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05/02/13

Musica per le nostre orecchie: Tyson Gay su 100, 200 e pure sui 400!

Qui una traduzione (libera, non avevo voglia di guardare il vocabolario per alcuni termini) dell'intervista a Tyson Gay e David Oliver di Chatal Denney, comparsa su Athletics Weekly negli scorsi giorni. 

Tyson Gay quest'anno è completamente libero dagli infortuni e sembrerebbe fermamente intenzionato a puntare su tutti i record personali in tutte le distanze. "Penso di correre 100, 200 e pure i 400 quest'anno. Voglio i PB in tutte le specialità, per migliorare quelli che ho già. Questo è il mio obiettivo". Tyson Gay, per quei pochi che non lo sapessero, è secondo nel ranking all-time dei 100 con 9"69 ed è ancora l'unico atleta della storia ad aver corso sotto i 10" nei 100, sotto i 20" nei 200 e sotto i 45" nei 400. Gay è stato costretto da un dolore cronico all'anca a subire un'intervento chirurgico nel 2011, tanto da costringerlo nel 2012 a puntare esclusivamente sui 100 delle Olimpiadi, dove è finito 4° con 9"80 perdendo così la sua prima medaglia olimpica, comunque vinta nella 4x100 con l'argento dietro la formidabile Jamaica di Bolt. 
In aggiunta al suo miglior 100 metri, che è stato corso nel 2009, Gay ha corso in 19"58 i 200 e 44"89 i 400. Molti sono incuriositi nel vedere cosa possa fare sui 400, sebbene Tyson abbia pianificato il lap-contest soltanto ad inizio stagione, sperando per il resto di giocarsela nello sprint breve ai Campionati Mondiali di Mosca in agosto. 100 e 200? 
Gay, che è di stanza a Clermont, in Florida, e che è allenato da Jon Drummond e Lance Brauman, è stato recentemente in Irlanda per visitare il suo nuovo terapista anti-infortuni Anthony Geoghegan e si è detto in buone condizioni di forma guardando positivamente verso la stagione. Lo sprinter trentenne si è detto molto impressionato dal terapista irlandese, e sembra che abbia imparato molto durante la sua permanenza in Irlanda, che lui stesso ritiene cruciale per rimanere in forma durante il 2013.
"Mi sto tenendo un pizzico più trattato, e sto imparando alcune cose. Non posso aspettare di tornare negli States per poterle applicare. Sto solo cercando di stare bene, di tenere la mia vita nelle mie mani, facendo quello che devo fare, compresa la riabilitazione. Penso che si debba puntare sulla riabilitazione, e non soltanto ricorrervi come sollievo agli infortuni. Bisogna fare riabilitazione sempre, solo così si può stare bene". 
Alla domanda se sentisse ancora dolore all'anca che l'ha perseguitato anche nel 2012, Tyson ha sorriso: "ancora poco, qui e qui, ma ora è molto meglio. Ci sono passato in mezzo l'anno scorso, e davvero oggi mi sento meglio. Dovrei essere in grado adesso di poter correre ancor più veloce". 
Con Tyson Gay era presente anche David Oliver in Irlanda (12"89 di Pb sui 110hs), che ha detto che salterà la stagione indoor del 2013 ma che comunque sembra in forma e che guarda speranzoso verso l'estate. In relazione al suo più grande rivale, il campione olimpico e nuovo detentore del Record Mondiale Aries Merritt, Oliver ha detto: "ha avuto una grandissima stagione l'anno scorso, ma questo è successo nel 2012. Oggi siamo nel 2013, così ognuno dovrà partire da zero. Non sono per niente preoccupato su quello che fanno gli altri. Io devo semplicemente andare là fuori ed attaccare ad ogni fare, ogni allenamento: questa è l'unica cosa che mi preoccupa". 

