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15/10/10

Claudio Rapaccioni sugli italiani di mezza maratona e sul Pentalanci di Macerata

Quello che segue è l'intervento "tecnico" del CT Claudio Rapaccioni, presente al Campionato Italiano Master di Maratonina ad Agropoli.

Essendo presente ad Agropoli come responsabile tecnico Master insieme al rappresentante della FIDAL il consigliere federale Pierluigi Migliorini volevo fare una valutazione tecnica sui campionati italiani Master di mezza maratona svoltasi ad Agropoli. Iniziamo dal percorso risultato suggestivo ed apprezzato dagli atleti; partenza dal lungomare per poi entrare nella parte archeologica per concludere nuovamente sul lungomare. La partecipazione è stata da record sono stati ben 2279 gli atleti che hanno portato a termine la mezza maratona buona anche la parte organizzativa che ha supportato gli atleti dal ritiro pettorali alla premiazione. A livello tecnico comincerei dalle categorie femminili dove la Vanacore (1h18’45”) è stata la prima master a tagliare il traguardo e la seconda assoluta della mezza, 5° posto assoluto per la Vinci (F45) che con 1h22’15” vince la sua categoria con un vantaggio di soli 52” sulla Zofrea. Entrambe hanno preceduto la Comero prima delle F40 con 1h23’44”. Per le categoria F50 vittoria della brava Lorenzoni che seguita a mietere titoli italiani oltre la pista ed il cross, una atleta davvero di ottimo livello, seguita da un’altra atleta di valore eccelso la Moras (F55) che rifila ben 8’ alla seconda classificata. Nelle categorie rimanente vittorie con risultato leggermente sotto le aspettative per Ciotti (F60) Di Carlo (F65) e Pomponi (F70). La squadra femminile da battere era la Atletica 85 Faenza che ha riconfermato la sua supremazia nelle gare no-stadia. In campo maschile ottima prestazione del piemontese Calderone (M40) che con 1h08’52” precede il trentacinquenne Bonvino (1h09”01) classificandosi al 4° e 5° posto assoluto. Nella categoria M55 s’impone Gallo con il tempo di 1h16’27” e ancora un atleta di grande prestigio nella M60 è Di Marco con 1h18’15” ad aggiudicarsi il titolo. Nella classifica maschile sono i padroni di casa a primeggiare con l’Atletica Isauria Valle dell’Irno davanti all’Atletica Avis Perugia ben classificata anche nel settore femminile.
Per i Campionati Italiani Pentathlon di lanci Master devo riportare i complimenti dai tanti atleti presenti a Macerata che mi hanno contattato, ringraziamo il Comitato organizzatore nella veste di Bruno Dezi che anche avendo chiesto di svolgere la manifestazione in una sola giornata di gare è stata in grado di fronteggiare il programma orario ed il Comitato Regionale delle Marche nella veste del presidente Luigi Serresi, in veste anche di rappresentante federale, per il supporto alla manifestazione valevole anche come Gran Prix di lanci.


