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01/07/13

Un passo indietro: i record italiani nelle staffette ai campionati italiani di Gorizia

Stavo aggiornando i titoli italiani di Orvieto, quando mi sono accorto di alcune lacune informative. Bisogna infatti ritornare agli italiani di staffette, prove-multiple e 10000 metri in pista, per aggiornare quanto è successo nel mondo master dell'ultimo mese e così avere una visione di insieme più completa. Ecco i record migliorati a Gorizia.
  • la 4x100-200-300-400 F35 dell'Atletica Tirreno Civitavecchia (Lucilla Di Stefano, Tiziana Cingolani, Gigliola Giorgi e Paola Tiselli) dà una sforbiciata di 13" al precedente record detenuto dalla Giovanni Scavo 2000 che resisteva da quasi 9 anni: 2'27"02 contro il 2'40"69 d'antain. 
  • 4x100-200-300-400 F45 del Marathon Trieste ottiene una prestazione quasi simile a quella delle F35, e migliora di poco più di 3" il record italiano precedente detenuto dall'Amrbosiana: 2'27"90 contro il 2'31"22 tabellato. Le nuove primatiste sono Elisabetta Dodi, Alessandra Grasso, Paola Capitanio e Tiziana Brezzoni. 
  • 4X1500 M35 La Fratellanza Modena - a Gorizia è stata la prima volta che sia scesa in pista una 4x1500 della categoria M35, quindi record italiano scontato. 18'08"70 corso da Marcello Messori, Emiliano Stopazzini, Gian Carlo Bonfiglioli e Alessandro Bianchi. 
  • 4X1500 M45 Sportiamo - La Sportiamo aveva perso il record italiano proprio l'anno scorso, per "piede" della Fratellanza di Modena, che glielo abbassò di 7" in un solo botto (18'12"33 contro 18'19"60). Così la formazione friulana a Gorizia decide di riprendersi (oltre che al titolo nazionale di specialità) anche il record, variando solo un "giocatore" (Maraspin al posto di Novaro) alla composizione della formazione in campo. Risultato? 17'55"42, ovvero una mannaiata di 17" sul vecchio record. Autori: Moreno Mandich, Walter De Laurentiis, Alessandro Leban e Alessandro Maraspin. 
  • 4X1500 M60 - Masteratletica - altra riconquista di un record perduto, stavolta da parte della Masteratletica (Dario Rappo, Roberto Gianello, Rolando Lievore, Francesco Palma), il cui record di 21'55"75 era stato superato dal tempo della Fratellanza di Modena (21'07"79). Stavolta miglioramento minimo, di poco più di un secondo, e nuovo record italiano: 21'06"02
  • 4X800 F35 - Atletica Tirreno Civitavecchia - la stessa quadriga di atlete della staffetta "svedese" (Di Stefano, Cingolani, Giorgi, Tiselli) riesce a riscrivere anche la pagina del record della 4x800: 10'07"71 contro il 10'11"5 detenuto dalla Giovanni Scavo 2000.  
  • 4X800 F70 - Atletica Aviano - prima staffetta del genere corsa da una formazione italiana F70 e miglior prestazione. 15'31"49 corso da Maria Cristina Fragiacomo, Angela Pin, Jole Sellan e Erminia Furegon. 

