchè le medaglie non derivano esclusivamente dai veterani (per Webatletica gli atleti over-70), ma nella quasi totalità (Sansonetti escluso) da protagonisti che praticano l'attività sportiva in maniera para-professionale (concedetemi il termine: non me ne veniva in mente un altro. Intendo chi ruba ore e ore in allenamenti alla propria esistenza professionale e soprattutto familiare). Quindi un inno alla loro abnegazione e bravura. Tra l'altro medaglie che arrivano da tutte le specialità e non solo dai soliti volti noti del masterismo italiano. Davvero delle belle sorprese che danno vigore a tutto il movimento: già ad oggi una spedizione più che positiva (per i trionfalismi aspettiamo domani, ultima giornata) e ciò, nonostante le catastrofiche premesse, dovute allo scarso aiuto della Federazione, che probabilmente dovrebbe avere nelle sue more quanto meno l'idea di proporre delle soluzione logistiche agli atleti, per farli albergare vicini!!! Non solo raccogliere le iscrizioni e spedirle... quello lo potevano si poteva fare autonomamente: anzi, per la prossima manifestazione internazionale, se volete, lo faccio io: basta che mi inviate una busta con un francobollo e l'iscrizione: così solleviamo la Fidal e chi ne è addetto a questa gravosa incombenza che evidentemente lo tiene occupato tutto l'anno. E che dire dello scandaloso silenzio della stessa sull'inizio dei mondiali master (cui si è corso ai ripari in fretta e furia dopo il nostro "j'accuse")?? E in generale la fastidiosa sensazione di menefreghismo e lassismo sull'attività master internazionale? Ma c'è chi dice che così vada meglio, bontà loro. Giochi di potere. Per fortuna il movimento master è soprattutto l'attività praticata, gli atleti e la loro voglia di gareggiare fregandosene di coloro che si attaccano alle nostre tasche e ai nostri silenzi. Per questa Fidal, lo ricorderò finchè campo, come da lei stessa scritto un mesetto fa, siamo "risorse da sfruttare". Siamo superiori a tutto questo. Facciamo atletica, non la parliamo (io, bè, ne scrivo... sperando di raccogliere il consenso di qualche sparuto lettore).
  • Da chi iniziamo allora? Da Flavia Borgonovo? Iniziamo da lei allora. Seconda medaglia d'oro in una delle massime competizioni mondiali master. E siamo nella storia. Piccola per carità, ma sempre una paginetta importante del nostro movimento. Dopo lo strapotere nel salto il lungo W35 culminato con una vittoria "per distacco" di quasi 40 centimetri (Flavia è praticamente tornata a saltare sui suoi migliori livelli di sempre), arriva l'inattesa (per me!) vittoria nel salto triplo W35. Stavolta sudatissima: l'avversaria si chiama Laila Petersone (Lettone). Flavia in testa dopo il primo turno di salti: 11,22 vs 11,16. Al secondo la lettone piazza il saltone: 11,58. Flavia si getta a quel punto al suo inseguimento: 11,46 al secondo. Un nullo. 11,40. 11,36... nulla. Ma ecco l'ultimo: 11,64!! 6 centimetri in più della lettone che dopo l'exploit è praticamente sparita dalla gara con salti anche inferiori agli 11 metri, magari già presagendo il "medaglione". Gran carattere la Borgonovo e nuovo titolo mondiale. Quarto oro nel triplo ad un mondiale indoor da parte di un atleta italiano: a Sindelfingen-04 ci riuscì Vittorio Colò, mentre tra Linz-06 e Clermont-08 la migliore fu Elisa Neviani. Il miglior risultato fin'ora ottenuto tra le W35 era l'argento della stessa Elisa Neviani a Sindelfingen-04. Terza atleta inoltre ad aver fatto "doppietta" ad una manifestazione simile: prima di lei erano riuscite solo Tiziana Bignami (60 e 200 a Clermont-08) e Patrizia Aletta (nel martello-martellone a Clermont-08). Brava Flavia!
  • Secondo magnifico oro per parte di Milena Megli, nei 10 km di marcia su strada W40. 54'06"8 per la vittoria netta contro la canadese Susan Brooke (55'33"8). E soprattutto seconda medaglia del colore più pregiato nella massima competizione al coperto per una master (bè, poi i 10 km di marcia non sono propriamente al coperto!). E sono 4 le sue medaglie ai World-Indoor: 2 ori (entrambi in Canada) un argento e un bronzo. Ed è anche la quarta medaglia d'oro in assoluto vinta dalla marcia italiana nel corso delle 4 massime manifestazioni mondiali: due Milena Meglie, una Lino Tadei e la quarta Paola Bettucci.
