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05/06/13

Chesani contro la maledizione del salto in alto italiano: un solo bronzo in 120 anni

Bello il giochino di alimentare il calderone degli over-2,30 della storia del Salto in Alto azzurro. Come è ormai arcinoto, Silvano Chesani ha saltato a Modena lo scorso 1 giungo la misura di 2,31 al terzo tentativo, con (per la cronaca) un successivo tentativo di saltare 2,34, purtroppo (evidentemente) fallito. La serie conta anche un 2,26 saltato prima del 2,31. Purtroppo la storia del salto in alto maschile italiano è una vicenda purtroppo quasi esclusivamente autoctona, nel senso che le grandi prestazioni di altisti azzurri sono state generalmente "una tantum", ovvero eventi (o qualche evento) quasi mai coincidenti con le grandi manifestazioni. Naturalmente il 2,31 o meglio ancora, il 2,33 (saltato durante la stagione indoor) che Silvano Chesani ha nelle caviglie, se saltati al posto giusto, nel momento giusto, potrebbero fargli togliere qualche soddisfazione. Ovvietà... direte. Me lo dico anch'io. 

Comunque, i dati sono impietosi per i maschietti nel salto in alto: l'unica medaglia azzurra conquistata tra Olimpiadi, Mondiali, Europei, Mondiali Indoor e Europei Indoor, risulta il bronzo (a questo punto un macigno statistico) di Erminio Azzaro ai Campionati Europei di Atene 1969, con la misura di 2,17. Una medaglia in 120 anni di storia dell'atletica (togliendo i Giochi del Mediterraneo e la Coppa Europa se me lo consentite, dove comunque Andrea Bettinelli vinse l'edizione del 2007 a Milano con 2,30). Non molto, diciamocelo. Volete vedere? Alle Olimpiadi il miglior risultato è stato il posto di Giacomo Crosa (proprio il giornalista...) a Città del Messico '76 e di Rodolfo Bergamo a Montreal '76 (12 finalisti totali). Ai mondiali il di Nicola Ciotti a Helsinki '05 (e solo 3 finalisti). Agli Europei il citato bronzo di Azzaro e poi viene il posto di Talotti a Monaco '02. Ai mondiali indoor il rango di Giulio Ciotti a Mosca '06. Infine 3 quarti posti nella manifestazione più abbordabile, ovvero i campionati europei indoor: Massimo Di Giorgio a Budapest '83, Fabrizio Borellini a Budapest '88 e Filippo Campioli a Torino '09. 
E questo nonostante si siano comunque succedute nidiate di ottimi e fenomenali atleti che, arrivati vicini alle porte del paradiso, si sono visti tutti, irrimediabilmente, sciogliersi le ali e precipitare a terra. Eppure si è assistito a stagioni con diversi atleti italiani sopra i 2,20 ma che nonostante questo, non hanno mai prodotto l'eccezione "statistica", visto l'altissimo livellamento verso il basso (ma a quote elevate). Vista in maniera diversa: va da sè che i campioni è più facile trovarli se la base statistica è ampia: il salto in alto maschile italiano ha trovato l'ampia base statistica, ma non ha mai trovato il super-atleta. Chissà perchè. 