11/08/09

Lahti, day-10: staffette e maratona riserva di medaglie

  • STAFFETTE
  • 4X100 M40 (Ceriani-Zanelli-Graziano-Scarponi): oro con 42"96 - La 4x100 M40 è un pò come il quattro di coppia nel canottaggio: il fiore all'occhiello di una Federazione, la riprova dello stato di salute di un movimento (certo, limitato alla velocità). E questo raramente tradisce. Imbattuta dal 2005 la 4x100 ha inanellato 3 mondiali consecutivi (San Sebastian 2005, Riccione 2007 e Lahti 2009), oltre all'oro di Lubiana 2008. A San Sebastian quello che appare un tempo incredibile: 42"57. A Lahti nemmeno tanto lontani: 42"96. Leit Motiv dei 3 ori mondiali Marco Ceriani, presente in tutte le circostanze. Del resto un "treno" TAV composto dal Campione del Mondo dei 200 (Scarponi), dal vice campione della stessa specialità (Graziano), e dal duo Zanelli-Ceriani, semifinalisti dei 200.
  • 4X400 M60 (Frei-Montaruli-Del Rio-Felicetti): oro con 4'00"78 - Dopo il dominio sui 400 piani (3 italiani nei primi 4) di Lahti, era davvero difficile non pensare al conseguente dominio nella staffetta del miglio. Un quartetto completato da Antonio Montaruli, un'altra icona dei master italiani (nella fattispecie negli ostacoli). E così non solo l'oro, ma anche il record italiano triturato di oltre 3 secondi con il resto del mondo ad arrancare distante. 10^ medaglia d'oro vinta ad una manifestazione internazionale master da una 4x400 italiana, ma solo la terza ad un mondiale (gli altri due ori sono stati vinti con la M35 e la M40 nell'abbuffata di Riccione). 5^ staffetta M60 italiana ai mondiali: il miglior risultato storico prima dell'oro mondiale di Lahti era stato il bronzo di Riccione (dove c'era lo stesso Aldo Del Rio).
  • 4X400 M35 (Romano-Poeta-Barcella-Gulino): argento con 3'23"34. In circa il 66% delle staffette nazionali italiane schierate ad un mondiale/europeo sulla 4x400 è arrivata una medaglia. 5^ apparizione internazionale di sempre per una 4x400 M35 italiana: il tempo è il secondo di sempre dopo il fantastico 3'20"43 di Riccione 2007 (Barcella, Poeta, Luccioli, Biffi). Allora arrivò l'oro mondiale e il quasi-record del mondo. La staffetta varata quest'anno era davvero una delle migliori di sempre. Pensare che scendevano contemporaneamente in pista il Campione del Mondo 2007, il Campione Europeo outdoor 2008 e quello indoor 2009 poteva mettere davvero in difficoltà tutti. L'inghilterra ha però trovato un'ossatura davvero solida, schierando due sub-50", e un finalista dei 200 (Jim Tipper). Gara alla pari decisa forse dalla corsia iniziale, con l'Inghilterra interna all'Italia.
  • 4X400 M40 (Ceriani-Zanelli-Salvador-Scarponi): bronzo con 3'26"60. Rispetto alla staffetta veloce entra Fausto Salvador al posto di Mauro Graziano. Arriva il terzo posto, molto vicino all'argento. A Riccione arrivò l'oro con 3'26"01 (quindi non tanto distante dal tempo di Lahti), ma stavolta gli USA erano davvero in-shape. A San Sebastian argento con 3'26"18. Sempre a medaglia nelle ultime tre edizioni. Nelle 7 volte complessive tra Europei e Mondiali in cui la staffetta è stata schierata, in 5 ha vinto una medaglia.
  • 4X400 W35 (Lacava-Amigoni-Pagliacci-Tiselli): bronzo con 4'14"90. Una medaglia nell'unica staffetta femminile italiana a Lahti è da catalogare alla voce "miracolo". Miracolo perchè, come dicevo nei giorni scorsi, tra 100, 200, 400, ostacoli alti e bassi, in tutte le categorie femminili (dai 35 a 95) si sono presentate solo 5 atlete azzurre (di cui una, Lusia Puleanga, si è pure infortunata). Così la classe operaria si è tirata su le maniche è si è tagliata una fetta di paradiso con un bronzo davvero pesante. 17^ staffetta italiana femminile 4x400 nella storia internazionale master, ottava mondiale. Nei due precedenti mondiali, le W35 avevano conquistato due argenti. In totale, 3 staffette W35 e sempre una medaglia portata a casa. Solo in 5 edizioni dei mondiali master (su 18) è stata presentata una staffetta 4x100 italiana, mentre in soli 3 mondiali (Lahti compreso) è stata presentata almeno una staffetta 4x400 femminile.