  • Stupenda medaglia d'argento di Carla Forcellini nei 60hs W50: 9"99 contro il 9"92 della britannica Hazel Barker. Un tempo sensazionale per la nostra miglior saltatrice d'asta di sempre, che tra l'altro abbassa di 34 centesimi il suo stesso record italiano stabilito ad Ancona un paio di settimane fa. 11^ medaglia italiana negli ostacoli ai mondiali indoor: tra le W50 c'era stato il precedente nel 2006 di Simonetta Martelli che giunse terza con 10"36 (tra l'altro tempo mai rattificato come record italiano, trovando sulla cronologia del record il 10"58 della stessa ottenuto nel 2003 ad Ancona: aggiorniamo noi). Per la Forcellini settimana medaglia ad un mondiale indoor: 3 ori, 2 argenti e 2 bronzi.
  • Bronzo per Franco Venturi degli Esposti nei 10 km di marcia M50: 52'15"7 in una gara serratissima, con molti avversari quotati (stando ai risultati e alla vicinanza degli atleti al traguardo). Prima medaglia mai conquistata da un M50 ad una rassegna indoor iridata: la miglior posizione fino ad oggi conquistata era stata il 4° posto di Roberto Cervi a Linz nel 2006. A livello individuale Franco aveva conquistato sino ad oggi 3 medaglie, tutte di bronzo e tutte ad un campionato europeo indoor. Con questa sono 4 medaglie internazionali, che evidentemente sono state tutte conquistate in inverno. Ma è la prima in assoluto per il marciatore in una manifestazione mondiale. A Lahti era giunto 5° nella 20 km, così come 5° proprio nei 3 km di marcia indoor a Kamloops.
Gli altri italiani: sfortunato 4° posto per Luigi Giannuzzi nei 10 km di marcia M60: con 58'07"4. 6° Angelo Giananneschi nei 3000 M55: 10'16"80. Lo stesso si presenta nelle batterie dei 1500 M55 e ne vince con autorità la prima (5'03"34) ottenendo il secondo tempo assoluto. In giornata la finale. Sorprende l'assenza del neo campione del mondo degli 800, Giuseppe Romeo, dalle batterie dei 1500 M45: che sia già sazio? Nei 400 M45 Enrico Saraceni vince con autorità la prima, probabilmente serbando tutte le energie per la sparata finale: 55"87 davanti al nostro forumista Alessandro Tifi: 56"39 e prima finale mondiale per il marchigiano, suo career-best! Nella seconda batteria troviamo un insidioso canadese: Michael Shearar: 53"51. Nei 400 M40 finale raggiunta (è la terza) per Pierluigi Acciaccaferri con 53"58: terzo tempo per lui in accesso alla finale e ottime possibilità di medaglia. Si rivede nella finale anche l'olandese Richard Janssens, vincitore di Clermont-08 davanti al Webmaster Linfordbif.

03/03/10

Pioggia di medaglie azzurre: 6 ori, 1 argento e 2 bronzi

Giornata quasi impronosticabile per i colori italiani alla vigilia, la terza giornata dei Campionati Mondiali Indoor che si stanno svolgendo a Kamloops. Da dove iniziamo? (scusate il ritardo delle notizie, ma lavoro anche io...) Dalla Fidal? E iniziamo da lì: sarà un caso, ma dopo il nostro "j'accuse" sullo scandaloso silenzio della Federazione sulla massima manifestazione master indoor, oggi qualcuno ha avuto la cortezza di pubblicare qualche cosa. Purtroppo, lo ripeto, alla Fidasics non interessa il movimento master se non come mero rubinetto di proventi derivanti da tesseramenti e iscrizioni delle corse su strada. Questo mettiamocelo in testa. A questo punto, che dite? Dobbiamo pure ringraziare? Personalmente mi dispiace non essere a Kamloops, quanto meno per essermi perso questa giornata trionfale per i colori italiani. Alcuni con incredibile merito, qualcun altro con un pizzico di fortuna (chi gareggia da solo in definitiva deve solo sperare che non si materializzi in alcun modo la Nemesi che lo tolga dalla gara prima del raggiungimento della medaglia). Comunque sia: al termine della giornata si conteranno la bellezza di 6 medaglie d'oro, una d'argento e 2 di bronzo. Ripeto: impensabile alla vigilia, vista la ristrettezza della delegazione italiana. E così il nostro medagliere si muove: da nazione-faro del mondo master, dopo due giornate eravamo piombati nel baratro dell'anonimato. Piccole nazioni con pochi abitanti ci surclassavano ed il naufragar era triste in quel mare. Dopo 3 giorni invece siamo adesso al 7° posto, preceduti naturalmente da Canada e U.S.A., dalla Germania, dall'Inghilterra, dall'Australia e Russia. La Francia arranca dietro a noi, con la Spagna. Speriamo adesso di incrementare il bottino con alcune carte che rimangono nel nostro mazzo. Ma vediamo i medagliati della 3^ giornata.