Torniamo a Chesani, uno di coloro che potrebbe interrompere questa maledizione, e al suo 2,31. E' implicito che detto quanto trovate qui sopra, la "storia" del salto in alto maschile italiano la scrivano i primatisti e i vincitori di titoli italiani. Oppure chi ha superato i 2,30. Dopo il 2,33 indoor Chesani aveva raggiunto quella specie di salto tabù di Marcello Benvenuti saltato a Verona il 12 settembre del 1989. Salto che rimane ancora quale record italiano outdoor. Chesani, stranamente, all'aperto non aveva ancora saltato, prima di questo 1 giugno, un risultato superiore ai 2,30, essendosi in precedenza fermato a 2,28 ad Orvieto e Torino nel 2011. Aggiorno quindi la lista all-time dei salti di Silvano Chesani, che già avevo proposto qualche mese fa in seguito al record italiano indoor. La lista comprende anche i salti ancillari:
  • 2,33 - Ancona - 17/02/2013 (indoor)
  • 2,31 - Ancona - 26/02/2012 (indoor)
  • 2,31 - Modena - 01/06/2013 (outdoor)
  • 2,29 - Ancona - 17/02/2013 (indoor-ancillare)
  • 2,29 - Ancona - 26/02/2013 (indoor-ancillare)
  • 2,28 - Orvieto - 22/05/2011 (outdoor)
  • 2,28 - Torino - 26/06/2011 (outdoor)
  • 2,28 - Banska - 06702/2013 (indoor)
Salgono invece a 23 le salti di italiani sopra i 2,30 all'aperto, per un totale (contando le indoor) di 40 gare in cui un italiano è riuscito a saltare oltre la soglia di eccellenza. Questa la classifica delle gare oltre i 2,30 (sia all'aperto che indoor) da parte degli italiani. Silvano Chesani scala una posizione, pareggiando Fillipo Campioli a quota 3. :
  1. 9 volte - Andrea Bettinelli
  2. 8 volte - Nicola Ciotti
  3. 6 volte - Alessandro Talotti
  4. 4 volte - Giulio Ciotti
  5. 3 volte - Filippo Campioli - Silvano Chesani
  6. 2 volte - Gianmarco Tamberi
  7. 1 volta - Marcello Benvenuti - Luca Toso - Massimo Di Giorgio - Roberto Ferrari - Fabrizio Borellini
Se contiamo invece anche i salti ancillari, Marcello Benvenuti nella famosa progressione di Verona saltò 2,30 alla prima. Quel 2,30 dovrebbe essere l'unico salto ancillare saltato da un italiano sopra i 2,30 (poi saltò, com'è arcinoto, 2,33). Di conseguenza i salti sopra i 2,30 in realtà sarebbero 41. Se qualcuno sa altro delle progressioni (ovvero se sono noti altri salti ancillari oltre i 2,30) o vuole correggere, mi dica. Sono curioso. 

09/02/13

Tamberi, Chesani e Gibilisco: risvolti statistici dei nuovi 3 promossi

E' continuata anche questa settimana l'ondata azzurra atletica di questa stagione indoor. L'exploit infrasettimanale è stato sicuramente il 2,30 di Gianmarco Tamberi a Banska Bystrika (in Slovacchia), che, dopo due settimane di rodaggio (era partito da 2,18, ricordate?) è finalmente esploso nel suo secondo over-2,30 di carriera. Il suo Pb rimane il 2,31 di Bressanone dell'anno scorso, a 2 centimetri dalla Maledizione di Marcello Benvenuti, che dal 1989 è rimasto assiso sul trono più alto della specialità con 2,33 nonostante, penso, sia stato il record che negli anni ha trovato più interpreti capaci di valerlo. Ma record è quando record lo si fa, direbbe Forrest Gump. Nella progressione di Tamberi, mi preme sottolineare alcuni aspetti: la sua serie è stata: 2,15, 2,20, 2,23 alla terza, 2,26, 2,28 e 2,30. Ebbene, già il salto a 2,26 rappresentava il suo PB indoor (aveva 2,24). Considerando anche i salti ancillari della gara di Bressanone (la sua migliore in carriera), quel salto rappresentava già il suo 3° salto di sempre al pari del medesimo risultato ottenuto a Misano Adriatico ai campionati italiani promesse. Infatti a Bressanone saltò prima del 2,31, un 2,28. Il successivo 2,28 si è quindi collocato al secondo posto al pari del citato salto alto-atesino. E quindi il 2,30, secondo salto di sempre, record personale triturato, e in una sola gara riscritta tutta la personal-jerarchy dei migliori salti di sempre (ancillari inclusi) che dovrebbe essere più o meno così (indoor ed outdoor incluse):
  1. 2,31 - Bressanone - 08/07/2012
  2. 2,30 - Banska - 05/02/2013
  3. 2,28 - Bressanone - 08/07/2012
  4. 2,28 - Banska - 05/02/2013
  5. 2,26 - Misano - 15/06/2012
  6. 2,26 - Banska - 05/02/2013
Naturalmente in ottica nazionale, Tamberi rappresenta l' atleta azzurro ad aver superato i 2,30, impresa riuscita all'incostante Talotti con 2,32 nel 2005, al più redditizio Nicola Ciotti in ben 5 circostanze con un Pb a 2,31; al gemello Giulio nel 2006 nella medesima gara di Hustopcece dove Nicola ottenne il suo 2,31. Ad Andrea Bettinelli, per ben 4 volte oltre i 2,30. Al leggendario Fabrizio Borellini (talento precocissimo), ed a Filippo Campioli, 2 volte oltre la soglia d'eccellenza mondiale. Infine Silvano Chesani, che proprio l'anno scorso ottenne l'inveterato 2,31 minimo olimpico, che però... non gli valse le olimpiadi, come è ben risaputo a chi mi legge. Nella storia dell'atletica indoor azzurra, per 16 volte un italiano ha finito la gara oltre i 2,30. 