  • 4X100 M35 (Orlandi-Barcella-Poeta-Pistillo): 5^ con 45"57. Storicamente è la quinta volta che l'Italia presenta una 4x100 M35 ad una grande manifestazione master. Nelle altre 4 circostanze arrivarono un oro (Lubiana-08), un argento (Riccione-07), un 4° a San Sebastian-05 e il mancato arrivo al traguardo a Poznam-06. Di fatto il 45"57 è un risultato cronometrico modesto. Si è forse sentita la mancanza di velocisti puri.
  • 4X100 M50 (Carniato-Coco-Rapaccioni-Cipriani): con 48"39 - sesta piazza per la formazione M50. Mai vinta una medaglia ad un mondiale, e solo due bronzi conquistati agli europei (l'ultima a Lubiana 2008). Quella di Lahti è la quinta volta che la 4x100 M50 vede la luce: il 48"39 è il miglior tempo ottenuto ad un mondiale, mentre agli europei a Potsdam 2002, la formazione nazionale era riuscita a correre in 47"76.
  • 4X400 M60 (Bastiglia-Cipriani-Coco-Rapaccioni): con 3'55"28 - Altro sesto posto per la seconda formazione M50. Bastiglia sostituisce Carniato nello scheletro della formazione. E' la seconda volta ad un mondiale che vede la luce una quadriga di M50 nella staffetta: la volta precedente, a Riccione, finì 4^ con 3'50"75. Quarta volta (compresi gli europei) della 4x400: 3'43"79 il tempo più veloce, ottenuto agli europei di Potsdam nel 2002, e che gli permise di vincere il bronzo.
  • 4X100 M45 (Furia-Saraceni-Bianchi-Zuliani) - DNF - Sulla carta la squadra non era affatto male. Furia semifinalista nei 100 e 200, il tricampione del mondo, Zuliani semifinalista sui 200 e Bianchi semifinalista su 200 e 400. Così, su due piedi penso che avrebbero potuto correre in 45"/45"5, cioè una medaglia assicurata. Poi, si sa, nelle staffette veloci le variabili indipendenti legate all'atletica aumentano vertiginosamente, e ci può stare di perdere il testimone. E' la prima volta che capita ad un mondiale, mentre due volte era successo agli europei alla M65 e alla M35. Senza togliere nulla a nessuno, pensare che in Italia sono rimasti Mario Longo, Ferido Fornesi e Giancarlo D'Oro (ci aggiungo anche Salvino Tortu, 49 in pectore), si poteva pensare addirittura di abbassare il record del mondo M45 (il decennale 43"42 inglese).
  • 4X400 M45 (Zuliani-Bianchi-Manfredi-Saraceni) - DNF - E' la seconda volta nella storia che una 4x400 italiana non fa classifica: la volta precedente era stata una squalifica a Brisbane 2001 della staffetta M60. Non conosco i motivi del ritiro, quindi mi astengo dal commentare. Sulla carta, si poteva pensare ad un tempo (per difetto) di 3'36" solo considerando i tempi ottenuti sui 400 a Lahti (Zuliani e Manfredi 55"9, Bianchi 53"9 e Saraceni 50"2). L'oro è stato vinto con 3'35"61, l'argento con 3'36"71 e il bronzo con 3'37"11. La 4x400 M45 non ha mai vinto un oro in alcuna manifestazione internazionale... continua la maledizione.
  • MARATONA
  • ANNA MARIA CASO (oro - maratona W45 - 3h13'53") - Unico oro dalla maratona italiana, su ben 8 medaglie conquistate (1 oro, 2 argenti e 6 bronzi). A prenderne possesso Anna Maria Caso, nuova campionessa mondiale W45 della maratona. 25^ medaglia d'oro mondiale proveniente dalla maratona per l'Italia (maschile e femminile, comprese tutte le categorie), la sesta tra le donne, la terza a livell0 individuale. Le prime due erano state vinte nel 1985 da Silvana Acquarone e nel 2007 da Monica Alvoni Tamburini a Riccione 2007. Anna Maria Caso è anche l'unica italiana ad aver mai vinto medaglie tra le W45 italiane ai mondiali, essendo sua l'unica altra medaglia presente (il bronzo di Riccione 2007). Il 3h13'53" rapresentano infine il miglior risultato cronometrico ottenuto da una W45 italiana ad un mondiale.
  • IPINO MICHELA (argento - maratona W40 - 3h02'05") - La famiglia Ipino non finisce mai di stupire: alla fine conteranno 5 medaglie (2 Michela, 2 Stefano e una Alessandro). Michela guadagna un meritato argento che difficilmente sarebbe potuto essere oro (la vincitrice, l'irlandese Pauline Curley ha corso nel tempo siderale di 2h43'56"!!). E' questa la 5^ medaglia individuale conquistata da un'italiana nel binomio a livello internazionale, la terza ad un mondiale. Una sola donna W40 italiana, ad un mondiale master, è riuscita a scendere sotto le 3 ore: Silvana Acquarone nel 1985 con 2h49'28 (tempo che le consentì di vincere l'oro). Il tempo della Ipino è il terzo di sempre di una W40 italiana ad un mondiale.