  • Naturalmente la voce del leone l'ha fatta Ugo Sansonetti che si è portato a casa due ori (che portano a 3 il suo bottino canadese), sui 200 e sugli 800 (nella prima giornata aveva vinto quello dei 60). Sui 200 ha regolato gli avversari con 41"13 (ad Ancona 40"34), e poi gli 800 con 4'43"49. E siamo a 32 medaglie d'oro internazionali: 8 ori solo ai mondiali indoor.
  • Poi c'è naturalmente quella scontatissima di Carla Forcellini nel salto con l'asta W50 (2,50: dopo il primo errore alla misura di entrata, un unico salto alla misura di entrata. Purtroppa Carla era l'unica atleta presente nel suo gruppo di età, quindi non ha proseguito la gara) e il resto dell'energia la avrebbe riservate al salto in lungo. Qui si trova la fuoriclasse aussie Marie Kay che si impone con un mostruoso 5,19. Carla si accaparra il bronzo con 4,40 (ad Ancona era balzata a 4,80) con la canadese Rehbergen dietro di lei pochi centimetri. Si allunga così l'infinito palmares della romana: a livello di Campionati Mondiali Indoor, Carla rimane una delle pochissime atlete ad aver vinto una medaglia in tutte le quattro edizioni.
  • La quarta d'oro è invece quella di Milena Megli nei 3 km di marcia: 15'33"20, 12" meglio della canadese Susan Brooke. 14^ medaglia internazionale per la Megli, 10 individuali, ma primo oro a livello di mondiali indoor (aveva vinto un argento e un bronzo a Clermont, mentre a Linz giunse 5^.
  • Quinto fantastatico oro per Giuseppe Romeo, negli 800 M45: gara velocissima, come ha commentato lo stesso Romeo. Passaggio in 28" ai 200, 58" ai 400 e volatone con il canadese Paul Osland. Gran tempo (considerata la pista): 2'03"89 e 2'04"17 per il nordamericano. Per il portacolori della Daini Carate Brianza il primo oro internazionale dopo l'argento di Lubiana e il bronzo di Clermont.
  • La sestina viene infine raggiunta nel salto in lungo W35, con protagonista un'altra lombarda: Flavia Borgonovo dell'Atletica Rovellasca. Nettissimo il vantaggio sulle altre concorrenti: 5,41 Flavia (che ad Ancona era planata a 5,50) e 5,02 per la lettone Laila Petersone. Davvero un abisso. Prima medaglia internazionale per la Borgonovo, nuova campionessa del mondo.
  • Argento invece per Enrico Saraceni nei 200 M45: 23"36 e una medaglia che sorprende ma fino ad un certo punto, aspettandosi in molti la vittoria. Dopo un inverno tribolato per via di un infortunio, l'impossibilità di concentrarsi sulla velocità, Enrico ad Ancona aveva ben impressionato sui 200: 23"28. Buon viatico per Kamloops, ma mancava solo una settimana prima della gara mondiale. Andrè Francois, il vincitore, evidentemente conosceva bene la pista. Partito in sesta corsia, è riuscito a mantenere il vantaggio derivante dal decalage e probabilmente proprio nell'accelerazione iniziale è stato creato il gap decisivo. Comunque, Francois non è certo un carneade: detiene il record canadese dei 100 M40 con 11"08 e 200 con 22"43 e proprio a Kamloops è arrivato secondo nei 60 M45 con 7"23. Riflessione: sapere che diventa sempre più difficile vincere una medaglia, da una parte porta via qualche metallo pregiato, dall'altro fa nascere quegli stimoli che il fatto di vincere sempre potrebbe ammorbidire. Ora tocca ai 400.
  • Bronzo anche dai 3 km di marcia M60 da parte di Luigi Giannuzzi. Tempo per lui: 16'07"63. Quarta medaglia internazionale per Giannuzzi: replicato il bronzo di Sindelfingen-04 (a Linz-06 giunse 9°, mentre non era presente a Clermont).
  • Gli altri italiani di giornata.
  • - Mario Fiori nei 3 km di marcia M60 con 16'28"61.
  • - Franco Venturi Degli Esposti nei 3 km di marcia M50 con 14'59"51.