11/06/11

Il vento e Mullings matano Tyson

E ora? Ora che l'incredibile è successo, come cambiano i rapporti di forza tra i maggiori sprinter mondiali? Si applica la proprietà transitiva? Se Bolt batte Mullings a Ostrava... e Mullings batte Tyson Gay a New York vuol dire Bolt è più forte di Gay? Un attimo, non facciamoci prendere dalla frenesia, perchè quella di ieri sera a New York tappa americana della Diamond League, è stata una gara troppo "strana" per fare delle valutazioni, anche se nello sprint una vittoria anche al  centesimo rompe gli equilibri mentali e proietta il vincitore a condizioni super e il perdente inizia a mettersi in dubbio. Iniziamo con condizioni non certo confacenti allo sprint: 3,4 di metro contrario, su pista bagnata, umidità atroce... newyorkese, direi. Aggiungiamoci uno starter preso probabilmente dalla Fidal e il quadro è completo. Già perchè prima che il via sia quello giusto, si deve aspettare la quarta partenza, con 3 atleti squalificati a raffica, quando l'umana intelligenza dovrebbe portare chi spara, per non falsare la competizione, e dopo una squalifica, ad anticipare i tempi dopo il pronti. Macchè: una roulette russa e tre squalificati, in pieno disaccordo con il mito dello showtime americano. Tyson appare decisamente innervosito, si muove a scatti dietro ai blocchi, finchè nella volta decisiva impatta con la peggior partenza degli ultimi anni. Nella transizione ha qualche cosa come un metro e mezzo da Mullings, veleggiando in 4° posizione. Poi inizia il suo incedere dinoccolato e frenetico per cercare di braccare il giamaicano di cui fino a quel punto ne aveva contato i chiodi sulle suole delle scarpe. Troppo tardi: Mullings si butta sul traguardo con una 20 di centimetri e Gay is defeated, battuto. Sconfitto. 10"26 pari, ma fino ad un certo punto. Tutto troppo brutto per essere vero... per Gay. Tutto molto bello, invece, nonostante la giornata, per Mullings. Gay, viene sconfitto sui 100 dopo un anno e mezzo: correva il settembre del 2009, Meeting Van Damme di Bruxelles, battuto da Asafa Powell. E dopo aver terminato imbattuto il 2010 sui 100 (uniche sconfitte dell'anno scorso sui 200 ad Eugene, ma con 19"76 battuto da Walter Dix, e sui 400 chiusi in 44"89), ed essere diventato, obiettivamente, il numero uno al mondo, sfruttando anche il mal-momento di Bolt. 
400 metri a Jeremy Wariner, in 45"13, che viste le condizioni di cui sopra, non sembra un cattivo tempo: ma insomma, eravamo comunque abituati ad un altro Wariner. Vittoria anche qui "al pelo", col giamaicano Gonzalez a un centesimo e granadino Rondell Bartholomew (quest'anno 44"65 e miglior tempo mondiale dell'anno) a due. Impressione l'ha però fatta Oscar Pistorius: 45"69, a soli 8 centesimi dal suo PB di Marzo a Pretoria. Tra le vittime delle sue lame personaggi illustri come il belga Kevin Borlee e l'americano Renny Quow
Sugli 800 la maledizione di David Rudisha (infortunato) si abbatte sulla sua ombra, Abubaker Kaki, che nel freddo del New Jersey si infortuna a sua volta al flessore della coscia. 800 in cerca di autore, e gare scivolata nelle mani del keniano Alfred Kirwa Yego con un modesto 1'46"57.
Nei 400hs, come avevo ipotizzato qualche giorno fa, Bershawn Jackson sta tornando il Bershawn Jackson che conoscevamo, in evidente progettazione a lunga gittata dei mondiali della forma, dopo aver esplorato in lungo e largo il mondo dei 49": 48"55 e secondo posto dietro al portoricano Javier Culson (48"50). Sempre come avevo ipotizzato, primo campanello d'allarme per LY Van Zyl, che invece dopo aver esplorato in 4 circostanze il mondo dei 47", si è trovato di botto in quello dei 49": 49"09
La gara di triplo era una sorta di campionato del mondo ante-litteram: presenti sulla stessa pedana falcidiata dagli elementi in serie Thamgo, Idowu, Olsson, Oprea, Sands, cioè il primo, il secondo, il terzo, il quinto e il sesto del ranking mondiale: assente solo il cubano Copello, quarto. Ebbene: Thamgo addirittura 15,55 con più di 4 metri di vento contrario. Vittoria a Idowu con 16,67 e poi tutti gli altri a superare (o meno) i 16 metri. Gara invernale. 
Allyson Felix, alle centesima gara della stagione (in realtà sono "solo" dieci a metà stagione), vince i 200 con un 22"92 con oltre tre metri di vento contrario che sa quasi di miracoloso. 
La gara di 100hs femminili sembra la finale del campionato italiano (stando ai tempi di quest'anno): vince Danielle Carruthers con 13"04, la Wells 13"06, Lolo Jones quarta in 13"22.
Nell'alto Blanka Vlasic si prende una sonora bastonata dalla rinata svedese Emma Green: 1,94 a 1,90. E almeno ad oggi, il salto in alto femminile mondiale ha subito un rallentamento generalizzato che darà modo all'outsider di turno di combattere per una medaglia o la vittoria a Daegu.

05/06/11

Mullings 9"80 a Eugene... ma Tyson Gay, all'oratorio di Clermont, corre in 9"79

Che giornata ieri negli States. Il sipario si apriva infatti sul Prefontaine Classic, meeting della Diamond League,   che esibiva un cartellone da urlo, soprattutto nello sprint. E i risultati, aiutati da un corposo vento (entro i limiti che i regolamenti IAAF stabiliscono) non hanno certo tradito le aspettative. Il primo a lasciare tutti a bocca spalancata è stato Steve Mulling, l'homo novus dell'anno là davanti, già definito "vettore" del modulo lunare giamaicano quando corre nella quadriga, che con 1,3 di vento esplode un 9"80 che sa di storico. 22° tempo della storia dell'uomo, al pari di un analogo crono fatto segnare da Mo Greene a Siviglia nel '99. Quinta volta sotto i 10" quest'anno (una ventosa) su 8 totali di una carriera internazionale iniziata una decina di anni fa. Un attimo, fermi tutti. 22° tempo al mondo? No, miei cari: perchè poco dopo arriva un uccellino da Clermont, Florida, dove in una gara dell'oratorio feriale San Giovanni Bosco (spettatori: i genitori di un paio di seminaristi) racconta del 9"79 di Tyson Gay con 1,1 di vento (qui il video della gara). 33^ volta sotto i 10", la 12^ sotto i 9"80. Statisticamente il miglior uomo della storia dello sprint. Ho scritto "uomo"... Tornando ad Eugene, l'amico Michael Rodgers si produce in una gara di grande solidità, affiancando Mullings fino praticamente ai 90: 9"85 e PB. 11^ volta sotto i 10", per l'uomo con la fascetta (che ha preso piede tra gli sportivi americani in questo periodo). Naturalmente la banda di jamaicani sotto i 10", si completa con Nesta Carter 9"92 (9^ volta sotto i 10" con quel 9"78 a Rieti dell'anno scorso tra le sue cose migliori) e Michael Frater con 9"94 (9^ volta sotto i 10" e PB). Ma chi farà parte della 4x100 Jams? Bolt e Powell sicuri: e gli altri? Sono già in 5 sotto i 10" nel solo 2011. Tra Carter e Frater si inserisce Darvis Patton con 9"94, alla 16^ suonata sotto i 10" (9"89 il suo PB ad un Pref del 2008), e sesto, udite-udite, Justin Gatlin, altro figliuol prodigo dell'atletica mondiale beccato col sorcio in bocca già due volte (prima per anfetamine, poi per testosterone). Squalifica di 8 anni della Usatf datato 2006, dimezzato e rientro nel 2010. Anno che lo porta sui 10"20, e qui al Pref 9"97. 9"85 il suo PB ottenuto nella finale (vinta) delle olimpiadi di Atene 2004. Sono al momento 492 i tempi sotto i 10" nella storia dell'uomo. Ancora 8 e si arriva a 500. Di sicuro quest'anno si abbatte questa barriera.
Altro fulmine di giornata Carmelita Jeter. Aggettivo? Mascolina. Non più giovanissima (32 anni), trova the perfect wind (2,0) e così come la Campbell Brown a Ostrava (10"76), lascia il branco delle inseguitrici lontane e mitraglia un 10"70 da leggenda: 7° tempo di sempre corso da una donna. E' già la seconda donna più veloce del pianeta (o la prima? O nemmeno lei entra in questa classifica?) con 10"64 e vanta anche un 10"67. 27 le volte in cui a Jeter è scesa sotto gli 11". Ma diciamo che piazza la terza pedina davanti alla terza prestazione di sempre di Marion Jones. Potrebbe sopravanzarla nel ranking di sempre, deragliamenti esclusi. Sorprende alle sue spalle l'americana Marshevet Myers, al personale con 10"86, nonostante abbia (con questa) solo 4 prestazioni sotto gli 11" (109° tempo di sempre tra le donne). 
Il resto dei risultati nel prossimo report.

15/05/11

Tyson Gay 14"51 sui 150 a Manchester - 22"12 per Allyson Felix

Ritorno ufficiale in pista per Tyson Gay, sulla pista cittadina rettilinea di Manchester al Great City Games. Manifestazione in mezzo alla vie cittadine, su un lungo rettilineo. 14"51 (vento 1,5 a favore) corsi sotto l'acqua, al freddo (riportano i giornali) cioè soli 16 centesimi peggio del tempo di Usain Bolt corso nel 2009. 8"8 il tempo dei 100 metri lanciati, Gay dopo la gara ha dichiarato: "ho perso molti allenamenti per alcuni piccoli infortuni, quindi sono impressionato da questo risultato sui 150. Mi sento bene, sono solo un pò stanco, ma niente di più". Dietro di lui anche Darvis Patton sotto i 15": 14"98. Sui 100 sempre sul rettilineo on open air, 10"33 di Mark Lewis Francis con 2,3 di vento, 13"41 per Andy Turner sui 110hs con 2,0 di vento, battendo calibri dello spessore di Terrence Trammell (13"51). 20"35 di Martial Mbadjock con 2,3 di vento sui 200, davanti a Kim Collins (20"43) e l'enorme Shawn Crawford (20"68). Allyson Felix cannoneggia con 22"12 i 200 (2,6 il vento) umiliando Myriam Soumare (23"35). Sulla prova dei 200hs, Andy Turner ottiene un tempo pazzesco con 22"10 (2,3 il vento): battuto Bershawn Jackson, Angelo Taylor e Felix Sanchez

01/03/11

Tyson Gay: battere Usain è stato molto importante

Peter Gambaccini, di Runner's World, ha intervistato Tyson Gay. Qui la mia traduzione a braccio...
  • Quando inizierà la tua stagione, e con quale meeting inizierai? Ho intenzione di ricalcare più o meno il programma con il quale ho iniziato l'anno scorso. Ho infatti intenzione di iniziare con qualche staffetta in Aprile, alcune 4x400 in Florida, cose del genere. E' così che la mia stagione dovrebbe iniziare.
  • A quando i primi 100 metri? Non ne ho ancora stabilito una sequenza di gare. So solo che correrò a New York l'11 giugno, ed è l'unica cosa certa.
  • Purtroppo non possiedi la qualificazione automatica per i Mondiali come campione uscente (aveva infatti una wild-card su 100 e 200 per i mondiali di Berlino). Hai intenzione di provare a cimentarti sia sui 100 che 200, sia ai Campionati Americani (validi come Trials) e ai Mondiali? Adesso come adesso, questo sarebbe l'obiettivo, ma stiamo guardando giorno per giorno come vanno gli allenamenti.
  • Ovviamente hai raccolto molta attenzione dopo la tua vittoria su Usain Bolt l'anno scorso a Stoccolma. Sapevo che una vittoria del genere sarebbe prima o poi arrivata, ma ci puoi dare qualche idea su cosa possa aver significato quella vittoria per te? Ha significato molto. E non solo per il fatto che c'era Usain Bolt. Ha significato di più, perchè ero imbattuto durante l'anno sui 100 metri. E naturalmente per battere uno di quel calibro, ti dà grande visibilità, anche se è stato un anno senza grandi appuntamenti internazionali. Alla fine stiamo parlando di un grandissimo atleta... tutte le volte che si è alla sua altezza, come non si fa a sentirsi grandi? 
  • Quando si parla di ciò che "è bene per lo sport", si parla ovviamente del grande dualismo tra te e Usain, e che questa rivalità attira persone che normalmente non sono interessate a questo sport. Si sente la responsabilità di onorare questa rivalità per l'importanza che potrebbe avere per i fan che altrimenti non si guarderebbero l'atletica? In un certo senso sì. Ma non ci penso troppo, nonostante sappia quanto sia importante per i fan. Cerco di fare il meglio che posso e credo in realtà che questa cosiddetta rivalità esista perchè abbiamo due diverse personalità. E questo porta entusiasmo nello sport. Io sono un pò tranquillo, mentre lui è un pò più estroverso. Ma penso che per chi non segue l'atletica, finchè andremo forte, continueranno a seguirci.
  • Hai avuto una lunghissima offseason dalla tua ultima gara. Cos'è la cosa più importante da fare durante il fine-stagione per essere sicuri di stare in forma e al limite non perderla completamente? Come si passano mesi come Ottobre, Novembre e Dicembre? Bene, solitamente cerco di facilitare il ritorno agli allenamenti. Faccio long runs e sto lontano dalla pista. Non torno in pista fino a febbraio, più o meno. Per circa otto settimane corro sull'erba, prendendo tempo e rimanendo paziente. Non voglio tornare a correre subito dopo una lunga stagione.
  • Che cosa ci potrebbe sorprendere riguardo a quei lunghi allenamenti? Per uno sprinter come te, cosa sono i long runs? Principalmente non più di 400 metri. Faccio un sacco di salite, 300 metri  o 200 in salita, e chiaramente salite brevi... ma anche cross tra le salite. Se trovi un campo da football, ecco, io fondamentalmente corro da una parte all'altra.
  • Per qualcuno come te che nel passato ha avuto problemi ai bicipiti femorali, c'è qualche cosa di cui sempre devi guardarti, o scaldarti in maniera particolare? I miei problemi del passato sono tutti finiti. Ho avuto alcuni dei migliori fisioterapisti che stanno lavorando su di me da anni. Ma hai assolutamente ragione sul riscaldamento dei femorali, che raffreddo col ghiaccio dopo un allenamento duro e che cerco di ricostruire dopo allenamenti particolarmente veloci e dopo i pesi.
  • Dove ti alleni adesso, e con chi? Chi c'è nel gruppo? A Clermont, in Florida, con il Coach Launce Brauman. Abbiamo Debbie Ferguson (Bahamas). Steve Mullins dalla Jamaica. Kelly Ann-Baptiste fa Trinidad. Ramone McKenzie anch'essa dalla Jamaica. Abbiamo un bel gruppo, molti ragazzi provenienti da differenti paesi. Abbiamo anche molti giovani, così sono attualmente sono il più vecchio. Sono il papà, sono solito dire.
  • Parlando di ragazzi, hai visto Mike Rodgers conquistare il Trofeo Visa vincendo il 60 metri piani ai Campionati USA con 6"48? Sei impressionato dalle sue performance ed è lui uno dei possibili avversari sui quali concentrarsi per i 100 ai prossimi campionati all'aperto? Sì, sono impressionato. Il suo tempo in cui ha corso è di caratura mondiale. Tutte le volte che si corre sotto i 6"5 sei un atleta di caratura mondiale! Ho visto alcuni cambiamenti di carattere meccanico tra i 50 e i 60 metri. Di sicuro studio tutti i miei avversari...  e Rodgers farà sicuramente bene nella stagione all'aperto, sarà in forma e pronto a correre.
  • Gli americani che seguono l'atletica, sono preoccupati per la staffetta USA. Considerando la forza dei nostri sprinter sembrano esserci sempre problemi quando ci sono i grandi campionati internazionali. Pensi qualche cosa a riguardo? Non dovreste stare più tempo insieme per provare? Non voglio dire che penso ci voglia meno tempo, ma non dobbiamo spenderci troppo tempo. So che probabilmente intendi che più tempo ci alleniamo insieme, più il bastone viaggerebbe veloce. Ma quando sei in quel tipo di ambiente e ci si trova a lavorare sempre con persone diverse, non si può parlare di una sola squadra. La Gran Bretagna e la Jamaica sanno già con ampio margine di tempo la squadra che assembleranno. Per farla breve, come Americano e come veterano, penso che il mio compito sia quello di dire ai ragazzi "andiamo e cerchiamo di divertirci" piuttosto che "attenti a non far cadere il testimone, ragazzi!". Quando pensi ad una cosa del genere, ti fa venire la tremarella. Tu ci pensi troppo e perdi il testimone. Due anni fa, c'è stato il cambio fuori settore: ci sono stati troppi errori di distrazione che non sarebbero dovuti accadere ma che comunque ci consentiranno di crescere.
  • Bolt è alto 1,96 e... tu no. Puoi definire le differenze tra voi due come sprinter, e citare quali sono i punti di forza che ognuno di voi due ha? Stai sempre cercando una miglior partenza per massimizzare la diversità di altezza? Fino ad ora, non sono stato un miglior partente. Ma la storia ha dimostrato che i ragazzi più alti non è detto che partano peggio di quelli più piccoli. Così Bolt attualmente ha trovato qualche cosa di unico, che fa muovere quelle lunghe gambe veloci. Io devo solo essere in forma e focalizzarmi su ciò che devo fare per utilizzare a mio vantaggio le mie gambe più corte e aprirmi il più possibile per contrastare la lunghezza dei passi di Usain.
  • Sei sulla strada per costruire una Live Chat col pubblico. Queste relazioni con il pubblico sono aspetti sui quali lavorerai? Sì, penso di sì. Uno dei miei allenatori in Arkansas, che di solito rivedeva alcune mie interviste mi diceva "hai fatto tanta strada dal 2005, quando facevi le prime interviste". Rich Kenah, che cura il mio marketing e organizza le mie interviste, dice che potrebbe vedere una persona più matura fare interviste e divertendo di più invece di essere così timido. Sono un ragazzo timido, ma sto cercando di interagire in maniera più dinamica con i miei fan.

