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05/02/13

Musica per le nostre orecchie: Tyson Gay su 100, 200 e pure sui 400!

Qui una traduzione (libera, non avevo voglia di guardare il vocabolario per alcuni termini) dell'intervista a Tyson Gay e David Oliver di Chatal Denney, comparsa su Athletics Weekly negli scorsi giorni. 

Tyson Gay quest'anno è completamente libero dagli infortuni e sembrerebbe fermamente intenzionato a puntare su tutti i record personali in tutte le distanze. "Penso di correre 100, 200 e pure i 400 quest'anno. Voglio i PB in tutte le specialità, per migliorare quelli che ho già. Questo è il mio obiettivo". Tyson Gay, per quei pochi che non lo sapessero, è secondo nel ranking all-time dei 100 con 9"69 ed è ancora l'unico atleta della storia ad aver corso sotto i 10" nei 100, sotto i 20" nei 200 e sotto i 45" nei 400. Gay è stato costretto da un dolore cronico all'anca a subire un'intervento chirurgico nel 2011, tanto da costringerlo nel 2012 a puntare esclusivamente sui 100 delle Olimpiadi, dove è finito 4° con 9"80 perdendo così la sua prima medaglia olimpica, comunque vinta nella 4x100 con l'argento dietro la formidabile Jamaica di Bolt. 
In aggiunta al suo miglior 100 metri, che è stato corso nel 2009, Gay ha corso in 19"58 i 200 e 44"89 i 400. Molti sono incuriositi nel vedere cosa possa fare sui 400, sebbene Tyson abbia pianificato il lap-contest soltanto ad inizio stagione, sperando per il resto di giocarsela nello sprint breve ai Campionati Mondiali di Mosca in agosto. 100 e 200? 
Gay, che è di stanza a Clermont, in Florida, e che è allenato da Jon Drummond e Lance Brauman, è stato recentemente in Irlanda per visitare il suo nuovo terapista anti-infortuni Anthony Geoghegan e si è detto in buone condizioni di forma guardando positivamente verso la stagione. Lo sprinter trentenne si è detto molto impressionato dal terapista irlandese, e sembra che abbia imparato molto durante la sua permanenza in Irlanda, che lui stesso ritiene cruciale per rimanere in forma durante il 2013.
"Mi sto tenendo un pizzico più trattato, e sto imparando alcune cose. Non posso aspettare di tornare negli States per poterle applicare. Sto solo cercando di stare bene, di tenere la mia vita nelle mie mani, facendo quello che devo fare, compresa la riabilitazione. Penso che si debba puntare sulla riabilitazione, e non soltanto ricorrervi come sollievo agli infortuni. Bisogna fare riabilitazione sempre, solo così si può stare bene". 
Alla domanda se sentisse ancora dolore all'anca che l'ha perseguitato anche nel 2012, Tyson ha sorriso: "ancora poco, qui e qui, ma ora è molto meglio. Ci sono passato in mezzo l'anno scorso, e davvero oggi mi sento meglio. Dovrei essere in grado adesso di poter correre ancor più veloce". 
Con Tyson Gay era presente anche David Oliver in Irlanda (12"89 di Pb sui 110hs), che ha detto che salterà la stagione indoor del 2013 ma che comunque sembra in forma e che guarda speranzoso verso l'estate. In relazione al suo più grande rivale, il campione olimpico e nuovo detentore del Record Mondiale Aries Merritt, Oliver ha detto: "ha avuto una grandissima stagione l'anno scorso, ma questo è successo nel 2012. Oggi siamo nel 2013, così ognuno dovrà partire da zero. Non sono per niente preoccupato su quello che fanno gli altri. Io devo semplicemente andare là fuori ed attaccare ad ogni fare, ogni allenamento: questa è l'unica cosa che mi preoccupa". 