  • MARATONA M35 (argento - Stefano Ipino, Alessandro Ipino, Georg Aichner) - L'Italia che corre (M35) non scende dal podio mondiale dopo Riccione 2007. Argento per soli 34" su quasi 29.000" a favore della Finlandia (la somma dei tre tempi dei tre maratoneti). Un niente. Seconda prestazione di sempre della formazione italiana.
  • IPINO STEFANO (bronzo - maratona M35 - 2h44'40") - Prestigioso bronzo nella maratona M35 di uno dei tre Ipino presenti a Lahti. Gara vinta dal tedesco Schneider in 2h40'01". Nella storia della specialità, questa è la 5 ^ medaglia vinta da un italiano (2 ori: Alessandro Di Priamo nel 2007 e la squadra composta dallo stesso Di Priamo, Brugè e Legumi sempre nel 2007; 1 argento e 2 bronzi). Il 2h44'40" è la sesta prestazione cronometrica di sempre nel binomio M35/matratona di un italiano. Migliore ancora una volta Alessandro Di Priamo che corse in 2h32'34" sempre a Riccione.
  • ANTONIO DI SOMMA (bronzo - maratona M55 - 2h54'59") - Alla messe di medaglie italiane provenienti dalla maratona ha contribuito anche Antonio Di Somma, classe 1954. Il duo polacco Cichonczuk-Barewski) ha dominato la gara: difficile pensare di fare meglio nella giornata della gara. Il risultato di Di Somma fa il pari con il bronzo di Antonio Trabucco, bronzo a Riccione 2007: al momento sono i migliori risultati mai ottenuti da un italiano M55 ad un mondiale outdoor. Nel carnet anche l'oro conquistato dalla formazione nazionale a Riccione 2007.
  • MARATONA M45 (bronzo - Gianfranco Mocellin, Mario Cristofaro, Stefano Ciotti) - bronzo a squadre per la maratona italiana M45. Specialità taboo, visto che nonostante le oltre 300 presenze italiane nel binomio nel corso di tutte le edizioni dei mondiali master, non è mai arrivato un oro. Migliori risultati 5 argenti e un bronzo: 6 medaglie complessive. Il miglior tempo mai ottenuto da un M45 è ancora quello di Federico Nogara nel 2004 ad Aarhus con 2h35'39". Mocellin a Lahti ha corso in 2h49'21", 17° tempo italiano di sempre nel binomio che gli ha consentito di raggiungere il 10° posto individuale.
  • MARATONA M50 (bronzo - Pietro Balbo, Claudio Ongaro, Daniel Polla) - altro bronzo dalla maratona: alla fine questa specialità si dimostrerà una di quelle che apprterà più medaglie. Altra medaglia che arriva laddove a Riccione nel 2007, nel concorso a squadre aveva portato l'oro. Miglior posizione per Pietro Balbo giunto 6° con 2h49'58", in una specialità che nel passato ha visto la conquista di due ori mondiali (Roma 1985 con Luciano Acquarone e Riccione 2007 con Claudio Ongaro). Ongaro presente anche a Lahti, ma giunto solo 24° con 3h17'21". Sicuramente qualche problema per lui.
  • MARATONA M55 (bronzo - Antonio Di Somma, Vincenzo De Feo, Antonio Esposito) - bronzo, sempre bronzo. 5° nella maratona in giornata. Ancora una volta la medesima formazione nel binomio, aveva conquistato l'oro a Riccione 2007. Ad un mondiale è la 4^ volta che l'Italia viene "classificata": un oro, due bronzi ed un ottavo posto a Turku nel 1991.
  • MARATONA W40 (bronzo - Michela Ipino, Laura Ertani, Stefania Borin) - sesto bronzo dalla maratona a Lahti (e due argenti, per un totale di sette medaglie). A conquistarlo la formazione W40 condotta dalla Ipino, splendida seconda. Nell'unico precedente in cui si presentò la squadra W40, a Riccione, arrivò l'argento.
  • GIOVANNA MONDINI (5^ - maratona W60 - 3h54'08") - 9^ italiana W60 a correre una maratona mondiale, la Mondini con il 5° posto ha ottenuto il 2° piazzamento di sempre, Una sola medaglia conquistata nel binomio storico, quello della squadra nazionale a Riccione 2007. Quindi nessuna medaglia individuale fino ad ora.
  • MARATONA M35 (gli altri italiani): Alessandro Ipino giunge 5° (2h49'18") e 6^ prestazione di un italiano M35 ad un mondiale. Cronometricamente invece il tempo fatto segnare è il 9° di sempre di un italiano. Georg Aichmer giunge 10° con 2h53'54", 18° italiano di sempre (come M35) a stare sotto il "muro" delle 3 ore ad un mondiale.
