16/08/10

Europei Master, capitolo-11: ma la Mazzenga ha fatto un record mondiale?

Volevo scrivere un articolo sui record stabiliti a Nyregyhaza, poi di fronte al primo problema mi sono dovuto immediatamente fermare e porre una questione. Ma la Mazzenga ha fatto un record mondiale in Ungheria? E nessuno dice nulla? Vi racconto i fatti, poi voi riflettete e traete le vostre conclusioni. Emma Mazzenga, calsse 1933, vince (domina sarebbe il termine più appropriato) i 400 W75 della massima manifestazione continentale con il tempo di 1'25"72. Qui la prima prova: mettiamola agli atti. Nella tabella fornita dalla Fidal Servizi che ha curato la gestione di tutto ciò che riguardava la parte relativa ai risultati, proprio sopra il nome della vincitice viene "ricordato" il record mondiale W75: 1'08"17 della neozelandese Margaret Peters, corso l'anno scorso in concomitanza dei campionati mondiali di Lahti. "Per la miseria!" mi vien da dire: la Mazzenga ha mietuto record su record tra le W75 negli scorsi anni, poi arriva questa dall'altra parte del globo e piazza un tempo che tradotto in AGC dà un clamoroso 121,25%. Cosa vorrebbe dire? Bè, che se fosse stata una ragazzina di 22, 23 anni, avrebbe corso il giro della morte in 39"26. Leggete proprio bene: trentanove-e-ventisei. Nemmeno Michael Johnson, Jeremy Wariner, Herry Butch Reynolds, Quincy Watts e tutta la compagnia cantante che ha dovuto farsi un supermazzo per scendere sotto i 44" si sarebbe presa in toto una 40ina di metri al traguardo dalla sorprendente kiwi 76enne Peters. La cosa mi fa riflettere e per sfizio vado a vedermi la pagina della WMA relativa al record, e le cose tornano al loro posto: 87"17, che tradotto non fa 1'08"17, ma bensì 1'27"17 (ma chi l'ha tradotto in quel modo?). Va bè, abbaglio Fidal-Servizi (e non è nemmeno colpa di Arese!), mettiamo nel calderone il secondo dato del problema; 1'27"17 (ma la Mazzenga ha corso in 1'25"72... c'è già qualche campana che suona a festa inizio a sentirla). Non pago, vado a questo punto a scartabellare i record europei e appare come per miracolo la britannica Monica Shone, che nel lontano 2002 correva il giro di pista in 87"70, cioè 1'27"70. Mmmm... Che confusione... mi sovviene poi che il record italiano della Mazzenga nelle W75 è 1'23"20 stabilito a Lubiana nel 2008: ma allora era 74enne (per un solo mese...). Ma si sà, in Italia (e nel resto del mondo) conta l'anno e non la data di nascita. Quindi niente rattifica internazionale. Ma a Falconara, nel settembre di quello stesso anno, il 2008, la Mazzenga correva poi in 1'25"2 manuale (maledetti cronometraggi manuali!) che per qualche tempo entra nella lista dei record europei, anche se a causa della sua "manualità" non assurge al lignaggio che spetterebbe alla prestazione, ma viene posto accanto a quello della Shone, in suo subordine. L'ho visto, giuro! E poi... giustamente non c'è ufficialità di un tempo manuale: i master sono l'unica categoria in Italia che si vede ancora cronometrare le gare in maniera manuale: anche gli esordienti "C" hanno il crono elettrico oggi... ma nonostante i prezzi del tesseramento, questo è il trattamento riservato: cornuti e mazziati! Oggi mentre scrivo noto che quello stesso tempo (a conti fatti il più veloce di sempre di una W75 nei 400) di fatto non esiste più sulla lista dei record di Ivar Soderlind. Vabbè... Quindi? Con le liste Fidal ricostruisco allora i tempi ottenuti dalla Mazzenga da quel 1'25"2 a oggi, e che ti scopro? Che nel 2009 la Mazzenga non corse alcun 400 all'aperto, ma che nella stagione odierna la portacolori dell'Atletica Città di Padova ha corso in 1'26"17 a Piombino Dese il 17/04, in 1'25"77 a San Benedetto del Tronto il 22/05 e appunto l'1'25"72 a Nyiregyhaza meno di un mese fa. A meno che salti fuori qualcun'altra, tre record mondiali (e tre record europei) in 3 circostanze da parte della Mazzenga in tre mesi. Qualcuno noterà la cosa?

15/08/10

Europei Master, capitolo-12: i record mondiali ed europei battuti

Sapete cos'è frustrante? Che si disputi un Campionato Europeo Master e che, di fatto, di una manifestazione così importante non rimanga che qualche sporadica traccia qua e là sulla rete. Il sito della EVAA, la Federazione Europea di Atletica Master, c'è da dire che ha seguito sufficientemente la manifestazione, ma dal punto di vista tecnico c'è davvero poco. Direi nulla. Ecco: non esiste al mondo commento alcuno alla manifestazione, che non sia parlare del numero di medaglie e dei soliti noti. Così va agli atti anche Nyiregyhaza, come in una catena di montaggio il pezzo passa di mano in mano, e si pensa alla prossima manifestazione: un'occasione persa da molti per dire la propria e dare un contributo alla creazione di un mondo "vivo", non solo il mero adempimento di un compito istituzionale, quale oggi appare, fatto di soli numeri (le medaglie), e di pochissimi contenuti: sportivi ma anche e soprattutto umani. Stimoliamo le discussioni sulle prestazioni, anche sulle tendenze in atto nel mondo master (che stanno cambiando, vivaddio), sui singoli, perchè la "rete" sociale che si crea attorno ad una passione circoscritta (quale può essere l'atletica over-35) crea il piccolo universo stesso dove tutti si possono riconoscere e confrontare. Eseguire il compitino, prendersi eventualmente la medaglia e poi tornarsene a casa per godersela appesa ad un muro non ha lo stesso sapore che condividerla con qualcuno. O no? Bisogna creare l'alone attorno alla medaglia, deve avere una sorta di aura fatta dei bei ricordi che con essa si sono vissuti. Per il momento vi porgo un altro strumento: i record mondiali e quelli europei battuti in Ungheria: sono 15 mondiali e 22 europei. Quello che segue ne è l'elenco con accanto i record battuti: nei lanci over-80 sono subentrati i nuovi attrezzi "più leggeri". Il tutto con beneficio di inventario, visto che i record sono un argomento tabù a livello internazionale. Notizia (forse, non mi ricordo...) ancora non data: Carla Forcellini ha stabilito il nuovo record europeo W50 di salto con l'asta (3,30).
  • Al link i record mondiali ed europei battuti a Nyiregyhaza
Record Mondiali (ed europei)
  • 400 W75: 1'25"72 - Emma Mazzenga (Italia) - Nyregyhaza - 20/07/2010, precedente 1'27"17 Margaret Peters (Nuova Zelanda) - 07/08/2009
  • 800 W75: 3'17"45 - Elfriede Hodapp (Germania) - Nyregyhaza - 23/07/2010, precedente 3'25"18 Emma Mazzenga (Italia) - Formia - 21/09/2008
  • 300HS W65: 55"30 - Oddbjorg Haakensveen (Norvegia) - Nyregyhaza - 18/07/2010, precedente 55"69 Rietje Dijkman (Olanda) - Edmonton - 26/07/2005
  • alto W80: 1,06 - Christel Happ (Germania) - Nyregyhaza - 18/07/2010, precedente 1,04 Helgi Pedel (Canada) - Toronto - 19/06/2004
  • asta W40: 3,85 - Irie Hill (GBR) - Nyregyhaza - 21/07/2010, precedente 3,71 stess atleta - Lahti - 02/08/2009
  • asta W80: 1,40 - Christel Happ (Germania) - Nyregyhaza - 21/07/2010, uguagliato 1,40 Johnnye Valien (USA) - Honolulu - 06/08/2005
  • peso W95 (2,0 kg): 5,32 - Gabre Gabric (Italia) - Nyregyhaza - 17/07/2010, precedente stessa atleta 5,20 - Novara - 09/05/2010
  • disco W70 (1,0 kg) 33,55 - Tamara Danilova (Russia) - Nyregyhaza - 21/07/2010, precedente 31,62 Rosemary Chrimes (GBR) - Derby - 08/06/2003
  • disco W95 (0,75 kg): 12,86 - Gabre Gabric (Italia) - Nyregyhaza - 21/07/2010, precedente stessa atleta 12,02 - Novara - 09/05/2010
  • weight W80 (4,0 kg): 10,27 - Justine Schirmer (Italia) - Nyregyhaza - 16/07/2010, precedente Anna Flaibani 7,93 - S. Benedetto - 23/05/2010
  • martello W80 (2,0 kg): 25,94 - Rachel Hanssens (Belgio) - Nyregyhaza - 18/07/2010, precedente Anna Flaibani 17,19 - S. Bendetto - 23/05/2010
  • giavellotto W80 (400 kg): 21,83 - Rachel Hanssens (Belgio) - Nyregyhaza - 16/07/2010, precedente stessa atleta 21,21 - Lahti - 03/08/2009
  • 4x100 W45: 49"33 - Francia - Nyregyhaza - 24/07/2010 - precedente, Germania 49"39 - Lahti 08/08/2009
  • 4x400 W55: 4'28"74 - GBR - Nyregyhaza - 24/07/2010 - precedente, Australia 4'39"31 - Lahti 08/08/2009
  • 4x400 W70: 6'10"39 - Germania - Nyregyhaza - 24/07/2010 - precedente, Canada 6'12"25 - Calgary 09/09/2008
Record Europei
  • 800 M80: 3'01"47 - Unto Mattson (Finlandia) - Nyregyhaza - 23/07/2010, precedente 3'03"38 Yrjo Torikka (Finlandia) - San Sebastian - 29/08/2005
  • 110hs M45: 15"00 (-0,9) - Marin Garrigues (Francia) - Nyregyhaza - 21/07/2010, precedente 15"'05 Greg Dunson (GBR) - Lahti - 06/08/2009
  • 300hs M75: 53"67 - Horst Schrader (Germania) - Nyiregyhaza - 18/07/2010, precedente 55"81 - Peter Field (GBR) - Poznan - 23/07/2006
  • asta W50: 3,30 - Carla Forcellini (Italia) - Nyiregyhaza - 18/07/2010, precedente 3,10 - stessa atleta - Roma - 13/06/2010
  • marcia 5km pista M90: 45'30"41 - Giovanni Vacalebre (Italia) - Nyiregyhaza - 16/07/2010, precedente 45'57"01 - Rodolfo Crasso - Comacchio - 03/06/2005
  • pentathlon W70: 3930 pt - Erika Sauer (Germania) 15/07/2010 - precedente, 3319 pt Gerd Mjelde (Norvegia) - Lubiana - 26/06/2006
  • pentathlon W75: 4531 pt - Leili Kaas (Estonia) - 15/07/2010 - precedente, 2505 pt Gerd Mjelde (Norvegia) - Lubiana - 01/08/2008

Atleti del mese master di Webatletica: dove eravamo rimasti?