16/02/11

A Mondiali e Olimpiadi, un turno in meno prima della finale

Powell, Gay e Bolt
Non ci saranno più i quarti di finale ai Mondiali di Daegu e alle Olimpiadi di Londra nella velocità. Tre turni soli e si potrà vedere la sfida Bolt-Gay-Powell. E così per Usain ci vorranno solo sei volate per riconfermare le sue doppiette di Berlino e Pechino. Dietro a tutto questo una logica di mercato (meno turni, meno distrazioni, programma più contratto e meno dispersivo anche per le emittenti televisive) e un favore ai big, che per almeno due turni dovevano giocare al gatto e al topo e sprecare energie preziose. Chissà Bolt che tempo avrebbe fatto nei 200 di Berlino, se anziché arrivare all'ottava gara (i 4 turni di 100 e i 3 di 200), ci fosse arrivato come sesta gara? A questo punto sarà più che probabile vedere 3 semifinali anziché 2: e questo porterà anche alla separazione dei 3 top-sprinters mondiali (Bolt, Gay, Powell) risparmiandoci la sfida solo per l'atto finale. Un'attesa micidiale e un pathos da thriller. Per gli italiani forse un'occasione in più per centrare la semifinale (sarebbe bello parlare di finale, ma è un obiettivo incredibilmente lontano). L'ultimo italiano finito in una semifinale mondiale o olimpica, fu Ezio Madonia ai mondiali di Tokyo del 1991. 

07/08/10

E arrivò il giorno in cui Bolt scese sulla terra, ed ad attenderlo...