Claudio Rapaccioni

03/09/10

"Correre" inciampando sui master

Dopo aver saputo qualche giorno fa che nel nuovo numero di "Correre" si sarebbe parlato di pista master, mi sono messo l'appunto di acquistarne una copia non appena fossi passato davanti ad un'edicola. Detto-fatto, l'altro giorno presso un'area di servizio. Purtroppo è un periodo gramo per la carta stampata: le notizie risultano e saranno sempre più vecchie rispetto alla velocità "a curvatura" che sta dimostrando la rete. Mi sono sempre chiesto quale potrebbe essere il futuro della stampa periodica, divorata dalla velocità in cui sempre più le informazioni viaggiano e con cui raggiungono direttamente il monitor davanti a noi, contrapposto al vincolo di dover fare lo sforzo di scendere dall'auto, tirar fuori l'euro, avere per le mani un futuro rifiuto riciclabile di carta da dover utilizzare, leggere notizie "vecchie" di almeno un giorno. Già, che futuro potrà mai esserci per i periodici? Fra qualche anno probabilmente avremo i nostri palmari a schermo over-sized e le edizioni saranno tutte consultabili lì sopra: con grande sollievo della foresta amazzonica. Ma nell'immediato? Quali strategie porteranno avanti i tycoons dell'editoria per frenare l'emoraggia di lettori più lentamente degli altri? Per... morire più lentamente degli altri? A questi interrogativi ho dato la mia risposta. Chi scrive deve trovare qualche soluzione che non esista già sulla rete: qualche cosa di appetibile, inusuale, brillante. Fornire cioè una qualità di informazione superiore a quella che si troverebbe su internet. La cronaca (per noi i risultati delle gare, ad esempio) è già disponibile ovunque, non è questo che cercano i lettori. Serve che qualcuno dia la propia opinione di quello che è successo. Serve che qualcuno racconti la realtà con le proprie parole. E tanto più l'opinione sarà equilibrata e logicamente sostenibile, tanto più ci sarà interesse a leggere quelle parole. E così i maggiori quotidiani nazionali spesso campano più sui "fondi" di personaggi famosi che vi scrivono, che sulla cronaca delle presente nelle pagine interne. E tanto più il personaggio sarà coerente con le sue idee, tanto più quel fondo troverà una corrispondenza con i lettori che poi vi si identificheranno... e acquisteranno il giornale. Insomma, prendere posizione. Abbiamo bisogno che qualcuno dia forma e parole alle nostre idee, no? Come i cantanti trovano le corde per stuzzicare le nostre emozioni, così qualche giornalista trova la chiave per dar voce alla nostra rabbia, o alla nostra felicità, o alla nostra gioia. Tutto 'sto giro di parole per raccontare quello che mi è successo. Abbiamo già parlato a suo tempo in lungo e in largo dei campionati italiani master di Roma. Ci ritorno proprio a causa del mensile Correre, che passa come testata prima e senza avversari nel panorama giornalistico di settore. Il Wall Street Journal del podismo. Un'autorità in materia. Forse l'unica rivista patinata nel passato e al presente che tratta in qualche modo i master. Purtroppo a mio modo di vedere clamorosamente caduta sui master. Nel numero di agosto infatti viene pubblicato un famoso pezzo di Werter Corbelli (articolista di Atleticanet, nonchè presidente dell'Olimpia Amatori di Rimini) che andò giù di clava e mazza ferrata contro gli organizzatori della manifestazione. Già il titolo dell'articolo "Italiani Master: così non va", rappresentava un epitaffio, la scritta sul marmo della pietra tombale della manifestazione. Bocciata a prescindere evidentemente. Giù randellate su randellate e tutto l'aspetto sportivo in sè, la grandeur di far parte di una cornice come quella dell'Olimpico, la quantità di atleti, le emozioni, le cose positive... tutto smantellato. Non è esistito: edizione fallimentare. Una babele, disorganizzazione maxima, le uniche cose positive (il numero di iscritti) tutte derivanti da aspetti contingenti (come gli stradisti laziali corsi in soccorso della manifestazione, altrimenti deprecabile). Ora, finchè la voce si fosse limitata a quell'area di quel sito che è anche espressione precisa di una determinata corrente politica in seno alla Fidal (penso che non ci sia nemmeno più tanto bisogno di nasconderlo) non ci sarebbe stato nulla da obiettare. Ognuno esprime le proprie opinioni e la propria visione della vita e si fa gli amici che vuole, per carità. Lascia un pò perplessi che una rivista con uno spessore e un lignaggio come Correre riesca a pendere tutta da una parte senza prima una piccola verifica sulle informazioni. Ora, è noto che i ritardi del primo giorno degli italiani furono dovuti a un inopinato caso del destino (ma visto che siamo maligni, pensiamo pure male) per il quale i cavi che trasportavano le fibre ottiche di tutto il sistema informatico furono tranciati tra la nottata successiva al Golden Gala e la prima mattina dei Campionati Italiani Master. Incidente, diciamo così. E senza sistema informatico, poter gestire 3000 iscrizioni a mano diventa alquanto difficile, non credete? Vi chiedo: davvero anche questa può essere una colpa dell'Organizzazione come sostiene il citato articolo che nell'apoteosi finale incredibilmente rinfaccia al predetto staff anche la scarsa cultura sportiva dei giudici quando era altrettaneto risaputo che le due strutture viaggiavano separate? Vabbè e sia: prendo personalmente atto che per Correre fare una semplice telefonata chiarificatrice per acquisire una informazioni necessaria . Ma è comunque passata un'idea degli italiani master davvero parziale, a mio modo di vedere, non veritiera, oscura, strumentale. Qualcuno della redazione di Correre, deve aver a quel punto subodorato che l'attacco frontale con tutta l'artiglieria spianata sul campo di battaglia fosse stato un pizzico eccessivo, e ha così aggiunto un piccolo riquadro in calce all'articolo in cui si legge: "il punto di vista degli organizzatori e le analisi dei dati di un'edizione comunque unica dei campionati italiani master saranno l'oggetto della puntata di Monitor (la rubrica) di settembre". "Ah", mi dico "per fortuna un pò di equità nella valutazione della cosa". Aspetto con trepidazione settembre e il nuovo numero di correre. Nel frattempo mi interrogo su una cosa: ma se invece di parlare dei problemi organizzativi si fosse parlato dei risultati, non sarebbe stato meglio per tutto il mondo master? Invece no: il mondo master diviene sempre la sua complessità come fenomeno e mai l'individualità delle prestazioni. Mi vado così a vedere questa benedetta parola agli organizzatori... che guarda caso è preceduta cronologicamente da un altro articolo di Werter Corbelli sui numeri di Roma. Naturalmente non mancano i riferimenti all'organizzazione e all'ulteriore colpa in pectoris di aver ostacolato, in associazione esterna con il caldo torrido romano, il conseguimento di risultati di livello elevato. Va bene tutto, dai, ma arrivare fino a questo punto! Mi chiedo: Correre sostiene così il punto di vista di Corbelli e quindi di Atleticanet (articoli comparsi uguali sul medesimo sito)? Sarebbe una notizia per tutti... anche e soprattutto per i master.
Chiaramente i risultati vengono liquidati in un trafiletto veloce dove si parla esclusivamente dei 5 o 6 ultra 60enni (per carità, meritevoli, ma come spesso accade dimenticati tutti quelli delle categorie più giovani) di cui per puro caso metà sono proprio dell'Olimpia Amatori di Rimini. L'ho già sentita questa società... Quindi sul 2-0, palla al centro, Correre decide di dare la parola finalmente agli "organizzatori" nella persona di Claudio Rapaccioni.
Chissà mai che in contropiede riescano quanto meno a mettere il golletto della bandiera. L'intervista (4 domande striminzite ad opera di Luca Landoni) invece di tutto parla, tranne che dei problemi organizzativi. Sembra quasi che il buon Claudio sia caduto dalle nuvole, abbia vissuto un'altra edizione di Campionati Italiani Master idilliaci in una dimensione parallela alla nostra e fosse rientrato tra di noi mortali da uno Stargate giusto qualche minuto prima dell'intervista. Ma come, Signor Correre: non ci aveva fatto sapere che avremmo sentito la "parola degli organizzatori"? Si intuiva e si auspicava che dopo gli attacchi ci sarebbero state le difese. Sarebbe stato eticamente corretto far sapere alle schiere di lettori le due campane: non penso che Correre voglia omologarsi al Tg4 o peggio ancora al Tg1. E invece di tutto l'organizzatore parla tranne del casus belli? Possibile che non gli sia stata chiesta una cosa così importante per poter dare la sua versione dei fatti e poter ribattere alle accuse che gli erano state fatte dalle pagine di una rivista di portata nazionale? Quindi, la partita per la rivista milanese dei podisti finisce 2-0: danno ragione ad Atleticanet . E Correre si schiera con loro.