Mi ero perso un pò per strada (per le alterne vicende che guidano il nostro mondo, quindi per gli avvenimenti clou del mondo master italiano e per altre situazioni) l'attribuzione del riconoscimento "master del mese di Webatletica". Questo piccolissimo riconoscimento viene attribuito a chi, secondo la mia sindalissima opinione, si è particolarmente distinto durante il mese preso in considerazione. Ero arrivato a maggio, e mancavano i mesi di giugno e luglio. Scelta a questo punto assai difficile, visto che a giugno si sono tenuti i campionati italiani all'Olimpico e a luglio i campionati europei a Nyiregyhaza. Proprio all'interno di queste due manifestazioni andava quindi rintracciato l'atleta dei rispettivi mesi. La scelta di giugno è così caduta su Giuseppe Grimaudo, mattatore della categoria M65 con tre titoli nazionali (100, 200, 400) con il record italiano dei 400 (poi migliorato dopo un paio di settimane a Siracusa). A luglio, riflettori sull'entusiasmante campionato europeo di Waltraud Egger, capace di portarsi a casa 2 ori e un bronzo, con il record italiano degli 800 migliorato di oltre 11". Quelli che seguono sono i link al nostro blog, dove sono elencati gli atleti del mese di Webatletica mese per mese del 2010.

L'atleta del mese di luglio: Waltraud Egger

L'atleta master di luglio per Webatletica, non può non essere rintracciato a Nyiregyhaza, in concomitanza con i Campionati Europei Master. Nel novero delle oltre 100 medaglie conquistate dalla spedizione italiana, mi sembra che il plauso questo mese debba andare a Waltraud Egger, che, oltre ad un Europeo di grande qualità, si è dimostrata in grandissima forma anche a livello nazionale già da giugno. Proprio a Roma infatti aveva iniziato la sua cavalcata trionfale, portandosi a casa 3 titoli (800, 1500 e 5000) stabilendo nella circostanza 3 record italiani in 3 giorni. In Ungheria l'apoteosi: 3 medaglie, 2 ori e 1 bronzo, un record italiano migliorato nuovamente (quello degli 800 di 11"!), per un totale di 27 medaglie internazionali individuali conquistate dal 2002 (anno in cui ho le prime tracce della sua presenza nel mondo master). Pensate, in 30 finali internazionali, solo in 3 circostanze (da me censite) la Egger non ha vinto una medaglia, giungendo in tutte e 3 queste circostanze 4^: 2 volte a Lubiana (800 e 5000) e una volta a Poznam. Seguono gli atleti master del mese di Webatletica.

13/08/10

L'atleta del mese di giugno: Giuseppe Grimaudo

Per l'atleta del mese di giugno, l'unico appuntamento agonistico che avrebbe potuto "scremare" o "complicare" il quadro sarebbero stati i Campionati Italiani Master tenutisi allo Stadio Olimpico di Roma. In quella cornice, trovarne un primus inter pares, sarebbe stata un'impresa titanica, vista le messe di medaglie consegnata in quei tre giorni. Così la mia attenzione si è concentrata anche su altri aspetti (tipo i record italiani), che avrebbero dovuto scremare il campo dei possibili pretendenti a questo piccolo riconoscimento. Ebbene alla fine si è propeso per il velocista M65 del Cus Palermo Giuseppe Grimaudo, che ha, per così dire, condito la sua tripletta agli italiani master (100, 200, 400) con il record italiano proprio sui 400. Tra l'altro i tre titoli vanno aggiunti agli altri tre conquistati agli italiani indoor, per un totale di sei ori che solo Emma Mazzenga, Giuseppe Parenti e Maria Grazia Rafti sono riuscti a collezionare in una sola stagione. Per Grimaudo c'erano però in più i due record sui 400 ottenuti prima a Roma agli italiani, poi a Siracusa a 1'01"61. IAl termine degli italiani avevo proposto anche un sondaggio sull'MVP dei Campionati Italiani in cui aveva vinto proprio Grimaudo con il 22% dei voti. Sotto l'elenco degli atleti del mese di Webatletica per il 2010.

11/08/10

Europei Master, capitolo-10: le foto di Tom Phillips

(una delle foto di Tom Phillips: le 4x400 M40) - Esiste un inno del mondo master? Non preoccupatevi, l'ho trovato io: "Forever Young" (qui il video) musica originariamente risalente agli anni '80 (gli Alphaville!!) poi "ricondizionata" dal gruppo Mr Hudson & The Library e dal repper Jay-Z, che in maniera magari forse un pò scontata rappresenta il nostro spirito "sempre giovane". Un altro personaggio che sicuramente anima il nostro mondo con le sue arcinote foto, è il nostro amico Tom Phillips, che sul proprio sito, come ormai tradizione (me lo ricordo già a Riccione: da qualche parte su questo sito c'è pure la sua intervista... anzi, qui il link, l'ho appena trovato), ha pubblicato centinaia di foto relative ai Campionati Europei di Nyregyhaza. Ormai è un amico certificato degli italiani, tanto che molte di queste non sono solo destinate agli atleti brits, ma anche agli atleti azzurri. Molte davvero bellissime: immortalano emozioni, sguardi, atteggiamenti che mettono a nudo i nostri vissuti durante quei giorni. Un bel ricordo... davvero. Qui il link agli album fotografici di Tom.

09/08/10

Europei Master, capitolo-9: categoria M-W30 un fallimento?