Nella stessa gara di Tamberi di Banska, è doveroso ricordare anche il 2,28 di Silvano Chesani, uscito dal vortice depressionario in cui era caduto proprio dopo quel leggendario 2,31 che tanto aveva fatto parlare l'anno scorso. Naturalmente anche questo risultato rappresenta per lui un momento apicale della propria carriera ad oggi, collocandosi di fatto al secondo rango di sempre (proprio dopo il 2,31), al pari di altri 2 risultati analoghi ottenuti nel 2011. Stranamente, ed è questo il motivo per cui la Federazione aresiana non volle convocarlo per le Olimpiadi, dopo una stagione indoor 2012 senza precedenti, all'aperto Silvano non arrivò oltre il 2,22 dei campionati italiani di Bressanone, ovvero 9 centimetri sotto il culmine raggiunto ai campionati italiani indoor di Ancona a febbraio. Probabilmente nel post 2,31, ottenuto il minimo olimpico, l'intento sarà stato quello di pianificare un  picco di forma per agosto, cosa che, come è noto non è stata possibile portare a termine per mancata convocazione olimpica. Mi è sfuggito un particolare: naturalmente sia Chesani che Tamberi hanno già staccato il biglietto per Goteborg. 

Altro biglietto per Goteborg l'ha strappato il redivivo Giuseppe Gibilisco, uscito l'anno scorso dalle cronache molto presto, offuscato parzialmente anche dall'astro nascente Claudio Michel Stecchi, che invero sta un pò faticando a carburare. In attesa di un futuro cambio-generazionale, il vecchio leone siciliano, che non dimentichiamo è stato Campione del Mondo del 2003 del salto con l'asta (già 10 anni??), ha lasciato ancora un graffio, benchè statisticamente i 3 nulli alla misura di entrata negli anni abbiano subito un aumento per lui. 5,55 la sua misura a Pardubice in Cechia, che, vista nell'ottica mondiale dei risultati cui stiamo assistendo, appare come un risultato sufficiente. In realtà il 5,55, che ci crediate o meno, è il 3° risultato di sempre al coperto di Gibilisco (con un Pb indoor di 5,70). Un attimo... il sito della Fidal non è per nulla aggiornato. In realtà il Pb indoor di Gibilisco è 5,81 a Donetsk nel 2004. e quello di Pardubice è il suo 17° risultato di sempre... avevo dimenticato che prima del 2005 per la Fidal è buio completo. Comunque, ora sarà curioso vedere la sfida tra i nuovi astisti (alla fine, non molti) e i vecchi (Gibi e Rubbiani in pole). 