26/08/10

Europei Master, capitolo-13: Il CT Claudio Rapaccioni intervistato da Webatletica

(il CT Claudio Rapaccioni, argento agli Europei Master nei 400hs tra gli M55) - Durante i Campionati Europei a Nyregyaza, ho avuto il piacere di parlare a lungo con Claudio Rapaccioni, CT delle Nazionale italiana Master. Abbiamo confrontato le nostre idee, i nostri dubbi, misurato il nostro entusiasmo, lamentato qualche piccolo screzio: da qui è nata l'idea di una piccola intervista per il nostro sito (dopo gli interventi in diretta radio su Webatletica Radio Show, cui ha sempre accettato di partecipare di buon grado e che a settembre dovrebbe tornare on-line). Non mi nascondo e l'ho già detto pubblicamente, raccogliendo tra l'altro molti consensi: Claudio è il miglior CT possibile per il mondo master, tanto che quando ancora non era stata ratificata la sua carica, avevamo pensato di aprire un gruppo su facebook per sostenerla. Mi assumo tutta la responabilità di questa affermazione. Preferisco le persone schiette, un pò timide, ma quel che più importa: oneste. Il mio fiuto (che come sapete è professionalmente deformato dalla mia attività lavorativa) ha fatto il resto. E saggiamente la Fidal ne è stata concorde nominandolo Commissario Tecnico. La strada è ancora lunga, caro Claudio, tante cose bisogna ancora fare per dare stabilità al mondo master e renderlo solido anche agli occhi di chi non ne fa parte: cerchiamo di essere propositivi. Tutti. Quella che segue è la bellissima intervista che mi ha rilasciato Claudio, dove parliamo un pò di tutto: ma quel che più importa, di Noi master, del mondo cui apparteniamo e per il quale tanta passione ci mettiamo ogni giorno. Seguiranno prossimamente altre interviste ad altri personaggi master europei (ed italiani) per capire dove sta andando il masterismo internazionale. Bè, parafrasando il mio amico Ken Stone, stay tuned!!
  1. Innanzi tutto, un giudizio da CT sulla spedizione italiana master in Ungheria in generale. Com'è andata la nazionale azzurra? E’ sempre difficile dare un giudizio complessivo alla fine di ogni campionato, sicuramente la spedizione italiana ha espresso un tasso tecnico ottimo considerando gli atleti italiani che hanno partecipato a Nyiregyhaza ed alla concorrenza sempre maggiore da parte delle altre nazioni che come noi stanno crescendo ogni edizione. Volevo fare i nomi che non leggeremo mai nel medagliere perchè non hanno ottenuto il tempo minimo richiesto nella medal standard: Carla Sessa 2° posto nei 100 hs e Roberto Amici 3° posto nella 5 km di marcia.
  2. La Spagna è molto cresciuta negli ultimi anni. L'Italia com'è messa tendenzialmente, in prospettiva di Gand? E’ una domanda su cui ci sarebbe da scrivere molto ed io cercherò di sintetizzare il contenuto. La Spagna è riuscita nel discorso del dopo-assoluto, nel senso che gli atleti continuano anche dopo l’attività assoluta ed i frutti della loro scelta si vedono soprattutto nel mezzofondo dove qualche anno fa sono ripartiti da zero dai giovani ed ora alcuni di loro proseguono nel mondo Master; noi in Italia abbiamo ancora qualche problema di comunicazioni con gli ex atleti di vertice con la speranza di trovare il giusto approccio con il mondo Master, per le indoor di Gand sono fiducioso perchè i nostri atleti al coperto si sono sempre comportati egregiamente con risultati sempre sorprendenti.
  3. Quali sono stati i nostri punti di forza? Quali invece i settori che non hanno funzionato a dovere? Sicuramente la velocità è da sempre il nostro punto di forza insieme alle staffette però in Ungheria ho notato che quasi tutti i settori hanno fatto registrare dei buoni risultati. Forse siamo mancati nei lanci (nelle categorie più giovani) e nelle gare di fondo forse anche per i pochi iscritti; un elogio anche alla Marcia che come sempre hanno saputo distinguersi.
  4. Chi ti ha emozionato di più in questi campionati Europei? Quali sono stati gli italiani che ti hanno più impressionato? L’emozione maggiore anche per questi campionati l’ho vissuta quando hanno corso tutte le staffette e che come sempre alla fine sono distrutto. Mentre mi hanno impressionato Paolo Chiapperini per la sua determinazione in ogni sua gara portando a casa degli ottimi risultati, Domenico Furia che dopo l’errore nella finale dei 100 metri ha saputo reagire da grande nei 200 metri con una bellissima finale: peccato per il 2° posto, e la Flavia Borgonovo per la sua semplicità e tranquillità con cui affronta le gare.
  5. quali invece atleti di altri paesi ti hanno invece impressionato? Sicuramente direte che ho scoperto l’acqua calda ma sono sempre loro Guido Muller per la sua armonia di corsa che non cambia mai anche se gli anni aumentano; Peter Stevens e Darren Scott per la loro grinta che metteno in campo ad ogni gara che non dà scampo agli avversari. Al femminile la Hill Irie che a 41 anni le ho visto saltare con l’asta ben 3m85 e la spagnola Emilia Paunica nella velocità, dove ha vinto le due finali con la determinatezza di una grande atleta.
  6. Come hai visto il clima della nazionale italiana in Ungheria? Si può iniziare a parlare di "squadra"? Devo essere sincero ho rivisto la voglia di fare gruppo tra gli atleti come qualche anno fa ed anche un approccio migliore con i responsabili della Federazione.
  7. A livello organizzativo com'è andata Nyiregyhaza 2010? Ci sono degli appunti da fare? Come già riferito con la mia relazione ai vertici della FIDAL, nell’ottica generale credo che l’organizzazione sotto il profilo tecnico abbia rispettato le aspettative degli atleti. Molto efficiente il campo centrale con la possibilità di riscaldamento per gli atleti in un piccolo impianto (2 corsie) a 200 metri, mentre il secondo campo, a 4 Km, dove si sono svolti la maggior parte dei lanci, i 5 km di marcia e alcune gare di corsa lunghe, è risultato non idoneo per la sua struttura nonostante le attrezzature nuove (pista e gabbie dei lanci). Buona la parte riguardante l’informatica (SIGMA) sempre precisa ed attenta anche nel rispetto degli orari programmati e l’emissione dei risultati. Anche il TIC ha funzionato in maniera esemplare dal ritiro accredito alla conferma giornaliera delle gare. Anche il gruppo giudici è stato ben gestito anche se molti di loro abbastanza giovani e con poca esperienza.
  8. Perchè il fallimento della categoria M e W30? Era successo così anche per i 35 quando furono introdotti, se ti ricordi? Saranno riproposti anche nel futuro? Credo che la non validità come titolo europeo già sia un freno per i partecipanti e poi ci sono ancora troppi atleti trentenni che si sentono assoluti e che partecipano alle gare internazionali mentre quando furono inseriti gli M35 venne detto solo pochi mesi prima che erano validi come campionato europeo per cui solo la prima edizione ebbe pochi iscritti. Sicuramente saranno riproposti con la speranza di rivedere le modalità di partecipazione.
  9. Cosa bisognerebbe fare secondo te per incentivare il proselitismo tra gli atleti senior? Stiamo lavorando nell’ottica di trovare le modalità giuste per portare un messaggio adeguato a questi atleti , sarà affrontata e discussa ad inizio settembre.
  10. E' possibile pensare a progetti ad ampio respiro internazionale tra i master? Ho sempre pensato ha progetti internazionali per i Master e come sopra anche questi saranno discussi a settembre.
  11. Concludiamo con te... Come hai vissuto la tua prima medaglia internazionale? Emozionante? Ti viene voglia di vincerne altre?? Ancora adesso mi emoziono al solo pensiero, ho partecipato a tanti finali sia negli ostacoli che nella velocità ed in questi 15 anni mi sono sempre accontentato di arrivare in finale. Questa volta arrivare in finale ed avere il miglior tempo delle batteria mi ha messo tanta carica ma anche tanta paura. Quanto gli altri si erano nascosti nelle batterie? Seguire l’inglese che era il più forte e tentare di vincere il titolo europeo? E se poi mi fossi inchiodato all’ultimo ostacolo e addio medaglia? Sono partito ed ho fatto una gara giudiziosa è arrivata la mia prima medaglia d’argento e chissà se dovrò aspettare ancora altri 15 anni?