(Alessandro Claut, nella foto Riccardi.it, primo italiano a vincere un titolo Europeo M30) - Mentre con lentezza certosina durante le ore vespertine compilo come un monaco benedettino appartenente a qualche sottordine confinato in qualche eremo sperduto sugli appennini i commenti alle prestazioni di ogni singolo atleta italiano presentatosi a Nyiregyhaza (spero di finirle per Gand 2011 e poi ricominciare la solfa), e con altrettanta lentezza dovuta alle umane passioni, alle umane faccende e ad un pò di indolenza agostana, mentre sto recuperando dalla mia videocamera una cinquantata di video relativi alle gare ungheresi (già sul blog di Webatletica ce n'è un nutrito elenco che si sta a poco a poco definendo), mi si è materializzata per incanto questa curiosità. Ma l'innovativa categoria M30 e W30 come è andata in Ungheria? Sapete che è una mia battaglia personale: l'estensione non del masterismo verso le fasce più giovani che praticano atletica, ma bensì la divisione tra chi pratica lo sport professionisticamente (gli atleti delle società militari e quelli "stipendiati") da quelli che lo sport lo praticano in maniera "interstiziale" rispetto agli impegni primari del vivere quotidiano. Per l'ennesima volta porto ad esempio il nuoto, il ciclismo, il tennis, dove a fronte di una categoria "chiusa" di atleti professionisti (che hanno la loro categoria), tutto il resto dell'attività è segmentata come nei master: quindi dopo le promesse ci si trova una maxicategoria fino ai 30 anni, e una, naturalmente dai 30 ai 35. Loro, questi sport, l'hanno capito: aspettare che la Fidal si muova verso l'atletica e la sua diffusione è come credere che Arese sia il Messia: un'eresia da passare sotto la Santa Inquisizione. Torniamoci, invece, sugli M30 e alle W30. Quest'anno, per chi non lo avesse visto, in Ungheria erano infatti presenti alcune gare riservate agli atleti dai 30 ai 34 anni. A conti fatti una manciata di atleti, spesso solo ungheresi (anche se la nostra compagine italiana era ben rappresentata da Alessandro Claut, 4° agli assoluti sugli 800... e vincitore dei 1500 a Nyiregyhaza: non certo un parvenu), ma quel che più conta, è utile sottolineare il fallimento dell'iniziativa. Non troviamo scuse, o almeno: troviamone le ragioni. Alla base ci stanno molti aspetti: il canonico retaggio culturale del mondo master, che passa sempre come quell'universo di anziani che praticano sport, e non uno spaccato dove ci sono (anche) atleti che non sfigurerebbero tra gli atleti assoluti. O atleti che si allenano quotidianamente, anche un paio di volte al giorno, che impegnano molte delle proprie risorse in questa attività. La realtà è che i media quando parlano di master, puntano sempre su ciò che fa notizia, e cioè le imprese di longevità degli over-90, dando così a tutti l'idea che vi siano non ANCHE loro, ma SOLO loro. Questo atteggiamento è ciò che stiamo combattendo anche dentro questo sito: più visibilità a tutti, anche e soprattutto a chi l'atleta lo fa seriamente: ma in definitiva stiamo parlando di sport o di "costume"? Di Scienza o di Atletica? Qui mi rifaccio alle tesi del Duca, che ormai ho fatto mie: lo sdoganamento del mondo master passa per la sua affermazione come sport, e come tale come prestazione (la gara) supportata da un percorso (sportivo) fatto di allenamenti. Il soggetto che si presenta ad una gara master basandosi esclusivamente sulle proprie doti, sulla partita di golf giocata settimanalmente, su teorie enogastronomiche di estrazione locale, su attività fisiche di proveninenza bucolica, scusate, è assai difficile da additare come esempio di "atletismo". Ma questo è. Questo è il mio pensiero sul proselitismo... e questa forse una delle cause del mancato afflusso di M30 e W30 a Nyiregyhaza. Un secondo aspetto del fallimento potrebbe essere stata la pubblicità della cosa: davvero poca, priva di sostanza, senza entusiasmo, come se fosse stato il compitino da assolvere velocemente. In ogni campo dell'esistenza, soprattutto quelli di carattere volontaristico, se non c'è un barlume di entusiasmo tutto crolla inopinatamente. Se fossi stato nel comitato organizzatore avrei devoluto ben più di qualche fondo ad incentivare questo aspetto, che poi è un progetto dai risvolti vastissimi: avrei fatto un censimento di tutti gli atleti over-30 in giro per l'Ungheria (prima) e per l'Europa (poi) e avrei provato ad imbastire delle gare di alto profilo tecnico. Avrei chiesto alle altre Federazioni di muoversi nello stesso modo. Avrei paventato la possibilità di vedere gare di altissimo lignaggio che avrebbero fatto bene non solo agli stessi atleti, ma a tutta la Manifestazione. Alla fine i "profani" del mondo master vanno a guardarsi i risultati, i tempi, le misure, le distanze, e state pur certi che se notano prestazioni inferiori o vicine alle proprie, questi inizieranno a interrogarsi sulla bontà della manifestazione, a chiedersi se potrebbero esserne all'altezza: qui scocca la scintilla. Se dovessero invece malauguratamente vedere i risultati di Nyiregyhaza (o quanto meno, il numero di partecipanti trentenni) dubito che questo coup de foudre potrà mai avvenire. Non so se la categoria M30 sarà più riproposta: personalmente me lo auguro, perchè mi rivedo in quegli anni sportivi vagare per il campo di allenamento senza meta alcuna che non preparare prestazioni che portassero a far parte di una staffetta che partecipasse ad una finale di un campionato di Società. La morte del "tendere" dell'uomo all'infinito. Nessuna possibilità di ambire ai minimi per gli italiani individuali (è già difficile dopo i 30, figuratevi tirar su una condizione sufficiente a fare prestazioni sportive decenti con la giornata, o la nottata, di lavoro alle spalle, la famiglia, e tutti quei piccoli meccanismi della vita che di sicuro una persona che vive e si dedica solo allo sport non può conoscere appieno). La mancanza di soddisfazione nel fare una cosa (correre per ottenere un tempo decente, che senso ha? Solo soddisfazione personale? Ma lo sport è "confronto", non "autosufficienza emozionale"). E' soprattutto parametrarsi con gli altri, non solo con sè stessi: chiaro che il percorso di ognuno è "personale", ma non sottovalutare mai che in ogni sentiero personale l'aspetto latente è proprio il "paragone" con il mondo che ci circonda, l'inserimento in una comunità di intenti... questa è purtroppo frutto della mia deformazione professionale e della mia visione della vita.
Per concludere: il connubio tra questi due aspetti, il retaggio culturale e la scarsa informazione sulla cosa, ha fatto perdere l'occasione a tutti di crescere. Non so cosa avvenne quando introdussero nella prima parte di questa decade gli M35, ma ipotizzo un inizio in sordina simile: guardando i risultati in maniera diacronica, basta vedere il gap che c'è sempre stato tra gli M35 e gli M40 che a poco a poco si sta sottilizzando. Ma il sorpasso non c'è ancora stato, come natura vorrebbe. Di fatto dopo quasi 10 anni non è stata ancora ben interiorizzata la categoria M35, figurarsi se si parte così con gli M30 quanto tempo ci vorrà per farli accettare al mondo dell'atletica. Entusiamo, signori, non immobilismo gerontocratico! Iniziative, non burocratizzazione estrema. Flessibilità, non rigidità anche nell'applicazione di norme quasi insignificanti come la conferma delle iscrizioni: leggevo su un forum spagnolo come alcuni atleti fossero arrivati a causa dei ritardi organizzativi (le famose navette dall'aeroporto a Nyiregyhaza) presso il TIC solo in tarda serata. La mattina dopo non hanno potuto partecipare alle loro competizioni perchè non avevano confermato la partecipazione... insomma, suvvia: il turismo a Nyiregyhaza non lo fa nessuno! Siamo ancora qui tra carne e pesce a domandarci quanto durante le trasferte master si è atleti rappresentanti di una Federazione (ma non le mandiamo lì le nostre iscrizioni?) o quanto ci si debba invece sentire atleti che indossano una maglietta diversa dal solito. Ma non può farlo la federazione direttamente, sentiti gli atleti intenzionati a partecipare qualche giorno prima dell'evento? Ci chiedono pure il telefono e la mail! Bisogna crescere in queste piccole cose se si vuole un mondo più funzionante, più allettante, migliore: le stupidità della burocrazia è sempre un drago che mangia troppe energie a tutti. Soprattutto ai sogni.

Raccolta di Video da Nyiregyhaza

400m M50 Nyiregyhaza 2010

Europei Master, capitolo-8 - l'intervista a Maryvonne Icarre

(clikkando sull'immagine qui a sinistra verrete catapultati sull'intervista a Maryvonne Icarre) - Bè, ragazzi, questo è proprio un must da non perdere, una prima-volta per Webatletica e spero tanto sia gradita. Un'intervista "televisiva"! Ditemi voi, una volta visto il filmato, cosa ne pensate. Durante gli Europei di Nyireghyaza, dopo aver personalmente conosciuto Maryvonne Icarre, campionessa europea W40 di 100 e 200 (ma lei è del 1965!!! A dicembre a livello internazionale entrerà tra le W45), con tempi davvero notevoli (25"20 sui 200!) si è pianificata un'intervista. Traduttore d'eccezione alle mie martellanti domande, Alessandro Cipriani, che così ha potuto dato finalmente senso alla sua trasferta ungherese (scherzo naturalmente! Il buon Cipri è arrivato in finale nei 400hs nella categoria... inferiore, per lo stesso problema relativo alla data di nascita della Icarre). La Icarre vanta un segreto notevole: partecipa anche alle gare internazionali di sollevamento pesi nelle categorie master. Ma bando alle ciance, gustatevi questa intervista, che la Icarre ha preso talmente sul serio da essersi agghindata, truccata e indossato le medaglie vinte per la Francia per l'occasione. Peccato che fosse solo per Webatletica!

08/08/10

Europei Master, capitolo-7: i master veneti - dal sito fidalveneto.it

(foto Fidal Veneto - Francesco Arduini e Luca Tonello) - Nella ricerca spasmodica di notizie relative ai master, riporto nell'articolo che segue il report dei Campionati Europei master scritto dalla responsabile dell'area master della Fidal Veneto, Rosa Marchi.

(a cura di Rosa Marchi) - Si è conclusa a Nyíregyháza, in Ungheria, la XVII edizione dei Campionati Europei Master. Vi hanno partecipato 241 italiani, che hanno collezionato un totale di 101 medaglie (31 d'oro, 32 d'argento e 38 di bronzo) e il terzo posto nel medagliere per nazioni. Ha dominato la squadra tedesca, con la bellezza di 390 medaglie (152 d'oro, 130 d'argento e 108 di bronzo), seguita dalla Gran Bretagna con 139 (55 ori, 49 argenti e 35 bronzi). In totale sono state assegnate quasi 1.500 medaglie! In una manifestazione master non c'è da stupirsi, se si tiene conto delle numerose gare in programma e di tutte le categorie degli atleti in gara. I veneti hanno dato il loro prezioso, significativo contributo al medagliere azzurro con 8 medaglie d'oro, 8 d'argento e 6 di bronzo. Vediamo ora nel dettaglio i nostri protagonisti.

Tripletta dorata

Sono tre splendide medaglie d'oro, ottenute sui 100, 200 e 400 metri, quelle conquistate da Emma Mazzenga (Città di Padova) nella categoria W75. A 77 anni ha corso rispettivamente in 17”48, 36”65 e 1'25”72, lasciando un grande margine tra sé e le avversarie (soprattutto sui 200, con 8 secondi di vantaggio dalla seconda). Negli 800 metri, gara alla quale non ha partecipato, s'è però vista strappare dalla tedesca Elfriede Hodapp il primato mondiale stabilito nel 2008.

I sogni si avverano

Dopo i Campionati italiani l'avevamo lasciato alla ricerca di uno sponsor per realizzare il sogno di partecipare a questi Europei. Il campione mondiale dei 5 km di marcia M90, il maresciallo in pensione Giovanni Vacalebre (classe 1919), è riuscito a trovare un contributo per la sua trasferta in terra ungherese e a realizzare dunque il suo sogno. E così, accompagnato dall'inseparabile moglie Giuseppina (“Iuppi” per gli amici), il portacolori del Bobadilla Club ha lasciato Vittorio Veneto alla volta della cittadina ungherese. Era l'unico atleta iscritto nella gara per la sua fascia d'età, ma la medaglia non era scontata. In questa manifestazione sono stati infatti introdotti dei “minimi per le medaglie”, cioè delle prestazioni minime per aver diritto alla premiazione sul podio. Non bastava dunque partecipare: Giovanni avrebbe dovuto marciare sotto la soglia dei 46 minuti (minimo stabilito per la categoria M90). Considerato che Giovanni si era laureato campione del mondo lo scorso anno con un tempo superiore ai 50 minuti, l'impresa non poteva sembrare così facile; ma lui ce l'ha fatta, marciando con grande tenacia e volontà nel tempo di 45'30”41 e conquistando il titolo di campione europeo. Dal referto ufficiale, nel quale vengono riportati anche i record europei di categoria vigenti, scopriamo che Vacalebre ha migliorato il precedente primato appartenente ad un altro italiano, Rodolfo Crasso, che nel 2005 marciò in 45'57”01. In realtà il vero primato, non ancora ratificato alla federazione europea, è quello che lo stesso Vacalebre ha stabilito il mese scorso a Roma agli Italiani master, 45'01”00, risultato che era sfuggito anche alla scrivente in quanto il primato italiano, tuttora appartenente a Crasso, è di 42'20”97, stabilito nell'anno in cui è diventato novantenne ma prima del suo compleanno. Riassumendo, Crasso continua a detenere il record italiano MM90 con 42'20”97, ma Vacalebre detiene ora quello europeo M90, con 45'01”00.