16/01/12

Pangea indoor: Gatlin e Oliver a Gainsville - Bailey sotto i 21" nei 200

Gattone Gatlin
Che è successo nel mondo nell'ultimo fine settimana? Andiamo con ordine e con Gattone Gatlin (a sinistra nella foto) che ha aperto il pacco 2012 con un bel 55 metri a Gainsville, dove ha vinto con il crono di 6"15 dopo una batteria corsa in 6"32. Ci si chiederà: quanto vale un 6"15? Ve lo dico subito: il record del mondo è il 5"99 di Obadele Thomson che risale al 1997: unico uomo del globo ad essere sceso sotto il muro dei 6" nella storia, anche perchè, parliamoci chiaro, non è che i 55 metri siano così diffusi. Il leggendario Ben Johnson, nell'anno che lo ha catapultato suo malgrado nell'empireo (il 1988), corse in 6"01. Basti poi pensare che prima di vedere un risultato tra i primi 30 all-time successivo all'anno 2000, si deve aspettare fino a tre settimane fa: Lorenzo Pooler ha piallato infatti un 6"09 a Southern Pines che lo ha posizionato al 28° di sempre. 6"09 come Carl Lewis, giusto per dare un altro metro di paragone. Rimanendo all'anno di grazia 2012 (nel senso di "grazia olimpica"), meglio di Justin The Cat, ha fatto pure Brandon McLean a Chapel Hill: 6"10, per un atleta enigmatico che sfugge alle liste, e che sembra fosse accreditato di un 6"4 manuale prima di questo exploit fissato non più di un paio di settimane fa: un miglioramento a velocità curvatura.
Nei 60 rimane la pole di Trell Kimmons, anche se la gente che è scesa sotto i 6"70 è ormai la stessa che si affolla prima di entrare in metrò alle 7:32 a Cadorna sulla MM1. Aspettiamo ancora una settimana prima di vedere i primi missili terra-aria e soprattutto il 28 di questo mese, allorquando Asafa Powell scenderà in pista a New York, probabilmente con il suo profiler sulle tribune a suggerirgli di non farsela sotto almeno quest'anno. 
Sui 200 altra impresa di Aldrich Bailey, di cui ho parlato ampiamente negli scorsi giorni: 20"99 a Fayetville cioè la seconda prestazione mondiale dell'anno per uno che è nato nel 1994: primo anno da junior. Mi ha pure clikkato "mi piace" sul mio articolo linkato su facebook. Lalond Gordon a New York corre in 46"51, mentre Julius Mutekanga (Uganda) corre in 1'18"38 i 600 a New York. 
Abdellah Haidane, altro articolo di ieri, con il 7'54"73 ha stabilito la miglior prestazione mondiale dell'anno, stando alle liste che circolano per la rete.
David "lo smilzo" Oliver
Altro pezzo-da-90 che ha deciso di pompare i suoi quadricipiti fra le barriere alte, dopo il brutto mondiale  a Daegu, è stato Capitan America David Oliver, anche lui sui 55 metri di Gainsville. Esordio a 7"13, in una specialità che vede ancora le vestigia della living legend Renaldo Nehemiah, (anche un superbowl per lui con i 49ers, anche se la sua nomea non pareggiava certo quella di Tebow) che la bellezza di 33 anni fa, correva in 6"89. Sui 60hs Dexter Faulk consolida la sua leadership, scendendo a 7"62 a Lincoln. 
Mentre l'Italia coltiva un paio di atleti giovani, la Germania sembra aver trovato "la strada": l'ultima novità è l'astista Karsten Dilla, che si inerpica fino a 5,72 a Leverkusen. 
Primo 8,00 nel salto in lungo del 2012 per l'americano Norris Frederick e primo 17,00 nel triplo per il russo Yuriy  Kovalyov a Mosca. 

Kellie Wells
Patricia Hall sui 200 porta la WL a 23"42 a College Station, mentre Aleksandra Fedoriva migliora il suo tempo sui 300 già corso una settimana fa, scendendo a 36"54. Nessuna ancora sotto i 53" sui 400. Mezzofondo ancora dormiente, e bisogno arrivare ai 55 ostacoli per godere di Kellie Wells: 7"47 anche lei a Gainsville, ad un decimo dal personale e a 17 dal mondiale della meteora Tiffany Lot-Logan, che corse 7"30 nel 1997. Sui 60hs la vetta è a soli due centesimi da Marzia Caravelli (8"07 di Brianna Rollins). Silke Spiegelburg nell'asta mostra già grandi cose: 4,77,. Ma non è la sola atleta top, considerato che a Birmingham (Alabama) è tornata in pista anche la campionessa mondiale Brittney Reese: 6,62 e WL. 

03/04/11

Jeff Demps sui 100 - Tripletta di Sally Pearson - Disastro Fabrice Lapierre


(di Sasuke) Qualche risultato di buon livello dal mondo in queste prime settimane di gare all’aperto. In Australia, alla finale del Australian Athletics Tour tenutasi in due giornate a Perth, Sally Pearson ha realizzato l’ennesima doppietta (anzi tripletta in questo caso) vincendo i 100 metri (11.20), i 200 (23.22) e i 100 ostacoli in 12.85; l’australiana però si è detta insoddisfatta in quanto inseguiva i tempi di 11.10 e meno di 23 da tutta la stagione. Buona forma, comunque, per lei che ha già gareggiato tanto.
Tra gli uomini modesta affermazione di Aaron Rouge-Serret che vince i 100 (10.38) e i 200 (22.87); il tempo sui 200 appare molto modesto e infatti i dati riportati dalla Iaaf sono errati; in caso contario, la Pearson avrebbe potuto vincere quasi anche la prova maschile. Il vero tempo di Rouge-Serret è di 20.87.
Giro di pista con ostacoli con risultati discreti che ha premiato Brendan Cole (sotto i 50 secondi in 49.94) e Jana Pittman (55.75).
Da citare infine anche l’esordio all’aperto di Fabrice Lapierre, evidentemente in condizione pietosa e incapace di fare meglio di quattro nulli, chiudendo la gara con due soli salti validi: il migliore di 7.48. Vittoria a Mitchell Watt, capace di 8.21 (terza volta sopra gli 8.20 di quest’anno per lui) ma anche di 8.06 e 8.11. Da ricordare poi che Lapierre l'anno scorso fu capace di giungere fino a 8.78 (ventoso) proprio sulla stessa pedana; visto il risultato non sorprende che l'atleta abbia saltato le indoor.
In America, invece, si sono tenute le classiche Florida Relays a Gainesville.
Tra i protagonisti più attesi c’erano David Oliver e Xavier Carter (sui 100) che però non si sono presentati. Risultati di buon livello dai 100 metri grazie alla vittoria di Jeff Demps, di cui parlavamo qualche tempo fa, capace di imporsi con 10.07.
Buone le prove dei 200 e dei 400 metri femminili: nei 200 troviamo Natasha Hastings a 22.77 su Aurieyall Scott (22.98) e Shana Kox (23.41, meglio e seconda nei 400 metri con 51.46) mentre nel giro di pista ottima affermazione di Francesca McCorory già capace di un ottimo 50.50; di gran lunga record della manifestazione. Poco altro da citare, come la sconfitta (seconda della stagione) di Dwight Thomas (solo 13.58) ad opera di Joel Brown (13.55). Modesti i risultati dalle varie pedane dei concorsi.

12/02/11

Domani sera Meeting di Karlsruhe: allacciamo le cinture

Il monumentale David Oliver
Nel meeting tedesco di Karlsruhe (cambiate blog, per favore, se scrivo ancora una volta che in Germania fanno meeting internazionali ogni 3 giorni e in Italia non ne fanno più da anni) la bestia-umana David Oliver sarà come il famelico leone invitto del Colosseo, che sbrana da ormai un paio di anni tutto quello che gli viene portato in offerta con ferocia e senza lasciare brandelli di cartilagine in giro. Pulisce pure, prima di leccarsi. Non so se gli piace la cucina cinese, ma domani sera tra le varie portate avrà un certo Liu Xiang, che non più di 3 mesi fa correva in 13"09 ai campionati asiatici, mentre a couple di giorni fa terminava a 7"60 la sua fatica sui 5 ostacoli al coperto (ma 7"42 di PB). Troppo piano per l'animale americano, che sembra più un body-builder che un ostacolista. Una cassa toracica a prova di Mister Olympia, per lui che divora gli ostacoli come se fossero pillole di BCAA. A proposito, il suo recente 7"37 a Stoccarda è un solo centesimo superiore al record americano, detenuto in contemporanea dai tre Dioscuri dell'ostacolismo americano, che il solo pronunciarli fa tremare i polsi: Greg Foster, Allen Johnson e Terrence Trammell. Il primo correva quel tempo addirittura nell'87. L'ultimo è ancora vivo (sportivamente) e più che vegeto. Una divinità a tre teste vissuta in epoche diverse. Si aggiungerà anche la quarta in modo da poterli raffigurare come il Monte Rushmore nell'albo dei record, coi faccioni impressi nella roccia? Sto impazzendo, è vero, ma questo Oliver sembra davvero un Golem, quei mostri della mitologia ebraica, senza punti deboli. 
Nei 60 metri Mike Rodgers è l'uomo ovunque della stagione europea indoor: ma stavolta arriva diretto da Stoccarda dove si è preso l'oremus da quel "vecchietto" di Kim Collins (6"52 a 6"53), che giusto per non perdere il vizietto si ripresenta sui blocchi di partenza. Ma saranno della partita anche i nostri Emanuele Di Gregorio e Simone Collio: il primo è al momento capolista continentale, mentre il secondo è alla ricerca di una prova convincente, anche se probabilmente ha ambizioni più rivolte all'estate. Di sicuro se ci piazza il tempone, non lo vedo abbandonare la pugna per dedicarsi al giardinaggio durante gli Eruoindoor. Ma attenzione anche al mio "amico" Pascal Mancini (Svizzera) che è uno degli sprinter del vecchio continente più in palla e che su facebook dichiarava di essere in forma eccezionale e che se non fosse stato per la falsa di due giorni fa... vediamo. Non ci resta di aspettare quello che succederà nel tardo pomeriggio di domenica, visto che è prevista una nutrita schiera di sprinter della blue-stars flag. 
E poi, poteva mancare Oleysia Povh? L'Alessia? No. E' diventata come il prezzemolo. Visto i neologismi creatisi negli ultimi anni qui in Italia, di matrice televisiva, la chiameremo la "prezzemolina-Povh". Sta monetizzando il suo stato di forma, evidentemente: ma ci arriva a Parigi, tra un mese? 8 gare in 15 giorni: stasera arriva a 10. Chiamate la neuro. Sulla sua strada la tedesca Verena Seiler (sembra quasi un cognome austriaco), oro dei 100 di Barcellona e Bronzo nei 60 di Torino '09, ma che rischia tanto davanti alla pallottola ucraina. Poi zitta-zitta, alle spalle della prezzemolina, arriva la connazionale Maria Ryemyen, che intanto ha piazzato un doppio 7"17 nell'ultima gara e chissà mai che gli piazza pure il colpaccio prima o poi. Gara da vedere assolutamente, anche perchè del lotto fa parte anche la francese Soumarè, che a Barcellona ha vinto i 200 e che rappresenta la vera erede di Madamoiselle Arron. 
Nei 400 Marta Milani, migliorata fino a 53"10, ha uno dei 2/3 match-point per ottenere il minimo per Parigi che ancora non ha ottenuto (per soli 10 centesimi). La russa di turno capita a fagiolo: Antonina Krivoshapka, con Pb di 49"29 all'aperto e di 50"55 indoor. La gara avrà quindi già in partenza un attore protagonista. Vedremo se poi se la Milani potrà essere l'attrice co-protagonista o una comparsa. Mauriel  Hurtis a sorpresa tra le partecipanti della disfida. 
Chiaro, sicura protagonista sarà poi Antonietta Di Martino, che tutto si può dire, tranne che non sia in forma. Vediamo se la pedana di Karlsruhe sarà bella dinamica come quella di Banska Bi-qualcosa in Slovacchia. Solite avversarie di stagione e di nazione (russa): Svetlana Shkolina e Vicktorya Klyugina.  
Infine, Emanuele Formichetti iscritto nella gara di lungo, che vedrà al via anche il kafkiano Sebastian Bayer (un giorno da leone nella sua carriera, quello di Torino '09, e tanti altri... no) e l'altro tedesco Nils Winter, che la stagione indoor ce l'ha... nel Dna. Per motivi semantici.