04/08/10

Brevi storie di due atleti master - Di Vincenzo Felicetti

Sono Vincenzo Felicetti, un atleta master da più di vent’anni che ha scritto il primo libro sul movimento dell’atletica dei veterani in Italia. Alcuni lo hanno letto, altri non sanno della sua esistenza. In esso sono racchiuse, fra i tanti argomenti trattati, le storie dei personaggi più significativi che hanno caratterizzato questo mondo dell’atletica riservata agli over, che da sempre rappresenta un’importante espressione dello sport nazionale. Ultimamente ho partecipato ai Campionati Italiani ed Europei master e da qui mi è venuta l’idea di descrivere le storie di altri due personaggi, che magari non hanno un curriculum sportivo ricco di titoli e trofei, ma che diventano altrettanto “personaggi”, per quel loro animo pugnandi, quella passione e tenacia, tipica dei veri atleti master “senza eta’".
Claudio Rapaccioni è da tanti anni nell’atletica master e la vive a trecentosessanta gradi, come dirigente di società, organizzatore di manifestazioni, responsabile tecnico del settore master nazionale e naturalmente come atleta. Un uomo eclettico, che purtroppo, anche in seguito a diversi infortuni, non ha mai potuto esprimere appieno le sue qualità atletiche, che pur portandolo alla ribalta nazionale, non gli hanno regalato allori a livello internazionale. A Nyiregyhaza, sede dei Campionati Europei master, è avvenuto un piccolo miracolo: Claudio ha vinto meritatamente la sua prima medaglia europea, aggiudicandosi un secondo posto nella difficile disciplina dei 400hs e dopo aver aspettato la bellezza di 15 anni, da quel lontano 1995, allorchè partecipò negli Stati Uniti, alla prima competizione internazionale. Claudio era felice ed io per lui: ha saputo aspettare ed ha dimostrato che l’amore per lo sport che si fa, la tenacia e soprattutto la pazienza, prima o poi ti danno il premio sperato.
Emanuela Stacchietti è stata negli anni ottanta un’ottima quattrocentista ed è andata vicina a partecipare alle olimpiadi di Mosca. Purtroppo la sfortuna era in agguato ed ecco che alla giovane ventenne, attaccata da una subdola malattia, il diabete giovanile, le veniva negato quell’importante treno verso la gloria. Emanuela, donna dal carattere forte e determinato non ha mai perso il contatto con la corsa ed è tornata qualche anno fa a svolgere attività agonistica tra i masters. Fra le tante difficoltà, che il sottoscritto può testimoniare, essendo stato il suo allenatore, derivanti da un suo fisico mai al 100% e non abile a sostenere un certo carico di lavoro, e per una serie di infortuni alle ginocchia, lei è riuscita a non scoraggiarsi mai ed ottenuto con pazienza risultati veramente significativi, salendo ripetutamente sul podio nei vari campionati nazionali, ultimo quello di Roma, nello stadio dei suoi trionfi giovanili..
Spero che questi esempi aprano gli occhi a tutti coloro che avanti con l’età pensano di avere Tutto e subito: sono sulla strada sbagliata: i risultati e le vittorie vengono si, con l’amore per quello che si fa, ma con un metodo equilibrato di approccio allo sport e soprattutto con TANTA PAZIENZA…

Vincenzo Felicetti

18/06/10

Roma-2010 e organizzarione: la lettera di Claudio Rapaccioni

(Claudio Rapaccioni con Pietro Mennea e Anna Micheletti allo Stadio Olimpico, foto Asd Romatletica) - Dopo qualche polemica nata a margine dei Campionati Italiani Master di Roma 2010, che abbiamo raccolto e cui abbiamo dato voce su questo sito, ci ha inviato una mail direttamente Claudio Rapaccioni, nostro DT nonchè dirigente dell'A.S.D. Romatletica, società organizzatrice dell'evento master su pista che a livello nazionale non ha avuto precedenti pargonabili. Nella lettera vengono specificati alcuni aspetti di carattere pratico non conosciuti dai più, e che fanno così comprendere come mai si siano verificate alcune pecche nella macchina organizzativa. Ringraziamo Claudio, che ancora una volta si dimostra disponibile a comunicare

In attesa di poter intervenire nella trasmissione radiofonica di Web Atletica per essere come sempre a disposizione di tutti e parlare dei nostri Campionati Italiani Master, volevo anticipare alcuni concetti.
Come atleta posso dire che questi Campionati sono stati tra i migliori negli ultimi 10 anni e come in tanti altri abbiamo riscontrato le stesse problematiche di sempre (orari, bagni, ecc.) ma sicuramente entusiasmanti.
Da organizzatore solo ora riesco a capire le difficoltà incontrate di giorno in giorno. Avendo fatto un’analisi sui partecipanti reali ho riscontrato così un 39-40% di atleti in più rispetto ai Campionati di Cattolica, ma questo dato non deve essere considerato una scusa.
Sicuramente avere avuto il Golden Gala il giorno precedente, evento che ha dato la possibilità a tanti atleti Master di poter assistere dal vivo ad uno spettacolo unico per quanto riguarda l’atletica di vertice, ha causato per la macchina organizzativa dei ritardi e lavori con tempi stretti e rischiosi. Si è lavorato in piena notte per montare la gabbia dei lanci allo Stadio della Farnesina per poter iniziare il venerdi in orario con le gare dei lanci, allestire lo Stadio Olimpico e Marmi venerdi mattina per essere pronti a ricevere gli atleti senza avere i tempi dovuti per provare la macchina informatica ma questo era lo scotto da pagare per poter gareggiare nello Stadio Olimpico.
Capire se spostare alcune gare alla Farnesina per alleggerire i tempi del programma orario presso l’Olimpico, alla fine come poter dire agli atleti che non avrebbero più gareggiato nello stadio programma inizialmente.
La concomitanza della seconda fase dei C.d.S. Assoluti a Rieti dove sono serviti tanti giudici gara.
Queste alcune delle problematiche gestionali, poi quelle reali sul campo che come dicevo prima abbiamo riscontrato anche nelle altre manifestazioni e inspiegabilmente si sono ripresentate, anche avendone parlato e discusso i giorni precedenti i Campionati, comunque tutto questo è oggetto di analisi tra la FIDAL ed il Comitato organizzatore.
Non sono d’accordo se parliamo della parte economica e di speculazione da parte degli organizzatori, se avessimo voluto fare business avremmo realizzato dei gadget dei Campionati, avremmo cercato di gestire gli alberghi (parte seguita dal CONI) nulla di tutto questo, unica cosa seguita dall’organizzazione la parte della mensa perchè avevamo bisogno di dove far mangiare i nostri giudici e non essendoci nelle vicinanze altre alternative si è pensato di dare questo servizio anche agli atleti, mensa che opera normalmente solo a pranzo dal lunedi al venerdi e per l’occasione l’apertura per tutto il sabato (per loro non lavorativo) ci è stato richiesto un supplemento per il loro personale, questo spiega la differenza dell’euro che la persona ha pagato in meno.
Chiudo informando tutti che non abbiamo avuto nessun contributo da parte delle istituzioni e che tutto grava sulle tasche del Comitato Organizzatore, per questo evento abbiamo avuto bisogno di 5 ambulanze e 6 medici giornalmente , di 24 persone per la vigilanza, 115 giudici, 107 persone per lo Staff e 12 per l’informatica.
Rimango comunque a disposizione per tutti coloro che volessero avere ulteriori informazioni.
Grazie
Claudio Rapaccioni

12/01/10

Italiani Assoluti Indoor: perchè non inserire una gara d'esibizione master?

(Claudio Rapaccioni nel TIC di Lahti intento a guardare... Webatletica! Dal suo profilo fb) - Claudio Rapaccioni, ci sei? Ti disturbo? Uso questo metodo molto discreto per coinvolgere i nostri amici master. So che in questo momento sei da qualche parte in qualche ufficio della Fidal giù a Roma impegnato con le scartoffie delle iscrizioni dei nostri temerari globetrotter che partiranno per Kamloops (a proposito: ma quanti sono?). Vista la tua grande disponibilità già dimostrata con i c.d.s. master indoor (davvero un'iniziativa senza precedenti) mi faccio umile ambasciatore (senza farmi latore di alcuna pena, anzi!) di alcune richieste pervenutemi da alcuni assidui lettori, associatosi senza intenti sediziosi per questa occasione. Ti chiediamo unicamente se sia posibile girarle ai consiglieri di riferimento per i master al fine di auspicare, ove sia possibile, un miglioramento del nostro piccolo universo. Si avevano in mente un paio di "migliorie" che comporterebbero pochi costi in termini "economici" a Fidal (direi, anzi, a costo zero) ma che potrebbero portare un certo ritorno (in primis di immagine) per il movimento di cui facciamo parte... Sono solo un paio (per il momento!), te le elenco in ordine:
  • finali nei 60 agli italiani indoor master: sia chiaro, solo nel caso il numero di iscritti superi una certa quota. Quanto facciamo? 24? 25? 30? Non importa! Fai tu, magari basandoti sugli iscritti degli anni precedenti. Basta che nelle categorie più numerose, come ad esempio la M40 e la M45, si possa poter disputare una degna finale e che le corsie (o le serie), non siano decise da varie strategie (lecite o meno lecite) per avere le posizione migliore. Il pathos sarebbe sicuramente maggiore, e di certo lo spettacolo sarebbe assicurato.
  • due gare-esibizione agli italiani assoluti indoor: durante i campionati statunitensi, non c'è edizione che non preveda una gara esibizione in cui sono protagonisti i master. Perchè non farlo anche qui in Italia? Ad esempio: i 200 metri maschili con Mario Longo, Enrico Saraceni e Max Scarponi (due campioni del mondo e un primatista mondiale), oltre a Mauro Graziano (argento mondiale), Paolo Chiapperini (altro argento, ma agli europei indoor), e uno tra Marco Ceriani, Attanasio, De Pace... e i 60 femminili, dove potrebbero partecipare Lusia Puleanga, Tiziana Bignami, Kathy Seck, Marta Roccamo, Daniela Sellitto... due gare veloci, così si occupa anche poco tempo, ma che potrebbero far fare una gran bella vetrina ai master. Oppure, invitare qualche campione master dall'estero...
Che ne pensi? Grazie ancora Claudio!
drew