Dall'argento all'oro

I vice campioni mondiali 2009 Francesco Arduini (Alto MM35) e Michela Ipino (Maratona W40), entrambi alla prima esperienza internazionale a Lathi, ci hanno preso gusto e sono ritornati in gara anche per questa edizione per gli Europei con la gioia, in terra ungherese, di salire sul gradino più alto del podio. 2,02 è la misura valicata dall'atleta “romagnolo” della Jager Vittorio Veneto, mentre poco sopra le 3 ore è il tempo segnato dalla “mamma volante” Michela Ipino (Bassano Running Store) sui 42 km. Queste prestazioni hanno permesso a entrambi di laurearsi campioni europei. Nella pedana dell'alto M35 era in gara anche il padovano Luca Tonello (Voltan Martellago) il quale, con un balzo a 1,90, si è aggiudicato la medaglia d'argento per un podio per due terzi veneto.

Staffette dorate

L'inno di Mameli l'hanno ascoltato anche loro, insieme agli altri atleti che hanno composto i quartetti vincitori delle staffette 4x400 M40 e W35. Parliamo di Fausto Salvador e Barbara Ferrarini. Il portacolori dell'Atletica San Marco Venezia (insieme a Paolo Chiapperini, Edgardo Barcella e Massimiliano Scarponi) è salito sul gradino più alto del podio correndo la staffetta del miglio in 3'25”39; la quarantatreenne dell'Atletica ASI Veneto è invece “scesa di categoria” per la staffetta azzurra W35 e con Cristina Amigoni, Emanuela Baggiolini e Paola Tiselli ha vinto la staffetta 4x400 con 4'02”07 sfiorando il primato italiano di un solo centesimo. La Ferrarini ha così compensato in parte la delusione per la gara dei 400 hs W40 dove, per un errore di distribuzione, ha visto la medaglia d'oro trasformarsi in argento proprio sull'ultimo ostacolo. Barbara ha poi conquistato un altro argento nel salto in lungo con l'ottima misura di 5,44, a soli 4 centimetri dalla miglior prestazione italiana MF40 da lei stessa stabilita 3 anni fa.

Un personale a cinquant'anni

Domenico Furia, lunigianese in forza alla Voltan Martellago, ha iniziato ad allenarsi per la velocità nel 2007, a 47 anni. Nel 2009 ha avuto la gioia di conquistare il titolo europeo indoor nella staffetta 4x200 W45, ma a Nyíregyháza ha forse ottenuto la soddisfazione più bella: dopo aver corso ben 6 turni di gare (3 turni per i 100 metri e 3 per i 200 metri), è riuscito a stabilire nella finale dei 200 metri M50 il suo primato personale assoluto scendendo per la prima volta sotto il muro dei 24 secondi. Il tempo finale di 23”86 (a 17 centesimi dal primato italiano di Ranzini) gli ha permesso di classificarsi al secondo posto, facendogli sfiorare per soli due centesimi la medaglia d'oro.

Gli altri argenti

Ben 3 sono state le medaglie d'argento collezionate dall'italo-russa Natalia Marcenco. La marciatrice, portacolori dell'Assindustria Padova, è giunta seconda sui 5000 metri e sui 10 km di marcia W55. Su quest'ultima distanza ha vinto la terza medaglia nella classifica a squadre W55/W60. Chiudiamo l'elenco delle medaglie d'argento con il secondo posto di Luca Romano, ligure da quest'anno in forza alla Voltan Martellago, con la staffetta 4x400 M35.

I bronzi

In rassegna ora i terzi posti non ancora citati. Doppietta di bronzi per Mario Bortolozzi (GAT Treviso) nel salto in lungo e triplo M70. Medaglia anche per gli evergreen veronesi Alcide Magarini (800 metri M80) e Eddo Foroni (100 metri M85), entrambi in forze alla Libertas Lupatotina. Per concludere ricordiamo la medaglia di bronzo di Gabriella Ramani (Asi Veneto) nella staffetta 4x400 W40. Per l'atleta triestina si tratta della prima medaglia internazionale, conquistata in Ungheria dopo il sesto posto sui 400 metri e il settimo sui 200 metri W45

I VENETI GIUNTI TRA I PRIMI 8

Di seguito elenchiamo tutti gli atleti tesserati per squadre venete che agli europei master di Nyíregyháza si sono piazzati nelle prime otto posizioni:

ORO (8)
  • W35-Barbara Ferrarini (ASI Veneto)-4x400 (C.Amigoni,B.Ferrarini,P.Tiselli,E.Baggiolini) 4'02”06
  • W40-Michela Ipino (Running Bassano VI)-Maratona 3h12'42”
  • W75-Emma Mazzenga (Città di Padova) – 100 m. 17”48 (-0.4)
  • W75-Emma Mazzenga (Città di Padova) – 200 m. 36”65 (+0.6)
  • W75-Emma Mazzenga (Città di Padova) – 400 m. 1'25”72
  • M35-Francesco Arduini (Jager V.Veneto TV)-Alto (2,02)
  • M40-Fausto Salvador (S.Marco Venezia)-4x400 (P.Chiapperini,E.Barcella,F.Salvador,M.Scarponi) 3'25”39
  • M90–Giovanni Vacalebre (Bodadilla TV)-Marcia 5 km (45'30”41)
ARGENTO (8)
  • W40-Barbara Ferrarini (ASI Veneto VE)-Lungo 5,44 (+2.4)
  • W40-Barbara Ferrarini (ASI Veneto VE)-400 hs 66”40
  • W55–Natalia Marcenco (Assindustria PD)- Marcia 5.000 30'53”77
  • W55–Natalia Marcenco (Assindustria PD)- Marcia 10 km 1h03'02”
  • W55/W60-Natalia Marcenco (Assindustria PD)- Marcia 10 km Team (N.Marcenco,P.Martini,M.Luppi) 3h23'54”
  • M35-Luca Tonello (Assindustria PD)- Alto (1,90)
  • M35-Luca Romano (Voltan Martellago VE)-4x400 (M.Minelli,A.Benatti,L.Romano,A.Gulino) 3'27”09
  • M50-Domenico Furia (Voltan Martellago VE)-200 m. 23”86 (+0.5) ( b.25”45 +1.4; sf. 24”15 -0.2)
BRONZO (6)
  • W40–Gabriella Ramani (ASI Veneto VE)-4x400 (G.Ramani,A.Pagnotta,A.Micheletti,G.Lacava) 4'28”07
  • M35-Luca Tonello (Assindustria PD)- Triplo 13,27 (0.0)
  • M70-Giorgio Bortolozzi (GAT TV)-Lungo 4,45 (+0.8)
  • M70-Giorgio Bortolozzi (GAT TV)-Triplo 9,46 (+1.5)
  • M80-Alcide Magarini (Libertas Lupatotina VR)–800 m. 4'12”77.
  • M85-Eddo Foroni (Libertas Lupatotina VR)-100 m. 19”01 (+1.0)
IN QUARTA POSIZIONE
  • W40–Gabriella Ramani e Barbara Ferrarini (ASI Veneto VE)-4x100 (G.Ramani,B.Ferrarini,C.Amigoni,C.Ansaldi)
  • M35-Albano Montresor (Fondazione Bentegodi VR) – Marcia 20 km 1h45'31”
  • M45–Cristiano Zanolli (Fondazione Bentegodi VR)- Marcia 20 km 1h52'40”
  • M80-Alcide Magarini (Libertas Lupatotina VR)–400 m. 1'44”55.
IN QUINTA POSIZIONE
  • W40-Barbara Ferrarini (ASI Veneto VE)-80 hs 12”77 (-0.4) (b. 12”51-1.2)
  • M45/M50–Pietro Balbo, Gianfranco Mocellin e Giuseppe Severino Zen (Bassano Running Store VI)-Maratona Team (P.Balbo,G.Mocellin,G.S.Zen) 10h34'25”
  • M80-Alcide Magarini (Libertas Lupatotina VR)–200 m. 41”44 (+0.5).
IN SESTA POSIZIONE
  • W45-Gabriella Ramani (ASI Veneto VE)-400 m. 65”36 (b.65”39)
  • M35-Luca Romano (Voltan Martellago VE)-400 m. 53”91 (b.53”61)
  • M50-Domenico Furia (Voltan Martellago VE)-100 m. 12”04 (+0.5) ( b.12”14 -0.3; sf. 11”95 +1.0)
IN SETTIMA POSIZIONE
  • W45-Gabriella Ramani (ASI Veneto VE)-200 m. 29”59 (-0.2) (b.29”31 +0.0)
IN OTTAVA POSIZIONE
  • M50-Pietro Balbo (Bassano Running VI)-Maratona 3h04'53”

Europei Master, capitolo-6: un report sulle medaglie "emiliane" di Beno

(il campione d'Europa nell'alto M50, Emanuel Manfredini, ventralista doc, da una sua foto di Fb) - Pubblico un breve report di Beno, nostro forumista da tempo immemore e tra i pionieri di questo sito (creatosi dopo la famosa diaspora dovuti agli imbrodamenti post Riccione '07) che ha consegnato alla storia virtuale di internet i suoi conterranei emiliano-romagnoli protagonisti in Ungheria. Per dirla tutta, io stesso sono originario di quelle terre sul lato destro del Po raccontate con incredibile ironia (e un pizzico di melanconia) da Giovannino Guareschi in Don Camillo, ma anche vissute da Ligabue il pittore matto e il Ligabue cantautore, e calpestate dai Nomadi di Augusto Daolio. Cercavo una foto di Emanuel Manfredini, campione Europeo M50 di salto in alto, da mettere come corollario all'articolo di Beno e... che ti trovo? Una sensazionale notizia per il mondo master: Manfredini è stato ricevuto dal Sindaco di Sassuolo dove vive, insieme al suo allenatore, dopo la vittoria ai Campionati Europei ungheresi (qui il link alla notizia) quindi premiato e complimentato dallo stesso sindaco del comune emiliano. Ora gustatevi l'articolo di Beno.

Alla 17ª edizione dei Campionati Europei Masters che si sono svolti a Nyiregihaza (Ungheria), diversi atleti della nostra regione o tesserati per squadre dell’Emilia Romagna sono riusciti a salire sul podio. Il medagliere finale dice che si sono conquistati 2 ori, 3 argenti e 2 bronzi. Il risultato più importante e anche un po’ a sorpresa è stato ottenuto da Emanuel Manfredini (Olimpia Amatori Rimini) che ha vinto la medaglia d’oro nel salto in alto nella categoria M50 con 1,80, suo miglior risultato stagionale all’aperto, superiore di 2 cm alla misura ottenuta ai Campionati Italiani di Roma, ma inferiore all’1,84 ottenuto quest’anno nella stagione indoor. L’altro oro è stato vinto da Francesco Di Leonardo (Virtus Emilsider Bologna) nella 4x100 categoria M35, insieme a Emiliano Raspi, Andrea Benatti e Alessandro Gulino. Le medaglie d’argento sono state vinte da atleti da molti anni protagonisti del movimento in regione e in campo nazionale e non solo. Nell’eptathlon F45 Rossella Zanni (Mollificio Modenese) con 4736 punti (dalla tabella WMA), con 56 punti oltre il punteggio ottentuo ai Campionati Italiani di Roma ha ottenuto anche la miglior prestazione nazionale. Questi i suoi singoli risultati: 80 hs 13"77; alto 1,51 (che è anche la miglior prestazione eguagliata); peso 8,32; 200 29"04; lungo 4,79; giavellotto 22,05; 800 3'02"89. Negli 800 M50 Luigi Ferrari (Olimpia Amatori Rimini) è arrivato 2° per soli 22 centesimi e con 2'05"45 ha ottenuto il suo miglior tempo stagionale, vicino anche al suo miglior tempo in questa categoria: 2.04.83 ottenuto lo scorso anno ai Mondiali di Lahti. Ancora un atleta della Olimpia Rimini si mette in evidenza ottenendo un altro 2° posto, infatti Lamberto Boranga (ex portiere di serie A), nella categoria M65 si è piazzato al 2° posto nel lungo M65 con 5,08, suo miglior risultato dell’anno, mentre la suo migliore prestazione nella categoria è di 5,47 ottenuta nel 2008 ed è anche la migliore prestazione nazionale sia M65 che M60. Ferrari e Boranga sono stati anche i vincitori di medaglie di bronzo: mentre Ferrari si è piazzato al 3° posto nei 1500 con 4'26"01, Lamberto Boranga è stato 3° (a pari merito) nell’alto con 1,40.

07/08/10

E arrivò il giorno in cui Bolt scese sulla terra, ed ad attenderlo...

...ed ad attenderlo c'era un uomo di nome Tyson. Solitamente nella storiografia sportiva, Tyson evoca mazzate da orbi, orecchie staccate a morsi, pugni che sembrano prismi di marmo. A Stoccolma, al meeting della Diamond League non c'era però Mike, ma un tal Gay, l'Astolfo Ariosteo a stelle strisce che ha avuto il coraggio di andare sulla luna e riuscire nell'impresa di riportare sulla terra il senno di Bolt (un tempo furioso... e gioioso). La velocità mondiale non è più un assolo alla Bocelli, dove tutti assistono ammirati ("con te, partirò, su navi per mari...") ai voli pindaro-canori del tenore, ma un coro a due (Pavarotti e Placido Domingo?), o Dio volendo a tre, se Jose Carreras (l'Asafa puntualmente gabbato) dopo aver incantato nelle tournee canore di tutto il mondo e inebriato molti padiglioni auricolori fini, non steccasse sempre quando debba cantare nel trio delle meraviglie al Madison Square Garden o alla Royal Albert Hall. Uomo-contro-uomo finalmente: a Gateshead, nella terra dei Leoni e agli inizi di luglio, Tyson sottomette Asafa con quasi due metri di vento contrario. Come nella boxe "gli sfidanti si sfidano per sfirare il Campione". Gay domina e vince il lasciapassare per un inconto del terzo tipo coi marziani. Ma stavolta tutto ricorda tremendamente Leonida davanti al figlio di Dario, Serse (pedonatemi la medesima citazioni in meno di due giorni!): la sicurezza nei propri mezzi, la compattezza spartana, la sicurezza di vincere, contrapposta alla superficialità di chi ha un esercito di 1 milione di persiani alle spalle, la tradizione, la supposta superiorità creata dal passato e dal numero. Per Bolt il budello dove anche i suoi Immortali verranno trucidati dalle schiere di opliti greci, le sue Termopili, saranno un rettilineo nemmeno tanto lungo, su una pista Scandinava, al calar del tardo sole tiepido di una giornata di agosto. Nel boato dello sparo Gay inizia a menare fendenti come un dioscuro, ma pulito, lineare, visivamente addestrato all'ars pugnandi. L'aereo di Bolt tarda invece a decollare. Sembra il Concorde nelle ultime sue apparizioni sulla tratta Parigi-New York. Nonostante i 10 centimetri di differenza che li separano, stavolta Tyson quando corre sembra alto come Usain: quale profezia? Quale magia? Quale sortilegio? Gay stavolta non si inginocchia... e me lo vedo pure "Inginocchiarmi? Vedi, Serse, trucidare tutti quei soldati stamattina mi ha provocato un fastidiosissimo dolore al ginocchio...". L'arrivo è pure solitario, e per un attimo mi vengono in mente Ben e Carl, quando Lewis cercava goffamente ed in maniera imbarazzata ed attonita di complimentarsi con Johnson. Il re è caduto, viva il re. 13 i centesimi tra the Challenge e il Campione: 9"84 a 9"97. la faglia di Sant'Andrea a livello di sprint, il delitto di lesa maestà tra i titoli nobiliari. Una sconfitta per un uomo. Da oggi la macchina-Bolt si è scoperta fallibile. Ha perso la sua sicurezza, ed ora là davanti c'è un uomo in fuga e il suo nome è Tyson. Bisognerà andare a prenderlo, e per farlo bisognerà tornare su Marte. Ho guardato il resto dei risultati di Stoccolma. A parte Bershawn Jackson sui 400hs, meeting che non verrà tramandato con gli annales: la nuova Italia di Arese, quella scoppiettante, vincente, giovane, che riempie i podi internazionali, invece, è solida nella sua coerenza con il passato: nemmeno un atleta al via, perchè l'atletica che conta, negli incubi e nei deliri della Fidal, non è proprio questa.

06/08/10

Europei Master, capitolo-5: i record italiani

Quelli di Nyregyhaza sono stati Campionati Europei master molto particolari, per quanto riguarda i record italiani. Nelle precedenti manifestazioni internazionali ci eravamo abituati a registrare manciate di record che cadevano a grappoli, mentre in Ungheria le nuove migliori prestazioni italiane sono state ottenute quasi esclusivamente dalle donne e quasi esclusivamente con i nuovi attrezzi entrati in vigore quest'anno (ulteriormente scontati rispetto al passato) nelle categorie over-70 (o 80? Non ricordo). Le ragioni sono da ricercare nel fatto che la pista sulla quale si sono svolti questi Campionati Europei era probabilmente particolarmente lenta, oltre che presentare un rettilineo finale costantemente opposto al vento. Da qui i mancati record nella velocità (la specialità di punta del masterismo italiano attuale). Nel mezzofondo, Egger a parte, non si sono presentati molti dei big nostrani, nei lanci addirittura (quasi) nessuno, se non le terribili "ragazze" della Nuova Atletica dal Friuli e la solita Gabric. Ma vediamo nel dettaglio i nuovi record stabiliti, con una chiosa finale su altri record stabiliti nell'ultimo mese in Italia. Mi riserverò poi di comunicare gli atleti master dei mesi di giugno e luglio, che purtroppo, per motivi di tempo, non avevo nominato.

In Ungheria si sono registrate 10 nuove migliori prestazioni italiane master (una eguagliata). La parte del leone l'ha fatta la solita Gabre Gabric (W95) con i tre record in successione di peso, disco e giavellotto. Nel lancio del peso (con i 2 kg) 5,32 contro il 5,20 ottenuto a Novara in maggio. Nel disco 12,86, che migliora di poco il 12,79 lanciato dalla stessa Gabric a Saint Christophe, ad Aosta, nel settembre 2009. Infine 7,92 nel lancio del giavellotto, anche qui a migliorare un suo stesso risultato: il 7,85 lanciato agli Europei Indoor di Ancona l'anno scorso a marzo (ma chiaramente il giavellotto viene lanciato all'esterno... quindi è una prestazione outdoor). Tutti e tre i risultati sono anche record europei di categoria (che naturalmente le hanno consegnato le tre medaglie d'oro annesse e connesse). Ma soprattutto il risultato nel disco è il nuovo record mondiale! Per Gabre non cambia sostanzialmente nulla per quanto riguarda il numero di record detenuti: siamo a 13, il primo dei quali ottenuto nel 2003 a Torino nel peso F85.
Posto d'onore, quanto a Record stabiliti, per Rossella Zanni (W45): due record ottenuti in Ungheria. Uno è un "pareggio", cioè quello nel salto in alto (1,51) ottenuto durante l'heptathlon. Pensate che la gara individuale di alto W45 è stata vinta dalla polacca Marianna Biskup con... 1.51. La differenza? Che la Zanni nelle prove multiple ha piazzato un percorso netto sino a 1,51, mentre la Biskup ha "cippato" la prima a 1,51. Possiamo parlare quindi di una mancata campionessa europea? Non lo sapremo mail. Il secondo record della Zanni è invece arrivato proprio nelle prove multiple con 4736 punti, che migliora il suo risultato di Roma di 4680 punti. Terzo miglioramento per la modenese in meno di un anno, con un incremento di circa 100 punti dalla MPI ottenuta a Cattolica nel 2009 (4638 pt). La Zanni è quindi a quota 8 record italiani detenuti (tra outdoor e indoor), divisi tra salto in alto, prove multiple e 200hs.
Con due record italiani torna da Nyireghyhaza anche Anna Flaibani (W80) che ha migliorato il record del lancio del martello con il nuovo attrezzo da 2 kg (21,39) e nel pentathlon lanci, con 3279 punti. Nel martello il record era assai recente, risalendo agli italiani di Roma di giugno con 20,50. Record che in un anno è stato migliorato già 4 volte (anche grazie all'introduzione proprio del nuovo martello). Aveva iniziato la Fozzer con 11,75, poi era subentrata di prepotenza proprio la Flaibani che prima a San Benedetto (17,19), poi appunto a Roma era riuscita a migliorarlo. Quindi c'è il record nel pentahlon lanci, con 3279 punti, così come configurato con le nuove tabelle. Sicuramente meglio dei 2505 punti ottenuti sempre di Nives Fozzer a Pistoia, ma ad onor del vero la Flaibani era stata in grado di ottenere con le vecchie tabelle (e i vecchi attrezzi) di 3456 punti. Anche la Flaibani è una collezionista di record italiani: secondo il mio database adesso è salita a quota 23! Pensate che quello del lancio del peso F70 (3 kg) resiste ancora dal 1998 (12 anni) ed è il terzo record più datato nel lancio del peso master femminile. Là davanti resiste Ada Turci con il record ottenuto con il peso da 3 kg nel 1980 quanto era F55: sono passati "solo" 30 anni. Mentre, non so se può interessare in qualche modo, il record del '98 è al 32° posto nella classifica dei record più vecchi del mondo master femminile italiano.
Non poteva mancare nell'elenco la fenomenale altoatesina Waltraud Egger da quest'anno patrimonio della categoria W60. Poche apparizione nella stagione, ma tutte "determinanti" o "storiche". Il record nazionale le arriva paradossalmente nella gara dove Wlatraud si deve accontentare "solo" del bronzo negli 800 vinti dalla britannica Agnes Hitchmough. Il suo tempo, 2'39"58 abbassa addirittura di quasi 11" il suo stesso tempo ottenuto a Roma (2'50"31) corso durante gli italiani master. Prima dell'avvento di Frau Egger, il record era rimasto nella disponibilità di Noemi Gastaldi per 16 anni (correva l'anno 1994 con 2'56"66 stabilito durante gli Europei di Atene di quell'anno). Per Egger 15 record italiani, 11 individuali e 4 con le staffette nazionali, indoor ed outdoor. Propietaria dei record sugli 800 outdoor nell'arco di 15 anni e 3 categorie (F50, F55 e F60) (con 3 record indoor) vanta anche 3 record sui 1500, due sui 3000 e uno sui 5000 (quest'anno... specialità che le ha dato anche l'oro europeo): sta pe caso allungando le distanze?
All'appello ai record italiani non manca quasi mai Carla Forcellini (W50). Stavolta però non parliamo della sua asta, dove vanta tutti i record (indoor ed outdoor) delle categorie W40, W45 e W50. Nemmeno dal lungo, dove vanta 3 record. No, il record in Ungheria gli è arrivato dagli 80hs con 13"55, che ha abbassato il 13"81 di Roma (ma ottenuto con un monsone di 3 metri contrario). Il tempo le ha consentito di battere di un centesimo l'inglese Barker (che in batteria aveva fatto meglio di lei). Sempre in batteria la Forcellini aveva sfiorato di un solo centesimo (13"82) il predetto record. 13 i record incamerati al momento dalla romana (tolto un doppio record nell'asta F50 outdoor, avendolo saltato due volte): sei nell'asta, tre nel lungo, 3 negli ostacoli (ma quello di Nyiregyhaza è l'unico all'aperto), ed uno con la 4x100 nazionale W45. Il record più datato di Carla risale invece al febbraio 1999, nell'asta F40.
Non si può non citare nell'elenco anche Antonio Montaruli (M60) autore in Ungheria del tempo di 16"71 (vento nullo) nei 100 ostacoli. Miglior prestazione italiana nella nuova configurazione degli ostacoli. Quest'anno sono infatti cambiate le distanze utilizzate nelle gare ad ostacoli (ed in alcuni casi le altezze degli ostacoli stessi). Con un posizionamento probabilmente peggiorativo, è giusto ricordare però che sui 100hs M60, è tabellato un 16"44 ottenuto da Emilio Lombardi nel 1998.
Fin qui i record "ungheresi". Ma nell'ultimo mese sono successe diverse "cose" interessanti, che hanno mosso il mondo over-35 in avanti. Altri record, altri "momenti": il segno si sposta più avanti, un mondo si muove, si evolve.
L'evento clou è sicuramente il record italiano F45 dei 100 metri. Ebbene, dopo 3 miglioramente consecutivi nell'arco di un anno siglati dalla ex azurra Marinella Signori, ci si trova davanti al risultato di Annalisa Gambelli, classe '63 (come la Signori e anch'essa ex azzurra assoluta, con 2 presenze nel 1987) che a Osimo ha corso in 13"23 con un metro di vento contrario. Migliorato di 14 centesimi il tempo della Signori, con il quale aveva vinto gli italiani master romani. Proprio a Roma la Gambelli era arrivata a soli 5 centesimi dalla Signori (13"42). Questa la cronologia recente del record dei 100 F45.
  • 13"23 (1,0) - Gambelli Annalisa, Osimo 10/07/2010
  • 13"37 (0,1) - Marinella Signori, Roma 12/06/2010
  • 13"42 (1,0) - Marinella Signori, Lahti 30/07/2009
  • 13"46 (n.r.) - Marinella Signori, Cattolica 20/06/2009
L'effervescente velocità F45 ha portato anche ad un nuovo record: quello nei 200 della terza ex-azzurra, Daniela Ferrian (1961), che a Villanova il 15 luglio ha fermato i cronometri (purtroppo manuali) a 27"6, cioè un decimo in meno del tempo ottenuto da Umbertina Contini nel 1999. Adesso la Ferrian (51 presenze in Nazionale, 8^ per numero di caps nella storia della nazionale femminile assoluta, presente a 2 mondiali, 1 olimpiade e 1 europeo) detiene sia il record elettrico (28"30) che quello manuale F45. Il 27"7 della Contini era anche il più vecchio record outdoor femminile sui 200, l'ultimo ancora precedente al 2000. Adesso il record più anziano diviene il 28"97 dei 200 F50 della Silvana Zucchi ottenuto nel 2002.
La poliziotta Mara Rosolen (1965) nel frattempo porta a 14,90 il record nella categoria F45 (ancora lei!). Terzo miglioramento nel corso del 2010: agli italiani assoluti di Grosseto la Rosolen era stata in grado di lanciare 14,59. Ora si avvicina pericolosamente alla barriera dei 15.

04/08/10

Brevi storie di due atleti master - Di Vincenzo Felicetti

Sono Vincenzo Felicetti, un atleta master da più di vent’anni che ha scritto il primo libro sul movimento dell’atletica dei veterani in Italia. Alcuni lo hanno letto, altri non sanno della sua esistenza. In esso sono racchiuse, fra i tanti argomenti trattati, le storie dei personaggi più significativi che hanno caratterizzato questo mondo dell’atletica riservata agli over, che da sempre rappresenta un’importante espressione dello sport nazionale. Ultimamente ho partecipato ai Campionati Italiani ed Europei master e da qui mi è venuta l’idea di descrivere le storie di altri due personaggi, che magari non hanno un curriculum sportivo ricco di titoli e trofei, ma che diventano altrettanto “personaggi”, per quel loro animo pugnandi, quella passione e tenacia, tipica dei veri atleti master “senza eta’".
Claudio Rapaccioni è da tanti anni nell’atletica master e la vive a trecentosessanta gradi, come dirigente di società, organizzatore di manifestazioni, responsabile tecnico del settore master nazionale e naturalmente come atleta. Un uomo eclettico, che purtroppo, anche in seguito a diversi infortuni, non ha mai potuto esprimere appieno le sue qualità atletiche, che pur portandolo alla ribalta nazionale, non gli hanno regalato allori a livello internazionale. A Nyiregyhaza, sede dei Campionati Europei master, è avvenuto un piccolo miracolo: Claudio ha vinto meritatamente la sua prima medaglia europea, aggiudicandosi un secondo posto nella difficile disciplina dei 400hs e dopo aver aspettato la bellezza di 15 anni, da quel lontano 1995, allorchè partecipò negli Stati Uniti, alla prima competizione internazionale. Claudio era felice ed io per lui: ha saputo aspettare ed ha dimostrato che l’amore per lo sport che si fa, la tenacia e soprattutto la pazienza, prima o poi ti danno il premio sperato.
Emanuela Stacchietti è stata negli anni ottanta un’ottima quattrocentista ed è andata vicina a partecipare alle olimpiadi di Mosca. Purtroppo la sfortuna era in agguato ed ecco che alla giovane ventenne, attaccata da una subdola malattia, il diabete giovanile, le veniva negato quell’importante treno verso la gloria. Emanuela, donna dal carattere forte e determinato non ha mai perso il contatto con la corsa ed è tornata qualche anno fa a svolgere attività agonistica tra i masters. Fra le tante difficoltà, che il sottoscritto può testimoniare, essendo stato il suo allenatore, derivanti da un suo fisico mai al 100% e non abile a sostenere un certo carico di lavoro, e per una serie di infortuni alle ginocchia, lei è riuscita a non scoraggiarsi mai ed ottenuto con pazienza risultati veramente significativi, salendo ripetutamente sul podio nei vari campionati nazionali, ultimo quello di Roma, nello stadio dei suoi trionfi giovanili..
Spero che questi esempi aprano gli occhi a tutti coloro che avanti con l’età pensano di avere Tutto e subito: sono sulla strada sbagliata: i risultati e le vittorie vengono si, con l’amore per quello che si fa, ma con un metodo equilibrato di approccio allo sport e soprattutto con TANTA PAZIENZA…

Vincenzo Felicetti

02/08/10

i deliri di Arese e Uguagliati - tanti cattivi pensieri serali

In Italia sta prendendo piede un modo di rapportarsi con i media molto singolare da qualche tempo a questa parte: basta dire enormi castronerie, facendo poi la faccia seria di circostanza, citando dati a casaccio, e pensare che chi ti segue la beva. E spesso succede proprio così. Ci aveva provato il ministro Scajola dicendo che qualche farabutto gli aveva pagato la casa sotto il Colosseo a sua insaputa. Oppure qualcuno che sosteneva di frequentare il Salaria Sport Village di Roma solo per i massaggi, e che i profilattici trovati nei cestini servivano esclusivamente come gavettoni. Tanto non c'è contraddittorio, no? Franco Arese, che negli ultimi anni ha demolito la propria immagine di atleta (almeno di quella rimaneva un ricordo positivo), lasciando nel nostro immaginario solo gli sfracelli da Presidente Federale, sul sito Ufficiale della Fidal ha scritto una pagina che passerà alla storia come uno volo pindarico di puro delirio. Del resto il personaggio si sposa a pennello con il clima generale politico italiano: in quale paese civile il responsabile di una nota ditta di abbigliamento sportivo è anche presidente della Federazione sportiva che lui stesso sponsorizza? E in quale altro paese dopo 6 anni di schiaffoni in faccia e l'azzeramento di uno sport, il Comitato Olimpico non dimostra di avere le palle per metterlo alla porta per paura di perdere le sponsorizzazioni in altri sport nobili come la pallavolo che quello stesso personaggio ha in mano? Ma sarà mai per questo che hanno previsto l'ineleggibilità (ma siamo in Italia, le norme rimangono spesso sulla carta o vengono emendate da qualche amico) in questi casi per il "conflitto di interessi"? Purtroppo nel delirio, Arese si porta dietro pure il buon Francsco Uguagliati, ormai completamente succube dei nonsensi che si vanno dicendo da quelle parti da ormai 6 anni. Com'è andata a Barcellona quindi? "E' andata bene!" come recita sulla home della Pravda-Fidal.it il tronfio Arese (che viene messo sempre con la foto nella posa da "Billionaire"). Dopo i proclami post-Doha (dove aveva scritto un'altra pagina di incredibile dabbenaggine) ci aveva dato a tutti appuntamento a Barcellona. E noi c'eravamo tutti, davanti alle tv o direttamente allo stadio Montjuic. Se avessi viaggiato sulla navicella spaziale Endeavour nell'ultima settimana e fossi atterrato giusto oggi a Houston, e avessi aperto per puro caso il sito fidal.it (se tornassi davvero da un viaggio astrale, l'ultima cosa che mi verrebbe in mente di fare sarebbe proprio andare sul sito Fidal, ma facciamo questa ipotesi assurda) di fronte a queste dichiarazioni mi aspetterei chissà quali sfracelli. Poi si vanno a vedere i risultati e si scopre che gli sfracelli li hanno fatti in realtà cugini, nipoti, dirimpettai, nonni. L'Italia è 17^, nell'unica classifica che contava. Quella delle medaglie. Che sia chiara una cosa: chiunque qui dentro quando corre o salta o lancia un atleta in maglia azzurra non spera altro che questi possa vincere: in questo emblematica la volata di Daniele Meucci. Ricordava quelle leggendarie dei nostri mezzofondisti degli anni '80 e '90 e con tutto il cuore si sperava che potesse arrivare lassù. Si depongono le armi della critica e si spera: magari stavolta... Detto questo, detto che da italiani ci incazziamo se non vediamo le nostre maglie stare davanti (ed è quello che ci porta a vedere nero ogni volta che la nostra nazionale và a picco), urta ed è davvero stucchevole sentire i toni trionfalistici di chi parla in nome e per conto della Fidal dopo il 17° posto agli Europei nel famigerato medagliere, che da quest'anno abbiamo imparato evidentemente a denigrare. Vuol dire che costoro non hanno cognizione di causa e che intendono continuare così, giù in picchiata nel baratro. Leggere l'articolo di Marco Sicari (penso sia stato erudito a proposito: è una buona penna) è come leggere un dispaccio d'agenzia della Tass quando trasmetteva da Mosca, in piena guerra fredda. Disinformazione. Pensate cosa si legge mai: "Luci, per una volta, molto più luminose delle ombre. L'Europeo di Barcellona non lascia spazio a dubbi di particolare rilievo, nell'interpretazione della manifestazione in chiave azzurra. La squadra composta dal DT Francesco Uguagliati si è ben comportata allo stadio Olimpico e sulle strade della città catalana, mettendo in evidenza un bel mix tra forze nuove (ben sette gli esordienti assoluti) e valori consolidati". Naturalmente viene fatto il paragone con Goteborg 2006, e si sputa un pò sul piatto in cui ci si saziò in maniera pantagruelica allora (due ori e una posizione molto più in su nel medagliere, noni). Conviene sputare sul passato quando il presente è molto scomodo. Ma allora contavano solo gli ori, per salvare il fondoschiena, oggi contano i piazzamenti in finale. E allora giù numeri: 92 punti, OTTAVI nella classifica finale a punti: pensare che una volta ci dicevano che contavano solo le medaglie (nel 2006). Oh, ottavi in Europa! Ma scusate, siamo la terza nazione per numero di abitanti del Vecchio Continente, e arriviamo ottavi in un campionato europeo? Europeo! Gran bel risultato, non c'è che dire. Però a Goteborg eravamo arrivati a 62 punti (ma allora Arese stava preparando tutte le sue riforme clamorose). Mi chiedo cosa conta gonfiare il petto su questi numeri in un campionato individuale. Glielo hanno detto Arese che la Coppa Europa era già finita? Cosa conta far credere di avere un movimento compatto, se poi... leggete qui sotto.
Dai, forse sono troppo polemico, però ragionate un attimo: qual'è il compito supremo di una Federazione sportiva? A me sembra che sia arrivare a portare atleti che possano vincere una Olimpiade o un Mondiale, scrivere una pagina di storia sportiva del Paese di cui si indossa la maglietta. E con questo, fare da traino a tutto il movimento, fare proselitismo. E' un circolo virtuoso: più si vince, più arrivano giovani, più aumenta la base statistica nella quale trovare i campioni, che andranno poi (si spera) a vincere. Qui invece aumentano solo i master, nonostante la presenza di personaggi assurdi come Lucilla Andreucci, cui la Rai dà pure un microfono in mano per dire delle grandissime ovvietà. A proposito: ma è riuscita a dire qualche cosa di "importante" in una settimana di gare? Qualche cosa che ci ha portato veramente a riflettere, a parte la cattiveria sui master? Non mi ricordo francamente: del resto, poverina, correva le maratone, cosa ne sa di salti, lanci, velocità, staffette, se non quello che per osmosi ha cercato di apprendere sul campo? Bragagna, se mai leggerai questo articolo, disfatene. Lo share dell'atletica aumenterà di un buon 5%: tutti over 35. Ma torniamo agli italiani e a Barcellona. Indubbiamente molti sono andati forte, si sono visti due record italiani pazzeschi nelle staffette, 6 medaglie, diversi legni. Ma vi siete fermati a vedere chi erano gli interpreti del nostro movimento che si sono messi in luce? Ancora gli stessi trentenni che calcano le piste e le pedane da anni! L'Italia che vince è praticamente la stessa da un lustro: dove sono i volti nuovi? Possibile che la Francia, non da Parigi 2003, ma da Goteborg 2006, presenti una squadra completamente rinnovata, piena di facce giovani e domini il medagliere mentre l'Italia deve ancora appoggiarsi ai "soliti" noti? Vizzoni è praticamente un master, la squadra di maratona addirittura è in procinto di sbarcare in blocco tra gli M40. Schwazer è da anni sulla breccia, salvo gli ultimi sbroccamenti in successione (ma l'argento l'ha pur vinto). La 4x100 era composta da 30enni (e con Cerutti probabilmente si sarebbe pure vinto l'oro, ma vogliamo fare pure i pignoli moralisti). Sicuramente una sorpresa è stata la La Mantia, Meucci e la Incerti. Ok, bravissimi. Ora, tutti questi, più Howe, Gibilisco, la Grenot (tutti esplosi negli ultimi due anni, sotto l'influsso delle scelte di Arese, no?), metteteli sul palcoscenico mondiale o olimpico. Quanti di loro avranno la possibilità di primeggiare nei prossimi due anni? La 4x100, sicuramente si farebbe onore, ma è francamente difficile pensare a medaglie con la presenza di Usa e soprattutto Giamaica. Vizzoni arriva a Londra a 39 anni, va bene, speriamo per lui che vada oltre gli 80. Ma non può essere lui l'immagine dell'Italia atletica, anche se a noi master andrebbe a pennello. Meucci difficilmente troverà un'altra gara tra mondiali e olimpiadi da 28'30" sui 10000: Bekele riesce a correre in 51" gli ultimi 400. I maratoneti si troveranno decine di colored africani: si sa come vanno a finire le maratone di questi tempi. Le variabili indipendenti sono sempre minori. La La Mantia, dovrà saltare vicina ai 15 metri (oh, non impossibile!), la 4x400 femminile si troverà gli stessi problemi delle staffette maschili (con caraibiche e americane). I giovani italiani se ci sono non si vedono ancora: nonostante si parli di mix tra giovani e "navigati"... in tutta Europa atleti delle stesse età dei nostri giovani hanno davvero impressionato. I nostri? Bravi Vistalli e Milani. Ma come non essere un minimo obiettivi se venissero messi davanti al resto del mondo? Sapete che cosa ci separa da altri due anni da "zero tituli"? Schwazer, Howe e forse Gibilisco. Ancora loro, quelli che hanno salvato la cadrega ad Arese negli ultimi 6 anni. Teniamo duro ancora un paio di anni, poi forse tutto finirà. Di sicuro un grosso ringraziamento a chi in tutto questo non c'entra nulla: gli atleti, che a Barcellona ci hanno fatto davvero sobbalzare sul divano dal tifo. Comunque sia, ragazzi, "è andata bene". Grazie Presidente.

01/08/10

Europei Master, capitolo-3: l'Italia migliore al maschile? Gli M35

Mandate i bambini a letto, chiudete le finestre di casa anche se siete oppressi dalla calura estiva, e, se amate un trattato di statistica applicata ai Campionati Europei Master, questo è l'articolo che fa per voi. Sicuramente non è un articolo per Lucilla Andreucci, inviata della Rai a Barcellona (per fortuna l'hanno accantonata sulla pista di riscaldamento, anche se probabilmente vedrei meglio un collegamento dagli spogliatoi), che non sembra avere una particolare simpatia per i master. Stendiamo un solenne velo pietoso sul personaggio: ma con tutti gli atleti di primo piano che ha sfornato l'atletica italiana, questa da dove è saltata fuori? Parliamo di cose serie. Scrivo veloce, perchè è sera e devo andare a dormire: passatemi qualche errore ortografico. E' che se perdo quello che ho nella "capa" poi va tutto a ramengo. L'argomento che voglio trattare in questo 3° articolo sugli Europei Master di Atletica di Nyiregyhaza, è legato all'analisi che ha fatto nell'articolo qui sotto Alessandro Tifi. Ci si domandava come "quantificare" o come "qualificare" un successo o meno di una spedizione di una squadra nazionale master, considerato che la base è esclusivamente volontaria. Così nell'osservare i risultati dei Campionati Europei di Barcellona, ho notato la classifica per Nazioni a seconda del piazzamento tra i primi 8 (i finalisti in pratica) dei rispettivi atleti. Perchè non farla anche per Nyiregyhaza, mi sono quindi domandato? Ma non generale: ci sono 26 specialità per una dozzina di categorie: verrebbe una classifica spropositata da giochi senza frontiere. Così ho analizzato categoria per categoria (per adesso solo al maschile) quelle che sono state le varie classifiche basate sui primi 8 classificati (quando c'erano) di ogni gruppo d'età. Questo tipo di dato disaggregato ha mostrato diverse dinamiche in atto, e ha dato (almeno nei miei confronti) delle risposte a quelle che erano solo delle credenze. Le medaglie hanno sicuramente un peso: una classifica a punti dà una dimensione diverse della realtà. Ebbene, ecco alcuni risultati commentati da quanto è emerso da queste classifiche avulse.

ITALIA
: I migliori piazzamenti dell'Italia sono stati i terzi posti nella categoria M35 (con 108 punti), nella M40 (ma con 67 punti), negli M60 (con 68 punti), negli M75 (con 64), e negli M90 (ma con 3 sole nazioni rappresentate). Gli M35 italiani quindi si sono rivelati la formazione italiana più compatta, con 13 specialità su 26 in cui si sono registrate le presenze di azzurri tra i primi otto della classifica finale. Buon segno? Direi proprio di sì: è il segno che il movimento si sta muovendo dal basso, anche se poi dimostra di avere peculiarità simili (anche se con numeri più contenuti) all'Inghilterra. In altre categorie, e in un paio di specialità, invece, si registrano delle preoccupanti flassioni. Ne parleremo oltre. Se guardiamo invece solo i punti totalizzati, che dimostrano una "profondità" della prestazione migliore, in testa troviamo i già citati M35 con i famosi 108 punti. Ma al secondo posto a sorpresa spuntano gli M45 con 90 punti (quarti nella classifica per Nazioni) quindi gli M50 con 71 (6' nell'overall). Italia davvero in affanno con gli M55 (14^ con 18 punti) e in subordine gli M65 (13imi con 20 pt). L'avevo anche scritto da qualche parte che gli M55 in Italia negli ultimi tempi sembravano un pò in affanno. Leggendo le "distinte" delle diverse categoria (spero di riuscire ad allegare il file excel) noterete che i punti degli italiani hanno una ben precisa matrice: la velocità in massima parte e i salti in minima. Mezzofondo in netta regressione rispetto a Lubiana, ma soprattutto lanci azzerati. Ma dove sono finiti tutti i lanciatori italiani? Lasciamo perdere la 3-R (Rado, Riboni e Rovelli), che al limite avrebbe "riempito" le caselle della categorie più anziane. Ma gli altri? Pensate: l'Italia M35 arriva 3^ nella classifica di categoria con "ZERO" punti dai lanci. ZERO anche negli M40, ZERO negli M45, 1 punto negli M50 (il buon Ballico), 3 negli M55, ZERO negli M60, M65, M70, M75... ragazzi, 4 punti: un sesto e un ottavo posto su 72 gare di lanci tra tutte le categorie: un pò poco, non vi pare? Invoco Michelangelo Bellantoni affinchè con il suo gruppo di lanci riesca a coinvolgere più lanciatori per le gare internazionali!

L'analisi categoria per categoria, fino agli M75. Gli M80, 85, 90 guardateli nel file allegato.
  • M35: la sorpresa Spagna - secondo il mio modesto parere la più grande sosrpesa di questi campionati a livello di team. La categoria M35 è un pò la categoria "laboratorio", quella che mostra le tenedenze dei prossimi anni. E' il luogo e il momento dove gli atleti "tornano" all'attività o semplicemente continuano cambiando percezione delle cose del mondo sportivo. Il successo spagnolo dimostra che sta succedendo qualche cosa nella penisola iberica. Una politica per i master? Non lo so... forse semplicemente un effetto-traino. Comunque sia 121 punti, 9 in più della Germania: 16 gare su 26 in cui c'erano spagnoli tra i primi otto delle rispettive classifiche finali, con 16 punti guadagnati solo nei 5 km di pista dove era presente l'atleta dell'anno europeo 2009 di Webatletica Juan Antonio Porras per la categoria M35. Italia come si diceva 3^ con 108 punti, a sole 4 distanze dalla Germania. Oltre i 100 anche l'Ungheria (101) e quindi solo 5° il Regno Unito con 86.
  • M40: si comincia a far sul serio, e le due realtà più importanti del movimento master europeo iniziano a dettare legge. 173 punti la Germania, che piazza uomini in finale su 24 discipline su 26 (anche se non sempre a medaglia). L'Inghilterra crolla nei lanci, dopo aver dominato la velocità in tutte le salse fermandosi a 140 punti. Terza l'Italia, ma a 67 punti, cioè 106 in meno della Germania, ed in sole 8 specialità. Battute di una sola attaccatura Spagna e Ungheria con 66 punti.
  • M45: nella categoria più prestigiosa (secondo il mio parere) dei master si registra il dominio assoluto dell'Inghilterra (seconda delle due sconfitte della Germania su 12 categorie presenti in Ungheria). 174 punti (e soli 10 punti dai lanci, caratteristica molto simile all'andamento degli italiani) che schiantano i 129 della Germania. Terza la miglior Francia dei Campionati Europei con 112 punti (per il resto i galletti al maschile prenderanno un sacco di schiaffi sportivi mai registrati prima). L'Italia chiude in quarta posizione con 90 punti (non male, il secondo punteggio maschile degli azzurri, dopo quello degli M35). Stacatissime le altre, con la Russia al quinto posto con soli 51 punti.
  • M50: hinc sunt leones. Da questa categoria in poi, sino ai 90, dominio incontrastato tedesco. Anche se la categoria 50 è stata probabilmente la più combattuta in assoluto. I tedeschi trovano la strenua e accesa difesa degli inglesi che arrivano a 8 lunghezze dal colpaccio: 96 a 88. Poi un incredibile ex-aequo a 76 punti: Spagna, Russia e Danimarca. L'Italia arriva 6^ con 71 punti, davanti alla Polonia con 67. Grande categoria davvero con 27 nazioni a punti.
  • M55: la categoria più nefasta per i nostri colori. Pochissimi atleti, anche se con qualche piccola-grande soddisfazione come l'argento del nostro CT. Mentre nella categoria M50 la Germania ha avuto qualche problema a vincere la resistenza delle altre compagini continentali, da questa in poi inizia il vero dominio teutonico. 155 punti su 19 specialità per spezzare le velleità di una insolitmante arcigna Russia (140 punti). Lanci tedeschi fonte ninesauribile di punti: ben 50 punti in 6 specialità. Terzi gli inglesi con 108 punti, poi la Cechia a 84. Bisogna arrivare a 46 punti per trovare i quinti, i finlandesi, staccatissimi. Italia al 14° posto con soli 18 punti conquistati in 5 specialità.
  • M60: Si sta entrando a poco a poco nel territorio di caccia grossa dei tedeschi. Stavolta i secondi, ancora gli ingelsi, vengono doppiati: 155 a 70. Addirittura 20 specialità con "finalisti" i tedeschi. Italia terza per un soffio, con 68 punti (11 specialità coperte) grazie esclusivamente alle corse.
  • M65: qui addirittura i punti di vantaggio della Germania sulla seconda sono stati più di 150: 230 a 81 sulla Russia. Tutto il resto d'Europa annichilito di fronte allo strapotere germanico . Anche qui si registra un'italietta da 20 punti e il 13° posto finale con soli 3 piazzamenti negli otto (anche se si contano le due medaglie di Boranga).
  • M70: l'apoteosi, l'apogeo dell'essenza del masterismo tedesco. 321 punti (leggesi trecentoventuno), portando finalisti in 26 specialità su 26, totalizzando l'high score in una sola specialità (i 400 con 33 punti), 215 punti di distacco dalla seconda, 17 volte in doppia cifra nelle 26 specialità anzidette. Strapotere è dire francamente poco. Tutti gli altri rimangono annichiliti di fronte a cotanto potere. In questo contesto, Italia settima con 43 punti ottenuti in 11 specialità.
  • M75: Se l'apogeo del forza dei tedeschi culmina con gli M70, con gli M75 il loro punteggio complessivo scende sotto i 200. 196 punti, contro i 93 della Finlandia. Italia buona terza con 64 punti.
  • M80, 85, 90: si conferma il predominio tedesco. Vi rimando al file allegato.