...ed ad attenderlo c'era un uomo di nome Tyson. Solitamente nella storiografia sportiva, Tyson evoca mazzate da orbi, orecchie staccate a morsi, pugni che sembrano prismi di marmo. A Stoccolma, al meeting della Diamond League non c'era però Mike, ma un tal Gay, l'Astolfo Ariosteo a stelle strisce che ha avuto il coraggio di andare sulla luna e riuscire nell'impresa di riportare sulla terra il senno di Bolt (un tempo furioso... e gioioso). La velocità mondiale non è più un assolo alla Bocelli, dove tutti assistono ammirati ("con te, partirò, su navi per mari...") ai voli pindaro-canori del tenore, ma un coro a due (Pavarotti e Placido Domingo?), o Dio volendo a tre, se Jose Carreras (l'Asafa puntualmente gabbato) dopo aver incantato nelle tournee canore di tutto il mondo e inebriato molti padiglioni auricolori fini, non steccasse sempre quando debba cantare nel trio delle meraviglie al Madison Square Garden o alla Royal Albert Hall. Uomo-contro-uomo finalmente: a Gateshead, nella terra dei Leoni e agli inizi di luglio, Tyson sottomette Asafa con quasi due metri di vento contrario. Come nella boxe "gli sfidanti si sfidano per sfirare il Campione". Gay domina e vince il lasciapassare per un inconto del terzo tipo coi marziani. Ma stavolta tutto ricorda tremendamente Leonida davanti al figlio di Dario, Serse (pedonatemi la medesima citazioni in meno di due giorni!): la sicurezza nei propri mezzi, la compattezza spartana, la sicurezza di vincere, contrapposta alla superficialità di chi ha un esercito di 1 milione di persiani alle spalle, la tradizione, la supposta superiorità creata dal passato e dal numero. Per Bolt il budello dove anche i suoi Immortali verranno trucidati dalle schiere di opliti greci, le sue Termopili, saranno un rettilineo nemmeno tanto lungo, su una pista Scandinava, al calar del tardo sole tiepido di una giornata di agosto. Nel boato dello sparo Gay inizia a menare fendenti come un dioscuro, ma pulito, lineare, visivamente addestrato all'ars pugnandi. L'aereo di Bolt tarda invece a decollare. Sembra il Concorde nelle ultime sue apparizioni sulla tratta Parigi-New York. Nonostante i 10 centimetri di differenza che li separano, stavolta Tyson quando corre sembra alto come Usain: quale profezia? Quale magia? Quale sortilegio? Gay stavolta non si inginocchia... e me lo vedo pure "Inginocchiarmi? Vedi, Serse, trucidare tutti quei soldati stamattina mi ha provocato un fastidiosissimo dolore al ginocchio...". L'arrivo è pure solitario, e per un attimo mi vengono in mente Ben e Carl, quando Lewis cercava goffamente ed in maniera imbarazzata ed attonita di complimentarsi con Johnson. Il re è caduto, viva il re. 13 i centesimi tra the Challenge e il Campione: 9"84 a 9"97. la faglia di Sant'Andrea a livello di sprint, il delitto di lesa maestà tra i titoli nobiliari. Una sconfitta per un uomo. Da oggi la macchina-Bolt si è scoperta fallibile. Ha perso la sua sicurezza, ed ora là davanti c'è un uomo in fuga e il suo nome è Tyson. Bisognerà andare a prenderlo, e per farlo bisognerà tornare su Marte. Ho guardato il resto dei risultati di Stoccolma. A parte Bershawn Jackson sui 400hs, meeting che non verrà tramandato con gli annales: la nuova Italia di Arese, quella scoppiettante, vincente, giovane, che riempie i podi internazionali, invece, è solida nella sua coerenza con il passato: nemmeno un atleta al via, perchè l'atletica che conta, negli incubi e nei deliri della Fidal, non è proprio questa.