19/12/09

Il bilancio dei master 2009: la relazione del CT Claudio Rapaccioni

(nazionale di... 200 ostacolisti, dal profilo fb di Claudio Rapaccioni) - Sul sito della Fidal, a questo link, è possibile trovare la relazione consuntiva della stagione 2009 dei master italiani. Il nostro amico Claudio Rapaccioni, "Referente Nazionale Tecnico Master" si è infatti prodigato in una serie impressionante di statistiche che la dicono lunga sull'importanza del mondo master italiano e del suo impatto sull'intero settore "atletica leggera". Le statistiche snocciolate e commentate da Claudio nell'ultima riunione dei referenti master regionali, mostrano un settore di forte vitalità, in controtendenza rispetto alle dinamiche generali dell'intero sport che invece parlano di un inesorabile senso di abbandono. Mi permetto di entrare anche io nel merito commentando anche qui le statistiche prodotte da Rapaccioni. Poi ognuno si faccia la propria idea.
  • Tesseramenti: i senior chi li ha visti? Se leggete le statitiche generali troverete che alla voce "senior" si sono registrate 8408 unità (il 5,19% del totale). Più di junior e promesse, certo, ma... mentre le due categorie coprono un paio d'anni, le categorie senior coprono circa 12 anni, sino alla soglia dei master (senza poi contare chi si tessera "senior" ma di fatto ha l'età da master). Ergo, se spalmassimo le 8408 unità sui 12 anni (ma sono di più...) otterremmo esattamente 700 atleti tesserati per annata, che chiaramente è il valore di gran lunga più basso tra tutte le categorie. Ma sapete qual'è l'aberrazione? Che di quegli 8408, ben 2071 sono senior in età master. Il conto scende così a 6337, cioè 528 atleti per annata: uno scempio. Le categorie master si spalmano su un range vastissimo: 5 volte tanto rispetto ai senior. Nonostante questo, il numero di tesserati per anno sale a 1266 (senza dimenticare che la categorie apicali sono composte attualmente da 1 o 2 persone...). Quello che sorprende è il numero di Esordienti: ben 32600. Ma qui ci sta la gabola all'italiana, inventata dai dirigenti dela Fidal per raccontare (probabilmente al CONI) che l'atletica italiana è in salute, perchè tutti i bambinetti che partecipano alle garette della scuola vengono tesserati, anche se poi di fatto concorrono in una sola manifestazione. Così sul totale rappresentano il 20%, ma di fatto sono tutto fuorchè futuri atleti della Fidal.
  • I Master in continuo aumento: i dati prodotti da Claudio Rapaccioni denotano anche il forte aumento diacronico del movimento master: in 5 stagioni quasi il 27% in più, con un'unica piccola flessione nel 2008 rispetto al trend strutturale. Ma nel 2008 si veniva dalla sbornia di Riccione, nel 2007... il boccone era troppo grosso. Ora si è tornati a salire, penso grazie soprattutto agli stradaioli, perchè, non dimentichiamocelo anche se qui dentro sgambettiamo soprattutto per i track & field, il mondo master è composto per gran parte da "podisti". Dal 2008, come scrive Claudio, un incremento del 10,3% per gli uomini e del 16,6% fra le donne.
  • La Lombardia vanta 15000 tesserati come master: 15.002 è il numero esatto di atleti tesserati come master per la Fidal Lombardia. Che è il più alto numero di tesserati in Italia nelle categorie superiori ai 35 anni. Contando che il CRL fa pagare 10 € a tesserato master, cio vuol dire che le società lombarde versano nelle casse della Fidal esattamente 150.020 euro (a chi poi vadano, non è un nostro problema). Francamente non si vede un ritorno in termini di servizi nemmeno pari all'1% di quanto versato dalle martoriate società della regione della rosa camuna. Basterebbe poco, una gestione più disponibile al dialogo, mentre nel 2009 si è assisitito alla cieca burocratizzazione, alla scarsa volontà di confronto e qui di certo non c'entra il referente master. L'imperativo dei master è gareggiare, non venir esclusi anche soprassedendo a regole di merito che nell'atletica dovrebbero essere l'ABC! Quest'anno, forse bisognerà che qualcuno ricordi alla dirigenza che si rappresenta tutte le società dell'atletica lombarda, e non solo le solite 4/5 che hanno piazzato i loro uomini ovunque (ma che ci stanno a fare lì?).
  • Grandi Campionati internazionali: toccato il picco, ora (probabilmente) si scende. L'inarrestabile aumento dei numeri di partecipazione degli atleti italiani legati alle grandi manifestazioni internazionali ha probabilmente raggiunto il suo apice tra Lubiana (Europei outdoor) e Ancona (Euroindoor). Nel 2010 si prevede una fisiologica diminuzione, stante la lontananza dei Mondiali indoor (in Canada) e di quelli Europei all'aperto (in una sperduta cittadina all'est dell'Ungheria). Ancona ha raccolto quasi un migliaio di atleti italiani, Lubiana, ad un tiro di schioppo dal Friuli, oltre 600. A Lahti ci sono già stati i primi sintomi di questo reflusso di marea: 218 presenze italiane, inferiori addirittura a quelle di San Sebastian 2005, prima dell'avvento di Riccione 2007, vero e proprio spartiacque della recente storia del masterismo italiano.
  • Campionati Italiani: dipende dove vengono ospitati. Se guardiamo i Campionati Italiani Indoor, vediamo che gli iscritti sono stati pressochè stabili dal 2007: circa 200, con variazioni di poche unità. Il cambio di marcia c'è stato proprio nel 2007, poi 3 anni di "boom", con pochi scostamenti. Osservando i numeri degli italiani all'aperto si può invece notare come i numeri siano stranamente inferiori a quelli delle gare indoor: 1927 di quest'anno (il miglior risultato di sempre) contro i 1895 di Cattolica (anche qui, miglior risultato). Di sicuro conta molto l'ubicazione della sede dei Campionati Italiani: Ancona è praticamente in centro Italia. La riviera romagnola, poco distante e comunque non troppo lontana dai luoghi dove sono ammassati più tesserati over-35.
Quest'anno, leggo nelle postille dell'intervento di Claudio, che verrà inserito nel programma ed in Via-Sperimentale, il Campionato di Società Indoor che coinciderà col campionato indoor individuale. Una piccola parte di questo parto è anche nostra e questo è il miglior biglietto da visita dell'Ufficio Master della Fidal. La formula del c.d.s. sarà sicuramente migliorabile, qualcuno criticherà perchè è dell'uomo non essere mai soddisfatto, ma insomma, C'E'. Qualcuno alla Fidal evidentemente ascolta. Spero che questa collaborazione per sviluppare la montagna di idee che ci vengono in mente di volta in volta e che possono diffondere il "masterismo" a quegli over-35 ancora reticenti. Confrontandomi con lo stesso Claudio, vi assicuro che sul piatto ci sono tante idee: noi siamo qui e gli daremo una mano. Presto pubblicheremo alcune di esse, sperando che possano piacere.

05/06/09

Altri due record italiani dai meandri delle classifiche

Vagando sulla rete, e con la complicità di chi segue il mondo master con un attimo più di passione del sottoscritto, sono emersi due record italiani di categoria. Si aggiornano così le nostre statistische relative alle migliori prestazioni nazionali, nella consapevolezza che qualcosa è comunque stato tralasciato. Invito così chi avesse sentore di record di spedirmi una nota, in maniera tale da aggiornarare il nostro piccolo data-base di statistiche spicciole. Comunque, iniziando in ordine cronologico, il nuovo record italiano è quello stabilito da Claudio Rapaccioni (M55) nei 200hs, con il tempo di 32"0. Tempo ottenuto a Roma il 5 aprile e che abbassa sensibilmente il 33"56 corso da Giuseppe Demilano solo l'anno scorso. Del resto questa è una specialità in grande fermento dopo l'interoduzione nel c.d.s.. Di record ne verranno abbattuti ancora diversi, c'è da scommeterci. Altro record è quello stabilito nel peso con maniglia (volgarmente "martellone") da parte di Paola Melotti, categoria F50. L'atleta salentina migliora il suo stesso record, portandolo da 12,63 a 13,29.