10/01/10

Master: dopo il sabato dei record, la domenica del gran ritorno

(foto di Marcello Benvenuti da carabinieri.it) - Dopo lo shock emozionale di ieri patito in seguito al record mondiale di Mario Longo sui 60 metri m45 e del record italiano nell'asta M40 di Giacomo Befani, torniamo sulla terra. Tanti gli spunti di cronaca "master" sui risultati del fine settimana. Da dove iniziare? Da quello che forse più mi ha sorpreso: il ritorno di Marcello Benvenuti (qui, se volete, la scheda di wikipedia). Il Duca alle idi di marzo del 2009 mi chiese: ma davvero hai visto il suo nome nel referto di una gara a Modena? Al momento ero sicuro... poi il dubbio mi si insinuò. Possibile che uno degli atleti italiani che hanno scritto la storia del salto in alto in Italia sia tornato a calcare le pedane? Tra l'altro nella categoria M45, quella di "The King" Marco Segatel, campione mondiale (da sempre?) della specialità in tutte le categorie in cui si è cimentato. Per i profani utilizzatori di questo sito: Benvenuti detiene tuttora il record italiano nel salto in alto con 2,33, ha indossato la maglia azzurra 10 volte, ha al suo attivo 3 titoli italiani e un argento ai mondiali militari (fonte Wikipedia). Ora, la sua misura ottenuta a Modena, 1,91, rappresenta qualche cosa di davvero notevole (91,56 agc)... diremmo degno del miglior Segatel. Rivedremo la sfida? O Benvenuti tornerà a graffiare una volta ogni tanto, a suo piacimento? Primatisti a parte, è stato il giorno dei soliti "noti" velocisti: tra gli M40, Marco Boggioni, in attesa che i duellanti Paolo Chiapperini e Max Scarponi se la diano oltre che virtualmente su facebook anche a colpi di stantuffate in pista, mette un bel carico di briscola nella vetrina di cristalli di Saronno: 7"24 a 44 anni, cioè 95,53 agc, secondo nella mia classifica speciale AGC. Saranno in grado gli altri due di replicargli? Esordio anche per Giancarlo D'Oro a Saronno (che a dire il vero personalmente ho abiurato dalle mie frequentazioni per l'eccessiva sacralità con la quale viene trattata la pista, manco fosse tappezzata di gioielli della corona: dopo i chiodi di ceramica chiederanno di indossare le pattine per scaldarsi...) che ottiene 7"54 (94,43 agc), terzo della lista annuale agc (capirete, sono passati solo 10 giorni...). Quindi Salvino Tortu, M50, che nel suo incipit stagionale ha ottenuto un decimo meglio (7"75 a 7"85) del suo pari-categoria Massimo Clementoni, medagliato agli euroindoor dell'anno scorso. Prima citazione da master (è del '75) per Stefano "Colin" Longoni, che ha corso un notevole 8"39 sui 60hs con ostacoli a 106 cm. Se gli ostacoli fossero stati quelli da "master" (più bassi) avrebbe già ottenuto il record italiano di categoria. Altro "1975" eccellente all'esordio da 35enne: parlo di Davide Bressan, salito fino a 4,90 nell'asta. Tra le donne, merita una citazione Tiziana Bignami (W35) che è tornata su buoni livelli: 8"10 dopo una batteria corsa (a Modena) in 8"12. Seguono le prime statistiche della stagione, e i primi link:

19/05/09

C.d.s. 2009: 5 record e tante sorprese (positive)