03/07/10

Diamond League: Dix batte Tyson Gay e grandissimo Oliver: 12"9 sui 110hs

(a sinistra Walter Dix, giustiziere di Tyson Gay) - La notizia è il ritorno dopo oltre un mese di assenza di Tyson Gay, the challenger of Usain Bolt. Un infortunio lo aveva infatti tenuto lontano dalle piste, dopo le meraviglie dei 400 in meno di 45" e il 200 in rettilineo in 19"50. Ed esordio più difficile non poteva scegliere, ad Eugene, 6^ tappa della Diamond League, visto che si è andato a buscare il velocista al momento più forte al mondo sui 200 (escluso l'alieno), il connazionale Walter Dix (era quello che un tempo correva con le treccine rasta, ricordate?). E per buscarle, le ha buscate: 19"72 a 19"76 (vento +1,8), come il vecchio record di Mennea uguagliato il primo (e ogni qualvolta che qualcuno lo sigla, non possiamo non evocare il mito), cioè al momento il 20° tempo di sempre corso sui 200 (ma Dix vanta anche un 19"69 del 2007). Walter Dix aveva già corso in 19"89 e 19"86 quest'anno: Tyson aveva proprio voglia di testare il suo motore se ha deciso con il suo staff di affrontare un osso così duro: anche le sconfitte per i top-sprinter contano, così come l'imbattibilità. I due sub-20" portano il totale delle prestazioni ab urbe condita (da quando esiste l'atletica leggera) sotto i 20" (ottenuti regolarmente) a 180. 5° tempo personale per Tyson Gay (13 volte sotto i 20"). In chiave Barcellona, 8° il norvegese Ndure con 20"67. Probabilmente desta più sensazione il 12"90 (+1,6) di David Oliver sui 110hs, che è il 4° tempo di sempre corso dall'uomo sui 110hs: prima di lui nella storia della specialità troviamo solo Dayron Robles (col record del mondo di 12"87 e 12"88), e Xiang Liu (col precedente record di 12"88). Pareggiato il record americano di Dominique Arnold che correva in 12"90 nel 2006 a Losanna proprio dietro a Liu (il più veloce secondo posto della storia dei 110hs...). Oliver ha davvero messo nel mirino il record di Robles, che al momento sembra un pò lontano dai suoi standard. Il polacco Noga scende a 13"29 mentre il campione del mondo Braithwaite naufraga a 13"53. Elettrizzante anche la gara dei 100 femminili, dove Veronica Campbell Brown è letteralmente volata: 10"78 (solo 0,8 di vento a favore): 26° tempo di sempre per la jamaicana, che aveva un PB di 10"85. Nella sua scia, Shelly Ann Fraser corre in 10"82 (suo 4° tempo di sempre, vantando come Pb 10"73). Il fenomeno del 2009, Carmelita Jeter si ferma a 10"83 (l'anno scorso divenne la seconda donna più veloce di sempre... o la prima... con 10"64). Lashauntea Moore 10"99: 4 donne sotto gli 11". Marziana ancora Lashinda Demus, con 53"03 (già nello scorso meeting della Diamond League scrivemmo delle sue prestazioni sotto o a cavallo del 53"). Cavalcata senza avversarie per Tirunesh Dibaba sui 5000 (14'34"07), ma ancora una volta mastodontico Christian Cantwell, che ha sparato il peso a 22,41, cioè nel futuro... o nel passato. 25° risultato di sempre nelle liste all-time della specialità (purgata degli squalificati). Più di un metro sul secondo Dylan Armstrong (21,33), con Adam Nelson a 21,16. Spotakova solo terza nel suo giavellotto (spuntato) ad oltre 11 metri dal suo personal-mondiale di 72 metri. Grande 800 con ben 9 atlete sotto il muro dei 2', regolate con il miglior tempo dell'anno da parte di Mariya Savinova (1'57"56): per Cusma sarà davvero difficile battere questa russa, unica europea al traguardo di Eugene. Ma si sapeva, Elisa punterà prima alla finale, poi a quel che verrà. Irving Saladino, da parte sua, mette UN solo salto a referto (8,46) nella gara di lungo, per giunta ventoso (+3,6) ma presenta il conto a Dwight Phillips, il più regolare degli ultimi due anni (8,41 regolare). Infine vittoria a ridosso dei 50" per Allyson Felix (50"27) minacciata dall'africana Amantle Monthso (50"30). Per la Grenot segnali pericolosi da parte della russa Antonina Krivoshapka: 50"60.