03/06/09

Rossella Zanni record nei 200hs

(foto tratta dal sito della Fratellanza Modena) - Osservando i risultati della prima fase dei c.d.s. master svoltasi a Bologna il 30 e 31 maggio, si è materializzato il tempo di Rossella Zanni (del Mollificio Modenese Cittadella) sui 200hs F45: 33"55 con addirittura 1,5 di vento contrario. Abbattuto di quasi 2"5 il precedente record che apparteneva a Chiara Passigato fissato a 36"18 e stabilito esattamente un anno fa (il 25 maggio 2008) a San Giovanni Lupatoto (cito il vangelo di Masteratletica!). Sempre restando nell'ambito dei 200hs, mi è stato segnalato il record nel 2009 del nostro DT Claudio Rapaccioni nella categoria M55. Purtroppo il link segnalatomi non mi porta al risultato. Spero di poterlo recuperare al più presto per poter annoverare il record tra quelli stabiliti nel 2009. Segue il link ai record del 2009 stabiliti tra i master all'aperto.

07/04/09

La risposta di Claudio Rapaccioni sull'affaire staffette

Mi ha fatto molto piacere ricevere una mail di Claudio Rapaccioni relativa alle staffette. Questo, se ancora ce ne fosse stato bisogno, depone a favore dell'onestà intellettuale del nostro CT, che ha voluto precisare alcune questioni direi essenziali.


Ciao Andrea

credo sia giusto scrivere due righe sulla composizione delle staffette, accetto tutti i vostri consigli di cui faccio tesoro per il futuro. Come sempre a fine campionati il sottoscritto invia al settore Master una relazione tecnica dove viene esposto il rendiconto della manifestazione (organizzazione impianto,riunioni tecniche,informatica ecc.) riportando anche gli errori o mancanze legate al mio operato, con la solita trasparenza ho scritto sulle staffette prendendomi le mie colpe.

Come viene fatta la scelta per una staffetta? Principalmente per vincere la medaglia d’oro o almeno salire sul podio; di seguito i criteri concordati con i Consiglieri delegati all’Ufficio Master:

  1. I quattro atleti più forti della stessa categoria
  2. Tre atleti forti della stessa categoria con aggiunta di un atleta di categoria superiore (sempre che la categoria superiore rimanga competitiva)
  3. In casi particolari dare la possibilità di tentare un record (mondiale o europeo) senza penalizzare le altre staffette
  4. Non è obbligatorio che gli atleti debbano partecipare alle gare della lunghezza della staffetta (vedi indoor ai 200 metri) alcuni possono avere problemi lavorativi o familiari e scelgono altre distanze , ma devono aver corso quella distanza nella prima parte della stagione

Purtroppo in questa edizione di Ancona era stato preparato un comunicato esplicativo che parlava anche delle staffette che doveva essere inserito nelle buste al ritiro del pettorale (che non è stato inserito) e quindi le informazioni sulla partecipazione alle staffette non è stata divulgata , e siamo tornati a scrivere sui fogli le disponibilità.

Di certo ancora noi atleti non abbiamo capito che dare la disponibilità vuol dire fare anche la riserva e non solo il titolare , molte volte abbiamo organizzato una riunione con gli atleti per la composizione delle staffette ma sempre con la mancanza di almeno il 75% degli atleti disponibili con conseguente perdita di tempo per gli altri.

Concludo sapendo che gli errori ci fanno crescere e bisogna essere anche consapevoli che non siamo infallibili , ringrazio tutti per aver capito il ruolo difficile che ricopro e che solo con il vostro aiuto posso migliorare ed essere più sereno nelle scelte senza invece essere pressato.

Mi scuso ancora anche pubblicamente con Paola Tiselli e Carla Forcellini (con cui ho parlato) per la mia mancanza nei loro confronti.

Sono come sempre disponibile ad un dialogo con tutti voi e potete contattarmi via e-mail claudio.rapaccioni@alice.it

Grazie ancora.

24/02/09

Ancora sulla ridda di record

Guardando l'articolo della memoria storica vivente del mondo master italiano, Werter Corbelli, su Atleticanet (qui l'articolo) ho appreso due cose: la prima è che c'è discrasia tra i record elaborati da Claudio Rapaccioni per il sito Fidal e lo stesso Corbelli per quanto riguarda il peso M35 mentre la seconda è che esiste un record "listed" sui 5 km marcia indoor, specialità che nella medesima tabella Fidal non è riportata. Andiamo per ordine: nel peso M35 Claudio riporta un 19,09 di Giovanni Tubini ottenuto a Genova nel 1999. Corbelli riporta invece un 19,21 di Marco Dodoni del 2007, nell'anno da "pre" (è del 1972). Dal Soglio (classe 1970), avendo lanciato a 19,20 avrebbe stabilito il record italiano solo ad età compiuta e non già quello considerato dalla Fidal (che valuta a tutti gli effetti i "pre" nella categoria) che sarebbe appunto di 19,21. Quindi, classifiche del 2007 alla mano (dal sito Fidal... talmente hanno investito nell'informatizzare i risultati che sono in formato word...) sveliamo l'arcano. Ebbene ha ragione Corbelli. Il 10 febbraio 2007, a Schio, Dodoni lanciò 19,21 stabilendo di fatto il record italiano "pre" (ma valido a tutti gli effetti). Ergo modifico il mio aggiornamento dei record italiani 2009...