(nella foto da Carabinieri.it, Marcello Benvenuti, classe 1964 tornato sorprendentemente alle gare). Ho passato tutti (ma proprio tutti) i risultati dei master cimentatisi nella fase regionale dei c.d.s. 2009. Non lo farò più... mi ha preso una marea di tempo. Prima un appunto: sono spariti i senior dall'atletica italiana. Se guardate tutte le gare, a parte la penuria in alcune specialità, di fatto i c.d.s. sono una competizione zeppa di allievi, junior e... master. Sparite le promesse e ridotti al lumicino i senior. Ma non è che rimangono senior solo quelli che vanno nei gruppi sportivi militari (che non possono più partecipare ai c.d.s., e i cui atleti raramente tornano a gareggiare per la società d'origine)? Secondo appunto (amaro): i lanci in Italia sono dominati da over-35. Insomma, dove stiamo finendo? Vabbè, fortuna per i veterani, coloro che hanno più di 35 anni e che sembra che si stiano tagliando sempre più spazi a causa della penuria dei loro giovani colleghi.
Nelle due giornate di gare, ho registrato 5 migliori prestazioni italiane "Fidal" (cioè basate sull'anno di nascita): i già citati record di Elena Montini (sui 400 F45), Mario Longo (100 M45), ai quali si sono aggiunti quello di Carla Forcellini (asta F50, prima donna a cimentarsi in questa specialità), Roberta Bugarini (alto F40... non se abbia partecipato ad altre manifestazioni in precedenza) e Nicola Vizzoni (martello M35). Forse me ne sarà pure sfuggito qualcuno, ma ci sta: se qualcuno se ne fosse accorto, me lo comunichi. Vediamo specialità per specialità quello che è successo:
  • Velocita: super Longo e Montini. La Pulenaga sfiora il record F35 dei 100
Dei record ho già parlato in precedenza (qui il link al mini articolo). Mario Longo (11"00) ha migliorato di 6 centesimi il suo stesso tempo con 1,5 di vento contro. La barriera degli 11" sta proprio per cadere. 3 record per lui all'aperto (poi ci sono pure quelli al chiuso), per una stagione davvero incredibile. Brava anche la graziosa Elena Montini, che in attesa di vedersi sfidata dalle neo-F45, ha visto bene di rendere un pò più difficile la rincorsa al record dei 400, abbassandolo a 1'01"75. I due record valgono entrambi le migliori prestazioni in termini di AGC della giornata. Per Longo 96,53, mentre per Montini 91,39. Nelle due giornate, abbiamo anche già citato il quasi-record della esuberante Lusia Puleanga (12"25 vs 12"21), tempo che però vale "solo" il 4° rango tra le donne in AGC (85,63). Nella velocità, la categoria più spumeggiante al momento sembra quella degli M45. Di Longo si è già detto di tutto. Di Saraceni idem. Ferido Fornesi è sui livelli del record italiano dell'anno scorso (11"43 corsi la scorsa settimana, e 11"60 corsi a Firenze per un 92,75 AGC). Giancarlo D'Oro sta affilando le armi dopo la medaglia agli Euroindoor, e ora sale alla ribalta anche Alfonso De Feo, che nelle due giornate di Rieti ha sfoderato un notevole 23"05 nei 200 (93,81 AGC, seconda prestazione nazionale) e un 11"43 sui 100 metri (92,90 AGC). Insomma, ci sarà da divertirsi. Ugualmente sorprendente è lo stato di grazia dell'M40 Max Scarponi, che ha corso i 200 in 22"57 (93,68!) e i 400 in 50"72. Anche negli M40 c'è un certo fermento: si assiste alla nascita di un "gruppo" davvero performante, con Max Scarponi, Paolo Chiapperini (che ancora non si è visto all'opera), Marco Boggioni (11"28 sui 100 e 22"99 sui 200: 92,82 e 92,64 AGC) e Stefano Bellotto (che però non sembra aver manifestato la volontà di partecipare alle gare master). Quest'ultimo ha corso in 11"27 e 22"89 a Vicenza: singolare che le due prestazioni coincidano con lo stesso risultato in termini di AGC: 91,01. Ottimo anche l'M55 Antonio Rossi nel suo ultimo anno di permanenza della categoria: 25"92 sui 200 (91,96) e 12"53 sui 100 (92,79). Strepitoso 49"58 per Alessandro Gulino M35 sui 400. Miglior ostacolista Alessandro Cipriani, che con 1'04"67 sui 400hs ha ottenuto 90,69. Tra le donne, assodato come al momento la Puleanga non abbia rivali sui 100, sembra invece che sui 200 Tiziana Bignami abbia ancora un certo margine sulla "maori". 25"51 contro 25"69 (certo, su piste ed in condizioni diverse). Ma la sensazione (mia) è che Lusia non abbia la stessa "forza" sulla doppia distanza rispetto ai 100 (nonsotante il titolo Europeo). Infine Marta Roccamo 27"37 sui 200 F40.
  • Mezzofondo: si alzano i livelli medi