  • MARATONA M40 (6^ - Vojko Bratina, Emanuele Antonio Gaio, Fabio Longo) - Brusco passo indietro per la maratona M40. Il migliore della spedizione, Vojko Bratina, giunge 38°. Per avere un mondiale con il primo italiano messo peggio, bisogna tornare indietro di 20 anni, ad Eugene-1989, dove Giorgio Fracchia giunse, primo italico al traguardo, al 78° posto. E' la terza volta che la squadra riesce a definirsi (fu oro a Riccione 2007): il sesto posto è migliore comunque del 7° di Turku 1991.
  • SIEPI
  • MARTINO CUDER (4° - 2000 siepi M80 - 13'08"98) - 8° mondiale per Martino Cuder, che partecipò al suo primo mondiale nel 1985, a Roma da M55. Da allora sono passati 24 anni: adesso da M80 giunge 4° nei 2000 siepi. Un bronzo nel suo carnet mondiale: era il 2005 a San Sebastian, come M75. Cuder fu 4° anche a Myiazaki 1993 e Gateshead 1999.
  • ROSARIO RUGGIERO (4° - 3000 siepi M50 - 11'01"29) - Medaglia di "legno", purtroppo per Ruggiero. Ma probabilmente nulla da recriminare visto che il bronzo era lontano 30" circa. 12^ medaglia di "legno" sulle siepi nella storia dei mondiali master italiani. Tra gli M50 italiani ai mondiali, il 4° posto è il miglior piazzamento di sempre nella categoria M50 (il precedente miglior piazzamento era il 5° di Silvano Gottardo a Roma 1985). A Riccione 2007, unica presenza ad un mondiale di Ruggiero, l'atleta era giunto 16°.
  • FRANCESCA RAGNETTI (4^ - 2000 sipei W40 - 8'26"57) - siepi sfortunate, quelle italiane a Lahti. Terzo legno conquistato, stavolta per piede di Francesca Ragnetti. La stessa atleta è la 16^ italiana che corre sulle siepi ad un mondiale, in una specialità che ha dato molte soddisfazioni ai colori azzurri fra le donne. Si pensi che su 16 atlete, 7 hanno conquistato una medaglia (due d'oro). La Ragnetti è anche la sesta atleta W40 a cimentarsi sulla gara (3 medaglie conquistate). Il massimo risultato "mondiale" per Francesca rimane così il bronzo sui 2000 siepi a San Sebastian 2005 (unica medaglia individuale da lei vinta).
  • FRANCESCO RUSSO (6° - 3000 siepi M35 - 11'34"70) - Nei 3000 siepi è la terza partecipazione internazionale. Un sesto a Lubiana ed un 18° a Riccione i suoi risultati. Di fatto migliora la propria classifica nonostante il tempo sia il peggiore di quelli fatti registrare sin oggi tra mondiale ed europei. Un solo oro l'Italia ha vinto nella propria storia-master sui 3000 siepi (considerando tutte le categorie e le manifestazioni internazionali): quello di Franco Gnoato a Riccione 2007 (M40). La sesta posizione di Russo è anche la seconda prestazione assoluta (come classifica) di un italiano, dopo il bronzo di Riccardo Baggia nel 2007.
  • MENTO GIUSEPPE (10° - 3000 sipei M40 - 12'38"38) - Dopo l'esperienza di Riccione sui 5000 (56°), Giuseppe Mento si cimenta sui 3000 siepi giungendo 10°. Dopo il già citato oro di Gnoato nel binomio a Riccione 2007, il 10° posto si colloca all'ottavo posto come posizione ottenuta da un italiano.
  • ROBERTO MIGLIA (11° - 3000 siepi M55 - 13'26"92) - Miglior posizione ad un mondiale master outdoor per Roberto Miglia, che a San Sebastian, negli M50, giunse 12°. A Riccione, sempre M50, giunse invece 14°.
  • SALVATORE CRISCUOLO (11° - 2000 siepi M60 - 10'41"76) - 2 medaglie vinte nel passato nel binomio M60/2000 siepi ai mondiali, ma mai un oro. A Riccione 2007 Criscuolo giunse 17°.
  • TRIPLO
  • GIULIANO COSTANTINI (06° - triplo M60 con 10,85) - 4° partecipazione internazionale di Costantini: due quarti posti (Riccione-07 e Ancona-09) e un 5° a Lubiana-08. Nella storia del masterismo italiano, nel binomio è stato vinto anche un oro, con il leggendario Amelio Compri, che vinse a Roma 1985 con 11,45 (miglior prestazione ad un mondiale di un italiano M60 nel triplo).
  • PENTATHLON LANCI
  • VINCENZO RUISI (19 con 2489 punti M55) - Specialità difficile per gli italiani: un solo oro nella storia tra tutte le categorie e in tutte le manifestazioni prese in considerazione. Miglior posizione tra gli M55 ad un mondiale è un ottavo posto a Myiazaki nel 1993 da Angelo Giumanini. Ruisi fu 19° a Riccione nel 2007.

07/04/09

La risposta di Claudio Rapaccioni sull'affaire staffette

Mi ha fatto molto piacere ricevere una mail di Claudio Rapaccioni relativa alle staffette. Questo, se ancora ce ne fosse stato bisogno, depone a favore dell'onestà intellettuale del nostro CT, che ha voluto precisare alcune questioni direi essenziali.


Ciao Andrea

credo sia giusto scrivere due righe sulla composizione delle staffette, accetto tutti i vostri consigli di cui faccio tesoro per il futuro. Come sempre a fine campionati il sottoscritto invia al settore Master una relazione tecnica dove viene esposto il rendiconto della manifestazione (organizzazione impianto,riunioni tecniche,informatica ecc.) riportando anche gli errori o mancanze legate al mio operato, con la solita trasparenza ho scritto sulle staffette prendendomi le mie colpe.

Come viene fatta la scelta per una staffetta? Principalmente per vincere la medaglia d’oro o almeno salire sul podio; di seguito i criteri concordati con i Consiglieri delegati all’Ufficio Master:

  1. I quattro atleti più forti della stessa categoria
  2. Tre atleti forti della stessa categoria con aggiunta di un atleta di categoria superiore (sempre che la categoria superiore rimanga competitiva)
  3. In casi particolari dare la possibilità di tentare un record (mondiale o europeo) senza penalizzare le altre staffette
  4. Non è obbligatorio che gli atleti debbano partecipare alle gare della lunghezza della staffetta (vedi indoor ai 200 metri) alcuni possono avere problemi lavorativi o familiari e scelgono altre distanze , ma devono aver corso quella distanza nella prima parte della stagione

Purtroppo in questa edizione di Ancona era stato preparato un comunicato esplicativo che parlava anche delle staffette che doveva essere inserito nelle buste al ritiro del pettorale (che non è stato inserito) e quindi le informazioni sulla partecipazione alle staffette non è stata divulgata , e siamo tornati a scrivere sui fogli le disponibilità.

Di certo ancora noi atleti non abbiamo capito che dare la disponibilità vuol dire fare anche la riserva e non solo il titolare , molte volte abbiamo organizzato una riunione con gli atleti per la composizione delle staffette ma sempre con la mancanza di almeno il 75% degli atleti disponibili con conseguente perdita di tempo per gli altri.

Concludo sapendo che gli errori ci fanno crescere e bisogna essere anche consapevoli che non siamo infallibili , ringrazio tutti per aver capito il ruolo difficile che ricopro e che solo con il vostro aiuto posso migliorare ed essere più sereno nelle scelte senza invece essere pressato.

Mi scuso ancora anche pubblicamente con Paola Tiselli e Carla Forcellini (con cui ho parlato) per la mia mancanza nei loro confronti.

Sono come sempre disponibile ad un dialogo con tutti voi e potete contattarmi via e-mail claudio.rapaccioni@alice.it

Grazie ancora.

03/04/09

Sui criteri di composizione delle staffette nazionali

(nella foto, il CT Rapaccioni con Carla Cipriani) Dopo aver ricevuto notizia di qualche malumore (non avendo partecipato materialmente agli Europei sono solo rumors) da parte di qualche escluso ai recenti Campionati Europei Indoor Master, mi permetto (spero senza offendere nessuno) di dire la mia sulla composizione dei quartetti. Partiamo da alcune considerazioni ovvie: far parte di una staffetta della nazionale italiana arreca a chi la compone la quasi certezza della conquista di una medaglia. Per chi non ha possibilità di vincerle nelle gare individuali, pura manna dal cielo. Per chi invece vince già tanto, un arricchimento del proprio carnet di metalli pregiati. Poi naturalmente c'è chi non ne vuol far parte a prescindere (sono scelte anche queste, condivisibili o meno). Teniamo poi presente che il master si autofinanzia le trasferte e, spesso, le staffette comportano la protrazione del soggiorno di almeno un giorno. Nessuno è quindi biasimabile se dovesse andarsene o non volesse parteciparvi.
Purtroppo però il vero problema è l'esatto contrario, cioè il sovraffollamento, che comporta purtroppo "scelte" da parte del selezionatore che qualcuno potrebbe non condividere. Ed in definitiva questo è il compito precipuo di tale figura, visto che i master sono abituati a muoversi ed arrangiarsi (almeno per i master italiani) per tutto ciò che concerne la logistica, gli orari, l'abbigliamento, i cerimoniali...
Il pomo della discordia è "chi deve partecipare alle staffette?". Ho individuato quelle che sono le correnti di pensiero principali:
  • gli atleti più forti, a prescindere dalla categoria, ammettendo quindi le "discese" dalla categorie superiori.
  • gli atleti più forti, ma della stessa categoria. Non importa se con l'atleta più forte si sarebbe vinto...
  • gli atleti che si sono cimentati nella specialità la cui distanza viene corsa nella staffetta (quindi i 100, i 200 per le indoor e i 400).
  • in tutto questo, se un atleta durante la stagione in Italia va più forte di un altro (mettiamo i 400), ma poi non si cimenta nella specialità (ma mettiamo negli 800) ai Campionati in oggetto, può accampare pretese per far parte della 4x400?
Probabilmente potremmo trovare altri criteri, ma non dilunghiamoci oltre. Questi dovrebbero essere i principali. A Riccone 2007 (i miei primi campionati internazionali) accolsi con favore la raccolta di disponibilità da parte della Fidal degli eventuali staffettisti. La cosa si ripetè a Lubiana. In entrambi i casi si registrarono diverse lamentele, anche e soprattutto perchè nella vita è veramente difficile accontentare tutti. Chi seleziona ha un compito arduo, perchè se viene a mancare anche in una sola occasione la coerenza con le sclete precedenti, mostra il fianco alle più feroci critiche. E del resto proprio questa è la gioia/delizia di tutti i team-manager. Infatti le lamentele raccolte nei campionati ad alta densità di italiani, riguardavano proprio i criteri di selezione: lamentele, ingiustizie, arrabbiature...
Io mi permetto di dire una cosa: è necessario che la Fidal chiarisca un punto. E' suo interesse la conquista di medaglie (e allora il criterio è avocato completamente al selezionatore, che può fare le scelte che più ritiene adatte per raggiungere questo obiettivo), o piuttosto consegnare una sorta di "premio" a coloro che nella categoria di appartenenza si sono più distinti durante la manifestazione internazionale (senza quindi porre l'accento sul risultato finale)?
Sia nel primo che nel secondo caso è però necessario conoscere la volontà della Fidal, per non alimientare il fuoco delle polemiche post-campionati. Ma mentre nel primo caso è sufficiente far capire che il DT sceglierà in sua piena coscienza, nel secondo è necessario chiarire i criteri di selezione prima dell'inizio della manifestazione stessa. E poi naturalmente, adottarli fedelmente.