  • 6° - Pierluigi Acciaccaferri nei 200 M40: 24"55.
  • 7° - Alessandro Tifi negli 800 M45 di Romeo: 2'12"02.
  • - Sergio Domizi sempre nei 3 km di marcia M55 con 18'24"85.
  • 8° - Aronne Romano giunge ottavo nel lancio del peso M50 con 11,67,
  • 9° - Gianni Lolli, nono, con 10,50 sempre nel peso M50.
  • Gli Highlights e i record - Nel frattempo è ufficialmente esplosa in tutta la sua vigoria la W90 Olga Kotelko, che ha già stabilito 3 record mondiali di categoria in meno di due giorni: purtroppo uno di questi risulta stabilito nel peso W90, dove la precedente padrona risultava essere Gabre Gabric con 4,73. La Kotelko, nella sua foga di accappararsi medaglie a grappoli, lancia 4,90 e cancella la Gabric. La Kotelko poi sigla il nuovo record del lungo W90 (1,67: prima donna sopra i 90 a cimentarsi in questa gara e quindi, naturalmente... record) mentre ieri aveva stabilito quello dei 60 (con l'abbattimento del precedente record di 16 secondi!). A proposito di highlights: nel lancio del peso M35 un tedesco, Andy Dittmar, ha lanciato il peso da 7,260 kg addirittura a 18,62! Avrebbe vinto gli assoluti italiani... Per contro l'asta M35 l'ha vinto un altro tedesco con... 1,60. Sì, sì, proprio un-metro-e-sessanta, non era un errore di battitura: i mondiali master canadesi sono anche questo (il personaggio che assurgerà alla storia si chiama Marcus Gunther). Record e titolo anche per la belga Rachel Hanssens nel peso W80 (7,15 con la palla da 3 kg) e per la marciatrice australiana. Immenso Bill Collins: 24"32 a 59 anni e quasi due secondi al secondo. Vittorie anche per le grandi vedette del mondo master: Phil Raschker nei 200 W60, Marie Kay nei 200 W50, Karla Del Grande nei 200 W55.

09/07/09

Tanto tuonò che piovve: Salvino Tortu si appropria del record dei 100 M50

(nella foto, Salvino Tortu a sinistra in 8^ corsia a Lubiana impegnato nelle batterie dei 200 agli Europei Master 2008) - Dopo l'insorgere di alcune questioni legate al record dei 100 M50 e ad un risultato di Antonio Rossi ottenuto nel 2000 a Perugia e di cui probabilmente i competenti organi Fidal non avevano trasmesso il risultato (sembra un 11"88, così come riportato dagli amici umbri), e dopo il reiterato 11"89 ottenuto da Salvino Tortu nelle scorse settimane, finalmente è arrivata una simil-spada alessandrina a districare il nodo gordiano creatosi negli ultimi tempi. E' così che nel meeting di Rovellasca (incipit di un trittico di gare infrasettimanali ormai tradizionale appuntamento di luglio in Lombardia) l'atleta della Besanese ha visto bene di correre in 11"85 (vento +0,5), appropriandosi così della MPI elettrica di categoria (record manuale fissato a 11"5 dalla solita icona Antonio Rossi). Distinguo canonici: Salvino ha ancora 49 anni: a livello internazionale i record valgono solo ad età compiuta, a livello nazionale ad anno acquisito.
Sempre a Rovellasca (in fondo il link ai migliori risultati dei master... direi un 85% dei risultati trasformati in AGC), dopo il 92,65% di Tortu, segnalo il 92,04 AGC (M45) del suo delfino Giancarlo D'Oro (ottenuto correndo i 100 in 11"69). Aldo Del Rio (M60) ha corso i 400 in 60"54, avvicinandosi alla barriera del minuto nonostante qualche problema fisico incontrato durante la stagione e che non gli ha permesso di esprimersi agli altissimi livelli degli scorsi anni. Frederic Peroni (M45) conferma di essere in gran forma (dopo il gran 400hs di domenica): 54"77. Tra le donne brava Denise Neumann (F35) che è riuscita a correre i 100 in 12"85 (probabilmente il suo miglior risultato, visto che il 12"82 di Cattolica è risultato ventoso). Che sia il suo PB? Nel mezzofondo, ancora una volta l'instancabile Elena Montini stabilisce la miglior prestazione femminile in termini di AGC: 88,20, frutto di un 1500 (ma solo sabato scorso non aveva stabilito il record dei 400 F45??) corso in 5'02"13. Infine vittoria della F35 Flavia Borgonovo nel salto in lungo femminile: 5,21 e 72,77 AGC.