Dal mezzofondo sia maschile che femminile ho notato un notevole innalzamento dei livelli medi. L'anno scorso trovare atleti sopra il 90 AGC era un'impresa, oggi ben 10 atleti sopra questa barriera "virtuale" e una atleta (ma mancavano le big tra le master). Negli 800 M35 due atleti sembrano sfidarsi a distanza a colpi di tempo schock: Cesare Lazzarini e Giuseppe Caggianelli. 1'55"88 vs 1'55"01. Specialità che trova anche l'1'57"22 di Max Raglianti. Ma il miglior tempo "avulso" lo ha invece ottenuto sui 3000 siepi l'M50 Roberto Meneghello che con 10'12"41 ha totalizzato 93,20 AGC, 7^ prestazione tra i master (ed è veramente difficile scalzare i velocisti). Egregio l'M45 Marco Biondani capace di correre i 1500 metri in 4'12"39 (92,89), e il 4'05"62 di Gianni Bruzzi M40. Tra le donne svetta Simona Baracetti F35, che ha corso i 3000 siepi in 10'57"24. Non esiste una parametrazione in AGC, in quanto le gare delle master sono corse sui 2000 siepi. Quindi ho calcolato la prestazione su altri parametri che mi hanno dato come risultato 90,91. Nel mezzofondo femminile, si agita il settore degli 800 F35: dopo il dualismo Baggiolini-Tiselli cui si assistito nelle indoor, all'aperto è letteralmente esplosa Mara Cerini che ha corso il doppio giro di pista in 2'12"26. Meglio di lei avrebbe fatto tale Argentina Paulino, con 2'11"72, ma che sospetto essere la famosa cugina "Tina" di Maria Teresa De Lourdes Mutola. Quindi, non proprio l'ultima arrivata e di sicuro non italiana. Non partecipa all'attività master (ed è un grande peccato) la 37enne Silvia Casella: altra F35 di prim'ordine, che ha corso in 4'26"28 i 1500 (89,99) e che sicuramente potrebbe correre in meno di 2'10" gli 800. E che dire della Elisabetta Artuso, passata anche lei nel 35mo anno di vita e 800 corsi in 2'09"18 (ma il record ricordiamolo che è della Dorio). Paola Tiselli, dal canto suo, ha corso gli 800 in 2'14"41. Cito ancora Elena Montini, che invece al record F45 si è di molto avvicinata sugli 800: 2'22"67 contro il 2'21"91 della Ferruggia. Ha i giorni contati?
  • Salti: incredibile, Marco Segatel si inchina a Marcello Benvenuti
Dai salti arriva un'incredibile notizia: e cioè che Marco Segatel è stato sconfitto da un altro master. 13 ori internazionali su 13 manifestazioni alle quali ha partecipato (3 mondiali indoor, 3 mondiali all'aperto, 4 europei indoor e 3 europei all'aperto) sanciscono un ruolino da mostro della specialità. Ma proprio quello che è successo a Modena ha dell'incredibile, perchè è probabilmente la prima sconfitta da un pari-categoria. Se poi si va a vedere l'identikit dell'M45 che è assurto agli onori della cronoca, si capiscono molte cose. Sto parlando di Marcello Benvenuti, cioè il detentore del record italiano assoluto di salto in alto con 2,33, che essendo nato nel marzo del 1964, è a tutti gli effetti un compagno di categoria (almeno in Italia) di Marco Segatel. Oh, a meno che vi sia un omonimo nato nello stesso anno che si è cimentato a distanza di qualche anno nella medesima specialità! Per la cronaca, la sfida è finita 1,95 vs 1,90 (e ad onor del vero, il referto riferisce che Segatel si è ritirato a questa quota). Si fermerà qui, o Benvenuti continuerà? Bella domanda... dai salti arriva comunque un'infornata di ottimi risultati proprio dal salto in alto: 1,95 anche dal 39enne Stefano Quazza e dal 36enne Luca Tonello e da Mauro Tavella (altro saltatore dal pedegree altisonante). I primi due con esperienze da "master". Dal triplo arriva la notizia che Giancarlo Ciceri, con 12,77, si è avvicinato al record della categoria M50 posto a 13,00 e detenuto in coabitazione (udite, udite) da ben 3 atleti. Parlando di salti nono si può non citare l'ennesimo record di Carla Forcellini, che saltando 3,20 ha stabilito il record Fidal F50 del salto con l'asta. Stando alle statistiche riportate dal medesimo sito Fidal e dal prospetto dei record di Corbelli-Fasolato, la Forcellini dovrebbe anche essere la prima over-50 (anzi, i 50 li deve ancora compiere, ma è nell'anno di compimento) a valicare una misura valida nel salto con l'asta. Polverizzato il vecchio record invece nel salto in alto F40: Roberta Bugarini, saltando 1,78, ha distanziato di 16 centimetri la m.p.i. detenuta da Tiziana Piconese, che, nel giorno del passaggio delle consegne ha visto bene di saltare 1,60. Barbara Lah, nel salto triplo, ha ottenuto 13,15, ottava prestazione AGC degli over-35 delle due giornate.
  • Lanci: Vizzoni ringiovanisce, 79,74. I Lanci sono una questione master
Nicola Vizzoni ha stabilito la nuova m.p.i. M35 nel lancio del martello, lanciando a 79,74. Sembra che sia la 6^ o 7^ prestazione personale e per trovare lanci migliori bisogna tornare indietro di qualche anno. Per lui 93,31 AGC e 6° posto nella classifica avulsa. Dopo il miglior lanciatore di martello, si scopre che il miglior lanciatore di peso è ancora over-35: Paolo Dal Soglio, che lanciando 17,89 ha ottenuto un AGC poco superiore agli 80. Il migliore nel lancio del Disco è ancora over 35... addirittura over-40, Diego Fortuna: 58,94. Infine 56,16 di un altro M40, Federico Battistutta nel giavellotto. Tra le donne 46,43 della F40 Maria Tranchina e 36,07 metri nel lancio del martello dell'altra F40 Maria Bartolozzi.

I migliori risultati del weekend: